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Anno 1 N. 33 / dicembre 2011 - Periodico settimanale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

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Copertina di Andrea Tarella

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ANDREA TARELLA Illustratore. Andrea Tarella nasce a Verbania nel 1982 e resta sulle rive del lago fino al suo diciottesimo compleanno. Si trasferisce a Milano portando con se la sua passione per i fumetti, i film e il disegno. Inizia a muovere i primi passi nella cittĂ e a collaborare con diverse associazioni ambientaliste per cui realizza libretti illustrati per le scuole e per i bambini. Collabora con Severgnini e Love Therapy, fino alla collaborazione con Prada per cui realizza le illustrazioni inserite nella campagna “Minimal Baroque Sunglasses Collectionâ€?. Attualmente vive ancora a Milano insieme a 2 cavie peruviane, 3 canarini, 5 cocorite, 1 tortora, 2 diamanti mandarini, 6 pesci rossi, 3 tritoni, 2 rane e 1 salamandra. La notte non dorme... disegna, fuma, guarda film e coltiva Camelie. yeliel82@hotmail.com website: www.andreatarella.com


in copertina Andrea Tarella

“xmas pingu� di Andrea Tarella


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sommario

numero

autori Luca Racchetta |

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La scelta dei giovani vecchi Silvia Denti |

In/contro

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Stefano Pietri |

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Non credevo di trovarti su facebook

rubriche La Bottega editoriale |

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Libri con la D maiuscola | In primo piano |

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Cronache di inizio millennio Pollicino |

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I diritti calpestati Book TO movie |

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La punta dell’Iceberg (di Natale) Appuntamenti |

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- Dall’acqua nasce l’anima - Q-LAB – experiment n.6


editoriale

Marika Barbanti Si sta avvicinando il Natale e come ogni anno inizia il solito rutilante giro delle cene d’auguri. Auguri di qua, Buon Natale di la; oddio i regali! Vi state tutti preparando per festeggiare il fatidico 25 Dicembre? Credo che quest’anno, sebbene le azioni siano le stesse, lo spirito sia profondamente diverso e non solo perché non ci sono soldi da spendere; anzi forse proprio perché ci sono meno soldi o non ci sono del tutto.

Quest’anno dobbiamo scegliere bene cosa regalare e a chi farlo. Quest’anno i regali di convenienza hanno poco spazio, con meno risorse gli sprechi sono aboliti. Tutto sommato non credo sia un male, in fondo significa che i regali che facciamo hanno un valore pieno, forte, perché solo quelli che veramente abbiamo scelto di fare. Se doveste regalare una parola, ad una persona per voi molto importante, quale scegliereste? Se doveste regalare un emozione per Natale, quale regalereste? Noi iniziamo con queste; voi pensateci … Buona Lettura!

M. B.

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Poesia: un “quadro”

di emozioni e sentimenti Incontrarsi e conoscersi su un social network come Facebook per dare vita ad una raccolta poetica collettiva. È stata questa la genesi di Nove penne fanno un’ala. Parole scritte con i colori della natura a descrivere pensieri e sentimenti, antologia poetica curata da Annalina Mesina, autrice tra l’altro della Prefazione del libro, pubblicato da Città del sole edizioni (pp. 108, € 10,00). Un puzzle di scrittori e componimenti ideato da uno degli autori dell’antologia stessa, Mario Calivà. Egli ha “radunato” nove persone molto diverse tra loro per stili di vita, cultura e interessi ma accomunate da una stessa passione: la scrittura. Quest’ultima come tentativo di far emergere quello che spesso si nasconde nel profondo dell’anima. Sentimenti, stati d’animo, attimi di vita sono, infatti, i protagonisti dei versi poetici che compongono la silloge, tutta improntata al principio dell’ut pictura poësis. Come dire, quindi, “la poesia è come un quadro” o “un quadro è come una poesia”. Non a caso, nella Prefazione del volume si legge: «la poesia è un quadro che riproduce fedelmente da sé il suo significato. Un quadro dipinto

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consigliati da

La Bottega Editoriale Un’Agenzia letteraria che offre servizi per l’editoria, la comunicazione e il giornalismo. Supporta gli autori per approdare alla pubblicazione (attraverso la valutazione degli inediti, l’editing, la rappresentanza presso gli editori, ecc.) e alla sua successiva diffusione (attraverso il marketing editoriale: promozione stampa, organizzazioni di eventi letterari, ecc.). Collabora, inoltre, con le case editrici nell’affrontare i serrati ritmi del mercato editoriale. È anche editore di due riviste on-line: Bottega Scriptamanent e Direfarescrivere, mensili dedicati a recensioni librarie, articoli e approfondimenti culturali e di attualità. In Un libro da raccontare diamo spazio ai migliori libri scelti per Io come autore. Il direttore è il giornalista e saggista Fulvio Mazza.


la Bottega editoriale o al semplice pensiero trascritto così come sgorga dal cuore. Ciò che preme ai nove poeti è il messaggio da consegnare al lettore: emozioni e sensazioni si snodano attraverso versi da leggere senza porsi troppe domande, senza lasciarsi intrappolare dalla tentazione di fare analisi. Fruire la poesia come se fosse una scintilla universale è l’atteggiamento necessario per poter trarre beneficio dalla lettura di questo delizioso libro. Cecilia Rutigliano

attingendo colori da una tavolozza, la vita, che spesso è sbavata e stinta, altre volte è carica e ricca di mille colori sgargianti». Scrivere per il fatto che non si sa dipingere, pertanto, sembra essere il vero “perché” della nascita di Nove penne fanno un’ala. Ciascun poeta di questa antologia ha arricchito la raccolta con cinque pezzi, ciascuno dei quali propone al lettore un viaggio fra natura e sentimento, un percorso nella quotidianità di momenti intensi. I temi toccati sono molteplici e la particolarità della raccolta sta proprio nella diversità di stili e di temi dei diversi autori: Roberto Massaro, Silvano Mosca, Loredana Lanza, Luciano Valera, Laura Di Vincenzo, Annalina Mesina, Mario Calivà, Genoveffa Morganella e Antonio Mandalà. L’eterogeneità, dunque, è l’originale caratteristica del volume; essa si rivela anche attraverso l’uso di forme metriche differenti: dal verso libero alla metrica lineare, alla rima

Titolo: Nove penne fanno un’ala Curato da: Mesina A. Editore: Città del Sole Edizioni Collana: Cantieri poetici Data di Pubblicazione: 2011 ISBN-13: 9788873514619 Pagine: 112 Euro: 10,00

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Autori

La setta dei giovani vecchi

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Nella cittadina di Castel Chimerico vive il quarantaduenne Giovanni Eufemi, precario della professione, della politica e dell’amore. I suoi più cari amici, tutti coetanei, vivono anch’essi una condizione di instabilità esistenziale, venata di vittimismo e di malcelata rassegnazione. Un giorno tuttavia la vita di Giovanni Eufemi sembra essere giunta a una svolta, dopo la quale probabilmente nulla sarà più come prima. E in effetti così sarà, ma non esattamente come si aspettava… E alla setta dei giovani vecchi non rimarrà che riunirsi per l’ultima volta, per l’ultima, terribile “cospirazione” di protesta contro la società.

Isbn 978889682428-3

L

a genesi dell’opera sta nella fusione e nell’amalgama di filoni narrativi in origine destinati a racconti separati: Giovanni precario della vita, della professione e dell’amore, un gruppo di quarantenni sfiduciati e sull’orlo del precipizio, il personaggio maniaco della precisione e dell’organizzazione in un mondo dove il pressappochismo e il caso sono componenti ineludibili e talvolta fortemente condizionanti. Stesa una trama con questi elementi, altri se ne sono aggiunti per simpatia con quelli già presenti e in linea col grande tema dominante: la precarietà, ovvero l’instabilità delle umane vicende, particolarmente sentita nella società odierna e ancora di più da chi si trovi in quel momento anagrafico in cui vorrebbe fondare le basi della propria vita futura e della propria realizzazione personale, avvertendo però allo stesso tempo che avrebbe dovuto averlo fatto già da un po’. Questo nucleo originario si è poi arricchito di personaggi lievitati e cresciuti in consistenza scenica oppure di situazioni e personaggi del tutto nuovi, allo scopo di ribadire e approfondire concetti e di mettere sulla tavolozza dello scrittore colori nuovi, più vivaci o a tinte fosche che fossero. L’affresco finale vede come soggetto principale il quarantaduenne Giovanni Eufemi, residente nella cittadina di Castel Chimeri-

Pagine 104 • € 11,00


Luca Rachetta co, precario nella professione, in politica e in amore. Insegnante con contratto a tempo determinato, membro del partito di maggioranza relativa in seno al consiglio comunale senza però un effettivo peso politico all’interno dello stesso, eterno fidanzato della quarantenne Eleonora. Su Giovanni Eufemi pare che gravi una maledizione che lo condanna all’incompiutezza, che il nostro protagonista attribuisce allo Stato, ai compagni di partito e, in definitiva, alla vita in genere, le cui trame sembrano essere state ordite da pupari attempati impegnati a boicottare i più giovani. Una sorta di gerontocrazia imperante tiene infatti lontano dai posti di maggiore responsabilità e soddisfazione coloro che insidiano l’ordine costituito, ai quali si appioppa l’appellativo di “giovani” anche oltre i quarant’anni per convincerli ad attendere, ad avere pazienza, nell’attesa di completare un iter di formazione che a Giovanni sembra tuttavia infinito e, in fin dei conti, insensato. I suoi più cari amici, tutti coetanei, non è che se la passino meglio, essendo alle prese con una condizione di instabilità esistenziale complicata da un forte scoraggiamento, venato in aggiunta di vittimismo e di malcelata rassegnazione. Il protagonista e i suoi amici, gravati dal peso insostenibile di un inesorabile fallimento, giungono infine a un punto di non ritorno. Alla “setta dei giovani vecchi”, ossimorica e mostruosa creazione della nostra società, non rimane così che riunirsi per l’ultima volta, per l’ultima, terribile “cospirazione” di protesta contro la società stessa. O forse contro la natura umana. I quarantenni del romanzo sono “giovani” in quanto tale aggettivo la società odierna lo concede anche a loro, perché è aumentata la durata media della vita e le prospettive e i tempi dell’uomo occidentale si sono dilatati. Il sospetto dei

protagonisti del romanzo, però, è che il motivo sia un altro: tenerli buoni con un aggettivo gratificante ma di comodo, funzionale a convincerli che tutto sommato possono ancora attendere la piena realizzazione personale, rinviando a data da destinarsi il redde rationem con le loro aspettative di partenza. Ma questi quarantenni sono purtroppo anche “vecchi” non tanto perchè la vera gioventù se n’è ormai andata, ma piuttosto perché sono intimamente sfiduciati e disillusi, sul punto di deporre le armi. La grande antagonista di Giovanni e compagnia bella è la gerontocrazia, che di certo non esiste in quanto organizzazione deputata a frustrare le velleità dei giovani, qualificandosi piuttosto come allegoria di una società cristallizzata determinata dalle generazioni precedenti e assai avara di sbocchi per quelle successive. Ne scaturisce un conflitto generazionale che, sempre esistito sin dalla notte dei tempi, è incattivito oggi dalla frustrazione dei giovani, i quali, accusando i vecchi della loro infelicità, danno alla propria insoddisfazione un corpo e per certi aspetti un capro espiatorio. È comunque vero che, sotto molteplici punti di vista, i giovani hanno ragione ad essere critici nei confronti di chi fa o ha fatto poco per metterli nelle condizioni di realizzarsi, come, ad esempio, chi in un recente passato ha agito in campo politico secondo una logica gestionale e quasi mai di programmazione, mostrandosi più incline a cercare facili consensi e ad amministrare un sistema clientelare di comodo che a chiedere sacrifici e a introdurre misure realistiche funzionali a garantire maggiori possibilità alle generazioni a venire. Per dirla come il protagonista del romanzo, Giovanni Eufemi, “la generazione dei padri non sempre ha a cuore la sorte dei figli…” ● Luca Rachetta

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Libri con la D maiuscola

di Patrizia Bellinelli

Patrizia Bellinelli Nata a Torino nel 1976, Laureata in Giurisprudenza all’Università di Torino, dopo quasi 10 anni come praticante avvocato in studi legali, grazie ad un uomo speciale, ha deciso di ascoltare il richiamo di alcune sue grandi passioni: la lettura e la scrittura. Ha fondato il blog Open AR.S. A spasso tra i libri, in cui le emozioni della parola si fondono con quelle della fotografia: perché i libri si leggono, si recensiscono, si ascoltano e si osservano con profondo rispetto. Organizza e cura eventi culturali ed un canale web tematico dedicato a libri e lettori.

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Il segnalibro rosa di Open AR.S. Per il mese di dicembre, il mese della Nascita, del calore famigliare, degli addobbi natalizi, il mese dei bambini e delle loro letterine a Babbo Natale, ho deciso di dar voce in questo spazio settimanale non alle recensioni, ma direttamente ai libri. Vorrei che fossero unicamente loro, con la scrittura ed il linguaggio che caratterizza ogni opera, a parlare ai vostri gusti, alla vostra curiosità, al vostro istinto, alla vostra sensibilità. Nel mese di dicembre, in ogni uscita della rivista, troverete due libri a fare discretamente capolino in questa rubrica: un libro per i grandi ed uno per i giovani lettori.

Approfondimento e recensione sul blog: www.openars.it www.aspassotrailibri.it


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V

Incipit Amalia Cuffaro aveva finito di imboccare Pinuzza con la poltiglia di pane duro e latte di capra. Le sollevò un lembo del tovagliolo allacciato al collo e le strofinò bocca e mento, poi lo scotolò energicamente a terra -Pinuzza sbavava e spesso sputava il cibo, anche quello di cui era golosa- e infine, con l’indice, fece cadere a terra il pane che Pinuzza si era sputacchiata sulla spalla. Le formiche erano in agguato: la colonia più folta si era insediata dentro la pietra concava dove era riposta la quartara dell’acqua; da lì uscivano in formazione compatta verso quel ben di Dio che ogni mattina cadeva dall’alto.

Quarta di copertina

Simonetta Agnello

La zia marchesa

Anno 2004 ~ Pagine 332 ISBN 9788807818837 Euro 8,50

Seconda metà dell’Ottocento. La Montagnazza. Agrigento. Amalia vive con la nipote Pinuzza in condizioni di estrema indigenza in una delle molte grotte scavate nella pietra. Le occupazioni quotidiane vanno molto spesso di pari passo con i racconti di quando Amalia era la balia di Costanza in casa Safamita, una grande famiglia della ricca aristocrazia terriera a Sarentini. Il crollo del regno borbonico, la confisca dei beni ecclesiastici, il progressivo potere assunto dalla mafia nelle campagne indebolisce se non il prestigio almeno la forza dell’aristocrazia. È in tale contesto che si profila il difficile destino di Costanza Safamita, tanto amata e protetta dal padre, il barone Domenico, quanto rigettata e negletta dalla madre Caterina. Con la sua chioma di capelli rossi e il suo aspetto fisico quasi “di un’altra razza”, Costanza cresce fra le persone di servizio, divisa fra le occupazioni umili e l’esercizio della musica, fra l’orgoglio paterno del sangue e le prospettive alquanto ridotte della vita in provincia.

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Libri con la D maiuscola

di Patrizia Bellinelli Incipit C’era una volta… - Un re!- diranno subito i lettori. - No avete sbagliato! - Allora…c’era una volta un pezzo di legno! - Ancora no! - Che cosa c’era una volta?! - E va bene, ve lo dico. C’era una volta… un blocco di argilla. - Un blocco di argilla??

Quarta di copertina C’era una volta, a Castellamonte, un povero ceramista di nome Pinót, il quale un giorno si mise a lavorare un blocco d’argilla per ricavarne un bel burattino di terracotta. – Che nome gli metterò? – disse tra sé e sé. – Lo chiamerò Pitócio, come le statuine che in questo paese si mettono da secoli sui comignoli. Questo nome gli porterà fortuna. E così, radunati gli attrezzi, iniziò a modellare il burattino. Ma quando giunse a fargli il naso, questo cominciò a crescere, e cresci cresci cresci in un attimo diventò un nasone che non finiva più. Il povero Pinót sudò sette camicie per rimpicciolirlo, ma più lo accorciava più quello si allungava. Niente da fare, ci sono cose al mondo che si devono prendere così come sembrano!

Lorenzino da Castellamonte

Pitocio

Anno 2009 ~ Pagine 135 ISBN 9788896322031 Euro 10,00

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In primo piano

Cronache di inizio Millennio 32 autori italiani raccontano gli anni 2001-2011 di Laura Costantini e Loredana Falcone

Semmai i secoli nascessero innocenti, il nostro la sua purezza infantile l’ha persa subito e di colpo: due torri sbriciolate, “tremila persone vaporizzate” che aleggiano come una colpa o una maledizione… Inizia così la prefazione che Marino Sinibaldi ha dedicato a questa antologia. Un decennio, 32 autori, 29 racconti, un’illustrazione e un aforisma. Sono i numeri di “Cronache di inizio millennio” (Historica Edizioni), a cura di Laura Costantini e Loredana Falcone. Un esperimento narrativo: recuperare la memoria recente attraverso lo sguardo di chi per professione e per passione racconta. In questo caso gli eventi che hanno accompagnato la nascita del terzo millennio: dall’11 settembre alla morte di Bin Laden passando per Mondiali di calcio, casi di cronaca, guerre ed esperimenti scientifici.

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HISTORICA Pagine: 324 Euro: 17,00


Dicono che per due donne sia impossibile lavorare insieme. Non è vero. Perché noi, Laura Costantini e Loredana Falcone, scriviamo insieme da più di trent’anni. Abbiamo cominciato sui banchi di scuola e non abbiamo mai smesso. Difficile stabilire se l’amicizia per la pelle si basi sulla scrittura o viceversa, resta il fatto che la scrittura ci appartiene e ci accomuna come solo una passione può fare. Il nostro primo libro l’abbiamo scritto per divertire i nostri compagni di scuola, rendendoli protagonisti di un’avventura nello spazio. Furono loro i nostri primi supporters, poi fortunatamente se ne sono aggiunti altri. Pubblicare non è stato affatto facile. Abbiamo dovuto schivare parecchie trappole (una su tutte, l’editoria a pagamento, vera e propria piaga) ma il buonsenso ha saputo guidarci. Forse la mossa intelligente è stata rivolgersi alla piccola editoria indipendente, più disposta a rischiare e investire sugli sconosciuti. Oggi, al netto di sette romanzi pubblicati, abbiamo anche un agente letterario che ci consiglia. Senza contare l’apporto fondamentale del Web per farsi conoscere e apprezzare. I nostri libri nascono dalla volontà di raccontare le storie e la Storia. Ci piace ambientare romanzi nel passato, ma non ci siamo mai lasciate ingabbiare da un genere. L’unica costante è l’attenzione alla prospettiva femminile, perché spesso i nostri protagonisti sono donne.

Vere, forti, normali, esattamente come lo siamo noi. Non abbiamo un motto personale, abbiamo però una convinzione: una storia è buona quando cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina. E pare che le nostre storie spesso abbiamo questo effetto. È il motivo per cui continuiamo a scrivere nonostante le molte difficoltà e l’impossibilità di fare della scrittura il nostro primo lavoro. Per il momento. Il progetto che vi presentiamo in questo caso è un lavoro corale. “Cronache di inizio millennio – 32 autori italiani raccontano gli anni 2001-2011” (Historica Edizioni) raccoglie, sotto la nostra supervisione, alcuni tra i nomi più importanti della narrativa italiana, affiancati da scrittori esordienti. E il motivo per cui dovreste acquistarlo, oltre all’oggettivo valore di testimonianza letteraria sul primo decennio di questo secolo, è che i proventi verranno devoluti alla onlus A.V.S.I. per il progetto “A lavoro!” dedicato ai ragazzi di strada di Rio de Janeiro. Vi pare poco?

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In primo piano

Illustrazioni interne di “Cronache di inizio millennio”

a cura di Niccolò Pizzorno “Schermi Armoled ritraggono Osama Bin Laden”, acquerello su foglio ruvido dai colori azzurri e freddi che si combinano con caldi gialli dorati, punto di partenza del suo cambiamento: astrazione, scomposizione e sovrapposizioni di forme le une sull’altre come tasselli di un collages o come tante finestre di un pc. Quest’opera dal sapore cubista presenta il grande potere illusionista dell’opera d’arte “alla Escher”; si intravedono, infatti, tra gli schermi Armoled (il futuro di monitors e tv) svolazzanti in un azzurro cielo e sotto le linee sfaccettate e le campiture di colore alla Braques, le Torri gemelle e un ritratto di Osama Bin Laden: una metafora sulla precarietà della tecnologia, solo apparentemente infallibile e immune dagli “imprevisti”, così come la nostra società non è immune dagli istinti primitivi della guerra, dalle spartizioni territoriali per l’egemonia e il potere. Tecnologia e società, quindi, non sono macchine perfette, ma perfettibili così come lo è la stessa arte. Recensione di Valentina Isola

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Niccolò Pizzorno

Nato a Tiglieto nel 1983, Niccolò si trasferisce a Genova nel 1995 dove frequenta il liceo artistico N. Barabino. Dopo la laurea all’Accademia ligustica di Belle Arti, frequenta la Scuola Chiavarese del Fumetto approfondendo l’Illustrazione e le tecniche Calcografiche: Acquaforte, Acquatinta, Puntasecca. Ha collaborato alla Gallery Novel Il Settimo Plenilunio e realizzato diverse mostre, tra cui quelle collettive: “Viziosismi” a Calcata (VT) e “Arteanima” a Ferrara e una mostra personale: “Identikit”, presso Satura in occasione del festival del crimine a Genova. pizzorno.n@hotmail.it www.chinaccia.splinder.com


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Autori

Tutti abbiamo bisogno di amare

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IN/CONT RO

Esperienze sensoriali e interiori, emozioni che muovono l’essere umano e la sua piccolezza, su un botta e risposta tra due persone di sesso opposto che per un po’ di tempo hanno espresso il loro sentire. Confronto della parola e della modalità di porsi di fronte alle situazioni simili. Non è stato facile scriverlo, ma ci ha dato moltissimo, così può dare tanto anche a chi lo legge. Tutti abbiamo bisogno di amare e in questo libro viene evidenziato l’amore.

Isbn 978886591053-5

A

bito a Caravaggio nella provincia di Bergamo. Sono editor e alla direzione editoriale della casa editrice Rupe Mutevole, con un passato giornalistico, studi letterari e da sempre scrittrice per passione. Sono stata redattrice, corrispondente e poi redattore–capo presso testate locali, collaborando anche con periodici nazionali della Mondadori e Rizzoli. Mi sono occupata anche di cronaca, politica e servizi inerenti al sociale fino alla critica cinematografica, musicale e letteraria. L’inclinazione alla scrittura è nata alle scuole elementari, da quando facemmo un giornalino scolastico e da allora non ho più potuto farne a meno. Il primo libro, IO E DINTORNI, è stato pubblicato dopo la mia classificazione nei primi posti di un concorso letterario, avevo solo diciotto anni. Il mio percorso in cerca di un editore è stato fortunato, infatti, molti di loro hanno creduto in me. Non ho mai avuto agenti letterari e ho spesso partecipato a concorsi letterari vincendo i primi posti. I miei libri nascono dalle emozioni, dal pensiero, dal mio costante bisogno di tradurre in versi o in narrativa quello che vivo, percepisco, sento sulla pelle. Sono una persona inquieta, curiosa, in perenne movimento, mi occupo di ricerca, seguo moltissimo le nuove correnti letterarie, ne ho persino individuato una, l’inquietantismo, del quale scrivo

Pagine 72 • € 10,00


Silvia Denti

Occorre mantenere l’umiltà necessaria per mettersi in discussione ... spesso e laddove colloco alcuni autori contemporanei che si affidano alla mia analisi sulla loro scrittura. Credo fermamente che non bisogna mai peccare di presunzione, occorre mantenere l’umiltà necessaria per mettersi in discussione almeno una volta all’anno. Vivo per assaporare l’esistenza, cerco di farlo razionalizzando gli accadimenti, ma poi la spontaneità mi vince e sono comunque soddisfatta dei risultati. Quest’anno è uscita In/Contro, una raccolta poetica realizzata con Gavino Angius, un’esperienza speciale e unica, che mi ha vista in costante evoluzione sia nelle tematiche sia nella stesura dei testi. Perché acquistarla? Perché è innovativa, scritta con un grande autore dei giorni nostri, uno che conosce dettagliatamente i vari modi espressivi, tutta la letteratura e non pecca mai di superiorità, anzi, si rende disponibile a spezzare una lancia anche per chi ha

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molto da imparare. IN/CONTRO è nato dall’amore, da una conoscenza dell’anima prima che delle persone, solo così è stato possibile non nascondersi mai e lasciarsi andare al comune sentire raffrontandolo. è delicato e incisivo, molto apprezzato dagli addetti ai lavori. Un nuovo modo di fare poesia. Dal 2004 è attivo il sito Poesiablu che ospita vari autori, pittori, musicisti e artisti di vario genere. Ho collaborato con emittenti radiofoniche per la poesia e la critica letteraria. ●

Silvis Denti

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Pollicino per non perdersi tra i libri

I diritti calpestati C

i sono, purtroppo, infiniti modi per tradire un bambino, disattenderne le speranze e, peggio ancora, per calpestarne i diritti. Eppure già da diversi anni è stata stilata una “carta internazionale” in cui si enunciano i principi fondamentali a cui ogni società dovrebbe attenersi. Basta dare una scorsa al documento sottoscritto dall’ONU il 20 novembre del 1989 per rendersi conto che, nella “Convenzione”, si enunciano principi che, a tutt’oggi, restano solo dei puri intenti a cui, troppo spesso, non seguono i fatti. Tra i diritti elencati si legge, ad esempio che ogni bambino ha diritto ad un nome. Sembrerà strano, ma ci sono Paesi in cui questo non accade. Un nome definisce anche un’identità sociale e quando alla persona-bambino non viene attribuito neppure questo, diventa facile trattarlo alla stregua di una “cosa”. Tra gli altri enunciati, troviamo ancora la libertà di parola, il diritto ad andare a scuola, il diritto ad essere curato se è ammalato, il diritto ad essere vestito e nutrito. Splendidi concetti che però ancora oggi costituiscono il “privilegio” di pochi. Senza bisogno di scomodare i sociologi e tutti gli esperti del settore, basta ascoltare un notiziario o leggere un articolo sulla situazione dell’infanzia nei paesi più poveri del mondo, per capire che tra le intenzioni e i fatti il passo è ancora lunghissimo.

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Non calpestate i nostri diritti di Autori Vari - 2009 Pagine 192 - Prezzo 10,00 ISBN 978-88-566-1095-6


di Pina Varriale

L’antologia “Non calpestate i nostri diritti” edita da Piemme per l’Unicef è, senza dubbio, soltanto una goccia nell’oceano sconfinato delle necessità, ma se è vero che “con poco si vive e con nulla si muore” ben vengano queste iniziative benefiche. Dieci autori e dieci illustratori hanno contribuito, gratuitamente, alla realizzazione di questo libro che si presenta molto piacevole anche per ciò che riguarda la veste grafica. In modo semplice ed estremamente efficace, scrittori e illustratori “raccontano” quali sono i diritti dei bambini, nella speranza condivisa che anche un piccolo gesto di buona volontà come questo, serva a migliorare le condizioni di vita degli “ultimi”, dei dimenticati e di tutti coloro che non hanno voce. Storie piacevolissime, garbate filastrocche e illustrazioni realizzate dai migliori e più quotati artisti contemporanei per questa bella antologia che, alla sua prima presentazione nella sede Unicef di Roma, ha avuto nella signora Clio Napoletano una madrina di eccezione. Il ricavato della vendita dell’antologia viene devoluto all’Unicef per la costruzione di scuole in Africa. Un sogno? Forse, ma vale la pena tentare.  ●

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Il primo amore non si scorda!

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Non credevo di trovarti su facebook Una storia che può capitare a tanti, ma che può anche sorprendere per le sue evoluzioni e per le aspettative che ruotano attorno a questo nuovo modo di comunicare.

Isbn: 978-88-6498-616-6

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’erano una volta le comitive che si formavano all’inizio dell’estate e si scioglievano quando arrivava il tempo di far ritorno in città, salvo riunirsi l’anno dopo, una volta terminata la scuola. Gruppi di ragazzi e ragazze che condividevano giochi, scherzi, ed i primi amori. Un periodo idilliaco che terminava con l’arrivo dell’età adulta, quando ognuno prendeva la sua strada, spesso senza rivedersi mai più. Forse perché non era stato ancora inventato facebook! E su questo fenomeno sociale Stefano Pietri ha costruito un libro interessante, scorrevole, che affronta il delicato tema dei rapporti interpersonali nella società del nostro tempo. Il personaggio è un quarantenne che attraverso il social network ritrova una giovane ed attraente donna che, all’epoca in cui erano bambini, era stata la “sua prima fidanzatina”, Ylenia. Le “chiede l’amicizia” ed inizia lo scambio di messaggi che porte-

Pagine 272 • € 15,50


Stefano Pietri

Non mi piace aspettare. Non mi è mai piaciuto! rà i due a rivedersi dopo tanti anni. La storia si sviluppa sul rapporto che, quasi inaspettatamente, nasce e si sviluppa in un’altalena di emozioni e sensi di colpa. Il protagonista si trova diviso tra i sentimenti che prova per la sua fidanzata, Luna, e Ylenia, affascinante quanto misteriosa, perché frequentandola si rende conto che lei gli nasconde qualcosa. Un romanzo che descrive molto bene la psicologia maschile e femminile, mostrando i diversi punti di vista che uomini e donne possono avere su un medesimo argomento e si chiude con una morale molto istruttiva: i bei tempi sono tali perché andati. ● Di Andrea Coco

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i avvicina il Natale ed è tradizione che da qualche parte venga rispolverato uno dei film tratti da opere letterarie che ha visto il più alto numero di adattamenti: Canto di Natale di Charles Dickens (A Christmas Carol, 1843) il più famoso dei racconti ispirati al Natale scritti dal famoso scrittore inglese, universalmente riconosciuto come l’anticipatore, se non l’iniziatore, del romanzo sociale. A parte quello, una sua ossessione è stata senz’altro il Natale, frutto forse dell’infanzia poco felice che si è ritrovato a dover gestire. Ossessione che ha prodotto nei suoi anni una serie intera di Libri di Natale (The Christmas Books), una collezione di opere che include, oltre a Canto di Natale, altri titoli: Le Campane (The Chimes, 1845), L’uomo visitato dagli spettri (The Haunted Man, 1848), Il grillo sul caminetto (The Cricket on the Hearth), 1845 e La lotta per la vita (The Battle for Life). Di tutti questi titoli il Canto è senz’altro il più famoso ed il più adattato: la punta dell’iceberg, appunto. L’ultima prova cinematografica è del 2009, realizzata in animazione digitalizzata in 3D, con l’ausilio di attori in carne ed ossa, in cui il ruolo di Ebenezer Scrooge e dei tre fantasmi è interpretato da Jim Carrey. Andando indietro nel tempo – per restare in tema con la storia – in questo secolo di film ne troviamo solo un altro nel 2004 (realizzato per la TV con Kelsey Grammer e Jennifer Love Hewitt) ma ne troviamo quattro nel secolo scorso, a cominciare da una dimenticata pellicola muta del 1911 con William Bechtel e regia di Charles Kent e due edizioni radiofoniche: nel 1939 con Lionel Barrymore nel ruolo di Scrooge e un’altra nel 1975 nella quale è Michael Gough a rivestire i panni dell’avaro finanziere. Bisogna passare la bufera delle guer-

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numero numero

Book to movie

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re mondiali per avere una produzione cinematografica che a prima vista può sembrare fedele all’opera (nel 1951 con Alastair Sim nel ruolo di Scrooge), ma che in effetti è un adattamento zeppo di modifiche. Forse è più fedele “Non è mai troppo tardi”, una pellicola italiana del 1953 diretto da Filippo Walter Ratti, con Paolo Stoppa e Marcello Mastroianni; una produzione tutta italiana sceneggiata dallo stesso Ratti coadiuvato da Piero Regnoli. Rimanere fedele all’opera originale sembra non essere facile, se nemmeno Ronald Neame nel 1970 c’è riuscito, firmando la regia di “La più bella storia di Xxxxxxxxxxxxx Dickens” in cui Ebenezer Scrooge è impersonato da Albert Finney; ma questa Xxxxxxxx trasposizione è un musical e comunque fa ricevere a Finney in quell’anno il Goldel Globe Award migliore attore. Per non essere da meno anche gli americani nel 1999 firmano un adattamento diretto da David Hugh Jones, con Patrick Stewart nel ruolo di Scrooge; paradossalmente, forse, il più fedele all’opera, forse perché lo Steward arriva da una lunga esperienza teatrale di Dickens (non ha mica fatto Star Trek per tutta la vita…). Finisce qui, direte voi. Invece no, perché la storia natalizia di Dickens la possiamo trovare tagliuzzata, sminuzzata, trasformata, in altre pellicole: da S.O.S. fantasmi (Scrooged, 1988) con Bill Murray, a La rivolta delle ex (The Ghosts of Girlfriends Past, 2009) con Matthew McCo-


di Giorgio Ginelli

La punta dell’iceberg (di Natale)

naughey. Passando possiamo incontrare anche tutte le produzioni animate, a cominciare da Magoo’s Christmas Carol, del 1962, al cortometraggio Canto di Natale di Topolino (Mickey’s Christmas Carol) del 1983, senza tralasciare Festa in casa Muppet (The Muppet Christmas Carol) del 1992. Il rischio a veder tutte queste pellicole è che alla fin fine del libro se ne perde traccia. Ed è un peccato, per le ragioni che indica Guy de Maupassant nella novella Il nostro cuore: “La parola abbaglia e inganna perché è mimata dal viso, perché la si vede uscire dalle labbra, e le labbra piacciono e gli occhi seducono. Ma le parole nere sulla carta bianca sono l’anima messa a nudo.” Giorgio Ginelli

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Presentazione del 21 dicempremio letterario bre nazionale

“Dall’acqua nasce l’anima” Mercoledì 21 dicembre 2011 alle ore 11,00 Intervengono: Osvaldo Conio vice presidente di Fondazione AMGA, Lucia Goldoni ideatrice del premio, Antonello Cassan editore di Liberodiscrivere, Claudio Pozzani direttore artistico Festival Internazionale di Poesia, Adriana Albini scrittrice, ricercatrice. Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima… È fiume, è mare, è lago, è stagno, ghiaccio e quant’altro…. È dolce, salata, salmastra, è luogo presso cui ci si ferma e su cui si viaggia, è piacere e paura, nemica ed amica, è confine ed infinito, è cambiamento e immutabilità, ricordo e oblio. (Eraclito) Il titolo di questo premio letterario nasce dalla frase di Eraclito sopra riportata per riprendere il pensiero dei filosofi greci presocratici secondo cui l’acqua non è solo un elemento fisico ma è l’origine di tutte le cose e a cui

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tutto fa ritorno, è energia vitale che permea tutta la natura, è “Psiche”, cioè l’essenza profonda e la realtà intima delle cose e delle persone, è “Arché” (come la definisce Talete) e cioè forza motrice che contribuisce allo sviluppo spirituale degli esseri viventi. Fondazione AMGA, che promuove e cura iniziative scientifiche e culturali finalizzate alla tutela dell’ambiente e delle risorse idriche, vuole utilizzare questa distinzione tra materiale e spirituale dei filosofi greci e, dopo aver svolto numerose attività tecniche dove l’acqua è stata oggetto di studi e ricerche scientifiche, ne vuole ora promuovere il significato “filosofico” attraverso questa iniziativa condivisa nel suo significato anche dagli altri due enti promotori, l’Autorità d’Ambito Alessandrino n. 6 e Gestione Acqua


S.p.A. di Cassano Spinola (AL), Gestore del Servizio Idrico Integrato, oltre che da Liberodiscrivere® edizioni. Il presente concorso letterario ad iscrizione gratuita, quindi, vuole stimolare la sensibilità dei partecipanti a soffermarsi sulla propria parte spirituale e incorporea per esprimere, in relazione al tema dell’acqua, quelle emozioni che il proprio animo riterrà di manifestare sotto forma di poesia o di racconto. Capire, valorizzare, curare la mente, lo spirito e il cuore, è il compito principale dell’uomo, conoscere la propria natura più intima è lo scopo della vita (Socrate). Questo premio letterario è un’occasione preziosa per dare spazio e voce alla nostra anima che, come l’acqua di un fiume corre, inafferrabile nel suo continuo divenire, e ha la forza di corrodere la roccia. Vale la pena chiudere questa breve presentazione con una frase dei Padri del Deserto che di nuovo abbina acqua e spirito: “L’anima è come una fonte: se la scavi si purifica, se ci getti della terra, scompare”.

Informazioni Pubblico e giornalisti sono invitati alla presentazione del premio letterario nazionale e del relativo bando di concorso “Dall’acqua nasce l’anima”. presso TICASS Tecnologie Innovative per il Controllo Ambientale e lo Sviluppo Sostenibile, Via Bartolomeo Bosco 57 - 4, 16121 Genova Seguirà un rinfresco. Per Info: http://www.liberodiscrivere.it/

Dott. Giorgio Temporelli Tel. 010.5586111 acque.italiane@fondazioneamga.org Fondazione AMGA via Piacenza 54 16138 Genova. Arch. Antonello Cassan editore di Liberodiscrivere® Tel.+39.010.540464 Cell.+39.335.6900225 acassan@liberodiscrivere.it


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Q21 presenta Q-LAB – experiment n.6 “Folle è l’uomo che non ha mai provato un esperimento nella sua vita” Ispirato da queste parole di Darwin è nato q|LAB. Un esperimento tra i deck di una consolle, che troverà riscontri sul dancefloor e avrà come unico strumento di misura i clubbers scatenati! L’unione di menti differenti e geniali ha sempre uno sviluppo positivo, soprattutto se il comune intento è creare qualcosa di nuovo, di ibrido, un organismo vivo, bellissimo. Stimolo per gli occhi, orgasmo per le orecchie, qualità assicurata. Il q|LAB continua a sperimentare e, ancora una volta, cambia i protagonisti. Un esperimento untitled, come le molteplici forme che l’essere umano può assumere. Corpi che si uniscono, si fondono, mutano, evolvono in qualcosa di diverso, straordinario.

Q21: Via Padova 21, Milano Ufficio Stampa: ROSASPINTO Indira Fassioni +39/3338864490 press@rosaspinto.it www.rosaspinto.it

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Venerdì 16 Dicembre 2011 dalle ore 23.30 c/o Q21, viale Padova, 21, Milano


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