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Borse di studio e tirocini in tutto il mondo

Tanti scatti per l’Università di Palermo

Giornata dell’arte e della creatività il 14 maggio

Una panoramica sulle opportunità di Bruxelles, e non solo.

Premiati gli studenti vincitori del Concorso fotografico ERSU.

Al San Saverio la manifestazione che vede gli studenti protagonisti.

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Regione Siciliana

ERSU Palermo Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario

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Corriere degli Studenti Universitari edito dall’ERSU di Palermo • Anno V • N° 2 • Marzo - Aprile 2009 • copia omaggio

Schiavuzzo, un “nuovo” pensionato nel centro storico di Palermo

L’Aquila un monito per tutti, ma non basta la solidarietà

Parla il presidente Antonino Bono

Il terremoto dell’Abruzzo ha riportato l’Italia con i piedi per terra. Poca prevenzione e, peggio, pessima gestione della cosa pubblica hanno causato lo scandalo di strutture pubbliche crollate sulla testa di tante vittime innocenti. Ma che paese è un paese che seppellisce i propri figli migliori sotto le macerie, che nazione è una nazione che uccide il proprio futuro in questo modo ignobile? A parte le polemiche, tanta solidarietà da tutta Italia; anche l’ERSU di Palermo sta facendo la propria parte avendo deciso di ospitare nelle proprie strutture gli studenti dell’Università de L’Aquila che vorranno trovare immediatamente un tetto per non interrompere la propria strada universitaria. C’è ovviamente da augurarsi che l’insegnamento sia bastato a tutti. Qui torna il tema della necessità che tutti i pubblici funzionari ed i politici facciano sempre il proprio meglio, mentre per i cittadini c’é il dovere morale di non tacere mai sugli abusi e sulle storture di cui si é a conoscenza trovando il coraggio di denunciare, sempre, chi non fa il proprio dovere. Adesso, ci auguriamo che non succeda in Abruzzo quanto successo con il terremoto del ‘68 in Sicilia. Dopo 41 anni ancora ci sono edifici non restituiti ai cittadini. Da questo punto di vista é emblematico il caso della struttura che il prossimo 22 aprile l’ERSU di Palermo andrà ad inaugurare quale nuova casa dello studente: lo Schiavuzzo. Una proprietà del Comune di Palermo chiusa proprio a causa del terremoto che colpì la Sicilia quaranta anni or sono e che sta tornando a nuova vita solo adesso grazie alla convenzione tra ERSU, Comune, Università e Iacp che ne ha curato la ristrutturazione grazie ai tre milioni di euro che l’ex Opera Universitaria é riuscita ad ottenere dai “fondi Cipe”. E’ il caso di dire finalmente, ma é anche il caso di salutare con vero piacere questo evento che segna un ulteriore passo avanti nella direzione di una città che si apre ai giovani attraverso l’ospitalità nel centro storico. Una iniziativa in cui a guadagnarci é anche la città che vede riqualificare significativamente il proprio tessuto urbano. Ma la buona notizia per Palermo e per gli universitari non é finita; entro l’anno altre due strutture saranno aperte proprio nel centro storico: l’Hotel Patria, in via Alloro, sempre nella zona “Fieravecchia”, e la Santissima Nunziata accanto alla bellissima chiesa di Casa Professa. Le cose buone il pubblico le sa fare, speriamo solo che il lavoro che l’Ersu di Palermo sia la normalità.

(Lu.In.) Gentile Presidente, il 22 Aprile ci sarà l’inaugurazione dello Schiavuzzo, qual‘è l’importanza dell’apertura di questa struttura per l’ERSU? L’apertura dello Schiavuzzo ha 2 significati principali: innanzitutto il ripristino di una struttura da utilizzare come residenza universitaria che amplifica la disponibilità di posti letto per gli studenti fuorisede di Palermo. Lo Schiavuzzo ha poi un’importanza culturale per il fatto che tale struttura è sita nel centro storico, in una realtà che è ancora degradata. La presenza della popolazione studentesca riuscirà sicuramente a rivitalizzare la zona. A breve, poi, noi apriremo altre due residenze in quell’area: l’Hotel Patria a circa un centinaio di metri dallo Schiavuzzo e, non molto lontano, la Santissima Nunziata, alle quali si aggiunge l’ala dell’ex Casa del Goliardo che si affaccia su Piazza Marina. Edifici che porteranno nel centro storico circa 250 studenti, favorendo l’economia del territorio. Dopo i Biscottari e Casa del Goliardo, lo Schiavuzzo rappresenta un altro punto di arrivo di un progetto che l’ERSU, sotto la mia Presidenza, ha iniziato nel 96, quando casualmente scoprimmo che erano depositati nelle casse della Regione 150 miliardi di lire da destinare agli atenei siciliani, fermi dal 1989. Mentre Catania e Messina decisero di utilizzare tali fondi per la creazione dal nuovo di strutture, che poi non sono mai partite, con i 60 miliardi del vecchio conio spettanti al nostro ateneo, Palermo ha fatto la scelta di destinarli al ripristino di edifici abbandonati e posizionati nel centro storico. Operazione lungimirante perché ha rinforzato l’asse che va da via Maqueda (sede della facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche) a via Archirafi dove è sita la facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. Ma non ci fermeremo qui: anticipo, infatti, anche l’apertura di un’altra sede prevista in Via Matteo Bonello, nei pressi dell’Accademia delle Berte Arti. Il progetto di valutazione è in itinere.

Dario Matranga


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ERSU Palermo Edificio 1 – Residenza Santi Romano, Viale Delle Scienze - 90128 Palermo www.ersupalermo.it - info@ersupalermo.it tel.: 091.6546001 - fax 091.654520 Presidente: Antonino Bono presidente@ersupalermo.it Consiglio di Amministrazione Stefano Boca Paolo Torrente Luca Lombardo Luca Bonanno Maria Pia Paternostro Liborio Provenzano Antonino Sala Salvatore Vernuccio (vicepresidente) Revisori dei Conti Tommaso Spatola (presidente) Danila La Cognata Elena Pizzo Direttore: Aldo De Franchis tel.: 091.6545919 direttore@ersupalermo.it Unità Operativa 1 (Borse di studio) Ufficio Tecnico ed Attività Culturali tel. 091.6545921 unitaoperativa1@ersupalermo.it Unità Operativa 2 Case e Mense Universitarie tel.: 091.6545939 Capo Ufficio Stampa Dario Matranga tel.: 091.6546264-6010 - 338.9899306 ufficiostampa@ersupalermo.it Segreteria Presidenza e CdA Grazia Lo Curto tel.: 091.6545939 presidente@ersupalermo.it Segreteria Direzione Donata Cardella tel.: 091.6545922 segreteria@ersupalermo.it Ufficio legale e gare Avv. Antonino Ignazzitto tel.: 091.6545911 ufficiogare@ersupalermo.it ufficiolegale@ersupalermo.it Ufficio del Consegnatario Giuseppe Ippolito tel.: 091.6545916 consegnatario@ersupalermo.it Ufficio Economato Enrico Barranco tel.: 091.6546002 Ufficio Orientamento e Comunicazione Salvatore Comito tel.:091.6546005 comunicazione@ersupalermo.it Ufficio Cultura Silvana Montera tel.: 091.6547021 cultura@ersupalermo.it Ufficio Residenze Gerlanda Di Giovanni tel.: 091.6546649 residenze@ersupalermo.it Ufficio Servizi di ristorazione Elena Zauner tel.: 091.6546146 ristorazione@ersupalermo.it Ufficio Ragioneria e Contabilità tel.: 091.6545904 - 5905 - 5908 - 5907 ristorazione@ersupalermo.it Ufficio Tecnico Geom. Rosario Enea tel.: 091.6547024 ufficiotecnico@ersupalermo.it Residenza Universitaria Santi Romano viale Delle Scienze - Edificio 1 tel.: 091.6546001 Residenza Universitaria San Saverio via Di Cristina, 39 tel.: 091.6547099 Biblioteca San Saverio Maria Vitello tel.: 091.6547011 mariavitello@ersupalermo.it Residenza Universitaria Biscottari via Dei Biscottari tel.: 091.6548106 Residenza Universitaria Hotel de France piazza Marina, vicolo Sant'Uffizio tel.: 091.6096000 Aule Internet “Maurilio Lo Cascio” Piano ammezzato - viale delle Scienze Edificio 1 • tel. 091 6546139 “San Saverio” via Di Cristina, 39 SERVIZIO ACCOGLIENZA PUBBLICO (S.A.P.) Palermo: viale Delle Scienze - Edificio 1 Residenza Universitaria Santi Romano Paolo Manzullo aperto dal lunedì al venerdì 10,00–13,00 tel. 091.6546148 - 6249 info@ersupalermo.it Agrigento: c.da Calcarelli, via Quartararo, 6 tel.: 0922.619308 aperto lun. mer. ven. 8,30–13,30 sapag1@ersupalermo.it Villa Genuardi, via Ugo la Malfa tel.: 0922.552111 aperto: mar. giov. 8,30–13,30 sapag2@ersupalermo.it Trapani: lungomare Dante Alighieri tel.: 320.8005911 aperto: lun. mer. ven. 8,30–13,30 saptp@ersupalermo.it

Torna a splendere lo Schiavuzzo Dopo quasi 40 anni di abbandono bassa versatile nell’uso. Gli studentorna a splendere lo Schiavuzzo, ex ti hanno inoltre a disposizione convento prima, e sede dell’istituto diverse stanze di arte dopo, oggi trasformato in comuni (di cui accogliente residenza universitaria. alcune ancora Frutto del protocollo d’intesa in via di allestipulato dall’ERSU, stimento) adibil’Università di Palermo, te a sala televil ’ I s t i t u t o sione, stanza Autonomo da pranzo con Case Popolari angolo cottura, e l’amminidue strazione comunale, lo Schiavuzzo è il fiore all’occhiello dell’università palermitana, grazie all’eleganza della struttura e alla comodità degli spazi. Lo stabile è articolato su due piani che si affacciano su un ampio cortile interno adornato da alberi e fiori e arricchito da storici affreschi dipinti su parte delle pareti. Sono presenti camere singole e doppie, entrambe dotate di servizi igienici all’interno, telefono, cavo tv e collegamento a internet. La dimensione delle stanze è più grande rispetto agli standard delle altre residenze e gli arredi interni sono in legno massello e comprendono, oltre a letto, armadio e scriva- L’ingresso dello Schiavuzzo. alto, Piazza Rivoluzione e la fontana del Genio. nia, una libreria In Sotto e nella pagina accanto, il chiostro interno e particolari.

in moto una serie di attività comsale studio, biblioteca e un merciali utili per la città. E poi ampio terrazzo panoramico. La anche il vicinato ha accettato di struttura è ubicata nell’omonima buon grado la presenza degli stuvia, nei pressi di Piazza Rivoluzione, denti”. nel cuore del centro storico, zona L’apertura ufficiale della residenza che, grazie alla presenza degli stuuniversitaria dello Schiavuzzo è fisdenti, verrà sicuramente rivalutata, sata per il 22 aprile alle 11 a.m.. come è già successo con l’apertura Per l’occasione sono state invitate della Casa del Goliardo in Piazza le più alte cariche politiche regionaMarina, oggi meta di turisti. li e del mondo accademico. Ad allieCome afferma la dr. Gerlanda Di tare la cerimonia di inaugurazione Giovanni, responsabile dell’Ufficio ci sarà poi il Coro dell’Università di Case: “lo Schiavuzzo è bello perché Palermo, diretto dal maestro Pietro è in pieno centro, ma all’interno è Gizzi. molto silenzioso, per studiare, quindi, è il contesto ideale. Con l’apertura dell’Hotel - Superficie totale 3970 metri quadrati Patria, sito - 2520 metri quadrati per gli spazi interni nelle vici- 1450 metri quadrati per gli spazi esterni nanze, inol- Ospita 71 studenti in stanze singole e doppie tre, il quartiere verrà - Camera più piccola 13,80 metri quadrati riscoperto, - Camera più grande 52 metri quadrati poiché gli - Stanza comune più grande 120 metri quadrati studenti mettono - Stanza comune più piccola 42 metri quadrati

I numeri del pensionato

“Alto livello ricettivo per gli studenti” Gentile direttore, dopo quasi 5 anni di lavori di ristrutturazione, giorno 22 aprile, sarà inaugurata la residenza universitaria dello Schiavuzzo, è soddisfatto del risultato raggiunto? Lo Schiavuzzo se non è la più bella, è sicuramente la più affascinante fra le residenze universitarie che l’ERSU gestisce. Temevamo si dovesse aspettare ancora per l’apertura, ma grazie all’impegno di molte persone che in più casi sono andate oltre le proprie mansioni - siamo riusciti a chiudere il cerchio e a disporre oggi di una nuova struttura già funzionante. L’inaugurazione della residenza è stata programmata solo dopo l’apertura della stessa agli studenti, come mai? Sì, lo Schiavuzzo verrà inaugurato con gli studenti dentro, ma non a caso. Lo abbiamo voluto al fine di accelerare l’operazione di apertura a tutti gli effetti. A maggio, poi, in occasione della manifestazione “Cori in Amicizia” ospiteremo qui un coro proveniente dalla Russia e contemporaneamente uno dell’Università di Bari. Cosa è previsto per il giorno dell’inaugurazione? Se la città ci regala una bella giornata di sole la cerimonia di inaugurazione si terrà all’aperto nel giardino più grande dello stabile, in caso contrario usufruiremo di una delle ampie sale comuni o dei corridoi al di sotto del colonnato. Ad allietare la celebrazione ci sarà poi il coro universitario diretto dal maestro Pietro Gizzi. Quali sono i pregi dello

Schiavuzzo? E i servizi offerti? Lo Schiavuzzo è una fra le residenze universitarie più comode per gli studenti. Le stanze sono tutte altamente vivibili poiché le

singole misurano circa 20 mq, mentre le doppie arrivano fino a 35/40 mq, in particolare nel corpo basso dello stabile. Sono presenti una sala Tv, una sala lettura e un salone al piano superiore che diventerà una biblioteca. Ogni stanza è dotata di servizi igienici personali, telefono, cavo tv e collegamento a internet. Prima della riapertura di settembre sarà, inoltre, completata la sala da pranzo con la realizzazione di una cucina comune. Oltre agli spazi interni, lo Schiavuzzo ha due giardini che ben si prestano a manifestazioni all’aperto e un ampio terraz-

zo utilizzabile dagli studenti per attività di vario genere. Considerata la grandezza di alcune camere, è previsto un angolo foresteria?

In realtà con l’apertura della parte della Casa del Goliardo che dà sulla piazza – che verrà consegnata entro l’estate – agli 11/12 posti letto destinati a foresteria già presenti in tale residenza, se ne aggiungeranno altri 35 circa. Tuttavia anche allo Schiavuzzo, probabilmente, si riusciranno a ricavare 10 posti letto da dedicare alla foresteria. Con l’inaugurazione dello Schiavuzzo mancano adesso all’appello soltanto l’Hotel Patria e l’Istituto Santissima Annunziata, quali sono i tempi per l’apertura di queste ultime due residenze? Sia nel caso dell’Hotel Patria che dell’istituto Santissima Nunziata abbiamo riscontrato problemi alle vie fognarie per cui è probabile che per l’apertura passi ancora un po’ di tempo. Tuttavia, noi siamo già pronti a partire con la gara relativa agli arredi, per cui una volta risolto tale problema, saremo in grado di concludere i lavori e possibilmente di utilizzare le strutture già a settembre. Se tutto va bene, quindi, da settembre l’Università palermitana godrà di tre nuove strutture operative? Sì. Chiudere questa faccenda entro settembre sarebbe un fatto di grandissima rilevanza per l’ente perchè significherebbe avere 1000 posti letto in più e, teoricamente, non necessitare il ricorso a convenzioni esterne con privati. In ogni caso sarà il Consiglio di Amministrazione dell’ERSU a decidere in merito. Luana Infantino


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Da convento a pensionato universitario (Lu.In.) La storia dell’apertura dello Schiavuzzo è lunga 5 anni. Responsabile del progetto è Monica d’Agostino, architetto dell’Istituto Autonomo Case Popolari, al quale il comune di Palermo ha affidato i lavori di ristrutturazione. I primi interventi sono stati effettuati nel 2000, ma furono interrotti poco tempo dopo a causa di un ricorso amministrativo portato avanti da una ditta concorrente. Ripresi l’anno successivo, i lavori di ricostruzione sono terminati nel 2006, quando la struttura è stata consegnata all’ERSU. Con il processo di recupero si è cercato di mantenere inalterata la bellezza architettonica ori-

ginale, adattandone la struttura alle esigenze del suo nuovo uso. Ed è grazie a quest’intervento che lo stabile originario non è stato trasformato nelle sue componenti estetiche principali, ma ha mantenuto tutto il fascino del suo trascorso. Sono ancora presenti, infatti, degli affreschi, risalenti al periodo in cui lo stabile era s e d e dell’Istituto di Arte della città, e la chiesa (oggi proprietà del comune) che i primi proprietari fecero costruire nel lontano 1590 in onore alla Madonna delle Grazie. Come esito di tale politica lo Schiavuzzo è oggi un’agevole struttura moderna immersa in un passato ancora presente.

La parola agli studenti ospiti

con gli altri ragazzi, poi, è molto bella; spesso la sera ci mettiamo in giardino a suonare e cantare con la chitarra. Unica cosa che mi spiace è che non c’è la mensa all’interno, anche se so che metteranno una cucina comune”.

Angela, 21 anni, iscritta al terzo anno del c.d.l. in Economia del turismo, è una dei primi abitanti della residenza universitaria. Tra i pro della struttura sottolinea la comodità delle ampie stanze e del bagno in camera, così come la vicinanza al centro della città: “Vivo qui da 15 giorni e mi trovo benissimo. Ho scelto pure la stanza che preferivo. Dista un po’ da Viale delle Scienze, ma preferisco fare un po’ di strada a piedi e vivere in una struttura che mi fa sentire come in una pensione. La vita

Vincenzo, 22 anni, iscritto al primo anno fuoricorso del c.d.l. in Scienze Politiche, vive allo Schiavuzzo da 15 giorni e trova la struttura molto comoda per le sue necessità, poiché ubicata abbastanza vicino alla sede della sua facoltà. “Negli anni passati ho abitato in altre strutture universitarie, mi sono trovato sempre molto bene, ma ho dormito in stanze piccole e con docce in comune. Adesso, invece, ho una camera più grande e vivo in un posto più tran-

NO LUCA BONAN

ra. missione Cultu Presidente Com non da è una struttura Lo Schiavuzzo di vista o nt pu U, che dal poco per l’ERS re de sidenmoniale possie storico e patri ta è la più es , mentre qu ze più moderne iosa. della antica e prestig di Presidente ità al qu in , e gli Io ch ico sp au , Cultura Commissione r organizno utilizzati pe sia i rn te es i az sp zare eventi cultu in li, ra se rali quanto, per il modo in cui lo stabile è edificato, si credo possano realizzare attività molto in te re ss an ti. il Spero poi che restaual più presto al da ve ov pr e un girato com o at st è e al , nella qu ro della chiesa fia Loren. un film con So

La storia

Lo Schiavuzzo è fra le residenze universitarie palermitane quella più antica e ricca di storia. La sua costruzione risale al 1590 quando, per volere di una nobile famiglia palermitana, i Vernagallo, un comprensorio di case di loro proprietà venne trasformato in chiesa, dedicata poi alla Madonna delle Grazie. Nel 1623 il barone di Santa Venera dispose l’edificazione di un monastero, assegnato per i 33 anni successivi ai Carmelitani. In seguito la struttura passò nelle mani delle suore del Conservatorio delle Donne Riparate, grazie alle quali il convento venne ingrandito e abbellito con decorazioni lungo le pareti e nella volta. L’elegante aspetto dello stabile attuale è opera del loro intervento. Con la soppressione degli ordini religiosi del 1866 si ebbe il passaggio alla proprietà demaniale. La struttura subì profondi cambiamenti: vennero modificate le finestre, furono annesse le fabbriche adiacenti e venne edificato un nuovo edificio di un piano destinato a laboratorio di pittura. Il 16 settembre del 1926 lo Schiavuzzo divenne la sede ufficiale della Scuola d’Arte Autonoma, il cui scopo era quello di creare una classe di artigiani e di capi di industrie artistiche ben preparati nell’Arte e nella tecnica. L’antica storia dello Schiavuzzo s’interrompe con il terremoto del 1968, che rese orfano l’istituto, ma ricomincia oggi con gli studenti dell’Università degli Studi di Palermo. quillo e comodo per studiare”. Giovanni, 23 anni, iscritto al primo anno fuoricorso del c.d.l. in Agraria, è ospite della residenza da due settimane e ne apprezza l’ampiezza degli spazi, l’ordine e la pulizia, che considera ideali per uno studente. Lamenta, invece, la temporanea mancanza della mensa e della biblioteca, ma principalmente la distanza dalla sua facoltà e la difficoltà di raggiungerla con i mezzi pubblici: “È un posto tranquillo, si studia benissimo, però mi viene distante. Per prendere un autobus devi andare alla stazione centrale, ma se arrivi fin lì non ha più senso prendere il bus, l’ideale sarebbe una navetta universitaria che colleghi la struttura con la cittadella universitaria”.

PAOLO TORRENTE

LUCA LOMBARDO

Presidente Commiss ione Case e Mense. Lo Schiavuzzo è un a struttura bellissim a, con ampi spazi co muni. All’interno c’è una chiesa - di pro prietà del comune che sarebbe impo rtante avere perch è potrebbe diventare un laboratorio cultu rale o magari un ’aula multimediale. Unico neo della res idenza è la zona un po’ degradata, ma cre do sia un problema temporaneo, poich é, come è avvenu to per altre aree della città, la presenza degli studenti sarà vantaggiosa perché risolleverà in parte le attività commerciali del circondario. Con l’apertura dello Schiavuzzo, inoltre , l’ERSU ha la possi bilità di offrire un numero maggiore di posti letto, che, in un periodo di difficoltà economiche, rappres e n t a un’opportunità fondamentale per molti studenti fuorisede.

LIBORIO

ANO PROVENZ iritto D le egiona

one R Commissi . io allo Stud

Presidente Commiss ione Borse di Studio e componente Comm issione Regionale Diritto allo Studio.

L’apertura dello Sc hiavuzzo rappresen ta un importante tragu ardo per l’ERSU, in e ch lla e b iù p quanto significa, da ruttura un lato, offrire agli a soliuzzo è la st studenti dell’ateneo , storica m Lo Schiav ca ti n a i, rt e a d palermitano una p ie in ss , o p zi a U maggiore possibilità l’ERS ampi sp di posti letto, dall’alinosa e ha m lu È . a d tro, rivalutare un’ar ea del centro storic ue bei o colare d an cora in stato di degra a b b a do. i il rt co La str uttura, poi, è molto ibili comoda per gli stanza viv studenti, perché sp rte n ’i aziosa e ben organ ll a e, izuna zata. Ci sono, inoln o, a c h i e s tre, due bei sa meraviglio giardini interdovrà che ni, utilizzabili e r e s s e per feste ed . restaurata è ev enti, a rl e per Raggiung e il to è n ch a gra n u a n q e parte in le a tr n facile ce e stazion distandell’anno. è poi così vicina alla une enze non lc ci a S i d lle e a d Viale randezz erata la g creazione te. Consid icabile la sp u a re lt o in teca. Le è ro e stanze o un’em ca ente lio ib r il reperim di una b mentre pe alle , o n re e so d ci ie risorse ibile rich ss o p lice p è u ri uti in d to dei lib sti possed la te n i co à o lt tt co varie fa è stato fa e rt a p in e copia, com verio. el San Sa d ca te lio bib


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Erasmus, esperienza di studio e di vita all’estero (Fra.Le.) A detta di coloro che l’hanno provato, il progetto Erasmus è molto più di un’esperienza di studio all’estero. È una vera e propria esperienza di vita, un processo di arricchimento individuale che passa attraverso un periodo di formazione svolto oltre i confini del Bel Paese. Non è casuale, infatti, se negli ultimi anni il numero dei “partenti” non sia sceso al di sotto delle diverse centinaia, a testimonianza dell’interesse che suscita un’esperienza che in ogni caso rimarrà indimenticabile. Per il corrente anno accademico soltanto il numero dei vincitori di borsa ammonta a 340, mentre nel 2007/2008 era addirittura di 370. “Il numero di borse bandite dall’Università di Palermo è abitualmente superiore a quelle effettivamente assegnate – spiega Fabio Butera, impiegato all’Ufficio Relazioni Internazionali – Ciò avviene perché molti studenti rifiutano di concorrere per destinazioni remote meno gradite, sperando in paesi più vicini o comunque

più facilmente raggiungibili. L’uscita del bando 2009/2010 è imminente e riguarderà le partenze nel settembre 2009 e nel marzo 2010. Le differenze rispetto al bando 2008/2009 saranno minime e si concentreranno in particolare su nuove possibili destinazioni e nuovi coordinatori”. Potranno concorrere gli studenti iscritti ai corsi di laurea triennale e a ciclo unico, i laureati iscritti ai corsi di laurea biennale e ai corsi di specializzazione e i dottorandi. Bisognerà, come di consuetudine, certificare di essere cittadini di uno stato membro dell’Unione Europea o di uno dei paesi partecipanti al programma, di avere un’adeguata conoscenza della lingua del paese ospitante, di non avere beneficiato, negli anni precedenti, dello status di studente Erasmus e di non usufruire, nello stesso periodo, di un altro contributo comunitario. Sarà, inoltre, necessario verificare la compatibilità del proprio piano di studio con l’offerta didattica della sede straniera.

La modulistica occorrente per la candidatura sarà disponibile sul sito dell’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Università (http://www.unipa.it/relinter/), dove è anche possibile trovare il regolamento del progetto Erasmus e l’elenco in base alle varie facoltà delle borse di mobilità. Queste saranno assegnate solo dopo un concorso che valuterà la carriera scolastica del candidato, la conoscenze della lingua del paese prescelto o eventualmente l’inglese e le motivazioni personali. Entro cinque giorni dalla pubblicazione della graduatoria i vincitori sono tenuti ad accettare la mobilità, utilizzando l’apposita sezione della domanda online. Successivamente gli studenti vincitori dovranno firmare il contratto che sancirà gli obblighi tra lo studente e l’ateneo nella gestione dei fondi comunitari concessi.

Ufficio Relazioni Internazionali (90133 Palermo - Piazza Marina, 61) Telefono e-mail Referenti Responsabile dell’Ufficio LLP Erasmus Ragonese Adriana 091 23893740 aragonese@unipa.it Personale amministrativo Butera Fabio 091 23893729 fabio.butera@unipa.it Outgoing Students Celano Silvia 091 23893732 silviacelano@unipa.it Incoming Students Graziano Altair 091 23893733 altair.graziano@unipa.it Outgoing Students Erasmus Placement Mellina Pio 091 23893742 pio@unipa.it Outgoing Students Orthofer Richard 091 23893731 r.orthofer@unipa.it Incoming Students Outgoing Students Recapiti istituzionali www.unipa.it/relinter 091 23893740 Fax 091 6111820 relinter@unipa.it Ufficio stage e tirocini Currò Santa 091 23893727 curro@unipa.it Erasmus Placement

Mobilità Erasmus

(dal 1993 al 2007 come Socrates - Erasmus e dal 2007 al 2013 come LLP - Erasmus) Tasso d’incremento (calcolato su una base di 1.000 studenti

Per ulteriori informazioni è possibile contattare il Sig. Fabio Butera - tel. 091 23893729 - e-mail: relinter@unipa.it.

Mini guida a tirocini e borse di studio nella UE (De.Ca.T.) Spesso durante il periodo degli studi universitari lo studente si domanda quale dovrà essere il primo passo dopo il conseguimento della laurea, come trovare lavoro e come fare esperienze che lo possano aiutare nella sua formazione. Ecco, dunque, delle informazioni utili tratte dalla Guida alle opportunità promosse dall’Unione Europea nel settore della gioventù, necessarie per non essere impreparati al momento dell’ingresso nel concorrenziale mondo del lavoro. TIROCINI PRESSO IL CONSIGLIO D’EUROPA Il Consiglio d’Europa offre tirocini della durata media di tre mesi. I tirocini si possono svolgere nei seguenti periodi: Gennaio/Marzo, Aprile/Giugno, Ottobre/Dicembre. I tirocinanti sono impegnati in attività di ricerca, preparazione di bozze e documenti per incontri e stesura di verbali. Ai tirocinanti viene offerta l’opportunità di conoscere le strutture del Consiglio, le attività e le procedure internazionali di cooperazione. Hanno, inoltre, la possibilità di assistere a seminari sulle attività del Consiglio, alle sedute dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa e del Parlamento europeo e a tutti gli incontri che hanno luogo durante il loro soggiorno a Strasburgo. Le spese di viaggio e alloggio, così come le spese ordinarie, sono a carico del tirocinante o dell’istituzione che lo sostiene. Requisiti: - appartenere a uno dei 46 Stati membri del Consiglio d’Europa; - avere una conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiliali del Consiglio d’Europa; - avere completato l’istruzione superiore e/o avere seguito un corso d’istruzione superiore (livel-

lo universitario) per almeno tre anni; - provenire da amministrazioni locali o imprese private e desiderare di fare ricerca, approfondire o specializzarsi in un campo specifico: avvocati, economisti e laureati in scienze politiche; - i candidati devono aver svolto degli incarichi che abbiano richiesto conoscenze a livello universitario o equivalente per almeno due anni. TIROCINI PRESSO IL PARLAMENTO EUROPEO. Il Parlamento Europeo offre tirocini di diverso tipo al fine di contribuire alla formazione professionale dei giovani cittadini e alla loro conoscenza del funzionamento dell’istituzione. Tipo di tirocini: 1. Tirocini presso il Segretariato Generale e Visite di Studio. 2. Tirocini per Interpreti e Traduttori. 3. Tirocini come Mediatore europeo. Requisiti: - Essere cittadini di uno Stato membro dell’UE o di un paese candidato; - Avere un’età compresa tra i 18 e i 45 anni. - Possedere una conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell’UE e una buona conoscenza di una seconda lingua. - Non avere beneficiato di un altro tirocinio o di un impiego retribuito presso un’istituzione dell’UE. - Potrebbe usufruire di un tirocinio presso il Parlamento europeo un ristretto numero di cittadini dei paesi terzi. TIROCINI PRESSO LA COMMISSIONE EUROPEA. La Commissione Europea dà la possibilità ai giovani laureati di svolgere un periodo di formazione presso i suoi uffici. In base al titolo di studio posseduto esistono

due delle lingue ufficiali della Comunità nella propria lingua di origine; - non avere portato a termine un tirocinio presso un’altra istituzione o struttura europea. I tirocinanti ricevono una borsa di 900 Euro al mese, più un assegno familiare per i tirocinanti coniugati.

due settori principali di attività: 1. tirocini nel settore amministrativo; 2. tirocini presso il servizio di traduzione. Requisiti per i tirocini nel settore amministrativo: - non aver superato i trent’anni. Sono possibili eccezioni se debitamente giustificate; - laureati presso una università o possessori di un titolo equivalente conseguito al termine di un corso di studi a tempo pieno; - impiegati del settore pubblico, in possesso di una laurea o di un titolo equivalente oppure che abbiano svolto per almeno tre anni mansioni di consulenza;

- essere in possesso della conoscenza approfondita di almeno due lingue, di cui una deve essere una delle lingue di lavoro della Commissione; - i partecipanti degli Stati non membri possono possedere buona conoscenza di una sola lingua comunitaria. Il tirocinante riceverà una borsa che è attualmente di 800 Euro al mese, più 200 Euro al mese per i tirocinanti sposati il cui coniuge non esercita attività lucrativa. Requisiti per i tirocini presso il servizio di traduzione: - avere conseguito un diploma di laurea; - essere in grado di tradurre da

TIROCINI PRESSO IL COMITATO DELLE REGIONI. Il Comitato delle Regioni organizza due volte l’anno dei tirocini della durata di cinque mesi per candidati dell’università. L’obiettivo è di fornire conoscenze pratiche del lavoro dei diversi uffici. Requisiti: - essere laureati presso un’università o in possesso di titolo equivalente conseguito al termine di un corso di studi a tempo pieno di almeno tre anni, oppure studenti in grado di attestare che hanno completato con successo almeno otto semestri universitari, oppure essere impiegati del settore pubblico o privato, in possesso di una laurea o di titolo equivalente o che hanno svolto per almeno tre anno mansioni di consulenza; - essere al di sotto dei trent’anni; - possedere approfondita conoscenza di una lingua ufficiale della Comunità ed una buona conoscenza di un’altra lingua. La sovvenzione per la formazione è attualmente di 1000 Euro mensili. Un supplemento di 100 Euro verrà concesso ai partecipanti sposati il cui coniuge non abbia un lavoro retribuito. TIROCINI PRESSO IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA. La Segreteria Generale del Consiglio dell’Unione Europea organizza tirocini con durata da tre a quattro mesi. Gli obiettivi sono di fornire una visione generale circa i problemi legati all’integrazione europea e di offrire una


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Con “Leonardo” una borsa per l’Europa I progetti internazionali per la mobilità e la didattica non si esauriscono con l’Erasmus. Fra le esperienze formative svolte all’estero non si può fare a meno di citare il programma Leonardo da Vinci: pensato per favorire la cooperazione tra università e imprese, il progetto punta sulle attitudini individuali dei partecipanti unite alle competenze relative alle nuove tecnologie, ormai fondamentali in qualsiasi ambito lavorativo. Il programma è rivolto a quei neolaureati dell’Università di Palermo desiderosi di effettuare un periodo di tirocinio presso un’azienda con sede in un paese membro dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. L’obiettivo è quello di migliorare la qualità delle pratiche di formazione professionale attraverso la cooperazione transnazionale, proponendo una dimensione europea del tirocinio. Il sito dell’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Università di Palermo (http://www.unipa.it/relinter/) dedica una sezione specifica al programma Leonardo da Vinci. Lo scorso 30 marzo il bando, in partenariato con l’Università di Foggia, è stato riaperto per assegnare le borse di mobilità residue in seguito a rinunce pervenute da alcuni vincitori. È possibile candidarsi solo per nove paesi, in particolare Belgio, conoscenza pratica del lavoro nei diversi uffici della Segreteria Generale del Consiglio. Requisiti: - essere cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione Europea; - non avere già intrapreso un periodo di formazione presso un’altra istituzione europea; - non avere superato i trent’anni; - essere in possesso di un diploma di laurea o di un titolo equipollente conseguito alla fine di un corso completo di studi; - avere una conoscenza approfondita di una delle lingue ufficiali dell’Unione Europea ed una conoscenza soddisfacente di un’altra lingua. La sovvenzione è di 850 Euro al mese. TIROCINI PRESSO LA CORTE DI GIUSTIZIA. La Corte di Giustizia mette ogni anno a disposizione un limitato numero di tirocini, con l’obiettivo di fornire ai tirocinanti una conoscenza generale delle attività della Corte. Requisiti: - essere cittadini di uno Stato membro dell’UE; - essere in possesso di un diploma di laurea in Giurisprudenza o in Scienze Politiche (ad indirizzo prevalentemente giuridico), se necessario accompagnato da un diploma post-lauream o da un’esperienza professionale equivalente; - avere una perfetta conoscenza di una delle lingue ufficiali dell’UE e una buona conoscenza di una seconda. I tirocini possono essere di due tipi: - retribuiti, presso i servizi generali dell’istituzione - non retribuiti, presso i Gabinetti dei Membri dell Corte. ISTITUTO UNIVERSITARIO EUROPEO Università Europea per la ricerca post-universitaria. L’Istituto Universitario Europeo è

La Torre Eiffel. Sotto a destra, Santiago di Spagna, la Cattedrale

Germania, Francia, Finlandia, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania e Spagna, per un totale di 22 borse disponibili. L’allegato che riporta il numero di queste ultime e i relativi settori di attività è disponibile sul sito http://www.unipa.it/relinter/programma_leonardo.htm, dove è anche presente il link al modulo di domanda necessario per inoltrare la propria candidatura. La durata del corso è di 16 settimane, da concludersi necessariamente entro il 20 dicembre 2009. Le candidature potranno essere accettate entro il 30 luglio 2009,

fino ad esaurimento delle borse. Per poter concorrere è necessario essere cittadino di uno stato membro dell’Unione Europea, non essere residente nel paese in cui si intende svolgere lo stage, avere meno di 35 anni, aver conseguito un titolo accademico, come laurea, master, specializzazione o dottorato, presso una delle università aderenti al partenariato entro 24 mesi alla data di pubblicazione del bando e non essere iscritti a nessun corso di laurea o post-laurea al momento della presentazione della domanda e sino alla conclusione del tirocinio.

stato fondato nel 1972 dagli Stati membri. L’obiettivo principale dell’Istituto è quello di fornire formazione accademica avanzata per gli studenti con PhD e promuovere una ricerca ad alti livelli. Attività: i programmi di dottorato sono offerti nei seguenti Dipartimenti: - Dipartimento di Storia e Civiltà - Dipartimento di Economia - Dipartimento di Giurisprudenza - Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali. Ciascun candidato deve possedere conoscenza adeguata di due lingue ufficiali dell’Unione Europea.

COOPERAZIONE UE-CANADA, UE-STATI UNITI D’AMERICA, UE-AUSTRALIA, UE-NUOVA ZELANDA. Lo scopo principale di questi programmi è quello di incoraggiare progetti comuni intrapresi da consorzi di istituti di istruzione superiore, centri di formazione e altre organizzazioni interessate nella Comunità Europea e in Canada, USA, Australia e Nuova Zelanda. Questi programmi favoriscono la comprensione reciproca tra i popoli in cooperazione, intendono migliorare la qualità della mobilità studentesca oltreoceano e dello sviluppo delle risorse umane, incoraggiare una gamma innovativa e sostenibile di attività rivolte ai giovani nel settore dell’istruzione e formare partenariati tra istituti d’istruzione superiore e di formazione. Tra le azioni rientrano quelle complementari annuali o biennali per l’elaborazione di piani di studio internazionali e la preparazione degli studenti al lavoro in una dimensione globale. In particolare la cooperazione UE-Nuova Zelanda ha l’obiettivo di creare un quadro per la mobilità degli studenti a livello post-lauream. In questi progetti l’importo del finanziamento complessivo da parte della Commissione è di un massimo del 75% dei costi complessivi. Inoltre nella cooperazione UE-Stati Uniti d’America ci sono Borse Fullbright-UE, che forniscono sostegno finanziario per un intero anno accademico o per condurre attività di ricerca o di insegnamento durante un semestre su temi relativi allUE o alle relazioni tra questa e l’USA. I candidati devono essere professionisti, responsabili delle politiche o accademici impegnati su temi legali all’UE o agli USA. Devono inoltre essere cittadini degli USA o residenti nell’UE.

BORSE DI STUDIO MARIE CURIE. Le Azioni Marie Curie offrono attività di formazione e mobilità per ricercatori mirate allo sviluppo e al trasferimento delle competenze nel settore della ricerca, al consolidamento e all’ampliamento delle prospettive di carriera per i ricercatori e alla promozione dell’eccellenza nella ricerca europea. Le Azioni Marie Curie rientrano nell’a-

rea delle Risorse Umane e la Mobilità del Sesto Programma Quadro. I singoli ricercatori interessati a partecipare alle Azioni Marie Curie hanno due possibilità: 1. presentare domanda direttamente a un istituto selezionato dalla Commissione per una “Azione di ospitalità”; 2. preparare un progetto in collaborazione con un istituto di accoglienza di propria scelta e presentarlo alla Commissione.

VULCANO in Giappone. Questo programma consiste in tirocini presso le imprese da parte di studenti UE. Ha inizio in

Fondamentale è anche la buona conoscenza della lingua del paese richiesto, comprovata da una certificazione ufficiale, e il non aver usufruito di altri contributi erogati dall’Unione Europea nello stesso anno di finanziamento della borsa Leonardo da Vinci. La somma disponibile per le borse di studio varia da paese a paese ed è da intendersi quale contributo alle spese di vitto e alloggio. La domanda dovrà essere consegnata o fatta pervenire tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a: Ufficio Tirocini all’estero - Area Affari e Relazioni Internazionali – Università di Foggia - Via Antonio Gramsci, 89-91 - 71100 Foggia. Alla domanda di candidatura dovranno essere allegati curriculum vitae secondo il formato europeo e proposta di programma di stage, entrambi in italiano e nella lingua del paese in cui si intende effettuare il tirocinio.

Nel programma è importante specificare le motivazioni per cui si intende effettuare lo stage, gli aspetti particolarmente rilevanti del proprio curriculum, gli esami già sostenuti e particolarmente qualificanti per il tipo di tirocinio che si intende effettuare, nonché ogni altra considerazione che possa rendere il proprio curriculum interessante per l’azienda ospitante. Devono essere allegati, inoltre, certificato di laurea con l’elenco degli esami superati, eventuale documentazione relativa a precedenti esperienze di studio o di lavoro all’estero, certificazione comprovante la competenza linguistica, una fototessera e la fotocopia del documento d’identità e del codice fiscale. Per ulteriori informazioni è possibile contattare la Sig.ra Santa Currò - tel. 091 23893827 – e-mail: curro@unipa.it.

Settembre e termina nell’Agosto dell’anno seguente. Gli obiettivi sono studiare la gamma di tecnologie avanzate impiegate da un’azienda di accoglienza giapponese, trarre vantaggio per la carriera futura dal fatto di essere in grado di interagire con imprese giapponesi ed imparare la lingua giapponese. Sono ritenuti idonei alla partecipazione tutti gli studenti degli Stati membri UE della facoltà di ingegneria o scienze. Possono essere sia studenti universitari che specializzandi. I candidati verranno selezionati sulla base del loro curriculum accademico, il giudizio dei loro tutor, la conoscenza dell’inglese parlato e scritto. Inoltre gli studenti dovranno seguire un seminario di una settimana in Giappone, un corso intensivo di quattro mesi di lingua giapponese ed un tirocinio di otto mesi presso un’impresa giapponese.

favorire la cooperazione transnazionale e lo scambio di studenti e docenti tra gli Istituti di Istruzione Superiore. Questo programma permette agli studenti di trascorrere un periodo di studi (da 3 a 12 mesi) presso un Istituto di uno dei Paesi partecipanti. Hanno così l’opportunità di fare nuove esperienze culturali all’estero in un sistema universitario diverso e di approfondire la conoscenza di un’altra lingua.

SOCRATES. È il programma d’azione comunitario per la cooperazione europea in materia d’istruzione. Si fonda sugli Articoli 149 e 150 del Trattato sull’Unione europea che stabilisce che la Comunità deve “contribuire allo sviluppo di un’istruzione di qualità” attraverso una serie di azioni da realizzare in stretta cooperazione con gli Stati Membri. I paesi partecipanti sono gli Stati membri dell’Unione Europea, cioè Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria, i paesi SEE che fanno parte dello Spazio Economico Europeo, cioè Islanda, Liechtenstein e Norvegia ed i paesi candidati all’adesione all’Unione Europea, Bulgaria, Romania e Turchia. Tra i progetti del Socrates c’è l’ERASMUS, che ha l’obiettivo di

Francesco Leonardo

ERASMUS MUNDUS. È un programma di cooperazione e mobilità nel campo dell’istruzione superiore, che ha l’obiettivo di promuovere nel mondo l’immagine dell’Unione Europea sostenendo master europei e borse di studio finanziate dall’Unione Europea destinate a cittadini di paesi terzi e a studenti europei presso paesi terzi. Il programma comprende quattro azioni: - corsi di Master Erasmus Mundus; - borse di studio Erasmus Mundus; - partenariati; - aumento dell’attrattiva. EURES. Probabilmente il modo più rapido di trovare impiego in un altro paese europeo è di visitare il portale UE per la mobilità nel lavoro http://europa.eu.int/eures. EURES (European Employment Services) è una rete promossa dalla Commissione europea che riunisce i servizi pubblici per l’impiego e altri enti e strutture quali sindacati, organizzazioni di datori di lavoro e autorità locali e regionali. EURES ha come obiettivo quello di informare, offrire consulenza e assistere i cittadini europei che desiderano lavorare in un paese straniero. Per informazioni più dettagliate sulle scadenze dei singoli programmi e sulle modalità di partecipazione è possibile visitare i siti web: www.gioventu.it e www.eurodesk.it.


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a cura del Cot

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Cefalù, dove studiare scienze del turismo culturale A Cefalù si continuerà a fare turismo. Dal prossimo anno accademico 2009-2010 il corso di laurea in Scienze del turismo culturale ripartirà con un nuovo nome. Dopo la fusione con la facoltà di Lettere e Filosofia, il cdl con sede all’Istituto Artigianelli di via Roma, a Cefalù, passa ad Economia. “Abbiamo pensato di attivare un corso interfacoltà che si chiamerà Scienze del Turismo – spiega Girolamo Cusimano, consigliere di amministrazione del Consorzio Universitario della Provincia di Palermo – dietro l’obbligo di rivedere l’offerta didattica, rivisitandola. Il corso sarà incardinato a Economia con la partecipazione della facoltà di Lettere. I curricula saranno due: uno economico e l’altro umanistico – dice Cusimano. Dopo il triennio, a settembre metteremo in piedi dei master che asseconderanno l’istanza umanistica e quello economico gestionale e di managemant, sempre nell’ambito del turismo e della comunicazione quindi”. Con la riforma ministeriale, il manifesto degli studi ha subito dei cambiamenti ed ecco che dal prossimo anno, chi vorrà diventare uno “scienziato” del turismo potrà avvalersi di

una doppia scelta. A insegnamenti come Scienze e tecnologie dell’arte della moda e dello spettacolo, tenuto da Renato Tomasino, Lingua e traduzione inglese II, Letteratura italiana, Sociologia dei processi culturali e comunicativi condotta dal professore Giacomarra, Marketing, Storia moderna, Storia medievale

e Archeologia cristiana e medievale, un Laboratorio di inglese per il turismo, Storia economica del turismo e Legislazione turistica si uniranno altri insegnamenti a carattere tecnico scientifico e di pertinenza economica. Grande spazio per le lingue. Obbligatoria la conoscenza dell’inglese e di un’altra lingua a scelta tra tedesco, francese e spagnolo.

Carla Incorvaia

si Dove informar

falu.unipa.it

www.scienzece Cefalù, il Duomo; a sinistra, Girolamo Cusimano.

Ecco lo statino on-line (Ca. In.) Nuova rivoluzione informatica per gli studenti dell’Università di Palermo. Dopo le iscrizioni online, dal primo giugno prossimo diventerà operativo lo statino elettronico. Un team di esperti della Segreteria studenti e del Centro universitario di calcolo ha messo a punto una nuova procedura per la stampa degli statini e il successivo caricamento automatico degli esami sostenuti, che sostituirà quella attualmente esistente. Lo studente che vorrà sostenere un esame dovrà stampare da una comune stampante lo statino su un foglio in formato A4, dopo essersi collegato al portale studenti (http://studenti.unipa.it). Al termine dell’esame, la commissione dovrà completare lo statino con il voto, la data e le firme dei docenti. Gli uffici della Segreteria studenti, attraverso un lettore ottico, potranno poi in brevissimo tempo caricare gli statini e aggiornare la carriera universitaria dello studente. "È un passo in avanti importante nell’ambito della semplificazione delle procedure – afferma il rettore Roberto Lagalla -, che consentirà di snellire i tempi di registrazione degli esami sostenuti, garantire trasparenza e ridurre al minimo i disagi per i nostri studenti". Il rettore, inoltre, ha intenzione di rendere obbligatoria la pubblicazione del calendario degli esami delle materie sul portale docenti (http:/studenti.unipa.it/docenti), consentendo agli allievi di prenotarsi direttamente online.

denominazione di Operatore del Turismo Culturale, questo corso di laurea – dice Antonino Velez, presidente di Scienze del Turismo ha mosso i primi passi inizialmente in modo incerto per ragioni legate alla logistica, pur riscontrando fin dagli esordi un crescente interesse che si è ulteriormente consolidato grazie a un aumento cospicuo del numero degli iscritti: nel corso dell’ultimo biennio la popolazione studentesca è raddoppiata raggiungendo il numero di 700 iscritti. All’istituzione del corso di laurea triennale in Scienze del Turismo (Classe L 15) si accompagnerà la laurea magistrale in Progettazione e gestione dei beni turistici (Classe LM 49), entrambi in interfacoltà con la Facoltà di Economia”. Da settembre quindi, chi sceglie di intraprendere questo percorso di studi, dopo il primo anno a insegnamento unico, potrà scegliere fra due indirizzi: quello manageriale legato alla facoltà di Economia e quello della comunicazione a indirizzo prettamente umanistico. Un unico corso dunque e due orientamenti, per rafforzare e ampliare l’offerta formativa.

Fino adesso sono state 60 le ore annuali di didattica per entrambe le lingue studiate dagli iscritti al cdl in Scienze del Turismo, oltre alle esercitazioni con i lettori e al tempo dedicato all’apprendimento attraverso strumenti multimediali. “Attivo dal 2001, con la precedente

Questa procedura entrerà in vigore a partire dal prossimo primo settembre. Dal quel momento in poi, in assenza del calendario di esame online e della conseguente prenotazione via internet, gli studenti non potranno stampare gli statini e sostenere gli esami. "Per venire incontro alle esigenze di tutti gli studenti – aggiunge Raffaele Domanico, coordinatore amministrativo del sistema Gedas -, stiamo lavorando per consentire di poter compilare anche le domande di laurea via internet".

Sede: via Roma, 90 90015 Cefalù ianelli tig c/o Istituto Ar 3 22 21 -9 Tel. 0921 a.it ip un c@ st : E-mail

Gli sbocchi occupazionali

Attività nei seguenti settori: redazione di testi promozionali o illustrativi delle peculiarità ambientali e storico-culturali; agenzie pubbliche e private per la costruzione di itinerari volti alla soddisfazione della domanda turistica;inserimento lavorativo all'interno di agenzie pubbliche e private per la conduzione di gruppi lungo itinerari turistici integrati di aspetti naturalistici, storici, archeologici, economici, antropologici. Obiettivi formativi Il corso si propone di fornire: padronanza orale e scritta di due lingue straniere per rispondere alla domanda nel settore del turismo e di quello culturale nello specifico, compresa la capacità di tradurre dall'italiano e in italiano testi specifici; conoscenza di linguaggi informatici di base per la gestione e la trasmissione di informazioni; conoscenza di tecniche cartografiche di base per l'attività di programmazione e di costruzione di itinerari turistici;conoscenze di base in direzione dell'acquisizione di una formazione specializzata dell'evoluzione delle civiltà che si sono succedute nel territorio siciliano in specie sotto il profilo archeologico, storico-artistico, socio-antropologico e geo-economico; adeguata conoscenza delle problematiche di specifici ambienti di lavoro (istituzioni pubbliche, imprese turistiche, culturali, etc.) in relazione alle vocazioni territoriali con particolare alle problematiche interculturali e interetniche;adeguata capacità di operare con autonomia organizzativa e di inserirsi prontamente negli ambienti di lavoro. Caratteristiche della prova finale Uno scritto e una prova orale in lingua straniera. Maggiori informazioni potranno essere richieste alle Segreterie Studenti site in Viale delle Scienze a Palermo, oppure consultando il sito www.lettere.unipa.it al link "Corsi di laurea”.


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Commentando le immagini... Leopoldo De Simone, 20 anni, di Palermo, frequenta il secondo anno di Scienze Naturali. Ciclicità è l’opera vincitrice del concorso fotografico. “L’immagine rappresenta un momento cruciale della protesta studentesca contro la legge Gelmini, in occasione della prima assemblea d’Ateneo dell’Onda, nello spiazzale della facoltà di Architettura. Un momento storico che ho voluto fermare sulla pellicola, che mi ha colpito per la grande partecipazione degli studenti. Ho respirato un’aria di partecipazione nuova, vera, come se fosse tornato il ‘68”. Leopoldo è appassionato di fotografia, di analogico in particolare, dall’età di dodici anni. “Con l’obiettivo – dice - amo rappresentare la mia realtà delle cose, le mie emozioni”. Paolo Gavino Bartolotta ha 26 anni, è di Alcamo ed è laureando in Ingegneria meccanica. Con Cuore di carta si è classificato secondo. Protagonista dell’opera è un libro – simbolo dello studio e dell’università - aperto con due pagine disposte a formare un cuore. “A indicare - spiega Paolo l’amore e la passione per lo studio”. Ha già partecipato ad altri concorsi di fotografia, come quello del Wind Surf World Festival di Mondello nel 2008, classificandosi secondo. È appassionato di analogico e soprattutto del genere Still Life. “È questo il tipo di fotografia che mi piace fare, mi appassiona studiare le forme e le luci, creare uno sfondo. Amo pensare una fotografia, rifletterci su prima di giungere allo scatto conclusivo”.

Valeria Catanese, 21 anni, di Cefalù, è iscritta al terzo anno del corso di Pittura, all’Accademia di Belle arti di Palermo. Illusioni disillusioni è il titolo della sua fotografia. Nell’immagine c’è una ragazza “seduta sulle scale di un anfiteatro abbandonato e deserto che si trova a Lascari (Pa), con lo sguardo perso nel vuoto, che pensa al suo avvenire. In essa – spiega Valeria - ho voluto rappresentare i pensieri che affollano la mente dei giovani riguardo al futuro sempre più incerto”. È la sua prima volta a un concorso fotografico, ed è appassionata di fotografia, soprattutto da quando ha ricevuto in regalo la sua prima fotocamera digitale. Vitalba Castrogiovanni ha 21 anni, di Alcamo, studia Pittura all’Accademia di Belle arti di Palermo. Memorie di un blu bambino è una fotografia scattata in un giorno di pioggia, per caso, all’interno di un asilo abbandonato. “Il seggiolino dell’altalena e il suo riflesso nella pozzanghera mi riportano indietro, mi fanno pensare all’infanzia, ai giochi nel parco. Ricordi di un “blu bambino”, perché il blu è il colore che mi trasporta all’età infantile, che richiama - servendosi dell’altalena il bambino che c’è dentro in noi”. Vitalba preferisce l’analogico “perché – spiega - mi fa sentire parte della fotografia”. Grazie a un corso frequentato al liceo, è nata la sua passione e da allora non ha più smesso di puntare l’obiettivo su ciò che la circonda. Francesco Paolo Amato, 21 anni, è iscritto al corso di laurea in Filosofia e scienze etiche. Ha ricevuto il premio di categoria per la foto Il tunnel della prova. L’immagine raffigura un corridoio della facoltà di Lettere, visto come un “tunnel”, dove assistiamo ai differenti stati d’animo di fronte a un esame di tre studentesse: una felice con il libretto in mano, colta l’istante dopo l’esame, un'altra intenta a ripassare che incontra sorpresa lo sguardo esultante della collega, e infine una ragazza con lo sguardo perso nel vuoto, preoccupata per la prova imminente che l’attende. In fondo al corridoio, contemporaneamente alla studentessa che esce, altre due ragazze entrano per affrontare il loro esame. Donatella Fulico, 21 anni, è di Caprileone, (Me) e studia al secondo anno di Scienze infermieristiche. Il movimento del vento sulla prateria è un’immagine scattata su una collina di Gangi. “Mi ha colpito l’ondeggiare delle lunghe creste flessuose, che sospinte e piegate dal vento acquistano un colore particolare. Non si tratta di grano – spiega Donatella – ma di un’erba particolare, nota come "lino delle fate". In cima alla collina s’intravede un uomo piccolissimo e mi è piaciuta l’idea di rappresentare l’uomo nell’immensità della natura”. È la sua prima volta a un concorso fotografico ed è contenta di aver vinto. “Dovevo sostituire la mia fotocamera - rivela e sono lieta di poterlo fare con quella vinta al concorso”.


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Una fotografia per raccontare l’Università

Donatella Fulico

Francesco Paolo Amato

Fiumi di studenti che si accalcano come risucchiati da un vortice. Un libro aperto, che aspetta di essere terminato. Un corridoio in cui si sosta, in un’attesa che sembra non finire, aspettando l’ora X, quella della prova, l’esame. Sono alcuni degli spunti fotografici delle immagini che hanno vinto il secondo concorso di fotografia dell’Ersu, intitolato “Luoghi, momenti e storie di vita universitaria”. A partecipare sono stati circa 80 studenti iscritti all’Ateneo palermitano con oltre 200 opere pervenute. A vincere sono stati Leopoldo De Simone, Paolo Gavino Bartolotta e Valeria Catanese, insieme ai tre studenti - Vitalba Castrogiovanni, Francesco Paolo Amato e Donatella Fulico – a cui è stato assegnato il premio per la migliore immagine di categoria. Sono tre i temi del concorso su cui gli studenti hanno avuto la possibilità di cimentarsi: Luoghi d’origine, La vita universitaria e Gli stati della mente: ricordi che affiorano dalla memoria. A valutare le opere è stata una commissione formata dal direttore dell’Ersu Aldo de Franchis, dai fotografi Antonino Giordano e Luciano Schimmenti, dal presidente della commissione cultura dell’Ersu Luca Bonanno e dalla responsabile dell’Ufficio Cultura Silvana Montera. Prossimamente, con le immagini del concorso sarà allestita una mostra, accompagnata da un catalogo realizzato a cura dell’Ufficio cultura. I vincitori saranno premiati all’inaugurazione dell’esposizione. La fotografia è un po’ il fiore all’occhiello dell’Ersu, che da sempre ha riservato grande attenzione alla formazione in campo fotografico, promuovendo diverse iniziative legate alla fotografia. “L’Ente ha una tradizione molte forte in questo senso – sottolinea Silvana Montera – che ha portato all’organizzazione di laboratori di fotografia rivolti agli studenti universitari, di rassegne espositive e all’acquisto di un parco di macchine fotografiche da parte dell’allora Opera universitaria all’inizio degli anni ’80. Il concorso non ha soltanto rinverdito una tradizione, ma ha dato agli studenti un’opportunità di crescita e di confronto artistico, uno stimolo in più per la creazione”. L’opera vincitrice sarà inserita nella copertina del prossimo bando di concorso per i benefici dell’Ersu. “Luoghi, momenti e storie di vita universitaria” è nato da un’idea di Luca Bonanno, subito accolta dalla direzione dell’Ente. “L’intento a me caro – afferma il rappresentante degli studenti nel Cda dell’Ersu - era quello di riaprire il dialogo artistico con gli studenti dell’ateneo. Da almeno dieci anni non si organizzava un concorso fotografico. Le fotografie pervenute – aggiunge Bonanno - saranno in mostra permanente negli spazi della neo-residenza universitaria “Lo Schiavuzzo”, di recente inaugurata, ed era ovvio che la vita universitaria fosse il tema principale. Assieme a questo – continua - ho proposto anche luoghi d’origine e Gli stati della mente: ricordi che affiorano dalla memoria. Il primo è un modo per dare voce al mondo dei “fuorisede”, al loro territorio, al paesello o alla città da cui provengono, mentre il secondo vuol far affiorare i ricordi che ciascun studente custodisce, con le speranze, i sogni e gli obiettivi futuri”. Elisa Pizzillo

I Vincitori del Concorso 1° premio Leopoldo De Simone fotocamera Reflex Nikon D300, sensore 12,3 mpx 2° premio Paolo Gavino Bartolotta fotocamera Reflex Canon Eos 400D, sensore 10,1 mpx 3° premio Valeria Catanese fotocamera digitale compatta Nikon Coolpix P5100, mpx PREMI DI CATEGORIA Vitalba Castrogiovanni: Gli stati della mente: Ricordi che affiorano dalla memoria; Francesco Paolo Amato: Vita universitaria; Donatella FulicoLa: Luoghi d'origine. Vitalba Castrogiovanni

Una targa speciale e una Nikon Coolpix P60 8.1 Mpx


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“Sempre al servizio degli studenti, fu un pioniere per il sindacato” “Una volta, col suo immancabile doppiopetto, marciò in testa a un corteo di studenti della Cgil diretto al rettorato, per chiedere attrezzature e locali più adeguati per la segreteria di viale delle Scienze. Assieme a lui c’era Jole Cavallaro, un’altra battagliera protagonista del periodo, anche lei al corteo elegantissima. Il giornale L’Ora dedicò una pagina all’evento”, racconta il segretario regionale della Cgil Italo Tripi. Era la metà degli anni Ottanta, e in quegli anni l’università raccoglieva migliaia di nuovi iscritti. Tito Civiletti, che di quella segreteria ogni anno più affollata era il direttore, già allora era un idolo per gli studenti universitari. Come nacque il nucleo della Cgil università? “Civiletti, che era vicino al Pci, e faceva parte del personale tecnico, è stato uno dei quattro fondatori della Cgil università assieme a due docenti, Angelo Ficarra, di Ingegneria e Francesco Muracchia, di Agraria, e a un amministrativo, Agostino Basile. Già dalla fine degli anni Sessanta Civiletti era dirigente di segreteria, e per questo sempre a contatto con gli studenti. Era una figura carismatica, sempre garbato, elegante, un gentiluomo d’altri tempi. Da direttore ha rimesso a nuovo la segreteria e quando l’università fu decentrata in viale delle Scienze curò il trasferimento della segreteria degli studenti dalla via Maqueda, dove si trovava fino al ’68, nei nuovi locali. È stato il direttore ai tempi del rettore La Grutta e poi con Melisenda. Sempre molto attivo, è riuscito a trasmettere il suo enorme impegno nell’attività di sindacato. Soprattutto gli studenti fuori sede, che in quegli anni aumentavano, lo amavano: li aiutava a inserirsi in una città che li rifiutava”. Come era quei tempi il sindacato dell’università rispetto a oggi? “La fondazione dello Snur, sindacato università e ricerca, che oggi si chiama Flc-Cgil, federazione lavoratori della conoscenza, avvenne in maniera abbastanza anomala. Era un periodo in cui il sindacato di catego-

ria lo facevano docenti e intellettuali. In genere un nucleo sindacale nasce spinto da motivazioni pratiche, da vertenze aziendali, soggettive e di gruppo, che fanno scoprire ai lavoratori il sindacato in una realtà produttiva. All’Università invece la mobilitazione partiva da un motore ideale, culturale e perfino ideologico. A rivestire il ruolo e la funzione di sindacalisti c’erano docenti e intellettuali collocati a sinistra, mossi da un tipo di motivazione fortemente politica, che non riusciva a cogliere in pieno le problematiche sindacali spesso più legate alle condizioni immediate di vita dei lavoratori. La Cgil in Sicilia si fondò invece sulla costruzione di un forte sindacato in difesa della terra e per la tutela dei diritti dei lavoratori. Un sindacato che riservava interamente alla politica la guida dei movimenti e dei partiti”. Che ruolo svolge quel primo nucleo di pionieri della Cgil università nella stagione del ’68? “Nel ’68 il grande sommovimento interno alla scuola e all’università dà il via alla stagione dell’ assemblearismo. E con l’autunno caldo del 1969 si afferma la nascita del movimento sindacale e dei consigli di fabbrica, forma moderna di organizzazione nei luoghi lavoro. Quella in cui operano questi pionieri è una fase nella quale il sindacato trae linfa dalla mobilitazione che imperversa nell’ università, nella scuola, nei luoghi di lavoro. Si aprono anche grandissime speranze per la sinistra italiana, poi vanificate dall’ innesto di meccanismi come la nascita del terrorismo. A questo punto il sindacato universitario acquista la matrice di tutela concreta degli interessi dei lavoratori”. Ma perché i docenti che fanno sindacato oggi sono così pochi, con la punta più alta dei 90 iscritti alla FlcCgil di Palmo? “Con la riforma universitaria della metà degli anni 80, la funzione del docente assume il ruolo di dirigenza universitaria. E viene meno l’impegno di massa nel sindacato. Rimangono alcuni docenti universitari che esprimono una forte componente ideale e

Tito Civiletti, una vita per l’Università Chi conosce la storia dell’Ateneo palermitano, sa bene quanto importante sia stata la figura di Tito Civiletti. Figura emblematica e indimenticabile, ha dedicato tutta la sua vita al servizio dell’Università. Da segretario a coordinatore delle segreterie di tutte le Facoltà, Civiletti alle spalle ha avuto anche un trascorso da sindacalista. Ad appena diciott’anni, dopo aver conseguito il diploma, ha iniziato la gavetta lavorando come archivista nella biblioteca universitaria di Palermo. Tra i suoi compiti, quello di catalogare e archiviare i testi che durante la Seconda guerra mondiale, per evitare di essere smarriti, erano stati custoditi a Bagheria. Pochi anni dopo, ricevette l’incarico come segretario alla Facoltà di Ingegneria e Architettura. Una nomina prestigiosa che riuscì a conquistarsi grazie al suo profondo impegno. Non a caso, s u c c e s s i va mente, per Civiletti arrivò un’ulteriore gratifica: la nomina di coordinatore

di tutte le segreterie di Fa c o l t à . Da questo momento in poi, divenne così un punto di riferimento per docenti e studenti, che vedevano in lui la persona "dai modi gentili e sempre disponibile" che riusciva a districarsi negli iter burocratici sollevandoli da qualsiasi difficoltà. Negli anni Sessanta, assieme ad Angelo Ficarra, fondò la Cgil Università, divenendo uno dei sindacalisti più attivi nell’Ateneo palermitano. Dopo la quiescenza, dedicò anima e corpo alle sue due più grandi passioni: la pittura e la lettura di testi filosofici e di storia antica. Amava realizzare tele su olio e china dipingendo paesaggi - le pareti della sua casa ne sono una testimonianza -. Quarant’anni fa circa allestì una mostra di pittura proprio all’interno dell’università, che lui stesso definiva "la sua seconda casa". Tito Civiletti è deceduto il 13 febbraio scorso a 84 anni (il 19 maggio ne avrebbe compiuti 85), appena 29 giorni dopo l’improvvisa scomparsa della moglie Rosa Mangialino.

politica. A quel punto si tratta più di un’adesione ideale che non di un’azione di tutela sindacale. Proprio adesso stiamo lavorando per organizzare un incontro con i docenti degli atenei di Palermo, Messina e Catania iscritti alla Cgil, che sono in tutto 200, per rilanciare la presenza della Flc-Cgil e la funzione organizzata del docente dentro la Cgil. L’esempio di pionieri come Civiletti ci tornerà utile”. E il rapporto tra sindacato e mondo giovanile? “Rispetto agli anni delle assemblee e della nascita degli organismi rappresentativi, il sindacato ha dato campo libero ai giovani

studenti con la costituzione di proprie strutture organizzative. L’ Udu, unione degli universitari, e Reds, entrambi legati alla Cgil, sono le sigle dei nostri tempi. L’università è un settore delicatissimo: nelle città siciliane l’università è una delle maggiori aziende con la presenza di migliaia di lavoratori dipendenti. E oggi la Cgil, assieme agli studenti e ai docenti, è impegnata nella fase della difesa dell’università pubblica rispetto alle sirene del governo Berlusconi, che vogliono mettere in discussione la funzione pubblica a vantaggio delle università private".

Politea, per un’efficace formazione professionale (Da. Ma.) Il settore della formazione professionale, oggi come non mai in Sicilia, è fortemente al centro delle cronache. L’acceso dibattito è incentrato fondamentalmente sull’importanza e sul ruolo che essa deve ricoprire per i giovani siciliani, e non solo, al fine di essere punto di partenza e non di arrivo per un proficuo lancio nel mondo di lavoro. E, contro ogni pregiudizio e stereotipo, oggi a Palermo, e già dal 1993, opera l’associazione Politea. Un ente di formazione professionale, questo, che desidera proporre una diversa modalità di approccio al campo della formazione, offrendo agli utenti un momento di crescita e specializzazione professionale che possa essere sfruttato in termini di inserimento nel mondo del lavoro. Il corpo docente impiegato nei corsi, è composto da consulenti ed esperti che provengono sia dal mondo universitario che da quello produttivo, allo scopo così di unire alle competenze teoriche un approccio educativo estrema-

mente pragmatico “evitando – come riportano i responsabili dell’Ente - quelle dispersioni che limiterebbero l’efficacia del percorso formativo”. L’associazione vuole dunque proporsi come luogo di alta specializzazione che dia, tramite gli stage formativi, spazio ai giovani per potersi inserire nelle aziende dove gli stessi tirocini vengono effettuati. Ovviamente non c’è garanzia del posto di lavoro, come in tutti gli enti, ma a detta dei responsabili più della metà degli studenti che frequenta i corsi Politea trova poi un’occupazione proprio nel settore in cui è specializzata. “È anche un fatto di giustizia sociale – afferma Franca Vassallo, presidente dell’Ente – i nostri giovani che non hanno la possibilità di formarsi fuori dalla nostra realtà devono avere anche l’opportunità di trovare qui alta qualità d’offerta formativa”. E d’altronde Politea offre corsi di alta specializzazione quali, ad esempio, “Arredatore d’interni”, “Esperto

in marketing e comunicazione per i beni culturali” o “Yacht designer” che cercano di fare riferimento alle esigenze di mercato. “Il nostro obiettivo – continua Franca Vassallo – è quello di proporci differentemente all’utenza offrendo una visione diversa della formazione professionale in Sicilia, garantendo prima di tutto qualità e coerenza nell’offerta formativa”. E per far ciò l’Associazione punta, per esempio, ad un equilibrio tra pratica e teoria garantendo ai propri studenti la giusta ripartizione nelle ore d’aula tra conoscenza teorica e approfondimento sul campo con la prassi. “Si parla tanto – conclude il Presidente di Politea – di corsi fantasma, di formazione inutile; esistono però tanti enti che lavorano bene ma dei quali non si parla mai”. L’Ente, che ha sede a Palermo in via Villasevaglios 16, ha già aperto le iscrizioni ai nuovi corsi ed è possibile consultare il sito www.politeaonline.it per ulteriori informazioni.

Arianna Rotolo

Antonella Romano

Arte e creatività al San Saverio

San Saverio, un momento dell’edizione 2008.

(El.Pi.) Si svolgerà il prossimo 14 maggio nel giardino della residenza universitaria “San Saverio” la “III Giornata dell'arte e della creatività studentesca”. L’evento è organizzato dall’associazione studentesca “Amici dell'arte e della creatività” e dal gruppo universitario “Studenti FuorInSede”. La giornata nasce dal desiderio di creare, per gli studenti, un’occasione in cui poter esprimere le proprie capacità artistiche. Protagoniste dell’evento non solo la pittura estemporanea, ma anche una mostra fotografica e proiezioni audiovisive di clip e cortometraggi. Spazio anche alla musica dal vivo con l’esibizione di gruppi musicali studenteschi e qualsiasi altra forma di arte e

creatività che gli studenti proporranno. Quest’anno ci sarà anche una sfilata di moda. L'organizzazione metterà a disposizione circa ottanta tele con pennelli, pannelli per l’esposizione fotografica e un video proiettore. L’inizio dei “lavori” è fissato per le ore 15 del 14 maggio prossimo. Per adesioni e informazioni contattare entro il 5 maggio: angry_chair1986@hotmail.it, c i c a n o 3 @ l i v e . i t , d.bonsangue@hotmail.it o cercare l’evento su Facebook. L’iniziativa è realizzata grazie ai fondi della legge 429 per le associazioni universitarie. Le opere prodotte verranno esposte negli spazi delle residenze universitarie.


{ io penso che }

Questa é la tribuna di iostudio, aperta a tutti coloro Marzo che vogliono esprimere il proprio pensiero liberamente. Gli interessati possono contattare la redazione allo 091/6546010. I testi verrano pubblicati purché non giudicati offensivi.

N. 2 - Aprile 2009

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Non uno Stato etico ma un’etica di Stato In questi giorni si è scatenata una grande polemica sul testamento biologico e sul testo approvato al Senato, ponendo così il tema sulla presunta possibilità di trasformare la Repubblica in uno stato etico. Si definisce Stato Etico quella forma istituzionale, teorizzata da Hobbes e Hegel, in cui è l'istituzione statuale stessa a essere il fine ultimo cui devono tendere le azioni dei singoli individui, nonché la realizzazione concreta del bene universale. Quindi lo Stato stesso diventa l'ultimo approdo e non mezzo per il superamento di se stessi. Solo attraverso l'integrazione più totale in esso l'uomo raggiunge la propria realizzazione. In sintesi lo Stato diventa l'unico ente che decide, per la persona, cosa è buono e cosa è cattivo. Questa concezione senz'altro reprime alcune libertà dell'individuo e accompagna l'uomo come se fosse esso stesso incapace di gestire la propria vita secondo giustizia e responsabilità. La nostra società è assolutamente incapace di qualsiasi etica sia pubblica che privata; oggi l'unico valore che si riconosce come comune a tutti è quello che si può depositare in banca e che luccica di giallo. Ma cosa vuol dire Etica? Il termine deriva dal greco

"èthos", ossia "condotta", "carattere", “consuetudine” ed è quella branca della filosofia che studia i fondamenti oggettivi e razionali che permettono di distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, o moralmente leciti, rispetto ai comportamenti ritenuti cattivi o moralmente inappropriati. L'etica può anche essere definita come la ricerca di uno o più criteri che consentano all'individuo di gestire adeguatamente la propria libertà nel rispetto degli altri. Essa pretende inoltre una base razionale dell'atteggiamento assunto non riducibile a slanci solidaristici o amorevoli di tipo irrazionale.

Aristotele indica (meno male che Aristotele c’è...) lo scopo dell'etica: la realizzazione di ciò che “è il bene per il singolo individuo”.

Casa dello Studente, Casa dell’Addio L’Aquila, via XX Settembre, Casa dello Studente Domenica 5 aprile, è una giornata come le altre, forse un po’ più allegra per gli studenti universitari che si accingono a tornare a casa per le vacanze pasquali. Per chi resta è una calma giornata trascorsa tra studio, relax e magari qualche passeggiata concessa dal mite clima primaverile. Alle 22 giunge una scossa di terremoto, l’ennesima in questo periodo a L’Aquila e molti studenti escono dall’edificio per mettersi in salvo e chiedere aggiornamenti. Non c’è bisogno di evacuare. Questo dicono le autorità competenti e dunque i ragazzi rientrano nelle loro stanze per andare a dormire o per terminare il primo e noioso capitolo di un libro di 400 pagine. Tutto tace… Sono le 3.30 circa del mattino del 6 aprile e per lunghi istanti tutto trema. Ci vogliono pochi attimi per realizzare, che una nuova scossa di terremoto, stavolta più potente delle altre, sta scuotendo e strapazzando la città. C’è chi riesce ad uscire dalla stanza e magari anche dall’intero edificio, chi rimane bloccato dalle macerie e chi, addirittura, non ha nemmeno il tempo di accorgersi di quanto è successo. In un secondo tutto è stravolto, l’ala posteriore della palazzina di 4 piani crolla, le mura tremano, si formano vistose e profonde crepe, tutto si accartoccia. Arrivano i primi soccorsi dalla gente dei palazzi vicini alla Casa dello Studente e alcuni ragazzi riescono a mettersi in salvo. I veri soccorsi arrivano diverse ore dopo e per qualcuno è già troppo tardi. In quel luogo c’era chi era scappato da Gaza per inventarsi un futuro migliore, chi voleva coronare un proprio sogno con la laurea, chi, disperato, da sotto le macerie ha dato indicazioni tramite il telefonino che miracolosamente aveva la rete, chi non si è mosso dalla via XX

Settembre aspettando con una coperta sulle spalle ed una bevanda calda in mano di vedere salvati i propri amici. Ci sono state polemiche, rabbia, indignazione: come può un edificio costruito intorno al ’65 e ristrutturato appena due anni fa, crollare così, registrando il maggior numero di vittime di questo terremoto? Si va alla caccia di un colpevole, si additano circostanze e persone. C’erano stati molti allarmi, si doveva evacuare la città, si dovevano fortificare le strutture, si potevano salvare molte, molte persone dando retta a chi affermava, seppure con mezzi ancora sperimentali, che sarebbero arrivate notti di inferno per l’Abruzzo. E invece non è avvenuto nulla di tutto ciò ed il disastro ha dipinto di violento nero non solo l’Abruzzo, ma l’Italia intera, adesso piegata dall’emergenza. Prevenire è meglio che curare, si dice sempre, ma non lo si fa mai. Ma è anche vero che con i se e con i ma, la storia non si fa. Nessuno potrà ridare la vita a tutti coloro che l’hanno persa in questa tragica vicenda, ma si può di certo onorare la loro memoria provvedendo affinché già da ora si faccia tutto il possibile per prevenire ulteriori disastri. La lotta tra l’uomo e la natura è persa in partenza, perché anche i più grandi drammi fanno parte dell’equilibrio del tutto, ma è giusto che chi sceglie di assumersi la responsabilità della sicurezza delle vite altrui, lo faccia nel migliore dei modi. Non possiamo che dare un ultimo saluto ai nostri colleghi scomparsi ed un caldo sostegno a coloro che devono ricostruire la loro vita. Con l’impegno e l’aiuto di certo si può reinventare un mondo migliore e non è mai troppo tardi per iniziare a farlo. Dalle esperienze, anche dalle più tragiche, si impara sempre. Désirée Carruba Toscano

Tuttavia, il bene supremo è alla portata dell'uomo con il conseguimento della eudaimonia, la felicità, che si può conseguire solo quando questa è autosufficiente, nel senso che la felicità ad esempio non può essere la ricchezza economica poiché questa è un mezzo da utilizzare per altri fini. Per Aristotele la felicità deve essere qualcosa di desiderabile per se stessa, e questa è solo "l'opera (o attività) propria dell'uomo" cioè l'esercizio di quella facoltà che caratterizza l'uomo, l'attività razionale, un agire pratico secondo la ragione che però arrecherà felicità solo se compiuto in modo eccellente. Per l'uomo quindi la felicità sarà l'esercizio eccellente di opere conoscitive e pratiche della ragione. L'etica non è scienza dell'essere, ma scienza del divenire. Aristotele, dunque, si propone la fondazione dell'etica come sapere pratico autonomo, e perciò deve formare l'uomo per raggiungere il bene. Infine, per Aristotele, ci sono tre tipi di bene: il bene in sé, vale a dire l'eudaimonia; il bene per altro, ossia un effetto desiderato in funzione di un altro fine, per cui questo bene risulta essere un mezzo più che un vero e proprio

fine; il bene universale, dei molti, dei cittadini della polis che vale più del singolo bene per cui la politica viene a coincidere con la ricerca del bene di tutti. Come coniugare, allora, la libertà individuale con il bene comune, senza lasciare indietro la responsabilità verso la propria comunità di appartenenza? Si deve tener presente la necessità di avere uno Stato forte che non dimentichi i più deboli, gli indifesi, i più piccoli, gli anziani, i meno attrezzati culturalmente, coloro che per condizione o afflizione non possono difendersi, coloro che sono colpiti da patologie invalidanti, tutti coloro che hanno gravi disabilità e in una parola tutti coloro che purtroppo, sono relegati ad una condizione di vita diversa e difficile, ma pur sempre Vivi. Come accettare che lo Stato o qualsiasi altra istituzione possa pensare di non intervenire a tutela della Vita? Lo Stato, che altro non è che la forma istituzionale che il nostro Popolo si è dato, non può non perseguire il bene comune in nome di un laicismo militante, il quale con la scusa dello Stato Etico, vuole imporre a tutti la sua idea di “bene”, in cui i più deboli e gli indifesi siano facilmente scari-

cati senza nessuna considerazione, in virtù del diritto, alla non meglio precisata condizione, di “liberarlo dal dolore”. Credo che sia necessario, di contro, un impegno per una Rivoluzione Etica, nella quale sia la persona al centro del dibattito, con tutte le sue sfumature e condizioni, e dove fosse giusto, che imponga alle coscienze di intervenire quando la libertà diventa arbitrio. Una Rivoluzione Etica, che tracci il limen (il confine) invalicabile della responsabilità delle istituzioni, sia politiche che sociali, e il primato dei valori della persona su quelli dell’economia e del profitto, in cui l’unico obbiettivo dell’uomo sia la felicità aristotelica che pervada lo Stato fin nei suoi meandri più reconditi, un sentire comune che faccia sì, che ogni cittadino o funzionario pubblico si senta ad un tempo, orgoglioso di essere parte di un organismo comunitario, e fruitore dello stesso, e in cui coloro che guidano lo stesso siano preoccupati delle responsabilità assunte più che dei privilegi acquisiti. Libertà, Responsabilità ed Autorità, per costruire non uno Stato Etico ma un’Etica di Stato. Nino Sala

Forza Abruzzo Poco più che ventenne ebbi a vivere la terribile tragedia del terremoto del Belice; la notte tra il 14 e il 15 Gennaio del ‘68, la Sicilia occidentale, tra Trapani, Agrigento e Palermo fu attraversata da due forti scosse di magnitudo 6,5 della scala Richter, che devastarono centri quali Gibellina, Montevago, Poggioreale, Salaparuta, Santa Ninfa e Santa Margherita. I morti furono più di 400, un migliaio i feriti e quasi centomila i senza tetto. In quella circostanza l'enorme e imperdonabile ritardo nei soccorsi risultò tragicamente fatale. Due anni dopo, ossia nel 1970, lo scrittore Danilo Dolci, attraverso i microfoni della prima radio libera italiana, Radio Libera di Partinico, diede voce alle proteste della popolazione del Belice, denunciando l'abbandono, il degrado, la sofferenza e gli enormi sprechi di denaro pubblico “utilizzati” già nei primi interventi destinati alla ricostruzione; gli effetti di tale denuncia furono immediati... Il giorno successivo, provvedimento scontato, i microfoni della radio, in seguito all'intervento della polizia, furono spenti. Per più di un decennio, ossia fino ai primi anni ottanta, la stragrande maggioranza della popolazione fu costretta a “vivere” nelle baracche. Negli anni successivi, paesi, come la già citata Gibellina, furono ricostruiti in aree diverse da quelle di origine, distanti anche alcuni chilometri, stravolgendo, tra l'altro, in termini ambientali, sociali e strutturali l'intera Valle del Belice. In pratica la storia di quei centri fu cancellata una seconda volta e per sempre. Purtroppo i terremoti come le guerre, incredibilmente, segnano l'arricchimento di alcuni e la fine di tanti e anche per il Belice la regola fu tragicamente e puntualmente confermata dai fatti. Domenica 5 Aprile scorso, ore 3,32, l'evento sismico, se possibile, in termini più devastanti ha colpito la regione Abruzzo. I morti sono 300 e tra questi ben 20 bambini, i feriti più di mille e i senza tetto ottantamila circa. I soccorsi sono stati certamente tempestivi e nel più dei casi anche adeguati; ma non sono mancate polemiche e proteste all'indirizzo del Governo per una presunta mancata attenzione rispetto al grido d'allarme lanciato dalle Autorità locali, nei giorni precedenti il tragico evento e in

considerazione del fatto che l'Abruzzo si colloca in una zona d'Italia ad altissimo rischio sismico le proteste, a ragion veduta, ci sembrano assolutamente giustificate. È del tutto condivisibile il riconoscimento unanime di enorme merito rivolto ai soccorritori, dal servizio di protezione civile, ai vigili del fuoco, alle forze dell'ordine e in particolare ai volontari e al personale tutto , medici, infermieri e personale tecnico dell'ospedale civile de l'Aquila. Gli accertamenti e le indagini, già avviate, dagli organi competenti e della Magistratura faranno la dovuta chiarezza sulle gravi responsabilità di costruttori, politici e pubblica amministrazione. Giornali, radio e televisione dovranno continuare a garantire l'informazione senza farsi prendere dalla consueta insana voglia di trasformare quest'ultima immane tragedia umana in spettacolarizzazione. L'essere umano se e quando privato della speranza, tragicamente ma puntualmente, muore dentro... facciamo in modo che gli amici abruzzesi non debbano patire anche questo. I bambini devono tornare a sorridere e a vivere una vita da bambini, quindi devono tornare a scuola e la scuola deve garantire loro di potere ritrovare le stesse insegnanti, gli stessi compagni e se possibile anche lo stesso o la stessa compagna di banco; le classi, anche se in tenda o baracca, vanno ricomposte esattamente come prima del sisma. L'agire in tal modo renderà certamente meno doloroso e più gestibile il ritorno ad una vita normale. Così come per la scuola anche per la prestigiosa Università de l'Aquila si auspica una pronta riapertura. Gli studenti universitari, che tra l'altro hanno pagato duramente il tragico evento sismico, necessitano di certezze immediate al fine di scongiurare un esodo di massa verso altre Università. Vengano prontamente attivate le procedure che consentano l'avvio dei lavori di ricostruzione vigilando adeguatamente, nel rispetto totale e assoluto delle nuove norme antisismiche e di sicurezza che gli ultimi governi, Berlusconi prima, Prodi a seguire e ancora Berlusconi dopo, hanno continuato a tenere congelate... Molti si saranno chiesti come mai!!!!

In occasione di eventi sismici, nel più dei casi, a causare i tanti morti non sono le scosse ma la speculazione edilizia, fenomeno, purtroppo, assai diffuso nella nostra Nazione. La ricostruzione deve vedere come principali protagonisti gli stessi abruzzesi con l'impegno di maestranze della provincia dell'Aquila, e quindi in campo, da subito, operai, elettricisti, idraulici, ingegneri e tecnici vari delle zone che hanno vissuto e subito le gravissime conseguenze del terremoto. Sarebbe altresì auspicabile, al fine di dare maggiore conforto e fiducia alle famiglie, l'utilizzo di giovani che già da prima erano alla ricerca di un posto di lavoro, ed inoltre si rende necessaria l'attivazione di cospicui finanziamenti che consentano la riapertura di fabbriche e aziende per riavviare la produzione e salvaguardare il livello occupazionale. La città de l'Aquila così come i paesi della provincia, devono tornare a vivere esattamente dove sono adesso, nel pieno rispetto della loro storia e della storia dei loro abitanti. Che nessuno pensi di fondare l'Aquila due; sarebbe una follia che gli Aquilani comunque saprebbero respingere e impedire. Le autorità competenti dovranno vigilare costantemente sulla corretta attribuzione di appalti e successiva esecuzione dei lavori, identica attenzione và riservata al fenomeno dello sciacallaggio e non intendo riferirmi soltanto al ladruncolo privo di scrupoli che si aggira tra le macerie, ma più precisamente a tutti quei personaggi in doppiopetto, assai squallidi, che in queste circostanze finiscono con il trarre grandi vantaggi, anche economici, a danno ulteriore della povera e brava gente; sciacallaggio è anche mentire, promettere e non mantenere. Sul terremoto in Abruzzo si potrebbero scrivere e raccontare ancora tante e tante cose ma chiudo questo mio breve contributo con un ultimo auspicio e un'ultima riflessione: microfoni e telecamere dovranno restare accesi anche nei mesi a seguire, se si dovessero spegnere vorrà significare che gli abruzzesi saranno stati, vilmente, dimenticati dal governo e cosa più grave, dal popolo italiano. Aldo De Franchis


N. 2 Marzo - Aprile 2009

{ io e l’Università }

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Intesa Asl-Comune-Università per la lotta al randagismo Amici sì ma con le dovute cautele. Gli ultimi episodi di cronaca hanno visto i quattro zampe trasformarsi in una minaccia per l’incolumità pubblica. Un esempio fra tutti: il caso del piccolo Giuseppe dilaniato a Scicli, nel ragusano, da un branco di cani randagi. E così la spinta emotiva causata dai recenti attacchi da parte del migliore amico dell’uomo ha scosso la coscienza istituzionale. Sul piano nazionale, il ministero della Salute ha emesso, nei primi giorni di marzo, un’ordinanza che attribuisce la responsabilità penale e civile ai proprietari o detentori di animali “violenti”. Sul piano locale, a distanza di poco tempo dalla disposizione ministeriale, è nata una partnership per la lotta al randagismo, siglata in un protocollo d’intesa, tra Comune, Asl 6, Università e Azienda ospedaliera “Paolo Giaccone”. Il progetto, denominato “Riduzione e controllo del randagismo canino nell’area urbana del Comune di Palermo”, prevede lo stanziamento complessivo di 270 mila euro, grazie anche all’apporto

A sinistra il professore Salvatore Vernuccio, a destra il rettore Roberto Lagalla, Al centro e nelle foto sotto: cani fra gli studenti in viale Delle Scienze

di associazioni animaliste, da investire in attività di deterrenza: sterilizzazioni, microchip e cura di cani aggressivi e malati. In particolare, l’Ente universitario ed il Policlinico hanno deliberato di destinare cinquemila euro ciascuno l’anno, da qui al 2016. L’obiettivo interistituzionale è la sterilizzazione di duemila cani randagi l’anno sui diecimila presenti nella città. E quindi “di tutta la popolazione canina nei prossimi cinque anni” come dichiarato alla stampa dall’assessore comunale all’Igiene e Sanità Aristide Tamajo. Il problema del randagismo, che ha toccato anche l’area di viale delle Scienze e l’ospedale universitario, sembra, grazie all’intesa raggiunta, destinato a risolversi. Negli ultimi anni, si sono verificati diversi episodi di lesioni o danni a studenti e personale amministrativo. “L’Università -dice il rettore Roberto Lagallavuole garantire al massimo la sicurezza e la piacevolezza del campus che ogni giorno è frequentato da migliaia di per-

sone, ma sul problema in questione si trova ad essere parte lesa. I viali dell’Università e il Policlinico sono parte del territorio cittadino, e qualsiasi provvedimento sui cani è di esclusiva pertinenza del Comune. Non possiamo fare altro che supportare il piano di contenimento del randagismo e invitare tutti coloro che frequentano questi luoghi a non nutrire gli animali”. Il supporto del mondo accademico alle autorità competenti si concretizzerà presto anche in un rifugio di accoglienza, all’interno del Parco d’Orleans, per i randagi che si trovano nella zona. Una struttura recintata, gestita dal Canile municipale in collaborazione con i volontari delle associazioni animaliste, dove gli storici amici dell’uomo potranno vivere liberamente e nel rispetto di tutti. Un luogo di riferimento che il Vice Presidente dell’Ersu Salvatore Vernuccio si auspica diventi anche “un centro di adozione, realizzando un circolo virtuoso che partendo dall’azzeramento del rischio aggressioni giunga alla diffusione della cultura animalista tra gli studenti”. Vienna Leonardo

La paura degli studenti e del personale

In città troppi cani randagi per le strade

Chi difende gli animali dagli abusi

"Frequento Ingegneria -racconta Marco, studente- l’altro giorno durante una lezione sono entrati in dipartimento alcuni cani. Circolano indisturbati lungo viale delle Scienze". Giada della stessa facoltà racconta: "La scorsa settimana mentre passeggiavo mi sono vista accerchiare da un branco, il solito che abita ormai da anni il campus, mi sono impaurita e immobilizzata fino all’arrivo di un passante". "Forse la psicosi è aumentata e così -dice Giuseppe di agraria- c’è chi ha preferito adottare un rimedio fai-da-te, le polpette avvelenate. L’altro giorno, passeggiando, ho visto fuori dai cancelli di viale delle Scienze due cani senza vita sdraiati l’uno accanto l’altro". Dall’altro i dipendenti denunciano: "Entrano in silenzio negli uffici dell’amministrazione o nella segreteria centrale. La scorsa settimana, mentre timbravo il badge, dice Caterina -un cane mi ha morsicata, una lesione che mi è costata la prognosi di 6 giorni. E - aggiunge - non parliamo delle malattie o dei danni che possono arrecare; una contrattista lo scorso anno si è trovata una zecca infilzata nella zeppa della scarpa".

Dalla Favorita a piazza Marina sono diecimila i cani randagi a Palermo. Per contenere le nascite, lo scorso anno, secondo una stima dell’Asl 6, sono stati sterilizzati 800 cani ai quali si aggiungono 260 dei primi due mesi del 2009. "L’azienda sanitaria della provincia siciliana -ha dichiarato alla stampa il direttore generale, Salvatore Iacolino- è la prima nell’Isola per l’uso di microchip, applicati già ad 80 mila cani tra Palermo e dintorni, e per l’attivazione dell’anagrafe canina online". Il progetto messo in campo servirà a “potenziare ulteriormente l’attività dell’Ausl 6”.

Di fronte agli avvenimenti tragici del ragusano sta emergendo la fobia e l'odio incondizionato contro i randagi, tanto che qualcuno paventa soluzioni sommarie e fai-da-te (polpette avvelenate, battute di "caccia al cane"). Le Associazioni, dall’organizzazione internazionale per la protezione animali alla Lav, diffidano pubblicamente, si legge in nota onlinechiunque agisca in modo illegale avvelenando, cacciando o maltrattando gli animali. E ricordano le sanzioni previste dal codice penale per episodi di spietata crudeltà nei confronti di poveri esseri indifesi: per i reati di uccisione (art.544 bis reclusione da tre a diciotto mesi) e per il maltrattamento (art.544 ter reclusione da tre mesi a un anno o multa da 3.000 a 15.000 euro - pena aumentata della metà se ne consegue la morte dell’animale).

I love... i love Sicily, per raccontare “l’altra isola” Un periodico per raccontare l'altra Sicilia. Quella che meno spesso

anni i siciliani raccontati dalla rivista in questa sezione, dai manager di

trova spazio sui media, ovvero l'Isola dei talenti, dei luoghi mozza-

esportazione come i palermitani Massimo Capuano,

fiato, delle imprese che tra tante difficoltà si affermano con succes-

Antonello Perricone e Angelo Sajeva, ai

so, della cultura e dell'arte.

capitani di industria attivi in Sicilia come

È “I love Sicilia”, il mensile di stili, tendenze e consumi edito dalla

Salvatore Moncada. Ma anche le tendenze

società palermitana Novantacento.

e i fenomeni di costume sono stati ogget-

Un magazine patinato che da tre anni, dal marzo del 2006 per la pre-

to di approfondimenti ed inchieste, da

cisione, propone ai siciliani servizi, interviste, approfondimenti sulla

quella su sesso e trasgressione nell'Isola a

Sicilia da amare.

quella sull'Opus Dei.

Diffuso in tutta la Sicilia, ma anche a Roma

La terza parte del mensile è dedicata al

e Milano, I love Sicilia viene tirato in diciot-

lifestyle con sezioni sul gusto, dalla gastro-

tomila copie. Nel suo primo anno di vita si è

nomia al vino, sulla moda, sugli hobby, sui

radicato nella Sicilia occidentale, per diven-

viaggi (con una panoramica sui luoghi più

tare poi un appuntamento fisso in edicola

suggestivi dell'Isola), sulle nuove frontiere

anche per migliaia di lettori della parte

del design d'interni.

orientale dell'Isola.

C'è poi il blocco dedicato alla cultura, con le

Il mensile, diretto da Francesco Foresta, si

anticipazioni sui libri in uscita, le interviste a

divide in cinque sezioni.

grandi nomi come Vincenzo Consolo, le rubri-

La prima, "Innanzitutto", è un collage di

che che raccontano la Sicilia del passato.

articoli brevi e caustici che con la cifra del-

E infine, la quinta parte del giornale, quella conclusiva, rubricata come

l'ironia raccontano i fatti di attualità del

"Perizona", che mette insieme brevi articoli su cultura, spettacoli, socie-

mese, prendendo spesso di mira i palazzi

tà e costume e anche una serie di rubriche spiritose come le recensio-

del potere e i suoi inquilini.

ni ai bagni dei locali pubblici o le interviste a Vip siciliani che racconta-

Segue la sezione dedicata ai servizi di

no la loro prima volta. Il tutto impreziosito da firme prestigiose come il

attualità su tendenze e personaggi, tutti caratterizzati da una grande

magistrato Antonio Ingroia, l'inviato del Corriere della Sera Felice

cura per l'aspetto grafico e per la qualità fotografica. Tanti in questi tre

Cavallaro, l'autore e attore teatrale Davide Enia.


N. 2 Marzo - Aprile 2009

{ io e l’ERSU }

{ 13 }

A mensa gastronomia e cultura siciliana protagoniste per San Giuseppe Se le tavole della Sicilia il 19 marzo si vestono a festa in onore di San Giuseppe, allestendo altari e tavulati per i cosiddetti Virgineddi, la mensa del Santi Romano si è trasformata per l’occasione in un palcoscenico di sicilianità dove ad esibirsi non è stata

solo la buona cucina isolana ma anche un pizzico di folclore e tradizione, legati ai festeggiamenti per il patriarca della Sacra Famiglia. Quella del 19 marzo è stata la quinta serata a tema dedicata agli studenti, organizzata dalla Cot (l’azienda che gestisce la mensa) per uscire dalla routine dei soliti pasti. I “virgineddi” - poveri no, bisognosi nemmeno, un tantino affamati certo, se è ora di cena! – della mensa Santi Romano sono stati accolti in un’atmosfera tra mercato di quartiere e sagra paesana: tra un’ape straripante di frutta e verdura, un banco di

“calia e simenza” con zucchero filato, un altro con pesce fresco e uno per assaporare un delizioso panino “’ca meusa” della migliore tradizione. Da ultimo, non poteva mancare, un altare allestito con pani votivi dalle forme simboliche e “sfingi” fritte ripiene di ricotta, tipiche della festa. A completare l’atmosfera siciliana il personale della mensa, vestito di nero, con coppole e fazzoletti, grembiule e “vestagline” colorate. Gremitissima la sala di ristorazione, con molti studenti che affollavano i

banchi di frutta secca e pane con la milza. Ma veniamo al menù. Il palato degli studenti è stato deliziato da: arancini, anelletti al forno, bucatini con le sarde e finocchietto, crocchette e panelle, sfincione, zucchine all’agrodolce, la “ghiotta”, “brociolone” di patate ripieno di verdure, caponata, sfin-

“Lo studente è il mio cliente” (elpi) Artefice e regista della serata a tema siciliana è stata Laura Contino, direttore della Cot, l’azienda che gestisce la mensa del Santi Romano. Ma a lavorare dietro le quinte della festa, come il direttore tiene a precisare, è stato tutto il personale della mensa. “Dal fattorino al carrellista, dal pizzaiolo ai cuochi, dalle banconiste ai cassieri, tutti - afferma Laura Contino – hanno preso parte a quest’iniziativa. È stato indispensabile l’impegno e il lavoro di squadra di tutto lo staff e fondamentale la sinergia tra l’azienda di ristorazione e l’Ersu, l’interazione con l’ufficio Mense e il responsabile della qualità Pietro Panno”. Eventi come questo e come le precedenti serate cultural-gastronomiche dello scorso anno “richiedono tanto impegno - sottolinea quest’ultimo – e l’Ersu, da parte sua, è sempre disponibile di fronte alla possibilità di organizzare feste di questo tipo per gli studenti universitari”. “La festività di San Giuseppe sottolinea la responsabile della mensa - è stata il pretesto per ricreare e ritrovare la sicilianità, che abbiamo cercato di rendere curando il tutto nei minimi particolari, come la lambretta illustrata con le storie dei paladini di Carlo Magno piena di frutta e ortaggi, o ancora l’angolo del pesce, il banco della frutta secca, l’abbigliamento

del personale. L’intento era quello di ricreare un classico quartiere palermitano”. Il senso di ogni serata a tema è dare qualcosa in più agli studenti, farli staccare dalla solita routine universitaria. “Ecco perché l’importanza di piccole parentesi ricreative come queste – spiega Laura Contino – il nostro obiettivo è creare l’alternativa a un luogo che gli studenti vedono come un posto dove mangiare e nulla di più, dare significato a una festa per farli sentire a casa. E La loro soddisfazione è il nostro miglior premio”. Alla questione qualità, su cui gli studenti a volte manifestano la loro insoddisfazione, Laura Contino risponde con i fatti e le iniziative realizzate. Dai corsi di formazione per il personale, ai controlli di una diestista sui pasti serviti, all’inserimento della panineria alla mensa del San Saverio. “Il nostro obiettivo principale è quello di migliorare sempre più la qualità del nostro servizio e di andare incontro alle esigenze degli studenti, ma ogni cambiamento richiede giustamente il suo tempo”. Tra le prossime “serate cultural-gastronomiche” della mensa Santi Romano in cantiere c’è una serata a tema dai sapori molto tropicali.

ge con ricotta e del buon vino rosso a irrorare il tutto. A fare da padrona non è stata solo la cucina siciliana, ma anche la musica e il folclore tipico isolano, con l’esibizione di un gruppo folcloristico “I Casteldaccesi e la corte del duca” (www.icasteldaccesielacortedelduca.com) con balli e canti in costume tipico - che ha coinvolto gli studenti nel ballo della cosiddetta “contradanza”, scatenando l’entusiasmo generale. A scaldare poi gli animi con la sua esuberanza e ironia è stato il comico e cabarettista palermitano Giuseppe Giambrone che ha imitato, recitato, cantato, proponendo sia celebri canzoni da lui riscritte (come Annovembre, pantomima del brano di Giusy Ferreri, su youtube il video) che personaggi da lui inventati, come la cantante “Gera di Mussomeli” con le sue (dis)avventure amorose. A conclusione della serata siciliana, gli studenti si sono scatenati al ritmo di musica.

“Non mi aspettavo una festa così coinvolgente – afferma Maria – è stata una sorpresa e si è mangiato molto e bene”. “Ha espresso come si deve lo spirito dei siciliani, la loro solarità”, aggiunge Francesca. “Abbiamo rivissuto un momento di Sicilia profonda - commenta Mario

- che potremmo conoscere solo attraverso i libri”. C’è chi avrebbe voluto più spazio per muoversi e chi come Giuseppe avrebbe fatto volentieri l’alba continuando a ballare. Ma unanime rimane il giudizio sul grande coinvolgimento ottenuto dalla serata a tema. Il motivo prova a spiegarlo Rosario: “Forse perché… siamo siciliani?!”. Elisa Pizzillo

Foto da sinistra:La presentazione dell’evento, l’altare di San Giuseppe, esposizione siciliana, lo spettacolo. In basso a sinistra Laura Contino sullo sfondo del ballo siciliano in costume.

L’Anif approda in Sicilia Sbarca in Sicilia l’Associazione Nazionale Impianti Fitness&Sport di Confindustria, organizzazione no profit nata nel 1996 per farsi portavoce della categoria dei centri sportivi nei confronti delle istituzioni. L’ANIF rappresenta e tutela, sul piano gestionale, normativo, fiscale, legale, amministrativo, formativo e sindacale, gli interessi di gestori e proprietari di centri sportivi, con particolare riferimento al mondo del Fitness. L’organizzazione, che ha una presenza capillare in tutta Italia, sarà rappresentata nell’isola da Germano Bondì, neo presidente del comitato regionale. L’ANIF nello svolgimento della propria attività stabilirà contatti e rapporti con le istituzioni del territorio, gli enti locali e soprattutto con il Coni. L’obiettivo principale è il raggiungimento per tutti gli operatori siciliani che lavorano nel mondo

dello sport dilettantistico degli standard qualitativi. “Inizia così in Sicilia, ha detto il presidente Bondì, un percorso di crescita dello sport dilettantistico inteso anche come attività “salutistica”, un obiettivo attualmente distante ma raggiungibile anche grazie alla collaborazione con le istituzioni con le quali istituiremo appositi tavoli tecnici”. L’isola ha un’importanza strategica sul piano sportivo, ha sottolineato il Presidente nazionale Giampaolo Duregon, l'associazionismo sportivo siciliano potrà avvalersi da oggi di un punto di riferimento valido e sicuro; un attento interprete delle istanze del settore che ANIF accoglierà per sostenere la sua crescita sul piano associativo, organizzativo, culturale, qualitativo, e formativo. Vera Cardella


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{ io e l’Università }

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Voli a basso costo per specializzarsi all'estero L'aeroporto “Fontanarossa” di Catania è ormai il quinto in Italia per traffico passeggeri. Il Falcone-Borsellino di Palermo cresce bene e l'aeroporto di Trapani-Birgi, sempre più feudo di Ryan Air, fa segnare un +120% di incremento passeggeri sul 2007. Tutto merito dei voli low cost, che nel Bel Paese rappresentano ormai il 33,9% dei voli da e per l'Europa, valore destinato a crescere se si pensa al 57,3% raggiunto dal Regno Unito nel 2007. Un rilancio, quello dei tre hub siciliani, che apre scenari rivoluzionari per gli studenti isolani: con poche decine di euro possono

Da Palermo e Trapani, ad esempio, frequenti sono i voli Ryan Air per Londra Stansted: un'ora di treno veloce e i venerandi cancelli di Oxford e Cambridge sono pronti a spalancarsi anche solo per una visita guidata. Londra

Dublino, Trinity College fondato nel 1592.

ormai raggiungere le più prestigiose università europee, per frequentare ambiti corsi di laurea, specializzazioni, master, dottorati di ricerca e programmi d'integrazione comunitaria.

Svezia, la biblioteca della Uppsala University.

ospita, inoltre, l'Imperial College e l'University College, atenei che eccellono per la qualità dei corsi di laurea in scienze, ingegneria e biomedicina. Il volo Ryan Air Trapani-Dublino permette invece di visitare il Trinity College, università tra le più antiche d'Europa, che spicca per la grande tradizione dei suoi studi umanistici, e l'University College, che tra i suoi insigni laureati vanta addirittura James Joyce. Se si preferisce la grandeur francese, il volo Wind Jet proveniente da Palermo o da Catania atterra direttamente al “Charles de Gaulle” di Parigi, così da raggiungere facilmente l'Ècole Normale Supérieure, regno degli studi letterari per antonomasia, che risulta tra le migliori dieci università

europee secondo il Times di New York. Sempre per questa destinazione, Ryan Air propone un più periferico volo TrapaniParigi/Beauvais. L'Ècole Normale Supérieure è presente anche a Lione, città ben collegata con Palermo e Catania da Wind Jet. Anche gli altri paesi d'oltralpe, Svizzera e Austria, offrono atenei d'eccezione: l'ETH di Zurigo e l'University of Vienna vantano una grande tradizione di studi rispettivamente economici e umanistici, e si raggiungono con voli diretti Air Berlin da Catania. Per studi “über alles”, legati al mondo delle possibili applicazioni industriali, invece, la compagnia aerea Tulfly prevede voli A/R da Palermo e Catania per Monaco di Baviera, dove la Techinische Universität e la Ludwig Maximilian Universität, spingendo molto sulla ricerca e l'innovazione tecnologica, propongono un'ampia gamma di corsi di laurea in ingegneria, economia, biochimica, neurobiologia e biotecnologia. Tulfly collega, inoltre, Palermo e Catania con Colonia, Hannover, Stoccarda, Dusseldorf e Francoforte, mentre la capitale Berlino si raggiunge con voli Wind Jet da Palermo e Air Berlin e Wind Jet da Catania. Più a nord, la Maastricht University, la Leiden University e la Utrecht University sono atenei tradizionalmente aperti agli studenti comunitari e ben collegati a Bruxelles e Amsterdam per mezzo di treni e bus. La città dei tulipani e la capitale belga si raggiungono con voli Wind Jet da Palermo e Catania. Per Bruxelles esiste anche l'opzione Ryan Air da Trapani. I voli Ryan Air da Trapani raggiungono anche la città dei laghi,

Stanze al Genio Il 5 e 6 Dicembre l’Associazione Culturale Stanze al Genio ha aperto a Palermo un nuovo spazio culturale inaugurando la casa museo “Stanze al Genio”che raccoglie una delle più grandi collezioni europee di mattonelle antiche di un periodo compreso tra il 1600 ed il 1800 di provenienza napoletana e siciliana. Ad oggi i pezzi esposti, tutti diversi ed in ottime condizioni sono oltre 1100 e sono distribuiti all’interno di due saloni ubicati al piano nobile di palazzo Torre ora Piraino. Sono presenti i principali marchi delle più prestigiose fabbriche di mattonelle dell’epoca nonché pezzi rari che sono stati tutti accuratamente catalogati e fotografati. Tra le altre mattonelle vi è anche una parte del pavimento seicentesco rinvenuto nel piano nobile del Palazzo Torre che è stato scoperto a seguito dei lavori di restauro sotto il pavimento ottocentesco ricollocato al proprio posto all’interno dei saloni espositivi. Sempre all’interno della casa museo sono presenti sia una raccolta di circa 50 bottiglie d’inchiostro stilografico di un periodo compreso tra gli inizi del 1900 ed 1950 le cui eti-

chette integre nelle forme e nei colori raccontano perfettamente la storia del design dei primi 50 anni del secolo scorso. Vi è inoltre sempre del medesimo periodo una raccolta di circa 40 scatole di pennini, ed altri oggetti attinenti la cancelleria d’epoca (calamai in Londra, Cambridge. vetro,scatole di matite, scatole di colori e pennini etc etc) alcuni di questi sono stati già esposti nelle ultime mostre Pelikan che si sono tenute a Palermo negli ultimi tre anni. Inoltre è visibile anche una raccolta di locandine pubblicitarie e giocattoli d’epoca nonché uno spazio espositivo di stampe, cartoline e manifesti unici in quanto raffigurano alcune immagini presenti all’interno degli spazi espositivi. L’associazione culturale è nata nel 2008 con l’intento di rendere fruibile al pubblico le col-

incrementi di prezzo a causa di Stoccolma, a 90 km dalla quale alcune tasse aggiuntive. Un tiene banco l'avanzata ricerca esempio per tutti: è possibile tecnologica della Uppsala volare con Ryan Air da Trapani a University. Se invece si preferisce un clima più mediterr a n e o , l'University of Siti da visitare ties.com ersi Barcelona • www.topuniv to.catania.it offre avanzati • www.aeropor corsi di laurea • www.gesap.it in arte e totrapani.it • www.aeropor design, e com anche in que• www.ryanair. djet.it sto caso Wind in • www.volaw Jet e Ryan Air cost.it • www.aereilow sono i vettori a • www.tulfly.com cui affidarsi. .com Insomma, ce • www.airberlin .com/volareweb tis n'è per tutte le • www.volagra esigenze e Stoccolma anche di più, anche con 9,90 euro, ai quali però considerando è necessario aggiungere 20 euro che anche gli atenei di Mosca, di tassa bagaglio, 10 euro di serSan Pietroburgo e Oslo appaiono vizio check in e 10 euro per le facilmente raggiungibili, che il transazioni con carte di credito. I suddetto elenco non può essere di servizi di assicurazione (15 euro), certo esaustivo e che gli operatodi priorità al gate (5 euro) e i costi ri low cost e conseguentemente le di eventuali consumazioni sono loro tratte sono destinati ad invece facoltative. aumentare nei prossimi anni. Nel

La Oxford University.

box a lato, eccovi qualche utile indirizzo web, canale di vendita prediletto dalle compagnie in questione. C'è da dire, purtroppo, che i costi del biglietto indicati sui siti internet subiscono fastidiosi

lezioni sopra menzionate; soci fondatori sono Pio Mellina che ha iniziato la raccolta di mattonelle antiche e dei manifesti pubblicitari fin da bambino e che attualmente lavora come funzionario tecnico all’Ufficio Relazioni Internazionali dell’Università degli Studi di Palermo, Antonino

Corriere degli studenti universitari edito dall’ERSU di Palermo Registrato dal Tribunale di Palermo, n. 34 del 14/XI/05 Redazione Viale Delle Scienze, Edificio 1 tel. 091.6546010 - fax 091.6546264 dariomatranga@libero.it redazione@ersupalermo.it Direttore editoriale: Antonino Bono Direttore Responsabile: Dario Matranga Hanno collaborato alla redazione: Andrea Anastasi, Luca

Infine, a seguito di una scelta commerciale già divenuta imperdonabile caduta di stile, è necessario pagare 1 euro per usare il WC durante il volo. Andrea Anastasi

Perna che si è occupato principalmente della cancelleria d’epoca esposta e che è il titolare dell’omonima cartoleria ubicata a Palermo in Via Sperlinga, la sig.ra Luisa Masi che ha contribuito con i giocattoli di latta e le vecchie scatole di fine 800 e Davide Sansone che ha curato il restauro degli affreschi nella sede della casa museo. I luoghi sono visitabili su prenotazione al numero 340 0971561 tesserandosi all’associazione culturale la cui tessera base ha un costo di 3,50 per gli studenti ed il personale dell’Ateneo e di 4,50 per tutti gli altri. Bonanno, Incorvaia, Leonardo, Antonella Toscano.

Vera Cardella, Alessandra Eronico, Carla Luana Infantino, Francesco Leonardo, Vienna Davide Matranga, Marina Minio, Elisa Pizzillo, Romano, Arianna Rotolo, Desirée Carruba

Collabora alla Segreteria di redazione: Giulia Sanfilippo Fotografie: Andrea Anastasi, Alessandra Eronico, Luana Infantino, Vienna Leonardo, Luca Macaluso, Davide Mari, Marina Minio, Fara Palmeri, Elisa Pizzillo, Arianna Rotolo, Studio Camera, Desirée Carruba Toscano. Per la Pubblicità rivolgersi alla redazione di “ioStudio” Progetto grafico: RC&C • 2009 Stampa: Publisicula srl Sede: 90146 Palermo, Viale Nenni, 3 tel. 091.6883828 • www.publisicula.it


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{ io e la Cultura }

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Dublino, una città da Guinness A chi non si lascia intimidire dal proverbiale tempo grigio e piovoso irlandese, Dublino si presenterà come una meravigliosa cittadina tutta da scoprire, dal Molly Malone, caratteristico inno irlandese rappresentato dalla statua di una giovane donna a Grafton Street, alla fantastica festa di San Patrizio che colora di verde tutta la capitale! Pur non avendo tantissimi giorni a disposizione, è possibile volare nella capitale irlandese anche per un solo week-end per poterne apprezzare le dimensioni “umane” per nulla paragonabili a metropoli come New York o Londra, i monumenti più importanti e per potere gustare il famoso Irish Coffee seduto in uno dei numerosi pub del Temple Bar, quartiere rinomato per la movida notturna irlandese, o perché no, anche alla famosa distilleria del Whisky Jameson. Divisa in due dal fiume Liffey, Dublino è caratterizzata al nord dai più grandi monumenti e le strade commerciali come Talbot Street e Henry Street e al sud da un'atmosfera più sofisticata, gra-

icone più importanti del mondo universitario irlandese che stima ex studenti come Samuel Beckett e Oliver Goldsmith. Ogni anno sono sempre più numerosi gli studenti provenienti da varie parti del mondo che tentano di potere accedere agli svariati corsi di laurea che questo prestigioso College prevede. Ma Dublino è divenuta, in questi ultimi anni, anche una metà molto popolare per chi volesse soltanto imparare la lingua inglese. I numerosi voli low cost provenienti da tutta Italia, infatti, (dalla Sicilia si vola direttamente

quanto si possa trovare in altre capitali europee come Londra, non esiste una metropolitana. Tale mancanza viene ottimamente rimpiazzata dalla Luas, ovvero linee di tram che permettono di spostarsi facilmente da un punto all'altro della città. Nonostante questo, comunque, Dublino è anche facilmente percorribile a piedi, per godersi appieno il paesaggio percorrendo magari uno dei suggestivi ponti che attraversano il fiume Liffey, come O'Connell Bridge, il Queen Maeve Bridge e il Millenium Bridge. Dublino by night.

successivamente formata la birra contraddistinta in questo caso dal suo colore nero e come sia diventata nel tempo così importante e famosa, si ha anche la possibilità di sorseggiare una (o più!!) pinta di Guinness accompagnandola con gustosi assaggini di pane nero, formaggio e salmone. Vale davvero la pena arrivare fino al settimo ed ultimo piano, dove si può godere di un meraviglioso panorama grazie al Gravity Bar, un originale bar situato su un piano semi circolare circondato interamente da ampie vetrate, e ricco di atmosfera irlandese gra-

Dublino, la sede della Guinness.

Dublino, temple bar.

zie ad aree come quella di Grafton Street e i suoi negozi di lusso, e allo stesso tempo più giovane con gli studenti del famoso Trinity College, una delle

da Trapani con Ryanair), i costi della vita nettamente inferiori rispetto la più rinomata Londra ed il proliferare di tantissimi istituti autorizzati all’insegnamento dell’inglese, stanno orientando parecchi giovani italiani a preferire la capitale irlandese come luogo dove soggiornare ed imparare un ottimo inglese. In proposito http://www.u-learn.ie oppure http://www.dltc.ie sono degli ottimi siti internet irlandesi cui fare riferimento per attingere informazioni circa i corsi di lingua, per trovare alloggio e, perché no, per chi volesse anche trovare un lavoro temporaneo durante il proprio soggiorno. A Dublino, contrariamente a

Patria di Jonathan Swift, Oscar Wilde e James Joyce, Dublino è anche patria della Guinness, la famosa birra irlandese inventata da Rupert Guinness e distillata dal 1759 nello Storehouse di St. James's Gate, attrattiva tra le più visitate da turisti provenienti da tutto il mondo curiosi di conoscere la storia della birra tra le più famose al mondo. Sette piani di acciaio con un tubo trasparente all'interno per rappresentare proprio l'idea di una pinta di birra formano il maestoso ed imponente Storehouse della Guinness. Attraverso un'interessante e originale percorso che spiega come dall'originario chicco di orzo si sia

zie alla presenza di concerti dal vivo di gruppi folcloristici, che ad oggi risulta essere il punto più alto da dove potere avere una visione a 360° di Dublino. Una cosa è certa: chi viene a Dublino non resterà deluso ma troverà, ad un costo contenuto, un ambiente adatto agli studi senza per questo dovere rinunciare a fantastiche escursioni turistiche ed al divertimento. L’incremento costante di presenze (soprattutto estive) di circa 100.000 studenti l’anno lo dimostrano. Marina Minio

Dublino, trinity college.

“Racconti dal campus, cercasi poeti e scrittori” Al via la seconda edizione del concorso letterario per gli iscritti all'Ateneo palermitano A.A.A. La scadenza per la consegna degli elaborati è fissata al 30 Aprile 2009. Se un racconto o una poesia tace rinchiuso nel cassetto della scrivania, o nelle cartelle del vostro pc, insieme alla segreta ambizione di diventare scrittori, il concorso letterario per studenti universitari, “Racconti dal Campus” vi darà l’occasione di riaprire cassetto e cartelle, e magari di vedere pubblicati i vostri scritti. Se scrivere è la vostra passione, anche liberi pensieri buttati giù senza pensare durante una pausa dallo studio, ecco il momento buono per prendere carta e penna, o magari sedersi davanti a monitor e tastiera e lasciare correre parole e fantasia. “Racconti dal Campus” è il concorso inaugurato lo scorso anno accademico e organizzato dall’Associazione culturale SenzaFiltro, con il patrocinio dell’Università di Palermo. I racconti e le poesie faranno parte della seconda Antologia tascabile che sarà pubblicata in 2mila copie e distribuita gratuitamente alla fine del concorso. Requisito indispensabile per partecipare è l’iscrizione

all’Università di Palermo. L’opera deve essere inedita e mai pubblicata - neanche su internet - e non dovrà superare le 21 mila battute. Le categorie in concorso sono: poesia, prosa e, per la prima volta, tema sociale, a cui sarà dedicata una sezione speciale del libro con la pubblicazione di racconti su temi di particolare impatto collettivo. Le opere saranno valutate da una commissione appositamente formata. Le più meritevoli, come nella precedente edizione del concorso, saranno raccolte e pubblicate in un piccolo volume tascabile. Sarà sempre la commissione ad elaborare una classifica e a stabilire la premiazione delle tre migliori composizioni (una per categoria). Gli elaborati dovranno essere spediti, o presentati a mano, in busta chiusa, entro il 30 aprile 2009. Per maggiori informazioni e per avere copia del bando si può contattare Giuseppe Carpinteri ai seguenti indirizzi email: giuseppecarpinteri@hotmail.it oppure campus2008@hotmail.it. Elisa Pizzillo

“SenzaFiltro” è un’associazione culturale studentesca dell’Università di Palermo, guidata da Giuseppe Carpinteri, rappresentante degli studenti all’interno del consiglio di facoltà di Economia. L’iniziativa di Racconti dal Campus nasce, come si legge nella prefazione dell’Antologia pubblicata lo scorso anno, “dall’intento di dare spazio agli scritti - pensieri, sentimenti, stralci di vita quotidiana buttati giù nei momenti di libertà in compagnia di un foglio e di una penna, per uscire una volta ogni tanto dallo status di “studente” preso dallo studio e dagli esami”. E infine, anche per fornire, a chi ama la lettura, una tascabile compagna di viaggio sull’autobus o sulla metropolitana.


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{ io e il tempo libero }

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Marsala, dai Fenici a Garibaldi Marsala, deliziosa cittadina da scoprire nella bellezza dei luoghi, nell’importanza della sua storia, nell’eleganza del centro storico racchiuso nel perimetro della città medioevale, già definita “splendidissima civitas” da Cicerone che ne fu prefetto, attende i visitatori per mostrarsi in tutto il suo fascino, per accattivarsi le simpatie di chi è appassionato d’arte, di archeologia, di storia, ma anche degli estimatori di vini pregiati o della buona cucina, che qui è intrisa dei profumi e dei colori lasciati dalla dominazione araba. L’antica Lilybaeum, dal greco Lilybaion, che guarda la Libia, nome che nell’antichità indicava tutta la costa settentrionale dell’Africa, ha mantenuto nei secoli la sua bellezza e da poco vanta il titolo di “comune a prevalente economia turistica e città d’arte”. Marsala, Baglio Anselmi, un reperto. È una città da vivere tutto l’anno, non soltanto nei mesi estivi anche se il Comunale e del Museo Civico di mare è tra i più belli della Sicilia: Marsala, visitare le strade più d’inverno diventa meta di turismo caratteristiche con irrinunciabile culturale e, passeggiando per le capatina alle botteghe dei mastri vie del centro, è possibile ammibottai, oppure ci si può lasciare ammaliare dalla incantevole bellezza della nave punica conservata nel Baglio Anselmi, sede del Museo Archeologico. Si tratta, in realtà, di un relitto di nave ritrovato nel 1969 nel mare antistante l’isola di Mozia del quale è stata recuperata soltanto la parte posteriore e la fiancata di babordo, molto probabilmente affondata nella battaglia delle Marsala, Baglio Anselmi, la nave punica,. isole Egadi che concluse la prima delle guerre puniche con la vittorare il cinquecentesco quartiere ria dei Romani. Ma non si può spagnolo, che oggi ospita gli Uffici definire “relitto” l’unico esemplare del Comune, lo storico Palazzo VI al mondo di liburna, nave da aprile, la Chiesa Madre, il guerra agile e leggera, cantata da Complesso Monumentale San Orazio nelle sue Odi, vanto dei Pietro, sede della Biblioteca carpentieri cartaginesi, che reca-

va in ogni asse un simbolo dell’alfabeto fenicio per garantire così alle maestranze un rapido assemblaggio dello scafo, esposto al pubblico in una delle sale del Museo dove al tempo non è concesso di scorrere: ed è così che agli occhi del visitatore si svela un pezzo di quella storia studiata sui banchi di scuola, che qui diventa viva e sembra quasi di poter vedere faticare i rematori mentre un tamburo batte inesorabile la voga. Il Museo non è grande ma ha una esposizione ben curata che non è meno bella nelle altre sale, dove si può ammirare una Venere callipige (dai bei glutei) rinvenuta nel 2005 nell’area della Chiesa di San Giovanni ed altri reperti non meno affascinanti, come i bellissimi gioielli con un raffinato lavoro di cesello, da apprezzare, attraverso un sapiente gioco di lenti d’ingrandimento, in ogni particolare. La storia studiata continua a fare capolino nei ricordi del visitatore: qui sbarcò Garibaldi partito da Quarto con i Mille per dare inizio all’impresa che si concluderà con l’unificazione d’Italia. Ogni anno questo avvenimento viene rievocato con manifestazioni che culminano l’undici di maggio, anniversario non solo dello sbarco del 1860 ma anche ricorrenza del bombardamento angloamericano del 1943 per il quale la città fu insignita di medaglia d’oro al valor civile. Marsala è anche il nome del più vecchio dei vini italiani, conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo, “inventato” per caso dal commerciante di Liverpool John Woodhouse che, oltre due secoli fa, nel 1773 volle impiantare in questa zona vitigni di Madera che, a causa della diversità del terreno

Arrivano i Twitters (A.Er.) Un cinguettio si “aggira” per il web: Twitter, il microblogging fondato nel 2006 da Jack Dorsey, Biz Stone ed Evan Williams e che oggi conta quasi due milioni di visitatori al mese, è sicuramente il mezzo più immediato per connettersi e socializzare con facilità ed in soli centoquaranta caratteri. Il logo è un uccellino, e non poteva essere diversamente stante il significato del termine “twitter”, appunto, che è “cinguettio”. Una comunicazione stringatissima ed essenziale, che grazie alla rapidità apre nuove possibilità di giornalismo, anzi di microgiornalismo, come è avvenuto a Mumbai durante l’attacco terroristico o a New York per l’inconsueto “atterraggio” di un aereo sull’Hudson, con la notizia racchiusa in sole centoquaranta battute di testo, ma non per questo meno notizia, anzi un autentico scoop. I messaggi pubblicati su Twitter rispondono alla domanda “what are you doing”, cosa stai facendo adesso? E, sebbene non sia impresa da poco dare un contenuto sensato ad una risposta che necessariamente non può superare i 140 caratteri, i twitters riescono a raccontare la propria giornata, a condividere links, darsi appuntamento, informarsi: i messaggi inviati, i twits, verranno letti dai followers, cioè da coloro che hanno deciso di seguire e che ricevo-

no e rispondono; o dall’intera community, su una pagina, la Public Timeline, dove convergono tutti i twits del mondo. Con Direct Message è possibile scrivere anche twits privati. Ma Twitter va oltre il sito… il cinguettio può partire anche dal proprio cellulare, con un sms; e, se verrà ritenuto interessante, è facile trovare followers che, abbonandosi ai messaggi, decreteranno il successo del loro autore, come sanno bene parecchi personaggi pubblici, specialmente d’oltreoceano: non soltanto politici come Barack Obama e la maggior parte dei senatori americani, ma anche star dello spettacolo o dello sport, che utilizzano questo strumento per confermare la loro popolarità. La registrazione è gratuita, è sufficiente entrare nel sito www.twitter.com e seguire le istruzioni per ottenere il nickname da usare, inserire i dati del nostro profilo, scegliere un’immagine ed i colori della propria pagina, invitare amici, individuare i following, cioè gli utenti da seguire, e, soprattutto, pubblicare i twits: frammenti di emozioni raccontate e condivise, minuscoli tasselli di sé, frasi in miniatura che trovano la loro incisività proprio nell’essere scarne, essenziali e, quel che più conta, immediate. Qui, ora. Con infinite potenzialità, sempre in scena, in tempo reale. Altro che cinguettio!

ma non solo: servito e della temperatura, gli freddo sorprende fecero ottenere un scoprirlo come vino diverso ma eccellente aperitieccellente, subito vo. Proprio per apprezzato dagli valorizzare il preInglesi. gio dei vini marNacque così il salesi è nata la più antico stabilimanifestazione mento enologico Wine Sicily, che siciliano, il Baglio negli scorsi anni ha della tonnara del Marsala, Baglio Anselmi, coniugato feliceCannezzo. La flotta un reperto. mente vini e jazz di al comando dell’Ammiqualità, insieme a degustaraglio Nelson ebbe a dispozioni del “pescato povero” ma sizione 500 botti l’anno di questo gustosissimo, esaltato da ricette vino per volere del Governo ingledai profumi antichi realizzate con se e, quando venne riportata la la rara competenza di chi sa utivittoria a Trafalgar contro Napolizzare ingredienti umili trasforleone, il Marsala potè fregiarsi del mandoli con sapienza in autentititolo di “victory wine”. che meraviglie barocche e gattoUn decennio dopo, i Florio saranpardesche che farebbero invidia a no i primi italiani a commercializqualsiasi monsù. zare il Marsala. È un superbo vino da meditazione, Alessandro Eronico

Regazzoni a Palermo Giorno 8 Aprile si è svolto, presso la sala polifunzionale del Pensionato universitario S.Saverio di Palermo, un incontro molto interessante con il Prof. Luciano Regazzoni organizzato dalla Scuola del Fumetto di Palermo, da Anthèlia, dalla Grafi-mated cartoon e dall’ERSU di Palermo. Luciano Regazzoni è un disegnatore di fumetti oltre che autore di storyboard per cinema e pubblicità. Svolge attività di Insegnante d’anatomia e disegno presso l’Istituto Europeo di Design e presso La Scuola del Fumetto di Milano e di Palermo, tra i suoi fumetti ricordiamo la miniserie fantasy Gwyn Up Nudd (Edizioni Innovation). Considerato tra i maggiori fumettisti e illustratori italiani contemporanei, ha focalizzato in questo incontro, l’attenzione sulla katarsi che si crea tra l’intenzione e la raffigurazione in relazione all’atto creativo, partendo dalla sensazione che l’origina sino alla forma che lo veste. In pratica uno spunto per comprendere al meglio cosa spinge l’artista, o il semplice bambino curioso a dare una propria versione del mondo, a buttare giù dei segni su di un foglio di carta. Partendo da quest’ultimo aspetto, Regazzoni, ha utilizzato se stesso per interrogarsi sulle motivazioni che lo hanno spinto a rendersi creatore di emozioni attraverso i fumetti e le illustrazioni. L’atto del creare, spiega Regazzoni, è un mix esplosivo di elementi da noi archetipizzati che lottano costantemente fra di loro per “riequilibrare uno squilibrio necessario alla vita”. Regazzoni si offre al pubblico come docente e discente di se stesso, adotta una forma di comunicazione con la platea che va oltre le “statiche” lezioni a cui siamo abituati noi studenti, riempie il salone di mille fogli intrisi di schizzi e frasi chiave del suo processo creativo. Fornisce al pubblico, attraverso queste “appliche” d’occasione, una libera interpretazione del suo argomentare. Tra le sue annotazioni chiave spiccano: l’immaginazione, la creatività, la forma, la necessità, il centro, il processo totemico, il principio di ibridazione etc… Tutti elementi che Regazzoni sviscera uno per uno e collega fra di loro con brillante dimestichezza. Insomma, possiamo definire l’incontro come una ghiotta occasione per tutti coloro che amano comunicare con il mondo attraverso il ragionamento grafico. Un ringraziamento sentito all’Ersu di Palermo ed al Maestro Piero Gizzi per il bell’esempio di attenzione e di interesse verso tematiche sempre più lontane da città “d’emergenza” come Palermo. Luca Bonanno


ioStudio 2 2009