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Una vita da sceneggiatore SCRITTURA e motivazione numero

100% free

DOG addicted

Congratulazioni Angela Maurizi

è già o

Anno 1 N. 27 / NOVEMBRE 2011 - Periodico settimanale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

autore

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n-line

Il soc ialnet per la w cultu ork ra raggi

o

ungici

ora!


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sommario

numero

autori Claudio Roberti |

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Il sapere come arma

Fernanda Spagnuolo |

Dog addicted

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rubriche Social Network Medeo | Consigli di lettura |

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Intervista ad Angela Maurizi |

Mi ero innamorata

Libri con la D maiuscola |

Patrizia Bellinelli

Book to movie |

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Appuntamenti |

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Una vita da sceneggiatore Scrittura e motivazione

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editoriale

Marika Barbanti Un sogno che diventa realtà. Questa volta pare proprio di sì, nel caso di Angela Maurizi. Da una semplice passeggiata con un amico prende avvio l’inizio di un binario parallelo di cui non è ancora consapevole, quello della scrittura. È così che un sogno nel cassetto, un manoscritto, prende vita partecipando al concorso letterario PAGINA UNO indetto dalla Ded’A edizioni. La sua proposta passa le selezioni ed entra nella rosa dei finalisti. Due mesi e mezzo e 730 voti dopo, Angela si vede catapultata di diritto nel mondo editoriale con il suo romanzo Le Fiabole di A. che vedrà la luce in occasione della fiera PIÙ LIBRI Più LIBERI che si terrà a Roma il prossimo dicembre. Nell’augurio che Le Fiabole di A. diventi un best seller, in questo numero vi presentiamo il nuovo talento letterario scovato dalla Ded’A.

Buona Lettura! M. B.

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numero

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“poesie”

di cesare pavese

ERRATA CORRIGE Requiem per un sogno di Hubert Selby Jr. Selby Jr. narra la storia di Tyrone, Marion, Harry e Sara, madre di quest’ultimo. Sara, vedova ormai rimasta sola si nutre di televisione e della considerazione delle amiche; decide di dimagrire assumendo pillole, in realtà sono anfetamine. I tre ragazzi progettano di procurarsi grandi quantità di eroina e arricchirsi spacciandola. Le quattro vite si aggrovigliano intorno al filo dell’illusione. Essa alimenta progetti friabili come castelli di sabbia, infonde scintille nelle vite spente dei personaggi del romanzo. Crudele li culla reggendoli su una mano, li adagia su una stella destinata a precipitare, a fracassarsi sul suolo fangoso della realtà dove ognuno è solo, perduto e non più contare nemmeno su sé stesso. Deborah Schillaci

La Redazione si scusa con l’interessata e con i lettori

Esistono libri che si dimentica di possedere e ne esistono degli altri che ti possederanno per sempre. Così è per questa raccolta di poesie di Cesare Pavese. Per molto tempo questo libro è stato il mio vademecum, lo portavo con me dovunque. Riaprirlo è come ritrovare un vecchio amico. Ne conosco ogni pagina, ogni nota. Sapevo quali poesie leggere se mi sentivo sola e quali non leggere se invece mi sentivo felice. Spiegarvi perché è sempre stato così sin dalla prima lettura non è un’impresa semplice. So che per sempre ringrazierò quello spirito che qualche volta tra gli scaffali dei libri ti fa scegliere qualcosa di veramente speciale... (continua su www.medeo.it) Laura Caponetti

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numero

consigli di lettura


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numero

l’intervista 27

Mi ero

e volevo dirgliel

ANGELA MAURIZI vincitrice del Concorso PAGINA UNO di DEd’A


ad Angela Maurizi

innamorata

lo con le mie parole Come hai iniziato a scrivere? La passione per la scrittura nella sua forma più articolata si è manifestata durante gli anni del liceo. La formazione classica ha influenzato le mie letture prima, e l’approccio allo scrivere poi. Come ho già spiegato nella precedente intervista, sono diventata scrittrice per ritrovare un dialogo con me stessa. Divertente è invece il come, o meglio, il perché ho iniziato a scrivere Le Fiabole di A. L’incontro con un uomo meraviglioso, la voglia di cullarlo con la mia voce prima che si addormentasse. Mi ero innamorata e volevo dirglielo con le mie parole. Perché hai scelto di trattare proprio quest'argomento nel tuo libro? Ho tentato di realizzare un “esercizio di stile” servendomi della mitologia, nella stessa misura in cui lo fecero gli antichi greci. Il mio intento non era tuttavia rivolto a spiegare le origini del mondo o la vita di personaggi più o meno deificati, bensì all’analisi della società contemporanea. Le motivazioni dell’argomento, inclusa la scelta della tecnica narrativa, sono molteplici, ma tutte riconducibili al desiderio di trovare un canale comunicativo che non fosse eccessivamente criptico e che

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anzi lasciasse spazio a riflessioni o evocazioni personali. Cosa ti ha spinto ad aderire al concorso Pagina Uno, piuttosto che a un altro? Non ho scelto di partecipare con cognizione di causa a nessun concorso. Durante un’esposizione a San Giovanni in Laterano, camminavo davanti lo stand della DEd’A Edizioni. Mi sono fermata a sbirciare e ho preso in mano un paio di libri. Per il mio scritto avevo ricevuto qualche proposta di pubblicazione, ma non ero in grado di prendere alcuna decisione in merito alle case editrici e alle loro modalità di pubblicazione. Quella sera mi sono ritrovata con questi due libri in mano, toccavo la copertina, sfogliavo le pagine. Ero con Marco, un mio carissimo amico. L’ho guardato e ho esclamato che Le Fiabole di A. sarebbero state ben liete di avere un involucro del genere, mostrandogli i due testi che avevo in mano. Sono tornata a casa e ho inviato il manoscritto. Quello che sarebbe successo poi lo ignoravo.

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l’intervista 27

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ad Angela Maurizi

Cosa hai provato quando hai saputo di essere nella rosa dei candidati? Felicità. La stessa che provo ancora oggi. Inaspettata e gradita sorpresa a pochi giorni dalla partenza per le mie lunghe vacanze estive. È stato un ulteriore stimolo per terminare la stesura del mio nuovo romanzo. Secondo te, perché sei piaciuta di più al pubblico? Alcuni dei lettori mi hanno contattato su Facebook manifestando apprezzamenti circa l’originalità di quello che immaginavano potesse essere l’opera. Non riesco a dare spiegazioni articolate, le motivazioni per le quali sono stata votata potrebbero essere molteplici. Vedremo se questi voti sono stati ben riposti quando i lettori avranno la possibilità di sfogliare il testo per intero. La vittoria di questo concorso, segna per te l'entrata di diritto nel novero degli scrittori. Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Innanzitutto rendere presentabile il romanzo che ho appena terminato. E poi sottoporlo alle attenzioni degli addetti ai lavori. Differente nel genere e nella tecnica narrativa, e un po’ più articolato, stando ai pareri di chi l’ha già letto, con un interrogativo come colonna por-

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tante che troverà spiegazione solo al termine della storia, chi è la vittima e chi il carnefice? Questo per quanto riguarda l’ambito letterario. Perfezionarmi nel mio settore, l’Urologia, rimane senza dubbio un obiettivo primario nella mia vita. Attualmente sto per avviare uno studio su un farmaco ancora non utilizzato in Italia per il trattamento dei tumori superficiali della vescica. Ci lavoro da oltre un anno e la notizia dell’esito del concorso e dell’approvazione dello studio sono arrivate in contemporanea. Tutto ciò mi riempie di energie per continuare con maggior determinazione in entrambe le direzioni.

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book to movie

a d a t i v a n U e r o t a i g g e scen

F

are lo scrittore è fondamentalmente un bel lavoro. La paga non è sicura, ma quando i soldi arrivano – anche se non sono valanghe di bigliettoni – ti senti in cima al mondo. Ancor di più se oltre a fare lo scrittore riesci a diventare sceneggiatore. Gli sceneggiatori sono quei tizi in grado di trasformare una brutta opera letteraria in un capolavoro cinematografico; sono anche quelli che hanno il potere di impoverire un’opera letteraria e trasferirla in un film mediocre. La storia del cinema è zeppa di esempi di uno e dell’altro. Se sei uno sceneggiatore del primo tipo è possibile che tu soffra di una sindrome da affaticamento per il troppo lavoro. Quelli del secondo genere, alla lunga, a stento trovano compagnia per il sabato sera. Ci sono esempi di scrittori che passano la loro vita, o l’hanno passata, tra un romanzo e una sceneggiatura. Mi piace ricordare autori italiani come Pasquale Festa Campanile, Tonino Guerra e Mario Soldati, oltre ad autori stranieri come ad esempio Ray Bradbury, Nor-

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man Mailer, Truman Capote e molti altri. Per nessuno un vero lavoro, a volte solo un evento sporadico, una sorta di comparsata. Ma c’è anche chi, invece, ne ha fatto una significativa parte della propria attività, come ad esempio Richard Matheson, un autore americano che potrebbe incarnare il sogno di ogni scrittore. Classe 1926, scrittore da sempre, ha subito gli orrori della guerra, è stato giornalista, editore, operaio, per diventare negli anni ‘50 anche soggettista, con un’elenco impressionante di contributi, che vanno da serie tv, film e cartoni animati; non si è fatto mancare niente, nemmeno apparizioni in film di cui è stato sia autore che sceneggiatore, oppure come cammeo in


di Giorgio Ginelli opere di altri. La forza di Matheson sta nella sua naturale capacità di scrivere storie originali, in bilico tra lirica e avventura. Non si può non citarne alcune: Io sono leggenda (I am Legend, 1954), Tre millimetri al giorno (The Shrinking Man, 1956), Duel (Duel, 1971), Appuntamento nel tempo (Bid Time Return, 1975), Al di là dei sogni (What Dreams May Come, 1978). Tutte sue opere letterarie che sono divenute pellicole cinematografica, che in molti caso lo hanno visto anche tra gli sceneggiatori. L’elenco delle sceneggiature di Richard Matheson è impressionante, al quale bisogna poi aggiungere i numerosi contributi a famose serie televisive, come ad esempio Ai confini della realtà (The Twilight Zone, 1959), oppure contributi per famosi registi, come Robert Corman (Oscar alla carriera nel 2010) e Steven Spielberg (che va be’, chi non lo conoscere non è neanche il caso che si interessi di cinema…). Il vantaggio di essere lo sceneggiatore di se stesso è indubbio, anche se comunque rimangono sempre le incognite legate al pensiero dei produttori. Ad esempio: Io sono leggenda, romanzo del 1954 di cui nel 1957 un produttore britannico ne acquista i diritti cinematografici e chiede a Matheson di firmare la sceneggiatura; già a quel punto aveva firmato numerose sceneggiature, alcune delle quali da altre sue opere. Ma stavolta la sceneggiatura non piace, e la produzione rimane ferma all’idea. Per vedere il suo romanzo portato sullo schermo Matheson deve così aspettare il 1964, con un progetto che vede uniti l’Italia e gli USA: L’ultimo uomo sulla Terra. La sceneggiatura è di Furio Mo-

netti e la regia di Ubaldo Ragona, tra i protagonisti spicca il nome di Vincet Price. È la prima volta che il romanzo viene portato sullo schermo nella sua interezza, e all’opera risulta anche l’intervento attivo dell’autore alla sceneggiatura; cosa che invece non avviene nel 1971. In quell’anno gli USA producono 1975: occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man), regia di Boris Segal, che si avvale quali sceneggiatori dei fratelli Corrington. Indimenticabile protagonista della pellicola è l’altletico Charlton Heston. Ma anche il nuovo millennio non si fa sfuggire l’occasione di dare una nuova lettura cinematografica al romanzo; ci pensa Francis Lawrence che nel 2007 firma la regia di Io sono leggenda (I Am Legend), una produzione americana in cui il protagonista è l’onnipresente Will Smith. Richard Matheson è uno scrittore della cosiddetta letteratura di genere. Nelle sue storie deve accadere sempre qualcosa, che sia legato all’azione pura (come nelle storie di genere western) oppure all’insolito (come nella sue vasta produzione legata al mistero e alla science-fiction); in ogni caso tutte le sue storie sono ricoperte da uno smalto durevole che le sanno far riconoscere al primo sguardo.

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book to movie

54 anni di opere di Mathe

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Anno

Titolo italiano

Titolo originale

1957

Radiazioni BX: distruzione uomo

The Incredible Shrinking Man

1962

L’ultimo uomo della Terra

The Last Man on Earth

1967

Angeli nell’inferno

The Young Warriors

1970

L’uomo dalle due ombre

De la part des copains

1971

1975: occhi bianchi sul pianeta Terra

The Omega Man

1973

Dopo la vita

The Legend of Hell House

1973

Duel

Duel

1975

Trilogia del terrore

Trilogy of Terror

1980

Ovunque nel tempo

Somewhere in Time

1991

Nient’altro che guai

Nothing But Trouble

1998

Al di là dei sogni

What Dreams May Come

1999

Echi mortali

Stir of Echoes

2007

Io sono leggenda

I Am Legend

2009

The Box

The Box

2011

Real Steel

Real Steel


di Giorgio Ginelli

eson in pellicola Tratto da dal romanzo Tre millimetri al giorno dal romanzo Io sono leggenda dal romanzo I ragazzi della morte dal romanzo Cavalca l’incubo dal romanzo Io sono leggenda

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Guarda caso il mito Matheson non tramonta mai, nemmeno nel nostro Paese. In edicola nel mese di ottobre potete trovare il n.57 di Millemondi (Arnoldo Mondadori Editore) (link: http:// blog.librimondadori.it/blogs/urania/2011/10/30/lui-e-leggenda-57/), coraggioso omaggio di numerosi scrittori internazionali al genio di Richard Matheson. Il coraggio è legato al fatto che gli scrittori sono stati chiamati dal curatore Christopher Conlon a dare un seguito o un prequel alle storie più famose di Matheson. Ci potete trovare racconti del calibro di scrittori come Stephen King, per intenderci.

dal romanzo La casa d’inferno dal racconto Duel dal romanzo La Preda dal romanzo Appuntamento nel tempo liberamente tratto da I figli di Noè dal romanzo omonimo dal romanzo Io sono Helen Driscoll dal romanzo omonimo dal racconto Button, Button dal racconto Steel

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Autori

Il sapere

come arma

L

a descrizione della mia persona, non può prescindere dal fatto di essere a-vitruviano dalla nascita. Le ragioni dirette di questo vincolo sono nel contesto sociale, fortemente radicate negli altri, i vitruviani e quindi in me stesso. Tra ciò che è una persona nel ruolo di autore e il suo libro esiste sempre una data dose di continuità e per questo spesso ci si innamora di ciò che si scrive. Questo tratto è riferibile agli autori di narrativa, ma concerne anche quelli di saggistica. Se da un verso ho la certezza di essere nato a-vitruviano, dall’altro ho la forte sensazione di essere nato sociologo... perché sin da bambino tendevo a porre domande/dare risposte inclini al pensare sociologicamente. Chi mi conosce sa bene che per me le scienze umane non hanno significati meramente professionali, bensì sono degli indispensabili strumenti per fare del bene e/o del male. Per me il sapere costituisce un ausilio, un’arma. Il liceo classico e in particolare la mia laurea in sociologia, rappresentano due fasi per un “porto d’armi”.

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L’uomo a-vitruviano L’uomo a-vitruviano si dimostra impegnando i saperi in forma contestuale e sistematica con un iter antropologico-storicosociologico world system. Si disegnano tratti, linee, cattività e potenzialità fra le “normalità” e disabilità; decodificandole in termini di uomo vitruviano e a-vitruviano. Ecco un grande laboratorio scientifico dove l’impegno interdisciplinare a cornice unica è forte, incluso da contaminazioni di genere. È ben altro... occorreva da tempo, ma nessuno ha saputo o voluto scriverlo! Il libro ende senso pieno a quel famoso aforisma caro a Socrate: “Conosci te stesso”.

Isbn 978-88-5483-992-2

La cultura come strumento di potere

Pagine 332 • € 19,00


Claudio Roberti “Vincitore del Premio Franz Kafka Italia 2011 sezione saggistica”. Saggio patrocinato dalla Facoltà di Sociologia e dal Centro SInAPSi dell’Ateneo “Federico II” di Napoli. L’arma in questione è dotata di un raggio illimitato nello spazio e nel tempo. Grazie a questo armamentario posso dare e ricevere. Con la sociologia estrinseco personalità e carisma, si tratta di un automatismo profondo perché ricorrente nel quotidiano, come nei sogni... Il sapere per i vitruviani è molto importante, per noi altri a-vitruviani rappresenta un tratto imprescindibile, decisivo rispetto a ogni ordine di relazioni. Sin da bambino questo mi fu ben chiaro, grazie a contesti favorevoli. Nella mia rappresentazione quotidiana spesso devo impegnare del tempo a dimostrare che la diversità e l’inferiorità sono due concetti ben distinti per motivi naturali e culturali. L’impegno assume i caratteri di un ruolo da adattare di volta in volta nei vari campi dove mi rappresento, prescindendo se si tratti di condizioni scelte o meno. In genere assumo tutto ciò serenamente in termini di una strategia pedagogica finalizzata ad acculturare; attribuisco significati ideologici di cambiamento generale e/o specifico-prossimo. Non sempre sono ben disposto verso questa missione e quando sono mal disposto l’operazione assume caratteri di provocazione, sfida e rottura. Qui metto in gioco la mia forza, manovrando anche sul terreno consono all’al-

tro e sulle sue debolezze. Parto da quelle visibili, magari andando a scavare oltre. Questa cattiveria scatta perché su questi terreni la disputa più grande attiene un antico e radicato preconcetto vitruviano; quello di ridurci in una dimensione dove l’elemento disabilità reca un carattere pervasivo, totalizzante. Qui si possono riscontrare quegli stereotipi socioculturali che nel quotidiano producono grandi e piccole discriminazioni a raggiera su di noi. A fronte di tutto ciò sono fermamente avverso, producendo controtendenza in vari sensi. Rispetto a tale obiettivo sono facilitato dal fatto di essere libero da quel grave limite contraddittorio che pervade molti intellettuali: dicono una cosa, fanno ben altra... Infatti, io credo di essere brutto e bello, detestabile e amabile, indisponibile, disponibile,cattivo e buono. Però questo necessita forme di capacità in decodificazione da parte di chi mi è di fronte. Sono incline verso la propensione a non essere ripiegato su me stesso, aperto a vicende e problematiche diverse e magari anche lontane dalle mie. Questo vuol dire socializzare, restituire; creando in tal modo le condizioni dell integrazione. In un modo o nell’altro disincanto gli altri, li muto. Claudio Roberti

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Patrizia Bellinelli Nata a Torino nel 1976, Laureata in Giurisprudenza all’Università di Torino, dopo quasi 10 anni come praticante avvocato in studi legali, grazie ad un uomo speciale, ha deciso di ascoltare il richiamo di alcune sue grandi passioni: la lettura e la scrittura. Ha fondato il blog Open AR.S.-A spasso tra i libri, in cui le emozioni della parola si fondono con quelle della fotografia: perchÊ i libri si leggono, si recensiscono, si ascoltano e si osservano con profondo rispetto. Organizza e cura eventi culturali ed un canale web tematico dedicato a libri e lettori. Approfondimento e recensione sul blog: http://www.openars.it/?p=2973 sezione Osservato speciale. www.aspassotrailibri.it

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libri con la D maiuscola.

Il segnalibro rosa di Open AR.S.


di Patrizia Bellinelli Cuccette per signora di Anita Nair Il libro di questa settimana racchiude i profumi dell’India. Cuccette per signora, di Anita Nair, racchiude il calore di uno scompartimento ferroviario riservato a sole donne e il calore dei racconti che in una notte di viaggio si susseguono narrando le vite delle donne che lo occupano. Generazioni e storie a confronto per suggerire ad Akhila la risposta alla domanda più ardua della sua vita (e non solo della sua!): qual è e che cos’è la felicità? In che cosa e in chi risiede questo seme raro? Akhila, donna votata per anni alla propria famiglia di origine, prima per colmare la perdita del padre poi per far fronte al vuoto lasciato dalla madre, si ritrova a 40anni a rispondere a quella domanda in grado di cambiarti la vita, a cercare se stessa tra le varie Akhila con cui ha dovuto convivere negli anni. Lei, “padre” prima ancora che sorella, “marito” prima ancora che figlia, infine madre di figli non suoi ma di fratelli per i quali non è mai stata donna, compagna, sorella e figlia alla pari, ma colei che teneva e avrebbe dovuto tenere senza esitazioni le redini di una famiglia ormai matura per camminare da sola. I colori dei sari, i profumi delle spezie, gli odori delle stazioni e dei treni, i paesaggi delle terre indiane, si mescolano con i ricordi, con la ricerca di una nuova esistenza e di nuovi rapporti. Ognuno, ogni donna, nel mondo sembra aver trovato il proprio spazio e tessuto le trame della propria esistenza, al contrario di Akhila che ancora deve imparare l’arte del tessere la vita. In questo viaggio che porta dal caos della città all’orizzonte libero che si osserva dalla costa, il binario riveste la metafora dell’emancipazione: un percorso di liberazione dell’animo e della mente. Dalla costrizione dei pensieri che si snodano tra il traffico di Bangalore e la routine quotidiana di casa-

lavoro-casa si giunge alla freschezza della salsedine sulla pelle, allo sguardo perso all’orizzonte, rapito dal mare e lasciato libero di scoprire il mondo. La stessa scoperta che deve intraprendere Akhila per trovare le risposte di cui ha bisogno.

Incipit

È stato così da sempre; l’odore di un binario di notte invade Akhila con un senso di fuga. Il lungo marciapiede di cemento che si proietta nella notte, segmentato dai cartelli e dalle luci a intermittenza delle insegne luminose della stazione. Le lancette in movimento di un orologio che segna il tempo al ritmo pressante del baccano degli schermi televisivi sospesi in alto, degli scricchiolii dei carrelli carichi di ceste e sacchi. Il gracchiare degli altoparlanti per il pubblico e i sibili che ne escono all’esordire dei loro annunci di arrivi e partenze odor di gelsomino aleggiante nell’aria, sudore e olio per capelli, borotalco e cibo stantio, borse di iuta umidicce e l’odore verde asprigno delle ceste di bambù. Akhila inala tutto questo e ripensa ancora una volta alla fuga.

Isbn 978-88-6559-008-9 Pagine 332 • € 9,00

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Autori

Dog addicted Il fantastico all’italiana

L’amore per gli animali è tanto e infatti possiedo altri due cani, Jimmy e Willy che adoro tantissimo e sono i figli di Kevin, del mio primo adorato cane. La passione per la scrittura l’ho avuta da sempre. Sin da quando ho imparato a leggere e a scrivere. Infatti, numerosi sono stati i premi sin da piccola, alle elementari del Convitto Nazionale di Avellino in riferimento alla scrittura. Scrivere per me equivale a dire i miei sentimenti, le mie emozioni. Di solito scrivo senza mai correggere perché la purezza e la veridicità del mio pensiero non deve subire eccessive correzioni. Anche perché mi dicono che scrivo bene per cui il racconto c’è, la sintassi pure. Scrivere fa bene alla mente, al quotidiano e anche nelle relazioni con

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Il magico dono di Kevin

Romanzo fantasy, un po’ alla Harry Potter italiano e con protagonista un cane, Kevin, che vive a Fiesole. In una notte qualunque, Kevin dalla poltrona di casa sua sente una luce misteriosa che gli parla. Dice che viene da lontano ed è una luce parlante di nome Mirna e proviene dalla Groenlandia, dal regno della signora Burkley che ama tutti i cani special modo quelli più buoni, belli e intelligenti. Ed è così che ha inizio il romanzo... Kevin riceve tutti i doni che la dea Mirna gli conferisce: il dono dell’immortalità, di prevedere il futuro, di parlare con gli umani, di trasformare le cose...

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È

un piacere parlare di me in pubblico per tutti i miei lettori e per quelli che non mi conoscono ancora. Sono Fernanda Spagnuolo, una giovane scrittrice di 32 anni. Sono nata ad Avellino dove vivo con i miei genitori e un cane di nome Kevin che ho avuto il piacere di farmi questo magnifico regalo il giorno di San Valentino di molti anni fa.

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Fernanda Spagnuolo

Scrivere fa bene alla mente, al quotidiano e anche nelle relazioni con gli altri. gli altri. Il mio primo romanzo risale al 2008. Ed è stato proprio il mio cane Kevin a darmi un suggerimento, un pomeriggio di inizio primavera del 2006. Prendo foglio e penna e incomincio a raccontare la storia di un cane che poi ho trasformato qualche anno dopo, visto la brevità del romanzo, in Il magico dono di Kevin. Il magico dono di Kevin è un romanzo fantasy. Racconta di un cane Kevin che in una notte riceve dei poteri dalla dea Mirna e insieme a 46 cani riusciranno a compiere cose eccezionali. A prevedere il futuro, a parlare con gli umani. Fernanda Spagnuolo

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8 NOVEMBRE

Elisabetta Garbarini

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Natascia Pane

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appuntamenti

Scrittura e m il Coaching in c

Conferenza stampa: Sem Martedì 8 novembre alle ore 11.00, presso la libreria Feltrinelli Express di Stazione Porta Nuova a Torino, avrà luogo la conferenza stampa di presentazione dei seminari di Talent Coaching, organizzati, per la prima volta in Italia, dall’agenzia letteraria Contrappunto Literary Management con la collaborazione di Elisabetta Garbarini di Comunicazione Circolare: 4 appuntamenti da 18 ore ciascuno nei qual la parola e la persona sono i protagonisti assoluti. Dal 25 al 27 novembre 2011, presso la sede dell’agenzia letteraria in via Bertolotti 7 a Torino, avrà luogo il primo seminario di Talent Coaching dal titolo ‘Il talento e i suoi inganni e abilità: il potere della scrittura e la parola che crea’. Nati dal lungo lavoro che Contrappunto porta avanti con scrittori e saggisti, editori e imprese culturali di tutta Italia e sollecitati negli anni dagli stessi autori, i seminari di Talent Coaching applicano le tecniche motivazionali alla sfera artistica, per una formazione integrata della persona come scrittore, e dello scrittore come persona, intersecando le frontiere della comunicazione a quelle della motivazione, al servizio della scrittura, in una visione olistica di ciò che l’uomo sa creare attorno a sé. Partendo da un’approfondita defi-


motivazione: campo editoriale

minari di Talent Coaching nizione di Talento, il primo seminario percorrerà, attraverso momenti teorici e di laboratorio pratico, le domande che ogni autore si pone di fronte alle pagine scritte: se il talento esista davvero, se sia un’attitudine, un’abilità, una dote innata, da dove provenga l’ispirazione, quali siano le fonti di affinamento del talento. Verranno presentati il Coaching in applicazione alla sfera del Talento letterario, la motivazione come onda che sostiene l’artista, le tecniche motivazionali e alcuni approcci pratici di esse, ricercando quell’identità fra l’“essere” e il “fare” che può condurre al “bello”. Quattro i seminari organizzati durante l’anno: il primo (dal 25 al 27 novembre) e il secondo (dal 17 al 19 febbraio) si svolgeranno a Torino; il terzo e il quarto (primavera 2012, date in via di definizione) avranno luogo in Toscana e toccheranno temi diversi, per un percorso completo della persona-scrittore. I seminari sono aperti a tutti/e coloro che amano, apprezzano, lavorano con la parola; sono previste facilitazioni per gli studenti e saranno invitati a partecipare gratuitamente alle lezioni 20 giornalisti interessati al tema. Per informazioni e modulistica d’iscrizione consultare la sezione TALENT COACHING del sito www.agenziacontrappunto.com

Informazioni UFFICIO STAMPA CONTRAPPUNTO LITERARY MANAGEMENT Laura Fanucci, Cell.: +39 3479739390 Alfonsa Sabatino, Cell.: +39 3470151911 press@agenziacontrappunto.com presso Contrappunto Literary Management, Via Bertolotti 7,- 10121 Torino, Tel.: +39 011 19719829 Fax: +39 011 19719843 www.agenziacontrappunto.com

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Io come Autore


Io Come Autore È una rivista di Ebookservice Srl Redazione-Amministrazione Direttore Responsabile: Giorgio Ginelli Responsabile Editoriale: Marika Barbanti Responsabile Approfondimenti: @eldica66 Art Director: Simona Gornati Correzione bozze e Grafica: Laura Rinaldi Via Po, 44 - 20010 Pregnana Milanese Tel. 02/93590424 - Fax 02/93595614 redazione@iocome.it Ufficio Pubblicità: Tel 02/93590424 - Fax 02/93595614 commerciale@iocome.it Si ringrazia per la collaborazione alle rubriche: Patrizia Bellinelli; Elisa Visconti, La Bottega Editoriale, Elena Ossella.

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Rivista dedicata agli autori

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