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autore 34 Speciale Natale numero

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Regalo

Anno 1 N. 34 / dicembre 2011 - Periodico settimanale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

ai nostri lettori, scopri cos'è!

L’ispirazione sotto l’albero

Natale a Camelot

Archeologia e narrativa per bambini Libri da regalare In copertina foto di Stefano Bertolotti

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stefano bertolotti fotografo.

Osservare ciò che è conosciuto, noto e quasi scontato scoprendone aspetti nuovi, trovare un senso che prima era celato dall’abitudine. Da sempre intrigato dall’aspetto visuale degli oggetti, dal legame tra forma e funzione seguo Architettura al Politecnico di Milano mentre mi avventuro nel mondo della progettazione delle interfacce scoprendo il web ai suoi albori nel 1994. Anche dopo oltre quindici anni di attività nel campo delle ICT a differenti livelli, quando posso cerco di “disegnare” quell’aspetto magico dei dati che permette all’utente di interagire con essi...lo strato visuale. La fotografia mi ha fornito il pretesto per estendere ed evadere dal concetto di design dell’interfaccia, di slegarmi dallo strato di utilità per seguire l’emozione più che la ragione. L’immagine non è assoggettata al fine di permettere l’interazione macchina utente, ma si libera, sfugge ai vincoli e diventa interfaccia di se stessa, si mostra libera da lacci e briglie. Fotografare come possibilità di evasione e allo stesso tempo occasione per comprendere un altro livello di lettura della realtà che mi circonda. www.flickr.com/photos


in copertina Stefano Bertolotti


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sommario

Leda Muraro |

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autori 12

Il mio primo Natale da scrittrice Mary Pope Osborne |

Natale a Camelot

Oriana De Iulio |

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Tutte noi abbiamo un mister big

rubriche Consigli di lettura |

Ilde Piacentini

Laura Caponetti |

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Consigli per gli amici buoni e cattivi Libri con la D maiuscola |

Patrizia Bellinelli Pollicino |

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Sula e la capretta perduta Appuntamenti |

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• Il Natale a Perugia • Natale Sorianese

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editoriale

Marika Barbanti "in regalo per voi "Il libro delle fate" di Charles Perrault, illustrate da Gustave Doré" liberamente scaricabile su

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Qual è il messaggio dei nostri regali di Natale? Un semplice oggetto, qualunque esso sia può, comunicare qualcosa a colui che lo riceve? Il dono è un messaggio, tangibile? Se non fosse così, che senso avrebbe fare un regalo? Su ogni oggetto, noi imprimiamo un po’ di ciò che siamo; soprattutto se è un oggetto che ci è appartenuto a lungo… perciò a maggior ragione qualunque cosa sia passata tra le nostre mani, manda un messaggio. Ci avevate mai pensato? Allora quest’anno possiamo essere più consapevoli in ciò che doniamo e prima di recapitare il regalo, accompagniamolo da un pensiero-dono. Tenete in mano l’oggetto che avete deciso di regalare, chiudete gli occhi e pensate intensamente alla parola che volete sia impressa nell’oggetto, quello sarà il vero augurio alla persona che lo riceverà. Le parole, sono suoni, pensieri ed intenzioni di cui l’oggetto diverrà la controparte tangibile…Sceglietele bene, le parole….. Io per voi ho scelto…FIDUCIA…. Buon Natale!!

M. B. www.iocome.it

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"in regalo per voi "Il libro delle fate" di Charles Perrault, illustrate da Gustave DorĂŠ" liberamente scaricabile su

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Isbn 978-88-06-20615-4

Enaudi Pagine 210 • € 17,00

leggi le recensioni su www.medeo.it

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consiglio di lettura di Ilde Piacentini

La sfuriata di Bet

di Christina Fraschella La terza prova di narrativa di Frascella èun libro di facile e rapida lettura. Parla di una “tipetta” di 17 anni, Bet per l’appunto, che vive a Torino ed è una studentessa. Tutto normale, se non che Bet è ribelle, ruvida. Dentro di lei tutto ribolle. Certo, ci vorrebbe una rivoluzione per cambiare le cose, ma si accontenta… di una “sfuriata”! Si ritroverà tra manifestazioni sindacali, occupazioni di scuola e maturerà da ragazza e giovane donna che entra nel modo dei grandi. La su “sfuriata” è servita! Bet è una giovane donna che con coraggio si impegna a tracciare un sentiero nella vita che ha davanti (e ci riesce!) a supportare la tesi che non tutti i giovani di oggi sono svogliati, ignoranti e staccati dalla realtà che li circonda. L’autore è nato e vive a Torino ed è al suo terzo romanzo dopo “Mia sorella è una foca monaca” (2009) e “Sette piccoli sospetti” (2010). Per scrivere questo romanzo l’autore ha incontrato i ragazzi delle scuole, coinvolgendoli in un dialogo tumultuoso. Gli stessi che poi sono stati i lettori in anteprima del manoscritto e che hanno suggerito critiche attente e consigli fondamentali per l’ambientazione scolastica del romanzo. Ne è scaturito un ritratto incisivo e reale, non solo del mondo degli adolescenti della nostra epoca, ma di una società in subbuglio vista attraverso gli occhi dei suoi protagonisti. Ilde Piacentini


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di consigli per gli amici buoni e quelli cattivi.

“N

atale è arrivato, che felicità” recita una canzone. Pur essendo in generale d’accordo con quest’affermazione, ammetto di avvertire anch’io una certa ansia da prestazione in vista dello shopping natalizio. E’ difficile scegliere il regalo giusto, soprattutto per amici e parenti che magari non ci sono proprio simpatici. Così mi è venuta un’idea: visto che nulla è meglio di un libro, perché non usarli per mandare messaggi subliminali? Alcuni capiranno il sotterfugio e magari non vi saluteranno più, altri invece accetteranno la vostra ironia. Per esempio, molti uomini si lamentano delle fidanzate ritardatarie, bene, ho il libro adatto a far capire loro come ci si sente ad aver sprecato ore ed ore della vostra vita ad aspettarle, magari davanti ad un cinema, costringendovi ad entrare a film iniziato, o sotto casa, la sera che gioca la vostra squadra con la

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radio che in quella zona non prende nemmeno Radio Maria “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati. Il tenente Giovanni Drogo, viene mandato alla Fortezza Bastiani, roccaforte che si affaccia sul deserto dei Tartari, un tempo luogo di numerose incursioni nemiche. Finito il pericolo delle invasioni, essa perde la sua funzione militare rimanendo un’inutile costruzione di montagna. Drogo ne rimarrà prigioniero aspettando la sua grande occasione: essere là qualora chissà chi o chissà cosa avrebbe www.iocome.it


Laura Caponetti invaso il regno. In quest’attesa si consumerà la sua vita. Volete fare la sua stessa fine? Inoltre, chi di voi non ha uno zio o un amico che si crede uno scrittore e va in giro con tutti i suoi scritti, sottoponendo veli costantemente, compresa la lista della spesa? Per loro propongo “Terra matta” di Vincenzo Rabito, bracciante agricolo siciliano semianalfabeta che racconta la sua vita, così, come sa farlo lui, mischiando l’italiano col dialetto, ignorando la punteggiatura, ma regalandoci uno spaccato di storia prezioso ed una lucidissima biografia. A dimostrazione che i capolavori possono venir fuori da chiunque, difficilmente, però, da chi pensa di crearne uno. Poi tutti, ma proprio tutti conosciamo un avvocato, vista anche la numerosità della specie. Chi li conosce bene sa che gli avvocati si riconoscono tra loro, sono ottimi segugi ed hanno una capacità illimitata di rintracciarsi. E’ risaputo che se due o più avvocati finiscono a cena insieme, è la fine, gli altri commensali po-

Regalare un libro per mandare messaggi subliminari. trebbero pure sparire, loro non se ne accorgerebbero nemmeno, presi dalla narrazione delle loro strabilianti prestazioni forensi e dai loro “certamente” numerosi successi, manco fossero Perry Mason. Per loro consiglio “Non avevo capito niente” di Diego Da Silva. Intanto perché il titolo la dice lunga, e poi perché il protagonista, Vincenzo Malinconico, è un avvocato, non che lavori molto, anzi, spesso si ritrova a bighellonare in tribunale da un ufficio ad un altro solo per ammazzare il tempo e dare un senso alle sue giornate. E’ indeciso, confuso, impreciso ed imbranato, insomma come si dice “intelligenti pauca”. ... continua

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“La schiuma dei giorni” di Boris Vian riservatelo al vostro grande amore, intendo quello vero. Regalandolo vorrete dirgli che senza di lui vi manca il terreno sotto i piedi e il mondo è un posto piccolissimo, che non c’è orizzonte e non c’è calore. La storia è piena di stranezze, topi che parlano, fiori che curano, case che si restringono, e in tutto questo l’amore di Colin e Chloè vissuto nell’assurdo eppure così normale. Del resto non c’è storia d’amore che non porti con sé un po’ d’assurdo.

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Voltando pagina e umore, è arrivato il momento di pensare ai regali per chi risiede dentro il nostro cuore. “I delitti di via Medina Sidonia” di Santo Piazzese è indicato se vorrete far sentire a casa l’amico siciliano che vive da anni al Nord. Perché sin dalla prima pagina Piazzese fa soffiare lo scirocco, e si sa che lo scirocco in Sicilia è capace di prodigi ed incantesimi. La Palermo che ne viene fuori non è romanzata, è quella che chi c’è stato ricorda. C’è lo Zammù (acqua e anice) al chiosco, la pasta con le sarde e profumi di limoni e di mare. Il fatto che si tratti di un giallo non disturba nemmeno chi non ne è appassionato.

consigli per gli amici buoni e quelli cattivi.

A vostra sorella o a vostro fratello regalate “Il contrario di uno” di Erri De Luca. Il due è contrario di uno, il secondo è colui che rende l’universo, diverso. “Il due è l’alleanza”, il patto. E chi se non vostra sorella è colei che conosce tutti i vostri segreti? Quale uomo, almeno una volta nella vita, non ha fatto a botte per difendere il fratello? E’ questione di sangue e di anima e ciò crea l’unione. Questi racconti sono per loro, cogliete l’occasione per dirgli quanto li amate. Gli ultimi versi di una bellissima canzone di Sergio Cammariere dal titolo “Sorella mia” dicono “La conosci così bene, la conosci già a memoria che potresti raccontarla tu la mia storia”. Infine cosa dirvi, regalate libri alle mamme, al capufficio, al barista che piove o nevica vi regala sempre un sorriso, al vicino che si lamenta qualsiasi cosa facciate. I libri parleranno al posto vostro, e lo faranno meglio. Auguri. ● Laura Caponetti

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Il primo Natale da scrittrice

Quando tutto si spegne, si accende l’ispirazione per i miei romanzi

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gnuno da bambino ha un sogno, un mondo idilliaco del quale spera un giorno di poter essere parte. Non so se sia ancora così, ma ai miei tempi, la maggioranza delle bambine sognava di diventare una ballerina, una veterinaria o magari un’esploratrice. Il mio sogno però era un altro, e quando nel 1992 sotto l’albero di natale trovai la mia prima macchina da scrivere, che sembrava essere quasi più grande di me, capii che quella era davvero la mia strada. Il mio desiderio. Il sogno per il quale avrei lottato ogni giorno, e ora a 26 anni, posso dire che è ancora così. Non so precisamente quando ho iniziato a scrivere. Forse proprio in quel lontano natale del 1992, forse proprio quella prima volta che ho inserito un foglio bianco nel rullo della macchina e ho premuto il primo tasto. Il momento in cui ho composto la prima frase di quella fiaba che, a tratti, ancora ricordo. Le immagini delle mie storie sembrano nascere quasi in modo autonomo

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Il riflesso dell’anima

Era il 1955 e Lorenzo aveva solo 25 anni quella notte in cui tutto ebbe inizio. Il suo mondo sparì in poche ore. Al mattino non conosceva né là casa nella quale si trovava, né quelle donne che lo chiamavano “papà”. Erano trascorsi 60 anni in una sola notte e si ritrovava prigioniero nel corpo di un vecchio, senza sapere come tornare indietro. Come tornare da lei. Perché nel 1955 aveva lasciato una cosa importante, e quell’ultima notte aveva preso la decisione sbagliata.

Isbn: 978-88-6498-616-6

Autori

Pagine 182 • € 14,50


Leda Muraro nella mia testa. A volte basta un profumo, una canzone o semplicemente una melodia. Scatta qualcosa, come una serratura che si apre e che mi permette di entrare in un altro mondo. Un mondo che a volte non riesco a controllare, che mi travolge e mi trasporta lontano e dal quale spesso non vorrei uscire. E’ durante la sera che scrivo. E’ in quel momento, quando il mondo sembra addormentarsi, quando il silenzio sembra avvolgere ogni cosa, che le mie storie prendono vita sullo schermo illuminato di un computer. Anche “Il riflesso dell’anima” è nato così. Nelle serate silenziose, quando stare davanti al computer con i miei personaggi era più piacevole che stare davanti alla tv. Quando accendevo il computer loro erano lì, pronti a farmi compagnia, e a raccontarmi la loro storia. La storia di Lena e Lorenzo. Una storia nata nel 1955, in quella notte in cui tutto è cambiato per sempre. Perché in poche ore Lorenzo si ritrova nella nostra epoca, a 60 anni di distanza dalla sua e non più con l’aspetto di un ragazzo di 25 anni ma imprigionato in un corpo vecchio che non conosceva e che si stava lentamente consumando. Una storia che vuole esprimere l’importanza dei ricordi e del valore che hanno per la nostra vita. Perché senza i ricordi che senso ha averla vissuta? Che senso ha se non possiamo ricordare i sorrisi, le lacrime, le persone e i momenti che l’hanno resa speciale, che l’hanno resa unica? Questo romanzo è rimasto chiuso per www.iocome.it

mesi in un cassetto, al buio dove era nato. Perché pubblicare per un’anonima ragazza di provincia è tutt’altro che semplice, far sentire la propria voce tra migliaia che sembrano gridare più forte di quanto faccia tu ti sembra impossibile. Ed è così che è iniziata la mia avventura. Un’avventura fatta di attesa, di case editrici contattate e di manoscritti spediti. Un’avventura che però un giorno prese una direzione inattesa, il giorno in cui nella mia posta trovai la mail di una casa editrice, la 0111 edizioni. Una mail cha ha reso quel mio sogno un po’ più reale. ● Di Leda Muraro

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Libri con la D maiuscola

di Patrizia Bellinelli

Patrizia Bellinelli Nata a Torino nel 1976, Laureata in Giurisprudenza all’Università di Torino, dopo quasi 10 anni come praticante avvocato in studi legali, grazie ad un uomo speciale, ha deciso di ascoltare il richiamo di alcune sue grandi passioni: la lettura e la scrittura. Ha fondato il blog Open AR.S. A spasso tra i libri, in cui le emozioni della parola si fondono con quelle della fotografia: perché i libri si leggono, si recensiscono, si ascoltano e si osservano con profondo rispetto. Organizza e cura eventi culturali ed un canale web tematico dedicato a libri e lettori.

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Il segnalibro rosa di Open AR.S. Per il mese di dicembre, il mese della Nascita, del calore famigliare, degli addobbi natalizi, il mese dei bambini e delle loro letterine a Babbo Natale, ho deciso di dar voce in questo spazio settimanale non alle recensioni, ma direttamente ai libri. Vorrei che fossero unicamente loro, con la scrittura ed il linguaggio che caratterizza ogni opera, a parlare ai vostri gusti, alla vostra curiosità, al vostro istinto, alla vostra sensibilità. Nel mese di dicembre, in ogni uscita della rivista, troverete due libri a fare discretamente capolino in questa rubrica: un libro per i grandi ed uno per i giovani lettori.

Approfondimento e recensione sul blog: www.openars.it www.aspassotrailibri.it


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V

Incipit Mai era una parola che non le piaceva. Non per via dell’infinitezza che implicava o per la sensazione d’implacabilità ostinata che suscitava all’orecchio, ma perché era, per sua stessa definizione, improbabile. L’improbabilità disturbava. Iperbole perfetta, mai era una parola sfacciata, soprattutto per essere un avverbio. Illimitata e indiscriminata, mai riusciva in ciò a cui poche parole arrivavano. Rifiutava di essere qualificata, di soccombere alla razionalità o di esserne imbrigliata per più di una sola frase. Mai sconfiggeva la logica e, per Abigail Harker, nulla poteva essere più sconvolgente.

Quarta di copertina

Ellen Block

Parole sulla sabbia

Anno 2011 ~ Pagine 336 ISBN 9788863800852 Euro 16,60

Dopo la tragica morte del marito e del figlio nell’incendio della loro casa di Boston, Abigail Harker abbandona il suo amato lavoro di lessicografa per diventare custode di un vecchio faro su un’isola sperduta al largo della costa del North Carolina. Arrivata a Chapel Isle fuori stagione, Abigail immagina di trovarvi pace e solitudine e di poter esplorare con tranquillità l’isola che suo marito aveva amato da bambino. Ma le cose vanno diversamente. Il pittoresco faro in realtà è un edificio diroccato e inquietante che custodisce un misterioso passato. E, d’altra parte, Abigail è perseguitata dal suo di passato, anche se, lentamente, riesce a intessere legami sorprendenti con le persone del luogo e a stabilire un rapporto con il proprio dolore che le permetterà di trovare un nuovo equilibrio. Parole sulla sabbia racconta uno dei più grandi misteri della vita: la forza che nasce per farci superare una perdita devastante, attraverso il potere delle parole e la loro capacità di guarire, di trasformare, di toccare il cuore.

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Libri con la D maiuscola

di Patrizia Bellinelli Mi ritaglio qualche riga “personale”, fra le mille dedicate ai libri, per augurare a tutti voi un Sereno Natale e feste piene di armonia e di calore. Feste in famiglia a leggere fiabe e storie davanti all’albero o al presepe, per far illuminare di fantasia gli occhi dei bambini e dei grandi.

Quarta di copertina È Natale e Tommy è in partenza per Villa Brivido, la tetra dimora di zio Livido, famoso scrittore di storie di fantasmi. Ma una telefonata della sua amica Pippina lo mette in allarme: alla villa qualcuno ha acceso tutte le luci e scostato le tende scure dalle finestre. Da quel momento Livido ha perso l’ispirazione, ha smesso di scrivere e non veste più come un vampiro. È un bel guaio! L’unica cosa da fare è partecipare alla riunione dei fantasmi nel bosco, per cercare una soluzione. Tommy e Pippina sono disposti a tutto, pur di aiutare lo zio, anche a recarsi in un museo di notte, e affrontare lo spaventoso fantasma che vi abita!

Francesca Ruggiu Traversi

Tommy Scuro e il fantasma del museo Anno 2011 ~ Pagine 113 ISBN 9788879269162 Euro 8,50

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Estratto da

Natale a Camelot

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di


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Mary Pope Osborne

Capitolo 2 Questa è Camelot?

JACK RABBRIVIDì. Quando respirava, il freddo trasformava il suo fiato in una nuvoletta di vapore. Annie era affacciata alla finestra della casetta magica. – Questa è Camelot ?- esclamò, meravigliata. Jack la raggiunse. La magica casa sull’albero si era posata in un boschetto di alberi spogli. Un grande castello buio si stagliava contro il cielo grigio. Nessuno della finestre era illuminata. Non c’erano stendardi alle torrette e il vento fischiava solitario fra gli alti torrioni. -Sembra deserto-osservò Annie. Jack infilò frettolosamente il diario nel-Già- concordò suo fratello. –Speriamo lo zainetto da cui non si separava mai di essere nel posto giusto.e seguì la sorella. Quando raggiunsero il suo ghiacciato, corsero insieme verJack prese il diario e la matita. Voleva so Morgana e le gettarono le braccia al descrivere quel castello cupo e misterio- collo. so. -Stavo guardando fuori da una finestra -Ehi, c’è qualcuno- notò in quel momen- del castello e ho visto un lampo di luce to Annie. nel frutteto -spiegò Morgana. –Che cosa ci fate qui? Jack tornò ad affacciarsi alla finestrella. -ma non ci hai mandato tu la casetta Una donna camminava sul ponte levato- magica? – si stupì Jack. io del castello. -E anche un rotolo di pergamena con Indossava un lungo mantello e portava l’invito a trascorrere il Natale a Cameuna lanterna accesa. I suoi capelli, lun- lot? – aggiunse Annie. ghi e candidi, erano agitati dal vento. -No! – rispose Morgana, cadendo dalle -Morgana!- esclamarono all’unisono An- nuvole. Sembrava piuttosto allarmata. nie e Jack, ridendo sollevati. -Ma l’invito era firmato con una M- sotLa fata Morgana corse sul terreno gela- tolineò Jack. to verso il boschetto. –Annie? Jack? Sie- -E perché? – aggiunse sua sorella. te voi? –chiese. -Certo che siamo noi! Chi credevi che Un velo di tristezza appannò lo sguardo fossimo?- strillò Annie, cominciando a di Morgana. scendere giù dalla scaletta di corda. ...segue

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di Estratto da

Natale a Camelot -Qualche tempo fa re Artù, il nostro amato sovrano, ha dovuto combattere contro Mordred, il suo peggiore nemico- cominciò a speigare la fata. -Beh, naturalmente l’ha sconfitto, ma prima che ci riuscisse, il Mago Nero di Mordred è riuscito a gettare uno dei suoi malvagi incantesimi sull’intero regno. E in questo modo ha tolto a Camelot tutta la gioia e la serenità che l’hanno sempre contraddistinta. -Ma come..Tutta la serenità? Annie non credeva alle sue orecchie. -Si – confermò Morgana. –Sono mesi, ormai, che a Camelot non c’è più musica, non si organizzano feste, non si sente una risata…. -Oh, no…- gemette Annie. -E noi cosa possiamo fare per cambiare le cose? – domandò Jack. Morgana sorrise tristemente. -Ho paura che questa volta, purtroppo, voi due non possiate fare nulla – rispose. -Ma sicuramente re Artù sarà felice di conoscervi e magari l’incontro gli solleverà un po’ lo spirito. Venite con me, vi accompagno al castello.Morgana alzò la lanterna per far luce e s’incamminò verso il ponte levatoio. Jack e Annie la seguirono di corsa. L’erba gelata scricchiolava sotto le suole delle loro scarpe da ginnastica mentre attraversavano il prato che circondava il castello.

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I due ragazzini seguirono la fata Morgana oltre il ponte sul fossato e attraverso il grande cancello. Nel cortile interno non c’era anima viva. -Dove sono andati gli altri? – mormorò Annie al fratello. -Non lo so- bisbigliò lui di rimando. Jack avrebbe tanto desiderato avere con sé un libro che parlasse di Camelot. L’avrebbe aiutato a capire cosa stava succedendo. Morgana condusse i ragazzini fino a un grande arco di pietra chiuso da due porte di legno. Si fermò e guardò jack intensamente.


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Mary Pope Osborne

-Temo proprio che nessun libro potrebbe aiutarti stasera, Jack – disse. Jack era sbalordito. Morgana aveva letto i suoi pensieri. -Perché no? – cheise Annie. -In tutti i vostri viaggi avete visitato luoghi ed epoche veri, reali – spiegò la fata bibliotecaria. –Ma per Camelot non è così. -Perché? – allora chiese jack. - La storia di Camelot è una leggenda– proseguì Morgana. –Una leggenda è una storia che comincia nella realtà. Ma poi l’immaginazione prende il sopravvento. Persone diverse in tempi diversi raccontano la stessa storia e usano la loro fantasia per arricchirla…insomma, aggiungono delle arti. E’ così che una leggenda resta viva nella memoria. -Allora stasera noi aggiungeremo la nostra parte. – intervenne Annie. -Esatto- rispose Moragna. – E mi raccomando, ve ne prego con tutto il cuore – alla debole luce della lanterna il volto della fata appariva estremamente preoccupato e molto serio, - non permettete che la storia di cameo finisca per sempre. Fate sì che il nsotro regno sopravviva..salvatelo!

-certo che non lo permetteremo! – la rassicurò Annie. -Bene - concluse Morgana. – Venite allora. Entriamo nel salone principale. Il re è lì. Morgana sollevò un chiavistello di metallo e spinse i pesanti battenti della porta. Jacke e Annie la seguirono nel castello buio. ●

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intervistando Oriana De Iulio

Cosa ti ha portato a scrivere? “Ho sempre considerato la scrittura un modo per esprimere le proprie emozioni, uno strumento in più per far comprendere quello che spesso non si riesce a dire con le parole. La poesia è stata la mia prima esperienza artistica, poi sceneggiatrice di uno spettacolo teatrale „Uomini in Ombra“, messo in scena nel 2002 , e di due cortometraggi: Amore Palindromo e Un Ricordo rubato, giornalista presso la redazione de Il Velino ed ora scrittrice di un romanzo”. Quando hai deciso di scrivere il tuo primo libro? In realtà la mia intenzione era quella di scrivere un racconto: volevo narrare cosa si prova a svegliarsi un lunedì mattina e prepararsi per andare a fare un colloquio per segretaria, avendo alle spalle una laurea ed un master. Poi mi sono resa conto di avere tra le mani una quantità di racconti di esperienze vissute sia in prima persona sia da amici, che condividevano le mie esperienze. Ed allora ho deciso di dar forma al tutto e di farne diventare un romanzo dal titolo “Tutte noi abbiamo un Mister Big”. È stato facile trovare un Editore, ti sei affidata ad un agente letterario? Se no, descrivi il tuo percorso per arrivare alla pubblicazione. Non è stato difficile. Una volta finito il romanzo ho iniziato ad inviare il manoscritto a varie case editrici. Le prime proposte mi sono giunte quasi subito, ma tutte mi chiedevano un contributo. Ho deciso di desistere per un motivo

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Oriana De Iulio vive e lavora a Napoli. Giornalista pubblicista si occupa di eventi culturali in particolar modo cinema e teatro, collabora saltuariamente con il quotidiano “Socialistilab” dove ha pubblicato alcuni racconti nella rubrica “Conflitti Moderni” e portavoce del Movimento culturale “Liberiamo il cratere” con il quale ha realizzato numerosi reading e performance multimediali. Si è laureata a Napoli alla Federico II in Lettere Moderne con specializzazione in Storia del Cinema. Ha pubblicato saggi di critica cinematografica su “Giornale di Storia contemporanea”, “Meridione”, “Cinemasessanta” e “Cinema Sud”. Ha scritto soggetto e sceneggiatura del testo teatrale “Uomini in ombra” andato in scena nel 2002; ha scritto soggetto e sceneggiatura del cortometraggio “Amore Palindromo” di Fabiola Catapano.

www.orianadeiulio.com


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fondamentale: volevo che qualcuno veramente valutasse ed apprezzasse il mio lavoro. E così dopo un paio di mesi vengo contattata dalla "0111 edizioni", una casa editrice di Varese, ho dovuto superare diverse fasi di selezione, alla fine delle quali mi hanno proposto un contratto senza alcun tipo di contributo. Voglio soffermarmi su questa realtà perchè hanno avuto nei miei confronti e verso il mio lavoro un attegiamento serio ed onesto in tutte le varie fasi di realizzazione e promozione. Come nascono i tuoi libri? Il mio libro, come del resto tutto quello che scrivo nasce solo ed esclusivamente se mi sento ispirata, non scrivo mai per commissione, non mi piace e non sono mai contenta del risultato finale. Nel caso di “Tutte noi abbiamo un Mister Big“, il libro nasce dalll’esigenza di raccontare una esistenza precaria: soffermandomi su come il lavoro quasi come una malattia infettiva contagi tutta la propria esistenza. Come ti descriveresti? È sempre complicato rispondere a queato tipo di domanda. Mi considero una combattente, una che non ha voluto rinunciare ad un’ambizione, che ha rincorso per anni e che ora finalmente vede concretizzarsi. Il tuo motto personale? Vivo in una favola sognando Vivi per… per le persone che amo, e tra queste ci sono anche io. Perché dovrei acquistare la tua opera? Quando presento il mio libro di solito aggiungo sempre questa frase: ... il mio libro, la tua storia!“ perchè penso che possa essere considerato un romanzo generazionale che fotografa una realtà in cui molti possono riconoscersi.


«...il mio libro, la tua storia!»

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“Tutte noi abbiamo un mister big”

“Penso, penso a come la mia vita fino ad ora non sia stata altro che una serie continua di amori e lavori a progetto, quasi come se le cose andassero di pari passo, come se oggi la precarietà professionale fosse una malattia infettiva che presto contagia anche la vita privata...” 

Penso, penso a come la mia vita fino ad ora non sia stata altro che una serie continua di amori e lavori a progetto, quasi come se le cose adassero di pari passo, come se oggi la precarietà professionale fosse una malattia infettiva che presto contagia anche la vita privata...” Questo pensa Giulia, in un lungo interminabile lunedì mattina; che la trascinerà nel fiume dei ricordi ripercorrendo gli ultimi anni della sua vita, trascorsi tra un lavoro e l’altro alla ricerca del suo Mister Big.

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(Oriana De Iulio)

“Tutte noi abbiamo un Mister Big” di Oriana De Iulio isBn 978-88-6307-398-0


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Pollicino per non perdersi tra i libri

Tra Archeologia e Narrativa: Sula e la capretta perduta I mmaginate un villaggio abitato da gente semplice, a contatto con la Natura che ne regola tempi, abitudini, vita. Immaginate dei bambini che aiutano i genitori nelle faccende di ogni giorno. Immaginate che la storia di Sula, Muiu ed Hepru si svolga circa duemila anni fa nel Bostel, ai confini tra la terra dei Veneti e quella dei Reti. Ecco, adesso ci siete quasi. Se chiudete gli occhi, lasciandovi catturare dalla narrazione, vi sembrerà di vedere un tempo passato di cui, tuttavia, conserviamo “tracce” nella nostra memoria storica. E’ il tempo in cui gli uomini dell’antico villaggio di Bostel coltivavano la terra e vivevano con poco, gente coraggiosa e fiera di cui, soltanto da poco si è riusciti, almeno in parte, a ricostruirne la storia. La passione per l’archeologia e il gusto di raccontare ai bambini il passato, ha fatto sì che questo bel libro di Laura Novello, dal titolo “Sula e la capretta perduta”, diventasse un esempio di come sia possibile- e in modo assai piacevole- coniugare la Storia con l’avventura, l’informazione con i sogni, le paure, le speranze, i giochi e le curiosità dei bambini di ogni epoca. Certo, noi per primi, non siamo in grado di capire appieno cosa vuol dire fare a meno dell’elettricità, delle auto, del computer e di tutto ciò che ci ha reso la vita più “facile”, ma non possiamo non

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provare una intensa emozione, guardando quel mondo ancora giovane con gli occhi dei bambini del Bostel. E’ in questa operazione che Laura Novello riesce pienamente nell’intento che si era proposto; far rivivere la Storia, raccontandola ai bambini e regalando loro il piacere della scoperta e il fascino di una civiltà ormai scomparsa. Grazie anche alle belle illustrazioni di Matteo Gaule, il testo è adatto a una fascia di età che va dai 5 ai 9 anni. “Sula e la capretta perduta” è stato presentato, alla sua prima uscita, proprio nell’area archeologica del Bostel, nell’altopiano di Asiago. Il libro fa parte di una collana dal titolo “Le storie del Bostel” e, come per ogni volume, è corredato da un approfondimento, curato da valenti archeologi, sui temi trattati nel racconto. Chissà che leggendo di Sula e delle sue “avventure” non si desti, tra i piccoli lettori, un interesse che va oltre la narrazione, una attenzione per ciò che appartiene alle nostre radici e che, grazie al lavoro paziente di esperti e di semplici appassionati, ha permesso di riportare alla luce ciò che si riteneva perduto per sempre. Quando la narrazione è anche informazione e stimolo per la conoscenza, cosa altro potremmo desiderare ? Buona lettura e… buon viaggio nel Bostel di Rotzo! ●


di Pina Varriale

Laura Novello Illustratore: Matteo Gaule

Sula e la capretta perduta Anno 2011 ~ Pagine 24 ISBN 978-88-89524-56-5 Euro 10,00

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Appuntamenti

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Il Natale a Perugia

Luci, eventi e divertimento Fino all’Epifania PERUGIA – Le atmosfere natalizie tornano ad allietare la città di Perugia che anche quest’anno presenta un ricco e variegato programma di iniziative ed eventi. E’ stato il sindaco – insieme al vicesindaco, agli assessori Lomurno e Cernicchi e ai rappresentanti della Consulta per il centro storico, alle associazioni di categoria e ai tanti cittadini che hanno preso parte all’evento – ad aver acceso le luminarie del centro storico della città, momento simbolo dell’inizio delle festività natalizie. Le prime luci ad essere accese sono state quelle di piazza Matteotti, seguite dagli addobbi del grande albero di Natale di Palazzo dei Priori e poi dalle luminarie di Monteluce, accese alle 19 a margine della manifestazione per bambini “Luci su Monteluce. Aspettando un Natale divino”. Eventi natalizi – Con il periodo natalizio, arriva anche una folta serie di eventi e iniziative nel capoluogo: “luci, spettacoli, concerti, mostre, incontri letterari, mercatini e iniziative di solidarietà”, in

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un contenitore ideato dal Comune con il titolo “Per Natale PerTe Perugia”. Rimarrà allestita fino all’8 gennaio 2012, “Angelica Perugia” all’Oratorio di San Giovanni Battista, in corso Bersaglieri, mostra collettiva di arti visive sul fascino dell’invisibile. La presenza degli angeli nell’arte contemporanea. A cura di Sansalu’ al Borgo, orario 16.30/19.30 chiuso Natale e 1° gennaio); alle ore 16 “Conferenza sugli Angeli: storia, arte e tradizione”, ne parla Claudio Miciotti, a cura dell’associazione Ri Vivi Borgo Sant’Antonio. Venerdì, 9 dicembre Alle ore 16, con replica ore 17.30, “Buon Natale Borgobello”, Sala Cutu, piazza G.Bruno 9: Cantata di Natale. Storie di leggende natalizie e intrattenimento per bambini a cura di Teatro di Sacco , ingresso €.6,00 euro a bambino. ore 21.00, in Sala dei Notari, “Concerto beneficenza” con Gruppo vocale Armoniosoincanto, Corale San Giovanni Battista di Pila, Coro Giovanile Vivae Vocis Concentus. Ingresso a offerta, il ricavato andrà a favore della Cooperativa Sociale RE.LEG.ART.


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Natale sorianese, ecco il programma da venerdì 16 a martedì 20 dicembre 23 24

SORIANO NEL CIMINO – Mancano pochi giorni a Natale e il Comune di Soriano propone un ricco programma di appuntamenti. Ce n’è veramente per tutti i gusti. VENERDì - Si parte venerdì alle 18 con il concerto dell’Orchestralunata presso la Sala Consiliare, per la serie “Incontri d’Autore”, ideato dalla libreria Matrixstore. Alle 21.30, invece, alla Casa delle Arti “Fabrizio De Andrè” ci sarà la presentazione del libro “Corn pop - Quarantuno film che non vedrete mai” di Daniele Emanuel Catalani, un giovane autore nato a Civita Castellana. SABATO - Sabato alle 10 parte la I edizione di Trekking Urbano 2011 (Manifestazione a cura dell’Associazione Culturale Soriano nel Cuore), un percorso culturale tra le chiavi di volta di Soriano con partenza da Piazza Guglielmo Marconi. Doppio appuntamento (alle 9.30 e alle 15) con la compagnia arcieri Orsini per la gara interregionale indoor del campionato italiano presso la palestra comunale. Con l’occasione si festeggia il decimo anniversario dell’associazione sportiva di casa.

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Alle ore 18.00 presso la Sala Consiliare è la volta di “Incontri d’Autore”: ultimo appuntamento della rassegna con la presentazione del libro I delitti del demone etrusco di Riccardo Cecchelin, romanziere e giornalista responsabile del Corriere di Viterbo. DOMENICA - Si parte alle ore 9.30 con la Raccolta fondi per l’iniziativa Un panettone per l’Africa in Piazza Vittorio Emanuele II a cura della Croce Rossa con la collaborazione dei Giovani Pionieri. A partire dal mattino, con gli stessi orari del giorno precedente , ci sarà la seconda tappa della gara degli arcieri presso la palestra comunale.


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Alle ore 11.00, invece, quelli di Trekking urbano propongono l’itinerario I Palazzi nella storia di Soriano, un percorso culturale tra i palazzi storici con partenza da Piazza della Repubblica. Infine, pomeriggio in musica con l’esibizione del Coro Polifonico “Francesco Suriano” al Duomo San Nicola alle 18.30. LUNEDì E MARTEDì - La Croce Rossa di nuovo protagonista di un’iniziativa che sarà molto gradita ai più piccoli. Babbo Natale visiterà le scuole di Soriano nelle giornate di lunedì e martedì. Si ricorda l’importante collaborazione dei Giovani Pionieri per l’organizzazione di questo evento. Per la serata di martedì, ore 21, è previsto uno spettacolo di danza a cura dell’Associazione Culturale Musikè presso la palestra comunale. I ballerini interpreteranno “Lo Schiaccianoci”. A proposito del ricco palinsesto per il Natale sorianese, l’assessore alla cultura Troili ha affermato: “l’obiettivo è quello di coinvolgere tutti con iniziative molto diverse tra loro. Per questo si spazierà dai libri al balletto, dai “Babbi Natale” allo sport. Quello che più conta è lo spirito di aggregazione e il calore che questi eventi devono generare. In questo senso, invito prima di tutto la gente a partecipare alla raccolta fondi per l’iniziativa Un panettone per l’Africa in Piazza Vittorio Emanuele II a cura della Croce Rossa domenica alle ore 9.30”.


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