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autore

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www.iocome.it

● Onde Perfette,

una vita al massimo

di Paolo Amir Tabloni

● Storie di spionaggio e…non per Giudo Nahum

● Dall’Olanda con amore ● Perché è facile capirsi

● L’importanza del racconto ai figli

Il fascino del nostro passato ● Parole e musica, quando i baci sono “scagliati altrove” ●

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In copertina illustrazione

di Chiara Boz

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Il soc i per laalnetwork ragg cultura

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Anno 2 N. 44 / marzo 2012 - Periodico settimanale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

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Chiara boz Illustratrice. Da sempre amante dell’arte, dall’illustrazione alla fotografia, fino alla moda, ecco perché, dopo essersi diplomata all’Istituto d’Arte intraprende il mestiere dell’illustratrice buttandosi a capofitto nel mondo dell’arte. Chiara ha realizzato varie copertine di libri per le case editrici italiane: “Sogno Edizioni” e “Butterfly Edizioni”. In Inghilterra è rappresentata dall’agenzia “Advocate Art”. Ama viaggiare scoprendo luoghi e città sempre nuovi, per lei uno dei modi migliori per tenere sempre viva la creatività. Chiara unisce l’illustrazione alla moda, senza trascurare l’aspetto artigianale che contraddistingue il “made in Italy”. Ecco perché è nato “Rëve+clothing”, linea di abbigliamento che crea insieme al suo ragazzo Marco, disegnando e stampando t-shirt e felpe. www.bozchiara.com chiara.skate@hotmail.it

❥ City


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sommario

autori

Paolo Amir Tabloni |

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On the road, alla ricerca di sè Guido Nahum |

Un giallo italiano

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rubriche Letture in semibreve |

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Blogger per passione |

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di Laura e Paola Caponetti di Rossana Lombardi Penne e tulipani |

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di Giuseppe Raudino Pollicino |

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di Pina Varriale

Non solo vecchie pietre |

di Natale Barca Eventi |

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Eventi per i vostri cinque sensi


editoriale Siamo talmente presi a programmare la nostra vita che non ci rendiamo conto che non siamo noi a darle una direzione, che non è lei ad appartenerci, ma che siamo noi ad appartenere a lei. Noi pensiamo di condurla di qua e di là, e lei ci prende la mano, spesso ci strattona e ci butta anche a terra. La vita ci insegna continuamente a stare al mondo. A rimettere le cose al loro posto, come se fossero quadri un po’ sbilenchi. A chiudere bene i cassetti rimasti un po’ e fastidiosamente aperti e a non pensarci più. Ad ascoltare lo sfogo di altre persone che, con precisione spaventosa, ti raccontano cosa hanno passato loro e cose che hai passato anche tu, magari non questa volta, magari non così, ma che ti catapultano in un istante nelle loro scarpe, nei loro vestiti, nel loro animo. La vita racconta delle storie, che molti di noi riescono ad acchiappare e fermare con le loro parole, raccontandole agli altri. Come succede qui, in questa rivista, per esempio. Frammenti di vita reale o no, poco importa, tutti ispirati. Buona lettura Sabrina Carrozza

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Autore , d a o r e h On t ’ e s i d a c r alla rice

Scrivere è una passione sbocciata come un fiore nel deserto Intervistiamolo

Cosa ti ha portato a scrivere? Scrivere è una passione sbocciata come un fiore nel deserto, nell’immaginario collettivo non lo si associa ad uno sportivo o ad un assicuratore. Al di là di questi luoghi comuni, per me scrivere è diventato un’efficacissima valvola di sfogo, la mia opportunità di fuggire dagli eventi, e per un po’ di tempo, lasciarli fuori dalla mia vita. Una camera di decompressione. A scuola i professori se n’erano accorti prima di me, hanno sempre detto che incredibilmente, almeno in quello, ero davvero portato, il resto era tutto un “sarebbe anche intelligente, ma non si applica”. Facevo spallucce allora, come del resto anche adesso, ora

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che scrivere significa semplicemente ricollegarmi, tramite cordone ombelicale, direttamente a me stesso. Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? Iniziai il mio primo romanzo in una notte d’estate, sulla scrivania della mia cameretta, con la finestra aperta e le stelle ferme a guardarmi, come a sincerarsi sul fatto che stessi davvero facendo sul serio. Facevo sul serio sì. Senza pc, nessuna tastiera. Solo un block notes ed una penna, con un po’ di malinconia post adolescenziale che mi portavo dentro e la rabbia del primo grande amore finito da poco… Era una notte di Luglio… di dieci anni fa. Scrissi fino all’alba. E scrissi ancora la notte successiva, e poi ancora, ancora… Poi un giorno


mi fermai, presi i miei fogli scarabocchiati…e li sistemai sotto una pila di scartoffie, dentro ad un cassetto del comodino. Li vi rimasero per almeno un paio d’anni. Fino al giorno che li ripresi in mano, li trascrissi a computer, e continuai la storia da dove l’avevo abbandonata. Tagliando, cucendo e stravolgendo tutto, almeno una mezza dozzina di volte. Fino a quando, in un meraviglioso pomeriggio di primavera del 2005, misi l’ultimo puntino su quello che avrei iniziato a chiamare “romanzo”. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidato ad un agente letterario? Descrivi il tuo percorso per arrivare alla pubblicazione. Pubblicare fu un’agonia. Una missione impossibile. Tant’è vero che inizialmente non ci riuscii. Un giovane scrittore quando finisce il suo primo libro, si sente spaesato. Solo come le cattedrali nel deserto. Così la prima cosa che fa è accendere un pc, e cliccare su google la ricerca “come pubblicare un libro”, o “case editrici”. Così stampai l’elenco di tutte le case editrici, stampai il mio manoscritto, e lo inviai. Trascorso un anno, non arrivò nessuna risposta. Nessun esito. Nemmeno la scalata tramite l’amico dell’amico andò bene. Nemmeno quella dell’amico dell’amico di conoscenti che si era-

www.paoloamirtabloni.com Shop online: www.errekappa.net www.ibs.it ondeperfette@gmail.com

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no adoperati per il mio progetto. Mi resi conto di conoscere davvero una marea di persone. Ma nessuno scrittore. Da qualche parte però bisognava pure iniziare, e raccolti gli sponsor (fu difficilissimo pure quello), stampai tutte le copie che credevo potessero bastare: 5.000. Solo dopo scoprii che uno scrittore emergente (ma non al primo lavoro com’ero io), parte con una tiratura media di 200 copie. Ignaro dell’inadeguatezza dei numeri, il 4 Giugno del 2006 presentai il mio libro per la prima volta a Soragna, in un pub. Seguirono almeno un’altra decina di presentazioni, tantissime copie furono infine regalate a grandi quantità, e il libro iniziò a girare parecchio. Girò così tanto, che tramite un’amica di Verona, arrivò alle orecchie di tre imprenditori trentini che avevano da poco deciso di aprire una nuova Casa Editrice, la Errekappa Edizioni. E così, il 16 Agosto del 2008, ONDE PERFETTE fu ripresentato in versione ufficiale e definitiva (con codice SIAE e ISBN) sulla spiaggia di Forte dei Marmi, e poi a Trento, a Rimini, sul palco di Miss Italia a Salsomaggiore Terme e al Feltrinelli Village del Barilla Center di Parma, con Platinette. Anche con MCQUEEN BOULEVARD è stata una vera agonia. Dopo 4 anni di sforzi, e mail inviate, ed editori incontrati, promesse non mantenute, trattative saltate, case editrici piene di squali, stavo sinceramente gettando la spugna. Lo sapevo che nella vita non bisogna mai dire mai, che bisogna crederci con tutto se stesso, ma arriva un momento che sei sfiancato, che davvero non ce la fai più. Gli agenti vogliono € 3.000 solo per

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fare l’editing, senza dare certezza di trovarti una pubblicazione. Le grandi case editrici non rispondono neanche. Le piccole ti chiedono soldi per la tiratura, in più non possono arrivare a distributori nazionali e non ti garantiscono nessun risultato di propaganda e vendite, perciò è un gran casino. Come nascono i tuoi libri? I miei due romanzi sono nati da soli, un po’ come canta Vasco in “Una canzone per te” a proposito dei suoi brani. ONDE PERFETTE ancor di più, perché è cresciuto strada facendo, senza mai sapere dove sarebbe arrivato: che finale costruire, quale storia raccontare e come. Il viaggio più che la meta, a dirla come quelli bravi. L’esperienza del primo lavoro ha fatto sì che con MCQUEEN BOULEVARD andassi dritto come un treno. Sapevo benissimo che messaggio far passare,

Onde Perfette Onde Perfette racconta di un viaggio, un viaggio itinerante di due ragazzi classe ’82 alla ricerca di uno status che si può definire bella vita. E’ un romanzo che parla dei giovani, alla ricerca di una vita più selvaggia ed allo stesso tempo più tranquilla. Una storia che descrive i disagi dell’essere giovani oggigiorno, portavoce di desideri utopici di una generazione che non sa più da dove viene nè dove sta andando. L’Italia e i Caraibi come ambientazione sono accompagnati dalla freschezza della lettura, dalla comunicazione diretta dei personaggi tramite un dialogo schietto e giovanile, dal senso di avventura e di trasgressione, dai colpi di scena che danno velocità crescente al testo e dal mito di James Dean inseguito da Kevin. Un viaggio nell’entroterra dell’essere, passando per le idilliache spiagge dell’apparire. In un’intervista, di un paio d’anni fa, dissi che le Onde sono Perfette solo quando la loro grandezza e la loro velocità, sono proporzionate alla voglia del lettore di farsi trasportare. Insomma, se la voglia di farvi trasportare è tanta, allora conviene provare a darci una letta…

Editore: Errekappa Edizioni ISBN: 978-88-96084-00-7 Pagine: 232 - anno 2008 Prezzo: € 15,00


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cosa raccontare, dove ambientarlo e come. Si, alla fine anche questo è cresciuto piano piano da solo, ma diciamo che ho voluto indirizzarlo maggiormente. Come ti descriveresti? Sono un sognatore, e scrivere è il mezzo più potente che ho a disposizione per vivere le mie fantasie. Quando scrivo sono nella storia che racconto. Tutto il resto resta fuori, e io divento irraggiungibile. Il tuo motto personale? A dire il vero, non ho mai avuto un vero e proprio motto. Piuttosto col tempo ho fatto mia la citazione di Paolo Conte: “In un mondo adulto, si sbaglia da professionisti”. Credo sia una riflessione geniale sul trambusto della vita. Vivi per… Il protagonista del mio secondo ro-

manzo Leonardo Principe risponderebbe: “…per la velocità”. Meglio definibile con “Brividi”, “Adrenalina”… In realtà la risposta è molto più articolata. Si vive per scoprire la vita giorno dopo giorno, mettersi in gioco, sperimentare, costruire un futuro senza prendersi troppo sul serio, ascoltare musica, fare l’amore, abbracciare un vero amico, viaggiare, conoscere gente, comunicare, fotografare la bellezza del mondo, intrappolare emozioni su un foglio, un foglio che magari un giorno farà parte di un altro romanzo. Questo è per me scrivere. Il resto, è nelle parole di Pablo Neruda, nella sua opera massima “Ode alla vita”. Perché acquistare la tua opera? ....Come scrisse Platinette in un articolo de “La Gazzetta di Parma” del 13 Marzo 2009, a proposito di Paolo Amir Tabloni e del suo primo romanzo: “Certo che le vie della scrittura, sono infinite”… ●


Letture in Semibreve ...il giusto mix di parole e musica

di

Laura

Caponetti “Baci scagliati altrove” di Sandro Veronesi

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o non fumo, ma, mai più potrò guardare un accendino con gli stessi occhi di prima, dopo aver letto questa raccolta di racconti di Sandro Veronesi. “Che c’entra un accendino?” vi chiederete. In realtà non c’entra nulla. Ecco, lo sapevo, mi sto imbrogliando e vi sto confondendo. Il fatto è che un racconto s’intitola “Il ventre della macchina” e a questo punto penserete che si parli di una macchina, invece no, parla di un accendino, o meglio, viene usato un accendino per dimostrare quanto l’uomo sia incline all’infelicità più che alla felicità. Un’infelicità che non viene da fuori ma dalle nostre stesse mani. Come, a quello scintillio di divino che c’è in ognuno di noi, si sia immischiata quest’inclinazione, non è dato capire; così come non c’è spiegazione per la nostra attrazione verso ciò che è sbagliato, ciò che è generalmente indicato come il “male”, vedi “La furia dell’agnello”. Veronesi, un racconto dopo l’altro, sembra mettere il dito nelle piaghe di cia-

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scuno di noi, nelle nostre debolezze: la paura di perdere qualcuno che ci è caro, come in “Profezia”, il racconto più celebrato di questa raccolta, definito la cosa più bella scritta negli ultimi dieci anni; il timore di non riuscire ad uscire dall’ombra che qualcun’altro involontariamente ha gettato in maniera definitiva sulle nostre esistenze, come in “Un pesce rosso”; la debolezza che sembrano assumere le nostre vite, quando, ad un tratto, cominciano ad essere normali o il più vicino possibile a ciò che desideravamo come in “Sotto il sole ai Campi Elisi”; o quando il destino ci si mette di mezzo e allora ci assoggettiamo a lui come in “Elemosina per me stesso”. Ve l’ho già detto quando vi ho parlato di Carver, io non amo i racconti, perché mi affeziono alle storie e ai personaggi e mi piace tenerli con me nella forma più lunga che è quella del romanzo. Quando, però, mi avvicino ad una raccolta di racconti, due sono le condizioni che devono verificarsi affinché mi decida a portarla a casa, innanzitutto devo già aver letto altri libri dello stesso autore e da quei libri devo essere stata catturata e posseduta, a lungo. Con Veronesi, quindi, non potevo sbagliare e non ho titubato quando ho preso “Baci scagliati altrove” dallo scaffale in cui era riposto e con cura, per paura di sporcare il bianco della copertina, tenendolo come si tiene un vassoio, l’ho portato a casa e appoggiato sul mio comodino, il primo luogo in cui finiscono i miei libri. Poi c’è “Sorella” il racconto che ho preferito. Sorella è la parola che più amo in

assoluto, tutti possiamo essere fratelli, ma solo di alcuni riusciamo ad essere sorelle. Innanzitutto l’essere sorelle è una prerogativa delle donne, e quando una donna lo è o sceglie di esserlo, lo è per prima cosa nell’anima, perciò non ha importanza l’essere state partorite dalla stessa donna, basta sentirsi “sorella”. La caratteristica principale della raccolta è la capacità di Veronesi di riuscire a farci intuire il vero significato del racconto parlando di cose che sembra non c’entrino nulla, come nel caso dell’accendino. La sua intenzione sembra quella di distrarci dalla verità per poi, improvvisamente, nelle ultime tre righe rivelarci l’errore in cui ci aveva indotto. Non so se l’autore sia consapevole o meno di questo, del resto, potrebbe anche darsi, che sia io ad essere semplicemente dura di comprendonio. I luoghi dell’altrove mi sono familiari, perciò, niente di strano che mi trovi di fronte a questi baci scagliati, prima o poi. P.S. non ho mai visto una donna indossare scarpe gialle col tacco! Vedi “la scarpa”.  ●

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Letture in Semibreve

...il giusto mix di parole e musica paola 4 quarti

questa settimana consiglia l’Arcangelo di Ivano Fossati (2006).

Autore: Sandro Veronesi Titolo: Baci scagliati altrove Editore: Fandango Isbn: 9788860442550 Pag.: 184 Prezzo: â‚Ź 13,00

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Blogger per passione

L’importanza di leggere ai bambini fin da piccoli

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eggere i libri ai bambini, fin dai primi mesi di vita, è una cosa molto importante, un’azione che ha risvolti particolarmente positivi in quanto aiuta loro a sviluppare memoria, abilità cognitive e creatività. è stato dimostrato, infatti, che i bambini abituati alla lettura fin da piccoli hanno un miglior rendimento scolastico, un migliore inserimento sociale e una migliore capacità di affrontare le situazioni della vita. La lettura, inoltre, è davvero importante per quanto riguarda lo sviluppo della personalità dei bambini. Durante lo svolgersi della storia si crea una sintonia, una comunicazione piacevole fatta di emozioni e complicità che consolidano il legame affettivo. Il bambino ha una maggiore comprensione di sé e del mondo che lo circonda, la lettura, infatti, da’ ampio spazio a fantasia, curiosità e immaginazione; tutte cose che potenziano le sue capacità di memoria e di logica. Il bambino può scoprire le sue piccoli emozioni e l’adulto può aiutarlo a capirle e a rassicurarlo fornendogli le dovute spiegazioni. è risaputo che leggere stimola

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Sono Rossana Lombardi ho 32 anni e sono mamma di tre bambini. Faccio la copywriter per alcuni siti web e ho anche un mio blog personale, in cui racconto le mie giornate di mamma e parlo di prodotti per bambini.

a e r m o u Cdi mam ❥ Blog: www.unamammanelweb. blogspot.com


lo sviluppo del linguaggio, i bambini stimolati dalla lettura iniziano prima a parlare e, in seguito, apprendendo nuovi vocaboli, migliorano la loro qualità lessicale. Quando si legge ai bambini è necessario innanzitutto trovare il momento adatto, di solito si usa leggere la sera prima della nanna ma può anche andare bene di giorno per esempio dopo i pasti o comunque quando si è tranquilli. Fatto questo bisogna coinvolgerli nella lettura in modo che si appassionino alla storia, in questo caso è utile tenerli in braccio o comunque seduti vicino. Bisogna anche tener conto di come si legge il rac-

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Rossana Lombardi

conto, l’ideale è leggere il testo mettendoci enfasi e variando il tono della voce, sarà inoltre molto simpatico e apprezzato dai bambini creare voci diverse per ogni personaggio della storia, in questo modo oltre a suscitare il loro interesse, la storia sarà seguita più volentieri e ricordata più facilmente. Il modo più efficace per fare in modo che i bambini si appassionino ai libri è quello di far diventare l’attività della lettura una cosa familiare, dando innanzitutto il buono esempio e poi lasciando libri disponibili in casa. ❤ Rossana Lombardi

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Autore Il mondo delle spie visto dagli occhi di Archimede

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a giovanissimo ho pubblicato piccole cose, quando vivevo a Milano, poi le circostanze mi hanno scaraventato di qua e di là e ho perso i pochi contatti che avevo. Lunghi periodi in Scandinavia, quindici anni a coltivare la terra in Etiopia (trasformando quattromila ettari di boscaglia in un’azienda moderna - poi nazionalizzata) non mi permettevano di prendere spesso la penna in mano. Mi sono ritrovato a Milano con le tasche vuote e ho dovuto dedicare un bel po’ di tempo per crearmi una riserva prima di riprendere in tutto riposo la vecchia passione. Siccome i dialoghi mi riuscivano mi sono concentrato sul teatro. La mia prima commedia è stata miracolosamente subito rappresentata e da allora i miei lavori hanno viaggiato, le mie traduzioni hanno girato più volte l’Italia con compagnie di grido, altri lavori originali sono stati rappresentati in prestigiose sale anche all’estero, nella lingua di Cechov a San Pietroburgo e in quella di Shakespeare a Londra.

l mondo del teatro affascina, tanto da far dimenticare di avere magari dentro più roba di quanta si possa esprimere in due ore di palcoscenico. Un giorno me ne

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Archimede

sono accorto anch’io, ho tirato fuori dal cassetto i progetti di narrativa che si accumulavano in prima stesura, li ho visti, rivisti e rivisti (il PC è di grande aiuto). Tre mi sembrano a punto, per loro il facile è passato, ora si tratta di metterli in circolazione. L’unico a farcela finora è ARCHIMEDE, UN DESTINO INVENTATO.


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Guido Nahum

Un giallo italiano tra lusso e colpi di scena L’ho mandato senza troppa convinzione a un piccolo editore, mi aspettavo le solite proposte che per principio avrei rifiutato e, invece, auguro a tutti di trovare un editore corretto e scrupoloso come Eclissi. Peccato che pubblichi soltanto gialli, altrimenti sarebbe finita la mia ricerca per gli altri manoscritti. ARCHIMEDE è una fiaba moderna non per ‘bambini’ (evito di dire che è per adulti per non equivocare), nata chissà come, chissà perché, forse per gioco, per raccontarmi una storia, per sfruttare il paesaggio della Costa Azzurra che avevo sotto gli occhi quell’estate, per misurarmi con gli autori di best-sellers che furoreggiavano, salire anch’io su una Ferrari, sentirmi di casa negli alberghi di gran lusso, sbancare il casinò. Il lettore se si lasca andare forse sale con me sulla Ferrari, dorme in una

splendida suite dell’Hotel du Cap (che io ho potuto visitare per appena dieci minuti, grazie alla complicità divertita e preoccupata di un giovane portiere). Ecco dunque la trama. Andrew, un agente doppiogiochista della CIA distaccato presso l’ambasciata americana di Roma sente pericolo di essere scoperto. Si sa che le fughe provengono da Roma, perciò, se vuole smarcarsi e coprire le proprie attività, Andrew deve trovare un colpevole a Roma. Costruisce una falsa pista deviando i sospetti su Archimede, giovane e ingenuo autista italiano presso l’ambasciata stessa. Manda Archimede in Costa Azzurra per un mese di vacanza pagata, gli butta fra le braccia donne da fiaba, gli fa vincere in un casinò truccato una fortuna, e l’esistenza di Archimede - un tempo piana e monotona - prende un movimento frenetico sotto gli occhi stupefatti della squadra di investigatori CIA che seguono ogni suo passo.

ARCHIMEDE, UN DESTINO INVENTATO Autore: Guido Nahum Editore: Eclissi Editrice ISBN: 9788895200255 Prezzo: 12,00 € Pagine: 179

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Penne e tulipani:

appunti di scrittura mediatica

Uno sguardo da FacebooK è risaputo che la moderna scrittura deve adattarsi alle esigenze (spazio-temporali) degli attuali sistemi digitali, come i 140 caratteri di Twitter o le referenze su LinkedIn, ma ultimamente mi è capitato di sentire una critica al cosiddetto “sguardo da Facebook”.

Secondo questa critica, sarebbero in molti a vivere tutti i momenti importanti della propria vita cercando di inquadrarli mentalmente all’interno di una combinazione di foto e testo da utilizzare all’istante sul famoso social network. Questa inquadratura, attualizzata con la videocamera dello smartphone e un messaggio per aggiornare il proprio stato su Facebook,

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distoglierebbe, secondo i più accaniti critici, dalle sensazioni che si stanno vivendo, limitando a una breve e superficiale “registrazione” di ciò che invece potrebbe essere sentito e interiorizzato più consapevolmente. La cosa fa pensare alla vecchia battuta secondo cui gli americani non fanno le vacanze per godersele ma per filmarle. Personalmente credo che vivere una qualunque situazione con in mente lo scopo più puro della comunicazione, ovvero quello della condivisione, non debba essere considerato come un problema. Ovviamente diventa patologico quando si vuole condividere con gli amici di Facebook ciò che accade tra le pareti del bagno o sotto le proprie lenzuola, oppure quando si ha una pagina aperta a tutti e i potenziali ladri possono apprendere che il nostro appartamento sarà deserto mentre spieghiamo con dovizia di particolari a che ora parte il nostro aereo per le Maldive, ma nella maggior parte dei casi lo ritengo un allenamento abbastanza piacevole e filosoficamente corroborante. Vivere o godersi un momento può essere estremamente soddisfacente per i sensi, ma altrettanto effimero, mentre vivere un momento per rac-


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di Giuseppe Raudino Giuseppe Raudino è docente di Teoria dei Media presso l’Università di Scienze Applicate Hanze di Groningen, Olanda. Lavora anche come giornalista freelance e ha pubblicato diverse opere di narrativa. Il suo romanzo L’isola del tempo è disponibile su Lulu.com e la sua home page è www.raudino.webs.com

contarlo, e porsi la questione di cosa e come raccontare l’evento, sottende un’attività intellettuale di non poco conto. In più, l’attimo registrato, è in qualche modo riproducibile a testimonianza nostra (e a futura memoria) di qualcosa che si è provato in un determinato punto della nostra vita. C’è poi un altro motivo per cui lo sguardo da Facebook andrebbe incoraggiato, e si chiama consapevolezza. Vedere qualcosa che accade e pensare a come raccontarla agli altri implica un grande spirito di interpretazione. Come i giornalisti, che filtrano ciò che vedono (quando

fanno il loro dovere), ma che per filtrare devono capire ciò che hanno visto, ne devono avere piena consapevolezza, altrimenti sono costretti a usare un linguaggio astruso e oscuro. Quel giorno in cui lo sguardo da Facebook, oltre alle facezie del mondo quotidiano, verrà applicato da tutti anche alla politica, allora ci sarà la vera democrazia. Sarà anche per questo che, secondo Eurostat*, in Olanda solo il 7% della popolazione non ha mai usato internet mentre in Italia arriviamo alla cifra assurda del 39%? ● Giuseppe Raudino

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Pollicino per non perdersi tra i libri

Capirsi? Non è difficile U

n difficile dialogo tra generazioni. Ecco, se dovessimo sintetizzare l’argomento che fa da spunto narrativo a quest’ultima opera di Anna Lavatelli, “Non chiamatemi Crudelia Demon” edito da Piemme, saremmo tentati da appuntare l’attenzione proprio su questo. L’incomunicabilità tra persone di età differente che sembrano percepire la realtà e l’approcciarsi agli altri, in modo del tutto peculiare e incondivisibile. Eppure, dietro la cortina dei silenzi, degli improvvisi e inspiegati malumori, dell’atteggiamento burbero dell’anziana Olga con cui Katia, quindicenne annoiata, deve fare, in qualche modo, i conti, c’è molto di più. Per comprendere di cosa si tratta, basta lasciarsi catturare dalla narrazione, condotta sapientemente da questa autrice che sa usare toni lievi e garbati per raccontare argomenti difficili e scottanti. La famiglia, le difficoltà di inserimento nell’ambiente scolastico, i problemi economici del padre in cassa integrazione e, come se non bastasse, quella scuola scelta senza convinzione, non aiutano di certo Anna a trovare un equilibrio.

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Un’adolescente come tante altre, a volte distratta, spesso delusa, ma che ha la fortuna di imbattersi in un personaggio “inquietante”. Chi è la vecchia e scontrosa anziana con cui, suo malgrado, Anna dovrà confrontarsi? E come potranno storie ed esperienze diverse trovare un punto di incontro? Nel passato dell’anziana Olga ci sono fatti e cose che Anna neppure si immagina. Ed ecco che nello scorrere della narrazione, la tensione cresce, creando quell’attesa che avvince il lettore e cattura l’attenzione anche dei più distratti. La ricerca di se stessi, il desiderio di conoscere il “senso dell’esistenza” sono le chiavi di lettura di questo bellissimo romanzo della Lavatelli. Non ci sono “ricette” nella vita, ma l’esperienza drammatica di Olga, il ricordo del gulag, la sofferenza dell’anziana, all’apparenza fredda come la terra da cui proviene, saranno motivo per cominciare ad ascoltare e ad ascoltarsi. Un romanzo di formazione, si dice oggi, di sicuro una storia dove il


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di Pina Varriale

Autore: Anna Lavatelli Titolo: Non chiamatela Crudelia Demon Editore: Piemme - Il Battello a vapore ISBN: 9788856619850 Prezzo: € 08,00

rispetto della dignità umana, l’accettazione dell’altro e, al tempo stesso, dei propri limiti, la consapevolezza che da soli non si arriva da nessuna parte, faranno di Anna e di Olga, insolite “compagne di viaggio”, due persone nuove.

Una storia che si legge tutta d’un fiato, difficile da considerare semplicemente come un testo “adatto ai ragazzi”. Ma le classificazioni le lasciamo agli esperti, noi per fortuna siamo soltanto dei lettori. ●

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Greci

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Non solo vecchie pietre Occidente

In principio il mio studio paletnologico si è concentrato sulla colonizzazione greca dell’Occidente mediterraneo nell’Età arcaica. Era un pallino, un’idea fissa. Mi appassionava l’idea di questi Greci che emigrano per mare verso Ovest, si stabiliscono in territori ben più estesi e fertili delle loro sedi d’origine, usano tutti i mezzi per impadronirsi della terra, spesso sottomettono gli indigeni e ottengono che lavorino per loro, influenzano pesantemente il modo di pensare e di comportarsi dei loro vicini anellenici, spesso fino a snaturarli. Parlo di cose avvenute per davvero nel corso del I° millennio a.C. lungo la costa orientale del Mare Adriatico, nell’area italiana, nel sud della Francia e della Spagna, sulla costa libica. Il fenomeno replicava il processo protostorico di insediamento dei Greci nell’Asia Minore. Come era già avvenuto nella regione egea dell’Anatolia e sulla costa anatolica del Mar Nero, questo avrebbe portato alla fondazione di numerose città, di cui

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Natale Barca “Non solo vecchie pietre” vuole essere il luogo dove si legge del significato storico e culturale dell’evidenza disponibile di un passato remoto, e del valore che le fonti archeologiche rivestono per l’Uomo contemporaneo, come “trait d’union” fra l’Attualità e le Origini. Ovviamente, mi riferisco non solo alle testimonianze in senso stretto (strutture, manufatti portabili, opere d’arte, mummie e altri reperti antropologici fisici), ma anche a quelle scritte. Scriverò perciò della storia e della civiltà dei popoli antichi, ponendomi un limite spaziale e uno temporale. Il campo d’indagine si estenderà dall’Europa mediterranea al Sahara orientale e all’Asia occidentale. La cronologia sarà quella che abbraccia la Preistoria, la Protostoria e la Storia Antica. Il termine Protostoria, lo ricordo, definisce lo scorcio della Preistoria in certe aree le cui popolazioni non facevano uso della scrittura, ma ci sono note grazie anche a documenti scritti di popolazioni contemporanee o più recenti che vi fanno riferimento. Lo svolgimento del tema seguirà le tappe dell’esperienza che ho maturato nel mio cammino di conoscenza. Sotto questo aspetto la rubrica è autobiografica: parla di me stesso come autore, di che

cosa mi ha spinto a scrivere cinque libri in sette anni e che cosa la mia attività di scrittore saggista mi ha insegnato. I miei libri sono:

“La Notte dei Tempi” (2004. ed. in proprio), “Sovrani Predinastici Egizi” (2006, Ananke, Torino), “Al tempo dei Ramessidi” (2008, Ananke), “Prima delle Piramidi. Alle origini della Civiltà Egizia” (2010, Ananke), “Impatti che uccidono Ipotesi sul collasso di una civiltà” (2011, Il Ramo d’Oro Editore, Trieste).

Salvo il primo, tutti quanti sono attualmente in vendita nelle librerie e “on line”. Un’illustrazione sommaria dei volumi egittologici è contenuta nel sito www.natalebarca.it e nel mio profilo su Facebook. Una presentazione in video di “Impatti che uccidono” è reperibile nel sito http://vimeo. com/29769200.

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Non solo vecchie pietre di Natale Barca

molte sarebbero divenute ricche e potenti, e metropoli di altre colonie. Da ragazzo, partendo da Messina - l’antica Zankle, una delle più antiche colonie dei Greci in Occidente - ho visitato, zaino in spalla e sacco a pelo, pochi soldi in tasca, molte antiche città dell’Italia meridionale e della Sicilia. Parlo di Sibari, Paestum, Elea, Lipari, Naxos, Siracusa, Akrai, Agrigento, Selinunte, Segesta, Solunto, Tindari... Le visite a quei siti archeologici, ben lungi dall’appagare il mio interesse per l’argomento, lo hanno stimolato ulteriormente. C’è stato un tempo nella mia giovinezza in cui tutti i libri che leggevo al di fuori dello studio trattavano dei Greci in Occidente. La mia passione per la storia e la civiltà dei popoli antichi è nata camminando tra le rovine di quelle città. è allora che ho capito che quelle macerie non erano solo vecchie pietre, ma segni del passaggio di tante generazioni di uomini e donne, gente vera, in carne e ossa. Quelle pietre mi hanno dato il senso del tempo che scorre, della vita umana che fluisce, della storia che si dipana. Sono stato anche a Tharros e in molti altri siti archeologici della Sardegna; e anche lì le pietre mi ripetevano quel messaggio. “Passavamo sulla terra leggeri” (Mondadori, 1996) è il titolo di un romanzo di Sergio Atzeni, 440-430 a.C. Marmo di un autore sardo prematuramente scomparTespie; 71 x 61 cm. Città so, che rende bene l’idea delle generazioni del Vaticano, Museo Greche si avvicendano. “Cantavamo, morivamo, goriano Profano, sezione degli originali greci danzavamo di padre in figlio, crescendo di numero e di esperienza dell’Isola. Eravamo felici. Chiamavano noi stessi s’ard, che nell’antica lingua significa danzatori delle stelle.” Sono tanti i ricordi legati alle mie visite alle pietre parlanti. Il poco spazio che ho a disposizione mi obbliga a selezionarli. Racconto un solo episodio. Quello del musicista in piedi al centro di un cerchio di persone sedute all’indiana che ho incontrato sulla spiaggia di Marinella a Selinunte. Avevo sentito un violino nella notte e mi ero sfilato dal sacco a pelo per capire da dove venisse. Camminavo affondando i piedi nella sabbia, nel buio, attirato e guidato da un suono dolce, soave, elegante e sottile.

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I nostri eventi per Ascolta! 10 e lode

19, 20 e 21 marzo Roma, Auditorium Parco della Musica Sala Sinopoli Il 20 marzo del 2002 i musicisti dell’Orchestra di Piazza Vittorio, suonarono insieme per la prima volta. Il 20 marzo 2012 l’Orchestra multietnica più famosa d’Italia compirà 10 anni. Per festeggiare, The FabMax Company e Paco Cinematografica, in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma, hanno organizzato tre giorni di festa.

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i vostri 5 sensi 44 Osserva! Cartoomics

dal 16 al 18 marzo

Milano, Fieramilanocity Padiglione 4, Porta Teodorico; Gate 5.

Giunto alla sua diciannovesima edizione, Cartoomics torna con tante novità. Per esempio, le due aree riservate agli appassionati di Fantascienza e Fantasy, l’accademia del fumetto Self Comics, per le giovani matite, e un’area per i collezionisti privati.

Annusa! Mostra delle antiche camelie della Lucchesia, Capannori, Lucca Pieve di Compito e S. Andrea di Compito, ospiteranno la 23a edizione della storica manifestazione culturale dedicata ad uno dei fiori più belli e preziosi, che si svolgerà dal 17-18 e 24-25 marzo. Ville storiche come villa Borrini, villa Orsi e villa Torregrossa, dove si trovano alcuni dei più antichi e rari esemplari di camelie apriranno al pubblico i propri giardini.

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I nostri eventi per Gusta! Agriumbria Dal 30 marzo al 1° aprile Bastia Umbra Si rinnova l’appuntamento con “Agriumbria”, la mostra mercato nazionale dell’agricoltura, della zootecnia e dell’alimentazione. Tre giornate per conoscere meglio l’affascinante mondo dell’allevamento e dell’agricoltura, settori di primaria importanza anche in un’ottica di rilancio del made in Italy dopo la crisi. Le Cantine Cooperative Umbre si fanno promotrici di percorsi degustativi relativi ai più importanti vitigni regionali mettendo a disposizione degli operatori la professionalità di enologi ed esperti del settore.

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i vostri 5 sensi 44 Tocca! Uffizi da toccare Firenze Museo degli Uffizi

In occasione della ‘Giornata internazionale del Braille’ dello scorso 21 febbraio, la galleria degli Uffizi ha lanciato una nuova iniziativa dedicata ai non vedenti: si tratta di un percorso tattile con 16 opere scultoree da leggere. Il percorso, denominato ‘Uffizi da toccare’, è gratuito per le persone non vedenti o ipovedenti che avranno la possibilità di toccare, grazie ad appositi guanti forniti in loco, una serie di statue appartenute alla collezione dei Medici scelte in base alla loro rilevanza storico-artistica. Tra queste il Cupido dormiente, l’Ermafrodito, alcuni sarcofagi, La Lupa, o il Torso Gaddi. A queste si aggiunge la replica de ‘La nascita di Venere’ di Sandro Botticelli. Da quotidiano.net

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Io come Autore


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Io Come Autore È una rivista di Ebookservice Srl Redazione-Amministrazione Direttore Responsabile: Giorgio Ginelli Responsabile Approfondimenti: Sabrina Carrozza Art Director: L@simo Via Po, 44 - 20010 Pregnana Milanese Tel. 02/93590424 - Fax 02/93595614 redazione@iocome.it

Ufficio Pubblicità: Tel 02/93590424 - Fax 02/93595614 commerciale@iocome.it Si ringrazia per la collaborazione alle rubriche: Natale Barca, Paola & Laura Caponetti, Rossana Lombardi Guido Nahum, Giuseppe Raudino, Paolo Amir Tabloni, Pina Varriale. Si ringrazia per la copertina: Chiara Boz

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Rivista dedicata agli autori

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