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L’Osservatorio Degli Editori Indipendenti ● Federica Ferretti intervista Maria Giovanna Farina ● Concorso Nei libri con Medeo: iscrizioni aperte per racconti e romanzi!

Foto di: Alessandro Pozzi

Anno 3 N. 65 / FEBBRAIO 2013 - Periodico - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.


Massimo Bernardi |

sommario

Letturista per caso

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autori

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Antonella Sgueglia |

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A scuola con portamento

speciale Intervista Iacobelli per ODEI |

a cura di Daniela Villa

rubriche Pennellate di parole |

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Il Romanzo Classico |

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Giovanna Vannini di Linda Bertasi

L’angolo della poesia |

Paola Concilio

Intervistando |

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di Federica Ferretti

La Bottega Editoriale |

Federica Ferretti Eventi |

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a cura della redazione

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editoriale Cari lettori, la parola d’ordine di questo numero è “osservare”. Osservare con la testa e con il corpo, come fa Giovanna Vannini ispirata da Testa di donna di Picasso. Osservare la storia e i suoi attori, come ci propone Linda Bertasi nel suo ultimo saggio su Anna Bolena nella rubrica Romanzo Classico, oppure osservando il presente sognando il passato, come fa Paola Concilio lasciando correre l’immaginazione tra i versi di Mi piacerebbe. Ospitiamo un osservatore professionista, l’esordiente Massimo Bernardi, di mestiere letturista, che trae lo spunto per il suo primo libro dalle sue quotidiane letture di contatori. C’è poi l’osservazione che passa dalla filosofia, che cambia lenti con cui vedere il mondo e ti fa capire come “mettere le ali” nell’intervista di Federica Ferretti a Maria Giovanna Farina, cui ha strappato un’anteprima per noi. E in questo contesto s’infila alla perfezione l’intervista a Gino Iacobelli, editore e promotore dell’ODEI, Osservatorio degli Editori Indipendenti, che ci spiega l’importanza di uno sguardo attento a monitorare la complicata situazione dell’editoria odierna. Uno sguardo che non può essere solo fine a se stesso, ma che vuole essere punto di partenza per un’azione consapevole: non si osserva il mondo per produrre sterili lamentele, ma si osserva il mondo, in questo caso il sistema librario, per muoversi al suo interno con cognizione di causa e cambiarlo lì dove non funziona. Vi invitiamo perciò a osservare il mondo, a osservare queste nostre pagine. E poi fatelo vostro, fatele vostre e lavorate per cambiare ciò che non vi piace. Buona osservazione, buona lettura,

Daniela Villa

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pennellate di parole Col corpo ora capisco Chiedeva sempre ai suoi pazienti se durante la seduta poteva fumare. Lo faceva anche con me e io glielo accordavo, pur avendo verso il fumo una vera avversità. Lei provava ogni tanto a smettere, rimpiazzando il gesto con un sorso d’acqua, un chewing-gum, un sorso d’acqua ancora, ma all’incontro successivo il posacenere era di nuovo pieno. Appuntava il mio dire e il suo rimandare, su un quadernone a quadretti piccoli. Non ho mai capito se ad ogni paziente corrispondesse un quaderno. Io da Lei ci andavo a scadenza settimanale, di sabato mattina, non potevo farne a meno; sei giorni per rielaborare, uno per riprendere il discorso da dove lo avevo lasciato. Era in quei… “periodi di sola testa”, così li avevo definiti, che di Lei sentivo più bisogno. Con il mio corpo?... Una pausa, un separarsi, una specie di intercapedine tra me e lui che a tutto il resto faceva da scudo. Di lui del mio corpo capivo solo il dolore, quello si, quello arrivava forte da più parti, concentrandosi sulle tempie, come un battente martello. Del piacere che lo stesso poteva darmi, non rimaneva nulla; azzerato, annientato, fino ad un nuovo ordine lontano. Solo testa, solo pensiero, a lavorare per entrambi. Quando il portafoglio me lo permetteva, la seduta con Lei si protraeva per due ore. Ma neanche la sua bravura, le sue due lauree, riuscivano a ricomporre il mio puzzle di me impazzito sul tavolo. Ora ci sentiamo ogni tanto. Meno tormente, più vele spiegate a contrastarle. Col corpo ora capisco.

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Giovanna è nata a Firenze e residente a Montespertoli, dopo una partecipazione ad un antologia, ha intrapreso l’attività di scrittrice e recensore. Qui la conoscerete grazie alla capacità di interpretare a suo modo molti capolavori di varie correnti artistiche.


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65 Giovanna Vannini

Pablo Picasso, Testa di donna (ritratto di Dora Maar, 1939) Parigi, Museo Picasso

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Autore

o s a C r e P Letturista

Cosa ti ha portato a scrivere? Ho cominciato presto a scrivere, fin dai tempi della scuola elementare quando disegnavo storie a fumetti con personaggi inventati. A tredici anni ho scritto il mio primo racconto lungo, “Il manichino vivente”, un giallo ispirato alla serie dei Gialli dei ragazzi in voga negli anni ‘70. In seguito, molte esperienze che ho vissuto (quali l’anno di servizio civile, la mia compagnia di amici, i primi lavori che ho fatto) mi hanno ispirato altrettante cronache di genere umoristico. Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? L’idea è nata giorno per giorno, mentre ero al lavoro come letturista. Girando per le campagne, entrando nelle case, mi capitavano situazioni curiose. Ho cominciato a scrivere appunti sulla gente, sugli incontri che facevo, su quello che vedevo in giro. Poi un giorno mi è venuta la classica ispirazione: mi sono detto che quegli appunti dovevano prendere forma e diventare un libro. Allora mi ci sono messo d’impegno, scrivendo mediamente una pagina al giorno per sei mesi fino ad arrivare alla prima stesura del libro. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidato a un agente letterario? Non è stato semplice arrivare a pubblicare il mio libro. Per prima cosa mi sono documentato con dei manuali per esordienti, poi ho se-

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lezionato su Internet una lista di editori italiani tra quelli che pubblicano senza contributo da parte dell’autore. Una casa editrice mi ha risposto positivamente, quindi ho firmato il contratto, ma il libro non è uscito perché dopo alcuni mesi quella casa editrice ha chiuso i battenti senza neanche avvisarmi. Così ho perso sei mesi per nulla, rinunciando anche a un contratto con un editore importante! Poi ho ricominciato a cercare, e finalmente ho trovato la 0111 che mi ha poi pubblicato. Come nascono i tuoi libri? Dipende. A volte nascono dalle situazioni che vivo, da piccoli episodi quotidiani. Altre volte sono frutto delle mie fantasie, infatti ho tutta una serie di scritti notturni che ho definito “onirici” e altro non sono che flusso di coscienza generato dall’ascolto di musica. Come ti descriveresti? Sono una persona riservata, riflessiva, con molti interessi. Sono un gran sognatore, e quindi anche piuttosto


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Massimo Bernardi

Il protagonista è un letturista dei contatori acqua e gas nei comuni dell’Emilia. Da tempo coltiva il sogno di vagabondare da un luogo all’altro. Ogni giorno al lavoro osserva il paesaggio e le città annotando i loro cambiamenti nel tempo, ascolta le storie della gente che incontra, esplora strade e territori dove non è mai passato prima, cercando nuovi orizzonti geografici ed esistenziali. Un giorno, per uscire dai suoi ristretti confini, gli viene un’idea folle che cambierà la sua vita. distratto nella vita di tutti i giorni. Mi reputo un creativo, e mi diverto a inventare sempre nuovi giochi (ma anche disegni, collage, oggetti riciclati) con mio figlio di sei anni. Il tuo motto personale? Lavorare per vivere, non il contrario. E vivere il presente intensamente, come se fosse sempre l’ultimo giorno. Vivi per… Sono un appassionato di fotografia. Per molti anni mi sono occupato di fotografia creativa, modificando le immagini con tecniche “artigianali”, cioè senza ricorrere alla manipolazione digitale. Mi piace viaggiare e conoscere posti nuovi, anche nel territorio in cui vivo, e spesso mi invento dei giri in mountain bike per andare a scoprire questi luoghi. Adoro l’arte, l’architettura e il cinema. Perché dovrei acquistare la tua opera? Perché a quel che mi risulta è il primo libro scritto da un letturista, quindi è molto originale e presenta un punto di vista inedito sul territorio emiliano e i suoi abitanti. È un testo ironico, ma al tempo stesso pieno di poesia e fantasia. ●

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Autore

Massimo Bernardi LETTURISTA PER CASO ESTRATTO

Sono un inguaribile nostalgico del tempo che fu, qualunque esso sia. Non c’è elemento o dettaglio che non mi riporti a un’altra epoca, che non mi suggerisca una visione diversa della realtà che ho sotto gli occhi. Di un rudere sopravvissuto ricostruisco mentalmente come doveva apparire in origine e come poteva essere il paesaggio intorno. In prossimità dei cavalcavia o delle tangenziali cerco di ricostruire a occhio i tracciati delle vecchie strade interrotte o deviate per fare posto alla viabilità moderna: spesso esistono ancora, anche se declassate a stradelli minori o piste ciclabili. Mi piace imbattermi casualmente in qualche segno superstite del passato, che sia un palazzo nobiliare o un bosco residuo, una corte di campagna o un piccolo cimitero.

LETTURISTA PER CASO Autore: Massimo Bernardi Editore: 0111 Edizioni PAGINE: 202 ANNO: 2012 ISBN cartaceo: 9788863074307 PREZZO cartaceo: € 15,00 PREZZO eBook: € 9,99

Mi piacciono i giardini incolti delle ville abbandonate dove cresce selvaggiamente un po’ di tutto e quei cortili interni con le serre e i gazebo nascosti dai rampicanti. Mi piacciono gli argini, la visione rialzata dell’orizzonte che hai salendoci sopra e provare a riconoscere da lontano i paesi, i campanili, gli acquedotti.

Il booktrailer del libro: “digitare “letturista1970” su youtube” Blog:http://www.limerick70.blogspot.it/

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o c i s s a l c o z n a il rom Da appassionata di storia inglese, non posso non dedicare questo nostro quarto appuntamento a una lettura sulla discussa figura di Anna Bolena. Alcuni di voi avranno, forse, seguito la recente serie televisiva dedicata a “The Tudors” o sentito parlare del grande Enrico VIII, più che per le sue gesta in battaglia per le mogli di cui si attorniò nei suoi anni di reggenza. Otto mogli che si susseguirono una dopo l’altra come comparse di un trono maledetto, due delle quali condannate a morte dal medesimo consorte. E proprio a una di queste sfortunate è dedicato il romanzo di Robin Maxwell “Il diario segreto di Anna Bolena”. Questo delicato romanzo è incentrato sulla vita di Anna da fanciulla sino al drammatico epilogo, sono le pagine del suo diario a raccontare la sua storia a una figlia ignara, futura Regina d’Inghilterra, che della madre conosce solo le etichette affibbiatele dal popolo: strega, adultera, puttana, l’altra donna del Re. Ma Anna è ben più di questo e malgrado gli sforzi compiuti da un’intera Nazione per cancellare la sua impronta, per denigrarla e bruciarne il ricordo, sopravvive contro tutti e tutto. Ma chi era davvero Anna Bolena? Una ragazza del XVI secolo, di buona famiglia, lunghi capelli neri e occhi azzurri da togliere il fiato, non era bella ma affascinava chiunque la incontrasse, il portamento fiero, lo sguardo ammaliatore, il ciondolo a forma di “B” che pendeva dal collo di alabastro e quel curioso secondo mignolo.

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Linda Bertasi vive nella provincia di Ferrara. Appassionata di storia e letteratura, pubblica il suo primo romanzo “Destino di un amore” nel 2010 a cui fa seguito “ Il rifugio” nel 2011 che le è valso il secondo premio al XXIII premio letterario Valle Senio 2012. Per conoscerla meglio www.lindabertasi.it


Una ragazza sveglia che, per sua sfortuna, s’innamorò del ragazzo sbagliato, un Conte del Northumberland, un ricco possidente che le conquistò anima e corpo, un sentimento che pagò con l’esilio in Francia, allevata alla corte di Francesco I per il suo peccato, e richiamata in Inghilterra dopo lunghi anni dalla sua infida famiglia. Era una donna che la sorte decise di mettere alla prova e lei, impavida, accettò la sfida. Nessuno le avrebbe più fatto del male, nessuno le avrebbe più detto “chi” e “come” amare. Un solo uomo in tutto il Regno poteva assicurarle quella vita: il Re. Fu ambiziosa, fu sfrontata, furba, intelligente e alla fine ottenne la Corona, si posò sul suo capo come un macigno che, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, l’avrebbe consumata a poco a poco. Visse quella vita che tanto aveva bramato, desiderato, tappandosi le orecchie di fronte allo sdegno del suo popolo, giustiziando i traditori, ma più estirpava le erbe magline più queste rispuntavano. Lottava, viveva, combatteva e, un giorno, arrivò Elisabetta: una folta chioma rossa e due occhi azzurri come i suoi, la sua luce, il suo domani. Anna era come tutte le donne, desiderava solo essere amata, rispettata, ma era nata nel tempo e luogo sbagliato e quando lo capì fu troppo tardi. Relegata in una fredda torre londinese a reclamare una libertà e una realtà che non sarebbero mai

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di Linda Bertasi

“Un sogno assurdo è diventato il mio destino. Mio marito, il mio amico e amante mi farà assassinare in pubblico a sangue freddo, senza nessuna obiezione. Ero una fanciulla da usare, una ragazza intelligente dotata di una certa bellezza e con una volontà e un orgoglio pari a quella di un uomo… E ora mi aspettano le fiamme o, nel caso qualche ricordo dovesse stimolare la generosità del Re, la scure del boia. Ma la speranza di una donna che ha subito una condanna terribile non è nient’altro che un sogno.”

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o c i s s a l c o z n a m o r il di Linda Bertasi arrivate, innalzata e precipitata dal Re capriccioso e volubile che aveva accolto nel suo letto. Chi era, quindi, Anna Bolena se non una donna sfortunata, nata in un secolo che non le apparteneva, con ambizioni, desideri e pensieri troppo contemporanei per l’abbietto 1500. Questo si evince dalle pagine di Robin Maxwell: una Regina scomoda che l’Inghilterra mise a tacere sotto il drappo dorato della stregoneria e dell’assurda inquisizione. Questa era Anna Bolena, dimenticata, cancellata, seppellita in una modesta lapide a S.Pietro in Vinculi, nella Torre di Londra, lontana da Westminster e dalla culla dorata dei grandi monarchi del passato. Attraverso le pagine del suo diario conosceremo una ragazza con le sue paure, le sue debolezze e il suo disperato bisogno di amore. ●

TRAMA: Sono le pagine di un diario ad avvicinare Elisabetta, giovanissima Regina d’Inghilterra, alla madre che non ha mai conosciuto. Anche Anna Bolena era giovane quando perse la vita sotto la scure del boia, vittima dei capricci di un Re potente e sregolato, dello stesso uomo che per lei aveva sfidato la Chiesa e provocato lo scisma d’Inghilterra. Tra intrighi e passioni, una giovane Regina sfida un tragico passato. Un romanzo avvincente che, curiosamente, spinge il lettore a sperare in un finale alternativo dove il bene trionfa sul male e i soprusi sono solo parole racchiusi nel diario di questa giovane e sfortunata Regina. Linda Bertasi

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Autricpeortamento:

a li g e u g n S o a c ll e la n o to n A i A scu d e n io z a c bli b u p o t u ’a ll a a d la sfi Cosa ti ha portato a scrivere? Scrivere per me è liberatorio ed estremamente creativo. Ognuno di noi ogni giorno corre dal mattino appena sveglio fino a sera e a me piace raccontare di queste persone. È spettacolare come una storia possa nascere da una piccola idea, sorta per caso, e delinearsi fin nei minimi dettagli; lasciare che diventi verosimile e creare un personaggio in cui immedesimarsi. Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? Lo scorso anno, in estate, ero intenta a divorare libri di narrativa femminile, il mio genere preferito insieme alle biografie. Tra un’occupazione e l’altra scorsi una farfalla e ne rimasi incantata. Da lì mi sovvennero delle sensazioni che lentamente riempivano la mia testa di collegamenti tra possibili eventi. E pensai a una persona, una qualunque che potremmo incontrare al supermercato, con cui chiunque possa rapportarsi. Un personaggio dava spunto ad un altro, un evento spingeva l’idea successiva e, di colpo, mi trovai immersa dinanzi al pc a ricreare quanto avessi scritto in un quaderno. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidata a un agente letterario? Il mio primo romanzo “Dove osano le farfalle” è stato inviato a diverse case editrici ed io ho accol-

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to la proposta della EMV Edizioni, una giovane casa editrice con tanta determinazione, sostenuta da un valoroso team di professionisti del settore giornalistico. Anche il mio secondo romanzo è in fase di valutazione editoriale. Per quanto riguarda “A scuola con portamento”, è stata un’autopubblicazione voluta per mettermi in gioco come Scrittrice Indipendente e P.R. Come nascono i tuoi libri? Nascono da un pensiero che si sviluppa strada facendo. Molti scrittori preparano una scaletta costruita nei minimi dettagli e anch’io ne realizzo una. Tuttavia, ogni volta che le mie dita toccano la tastiera del computer, decidono di trascrivere tutt’altro e cambiare completamente la storia. I miei racconti sono liberi e a loro permetto di cambiare come più gli pare. Come ti descriveresti? Una ragazza testarda, determinata nei progetti. Percorro la mia strada anche se irta di difficoltà; vulnerabile, ma sono proprio le ferite ad alimentare la mia determinazione. Il tuo motto personale? “Se la gente smettesse di invidiare gli altri, vivrebbe più a lungo e costruirebbe qualcosa.” Vivi per… Vivo per mio marito; è una delle mie poche certezze, insieme alla mia fa-


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Antonella Sgueglia

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Autrice

Antonella Sgueglia

miglia. Ci sono stati sempre, nei momenti belli e quelli meno fortunati. Vivo per vedere un giorno i suoi stessi occhi vispi in un piccolo esserino. Perché dovrei acquistare la tua opera? Perché è una lettura leggera e piacevole, di quelle che finiscono in un weekend e quando le riponi sei soddisfatto di averne ricavato un beneficio. Sfido il lettore ad analizzare se stesso, rispecchiandosi nei personaggi raccontanti.. ♥

“A scuola con portamento” è un romanzo per ragazze che narra di un’adolescente, Cristina, alle prese con un momento delicato della sua vita. I suoi genitori sono separati e lei vive con la madre. Le ragazze più popolari della scuola la prendono in giro perché non sa come valorizzarsi. Ha soltanto un’amica, Gio, ma non le basta. Entrare nell’agenzia di moda della sua città le cambierà la vita.

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Titolo: A scuola con portamento Autore: Antonella Sgueglia AUTOPUBBLICAZIONE Per saperne di più visita il mio sito Anno di pubblicazione: 2012 antonellasgueglia.altervista.org Prezzo di copertina (ebook): 2,68 € Link Facebook: http://www.facebook.com/ascuolaconportamento Per acquistarlo: http://www.amazon.it/A-scuola-con-portamentoebook/dp/B00ATBQ32E


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l’angolo della poesia Mi piacerebbe Mi piacerebbe fare un salto nel passato quando ancora non esistevano le automobili e quando per divertirsi i bambini giocavano con la corda. Mi piacerebbe assaporare cibi paesani e vestire con abiti fatti da mia madre. Mi piacerebbe sentire i vecchi cantare e le bimbe danzare. Mi piacerebbe tornare a tanti anni fa quando la cultura era diversa, ma migliore. Mi piacerebbe svegliarmi con il canto del gallo e addormentarmi con l’ululare dei cani lupo. Mi piacerebbe fare un salto nel passato per scoprire la vecchia ma sana vita.

Paola Concilio Paola Concilio nasce a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, il 10-10-1994. Da poco partecipa a concorsi letterari, vincendo giĂ vari premi e pubblicazioni. Ha ricevuto i complimenti da parte di artisti come Mogol e Carotenuto. Oltre che alla poesia si dedica anche al giornalismo.

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Cosa vi ha spinto a creare l’Osservatorio? L’ODEI nasce da una serie di esigenze, prevalentemente dettate dalla crisi, che hanno permesso di incontrarsi e unire le forze. Nasce da esigenze di mercato: si parte dal presupposto che le case editrici, non solo indipendenti, hanno iniziato a “perdere colpi”. Quello che ha portato alla creazione dell’ODEI è stata un’armonia nello spirito d’incontro, che ha portato a questa coesione tra aziende indipendenti (perché non bisogna dimenticare che gli editori sono imprenditori, anche se trattiamo un bene come la cultura). Siamo editori affini ma molto diversi, anche perché spesso le case editrici indipendenti si orientano su nicchie di mercato e questo comporta una forte trasversalità nelle nostre competenze.

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Durante l’ultima edizione di “Più libri, più liberi” a Roma è stato distribuito un curioso manifesto che fa capo all’Osservatorio Degli Editori Indipendenti (ODEI), sottoscritto da oltre settanta case editrici indipendenti, che ha alimentato il dibattito nel mondo del libro. Intervistiamo per voi Gino Iacobelli, editore indipendente della casa romana Iacobelli Editore, tra i promotori dell’ODEI.

a cura di Daniela Villa L’editore è, di fatto, un imprenditore: è possibile in questo momento lavorare, “fare impresa” nel settore editoriale al di fuori dei grandi gruppi? Uno degli obiettivi che ci poniamo con l’Osservatorio è proprio quello di trovare un modo alternativo di gestire il mercato. In questo momento “fare mercato” sta diventando impossibile non solo perché il mercato stesso è gestito dalle grandi catene, ma per “come” è gestito da queste. Noi pensiamo che si debbano trova-


La storia inizia quando il capostipite della famiglia Iacobelli, Giovanni, legatore e tipografo, avvia un’impresa che fa della qualità il suo carattere distintivo. Per i figli si apre un bivio: seguirlo oppure no. Immaginiamo sia stata la magia della carta, dei caratteri a piombo, dell’inchiostro, della lettura, a catturare tutta la famiglia. A partire da quel momento di scelte e di bivi ce ne saranno molti, e saranno diversi gli esperimenti editoriali (Longarone anno zero, L’unico indiano buono è un indiano morto, L’agenda della notte, La Tovaglia) e le case editrici fondate (La Cronistoria, Collettivo Stampato in Proprio, La Bottega, Malvarosa), che ci portano nel 2006 alla nascita della Iacobelli e a una scelta: «Fare libri belli e necessari. Belli, perché curati direttamente in ogni fase, dall’ideazione alla stampa. Necessari perché frutto dell’ascolto e dell’attenzione a pensieri, ricerca e scritture che si interrogano sul presente cercando connessioni con la memoria del passato, che ci aiutino a comprendere di più il presente reale nascosto da quello virtuale». Link: http://iacobellieditore.it/

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re delle soluzioni diverse per gestire il mercato e, di conseguenza, per poter tornare a fare mercato. L’Osservatorio vuole alimentare un dibattito ad ampio raggio che coinvolga anche le catene dei grandi gruppi. L’osservatorio dunque vuole essere uno sguardo attivo di diversi soggetti per trovare soluzioni virtuose al sistema editoriale. Esistono tuttavia già diverse associazioni e federazioni che riuniscono editori indipendenti e non, di cui fanno parte anche diversi firmatari del manifesto dell’ODEI. Sono forse inadeguate? Le associazioni è bene che esistano ma hanno alcuni limiti. Ad esempio l’Associazione Italiana Editori è completamente diversa da noi: comporta il pagamento di una quota, la sottoscrizione di uno statuto ed è in ogni caso un’associazione i cui scopi specifici mirano alla difesa della categoria degli editori. Noi inizialmente ci siamo definiti “gruppo di ragionamento” e siamo ancora alla ricerca di una forma giuridico-fiscale che ci lasci libertà; nel nostro gruppo gli editori trovano uno spazio per ragionare al fine di risolvere tutta una serie di problemi affini che riguardano il nostro mercato nella sua interezza e complessità, non limitandosi alla figura dell’editore. Esiste, fuori dall’Italia, un modello virtuoso a cui ispirarsi o un sistema da cui trarre spunti concreti? Modelli “virtuosi” in senso stretto no, non esistono. Ci sono tuttavia model-

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. i . e . d . o speciale

li europei a cui ispirarsi, questo sicuramente. Il nostro manifesto si apre direttamente sul nostro scenario, con la sezione “dove lavoriamo”, esplicitando la consapevolezza di operare in uno dei Paesi più arretrati nel settore del mercato del libro. In Italia ci sono diverse lacune legislative in materia. Partendo da uno dei modelli più ricorrenti a cui ispirarsi, ovvero la Francia con la Legge Lang* che ha risolto diversi problemi, ma anche Germania e Spagna sono Paesi in cui vige un grande rispetto per il mercato del libro e di conseguenza della cultura. Fare leggi che salvaguardino l’editoria vuol dire fare leggi che tutelino tutto quello che sta intorno ai libri, dalla scuola all’educazione, alla bibliodiversità. L’Osservatorio denuncia invece questa situazione atipica presente in Italia, dettata forse dalle lobby di potere; basta immaginare che l’Italia è l’unico paese che ha una filiera del libro governata sempre dagli stessi soggetti: chi fa l’editore è anche chi distribuisce, portando alla luce un conflitto di interessi che caratterizza il nostro sistema.

*

Legge del 1981 che impone un prezzo fisso per i libri in lingua francese e che vieta ai librai di scontare i libri più del 5% rispetto al prezzo dell’editore. Nel 2010 tale legge è stata estesa anche all’editoria digitale.


La distribuzione è ovviamente uno degli elementi centrali di ogni mercato. In questi anni però l’avvento del digitale sta modificando il sistema. Il web, con la sua presunta democraticità, rappresenta effettivamente uno strumento utile per l’editoria indipendente oppure si finisce col riprodurre anche in rete le dinamiche del reale? Diciamo che le “mani” su questo mercato sono già state messe dai grandi gruppi di potere, basti pensare alla gestione di Amazon e di altri sistemi simili. L’Italia è certo molto indietro per quanto riguarda l’approccio digitale. L’Osservatorio si sta confrontando anche su questo tema, cercando soluzioni e proposte alternative per sfruttare lo strumento digitale in favore della promozione e di una modalità differente di fare cultura. La politica al ribasso del prezzo dei libri sembra esasperata dal digitale e dalle vendite digitali. E’ un mercato sostenibile per un bene che viene comunque prodotto sulla base di logiche imprenditoriali? La situazione è grave. I libri sono prodotti realizzati con un enorme impiego di risorse umane, di competenze e di investimenti di diverse entità: oltre

a quello economico, c’è un ingente investimento di tempo e professionalità, ma il tutto viene poi sminuito in fase di vendita. Sono passati circa un paio di mesi da quando il manifesto è stato divulgato e sottoscritto: siete ancora in una fase di osservazione oppure siete già passati all’azione? Stiamo già intraprendendo diverse iniziative a livello attivo, anche se in questo momento non possiamo ancora comunicare un calendario preciso di attività. Avendo tuttavia la fortuna di avere al nostro interno editori con peculiarità differenti, perché gli editori indipendenti arrivano dalle professioni più diverse, e ci siamo divisi in gruppi di competenza riuscendo così a lavorare su più piani. Attualmente l’ODEI è stato invitato a vari tavoli, come quello che ci ha visto nascere a Roma, e parteciperemo a diverse assemblee. Siamo passati alla fase operativa perché è l’emergenza che lo chiede. Stiamo in questi giorni cercando di creare una rete con le librerie indipendenti. La nostra parola d’ordine è “salviamo la filiera”.


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. i . e . d . o speciale LA VOCE DELL’ODEI

In occasione dell’incontro che si è svolto il 1 febbraio 2013 al Nuovo Sacher di Roma tra Nicola Zingaretti e l’editoria romana, Andrea Palombi di Nutrimenti ha parlato a nome dell’ODEI. Ecco le richieste avanzate a Zingaretti nell’eventualità che domani possa essere il presidente della Regione Lazio: ● La prima richiesta, che è anche la cornice e premessa di ogni altra, è di rifinanziare la legge per la promozione del libro e della lettura approvata nel 2008 e poi di fatto “sospesa” dalla giunta Polverini. Una legge importante che oltre ai molti strumenti pratici concreti, ribadiva nelle sue premesse i principi sanciti dalla Convenzione sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, firmata a Parigi nel 2005. Principi che ovviamente ci stanno molto a cuore e che è ora siano riaffermati e difesi come un valore anche nel nostro Paese. ● La seconda richiesta dell’Odei è quella che la Regione si faccia parte attiva nel contribuire a creare uno spazio a Roma dove rendere visibile tutto quello che ruota intorno all’editoria indipendente. Pensiamo a una Casa del libro, prendendo a prestito un modello di successo in questo periodo nella nostra città, potremmo dire una “Eataly” del libro. Un posto dove proporre e vendere certamente i libri degli editori indipendenti, ma dove garantire anche spazi per eventi culturali, spazi per il coworking, o per organizzare corsi di formazione per chi aspira a lavorare nella filiera del libro. Un luogo dove aprire uno sportello unico per chi intende avviare un’attività editoriale, ma anche spazi di incontro e un punto di ristoro che aspirino a diventare punto di riferimento per tutto il mondo culturale della città e della Regione. Fino a immaginare la possibilità di una foresteria che possa ospitare autori stranieri per periodi di lavoro in Italia. Insomma un vero e proprio polo culturale, un motore che renda visibile, rafforzi e sostenga l’attività delle imprese editoriali della Regione. ● La terza richiesta nasce invece dalle trasformazioni imposte in questi mesi dall’evoluzione del mercato ed è quella di un contributo regionale che sostenga l’innovazione tecnologica dell’editoria indipendente laziale. è infatti in corso una vera e propria rivoluzione digitale, di cui non è ancora chiaro l’approdo finale, ma che già investe sia i prodotti, sia la loro promozione e commercializzazione, richiedendo investimenti a cui spesso non è semplice far fronte. Un’evoluzione che invece di garantire pluralità e differenza, se non governata rischia di generare, e in qualche modo purtroppo sta già generando, l’effetto opposto: quello di produrre nuova concentrazione, un nuovo gap fra grandi gruppi e piccoli e medi editori. ODEI: http://odei.altervista.org/wp/

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o d n a t s i v inter

Maria Giovanna Farina, filosofa e consulente filosofico, da sempre e per sempre, si racconta per gli Amici di Io Come in un’intervista strabiliante. Capirete così quando sia possibile mettersi le ali, e rischiare di… immergersi nella quotidianità…

a cura di Federica Ferretti

Ho messo le ali Cosa spinge una donna della sua levatura a “mettersi le ali”? Pensando al significato del mettersi le ali, troviamo due ragioni principali: alzarsi, andare più su, per poter così osservare le cose da un più ampio punto di vista. Per affrontare le difficoltà quotidiane è fondamentale non fermarsi solo a ciò che appare davanti: più è ampia la nostra visuale, più aumentano le possibilità di conoscere. Nell’elevarsi volando c’è anche il significato di acquistare quella leggerezza indispensabile per non prendersi troppo sul serio, altrimenti oltre a diventare noiosi ci roviniamo l’esistenza.

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Il suo percorso: possibile o inimitabile? Mi sembra che lei mi continui a mettere su un piedistallo che non mi appartiene! Ho sofferto, gioito e vissuto in modo normale, certo i patimenti sono stati tanti ma grazie alla filosofia... ho messo le ali. Perché ciò sia possibile ci vuole prima di tutto determinazione, la voglia di farcela e non mollare mai la lotta. Detto questo, tutti possono farcela. Come ci si può riprendere la voce in una società inflazionata dalla comunicazione? Dicendo qualcosa di personale e non omologato. Per far ciò si deve imparare a pensare con la propria testa...


e ritorniamo alla filosofia che sa farci fare molto bene il percorso di riappropriazione di sé. Quanto è importante rincominciare a dialogare nella moderna società multimediale? Su una scala da 1 a 10, direi 20. Per farlo non bisogna smettere mai di guardare chi ci passa accanto, di fronte, dietro: ovunque. Ogni luogo è adatto al dialogo, il termine dialogo ha proprio il significato di passare attraverso, due individui dialogano quando si lasciano “perforare” dalle parole che si scambiano. Ne rimangono coinvolti e imparano a stare insieme col desiderio di farlo. Si definirebbe una politologa? Pensiamo al significato della parola, viene da politica che a sua volta deriva da polis, la città stato greca: sono una cittadina della polis, in questo senso sono politica, ma non politologa. Chi può ancora gestire le redini di una conversazione davvero sana, al giorno d’oggi, quando la rete impera? Torno al discorso precedente: sono due o più persone che hanno voglia di lasciarsi coinvolgere, che amano stare con gli altri, che vedono gli altri come una risorsa continua per migliorarsi, divertirsi, crescere. Poi se si riferisce al mio lavoro, con me si dialoga tenendo presente le regole base del rispetto reciproco e con l’esperienza filosofica cerco di far sì che l’altro dialoghi prima di tutto con se stesso per capire cosa vuole, chi è davvero: ciò

Autrice del disegno: Daniela Lorusso

lo può condurre alla serenità che è la condizione per una vita gratificante. Attualità del concetto di speranza… La speranza è sempre attuale, l’essere umano deve sperare sempre il meglio, la speranza aiuta a stringere i denti e ad andare avanti purché non diventi illusione, se mi illudo troppo, un po’ si può anche fare, prendo quasi sempre una fregatura. Nel libro ci sono proposte o riproposizioni? Grazie di avermelo chiesto. Con questo nuovo libro, che è semplice, a tratti ironico e si legge velocemente, consegno ai lettori la mia proposta. È da leggere più volte perché in esso sono depositate le esperienze non solo della mia professione ma anche quelle di donne e uomini che ci vivono intorno. Rileggerlo fa scorgere aspetti non colti alla prima lettura. Risolvere le contingenze, mettere in scacco il vicino di casa invidioso, smascherare gli adulatori di professione, non soffrire per il marito o la moglie che non ti sanno apprezzare e così via, sono tutte situazioni che richiedono tempi veloci per affrontarle al meglio e, quando è possibile, in modo definitivo.

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Un consiglio per vivere meglio… Mi piace dare suggerimenti, sottovoce e senza dire tutto: ognuno di noi può e deve trovare da solo la propria strada come ha fatto la protagonista del mio libro. Una donna che si è lasciata aiutare, ma che con forza e ironia ha affrontato difficoltà enormi uscendone vincente. Il suggerimento più grande è: non facciamo nulla, donne e uomini, per farci accettare, gli altri devono amarci per come siamo senza finzioni.

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o d n a t s i v inter

a cura di Federica Ferretti

li a le o s s e m Ho

Lo rifarebbe? Quello che faccio? Sì, è una delle possibilità che ho di vivere meglio. Dopo che qualcuno mi ha fatto mettere le ali, la mia missione è trasmettere agli altri il metodo per costruirsele. Quando la presentazione del suo libro? A marzo sarà nelle migliori librerie e in rete. Lo presenteremo a Milano con Francesco Alberoni e non solo: lasciamo un po’ di suspance e a breve saprete luogo e data a partire della prima presentazione. Cosa c’è di nuovo nel suo libro? Senza dubbio ho affrontato un tema inconsueto per i filosofi: il sesso. Soprattutto la sessualità femminile dove in un passaggio della storia parlo dell’orgasmo femminile e del diritto a raggiungerlo. Molte donne nascondono questo aspetto importante della vita di coppia: è il momento di dire basta ed io, attraverso Francesca la protagonista, do suggerimenti senza mezzi termini.

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Titolo: Ho Messo Le Ali Autore: Maria Giovanna Farina Editore: Rupe Mutevole Edizioni Anno: In Vendita Da Marzo 2013


Consigliato da Un viaggio tortuoso alla ricerca della felicità Non tutti i libri riescono a imprimere forti emozioni nell’animo di chi legge, rimanendo così sfuggenti agli occhi del lettore il quale è impossibilitato a entrare in sintonia con il testo e a instaurare quella complicità indispensabile che lo spinge a volerne sapere sempre di più. Sebbene sia qualcosa di molto soggettivo, questa magica sintonia sembra invece erompere dalla lettura del libro di Antonio Prestifilippo “Notte a Stromboli” pubblicato da Armando Siciliano editore: il viaggio, la ricerca di sé il motivo dominante. L’autore catapulta i suoi lettori nella storia di Sandro Sarti, giornalista sulla cinquantina, il quale decide di “staccare la spina”, prendersi una lunga pausa dal proprio lavoro e fuggire dalla quotidianità, dagli impegni e da una storia d’amore priva di sentimenti. Sì, è una fuga quella di Sandro: lascia il giornale per il quale lavorava, un grande quotidiano nazionale, lascia Roma ed imbocca il grande raccordo anulare. Un anno di congedo, prima di tutto da quella serie di vizi tipici del mestiere: l’insonnia, il disordine affettivo, la bulimia lavorativa, l’ansia. Che non si tratti di una sorta di alter ego dell’autore? Antonio Prestifilippo, giornalista di lunga esperienza, racconta in questo intenso romanzo molto della sua storia personale e, forse, di quella collettiva. Quello che decide di intraprendere Sandro è un viaggio verso il passato, o meglio verso Caposilvo, piccolo e caratteristico paesino siciliano. Ma

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La Bottega Editoriale Un’Agenzia letteraria che offre servizi per l’editoria, la comunicazione e il giornalismo. Supporta gli autori per approdare alla pubblicazione (attraverso la valutazione degli inediti, l’editing, la rappresentanza presso gli editori, ecc.) e alla sua successiva diffusione (attraverso il marketing editoriale: promozione stampa, organizzazioni di eventi letterari, ecc.). Collabora, inoltre, con le case editrici nell’affrontare i serrati ritmi del mercato editoriale. È anche editore di due riviste on-line: Bottega Scriptamanent e Direfarescrivere, mensili dedicati a recensioni librarie, articoli e approfondimenti culturali e di attualità. In Un libro da raccontare diamo spazio ai migliori libri scelti per Io come autore. Il direttore di “La Bottega Editoriale” è il giornalista e saggista Fulvio Mazza.


a n u i s r e d n e r p , ” a in p “staccare la s e o r o v a l o i r p o r p lunga pausa dal ” à it n ia id t o u q a ll a fuggire d la strada sarà lunga e tortuosa. Sandro fugge alla ricerca della casa del passato per immergersi e cancellare nello stesso tempo i cattivi ricordi, quello del suicidio della sorella e della drammatica scomparsa del padre. Il romanzo rappresenta un’occasione per riflettere sulle mutate condizioni politiche e sociali dell’Italia contemporanea, senza prospettive future. Un libro travolgente da cui trapela un forte senso di angoscia che consente di mantenere sempre vivo l’interesse del lettore durante l’evolversi della vicenda. Una vicenda che smette di essere un semplice romanzo e che riesce a suggestionare il lettore, fino a coinvolgerlo totalmente nella narrazione. L’autore intraprende un percorso tortuoso, un viaggio sui binari che, si spera, possa portare verso la tanta agognata felicità, verso un tanto atteso e mai raggiunto senso di appagamento e di benessere. La vita di Sandro si converte improvvisamente in un’esplorazione dai contorni incerti, tutti da definire, in cui lui e il suo essere sono protagonisti assoluti della vicenda.

Titolo: NOTTE A STROMBOLI Autore: ANTONIO PRESTIFILIPPO Editore: ARMANDO SICILIANO EDITORE Anno di pubblicazione: 2012 Pagine: 262 ISBN cartaceo: 9788874426713 Prezzo cartaceo: € 18,00

Rossella Michienzi

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I nostri eventi per Respira L’ARTE DELLA PROFUMERIA Viaggio nel mondo delle essenze e delle note aromatiche ROMA Domenica 24 febbraio 2013 Il seminario vi consentirà di esplorare la vostra capacità olfattiva e di esprimere la vostra creatività tra profumi professionali, piante aromatiche e officinali. La docente vi condurrà, attraverso un percorso teorico e di laboratorio, all’acquisizione delle conoscenze fondamentali di quest’arte e a sperimentare direttamente le tecniche e le materie prime utilizzate dai Maestri Profumieri. Si ripercorrerà la storia della profumeria, con particolare riferimento a Grasse (Francia), capitale della profumeria mondiale, gli strumenti e le materie aromatiche utilizzate dal Maestro Profumiere e l’utilizzo della profumo-terapia. Il seminario termina con un laboratorio sulla sensibilizzazione olfattiva attraverso il riconoscimento di alcune note aromatiche naturali che compongono un profumo. Per informazioni: www.gelateriasplash.it

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i vostri 5 sensi 65 Tocca TRA LE RIGHE Festival della piccola e media editoria indipendente IlPertini – Cinisello Balsamo (MI) Dal 22 al 24 febbraio 2013 Sono piccole, fanno budget limitati ma sono tra le realtà più vivaci del panorama culturale italiano: sono le piccole e medie case editrici, orgogliosamente artigianali o decisamente orientate alle nuove tecnologie, realizzano spesso ottimi titoli ma il più delle volte restano ai margini del mercato, dominato da pochi nomi e dai grandi circuiti di distribuzione. Tre giorni di esposizioni di libri ma anche di incontri, workshop, reading, laboratori. Molta attenzione all’editoria digitale, ma non solo. Sul fronte digitale, tra le varie iniziative, i seminari Digital reader e una postazione dedicata al servizio Media Library On line (MLOL), dotata di ebook reader a disposizione del pubblico. Al festival sarà presente anche il mondo dell’editoria che fa dell’artigianato di qualità la sua eccellenza. Per informazioni: http://festivaltralerighe.wordpress.com/

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I nostri eventi per Ascolta NOTE DI PASSAGGIO 2013 Spilamberto (MO) - Castelnuovo Rangone (MO) 17 e 24 febbraio 2013 - Ore 17 L’iniziativa attualmente unisce risorse e impegno di cinque comuni della provincia di Modena, offrendo una serie di attività: concerti, lezioni, conferenze, incontri e visite guidate rivolte ad ogni tipo di pubblico dai bambini agli anziani. Il progetto s’interfaccia con il territorio su cui interviene raccogliendo e valorizzando le peculiarità di ogni singola località e presentando ogni tipo di Musica, da Bach ai nostri giorni. Due gli interessanti appuntamenti nel mese di Febbraio: domenica 17 a Spilamberto, nella Chiesa Sant’Adriano, si esibiranno Tre grandi cameristi, Alberto Maria Ruta al violino, Vittorio Ceccanti al violoncello e Matteo Fossi al pianoforte. Domenica 24 a Castelnuovo Rangone, nella Sala delle Mura, si terrà una Lezione-concerto: “I tre stili: viaggio nella geografia sonora del XVIII secolo. Italia, Francia, Germania” con Tommaso Rossi al flauto dolce e Patrizia Varone al clavicembalo per mettere in evidenza la varietà e la ricchezza della cultura musicale del XVIII secolo. Per informazioni: www.amicidellamusica.info

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i vostri 5 sensi 65 Gusta FIERA DEL CIOCCOLATO 2013 Piazza Santa Maria Novella - FIRENZE Dall’8 al 17 febbraio 2013 La Fiera più dolce dell’anno offrirà una calda atmosfera ai propri visitatori: dieci giorni di dolce-amaro che garantiscono una pausa dalle fredde giornate invernali. Gli espositori provengono da molte parti d’Italia e d’oltre confine, artigiani cioccolatieri presenteranno i loro migliori prodotti, frutto di tradizioni ed esperienza, per allietare la vista e il palato di ogni singolo visitatore. Più di quaranta espositori per una grande varietà e per poter gustare le varie sfumature e le diverse lavorazioni di un prodotto unico. Sul sito troverete un coupon che vi permetterà di avere diritto a sconti in tutti gli stand.. Per informazioni: www.fieradelcioccolato.it

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I nostri eventi! 65 Guarda

MODIGLIANI E GLI ARTISTI DI MONTPARNASSE La Collezione Jonas Netter Palazzo Reale - Milano Dal 21 febbraio all’8 settembre 2013 Agli inizi del Novecento, nel quartiere parigino di Montparnasse abitavano e lavoravano artisti e intellettuali del calibro di Amedeo Modigliani, Chaïm Soutine, Marc Chagall ed Ernest Hemingway. Quella vibrante atmosfera rivive da febbraio a giugno a Palazzo Reale, con una serie di capolavori provenienti dalla collezione del mecenate francese Jonas Netter. Protagonista principale della mostra è proprio Modigliani, di cui sono esposti dipinti come Elvire au col blanc, Fillette en robe jaune e Portrait de Zborowski, accanto a una selezione di olii di Soutine e di altri autori dell’epoca. Per informazioni: www.comune.milano.it

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Foto di: Alessandro Pozzi

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Io Come Autore È una rivista di Ebookservice Srl Redazione-Amministrazione Direttore Responsabile: Giorgio Ginelli Responsabile Approfondimenti: Daniela Villa Grafica: Daniele Vimborsati Art Director: L@simo Via Po, 44 - 20010 Pregnana Milanese Tel. 02/93590424 - Fax 02/93595614 redazione@iocome.it Ufficio Pubblicità: Tel 02/93590424 - Fax 02/93595614 commerciale@iocome.it Si ringrazia per la collaborazione: Massimo Bernardi Linda Bertasi Paola Concilio Maria Giovanna Farina Federica Ferretti Giorgio Ginelli Gino Iacobelli Silvia Lonati Rossella Michienzi Antonella Sgueglia Giovanna Vannini

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