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Disegno di Eleonora Gramigna

Ricordo d’autore: “Il lungo inverno di Spitak” ● Romanzo classico: Cime tempestose ● Concorso Nei libri con Medeo: iscrizioni aperte per racconti e romanzi! ●

Da oggi Medeo è anche il nome di un gatto speciale che ci accompagnerà ....

Anno 3 N. 67 / marzo 2013 - Periodico - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.


Massimo Simonelli |

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autori

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sommario

Il lungo inverno di Spitak Sonia Paolini |

Sinnerman

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speciale PerchĂŠ scrivo e pubblico autori |

di Gordiano Lupi

rubriche Pennellate di parole |

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Il Romanzo Classico |

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Giovanna Vannini di Linda Bertasi

L’angolo della poesia |

Paola Concilio

Intervistando |

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di Indira Fassioni

La Bottega Editoriale |

Sonia Miceli Eventi |

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a cura della redazione

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editoriale Cari(e) lettori, sono giorni di riflessione. Giorni di mancate vittorie e mancati vincitori, in questo Paese che forse non sa cosa vuole e sembra faticare anche a sapere cosa non vuole. Giorni in cui si vorrebbe essere da un’altra parte, perché l’erba del vicino, si sa, è sempre d’un verde migliore. Giorni di rabbia, forse. Certo giorni di incertezza. Giorni in cui si è stufi di accontentarsi del “minore dei mali” e del “meno peggio”. Giorni in cui le lettere sulle tastiere diventano strumenti di sfogo, per esorcizzare paure o per lanciare appelli a orecchie sempre più sorde. Giorni che aspettano la primavera di un Paese, mentre sembra che l’inverno debba accompagnarci in tutte le altre stagioni. Aspetta primavera, Italia! Buona primavera, buona lettura.

Daniela Villa

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pennellate di parole Siamo quello… Siamo quello che gli altri vogliono. Siamo quello che l’anima e la mente ci comandano. Siamo una frantumaglia di emozioni, sensazioni, patimenti, inespressi desideri, necessità velatamente annunciate. Siamo sole per scelta, o forse perché in fondo non c’è nessuno degno di accompagnarci davvero. Siamo una, mille, centomila, frammentate in minuscoli pezzetti, ricomposte in un disordinato puzzle, compunte e rigorose in una foto. Siamo quello che vogliamo far credere di essere, agli ignoranti, e non quello che siamo nel profondo di noi segreto giardino. Siamo belle, e non solo dopo l’amore ma anche prima, se solo con forza così ci sentiamo. Siamo brutte, non agli occhi degli altri ma ai nostri, che solo di quelli poi, davvero ci importa. Stanche, deluse, arrabbiate, con le notti insonni in attivo e l’accoglierci e il coccolarci sempre in perdita. Siamo quelle che piangono nell’istante rubato, nell’attimo concesso alla fermata, e poco basta per aggrapparci a un qualcosa qualsiasi che le lacrime lasci sgorgare copiose. Siamo piene di arroganza, maldicenza, gelosie, verso le simili nostre, di certo sapendo che solo da loro saremo comunque capite e comprese. Siamo degli uomini, troppo, a modo nostro con tormento innamorate. Siamo dei figli incomprese amanti, e loro, mai abbastanza di noi...

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Giovanna è nata a Firenze e residente a Montespertoli, dopo una partecipazione ad un antologia, ha intrapreso l’attività di scrittrice e recensore. Qui la conoscerete grazie alla capacità di interpretare a suo modo molti capolavori di varie correnti artistiche.


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67 Giovanna Vannini

“Le stiratrici”, Edgar Degas (1884), olio su tela Museo D’Orsay Parigi Autore

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e r o t u A

k a it p S i d o n r e v in o Il lung

Sono un architetto, nato a Roma nel maggio del 1956, per molti anni ho partecipato e diretto numerosissime missioni di emergenza umanitarie in ambito internazionale per conto del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Organizzazioni Internazionali: guerre, catastrofi naturali, conflitti etnici e politici. La mia opera prima come scrittore, dal titolo Il lungo inverno di Spitak, narra di un viaggio interiore in un paese ferito, l’Armenia, in un momento di grandi tensioni etniche, all’indomani di uno sconvolgente terremoto che causò la morte di decine di migliaia di persone e sullo sfondo storico di un impero, l’ex URSS, in via di disgregazione. Ho portato dentro di me le emozioni di quella avventura umana per vent’anni, senza trovare il coraggio di raccontare sensazioni talmente intime, forti, da credere di non avere la forza d’animo, né le capacità, di poterle esprimere ad altre persone: la paura che nessuno potesse realmente capire l’impatto di quella esperienza sui protagonisti che l’avevano vissuta mi frenava. Dopo vent’anni però, una mail arrivata da quel paese lontano, mi annunciava la morte di una persona a me cara alla quale, tempo prima, avevo promesso che avremmo raccontato questa storia. Così una sera di Natale del 2009 mi sono seduto davanti al computer, ho aperto la cartellina gialla dove da due decenni raccoglievo documenti, appunti, fotografie... e ho iniziato a scrivere.

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Dopo una viaggio interiore di circa un anno, che mi ha riportato con la memoria e con il cuore a quel tempo lontano, il libro era completato. La ricerca di un possibile editore è stato un momento di vero sconforto. Non riuscivo a trovare un feeling con quei pochi editori che si prestavano a pubblicare il testo, mentre altri chiedevano semplicemente soldi per stamparlo. Per non parlare delle grandi case editrici, che non si degnavano neanche di rispondere. Poi, un giorno, ricevetti una telefonata dalla titolare di una casa editrice di Saint Vincent (AO), la Elmi’s World, e capii che avevo trovato la “casa” per il mio racconto. Questa storia, o diario postumo come io stesso l’ho definito, è nata dall’esigenza di dare voce ai sentimenti e alle emozioni che hanno affollato la mia mente e il mio cuore per così tanto tempo, quindi non so ancora se potranno essere le stesse motivazioni a riportarmi alla scrittura. Ma so che ho ancora la voglia di raccontare storie vere, di uomini e di donne che hanno affrontato, come me, piccole o grandi imprese umane, ma sempre di grande intensità emotiva. I fatti narrati in questo racconto sono realmente accaduti e i personaggi descritti realmente esistiti, così come realmente vissute sono le emozioni in esso descritte.  ● Finalista al concorso letterario "Mangiaparole" (2012) e vincitrice della XI edizione del premio letterario diaristico "La Lanterna Bianca" (2012).


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Massimo Simonelli

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e r o t u A

Il lungo inverno di Spitak:

Il lungo inverno di Spitak Autore: Mario Massimo Simonelli Editore: Casa Editrice Elmi’s Worlds PAGINE: 232 ANNO: 2012 Cartaceo - 2013 Ebook ISBN cartaceo: 9788897192084 ISBN eBook: 9788897192190 PREZZO cartaceo: € 16,00 PREZZO eBook: € 8,99

Nel dicembre 1988, un violentissimo terremoto colpì la Repubblica Armena. Un’intera regione fu rasa al suolo. Le vittime furono decine di migliaia, i feriti ancora di più ed un numero impressionante di famiglie restò senza una casa. Il popolo già stremato dalle tensioni con il vicino Azerbaigian per le rivendicazioni etniche nel Nagorno-Karabakh, dovette superare anche un inverno con temperature rigidissime. Paesi di tutto il Mondo si lanciarono in una gara di solidarietà senza precedenti. Gli aiuti del Governo italiano si concentrarono nei pressi della città di Spitak, epicentro del sisma e città simbolo della distruzione. Gli eventi di quei lunghi mesi avrebbero cambiato per sempre il corso della vita di molti protagonisti, mentre il mondo intorno a loro era in profonda trasformazione. Questa è la storia di una rinascita.

Pagina FB:http://www.facebook.com/illungoinvernodispitak?ref=ts&fref=ts Leggi l’estratto su Book Extracts: http://www.bookextracts.it/details_book.php?id=780

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Massimo Simonelli estratto

La donna attendeva da diverse ore accanto al piccolo prefabbricato bianco dove vivevo, adagiato sul lato nord del Villaggio Italia, lungo un lieve declivio della valle dell’altipiano di Spitak, tra i monti del Caucaso meridionale, nella provincia di Lori, in Armenia. Era alta, magra, di un’età indefinita, leggermente curva nelle spalle, come se portasse su di sé il peso della missione a cui anni prima aveva deciso di dedicare la propria vita. Ma con la semplicità, la dignità e la stessa forza negli occhi delle altre Missionarie della Carità che avevo conosciuto prima di lei. Come loro era coperta da un semplice sari bianco bordato di azzurro, quasi a sfidare i rigori dell’inverno trascorso in quella regione. Ero appena tornato da Yerevan quando mi venne incontro con passo deciso e una lieve flessione del capo in segno di saluto, mentre con il braccio destro proteso mi porgeva una piccola busta bianca che stringeva nella mano. “Architetto! Madre Teresa, da Mosca, le manda questa lettera”. Poche parole, poi raccolse da terra una sacca di stoffa grezza che all’apparenza doveva contenere ben pochi valori terreni, ma che probabilmente custodiva quanto bastava per sostenere lo spirito dei bisognosi da lei quotidianamente assistiti. Con un rapido movimento del braccio incrociò il manico della sacca sopra la testa per poggiarlo sulla spalla opposta, mentre con passo deciso si avviava lungo il viottolo di ciottoli e ghiaia, misti a nere e lucenti scaglie di ossidiana, che digradava verso l’ospedale da campo degli Alpini. Restai seduto alcuni infiniti minuti con la busta in mano prima di aprirla. Mi voltai più volte per guardare fuori dall’unica finestra che illuminava la stanza del piccolo prefabbricato. Vidi la suora nel suo sari bianco allontanarsi. Lasciai che il mio sguardo la seguisse per poi farlo andare oltre, lungo la valle di Spitak, e poi ancora più lontano fino ai monti che incorniciavano l’altipiano, dove le vette ormai libere dalla neve si stagliavano maestose sullo sfondo azzurro di un luminoso cielo estivo. Soltanto alcuni attimi per ripercorrere con la mente tutti quegli eventi che in pochi mesi avevano cambiato per sempre il corso della mia vita e il destino di molte persone: quasi che un’Entità superiore si fosse divertita a scuotere le nostre vite, come dadi in un bicchiere, per poi lanciarle sul tavolo da gioco. La busta bianca custodiva un piccolo foglio a righe del formato di un quaderno delle elementari. Al centro, una semplice raffigurazione in bianco e nero ritraeva la fondatrice della congregazione delle Missionarie della Carità raccolta in preghiera. Era scritto a mano, in inglese, con inchiostro di colore azzurro. Prima di leggerlo portai ancora una volta lo sguardo oltre i confini del villaggio, soltanto per un attimo, come a voler sottolineare il pathos di quel momento. Ma questo sarebbe accaduto molti mesi dopo.

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o c i s s a l c o z n a il rom “Se tutto il resto morisse, tranne lui, continuerei a esistere, e se tutto il resto rimanesse, e lui fosse annientato, l’universo mi sarebbe estraneo. Non ne farei più parte” A molti di voi basterà leggere queste brevi parole per indovinare il romanzo indimenticabile e suggestivo che ho deciso di proporvi per il nostro quinto appuntamento. Un romanzo che riecheggia di un tempo e di un luogo che penetrano sotto la pelle: soggetto di numerose trasposizioni cinematografiche, trasmissioni radiofoniche, musical e di una canzone che reca lo stesso nome del libro: “Wuthering Heights”. Era il 1847 quando “Cime Tempestose” fu pubblicato per la prima volta; l’autrice, il cui nome risuona tra le pagine, scelse uno pseudonimo per i dogmi e i ritmi dell’epoca: ’Ellis Bell’. Fu solo nel 1850 che Emily Brontë rivelò la propria identità, attraverso la sorella Charlotte che curò la seconda edizione del romanzo. La penna di Emily Brontë, nonostante venga annoverata, ora, tra i classici dell’epoca, non riscosse un particolare successo, non all’inizio. La struttura innovativa del romanzo venne paragonata a una serie di matriosche. Doveva trascorrere un altro decennio prima di riscuotere il successo che questo particolare romanzo merita, arrivando ad essere paragonato a mostri sacri come ‘Re Lear’ di Shakespeare e alle opere di Victor Hugo. Al centro, la storia d’amore tra He-

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Linda Bertasi vive nella provincia di Ferrara. Appassionata di storia e letteratura, pubblica il suo primo romanzo “Destino di un amore” nel 2010 a cui fa seguito “ Il rifugio” nel 2011 che le è valso il secondo premio al XXIII premio letterario Valle Senio 2012. Per conoscerla meglio www.lindabertasi.it


atcliff e Catherine: il loro amore sfortunato e maledetto che inevitabilmente condurrà entrambi alla distruzione. Una storia che mi lasciò sconcertata e impietrita in un primo momento. Il paesaggio è freddo, aspro, dominato da lande desolate, da brughiere selvagge e ventose. Instilla nel lettore l’idea di profanarne i luoghi, di non esserne ammesso se non da un remoto margine, come accade al narratore: Mr. Lockwood. Qui, l’amore come lo conosciamo, non si attiene ad alcuno standard: due ragazzini che crescono sotto il dominio di un fratello dittatore, beone e violento. Un sentimento d’amore continuamente macchiato dalla violenza e dalla presunzione. Ci ritroviamo a fare il tifo per il giovane Heatcliff, scusandone i futuri comportamenti dopo anni di vessazioni e, un istante dopo, lo detestiamo per il modo in cui tratta la figlia della sua amata Catherine. Per l’insolita storia narrata e per la mancanza di redenzione di Heatcliff sino alla fine del libro, il romanzo arrivò addirittura ad essere tacciato di “immoralità”. Personalmente, ho detestato il suo personaggio per tutta la durata del libro per poi scoprire di esserne io stessa rimasta folgorata, comprendendo ogni più piccola sfaccettatura nascosta. Il romanzo suscitò uno scandalo nel XIX secolo: si rimproverò all’autrice troppa violenza e brutalità in alcuni punti del libro. « ... è uno strano libro. Ci sono segni di un grande potere di scrittura, ma nell’insieme è violento, confuso, incoerente e improbabile» (Examiner, gennaio

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di Linda Bertasi

“In ogni nuvola, in ogni albero, nell’aria della notte e nell’aspetto di ogni oggetto durante il giorno, io sono circondato dalla sua immagine! I più comuni visi di donna o uomo, i miei stessi lineamenti, si fanno gioco di me con il loro ricordarla. Il mondo intero è per me una terribile collezione di cimeli che mi ricordano che lei è esistita e che io l’ho persa!”

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o c i s s a l c o z n a m o r il di Linda Bertasi 1848). Io stessa rimasi allibita di fronte a certi scenari descritti con autentica maestria: scene raccapriccianti che stupiscono e coinvolgono il lettore. Ma “Cime tempestose” non è solo questo. Un altro elemento che cattura sin dalle prime pagine del libro è la sfumatura paranormale che l’autrice ha inserito: il mistero relativo ai genitori di Heatcliff, l’origine della sua improvvisa fortuna, i fantasmi. Tutti questi elementi hanno contribuito a donare al romanzo un’impronta gotica. Un libro che si legge d’un fiato e che mantiene vivo il suo ricordo dopo mesi, anni, dalla lettura. Un libro che ipnotizza e una storia d’amore che colpisce per la sua brutalità e per la sua sfortuna, ma sono proprio questi gli ingredienti che rendono “Cime tempestose” un capolavoro privo di inutili orpelli e luoghi comuni. Una storia senza tempo, il racconto di un amore tormentato e di un legame fortissimo, indistruttibile, talmente potente da sconfiggere la morte. ●

trama: Heatcliff, figlio di ignoti, viene allevato da Mr.Earnshaw. Alla sua morte, il figlio Hindley tormenta Heatcliff che trova conforto in Catherine, sorella di Hindley, di cui si innamora. Sono spiriti liberi, selvaggi e ribelli, Heatcliff e Catherine. A loro non importa delle convenzioni sociali e dei giudizi della gente: lui, semplice stalliere, lei, ragazza di buona famiglia. L’arrivo di Edgar, bello ricco e raffinato, rimetterà tutto in discussione per Catherine. Da una parte la sua anima gemella, dall’altra le lusinghe di una vita aristocratica….. Linda Bertasi

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e c i r t u A Cosa ti ha portato a scrivere? Potrei iniziare definendo la fantasia il mio cavallo di battaglia. Ricordo ancora quando a soli quattro anni volevo imparare a scrivere per riportare su carta (a quei tempi non c’era il pc) le storie che si articolavano nella mia mente. A cinque anni riuscii a scrivere i miei primi racconti, che ancora gelosamente conservo. Sono stata sempre affascinata dalla poliedricità dell’essere umano. Ogni uomo raccoglie in sé la bontà, la cattiveria, la generosità, l’odio, la gelosia… mi piace scinderne le varie sfaccettature e creare personaggi a cui attribuirne ciascuna. Nessuno di loro è buono e nessuno di loro è cattivo, sono solo persone, persone con i propri tormenti, con le proprie ansie, con le proprie frustrazioni, con le proprie storie. Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? Ho scritto nel passato diversi racconti, poi per tutta una serie di ragioni ho lasciato questa mia passione nel cassetto, finché un giorno è nato Sinnerman. Ho scritto questo libro in un preciso momento della mia vita. Erano due anni che studiavo senza pausa, senza tregua per il concorso in Magistratura. Un giorno ho avvertito l’esigenza di fare qualcosa che mi permettesse di evadere, anche solo per poco. Ricordo che ero davanti la TV quando mi è apparsa davanti Sophie e la

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N A M R E N N I S sua storia (Sophie è la protagonista femminile di Sinnerman). Dovevo scriverla e così feci. Anche le altre storie che ho scritto, come la nuova che a breve inoltrerò nuovamente in lettura alle case editrici, nascono allo stesso modo, sono già tutte ‘pubblicate’ nella mia mente, nel mio cuore, devo solo invitarle ad uscire. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidata a un agente letterario? Una volta corretto il manoscritto, la scorsa primavera l’ho inviato ad un concorso letterario (UN FIORINO), arrivando poi tra i finalisti, ma non ha vinto. In seguito l’ho inoltrato a diverse case editrici non a pagamento e dopo il secondo mese mi sono giunte alcune proposte. Ne ho scelta una e l’ho pubblicato l’11 dicembre2012. Come prima esperienza, non mi è sembrato così difficile trovare un editore, ho comunque capito che bisogna stare attenti. Come nascono i tuoi libri? Dovrei rispondere che non lo so neanche io, sono già dentro e fuori di me. A volte sono sulla strada a camminare sola, mi guardo intorno, qualcosa attira la mia attenzione ed ecco fiorire una storia. I miei libri nascono da una simbiosi tra ciò che mi circonda e ciò che è in me, i due mondi si incontrano e tutto viene da sé. Come ti descriveresti? Mi descriverei come un’inguari-


bile e romantica sognatrice. Mi piace osservare, mi piace conoscere, mi piace creare e, in tutta questa elaborazione mentale, quello che ne viene fuori è che non so ancora, fortunatamente, cosa sia la noia e la solitudine. Il tuo motto personale? Il mio motto personale è continuare a sperare, perché forse un giorno anche per me le cose andranno bene e forse i miei sogni riusciranno a spiccare il volo. Vivi per… Vivo per scrivere tutte le storie che si liberano nella mia mente,

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Sonia Paolini

le trovo belle e mi piace vivere in quei mondi, a volte incredibili, che creo, e ancor di più mi piace addormentarmi la sera con la sensazione di farne parte. Perché dovrei acquistare la tua opera? Potrei rispondere semplicemente perché è bella, ma non sarebbe sufficiente. Posso solo dire che chiunque l’ha letta ha confermato di essersi dispiaciuto di non aver potuto continuare a leggerla, perché come tutti i libri ad un certo punto finiscono e non si può seguitare a sfogliarli… non ci sono più pagine…. ♥

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Autrice

Sinnerman è ambientato nel 1930, è la storia di un uomo, Eric Foster, imprenditore di Atlanta (Georgia) di 38 anni, che durante un viaggio di lavoro a New Orleans (Louisiana) incontra per caso una giovane ragazza, Sophie, di soli 14 anni. Appena la vede se ne innamora perdutamente ed è disposto a tutto per portarla con sé. Il suo amore da subito si trasforma in ossessione e questo lo farà soffrire in prima persona e farà soffrire la giovane donna. Contro di lei sarà capace di azioni terribili e quando si accorgerà degli errori commessi, trascorrerà gran parte della storia a chiedere perdono (come il protagonista della canzone Sinnerman di Nina Simone da cui nasce il tito-

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Sonia Paolini

lo del libro). Nelle prime tre settimane di gennaio, Sinnerman è stato tra i primi dieci libri più amati dai lettori (per due settimane al quarto posto e per una all’ottavo, dal 7 al 21 gennaio) del portale CUBOLIBRI.IT (portale Telecom Italia) http://www.cubolibri.it/home.php/charts All’interno di KOBO della Mondadori ha ricevuto 5 stelle di apprezzamento. Nel portale FEEDBOOKS risulta essere tra i primi 15 libri più venduti nella categoria ‘letteratura sentimentale/storica’ su un totale di 85 libri.

Autore: Sonia Paolini Titolo: Sinnerman Editore: Drops Edizioni Anno di pubblicazione: 2012 Pagine: 228 ISBN Ebook: 9788898058242 Prezzo di copertina: 0,79 € http://www.dropsedizioni.it/prodotti/futura/


Louisiana, 1930. “Dove sei finita Sophie? Dove ti nascondi?” Echeggiava da lontano la voce di Marc, che la stava cercando già da qualche momento. “Sono qui Marc, qui sopra! ” Il ragazzo sollevò lo sguardo e vide l’amica, seduta sul ramo di un albero con album e colori, intenta a disegnare. “Proprio lì dovevi arrivare per riuscire a dare libero sfogo alla tua ispirazione?” Sophie era salita sull’albero, in quanto, aveva notato, quando era sotto, un nido popolato di piccoli uccelli da poco nati. Voleva disegnarlo e solo stando vicino riusciva a ritrarlo in tutti i suoi particolari. La ragazza, comunque, non scese e Marc attese in religioso silenzio sotto l’albero senza disturbarla. Terminato il disegno finalmente venne giù. “Sei ancora qui? Non avresti dovuto attendere tutto questo tempo, sai bene che sono in grado di tornare a casa anche da sola!” “Sai però che tua madre ti ha affidato a me, cosa le racconto se torno solo?” “Raccontale che qualcuno poco raccomandabile mi ha rapito e non sei riuscito a fermarlo!” “Sei proprio una bambina, la scorsa settimana hai compiuto quattordici anni, ma, ti giuro, è come se ne avessi ancora dieci. Quando imparerai che ci sono cose pericolose, come arrampicarsi su un albero o vagare da sola nei boschi quando è buio?” “Sembri mia madre! Dov’ è finito quel Marc che giocava con me, che sfidava tutto insieme a me?” “è cresciuto Sophie e non è interessato solo ai giochi o ai passatempi, quando diventerai mia moglie, saprò come domarti!” Lei rise. Sovente il ragazzo parlava di matrimonio, oramai aveva diciassette anni e spesso fantasticava ad alta voce riguardo i suoi progetti futuri con lei che, invece, di rimando lo derideva. Sophie era abituata ad essere indipendente, benché ancora bambina. Da quando i genitori erano venuti a mancare, molte cose erano cambiate nella sua breve vita.

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speciale Perché scrivo e pubblico autori Piccola storia semiseria del Foglio Letterario Scrivo, perché da quando ho l’età della ragione le mie passioni sono sempre state lettura e cinema. Da bambino divoravo libri, fumetti, pellicole di genere, commedie scanzonate, film d’avventura e storie fantastiche. Un bel giorno ho cominciato a inventare qualche storia, imitando Salgari, Stan Lee, Walt Disney, De Amicis, Mario Bava e Verne. L’elenco è incompleto, serve solo da esempio. Scrivo perché è un modo come un altro per sentirsi vivi in un mondo che fa di tutto per mandarti a fondo e che - lo confesso - mi piace sempre meno, ma ne faccio parte, quindi cerco di affrontarlo nel modo migliore possibile. Scrivo per essere sincero con me stesso, almeno davanti al computer, visto che carta e penna sono desueti. Scrivo per dare libero sfogo alle passioni e solo di argomenti che mi entusiasmano, non è colpa mia se sono molti, non credo sia un peccato avere interessi, invece di passare le serate a rimbambire davanti a un teleschermo. Scrivo la storia del cinema italiano e racconto Cuba, due amori della mia vita, il primo di vecchia data, l’altro più recente, ma entrambi amori, spero non destinati a finire. Scrivo racconti horror e del mistero perché da bambino ho amato Lovecraft, Poe, Le Fanu, Polidori, ma persino Stephen King, al punto di riscrivere un sacco di loro storie ambientate in tempi moderni. Traduco gli scrittori cubani che amo, perché sono più bravi di me a raccontare una terra

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Dopo tanti autori vi presentiamo Gordiano Lupi, autore ed editore indipendente de Il Foglio Letterario

fantastica e mi fanno sentire parte del loro mondo. Scrivo tanto, persino troppo, ma non posso farne a meno. Ho solo il rimpianto che non riuscirò mai a scrivere un capolavoro, anche se come tutti gli scrittori mediocri penso di averlo sulla punta della penna (scusate… della tastiera) il libro della mia vita. Ma tanto lo so che non verrà mai fuori. Da un po’ di tempo a questa parte - dal 1999 con la rivista Il Foglio Letterario e dal 2003 con la Casa Editrice omonima - non scrivo e basta, pubblico pure giovani autori che penso abbiano qualcosa da dire. Tutto è relativo, certo, ma insieme ad altri scrittori ho messo su un’azienda che non è un’azienda, ma vorrebbe produrre cultura, senza badare al profitto. Utopia, certo, ma è bello sognare, altrimenti si lavora in banca e festa finita, ché quello è il mio lavoro vero. Il Foglio Letterario l’ho inventato insieme a Maurizio Maggioni - ancora compagno di viaggio e autore di libri esoterici - e ad Andrea Panerini - che dopo un po’ di tempo ha preso altre strade. La vita è pure questo: alti e bassi, dissidi, litigi, cose che vanno bene e altre peggio. In ogni caso la creatura va avanti, incurante dei difetti degli uomini, ché facciamo cose diverse dai grandi editori, altrimenti sarebbe inutile esistere. Selezioniamo saggi alternativi che parlano di dark e gossip, ma anche di traduzione, letteratura e musica popo-

Gordiano Lupi - www.infol.it/lupi - www.ilfoglioletterario.it


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Gordiano Lupi

lare. Diamo voce a chi non la possiede, siano giovani scrittori italiani come autori cubani della diaspora che in patria non possono pubblicare. Fabio Zanello dirige una collana di cinema che è il nostro fiore all’occhiello, si occupa di horror, pellicole d’autore, film asiatici, lavori italiani del passato. Patrizia Garofalo dà voce a un genere che non è per niente commerciale come la poesia, ma noi non pubblichiamo per denaro e non possiamo dimenticare che la letteratura nasce proprio con la lirica. E poi ci sono i generi, soprattutto l’horror e il fantastico, da sempre vicini alla nostra linea editoriale, racchiusi nella collana ideata da Vincenzo Spasaro. Questo è Il Foglio Letterario, un coacervo di passioni che va dalla letteratura al fumetto e che si avvale dell’arte grafica di Sacha Naspini, ideatore di copertine moderne e accattivanti. Inutile dire che nel corso degli anni abbiamo partecipato allo Strega per ben tre volte, lo sapete tutti, non è un gran merito. Meglio dire che abbiamo lanciato parecchi giovani che adesso pubblicano con grandi editori e riscuotono successo. Lorenza Ghinelli rappresenta il modello di autrice che vorremmo sempre scoprire. Lorenza ha scritto Il divoratore, è passata a Newton & Compton, ha venduto un sacco di copie ma non si è dimenticata di noi. In rete ci trovate a www.ilfoglioletterario.it. Scriveteci a ilfoglio@infol.it.

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l’angolo della poesia Incontrollata voglia Voglia di evadere, voglia di scappare, voglia di urlare, correre, saltare. Voglia di non sottostare a regole. Questa incontrollata voglia di governare il mondo cos’è? Libertà. Chiamala così per convenzione, per fatto, per dimostrazione. Voglia di rompere gli schemi di questa società, voglia, voglia, voglia… incontrollata voglia di fare tutto, incontrollata voglia di sentirmi libera, incontrollata voglia di uscire e urlare che il mondo è di tutti e che va rispettato.

Paola Concilio Paola Concilio nasce a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, il 10-10-1994. Da poco partecipa a concorsi letterari, vincendo già vari premi e pubblicazioni. Ha ricevuto i complimenti da parte di artisti come Mogol e Carotenuto. Oltre che alla poesia si dedica anche al giornalismo.

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o d n a t s i v inter

di Indira Fassioni

Il Ragazzo A Quattro Zampe Simone Bizantino è una creatura meravigliosamente borderline, una personalità forte e fragile allo stesso tempo, che si riversa tutta nel suo libro, Il ragazzo a quattro zampe, una tela sottile di personaggi labili che si perdono e cercano una via di uscita dalla tragica involuzione della propria esistenza. Il progetto del libro Il ragazzo a quattro zampe è nato a partire dal 2007 con l’idea di fare un libro che fosse prettamente di racconti anche se alla fine è diventato un corpo unico: i personaggi passano da un racconto all’altro e sono essenzialmente gli stessi, come se fossero legati tra loro. Una storia che non è né un romanzo né un libro di racconti, potrebbe essere un romanzo breve, l’autore preferisce chiamarlo un racconto per ritratti, un libro in cui si succedono ritratti di vari personaggi, di varie storie, per riuscire a creare una sinergia tra i diversi elementi. Questi racconti traggono ispirazione da storie abbastanza comuni, estratte da articoli di cronaca. Le vicende narrate sono talmente universali, sia quelle estreme che quelle più “normali”, che in realtà sono attualissime: personaggi adulti che arrivano quasi a toccare la pedofilia, in un’interazione vera e propria tra gli adulti e i ragazzi o le ragazze, non è soltanto sessualità che sfocia in perversione, ma adolescenti e adulti che interagiscono e alla fine risultano essere più adulti i ragazzini che non gli adulti stessi. I meccanismi che si instaurano all’in-

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terno di racconti sono tutti i meccanismi che si affrontano nelle storie che viviamo, che non sono facilmente riconoscibili o subito comprensibili, ma che per accedervi hanno bisogno di uno sguardo un po’ diverso; un po’ come un incastro di vite e personaggi, di situazioni anche ripetute che si rincastrano all’interno del continuum dei racconti. La descrizione di scene violente non è la parte dei racconti più importante in realtà, alcune scene dai riferimenti sessuali erotici molto spinti sono stati tagliati dall’autore stesso perché non voleva sfociare nella pornografia, ma rendere la sessualità una cosa sfumata e molto narrativa, che declinasse una situazione e che non fosse la protagonista vera e propria del libro. Gli elementi più importanti ne Il ragazzo a quattro zampe sono le situazioni di dialogo, anche se brevissime, le pause, oppure i silenzi. Il modo di sentire, il punto di unione tra gli uomini e le donne che a volte combattono le stesse cose, non esiste femminismo, non esiste maschilismo, e ognuno cerca di prevalere sull’atro; certo le donne molto spesso risultano essere vittime, ma anche gli uomini possono diventarlo, soprattutto considerando la fascia gay e omosessuale. I racconti non sono autoreferenziali, trattano di personaggi che interagiscono tra loro in modi diversi, le situazione molto estreme hanno a che fare con il tipo di narrativa amata dall’autore, come la narrativa americana degli anni ‘80, la transgressive literature, oltre a quella postpunk e cyberpuk.


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o d n a t s i v inter Il ragazzo a quattro zampe è stato un progetto mirato, destinato a piccole case editrici, che ha avuto non poche difficoltà di pubblicazione, il problema è stato capire quale identità dargli e sotto quale etichetta farlo rientrare e promuoverlo. La soluzione è stata trovare qualcuno che identificasse l’associazione giusta per lanciarlo, in questo caso la casa editrice Caratteri mobili, che ad oggi sta promuovendo una nuova collana di narrativa “estrema” dal titolo Gli incendiati, un progetto innovativo, fuori da i normali canoni stilistici. Nonostante sia una piccola casa editrice è riuscita a sviluppare un prodotto nuovo con una forma nuova.

di Indira Fassioni Simone Bisantino è nato nel 1978. Ha pubblicato il romanzo Amore e altri veleni e in varie antologie, tra le quali Delitti d’amore (Supergiallo Mondadori 2004), Hard Blog (Mondadori 2005) e Watersex (Mondadori 2006). Vive a Milano, dove lavora inoltre come blogger e come dj sotto il nome d’arte Black Candy.


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Consigliato da Un torbido giallo al confine tra coscienza e giustizia La strana scomparsa di due ragazze, un padre disperato in cerca della verità e un detective privato incallito. Ecco i tre ingredienti di quello che, a primo acchito, potrebbe sembrare un semplice e banale romanzo giallo. Fino a quando, continuando la lettura, la trama si dipana mostrando una fitta tessitura ordita da una sequenza di scene narrative rese sempre più intricanti, di capitolo in capitolo. Il testo in questione s’intitola A right to justice -Una questione di coscienza ed è il romanzo scritto da Antonio Maria Gosetti. La storia è ambientata in Texas, tra Dallas e le città al confine con il Messico Eagle Pass, Del Rio e Piedras Negras, luoghi per antonomasia dell’illegalità, dai quali si diramano i loschi traffici della droga e dell’immigrazione diretti verso l’America. Il signor Jeff Hardage, padre di Kerry, si rivolge a Philip Morris, investigatore privato, per la scomparsa della figlia Kerry, partita un mese prima per un viaggio con l’amica Debra. Morris, insieme ai suoi fidati assistenti Peter e Malarie e con l’aiuto dell’Ada (American Detective Agency), si arma di buona volontà per effettuare un’indagine dai contorni bui e incerti, in un contesto provinciale, tra proprietari di ranch sospettosi e poliziotti di frontiera restii a collaborare. Nelle polverose strade del Texas, tra Dallas e le città Eagle Pass, Del Rio e Piedras Negras al confine con il Messico, la giovane Kerry potrebbe essere stata rapita per interessi economici (nonostante il padre non abbia ricevuto nessuna proposta di riscatto), o assassinata, magari perché a conoscenza di questioni inopportune.

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La Bottega Editoriale Un’Agenzia letteraria che offre servizi per l’editoria, la comunicazione e il giornalismo. Supporta gli autori per approdare alla pubblicazione (attraverso la valutazione degli inediti, l’editing, la rappresentanza presso gli editori, ecc.) e alla sua successiva diffusione (attraverso il marketing editoriale: promozione stampa, organizzazioni di eventi letterari, ecc.). Collabora, inoltre, con le case editrici nell’affrontare i serrati ritmi del mercato editoriale. È anche editore di due riviste on-line: Bottega Scriptamanent e Direfarescrivere, mensili dedicati a recensioni librarie, articoli e approfondimenti culturali e di attualità. In Un libro da raccontare diamo spazio ai migliori libri scelti per Io come autore. Il direttore di “La Bottega Editoriale” è il giornalista e saggista Fulvio Mazza.


Su uno sfondo in cui la collusione con i poteri forti e l’illegalità la fanno da padrona, Gosetti concerta un thriller in cui sembra delineare in maniera dettagliata una piaga sociale più che mai attuale, quello del traffico di stupefacenti e di merce umana, alla frontiera tra Stati Uniti e Messico. Oltre a ciò, lo scrittore ci offre un racconto che ben si presta alla realtà, ispirato a una delle innumerevoli casualità rintracciabili nella cronaca odierna: la scomparsa di due giovani ragazze, ignare ed estranee a questioni oscure che macchiano la coscienza di alcuni uomini. Seguendo il proprio geniale intuito, Morris, in modo del tutto inaspettato e tra diverse peripezie, arriverà alla soluzione del caso. Grazie a Cipriano Zepus Zapata – povero messicano che pagherà caro e amaro lo scotto di una rivelazione importante – il detective riuscirà a scoprire la verità. Ma è una verità spiacevole di fronte alla quale l’uomo deve fare i conti con la propria coscienza, non supportato – come vuole la norma – da una giustizia, che all’interno del racconto sembra rimanere un concetto il cui un paradigma è difficile da determinare. Per Gosetti, è la verità ciò che conta, unica a rendere giustizia, salvaguardandone il diritto. La verità a qualsiasi condizione, anche se connotata di amarezza, laddove la realtà delle circostanze, a volte, si determina attraverso il sacrificio di qualcuno. Gosetti, infine, dipinge un giallo in cui delinea l’identità di ogni suo personaggio, riportandone in maniera realistica tratti e peculiarità. Lo scrittore mette in risalto le debolezze dell’uomo piegato dall’egoismo e dalla corruzione, capace di determinare lo svolgersi degli eventi, nonché di condizionare anche il destino altrui. Sonia Miceli

Titolo: A right to Justice - Una questione di coscienza Autore: Antonio Maria Gosetti Editore: Armando Siciliano Editore Anno di pubblicazione: 2012 Pagine: 184 Isbn cartaceo: 9788873516002 Prezzo cartaceo: € 13,00

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! a r u t i r o fi a l Annusa TULIPANOMANIA Parco Giardino Sigurtà Valeggio Sul Mincio - VR

Dal 15 marzo al 30 aprile 2013 Nelle scorse settimane i giardinieri hanno pazientemente piantato tantissimi bulbi di Tulipani... ma non parliamo di centinaia, nemmeno di migliaia, bensì di un MILIONE! A marzo 2013 tornerà infatti al parco TULIPANOMANIA, la spettacolare e coloratissima fioritura di un milione di Tulipani: esemplari precoci e tardivi, di oltre 150 varietà, sbocceranno sui tappeti erbosi del Giardino regalando scorci semplicemente incantevoli! Per circa un mese si potranno ammirare stupendi giochi di colore: questi fiori infatti si mostreranno sia in forma naturalizzata che in eleganti aiuole accompagnati da narcisi, muscari e giacinti. Un’occasione imperdibile per gli appassionati di fotografia e per gli amanti della Natura per scoprire la più grande fioritura di Tulipani del Sud Europa! Per informazioni: www.sigurta.it

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i vostri 5 sensi 67 ! ia r o it d e la o c ic p la a c c To BUK - Festival della Piccola e Media Editoria Foro Boario Modena Dal 23 al 24 marzo 2013 Torna un festival nato per dar visibilità e favorire la diffusione della piccola e media editoria, con un programma ricco di eventi culturali, musicali, spettacoli dal vivo, ma anche di conferenze, reading, incontri con gli autori e personalità della cultura. Una manifestazione di grande interesse per un vasto pubblico, in cui gli editori presenti trovano una grossa opportunità di visibilità e comunicazione. Sempre più festival letterario e manifestazione d’intrattenimento culturale, Buk ha conosciuto nelle edizioni passate un grande successo di pubblico, segno di originalità della formula, della qualità e della varietà delle sue offerte. Per informazioni: www.bukmodena.it

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! i n i b m a b i a t l Asco

BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR Bologna Fiere - BOLOGNA Dal 25 al 28 marzo 2013 Riconosciuta in tutto il mondo come l’evento da non perdere per tutti coloro che si occupano di contenuti culturali per ragazzi, alla Fiera del Libro sono ammessi unicamente gli operatori del settore: editori, autori, illustratori, traduttori, agenti letterari, business developer, licensor e licensee, packager, stampatori, distributori, librai, bibliotecari, insegnanti, fornitori di servizi editoriali. Molti i premi che verranno assegnati durante la manifestazione, dal BOP – Bologna Prize per il Miglior Editore per Ragazzi dell’anno al Bolognaragazzi Award, che premia i migliori libri dal punto di vista del progetto grafico-editoriale.

Per informazioni: www.bookfair.bolognafiere.it

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i vostri 5 sensi 67 ! o n a i l a t i a m e n i c l i a d r a u G

BIF&ST – BARI INTERNATIONAL FILM FESTIVAL Teatro Petruzzelli - BARI Dal 16 al 23 marzo 2013 Il BIF&ST – Bari International Film Festival – si svolgerà dal 16 al 23 marzo 2013 nel Teatro Petruzzelli e nelle sale cinematografiche della città di Bari. Oltre ai film in concorso, il festival renderà omaggio a Mariangela Melato. Dal 16 al 21 marzo 2013 verranno presentati i film: “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri, “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto” di Lina Wertmüller, “La poliziotta” di Steno, “L’albero di Guernica” di Fernando Arrabal, “Caro Michele” di Mario Monicelli e “Dimenticare Venezia” di Franco Brusati. Presidente del Bif&est è il regista Ettore Scola, direttore artistico è Felice Laudadio.

Per informazioni: www.bifest.it

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I nostri eventi! 67 ! à t t i c n i o t r ’o l Gusta

ORTOCHIC Chiostri dell’Umanitaria Milano 23 e 24 marzo 2013 ORTOCHIC ha due anime: ORTO parla di un nuovo modo di vivere il verde, quello dell’orto sui balconi, nei terrazzi e nei quartieri che abitiamo e frequentiamo tutti i giorni. L’altra anima è CHIC, è quella della città, della cultura e della moda, quella che ama le cose belle anche quotidiane e funzionali ma capaci al contempo di farsi ammirare e di impreziosire noi e la nostra casa. Una mostra-mercato espositiva dedicata all’orto di città in una location di prestigio, gli storici preziosi Chiostri quattrocenteschi della Società Umanitaria dietro al Palazzo di Giustizia nel centro di Milano, che diventa un’occasione per portare una nuova idea di verde che produce frutto nel cuore della Lombardia più industriosa e di declinarla nei suoi aspetti più trendy e fashion. Per informazioni: www.ortochic.it

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Disegno di Eleonora Gramigna Io come Autore

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Io Come Autore È una rivista di Ebookservice Srl Redazione-Amministrazione Direttore Responsabile: Giorgio Ginelli Responsabile Approfondimenti: Daniela Villa Grafica: Daniele Vimborsati Art Director: L@simo Via Po, 44 - 20010 Pregnana Milanese Tel. 02/93590424 - Fax 02/93595614 redazione@iocome.it Ufficio Pubblicità: Tel 02/93590424 - Fax 02/93595614 commerciale@iocome.it Si ringrazia per la collaborazione: Natale Barca Linda Bertasi Paola Concilio Indira Fassioni Eleonora Gramigna Giorgio Ginelli Antonio Maria Gosetti Gordiano Lupi Sonia Miceli Sonia Paolini Mario Massimo Simonelli Giovanna Vannini

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