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Vento di Magia

autore

Vasco 2.0 Bancarelle di Natale numero

100% free

L’ordine delle parole

è già o

Anno 1 N. 32 / dicembre 2011 - Periodico settimanale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

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Copertina di Il so o cialne per la twork Simona cultu ra r a g g i u Muzzeddu ngici o ra

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IN copertina “Il Cappelaio Matto E La Ballerina Emarginata” di Simona Muzzeddu

Fotografa.

Il suo lavoro è fatto di una continua ricerca espressiva che prende forma con qualsiasi mezzo artistico, dalla Grafica d’Arte alla Fotografia. La sua curiosità la spinge a sperimentare e portare avanti le due discipline trovando una propria dimensione con entrambe. Le sue fotografie riportano una particolare attenzione al mondo esterno e ai cambiamenti comportamentali sociali, stretta relazione tra l’io e la società in cui vive. Simona Muzzeddu si dedica a questo mondo, quello attuale, quello comune a molta gente. Come fotografa ha ora desiderio di indagare l’uomo attraverso figure, immagini, situazioni comuni. L’idea di Simona è quella di rendere un ritratto dell’umanità comune a molti, e allo stesso tempo stimolante per il singolo. Stimolo che proviene dalla strada, dalle emozioni rielaborate con una propria visione superando i limiti della realtà.


in copertina Simona Muzzeddu

“IL CAPPELAIO MATTO E LA BALLERINA EMARGINATA” di Simona Muzzeddu


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sommario

numero

autori Paolo Di Orazio |

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Ilaria Mingardi |

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Il Barone dell’orrore

L’ordine delle parole Sara De Bartolo |

Maestre di poesia

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rubriche Libri con la D maiuscola | Novità dicembre |

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Si può vivere bene anche di sola frutta Pollicino |

20

il Vortex |

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Vento di Magia

Vasco 2.0 di Giorgio Ginelli Appuntamenti |

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Bancarelle in fiera Rassegna d’arte contemporanea


editoriale

Marika Barbanti A volte ci aspettiamo che il nostro percorso sia lineare; che il susseguirsi degli eventi segua la logica e la volontà umana. A volte riusciamo fermamente a credere che il nostro volere possa modellare fino in fondo gli eventi. Non sembra essere così; non tutto va secondo i nostri piani. Nemmeno Paolo Di Orazio avrebbe potuto prevedere la sua evoluzione da scrittore per adulti a scrittore horror noir; in fondo, come dice lui, il primo romanzo è nato per caso. Anche Angela Maurizi, vincitrice del concorso di Pagina Uno, è diventata scrittrice

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per caso; dall’ambito ospedaliero a quello letterario c’è molta distanza, ma inconsapevolmente Angela e Paolo hanno percorso ogni passo, quotidianamente fino ad arrivare proprio li. Il tutto, a loro è sembrato arrivare per caso, ma in realtà senza che lo sapessero stavano già percorrendo la loro strada... non fermiamoci, continuiamo a percorrere la nostra strada, teniamo duro anche nei momenti più difficili perché “Nulla succede per caso” (Robert Hopcke). Buona Lettura! M. B.

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Autori

Il Barone Dell’orrore

I

Il mio primo libro, “Primi Delitti”, Acme 1989, è nato all’improvviso. Ai tempi avevo presentato all’editore Francesco Coniglio un trittico di soggetti noir per delle storie da disegnare a fumetti. È stato lui successivamente a dirmi che quelle storie dovevano rimanere scritte. Così per mettere in piedi il libro ho scritto altri episodi e la raccolta venne messa in edicola dopo pochi mesi, raccogliendo un enorme successo di venduto e di critica. Il mio nome era già popolare grazie alla direzione alla rivista “Splatter” (Acme), di cui sono coordinatore e redattore della rubrica della posta dei lettori. La rivista e il libro vennero accusati di istigazione a delinquere grazie a un’interrogazione parlamentare (1990). Per questo, ora posso dire di essere il pioniere dello splatter noir italiano, riconosciuto da editori, scrittori, critici. Devo quindi il mio esordio a Coniglio, che ha riconosciuto i miei potenziali nel

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Vloody Mary

Vloody Mary è una deejay rock di Roma. La sua relazione di amoreodio con Martyna è sempre sull’orlo del disastro grazie al successo decretato da orde di fan che l’hanno resa un culto di massa. Le due sembrano ignorare che le periferie iniziano a restituire un crescente elenco di ragazzi massacrati da un feroce assassino antropofago. Le vittime, ridotte a brandelli, sembrano morire due volte: la loro testa esplode nelle notti di plenilunio, a distanza di giorni dall’uccisione. Altri corpi, invece, sono dissanguati e privi del cuore. Un commissario dei Carabinieri ha come unica pista Mary…

Isbn 978-88-6063-289-0

nizio a scrivere professionalmente per un service editoriale di Roma nel 1986, occupandomi della stesura dei testi di undici mensili hardcore per adulti da edicola. Anche se la mia vocazione sono il racconto e il fumetto horror, il porno diventa il mio primo impiego pagato tramite cui, peraltro, posso affinare le mie tecniche descrittive producendo masse ingenti di testo a qualità immediata; nonché utile per apprendere tutti i segreti della vita di redazione.

Pagine 192 • € 12,50


Paolo Di Orazio

Da un esordio rosa al futuro noir

1984 nel suo laboratorio di fumetto e ne ha tenuto conto quando è diventato editore. A “Primi Delitti” segue “Madre Mostro” (Acme, 1991), libro di racconti horror mi riconobbe come il primo narratore di storie del sovrannaturale in Italia. Terminata la collaborazione con Francesco Coniglio, mi sono mosso in autonomia senza l’ausilio di agenti, grazie alla notorietà acquisita e gli agganci con amici autori della mia stessa area letteraria, tra l’horror e il noir. Pubblico racconti e romanzi con Granata Press, Addictions, Castelvecchi, Urania. Sceneggio fumetti per “Heavy Metal”, Beccogiallo, Sherwood, Clair de Lune, tutti incentrati sul mondo meraviglioso delle creature buone e malvagie, assassini, maniaci, freaks, licantropi, zombi, spiriti cannibali, uomini che vengono trasformati in colori e dipinti su tela, donne che partoriscono mostri.

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I miei libri nascono dalla necessità di sfornare la fiaba perfetta, ottenuta da una maniacale e musicale cura della parola scritta. Amo descrivermi come il barone dell’orrore, il principe degli incubi, il visionario imbattibile, un cane sciolto dall’Inferno, da dove raccolgo il tumulto dei tamburi (che percuoto da oltre trent’anni) dell’anima. Il mio motto personale è: il mondo è mio, per cui posso solo pensare in grande. Vivo per far sognare la gente. E la mia opera, scritta o disegnata, è la storia più divertente e spaventosa del momento per sempre H Paolo Di Orazio

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Libri con la D maiuscola

di Patrizia Bellinelli

Patrizia Bellinelli Nata a Torino nel 1976, Laureata in Giurisprudenza all’Università di Torino, dopo quasi 10 anni come praticante avvocato in studi legali, grazie ad un uomo speciale, ha deciso di ascoltare il richiamo di alcune sue grandi passioni: la lettura e la scrittura. Ha fondato il blog Open AR.S. A spasso tra i libri, in cui le emozioni della parola si fondono con quelle della fotografia: perché i libri si leggono, si recensiscono, si ascoltano e si osservano con profondo rispetto. Organizza e cura eventi culturali ed un canale web tematico dedicato a libri e lettori.

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Il segnalibro rosa di Open AR.S. Per il mese di dicembre, il mese della Nascita, del calore famigliare, degli addobbi natalizi, il mese dei bambini e delle loro letterine a Babbo Natale, ho deciso di dar voce in questo spazio settimanale non alle recensioni, ma direttamente ai libri. Vorrei che fossero unicamente loro, con la scrittura ed il linguaggio che caratterizza ogni opera, a parlare ai vostri gusti, alla vostra curiosità, al vostro istinto, alla vostra sensibilità. Nel mese di dicembre, in ogni uscita della rivista, troverete due libri a fare discretamente capolino in questa rubrica: un libro per i grandi ed uno per i giovani lettori.

Approfondimento e recensione sul blog: www.openars.it www.aspassotrailibri.it


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V

Incipit Si dicono un sacco di cose su come sia annegare, non è vero? Si dice che sia una morte lenta e sognante. Si dice che ci si veda correre davanti, in un lampo, tutta la propria vita prima di scivolare nel nulla oppure nell’altro mondo, anche se in seguito, una volta che fu tutto finito, lei non riuscì a capacitarsi di come qualcuno avesse mai potuto pensare simili cose. No, quello cui non accennano, spiegando come sia annegare, è il suono.

Quarta di copertina

Katie Hickman

Il diamante dell’harem

Anno 2010 ~ Pagine 330 ISBN 9788811694748 Euro 10,90

Venezia 1604. Una gondola fende l’acqua nera come il petrolio. La lanterna dell’imbarcazione illumina fiocamente il volto pensieroso di Paul Pindar, mercante dell’onorevole Compagnia del Levante. L’uomo si trova ormai a Venezia da diversi mesi e consuma le sue notti e il suo denaro tra gioco d’azzardo e cortigiane. Ma niente riesce a fargli dimenticare Celia, la sua promessa sposa, rapita dai turchi per la pelle di luna e i biondi capelli. La sua bellezza l’ha resa una delle favorite del sultano. Ma ora il suo destino è sconosciuto. Nessuno sa se sia ancora rinchiusa tra i cancelli dorati dell’harem di Costantinopoli, un mondo proibito e impenetrabile, o se sia scomparsa per sempre. Eppure, proprio quando Paul ha quasi perso la speranza di rincontrarla, ecco che fra i vicoli veneziani inizia a serpeggiare una voce sempre più insistente. Si dice che in città sia nascosta una misteriosa pietra, L’Azzurro del sultano, un diamante blu dal valore inestimabile appartenuto al sovrano di Costantinopoli. Pindar non ha dubbi: deve impossessarsene a tutti i costi. È convinto che il gioiello lo ricondurrà in qualche modo a Celia. Ma la strada è irta di pericoli. Perché molti altri sono disposti a uccidere pur di averlo.

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Libri con la D maiuscola

di Patrizia Bellinelli Incipit Ci sono attimi che durano tutta la vita, come i lampi illuminano le nostre esistenze e ce le rivelano. A Doccia c’era una fabbrica dove gli operai facevano le ceramiche: piatti,vasi, scodelle, tazze, zuccheriere, zuppiere e tanta altra roba fina, preziosa e bianca e leggera come la neve a Natale. Fu proprio durante il Natale di molti anni fa, in casa del marchese Ginori, dove mio padre faceva il cuoco, che accadde il fatto. È la verità, lo giuro: io non dico bugie.

Quarta di copertina Parecchi anni fa in casa del marchese Ginori, un bambino di nome Carlo e la sua mezza dozzina di fratellini assistono a un Natale speciale. A loro non è consentito partecipare alla festa – sono solo i figli del cuoco! – perciò sbirciano il banchetto da uno spiraglio della porta. Sulla tavola si esibiscono in gustosa bellezza pasticcini, mousse al cioccolato, tiramisù, torte alla panna, bavaresi e meringhe! E che dire del re dei re: il panettone! Fra questo tripudio di bontà irraggiungibili, per effetto della luce dei candelabri si formano delle strane ombre sulle pareti, ombre di nasi che si proiettano lunghi, lunghissimi… e che ispireranno, al piccolo Carlo, la storia fantastica di un famoso naso di legno…

Sebastiano Ruiz Mignone

Nasi di Natale

Anno 2010 ~ Pagine 32 ISBN 978-88-6104-080-9 Euro 14,00

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Novità dicembre

Si può vivere bene anche di sola frutta!

Oltre il vegetarismo, i vantaggi della dieta fruttariana «La frutta ha una stretta relazione con la luce. Il sole riversa nella frutta un flusso continuo di luce e la frutta costituisce il cibo migliore di cui l’uomo necessiti per sostenere il proprio corpo e la propria mente.» Anne Osborne Nata a Leicester, in Inghilterra, nel 1966, Anne Osborne ha scoperto la dieta fruttariana all’età di 24 anni. Nel 2003 si è trasferita nel Queensland, nell’Australia subtropicale, dove il clima è favorevole alla crescita di frutta abbondante e succosa. Anne ha cresciuto i suoi due figli, Camlo e Cappi, con una dieta fruttariana, e oggi si dedica attivamente alla diffusione di questo stile di vita per condividere con tutti i benefici che ne ha tratto.

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Anne Osborne Fruttarismo la via verso il Paradiso Impronte di Luce ISBN: 978-88-95946-11-5 Pagine: 300 Euro: 17,00


di Anne Osborne La missione di Impronte di Luce è pubblicare “tracce di nuovi percorsi per la comunicazione tra i regni della natura”. Percorsi che tutti possono seguire anche senza essere degli illuminati, ma semplicemente modificando le abitudini quotidiane. Ad esempio, il cibo: non tutti sanno che si può vivere bene di sola frutta! “Fruttarismo, la via verso il Paradiso” di Anne Osborne, è un libro assai innovativo che racconta le personali esperienze di gioia e meravigliosa salute ottenute con una dieta a base di sola frutta fresca e cruda. Senza pretendere di insegnare alcuna dottrina sulla vita e sull’alimentazione, l’autrice spiega i motivi per cui crede che una dieta fruttariana sia in grado di portare grande benessere, felicità e amore. Non si tratta di una scelta prettamente dietetica, quanto spirituale ed evolutiva, utile per purificare il corpo, la mente... e l’intero Pianeta. Il fruttarismo è il tipo di alimentazione più ecologico che esista, perché la coltivazione di alberi da frutto riduce lo sfruttamento del suolo ed evita l’uccisione di animali e delle piante stesse: i frutti sono l’offerta spontanea della Natura agli esseri frugivori, come l’uomo. Non tutti si sentiranno chiamati a una dieta totalmente fruttariana ma, ispirati da questo libro, potranno almeno iniziare a rompere con schemi mentali prestabiliti e capire che vivere di sola frutta è possibile. Perché, come sostenne l’emerito professor Arnold Ehret, originatore e Maestro del Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco, «Nessun animale, quando mangia, unisce insieme cibi diversi.». Le mono-diete, senza privare l’organismo di nutrienti vitali, non possono che aiutarci a emettere vibrazioni altamente positive, leggere e sottili, e a sviluppare armonia con l’ambiente che ci circonda.

«Durante gli anni della mia dieta fruttariana, ho avuto modo di apprezzare l’interesse e l’entusiasmo per i cibi crudi e naturali che si è sviluppato in Italia. Spero che il mio libro possa dare un piccolo contributo alla consapevolezza salutistica del vostro Bel Paese.»


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Autori

L’ordine delle parole

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La scrittura non è mai stato un semplice hobby per me, quanto piuttosto una necessità: il bisogno di mettere nero su bianco le cose, di far ordine nelle parole per far ordine nella vita, la voglia di salvare qualcosa, di salvare tutto il salvabile, di creare un archivio di ricordi consultabile in ogni momento. Quando scrivo sono dentro una bolla: il mondo

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In equilibrio sui marciapiedi

In equilibrio sui marciapiedi è la storia di una ragazza dal passato difficile che cerca di sopravvivere in un presente instabile, minacciato dall’ombra della morte portata dal cancro del fratello. Lily, la giovane protagonista, affronta la vita a testa alta, con la speranza negli occhi e un migliore amico al proprio fianco, finché non incontra Wesley, un ragazzo che rivoluzionerà radicalmente la sua esistenza. Fra litigi, rappacificazioni, scontri, fughe e ritorni, si snoda la storia di un’amicizia incredibile fra un ragazzo e una ragazza che, da sempre inseparabili, vengono separati dall’arrivo dell’amore.

Isbn 978-88-567-4815-4

i chiamo Ilaria Mingardi, sono nata il 29 agosto 1991 e vivo a Paderno Franciacorta. Ho frequentato il liceo classico Arnaldo di Brescia, dove mi sono diplomata nel luglio del 2010, e ora sono al secondo anno del corso di laurea in Scienze dell’Educazione presso l’università degli studi di Verona, dopo aver abbandonato il corso di Tecniche di laboratorio biomedico presso l’università di Brescia. Ho sempre avuto, sin da bambina, la passione per la scrittura, passione che ho coltivato negli anni fino ad arrivare, quest’estate, a realizzare il mio più grande sogno nel cassetto: pubblicare un libro. La strada è stata lunga e di certo non sempre in discesa, ho dovuto metterci impegno e determinazione e vincere uno dei miei più grandi difetti: la timidezza. Le soddisfazioni poi, però, non sono mancate e per questo devo ringraziare quanti mi hanno supportato e sostenuto negli anni, innanzitutto la mia famiglia e gli amici, ma anche quanti hanno creduto in me e nel mio libro.

Pagine 132 • € 13,90


Ilaria Mingardi

Solo credendo in se stessi, si può!

esterno smette di esistere, posso lasciare che siano le emozioni a comandare, che sia il cuore a mettersi al timone al posto del cervello, una volta tanto. Mi basta poco per mettermi al computer e cominciare a scrivere qualcosa: il ricordo di un’estate passata, il profumo di un’alba, il pensiero di non essere sola, di avere sempre qualcuno al mio fianco. Non meno importanza do alla lettura: continuamente scopro libri nuovi di cui mi innamoro, per lo più di autori stranieri, anche se fra gli italiani ho trovato capolavori come quelli della Carcasi, di D’Avenia, di Erri de Luca, della Mazzantini. Se dovessi però scegliere, fra i tanti, un preferito, a contendersi il posto

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sarebbero David Grossman e Jonathan Safran Foer, i miei modelli indiscussi. La pubblicazione del mio romanzo “In equilibrio sui marciapiedi” mi ha dato la possibilità di imparare tanto di me stessa, ha creato le situazioni adatte affinché mi mettessi in gioco, testassi le mie capacità, capissi fin dove potevo arrivare. È doveroso dunque da parte mia ringraziare sentitamente quanti, nella casa editrice Albatros, hanno collaborato alla realizzazione del progetto: se oggi posso tenere fra le mensole di casa un libro che porta in copertina il mio nome è senza dubbio anche grazie a loro H Ilaria Mingardi

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Pollicino per non perdersi tra i libri

vento di magia È difficile che un libro fantasy sia soddisfacente sia per la trama che per lo spessore psicologico dei personaggi. Di solito ci ritroviamo alle prese con vicende abbastanza intricate, al punto che si finisce col perdere il filo della narrazione o, al contrario, con “plot” così esili da risultare del tutto inconsistenti. Tuttavia succede che, nonostante un intreccio più o meno promettente, siano poi i personaggi della vicenda a essere piatti e banali. Personaggi di “carta”, senza anima, figurine talmente simili tra loro da confonderle. È un piacere, dunque, imbattersi in un testo come “Vento di magia” di Marianne Curley che è in grado di soddisfare entrambe le esigenze del lettore: l’intreccio avvincente e la credibilità dei personaggi. Con garbata ironia, la Curley narra la storia di Kate, ragazzina sopra le righe, non tanto per l’essere una strega, quanto perché capace di pensare con la propria testa e di avere idee ben chiare su se stessa e su ciò che la circonda. Emarginata dagli altri, perché “diversa”, Kate trova tuttavia infiniti motivi per vivere la propria vita nel modo migliore possibile. La convivenza con la nonna, Jillian, strega anch’essa, le ha aperto la mente e il cuore a una visione della realtà del tutto differente da quella che, in modo assai approssimativo e superficiale, percepiscono i suoi coetanei. Amica di un’altra “esclusa”, Kate riesce a sorridere anche quando, talvolta, il dolore o l’imprevisto bussano alla porta. L’arrivo a scuola

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di Jarrod, ragazzo imbranato e sfigato, ma dotato di eccezionali poteri magici di cui, però, l’interessato non ha preso ancora coscienza, segnerà una svolta decisiva nell’esistenza di Kate che, un po’ per curiosità e soprattutto per amore, affronterà un incredibile e pericoloso viaggio nel passato.

Marianne Curley vento di magia Pagine 276 - Prezzo 15,00


di Pina Varriale Gli elementi fondamentali della “fiaba” ci sono tutti ma ciò che colpisce è la capacità dell’Autrice di rivisitare i “canoni classici” con brio e intelligenza, facendo sì che il romanzo non appaia mai una sterile proposizione di stereotipati cliché. In un alternarsi di vicende narrate, di volta in volta da Kate e da Jarrod si dipana la storia di una “magia” che, grazie alla forza dei sentimenti, riesce a superare le barriere del tempo, ripetendo un concetto semplice e fondamentale: credi in te stesso e in chi ti vuole bene. Buon gusto, garbo e toni sempre calibrati, sono gli ingredienti fondamentali di questo testo, adatto senz’altro ai teens ma di piacevolissima lettura anche per un pubblico più adulto. “Se sono in grado di esercitare una magia così forte da riportarti indietro nel tempo, questa sarà anche abbastanza forte da risvegliare la conoscenza che è già dentro di te, non credi? Questa magia, Jarrod, rafforzerà il tuo legame col passato, comprese le capacità che già possiedi. Fidati di me, e fidati di te stesso: andrà tutto bene”

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Autori

Maestre di poesia

T

Tutto avvenne splendidamente nella mia più totale incredulità. Furono le maestre, dopo aver saputo, a incitarmi a scrivere e a far si che la gente leggesse i miei scritti. Iniziai con la poesia. Un mio amico mi spinse a partecipare ad un concorso letterario istituito a Pontedera, accettai quasi per scherzo e quando mi annunciarono la vincita pensai a un errore da parte dei giurati. Mi sbagliavo, (vinsi anche la seconda volta) e allora continuai a scrivere poesie, alcune dedicate a mio padre Annunziato, scomparso nel 1991, ma mi sentivo ostacolata dentro, io volevo raccontare e la poesia mi stava stretta, allora capii che era la narrativa la mia strada. Scrissi tre brevi racconti e li unii alle poesie, spillai il tutto e lo consegnai alla tipolitografia Jonica di Trebisacce. Così nacque “Io dentro e fuori…”. I familiari e la gente del paese apprezzarono le po-

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La voce del silenzio Mirko figlio del grande maestro d’orchestra Giuliano De Sisci, scomparso nel nulla, trova un ciondolo d’oro appartenuto a suo padre in casa di un amico. Decide di indagare con l’aiuto di una giovane investigatrice. Nasce la loro storia d’amore… Insieme scoprono murato un antico manoscritto. È la triste vita e il mistero che copre la scomparsa del maestro, ma in quella storia e tra tutti quei nomi vi è anche il nome della giovane investigatrice…

Isbn: 97888.7351.431.2

utto è iniziato nel 1999 in seguito alla realizzazione di una recita scolastica di quinta elementare, alla quale partecipava mia figlia Mary. Ogni mamma doveva dare il proprio contributo e io pensai di scrivere due righe come ringraziamento per le maestre. Quando le altre mamme lessero ciò che avevo scritto decisero di “scaricare” l’intera responsabilità della recita su di me specificando che un mio rifiuto avrebbe annullato la realizzazione della stessa.

Pagine 224 • € 13,00


Sara De Bartolo

Le mie parole dall’anima esie più dei racconti, compresi che ognuno di noi, prende dalla lettura ciò di cui ha bisogno ed evidentemente chi leggeva aveva bisogno di emozioni e verità che trovava nelle mie poesie, non mi lasciai influenzare e continuai a occupare spazio nella narrativa. Nacque così, un anno dopo, “Sami”. Anche Sami riuscì a piazzarsi al primo posto in un altro concorso letterario. Era un continuo produrre. Dopo Sami pubblicai “Vivere per Morire”, poi “La Favolata”, “L’amore vince sempre” e ultimo “Briky”. Sei libri regalati a una società che non aveva chiesto niente per cui niente mi aspettavo. Solo tre anni e mezzo, (2010) e nacque: “La voce del silenzio”. Fu allora che decisi di contattare più case editrici, ma nessuna mi diede una risposta, allora pensai a un’agenzia letteraria. Fu “La Bottega Editoriale” di Rende a rispondere al mio appello e a scegliere per me, come casa editrice, “La città del sole edizioni” di Reggio Calabria. Poco tempo fa ho consegnato alla stessa agenzia letteraria, un nuovo scritto: Dodici ore soltanto. Questo secondo lavoro letterario uscirà, penso, tra qualche mese, intanto sto elaborando un’al-

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tra storia. I miei libri nascono dalla mia anima, scrivo per esigenza di vita, ed è per questo che è giusto che io non chieda niente al resto del mondo, se poi questo mondo ha il desiderio di toccare con mano i propri sogni e di concretizzare ciò che in natura concreto non è, beh allora potrei consigliare la lettura di un mio scritto. Il mio motto? È il contrario del motto D’Annunziano, quindi, “Io ho donato quel che ho”. Il mio aforisma? Leggere è l’infinito e non soltanto dal punto di vista grammaticale. Risiedo praticamente da sempre a Trebisacce (CS), ma provengo sia io che la famiglia da Acri, un’accogliente e ridente cittadina a pochissimi chilometri da Cosenza H Sara De Bartolo

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il vortex Si racconta che i soldati americani inviati al campo di Dachau nell’aprile del ‘45 si trovarono nel dilemma di come riuscire a non provocare più danni di quelli perpetuati dai nazisti. Nel senso che il livello di malnutrizione dei detenuti era talmente elevato che fu impossibile prendere le migliaia di scheletri ambulanti che ciondolavano nel campo di concentramento e metterli semplicemente a tavola per rifocillarli; la loro fisiologia avrebbe totalmente rifiutato l’ingestione di alimenti solidi. Si dovette procedere perciò per gradi al fine di non provocare devastanti danni da malassorbimento (la disbiosi in primis). L’intestino umano – ma anche quello animale, pur in misura differente – è ricco di flora batterica che serve anche alla salvaguardia della barriera intestinale, a sostenere le difese immunologiche, a promuove la digestione e l’assorbimento, oltre a produrre vitamina K e vitamina B12. Insomma, ci fa stare bene, e se uno non mangia tutta questa microflora mica prolifera. Anzi. Lo sapeva bene anche Proust che nella Recherche infarcisce le pagine di pranzi e cene, consacrando così l’importanza della funzione della nutrizione per l’uomo, perennemente assillato dalla necessità che per sopravvivere deve nutrirsi. Ciò che affascina in Proust è il senso di nullità che traspare dalla sua opera – intendo la Recherche nel suo insieme, ovviamente – e che prima o poi il lettore incontra nelle tremila pagine; magari lo sfiora delicatamente e passa oltre, oppure lo impatta violentemente senza più abbandonarlo. Perché il tempo deve essere perduto? E cos’è infine il tempo? Che ruolo gioca la memoria? Be’, insomma, uno prima o poi nella lettura dei sette volumi, finisce che se lo chiede: è il caso che io impieghi il mio

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di Giorgio Ginelli

Vasco Rossi

è un brontosauro

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tempo diversamente? A dar retta a Nietzsche, del resto, la civiltà moderna è in perenne bilico tra gli atteggiamenti razionali ed equilibrati e quelli dionisiaci, istintivi e irrazionali. Per cui anche interrompere la recherche per andare a far quattro salti e trasgredire a ogni ordine costituito, fa parte della ricerca dell’illuminazione. Di nichilista in nichilista si arriva poi magari a Dostoevskij, che in fatto di atteggiamenti ribelli ne sapeva raccontare di belle (di storie, intendo) se è vero che lo definivano “artista del caos”. Ma anche lui era alla ricerca di qualcosa, tipo la verità. Insomma, non c’è da stupirsi se questi tre autori facciano parte della formazione culturale di molti; trattano di temi importanti, che uno comunque nella propria vita ha già affrontato o che prima o poi deve affrontare. Fa quasi tenerezza dunque, scoprire che anche un artista del calibro di Vasco Rossi ci sia arrivato; il nostro si è infatti premurato di diramare l’informazione che, sul suo comodino, in questi ultimi tempi, i tre autori appena menzionati

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non mancano mai. Anzi, sono diventate le sue letture preferite. Spero che presto incontri qualcuno che gli chiarisca che, letture come quelle, rischiano di essere come il cibo per gli internati di Dachau: il malassorbimento può fare più danni che l’astinenza. Non me me voglia il Blasco, che come cantautore rimane tra i miei preferiti, se lo tiro in ballo per la seconda volta in poco tempo, ma se l’è cercata lui. E non me ne vorrà di sicuro anche perché quest’articolo non lo leggerà mica. Ma sta di fatto che anche lui come molti ha abboccato all’amo e ha deciso di mettere le didascalie alle foto delle propria vita; passi per il mio di album dei ricordi, che nessuno sa chi sono e se finisce in mano agli alieni che faranno gli scavi archeologici sul terzo pianeta del sistema solare, tra qualche migliaio di anni, se io metto le didascalie alle mie foto semplifico loro il lavoro. Ma un artista famoso: boh…?! A questo punto ho forse sbagliato a pensare che Vasco si considerasse un artista, perché se fosse vero farebbe parlare la sua arte e basta. Se invece trova il tempo di “dire la sua” sulla sua vita (rif. La versione di Vasco, ed Chiarelettere, 2011), prendendo a citare aforismi di autori ridondanti che non fanno parte della sua esperienza culturale, significa che c’è qualcosa che non va. Significa che ha paura di subire la stessa sorte del brontosauro, il sauro che non esiste, ma che

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orami è entrato nell’immaginario comune. Prima che i paleontologi facciano tremendi errori, sembra si sia detto, è meglio che fornisca io tutti i dettagli per l’identificazione e la catalogazione delle mie spoglie. Roba da ragionieri; il diploma dell’Istituto Tecnico Commerciale del resto ce l’ha (sigh!). Ma non mi fermo mica lì; intanto che ci sono faccio anche capire che mi son messo a sfogliare libri, visto che così fan tutti. Pensandoci, però, quello che ho detto fino ad ora non è mica vero. Perché non è mica un libro vero quello che Vasco Rossi ha dato alle stampe. Un libro di quelli che uno si mette lì e lo progetta – mica da solo, si può fare anche aiutare; gli editor delle case editrici esistono anche per quello – e poi comincia a scriverlo pagina dopo pagina finché non giudica che arriva il punto di scrivere “Fine”. Non è mica vero perché quello che ha raccolto Vasco Rossi è uno zibaldone di pensieri. Ora, per carità, nessuno si alteri. Lo zibaldone è diventato nella prima metà dell’ottocento un tipo di composizione che ha affascinato persino il Leopardi. Per cui non è mica una cosa di cui ci si deve vergognare, scrivere uno zibaldone. Anzi, per il Leopardi, il suo di

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il vortex

zibaldone è servito a farci capire meglio i Canti e le Operette morali. Per cui bravo il Blasco che ha fatto suo il concetto è ha dato alle stampe i suoi “pensieri da provocatore”! Probabilmente ci sta. Così come ci sta che si definisca un “social rocker”, spero non solo in onore della scoperta dell’esistenza di Facebook fatta da lui qualche mese fa, ma piuttosto in virtù del fatto che le sue canzoni un impatto sul sociale di un certo tipo l’hanno pur avuto. Altrimenti è solo il caso di dire che il brontosauro Blasco è passato anche lui al 2.0, non tanto perché sa cosa ci può fare, ma solo perché se non lo fai c’è il rischio che non ti caghi più nessuno. Scordando che gli artisti devono mantenere in una certa misura l’ambiguità. Sono i ragionieri che non lo devono fare. Giorgio Ginelli


di Giorgio Ginelli

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Henri Matisse Tavolo da pranzo, 1897, Londra, collezione privata

Quando si trattò di avere per la prima volta a pranzo il signor di Norpolis, siccome mia madre diceva che era un peccato che il professor Cottard fosse in viaggio e che lei avesse smesso del tutto di frequentare Swann, perché l’uno e l’altro avrebbero certamente interessato l’ex ambasciatore, mio padre rispose che un convitato eminente, un illustre scienziato come Cottard non poteva mai sfigurare in un pranzo, ma Swann, con la sua ostentazione, a quel suo modo di strombazzare le conoscenze più trascurabili, era un volgare sbruffone che il marchese di Norpolis avrebbe di sicuro giudicato, secondo la sua espressione, “pestifero”. (Marcel Proust, All’ombra delle fanciulle in fiore, 1919)

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Appuntamenti

Salone del 10 dicembre

Libro Usato

Bancarelle in fiera Il Salone del Libro Usato – Bancarelle in Fiera, compie sette anni. L’evento, organizzato dalla Fondazione Biblioteca di via Senato, quest’anno amplia la sua superficie espositiva nella storica sede di Fieramilanocity. Da mercoledì 7 a sabato 10 dicembre (ingresso libero) il padiglione si trasformerà nella più grande libreria allestita in Italia. Sarà un immenso, suggestivo scaffale di sedicimila metri quadrati dove si mescolano curiosità di ogni tipo. Quattro giorni e 550 bancarelle per una rassegna diventata ormai un appuntamento fisso per il mondo del libro fuori commercio: un vero e proprio ritrovo per bibliofili e biblioamatori da tutta Italia e dall’Europa. Durante il ponte di Sant’Ambrogio, si potrà andare a caccia di prime edizioni di grandi classici della letteratura, testi autografati, fumetti introvabili, serie complete di paperbacks e gialli, rarità per collezionisti, raccolte di poesia, libri fotografici, ma anche testi per ragazzi, romanzi di fantascienza, cartoline, francobolli, stampe antiche e locandine cinematografiche. Tutto

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materiale spesso confinato negli angoli più nascosti delle librerie e delle biblioteche, che qui torna in vetrina. Non solo intenditori di lungo corso, ma anche famiglie, curiosi a caccia di un regalo di Natale particolare, e molti giovani: il Salone del Libro Usato si rivolge a un pubblico eterogeneo, confermando la sua vocazione culturale e la sua voglia di avvicinare sempre più persone al mondo dei libri. Particolare attenzione è riservata alle uscite editoriali più introvabili: quei testi ormai fuori catalogo, usciti dal circuito commerciale tradizionale. Anche quest’anno, sono coinvolti gli editori, invitati a mettere in mostra i propri tesori da collezione e i testi fuori commercio. Sono tante e variegate le scoperte che si faranno passeggiando tra gli stand del Salone dove si troverà davvero di tutto: dalle foto di Gabriele D’Annunzio scattate nel settembre del ’37 fino ai manga giapponesi. Oppure antichi volumi del 1500 e preziose edizioni stampate a torchio con incisioni originali. Grandi protagonisti saranno come


sempre i libri economici: il Libraccio di viale Romolo (Milano) presenta una prima edizione de Il Dottore Zivago, la prima edizione americana autografata da Andy Warhol di A, il Libretto dell’Opera di Puccini autografato (Edizione Ricordi) e una foto di Papa Benedetto XV, con dedica e autografo. Il Libraccio di Monza, invece, porterà la prima edizione del 1936 di Black Spring di Henry Miller (Obelisk Press, Parigi), e poi testi settecenteschi, ottocenteschi e di modernariato del Novecento. Saranno moltissime le occasioni da non perdere, tra volumi contemporanei, curiosi e rari, come quelli di Usatopoli di Brugherio o di Voltapagina di Pavia e tanti altri. Il Salone del Libro Usato vive non solo nei giorni della manifestazione ma tutto l’anno, grazie al nuovo sito web (www.salonelibrousatomilano.com), che si propone come catalizzatore e luogo di scambi tra organizzatori, espositori e appassionati di libri. Agli espositori, poi, è dedicata un’intera sezione, all’interno della quale potranno trovare informazioni utili per gli addetti ai lavori. Una vera e propria vetrina del mercato del libro fuori commercio, che coniuga l’amore per i testi usati con le nuove tecnologie.

La città avrà un’anteprima del Salone con Libromaggio: dall’1 al 3 dicembre i ragazzi dello staff regaleranno circa 6.000 libri, distribuendoli nelle piazze, davanti alle stazioni e all’università nelle ore di punta. Ogni libro sarà un piccolo promemoria per non mancare all’appuntamento in Fiera.

Informazioni

Luogo: Milano, Fieramilanocity, Padiglione 3, Viale Scarampo Inaugurazione: 07 - 12 - 2011 Ore 10.00 Durata: 10 - 12 - 2011 Orari: dalle ore 10.00 alle ore 19.00 Ingresso libero Segreteria organizzativa: Fondazione Biblioteca di via Senato Tel 02 21023079 Fax 02 21022546 mostra.libroantico@publitalia.it www.salonelibrousatomilano.com Ufficio Stampa: Ex Libris Comunicazione Tel 02 45475230 Fax 02 89690608 ufficiostampa@exlibris.it www.exlibris.it


Città di Desio

Assessorato alla Cultura

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Appuntamenti

Rassegna Internazionale di arte contemporanea: report 23

Rassegna Internazionale di arte contemporanea: report 23

PROGETTO GRAFICO: CHIARA PREVITI / STUDIO4BC.COM

dicembre

STAFANIE VOGEL/BERLINO MIRYANA TODOROVA/New York VICTORIA FONTANA/MADRID LORA NIKOLOVA/SOFIA ASAMI TAKAHASHI/TOKIO Luisa Fontalba/ronda ISABELLA MISSIO/MILANO BARBARA PIETRASANTA/MILANO SILVANA CASTELLUCCHIO/monza SANDRA MARZORATI/VENEZIA MICAELA TORNAGHI/monza ISA DI BATTISTA GORINI/MILANO FIORENZA VALENTI/MILANO A cura di Cristiano Plicato | Apparati di: Judit Nahoczky SILVIA MANAZZA/PAVIA GIOVANNA FRA/PAVIA DONAZIONE GIUSEPPE SCALVINI /DESIO ATTILIO FORGIOLI/MILANO A cura di Cristiano Plicato 03-18 DICEMBRE ALBERTO GHINZANI/MILANO Apparati di: Judit Nahoczky GIANCARLO SANGREGORIO/VARESE Orari: Venerdì 15:00 - 18:30 Sabato, Domenica e Festivi 10:00 - 12:30 / 15:00 - 18:30 CRISTIANO PLICATO/MILANO GIANCARLO CURONE/MILANO STAFANIE VOGEL /BERLINOCELSO DONISELLI/NOVARA MIRYANA TODOROVA /New YorkAMBRO MOIOLI/MILANO VICTORIA FONTANA /MADRIDRENZO CALZAVARA/MILANO

inaugurazione Mostra Sabato 03 dicembre ore 18:30

inaugurazione Mostra Sabato 03 dicembre ore 18:30

LORA NIKOLOVA /SOFIA ASAMI TAKAHASHI /TOKIO Luisa Fontalba /ronda ISABELLA MISSIO /MILANO BARBARA PIETRASANTA /MILANO SILVANA CASTELLUCCHIO /monza SANDRA MARZORATI /VENEZIA MICAELA TORNAGHI /monza ISA DI BATTISTA GORINI /MILANO FIORENZA VALENTI /MILANO SILVIA MANAZZA /PAVIA GIOVANNA FRA/PAVIA ATTILIO FORGIOLI /MILANO ALBERTO GHINZANI /MILANO GIANCARLO SANGREGORIO /VARESE CRISTIANO PLICATO /MILANO GIANCARLO CURONE /MILANO CELSO DONISELLI /NOVARA AMBRO MOIOLI /MILANO RENZO CALZAVARA/MILANO

Donazione Giuseppe Scalvini / Desio 03-18 dicembre DONAZIONE GIUSEPPE SCALVINI VILLA TITTONI TRAVERSI VIA LAMPUGNANI, 66 • DESIO (MB) VILLA DONAZIONE GIUSEPPE SCALVINI

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VIA LAMPUGNANI, 66 • DESIO (MB)

TITTONI TRAVERSI

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Io come Autore


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Rivista dedicata agli autori

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