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PIUME DI PIOMBO

in copertina Mauro Mattarelli numero

100% free

Zodeon

Pollicino LEZIONI DI CINEMA

è già o

Anno 1 N. 29 / NOVEMBRE 2011 - Periodico settimanale - Editore e Proprietario: eBookservice srl C.F./P.I. : 07193470965-REA: MI-1942227. Iscr. Tribunale di Milano n. 324 del 10.6.2011.

autore

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n-line

Il soc ialnet per la w cultu ork ra raggi

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IN COPERTINA

“DRY” DI MAURO MATTARELLI Artista Contemporaneo.

Ho iniziato a fotografare qualunque cosa diversi anni fa poi, per fortuna, ho aggiustato un po’ il tiro. L’approccio al ritocco digitale è un’esperienza più recente e ha preso il sopravvento quando giocando con due immagini, se n’è creata una terza che alla prima impressione mi ha lasciato senza fiato, muto, stupito. Ho iniziato a “creare” immagini tagliando, aggiungendo, sovrapponendo, ricolorando, ricreando. L’immagine predominante è quella che detta l’emozione e l’immagine di contorno è quella che la rafforza. Il risultato è sempre quello: mi stupisco davanti all’immagine nuova che senza tutti quei trucchi non avrebbe avuto modo di esistere. Quello che mi auguro è che anche solo una minima parte delle emozioni che provo davanti alle mie “creature” possa arrivare a chi le guarda, anche solo per una volta, anche solo per poco tempo. Questo sarebbe bello: sapere cosa pensa e cosa prova chi guarda la fotografia in quell’ istante. Se è quello che provo io, mi lascerebbe davvero stupito. www.mauromattarelli.carbonmade.com


in copertina

“Dry”

Opera “Dry” di Mauro Mattarelli


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sommario

numero

autori Elisabetta Garbarini |

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La parola: il ponte tra meteria e spirito

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Giovanna Bonasegale |

Storica d’arte

Patricia Daniels |

Piume di piombo

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rubriche Offerte Medeo |

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Libri con la D maiuscola |

di Patrizia Bellinelli

L’angolo della poesia |

di Fadi Nasr

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Intervista a Matteo Pavesi |

Zodeon

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26 Pollicino di Pina Varriale | 30 Oroscopo di Matteo Pavesi|

Il mondo in regalo

Lezioni di cinema|

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di Emiliano Ravenna Appuntamenti |

The Coevas

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editoriale

Giorgio Ginelli È innegabile che le stelle sono da sempre fonte di ispirazione per le genti della nostra razza; la razza umana, intendo. Ci facciamo governare, assillare, intenerire; ognuno per suo conto, per quello che deve essere la propria misura. Come è stato per Elisabetta Garbarini che si è fatta ben presto catturare dalla potenza della parola e l’ha governata all’interno dei quattro elementi, in pieno rispetto del suo ascendente infuocato. Nascono così le sue storie d’amore per i più piccoli, che non si curano delle distanze. O come Matteo Pavesi, che è finito a praticare l’astrologia in modo coerente saltando in groppa alla sua luna in sagittario e imparando a sfruttare i suoi viaggi interiori. Nel segno di un’astrologia “ecologica”, al servizio cioè del rispetto del nostro pia-

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neta. Per entrambi un percorso alla ricerca di misteri da svelare, come del resto è stato anche per Giovanna Bonsegale, curiosa d’arte e di storia, che poi vuol dire esserlo della vita e dei suoi elementi. E del suo “mestiere” – della vita – che spesso ci porta a seguire trame che non si sa a dove condurranno. Vita che spesso ci porta davanti a dei bivi che non sempre sono facili da superare, come ci ricorda Patricia Daniels, proponendoci storie vere e dure, ma forse per questo occasioni di riscatto. Per dimostrare ancora una volta che la vita è nelle nostre mani. È innegabile, del resto, che proprio quando si ha Saturno contro, è proprio quello il momento migliore per tagliare i rami secchi.

Buona Lettura! G. G.

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Offerte Medeo

Scrittura e motivazione: Coaching in campo editoriale http://medeo.it/

Cosa Seminari di Talent Coaching, organizzati, per la prima volta in Italia, dall’agenzia letteraria Contrappunto Literary Management con la collaborazione di Elisabetta Garbarini di Comunicazione Circolare: 4 appuntamenti da 18 ore ciascuno nei qual la parola e la persona sono i protagonisti assoluti. i seminari di Talent Coaching applicano le tecniche motivazionali alla sfera artistica, per una formazione integrata della persona come scrittore, e dello scrittore come persona, intersecando le frontiere della comunicazione a quelle della motivazione, al servizio della scrittura, in una visione olistica di ciò che l’uomo sa creare attorno a sé.

Elisabetta Garbarini

Dove e quando Dal 25 al 27 novembre 2011, presso la sede dell’agenzia letteraria in via Bertolotti 7 a Torino, avrà luogo il primo seminario di Talent Coaching dal titolo ‘Il talento e i suoi inganni e abilità: il potere della scrittura e la parola che crea’. Per informazioni sui seminari: www.agenziacontrappunto.com

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Partecipa al seminario! Medeo ti offre uno

sconto di 50 â‚Ź Iscriviti alla community e contatta richieste@medeo.it IL SOCIAL NETWORK PER LA CULTURA

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Patrizia Bellinelli Nata a Torino nel 1976, Laureata in Giurisprudenza all’Università di Torino, dopo quasi 10 anni come praticante avvocato in studi legali, grazie ad un uomo speciale, ha deciso di ascoltare il richiamo di alcune sue grandi passioni: la lettura e la scrittura. Ha fondato il blog Open AR.S.-A spasso tra i libri, in cui le emozioni della parola si fondono con quelle della fotografia: perchÊ i libri si leggono, si recensiscono, si ascoltano e si osservano con profondo rispetto. Organizza e cura eventi culturali ed un canale web tematico dedicato a libri e lettori. Approfondimento e recensione sul blog: http://www.openars. it/?p=3419 sezione Osservato speciale. www.aspassotrailibri.it

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libri con la D maiuscola.

Il segnalibro rosa di Open AR.S.


di Patrizia Bellinelli La vergine azzurra, Tracy Chevalier Il ’500 ed il XXI secolo, il pregiudizio e la voglia di affermare la propria identità, la lotta più difficile al mondo, quella contro la propria famiglia, sono questi gli scenari che si alternano sul palco sul quale viene rappresentato il romanzo La vergine azzurra. Un libro che poco risente del debutto della sua autrice Tracy Chevalier (è infatti il primo romanzo della scrittrice americana), più conosciuta dal grande pubblico per un’altra opera, La ragazza con l’orecchino di perla. La vergine azzurra è senza alcun dubbio dominato da due colori che illuminano ogni capitolo del libro: l’uno caldo, l’altro annoverato tra i c.d. colori freddi, il rosso e l’azzurro, che si rincorrono incessantemente e sono l’uno lo specchio dell’altro. Il rosso è quello dei capelli delle due protagoniste, Isabelle ed Ella, l’una figlia del nascente calvinismo, nella forma più integralista, l’altra dell’America del XXI secolo. L’intreccio di epoche così diverse, di personaggi diametralmente opposti tra loro (poche le somiglianze che si riscontrano nei caratteri) grazie alla cui diversità il romanzo non pecca di monotonia. Tracy Chevalier è sicuramente maestra nello scandagliare l’universo femminile, nel dare massimo risalto all’introspezione delle protagoniste dei suoi romanzi, talvolta però a scapito di guizzo nella narrazione. Se infatti il lettore non viene deluso dalla robusta impalcatura su cui poggiano scenario e personaggi, qualche insoddisfazione coglie il medesimo proteso a vivere un guizzo, un’impennata della storia.

Incipit Si chiamava Isabelle quando era bambina i suoi capelli cambiavano colore nel tempo che un uccellino impiega a chiamare il suo compagno. Quell’estate il duca de l’Aigle aveva portato da Parigi una statuetta della Vergine col Bambino e un vasi di pittura per la nicchia sopra il portone della chiesa. Si fece festa al villaggio il giorno in cui la madonnina venne messa al suo posto. Isabelle sedeva ai piedi della scala, mentre Jean Tournier dipingeva l’edicola d’un azzurro vivido come il cielo terso della sera.

Isbn 978-88-6559-013-3 Pagine 303 • € 9,00

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Autori

La parola:

S

ono nata a Milano circa 473 lune fa sotto l’influsso di un fuoco leonino. Autrice, scrittrice di fiabe, coach specializzata in Comunicazione Circolare®, mi occupo di sviluppo personale e relazioni di aiuto, utilizzando come strumento il potere creativo della parola, la parola che imprinta la materia. Sono cresciuta pensando che il proprio lavoro dovesse essere l’emanazione dei propri talenti, quindi un piacere e non una costrizione faticosa. Io ho sempre avuto a che fare con le parole: scrivevo, scrivevo, scrivevo! E adoravo ascoltare, insegnare, trasmettere, condividere. Papà mi riempiva di quaderni, penne e pennini mentre mamma mi faceva amare le storie, i colori, i personaggi e con i tessuti e le stoffe, che lei ben conosceva, creava quella bellezza da sempre fa parte della mia vita. Ringrazio i miei genitori. Ci siamo proprio scelti.

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La lucciola e il

vecchio contadino A cosa pensate se si parla d’amore? Forse non a una lucciola e a un vecchio contadino. Un delizioso libro pensato per i più piccoli, è una storia d’amore a tutti gli effetti. Una notte durante una danza di stelle cadenti, una giovane lucciola nel tentativo di afferrarne una, scivola, precipitando sulla Terra in un grande prato verde. La mattina seguente, un vecchio contadino passando di lì, la raccoglie. Un incontro magico e delicato, una grande storia d’amore, per chi sa ancora commuoversi. “I pensieri d’amore raggiungono i posti più impensati, perché non si curano delle distanze”.

Isbn 978‐88‐88996‐40‐0

il ponte tra materia e spirito

Pagine 14 • € 10,00 Illustratrice: Anna Maria Di Palma


Elisabetta Garbarini

... solo l’unione armonica dei miei talenti nel mio lavoro, poteva dare un senso profondo al mio essere. Nella mia vita, quindi, ho sempre cercato di seguire la mia vocazione, la mia voce interiore, anche quando strade più comode, ma certamente meno allettanti, mi si srotolavano davanti agli occhi.

Gli studi umanistici - diploma in Lingue, laurea in Lettere Moderne e le successive specializzazioni – hanno quindi creato le mie radici, mentre gli anni di lavoro come autrice in una casa di produzione televisiva e successivamente in alcune aziende, mi hanno portato a sperimentare la forza e le contraddizioni della parola nella comunicazione visiva. Parallelamente, sotto la spinta di un’insaziabile ricerca sul senso del proprio essere qui, ho seguito, studiato e sperimentato diverse discipline, decidendo infine di entrare in specializzazione come Counselor a pratica Psicodinamica® presso l’Istituto di Psicodinamica Applicata di Milano.

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Arrivata a un certo punto della mia vita, ho sentito che solo l’unione armonica dei miei talenti nel mio lavoro, poteva dare un senso profondo al mio essere. Come autrice, quindi, lavoro con il potere terapeutico, magico e creativo delle parole che hanno la forza di generare la realtà. Nel coaching, invece, la parola che sia verbalizzata, scritta o trasmessa attraverso il pensiero immaginativo-creativo, mi aiuta a far emergere i talenti delle persone, a risvegliare ascolto e fiducia, a creare una nuova visione di se stessi per scegliere con responsabilità, indispensabile in questo momento di grande cambiamento e trasformazione. Partendo dalla sua esperienza e della sua indole di pioniere, ho concepito quindi un nuovo approccio, la Comunicazione Circolare®. Tutto è nato dall’immagine di una goccia che cade nell’acqua, espandendosi

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Autori

Elisabetta Garbarini

in forma di cerchi concentrici sempre più grandi: apparentemente il cerchio più grande contiene sempre quello più piccolo ma anche il più piccolo contiene già in sé il grande come idea e pensiero creativo. La comunicazione, come la intendo io, è un flusso che si muove dall’interno, dal nostro centro verso l’esterno e dall’esterno, cioè dalla realtà di cui siamo parte di nuovo verso di noi, come rispecchiamento, ma anche dal basso, dalle nostre radici, dal nostro primo chakra verso l’alto, la più elevata e divina espressione di noi, e viceversa. Tutto questo movimento ci compenetra, perché noi siamo parte del Tutto e il Tutto è in noi. Il mio è un approccio maieutico che lascia completa libertà alla persona di essere pienamente artefice e responsabile della propria vita, trasformandola in una Meravigliosa Creazione Cosciente. La parola è il grande potere con cui creiamo nella materia: a noi, quindi, la volontà e la responsabilità di come usarla. Elisabetta Garbarini

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l’angolo della poesia

Fadi Nasr “l’ultima filastrocca” Solo ieri colla negligenza mi amicavo e sotto il sole ad occhi chiusi sognavo perché eri mio, eri Dio e il mio leggio

perché c’eri per me e prima dell’oblio l’ultimo addio una foglia filastroccava perché quel fruscio mai più abboccava mi eri il capello, il ramoscello più bello ed eri il mio sogno verde in stampatello sapessi quanto amavo la tua carnagione quanto sfamavo con te ogni mia ragione quella foglia in aria si girava e girava plorando un vuoto che non echeggiava ed oggi quella negligenza dove mi porta come un autunno sarò fuori dalla porta sarò dove marciano migliaia di legioni di foglie abbandonate e senza religioni l’ultimo addio una foglia filastroccava

perché da ieri quell’albero non toccava.

Pavia, 25 ottobre 2011

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ZODEON

un nuovo modo di divulgare la materia astrologica

La legge dell’universo e i cicli dei pianeti, apparentemente lontani, in realtà regolano anche la nostra vita.


a Matteo Pavesi

Cosa ti affascina di più dello studio delle stelle?

Come sei passato da scienze politiche all’astrologia? Qual è stato il tuo percorso? Posso dire che l’amore per il cielo, le stelle e la mitologia mi hanno accompagnato fin da piccolo e tutto questo a un certo punto è diventato amore per l’astrologia dopo che a 20 anni mi è stato regalato il primo libro che parlava di oroscopo. La laurea in scienze politiche è stata una scelta obbligata, la facoltà che avrei voluto fare a Milano non c’era e quindi ho scelto un percorso di studi che mi potesse piacere e che fosse di natura giuridica. L’idea di partenza era di diventare ambasciatore o di lavorare da qualche parte nel mondo (ho una luna in sagittario, il segno zodiacale che facilmente vive o lavora all’estero) ma la media non eccellente degli esami non mi ha permesso di avviare questa carriera. E allora ho imparato a usare la mia luna guardando il cielo e i viaggi in aereo sono diventati viaggi interiori. Soddisfacenti come gli altri, garantito!

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Ho sempre guardato il cielo pensando che forse veniamo da lì, credo infatti che il cosmo nasconda molte verità sulla nostra natura. Una delle idee più affascinanti dell’astrologia porta a scoprire che la legge dell’universo e i cicli dei pianeti, apparentemente lontani, in realtà regolano anche la nostra vita. Questo accade perché viviamo a bordo del pianeta Terra e ci muoviamo insieme a tutto il resto del sistema solare con ritmi precisi; mi chiedo sempre perché ci ostiniamo a pensare che l’esistenza umana sia slegata da tutto questo? Noi facciamo parte di questo universo, quindi non possiamo sottrarci dalle sue leggi. L’astrologia, al posto di essere considerata una disciplina da salotto o una superstizione, diventa una visione del mondo, una viaggio alla scoperta delle sincronie (vi garantisco sorprendenti) fra il movimento dei pianeti e l’evoluzione della vita sul nostro pianeta. Ad esempio, il pianeta Urano impiega 84 anni a completare un ciclo attorno al sole; 84 anni è la media di una vita umana sulla Terra. Ogni passaggio significativo di questo pianeta nell’oroscopo è da ritenere un’occasione unica nella vita e per questo, deve essere sfruttata al massimo.

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a Matteo Pavesi Perché hai deciso di dare un taglio eco-tecnologico all’astrologia? Penso che l’ecologia e l’astrologia siano bistrattate in modo simile dall’opinione pubblica purtroppo; l’interesse ecologico è diventato un business ma rispettare il nostro pianeta e lasciarlo come l’abbiamo trovato all’inizio della nostra esistenza, dovrebbe essere una necessità, non un interesse opportunistico. Il pianeta Terra è la nostra casa e se evitiamo di inquinarlo salviamo non lui ma solo noi stessi. L’astrologia è allo stesso modo diventata uno strumento per attirare interessi economici, è la seconda parola più ricercata sui motori di ricerca. La prima è sesso naturalmente; anche per questo ogni grande portale, molti giornali, tanti siti web hanno un oroscopo che però non sempre viene scritto da persone qualificate. Con il mio blog su Nova100 la testata web del “Sole 24 ore”, astro ecologia, ho voluto mettere l’oroscopo al servizio dell’ecologia e delle notizie dimenticate sul rispetto del nostro pianeta. Chissà mai che leggendo il mio oroscopo possa riuscire a sensibilizzare in un colpo solo al rispetto di noi stessi e del nostro pianeta. Lo spero tanto.

Zodeon è un romanzo astrale, qual è il suo messaggio profondo? Cosa volevi comunicare del tuo lavoro?

Se entri in libreria ti trovi davanti scaffali pieni di libri di astrologia, sono manuali che tentano di insegnare la disciplina delle stelle oppure libercoli che contengono le previsioni per l’anno. Quello scaffale viene visitato solo dalle persone che sono interessate all’argomento o che

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conoscono un po’ le stelle; tutti gli altri non si avvicinano neanche. Credo che l’interesse per l’astrologia sia qualcosa di innato dentro di noi, ho pensato quindi di creare uno strumento che potesse avvicinare più persone possibile alla disciplina degli astri. Ho scritto una storia attraverso la quale ho cercato di trasferire le idee che difendo da sempre e che dipingono la mia materia come una filosofia di vita e non come una stupidaggine. In alcuni punti del racconto sono molto critico con l’uso sbagliato delle stelle, uno dei protagonisti del romanzo (Not) è in prigione proprio per aver sfruttato male gli insegnamenti millenari degli astri. Il tentativo è quindi di recuperare un po’ quello che insegna da sempre l’astrologia tenendo sotto controllo la presunzione di molti astrologi, che spero sinceramente di non avere...

In quale personaggio ti rispecchi di più? MERCOLE – SOLARIA – ORATIO – NOT? Rappresentano tutti e quattro una parte di me. Di Mercole ho descritto la sensazione che coltivo da sempre, di essere un alieno su questo pianeta. Di Solaria ho l’amore per i libri e il fatto che farei voluto fare il bibliotecario. Di Oratio ho molto, anche se non sembra sono poco indulgente con me stesso e cerco di ragionare per controllare la mia realtà; posso dire che forse amo tanto l’astrologia perché mi aiuta a capire che ci sono alcune cose che non dipendono da me e che posso solo accettare osservare e comprendere. Di Not ho la profondità, per la sua sete di potere mi sono ispirato alle notizie di cronaca, quelle che vedono molte perso-

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intervista 29 ne raggirate da falsi maghi. Not è solo molto sicuro di sé ma si scontra con il mondo delle stelle che è ondivago e deve essere preso con le pinze...

i Lettori di Zodeon possono considerare il personaggio del proprio elemento come fonte di consiglio? Esempio: io sono di un segno d’aria, posso considerare l’atteggiamento di Mercole come fonte d’insegnamento? Direi proprio di sì. È uno degli scopi del romanzo. Oltre infatti a raccontare una storia, cerco di trasferire alcune leggi che sembrano regolare l’universo

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osservato dal pianeta Terra e che mettono in continua comunicazione i 4 elementi. Nello zodiaco tutto è in comunicazione con tutto, ogni segno riceve sia energie simboliche del proprio tipo e quindi atte a confermare idee, esperienze; che differenti, volte a spalancare porte, illuminare angoli bui, fermarsi a pensare.

Come quotidianamente

possiamo beneficiare degli influssi delle stelle? Influsso è una parola interessante ma illusoria, preferisco parlare di consigli. Il concetto dell’influenza astrale sugli esseri umani può essere valido per il sole e la luna, forse un giorno


a Matteo Pavesi scopriremo che è valido anche per gli altri pianeti ma non è questo il punto. L’astrologia insegna una filosofia di vita e alimenta l’idea che la nostra vita segua la stessa evoluzione dell’universo. Questo credo ci debba bastare. Credo infatti che la disciplina delle stelle possa aiutare a decidere senza sostituirsi alla volontà umana. Un antico detto afferma “così in alto, così in basso”, questo credo sia un ottimo presupposto per spiegare come usare le stelle anche oggi. Loro si muovono comunque, vanno per la loro strada con cilci eterni e predefiniti, noi esseri umani le osserviamo e cerchiamo di rimare il loro movimento. Le stelle poi ispirano al meglio la nostra condotta sul pianeta Terra, ritengo infatti che non esistano passaggi astrali negativi, credo piuttosto che ci siano persone che si ostinano a interpretarli in questo modo.

Un consiglio ai tuoi lettori su come fare tesoro di questo romanzo? Consiglio di leggerlo almeno due volte. La prima per seguire la storia, la seconda per approfondire e comprendere meglio i concetti base dell’astrologia che sono li contenuti. Credo sia un libro che può essere letto da tutti. Come spiegato, l’interesse per l’universo è innato dentro di noi e l’idea che ogni persona che si occupa di astrologia sia protetta da una guida invisibile che la ispira, rappresenta molto bene questo concetto. Anche la disciplina delle stelle, come tutte le cose di questo momento, è stata sfruttata per scopi commerciali ma adesso ha la possibilità di rinascere e di interessare solo le persone che la amano davvero.

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Alla luce della situazione attuale e di ciò che si dice sul 21 dicembre 2012 della nuova consapevolezza, come possiamo affrontare il cambiamento? Zodeon offre un punto di vista specifico?

Credo sia un segnale interessante che Zodeon esca a ridosso del cambio di coscienza che dal 21 dicembre del prossimo anno interesserà tutti noi. Insieme ai cambiamenti che vedremo al di fuori di noi (per niente catastrofici) sentiremo la forza per cambiare scala di valori, spalancando la porta su concetti finora ritenuti sbagliati. La cosa interessante dell’oroscopo della data del solstizio d’inverno 2012 è che contiene una configurazione astrale molto interessante. Tecnicamente si chiama yod ed è formata da tre pianeti importanti come Giove, Saturno e Plutone. Ho pubblicato sul mio sito www. astroparade.it un articolo che valuta questa combinazione come un tema natale di nascita. Credo infatti che in quel giorno nasca una nuova coscienza e che con il movimento dei pianeti, evolva e diventi grande come qualsiasi essere umano che vive sul nostro pianeta. Un seme che diventerà germoglio e poi albero... Marika barbanti

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o r b i l Il

Zodeon

Il libro vuole rappresentare un nuovo modo di divulgare la materia astrologica. Forte di una lunga esperienza sul campo, l’autore parte da una storia di oggi per spiegare le radici filosofiche della disciplina degli astri. Il racconto si sviluppa intrecciando 4 personaggi ognuno dei quali rappresenta un elemento dello zodiaco. “Zodeon, lo spirito degli astri” è la storia di Mercole, un giovane uomo d’oggi che non riesce a dare un significato alla sua vita. Vicino alla trentina, non ancora laureato, vive in famiglia con il padre Oratio psicanalista e mamma Vera, donna tenera e intelligente suo unico collegamento con il cuore. Mercole è un appassionato di corsa e questo passatempo è diventato uno strumento per oltrepassare i limiti e prendere una distanza con ciò che non ama. Tornando all’evento iniziatico, per Mercole arriva il giorno in cui assiste al suicidio di un uomo; il ricordo di questa esperienza lo costringerà ad affrontare i nodi esistenziali sia con se stesso che con i suoi genitori...

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Matteo Pavesi ISBN: 9788895531427 Prezzo: € 4,89 eBook


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Oroscopo 29

Mhttp://medeo.it/ arte in verg Dall’11 novembre 2011 al 3 luglio 2012

Marte si ferma nel cielo e in un segno diverso ogni due an di terra. Normalmente Marte resta in un segno per circa incisivo dal punto di vista simbolico. Ecco un consiglio per

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Ariete Marte si troverà nel sesto settore: la costruzione di una nuova relazione o di un progetto importante assorbirà la tua energia. Tieni sotto controllo l’istinto a tutti i costi...

Cancro Marte si troverà nel terzo settore: piccoli spostamenti, apertura di nuove prospettive, acquisizione di nuove competenze sono a portata di mano. Muoviti con passione.

Toro Marte si troverà nel quinto settore: sarai spesso sul palcoscenico della vita, attuerai l’attenzione su quel che fai. Archivia il senso della misura, abbraccia nuove occasioni.

Leone Marte si troverà nel secondo settore: è possibile l’apertura di una nuova prospettiva ma non pensare in grande, sono le piccole cose che ti parleranno. Alimenta la pazienza.

Gemelli Marte si troverà nel quarto settore: le questioni di casa, compravendita o affitto saranno in primo piano. Ma ci sono anche radici psicologiche da valutare e da vivere.

Vergine Marte sarà nel tuo segno, ciò significa che vivrai eventi per rincominciare molte cose daccapo. Il consiglio è di sperimentare ogni cosa senza il timore di sbagliare.


di Matteo Pavesi

gine

nni e mezzo circa, questa volta tocca alla Vergine segno 40 giorni quindi il suo passaggio così lungo risulta più r ogni segno : Bilancia Marte si troverà nel dodicesimo settore: i cambiamenti che vivrai saranno tutti interiori, lascia che le cose vadano come devono. Accetta una trasformazione temporanea. Scorpione Marte si troverà nell’undicesimo settore: devi trovare nuovi stimoli intellettuali, avviare un percorso spirituale, accettare un cambio di ruolo. La vita interiore è in primo piano. Sagittario Marte si troverà nel deciso settore: il successo o la raccolta di un risultato sono a portata di mano, prendo sul serio ogni proposta di collaborazione. Corri verso la luce.

Capricorno Marte si troverà nel nono settore: hai bisogno di rinascere e di ritrovare te stesso dopo momenti difficili. Un cambio di città, lavoro, un viaggio all’estero potrebbero aiutarti molto. Acquario Marte si troverà nell’ottavo: ogni cosa che accade nasconde un diverso significato, investi su un progetto senza chiedere cosa diventerà. Fortifica le radici della tua esistenza. Pesci Marte si troverà nel settimo settore: il confronto e la collaborazione sono indispensabili, una nuova responsabilità professionale è possibile. Risolvi una questione legale.

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Autori

Storica d’arte

Bilanciare lo studio con le emozioni

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Il Cancello Bianco Roma 1947. Un giovane di 26 anni viene trovato morto all’ingresso del Verano. Sembra un suicidio e probabilmente lo è, ma l’anamopatologo che deve accertare le cause della morte rimane talmente invischiato nella storia di quello sparo, da mettere in discussione le sue stesse vicende personali. Sembra perdersi egli stesso all’interno di un mosaico che appare assurdo, tra la ricerca della verità e il sospetto, in un gioco di colori dell’animo che tocca l’angoscia, ma non risparmia l’autoironia.

Isbn 978-88-97239-01-7

S

ono curiosa, adesso, fino all’indiscrezione. Non per mancare di rispetto alle persone, ma per saperne di più. Anche con lo sguardo sono curiosa, la prima vista difficilmente mi accontenta; forse per questo al cinema spesso mi distraggo e preferisco i film lenti, dove la macchina da presa si sofferma a lungo sull’immagine. Tessere di un mosaico, stratificazioni, frammenti. Tanto mi affascinavano fin da bambina, quando preferivo ascoltare le parole e guardare i gesti degli altri oppure fissarmi su un vetro appannato, da dove spuntavano pezzi di mondo: la cima di un albero, un lampione, qualche nuvola. Potevo rimanere così per ore ad ascoltare questo corrermi intorno della vita e non sentivo il bisogno di dire. Avrei fatto volentieri l’archeologa per carpire i segreti e le voci della terra, prima ancora di quelli degli oggetti che nasconde. Ma era impossibile. Studio, lavoro, studio. E sempre quei frammenti, quei substrati che mi ossessionano. Mi attrae il medioevo, pieno allora – molto più di adesso – di misteri, di favole e di verità da svelare.

€ 13,00


Giovanna Bonasegale Una bella cittadina umbra, Spello, origini romane, fioritura medioevale. Ricostruire la storia urbanistica e viaria di questa città, unire al significato storico del frammento il gusto tattile e visivo: calce, malta, pietrisco, mattoni, legno, il rosa della pietra del Subasio, dentro di loro alloggiano secoli di vita e di morte. Mi laureo in lettere, Storia dell’arte medioevale, e poi il Diploma di Specializzazione. Vinco il primo concorso che faccio: direttore di museo, nelle Marche e poi a Roma. E divento sempre più curiosa. Prima sono le opere di arte moderna, dal Quattrocento all’Ottocento, poi – finalmente – il Novecento e l’arte contemporanea. Tasselli della nostra cultura e, all’interno di ognuna, le tracce di una memoria, che dovrebbe essere comune: rinvii, rimandi ad altre opere ad altri artisti. L’opera d’arte è un testo, come di scrittura, con la differenza che le pagine precedenti e quelle successive non sono esplicite. Ma se ci si incuriosice, se si cercano, si trovano con una certa facilità, sono quasi consequenziali: gli artisti si guardano gli uni con gli altri, ognuno trasmette e ognuno riceve. Nell’arte non c’è l’idea di progresso e perfino le avanguardie, ormai storiche, sono cariche di novità, non di evoluzione e al tempo stesso di mistero. Quando incontro l’arte contemporanea, per studiarla è come se tornassi al medioevo. Queste opere a volte informi mi appassionano sempre di più per l’uso di una materia “altra” e il non assoggettarsi ai canoni classici di bellezza. A prima vista non dicono tutto e si fanno schermo

prevalentemente della materia-colore, per generare stati d’animo, emozioni. Non riproducono la realtà, hanno una funzione estetica tout court. E così la curiosità per il testo, dipinto o scultura o installazione o altro, mi porta verso gli artisti. Visito i loro studi, rimango affascinata o distratta, voglio analizzare le loro stratificazioni, pubblico le mie impressioni. Dura più di trent’anni il mio lavoro di direttore di museo, fino a quando la pubblica amministrazione in un certo senso va in pensione: il direttore di museo diventa un passacarte. Anche io, ormai, ho l’età per la pensione e così me ne vado. Fare la storica dell’arte significa saper bilanciare lo studio con le emozioni, mantenere una freddezza lucida per poter esprimere un parere o un giudizio storico, essere pronta a una serie di indagini complesse per determinare un’attribuzione, una datazione, una committenza. Una professione da segugio, per molti aspetti. Tutto questo porta a un accumulo di sensazioni, a volte inesprimibili e a mettersi continuamente in discussione sia in rapporto all’opera sia alla definizione che se ne dà. Non è tanto diverso dal “mestiere di vivere”. Si segue una trama, un percorso e non si sa come andrà a finire. Ma quell’accumulo di emotività e di sentimenti, di ansie, di dubbi e di energia rimane al di là del rapporto con le singole opere. Per analogia ho rivolto verso la mia storia la curiosità e ho continuato a scrivere. Un romanzo questa volta. Giovanna Bonasegale

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Pollicino per non perdersi tra i libri

ILhttp://medeo.it/ MONDO IN REGALO “Nascere è come ricevere un mondo intero in regalo, col sole di giorno, la luna di notte e le stelle nel cielo blu. Un mare che bagna le spiagge, foreste tanto fitte da non conoscere i propri segreti, animali meravigliosi che attraversano il paesaggio. Perché il mondo non invecchia né sbiadisce, mai. Siete voi a diventare vecchi e grigi. Finché vengono messi al mondo bambini, il mondo è nuovo fiammante, esattamente come nel settimo giorno quando il Signore si riposò”. Così parla Ariel, l’angelo senza capelli, né palpebre né ciglia a Cecilie, una bambina ammalata di cancro, nel bellissimo libro “In uno specchio, in un enigma” di Jostein Gaarder. In un periodo in cui, dopo la saga degli orchi e degli elfi impegnati in un’epica battaglia che vede, puntualmente schierate le forze del Bene e quelle del Male, dopo l’invasione di vampiri sotto ogni forma, aspetto e

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latitudine, da quelli oscuri e terribili delle nebbiose selve della Transilvania a quelli che luccicano alla luce del sole, in una stagione, l’attuale, che vede gli “angeli” apparire nel panorama letterario non più come amabili ed eteree creature, bensì talmente pieni di difetti da renderli, se non fosse per le ali, del tutto indistinguibili dai comuni mortali, tra tanti testi che affollano gli scaffali, dicevamo, ci è tornato in mente “in uno specchio, in un enigma” di Jostein Gaarder. Niente effetti speciali in questo piccolo libro che ha la delicatezza di una poesia e che tocca i temi più scottanti dell’esistenza umana: il significato della vita, la conoscenza di sé stessi e degli altri, la gioia e il dolore, la sofferenza e la speranza. Nelle notti incantate che precedono il Natale, Cecilie farà conoscere all’angelo il sapore di un dolce alla mandorla, il freddo di una palla di neve, l’odore degli aghi di pino, insomma tutto ciò che per Ariel sono state, fino ad allora, soltanto delle paro-


di Pina Varriale

le senza significato. L’angelo svelerà alla bambina i misteri celesti, il senso della vita e della morte, il rapporto con Dio e l’anima. Attraverso questi dialoghi, mai noiosi, Ariel condurrà Cecilie accompagnerà Cecilie fino all’ultimo giorno della sua esistenza terrestre e, per entrambi, l’esperienza sarà ricca e assolutamente straordinaria. Un libro splendido, adatto a lettori di tutte le età e che consiglio soprattutto ai ragazzi, perché se è vero che leggere è, in qualche modo, un atto creativo, in quanto ci porta a colmare i “vuoti” lasciati nella trama o nelle argomentazioni dall’Autore, ancora di più la lettura è uno strumento indispensabile per conoscere se stessi e la realtà che ci circonda, anche nei suoi aspetti più duri. “In uno specchio, in un enigma” non è, come potrebbe sembrare, una storia triste e che lascia l’amaro in bocca, ma al contrario ci restituisce la dimensione delle “piccole cose” e ci induce a guardare al mondo con gli occhi stupiti di un bambino, mai stanco di ciò che gli offre la vita.

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Autori

Piume

di piombo I legami che non scegli

La vita ci porta davanti a bivi spesso difficili da superare, soprattutto dall’animo umano, perché attraverso lo stesso ci rendiamo conto di quanto valga la nostra stessa esistenza. La vita e l’amore, i legami affettivi, quelli familiari, unici, indissolubili, quelli che ci vengono donati e che perdurano per la vita, racconta la storia del romanzo L’elastico viola (CIESSE Edizioni). Una storia vera e dura, tremenda, a tratti incosciente ed emozionante, commovente, struggente: due bambine abbandonate, che non hanno una famiglia vera, dovranno prendersi cura l’una dell’altra all’interno della vita di un collegio che le separa aspramente. Due sorelline, Sara ed Elena, che impareranno la durezza della vita attraverso

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L’elastico viola “Un romanzo di piuma e di piombo. La storia di un amore estremo e di un estremo dolore. La perdita dell’innocenza e il baratto con la morte”. L’intensità umana più pura e la più pura paura delle difficoltà che ne cambieranno tutto. La vita stessa, per sempre. Una storia forte e suggestiva che inviterà il pubblico a riflettere sui veri valori dell’esistenza umana e sulle coscienze di piombo che diventeranno di … “piuma”.

Isbn 978-88-6660-006-0

H

o iniziato a scrivere per la passione che anima la mia coscienza, la mia anima e le sue esigenze più intime. Il desiderio di portare su carta un mondo che mi appartiene e che, allo stesso tempo, non mi appartiene, ma che porta al pubblico sentimenti e sensazioni umani allo stato puro.

Pagine 256 • € 16,00


Patricia Daniels

Il desiderio di portare su carta un mondo che mi appartiene... le proprie esistenze strazianti, per certi aspetti assolutamente devastanti soprattutto per una di loro. Non svelo per chi, per lasciare al pubblico la curiosità di scoprirne l’identità, ma che affronterà prove estenuanti, che riceverà abusi da parte di un padre che la riprenderà con sé solo in quelle occasioni, per poi riportarla in collegio, un padre nel quale evidentemente aveva fiducia, nel quale credeva. Due anime, due personaggi, due persone che diventeranno donne forti e allo stesso tempo, completamente diverse e non solo per le terribili vicende accadute a ciascuna, ma anche e soprattutto per il carattere che ognuna maturerà all’interno della propria esistenza. Carattere che forgerà nel tempo il loro stesso futuro, le loro scelte, decisioni, amarezze, le loro coscienze, i loro amori, le loro amicizie. Una storia dal sapore amaro e dolce, allo stesso tempo. Una storia che arriverà al cuore del pubblico, perché

sa raccontare vite apparentemente distanti ma spesso attinenti alla realtà. Vite destinate quasi al degrado, in una società nella quale nulla ci è dovuto e tutto va conquistato duramente. Una storia che mette alla prova i suoi protagonisti e il pubblico stesso. La prova dei sentimenti, dei valori, delle priorità che restano indelebili nella mente e nella memoria di chiunque. L’elastico viola è una storia forte e suggestiva che inviterà il pubblico a riflettere sui veri valori dell’esistenza umana e sulle coscienze di piombo che diventeranno di… “piuma”. Un sogno, questa pubblicazione, che mi ha permesso di esprimere sentimenti umani molto intensi e che si spera arrivino anche al pubblico fino all’ultima pagina. Pagina tutta da scoprire. Patricia Daniels

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di Emiliano Ravenna

Appunti sulla

sceneggiatura Emiliano Ravenna è un regista di eventi da alcuni anni attivo anche in campo cinematografico come sceneggiatore, con diversi contributi a registi italiani oltre ad essere egli stesso autore di cortometraggi. www.iocome.it

La sceneggiatura è la scrittura tecnica di una idea, in termine tecnico “soggetto”, che poi dovrà essere riportata tale quale sullo schermo. Parliamo quindi dell’adattamento di una storia inventata o già esistente da portare in video, dove tutto ciò che è scritto, dai personaggi alle ambientazioni, diventa reale.
La storia nasce da un qualcosa che si vuole raccontare, che può essere di qualunque tipo, dalla fantasia alla realtà, documentario ecc.
Molti confondono le sceneggiature con i romanzi, il che è sbagliato per via del diverso linguaggio e forme tecniche di scrittura. Non è vero, come molti sostengono, che non cambia nulla perché nei romanzi abbiamo i capitoli e in un film le scene, se vogliamo portare un romanzo in video dobbiamo senz’altro fare un adattamento cinematografico e scrivere la sceneggiatura del romanzo. Quando la si scrive, che sia originale (inteso come inedita) o meno, bisogna essere il più dettagliati possibile, evitando giri strani per far capire concetti

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29 Lezioni di cinema o quant’altro a meno che la storia non lo richieda di per sè. La sostanza di una sceneggiatura non è altro che un inseguimento di soggetti verso qualcuno o qualcosa, un percorso nel quale uno o più personaggi dovranno cercare di raggiungere un obiettivo. Nel cammino verso l’obiettivo troveranno ostacoli che comprometteranno il suo raggiungimento. Sulla carta di una sceneggiatura sono scritti tutti i particolari, a partire dall’inizio di ogni scena dove è specificato il luogo, se la scena avviene all’esterno o all’interno dello stesso luogo e in quale posizione della giornata è ambientata l’azione, ad esempio:
Scena 1: “Esterno stazione/mattina piovosa”. per poi andare a descrivere quello che succede ovvero l’azione eseguita dai personaggi. Una normale sceneggiatura cinematografica ha in media 90/120 pagine (ogni pagina equivale a circa 1 minuto) ed è composta da:
• Parte iniziale: dove descriviamo le ambientazioni, i personaggi e accenniamo ciò che i protagonisti dovranno successivamente affrontare.
• Parte centrale: dove i personaggi affrontano la situazione portante del film.
• Parte finale: dove la situazione nella quale abbiamo avviato i personaggi viene risolta (o meno) e dove rispondiamo a domande di sotto trame che abbiamo posto durante il racconto. Bisogna tener conto che stiamo scrivendo un film e quindi dobbiamo intrigare lo spettatore per farlo rimanere attento. Questo si ottiene cercando di far affezionare il pubblico ai personaggi e generando cose che riportino delle conseguenze. In ogni scena bisogna

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portare lo spettatore a chiedersi cosa accadrà nelle scene successive, mantenendo così un ritmo e una attenzione costante.
Il tutto con delle regole cinematografiche, ad esempio alla pagina 15 circa dobbiamo sempre far accadere qualcosa di interessante, per poi arrivare al colpo di scena che dovrebbe arrivare all’incirca alla pagina 30. Far accadere qualcosa di interessante intorno al quindicesimo minuto non significa che durante i primi minuti non succede niente e al quindicesimo succede l’inverosimile. Devono sempre accadere delle cose in crescendo e intorno alla quindicesima pagina deve succedere qualcosa che inizi a dare una certa impronta al racconto. Dobbiamo, inoltre descrivere i personaggi e i loro caratteri mediante situazioni. Tutto deve risultare naturale e non forzato, farli muovere e intrecciare tra loro, ma soprattutto portare i personaggi a decidere su varie alternative, direttamente o indirettamente, su qualcosa di “critico” per loro stessi.
Questa è più o meno la base per scrivere una sceneggiatura; poi ci sono molte altre regole da seguire, che però vedremo nelle prossime puntate. È consigliabile scrivere una sceneggiatura al presente, cioè come se stesse accadendo tutto mentre la si legge. Questo serve per coinvolgere maggiormente chi ne prende visione, facendolo entrare nel vivo delle situazioni. La descrizione dei personaggi si ottiene facendo compiere della azioni precise; ad esempio non diciamo continuamente “Luigi è una persona indecisionista”, ma lo facciamo notare nelle


di Emiliano Ravenna azioni che lui svolgerà, magari mettendolo in alcune situazioni dove l’ottanta per cento delle decisioni, anche quelle banali, le prendono la sua fidanzata, i suoi amici o i suoi genitori.
Se vogliamo dire che è un amante della musica pop, potremmo creare una scena all’interno della sua camera, dove troveremo i muri completamente ricoperti di poster di cantanti pop, e in pochi secondi abbiamo svelato una sua preferenza musicale. “A Luigi piacciono molto gli animali”: anche qua potremmo mettere delle scene dove appena svegliato dà da mangiare ai suoi pesci per poi continuare con il suo gatto e il suo cane, abbiamo così dato una particolarità al personaggio. Tornando all’adattamento invece dobbiamo tenere presente che la scrittura di un romanzo non può essere riportata tale quale sullo schermo per via del diverso linguaggio che opera il cinema;

di conseguenza molte cose non possono essere riportate sullo schermo per esigenze di tempi cinematografici, a parte in rari casi.
Molti dettagli e descrizioni presenti nel romanzo devono accadere tramite dialoghi e azione; in video tutto accade in modo molto più esplicito che in un romanzo. Quindi prenderemo il romanzo, lo analizzeremo e valuteremo cosa inserire o meno e se sarà più efficace mettere alcune scene prima o dopo altre, senza stravolgere la storia ma seguendo sempre un filo logico cinematografico.
Mi capita spesso di trovarmi in mezzo a persone curiose che vogliono sapere di più su questa arte (nello specifico la settima); ritengo che anche in questo caso il miglior modo per raccontare come può nascere una sceneggiatura sia partendo dallo schema base che gli sceneggiatori adattano a seconda dei propri pareri e propri stili...

... continua su www.iocome.it Scarica il pdf gratuito! www.iocome.it

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23 NOVEMBRE

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appuntamenti

Marcello Appignani plays Coevica, la prima colonna sonora composta per un romanzo italiano. ( Romanzo Coeva, edito dalla Bastogi, di Maria Pia Carlucci, Maurizio Verdiani, Fiorella Corbi con la collaborazione di Stefano Capecchi)

In anteprima concerto di presentazione 38


Informazioni MercoledĂŹ, 23 Novembre alle 21,00 Presso Libreria Altroquando Via del Governo Vecchio, 82/83 (Piazza Pasquino) (p.za Navona), Roma 00186 ITALY ingresso Libero Vi aspettiamo numerosi TheCoevas http://romanzocoeva.wordpress.com su Twitter : @TheCoevas www.marcelloappignani.it

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Io come Autore


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Rivista dedicata agli autori

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