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Marzo • 2015

VIOLENZA CONTRO DONNE E MINORI ◊ Di Margherita Rocchi Infermiera. margherita.rocchi@gmail.com

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la violenza contro i minori uno dei maggiori problemi di sanità pubblica. Tutt’oggi è un fenomeno sottostimato in quanto molti casi non vengono all’attenzione dei servizi sociali o delle autorità competenti. Per questo i dati che più si avvicinano alla realtà sono quelli che risultano da un’analisi retrospettiva del fenomeno. Dagli studi è emerso anche che c’è una forte correlazione fra maltrattamento dei bambini e violenza contro le donne in ambito familiare. Per questo si parla di violenza assistita perchè il 62% degli episodi di violenza sulle donne da parte del partner è avvenuto in presenza di figli minorenni. Le ripercussioni della violenza sul bambino sono plurime, danni fisici, danni psicologici, fino alla morte. Ma è importante ricordare anche il problema della “trasmissione della violenza”. Chi ha subito maltrattamenti durante l’infanzia e non ha potuto rielaborare l’esperienza, da adulto presenta un rischio superiore di diventare un genitore maltrattante o un partner abusante rispetto a chi non ha subito alcuna forma di violenza. In sintesi: le violenze sui minori sono frequenti e hanno un impatto devastante sia sulle vittime, sia sulle generazioni successive, quindi è molto importante identificarle, prevenirle, o comunque limitarne le conseguenze negative; in questo ha un ruolo centrale e fondamentale l’infermiere. L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che “ogni nazione o ogni operatore ha la responsabilità di ridurre il fenomeno del maltrattamento attraverso misure preventive e deve garantire protezione, giustizia e cure per i bambini che sono stati maltrattati”. Il fenomeno deve essere affrontato in un’ottica di prevenzione, diagnosi e trattamento precoci. A tal fine è importante conoscere quali sono i fattori di rischio, i segni e i sintomi che devono far sospettare la presenza di violenza e determinare, quindi, le azioni da intraprendere. I fattori di rischio possono essere suddivisi in tre gruppi: • fattori di rischio individuali (caratteristiche dei bambini) come nati da gravidanze indesiderate, che richiedono attenzioni speciali; • fattori di rischio legati alla famiglia come violenza domestica, approvazione e/o utilizzo di punizioni fisiche, separazione conflittuale dei genitori, psicopatologia di uno o di entrambi i genitori; 20

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• fattori di rischio legati alla comunità come tolleranza o valorizzazione della violenza, rapporto tra i sessi caratterizzato da valori patriarcali e maschilisti, carenza di servizi di supporto alle famiglie, conflitti sociali o guerre Gli indicatori di violenza sono costituiti da: • sintomi psicologici/comportamentali come: agitazione irrequietezza, aggressività, difficoltà di concentrazione, disturbi del sonno, autosvalutazione, ansia, fobie • sintomi e segni fisici come: ematomi, ecchimosi in sedi che normalemente non vengono urtate, o in bambini non in grado di deambulare, ematomi multipli della stessa forma e dimensione, ustioni in sedi non usuali, con spiegazioni non plausibili, ustioni a guanto, a calzino o che riproducono la forma di un oggetto, danni viscerali in assenza di trauma maggiore, fratture multiple con diversi stadi di guarigione, lacerazioni genitali, sanguinamenti genitali persistenti. Un atteggiamento scorretto da parte della prima persona adulta alla quale il bambino racconta la sua storia potrà compromettere gravemente il successivo iter diagnostico e giudiziario e il percorso per la riparazione del danno. E’ importante quindi avere un atteggiamento di ascolto sincero, mostrando di tenere in grande considerazione quanto raccontato dal bambino e trasmettere la sensazione che si farà di tutto per aiutarlo. Il principale intervento di tutela che un operatore sanitario può attuare in queste situazioni è la segnalazione. La segnalazione é una comunicazione che va inoltrata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni in tutti i casi in cui sussista una condizione di rischio1 oppure di pregiudizio2 per un minore, al fine di attivare i necessari interventi di protezione dello stesso. La segnalazione è un atto di responsabilità individuale obbligatoria per i pubblici ufficiali e per gli incaricati di pubblico servizio (artt. 357 e 358 c.p.) e riguarda gli operatori sociosanitari ma anche gli insegnanti. La violenza contro le donne è una delle forme più diffuse di violazione dei diritti umani. Essa rappresenta una grave criticità per il sistema della sanità pubblica e un grave ostacolo all’eguaglianza e allo sviluppo sociale. Tra le varie forme di violenza contro le donne, la violenza domestica, ovvero attuata da un partner intimo -marito, convivente, fidanzato- è

Obbiettivo Professione Infermieristica nr. 2/2015  

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