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53 Anno 2 N. 53 / Giugno 2012 - Periodico settimanale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

autore

numero

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Benvenuta Isa Voi! ● La tela degli Dei, un viaggio tra le dimensioni ● E’ solo l’inizio un poetico viaggio tra i sentimenti ●

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In foto di

Livio Moiana

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Agnese Monaco |

è solo l’inizio

sommario

Lucio Schina |

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numero

autori

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La Tela degli Dei

rubriche

Pennellate di Parole |

di Giovanna Vannini

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L’angolo della poesia |

di Paola Concilio il Vortex |

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di Giorgio Ginelli Intervistando |

di Isa Voi

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Informazione letteraria |

da Rupe Mutevole Non solo pietre |

di Natale Barca

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Penne e tulipani |

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di Giuseppe Raudino Pollicino |

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di Pina Varriale Eventi |

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Eventi per i vostri cinque sensi


editoriale L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Solo che il lavoro ti classifica come le classi energetiche degli elettrodomestici. A seconda di com’è rientri nella classe A+, A, B, C.  I tempi sono duri, l’Istat lo rileva, le difficoltà sono ampiamente condivise e riconosciute. Ma se proverbialmente siamo un popolo dalle mille risorse un motivo ci sarà. E per fortuna. Quando la sfera lavorativa, per una serie di esigenze, si frammenta e abbraccia più ambiti, ecco che allora lì si cerca di includere un po’ di dilettevole. Spesso però il dilettevole non prevede compensi, né piccoli né grandi; il segreto sta nel non crearsi aspettative e di coltivare l’hobby potenzialmente remunerativo come se non lo fosse e di continuare a considerarlo una passione. Perché solo trasmettendo questa passione, che prima di tutto e di tutti è nostra, si può arrivare lontano. Il mio augurio per i giovani scrittori, per la piccola editoria, per chi scrive e contribuisce al progetto di Io Come, è che la passione non ci abbandoni mai. Anche quando vuol dire sofferenza, come suggerisce la radice greca del termine. Perché i traguardi e i successi hanno tutto un altro sapore. Sabrina Carrozza

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Autrice i t n e m i t n e s i d e t n a c fi f a Tr Sono Agnese Monaco, poetessa, scrittrice, commediografa, pittrice, iscritta alla Siae, Olaf e Dor. Il mio viaggio attraverso la scrittura nacque quando sentii in me l’esigenza di dare una forma logistica ai miei pensieri. Attratta da chi del “Verbo” ne faceva mestiere ,iniziai a scrivere le mie prime cose sulla rivista scolastica. Successivamente trovai il coraggio di gareggiare nel 1996 al mio primo concorso di Poesia, nel quale mi posizionai abbastanza bene. Da li iniziò il viaggio. Il mio rapporto con la poesia è quasi viscerale, è diventato il mio modo di affrontare la vita. La mia valvola di sfogo quotidiana, la mia lussuria della vista e dell’intelletto! Il primo libro che scrissi fu la mia biografia, che non ho voluto pubblicare perché troppo intima. Negli anni invece ho scritto favole per bambini, romanzi, saggi brevi, aforismi, paradossi, ossimori, poesie e haiku, dalle quali ho ricevuto le mie soddisfazioni. Mi sono molto concentrata sui concorsi specialmente all’estero ed in lingue straniere, per soddisfare le brame di sentirmi cittadina del mondo! Ottenendo molti premi e riconoscimenti. L’ultimo libro è una raccolta di poesie e si chiama “è solo l’inizio - Agnese Monaco –

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BookSprint Edizioni. Ho deciso di partire dagli esordi con le poesie scritte in età giovanile, come una sorta di percorso interiore a fascicoli che troverà la chiave di svolta in un senso vitale totalmente nuovo. Trovare un editore non è difficile specialmente se hai un buon curriculum ed un ottimo scritto da portare alla loro attenzione. I miei scritti nascono dalle sfide quotidiane, dalla voglia di imparare, conoscere e capire. La mia poliedricità di base mi pone continuamente a voler superare i limiti psicologi-


ci, ponendo sempre nuovi accenti alla mia poetica ed alle numerose evoluzioni di forma e contenuti. Se mi dovessi descrivere mi definirei una “trafficante” di sentimenti e di parole esplicative di essi. Provo a non essere mai banale, forse un po’ egocentrica ma al contempo sincera. Sono una spugna in continua evoluzione che rielabora e rivisita le sue esperienze ed il passato ponendo accenti completamente nuovi. Il mio motto è osare sempre e credere in se stessi. La citazione che prediligo è “Non lasciatevi

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Agnese Monaco

scoraggiare da coloro che scoraggiati dalla vita sono diventati sordi ai desideri più profondi ed autentici del loro cuore.” – Giovanni Paolo II . Ogni manifestazione del proprio essere merita attenzione, dovremo un po’ tutti riscoprire noi stessi, senza che niente assopisca i nostri battiti. Vivo per la poesia, l’arte, la musica, il sole, il mare, i tramonti e le albe, i sorrisi dei bambini, le corse dei miei cani per i prati, e soprattutto per l’amore che provo. Attualmente sto ultimando la stesura della mia prossima raccolta di poesie, questa volta, opere in età più matura dati i miei trentadue anni. Sarà un’opera particolare che vi stupirà dalla prima all’ultima pagina. Ma parliamo del libro attualmente in commercio “è solo l’inizio” edito dalla BookSprint Edizioni, acquistabile nei più famosi store on line, e nelle librerie di tutta Italia convenzionate con la Casa Editrice oppure direttamente facendo richiesta alla stessa. Perché acquistare il mio libro? Perché è dedicato “A tutti coloro che credono nella propria essenza”, come me, e soprattutto perché la poesia giunge al cuore come una lama trafigge il petto. Oppure anche solo per scoprire i miei esordi come poetessa. Ringrazio tutti coloro che hanno avuto la voglia e la pazienza di leggere il mio intervento.  ●

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Autrice Agnese Monaco 53

o i z i n i ’ l o l o ès Titolo: è solo l’inizio Autore: Agnese Monaco Editore: Booksprint Edizioni ISBN: 9788865955598 Euro: 13,00 Pagine: 70

Potete trovarmi su www.agnesemonaco.altervista.org

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     Durante i tre Sabati d’Autore, la tradizionale visita al Ninfeo con i suoi giochi d’acqua, alle Grotte e parte del Giardino, verrà dedicata a tre grandi Autori della musica classica: Minkus, Strauss e Tchaikovsky. Tale visita sarà allietata dalle allieve della Scuola di Danza “Music

Dance and Mimic Art” di Desirèe Motta che interpreteranno alcuni balletti coreografati sulle musiche dell’Autore. Le serate saranno così strutturate:

Sabato 16 giugno: Minkus Sabato 21 luglio: Strauss Sabato 22 settembre: Tchaikovsky All’interno del Ninfeo, nelle serate del 16 giugno e 22 settembre, si potrà anche ascoltare l’esibizione delle pianiste Sonia Vettorato e Estella Noris, e della flautista Mimma La Monica, le quali interpreteranno dei brani a tema.

Foto by Marilù Giussani – FOTOINFUGA

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pennellate di parole … parole nella rada… “Come ti senti?” –le chiese“Non mi sento e penso” – aggiunse“A cosa?” - continuò a domandare“Penso che ho quarant’anni e molta vita davanti. Penso a quelle novantenni ancora proiettate nel futuro, stuzzicate dalle curiosità, dispensatrici di consigli. Se penso a tutto questo mi sento perduta! Io, che alla vita mi nego, con il respiro corto e l’ansia che m’avvolge. Il sole è già alto nel cielo; deve esser mezzogiorno, nell’aria fragranze di cucina. Vorrei tornare a dormire, a lasciarmi a cullare nelle braccia del sonno, fino alla notte di domani notte … Le cadenze dei giorni mi vanno strette. Nemmeno il lavoro, mio fiore all’occhiello un tempo, mi soddisfa più. Si, sto lasciandomi andare, e quando mi spingo fuori da queste acque è qui che desidero in fretta tornare. Sono stanca, stanca delle mie debolezze, del non essermi saputa mostrare come avrei desiderato, come davvero sono. La vecchiaia?... Mi auguro che non si consumi. Vedi quel gabbiano? Oh potessimo scambiarci i ruoli, le sembianze, i pensieri, ammesso che egli ne abbia. Meglio, meglio per me se non ne ha. Parlo con te e vorrei scrivere quello che ti dico, scaraventarlo su di una pagina bianca senza correggerne gli errori. Tanto chi leggerebbe?... Mica posso tediare con le mie stupide elucubrazioni chi di certo avrà le sue? ... Ecco, ora nella mente s’affacciano i verdi e i marroni di una gola di montagna. Un’aquila, fiera e maestosa la sorvola. Mi guarda, mi invita nel suo volo a buttarmi con lei in picchiata in mezzo a quel verde. “Aspettami, le grido, aspettami!”… Mai la raggiungo. Ho costruito da sola le mie catene, da sola ho piantato paletti intorno a

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Giovanna è nata a Firenze e residente a Montespertoli, dopo una partecipazione ad un antologia, ha intrapreso l’attività di scrittrice e recensore. Qui la conoscerete grazie alla capacità di interpretare a suo modo molti capolavori di varie correnti artistiche.


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53 Giovanna Vannini

Claude Monet 1875 Le barche rosse, Argenteuil Olio su tela - Musée de l’Orangerie, Parigi

me. Devo fare qualcosa, non credi? Almeno per chi con amore mi accompagna. è un male oscuro il mio, in tanto lo hanno, in pochi sanno riconoscerselo. Io invece ho imparato, e quando arriva più forte, quando si insinua potente, quando non vuole mollarmi, cerco un rifugio, una rada sicura dove la mia anima in subbuglio trovi pace. Basta, mi fermo, sono stanca, mi riassetto, mi resetto, perché ben altro di me dovrà passare di questa giornata.

“Come ti senti ora?” -di nuovo le chiese- “Come prima” –accennando un sorriso rispose- “Ho soltanto vomitato un po’ di rabbia fuori dal mio involucro” –proseguì prendendosi un po’ in giro- “Tanto le altre continueranno a vedere, carpire e conservare, solo ciò che di me gli fa comodo”… La osservò tacendo. Sospinta da una folata di brezza arrivatale in soccorso, il suo fianco s’appoggiò al suo… 

Giovanna Vannini

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Autore n o n io z a p s lo e Dove il tempo sione... hanno dimen

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a Tela degli Dei è parte di un processo di auto analisi iniziato diversi anni fa, con la stesura e la pubblicazione del mio romanzo di esordio, Diario di un antropologo. Un famoso sociologo francese, Lucien Levy Bruhl scriveva a proposito dello scarto esistente tra pensiero e linguaggio, la difficoltà, o a volte la totale impossibilità, di tradurre in simboli grafici e comprensibili quanto il pensiero poteva elaborare. La scrittura, seguendo questa logica, diventa per me l’unica possibilità per rendermi intelligibili i significati che si nascondo dietro alcune forti sensazioni nate da ricordi che custodisco da anni. Diario di un antropologo è stato l’inizio. Una volta terminato di scriverlo, nel rileggerlo mi sono accorto che alcune domande iniziavano ad avere una risposta, che alcune immagini oscure prendevano lentamente forma. Avevo compreso come il solo modo di liberarmi dai miei disagi fosse quello di avventurarmi in un lungo viaggio interiore, scavando nel profondo e tentare di riportare tutto a galla attraverso l’uso della scrittura. Due anni dopo Diario di un antropologo ho iniziato a scrivere quello che sarebbe divenuto nel tempo La Tela Degli Dei. L’evoluzione della storia è sta-

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ta quanto mai spontanea. Seppure i vari capitoli scorrono seguendo una sequenza logica lineare, pur essendo presente una gran quantità di flash back e rimandi di ogni tipo, la realtà è che la vera sequenzialità dipende dalla crescita esponenziale del pathos presente, dalla capacità che la storia ha di far aumentare le vibrazioni prodotte dalle sensazioni dei protagonisti. Eva, la bellissima e misteriosa pittrice dai capelli neri, è nata per prima. E’ stato emozionante pensarla davanti una platea mentre era intenta a spiegare la sua idea di “estetica”. Nello scrivere quel primo paragrafo, ho avvertito la sensazione di essere lì presente, affascinato dalle parole e dal tono della voce di quella creatura così inafferrabile. Da quel momento mi sono limitato ad osservare l’evoluzione del suo personaggio, e spesso mi sono sorpreso dalle decisioni che aveva assunto nei confronti della sua vita e su quella degli altri. Il suo carattere enigmatico, quanto può esserlo quello di una persona di talento


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Lucio Schina Sinosse

Una bellissima pittrice, Eva, diventa l’ossessione di uno scrittore in crisi. Li unisce il mistero racchiuso in un quadro, “La tela degli dei”, che condurrà entrambi a varcare le soglie di una Porta dove il tempo e lo spazio non hanno dimensione...

LA TELA DEGLI DEI Autore: LUCIO SCHINA Editore: Edizioni Progetto Cultura ISBN: 9788860923639 Anno: 2011 Euro: 12,00

fuori dal comune, e la sua bellezza fisica me ne hanno fatto quasi subito innamorare. Nulla di quanto ho scritto appartiene a me. Eva, nata dalla mia penna, si è presto resa indipendente nell’agire ed a me non è rimasto altro che seguire i suoi passi in silenzio. Dopo Eva è stato il turno di Davide. E qui mi preme sottolineare come la sua figura di scrittore ed il suo carattere a volte imperscrutabile non sia in

alcun modo il riflesso di chi scrive. Al contrario il suo personaggio è nato come sintesi di alcuni stati d’animo, mentre il suo formarsi conseguenza del rapporto sempre più contraddittorio con la sua amata. La storia si dipana tra i pensieri e i ricordi dei due, accomunati da un terribile segreto, grazie al quale saranno in grado di ritrovare, anche se per un solo istante, quanto credevano perduto per sempre. ●

Per saperne di più, il sito ufficiale: www.lucioschina

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Ricordi Ricordi, solo ricordi mi rimangono di quei momenti passati con voi. Emozioni, litigi, gioie... tanti bei momenti che non dimenticherò. Un mio sbaglio ci ha fatto conoscere e una mia scelta ci ha allontanati: uno sbaglio che rifarei tante altre volte e una scelta che ricommetterei con le lacrime agli occhi. Voi, così unici, così fantastici, così rari, vi ho lasciati, ma sarete sempre il mio pensiero fisso, sempre il mio sbaglio più grande e sempre la scelta che non rifarei. Ricordo, ricordo solamente cose che ora potrei rivivere ma che non rivivrò, ricordo i bei momenti passati insieme che sembravano non aver mai fine mentre ora ce l’hanno... Una fine inconsapevole da entrambi le parti, una fine che nessuno voleva, ma che purtroppo è avvenuta. Ormai mi resta solo il ricordo, bello ma allo stesso tempo brutto, non dimenticherò mai le nostre mattinate, i sogni e le speranze che condividevamo, non dimenticherò niente di tutto ciò ma soprattutto non dimenticherò voi.

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l’angolo della poesia

Paola Concilio nasce a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, il 10-101994. Da poco partecipa a concorsi letterari, vincendo già vari premi e pubblicazioni. Ha ricevuto i complimenti da parte di artisti come Mogol e Carotenuto. Oltre che alla poesia si dedica anche al giornalismo.

Paola Concilio


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il vortex L’estinzione del Raphus cucullatus è dovuta principalmente a due fattori: pur essendo un uccello columbiforme era inetto al volo, e se sporcava altrettanto non si fa fatica a capire perché lo abbiano sterminato. La seconda ipotesi è più semplicemente legata alla distruzione del suo habitat naturale da parte dei portoghesi e olandesi che occuparono quella zona dell’Oceano Indiano. Distruzione che va ad aggravare forse il pesante fardello dei danni esportati dagli europei nei territori di conquista dal XVI secolo in poi. Questo strano uccello – sviluppatosi in un ambiente ermeticamente chiuso come quello delle Isole Mauritius – aveva sviluppato anche una sorta di legame di dipendenza con un albero molto diffuso nella zona, che dalla scomparsa dell’animale ha subito a sua volta una rapida diminuzione, portandolo oggi a rischio di estinzione. Qualcuno dirà che non è probabilmente un problema planetario se il Dodo sia sparito e la Calvaria major gli faccia seguito, ma spero siano tutti d’accordo che la faccenda andrebbe valutata seriamente in termini di modello. Culturale e antropologico. La convivenza di differenti specie nello stesso ambiente è però qualcosa che va al di là del puro fatto antropologico e culturale. Se un uccello e una pianta hanno bisogno uno dell’altro per vivere, la civiltà non c’entra. Anzi, la civiltà è proprio il problema. Insomma, in natura si innesca una simbiosi ed è un fatto, la civiltà lo distrugge, ma nello stesso tempo contribuisce a creare differenti generi di simbiosi. Ad esempio quella fra una rock star e

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di Giorgio Ginelli

Vasco Rossi

è un brontosauro

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il suo pubblico. Il primo non può fare a meno dei secondi altrimenti è uno sfigato che non sa come sbarcare il lunario; una bella simbiosi! I secondi devono avere qualcuno da idolatrare e da beffeggiare quando se ne stufano o quando questi dà segni di palese stordimento. Una bella fatica stare dietro a tutto. Vasco Rossi ama e brama fare fatica. Ce lo fa sapere anche in occasione del concerto del 25 giugno per i terremotati dell’Emilia, evento al quale non parteciperà in quanto lo giudica “poco costoso e poco faticoso”. Caspita! Un altra occasione non colta dal Blasco per stare zitto su un argomento del quale sinceramente non si sentiva il bisogno di avere i suoi pareri illuminati. Caspita due! Ma cos’avrà di meglio – e più faticoso e più costoso – da fare il Blasco il 25 giugno? Forse è una ricorrenza particolare che lo spingerà a partecipare a qualche altro evento. Faccio qualche ipotesi: ricorre la morte del generale Custer avvenuta quel giorno nella battaglia di Little Big Horn nel 1876, ma è anche il giorno nel 1946 in www.iocome.it

cui in Italia si insedia l’Assemblea costituente della nostra Repubblica. Gulp! No: mi accorgo che in effetti per un esperto trafficante informatico – come il Blasco è divenuto negli ultimi mesi – in effetti un irrinunciabile evento da commemorare potrebbe anche esserci: 1998, quello è il giorno in cui viene messo in commercio da Microsoft un prodotto che gli cambierà – al Blasco – la vita: Windows 98! Sarà quello dunque l’evento al quale parteciperà? Senz’altro in fatto di più faticoso e di più costoso, WIndows 98 non batte nessuno. E di quello il Blasco ha probabilmente bisogno. E a lui piacendo, noi ringraziamo e apprezzeremo la sua latitanza a un evento che probabilmente non migliorerà le condizioni delle decine di migliaia di sfollati in Emilia, ma che comunque è meglio dell’altera indifferenza di una star come Vasco Rossi. Il quale, siamo sicuri, dirà ai suoi avvocati/commercialisti di aprire il portafoglio e fare una cospicua donazione. Pecunia non olet.

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o d n a t s i v Inter

di

Isa Voi

● Ci racconta brevemente il

suo romanzo? “Si tratta della storia di un viaggio, reale e immaginario al tempo stesso, che un uomo senza nome e disilluso nelle sue aspirazioni professionali e affettive si trova a compiere dopo che un evento imprevisto ha turbato il suo tentativo di suicidio e l’ha distolto da tale proposito. Inizia così un percorso attraverso la natura, durante il quale incontra alcuni enigmatici personaggi che assumono il compito di spingerlo sempre più avanti nel suo cammino di recupero dei propri valori, della propria storia, della propria identità, fino ad un punto di svolta, in cui egli comprende quale sia la vera missione della sua vita, ossia sciogliere una maledizione

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Grande successo per “Ritorno al tempo che non fu” (Ed. del Leone), romanzo dello scrittore e musicista Alessandro Pierfedrici. L’opera continua a raccogliere consensi da parte del pubblico e della critica, grazie alla sua originalità e alla ricercatezza dello stile linguistico. Conosciamo meglio l’autore con una piccola intervista. narrata dalla leggenda, che tiene sotto il suo malefico incantesimo la gente di quelle terre. Come adempirà la sua missione? Lascio al lettore il piacere della scoperta e la possibilità di decidere se è un cammino esteriore da un luogo all’altro o un cammino nell’interiorità del protagonista, se tutto ciò che avviene è realtà, fantasia o sogno.”


Alessandro Pierfedrici ● Cosa vuole comunicare con il suo libro e cosa pensa che arriverà ai suoi lettori? Vorrei comunicare fondamentalmente un messaggio di speranza. In tempi non particolarmente felici, questo libro vorrebbe proporre una sua ipotesi di soluzione: ritrovare la vera identità di noi stessi, ritrovare i valori che sono insiti nella nostra natura di uomini, i ricordi dell’infanzia, il percorso di vita compiuto. Spero che ai miei lettori questo messaggio di fiducia arrivi nella sua vera sostanza, che non è negare superficialmente l’evidenza di una realtà dolorosa e conflittuale, ma indicare una via di penetrare senza finzioni al centro del proprio cuore e della propria anima per comprendervi le grandi ragioni della propria presenza nella vita del mondo. ● Che rapporto c’è tra musica e scrittura, considerato che lei è un musicista di fama mondiale? Mi sento a tutti gli effetti un “bigamo”, diviso fra la musica e la scrittura, fra lo studio, la conoscenza e l’interpretazione dei grandi compositori del passato, e la creatività letteraria. Credo che queste due forme d’arte e di cultura si com-

RITORNO AL TEMPO CHE NON FU Autore: Pierfederici Alessandro Editore: Edizione del Leone ISBN - 13: 9788873143352 ISBN - 10: 8873143350 Pagine: 192 Anno: 2011 Euro: 15,00 pletino a vicenda e sono sicuro che in me nessuna delle due potrà più fare a meno dell’altra. ● Ha già in programma un altro libro? Sì, sto completando il mio secondo romanzo e spero che all’inizio del prossimo possa anno essere pubblicato. Sarà completamente diverso dal primo, poiché avrà una sua precisa collocazione storica, presenterà aspetti realistici e simbolici ma non fantastici, e la musica vi occuperà un ruolo importante.

Per approfondimenti: http://www.alessandropierfederici.it/Alessandro_Pierfederici/Io_scrittore.html

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Informazione letteraria

Casa Editrice Rupe Mutevole

Amica d’Abruzzo, alla Fiera Internazionale del Libro di Milano. La bellezza di un’esperienza, quella di Rupe Mutevole Edizioni, da sempre attenta alla promozione di una letteratura “altra”, diversa, nuova, incantevole nelle sue poliedriche sfaccettature, migra alla Fiera Internazionale del Libro di Milano, dal 26 al 29 ottobre presente con l’incredibile novità costituita da Radici, la letteratura Abruzzese ma non solo, la collana che accoglie tutti quegli autori che raccontano del proprio attaccamento per la terra, che valorizzano il vernacolo, che riadattano lo stesso alle esigenze della modernità, pur non smettendo di esaltarne la peculiarità. Una collana che ospita di già autori di spessore, dall’eclettico Pietro Assetta de Il Fanciullo, l’Amore, Il Vecchio, che esprime, esaltandole in una riscoperta dei nostri luoghi di culto, tutte le caratteristiche sopra menzionate, alle straordinarie fiabe di Marcella Di Girolamo, Fiorella Pecorale, e, in prossima uscita, Giovanni Granati, che colgono diversi aspetti della vita dei personaggi espressi immersi nella ridente natura abruzzese,

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fino ad un trattato di musica popolare della marchigiana Valentina Trenta. Il tutto coronato da un’Antologia che ha messo insieme sensibilità di una instancabile cultura rosa: “sorelle di penna” cantano i sentimenti in una Sinfonia d’eccezione (La sinfonia delle tre Stelle di Patrizia Di Donato, Federica Ferretti, Azzurra Marcozzi). Rupe Mutevole ha così suggellato la sua amicizia con una regione, l’Abruzzo, di cui è antica ammiratrice.


Radici è una collana di autori che raccoglie Abruzzesi e che è a loro dedicata, ma non solo. La collana si sta allargando. L’ultima arrivata è, come abbiamo scritto poco sopra, la marchigiana Valentina Trenta. Un’apertura naturale, che comprende diverse tematiche, che vuole essere un primo passo verso l’esterno. La b fin

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Non solo vecchie pietre

LA PROTEZIONE DEI BENI CULTURALI DALLE CAUSE UMANE DI DISTRUZIONE O DANNEGGIAMENTO La guerra civile che sta insanguinando la Siria non risparmia i beni culturali, neanche quelli più importanti. La stampa ha riportato la notizia di bombardamenti e saccheggi avvenuti anche nelle città storiche, come Shayzar, nonché nei siti archeologici, perfino in quelli più importanti, come Ebla, Apamea, Palmira, il Krac dei Cavalieri, Qala’at al-Madiq. E’ stato riferito di carri armati che sparavano tra il colonnato di Palmira. Il museo archeologico di Hama sarebbe stato spogliato, con la sottrazione di antichi mosaici e di altro materiale archeologico. Nelle antiche città e necropoli, tra cui Palmira, fiorirebbero gli scavi clandestini. I reperti rubati sarebbero contrabbandati all’estero e venduti al mercato nero. Va ricordato che l’antica città di Palmira e il Krac dei Cavalieri, una fortezza che risale all’epoca delle Crociate, sono state classificate dall’UNESCO come facenti parte del Patrimonio dell’Umanità, insieme con altri siti siriani: Damasco, Aleppo, Bosra, la cittadella di Saladino, gli antichi villaggi della Siria settentrionale. Come è noto, Sito Patrimonio dell’Umanità è la denominazione ufficiale delle aree registrate nella lista del Patrimonio dell’Umanità della Convenzione sul Patrimonio dell’Umanità adottata nel 1972 dalla Conferenza generale dell’UNESCO allo scopo di identificare e mantenere la lista di quei siti che rappresentano delle particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale. L’UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organisation) - un organizzazione internazionale fondata nel 1945 per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni nelle aree dell’istruzio-

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Natale Barca

Natale Barca è uno scrittore e saggista che ha al suo attivo un significativo numero di testi che trattano di storia e civiltà dei popoli antichi. Il suo campo di indagine si estende dall’Europa mediterranea al Sahara orientale, fino all’Asia occidentale, in un arco di tempo che abbraccia dalla preistoria alla storia antica (www.natalebarca.it).

ne, scienza, cultura e comunicazione, e ha la sua sede centrale a Parigi - ha esortato gli Stati membri e gli organismi internazionali a salvaguardare il ricco patrimonio culturale della Siria e ad assicurarsi che non sia rubato e trafugato all’estero. Purtroppo lo scempio va avanti da mesi. Sosteniamo l’appello dell’UNESCO per la Siria! Traiamo spunto dalla situazione dei beni culturali in questo paese per sostenere con forza la necessità di una tutela più ampia ed efficace delle memorie del passato - almeno di quelle più importanti, almeno di quelle che sono Patrimonio dell’Umanità - contro i rischi di distruzione o danneggiamento connessi ai conflitti militari (non solo quelli internazionali, ma anche quelli interni) e all’esecuzione di opere civili, anche se di pubblica utilità. Occorre dire che il problema della conservazione e della tutela dei siti archeologici, e più in generale del patrimonio storico e culturale della

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Non solo vecchie pietre di Natale Barca

collettività, si è drammaticamente aggravato negli ultimi due decenni, in alcuni paesi che hanno vissuto la tragedia della guerra, come l’Iraq, la Serbia-Kossovo e la Bosnia-Erzegovina; o una traumatica transizione alla democrazia, come la Libia e l’Egitto; o un’interminabile vicenda bellica, fatta di occupazioni straniere, resistenza, terrorismo, guerra civile e intervento militare internazionale, come l’Afghanistan. Per dimostrarlo, sarà sufficiente ricordare alcuni episodi significativi. Durante la Guerra del Golfo (1990-1991) è stata allestita una base militare ai piedi dell’antica piramide a gradoni di Ur, nell’Iraq meridionale, e l’impianto è stato bombardato. La Biblioteca Nazionale della città di Sarajevo, capitale della Bosnia-Erzegovina, è stata distrutta nel 1992 dalle granate incendiarie dell’esercito serbo-bosniaco, e migliaia di libri sono andati distrutti nel rogo. Il patrimonio culturale del Kossovo, già provincia della Serbia, oggi stato indipendente sotto l’amministrazione delle Nazioni Unite, è andato in gran parte distrutto nel 1999, a causa di una recrudescenza dell’ “epurazione etnica” dei Serbi nei confronti della popolazione kosovaro-albanese, che associava agli stupri di massa la devastazione e il saccheggio di moschee e scuole coraniche. Il celebre ponte di pietra del sec. XVI di Mostar, città situata nella Bosnia Erzegovina, è stato distrutto nel 1993 dal fuoco di un mortaio croato. Le due enormi statue di Buddha scolpite nelle pareti di roccia della valle di Bamiyan, in Afghanistan - antiche l’una di 1.800 anni e l’altra di 1.500 anni - sono state demolite con la dinamite nel 2001 dai Talebani, musulmani iconoclasti, che le avevano denunciate come idolatre. Il Museo Archeologico Nazionale di Baghdad e numerosi musei e siti archeologici egiziani, fra cui il Museo Egizio del Cairo, sono stati saccheggiati: il primo nel 2003, al momento della presa di Baghdad da parte delle truppe statunitensi; gli altri nel 2011, durante una manifestazione di piazza contro il regime di Mubarak. L’Institut d’Egypte del Cairo, fondato all’epoca della spedizione di Napoleone Bonaparte in Egitto, è stato distrutto da un incendio nel 2012, durante i moti di Piazza Tahrir, con la perdita di una grande quantità di libri antichi e rari. Il problema della conservazione e della tutela del patrimonio storico

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culturale si pone oggi, con drammatica urgenza, anche in Sudan, dove è stato varato un programma governativo di costruzione di grandi dighe, la cui attuazione si prevede implicherà la cancellazione di numerosi siti archeologici, che, almeno in parte, si ricollegano alla civiltà dei Faraoni Neri. I paesi che comprendono nel loro territorio dei siti che sono Patrimonio dell’Umanità sono responsabili della loro conservazione e tutela dinanzi al mondo. I comportamenti che determinano la distruzione o il danneggiamento di parti di quel Patrimonio sono di una gravità pari a quella dei crimini efferati commessi contro le persone, perché menomano o privano dell’identità culturale interi popoli e nazioni. La Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, firmata all’Aja il 14 maggio 1954, da una numerosa serie di Paesi, fra cui la Siria, e i documenti collegati a questa, devono essere rispettati e fatti rispettare. Beninteso, la perdita delle memorie del passato non è così importante come la perdita delle vite umane, perché una persona vivente è più importante di qualunque cosa materiale. Il problema principale è dato dalla guerra, dall’ignoranza, dall’intolleranza. Tutto può essere migliorato quando si vive in un clima di pace e di concordia nazionale. Tutto si può perdere quando, per un motivo qualsiasi, quel clima viene meno.  ●

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Penne e tulipani:

appunti di scrittura mediatica

Come sopravvivere ai phrasal verb Di solito l’italiano viene liquidato come una lingua facile. Poiché lavoro in un ambiente internazionale e sono sempre a contatto con gente di ogni dove, mi sono reso conto che esiste questo stereotipo abbastanza diffuso e decisamente poco conosciuto a casa

improvvisare una lezione di linguistica, ma quello che non vogliono capire è che l’italiano è grammaticalmente più difficile, perché ha una consecutio temporis più dettagliata, la coniugazione dei verbi che differisce a seconda della persona e del numero, gli aggettivi che concordano col genere e col numero... Le lingue germaniche come l’inglese, invece, sono grammaticalmente snelle, in quanto più “sviluppate” e sono ricche, ricchissime di vocaboli. In inglese esistono dunque molte più parole che in italiano, questo è vero, ma nell’uso medio non ci si discosta più di tanto dal numero di parole medio conosciuto da un nostro connazionale.

nostra. A sentir parlare tedeschi, olandesi e inglesi, che in comune hanno una lingua germanica, il loro rispettivi idiomi sono difficilissimi mentre l’italiano è facile. Adesso non saprei su quale base possano esprimere un tale giudizio, visto che nessuno tra coloro che sputa certe sentenze parla di solito l’italiano, e dal canto mio non sempre ho voglia di

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L’unico vero aspetto a rendere l’inglese difficile (ma anche l’olandese e tutte le lingue germaniche in gererale) sono i cosiddetti phrasal verb, ovvero quei verbi costituiti da un insieme di verbo e particella, la cui combinazione fa cambiare – a volte radicalmente – il significato. Per esempio “to look” significa guardare. Ma bisogna fare attenzione alla preposizione che segue questo verbo per avere un blocco semantico inedito.


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di Giuseppe Raudino Giuseppe Raudino è docente di Teoria dei Media presso l’Università di Scienze Applicate Hanze di Groningen, Olanda. Lavora anche come giornalista freelance e ha pubblicato diverse opere di narrativa. Il suo romanzo L’isola del tempo è disponibile su Lulu.com e la sua home page è www.raudino.webs.com

to look at = guardare to look for = cercare to look after = prendersi cura to look forward = non vedere l’ora di to look into = investigare I phrasal verb sono numerosissimi e insinuano il loro terrore semantico in ogni frase. Padroneggiarli tutti è praticamente impossibile e scrivere in inglese può risultare un’impresa. A questo punto i germanici, ben consapevoli di queste difficoltà, si sentono in diritto di affermare quanto le loro lingue siano ben più difficili dell’italiano. Ovviamente questo è possibile perché

credono che il nostro vocabolario sia ridotto a pizza, amore, pasta e mandolino. Eppure, mentre noi poveri migranti italici sudiamo tutte le volte che indoviniamo e impariamo un phrasal verb, vorrei vedere chi mai tra i germanici che millantano di parlare la nostra lingua quando vengono a Rimini per le vacanze abbia inteso la differenza tra le seguenti variazioni semantiche costruite sul verbo scrivere: circoscrivere, ascrivere, descrivere, iscrivere, inscrivere, sovrascrivere, coscrivere, sottoscrivere. ● Giuseppe Raudino

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Pollicino per non perdersi tra i libri

Questo sì, l’altro no M

i domando spesso, guardando ciò che l’editoria propone ai ragazzi, quale sia il criterio che guida le scelte di coloro che hanno il compito di discernere ciò che è valido da ciò che non lo è per il pubblico dei giovani. Di fronte a una proposta sempre ricchissima in quanto a numero di volumi prodotti ma poco o nulla diversificata per ciò che attiene ai temi trattati, viene spontaneo domandarsi quanto e fino a che punto è chiaro, a chi decide cosa pubblicare, chi sono i ragazzi ai quali questi stessi libri sono rivolti. Ci ritroviamo, frequentemente, ad assistere a veri e propri “boom” editoriali che non sempre rappresentano il meglio di ciò che effettivamente potrebbe essere pubblicato. Dopo la saga dei maghetti e delle scuole di magia, fatta salva l’originalità e la fantasia della Rowling, abbiamo dovuto subire una invasione di cloni tristissimi in cui la tematica magica non era che un pretesto per raccontare storie sconclusionate o totalmente insulse. Mi domando, ad esempio, perché romanzi gradevolissimi e ben scritti come “Vento di magia” di Marianne Curley abbia avu-

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to un così scarso riscontro, contrariamente a quanto è avvenuto invece per molte insulse storie, talune nostrane, spacciate come autentici “capolavori” del genere. Dopo più di un decennio di grandi abbuffate “fantasy”, pubblicate evidentemente nell’ottica che i ragazzi non vogliono fare altro che alienarsi dalla realtà o, peggio, siano del tutto privi di raziocinio, la situazione attuale non è affatto cambiata. Si continua infatti a proporre ai ragazzi, soprattutto a quelli definiti con un bruttissimo termine inglese, il target di lettori oltre i dodici anni, romanzi dai contenuti melensi, spesso al limite dell’obbrobrio grammaticale, poverissimi di contenuto e tutti uguali fra di loro. Attualmente le legioni degli “angeli decaduti” (belli, infami e ribelli) stanno soppiantando i vampiri che brillano al sole, che hanno sorrisi sghembi (forse in virtù di una perenne paresi facciale) e che si rapportano a ragazzine senza altra caratteristica che quella di essere goffe, depresse e prive di personalità. Si tratta magari di una nemesi letteraria che fa giustizia dei cloni di Tolkien e dei piccoli uomini dai grandi piedi, pronti a combattere


orchi ed elfi in nome di un Bene che non sempre è pienamente condivisibile. Mi domando dunque, riprendendo ciò che dicevo all’inizio: quali sono i lettori immaginati dagli editori? Se è vero che, di frequente, assistiamo a una sopravvalutazione dei bambini intorno ai 9 anni a cui vengono proposti argomenti e testi difficili da digerire perfino per un adulto, nel contempo si offre ai “giovani adulti” (che io preferisco chiamare “adolescenti”) dei pessimi feuilleton che mostrano una scarsa o nulla considerazione dell’intelligenza dei ragazzi. Ma davvero siamo certi che siano questi gli unici argomenti in grado di suscitare l’interesse dei nostri ragazzi? Siamo proprio convinti che basta un libro di successo per giustificare lo tzunami dei cloni successivi? L’attualità, le problematiche personali, i rapporti con gli altri, gli istinti, i conflitti, non rappresentano che argomenti di “nicchia”, il “questo no” di scelte editoriali che invece privilegiano troppo spesso la spazzatura letteraria che tale resta anche se camuffata sotto copertine accattivanti, fotocomposte (e tutte simili).

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di Pina Varriale

Di fronte a una massificazione dei contenuti, a una banalizzazione del lessico, a una offerta che non rende merito all’intelligenza e alla sensibilità dei lettori, mi coglie lo sconforto per quella cultura ormai moribonda sopraffatta dalla legge di mercato che cura solo interessi economici. Non c’è da meravigliarsi se, in questa babele di libri e di titoli che lasciano solo il tempo che trovano, i testi per gli adolescenti si mescolino, in libreria, ai romanzi per adulti e, nel settore sempre più esiguo, destinato all’infanzia, con un po’ di fortuna, talvolta, ci si può imbattere in un buon libro, sfortunatamente del tutto inadatto a quella fascia di età. Se questo è il “sì” di tante proposte editoriali, vale la pena suggerire ai ragazzi , in alternativa, una passeggiata, una boccata d’aria buona, un giro in bicicletta. Non è assolutamente vero che un cattivo libro non fa danni, non dimentichiamolo quando scegliamo, tra tante (inutili) proposte un testo da regalare ai nostri figli. Buona lettura.

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I nostri eventi per Ascolta! Ravello Festival

Dal 23 giugno al 1 settembre Ravello (SA) La manifestazione, nata nel 1973, offre ancora oggi molti spunti di rifCinquanta eventi in settanta giorni, trentadue dei quali musicali, intorno al grande tema della Memoria con immagine-simbolo stavolta firmata da Igor Mitoraj, protagonista dell’esposizione di quadri e sculture fra Cappella e strade sin dal nastro di partenza. Renato Brunetta, al fianco degli artefici dell’iniziativa e dei relativi vertici istituzionali. Più che un tracciato di base all’interno del collaudato format multidisciplinare, a saltar fuori dal nuovo cartellone diviso tra Villa Rufolo, Auditorium Niemeyer e giardini degli hotel, è una raffica di collaborazioni trasversali ed extranazionali, tra concerti, danza e una trama di incontri con scrittori, giornalisti, artisti, scienziati. date da non perdere: il 6 luglio la grande pianista argentina - con radici di scuola napoletana - Martha Argerich sarà guest star al fianco del violinista Geza Hosszu-Legochy e dei Geza & Bohemian Virtuosi per musica d’insieme da Beethoven a Wieniawsky; il 3 agosto si esibiranno Ludovico Einaudi e Paolo Fresu mentre, il 4 agosto, arriverà sul palco di Villa Rufolo la splendida étoile Eleonora Abbagnato con «Classic-Rock Dance»: vale a dire, da Mozart a Vasco Rossi. Il 12, un duo da camera «doc» con il pianista Bruno Canino e il violoncellista Vittorio Ceccanti e, su opposto fronte, la sera del 12 Ron in trio racconterà 40 anni di carriera con dedica all’amico Lucio Dalla (che, non dimentichiamolo, inaugurò l’Auditorium Niemeyer). A seguire il 18, ancora danza di qualità, con i principals del New York City Ballet per Balanchine e fino alla chiusura con Elio, qui senza le Storie Tese, ma con Roberto Prosseda al pianoforte per un «Largo al factotum!» Per informazioni: www.ravellofestival.com

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i vostri 5 sensi 53 Annusa! Mercanti d’estate Fontanellato (PR) Arrivano i “mercanti d’estate”, che - con un gioco di parole - è un invito ai piccoli e grandi espositori a non mollare, in questo 2012, con un implicito “mercanti…destate!”: il risveglio dal grigio delle difficoltà quotidiane per ritrovare valori e tradizioni nelle radici di Madre Natura con un elogio al Biologico e nella sapienza delle mani di artisti-artigiani in grado di dare corpo a creazioni uniche. Ritrovarsi in piazza, attorno ad un castello, dunque, il modo di riappropriarsi di un tempo più slow, in un borgo - Fontanellato Bandiera Arancione del Touring Club Italiano - che è anche Cittaslow e Città d’Arte e Cultura. In Particolare…. Sabato 23 giugno dalle 20 all’1 di notte “Rocca e Natura - Aspettando la magica Rugiada di San Giovanni” Domenica 24 giugno mostra-mercato a tutto Bio mattutina Per tutte le informazioni: www.fontanellato.org Il programma su www.festadellefragole.it

Gusta! Fino al 30 Giugno Mostra itinerante “Cibo e arte” Primo percorso nella Valle del Letimbro

Organizzato dai ristoratori della Valle del Letimbro in collaborazione con Arte Cadeau Galleria Sant’Antonio di Savona. L’iniziativa culturale-gastronomica ha lo scopo di far conoscere e valorizzare l’entroterra di Savona e in particolare la Valle del Letimbro e i suoi ristoranti.

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I nostri eventi per Osserva! 23 Giugno Cestisti fino al Midollo e ADMO Milano 50 giocatori di basket, scelti tra i migliori della serie D girone C di Milano e della provincia di Pavia, si confronteranno sabato 23 giugno in un All Star Game in pieno stile NBA al Pala Boccioni di Milano. Gli atleti che parteciperanno a All Star Game sono stati selezionati dalle 16 squadre che compongono il girone per le due aree geografiche di riferimento: da un lato Milano che vestirà le Milano, magliette del White Team in cui confluiscono giocatori da Basketown, Bocconi, Inzago, Mojazza, Team, Pentagono San Carlo, San Pio, Sant’Ambrogio e Social Osa; dall’altro la provincia di Pavia nelle divise Black Team con le squadre dei comuni di Castiglione, Gaggiano, Lodi, Ombriano, Sanmaurense, Segrate, Siziano e Voghera. Un appuntamento dedicato non solo agli appassionati di basket, ma anche a quanti apprezzano la spettacolarità dello sport vissuto con passione ed estro e che uniscono a tutto ciò un obiettivo benefico: il ricavato del biglietto da 5 euro sarà devoluto al movimento Cestisti fino al Midollo. L’evento – alla sua seconda edizione – è dedicato infatti alla memoria di Gabriele Piazzolla, talentuoso esterno della scuola Olimpia Milano e “re dei campetti milanesi”, morto di leucemia nel maggio del 2006. Per info: www.cestistifinoalmidollo.com www.admo.it

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i vostri 5 sensi 53 Tocca! 22, 23 e 24 giugno MacLegno Sud Ariano Irpino (AV) Le mille potenzialità del legno e tutto quanto precede e segue la sua lavorazione al centro di un evento internazionale, il primo ospitato nel nuovo centro fieristico di Ariano Irpino. Il giovane polo fieristico “Fiere della Campania”, nato ad Ariano Irpino e secondo per grandezza in Campania solo alla Mostra d’Oltremare, ospiterà i prossimi 22, 23 e 24 giugno uno speciale evento dedicato al legno e alle realtà produttive e commerciali che trattano questa preziosa materia prima. “MacLegno Sud”, questo il nome dell’evento, sarà una rassegna sulle mille potenzialità del legno, dedicata alle professionalità che sostengono questa sempre verde attività produttiva. Impiantistica, macchine, utensileria, prodotti finiti, pavimenti, prefabbricati, tetti, tutto quanto precede e segue la lavorazione del legno, oltreché le strumentazioni collaterali più innovative, sarà accolto negli spazi espositivi della kermesse, che in questa occasione si fregia di essere inserita nel calendario delle Fiere Internazionali. Per info: www.fierecongressi.eu ; fiereecongressi@alice.it Tel.: 0825/ 828550 - 332/ 64 99 145

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