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La notte dei musei con

Camilleri

paura di volare Estratto

dal libro di Nadia Francalacci

tra coscienza e sogno: Simone Perotti

N°02

autore

Anno 1 N. 02 / maggio 2011 - Periodico settimanale - In attesa di Registrazione

n°1 28-4-2011


N°02 S O M M A R I O autori Barbara Bolzan |4 Art-thriller: i silenzi si mescolano alle menzogne

Fabrizio Canciani |6 Scrivere e descrivere il mondo che ci circonda

Giancarlo Guerreri |10 Il mezzo per le parole

Simone Perotti |12 Scrivere: la frontiera tra coscienza e sogno

Stefano Peverati |18 Un’infanzia “epica”

Vitiana Paola Montana |20 In cerca d’emozioni

“manichino” di federico comelli ferrari. Fotografo e artista conemporaneo Nasce a Brescia nel 1980, alterna studi artistici a quelli scientifici, frequenta medicina e, in parallelo, approfondisce il suo amore per la fotografia all’istituto Ken Damy. Nel 2005 si trasferisce a Milano, dove lavora come fotografo freelance. Dal 2007 a oggi il suo interesse ruota attorno alla decostruzione e ricostruzione della prospettiva dei soggetti con diverse tecniche fotografiche, generando uno spettro cromatico e figurativo di notevole dinamismo. Immortala attraverso i propri collages fotografici lo spirito frizzante, entusiastico che lo ha caratterizzato. info@arte20group.com

intervista A Mario Pacelli

In Copertina

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Graphofeel presenta Cantiere Italia di Mario Pacelli di Marta Volterra

“Manichino” Collage di un soggetto fotografato.

rubriche Focus

on

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Paura di volare di Nadia Francalacci

Appuntamenti Redazione

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Io come Autore


e d i t o ria l e

Il culto delle parole è un’arte che si impara ma che deve avere come necessaria premessa un talento naturale. Come dice Simone Perotti: “Per uno scrittore è molto importante capire se è nato o no per scrivere”. Non ci si può improvvisare. Scrivere non è un gesto meccanico, non nasce dal razionale raziocinio con cui si fa qualunque altra cosa, no. Scrivere è avere un’intuizione, un’idea e non esiste un metodo logico, per farsene venire una. Se leggete attentamente tutti gli scrittori di questo numero, vi accorgerete che tutti, più o meno espressamente, raccontano di come “diventare scrittore” sia avvenuto inconsapevolmente e di come spesso la storia narrata, fosse il frutto di un istinto interno e non di una meccanica costruzione o ricostruzione di fatti. Scrivere, per dirla alla Fabrizio Canciani, è come dare forma alle emozioni collettive; come riorganizzare il sentimento contemporaneo attraverso la sensibilità di chi scrive; in questo senso uno scrittore è certamente un’artista. Scrivere risponde all’istinto primordiale di comunicare, per conoscersi e riconoscersi come “parte” integrante di un organismo collettivo più grande. Le parole descrivono le nostre emozioni, noi stessi e la nostra realtà. Le parole sono le pietre miliari della nostra identità sociale e collettiva, ogni parola detta è un concetto scalfito nel marmo. Ogni parola manomessa per dirla alla Carofiglio, è un messaggio distorto e una realtà deformata. Essere fedeli a se stessi, significa innanzitutto conoscere e rispettare il significato delle parole. No, scrittori non ci si può proprio improvvisare.

Buona Lettura. Marika Barbanti

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Barbara Bolzan art-thriller: i silenzi si mescolano alle menzogne

“Dove le parole finiscono, là inizia la musica” (H. Heine)

H

o iniziato a scrivere Requiem in re minore in un giorno d’estate. Come mi era già successo per i miei altri due romanzi, avevo già in mente un possibile incipit, che è poi rimasto più o meno uguale nella stesura definitiva: “Entra nella stanza col passo di chi non sappia bene dove stia andando, e mi sfiora la spalla con una carezza. Io, seduta in poltrona, mi volto appena. Lo guardo con il malcelato disprezzo che merita ogni

uomo che abbia rinunciato a se stesso e alla propria carriera per amore di una donna”. Volevo raccontare la storia di un pianista, un tempo celebre, che aveva però ormai da anni voltato le spalle alle propria carriera, diventando l’ombra di se stesso. Un pianista sposato con una donna dalla doppia vita, affascinante e bugiarda.

Isbn 978-88-9722-903-2

Requiem in re minore

Barbara Bolzan Formato ePub € 2,99

Il 5 aprile 2004, un commando mette a segno una spettacolare rapina alla banca di Stavanger, in Norvegia. Il 24 agosto 2006, dal Museo Munch di Oslo vengono sottratti i dipinti L’Urlo e Madonna. Due fatti apparentemente non correlati, ma che trascineranno il lettore in una vertigine di intrighi, pericoli e misteri. Quando i dipinti scompaiono, lasciando dietro di sè una scia di morte, Agata Vidacovich tenta di venire a capo dell’intricata vicenda, mettendo a dura prova le proprie certezze, costantemente sul filo del rasoio, dividendo la propria vita tra il marito e il lavoro, arrivando a chiedere aiuto all’ex amante, una personalità misteriosa e potente con la quale troppe cose erano rimaste in sospeso. Un thriller avvincente, intelligente e ironico, che si snoda tra Milano, Oslo e Trieste, tenendo il lettore col fiato sospeso fino all’ultima pagina... e oltre.

La musica –in questo caso, la musica classica– è una delle mie passioni. Sapevo che, qualunque cosa fosse successa, sarebbe sopravvissuta ai vari tagli in corso d’opera. Infatti, Bach, Listz, Goldberg, Rachmaninoff e, ovviamente, lo stesso Mozart, rappresentano la colonna sonora di Requiem in re minore. Si affacciano tra le righe, saltellano sui tasti del pianoforte, riempiono le stanze e gli ambienti, donando a ciascuna scena un particolare significato, quello che

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le parole non sanno esprimere. Proprio come diceva Heine: “Dove le parole finiscono, là inizia la musica”. Verso metà autunno, però, le premesse iniziali del romanzo erano mutate. Il mio pianista non era più protagonista assoluto, ma aveva finito col ritagliarsi un ruolo di comprimario, mentre era balzata in avanti Agata Vidacovich, la moglie, e il suo universo di arte e misteri.


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Due anni prima che iniziassi a scrivere Requiem in re minore, dal Museo Munch di Oslo erano state sottratte due tele: l’Urlo e la Madonna. Mi sono concentrata sul mondo del mercato nero, sul furto, ho cominciato a fare ricerche per capire meglio le dinamiche di quanto accaduto, ho trascorso diversi periodi in Norvegia per approfondire quello che avevo scoperto. Amo questa parte del lavoro, che mi porta ogni volta a stringere rapporti con persone nuove, ascoltare i loro punti di vista, viaggiare e muovermi in luoghi che, alla fine, si trasformano quasi in una seconda casa. Volevo fornire un’ambientazione e una ricostruzione del furto che fosse la più verosimile possibile. Dopotutto, il testo si basa su un reale fatto di cronaca. È da lì che sono partita. Ma, come in ogni fatto di cronaca, più andavo avanti nelle ricerche e più mi accorgevo che rimanevano silenzi, vuoti che le fonti ufficiali non avevano saputo riempire. Non chiedevo di meglio: questo mi dava la possibilità di riempire io stessa quei silenzi e quei vuoti. Naturalmente, non mi interessava rintracciare l’effettiva

N°02 verità. Anzi, volevo costruire un caleidoscopio di menzogne plausibili –che è poi lo stesso universo nel quale si muove Agata, equilibrista su una fune senza rete di salvataggio, sempre sull’orlo del baratro-. Era la prima volta che affrontavo il genere del giallo, del thriller. Il mio primo libro Sulle Scale, AICE, Bologna 2004, uscito pochi giorni prima del mio ventitreesimo compleanno con la prefazione del Ch.mo Professor Ezio Raimondi, membro dell’Accademia dei Lincei, presentava un forte substrato medico. Il secondo, Il sasso nello stagno, ProspettivaEditrice, Roma, 2006 era stato un gioco letterario, nel quale la saggistica filologica si intrecciava alla narrativa. Due testi di formazione, se così vogliamo definirli. Poi, la sfida, il territorio del mistero e del giallo. Requiem in re minore è risultato finalista al prestigioso premio Alabarda d’oro – Città di Trieste 2010, ed è ora pubblicato in formato elettronico, Caputo Edizioni, Trieste, 2011.


Fabrizio Canciani Scrivere e descrivere il mondo che ci circonda Raccogliere

e dare forme alle emozioni collettive

“I

o sono troppo serio per essere un dilettante, ma non abbastanza per diventare un professionista” questa frase, pronunciata da Steiner ne La dolce vita, riassume il mio percorso artistico-letterario. Scrittore, artista del teatro-canzone (ho partecipato al Festival Giorgio Gaber 2007 a Viareggio), cantautore, autore, cabarettista pentito, lau-

reato in Storia del cinema al DAMS di Bologna, ho attraversato vari modi d’espressione sempre attirato da nuovi progetti creativi. Sono uno dei pochi scrittori citato sia nel DIZIONOIR che nel DIZIONARIO DEL COMICI E DEL CABARET (Garzanti). In passato ho collaborato con varie testa-

Isbn 978-88-8698-172-9

il mio mitra è il contrabbasso

Fabrizio Canciani Pagine 232 € 14,50

Si analizza la memoria di un patrimonio di eventi condivisi, sulle diverse crescite personali, sui sensi di colpa e le motivazioni, sulle ambiguità e i vicoli ciechi della politica e sulla molteplicità delle interpretazioni della verità, che sia storia, cronaca o prospettiva individuale. Il Mitra è sfaccettato, coinvolgente, prende e sorprende. Il racconto ha un brusco avvio con l’aggressione del detective da parte di due sconosciuti francesi e la conseguente distruzione della certosina collezione di vinili di proprietà dell’amico che lo sta ospitando in una delle varie fasi di transizione della sua movimentata esistenza. Gli stranieri cercano notizie di Giordano, ma Bruno del suo antico bassista non sa più nulla dall’estate del 1977, trascorsa alla sua ricerca insieme all’amico Vladi, mentre si profilava la possibilità di entrare in studio nell’autunno seguente per registrare il primo disco degli emergenti Assistenza Pneumatici...

te giornalistiche mentre attualmente frequento la Web Tv diretta da Alessandra Casella: Booksweb.tv, ultima concessione alla televisione. Al cabaret sono arrivato considerandolo un naturale momento di confluenza delle varie forme artistiche frequentate (recitazione, musica, gestualità, ecc.), ma la grande passione per la scrittura mi ha spinto verso la letteratura “di genere”. Fatale è stato l’incontro con il giallo e il noir, frutto di un amore istintivo verso l’horror, coltivato attraverso cinema e fumetti, che mi ha permesso di allargare

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il campo ai generi limitrofi. Ho iniziato a scrivere su commissione, in tempi non sospetti, battendo i tasti della Lettera 32, diversi racconti per la collana Oltre Il Giallo, usciti nelle edicole di tutta Italia. A questa prima esperienza (1994) ha fatto seguito prima un noir umoristico Il killer dei cacciatorini Greco & Greco prima edizione 1998, seconda edizione 2001, poi l’istant book Il comune senso del sudore – dizionario sragionato del calcio Greco & Greco. Grazie alla Libreria del giallo di Milano e alla straordinaria Tecla Dozio approdo


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alla casa Editrice Todaro e pubblico tre romanzi che vedono come protagonista il surreale investigatore privato Bruno Kernel: La regola della cattura, 2004, con una nota in quarta di copertina di Enzo Jannacci, Qualcosa che non resta, 2006 e Il mio mitra è il contrabbasso, 2007. Nel frattempo scrivo canzoni, articoli, racconti per antologie (da citare, sempre per Todaro, Delitti di Vino) e testi per il cabaret. Tra gli eventi a cui ho partecipato giova ricordare il Progetto Jannacci al Teatro Filodrammatici di Milano, il Festival Della Musica di Mantova, la rassegna della canzone umoristica Dallo Sciamano allo Showman a cura del Club Tenco - in onda su Rai2 (Palcoscenico), Musicomedians con Flavio Oreglio, Finardi, Fortis, Manera, ecc. Attualmente sono impegnato nel progetto Delitti e Canzoni che nasce dall’idea di fondere la canzone d’autore, il cabaret e il teatro-canzone con le atmosfere noir e che comprende uno spettacolo, un libro edito nel 2008 da Todaro (a cui hanno dato il loro contributo prestigiosi giornalisti, scrittori, cantautori, musicisti, attori) e un CD pubblicato nel 2009 dall’etichetta indipendente Sanarecords, distribuito in tutta Italia da Venus dischi. Per il 2011 sono in cantiere diversi progetti letterari ma finché non avrò firmato i contratti preferisco non anticipare nulla. Scrivere non è per me un’attività sedentaria ma un modo per mettere su carta le esperienze più variegate fingendo che si tratti di finzione. Scrivere per me non è un’attività solitaria ma è un modo per raggranellare emozioni collettive, frasi, personalità diverse, e metterle su carta. Non si è mai soli davanti al computer. Con l’avvento di internet, oltretutto, il mondo è sempre lì, in agguato. Le informazioni ti inseguono, stai addosso alle notizie, la realtà diventa finzione, la scrittura si trasforma in realtà. I tasti del computer spersoIo come Autore

N°02 nalizzano la calligrafia ma danno ritmo alla creatività. Il ticchettio è un blues infinito, diviso per capitoli, impregnato di esperienze vissute e di paradossi. Diavolo d’un blues, spunta sempre dove meno te l’aspetti, anche quando, per esempio, si butta giù un appunto a mano. A volte la penna può deragliare e lasciare brutti segni mentre altre volte si incunea tra le pause di un racconto per una semplice dedica, per una descrizione che ha il sapore di un omaggio. E chi si riconosce si sente trasformato in pagina scritta e partecipa al gioco, al blues. Inconsapevolmente? Tanto quanto nel dialogo tra il capitano Renault (Claude Rains) e Rick Blaine (Humphrey Bogart), nel film Casablanca: –“E che cosa vi ha spinto fin quaggiù a Casablanca?” –“Ci sono venuto per fare la cura delle acque.” –“Le acque? A Casablanca? Ma qui è il deserto...” –“Be’, fui male informato”.


L’intervista

Mario Pacelli

Graphofeel presenta: Cantiere Italia

di

Interessante, documentato, a tratti ironico, Graphofeel presenta il nuovo libro di Mario Pacelli, per riflettere sull’Italia delle autonomie locali, della condizione femminile, delle ferrovie, della sanità, dell’esercito e dell’istruzione: un cantiere ancora aperto... L’unità d’Italia è stata lunga e laboriosa, fatta di atti eroici e di meno nobili azioni; vi hanno partecipato mille personaggi noti e meno noti, tutti impegnati al raggiungimento del fine che si erano prefissi. Il risultato è stato un cantiere in continua attività, con molte varianti rispetto al progetto originario: da Regno l’Italia è diventata Repubblica, da Stato accentrato si è trasformato in un Paese con larghe autonomie locali, da entità nazionale ai mar-

Mario Pacelli

gini dell’Europa è divenuta protagonista di primo piano dell’unità europea. E il cantiere è ancora aperto… Come si è giunti da un coacervo di stati e staterelli alla costruzione di un unico Paese? È quello che ci racconta Mario Pacelli in questo saggio ricco di una vasta mole di informazioni dettagliate e a volte sorprendenti sulla storia d’Italia dall’Unità ad oggi. Esperto di diritto pubblico e di storia delle istituzioni, l’autore ci conduce, con mano leggera e sapiente equilibrio tra erudizione e divertita curiosità, in visita in un cantiere ancora aperto, in cui si costruisce uno Stato, mostrandoci materiali e progetti utilizzati, scartati, terminati o mutati in corso d’opera. Trovano così spazio la storia delle autonomie locali, quella della condizione femminile, delle ferrovie, della sanità, dell’esercito e dell’istruzione, fornendo al lettore gli strumenti per comprendere meglio la realtà contemporanea.


N°02

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Mario Pacelli, docente di diritto pubblico, è stato a lungo funzionario della Camera dei Deputati. È autore di numerosi saggi di storia delle istituzioni. Tutte le pubblicazioni sono acquistabili online: www.graphofeel.com

Intervista all’autore Mario Pacelli, Cantiere Italia è un libro di circostanza? Il 150° anniversario dell’Unità nazionale è stato solo l’occasione per pubblicare alcuni studi che ho effettuato negli ultimi anni sul Risorgimento e sugli uomini illustri di quel periodo. Il risultato mi ha portato a riflettere anche sulla inadeguatezza e scorrettezza di alcune conclusioni forse troppo affrettatamente date per acquisite; prima fra tutte quella della esaltazione acritica di tutti quegli uomini e di tutti quei fatti, a iniziare dalla lotta contro il brigantaggio meridionale, una vera guerra anche se mai dichiarata, condotta da italiani contro altri italiani. È passato un secolo e mezzo dal 1861: cosa è cambiato per gli italiani? A mio avviso molto, più di quanto siamo soliti pensare. Un secolo e mezzo fa l’Italia era un Paese in arretrato con il processo di modernizzazione, con redditi individuali, salvo poche eccezioni, molto bassi, con una popolazione che traeva il necessario per vivere da un durissimo lavoro nei campi, con un’alta percentuale di analfabeti, senza scuole né ospedali, dove anche donne e bambini lavoravano fino a quattordici ore al giorno per un magro salario. Qualcosa, molto, se non tutto, è cambiato.

L’Unità d’Italia: chi ha vinto e chi ha perso? Credo che abbiano vinto gli italiani, o almeno quelli tra loro che vedevano lucidamente l’unità nazionale come la sola soluzione possibile per inserirsi tra le grandi nazioni europee: non dimentichiamo che anche i tedeschi, nello stesso periodo, decisero di battere la strada dell’unità nazionale e per gli stessi motivi. Certamente vi furono persone favorite dall’unificazione, e altre danneggiate, ma nel complesso gli aspetti positivi prevalsero nettamente su quelli negativi: l’unificazione del debito pubblico, per citare solo un esempio, non giovò alle regioni meridionali, che avevano floride finanze, ma che solo con l’Unità riuscirono spezzare il regime post-feudale che le soffocava.

Isbn 978-88-9738-102-0

Edito dalla giovane Casa Editrice Graphofeel, Cantiere Italia, già in libreria, inaugura la collana Forminevau curata da Antonio Perri,

Mario Pacelli Cantiere Italia € 14,00

Unità e federalismo sono conciliabili? Maggiori livelli di autonomia degli enti territoriali significano anche correzione di alcuni errori compiuti nel processo di unificazione nazionale. L’importante è conservare lo spirito, che è quello di un solo Paese, un solo Stato, un solo popolo, principi che peraltro credo, o almeno spero, nessuno voglia nemmeno porre in discussione.

Marta Volterra

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Giancarlo Guerreri Il mezzo per le parole Lo al

scrittore medianico presenta le sue opere del Libro di Torino

Salone Internazionale

M

i chiamo Giancarlo Guerreri, sono nato a Torino un giorno di fine estate del 1954. Ho passato un’infanzia serena ma piuttosto isolata. Figlio unico, di una famiglia della media borghesia, ho iniziato quasi senza accorgermene un lento ma continuo percorso di introspezione che non ha mai trovato la parola fine. Da piccolo iniziai ad appassionarmi alla zoologia, diventando un discreto intenditore di piccoli e strani animali marini, dei quali quasi

nessuno compresi gli insegnati conosceva, se non l’esistenza, sicuramente il nome. Leggevo libri molto complicati su atomi e piccoli invertebrati, riscoprendo, senza rendermene conto vecchissime conoscenze che appartenevano, con buone probabilità, a memorie di vite precedenti. Verso i vent’anni iniziai a studiare, da autodidatta, i primi saggi sulle discipline esote-

Isbn 978-88-8231-428-6

l’ombra della luna

Giancarlo Guerreri Pagine 544 € 22,00

Lo sviluppo del racconto avviene su due Piani: il Piano metafisico, accoglie la figura di una Vecchia dalle caratteristiche diaboliche, che attraverso l’azione degli Arcani Maggiori del Tarocco, osserva sul Piano sottostante, quello Fisico, una serie di eventi che coinvolgeranno i personaggi. Attraverso esperienze di regressione ipnotica di viaggi astrali, il protagonista compirà sulla Terra i passi già stabiliti sul Piano metafisico, venendo in contatto con conoscenze dai tratti inquietanti. Le località e gli eventi storici appartengono a una dimensione reale, frutto dell’esperienza diretta dell’Autore. La Liguria, il Piemonte e altri territori rappresentano lo sfondo dove vengono proiettate le azioni dei protagonisti. Nell’insieme il racconto si sviluppa secondo i canoni di un lungo processo evolutivo della dimensione interiore, non ostacolato da barriere spazio-temporali.

riche, saltando senza alcun pudore da libri cha parlavano di UFO a resoconti di manifestazioni spiritiche. Questo difficile studio si protrasse per decenni e prosegue ancora oggi. Il primo grande passo verso gli aspetti pratici di queste conoscenze lo compii alla fine degli anni ’80 quando iniziai a occuparmi di regressione ipnotica, sperando di trovare valide risposte alle pressanti domande che mi ponevo. Nel frattempo collaborai, come biologo, con alcune Case Farmaceutiche occupandomi di farmaci da Ingegneria Genetica. Ma la vera passione era un’altra: studiai tutto ciò che riguardava gli aspetti più misteriosi della vita, raccogliendo un

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considerevole numero di dati teorici, fino al giorno in cui ebbi la fortuna di conoscere una ipnoterapista che mi permise di sperimentare stati di coscienza lievemente alterati. Praticai per circa vent’anni la regressione ipnotica, maturando una consapevolezza che mi permetteva di cogliere particolari molto precisi e a volte inquietanti di numerose vite espresse in un lasso di tempo di circa duemila anni. Questa lunga esperienza, la più rilevante della mia vita, mi aprì delle piccole finestre verso una dimensione nuova e del tutto sconosciuta. Verso i 50 anni iniziai a manifestare delle prime capacità di carattere media-


N°02

N° 02 12-05-2011

Giancarlo Guerreri Pagine 160 € 16,00 Isbn 978-88-7325-381-5

mo di Kether, secondo romanzo esoterico che prende in esame due vite molto particolari, relative al XIV e XIX sec., in cui sono presenti precisi “apporti letterari”, frutto di reali regressioni ipnotiche. Una vita molto particolare, descritta nel romanzo, ha determinato la produzione di oltre 400 versi, in terzine trecentesche. Nel 2011 è uscito, Il Segreto di Welma Fox, romanzo simbolico, ambientato in Inghilterra e in Italia, che narra di un misterioso delitto avvenuto nell’ottocento, la cui soluzione sarà suggerita dall’analisi di due quadri molto noti di due Autori medievali.

il profumo di kether

Due vite singolari, che interessano l’Inghilterra dell‘800 e l’Italia del XIV sec.. Il Profumo di Kether esprime il desiderio di crescita individuale e di tensione verso l’Assoluto. Le vicende legate alla figura storica di Charles Darwin mettono in evidenza una nuova prospettiva in grado di “interpretare” alcune tesi contrastanti scientifiche e religiose espresse dallo scienziato inglese. Il metodo d’indagine, definito regressione ipnotica, cerca di infrangere il velo del passato per permettere approcci verso nuove realtà. Come antitesi, il romanzo propone la presenza di fenomeni “inspiegabili”, quali la xenoglossia o la modifica della mimica facciale, verificatosi durante le sedute d’ipnosi. Tali fenomeni troveranno, nei contenuti del testo, una differente spiegazione che verrà suggerita al lettore.

nico rivolte verso la pratica della scrittura automatica che si tradussero, tre anni dopo, nella pubblicazione del primo vero romanzo esoterico: L’Ombra della Luna – la Via del Tarocco. Ho avuto modo di coltivare anche la passione per la fotografia, con discreti risultati che hanno trovato la loro espressione in una guida sui fondali marini del Parco Marino dell’Isola di Bergeggi: Bergeggi, un’isola davanti ad un’isola, nonché in alcune mostre personali organizzate a Torino. Nel 2010 ho pubblicato: Il ProfuIo come Autore

Giancarlo Guerreri Pagine 232 € 18,00 Isbn 978-88-6496-035-7 il segreto di welma fox

Inghilterra del XIX sec., si originano i primi eventi storici che prenderanno forma un secolo più tardi. L’Italia sarà il nuovo palcoscenico sul quale si esibiranno episodi di natura medianica. L’analisi di alcuni celebri quadri troveranno nella Matrice Massonica la loro limpida coerenza. Piemonte e Liguria saranno attraversate da eventi di natura metafisica che proporranno nuovi paradigmi interpretativi nel totale rispetto di fatti storici e di luoghi geografici. I protagonisti del romanzo sono inconsapevoli attori che recitano un copione appartenete ad altre dimensioni. Un’interessante esegesi del numero 26 unirà eventi differenti, offrendo al lettore un’insolita proposta di ampio respiro.


Simone Perotti Scrivere: la frontiera tra coscienza e sogno Per

uno scrittore è molto importante capire se è nato o no per scrivere storie (S. Perotti)

I

o scrivo da sempre. Quando penso alla mia vita passata (sono del 1965) ricordo di aver sempre scritto. Almeno da quando avevo sei o sette anni. Erano diari, soprattutto, appunti, primi abbozzi narrativi e poetici. Poi venne il primo rac-

conto Iniziazione, che è andato perduto. Appartengo ancora alla generazione che scriveva a macchina copie uniche. Sono andati perduti anche tre romanzi gialli, dei cloni insignificanti delle vicende di Ellery Queen.

Isbn 978-88-1168-185-4

uomini senza vento

Simone Perotti Pagine 291 € 17,60

A volte ci sentiamo pronti a cambiare qualcosa nella nostra vita. Siamo solo in attesa che il destino ci dia la spinta decisiva. Per Renato tutto comincia con una strana telefonata notturna. Antonio, il suo caro amico di Ponza, è inquieto. Sull’isola accadono fatti misteriosi, che generano sospetti, fanno paura. Renato lavora tanto, troppo. Attratto dall’idea di una vacanza, fugge da Milano e prende il timone della sua Makaia, barca nata per correre. Ritrova gli amici, le serate alcoliche nell’eremo mediterraneo di Antonio, gli amori che durano una notte, i lunghi discorsi sulla vita. I sospetti del suo amico si concretizzano in un giallo dai contorni sempre più drammatici. Uomini senza vento è un noir mediterraneo e ambientalista, che ha per protagonista un uomo di fronte a un bivio. Una storia psicologica, incalzante, profumata di passione e di mare, che tra paesaggi indimenticabili, raffiche improvvise e spericolate manovre a vela, travolge il cuore e la vita dei personaggi fino a inebriarli del sapore della libertà.

Ma ho sempre scritto. Ho montagne di diari di viaggio, che contengono idee e spunti che poi, naturalmente, non ho mai né riletto né seguito. Ma era importante scrivere quel giorno, in quel momento, con quel sentimento, seguendo quella idea. Era importante per me. E uno scrittore vale se fa quello che è importante per lui. Il lettore si incontra dopo, a valle. Ma solo su cose vere. Per uno scrittore è molto importante capire

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se è nato o no per scrivere storie. Ognuno è nato per qualcosa. Uno scrittore è nato per scrivere. Piacerebbe a tutti pubblicare qualcosa, ma essere nati per scrivere è un’altra cosa. Per un uomo nato per correre non c’è niente di meglio che correre. Io scrivo la mattina, prima è meglio è. Mi sono svegliato anche alle 04,00 per scrivere. Il novanta per cento di quello che ho scritto e pubblicato, a parte gli articoli per i giornali, è stato scritto all’alba.


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Isbn 978-88-6190-158-2

avanti tutta

Simone Perotti Pagine 224 € 14,00

Dunque si può fare. La scelta del downshifting raccontata in “Adesso basta” (10 edizioni) si è rivelata percorribile. “Ho tempo per cucinare, per studiare, per scrivere, navigare, perdere tempo...” scrive Simone Perotti in questo nuovo libro, che è un pamphlet sul cambiamento alle porte, su un nuovo ordine esistenziale e sociale. Contro la paura. Scoprire che si può vivere con poco, fuori dallo schema “lavoro guadagno spendo”, in un momento di grave crisi economica, può essere un sollievo personale, ma anche un progetto “politico”, da condividere. Suffragato dall’esperienza in azienda e dagli anni trascorsi nella libertà, Simone Perotti racconta “come si vive fuori”, le sue scoperte (buone e cattive), e sfata gli stereotipi placando gli animi dei tifosi e contrastando una a una le obiezioni dei più critici. Dall’analisi degli 80.000 messaggi ricevuti, l’autore ricava la prima classificazione dei downshifter italiani (i Convinti, gli Arrabbiati, gli Impegnati, gli Antitaliani, gli Accoppiati, i Sorpresi...) e una mappa generazionale delle loro paure: l’identikit dell’uomo contemporaneo in rivolta. La lotta di classe sembra finita. Forse è incominciata la lotta per la vera liberazione.

è l’ora della frontiera, quella tra coscienza e sogno. è l’ora della creatività, dell’intuizione, della velocità. Poi viene la luce, si alza, e con lei la razionalità. Il pomeriggio è l’ora della correzione, della meccanica, di chiavi inglesi e bulloni. Il carrozziere lavora nel pomeriggio. Scrivo per salvarmi l’anima, per sinetizzare l’antidoto. Scrivo le cose che accadono ma soprattutto quelle che dovrebbero accadere. Scrivo per costruire una realtà che mi piacerebbe vivere, senza dimenticare la mia. Non amo gli scrittori che scrivono diversamente da come vivono. Uno scrittore è comunque, sempre, un militante. Qualcuno che non vive solo per sé. Pubblicare significa perdere la prerogativa di vivere solo per sé. Scrivo sempre storie sull’identità, sulle domande che non sappiamo fare, su quelle a cui non sappiamo rispondere. Scrivo storie in cui l’avventura interiore e quella esistenziale si mescolano. Mi piacciono gli uomini che sudano, non Io come Autore

solo quelli che pensano. Mi piace sudare col protagonista, quando leggo, non annoiarmi con lui. Ho in mente molte storie. Molte sono già scritte. Nei prossimi vent’anni voglio pubblicare quindici storie, grandi storie, capaci di far sognare, piangere, ridere, dimenticare. E lo farò.


focus on

paura

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Sulla nostra pelle Un business emergente che nessuno conosce Estratto dal libro di Nadia Francalacci edito da Chiarelettere

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n commercio illecito e pericolosissimo che ha minato in modo irreversibile la sicurezza dei voli. Le indagini giudiziarie italiane e quelle svolte con la collaborazione degli investigatori statunitensi hanno portato alla luce affari e intrecci internazionali tra gruppi politici e imprenditoriali che, attraverso decine di società di brokeraggio, hanno gestito per anni un mercato parallelo di parti non approvate; parti cannibalizzate da relitti e da vecchi aerei di flotte dismesse da decenni, e destinate agli aerei da trasporto pubblico. La gravità di questo commercio si comprende perfettamente leggendo gli atti giudiziari, ormai dimenticati e in buona parte mai divulgati alla collettività, conservati negli archivi di un centro della Sardegna, Tempio Pausania.

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Io come Autore

La facilità con la quale si riesce a immettere sul mercato dei pezzi di ricambio, oggi sempre più famelico, componenti sospetti per gli aerei di linea è agghiacciante. Così come agghiacciante è la semplicità con cui compagnie aeree e imprenditori, che fino al giorno prima si sono occupati di altro, possono falsificare le certificazioni dei ricambi che vengono installati a bordo dei velivoli. Le certificazioni sono semplici documenti cartacei che talvolta non vengono neppure controllati dal settore manutenzione dei singoli operatori aerei. Ciò sta a significa-


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v o l ar e re che spesso questi componenti vengono installati direttamente a bordo dei velivoli senza nessuna supervisione. L’International Growth Surveillance ce lo spiega in un’analisi che non lascia spazio all’interpretazione: la domanda mondiale dei ricambi aeronautici è destinata a subire un incremento vertiginoso nei prossimi dieci, quindici anni. E con essa anche il mercato della contraffazione e delle parti di ricambio non approvate. La ricerca è stata pubblicata dal Civil Service Bureau di Hong Kong e spiega dettagliatamente come nei prossimi quattro anni il volume di affari del solo settore dei ricambi passerà dagli attuali 1.000 miliardi di dollari a quasi 1.500 miliardi di dollari. «Se consideriamo anche solo il 7 per cento di questi ricambi come non originali o, per meglio definirli in termini aeronautici, di natura non approvata, il loro presunto valore raggiungerà 105 miliardi di dollari». A spiegarmelo è il comandante Arturo Radini, esperto di bogus parts. Radini ha tutti i capelli bianchi e uno sguardo di ghiaccio. È un tipo molto affascinante ed estremamente deciso. Ha una risata rumorosa. Quando parla guarda il suo interlocutore piegando la testa a sinistra e socchiudendo leggermente gli occhi. Sembra quasi che lo stia studiando, controllando. Spesso si ferma e interrompe le sue frasi con lunghe pause. Alla mia domanda sul valore di mercato delle bogus, però, mi aveva risposto di getto. Avevo

deciso di contattarlo perché è uno dei pochissimi consulenti italiani per gli incidenti aerei ed esperti di ricambi contraffatti che lavora per la magistratura italiana. Per molti anni, prima della pensione, è stato il responsabile dell’Ufficio investigazioni per la prevenzione degli incidenti e del Servizio di sicurezza volo del Gruppo Alitalia. La prima volta ci diamo appuntamento in un bar di un piccolo paese del Piemonte. Mi piace dal primo sguardo: è uno diffidente. Prima di entrare nel vivo della conversazione impiego quasi un’ora. Poi, finalmente, comincia a sciogliersi e mi spiega i meccanismi perversi che quotidianamente minano la nostra sicurezza. Il mercato dei componenti avionici è estremamente redditizio; il valore unitario di ogni singolo pezzo che viene installato su un aeromobile di linea è elevatissimo e, di conseguenza, permette altissimi guadagni. Dopo la airlines deregulation iniziata negli Usa nel 1978 con il presidente Carter e con la liberalizzazione che in Europa è approdata solo alla fine degli anni Ottanta, il settore dei componenti di ricambio ha visto il fiorire di attività gestite da personaggi che non hanno nessuna conoscenza del mercato aeronautico e delle rigide regole che ne determinano la sicurezza. Persino i narcotrafficanti colombiani –spiega il ministero dei Trasporti degli Stati Uniti– dopo aver «fiutato» il settore avionico come un business emergente hanno optato per commercializzare turbine, carrelli, pannelli di controllo e radar, abbandonando il traffico delle sostanze stupefacenti in quanto molto meno redditizio. E indubbiamente molto più rischioso. In pochi anni, infatti, sono stati riciclati migliaia e migliaia di bogus parts, come vengono definiti in gergo i pezzi costruiti abusivamente, quelli non certificati e inefficienti, di cui si sono perse le tracce. Molti di questi pezzi potenzialmente pericolosi sono proprio «decollati» dall’Italia, per essere installati su-

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focus on

Isbn 978-88-6190-160-5

gli aerei delle più grandi compagnie aeree europee e, molto probabilmente, su quelle di molte società statunitensi. Una parte è invece stata occultata in flotte di paesi non industrializzati che si affacciano oggi, molto lentamente, al settore del traffico aereo. Nei paesi in via di sviluppo sono centinaia le microflotte che «riciclano» gli aerei svenduti da operatori importanti perché considerati da questi ultimi obsoleti, non più idonei al volo.

Nadia Francalacci Paura di volare Pagine 248 € 15,00

Carrette dell’aria, insomma, che per le aziende sono diventate solamente un costo in quanto hanno bisogno continuo di pezzi di ricambio e di manutenzione. E le microflotte come riescono a far volare queste carrette? Come e dove si procurano i componenti di ricambio necessari per farle decollare? Da aerei incidentati, da aerei destinati alla demolizione che vengono cannibalizzati, talvolta senza nessuna autorizzazione, nessuna competenza e in alcuni casi senza la sorveglianza da parte degli enti nazionali di controllo. I pezzi vengono spediti senza la dovuta attenzione e una protezione adeguata che ne preservi (sempre che siano ancora idonei al volo) le caratteristiche. La liberalizzazione del settore ha dato inizio a una spietata guerra tra gli operatori del trasporto aereo che, per accaparrarsi delle quote di mercato, hanno spinto tutti i parametri dei costi di esercizio degli aerei e delle stesse aziende all’estremo, fino a toccare quelli della minima esistenza fisiologica di un velivolo. Dunque, com’è possibile opera-

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Io come Autore

re in modo così spregiudicato senza che si verifichi una catastrofe al giorno? I broker deviati, così come molte compagnie aeree, sfruttano il concetto di «ridondanza» degli aerei. I velivoli, oggi sempre più tecnologici, vengono dotati di sistemi e strumentazioni doppie o triple, in funzione dell’importanza che ricoprono. Sono apparati identici tra loro che entrano in funzione per sopperire a eventuali carenze o inefficienze del sistema in uso. È proprio andando a intaccare questo concetto fondamentale, pilastro della sicurezza del volo, che gli squali dell’«universo aviazione civile» fanno i maggiori guadagni: sfruttano questo contesto di affidabilità dell’aeromobile per gestire i loro affari sporchi. Installare a bordo parti non approvate o sospette inficia questa sicurezza senza che se ne abbia un immediato riscontro. Esempio: la compagnia aerea X ha installato a bordo un apparato non approvato oppure anche una singola parte sospetta all’interno di un sistema. Durante il volo la strumentazione principale entra in avaria, ma il malfunzionamento non desta nessuna preoccupazione tra i piloti che sono certi di poter far affidamento su un’apparecchiatura identica a quella andata fuori uso. Mentre disinseriscono la prima e cercano di rendere operativa quella di «scorta», si accorgono che anche questa è fuori uso o che non svolge correttamente le funzioni per le quali è stata posizionata a bordo. In questi casi, non solo non è stato garantito il livello minimo di sicurezza dell’aeromobile, ma la compagnia aerea che non ha vigilato correttamente, installando quella bogus part, ha fornito ai propri piloti informazioni e indicazioni non corrette o addirittura fuorvianti, che possono rivelarsi ancora più pericolose del malfunzionamento e della stessa avaria registrata durante la traversata. In una situazione simile che cosa può accadere? Nelle migliori delle ipotesi i piloti possono decidere un atterraggio d’emergenza, altrimenti è molto probabile che si verifichi il disastro.

Nadia Francalacci


Stefano Peverati Un’infanzia “epica” Dall’eruzione

vulcanica interiore la storia prende vita e chiede di essere scritta

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envenuti. Mi chiamo Stefano Peverati, ho 43 anni, una laurea in Scienze Politiche e un’esperienza lavorativa legata al marketing e alla comunicazione. Dal 2007 sono diventato anche uno “scrittore”, e ho all’attivo un romanzo thriller edito dalla Editrice

Bastogi di Foggia: L’Occhio del Potere. È stata mia madre a darmi l’imprinting per il mondo dell’avventura e dei grandi misteri della Storia. Invece delle favole tradizionali, la mamma mi raccontava in maniera semplice le vicende contenute nell’Odissea, nell’Iliade e nell’Eneide.

Isbn 978-88-8185-942-9

l’occhio del potere

Stefano Peverati Pagine 184 € 14,00

Il professor Martinez dedica la propria vita allo studio dell’antico Egitto. A metà degli anni Ottanta scopre le tracce di una gemma dotata di favolosi poteri, la cui origine si perde nella notte dei tempi. Aristotele Vassilis, un boss malavitoso greco a sua volta sulle tracce della gemma, lo assume alle sue dipendenze. Dopo una ricerca durata più di vent’anni, tutto è pronto per accedere alla camera segreta che la custodisce. Elisa, la figlia di Martinez, scopre però il diabolico piano che il boss intende perseguire grazie al potere della gemma. La donna vorrebbe fermarlo, ma riesce soltanto a nascondere gli schemi criptati per raggiungere la gemma nell’auto di due turisti italiani. Marco e Laura si ritrovano così coinvolti in un intrigo che li porta ad affrontare insidie tremende, alla caccia della gemma e della soluzione di un mistero atavico.

Con un imprinting del genere, come potevo sottrarmi alla passione per la storia e per l’avventura? Non potevo, e così ho iniziato a leggere i meravigliosi romanzi di Verne, Salgari, Stevenson, London… che hanno contribuito in maniera fondamentale a formare la mia fantasia e la mia passione. Crescendo, poi, ai romanzi d’avventura ho aggiunto i thriller e la fantascienza, divenendone un lettore instancabile. Tra gli scrittori preferiti, tre occupano i gradini più alti della mia personale clas-

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sifica: Clive Cussler è l’indiscusso maestro del genere avventuroso. Marco Buticchi ne è il massimo interprete italiano. Valerio Massimo Manfredi ti fa rivivere il mondo antico come pochi sanno fare. E poi ci sono gli altri grandi: Wilbur Smith, Ken Follett, Tom Clancy, John Grisham, Robert Ludlum, James Patterson, Dan Brown, Jeffery Deaver, John Le Carrè, Glenn Cooper, Frank Herbert, Michael Crichton, Umberto Eco… chiedendo scusa a tutti quelli che ho dimenticato in questa breve rassegna.


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Non immaginatevi, però, la figura del ragazzino solitario che vive di solo studio. Tutt’altro. Lo sport è stato un compagno di vita insostituibile: nuoto, subacquea, pallavolo, tennis, beach tennis e beach volley sono state le attività che più ho praticato. La subacquea merita una nota particolare. Questo sport, abbinato alla passione sconfinata per i viaggi, mi ha permesso di scoprire da un lato l’incredibile fascino del mondo sommerso con tutte le sue ammalianti sfumature e, dall’altro, ha fatto emergere una parte intima e profonda di me che non conoscevo e che mi ha consentito di superare alcune dure prove che la vita ha voluto riservarmi. Ha acuito, inoltre, la capacità di focalizzare l’attenzione sull’obiettivo finale senza trascurare i particolari di contorno, divenuta poi fondamentale durante la stesura del romanzo. Ma come sono diventato “scrittore”? Sinceramente, non lo so. O meglio, mi è successo in maniera del tutto spontanea. Una decina di anni fa, durante un periodo di vacanza sull’isola greca di Kos, ho avuto una sorta di eruzione vulcanica interiore. Più mi aggiravo tra le splendide rovine greche, romane e templari dell’isola, più una trama che assomigliava a un thriller prendeva forma tra i miei pensieri, articolandosi in una storia alla quale, all’inizio, non ho dato alcun peso. Rientrato dalla vacanza, la storia ha continuato a crescere e a svilupparsi, finché ho avvertito una sorta di esigenza fisica, quasi catartica, di trascrivere al computer quanto la mia mente stava elaborando. Durante la prima stesura del romanzo non ho mai avuto delle linee guida o un canovaccio dal quale trarre ispirazione. La trama usciva da sola e incontrollata: scrivevo un capitolo, poi un altro, quindi tornavo indietro e la storia mi trascinava in un’altra direzione, insomma ero un vero e proprio dilettante allo sbaraglio in balia al demone della scrittura. Per farla Io come Autore

N°02 breve, dopo quasi un anno di lavoro concentrato per lo più nelle ore notturne, ho scritto la parola fine. Da lì in avanti ho iniziato un’opera di scrematura e di raccordo fra i vari capitoli, in maniera tale che la storia filasse senza errori e fosse intrigante per il lettore. Il risultato finale mi era sembrato più che soddisfacente. Il thriller rispecchiava alla perfezione la mia passione per le località esotiche, per i grandi misteri legati alla Storia e per la caccia ai reperti antichi. Per gioco l’ho dato in pasto a parenti e amici, e quegli “incoscienti” mi hanno incoraggiato a cercare un editore per la pubblicazione. Google alla mano, ne ho individuati alcuni e ho inviato loro varie copie del manoscritto, fiducioso del valore dell’opera. Naturalmente o nessuna risposta, nemmeno un: “Grazie per averci inviato il suo manoscritto”, oppure richieste esorbitanti di contributi per la pubblicazione. Dopo un fiasco del genere, ho pensato di mollare tutto. A farmi cambiare idea, invece, è stato il casuale contatto con un’agenzia letteraria di Torino: l’Agenzia Contrappunto della Dott.ssa Natascia Pane. Tra di noi si è stabilito subito un ottimo mix umano e professionale, sfociato poi in una stretta collaborazione che ha consentito al mio romanzo di debuttare in libreria. Da questo momento in poi è iniziato un percorso che, soprattutto a livello umano, mi ha dato grandi soddisfazioni: dalla partecipazione con Contrappunto alle fiere specializzate (Torino in primo luogo) per un contatto diretto con i lettori, alle domande arrivate sul mio sito da parte di autori in erba per avere i più svariati consigli, all’incontro e alla sincera amicizia con altri scrittori agli esordi. Per finire, la mia speranza è di riuscire a dare presto vita a un nuovo romanzo, e vi posso anticipare che qualcosa bolle già in pentola, l’attività dello scrittore è sicuramente impagabile ed è un capitolo della mia vita al quale non vorrei rinunciare.


Vitiana Paola Montana in cerca d’emozioni Lo

stretto legame tra emozioni ed evoluzione personale

A Isbn 978-88-6332-007-7

ppartengo alla classe ’59 e sono nata nella fiorente Versilia, località di mare e Regina del Carnevale di Viareggio. I carri allegorici, costruiti dal nulla con la maestria degli artigiani e degli artisti, hanno sempre avuto per me un fascino misterioso.

È stata questa grande passione per la creatività a spingermi, dopo molti anni passati in azienda a coordinare l’amministrazione di una Società per Azioni, ad abbandonare l’ufficio e a dedicarmi alla ricerca di

SHAI, FIGLIA DELL’UNIVERSO

Vitiana Paola Montana Pagine 80 € 7,10

Shai… nome di donna… Shai… una favola lunga un sogno… Shai è il fantastico, l’incredibile… il possibile. Shai è la parte oscura di ogni individuo, che combatte per tornare a vedere la luce. Shai è un viaggio, la ricerca, l’armonizzazione degli opposti… Shai è il traguardo, la gioia, la vittoria… Shai è ognuno di noi. Shai, la protagonista di questa favola, rappresenta ogni essere umano alle prese con le proprie angosce e paure. Giunta a un punto critico della sua vita, si ritrova ad aver perso l’orientamento, per dirigere in modo sereno e appagante ogni suo pensiero. La visione di cui sarà protagonista, l’aiuterà a uscire da questa “terra di mezzo” per riappropriarsi del suo diritto alla felicità.

ciò che mi emozionava. Ho avuto la fortuna di lavorare con uno dei più famosi maestri di questo splendido mestiere. I “carristi” di Viareggio, così li chiamano, non costruiscono solo le famose allegorie che poi escono dai capannoni a febbraio per festeggiare il Carnevale.

alla realtà delle tre dimensioni, è sempre stato per me un atto magico. Ho imparato molto da loro e li ringrazio per questo, ancora adesso. Questa vicinanza con l’arte, lo stimolo a esprimere la creatività e le emozioni attraverso l’argilla, il gesso, i colori, hanno accresciuto la mia sensibilità emotiva Nel periodo che ho trascorso lavorando e concesso alla mia parte, per così dire con loro, ho visto realizzare scenografie “dormiente”, di risvegliarsi e tracciare teatrali e allestimenti di ogni tipo, e ogni per me, la strada che poi avrei intraprevolta era una vera scoperta. so: la scrittura. Vedere nascere dal nulla una scultura, Che cosa lega l’espressione artistica, la assistere al momento della creazione di manualità, la disciplina, alla scrittura? un’idea, vederla trasferita dalla carta Ciascuna di queste qualità è necessaria

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N° 02 12-05-2011 e direi, indispensabile, per dare vita, trasferire nella realtà e far crescere, un progetto creativo, sia nell’arte plastica che in quella letteraria. Uno dei principi fondamentali che non mi abbandona mai, è che si impara continuamente. Non c’è limite all’apprendimento, né questo può dirsi compiuto, vorrebbe dire di fatto che si è atrofizzato. Ogni giorno si impara, si cresce, si evolve. Da sempre, mi sono interessata ai grandi temi della vita, alle domande importanti che ognuno si pone: “Chi sono? Cosa faccio qui? Qual è il mio posto nel mondo?” e molte altre ancora. Ho cercato, e tuttora lo faccio, di ricercare le risposte nelle pieghe del tempo, della storia, nei simboli arcaici, nei corsi e ricorsi delle ere. Letture come Jung, Hillman, Mircea Eliade, Clarissa Pinkola Estés, negli anni hanno rafforzato in me il desiderio di studiare le tematiche legate alle emozioni, alle difficoltà, al disagio e all’evoluzione psicologica dell’essere umano. Ed è così che ho iniziato a fissare sulla carta, un ipotetico viaggio, da un sogno, o forse dovrei dire “visione”, lo spunto per un racconto. Rimasto per diversi anni in continua revisione, limato e reso, se possibile, più profondo, Shai, Figlia dell’Universo è stato pubblicato nel 2008 da Edizioni Miele, e ha segnato il mio ingresso ufficiale nel mondo della scrittura. Questo piccolo tascabile, nella forma di “favola per adulti”, continua a evolvere, tanto da essere trasformato in saga fantasy. Dopo questo piccolo traguardo, i miei approfondimenti sulla psiche sono proseguiti. Ho potuto calarmi nei significati ermetici dei simboli, dell’Alchimia, e dedicarmi allo studio della Kabbalah Ebraica, per cercare altre risposte, altre corrispondenze.

N°02 A seguito di queste analisi, è nato un secondo volume Tarocchi: un percorso evolutivo, edito da Boopen nel 2009. Si tratta di un saggio che, attraverso l’osservazione dei simboli presenti sulle carte divinatorie chiamate appunto, “Tarocchi”, racconta l’evoluzione dell’uomo, dal buio della paura, dei condizionamenti e dei limiti, fino alla luce della consapevolezza e della libertà. Da questo secondo testo, si è delineata ancora di più, la mia propensione a trattare tematiche relative al miglioramento personale. Ed è alla fine del 2009, che ho avuto la possibilità di confrontarmi con una nuova forma di scrittura: l’ebook. Ho realizzato così, per la Bruno Editore, l’ebook Il Potere dell’Autostima, nel febbraio 2010, a seguire il secondo, Fattore P: dalla paura alla crescita personale, fra poco in calendario, oltre a Stratagemmi cinesi: Strategie millenarie per affrontare con successo le sfide di ogni giorno, uscito il 30 marzo. Questi ebook, sono veri e propri manuali, nei quali raccolgo tutte le componenti, studi, esperienze e applicazioni pratiche di ciò che spiego. Esplorare l’animo umano, non è cosa da poco, è una ricerca che va compiuta ogni giorno, con cura e determinazione. La responsabilità di un autore, secondo il mio punto di vista, è quella di fornire al proprio lettore, lo spunto per riflettere, la possibilità di capire e di capirsi e ultimi, ma non meno importanti, la capacità e gli strumenti per realizzare il proprio cambiamento o evoluzione. I miei studi e le mie ricerche proseguono analizzando e integrando, nei miei scritti, anche la quotidianità che stiamo vivendo, così difficile per le sue numerose zone d’ombra ma altrettanto ricettiva e possibilista per le autentiche alternative e gli spunti che offre. L’augurio, per tutti noi, è quello di riuscire a costruire un futuro migliore. Buona vita!


appuntamenti

La notte dei musei con andrea Camilleri

I

l 14 maggio 2011 i Musei di tutta Europa si mostreranno nell’inusuale e seduIntervista cente veste serale, arricchendo l’offerta con musica, mostre, visite guidate, degustazioni. L’evento, con il patrocinio dell’Unesco e del Consiglio d’Europa, è nato in Francia nel 2005. La Notte Europea dei Musei in Italia Per il terzo anno l’Italia partecipa alla manifestazione, attraverso musei statali, civici e privati, aree archeologiche, gallerie, biblioteche, per un’emozionante e insolita esperienza del nostro patrimonio artistico. I musei apriranno gratuitamente. Eventi culturali, mostre, visite guidate, concerti: il nostro patrimonio museale come non lo avete mai visto.

straordinariamente dalle 20 di sera alle 2 di notte. Tra gli eventi in programma l’Università Sapienza, propone in Aula Magna una serata imperdibile con Andrea Camilleri, che racconterà il suo rapporto con i classici, e i suoi trascorsi di uomo di teatro, produttore televisivo, saggista, polemista, accompagnato da letture e contributi audio-video. In Europa A Londra segnaliamo l’apertura straordinaria del Royal Observatory di Greenwich, con il suggestivo planetario e laboratori.

La Cineteca Francese di Parigi promette un’indimenticabile serata di musica e cinema, dove si potrà assistere a un concerto e visitare la mostra temporanea che ripercorre, film dopo film, l’opera e la vita di Stanley La Notte dei Musei a Roma I musei statali, civici e privati, le bibliote- Kubrick. che le accademie e le istituzioni culturali A Varsavia una particolare iniziativa al Mustraniere, l’Università Sapienza, gli istitu- seo della Caricatura. Due mostre e la proti, i palazzi storici di Roma saranno aperti iezione/making of di un film d’animazione. Per informazioni 14 maggio Europa - http://www.lanottedeimusei.it Ingresso libero nei Musei.

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Gli Appuntamenti di MAGGIO al Caffè Letterario Giovedì 26 Maggio ore 21,00 cura di Ediciclo Editore, in occasione del Giro d’Italia, presentazione del libro “Il Giro a sbafo. L’incredibile scommessa della Maglia Rosa in bolletta” scritto da GUIDO FODDIS All’evento sarà presente l’autore, ciclista e musicista, che accompagnerà la presentazione con un’esibizione musicale. Tutti gli incontri sono a ingresso libero. Per informazioni Il caffè letterario Via S. Bernardino 53 - 24122 Bergamo - Tel. 035/243964 ilcaffeletterariobg@libero.it - www.ilcaffeletterario.com

fiera di torino: giancarlo guerreri presenta Giovedì 12 maggio, Stand G.L.D.I. Venerdì 13 maggio, Ananke.

ore

ore

12,00 Il Segreto di Welma, Fox

20,00 Il Profumo di Kether, Stand

Sabato 14 maggio, ore 12,00 Il Segreto di Welma, Fox Stand Tipheret.

Premio Letterario Angelo Vassallo un uomo del Cilento Scadenza

iscrizione:

20 Maggio 2011 Organizzato dall’Istituto Statale Istruzione Superiore Manlio De Vivo – Sezione A Poesia inedita a tema Sezione B Narrativa inedita a tema Partecipazione gratuita Premi: Per ciascuna sezione Categoria Adulti 1° Classificato € 800,00 Studenti 1° Classificato € 500,00 Per informazioni Via C. Mazzarella - 84048 - S. Marco di Castellabate (SA) segreteriapremioletterario@yahoo.it - Tel. 097/6966243 - www.ipiadevivo.it Io come Autore

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Io come Autore


Io Come Autore È una rivista di Ebookservice Srl Redazione-Amministrazione Direttore Responsabile: Giorgio Ginelli Responsabile Editoriale: Marika Barbanti Responsabile Approfondimenti: Alessandro Eldica Art Director: Simona Gornati Graphic Designer: Laura Rinaldi Ha collaborato in questo numero: Marta Volterra, giornalista per Talk Radio,

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Via Po, 44 - 20010 Pregnana Milanese Tel. 02/93590424 - Fax 02/93595614 redazione@iocome.it Ufficio Pubblicità: Tel 02/93590424 - Fax 02/93595614 commerciale@iocome.it Avvertenza Ebookservice Srl non si assume la responsabilità

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Io come autore  

Rivista dedicata agli autori

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