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Sfoderate il vostro romanzo: arriva il

concorso letterario!! ! o e d e M n o c i r ib L i e N

Concorso “nei libri con Medeo”: iscrizioni in chiusura Rinascere con la scrittura: ecco Elvira Orsini Ritrovarsi nella memoria con Jolanda Buccella Pennellate di parole: ricordi e speranze

Anno 2 N. 57 / ottobre 2012 - Periodico - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.


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sommario

autori Elvira Orsini |

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Il Crocefisso - Storia di fame e d’amicizia Jolanda Buccella |

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Fortuna, il buco delle vite

rubriche Pennellate di parole

Giovanna Vannini | 6

Informazione Letteraria |

Claudia Capogreco il Vortex |

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di Giorgio Ginelli Non solo pietre |

di Natale Barca

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L’angolo della poesia

Paola Concilio | 27 Eventi |

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a cura della redazione

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editoriale Ci sto facendo l’abitudine: qualcuno parla di qualcosa accaduto tempo fa, che siano giorni o anni poco conta, e subito nella mia testa scatta un meccanismo, curioso ma ben oliato, per cui sfoglio mentalmente un diario virtuale e mi do pace solo quando ho collocato nel tempo e nello spazio ciò di cui si parla, con un margine d’errore trascurabile. è più forte di me. La mia memoria fa a gara con gli appunti sulle agende quando si tratta di tirar fuori da qualche cassetto impolverato un ricordo, una discussione, una serata, un sorso di vino bevuto in compagnia. E raramente sbaglia. Ma non provate a chiedermi il numero di telefono di casa mia: credo che nemmeno sotto tortura riuscirei a memorizzarlo. La mia testa funziona così: efficientissima quando si tratta di richiamare parti di vita, identica a quella di un pesce rosso con numeri e dati. In questo numero di Io Come Autore la memoria s’insinua in ogni pagina: quella quasi proustiana nelle Pennellate di Parole, che da un’immagine richiama ricordi di tempi passati e plasma speranze per il futuro; quella rigorosa della storia, ricostruita e interpretata attraverso le tracce, che non sono “solo vecchie pietre”, lasciate da civiltà scomparse; o quella che serve per ritrovarsi, ripercorrendo strade e scelte tortuose che hanno portato al presente e che vanno rilette per trovare una nuova consapevolezza di sé, come nel romanzo di una delle autrici che presentiamo. Ci auguriamo che questo giro tra le memorie possa stimolare la vostra, in qualunque modo essa funzioni... e se i risultati non dovessero essere eccellenti, non preoccupatevi: i nostri arretrati sono sempre online per un ripasso! Daniela Villa

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Concorso letterario dizione Prima e

Medeo Social Network della Cultura, con il patrocinio di Fondazione Per Leggere – Biblioteche Sud Ovest Milano – e Diamond Editrice, indice la prima edizione del CONCORSO LETTERARIO NEI LIBRI CON MEDEO riservato ai romanzi inediti. Opere ammesse:

• Romanzi inediti, di autori italiani o stranieri maggiori di 18 anni, scritti in italiano, liberi da diritti, non pubblicati in nessuna forma da alcuna società editoriale o di self publishing; • Alla categoria “Medeo Young” potranno essere ammessi gli autori di età compresa tra i 18 e i 26 anni (farà fede l’età compiuta al momento dell’invio del materiale); • Alla categoria “Medeo Senior” potranno essere ammessi gli autori di età superiore ai 26 anni (farà fede l’età compiuta al momento dell’invio del materiale).

Come partecipare:

• Inviare via mail a concorso@medeo.it la propria candidatura (vedi domanda di iscrizione) corredata di biografia dell’autore (800/1000 battute max), sinossi dell’opera (800/1000 battute max), file in formato rtf e pdf delle prime 40 cartelle* del romanzo e indicando a quale delle due categorie si intende iscriversi. Non saranno accettati testi manoscritti o dattiloscritti. I partecipanti, sottoscrivendo la domanda di partecipazione, si assumono la piena responsabilità della natura inedita, non diffamatoria, non oscena né frutto di plagio della propria opera. Non sono previste quote di iscrizione. Per tutto lo svolgimento del concorso tutti i lettori potranno segnalare eventuali non conformità delle opere partecipanti e l’organizzazione, valutate le segnalazioni, si riserva il diritto di eliminare dal concorso i romanzi considerati non conformi alle suddette richieste; • Iscriversi al social network www.medeo.it con i dati corrispondenti a quelli indicati nella domanda di partecipazione; • I partecipanti dovranno inviare il materiale richiesto e aver sottoscritto l’iscrizione al social network www.medeo.it entro il 31.10.2012. Gli autori ammessi riceveranno un’apposita email di conferma entro il 12.11.2012. *Cartella: ogni cartella deve essere composta indicativamente di 30 righe di 60 battute circa, per un massimo di 2000 battute a cartella, spazi vuoti compresi.

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” o e d e M n “Nei libri co

Come avvengono le votazioni:

• Dal 15.11.2012 nella sezione Sondaggi del sito www.medeo.it saranno disponibili i due elenchi (uno per categoria) degli autori partecipanti nonché le prime 40 cartelle dei relativi romanzi. Gli utenti del social network Medeo potranno leggere gli estratti delle opere e saranno liberi di dare il proprio voto (un voto a utente per ciascuna categoria, per un massimo di due voti a utente) all’estratto preferito. • Solo gli autori dei libri che per ogni categoria avranno ricevuto almeno 250 voti entro il 31.01.2013 (o comunque dei primi 15 libri più votati entro la stessa data) passeranno alla seconda fase del concorso. Entro il 04.02.2013, su segnalazione della redazione, gli autori contattati dovranno inviare in redazione il romanzo per intero (sempre in formato rtf e pdf), che non verrà pubblicato in alcun caso ma solo esaminato dalla giuria. In questa seconda fase una giuria qualificata, con giurati selezionati da Fondazione Per Leggere e Diamond Editrice, leggerà per intero le opere ammesse alla seconda fase e decreterà un vincitore per ciascuna categoria. Il romanzo primo classificato per ciascuna categoria verrà pubblicato in formato eBook da Diamond Editrice nel corso del 2013. • La premiazione ufficiale si svolgerà nel mese di marzo 2013, data e luogo da definirsi.

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pennellate di parole “Scae e scaete…” Centellinando i pensieri lo sguardo mi cadde sulla ribaltina del trumeau, dove una foto in cornice d’argento lavorata a sbalzo, ritraeva i miei genitori a Venezia. Rammentai con quanta segretezza mia madre avesse confezionato quel viaggio, regalo di compleanno per i sessant’anni del babbo. Tre giorni, tra calle, campielli e ponti veneziani, organizzati dalla mamma nei minimi dettagli; biglietti ferroviari di prima classe, soggiorno in una pensione al terzo piano di un antico palazzo, un po’ fuori dai soliti circuiti turistici. Dulcis in fundo il pranzo di compleanno del babbo, prenotato sull’Isola di Burano, in un tipico ristorantino di quelli che costeggiano il canale. Il babbo non era per le improvvisate, specialmente di quel genere, ma piacevolmente si lasciò condurre dalla mamma tra “scae e scaete”, tra canali e fondamenta della magica città lagunare, traghettandosi interessato da un’isola all’altra, scoprendo un modo nuovo di intendere e trascorrere il tempo libero. Per mia madre fu un successo. Lei che con la mente e con l’anima sempre viaggiava. Riposi la foto, e con gli occhi ancora immersi nei volti sorridenti dei miei, rimasi ad augurarmi di condividere un giorno con un qualcuno ancora da trovare, identiche emozioni...



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Giovanna Vannini

Giovanna è nata a Firenze e residente a Montespertoli, dopo una partecipazione ad un antologia, ha intrapreso l’attività di scrittrice e recensore. Qui la conoscerete grazie alla capacità di interpretare a suo modo molti capolavori di varie correnti artistiche.


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John Singer Sargent, Strada in Venezia 1882

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Autrice

il , a t i c s a in r e m La scrittura co unto di par tenza p e m o c o d r o ric Conosciamo Elvira Orsini con il suo romanzo d’esordio Cosa ti ha portato a scrivere? Per me scrivere significa mettere sulla carta uno stato d’animo. Ho iniziato circa 15 anni fa, quando il bisogno di vivere una sorta di vita parallela, di fuggire da una quotidianità a tratti insopportabile è diventato irrefrenabile. Per tanto tempo non mi sono mai chiesta perché, invece di parlare con un’amica, passassi le notti a picchiettare sui tasti. È stato come rinascere, non lo so spiegare. Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? Il titolo del mio primo romanzo è “Il Crocefisso - Storia di fame e d’amicizia”, edito da Laura Capone Editore, Milano, copyright 2011. È il primo libro che pubblico, ma non il primo che scrivo. Proprio con questo testo, a cui ho iniziato a lavorare circa 10 anni fa, ho scoperto fino a che punto la scrittura fosse diventata fondamentale per me. Avevo perso all’improvviso una persona cara e stavo rielaborando un dolore profondo. Così, traendo ispirazione da un mondo che conosco molto bene, ho iniziato un percorso che mi ha regalato la gioia di costruire una storia semplice, popolata di personaggi nei quali chiunque può ritrovarsi, indipendentemente dal periodo

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storico o dalla condizione sociale cui appartiene. Il Crocefisso, che nella storia ha un ruolo centrale, non ha una vera valenza religiosa, come può essere inteso nel senso più tradizionale; esso rappresenta la forza che abbiamo in noi, l’amore che dovrebbe guidarci e darci conforto. I bambini protagonisti dell’opera, in virtù del tempo loro concesso, riescono a vedere con occhi puri oltre quelle simbologie coniate per le false esigenze dell’uomo. Ecco allora che, per i due piccoli, il Crocefisso assume un valore profondo che per tutta la loro vita costituirà un rifugio dove riparare, qualcosa da non rinnegare mai. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidata a un agente letterario? Descrivi il tuo percorso per arrivare alla pubblicazione. Non mi sono affidata ad un


agente letterario, perché non avevo mai pensato di pubblicare. Sebbene il mondo dell’editoria non sia dei più accessibili, l’incontro con il mio editore (Laura Capone Editore) è stato semplicissimo. Stavo curiosando in Internet quando per caso mi sono imbattuta in questa giovane casa editrice, che dichiarava apertamente di essere all’inizio della sua avventura e non prometteva miracoli, ma che avrebbe lavorato seriamente nell’ambito delle sue possibilità. Tra tanti editori a pagamento (naturalmente la Laura Capone Editore non lo è) e tanti che promettono mari e monti, questa casa editrice mi ha colpita. L’ho contattata e vi ho trovato un mondo di gente seria che agisce con trasparenza e correttezza. Sono molto felice di aver pubblicato con loro. Come nascono i tuoi libri? Quando scrivo, parlo di sentimenti comuni a tutti. Ci tengo però a sottolineare che “Il Crocefisso” non è un romanzo autobiografico, anche se ho preso spunto da figure realmente esistite per creare la storia, partendo da una realtà a me conosciuta e familiare. Non importa se i vari Giovanni o Maria - alcuni “miei” personaggi - siano davvero esistiti, con le loro mancanze e le loro virtù. Io desideravo semplicemente far rivivere un mondo non certo facile, che ho addirittura esasperato per rendere ancor più evidenti quei valori che oggi, troppo spesso, non sappiamo ritrovare, né tanto meno ap-

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Elvira Orsini

prezzare. La complicità dei due bambini protagonisti, quel loro “non avere” e “non chiedere”, la capacità di vivere appieno, nel senso vero della parola, quanto la vita sapeva donar loro, che agli occhi dei più era una miseria ma diventava un tesoro per il loro piccolo cuore; ecco, tutto ciò rendeva partecipe anche me. Scrivendo, pagina dopo pagina, mi sentivo come arricchita, non saprei spiegare perché, le emozioni si possono solo trasmettere ed io spero di averlo fatto! Come la sensazione di terra bagnata di pioggia, di fronde mosse dal vento, di fantasia che corre dove noi vogliamo... per gioia... o nostalgia. Come ti descriveresti? Sono una persona abbastanza introversa ma non scontrosa, semplicemente non amo apparire e manifestare le mie emozio-

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Elvira Orsini ni; mi si creda, appena il libro è stato pubblicato non è stato semplice, per me, gestire la nuova situazione. Poi tutto si è rivelato meraviglioso, un’esperienza unica. Come ciliegina sulla torta, la Provincia di Perugia, ritenendo “Il Crocefisso - Storia di fame e d’amicizia” un testo dal forte valore socio-culturale, proprio per gli argomenti in esso trattati, ha concesso il Patrocinio all’opera, il che è stato per me, ovviamente, un grande onore. Inoltre, vorrei segnalare che in data 26 Maggio 2012, in occasione dell’inaugurazione della “Biblioteca Internazionale - Lingue e letterature del mondo”, facente parte del progetto “Biblioteche dei libri salvati”, sono stata invitata a Bettona (PG) per intervenire alla presentazione ufficiale del libro. Il tuo motto personale? Vivi per… Non ho un motto personale, ma VIVO PER… difendere i deboli! Nel mio caso si tratta degli animali, che amo ed aiuto come posso, quotidianamente ed instancabilmente. Nel video promozionale realizzato per “Il Crocefisso” (facilmente reperibile su YouTube digitando il titolo completo del libro nella barra di ricerca) in cui sono evidenziati i punti salienti del romanzo, la vera protagonista è la mia splendida Lara, compagna di vita a quattro zampe che mi ha lasciata di recente, essendo ormai vecchina e stanca. Ancora adesso è come se non se ne fosse mai andata, gli anni che

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abbiamo passato insieme sono un ricordo indelebile d’amore reciproco che nessuno, mai, potrà cancellare. Guardo il video ed il mio dolore si attenua un po’. Solo chi ama gli animali, o quanto meno ha del rispetto per loro, saprà capire. Perché dovrei acquistare il tuo libro? Perché dovresti comprare il mio libro? Proverò a spiegartelo: in un mondo dove è più importante apparire che essere, dove fare la velina è la massima ambizione di molte ragazze, dove la bellezza sembra essere di fondamentale importanza e per denaro non si guarda più in faccia a nessuno, “Il Crocefisso” aiuta a comprendere quali siano i veri valori della vita; che in un corpo imperfetto può nascondersi un tesoro, che sbagliare appartiene ad ognuno di noi, ma ci si può riscattare, quando lo si vuole. Ma soprattutto che se sappiamo apprezzare quanto abbiamo, possiamo ancora essere felici, pur non avendo molto, proprio come i due bambini protagonisti dimostrano continuamente, anche con le loro scarpe rigide e scomode come tavolette, delle tavolette gialle! ●


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e m a f i d a i Stor a i z i c i m a ’ ed

Il crocefisso Storia di fame e d’amicizia Autore: Elvira Orsini Editore: Laura Capone Editore Anno: 2011 PAGINE: 158 ISBN cartaceo: 9788897226154 PREZZO cartaceo: € 10,00 ISBN eBook: 9788897226178 PREZZO eBook: € 2,99 Estratto dal libro “[…] Il mio universo s’era ricomposto e non c’era niente, in quel momento, che non fosse superfluo. Non eravamo più i bambini d’un tempo, ma l’amore che ci legava era lo stesso, inossidabile come l’acciaio. Mi sentivo forte, inespugnabile nella mia roccaforte fatta di presunzione, vegliata da quel Padreterno con cui spesso venivo ai ferri corti, ma che non rinnegavo mai. Mi sentivo forte, perché sapevano ancora bastarmi le tavolette gialle. […]”

Luisa è una donna che ripercorre il proprio passato doloroso per affrontare il presente, in un momento in cui è sopraffatta dalla paura. Paura di perdere sua figlia, in procinto di andare a studiare fuori, in un’altra città, dove le distanze saranno accentuate; paura di vederla allontanarsi definitivamente dietro un muro troppo alto, costruito su incomprensioni e frasi non dette. La donna racconta con freschezza linguistica e dettagliata minuzia la propria vita, partendo dai vividi ricordi dell’infanzia trascorsa in un paese umbro con le sue tante vicende semplici ed umane, con i suoi scorci campestri, ed i suoi inossidabili valori. Tra qualche rimpianto, tra lacrime e sorrisi, Luisa cerca di guadagnarsi così una possibilità di riscatto, per potersi sentire una donna ed una madre migliore. http://www.lauracaponeeditore.com/ index.php?link=12&idBook=18 www.facebook.com/pages/IL-CROCEFISSO-Storia-di-fame-e-damicizia-diElvira-Orsini/207257972683853

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Consigliato da Per conoscere l’amore a volte è necessario inventarlo Al suo esordio Sara De Bartolo, scrittrice calabrese, propone una storia avvincente e carica di emozioni, che coinvolge il lettore portandolo alla scoperta di passioni travolgenti. Il romanzo “La voce del silenzio” è una riflessione attenta sulle diverse forme che l’amore può assumere nella vita di ognuno di noi. Il racconto, dal linguaggio semplice e diretto, mostra come, spesso, tale sentimento universale non è facile da incontrare, provare e coltivare. Quello che la De Bartolo propone è un viaggio estremamente accurato alla scoperta di un sentimento intimo, profondo e autentico, l’unico che può produrre quella naturale fusione di due individui, trasformandoli in un’unità. Il protagonista della storia è Giuliano de Sisci, un famoso compositore e maestro d’orchestra, da sempre tormentato dal buio che sovrasta la sua anima. Non riesce a trovare pace nella musica, nel successo raggiunto con sacrificio e neanche nella nascita del figlio, Mirko, che tuttavia ha alleggerito il peso di un matrimonio, ormai privo di passione, con la moglie Cecilia. Giuliano è un uomo che inventa l’amore, quello che non ha mai ricevuto nella sua vita; costruisce un

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La Bottega Editoriale Un’Agenzia letteraria che offre servizi per l’editoria, la comunicazione e il giornalismo. Supporta gli autori per approdare alla pubblicazione (attraverso la valutazione degli inediti, l’editing, la rappresentanza presso gli editori, ecc.) e alla sua successiva diffusione (attraverso il marketing editoriale: promozione stampa, organizzazioni di eventi letterari, ecc.). Collabora, inoltre, con le case editrici nell’affrontare i serrati ritmi del mercato editoriale. È anche editore di due riviste on-line: Bottega Scriptamanent e Direfarescrivere, mensili dedicati a recensioni librarie, articoli e approfondimenti culturali e di attualità. In Un libro da raccontare diamo spazio ai migliori libri scelti per Io come autore. Il direttore di, La Bottega Editoriale è il giornalista e saggista Fulvio Mazza.


io z n e il s l e d e c o v La rifugio immaginario, un’isola su cui approda ogni volta che si sente soffocato dalla realtà, una privata difesa contro un fato che non gli ha mai concesso l’affetto tanto sperato. Da lungo tempo ormai solo il silenzio, suo intimo e unico amico, è in grado di consolarlo e di accogliere lo sfogo verso quell’infelicità nascosta e mai mostrata. Fino al momento in cui quello che si è solo osato immaginare diventa realtà e ci si accorge che un destino, dapprima avverso, devia il suo corso e si incanala verso qualcosa che è troppo forte per essere ostacolato: il grande amore. Diverse sono le storie che s’intrecciano in questo racconto rivelando legami inaspettati; per comprenderli bisogna lasciarsi trasportare dal testo che solo alla fine svela tutti i retroscena. Sarà Mirko a indagare sul misterioso passato del padre, con l’aiuto di Carmen Ileru, una giovane investigatrice che, grazie al ritrovamento di un ciondolo d’oro a forma di mezzaluna, arriverà a capo delle vicende. Da questo rinvenimento casuale partiranno le indagini, che consentiranno ai due ragazzi di ricostruire un pezzo delle loro esistenze, che scopriranno essere, inaspettatamente, intrecciate.

Titolo: La voce del silenzio Autore: Sara de bartolo Editore: citta’ del sole edizioni Anno di pubblicazione: 2011 Isbn: 9788873514312 Pagine: 224 Prezzo: € 13

Claudia Capogreco

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Autrice

Jolanda Buccella

Un viaggio nel tempo e nella memoria per ritrovarsi: ecco il romanzo di Jolanda Buccella Cosa ti ha portato a scrivere? Scrivo da quando ho imparato a farlo grazie alla mia amatissima maestra delle scuole elementari la signorina Lucia che purtroppo ora non c’è più. Scrivere mi ha sempre dato un profondo senso di libertà, è meraviglioso plasmare un personaggio regalargli un nome, un volto, un carattere ben delineato e farlo vivere nel luogo che si preferisce, una località esotica, una grande e affollata metropoli del mondo o un posto ancora inesplorato e selvaggio.

For tuna, il buco delle vite Il romanzo narra la complicata storia di una quarantenne che per amore ha lasciato l’Italia e si è trasferita con il suo compagno, un affascinante medico dal passato tormentato, in Ruanda a pochi giorni dall’inizio del genocidio dei Tutsi del 1994. Le intricate vicende del destino la porteranno a vivere i suoi ultimi giorni in prigione e quando verrà decisa la sua condanna a morte, la donna ripercorrerà il lungo e tortuoso cammino delle sue vite passate. Perché Fortuna in realtà non è il suo vero nome, prima ha prestato il suo volto e le sue emozioni ad altre due donne. Così all’improvviso la sua memoria la riporta in dietro di molti anni, alle Quattrovie, il paesino del profondo sud dell’Italia dove è nata un lontano mese di giugno degli anni Cinquanta. Ora è di nuovo J. Rizzutelli, la bambina con i capelli rossi come l’inferno e una brutta malformazione alla colonna vertebrale che tutti, per ignoranza, chiamavano il buco della vita. Vive ancora nella casa del portone verde e accanto a lei c’è l’amatissima nonna Umberta Prima, l’unica persona che la incoraggiava continuamente a superare i suoi limiti e a lottare per la sua felicità. Umberta era tutto il suo mondo, con lei viveva un rapporto simbiotico e il dolore mostruoso che ha provato, quando l’ha persa per sempre è ancora così vivo e radica-

Sul sito della casa editrice www.ciessedizioni.it


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to nella sua anima. Non deve sprecare gli ultimi preziosi secondi della sua esistenza, lasciandosi trasportare dalla disperazione per quel lutto che non ha mai avuto il coraggio di dimenticare, così ripone ancora una volta la piccola J. in un angolino nascosto della sua memoria e si rifugia in Piccoletta, la povera barbona che per dieci lunghissimi anni ha cercato di resistere alla fame e al freddo degli inverni romani più rigidi, soltanto per poter arrivare a quell’appuntamento che è fondamentale nella vita di tutte le donne. L’appuntamento con l’amore, che ha gli occhi profondi e lucenti come due olive nere di Nadir, un medico ruandese che è stato costretto all’esilio, per non soccombere al regime che ormai da anni stritola il suo Paese. In un primo momento il rapporto tra Nadir e Piccoletta non è per niente facile, la donna dopo aver vissuto a lungo per strada e sperimentato quanto possa essere grande l’indifferenza e la ferocia umana, non riesce più a fidarsi di nessuno. Ma il dottore con una pazienza certosina riesce a conquistare la sua amicizia e a entrare lentamente nel suo cuore. Poco alla volta la donna trova la forza per raccontargli del terribile rapporto che da bambina aveva avuto con sua madre Anita, una bellissima ex ballerina classica che non aveva mai accettato la sua disabilità, della disperazione della sua adolescenza divisa tra un digiuno che l’aveva quasi portata alla morte e delle abbuffate senza controllo che avevano rischiato di farla esplodere e persino di come era arrivata a ridursi a quella vita di stenti e privazioni per strada. Quando anche Nadir avrà il co-

raggio di parlare del suo passato ruandese, degli anni che ha trascorso in carcere e del suo lungo esilio in Italia, il rapporto tra i due subirà una completa evoluzione… e Piccoletta avrà la possibilità di rinascere ancora e di diventare Fortuna, l’unica donna che forse avrebbe sempre voluto essere.

fortuna, il buco delle vite Autore: jolanda buccella Editore: ciesse Edizioni Anno: 2012 Pagine: 592 ISBN cartaceo: 9788866600442 Prezzo cartaceo: € 22.00 ISBN cartaceo: 978886600459 Prezzo cartaceo: € 8.00

potrete trovare le prime venti pagine da leggere http://www.ciessedizioni.it/fortuna/

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Autrice

Jolanda Buccella

Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? Ho cominciato a scrivere Fortuna, il buco delle vite nel luglio del 2007, all’inizio erano soltanto un mucchietto di pensieri confusi gettati su un foglio immacolato poi ha preso forma, si è evoluto ed è diventato un romanzo di 592 pagine tutte da leggere con il fiato sospeso fino alla fine. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidato ad un agente letterario? Descrivi il tuo percorso per arrivare alla pubblicazione. Non è stato affatto facile trovare qualcuno che credesse nella forza emotiva del mio romanzo, sono un signor nessuno perciò prima di arrivare alla pubblica-

zione ho dovuto penare, poi finalmente nel dicembre del 2011 ho scoperto per caso la Ciesse edizioni di Carlo Santi ho mandato il manoscritto e il 12 marzo del 2012 è arrivata la tanto agognata proposta editoriale, quando ho aperto la mail e ho letto che erano interessati alla mia Fortuna sono quasi impazzita dalla gioia. Come nascono i tuoi libri? Fortuna è il mio primo romanzo ed è nato per caso. Spero che accada così anche per i miei prossimi libri, lascio fare alla spontaneità della mia immaginazione. Voglio che sia sempre libera di creare ciò che desidera senza alcuna imposizione da parte della mia volontà. Come ti descriveresti? Sono una donna che vive di forti passioni, credo che la vita senza passioni sarebbe soltanto un passaggio inutile su questa Terra, ho un caratteraccio lunatico e a volte anche un tantino acido, quando non mi fido mi chiudo a riccio ma a chi riesce a conquistare la mia fiducia sono disposta a regalare un pezzo importante del mio cuore. Il tuo motto personale? NON ABBIATE PAURA!!!


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In realtà è il motto di Karol Wojtyla un uomo meraviglioso che ho amato e che amerò per sempre ma è diventato anche un po’ mio da quando i nostri percorsi si sono incrociati. Ogni tanto quando ho timore di qualcosa o sono un po’ giù di morale lo ripeto più volte ad alta voce e va subito meglio. Vivi per… Vivo per la mia famiglia, vorrei regalare ai miei genitori tante soddisfazioni per ripagarli almeno in parte degli innumerevoli sacrifici che hanno fatto per me, senza di loro io non sarei niente. Vivo per la scrittura, vivo per la speranza di conoscere un uomo buono e generoso che sappia amarmi semplicemente per quella che sono e vivo per il Milan... la mia passione più grande dopo la scrittura. Perché dovrei acquistare la tua opera? Perché credo di aver dato vita a una bella storia che non ha niente da invidiare a quelle scritte dagli esordienti che pubblicano Mondadori o Einaudi. Tutte le persone che l’hanno già letto mi hanno detto che sono riuscita a farle emozionare e riflettere, proprio quello che speravo di fare mentre trascorrevo le mie giornate a scrivere davanti al pc.


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il vortex

Lezione di Scienze Il nuovo prof di scienze non sapeva dov’era la fregatura, ma di sicuro l’avrebbe scoperto entro la mattinata. Quando aveva accettato l’incarico e aveva messo la spunta sulla casella “accetti di insegnare nelle nuove colonie” non si era aspettato certo di finire in quel buco. Quella gente era maleducata, ignorante, puzzava e per di più non avevano delle attrezzature all’altezza della situazione. Non capiva cosa fossero venuti a fare in quel luogo, e forse non capiva nemmeno cosa ci facesse lui. Ma tant’è… Erano molte le ragioni perché uno finiva a insegnare nelle colonie. L’aspetto della tecnologia non era secondario. Almeno per lui, che era abituato a coinvolgere i suoi studenti in modo diretto e immergerli in esperienze simulate che rasentavano il fantastico. Oggi parliamo di vulcani, e zap! dentro una caldera. Il ciclo del carbonio, e plop! ecco una proiezione tridimensionale dalla fotosintesi alla respirazione, nella quale alcuni studenti assumevano il ruolo di fotoni provenienti dal sole, altri di molecole di anidride carbo-

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Una porta che doveva essere spinta o tirata… Forse era una delle poche volte che ne vedeva una nella sua vita, in quanto da secoli venivano usate barriere a energia... Xxxxxxxxxxxxx Xxxxxxxx


di Giorgio Ginelli nica, alcuni di acqua e altri ancora di glucosio, mentre l’aula si era trasformata in un verde tappeto di clorofilla; e in quel momento gli studenti erano i fotoni e le molecole. Insomma: per lui fare lezione era immergersi con gli studenti all’interno dell’esperienza. Ma quello che ora vedeva davanti a sé era una distesa di corpi emaciati, accovacciati in banchi sgangherati, con sguardi tra l’ostile e l’ansioso, che aspettavano di capire come comportarsi con lui. Ma soprattutto l’aula era spoglia, con i muri scrostati e nessuna struttura di quelle che normalmente lui utilizzava per amplificare le sue proiezioni mentali. Fece un profondo respiro, trattenendosi dal buttare fuori tutto il fiato di colpo, e fece segno a quello più vicino alla porta di alzarsi per chiuderla. Una porta che doveva essere spinta o tirata… Forse era una delle poche volte che ne vedeva una nella sua vita, in quanto da secoli venivano usate barriere a energia per separare e chiudere i locali. Fermo appena dopo aver varcato la soglia della stanza, fece girare rapidamente lo sguardo intorno per valutare l’attrezzatura di cui l’aula era dotata: due scrivanie affiancate fra loro, sulle quali trovavano posto delle strutture appoggiate sul piano e dalle quali partivano dei cavi che si spandevano in differenti direzioni. Alcuni collegavano altri oggetti che stavano su una delle scrivanie, mentre altri scendevano sotto il piano per poi risalire attraversando la parete vicina a un pannello bianco www.iocome.it

che ricopriva una buona porzione della parete stessa. Poco distante, agganciato a una struttura fissata al soffitto, pendeva un dispositivo con una lente puntata verso il grande pannello bianco. Altri cavi sparivano nei muri attraverso piastre dove erano fissati un certo tipo di connettori che aveva potuto vedere solo nei musei, nelle teche dove si tenevano i cimeli degli albori della prima rivoluzione tecnologica. In qualche modo, dunque, tutti quei dispositivi erano collegati fra loro; doveva solo capire quali erano le connessioni principali e quale dei dispositivi era quello che azionava tutto il sistema. Nel silenzio generale della classe si avvicinò a sbirciare tutto l’insieme. Da giovane aveva avuto modo di utilizzare delle vecchie strutture simili a quelle, più che altro per ragioni di curiosità, non certo per praticità. Fu grato della sua giovanile curiosità. Le loro strutture moderne non avevano certo bisogno di essere attivare, nemmeno con i comandi vocali. Semplicemente, se chi doveva utilizzarle si avvicinava, loro si animavano e tutto procedeva attraverso semplici comandi mentali. Come è normale che sia un sistema: se devo alzare un arto per aprire uno sportello, mica devo pensare consciamente di mettere in modo la dozzina di muscoli coinvolti e di ruotare dei gradi necessari le relative articolazioni. Fa tutto il sistema nervoso senza che uno ne sia cosciente. E così è per tutte le attrezzature che si devono usare per svolgere qualsiasi tipo di lavoro. Ma lì non sarebbe stato così; siamo

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nelle colonie, si disse il prof. È per questa ragione che gli indigeni non sono ancora in grado di essere utilizzati nella società moderna. La loro integrazione deve avvenire per gradi, a partire dall’istruzione. La scuola su quella sperduta colonia era ancora a livelli che potevano essere definiti preistorici. Si doveva agire per gradi, migliorando pian piano lo stadio raggiunto con le loro sole forze e integrandolo a poco a poco con la nuova tecnologia. Non si poteva dare loro tutta la conoscenza in una sola volta; il progetto sarebbe durato qualche generazione. Diede un’ultimo sguardo sconsolato all’insieme delle attrezzature e allungò un arto verso quello che ricordava essere il pulsante di accensione dell’unità centrale di

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di Giorgio Ginelli

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il vortex

quel sistema. Con un altro arto impugnò un oggetto dotato di tanti piccoli tasti appoggiato sul piano della scrivania e lo punto verso il dispositivo agganciato al soffitto, che sembrava un’antico proiettore di un paio di secoli prima. Usò gli altri due arti superiori per avvicinare la poltroncina e sedersi, in attesa che il sistema si avviasse. Arrotolò la coda sotto la scrivania, ma non poté evitare che le ultime vertebre caudali spuntassero fuori. I terrestri, intanto, continuavano a guardarlo intimoriti. Il nuovo prof di scienze si chiedeva quanto sarebbe durato il loro atteggiamento mite e sottomesso. Sperava il più a lungo possibile, perché la puzza della loro paura per adesso era ancora sopportabile. ●

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Concorso letterario Prima edizione

“Nei libri con Medeo” Concorso letterario riservato ai romanzi inediti a votare saranno gli utenti del social network Medeo!

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Iscriviti al social network per la cultura Medeo.it e manda il modulo di iscrizione entro il 31.10.2012. Se hai meno di 26 anni potrai partecipare nella categoria Medeo Young, altrimenti iscriviti alla categoria Medeo Senior.

Il primo classificato in ogni categoria sarà pubblicato da Diamond Editrice! Sei un lettore?

Iscriviti al social network per la cultura Medeo.it e potrai leggere e votare gli estratti dei romanzi in concorso. I più votati dagli utenti del social network arriveranno alla fase conclusiva del concorso in cui una giuria decreterà il vincitore per ogni categoria.

Scopri Medeo.it, il social network per la cultura, iscriviti al concorso Nei libri con Medeo. La partecipazione è gratuita!

Affrettati, le iscrizioni sono aperte fino al 31 ottobre 2012!

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Il concorso è organizzato con il patrocinio di Fondazione Per Leggere - Biblioteche Sud Ovest Milano, e con la collaborazione di Diamond Editrice.

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Non solo vecchie pietre impatti che uccidono Un impatto cosmico potrebbe essere responsabile della cancellazione di un’antica civiltà. Sarebbe avvenuto intorno al 2000 a.C., scatenando un’apocalisse nello spazio fisico oggi corrispondente al sud dell’Iraq. A quei tempi, la costa settentrionale del Golfo Persico e il suo entroterra erano disseminati di città e villaggi. I loro abitanti erano per la maggior parte Sumeri e per la parte restante Accadi. I Sumeri appartenevano al ceppo linguistico indoeuropeo. Essi chiamavano il loro paese Ki-en-gi. Gli Accadi, invece, erano di stirpe semitica. Erano principalmente diffusi nel nord e nel centro dell’Iraq, e chiamavano il sud dell’Iraq Šumer (si pronuncia Shumer). Molto tempo dopo che questi popoli erano usciti di scena, Ki-en-gi/Šumer fu chiamato Mesopotamia meridionale, dal nome MESÓS POTAMÓS, “Terra fra i fiumi”, dato dai Greci alla regione percorsa dal Tigri, Mappa del Vicino Oriente Antico dall’Eufrate e dai loro affluenti. Gli archeologi hanno dimostrato che i Sumeri inventarono la scrittura cuneiforme sullo scorcio del IV millennio a.C., più o meno nello stesso periodo in cui gli Egizi inventavano la scrittura geroglifica. Da quei bravi agricoltori che erano, essi trasformarono in una campagna ben irrigata e prodiga di raccolti una regione che era da poco emersa dalle acque a causa dell’avanzamento della linea di costa. Con ogni probabilità, questo popolo era straniero, perché in depositi sottostanti alle prime testimonianze che li riguardano sono stati trovati toponimi e nomi di persona che appartengono a una lingua non indoeuropea, associati ad altre testimonianze. Le “altre testimonianze” lasciano intuire che i predecessori dei Sumeri erano già passati dalla società tribale a un’organizzazione sociale più complessa, la città-stato, governata da un re. Uno dei toponimi considerati sopra, infatti, è Eridu e identifica la città più antica del mondo e la culla della regalità mesopotamica. Per qualcuno, la zona d’origine dei Sumeri andrebbe cercata nelle regioni attorno al Mar Nero, per qualcun altro nell’altopiano iranico, se non addirittura più a est. Pure l’origine degli Accadi è incerta: sembra che questo

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impatti che uccidono. Ipotesi sul collasso di una civiltà Autore: natale barca ISBN brossura: 9788889359525 Editore: Il Ramo d’Oro Editore Anno: 2012 Pagine: 403 con illustrazioni a colori Prezzo: 16.00 € Scopri il book trailer: http://vimeo.com/29769200

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Natale Barca

Natale Barca è uno scrittore e saggista che ha al suo attivo un significativo numero di testi che trattano di storia e civiltà dei popoli antichi. Il suo campo di indagine si estende dall’Europa mediterranea al Sahara orientale e all’Asia Occidentale, in un arco di tempo che abbraccia dalla preistoria alla storia antica (www.natalebarca.it). blog: http://natalebarca.blogspot.it

popolo si sia stabilito in Mesopotamia intorno al 2600 a.C., provenendo dal Deserto Arabico o dal nord dei Monti Zagros. I Sumeri e gli Accadi erano popoli distinti, ma che appartenevano alla stessa civiltà, alla cui formazione avevano concorso alla pari. Grazie alle fonti scritte in alfabeto cuneiforme e ai ritrovamenti archeologici associati, è oggi possibile seguire l’evoluzione della Civiltà SumeroAccadica in tutte le sue fasi: Protodinastico, Impero Accadico, Dominazione Gutea, III Dinastia di Ur. Il Periodo Protodinastico vide le città-stato dei Sumeri guerreggiare fra loro per i motivi più diversi fino a quando il re di Uruk riuscì a estendere la propria sovranità a tutto il Paese di Šumer. Intorno al 2350 a.C. quel re fu definitivamente sconfitto in guerra da un altro re, che non era sumero come lui, ma accade. è allora che l’ethnos accadico divenne dominante e che il Regno di Šumer si

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Non solo vecchie pietre di Natale Barca

trasformò nel Regno di Šumer e Akkad, che aveva come capitale Akkad. Akkad, o Agade, è un sito di localizzazione incerta; secondo alcuni, andrebbe cercato vicino alla moderna città di Baghdad. Il fondatore del Regno di Šumer e Akkad si chiamava Sargon (Sargon I, Sargon Il Grande) ed era un conquistatore. Egli estese la propria sovranità a tutte le terre comprese fra le rive settentrionali del Golfo Persico, i Monti Zagros, la catena dei Tauro e il Mare Mediterraneo, pertanto non solo a tutta la Mesopotamia, ma anche alla Susiana (moderno Khuzistan), alla Siria interna e al Levante meridionale. L’insieme dei suoi domini è oggi considerato come il primo Impero Universale della Storia. L’Impero Accadico fu governato da un’unica dinastia, quella di Sargon e dei suoi discendenti. Intorno al 2150 a.C. crollò sotto l’urto di un’invasione straniera. Gli invasori provenivano dall’altopiano iranico, si chiamavano Gutei ed erano pastori nomadi. Non sapevano come si fa a governare uno Stato centralizzato e finirono per riconoscere alle città-sumere margini crescenti di autonomia. Una di quelle città era Lagash ed era governata da Gudea, un personaggio di grande spessore, pacificatore e costruttore di templi. Ad un certo momento le città sumere si ribellarono e, sotto la guida del re di Uruk, riuscirono a riconquistare la libertà. In seguito, venuta meno l’egemonia di Uruk, Ur-Nammu, re di Ur, fondò un Impero, che abbracciava la Mesopotamia meridionale e la Susiana, ma includeva nella propria sfera d’influenza anche il resto della Mesopotamia, nonché la Siria interna. Sotto i regni di Ur Nammu e dei suoi successori (III Dinastia Stendardo di Ur di Ur), la cultura dei Sumeri fu recuperata e toccò l’apice della propria traiettoria vitale, tanto che questo periodo è oggi chiamato Rinascimento Sumero. In principio l’Impero di Ur fu grande e magnifico; lo dimostrano i ruderi di molti templi e palazzi dell’Iraq meridionale, fra cui la ziqqurat (piramide a gradoni) di Ur.

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Ziqqurat di Ur

Poi andò in crisi e si contrasse via via fino a trasformarsi nel Regno di Ur, che abbracciava solo la città di Ur e il territorio circostante. Una delle cause della crisi fu la crescente infiltrazione di gruppi semitici dal nord. Per tentare di rimuoverla, uno dei sovrani di Ur fece costruire un lungo muro attraverso il bassopiano mesopotamico. Si giunse così al 2004 a.C., data tradizionalmente indicata come quella del definitivo tracollo della III Dinastia di Ur. La causa del collasso viene di solito individuata in un’invasione militare, che avrebbe portato al saccheggio e alla distruzione di Ur, e al massacro dei suoi abitanti. Recentemente questa versione dei fatti è stata messa in dubbio dalla scoperta di un’ampia depressione dai margini sopraelevati, avvenuta nel 2001 a Umm al-Binni, una località situata nell’estremo sud dell’Iraq. La struttura geologica considerata è emersa dal terreno sotto la dittatura di Saddam Hussein, in occasione del prosciugamento di una vasta palude. Secondo il suo scopritore, Sharad Master, un geologo dell’Università di Witwatersrand a Joannesburg (Sudafrica), potrebbe essere un cratere d’impatto e potrebbe essersi formata fra 4.000 e 1.000 anni fa. Da notare che la caduta di Ur è datata 2004 a.C. Non si può perciò escludere che il cratere di Umm al-Binn si sia formato negli stessi anni della caduta di Ur. In tal caso si avrebbe che la vera causa di quell’evento non sarebbe stata un’invasione militare straniera, ma andrebbe ravvisata negli effetti catastrofici dell’impatto con la superficie terrestre di un grosso meteorite. L’impatto avvenne in mare, perché allora Umm al-Binni era un punto del fondale marino nel nord del Golfo Persico; ed ebbe le stesse conseguenze meccaniche e radioattive dello scoppio di una bomba atomica. Innanzitutto vi furono forti scosse di terremoto e una tsunami; quest’ultima si riversò sulle coste della Mesopotamia meridionale, sommergendole. Intanto una enorme colonna di vapore, gas, ceneri e polveri di roccia fran-

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Non solo vecchie pietre di Natale Barca

tumata si sollevava in cielo fino a grande altezza. Nelle ore successive le polveri ricaddero al suolo, ricoprendolo come un sudario. Intanto il clima si inaridiva, la siccità trasformava i campi coltivati in distese di sabbia e la furia del vento sollevava grandi polveroni. Le polveri cadute al suolo erano radioattive; avvelenarono le acque e le piante, e uccisero gli animali e gli uomini contaminati, o li fecero ammalare gravemente. Fra le donne incinte, quelle che erano state esposte alle radiazioni partorirono creature deformi. La sopravvenuta sterilità dei campi e il peggioramento del clima rovinarono l’economia agricola. Sopravvenne così la carestia. La mancanza di cibo e le malattie indebolirono la popolazione, la quale, proprio per questo, non fu in grado di resistere efficacemente agli invasori stranieri, e ne fu travolta. Gli invasori erano gli Elamiti, nemici storici dei Sumeri. Essi calarono in massa dall’altopiano iranico insieme con i loro alleati, presero Ur e rovesciarono dal trono il sovrano locale. Ur fu saccheggiata e incendiata. Il perimento di questa città segnò la fine di un’epoca e della stessa Civiltà Sumero-Accadica. Cratere di Umm al Binni è bene sottolineare che non possiamo immagine GoogleHeart dire che tutto questo è accaduto veramente. Al tempo stesso va notato che lo scorcio del III millennio a.C. fu connotato da una misteriosa serie di disastri anche in tutta l’area che abbraccia la regione egeo-anatolica, la Siria interna, il Levante meridionale e l’Egitto. Di queste altre catastrofi si ha un’evidenza archeologica e parla la Bibbia con riferimento all’Apocalisse di Sodoma e Gomorra. Il cratere di Umm al-Binni fa pensare che una parte della verità storica possa non essere venuta ancora a galla e che ci si possa trovare davanti a un mistero del passato che si proietta come un’ombra sull’avvenire del Pianeta. La vera causa del collasso della Civiltà Sumero-Accadica può essere stata qualcosa di imprevedibile e di sconvolgente, un evento raro, ma non unico; qualcosa di simile si era già verificato più volte: lo dimostrano i molti crateri d’impatto individuati sulla superficie terrestre. Un evento con cui l’Umanità potrebbe dovere fare i conti di nuovo e che potrebbe segnare il suo destino.

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l’angolo della poesia Cuore o Mente Com’è contorto l’essere umano: il cuore vuole una cosa e la mente un’altra. Non coincidono, non cercano un accordo, sono destinati a combattere tra loro. Una lotta continua, una lotta destinata a non finire, cuore e mente in continuo contrasto, in continuo sorpasso, una lotta che durerà fino alla fine dei giorni. O solo mente o solo cuore non può esiste, la parola pace non si conosce, l’uomo quando deciderà di esser normale e di stare in pace con se stesso?

Paola Concilio Paola Concilio nasce a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, il 10-10-1994. Da poco partecipa a concorsi letterari, vincendo già vari premi e pubblicazioni. Ha ricevuto i complimenti da parte di artisti come Mogol e Carotenuto. Oltre che alla poesia si dedica anche al giornalismo.

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I nostri eventi per

! o v i t i r e p ’a l Ascolta

APERITIVO IN CONCERTO Ritmi del nostro tempo Teatro Manzoni - MILANO

Dal 28 ottobre 2012 al 3 marzo 2013 Riparte il 28 ottobre “Aperitivo in Concerto”, la rassegna di musica di qualità che giunge alla sua ventottesima edizione. Cartellone come sempre molto ricco: dodici eventi, di cui due prime mondiali, quattro prime europee e cinque italiane. Come da tradizione, si cercherà nella molteplicità delle nuove musiche una chiave di lettura della nostra contemporaneità. Si parte con clarinettista Archie Shepp. In particolare quest’anno il cartellone sarà in larga parte dedicato a quell’afrocentrismo che ha caratterizzato gran parte della musica improvvisata afroamericana a partire dagli anni Sessanta. Un momento importante nella cultura del secolo scorso che, sin dai suoi albori, ha trovato, nella riscoperta di un antichissimo e lacerato continente, nuovi stimoli per la creatività, in Europa come nel Nuovo Mondo. Il Ventesimo secolo, in cui il jazz ha fatto da araldo e da battistrada per una riscoperta e un riconoscimento della cultura africana, ha assistito alla dilagante influenza esercitata dalle molteplici tradizioni africane, soprattutto, ma non solo, in ogni ambito musicale. Per Informazioni: www.aperitivoinconcerto.com

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MILANO BOOK FAIR Salone Internazionale del libro

Parco esposizioni Novegro - Segrate (MI)

Dal 26 al 29 ottobre 2012 Un evento innovativo e alternativo alle solite Mostre del settore: l’Organizzazione ha voluto creare una kermesse dedicata interamente al libro e alle nuove edizioni digitali, favorendo le famiglie e gli studenti. L’ingresso sarà gratuito e faciliterà il visitatore a poter visionare l’ampia vetrina editoriale e il lettore appassionato che avrà la possibilità oltre di acquistare libri attuali, di incontrare Autori, Scrittori e Personaggi della Cultura. Saranno presenti Ospiti d’Onore che ritireranno il Premio NUX alla Carriera tra cui: Daniel Maximin, Desmond O’Grady e Adrian Munteanu, Davide Capuozzo. Sono previsti dei Convegni Internazionali di altissimo livello, dalla Storia Russa a Dante Alighieri, dalle Culture Africane alla realtà della Massoneria. E poi ancora novità per le Scuole: ci sarà un contributo spese per il trasferimento in Bus navetta da/per la Fiera Internazionale del Libro di Milano; questo bonus faciliterà la visita di tutte le scuole di ordine e grado, già accreditate sul sito. La Fiera Internazionale del Libro di Milano vuole avere come suo unico protagonista “il libro”, è per questo motivo che tutte le iniziative proposte dall’organizzatore ed editori, sono orientate a facilitare e a conquistare, il dialogo con il pubblico, sia abolendo il peso di un biglietto d’ingresso, e sia istituendo un servizio di trasporto gratuito per i visitatori alla Fiera, da piazza San Babila - Milano Centro e Stazione Centrale. La Fiera del Libro apre le proprie porte agli spiriti innamorati della carta stampata, alle persone amanti della Cultura, ai giovani attratti dall’innovazione tecnologica, a chi vuole leggere bene … Per informazioni: www.milanobookfair.com

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! o i g g a i v l i i t a Gust

DETOUR Festival Internazionale del Cinema di Viaggio Cinema PORTOastra PADOVA

Dal 18 al 21 ottobre 2012 Il cinema di viaggio sarà protagonista a Padova, che sul tema inaugura il primo Festival internazionale. In programma dal 18 al 21 ottobre, Detour – Festival Internazionale del Cinema di Viaggio - punta a esplorare le mille anime del viaggiare: la scoperta e l’esplorazione, la spiritualità, storie sull’inseguimento e sull’essere seguiti. In rassegna film dei generi più diversi, dal dramma al road movie fino alla fantascienza. Tra le sezioni c’è quella di Omaggio all’autore che, come ha anticipato il direttore artistico Marco Segato, è dedicata al regista Werner Herzog. Il festival sarà occasione per presentare alcuni dei suoi film documentari ancora poco visti come “Cave of Forgotten Dreams”, documentario in 3D sulle pitture rupestri nella grotta di Chauvet.

Per informazioni: www.detourfilmfestival.com

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i vostri 5 sensi 57 ! o s s a p n u Guarda a

A UN PASSO DA DEGAS. Degas Capolavori del Museo d’Orsay”

Palazzina della Società Promotrice delle Belle Arti TORINO

Dal 18 ottobre 2012 al 27 gennaio 2013 80 opere in tutto, tra cui le celebri “Ritratto di famiglia”, “Jeantaud”, “Linet”, che confermano la collaborazione tra Parigi e il capoluogo piemontese e garantiscono scambi duraturi tra le due città. Tra le opere in esposizione, non solo quadri, ma anche disegni e sculture. Altro aspetto degno di nota, la possibilità di poter ammirare buona parte dei temi della produzione artistica: l’ambiente familiare, l’esperienza italiana, il mondo parigino degli artisti, della musica e del caffè, il paesaggio, i cavalli, le ballerine e il nudo femminile. Ad aprire la mostra due ritratti: l’Autoritratto del giovane artista e quello del nonno Hilaire de Gas. All’esperienza italiana di quegli anni si collega anche “Ritratto di famiglia” (La Famiglia Bellelli, 1858-1869), opera che solo in rarissime occasioni ha lasciato il museo parigino, anche a causa delle sue grandi dimensioni (2 x 2,5 metri). Si tratta di uno dei capolavori più conosciuti e apprezzati dell’intera opera di Degas. A questi si aggiungono molti quadri riguardanti l’attività iniziale, nella quale molta attenzione era dedicata alla copia dei grandi maestri del passato, tra cui anche Duerer, Rembrandt, Goya, mentre tra gli artisti del suo tempo guarda soprattutto a Ingres. Per informazioni: www.mostradegas.it

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82^ FIERA INTERNAZIONALE DEL TARTUFO BIANCO D’ALBA ALBA (CN)

Dal 6 ottobre al 18 novembre 2012 Kermesse prestigiosissima dedicata quest’anno al connubio tra i grandi divi del cinema e il Tuber magnatum Pico, il tartufo bianco d’Alba. Filo conduttore dell’edizione 2012 della kermesse è il rapporto tra il tartufo bianco di Alba e il mondo del cinema. Un legame iniziato nel 1949, quando il ristoratore albese Giacomo Morra viene incaricato da un ricco avvocato torinese di far avere all’attrice Rita Hayworth un tartufo di due chili. Da quel momento in poi il tartufo bianco di Alba è stato gustato e amato innumerevoli personaggi del jet-set internazionale, da Marilyn Monroe a Alfred Hitchock (che soggiornò ad Alba nel 1959), Ugo Tognazzi, Sophia Loren, Gerard Depardieu, Bruce Willis, Alain Delon, Nicole Kidman, e molti altri. Durante la fiera daranno vita a menù speciali con ricette a tema ispirate ai divi del cinema. Oltre al cinema, la Fiera ha ovviamente in agenda tutti i suoi tradizionali appuntamenti. Come i laboratori di analisi sensoriale e di cucina (con il tartufo bianco come protagonista ma anche le altre eccellenze delle Langhe, i vini e i formaggi), il Salotto dei Gusti e dei Profumi nella Piazza del Duomo (con la Nocciola piemontese Igp, il cioccolato artigianale, vini e spumanti), il Palio degli asini, il Baccanale del Tartufo (festa in costumi medievali in programma il 20 ottobre), la cerimonia folkloristica dell’investitura del Podestà, e ovviamente il Mercato mondiale del tartufo bianco d’Alba (aperto ogni sabato e domenica dalle 9 alle 20 per tutta la durata della Fiera).

Per informazioni: www.fieradeltartufo.org

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Rivista dedicata agli autori

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