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“Prima che cali il silenzio”: incontro con il “drago” ● L’Aquila e Gerusalemme: più vicine di quanto non sembri ● Prima delle Piramidi ●

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Dipinto di

Paola Blasi

55 Anno 2 N. 55 / settembre 2012 - Periodico - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

autore

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sommario

autori Annalisa Alfano |

I Figli Dell’Aquila Laura Scanu |

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Prima che cali il silenzio

rubriche

L’angolo della poesia |

di Paola Concilio

Pennellate di Parole |

di Giovanna Vannini il Vortex |

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di Giorgio Ginelli Non solo pietre |

di Natale Barca

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La Bottega Editoriale |

di Luisa De Simone

Oroscopo dell’amore |

di Federica Farini

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editoriale Pare sia successo in agosto. Non sulle nostre spiagge, non nelle città tutto sommato non proprio deserte. È successo nel Regno Unito, tra spettacoli olimpionici e celebrazioni da giubileo: l’eBook è arrivato primo. A dare il risultato della vittoria è uno dei principali store online di libri, rendendo noto che le vendite di libri digitali hanno superato quelle cartacee per 114:100. In Italia il mercato degli eBook si sta muovendo lentamente, facendo i conti con la frammentazione dei formati, le resistenze dei lettori e lo scetticismo degli editori. Ma si sta muovendo. Certo, i dati sono spesso discutibili: nazionali o no, i numeri che ci vengono proposti sono spesso troppo autoreferenziali per essere attendibili. Spesso pare che basti un parere relativamente influente o la vendita di una decina di copie per far guadagnare allo scrittore di turno un posticino nella top ten, come testimoniano gli esperimenti ormai noti di Sandrone Dazieri o i più recenti di Michela Murgia. Così come non possiamo che prendere atto del per nulla confortante fatto che nel nostro Paese circa il 41% della popolazione adulta non abbia mai usato internet e che l’istruzione nazionale passerà attraverso strumenti digitali in meno di un decennio solo grazie a un miracolo. Ma qualcosa si sta muovendo. Noi, dalle pagine della nostra rivista digitale, non possiamo che essere solidali con i focolai di rivoluzione in atto, ben consci del fatto che la strada sia ancora lunghissima e accidentata. E non possiamo che sperare che uno strumento potenzialmente così democratico come il web, in cui anche una piccola redazione come la nostra trova voce, possa effettivamente concedere spazio a chi non ha la possibilità o la volontà di rientrare all’interno di onerose logiche economiche che il mercato dell’editoria tradizionale ha nel tempo cementificato. Daniela Villa

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Rimbomba Rimbomba, rimbomba ogni rumore, lo sento e lo risento, non smette, continua, rimbomba di nuovo. La testa mi scoppia, ogni minimo rumore rimbomba. Il rumore non smette: tutto è rumore, anche una penna che scrive è rumore.

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l’angolo della poesia

Paola Concilio nasce a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, il 10-101994. Da poco partecipa a concorsi letterari, vincendo già vari premi e pubblicazioni. Ha ricevuto i complimenti da parte di artisti come Mogol e Carotenuto. Oltre che alla poesia si dedica anche al giornalismo.

Paola Concilio


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Autrice

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ono nata a Spoleto il 17 maggio del 1976. Sono cresciuta nella provincia di Napoli e da nove anni vivo a Roma. Mi sono laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Scrivere per me significa comunicare, è l’instrumentum che ho scelto, sin da quando ero bambina, per raccontare e condividere. Mi piace descrivermi come una folle sognatrice che scrive per ritornare in tempi e situazioni già vissute! Ho partecipato fin da giovanissima a numerosi concorsi e premi letterari, classificandomi quasi sempre tra i primi posti. Durante la carriera universitaria, in collaborazione con la cattedra di Pedagogia e Psicologia delle Comunicazioni di Massa, ho scritto due saggi dal titolo I Media: breve percorso sugli effetti e Pittura/A-pittura: virtualità in una nuova espressione pittorica e, in collaborazione con la cattedra di Storia del Teatro, ho scritto il saggio intitolato I balletti russi. Ho collaborato col pittore Vincenzo De Simone per la scrittura di pubblicazioni riguardanti il suo percorso artistico. Mi sono occupata della sezione arte e cultura de IL MERIDIANO, mensile di informazione che copre l’intero Agro Nolano e la Bassa Irpinia. Dopo un lustro durante il quale mi sono dedicata ad approfonditi studi sul Medioevo e dopo essere rimasta affascinata dal simbolismo e dalla storia intrisi in ogni singola costruzione del capoluogo abruzzese, ho scritto I FIGLI DELL’AQUILA, il mio primo romanzo, che è stato da subito accolto benissimo dalla casa editrice che lo ha

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poi pubblicato (ANANKE). Non mi sono affidata a un agente letterario per arrivare all’editore, ma, dopo aver selezionato cinque case editrici che ritenevo fossero in linea con le tematiche e lo stile del romanzo, le ho contattate io direttamente e ho inviato loro il manoscritto (in formato elettronico o cartaceo a seconda della procedura richiesta dalla casa). In meno di tre mesi ho ricevuto una più che positiva risposta dalla casa editrice torinese, che mi ha dato carta bianca su tutto (l’idea grafica della copertina è mia). Sulla prima pagina del mio romanzo compaiono queste scritte “Noi siamo nani seduti sulle spalle dei giganti” (Bernardo di Chartres) e la dedica “Alla mia famiglia. Ai miei amici. A tutti coloro che lottano per la libertà”. Questo romanzo è il racconto del mio viaggio nel XIII secolo che ho fatto insieme a Bonaventura Vacalebre, il protagonista del libro. Si potrebbe leggerlo per verificare se in un ennesimo testo sui Templari e sul Medioevo si possa trovare qualche nuovo spunto per identificazioni e nuove riflessioni.  ●


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Annalisa Alfano a n i t r e p o c Note di Federico II ha sempre inseguito il suo grande progetto di costruire una nuova Gerusalemme. Sorge, così, Aquila, su una pianta uguale a quella della Città Santa, anche se con i punti cardinali invertiti. Se, infatti, 66 è il numero di Gerusalemme, 99 è il numero di Aquila. Inizia, così, il viaggio di Bonaventura, giullare alla corte federiciana che diventa cavaliere templare, alla scoperta dei segreti e dei misteri che la città in costruzione nasconde. Un viaggio che lo porterà a conoscenze di un sapere ben diverso da quello al quale si è sempre dedicato. Un viaggio che lo vedrà morire in pace, entusiasta per l’elezione di Pietro da Morrone al soglio pontificio. Un viaggio che finisce e inizia il 6 aprile 2009 alle ore 03:32…

Titolo: I FIGLI DELL’AQUILA Autore: Annalisa Alfano Editore: Ananke ISBN: 9788873254317 Anno di pubblicazione: 2011 Pagine: 272

“Una morte improvvisa che porta un radicale cambiamento di vita! Una paternità che mette tutto in discussione! Un Maestro che insegna a cercare in te stesso! Una città che nasconde e rivela a chi sa leggere i suoi segreti e misteri! Un papa che abdica perché sconvolto dagli intrighi e dalla corruzione della Chiesa! Un viaggio dentro e fuori se stessi alla ricerca della Luce e dell’Armonia!”

http://annalisaalfano.wix.com/i-figli-dell-aquila

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pennellate di parole Le parve un’eternità… Si ricordò di non essersi ancora rinfrescata la faccia e lavato i denti, cosa che d’abitudine faceva subito dopo colazione. Dal cassetto del mobile del bagno prese il suo spazzolino che come pigiama, pantofole e cambio, rimaneva sempre a disposizione in casa dei suoi. Lo specchio a tutta parete sopra il lavabo, la colse impreparata. Non amava specchiarsi. Spazzolò la sana dentatura e con acqua fresca sciacquò il volto, tamponandolo poi con un asciugamano di morbida spugna, continuando a guardarsi dritta negli occhi come a volere annullarne il resto. Come si vedeva? Come sei sentiva? Che effetto le faceva pensare che tra poco più di un anno avrebbe compiuto cinquant’anni? Allora si scrutò. Negli occhi nocciola, nei tratti del volto spigolosi, vide quelli di suo padre. Scese sulla bocca ben disegnata, di rado valorizzata da glos e rossetti. Risalì sulle rughe d’espressione, che con quelle più marcate si alternavano. Qualche capello bianco si mescolava ai restanti castani, che in un taglio scalato le lambivano il collo. Un’occhiata fugace alla linea del corpo in sovrappeso di almeno quattro chili, concentrati su cosce e posteriore. Troppi i pasti fuori casa e poca attività fisica ne erano la causa. Volendo poteva rimediare. Le parve un’eternità quel tempo passato davanti alla sua immagine riflessa… 

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Giovanna Vannini

Giovanna è nata a Firenze e residente a Montespertoli, dopo una partecipazione ad un antologia, ha intrapreso l’attività di scrittrice e recensore. Qui la conoscerete grazie alla capacità di interpretare a suo modo molti capolavori di varie correnti artistiche.


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55 Giovanna Vannini

Edgar Degas, Giovane donna allo specchio, 1889 Kunsthalle, Amburgo

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Autrice Cosa ti ha portato a scrivere? “Prima che cali il silenzio” edito da Laura Capone Editore, è la mia seconda pubblicazione, la prima è stata “Laura e Cosimo” con Il Filo nel 2007. Un giorno del marzo 2003, mi sono trovata, per caso, trascinata da una cara amica, in una bellissima villa, Villa Mazzanti a Roma, con una visuale splendida sulla capitale. Pensavo di essermi iscritta ad un corso di formazione per insegnanti, e forse lo era. Mi sono trovata immersa nel verde in un interessante corso di scrittura creativa con tanto di formatori illustri quali la scrittrice Lia Levi e lo sceneggiatore Vincenzo Cerami. Lì, per la prima volta, qualcuno mi ha chiesto non solo di scrivere qualcosa ma anche di leggerlo poi ad alta voce. Scrissi un racconto “L’uomo cane” e quando la mia voce pronunciò l’ultimo punto lessi negli occhi dei presenti quello a cui ogni scrittore agogna e capii… capii che mi sarebbe piaciuto. Da allora ho scribacchiato, non sono una scrittrice molto prolifica, lo faccio solo raramente e con estrema “discrezione”. Ancora preferisco leggere... Che sia vigliaccheria? Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? Ho scritto il mio primo romanzo breve “Laura e Cosimo”, il perché l’ho scritto nella prefazione del libro che qui riporto: quando mio marito decide di imbiancare le pareti di casa, a me è affidato un compito piuttosto ingrato, cioè ricoprire il cotto del pavimento con fogli di giornale. Visto che non ne

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sono particolarmente orgogliosa o entusiasta, mi distraggo leggendo vecchi articoli (cosa che lo fa infuriare). È così che incontro Laura e Cosimo, due giovani del Sud, vittime di un amore impossibile. Non posso negare che il nome di battesimo della ragazza abbia influito ad attirare la mia attenzione e a far volare la mia penna. L’articolo riportava solo i nomi e i fatti: il boss voleva un genero d’onore e così benedisse l’omicidio. Il resto è venuto da sé. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidata ad un agente letterario? Pubblicare un libro non è sufficiente perché un pubblico lo possa leggere e gli editori con contributo non aiutano molto con la promozione così ho deciso che il mio secondo romanzo sarebbe stato edito da un Editore vero e non nego che il percorso è diverso, lungo, umiliante e difficile, poi un giorno su Facebook ho incontrato Laura Capone ed i nostri sogni si sono uniti.


Come nascono i tuoi libri? Nei miei scritti non c’è nulla di autobiografico, piccoli particolari qua e là forse, ma nient’altro. Mi piace parlare e scrivere di sentimenti, andare oltre la strada già percorsa e cercare altre verità. “Prima che cali il silenzio” è un libro che vuole entrare in un ambito difficile e doloroso, quello della pedofilia, scavare negli animi, colpirli e a volte tramortirli; cambia l’usuale prospettiva ed il lettore si trova ad affrontare un percorso mai, sicuramente, ipotizzato: è il pedofilo che si racconta all’interno della sua normalità pervasa di devianza. Quotidianità, normalità e insospettabilità tre condizioni che rendono anonimo il pedofilo, ma che ne fanno il peggiore dei carnefici. Lotta tra il bene e il male, un dolore che colpisce lo stoma-

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Laura Scanu

co… Ecco cosa deve aspettarsi il lettore nel compiere questo atto di coraggio che io gli chiedo di compiere se decide di leggere il libro. Qual è il tuo messaggio al pubblico? “Prima che cali il silenzio” nasce lontano, quando tutti parlavano dei pedofili in termini di mostro, dopodiché tutti tacevano quando il cattivo era un bravo nonno, un vicino insospettabile, un amico. Nessuno lì riusciva a darsene una spiegazione, spesso era la vittima stessa ad essere incolpata di menzogna o di cattivi comportamenti o addirittura essere vittima di ostracismo dal gruppo sociale. Allora mi son detta: - Parliamone... gridiamo la verità. Un compito arduo… non potevo sbagliare o peggio cadere nella facile trama della compartecipazione (assolutamente presente) con la vittima: non avremmo aggiunto tasselli, avrei solo percorso la strada dello sdegno... il mio intento era capire ed aiutare a capire. Non so se ci sono riuscita, alcuni mi dicono di sì... io me lo auguro perché “Prima che cali il silenzio” è un libro difficile, lo abbiamo detto ma, per sua fortuna, ha avuto il pregio di essere stato compreso dall’Associazione La caramella buona onlus che lotta fattivamente da anni contro la pedofilia, e nell’introduzione al libro, la dott.ssa Pilozzi spiega sapientemente il perché della loro collaborazione. “Prima che cali il silenzio” ha

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Autrice anche ricevuto il patrocinio della Provincia di Rieti riconoscendogli la forte valenza educativa e formativa per gli alunni delle scuole superiori. Il tuo motto personale? Il mio motto? “Io dico no quando tutti, in coro, dicono sì. Questo è il mio impegno”. Cit. Jorge Amado. Come ti descriveresti? Parlare di me? Serve al lettore? Sono una donna che spesso scrive da uomo, come mi ha appellato un mio lettore di riguardo. Amo gli uomini ed è per questo che cerco

Laura Scanu anche per loro delle motivazioni. Adoro una poesia di Trilussa, “La mosca e il ragno”, in cui ognuno di loro è croce o delizia per l’altro, secondo il diverso punto di vista. Odio chi colpisce chi non può più difendersi, chi è vinto va rispettato, mai umiliato. Sono una sognatrice, idealista e mi piace guardare lontano, anche perché ora inizio ad avere problemi a vedere da vicino e necessito di lenti. Perché dovrei acquistare il tuo libro? Per conoscere, interrogarsi e cercare di capire. ●

Sinosse

Prima che cali il silenzio Autore: Laura Scanu Editore: Laura Capone Editore ISBN: .... Anno: 2012 Formato: cartaceo ed eBook

Il “Drago”, in “Prima che cali il silenzio”, entra all’improvviso, sorprende a racconto inoltrato con una presenza discreta che non invade mai la scena. Il protagonista, padre di Anna, viene descritto come padre e marito attento ed innamorato, con il tenero ricordo di una nonna che tanto lo aveva aiutato a sopportare la tragica fine dei genitori. Lo stile narrativo è incalzante come quello di un thriller e nello stesso tempo poetico dove, nel rapido svolgersi degli eventi, quasi tra le righe, si coglie la presenza discreta, forse troppo, del “Drago” che porta il nome di una grande malattia psichica: la pedofilia (dott. Ciucci Giuliani Andrea Psicologo sessuologo). “Prima che cali il silenzio” rappresenta un’eccezione già dalle prime pagine, in quanto a parlare non è la vittima, né un familiare né un testimone oculare ma lui, il pedofilo, caratterizzato nel testo come da manuale, figura al disopra di ogni sospetto, recidiva, falsa inconsapevolezza del reato commesso, adescamento oculato, indecenti giochi di ruolo e del segreto…


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Secondo Paola Nessuno può capire il mio dolore, non c’è pace. Io amo mio marito, l’ho amato da subito e per sempre. Lo ringrazio per essersi ucciso e maledico Dio che glielo ha permesso. Come puoi amarlo dopo quello che ha fatto? Tutti me lo chiedono ed anch’io me lo chiedo tutte le notti, ma non puoi spiegare, nessuno può capire, non importa... lui era il mio mondo, era la mia vita, dal primo giorno che l’ho conosciuto. Ho creduto di poterlo avere tutto per me, per un po’ è stato anche così; all’inizio ci credeva anche lui, ci ha provato, poi ho sentito il drago tornare e divorarlo. Non sapevo che faccia avesse, era forte, imprevedibile; lui pensava non sapessi, ma io lo vedevo nei suoi occhi arrivare ed impossessarsi di lui. Un drago grande, mai visto uno così terribile, lo pervadeva tutto per lasciarlo poi lì stordito, impietrito, come svuotato ad attendere una prossima volta. Il drago è forte e non riesci a combatterlo, ti prende e ti porta via...

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il vortex

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uesto è un articolo difficile. Difficile da scrivere, intendo. Si parla di scuola e quando si deve scrivere di fatti che la riguardano bisogna agire con prudenza, in quanto si rischia di urtare la suscettibilità degli operatori del comparto scuola. Che sono molto suscettibili, per ragioni storiche e antropologiche. In più si parla di digitale, cioè delle ICT, cioè le tecnologie informatiche strettamente legate alle comunicazioni. Che è un argomento delicato già di suo, figurarsi abbinato alla scuola. Anzitutto non sarebbe nemmeno sufficiente dire “scuola”, in quanto tra i diversi ordini e gradi vi è una bella differenza. In ogni caso dev’essere chiaro che nella scuola italiana, dagli anni ’80 del XX secolo a tutt’oggi, risulta difficile identificare un percorso organico e uniforme che ha come motivo centrale l’informatica. Tanti tentativi, tanti bei progetti, sia sperimentali che ministeriali, che hanno prodotto molto in termini di risposta dell’utenza, ma che non hanno avuto la capacità di formare una solida base in grado di affrontare serenamente le nuove proposte. Parlando di utenza è necessario specificare che questa è riferita a due categorie: docenti e studenti. Se per i secondi ciò che è stato fatto può essere considerato quasi un “corpus unicum”, la stessa cosa non può essere detta per gli insegnanti. E ciò vale per tutti e tre gli ordini, dalle elementari alle superiori per intenderci. A questo proposito è bene ricordare che quando si parla degli ordini in cui è diviso il sistema istruzione, si sta parlando di tre pianeti che ruotano nello

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Ognuno ha la sua orbita, per cui albe e tramonti sono diversi ... Xxxxxxxxxxxxx Xxxxxxxx


di Giorgio Ginelli

Scuola digitale: revolution? stesso sistema planetario, ognuno con la propria orbita e le proprie caratteristiche geomorfologiche. L’unica cosa che hanno in comune è il fatto di essere dei pianeti, in qualche modo abitati da razze più o meno simili; ma ci fermiamo lì con le similitudini. Ognuno ha la sua orbita, per cui albe e tramonti sono diversi, durata del giorno e stagioni hanno anche delle belle differenze tra loro. E almeno uno dei tre ha un’orbita ellittica che lo porta quasi ai confini del sistema per farlo avvicinare solo sporadicamente agli altri due. Lo dicevo che sarebbe stato un articolo difficile da scrivere e la prima questione da chiarire per bene è che l’informatica nella scuola è entrata con più difficoltà che negli altri ambiti sociali per diverse ragioni, ma di sicuro non per la scarsa volontà dei docenti. Anzi, quella poca informatica che viene utilizzata nel comparto scuola (mi riferisco alla didattica) si basa principalmente più sulla volontà di questi docenti, che non alle politiche delle agenzie scolastiche. La mancanza di un reawww.iocome.it

le piano organico da parte del Ministero della pubblica istruzione, ha fatto sì che l’avanzamento sia avvenuto a singhiozzo. Il docente inoltre deve fare conto sulle proprie capacità (e questo sarebbe il meno) ma soprattutto sulla propria volontà per affrontare la problematica in modo produttivo. E spesso la volontà non basta. Anch’io avrei il bruciante desiderio di calcare il suolo marziano; forse ne avrei anche le capacità e di sicuro potrei investire nel progetto molto in termini di volontà, ma credo che la questione sia legata anche ad altri aspetti logistici. Un po’ come per l’informatica nella scuola, insomma. Informatica che nella didattica è presente in due modalità principali: aule attrezzate, distinte rispetto al luogo dove si fa normalmente lezione, dotate di PC collegati in rete e con il web, oppure un solo PC presente nell’aula, anche questo collegato al web, che può essere utilizzato in ogni momento della vita scolastica, indistintamente in tutte le discipline.

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il vortex Ovviamente una soluzione non compensa l’altra, ovvero sono due situazioni belle differenti. Si passa dal dover aspettare il proprio turno per l’utilizzo sporadico delle strutture informatiche con più o meno tutta la classe (non è vero: con le classi composte anche da 30 alunni, nessuno può permettersi di fare aule attrezzate con 30 computer) al poter disporre di un solo PC con il quale condurre la lezione (interattiva fin che vuoi, ma condotta da uno solo a favore degli altri che guardano). Facciamo conto che entrambe le soluzioni siano attuabili (e in alcune scuole lo sono), in ogni caso il docente deve saper gestire la situazione, e qui sta il nocciolo del problema. Dov’è la forza dell’informatica e della rivoluzione digitale, se non metto nella condizione gli insegnanti di governare il percorso? E devo smetterla di dire che gli insegnanti si devono mettere loro da soli nelle condizioni, perché ciò è impossibile. Gli insegnanti devono ricevere aiuti al pari degli studenti. Ma attenzione, perché il reale problema non può essere relegato solo alla formazione degli insegnanti all’uso degli strumenti informatici, che strumenti sono e strumenti devono rimanere. Il problema è formare una coscienza che sappia far utilizzare al meglio gli strumenti che le ICT mettono a disposizione per rendere più efficace la didattica. Continuare a insistere solo sulla fornitura di attrezzature si corre il rischio che la rivoluzione digitale sia confusa con il gadget tecnologico; e i primi ad essere esposti a questo rischio sono proprio i docenti. Più ingenui che non gli alunni. ●

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di Giorgio Ginelli tecnologia ica didatt In Italia l’investimento sulle ICT è stato indubbiamente significativo, anche se i nostri numeri a livello europeo non sono in cima alla graduatoria. In particolare negli ultimi anni si sta promuovendo un piano progressivo per integrare le tecnologie informatiche nella didattica. Nel giugno del 2012 la Regione Lombardia e il Ministero della pubblica istruzione ha pubblicato l’avviso per “la diffusione da parte delle istituzioni scolastiche e formative di azioni di innovazione tecnologica nella didattica”. In soldoni, si tratta di un bando con il quale può essere chiesto un contributo “finalizzato a sostenere l’acquisto e l’installazione, per l’avvio dell’anno scolastico 2012/2013, di attrezzature per la realizzazione di classi digitali, previste nel Piano Nazionale Scuola Digitale, per contribuire alla trasformazione degli ambienti di apprendimento, attraverso l’integrazione delle Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione (ICT)”. In questo scenario ciò che non viene tenuto in sufficiente considerazione è però il ruolo dell’insegnante, al quale viene chiesto un nuovo tipo di lavoro, per svolgere il quale è necessario un’investimento nella sua formazione e per il quale in alcuni casi è altrettanto necessario un successivo aggiornamento. Se ciò non avviene (e purtroppo siamo in questa situazione) le politiche scolastiche di cui sopra sono inefficaci.

In termini di formazione, il Politecnico di Milano da molti anni è concretamente attivo con un’offerta formativa rivolta agli insegnanti di ogni ordine e grado della scuola italiana. Il DOL è un programma dedicato alla formazione di “insegnanti esperti nell’uso delle tecnologie nella didattica”. È diventato un corso online nel 2004, dopo un’esperienza “territoriale” iniziata nel 1997. Al gennaio 2012 quasi 1500 insegnanti (da tutte le regioni d’Italia) si sono iscritti al DOL. La mission del DOL può essere così sintetizzata: consentire al docente di svolgere la propria attività didattica sfruttando al meglio ed in modo consapevole le possibilità offerte dalle tecnologie informatiche. Che non vuol dire solamente conoscere gli strumenti, ma anche e soprattutto valersi di nuovi paradigmi pedagogico-didattici che siano adatti ad una scuola (ed una società) del terzo millennio. La proposta didattica dei corsi DOL è composta da lezioni teoriche, metodologie, approfondimenti, laboratori e sperimentazioni, dibattiti e videoconferenze, il tutto articolato su più livelli. (http://www.dol.polimi.it/).

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Non solo vecchie pietre PRIMA DELLE PIRAMIDI Alle origini della Civiltà Egizia

Un’intensa attività di ricerca sul terreno, condotta sullo scorcio del Novecento da F. Wendorf e R. Schild, ha documentato la sequenza culturale del Neolitico del Sahara Orientale. Le scoperte sono avvenute nella regione di Nabta Playa, situata nel Deserto Occidentale egiziano, 800 km a sud del Cairo e 100 km a ovest di Abu Simbel. La sequenza culturale inizia nei primi millenni dell’Olocene e s’interrompe all’inizio della fase finale dell’inaridimento dell’altopiano, collocabile nel 3300/3200 a.C. Dall’esame dei ritrovamenti si è capito, o è parso di capire, che le popolazioni del Neolitico Medio e del Neolitico Recente di quella regione erano organizzate in un modo più complesso delle contemporanee società tribali avanzate; sfruttavano per l’alimentazione una varietà’ di specie non addomesticate di vegetali, fra cui alcuni cereali; allevavano bovini, caprini e ovini; tenevano in speciale considerazione l’uro (precursore del bue domestico), con implicazioni nella sfera della religione e del rituale; praticavano Nabta Playa circolo calendariale: anche un culto dell’acqua; Il circolo calendariale preistorico che segnava usavano la pietra per l’edil’appuntamento con il solstizio d’estate. ficazione di case di abitaOggi è custodito all’interno del Museo zione e di tombe sotterraNubiano di Assuan. nee; possedevano nozioni astronomiche. Il Popolo di Nabta Playa era inoltre in grado di realizzare allineamenti di pietrefitte orientati con le stelle e ha costruito il più antico orologio solare finora documentato. Al più tardi nel 3200 a.C., sarebbe emigrato, dirigendosi in parte verso il Niger, in parte verso il Nilo. Giunti nell’Alto Egitto (Valle del Nilo), i migranti si sarebbero uniti agli indigeni e avrebbero condiviso idee ed esperienze. La mescolanza fisica e l’osmosi culturale che ne derivarono avrebbero impresso una svolta e un’accelerazione al processo di ela-

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Natale Barca

Natale Barca è uno scrittore e saggista che ha al suo attivo un significativo numero di testi che trattano di storia e civiltà dei popoli antichi. Il suo campo di indagine si estende dall’Europa mediterranea al Sahara orientale, fino all’Asia occidentale, in un arco di tempo che abbraccia dalla preistoria alla storia antica (www.natalebarca.it).

borazione culturale delle comunità locali, con l’avvio dell’ultima fase della cronologia della cultura predinastica dell’Alto Egitto, chiamata Cultura di Naqada. Questo schema è ipotetico, ma sembra in grado di spiegare i principali sviluppi organizzativi maturati in quella fase culturale, come il passaggio dalla tribù al chiefdom e poi alla città-stato, governati il primo da una gerarchia raccolta intorno a un’autorità centrale, la seconda da un proto-re. Tra i principali sviluppi del Tardo Predinastico vanno anche ricordati: l’invenzione della scrittura egizia; l’intensificazione dei contatti e scambi fra comunità locali dell’Alto Egitto e del Basso Egitto (regione del Delta e Fayyum); l’intrecciarsi con le culture predinastiche egiziane di influssi culturali provenienti dal Levante meri-

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Non solo vecchie pietre di Natale Barca

dionale (in specie dal sud della Palestina), dal Deserto Libico, dal Sudan e dall’Africa Nera, nonché dal Paese di Sumer (oggi Iraq meridionale); la diffusione della Cultura di Naqada ben oltre la sua zona d’origine, sia verso nord sia verso sud; la sovrapposizione di questa cultura alla corrispondente del Basso Egitto, con la conseguente omogeneizzazione culturale delle Due Terre; la concentrazione progressiva dei proto-regni dell’Alto Egitto, con l’ascesa a una posizione egemonica della Casa Reale di Abydos; il processo di unificazione politica dell’Egitto, con la fondazione dello Stato Arcaico, forma iniziale dello Stato Faraonico. Con l’unione politica delle Due Terre si suole oggi fare coincidere la transizione dal Periodo Predinastico al Periodo Dinastico (sequenza delle trenta dinastie della compilazione di Manetone). Seguirono i regni della I e della II dinastia (chiamati collettivamente Protodinastico), e l’avvento al potere di Djoser, il fondatore della III dinastia e il costruttore del complesso della piramide più antico finora documentato, situato a Saqqara, uno dei settori della grande necropoli dell’antica città di Menfi, vicino alla moderna Il Cairo, e culminante nella famosa Piramide a GradoNabta Playa Mappa ni. L’eterna dimora di Djoser fu il primo esempio di architettura monumentale in pietra in Egitto. Esso è l’espressione di concezioni e di una tecnologia avanzate, proprie di una civiltà matura. Il Tardo Predinastico e il Protodinastico furono dunque dei periodi cruciali. è allora che si formò una delle civiltà più precoci e più’ grandi del Mondo Antico, in assoluto la civiltà più duratura che conosciamo (esistette per 3.700 anni!) e una delle più dense di risultati. Sfortunatamente il tema delle origini dell’Egitto - inteso come la formazione della Civiltà Egizia - non è molto presente nella letteratura egittologica italiana. Le fonti in materia sono meno delle dita di una mano. Si tratta del catalogo di una mostra archeologica (Tiradritti F.

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& Donadoni Roveri A. M., 2002, Kemet. Alle sorgenti del tempo, Electa, Milano) e dei seguenti volumi: Vinci S., 2002, La nascita dello Stato nell’antico Egitto: le origini, La Mandragola, Imola; Barca N., 2006, Sovrani predinastici egizi, Ananke, Torino; Barca N., 2010, Prima delle piramidi. Alle origini dell’antico Egitto, Ananke. Questo ritardo colloca la ricerca scientifica italiana molto indietro rispetto ad altri Paesi, come Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Spagna, Stati Uniti d’America. L’immissione nel mercato editoriale di nuovi testi accademici e scientifico divulgativi darebbe conto delle scoperte archeologiche che avvengono di frequente nei siti predinastici e del primo periodo storico nella Valle del Nilo e nella regione del Delta, aprendo scenari sempre nuovi e spesso inattesi, comunque molto suggestivi; alimenterebbe il dibattito fra gli specialisti; verrebbe incontro alle attese di un pubblico di non specialisti che s’interessa all’Egitto delle Origini, legge e discute le pubblicazioni disponibili, affolla le conferenze.  Per esperienza, posso confermare che questo pubblico esiste. è certamente un pubblico di nicchia, ma più numeroso di quanto comunemente si creda. è appassionato, attento, preparato, esigente. Meriterebbe di più. ●

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Consigliato da Difendere il sapere: In sé basta l’amore Cristiana Gagliardi, dopo “Col cuore in mano” (Cle, gruppo Rubbettino), realizza la sua seconda fatica, “In sé basta l’amore” (Città del sole, pp. 264, € 16,00). Una raccolta ricca di emozioni introdotta da un’attenta Prefazione a firma di Rino Tripodi, il quale elogia le capacità poetiche della Gagliardi, sottolineandone l’abilità di ricercare un linguaggio sapiente e mai banale. L’intera opera è suddivisa in sezioni, ben dieci, e tutte racchiudono poesie che richiamano il “tema madre” che dà il nome a ciascuna sezione. In una di esse, “Giganti”, è forte il richiamo che la Gagliardi fa ai maggiori esponenti della poesia, come Giovanni Pascoli ed Eugenio Montale. Non mancano richiami alla letteratura del Sei-Settecento, presente soprattutto nella poesia “Fate”, della sezione “Trepida attesa”, nonché versi dal sapore barocco, dal gusto elaborato e dotto, come nel caso di “Nuovo Sole”, nella sezione “Dietro alle Pleiadi” e, ancor di più, di “Segreto” contenuta in “Tenace scudo”. Forte risulta essere l’attaccamento alla natura selvaggia, specie nella sezione iniziale, intitolata “Fluire”, e nei versi che portano lo stesso titolo: si percepisce il desiderio di voler penetrare in ogni singolo elemento di essa, l’aura, il venticello, la brezza. Natura e vita si uniscono e diventano

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La Bottega Editoriale Un’Agenzia letteraria che offre servizi per l’editoria, la comunicazione e il giornalismo. Supporta gli autori per approdare alla pubblicazione (attraverso la valutazione degli inediti, l’editing, la rappresentanza presso gli editori, ecc.) e alla sua successiva diffusione (attraverso il marketing editoriale: promozione stampa, organizzazioni di eventi letterari, ecc.). Collabora, inoltre, con le case editrici nell’affrontare i serrati ritmi del mercato editoriale. È anche editore di due riviste on-line: Bottega Scriptamanent e Direfarescrivere, mensili dedicati a recensioni librarie, articoli e approfondimenti culturali e di attualità. In Un libro da raccontare diamo spazio ai migliori libri scelti per Io come autore. Il direttore di la bottega editoriale è il giornalista e saggista Fulvio Mazza.


una cosa sola: questo lo si può leggere soprattutto tra le rime di “Indomabile creatura” e “Vivi”, sempre nella sezione “Fluire”. Accanto ai temi di natura e vita, si sviluppa anche quello della religiosità, intesa come una continua ricerca dell’io e dei suoi misteri. Per la Gagliardi tale ricerca non è esiziale ma conduce ad una conoscenza di ciò che siamo e ad uno scambio tra il fuori di sé e il dentro di sé. Si legga a tal proposito “Prodigio”, presente nella sezione “Legge perenne”. Ma non solo. La Gagliardi rivela anche una forte sensibilità verso l’arte, intesa quasi come “principio vitale” e, nella sua Nota dell’autrice, usa una metafora molto forte ma allo stesso tempo chiara quando parla dell’Italia come se fosse una regina di pallida beltà e senza corona, che piange in terre spoglie con capo chino. Una forte dichiarazione che lascia trapelare il “coraggio” di questa giovane scrittrice, che difende l’arte e la poesia per poter custodire un bagaglio di conoscenze da tramandare alle future generazioni. “In sé basta l’amore” è un concentrato di idee e di emozioni, l’una diversa dall’altra, e spazia ad ampio raggio con grande varietà di tematiche, sorprendendo il lettore con un particolarissimo e personalissimo stile.

Titolo: In sé basta l’amore Autore: Cristiana Gagliardi Editore: Città del sole Edizioni Data di Pubblicazione: 2012 ISBN-13: 978-88-7351-538-8 Pagine: 264

Luisa De Simone

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re o m ’A ll e d o p o c s o r ’o L di settembre Ariete

Montoni zodiacali settembre amore pieno di verve. Protetti da santosubito Giove in Gemelli, luccicherete insieme a Venere Leonissima: eros splendente come sole in piena estate. Bisbetico Mercurio in Bilancia, da metà mese, apportatore di prede dal fare altezzoso. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: dritti al sodo! ♥

Toro

Vaccini zodiacali settembre amore suscettibile (ma salvo, caragrazia!). Frecce difficili lanciate da un Cupido principiante vi colpiranno da Venere Leone, sguercia al bersaglio, insieme a Marte dardo farlocco in Scorpione: amore surreale! Dalla cima dell’Olimpo si mormora: meglio dormire!  ♥

Gemelli

Pupattoli stellari settembre eros al galoppo sulla groppa di purosangue Giove in Gemelli, eros in salto espanso. Venere perito d’amore in Leone e Mercurio in abito Bilancia restituiranno coraggio al vostro cuore: dichiarazioni in naftalina pronte per essere indossate. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: lettera d’amore!  ♥

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Cancro

Chelette celesti eros su montagne russe a settembre. Marte in attrazione Scorpione porterà in viaggio il vostro cuore, dovepiùvipiace. Venere casalinga vi attende a braccia aperte per pause appassionate come nel vostro film d’amore preferito. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: amore puro!  ♥

Leone

Creste zodiacali amore iperattivo nel cielo di settembre. Venere alla vostra porta: non fate attendere gli spasimanti in coda. Poco disposti al basta che respiri, vi divertirete a scegliere l’accompagnatore o la damigella di turno. Mercurio in assist, ma Marte in sgambetto Scorpione vi renderà topi ballerini. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: amore ballerino!  ♥

Vergine

Pupe celesti settembre amore succoso come arancia matura. Marte, polpetta sugosa in Scorpione, più Mercurio, olio extra in… Vergine, uguale libertà in amore. Pulzelle free lance. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: amore ballerino!  ♥


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Bilancia

In settembre pese celesti eros buona novella. Venere affezionata in Leone scorazzerà insieme a voi magnetizzandovi a mo’ di colla nuovi amori, aitanti come Apollo e Giunone a seguito. Mercurio festaiolo: sì a nuovi incontri e vedute alla Cristoforo Colombo. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: amore indigeno!  ♥

Scorpione

Settembre solo un bacio alla francese per gli aculei della via lattea. Marte dona all’eros vitamina scorpioncina: ormoni a forza bruta all’ennesima. Mercurio in love Vergine alla carica contro batterio Venere, virulento nel Leone: amore in fuga a gambe levate. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: eros a singhiozzo! ♥

Sagittario

Equini stellari settembre neurone sedotto. Venere riverenza uguale sogno ad occhi aperti: gita con principe di tutti i colori oltre all’azzurro? Cena sotto cielo stellato con Barbie principessa? Marte su velivolo Bilancia vi trascinerà sul tappeto volante. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: ormone in volo!  ♥

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di Federica Farini

Capricorno

Settembre amore a integratori per le caprette stellari. Marte mago Silvan, in trucco Scorpione, fa sperare un supporto da faine in caccia: incontri chiassosi e amore predatore. Venere, crosta di zucchero nel Cancro, suggerisce pausa caffè e-o aperitivo dal clima sensuale. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: hot! ♥

Acquario

Lavabi stellati settembre amore fatica e olio di gomito. Strigliati da Marte linguaccia in Scorpione, fomentato da Venere monella in Leone, l’amore risulterà impegnativo come un cappone sotto l’ombrellone. No a battibecchi. Mercurio salverà l’ormone. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: shhh!  ♥

Pesci

Pinnette celesti settembre amore animato, molto più dei cartoni. Marte scorpionico e Venere sorellina fatina in Cancro: amore accordato come un diapason. Non fatevi fregare dalle fregole impazienti, che troveranno il giusto sfogo a fine mese. Dalla cima dell’Olimpo si mormora: amore mio!  ♥

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Io come Autore


numero

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