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Dalla Legge alle Favole Music: Crosby, Still, Nash & YoungConcorso per Graphic-designer

Intervistando Tata Simona Correndo con le forbici in mano Cooltour: Napoli e Chieri

In Copertina opera di Andrea Vannini Anno 2 N. 40 / febbraio 2012 - Periodico settimanale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

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IN COPERTINA “Red Light District“ di Andrea vannini L’incursione cittadina, definita dall’artista “mistificazione urbana”, ri-crea un dato luogo mediante una cifra stilistica che offre all’ambiente una coscienza individuale atta a sottolineare la creazione di un neo-spazio immaginale in grado di divenire protagonista di un unico progetto, a un tempo, collettivo. Laddove il ... cineocchio di Dziga Vertov marcava la soggettiva di un mondo cittadino nel quale la vita-era-colta-sul-fatto; laddove le sinfonie delle città espressioniste tedesche scardinavano ogni possibile silhouettes rendendo i contorni fumosi e irriconoscibili; laddove le aspre provocazioni di Bansky restituiscono la certezza di un mondo-che-cambia, i lavori di Andrea Vannini elaborano un linguaggio in base al quale le vie, le piazze, i muri delle città si animano di un’urbanistica spesso ironica, pungente e provocatoria.


in copertina Andrea Vannini

â?Ľ Red Light District

Multi disciplinary, 2010, 100 x 70 cm


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sommario

autori Simona Capria |

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Intervista aTata Simona Elvio Ravasi |

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Dal fumetto al fantasy Argia di Donato |

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La legge dei romanzi Mariel Sandrolini |

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Creativi anche alla terza etĂ

rubriche Letture in Semibreve |

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di Laura e Paola Caponetti

Informazione letteraria |

Benvenuto Audio-book Pollicino |

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di Pina Varriale Eventi |

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Eventi culturali a Napoli e Chieri Corso di scrittura con Paolo Aresi


editoriale Il Bel Paese è acquattato sotto una più o meno fitta coltre di neve. Fredda, di sicuro. Per molti rassicurante, per molti tragicamente devastante. Rassicurante forse per i semi delle colture, che sotto la neve sognano la loro esplosione futura. Ma sono sempre meno i campi coltivati che hanno bisogno della coltre di neve a cullare il loro sonno. Eppure, la neve continua imperterrita a scendere. Impietosa, come non sapesse che ormai abbiamo problemi ben più urgenti che far sognare i semi nei campi. Il deficit, lo spread, tragedie in mare, parlamentari di tutti i generi che scorrazzano nei corridoi dei palazzi: queste sono le emergenze! Altro che neve! Che ci seppellisca tutti, che forse ne abbiamo bisogno. Il rinnovamento a volte passa per la devastazione. Tanto è noto che nulla si distrugge veramente, ma bensì tutto si trasforma. Prova ne sono quegli scrittori che a volte non sanno accontentarsi di avere una natura semplice, ma ne ambiscono una più complessa. In grado di dare emozioni e proiettare inquietudini, di fare luce o instillare dubbi. Comunque, in grado di far uscire dal torpore, a tempo debito, anche tutti quelli la cui mente è rimasta sepolta sotto la coltre di neve che li ha colti all’improvviso. Giorgio Ginelli

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intervistando I consigli della tata Simona per genitori e figli felici e contenti Quando il neonato inizia a parlare, lo fa per comunicare anche un’emozione? Ogni espressione dei bambini è comunicazione di sentimenti, peraltro i bimbi sono emozione allo stato puro e ogni cosa la vivono con intensa carica emotiva, i primi “versetti “sono in realtà vibrazione delle corde vocali che provocano stupore nel bambino stesso e divertimento. Così comincia la fase della “lallazione” che poi diventano le meravigliose parole MAMMA e PAPÀ. Qual è il metodo più indicato per insegnare al bambino ad esprimere le proprie emozioni, attraverso le parole? Non esiste un metodo per insegnare al proprio bambino ad esprimere le emozioni, se non il fatto di non reprimerlo, ma di comprenderlo. Spesso i bambini sono spaventati da ciò che provano e l’adulto deve sostenerli e dare un nome alle loro emozioni. Così impareranno a riconoscerle a ad esprimerle senza paura di non essere ascoltati Che funziona ha la parola, nello sviluppo emotivo e cognitivo del bambino nei primi anni di vita? Come ho spiegato prima la parola serve

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Simona Capria, classe 1980, è nata a Milano. Dopo il diploma di Dirigente di comunità, vive un’esperienza in Messico come volontaria presso un orfanatrofio. Tornata in Italia fonda l’asilo nido Il sogno. Ospite della trasmissione Verissimo di Canale 5, diventa ai più conosciuta come Tata Simona, ma Simona si occupa anche di consulenza pedagogica giuridica come figura specialista della gestione di aspetti educativi riguardanti il minore e la famiglia in ambito giuridico.


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Tata Simona per permettere al bambino di dare un nome ad una cosa molto astratta e difficile da gestire, come la rabbia la tristezza, la gioia. Ma la cosa importante è che il bambino si senta libero di esprimere ciò che prova, saranno i genitori ad insegnargli il modo migliore per sfogare tutti i suoi sentimenti. Spesso essere da esempio, raccontando le sensazioni e le paure che accompagnano anche gli adulti, aiuta a capire meglio che condividendo con gli altri i sentimenti, anche se negativi, sono meno dolorosi. Attraverso quali parole si trasmette amore al bambino? Se le parole non sono supportate dagli atteggiamenti che le confermano, quali conseguenze educative ci sono per i bambini? Per Non ci sono parole giuste per trasmettere amore al bambino. Esiste l’atteggiamento spontaneo di un genitore che ama incondizionatamente il proprio figlio e con sguardo amorevole e parole dette con un tono di voce dolce e caldo mentre si accarezza il piccolo, si dimostra tutto l’amore che ogni bambino merita di ricevere. Che importanza ha la parola “coerenza” nel metodo educativo? La coerenza è alla base di ogni rapporto, anche quello tra genitore-figlio, perché un bambino per sentirsi sicuro deve potersi fidare dell’adulto. Se dovesse consigliare un libro, a neo mamme, quale sarebbe?

• Data di Pubblicazione: 2012 • ISBN: 8820051761 • ISBN-13: 9788820051761 • Pagine: XIII-157 • Prezzo: € 16.50

Ovviamente “una tata per amica”! ❤

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Autore Dal fumetto al fantasy

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i tempi delle scuole divoravo fumetti, ero rapito da quel mondo di poteri incredibili che permettevano di affrontare qualsiasi pericolo. Il disegnato mi aiutava a immedesimarmi con i supereroi, chi di noi non ha mai voluto essere un supereroe o possedere facoltà inumane. Forse in un mondo dove regna l’indifferenza ci vorrebbe qualcuno che venga in nostro aiuto in caso di bisogno. Crescendo non ho mai perso l’amore per il fumetto, il passaggio alla letteratura è stato graduale. Ho iniziato con la fantascienza e sono approdato al fantasy. Ho subito ritrovato, in quel mondo magico, molti punti in comune con la mia prima passione. Quando mia figlia compì 10 anni decisi di dedicarle una storia e iniziai a scrivere, così… di getto. Allora avevo 37 anni e tutto quello che avevo immagazzinato esplose mescolando fumetto e letteratura, volevo avvicinare i ragazzi che avrebbero letto “I Guerrieri d’Argento” alla lettura. Ragazzi che leggono solo fumetti o che si dilettano con i videogiochi. Non ho scritto un libro per giovani che divorano 400 pagine in un fine settimana ma un romanzo che spero li faccia diventare così. Ho inserito dei principi base che ognuno dovreb-

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I Guerrieri d’Argento Tre ragazzi scopriranno il loro destino, affronteranno un viaggio che li porterà ad acquisire poteri incredibili. Dovranno imparare a gestire queste facoltà permanenti e in continua evoluzione. In loro aiuto verranno gli immortali, un’etnia celata nelle profondità del terreno, una stirpe da bosco senza tempo e i draghi. Sfideranno un nemico intangibile emerso da un passato dimenticato, padrone degli elementi e signore delle orde oscure. Caos e paura prenderanno il sopravvento…


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Elvio Ravasio be avere ma non è un romanzo che vuole insegnare qualcosa. Vorrei che questo libro porti il lettore a sognare, a credere che tutto sia possibile, a vivere una fiaba come quelle che ci raccontavano prima di dormire. Nessuno dovrebbe perdere la capacità di sognare, un libro fantasy dovrebbe farci capire che la magia non esiste per insegnarci che i draghi esistono ma per insegnarci che possono essere sconfitti. Ognuno di noi ha qualche drago da sconfiggere e se iniziamo a sconfiggerli con la fantasia non è detto che non succeda anche nella realtà. Ho scritto la mia prima opera utilizzando uno stile veloce, a volte minimale, anche nella scrittura volevo ricordare lo stile fumettistico e cartonesco con alcuni richiami ai cartoni animati giapponesi che forse noteranno solo pochi amanti del genere. In un libro, inevitabilmente, si trasporta un vissuto. Situazioni, dettagli, paure, credo che tutto venga elaborato e trasmesso alla storia, un pezzetto di noi autori è dentro ogni nostra opera. Il fantasy è un genere che ti permette di non avere vincoli materiali, tutto è possibile, tutto è realizzabile con un po’ d’immaginazione. Spero che “I Guerrieri d’Argento” faccia vivere dei piacevoli momenti e una bella avventura a tanti ragazzi che amano questo genere letterario. ● Elvio Ravasio

Titolo: I Guerrieri d’Argento Rilegatura: brossura Editore: Sensoinverso edizioni Data di Pubblicazione: 2011 ISBN: 978-88-9683-825-9 Pagine: 160 Prezzo: € 15,00

Il libro contiene 12 illustrazioni a china 9


Letture in Semibreve ...il giusto mix di parole e musica

di

Laura

Caponetti “Correndo con le forbici in mano” non è solo un libro dal titolo originale, è molto di più; è Augusten Burroughs che ci racconta la sua vita per quanto pazzesca essa possa sembrare. Suo padre è un professore alcolizzato, la madre è una poetessa che ha pubblicato un solo libro a sue spese, egocentrica, fumatrice incallita e sempre sull’orlo di un esaurimento nervoso. Augusten all’inizio del libro è un bimbo che adora le cose che luccicano, tanto che lucida col Silver persino i penny; porta i pantaloni con la riga, un blazer blu e un cravattino, e i capelli, quelli devono essere assolutamente perfetti. Odia la scuola e con la complicità della madre spesso e volentieri la salta inventando le scuse più assurde tipo: “Oggi Augusten ha esagerato con il balsamo”. Gli piace indossare gli abiti della madre, pun-

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tarsi un faretto addosso davanti ad un microfono e leggere ad un pubblico immaginario le poesie della madre. Ad un certo punto i genitori di Augusten divorziano e la madre comincia a vedere uno psichiatra, il dottor Finch, uno dai metodi strani, un po’ pazzoide e un po’ geniale, insomma proprio quello che ci voleva per la signora Burroughs. Le sedute si svolgono nella casa rosa del dottore e la madre costringe Augusten ad accompagnarlo. Quella casa è per Augusten la casa degli orrori: ossi di tacchino dovunque, persino sui letti, un albero di Natale risalente a due anni prima, gatti che leccano i resti di cibo dei piatti dimenticati sulla tavola, la moglie del dottor Finch che sgranocchia i croccantini del cane davanti alla tele, figli legittimi, figli adottivi, figli di pazienti affidati momentaneamente alla famiglia del medico. Insomma, Augusten non vorrebbe mai vivere lì, e invece è proprio quello che gli succederà perché la madre ha bisogno di stare da sola per potersi imbottire di psicofarmaci e a detta del dottore “guarire”. Da quel momento in poi Augusten vivrà nella casa rosa della folle famiglia del dottor Finch a lungo, conoscerà le due figlie più grandi, una fissata con l’elettroshock e l’altra che decide se mangiare pollo o bastoncini di pesce aprendo a caso la bibbia e consultandola, come fosse un oracolo, per qualsiasi fesseria. Verso i tredici anni capirà di essere gay e avrà rapporti sessuali con un uomo che ha il triplo dei suoi anni. Adesso mi fermo, non posso raccontarvi di

più, vi dico solo che questo libro ha avuto negli Stati Uniti un successo enorme, la puritana America si è piegata di fronte alla vita strampalata di un ragazzino che ne passa di tutti i colori. Persino Hollywood ne ha fatto un film, direi ben riuscito. In Europa il successo è stato leggermente inferiore, per noi è un libro “forte”, di certo non per tutti, ci vuole un pò di stomaco per leggerlo, però il grande merito dello scrittore è quello di raccontarci la sua storia sdrammatizzandola con l’ironia. Lui non ci dice “guardate come sono stato sfortunato”, piuttosto ci racconta tutto come fosse Alice nel paese delle meraviglie, così il dottor Finch diventa il coniglio bianco da seguire. Tutto infatti in quella casa è soggetto alle regole che detta il dottore, a ciascuno assegna un ruolo, un copione, la figlia intelligente, la figlia sgualdrina, la moglie inutile suppellettile, Augusten il viziato ragazzino gay e poi sopra tutti il superuomo Finch, che controlla e governa e finge di aiutare, ma che in realtà vuole tutti dipendenti da lui. Non so se vi ho proprio fatto venire voglia di leggere questo libro, però direi che se volete fare un tuffo nell’insolito, allora potete farlo nella vita di Augusten Burroughs.  ●

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Letture in Semibreve

...il giusto mix di parole e musica paola 4 quarti questa settimana consiglia l’ascolto dei Crosby, Still, Nash & Young, Album Déja Vù, (1970) Autore: Augusten Burroughs Editore: Alet Edizioni Anno: 2007 Isbn: 8875200319 Pagine: 304 Prezzo: € 14,00

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intervistando l’autrice

Le legge dei romanzi

Nel 2009 pubblica “Favole (per grandi ancora fanciulli)”, Albatros Edizioni, portato al Salone Internazionale del libro di Torino, edizione 2009. Nel 2010 pubblica il romanzo “Luna tonda”, BoopenLed edizioni, biografia dell’ex calciatore Luciano Marangon. Recentemente ha pubblicato “Anima azzurra”, Photocity Edizioni. È autrice di numerosi racconti contenuti in varie antologie, oltre che illustratrice e pittrice. Con Elena Varriale e Oriana De Iulio, è portavoce del movimento culturale Liberiamo il cratere.

Cosa ti ha portato a scrivere? Scrivo praticamente da sempre. Il primo approccio con l’arte l’ho avuto molto presto: all’età di tre anni imbrattavo la parete adiacente il mio lettino e, una volta imparato l’alfabeto, intraprendevo l’emozionante avventura nel mondo della scrittura, raccontandomi storie fantastiche e riportando le esperienze vissute nel mio mondo immaginario. Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? Il primo libro “Favole (per grandi ancora fanciulli)” è una raccolta di favole e fiabe, scritte in un periodo che copre circa 15 anni. Ogni persona conosciuta mi forniva

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Argia (Napoli, 1976) è avvocato specializzata in diritto di famiglia e diritto minorile. È iscritta all’Albo dei giornalisti della Campania e direttore responsabile di Juris News, periodico di informazione giuridica.


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materiale privilegiato per la creazione di una storia. L’immaginazione e la fantasia facevano il resto. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidato ad un agente letterario? Non ho mai avuto l’aspettativa di pubblicare. Poi nel 2009 partecipai ad un concorso letterario bandito dalla mia prima casa editrice, Albatros Edizioni. Arrivai terza e l’Albatros decise di pubblicare la mia raccolta di favole. Come nascono i tuoi libri? All’improvviso mi viene un’idea. Comincio a scrivere senza sapere cosa accadrà in seguito. E la storia prende forma da sola. Come ti descriveresti? Sognatrice, ottimista, felice. Il tuo motto personale? “Onora il Tempo. Accarezzalo. Saprà darti i suoi frutti”. Vivi per… Sperimentare e conoscere. Perché dovrei acquistare la tua opera? Questa è la classica domanda capace di mettermi in crisi. Ci sono tanti motivi per i quali varrebbe la pena leggere Anima Azzurra, la mia ultima opera narrativa. Cito quello a me più caro: il cuore.

“Onora il Tempo. Accarezzalo. Saprà darti i suoi frutti” Segue a pag. 16

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argia di donato

“Sognatrice, ottimista, felice”

Anima Azzurra

(PhotoCity Edizioni, 2011)

Racconta l’emozionante avventura di un gruppo di ragazzini napoletani che custodiscono in sé la grande speranza di vedere la propria squadra del cuore ai vertici del calcio mondiale. Le loro vite vengono arricchite dall’incontro con una ragazzina speciale, Romilda, una bambina disabile, che aprirà loro un mondo completamente diverso. In “Anima Azzurra”, ogni cosa è “animata”, dalle piazze, alle vie, ogni vicolo è un angolo magico e guardando con occhi attenti possono uscir fuori realtà sconosciute. Non manca la morale, come ogni favola che si rispetti. È facile cadere ma soltanto cadendo è possibile rialzarsi. Grazie al recupero di sentimenti quali, l’amore, l’amicizia e la solidarietà ogni anima può rendersi migliore. Il libro è arricchito dalle illustrazioni di Mirella Menciassi.

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Argia di Donato Website: www.argiadidonato.it E.mail: argia_d@hotmail.com

Argia di Donato Oceano rosso tecnica mista 120cmx60cm

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Informazione letteraria

Casa Editrice Rupe Mutevole Benvenuto audio-book

La Casa Editrice Rupe Mutevole, da sempre attenta alla cura dei particolari, ma, al tempo stesso, allo stare al passo con i tempi, che metabolizza e ci restituisce impregnati del suo incanto, è felice di annunciarvi la sua nuova Realtà: gli Audio-Book, frutto della collaborazione di attori professionisti, i quali, non di rado, hanno alle spalle collaborazioni di ampio respiro anche con prestigiose radio nazionali. Una novità che vogliono rivolgere alle varie colane: Echi da Internet, Fairie, il mondo dell’incanto… già consolidati successi nazionali. E che perciò, allargano agli Abruzzesi, a cui è già stata dedicata con ottimo riscontro di critica e pubblico la collana “Radici, Letteratura Abruzzese”: potrete finalmente dare voce alla creatività eclettica, multisfaccettata nei loro Audio-Book, per raccon-

tare al mondo un modo di vivere mai scontato, casuale, usuale ma quello di un popolo orgoglioso delle proprie Radici. L’Audiolibro verrà proposto sia scaricabile on line che in cofanetto con cd. Per ulteriori info ed invio materiale inedito:

● echidainternet@rupemutevoleedizioni.com ● fairie@rupemutevoleedizioni.com ● radici@rupemutevoleedizioni.com

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Scrittrice Creativi anche nella TERZA età

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olognese, classe 1942… una laurea nel sociale. Sono una nonna scrittrice… e faccio mio il motto: creativi anche nella “terza eta”. Con l’arrivo della pensione, ci si trova “liberi” dal lavoro. Finalmente ci si riappropria a occupare spazi come quello creativo e culturale, che rispondono al desiderio di essere impegnati e di socializzare. La terza fase della vita ha in sé molte opportunità per essere vissuta con pienezza e avere la possibilità di trasmettere ad altri le proprie emotività. La mia grande passione per lo scrivere, ha stimolato in me l’interesse e il favorire l’estrinsecarsi e il realizzare potenzialità inibite nel corso della mia vita. Ho imparato ad integrare le mie modalità espressive, nel rapportarmi agli attimi vissuti giorno per giorno nel mio quotidiano. E davanti a una pagina bianca ho tramutato i miei pensieri in parole, in sentimenti, in emozioni, tutto ciò che il mio essere percepiva. Erano corpo, anima, erano parte di me…allora mi sono detta perché non condividere queste fantastiche sensazioni con altri? Il mio percorso di vita, fuori dagli schemi tradizionali mi ha dato il là… Così ho iniziato a scrivere! Mi sono ritagliata i miei spazi. Scrivo

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“... Nonna, perché non scrivi un giallo?” ... eccolo!


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Mariel Sandrolini prevalentemente a sera inoltrata con sottofondo di musica classica. A volte vedo spuntare l’alba… Scrivere è un supporto alla mia vita, una linfa per la mia mente. Continuerò a farlo, fintanto che le parole che sgorgano armoniose dal profondo della mia anima, troveranno lettori che sapranno apprezzarle e viverle con quella emotività che riesco loro a trasmettere. Certi sentimenti si acquisiscono nel corso della vita e questa è la mia… La mia infanzia, la mia fanciullezza, e il

Editore: E.Lui Edizioni Data di Pubblicazione: 2011 ISBN: 8895583701 ISBN 13: 9788895583709 Pagine: 264 Prezzo: € 15,00

“La mia vendetta avrà la tua firma”

Come mai generi così diversi mi sento dire? Mi piace essere versatile, spaziare in vari campi. I gialli mi sono sempre piaciuti, e ho trasmesso questa mia passione hai miei due nipoti. Un giorno mi hanno chiesto: - Nonna, perché non scrivi un giallo? - Eccolo, appena uscito, fresco di stampa. Il seguito è già in lavorazione! Al contrario di tanti autori, ho sempre trovato editori interessati alle mie opere. Ho inviato i manoscritti a circa dieci Case Editrici. Sei o sette su dieci mi hanno risposto, avendo così la possibilità di scegliere quella più consona alle mie aspettative. Se dovessi rispondere alla domanda: Vivi per… “Apprezzare le cose della vita, ma non poter mai fare a meno di scrivere!”.

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Scrittrice

Mariel Sandrolini mio divenire ragazza… è avvenuto in un collegio dove ho vissuto dalla tenera età di quattro anni fino ai diciotto, e uscita con diploma magistrale e di pianoforte. Tanti anni, giornate interminabili, anche se scandite da ritmi ben precisi. Cosa potevo fare per crearmi un mondo tutto mio? Solo sognare! E così mi sono creata storie, dove ero l’unica protagonista. All’ora di ricreazione, mentre le mie compagne giocavano in giardino, io preferivo leggere, e questo allargava la mia fantasia. I miei temi si leggevano forte in classe, e questo mi faceva arrossire. A sei anni ho iniziato a scrivere su pezzetti di carta delle rime… In prima media ho vinto un premio nazionale su un tema: Ovunque lo sguardo giro, vedo l’immensità del creato. Nasce così il primo libro: “Le ragazze del circolo mela“ (Ismeca Edizioni) 2009. Su testo autobiografico racconto gli anni del collegio, l’impatto traumatico con la realtà del quotidiano. “Le scelte di Erica” (Pendragon Edizioni) 2010 e Audiolibro MP3 dal Libro Parlato di Feltre per persone non vedenti e dislessiche. Questo libro è tratto da una storia vera, narratami da un ospite di un Centro Diurno dove vado a fare volontariato. Sono entrata nelle confidenze di una Signora di 97 anni , che mi ha raccontato la sua vita.

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Titolo: Le scelte di Erica Anno: 2010 Numero pagine: 264 ISBN: 978-8865540039 Prezzo: € 14,00

Da contadina delle terre Emiliane, a Mondina a Vercelli, da analfabeta a grande imprenditrice che parla correttamente quattro lingue… una grande storia di vita dal dopoguerra ai giorni nostri. Tocca episodi rincorrenti della nostra Italia, e proprio per questo è stato segnalato dai Beni Culturali Italiani. ● Sandrolini Mariel


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Pollicino per non perdersi tra i libri

Gli alieni intorno a noi P er fortuna c’è ancora qualcuno, tra gli adulti, in grado di ricordare la propria infanzia e i dubbi dell’adolescenza. Non sempre, col passare degli anni, si perde di vista ciò che siamo stati e quello che abbiamo provato. Taluni nascondono, dietro la facciata seriosa dell’adulto, consapevole del proprio ruolo nella società, l’animo irrequieto e curioso dell’adolescente. Spesso sono gli artisti o coloro che hanno, in qualche modo a che vedere con la creatività, quelli che ammettono tranquillamente di non avere perso i contatti col “ragazzino” che vive dentro di loro. Nella maggior parte dei casi sembra, invece, che una tale ammissione possa inficiare l’autorevolezza e la serietà che dovrebbero essere propri dell’età adulta. Capita così di imbattersi in persone che sembrano essere nate “vecchie” e di non essere mai state adolescenti. E’ con costoro che i rapporti diventano complicati, specialmente se, a relazionarsi con loro, è per l’appunto un ragazzino. Agli occhi di un “teens” è difficile raccapezzarsi nell’universo degli adulti, universo che appare senz’altro monotono e privo di colori.

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Nel simpaticissimo e frizzante “Gli adulti sono umani?” di Jim Benton, edito da Piemme, nella serie Stupidiario, Jamie si domanda se gli adulti hanno conservato, sia pure larvatamente, una qualche forma di “umanità”, grazie alla quale è ancora possibile un dialogo. Spesso, infatti, pare che non sia così. Il mondo dei grandi è un pianeta sconosciuto, popolato di alieni che agiscono e parlano, seguendo delle logiche incomprensibili. Stressati, schizoidi, decadenti nell’aspetto, muta-forme con l’implacabile passare del tempo, i “grandi” finiscono col diventare degli assurdi “mostri” dai quali, forse, è più prudente stare alla larga. Jamie però non si rassegna e, a furia di osservarli, riesce a scoprire quei dettagli che fanno la differenza e che permet-


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di Pina Varriale

Gli adulti sono umani? tono la comprensione. Simpatico, irriverente, garbatamente ironico, l’autore tratteggia un quadro divertente e, comunque, veritiero degli adulti con cui i ragazzi, quotidianamente, devono confrontarsi. In particolare, gli “extraterrestri” su cui Jamie si interroga sono gli insegnanti, esemplari atipici di una specie con cui è facile commettere errori e più difficile trovare un punto di incontro. Una lettura che non si limita solo a strappare un sorriso ma che, con intelligenza e ironia, riesce a regalare delle buone “dritte” anche a quegli alieni chiamati “adulti”.  ●

Autore: Jim Benton Serie: STUPIDIARIO Editore: Edizpiemme Pagine: 128 ISBN-13: 978-88-384-5355-7 Prezzo: € 7,50

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Rock! al quadrato: la storia della Musica in mostra al Pan di Napoli

visitabile fino al 26 febbraio Il rock si mette di nuovo in mostra al Palazzo delle Arti di Napoli. È partita sabato 14 gennaio la seconda edizione di “Rock!”, l’esposizione che racconta oltre 50 anni di storia della musica; la mostra sarà visitabile fino al 26 febbraio 2012. L’ingresso è gratuito. Il ciuffo di Elvis, le foto del concerto dei Rolling Stones al San Paolo il 17 luglio del 1982, un vinile con le celebre foto di John Lennon e Yoko Ono nudi, le linee morbide e il corpo solido della Gibson Les Paul (la chitarra di Jimmy Page, Carlos Santana e Slash), lo smanicato di jeans di Bruce Springsteen, la banana dei Velvet Underground, i dreadlocks di Bob Marley, la canottiera bianca di Freddie Mercury, il maglione sdrucito di Kurt Cobain, il muro dei Pink Floyd: icone immortali e senza tempo, figure divenute simboli in grado di suscitare nella mente suoni ed emozioni. La storia del rock non è fatta solo di musica, ma anche di immagini. Il rock non ha scosso le coscienze solo perché era qualcosa di piacevole da ascoltare: è anche attraverso il veicolo visivo che esso è entrato prima nell’immaginario collettivo e poi nella leggenda.

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La mostra espone materiale proveniente da numerose collezioni private e si compone di cinque aree tematiche: una realizzata in collaborazione con Hard Rock Cafe, partner culturale di Rock!2; una che celebra il quarantesimo anno della nascita della line up ufficiale dei Queen; una ripercorrente le più importanti pubblicazioni di uno degli anni simbolo della storia del rock, il 1967 (da “Are you experienced?” di Jimi Hendrix a “Stg. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles, passando per “David Bowie” e “The Piper at the Gates of Dawn” dei Pink Floyd, senza dimenticare “The Velvet Underground & Nico”); una riguardante i Duran Duran, indiscussi profeti dell’estetica neo-romantica degli anni ’80; e, infine, una sul rock tedesco. Vi è anche una sala interamente dedicata al boss, Bruce Springsteen. Gli amanti del genere, tuttavia, non potranno non notare l’imperdonabile organizzazione spartana dell’evento e la facile reperibilità di parte della memorabilia e del merchandising  in esposizione. Forse sono davvero pochi gli oggetti che non passano inosservati. Tra questi vi è senz’altro la tela di Sarah van Hoe “Rock the Rolling Stones”: un tripudio di colori che fa da sfondo alla celeberrima linguaccia del gruppo inglese, un’immagine semplice, quasi banale, divenuta simbolo di trasgressione e di ribellione per numerose generazioni. L’esposizione dei modelli di Les Paul, corredati da schede illustrative, affascina profani ed esperti, mentre sembrano capitate lì per caso le vetrine contenenti le apparecchiature audio degli ultimi decenni.  Quest’anno ROCK!2 si avvale nuovamente del Patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli (che ha contribuito alla realizzazione della sezione “Rock Anniversary USA”) e del Consolato Britannico di Napoli. Per questa sua seconda edizione alla mostra è stato concesso anche il Patrocinio da parte del Consolato Generale della Repubblica Federale di Germania. 

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Chieri, eventi e appuntamenti culturali

Cosa fare, visitare e dove andare... fino a martedì 21 febbraio 2012 Cortile San Filippo (Via Vittorio Emanuele II, 63) Pista di pattinaggio su ghiaccio, dal lunedì al venerdì ore 15-23, sabato ore 10-24, domenica ore 10-23. A cura di APD X Ice Chieri info maugillio@tiscali.it ingresso € 5,00 noleggio pattini € 3,00 sconti per le scuole

sabato 25 febbraio 2012 ritrovo ore 10, Sala Accoglienza della Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” (Polo Culturale – via Vittorio Emanuele II, 1) La Città di Carta: visita guidata all’Archivio Storico “Filippo Ghirardi” Anche le carte parlano italiano: carte italiane in Dalmazia. Gli incontri si svolgono nella Sala Studio dell’Archivio Storico un sabato al mese, salvo luglio, agosto e dicembre. L’Archivio Storico custodisce la documentazione prodotta dal Comune di Chieri dal 1194 (in copia dal 1168), consultabile per ricerche storiche, giuridiche, architettoniche, genealogiche, urbanistiche, sociali. Tra i documenti importanti: gli Statuti Civili medievali, risal-

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enti al 1311, il cosiddetto Libro Rosso (che testimonia i rapporti con i centri vicini), la Carta dell’Impiccato, preziosa mappa del territorio del 1457, il quattrocentesco Messale Francescano, disegni di Bernardo Vittone, e Mario Quarini, gli Ordinati Comunali a partire dal 1328, oltre 250 pergamene dal sec. XII, disegni e mappe dei sec. XVIII-XX, un raro incunabolo stampato a Lione nel 1496, atti del periodo dell’occupazione napoleonica. L’Inventario Generale del 1853, schedature varie ed altre liste ed elenchi costituiscono un’utile guida alla ricerca, supportata dal personale addetto. L’Archivio Storico è aperto ogni settimana dal martedì al giovedì negli orari 9-12.30 e 14.30-18. ingresso libero (max 20 persone) a cura di Comune di Chieri – Servizio Biblioteca ed Archivio Storico

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A scrivere si impara alla Libreria 21

Corso di scrittura con Paolo Aresi Scrivere per ricordare, scrivere per raccontare, scrivere per aprire l’immaginazione, per rintracciare il proprio mondo interiore, per comunicare, per esplorare una forma di relazione. La libreria articolo 21 propone un corso di scrittura in quattro incontri con la guida dello scrittore e giornalista Paolo Aresi. Il corso sarà indirizzato in linea principale alla scrittura di narrativa. Si comincia lunedì 20 Febbraio per quattro settimane: 20 febbraio, 27 febbraio, 5 marzo e 12 marzo. Gli incontri, della durata di un’ora e 30 minuti, inizieranno alle 21. La quota di iscrizione prevista è di 90 euro. Informazioni 035 220371 www.articolo-21.it email info@articolo-21.it Alla libreria Articolo 21 di Piazza Pontida a Bergamo parte il 20 febbraio un corso di scrittura in quattro incontri con la guida del giornalista-scrittore Paolo Aresi.

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Io come Autore


numero

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Io Come Autore 40  

Rivista dedicata agli autori

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