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coincidenza, che decadano i parametri abituali d’osservazione? O piuttosto la coscienza precisa che i dati che manipoliamo sono passibili di blackout? Che il peso che ci sovrasta può divenire tale da impedire all’uomo di volgere il capo? La coscienza di una situazione si sorregge solo con la volontà, unico accesso ai dati sperimentali per la costruzione della conoscenza. Questo le figure di Pozzoli documentano, con la responsabile presa di possesso dello spazio, con l’obbedienza a regole costruttive che precisano entità volumetriche, col sottoporsi al giogo di materiali che dichiarano pesi specifici, col sottolineare l’intenzionalità dei gesti, senza dilazioni, senza disertare da un proprio convincimento sul valore della meditazione. Anche se nelle figure umane il volto si presenta indifferenziato, la sua iterazione offre una sequenza gestuale: considera l’esito di un’azione. Sotto la pelle, il vettore filiforme spira un flusso di energia nelle forme, percorse da una sorta d’arco voltaico, da una scossa elettrica. Ed è l’impiego di materiali a fine ciclo della tecnologia elettronica, microchips e diodi, a innescare quel circuito d’ironia sottile di cui si diceva, in questa figura che appare in perenne attesa, sorta di turbata ma provvida “melancholia” del nostro tempo.

blackouts. Can the weight over us becomes so heavy to prevent a man from turning his head?

In occasione della mostra personale “F.Pozzoli, Il tempo sospeso” presso la Saletta Reale Stazione di Monza, 2004.

Personal Exhibition “F.Pozzoli Il Tempo Sospeso” at the Royal Waiting Room, Monza Train Station, 2004.

Alberto Crespi

Alberto Crespi

www.pozzoart.it

The consciousness of a situation is only supported by the will, the only way to experimental data for the formation of our knowledge. All that is testified by Pozzoli’s sculptures in their responsible consciousness of the space, in their obedience to constructive rules specifying the volumetric entities, in their subordination to the specific weight of materials, in their intention to underline the gesture, without delay, without neglecting their own conviction on the meditation value. Even if the human face appears undifferentiated, its iteration offers a gestural sequence: the result of an action is considered. Under the skin, the filiform vector blows a flux of energy in the shapes, which are run by a sort of voltaic arch, by an electrical shock. It is the use of material of electronic technology, like microchips and diod, to trigger that circuit of subtle irony, we spoke about before, in this figure that appears in an everlasting waiting, a sort of troubled but provided melancholie of our time.

Io Come Artista_07  

Rivista per Artisti

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