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REGISTRAZIONE: Tribunale di Torino n. 40/2011 del 27/6/11 - N.14 Anno 3

IMAGAZINE NVESTO MONEY & LIFESTYLE

DUEMILAQUATTORDICI

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WebTv - Social Network dedicata alle startup. Presto online su www.startupgeneration.it le storie piĂš coinvolgenti di sogni diventati realtĂ . Stay Tuned.


quando EDITORIA E TECNOLOGIA VANNO DI PARI PASSO...

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Dear Reader..

Caro Lettore...

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ere we are with our first 2014 issue, an issue added with an innovative section. This year we have inserted a new column: we will talk about the world of Startups in their overall context. They deepen and enrich the complex world of investments. The first person interviewed for “Investo Startup”, Mr. Giancarlo Rocchietti, Engineer and President of the “Club degli investitori”, tells us not only the history and investment procedures of the Club, but he also tells us how to join the Club. Furthermore, we were invited to an evening meeting with the members of the Club where we learned how they evaluate the pros and cons for each investment in new Startups. We found the evening very stimulating and informative and we learned that Business Angels exist, even if they do not have wings but they wear ties, and they help other to fly and to realize their “dreams”. All right, maybe because of zodiacal sign (Pisces) I always see the romantic side of things, but who says that Managers do not have a heart? If you wish to deepen your knowledge in the investment procedures or to understand how to become a member of the “Club degli investitori”, I invite you to read our new column “Investo Startup”. In this regard I also invite you to go and visit the Investo Magazine website but also our new Web-tv and the Social Network www.startupgeneration.it. The Social Network involves aspiring Startuppers, successful Startups, Business Angels and Venture Capital. The English word to start up means: to set in or go into motion, activity, etc. So… let’s start!

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d eccoci alla nostra prima uscita del 2014 arricchita di una sezione innovativa. Quest’anno abbiamo inserito una nuova rubrica che vede protagonista il mondo delle Startup a 360°, che approfondisce e arricchisce il complesso mondo degli investimenti. Il primo personaggio intervistato di Investo Startup, l’Ing. Giancarlo Rocchietti, presidente del Club degli Investitori, ci racconta non solo la storia e le modalità del processo di investimento del loro Club ma anche in che modo è possibile associarsi. Inoltre ci ha resi partecipi di una serata di incontro tra i soci del Club, permettendoci di comprendere il metodo di valutazione dei pro e dei contro del singolo investimento nell’ambito di una startup. Abbiamo trovato la serata stimolante e formativa, abbiamo appreso che i Business Angels esistono, pur non avendo le ali ma una cravatta e che aiutano gli altri a volare e a raggiungere i propri ‘sogni’. D’accordo, forse per colpa del mio segno zodiacale (Pesci), vedo sempre il lato romantico delle cose, ma chi dice che i Manager non hanno un cuore? Se avete piacere di approfondire le modalità di investimento o comprendere in che modo si diventa soci del Club degli Investitori, vi invito a leggere la nostra nuova rubrica Investo Startup. A tal proposito vi invito a visitare non solo il sito di Investo Magazine ma anche la nostra nuova Web-tv e Social Network www.startupgeneration.it che vede protagonisti aspiranti Startupper, Startup di successo, il mondo dei Business Angels e Venture Capital. La locuzione inglese start up significa avviare, partire, attivare e quindi… let’s start!

Patrizia Caridi


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15 | PSICO INVESTO L’educazione Finanziaria Alessandro Meluzzi e Andrea Grippo

21 | INVESTO BANKING L’investimento porta i tacchi a spillo Marco Sodano

27 | INVESTO BANKING

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L’investimento sicuro parla giapponese Gisella Sorice

33 | INVESTO LAW La gestione del rischio legale nei mercati finanziari Giorgio Tosetti Dardanelli

39 | INVESTO BUILDING Nuda proprietà, un’occasione in anni di crisi

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Massimiliano Sciullo

45 | INVESTO ART Massimo Sirelli Pietro Genuardi

55 | invesTO banking news L’UE cambia il calcolo del Pil Redazione de ‘La mia Finanza’

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63 | invesTO banking news Le Piccole e Medie Imprese al centro dell’Europa Barbara Chiavarino di ‘Obiettivo Europa’

71 | INVESTO road Jaguar F - Type V6 Supercharged S Marco Longhini

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81 81 | STYLE TO WOMAN Le gatte con gli stivali Valentina Polidori

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87 | investo snow Da Bormio a Courmayeur, le reginette dello sci Pietro Diana

92 | investo SHow Boiler Power Elena Ferraro

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99 | investo collection Una Bottiglia è per sempre Lodovico Poletto

105 | investo startup Giancarlo Rocchietti Patrizia Caridi

113 | INVESTO MAN Fabrizio Giugiaro Francesco Papa

123 | INVESTO fitness Ginnastica in dolce attesa

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Andrea Scarpetta

128 | astro INVESTO L’oroscopo degli investimenti Medea

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by A orazion lessandro M e e di An drea G luzzi rippo

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L’educazione finanziaria Financial education

a crisi economica ha cambiato non solo il sistema finanziario ma ha cambiato anche il nostro futuro. In gioco c’è l’avvenire dei nostri figli e dei nostri nipoti, potremmo dire anche pronipoti. Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare l’economia. A questo proposito si dovrebbe parlare di educazione finanziaria. Magari, si potrebbero istituire dei corsi nelle scuole con docenti che non conoscano solo la materia economica ma che sappiano anche qualcosa di educazione civica e di storia umana, perché purtroppo in campo economico il pensiero umano può diventare patologico. Che cos’è un comportamento sano? E che cos’è un comportamento patologico? Per definire che cos’è patologico dobbiamo avere almeno una vaga idea di cosa sia sano. In teoria è sano usare i soldi per riuscire in qualche modo a vivere meglio, come ad esempio comprare un giubbotto pesante nella stagione invernale. E dovrebbe essere considerato patologico il desiderio del denaro fine a se stesso, cioè accumularlo senza sfruttarlo per rendere migliore la nostra esistenza.

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he economic crisis has changed not only the financial system but has also changed our future. The future of our children and our grandchildren , if not even our grand-grandchildren, is at stake. We have to change the way we look at economy. In this regard, we should talk about financial education. Maybe, we could create some courses in schools held by teachers who have knowledge in economics but also in civics and human history because, unfortunately, in economy human thought can become pathological. What is a sane behavior? And what is a pathological behavior? In order to describe what is pathological, we should have a slight idea of what is sane. Theoretically it is sane to use money in order to have a better living, for example to buy a heavy jacket for the winter. And it should be considered pathological the desire for money an end in itself, that is to accumulate money and not spending any of it to improve

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In teoria con l’aumento del reddito pro capite ognuno avrebbe dovuto lavorare di meno. Eppure non è così, e allora la domanda sorge spontanea: che cosa se ne fa un individuo del denaro in più, una volta che ha soddisfatto i bisogni? Potrebbe semplicemente godersi il tempo libero con quel surplus. Invece che cosa accade? Con l’aumento del reddito un individuo vuole sempre più denaro, solo per definirsi “più ricco” di un altro, solo per affermare che è sua “l’erba più verde”, non quella del vicino. Ma non solo, la gente pensa che il modo migliore per godersi la vita, il tempo libero e i soldi sia proprio lavorare. Perché purtroppo - o per fortuna - il lavoro aiuta a dare un senso alla nostra esistenza. Il lavoro è un potente generatore di senso e ci garantisce un’identità in un’era in cui nulla sembra averne una, in cui tutto tende a essere unificato, uguale a se stesso. Insomma globalizzato. Ci gratifica sapere chi siamo e che stiamo raggiungendo uno scopo. L’homo sapiens sapiens è a tutti gli effetti un homo faber. Non a caso, quando ci chiedono chi siamo, rispondiamo che siamo il lavoro che svolgiamo. Da questa introduzione sembra che sia patologico lavorare troppo al fine esclusivo di accumulare denaro. Invece è proprio il contrario. L’accumulo di denaro è una conseguenza del troppo lavorare che però ci gratifica e ci identifica. Quindi sano è colui che lavora tanto, perché è soddisfatto. Se è davvero così, che cosa si può fare per insegnare ai nostri giovani ad accumulare denaro senza ammalarsi? Senza farci diventare, per intenderci, dei moderni Paperoni. Innanzi tutto occorre che le diverse professioni non siano retribuite in modo diseguale. Queste differenze non sono basate su esigenze funzionali, bensì su stereotipi culturali. Ed è qui che deve intervenire una corretta educazione finanziaria. In teoria l’essere umano privilegia alcune professioni esclusivamente per la retribuzione che la società gli ha conferito. Quindi dovremmo considerare una professione più appetibile non in base alla retribuzione, ma all’utilità che ha per gli altri. Dovremmo privilegiare un mestiere per il suo

the standard of living. Theoretically, with the increasing of the per capita income each of us should have worked less: do you need more money after having satisfied all your needs? You could simply use that surplus to enjoy some free time. What happens instead? Because of income increase a person wants more and more money just to say that he/her is richer than somebody else, his/her grass is greener than the neighbor. And that’s not all: people think that the best way to enjoy life, free time and money is working. Because, unfortunately, working helps us to give some meaning to our existence. Working is a powerful producer of meaning and guarantees us an identity, in an era where nothing seems to have one left. It is rewarding to know who we are and that we are achieving our goal. Homo sapiens sapiens is, to all intents and purposes, a homo faber. In fact, when we are asked who we are, we replay that we are what we do. From this introduction it seems pathological to work too much with the only purpose to make money. Quite the opposite. Saving money is a consequence of too much work, but it something that rewards and identifies us. Therefore sane is somebody who works hard, because he/she is satisfy. If it is really so, what can we do to teach our children how to save money without becoming sick? Without them becoming, so to speak, some modern uncles Scrooge. First of all: professions should not be so unequally paid. These differences are not based on practical needs, but on cultural stereotypes. We need a proper financial education. Theoretically, the human being prefers some professions according to the pay given by society. Therefore we should consider a profession more interesting than another not because of the pay but because of the importance that it has for others. We should favor a job because of its social value, how it benefits others. For

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valore sociale, per quanto benessere può procurare agli altri. Ad esempio banchieri e finanzieri sono tipologie di professionisti che tutti vorremmo essere. Ma sono utili unicamente per il prolificare del profitto. Invece, casalinghe e operatori ecologici, per non parlare delle badanti, sono ruoli che nessuno ha voglia di rivestire. Eppure, sono forse più utili. Professioni poco riconoscibili ma molto retribuite non creano molta ricchezza, mentre mestieri molto utili ma poco retribuiti creano molta ricchezza. Forse occorrerebbe partire proprio da qui per una corretta educazione finanziaria. Se le persone preferiscono il confronto rispetto all’accumulo di denaro fine a se stesso, allora si spiega perché l’aumento del reddito pro capite non ha incrementato il benessere soggettivo percepito dal singolo. Infatti, siamo soddisfatti quando raggiungiamo uno scopo ma allo stesso tempo questo scopo non deve migliorare solo la nostra esistenza, deve essere anche utile per gli altri. Ecco spiegato lo scontento. Insomma, i giovani vanno educati ad un nuovo modo di pensare l’economia, il lavoro e la società. A partire dalla parola “crisi”, che non significa tragedia ma vuol dire cambiamento. Per superare la crisi economica bisogna cambiare.

example, everybody wishes to be a banker and financier. But are they so useful? Instead, housewives and waste collectors, not to mention the caretakers, are professions that nobody wants to practice. Though very helpful. Less useful but well paid professions do not generate wealth, instead very useful but poorly paid professions generate wealth. We should start from here for a proper financial education. If people prefer to compare than to save money an end in itself, then it explains why the increase in per capita income has not increased the personal wealth felt by the individual. Indeed, we are satisfy when we reach our goal buy at the same time this goal has to improve not only our existence, but also has to be useful for others. This explains the disappointment. In conclusion, as I said in the beginning, young people should be educated to a new way of thinking about economy, jobs and society. From my point of view, we should start from the word “crisis”, that does not means tragedy but change. To overcome the economic crisis we need to change.

. .il lavoro non deve migliorare solo la nostra esistenza, deve essere anche utile per gli altri.. 18


‘Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente’ “La vita si misura dalle opere e non dai giorni” (Richard Rogers)

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l’investimento porta i tacchi a spillo

Investment wears high heels

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hi ha paura di investire? Quasi tutti, ma le donne di meno. I risparmiatori italiani tengono parcheggiati sui conti correnti un miliardo e 200 milioni. Denaro che, al netto dell’inflazione (che viaggia intorno all’1%), rende pressoché zero. Scelta emotiva: seguendo l’anima razionale sceglieremmo strade diverse e più fruttuose. Succede, dicono gli esperti, perché il gran parlare che si fa della crisi – il futuro nero che ci aspetta dal punto di vista economico – ci mette paura. Succede perché siamo un Paese nel quale c’è poca cultura finanziaria (conseguenza del fatto che c’è poca educazione finanziaria). Succede perché, a dispetto del fatto che molta della letteratura apocalittica sulla crisi racconti i rischi che corrono le banche, le magagne che mano a mano spuntano dai bilanci delle banche, le difficoltà che le banche incontreranno ad adeguarsi alle nuove regole internazionali, alla fine ci fidiamo soprattutto delle banche. Usando il loro prodotto più semplice, il conto, perché ci fanno paura quelli più complessi. Che però, alla fine, sono pur sempre farina del sacco delle banche. Oltre alla contraddizione logica bisogna te-

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ho is afraid to invest? Almost everybody, except women. Italian investors are holding one billion and 200 million Euro in their banking account. This amount of money is worth zero because of inflation today at 1%. Emotional choice: following our rational soul, we would choose different and more profitable paths. This is happening, experts say, because all the talks about this crisis – the dismal economic future that lies ahead us – scares us. This happens because we live in a country with no financial culture (because of little financial education). This happens because, despite the catastrophic literature on crisis telling us about the ricks the banks are running, the defaults on their balances and their difficulties to adjust to the new international regulations, at the end we do trust them. We do so using their most simple banking product, the bank account, because we are afraid of the most elaborate

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Nella maggior parte dei casi, sono le donne a proporre o decidere gli impieghi del risparmio familiare

Il 59,6 % propone o decide autonomamente. Il 36,2 % partecipa alla decisione. Solo il 4,2 % non se ne occupa.

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ones but which is still designed by banks for us. In addition to the logical contradiction, we have to keep in mind that excess caution could be risky. Medium and long term goals are usually the most profitable ones. And we forget about them, giving up potential returns. To understand the magnitude of this distortion, let’s examine some data. According to Cencis, 47% of Italians feel threatened by the crisis and act accordingly. According to a saving survey conducted by Intesa Sanpaolo and Centro Einaudi, 28% of investors say to be in difficulties. Another big 20% of investors say to be “very much concerned” and they give up possible returns because of they are pessimism about the present situation which – in most cases – they do not even know how to explain. Investments are still an unfamiliar ground. During the survey carried out by Centro Einaudi, 25,4% of interviewees say to prefer liquid assets (50% of their total assets). There is no doubt that the situation of international markets will improve, but investors feel confused when choosing where to invest. The survey conducted by Centro Einaudi also confirms that 46% of Italians are not inform on financial topics and they still prefers asset management, which involves

ner presente che l’eccesso di prudenza può diventare un elemento di rischio. Gli obiettivi a medio e lungo termine, di solito, sono quelli che rendono meglio. E noi li dimentichiamo, rinunciando a guadagni potenziali. Per capire la portata di questa distorsione può essere utile incrociare due dati. Il primo viene dal Censis: il 47% degli italiani si sente minacciato dalla crisi e si comporta di conseguenza. Il secondo dall’Indagine sul risparmio curata da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi: i risparmiatori che dichiarano di trovarsi effettivamente in condizioni di difficoltà sono il 28%. Tra le due grandezze si scopre una quota consistente (20%) di “eccessivamente preoccupati”, persone che rinunciano a guadagni possibili in virtù di un clima di pessimismo che non saprebbero – nella maggioranza dei casi – neppure spiegare. Così gli investimenti restano un terreno poco praticato. Il 25,4% degli intervistati dal Centro Einaudi dice che preferisce la liquidità (ci lascia il 50% dei suoi averi). Il miglioramento delle condizioni dei mercati internazionali è fuori di dubbio, ma i risparmiatori si sentono disorientati al momento di scegliere un investimento. Anche la ricerca del Centro Einaudi conferma che quasi metà degli italiani (il 46%) non dedica tempo o attenzione

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all’informazione in materia finanziaria, e la conferma è nel fatto che quando si investe il canale preferito resta quello del risparmio gestito. Che tuttavia riguarda ancora solo il 10% dei risparmiatori. Il Centro Einaudi ha poi raccolto qualche elemento di novità nell’analisi del campione femminile: le donne si stanno imponendo come amministratrici del capitale famigliare. Si occupano, da sempre, delle spese (nel 72,6% dei casi), ma la maggior parte di loro oggi segue anche gli investimenti (59,6%) e prende le decisioni importanti. Forse chi costruisce i prodotti di investimento dovrebbe riflettere su questa tendenza. Dovrebbero riflettere anche su un altro punto: le donne sono consapevoli della crisi e ne subiscono gli effetti, soprattutto perché sono spesso più fragili dal punto di vista finanziario, ma soffrono di ansie e paure inferiori a quelle degli uomini. Anzi: per una donna su otto (12,3%) la crisi «è un’occasione per progettare e rimettersi in gioco». Sembra un approccio più intelligente di quello scelto da chi tiene il denaro all’1%. In una banca, cioè nell’occhio del presunto ciclone.

only 10 of investors. The Centro Einaudi has gathered some news on female representative sample: women are imposing themselves as administrator of the family budget. They have always took care of the family expenses (72,6%)but most of them today take care of family investments (59,6%)and make important decisions. Perhaps those who create investment products should reflect on this trend. They should also reflect on the fact that women are aware of the economic crisis and they suffer from its consequences because often more fragile as far as finance, but women are less apprehensive and worried than men. One woman out of eight (12,3%)thinks that the economic crisis “is an opportunity to plan and to stake on our life”. It seems a more intelligent approach to the one chosen by those who keep the money (1%) in a bank, that is in the eye of the alleged storm.

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INVEST O ban king by Gis

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L’INVESTIMENTO SICURO, PARLA GIAPPONESE..

Safe investment speaks japanese..

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ircocervo politico con le sue disfunzioni, talvolta subitanee ed improvvise, si riversa in modo ineluttabile sull’economia, cui si attaglia necessariamente un andamento ondivago, con i suoi periodi, più o meno lunghi, di crescita, decrescita o stabilità Un rimedio universale ed immediato per scrollarci di dosso il gravame della soverchiante crisi economica risulta velleitario, ma, con una disamina della situazione è possibile avanzare ipotesi sull’avvenire e, pertanto, capire quali siano gli investimenti migliori per i nostri risparmi. Investimenti che possano farci guadagnare nel prossimo futuro. Per rendere meno nebuloso l’orizzonte che va profilandosi, Guido Morra, promotore di Finanza e Futuro (gruppo Deutsche Bank), risponde ad alcune nostre domande.

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he political chimera, with its unexpected and sudden inefficiencies, inevitably falls into the economy with a wavering trend and its periods, more or less long, of growth, decrease and stability. An universal and prompt remedy to shake off the burden of this overwhelming economic crisis could be unrealistic but, with a close examination of the situation, it is possible to speculate on the future and therefore understand what are the best investments for our savings. Investments that could be profitable in the future. In order to brighten up our hazy horizon that lays ahead of us, Guido Morra, promoter of “Finanza e Futuro” (Finance and Future - Deutsche Bank group), answers to some of our questions.

Quali investimenti si sono rivelati più proficui nel 2013? “Nel 2013 i capitali che hanno generato più valore sono stati quelli sui mercati azionari di Paesi sviluppati: Europa, Stati Uniti e Giappone in primis. I Paesi emergenti hanno invece

What investments have proved to be more profitable in 2013? “In 2013, the funds that have generated the most value were the ones on the stock markets of developed countries: Europe,

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subìto un rallentamento economico che si è ripercosso negativamente sui mercati e sulle loro valute”. Nel 2014 sarà ancora redditizio investire nella borsa americana, europea e giapponese? “Crediamo di sì. A parer dei nostri strategisti, i mercati che potranno meglio performare nel 2014 sono appannaggio delle economie consolidate, con una riserva nei confronti del Giappone. Il mercato azionario in questo Paese è cresciuto in modo macroscopico negli ultimi 12 mesi, registrando una performance molto sostenuta. Questo movimento è stato guidato principalmente da una variazione delle aspettative, in larga parte legate al possibile impatto sulle imprese esportatrici della svalutazionae dello yen prodotta dall’aggressiva politica monetaria della BoJ. Ora, sarà importante osservare se il primo ministro Abe sarà in grado di completare l’effetto creato dal cambio di corso della politica monetaria con le riforme strutturali necessarie al Giappone per innescare una crescita sostenibile”. E secondo lei è ipotizzabile uno scenario simile? “Quello che presenta i dati più positivi è il mercato americano. L’iniezione di liquidità effettuata dalla Fed (Banca Centrale Americana, ndr) ha contribuito in modo significativo allo stimolo della sua economia, i cui numeri presentano una forza che lascia immaginare un consolidamento sempre maggiore della ripresa. La nostra raccomandazione è di sovrappesare, oltre a quello americano, anche il mercato europeo. Crediamo che l’economia europea sia all’inizio di una ripresa che si rafforzerà nel 2014, anche grazie al supporto della BCE. Questo favorirà, oltre alle società esposte al ciclo economico globale, anche quelle con esposizione domestica”.

United States and Japan. Emerging countries have instead suffered an economic slowdown that has had a negative impact on markets and on their currencies”. In 2014, would it still be profitable to invest in the U.S., European and Japanese stock market? “We think so. Our strategists suggest the best performing markets of 2014 will be the ones in stabilized economies, with some exceptions for Japan. The stock market have enormously increased in this country over the past 12 months, registering a very strong performance. This trend has been mainly caused by a change in expectations due to the possible impact that the devaluation of the yen, generated by the aggressive financial policy of the BoJ, would have made on exporting companies. Now, it will be very important to see if the Prime Minister Abe

In particolare, quali sono i mercati europei che si delineano più allettanti? “Una certa attenzione va riposta in una delle economie più efficienti e rappresentative dello scenario europeo, cioè la Germania, non trascurando, però, mercati depressi

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will be able to follow out the effect caused by the new trend in the financial policy, implementing new structural reforms that are necessary for Japan to trigger sustainable growth”. And according to you, would such scenario be possible? “The U.S. market has the best performances. The Fed cash injection has significantly incentivized the American economy, those numbers have the power to further consolidate the recovery. We recommend, besides the American market, to evaluate the European market too. We believe European economy is starting to recovery, a recovery which will strengthen in 2014, also thanks to the support of the BCE. This will encourage, besides businesses subjected to the global economic cycle, those subjected to the domestic economic cycle”. In particular, which are the most attractive European markets? “We should pay some attention to one of the most efficient and representative economies in Europe: Germany. Let’s not forget though, some depressed markets such as the Italian and Spanish which, in a stable political scenario they could perform very well”.

come quello italiano e quello spagnolo che, di fronte ad uno scenario politico stabile, potrebbero esprimersi molto bene”. Cosa si aspetta dal Dollaro? “Il rallentamento dell’iniezione di liquidità nel 2014 (Q.E., ndr) produrrà, crediamo, il rafforzamento della Divisa americana. I capitali a stette e strisce, che sono andati in cerca di rendimenti fuori confine, rientreranno, producendo un rinvigorimento della monte statunitense”.

What do you expect from the Dollar? “We believe that in 2014 the American currency will be strengthened by the slowing down of the cash injection (Q.E. editor’s note). The American capitals, that looked for some good returns abroad, will be back and they will reinvigorate the American currency”.

Per il predetto rallentamento economico, meglio non puntare alcunché su azioni appartenenti ai mercati dei paesi emergenti? “Nel 2013 i mercati azionari emergenti si sono dimostrati molto sensibili alle aspettative relative alla politica monetaria americana. Proprio perché ci aspettiamo nei prossimi mesi l’inizio del rallentamento del QE, crediamo che una esposizione massiccia e indiscrimi-

For the above-mentioned economic slowdown, is it better not to buy stocks from emerging countries? “In 2013 the emerging stock markets have shown to be sensible to the American monetary policy expectations. As we are expecting in the next few months the QE to slow down, we believe a huge and wholesale exposure to emerging countries in

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this moment, will represent more a risk than an opportunity. Therefore, looking closely at the dynamics in each countries, we believe the Chinese market could benefit from the extended structural reform plan recently presented by the Government, that promotes the development of competitive market dynamics in many sectors of the economy “.

nata ai paesi emergenti in questo momento dia luogo a più rischi che opportunità. Tuttavia, osservando le dinamiche di ciascun paese da vicino, crediamo che il mercato azionario cinese potrebbe beneficiare dall’ampio piano di riforme strutturali presentato recentemente dal governo, che favorisce lo sviluppo di dinamiche competitive di mercato in molti settori dell’economia”.

What about the bond market? “Bonds will hardly create value. More than anything, in 2014 they will stabilize client’s portfolios. We advise to avoid exposure to German and American rates and to keep a tactic exposure in the short end of European country yield curve. We expect BCE to preserve low rate policy also in 2014”.

Come appare il mercato obbligazionario? “Difficilmente le obbligazioni aiuteranno a generare valore. Più che altro, nel 2014, avranno il compito di stabilizzare i portafogli dei clienti. Consigliamo di evitare l’esposizione ai tassi americani e tedeschi, e di mantenere solo una esposizione tattica sulla parte a breve della curva dei rendimenti dei Paesi europei. Ci aspettiamo quindi che la BCE mantenga la politica di tassi bassi anche nel 2014”. Le sconsiglierebbe? “No, non è mai bene esporsi eccessivamente a rischi. Le obbligazioni continuano a offrire l’opportunità di protezione dai rischi che investire in azioni comporta. Questa funzione presuppone tuttavia una allocazione coerente con lo scenario di mercato, con preferenza per scadenza medio-brevi.”.

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Cosa pensa, invece, delle materie prime e dell’oro? “Le materie prime, in generale, non appaiono nella nostra view come una asset class particolarmente attrattiva. Mentre i metalli industriali potrebbero nel medio termine subire gli effetti positivi della ripresa della crescita, l’oro non presenta prospettive brillanti. perché ha storicamente rappresentato un bene rifugio contro l’inflazione. E questo implica una forte decorrelazione con il valore del dollaro statunitense e con il livello dei tassi di rendimento a lungo termine, che in base a quanto detto sopra fa pensare a scarse prospettive per i metalli preziosi”.

Would you not recommend it? “No, it is advisable not to risk too much. Bonds will be more safer than stocks. This means though, a good allocation in line with the market situation, preferring medium-short term investments ”. What do you think instead of commodities and gold? “Our group does not consider commodities, in general, as an asset class particularly appealing. While industrial metals could be effected in the medium term by the economic recovery, gold is not considered to be a good investment because it has always been a store of value against inflation. There is no correlation between the value of the American dollar and long-term interest rates that, as just said, suggests a poor prospects for precious metals”.

Dunque il 2014 si prospetta come un anno prospero per i mercati azionari? “Sì, qualora non si verifichino eventi destabilizzanti imprevisti. Le maggiori economie sviluppate stanno lentamente uscendo dalla crisi e il supporto dalla banche centrali non verrà meno nel breve periodo: questi fattori dovrebbero supportare i mercati azionari. Il nuovo sistema pensionistico desta non poche preoccupazioni ai cittadini”.

Is 2014 going to be a good year for stock markets? “Yes, otherwise sudden destabilizing events occur. The major developed economies are slowing recovering from the crisis and counting on the support on the short-term of central banks: these are the factors that should support stock markets. The new pension plan arise many concerns among citizens”.

Avrebbe da dare loro un consiglio? “Le riforme di questi ultimi anni sono state molto incisive. Le prestazioni si sono ridotte notevolmente ed è stata allungata l’età lavorativa, soprattutto per le donne. Oggi più che mai è necessario prendere coscienza di questo cambiamento epocale di cui poco si parla e correre ai ripari con forme pensionistiche private che ci permettano di salvaguardare il nostro tenore di vita senza dover immobilizzare dei grandi patrimoni”.

Do you have any advice for them? “In the past few years reforms have been very incisive. Social security benefits have been largely reduced and legal working age has been extended, especially for women. Today, more than ever, we have to come to terms with this epoch-making change: not much is said about it. We should find in private pensions the remedy that will allow us to maintain our standard of living without immobilizing huge assets”.

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ACLI Casa è un consorzio di Cooperative. Opera per promuovere ed organizzare gli interventi delle Cooperative aderenti. Individua le aree fabbricabili. Affida a professionisti di comprovata affidabilità gli incarichi di progettazione, direzione lavori e collaudo. Assiste i soci il tutte le fasi della progettazione e negli adempimenti burocratici. Cura le pratiche di mutuo presso Istituti di Credito, Regione, Ministero del Tesoro. Organizza la partecipazione delle cooperative a Bandi Regionali, “Buoni Casa” e altre forme di finanziamento individuale. Appalta i lavori edilizi e cura gli adempimenti fiscali. Predispone piani economici e finanziari, preventivi e consuntivi. Promuove gli interventi delle cooperative sulla base di indagini di mercato.

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La gestione del rischio legale nei mercati finanziari

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Legal risk management in financial markets 2a puntata

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rima delle vacanze natalizie InvesTO Law ha affrontato il tema del rischio legale nei mercati finanziari, argomento di un interessante dibattito durante la sessione pomeridiana di InvesTO Day il 26 settembre scorso a Torino Incontra. Secondo una delle definizioni più comunemente accettate dagli studiosi, per qualunque investitore il rischio legale è quello che “comprende, fra l’altro, l’esposizione ad ammende, sanzioni pecuniarie o penalizzazioni derivanti da provvedimenti assunti dall’organo di vigilanza, ovvero da regolamenti privati”. Pur non potendosi misurare sulla base di modelli matematici, il rischio legale si può senz’altro valutare e prevenire. Proprio a questi fini è necessario individuare soggetti dotati non solo di specifiche competenze approfondite e diversificate in ambito legale, ma soprattutto di indipendenza di giudizio. Qual è allora il nuovo ruolo del consulente legale che assiste una banca, un altro intermediario finanziario (o anche un privato o una società industriale nei propri investimenti) per consentire al proprio cliente di valuta-

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efore the Christmas’s Holidays InvesTO Law talked about legal risk management in financial markets; it was one of the topic discussed during the afternoon section of InvesTO Day, that was held at Torino Incontra last September, 26th. For any investor, and for experts too, the most common definition of legal ricks is “ but is not limited to, exposure to fines, penalties, or punitive damages resulting from supervisory actions, as well as private settlements”. Although it cannot be calculated based on mathematical models, the legal risk can certainly be estimated and prevented. For these purposes it is necessary to indentify subjects with in-depth and diversified legal specific competences but, above all, with independent judgment. What is then the role of the legal advisor assisting a bank, another financial broker (or a private customer or a company for their investments) to allow

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re accuratamente e minimizzare le proprie fonti di rischio legale, apportandogli un concreto valore aggiunto rispetto all’ “avvocato tradizionale” che si occupa principalmente di contenzioso, o dell’assistenza in relazione a singole operazioni? Occorre, prima di tutto, che il legale (o, preferibilmente, un team di avvocati con specializzazione multidisciplinare) individui il metodo più adatto per l’assessment del rischio legale, sulla base delle caratteristiche della società rispetto alla quale esso viene condotto. Il suo intervento dovrà agevolare la predisposizione di un efficiente sistema di gestione del rischio legale, permettendo così al proprio cliente (citando il Comitato di Basilea per la Vigilanza Bancaria costituito presso la Bank for International Settlements) di adottare “sistemi di controllo che siano in grado di poter contribuire effettivamente alla gestione dei profili legali del rischio operativo”. In questo contesto sono stati emanati proprio dal Comitato di Basilea alcuni principi-guida che identificano gli obiettivi che un efficace sistema di gestione del rischio operativo (e quindi anche quello legale) deve perseguire. Tra di essi vanno segnalati, in particolare: (i) la definizione di un adeguato sistema di gestione e la sorveglianza sull’operatività da parte del consiglio di amministrazione; (ii) un efficiente sistema di reporting interno e l’apprestamento di piani di emergenza; e (iii) la promozione di un’affermata cultura interna del rischio legale e dei controlli, che deve tradursi in: (a) un adeguato coinvolgimento della funzione

customers to accurately estimate and minimize legal risks, giving them an added value compared to a “traditional lawyer” who mainly deals with litigation or assists single transactions? First of all, the lawyer (or better a multidisciplinary team of lawyers) has to identify the most suitable method of legal risk assessment, as per the company’s characteristics, to be adopted. His work will have to simplify an efficient legal risk management, allowing the costumer (quoting the Basel Committee on Banking Supervision established in the Bank for International Settlements) to implement “control systems that are able to contribute effectively to the management of legal aspects of operational risk”. In this framework, the Basel Committee on Banking Supervision issued some principles for the sound management of operational (and therefore legal) risks. In particular: (i) the definition of an adequate operation management and supervision system in accordance with the provisions and procedures set out by the board of directors. (ii) an efficient system of internal reporting and contingency plans implementation; and (iii) the promotion of a well-established culture of legal risk and internal controls, which should result in: (a) an appropriate involvement of the legal function in the daily operations of the company and an appropriate definition of external lawyer interventions;

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legale nell’operatività quotidiana della società e un’appropriata definizione delle modalità di intervento dei legali esterni; (b) un idoneo aggiornamento dedicato particolarmente alle funzioni legali e di compliance sulle novità normative e giurisprudenziali che possano essere fonte di rischio legale; e (c) un training rivolto a tutto il personale della società in modo da assicurare che tutti tengano i comportamenti più opportuni nel caso di eventi che siano fonte di rischio legale (il primo esempio è quello di ispezioni “a sorpresa” da parte dell’Autorità Fiscali e di Vigilanza). La necessità per ogni investitore (banche e intermediari finanziari in primis) di valutare il proprio rischio legale e di adottare adeguati sistemi per la sua gestione e prevenzione, anche con l’ausilio di professionisti esterni, si ascrive nel più ampio contesto di “autovalutazione” dei rischi e dell’operato degli organi sociali che caratterizza le più significative novità in materia di diritto dei mercati finanziari. Esempio principe di questo trend verso il “prevenire i rischi è meglio che curarli” è il processo di autovalutazione previsto nella bozza di “Disposizioni di Vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche” posta in consultazione da Banca d’Italia il 16 dicembre scorso per il recepimento in Italia della cosiddetta “CRD IV” (Capital Requirements Directive IV). Ma questo lo vedremo nel prossimo numero di InvesTO Law. Buon anno!

(b) an adequate update especially on legal aspects and compliance with new regulations and jurisprudential standards that may cause legal risk; and (c) a training course for all company personnel in order to ensure the most appropriate behavior in case of legal risk (for example the “unexpected” inspection by the Tax Administration Authorities). The need of every investors (banks and financial brokers first) to evaluate their own legal risk and to implement suitable management and prevention system, also with the help of external professionals, it is part of a large risk “self-assessment” and the work of social authorities which represent the most significant innovation in financial market regulations. The most important example of the “risk prevention is better than treat them” trend is the self-assessment process established by the “Supervisory arrangements on bank corporate organization and governance”, consulted by Banca d’Italia last December 16th for the acknowledgment in Italy of the sa-called “CRD IV” (Capital Requirements Directive IV). But we will talk about this in the next issue of InvesTO Law. Happy new year!

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Pur non potendosi misurare sulla base di modelli matematici, il rischio legale si può senz’altro valutare e prevenire.. 36


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NUDA PROPRIETÀ, UN’OCCASIONE IN ANNI DI CRISI

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Bare ownership, an opportunity in years of economic crisis

a crisi come ostacolo, ma anche come opportunità. Quante volte l’abbiamo sentito ripetere, negli ultimi anni, dai raffinati analisti fino alle chiacchiere dell’esperto da tavolino (del bar)? Ecco, forse - in ambito immobiliare - si sta mettendo in luce una situazione che sembra confermare questa teoria “bifronte”. Quella della nuda proprietà. La cessione, insomma, di un immobile che rimane tuttavia nella disponibilità di chi lo vende fino a quando è nella necessità di occuparlo. Una formula di vendita che, un tempo, era poco considerata e che attualmente, pur rappresentando ancora solo lo 0,7% dell’offerta totale, è arrivata a crescere di quasi il 22% negli ultimi tre anni. Lo rivela una ricerca effettuata dall’ufficio studi di Immobiliare.it, portale italiano leader nel settore degli annunci immobiliari. E se una volta era una situazione “classica” per gli anziani che, in assenza di eredi o comunque nella necessità di ottenere un piccolo gruzzolo, sceglievano di cedere i diritti di proprietà della casa in cui vivevano, ma non il diritto al godimento del bene stesso. Ora la platea si è decisamente allargata. Ed è qui che entra in gioco il binomio crisi/

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he economic crisis sees as obstacle but also as an opportunity. How many times in recent years have we heard repeating it from fine analysts and from “table” experts chatting in bar? Well, maybe – in real estate – a situation confirming this “two-faced” theory is coming to light. The bare ownership. That is, a transfer of real estate that remains however available to sellers until they need to occupy it. A selling solution that, once, it was not taken into consideration and that now, even if it represents only 0,7% of the total supply, has grown by almost 22% over the past three years. This is the result of a study carried out by the Research Department of Immobiliare.it, a leading Italian website for real estate classified ads. This used to be a “typical” situation for seniors with no heirs or for seniors that wanted to set aside a little nest-egg: they choose to transfer the ownership of the real estate but not the right to use the asset. Nowadays the number of people interested in this opportunity has grown. And

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opportunità. Se da un lato, infatti, le difficoltà economiche possono aver spinto sempre più persone (e magari proprio gli anziani, con pensioni non ricchissime) a cercare un modo per godersi la vecchiaia senza patemi, dall’altra quella della nuda proprietà rappresenta un’ottima occasione per chi ha un capitale da investire, ma non la necessità di entrare in controllo diretto del bene. Una sorta di titolo a lunga scadenza, che alla fine darà i propri frutti e che nel frattempo viene custodito da chi, quell’abitazione, è abituato a considerarla e trattarla come casa propria. “Senza alcun dubbio la crisi di liquidità è una delle ragioni principali di questo fenomeno – spiega Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – e la prova è che l’offerta di nuda proprietà, vale a dire la vendita dell’immobile disgiunta dalla possibilità di usufrutto dello stesso, è presente anche al di fuori delle grandi città, in modo equivalente rispetto all’offerta di vendita”. In particolare, in tutte e cinque le città cam-

that’s the situation for the combination crisis/opportunity to come into play. If, on the one hand, financial difficulties could have led more and more people (and maybe elderlies with low retirement pensions) to find a way to enjoy a worry free old age, on the other hand bare ownership represents a wonderful opportunity for those who has some money to invest but they do not need to have the asset at their disposal. A sort of long term bond that will give some profits at the end and that, in the meantime, will be taken care by whom usually considers and treats that house as its own. “No doubt the liquidity crisis is one of the main reasons of this phenomenon – says Carlo Giordano, CEO Immobiliare.it – and it proves that the demand for bare ownership, meaning a transfer of real estate that remains separated from the use of it, exists also outside the big cities and it is equal to

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. .un’ottima occasione per chi ha un capitale da investire.. pione prese a esempio, la crescita delle vendite della nuda proprietà è a doppia cifra: dal 2010 a oggi, l’offerta sia aumentata del 20,3% a Roma, del 18,7% a Milano, del 17,4% a Firenze e del 15,5% a Genova. Solo a Napoli la percentuale supera appena il 10% attestandosi all’11,1%. Segno, probabilmente, che nel meridione la casa ha una centralità maggiore nella vita degli individui e la vendita in nuda proprietà rappresenta ancora un tabù difficile da far tramontare. La tipologia di immobile venduto in nuda proprietà si trova, solitamente, in stabili di tipo economico e in zone semi centrali o di prima periferia. E il valore della proprietà ceduta oscilla tra i 142.000 euro di Napoli e i 228mila euro di Roma. La diminuzione generale dei valori di mercato ha avuto un effetto ovviamente anche su queste vendite, rendendo più esiguo, rispetto al passato, per l’acquirente il vantaggio rispetto all’acquisto di un immobile equivalente in vendita con formula classica. Ma proprio l’attesa connessa a questa tipologia di vendita può rappresentare per chi acquista un impulso ad attendere tempi migliori nelle quotazioni del mercato del mattone. Gli sconti, attualmente, rimangono comunque importanti e se chi compra una nuda proprietà a Milano risparmia circa il 24% del prezzo di mercato, chi fa lo stesso acquisto a Napoli riesce a spendere quasi il 35% in meno. Si trovano nel mezzo i risparmi di Roma (24,7%), Genova (25,6%), Torino (26,6%) e Firenze (31,1%). In un confronto con il 2010 la domanda (che essendo guidata principalmente da un’ottica ottica di investimento si concentra pressoché esclusivamente (97%) nelle grandi città) è rimasta stabile, a causa del bilanciamento fra l’aumento dell’offerta, e quindi dell’opportunità di acquisto, e la ridotta intenzione all’investimento in Italia. Curiosamente, infine, se esiste un mercato dove la nuda proprietà gode di ottima salute è quello delle Costa Azzurra. In questa area, dove l’investimento ha già dimostrato la propria redditività, le vendite con la formula della nuda proprietà rappresentano il 3,5% del totale e, a parità di offerta, la domanda è aumentata dell’11% in tre anni.

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the sale demand”. In particular, in all five cities taken as a sample, the growth in sales of bare ownership is a double-digit: from 2010 – present, the supply has increased by 20,3% in Rome, by 18,7% in Milan, by 17,4% in Florence and by 15,5% in Genoa. Only in Naples, the percentage is just over 10%, reaching 11, 1%. This probably means that in the South the house is still very important for people and sales in bare ownership still remains a taboo hard to overcome. Usually the properties sold in bare ownership are located in low-cost buildings and in semi-central areas or in suburbs. The value of the sold properties ranges from 142.000 Euro in Naples to 228.000 Euro in Rome. The general decline in market value has obviously had an effect on these sales: the advantage for the buyer is smaller compared to a classic purchase of a property in the past. But the expectations on this kind of sales, could represent for buyers an impulse to wait for better times in real estate. The discount on bare ownership, right now, are quit high: a 24% saving on market price in Milan and 35% saving in Naples. In the middle Rome (24,7%), Genoa (25,6%), Turin (26,6%) and Florence (31,1%). Compared to 2010, demand (which being considered exclusively (97%) as an investment, it is concentrated in the big cities) has remained stable because of balancing between the increase of supply, therefore the opportunity to purchase, and the reluctance in investing in Italy. Oddly enough, in the French Riviera real estate market bare ownership enjoys excellent health. In this area, where investments have already shown their profits, sales of bare ownership represents 3,5% of the total and, supply being equal, demand has increased by 11% in three years.

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Modella: Elisabeth Sinisi (www.silkandscissors.it) Abiti: Davide Monaco (www.davidemonaco.com) Foto: Maurizio Bo (www.mauriziobo.com) Location: Grand Hotel Sitea Torino (www.grandhotelsitea.it)


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assimo Sirelli nasce a Catanzaro, 1981. Il suo primo approccio alle arti visive è influenzato in adolescenza dal mondo dei graffiti e della street art. La costanza e la passione lo aiutano a conquistarsi in quest’ambito una propria “anonima” notorietà, confermata da numerose pubblicazioni e interviste a livello internazionale. Il writing, lo aiuta a filtrare la realtà di ogni giorno sotto una nuova prospettiva: quella della strada. La sua ricerca visiva, indirizzata a trovare soluzioni nuove ed insolite, nasce per lui da ragazzo quando prende il primo spray in mano, e oggi continua attraverso altri strumenti di espressione. Diplomato presso lo IED di Torino nel 2003 in digital e virtual design, opera per alcuni anni come freelance per prestigiose agenzie di co-

assimo Sirelli was born in Catanzaro, in 1981. His first approach to visual arts was influenced during his teens, by graffiti and street art . The perseverance and passion helped him to build in this field and “anonymous” fame, confirmed by several international publications and interviews. The writing helps him to filter the reality of every day under a new perspective: the street. His visual research, aiming to find new and unusual solutions, started as a child when he first used a spray and it is continuing today through different tools of expression. Graduated in digital and visual art at the IED in Turin in 2003, he worked for some years as a freelance for prestigious communication agencies on projects for important national and international brands (Ferrero, Seven, Fiat, Rai Trade, Bakeca.it, Sorin Biomedica, etc). From 2006 Massimo Sirelli is Art Director-Founder of Dimomedia creative art studio, creative lab of research and experimentation focused on graphics, communication and multimedia design. His works has been published in important graphic design books: Tres Logos Gestalten, Los Logos 4 Gestalten, Los Logos Compass Gestalten, Tactile Gestalten, FlashFolios Tashen, Web Design Index PepinPress, Design Book of the Year etc etc Since 2008 he teaches editorial graphics, portfolio and other courses related to graphic design and multimedia at the European Institute of Design in Turin (IED), in the departments of Interior Design, Transportation Design, Fashion and Textile Design, Jewellery and Accessory Design, Car Design and Transportation Design - BYT. When and how did you find out your passion for street art? I was 14 years old and I had so many things to express… When I watched a move on TV about street art and such was the desire to put myself to the test with spray paints

municazione su progetti riguardanti importanti marchi nazionali ed internazionali (Ferrero, Seven, Fiat, Rai Trade, Bakeca.it, Sorin Biomedica, etc) Massimo Sirelli dal 2006 è Art Director - Fondatore dello studio creativo Dimomedia, laboratorio creativo di ricerca e sperimentazione incentrato su grafica, comunicazione e multimedia design.

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on a wall to affect my future. Graffiti saved my life, they gave me a path to follow and they became much more than a childhood passion. What do you use to paint? Over time my artistic career has taken always different turns. My artistic curiosity has brought me to experiment and try many different activities over time. I kept all these different paths connected to each other and one experience has contaminated the other. I started with markers and pencils on paper, then spray paints, industrial paints, stencil, then computer graphic and then back to spray paints, brushes and paints… I do not like to portrait myself as any of the artistic role I lived and I do not like to be constrained to a single technique or artistic role… the ideas and the needs to communicate through visual arts are my stock-in-trades. How did you develop your technique? Instinct and passion. Artists are like sponges: they absorb emotions from the outside word and they transforms these emotions into an artistic sign, whatever it is. I break out of the mould, instinct and

I suoi lavori sono stati pubblicati su importanti libri di graphic design quali: Tres Logos Gestalten, Los Logos 4 Gestalten, Los Logos Compass Gestalten, Tactile Gestalten, FlashFolios Tashen, Web Design Index PepinPress, Design Book of the Year etc etc Dal 2008 è docente di grafica editoriale, portfolio e di altri corsi riguardanti la progettazione grafica e multimediale presso l’Istituto Europeo di Design di Torino (IED), nei dipartimenti di Interior Design, Trasportation Design, Fashion e Textile Design, Design del Gioiello e dell’Accessorio, Car Design e Transportation Design - BYT. Quando e come è iniziata la tua passione per la street art? Avevo 14 anni, e tante cose dentro da tirare fuori… poi in Tv vidi un film che trattava di questo argomento e il desiderio di mettermi alla prova su di un muro con delle bombolette spray fu tale da influenzare il mio futuro. I graffiti mi hanno salvato la vita, mi han dato un percorso e sono diventati molto più che una passione d’infanzia. Quali sono i tuoi attrezzi del mestiere? Nel tempo il mio percorso artistico ha preso direzione sempre diverse. La mia curiosità artistica mi ha portato a sperimentare e cimentarmi in molte attività diverse nel tempo. Tutte strade che ho mantenuto collegate e un’esperienza ha contaminato le altre. Ho iniziato con i pennarelli e le matite su carta, poi gli spray, le vernici industriali, gli stencil, poi la computer grafica per poi tornare agli spray e alle vernici ed ai pennelli… insomma non amo definirmi in nessuna figura delle tante che ho vissuto e non amo essere inquadrato in nessuna tecnica e in nessuna figura… le idee e la necessità di comunicare attraverso le arti visive sono i miei attrezzi del mestiere. Come hai sviluppato la tua tecnica? Istinto e passione. Gli artisti sono come delle spugne, che assorbono dal mondo esterno e convertono le emozioni in gesto artistico, qualunque esso sia. Io sono fuori dagli schemi, istinto e libertà… quello che mi piace fare lo faccio, tanti anni di passione mi hanno portato a creare un linguaggio iconografico e un

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freedom… Whatever I like to do, I’ll do it, many years of passion led to a creation of an iconographic language and to a personal feature that is always reflected in the different things I do. Street art and graffiti belong to a multi-faceted world. How do you describe your personal style? Contaminated? Yes, maybe it is. I do not think to have a defined style. It is not easy to look at yourself in the mirror. Maybe, who looks at my works from outside sees an identifying sign. I am an Art director therefore it is impossible for graphic, advertisement and social media not to influence my artistic production, and vice versa. My past as a writer and my years making graffiti are the foundation of my artistic career…. I did so many things and I will keep on doing them. Today, in what does Massimo Sirelli want to invest for his future? I realized over time that the greatest investment that an artist can do is to invest on “emotions”. Feeling any kinds of strong emotion is the lifeblood for any creative spark. Only though emotions I will keep creating my works.

tratto personale che trova continuo nelle varie cose che faccio La street art e i graffiti appartengono ad un mondo molto sfaccettato. Come descrivi il tuo stile personale? Contaminato? Si forse è così il mio. Non sono certo di avere uno stile preciso. Non è facile guardarsi allo specchio. Forse dall’esterno chi guarda i miei lavori riconosce in qualche modo un codice identificativo. Di lavoro faccio l’Art director quindi è impossibile che la grafica, la pubblicità e social media non influenzi la mia produzione artistica e vice versa. Il mio passato da writer e anni di graffiti sono le fondamenta del mio percorso… ho fatto tante cose e continuerò a farne. In cosa oggi Massimo Sirelli intende investire per il suo futuro? Ho capito nel tempo che l’investimento più grande che un artista possa fare è investire sulle “emozioni”. Provare emozioni forti sono di ogni genere sono la linfa vitale della scintilla creativa. Solo attraverso le emozioni posso garantire di continuare a creare i miei lavori.

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ervono i preparativi per la nuova edizione del principale evento mondiale del 2014 dedicato all’orologeria e alla gioielleria. Dal 27 marzo fino al 3 aprile 2014, sono attesi a Basilea oltre 150.000 visitatori e ben 3.500 rappresentati dei media di tutto il mondo. Negli ultimi anni, il salone dell’orologeria e della gioielleria Baselworld che si tiene ogni anno a Basilea è divenu-

dall’Estremo Oriente-principalmente da Hong Kong e dalla Cina-continua a crescere da diversi anni. Negli ultimi dieci anni, i marchi di orologi e gioielli hanno dettato il passo nel campo del lifestyle. Con sempre maggiore frequenza, designer di moda, designer industriali ed esperti di marketing operanti nei rami più disparati trovano ispirazione durante questo evento unico al mondo

to l’evento più atteso. Nei favolosi padiglioni espositivi progettati da Herzog & de Meuron, nel giro di due mesi e con l’aiuto di 20.000 addetti, verrà allestita una vera e propria cittadina con edifici a più piani che, sotto molti aspetti, fanno invidia alle più famose strade per lo shopping in Svizzera e all’estero. Non tutti possono fare acquisti al Salone Baselworld. Il salone pur essendo aperto anche ai visitatori privati, tuttavia come B2B, è dedicato all’industria mondiale dell’orologeria e della gioielleria.

che si tiene a Basilea. Gli stand sono spesso progettati e le presentazioni messe in scesa da architetti di fama mondiale. Celebrità da tutto il globo percorrono i corridoi del salone lunghi oltre 30 chilometri. Il numero di 3.600 giornalisti accreditati provenienti da tutto il mondo verrà molto probabilmente superato nuovamente in occasione di Baselworld 2014. I media sono diventati i partner più importanti dell’industria dell’orologeria e della gioielleria. E tra le testate più importanti dedicate al Salone più lussuoso del mondo sarà presente anche la nostra esclusiva testata. See you soon at the Baselworld.

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COME OGNI ANNO GRANDE INTERESSE DAI PAESI ASIATICI Il numero di visitatori provenienti

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L’Ue cambia il calcolo del Pil

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La nuova metodologia, che rientra in un processo di revisione a livello mondiale, sarà adottata nell’Ue a partire da settembre di quest’anno. La Commissione ricorda che la nuova metodologia ha portato negli Usa, dove è stata adottata nell’agosto del 2013, ad un incremento del Pil del 3,5 per cento per gli anni dal 2010 al 2012.

ambia il metodo di calcolo del Pil per i Paesi dell’Unione europea. Lo ha comunicato la Commissione in un documento che delinea, per l’Italia, un incremento tra l’1 e il 2 per cento dei dati pregressi di Pil. Secondo una stima preliminare fornita nella nota comunitaria, in particolare l’effetto della nuova metodologia sul Pil italiano viene quantificato tra uno e due punti percentuali in più per quel che riguarda il dato del 2011. Analoga la stima per Spagna e Portogallo, mentre per Germania e Francia il beneficio sarebbe ancora maggiore, compreso tra 2 e 3 punti percentuali di Pil. Per Finlandia e Svezia il contributo positivo della nuova metodologia potrebbe arrivare addirittura al 5 per cento del Pil (la stima è sempre riferita all’anno 2011).

Tra le modifiche previste dal nuovo metodo di calcolo c’è in particolare quella che riguarda la spesa in ricerca e sviluppo, attualmente conteggiata come un costo e che invece rientrerà tra gli investimenti, a vantaggio del Pil. Un trattamento simile verrà riservato anche alla spesa per armamenti, mentre tra le altre modifiche ci sarà anche quella relativa al calcolo dell’impatto su import ed export dei beni inviati all’estero per una fase di lavorazione.

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Svizzera, un tesoretto previdenziale in attesa dei titolari

Oltre 5,1 miliardi di euro di contributi attendono il riscatto da parte dei legittimi titolari. Sono maturati nelle casse previdenziali professionali elvetiche e sono confluiti nel corso degli anni in un fondo di garanzia appositamente costituito a Berna per i contributi “dormienti�.

Chi sono i titolari e perchÊ non li hanno mai reclamati? Sono sia cittadini della Confederazione elvetica, sia cittadini stranieri tra cui anche tanti italiani. L’esistenza di un tesoro previdenziale nascosto, come riportato da La Repubblica, sarebbe stata svelata da una trasmissione andata in onda sulla tv pubblica di Zurigo.

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era necessario comunicare all’istituto previdenziale professionale il cambio di lavoro entro sei mesi. Solo attraverso questa comunicazione si poteva trasferire presso il nuovo istituto professionale la dote contributiva già accumulata. In molti tuttavia, si sono dimenticati di effettuare tale comunicazione proprio perché, come nel caso dei lavoratori stranieri, si trattava di lavori saltuari, stagionali o discontinui.

La vicenda in realtà non è nuova, ma torna periodicamente agli onori della cronaca per motivi sia politici, sia di ordine pratico. Da un lato, l’ammontare dei contributi dormienti è tale da ripianare anche i conti del sistema previdenziale elvetico, basato come in Italia su tre pilastri. Tutte le persone che hanno domicilio o svolgono un’attività lucrativa in Svizzera sono infatti assicurate dal primo pilastro.

“I contribuenti interessati al recupero di questi contributi possono rientrare in diverse tipologie”, spiega Francesco Onorato, coordinatore del Patronato Acli Svizzera. “C’è chi, prima del 1985, lavorava presso un datore di lavoro che offriva già ai dipendenti un’assicurazione sulla base del secondo pilastro, sebbene all’epoca non fosse obbligatoria. Altri possono aver cessato l’attività lavorativa in Svizzera e sono poi rientrati nel paese di origine senza richiedere alcuna prestazione legata all’assicurazione relativa al secondo pilastro. Altri ancora sono lavoratori che nel corso della carriera professionale hanno cambiato più aziende e hanno dimenticato di comunicare i passaggi dei contributi accumulati al nuovo datore di lavoro entro i tempi prescritti”.

Nonostante le pressioni politiche, tuttavia, il fondo di garanzia non può essere utilizzato per corrispondere le pensioni del primo pilastro e quindi, almeno per ora, l’ipotesi di un eventuale azzeramento dei quei contributi resta esclusa. Dall’altra parte, tuttavia, la ricerca dei titolari, già da tempo avviata dagli amministratori del fondo, resta un’operazione complessa, non tanto dal punto di vista delle normative sulla privacy, quanto per la mancanza di risorse per poter effettuare un riscontro dei dati corretto. Per poter richiedere tali contributi, che possono dare diritto a una pensione integrativa o un capitale, occorre dimostrare di aver lavorato in Svizzera e di aver maturato quel diritto.

“Tempo fa, il fondo ci ha fornito una lista dei titolari dei contributi “dormienti”. Gli aventi diritto, che possono essere assistiti dai nostri uffici in Italia, sono solo due: il titolare che ha versato i contributi oppure il coniuge se il titolare è venuto nel frattempo a mancare. Nel caso in cui venga accertata l’esistenza del diritto, il fondo si attiva per la restituzione di quanto dovuto sulla base dei contributi versati”.

A complicare ulteriormente il recupero è il fatto che si tratta di contributi obbligatori versati a una delle tante casse professionali sulla base del secondo pilastro, e quindi in base alla professione svolta dal lavoratore. In base alla disciplina in vigore fino al 1985,

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GREEN ECONOMY

Se l’hamburger diventa sostenibile L’annuncio è di quelli che fanno effetto: nel 2016 gli hamburger di McDonald’s saranno realizzati utilizzando carne verificata come sostenibile.

del gruppo McDonald’s, poi, si deve ai costi contenuti: riuscirà a mantenere prezzi bassi anche con una produzione di carne “certificata”?

“Vogliamo fare la nostra parte per migliorare le pratiche ambientali nella produzione della carne, promuovere luoghi di lavoro favorevoli, e portare avanti un miglioramento continuo della salute e del benessere degli animali”, spiega sul suo sito il gigante mondiale del fast food. “E vogliamo fare tutto questo offrendo al tempo stesso affidabilità e qualità, insieme con la possibilità di vivere per gli allevatori e i produttori di carne”.

Di certo l’impatto sull’industria del fast food sarà notevole. McDonald’s è una potenza globale con i suoi 34 mila ristoranti in 119 paesi, e i concorrenti non potranno far finta di niente.

Se ne saprà di più il 1° marzo quando, secondo quanto scrive GreenBiz.com, saranno resi noti i principi e i criteri per la carne sostenibile. E sul tema è al lavoro un tavolo di lavoro (Global roundtable for sustainable beef), creato dall’azienda insieme con alcune organizzazioni ambientaliste, fornitori e rivenditori. Se per molti ambientalisti l’hamburger sostenibile è un ossimoro, molti osservatori osservano come manchi, finora, una definizione univoca e ampiamente accettata di cosa sia la “carne sostenibile”. Gran parte della fortuna

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GREEN ECONOMY

Europa: nuove regole anti-speculazione Consiglio, Parlamento e Commissione europea hanno definito la nuova direttiva che dovrà regolamentare il mercato degli strumenti finanziari. Tra i molti temi affrontati, anche il trading ad alta frequenza e le speculazioni sulle materie prime, in particolare alimentari ed energetiche.

ferti agli investitori siano adatti a loro, e che i loro patrimoni siano ben protetti. La direttiva contiene anche un importante riconoscimento della consulenza indipendente, remunerata cioè dal cliente stesso e non dalle società di investimento o dalle reti di vendita. Afferma infatti che gli investitori devono poter contare su una consulenza indipendente e neutrale e che la struttura delle remunerazioni non dev’essere in conflitto con questa esigenza: in pratica,saranno introdotte limitazioni alle commissioni di incentivo che, per come sono strutturate, possono spingere i consulenti a proporre i prodotti che risultano per loro più remunerativi e non i migliori per i clienti.

A proposito di queste ultime, le autorità di regolazione avranno, per la prima volta, il potere di limitare la dimensione della posizione netta che un soggetto può detenere in derivati sulle materie prime, per evitare posizioni distorte e abusi di mercato. Quanto al trading ad alta frequenza, saranno introdotti controlli per le attività basate su algoritmi, che hanno aumentato in maniera impressionante la velocità degli scambi creando possibili rischi sistemici. Tutti le società che le praticano dovranno adottare efficaci sistemi di controllo, e in particolare dei “freni” che blocchino le negoziazioni quando la volatilità dei prezzi risulta troppo elevata.

In ogni caso i clienti devono sapere se le indicazioni e i consigli ricevuti sono indipendenti e devono essere informati dei rischi associati agli investimenti proposti.

Sul fronte della tutela degli investitori, saranno introdotti nuovi obblighi organizzativi per le società di investimento, e regole di condotta più rigorose, per assicurare che i prodotti of-

La palla passa ora all’Esma, il regolatore europeo, che dovrà mettere a punto le nuove regole. Queste dovranno poi essere recepite dagli stati membri e approvate dai parlamenti nazionali.

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Pensioni “ex Inpdap” a rischio tagli per il conguaglio Per i pensionati Inps della Gestione Pubblica, sarà un inizio d’anno magro a causa di un conguaglio fiscale che si riferisce a somme loro corrisposte nel periodo gennaio-agosto 2013.

l’importo del debito fiscale sulle mensilità di gennaio e febbraio 2014. I conguagli saranno operati in base all’importo della pensione: ai pensionati il cui trattamento pensionistico mensile è maggiore di 626,73 euro sarà assicurato il pagamento di un importo netto di 501,38 euro, corrispondente al trattamento minimo Inps 2014; per i pensionati con una rendita mensile uguale o inferiore a 626,73 euro mensili, si effettuerà la trattenuta di un quinto.

L’anno scorso questo tipo di prelievo causò notevoli disagi a circa 6 mila pensionati ex Inpdap, che si ritrovarono improvvisamente a marzo con un assegno di pochi euro. Quest’anno le trattenute sulle rate di pensione saranno determinate suddividendo

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Le Piccole e Medie Imprese al centro dell’Europa

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ono le piccole e medie imprese le indiscusse protagoniste della programmazione europea a gestione diretta, ovvero di quella parte di fondi comunitari a cui si accede presentando una proposta progettuale su bandi emanati direttamente dalle Direzioni Generali di Bruxelles e/o dalle loro Agenzie Esecutive. A livello europeo, le piccole e medie imprese rappresentano oltre il 99% del totale delle imprese, e il 91% sono micro. Secondo i dati pubblicati a fine novembre nel SME Performance Review, il 2013 ha segnato, dopo cinque anni di discesa, il primo dato positivo in termini di fatturato e occupazione (un dato non comune a tutti i paesi dell’Unione e purtroppo non allineato all’andamento dell’anno 2013 in Italia). A sostenere questo

primo timido segnale, la Commissione Europea ha messo a punto per la programmazione 2014-2020 il nuovo Strumento per le piccole e medie imprese (SMEs Instrument) che, all’interno del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020 (che ha una dotazione finanziaria totale di oltre 70 miliardi di euro), sosterrà l’innovazione nelle piccole medie imprese con una linea dedicata: cofinanziamenti a fondo perduto e servizi gratuiti di sostegno per l’innovazione finalizzata al mercato. A parte che con questo strumento dedicato, il programma Horizon 2020 promuove orizzontalmente la presenza delle PMI nei

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programmi transnazionali di ricerca e innovazione, ponendosi l’ambizioso obiettivo di destinare alle piccole e medie imprese europee il 20% dell’intero budget dei finanziamenti a disposizione. A Horizon si affianca poi il programma CO.SME, dedicato in particolare a facilitare l’accesso al credito per le piccole e medie imprese e a promuoverne

l’internazionalizzazione. Sono opportunità importanti, non per tutti ma neppure irraggiungibili. Per coglierle, oltre che conoscerle, è fondamentale uno scatto culturale: sviluppare un pensiero progettuale e diventare consapevoli di cosa l’Europa può davvero fare per imprese capaci di essere europee.

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primo gelato ricoperto su stecco IL Pinguino®

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I Pinguino®, primo gelato ricoperto su stecco inventato e brevettato (N. 58033) nel 1939, viene prodotto in 6 differenti gusti: Caffé, Crema Pepino, Gianduja, Nocciola, Menta e Viola. Da 75 anni è uno dei simboli più antichi di Torino, prodotto sempre con la massima cura e gli ingredienti più nobili. Per avvicinarci alle celebrazioni del suo 75° anniversario, assieme alla fantasia e bravura di Erica Maggiora, e sua figlia Camilla, della Scuola di Arte Culinaria La Maggiorana di Rivoli, abbiamo dato vita ad una serie di interpretazioni su piatto che trasformano un gelato da passeggio in un’installazione di arte contemporanea.

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Foto in alto: Pinguino alla Nocciola servito con crema al cappuccino Foto in basso: Pinguino alla Crema Pepino, con salsa di cioccolato bianco e tè Matcha e mele Delizie

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Gelateria Pepino

Piazza Carignano 8, Torino Aperto tutti i giorni Servizio a pranzo con men첫 settimanale Si organizzano: colazioni di lavoro, ricevimenti per ricorrenze, feste private, merende e cene su prenotazione, aperitivi, degustazione gelati - cioccolate e vini. Servizio dehors estivo e invernale. Facebook e Twitter: gelateriapepino


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e anche voi pensavate che la generosa quantità di rupie che Ratan Tata ha versato nelle casse della Factory di Coventry non avrebbero portato risultati degni della storia del marchio, beh, direi che vi dovrete ricredere; personalmente ritengo che mai, come in questo periodo, la Jaguar abbia (e stia) per produrre vetture desiderabili, innovative e di qualità. Nel caso della F-Type, inoltre, si è partiti proprio dalla versione convertibile per far vedere come l’azienda sia viva e propositiva, pronta a sottolineare la passione e il desiderio della guida “en plein air” (anche se rappresenta solo una nicchia del mercato globale) e a conquistare nuove tipologie di clienti (leggere: “più giovani”). Inizierò col dire che le somiglianze con la sua progenitrice E-Type non sono molte, ma forse è meglio così... Non amo i confronti e questa spider è una sportiva “nuova” che cerca, però, di mantenere i valori imprescindibili del marchio, ossia materiali e finiture di alto livello.

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f you thought that the huge amount of Rupees that Ratan Tata has poured into the coffers of the Factory of Coventry would not have brought significant results in the brand history, well, I’d say you’ll change your mind; I personally think that, never as in this period, Jaguar has produced (or it is producing) desirable, innovative and high quality cars. Besides, for the F-Type the convertible version has been the first one to be produced to show how alive and proactive the company is; the company wants to emphasize the passion and desire for driving “en plein air” (even if it represent just a niche of the global market) and to win new customers (e.g.: “younger people”). First of all, the similarities with the E-type are not many, but maybe it is better that way… I do not like to make any comparisons and this spider is a “new” sport car that tries, however, to maintain the essential values of the brand: materials and high quality finishes. High quality seats with leather facings, aluminum console finisher and retractable air vents; I was shown a state-of-the-art Infotainment system featuring many marketing tricks: G-Force meter, lap time that many will not even use but they are choreographic. It is interesting, however, how the driver can control (through the “Configurable Dynamics System” on the 8-inch Touchscreen) different driving parameters: throttle, steering, shifting, ect. Jaguar sporting car seat configuration (1+1 ) perfectly wraps around the driver and driving is the most appreciate experience: instinctive, intuitive, alive; for once, the brochure does not exaggerate: it only takes a moment to feel a perfect interaction between the driver and the car as the cockpit architecture seems to be tailor

PHOTO © Giulia Gabetto - All rights reserved

Pelle di ottima qualità a profusione, cuciture a vista, inserti in alluminio e bocchette di areazione a scomparsa; mi viene illustrato anche un sistema di Infotainment all’avanguardia che ha, tra le sue funzioni, molti abili giochini di marketing: indicatore di forza

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“G”, laptop timer, che magari molti non utilizzeranno mai, ma che fanno molta coreografica scena. Interessante, invece, la possibilità di poter agire (sempre attraverso il touchscreen a colori da 8” del sistema “Configurabile Dynamics”) alla selezione dei vari parametri di guida: sospensione, volante, cambio, ecc. La posizione del guidatore è perfetta (ecco perchè Jaguar definisce “1+1” l’abitacolo della sua sportiva) e la cosa che si apprezza di più è proprio l’esperienza di guida: istintiva, intuitiva, intensa; una volta tanto non esagera nemmeno la brochure ad usare questi termini e ci vuole davvero un attimo perché si crei una perfetta interazione tra il pilota e la vettura, tanto che l’abitacolo sembra creato su misura per chi guida e al passeggero non rimane che tenersi saldamente alla maniglia centrale, unico vezzo a lui dedicato. Particolarmente riuscita è la vista posteriore, con i gruppi ottici molto sottili, il vistoso diffu-

made for the driver and the only luxury for the passenger is to grab the door handle. The rear view is particularly successful: slim headlight unit, the important diffuser and the rear spoiler (which automatically deploys over 100 km/h and disappears under 60 km/h). Jaguar says that all three models of the F-type range will equally sell; I think though, that the 380 HP V6 Supercharged will be the more successful one; 40 more nags (compare to the standard engine) might seem not much but, trust me, they transform the Jag into a much faster car, therefore we will invest on the F-Type S. With this engine, the chassis is perfectly balanced, but the 3.0 engine has the greatest qualities of precision and responsiveness; the driver can take full advantage of the car performances as, also on “Dynamic”

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. .la cosa che si apprezza di più è proprio l’esperienza di guida: istintiva, intuitiva, intensa..

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sore e l’ala mobile (che fuoriesce automaticamente oltre i 100 km/h e scompare al di sotto dei 60 km/h). La Jaguar dice che venderà le tre motorizzazioni della F-Type in egual misura; io, invece, penso che la privilegiata sarà la V6 Supercharged da 380 CV; 40 ronzini in più (rispetto al motore d’ingresso) potrebbero sembrare pochi ma, fidatevi, trasformano la Jag in una macchina decisamente più veloce, quindi il nostro “investimento” va sulla F-Type S. Con questo motore il telaio è perfettamente bilanciato, anzi, è proprio con il 3.0 che si hanno le maggiori doti di precisione e reattività; il guidatore può sfruttare al massimo le prestazioni tanto che, anche in modalità “Dynamic” (la mia preferita), il sistema di sospensioni attive le permettono di essere docile come una vera Jaguar richiede. Nonostante sia “poco” più piccola di una XKR, guidandola in modo vivace e sostenuto sembra “molto più” piccola e meno impegnativa di una XKR, soprattutto sul bagnato (per cui è stato dedicato anche un settaggio specifico). Lo abbiamo capito dopo aver lasciato Cherasco (sede del nostro shooting fotografico statico) per arrampicarci sulle colline del Barolo. Grandi accelerazioni e in curva quella gradevole sensazione che permette di giocare con l’acceleratore, con il posteriore che entra in un leggero sovrasterzo progressivo (controllabile senza fatica) e porta i suoi limiti sempre più in alto. La Jag scoda, fa divertire, ma non mette mai ansia; il differenziale autobloccante permette di derapare con pieno controllo del mezzo e, nello stesso tempo, di acquisire velocità. Il merito è anche dell’ESP, che già in modalità normale lascia un buon margine di controllo al guidatore, mentre in quella intermedia mette la pezza solo prima di far danni. Consigliato anche il sistema “Jaguar High Performance” (optional) per le inevitabili frenate a cui dovrete abituarvi, se ne guidate una, alla vista degli autovelox.

mode (my favorite one), the active suspension system allow the car to be more docile, as true Jaguar. While driving, despite being a “little” smaller than a XKR , it seems to be “much” smaller and less demanding than a XKR , especially on wet asphalt (for which you need a specific setting). We had this feeling after leaving Cherasco (our photo shooting location) to climb the Barolo hills. When accelerating on a curve you can play on the accelerator, and soon you will feel in the back of the car a light progressive oversteer (easy to control), pushing its limits. The Jag skids, it is fun, but you are not worried; the electronic active differential allows full control of the car and, at the same time, to accelerate. Thanks also to the ESP which, already in normal mode, gives the driver a good control of the car, meanwhile in intermediate mode put a patch on it just before the making any damages. Also recommended is the “Jaguar High Performance” (optional) for breaking, which you will have to get used to if driving one, in case of speed cameras. I also think that the ZF eight closely-spaced gear ratios shift does not make you regret the “standard” one, and it is perfectly integrated, with its intelligent and adaptive gearbox’s control system, to provide a truly dynamic experience. Intelligent and adaptive software automatically modifies the gearshift strategy, ensuring the right gear is selected for every situation. For the sake of competitors’ double clutches. I tried: driving in 6 gear (8 gears in the Qui-

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. . Particolarmente riuscita è la vista posteriore, con i gruppi ottici molto sottili il vistoso diffusore e l’ala mobile..

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Penso, inoltre, che la rapidità del cambio automatico ZF a 8 rapporti non faccia rimpiangere un “manuale” e si integri perfettamente, con il suo software intelligente e adattivo, alle qualità dinamiche della vettura, sia quando si selezionano le marce attraverso i paddle, sia quando gli si fa gestire le cose (autonomamente) in “D”, con buona pace dei doppia frizione concorrenti. Ci ho provato: andavo rilassato in 6 (i rapporti sono, addirittura, otto nel Quickshift) ed ho infilato il più rapidamente possibile la 3; il risultato è stata una scalata immediata, perfetta, accompagnata da un sound coinvolgente ! Idem se siete in manuale e decidete di fermarvi in 2°: lui mantiene questo rapporto e dovrete essere voi, con la leva del cambio (tipo joystick) o tramite le levette anodizzate al volante (colore oro, come tutti i componenti legati alle prestazioni della vettura) a mettere in 1° per ripartire. La cappotte ha un’ottima insonorizzazione e impermeabilità, può essere azionata anche in movimento (fino a 50 km/h) e impiega 12 secondi per farvi godere del vento tra i capelli. Di serie anche il tasto che permette di dare libero sfogo allo scarico, progettato in collaborazione con Ducati, che risulta però (rispetto a quello del V8) dal suono più artefatto, quasi fosse preso dalla PlayStation; ovviamente lo lascerete sempre inserito e vi servirà solo per evitare di incorrere in qualche sanzione per il disturbo della quiete pubblica. Con l’arrivo imminente della Coupè, sono molto indeciso su quale delle due carrozzerie consigliare: il vento tra i capelli della Convertibile o la capacità di carico (bagagliaio da 407 litri) della Coupè ? Si sa, per una due posti “secchi” abbattere i sedili è una cosa praticamente impossibile, quindi bisogna attentamente analizzare l’unica capacità disponibile del vano bagagli: quella minima di 196 litri, perché l’inglese aperta ospita, proprio li, la batteria ed il serbatorio lavavetro (per una miglior distribuzione del peso)... Ma, forse, anche chiedersi quale delle due guiderebbe Diabolik può aiutare...

PHOTO © Giulia Gabetto - All rights reserved

ckshift) I quickly changed in 3 gear: it was easy and smooth, with an involving sound! Same thing if you are driving “standard” and you decide to stop in 2 gear: the car stays in 2 gear and you can change gear with the shift stick (like a joystick) or through the levers on the wheel (gold, as all the other car performance elements). The convertible roof is built with composite

materials specifically engineered to reduce wind and road noise; even the roof is fast - raised or lowered in just 12 seconds (at speeds of up to 50 km/h) The active sports exhaust button is a standard feature, designed with Ducati, which makes the sound (compare to the V8) more unnatural, PlayStation sound. As an option the system also allows the driver to use a button on the centre console, to manually activate the bypass valves. Of course you will lways have the button on

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Un vero peccato, quindi, lasciare quest’oggetto, nella maggior parte dei casi, al pubblico di americani (soprattutto della west coast), inglesi e tedeschi, in rigoroso ordine di importanza di mercato; a noi non rimane che sperare che, prima o poi, anche in Italia l’auto sportiva non sia più vista solo come un “demone” da vessare, ma ossigeno la cui vendita aiuterebbe le tasche del nostro Paese. Un ringraziamento speciale alla Concessionaria Jaguar bi-Auto Group di Torino, che ci ha supportato nella realizzazione del servizio.

PHOTO © Giulia Gabetto - All rights reserved

in order to avoid any fine for disturbing the peace With the arriving of the Coupé, I am really undecided which of the two bodies to suggest: the wind blowing in my hair while driving in a Convertible or the van capacity (407 liters) of the Coupé? For a “straight” two seats car to lower down the seats is almost impossible, so we better closely evaluate the language van capacity: 196 liters minimum, because the car has in trunk the battery and the windshield fluid container (for a better weight distribution)… But, maybe, wondering which of the two would drive Diabolik… It is such a shame, then, to leave this object to, in strict order of importance, the American (especially from the West Coast), English and German public; we can only hope that sooner or later, sport cars in Italy will not be consider a “demon” to fight but oxygen, whose sale would help the pockets of our country. A special thanks to bi-Auto Group Jaguar Dealer in Turin which has supported us during the test drive and photo shooting. InvesTo YES The V6 - 380 HP. The best compromise body-engine; the stop-start system: so fast to be used also in the city; the central exhaust system, so E-Type.

InvesTo SI Il V6 da 380 CV. Secondo noi il miglior compromesso telaio-motore; Il sistema stop-start: talmente veloce che in città si può anche pensare di utilizzarlo; Gli scarichi centrali, che fanno molto E-Type.

InvesTo NO In “Drive” mode, the displays does not show which gear is on; it shows only in “manual” mode after using (once, to change gear or to change the ratio) the paddle or the shift gear; Spot sun flap, with courtesy mirror, as an optional for 70 euro; One accessory, for once standard and not optional: the super road tax!

InvesTo NO In “Drive” il display non visualizza la marcia inserita; lo fa solo in modalità “manuale”, dopo aver usato (per una volta, al fine di scalare o aumentare il rapporto) i paddle o la leva del cambio; Aletta parasole sportiva, con specchietto di cortesia, optional a 70 euro; Un accessorio che, una volta tanto, non è optional, ma di serie: il super bollo!

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Le gatte con gli stivali

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nutile negarlo: con i primi freddi, noi donne, di qualsiasi età, ci trasformiamo in vere e proprie gatte con gli sti-

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vali. Basta una minima brezza, una pioggerellina lieve, un alito di vento un po’ più sostenuto e siamo tutte già con gambale indossato sui polpacci. Che siano rasoterra, per camminare più velocemente, o dotati di tacco dodici, da vere feline, gli stivali ci rapiscono e ci convincono ad indossarli almeno fino a marzo (e non è detto: imperversano, infatti, da un paio d’anni, gli stivali estivi, calzature traforate e mettibili, quindi, anche nella stagione più calda). Nati addirittura nel paleolitico, tanto amati dai punk nella loro versione borchiata, molto utilizzati in campo bellico, gli stivali sono un must indiscusso nella scarpiera di ogni donna. Alzi la mano, infatti, colei che, intravedendo, dalla finestra di casa propria, una giornata grigia e tendente alla pioggia, non abbia individuato come suo unico, indistruttibile salvatore quel paio di stivali passepartout ben custoditi nell’armadio.

eedless to deny it: with the first cold, the women, of all ages, become real cats in boots. Just a small breeze, a slight drizzle, a breath of wind a bit more supported and we are all already with cuff worn on calves. They are low shot, to walk faster, with twelve heel, like real feline, the boots kidnap us and convince us to wear them at least until March (and it is not said: in fact, by a couple of years, summer footwear boots with perforated lids are storming, and so we can wear them even in the hottest season). Born even in the Paleolithic, much loved by punks in the studded versions, widely used in military field, the boots are an unquestioned must have in every woman’s shoe cabinet. Raise her hand, who, seeing, from the window of his home, a gray day and tending to rain, has singled out as her only, indestructible savior that pair of passepartout boots well kept in the closet. The, while riding boots and those from fi-

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shing get up above the knee, the classic ones, in vogue at the moment, “ for walking”, wear only the calf. We are accustomed to models in leather, but, in last years, designers have surprised us with the use of materials, to say the least, curious. John Galliano, known for his eccentricity, realized, for example, unique boots in transparent plexiglass, with plateau from the same material and coloured fur pon pon on the front. Really extreme. Inevitable, then, in the collection of a woman, and not just a teenager, the UGG boots, soft fur boots from Australia, now in all colors and, in some models, drawings, embroidery and even sequins. No longer, therefore, only comfortable and warm boots, but also a trendy and fashionable shoe, to splurge in the evening. Truly a phenomenon of costume, these UGGs, if Jimmy Choo, the undisputed goddess of the shoe, has decided to collaborate with this brand, creating his own warm fur booties, total black version with gold and silver studs. Pointless, then, add with the spread in large-scale of leggings, boots have therefore increased exponentially their success. Take off, then, at soft boots, with wide leg, in which you can insert leggings, completing the look with a soft, long shirt, perhaps refined with rhinestones and decorations. Are many, then, the VIPs who have these shoes, often declined in fanciful shapes. Historic were those worn by Anna Tatangelo, at the times when the beautiful singer of Sora was one of judges in the music talent X Factor: green, spotted, skin-tight garment under trousers in black leather and coordinated blouse, she really looked like a dark Lady Tata. And how can we forget those strips, wrapping and dizzy, flaunted by the sensual Belen Rodriguez, during one of his frequent sessions of milanese shopping? High heels, stockings and shorts, and black silk shirt, the argentine showgirl has not forgotten, with motherhood, what it means to be glamorous. Trendy are those worn by supermodel Irina

Mentre, poi, gli stivali da equitazione e quelli da pesca, possono raggiungere arrivare fin sopra il ginocchio, quelli classici, in voga al momento, “da passeggio”, vestono solo il polpaccio. Siamo abituati ai modelli in pelle, ma negli ultimi anni, gli stilisti ci hanno sorpreso con l’utilizzo di materiali, a dir poco, curiosi. John Galliano, noto per la sua eccentricità, ha realizzato, per esempio, dei particolarissimi stivali in plexiglass trasparente, con plateau del medesimo materiale e pon pon in pelliccia colorata sulla parte anteriore. Davvero estremi. Immancabili, poi, nella collezione di una donna, e non solo di una adolescente, gli UGG, morbidi stivaletti di pelo australiani, ormai declinati in tutti i colori e, in alcuni modelli, arricchiti di disegni, ricami e persino paillettes. Non più, dunque, solo uno stivaletto comodo e caldo, ma anche una calzatura trendy e modaiola, da sfoggiare anche di sera. Davvero un fenomeno di costume, questi UGG, se lo stesso Jimmy Choo, divinità indiscussa della scarpa, ha deciso di collaborare con questo marchio, creando un suo personalissimo stivaletto di calda pelliccia, versione total black con borchiette in oro e argento. Inutile, poi, aggiungere che, con la diffusione dei leggings su vasta scala, gli stivali hanno, conseguentemente, aumentato esponenzialmente il loro successo. Largo, quindi, agli stivali morbidi, con gambale largo, in cui inserire i leggings, completando il look con una maglia morbida, lunga, magari ingentilita con strass e decori. Sono tante, poi, le vip che sfoggiano queste calzature, spesso declinate in forme estrose, originali.

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Storici furono quelli indossati da Anna Tatangelo, ai tempi in cui la bella cantante di Sora era giudice del talent musicale X Factor: verdi, maculati, sotto pantaloni aderentissimi di pelle nera e blusa coordinata, sembrava davvero una dark Lady Tata. E come dimenticare quelli a listelli, fascianti e vertiginosi, sfoggiati dalla sensuale Belen Rodriguez durante una delle sue frequenti sessioni di shopping milanese? Tacco altissimo, short, calze velate e camicia di seta nera, la showgirl argentina non ha dimenticato, con la maternità, cosa significhi essere glamour. Di tendenza quelli indossati dalla top model Irina Shayk, nel modello che ha sta impazzando questo inverno, il tronchetto. Pantaloni di pelle, scialle soffice in lana e stivaletti spuntati (!) ai piedi, infatti, la splendida Irina non ha problemi a scegliere dal guardaroba un capo che le stia bene, potendo contare su di un fisico semplicemente statuario. Ma anche le piccole, le donne mignon, possono indossare stivali senza sfigurare, anzi. Basti pensare alla mini Venere Scarlett Johansson, spesso paparazzata con ai piedi i suoi fidi stivaletti, o alla minutissima Sienna Miller, che, da poco diventata mamma, non rinuncia, però, ad uno stile da ragazzina, sfoggiando gli UGG classici nel tempo libero. Gli stivali, si sa, risolvono una serata, svecchiano un outfit classico e donano stile e centimetri anche a chi traballa sulle decolletè. Sono calzature comode, che, spesso, grazie al loro design, contravvengono alle regole del galateo e si fanno tranquillamente indossare anche al calar del sole, per una cena elegante con un abitino aderente. E non sono soltanto comodi e belli alla vista, ma sono anche estremamente sexy. E, se prima, queste calzature erano relegate all’utilizzo da parte dell’esercito, adesso, c’è una nuova truppa, pronta tutto, pur di indossarli, quella delle gatte con gli stivali: donne metropolitane con passo felino.

Shayk, in the type that has been swept up prizes this winter, the socket. Leather pants, soft wool shawl and booties sprung up (!), in fact, the beautiful Irina has no problems to choose from a wardrobe that is well, relying upon a physique simply statuary. But even small, mignon, women can wear boots without deface, indeed. Just think of the mini Venus Scarlett Johansson, photographed often with foot in her faithful booties, or of a really skinny Sienna Miller, who recently became mother and, however, does not give the girlish style, showing off the classic UGGs in his spare time. The boots, you know, work out an evening, lift a classic outfit and give style and cm even to those who teeters on the decollete. They arere comfortable shoes that, often, thanks to their design, contravene the rules of etiquette and they could quietly wear even at sunset, for an elegant dinner with a close-fitting dress. And they are not only beautiful and comfortable, but they are also extremely sexy. And, as before, these shoes were relegated to use by the army, now, there’s a new troop, all ready to wear them, the cats in boots: urban women with feline step.

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Text translated by Valentina Polidori


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DA BORMIO A COURMAYEUR., ECCO LE REGINETTE DELLO SCI

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ormio, Sestriere, Bardonecchia e Courmayeur. Eccole le quattro “reginette” del concorso Vacanze invernali 2013/2014. Mandate in archivio le Feste natalizie, ma con davanti ancora parecchie settimane di neve e di settimane bianche, queste sono le tendenze che si registrano nel settore delle case per la vacanza. Vacanza con gli sci ai piedi, si intende. O comunque ad alta quota, a godersi le temperature basse e l’aria piuttosto frizzante. E proprio nelle quattro arcinote località (che spaziano dalla Lombardia al Piemonte, fino alla valle d’Aosta) si concentrano i maggiori tassi di crescita - sia della domanda che dell’offerta - rispetto alle vacanze invernali di un anno fa. La richiesta, addirittura, è cresciuta del 15% nel giro di dodici mesi. Ma il fenomeno è evidente anche in altre località, toccando pure altre province e addirittura altre regioni. Buoni risultati si stanno registrando anche a Limone Piemonte (in provincia di Cuneo), così come Aosta, Valtournenche, Livigno, Cervinia, Torgnon, fino alla lontana Pescasseroli, in Abruzzo. A livello di distribuzione, il complesso delle richieste nelle prime settimane della stagione inver-

ormio, Sestriere, Bardonecchia and Courmayeur. These are the four “queens”, winners of the 2013/2014 Winter Holiday contest. After the Christmas holidays but still with many weeks to come to spend in the snow, this is the trend for Holiday homes. Holidays on the skis of course. Or holidays at high altitude, to enjoy low temperatures and the rather crispy air. And it is in these very popular places (located in Lombardy, Piedmont and Aosta Valley) that the higher growth rate is registered - either demand and supply - compared to last year winter holidays. The demand has even increased by 15% over the past twelve months. But this is an ongoing trend detected also in other winter resorts, in different provinces and even different regions. Good results have been registered also in Limone Piemonte (located in the province of Cuneo) as well as Aosta, Valtournenche, Livigno, Cervinia, Torgnon, to the far Pescasseroli, in the Abruzzo region. As far as distribution, the total demand on the first weeks of the winter season has mainly involved the Aosta Valley (20%) followed by Lombardy (in second place with 18%) and Trentino-Alto Adige (11%). Prices

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vary significantly according to the season and to the chosen tourist area, albeit to a lesser extent than hotels: price for 4-person accommodation is from 40 Euro in Aprica - minimum price per night - to 450 Euro in Courmayeur and Sestriere - maximum price per night. As expected, prices have suddenly risen over the Holidays (between Christmas and New Year’s Eve): price per week has risen up to 75% compare to other period of time with less demand. Figures have been collected by a website specialized in the field (Casavacanza.it) that has conducted a survey before the ongoing winter season. “The Italian Alps are not afraid of competition - says Francesco Lorenzani, manager of Casavacanze.it - and they represent the most common destination for those who chooses a holiday home in Italy for the cold months. A sport winter season that, thanks to

nale hanno coinvolto soprattutto la Valle d’Aosta (che ne detiene il 20%), quindi la Lombardia (seconda con il 18%) e il Trentino-Alto Adige (con l’11%). I prezzi variano in maniera significativa sia in base alla località, sia al periodo scelto per il soggiorno, seppur in misura minore rispetto agli hotel: per un alloggio con quattro posti letto si va dalle 40 euro ad Aprica - prezzo minimo a notte - ai 450 euro di Courmayeur e Sestriere, prezzo massimo per notte. Prezzi che, come da facile previsione, hanno subito una vera e propria impennata nei giorni “caldi” delle Feste (quelli tra Natale e Capodanno) quando il prezzo per settimana è salito anche fino al 75% in più rispetto agli altri periodi meno richiesti.

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I numeri sono stati raccolti da un sito specializzato (Casevacanza.it) che ha condotto un’indagine proprio in vista della stagione invernale ormai in pieno svolgimento. “Le Alpi italiane non temono la concorrenza spiega Francesco Lorenzani, responsabile di Casevacanza.it - e rappresentano la destinazione più comune tra chi sceglie una casa vacanza in Italia per i mesi freddi. Una stagione sportiva invernale che, grazie alle diverse offerte di molti comprensori sciistici, hanno visto accendere il bisogno della prima settimana sulla neve, anche se è nella terza decade di dicembre, quella natalizia, che si è registrata la vera esplosione, con la concentrazione di oltre il 50% delle prenotazioni di tutto il mese”. Insomma, quello è stato il segnali di “liberitutti” che ha dato il via alla stagione, che ora - come detto - punta sulle settimane bianche. Un vero godimento per chi ama la neve e lo sci, visto che garantiscono condizioni e strutture da alta stagione, ma una presenza più limitata di turisti e praticanti, rendendo la fruizione delle piste e dei servizi connessi un po’ più rilassante. Andando a “spulciare” il prezzario, dunque, si scopre che ci sono prezzi per tutte le tasche. I più convenienti, senza dubbio, si concentrano in valle d’Aosta, dove si può dormire una notte con soli 50 euro (a Breuil-Cervinia, ma anche nel capoluogo di regione). Stessa tariffa minima a Limone Piemonte, mentre si cresce un po’ se ci si sposta in una località lombarda come Castione della Presolana, con 55 euro. Listino più caro, invece, si trova a Bormio (90 euro a notte come minimo), ma pure a Sestriere e a La Thuile. I prezzi massimi per una notte, infine, si confermano ancora nelle località più di grido: dalle già citate Sestriere e Courmayeur (450 euro) fino a Bormio (330 euro per una notte) e Bardonecchia (260 euro). Per tutte le tasche e per tutti gli sciatori, insomma. Con la speranza che non manchi mai la neve, unica vera protagonista.

the offers of the many ski resorts, has attracted skiers from the first week of the ski season, even if the third week of December, the Christmas week, has seen a boom in reservations representing more than 50% of the reservations for the entire month”. Well, that was the green light for the season to start, a season that - as mentioned - relies now on ski weeks. A real enjoyment for skis and snow lovers, as ski weeks guarantee high season conditions and facilities with less tourists and skiers and the use of slopes and related services more relaxing. Going over the prices, then, it turns out that there are prices to suit all budgets. The cheapest ones, with no doubt, are concentrated in the Aosta Valley: only 50 Euro for one night (in Breuil-Cervinia, but also in the regional capital). Same minimum price in Limone Piemonte, while in Castione della Presolana, Lombardy, the price is a little bit higher: 55 Euro. More expensive prices in Bormio (90 Euro minimum per night), but also in Sestriere and La Thuile. The highest prices per night are registered in the more trendy locations: the already mentioned Sestriere and Courmayeur (450 Euro) and Bormio (330 Euro per night) and Bardonecchia (260 Euro). For all budgets and for all skiers. Wishing to have the snow, the only protagonist, lasting the entire season.

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Il negozio si trova sulla via pedonale di Breuil Cervinia. di esperienza rendono vostri sci, snowboard o snowblade perfetti per le vostre esigenze. Diversi i marchi trattati: Adidas, Atomic, Carrera, Casco, Craft, Dainese, Dalbello, Dynastar , Eisbar, Energiapura, Fischer, Glance, Garmont, Head, Hestra, K2, Leki, Level, Marker, Norton, Nordica, Odlo, Ortovox, Osbe, Papini, Peak Performance, Phenix, Poc, Scarpa, Sweet , Stockli , Tecnica, Toni Sailer, Underharmour, Uvex, Vist , tutti selezionati per garantire ad ogni tipologia di sportivo della montagna il giusto comfort e protezione a prescindere dalla preparazione.

L’esperienza e competenza nel campo dello sci sono il cavallo di battaglia del Cervinia 2001; punto di riferimento per l’ambiente “race” della Valtournenche il negozio ha personale competente e preparato che segue i clienti dando consigli tecnici su attrezzature e abbigliamento per una vendita “su misura”.Inoltre un fornitissimo noleggio da la possibilità di provare tutte le ultime novità nel campo di sci turistici, sci race, sci freeride, sci freestyle, sci alpinismo, snowboard e ciaspole.Da non sottovalutare il laboratorio:uno dei primi di cervinia a lavorare con macchine a controllo numerico Wintersteiger dove Ski man

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rovarsi a tu per tu con la comicità è sempre stimolante e, neanche a dirlo, più che spassoso. Quando la comicità si triplica in un’unica intervista, l’esperienza non può che risultarne amplificata, un effetto aerosol Oceanico sia a livello umorale che fisico. Ridere fa bene! Davide Paniate - presentatore di Zelig1 - Federico Basso - comico e autore della trasmissione Giovanni Cinelli - Il Cafone e Teddy Maloscia solo per citare due caricature tra le sue più popolari si presentano al grande pubblico come i Boiler. E come Boiler fanno impazzire nelle vesti di improbabili giornalisti. Per chi di mestiere partecipa quotidianamente alle conferenze stampa, è davvero difficile capire il confine tra mondo surreale e sfottio che portano sul palco… Perché diciamocelo, è probabile che lo stimolo vincente degli esilaranti soliloqui giornalistici, nasca proprio da momenti come questo. Nel motto Boiler Power, c’è l’impegno di tre monologhisti dalle personalità versatili e complementari, che fanno della loro diversità un punto di forza come investimento migliore. Li trovate sui social alla voce “Boiler Comedy Project” dove ogni giorno, con diligente responsabilità, condividono risate tra un video pit stop e le loro massime formato cartolina.

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eing face-to-face with humor is always challenging and, needless to say, more than fanny. When humor triples in a single interview, the experience feels amplified just like an oceanic aerosol both for your mood and body. Laughing is good for you! Davide Paniate - host of Zelig1 - Federico Basso - comedian and writer of the tv show Giovanni Cinelli - “Il Cafone” and “Teddy Maloscia” just to mention two of his most popular parodies - are known to the public as “the Boiler”. “The Boiler” drive the public crazy playing the part of some improbable journalists. For those who, as a job, goes to press conferences every day, it is really too hard to understand the edge between the real world and the teasing they play on stage… Because, let’s say it, it is likely that the winning idea of the hilarious soliloquies on journalists, comes exactly from situations like this one. In the motto “Boiler Power” there is the commitment of three stand up comedians whose personalities are versatile and complementary; their differences in personalities are their own strength, their better investment. You could find them on social networks as “Boiler

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Intervistare giornalisti tra i più accreditati a livello nazional popolare, è stata un’impresa tra le più divertenti ed interessanti, una referenza a curriculum non indifferente.

Comedy Project”: everyday, conscientiously, their share laughter with pit stop videos and jokes, postcard size. Interviewing some of the most important national-popular journalists has been of the most fanny and interesting experience, certainly a good reference for my cv. What does investment mean for each of you, in show business? Davide: “As in any other company, we put time, energies in it and we totally commit to our company. We invest in works strictly related to our and in projects that will bring some benefits only in the future but in which we truly believe”. Federico: “It means to use our artist resources on stage every night, offering to the investors in the audience or in the living room a very favorable contract: a few hours of their attention in exchange for laughter and fun. Minimal risk for the public and enormous profits for our artist growth”. Gianni: ” Investment for us means choosing an idea that we believe in: we work as craftsmen either on a sketch, a character or a screenplay as much as to turn it in a salable object. Time is the investment. And then if this work could be sold for a performance or a tv show, the investments has borne fruits” In comedy, what is a good or bad investment? Davide: “It is a bad investment when you try to follow the audience demand and you do not do what you know best. Try to improve while remaining faithful to our line and our artist chord is the best investment ever”. Federico: “The comedy is one of the few areas where you can do bad investments. If it should happen, the bad experience could turn into an idea for a new gag in which to invest and regain lost profits.” Gianni: “Sometimes you bet on project that, for different reasons, is not successful: for example, some pilot episodes which are left in some drawers and they are not produced. But who can tell whether the time you have spent in a project will not produce any profit anyways? On the contrary, if a producer decides to sponsor the project, the investment has been right from the financial point of view.” When and why did you decide to put a trio together? Davide: We choose each other without even realizing it. “that’s how we formed “the Boiler”,

Che significato assume per ognuno di voi il termine investimento, declinato nel mondo dello spettacolo? Davide: “Come per qualsiasi azienda, anche noi investiamo tempo, energie e tutto noi stessi per la nostra attività. In senso stretto investiamo in attività correlate al nostro lavoro e in progetti che magari ci porteranno frutti solo in futuro ma nei quali crediamo fortemente”. Federico: “Utilizzare le nostre risorse artistiche ogni sera sul palco, proponendo agli investitori seduti in platea o in salotto un contratto decisamente vantaggioso: poche ore della loro attenzione in cambio di risate e divertimento. Il rischio da parte del pubblico è minimo e i margini di profitto per la nostra crescita in quanto artisti sono enormi”. Gianni: “Investimento per noi significa scegliere un’idea in cui crediamo: che sia uno sketch, un personaggio o un testo e lavorarci come fa un artigiano quando trasforma un materiale grezzo in un oggetto vendibile. Il tempo è l’investimento. Se poi questo lavoro diventa vendibile per una serata o una trasmissione l’investimento porta i suoi frutti”. Nella comicità, quando s’investe male e quando invece si fa un buon investimento? Davide “Si investe male cercando di andare dietro alla richiesta del pubblico e non cercando di fare bene quello che si sa fare. Cercare di migliorare rimanendo fedeli alla nostra linea ed alle nostre corde è l’investimento migliore che si possa fare”. Federico: “La comicità è uno dei pochi settori in cui ci sono pochi investimenti sbagliati. Se capita, la brutta esperienza diventa subito spunto per nuove gag in cui investire e recuperare il mancato profitto”. Gianni: “A volte si crede in progetti che per vari motivi non portano a nulla: ad esempio puntate pilota che rimangono parcheggiate nei cassetti e non vengono prodotte. Ma chi può dire se il tempo che uno vi ha dedicato non produca comunque qualche guadagno? Al contrario, se un produttore decide di sponsorizzare l’idea, l’investimento è stato giusto anche dal punto di vista economico.

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Quando e perché avete deciso di creare un trio? Davide: “Ci si sceglie senza nemmeno accorgersene. Così sono nati i Boiler, in modo spontaneo, dopo anni di condivisione palco tra i vari laboratori, trasmissioni ed altro. Un’unione creata dall’entusiasmo di voler fare cose insieme”. Federico: “Abbiamo deciso qualche anno fa, dando vita a una fusione di tre distinte entità, senza bisogno di contratti e clausole rescissorie”. Gianni: “Più o meno quattro anni fà, in maniera quasi naturale i nostri percorsi si sono uniti… Usando un linguaggio biblico: ’così stava scritto’”.

spontaneously, after years of sharing the stage in various labs, shows and more. An union created by the enthusiasm of doing things together.” Federico: “We decided few years ago, creating a fusion of three distinct entities, no need for contracts or release clauses”. Gianni: “Roughly four years ago, almost naturally, our paths have merged… As in the Bible: so was written”. What is the difference between investing on themselves and on the other two members of the Group? Davide: “We think as a trio. As 33% shareholders. You think about the good of the trio not to your own good; you take different steps from what you would have taken as a single artist, but you accept it and you leave your ego outside”. Federico: “I agree with the saying: If You Want To Go Fast, Go Alone. If You Want To Go Far, Go Together (to show off my good English. French school level. B Driver License)”. Gianni: “When you invest on others, you have more responsibilities. It’s like having borrowed a friend’s car. But you have more courage, confidence and more satisfaction”. Davide, Federico, Gianni: a word to describe each of you and the role within the group. Davide: “Frederick is brilliant and he is mind of the trio. Gianni has talent and he is our factotum on stage. I am in the middle, I bring enthusiasm”. Gianni: “Davide: quick. Role: Four-wheel drive. Federico: huge. Role: Fuel injection. Gianni: open. Role: Power steering”. Federico: “Davide: blue. Gianni: orange. Federico: white. But also… Davide: the man. Gianni: the beast. Fede: the virtue”. If you were journalists from Investo Magazine, how would you introduce it? Davide: “I know for sure who would not introduce it: Teddy Malosha from Cioè because he would get lost in colorful transgression; Chantal Gualtieri from Ego because he would speak only about himself. I am Davide Paniate from Investo Magazine, and I will talk to you about the importance to invest to obtain some results… follow us”. Federico: “Investo Magazine: the green apostrophe between the words “I make money””. Gianni: “Investo Magazine: the review from our point of view”.

Qual è la differenza tra investire su se stessi e sugli altri due componenti del gruppo? Davide: “Si ragiona da trio. Da società per azioni al 33%. Si pensa al bene del trio non al proprio e si fanno passi diversi da quelli che si farebbero singolarmente ma che si accettano mettendo da parte l’ego”. Federico: “Concordo con la frase: If You Want To Go Fast, Go Alone. If You Want To Go Far, Go Together. (Questo per dimostrare anche una discreta conoscenza dell’inglese. Francese scolastico. Patente B)”. Gianni: “Quando investi sugli altri aumentano le responsabilità, è come avere in prestito l’auto di un amico. Ma aumentano il coraggio, la fiducia e la soddisfazione” . Davide, Federico, Gianni: un aggettivo per definire ognunodivoieilruolochehaall’internodelgruppo. Davide: “Federico è geniale ed è la mente pensante del trio. Gianni è talentuoso ed è il nostro jolly da palco. Io sono il medio porto entusiasmo”. Gianni: “Davide scattante, ruolo: Trazione integrale. Federico ampio, ruolo: Iniezione elettronica. Gianni aperto, ruolo: Servo sterzo. Federico: “Davide: blu. Gianni: arancione. Federico: bianco. Ma anche… Davide: l’uomo. Gianni: la bestia. Fede: la virtù”. Se voi foste i giornalisti di Investo Magazine, come presentereste questa rivista? Davide: “Più che altro so da chi non la farei presentare: né da Teddy Malosha di Cioè perché si perderebbe in trasgressioni colorate, né da Chantal Gualtieri di Ego perché parlerebbe solo di se stesso. Sono Davide Paniate di Investo Magazine, vi parlerò di quanto è importante investire per arrivare ad ottenere risultati...seguiteci”. Federico: “Investo Magazine: l’apostrofo verde tra le parole ‘ci guadagno’”. Gianni: “Investomagazine: la rivista dal nostro punto di vista”.

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Una bottiglia è per sempre

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è saggezza nel vino” scriveva Jack Kerouac ne “I vagabondi del Dharma”. C’è la saggezza di chi lo ha fatto con paziente lentezza e c’è la fatica di chi ha coltivato le uve, saggiando il terreno, massaggiandolo, levigandolo come pelle delicata. C’è la storia stessa dentro il vino, si potrebbe dire. Storia «bassa» di uomini sconosciuti e Storia Alta, quella del tempo in cui quel vino è nato ed maturato. Ora, in questo autunno che ormai volge al termine, parlare di vino su queste pagine è quasi un obbligo morale. Perché - e non da ieri - questa è materia di esperti ed intenditori. Ed è argomento molto delicato da affrontare perché i collezionisti sono giustamente molto gelosi dei loro segreti. E delle loro collezioni, quasi più preziose di tante altre, più blasonate e pubbliche, visibili e fotografabili. Il vino no. Sebbene da collezione, se ne sta ben lontano dalla luce e dallo scintillio di certi salotti. Si coccola come un figlio, ma lo si lascia nell’unico posto dove può - nonostante gli anni - mantenersi in ottima forma: la cantina. Che poi è una suite sotterranea, asciutissima, elegantissima e talvolta pure di design.

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here’s wisdom in wine” wrote Jack Kerouac in “The Dharma Bums”. There is the wisdom of those who did so with slow patience and the hard work of those who grew the grapes, feeling the ground, rubbing it, smoothing it as delicate skin. We could say that there’s the history of wine itself . “Down-to-earth” history of unknown men, and High History when wine was born and aged. For a long time - this has been a topic for experts and connoisseurs. And it is a very delicate issue to address because collectors are rightly very jealous of their secrets. They are also jealous of their collections, which are almost more precious than others, more awarded and published, exposed and suitable for pictures. Not the wine. Although collectable, wine stays away from the glamour and the glitter of some inner circles. It is cuddled as a child, but it is left in the only place - besides the age – where it can be preserved: the cellar, which is more like and underground

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suite, very dry, elegant and sometimes created by designers. You need taste to collect wine. And passion. And in the words of a famous Sotheby’s auctioneer: who does not drink, cannot collect. Because if a paint is a paint and its beauty is quite clear to everybody, it might not be like that for wine. Each bottle has a unique history, a cross-section of the world. Each year tells us something that happened: a war, a victory, the birth of a future queen. It tells us about the territory in which it was “created”, about disappeared or luxuriant countryside, hills, ancient families, excellent wine-makers who once every three or four years used to take out from vans a small production of a particular wine, with a bouquet of pomegranate and peach, rose petals and cherry. Thirty or forty years later, even if well kept, cuddled and loved, that wine could not be palatable any longer. But it is a piece of history, maybe very popular but impossible to find if not in some extremely specialized auction. Let’s talk now about investments. If you have a lot, I mean I lot of money to spend to start a collection and after having prepared the love nest for your super bottles, you may start with what has been ranked as the most expensive wine in the world: Henri Jayer Richebourg Grand Cru, Cote de Nuits, a red wine produced in Vosne-Romanée, Burgundy. If you are willing to spend for a magnum the same price as a sedan, this bottle is for you. Recently in England a 1978 magnum was auctioned for 30.000 Euro. Too much, isn’t it? But the real value is about 15.000 Euro, which is a very large amount of money to spend. But, after all, we are talking about what is considered to be “Number one” wine in the world. It competes with Domaine de la Romanee-Conti Romanee-Conti Grand Cru, Cote de Nuits: does not cost much less, but owning it means to be a great wine connoisseur. And if you got tired of French wines, which are always so “charmant” but all

Ci vuole gusto per collezionare il vino. E ci vuole passione. E come diceva un celebre battitore di Sotheby’s chi non beve non può collezionare. Perché, se un quadro è un quadro, e la sua bellezza è chiara a tutti. Un vino no. Ogni bottiglia è una storia particolare, uno spaccato di mondo. Ogni annata racconta qualcosa di ciò che accadde allora: una guerra, una vittoria, la nascita di una futura regina. Parla del territorio in cui è stato «creato», di campagne scomparse o diventate rigogliose, di colline, di antichi casati, di vinificatori sopraffini che una volta ogni tre o quattro anni tirano fuori dai tini una piccolissima produzione di vino particolare con profumi di melograno e pesca, petali di rosa e ciliegio. Trenta, o quaranta anni dopo, certo, quel vino sebbene sia stato ben tenuto, coccolato e amato, al palato non può più dire nulla. Ma è un pezzo di storia. Ambitissimo, magari. Ma introvabile, se non in qualche asta ultra specializzata. E veniamo al tipo di investimento. Se avete molti, ma davvero molti soldi da spendere per iniziare la collezione, e dopo aver preparato il nido d’amore per le vostre super bottiglie si potrebbe partire subito con quello che è stato classificato come il vino più caro al mondo. L’Henri Jayer Richebourg Grand Cru, Cote de Nuits: un rosso prodotto a Vosne-Romanée, nel Borgogna. Se siete disposti a spendere per un magnum lo stesso prezzo di una berlinetta allora questa bottiglia fa per voi. A un’asta in Inghilterra hanno recentemente battuto un magnum del 1978 a 30 mila euro. Esagerato, non è vero? Ma la quotazione reale è ben differente, si aggira attorno ai 15 euro. Il che è già un gran bello spendere. Ma, del resto, stiamo parlando di quello che è considerato il vino «Number one» nel mondo. Che se la gioca con un Domaine de la Romanee-Conti Romanee-Conti Grand Cru, Cote de Nuits: non costa molto meno, ma possederlo significa essere dei grandi intenditori. Se poi vi siete stufati dei francesi, che sono sempre così «charmant», ma tutti gli altri li guardano dall’alto in basso allora vi potete prendere una bella rivincita infilando nella collezione

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others look down on them, you may take a nice revenge inserting into your collection a Egon Muller-Scharzhof Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese, Mosel, a superb German wine that has nothing to envy to its friends – enemies from Paris. Ah, of course, the price: between 7.000 to 8.000 Euro. Not that much? Well, let’s talk about it. Let’s not forget though, that it all depends on how much you really want to have one in your cellar. Well… so far we have talked about outstanding wines which each year aspire to the higher place of the list of the best 50 wines in the world. However, you can spend a lot less making a smart purchase. In case you should need to be guided in this wonderful world of wines full of aroma, we suggest you to refer to «Wine spectator», the world bible for collectors, wine-lovers, beginners or just for someone who wants to enjoy to open a bottle worth to remember.

un Egon Muller-Scharzhof Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese, Mosel, un superbo vino tedesco che non ha nulla da invidiare agli amici - nemici di Parigi. Ah, già, il costo: tra i 7 e gli 8 mila euro. Poco? Beh, ci sarebbe da discuterne. Non dimenticate, però, che tutto dipende da quanto ci tenete ad averne almeno uno nel caveau. Quindi... ovvio, fin qui abbiamo parlato di vini fuoriclasse che ogni anno ambiscono alla parte altissima della classifica dei 50 migliori prodotti enologici del mondo. Se volete, però, potete spendere anche molto meno e fare lo stesso una bella figura. Nel caso in cui vogliate farvi guidare un minino in questo profumatissimo, meraviglioso mondo dei vini affidatevi a «Wine spectator», bibbia mondiale per collezionisti, amatori, principianti o semplicemente gaudenti che una volta tanto vogliono stappare una bottiglia che valga la pena ricordare.

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Come e quando nasce il Club Degli Investitori? Il Club degli Investitori nasce nel 2008. Eravamo 6 imprenditori piemontesi e ci vedevamo ogni due o tre mesi per valutare progetti di investimento nelle Start up nella nostra Regione. All’epoca abbiamo fondato, fra l’ altro, Microcinema che è oggi il leader italiano nel sistemi tecnologici per i cinema digitali. Poi abbiamo lanciato e venduto ad altri imprenditori Arenaways che è stato il primo operatore ferroviario regionale in concorrenza con Trenitalia. A partire dal 2011, grazie alla Partnership con Piemontech (fondo di Venture Capital regionale) ci siamo organizzati come vera associazione, con un team di analisti dedicato e due sponsor: Unicredit e Fondazione Torinowireless.

NTERVIEW WITH GIANCARLO ROCCHIETTI - VENTURE CAPITAL

How and when was the “Club degli Investitori” founded? The “Club degli Investitori” was founded in 2008. We were 6 entrepreneurs from Piedmont and we used to meet every 2 or 3 months to evaluate the Start up investment projects in our region. Back then, we also founded Microcinema, which is now the leading Italian company in technology systems for digital cinema. We have then launched and sold to other entrepreneurs Arenaways, that was the first regional rail operator in competition with Trenitalia. Since 2011, thanks to a partnership with Piemontech (regional Venture Capital fund) we have became a real association, with a dedicated team of an financial analysts and two sponsors: Unicredit and Fondazione Torinowireless. What are its characteristics and how many members does the club consist of? Today the Club consists in 70 members.. We have a goal of maximum 100 members in 2014. The club is not an investment fund. Each member decides to invest in the most interesting project for him. Once a month we organize a presentation during a cocktail or a dinner. The proponents present their own company. Followed by a session of questions and answers and a discussion “behind closed doors” between Members. At the end of the evening we already know the amount raised (an average of 300.000 Euro) and we draw up an investment contract that will allow us to become minority shareholders through a capital increase. What is its mission? Our mission is very clear: we are a group of entrepreneurs, professionals and managers from Piedmont who have decided

Quali sono le sue caratteristiche e da chi è composto? Il Club oggi è composto da 70 soci. Ci siamo dati l’obiettivo di arrivare ad un massimo di 100 Soci nel 2014. Il Club non è un fondo di investimento. Ogni Socio decide di investire solo nel progetto per lui più interessante. Una volta al mese organizziamo una presentazione in occasione di un aperitivo od una cena. I proponenti presentano la propria azienda. Segue una sessione di domande e riposte ed un dibattito “a porte chiuse” tra i Soci. Alla fine della serata sappiamo l’entità della somma che abbiamo raccolto (in media 300.000 euro) e procediamo nella stesura di un contratto di investimento che ci permetterà di diventare azionisti di minoranza attraverso un aumento di capitale. Qual è la sua mission? La nostra missione è molto chiara: siamo un gruppo di imprenditori, professionisti e manager Piemontesi che ha deciso di mettere a disposizione delle Start up innovative la

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propria esperienza e parte del proprio patrimonio. Il nostro non è solo un contributo finanziario, ma gli imprenditori sono messi a contatto con un network di persone la cui esperienza e le cui relazioni valgono molto di più del denaro investito.

to place experience and part of their assets to the disposal of innovative Start up. It is not only a financial contribution, but the potential entrepreneurs are put in contact with a network of people whose experience and whose relationships are worth much more than the money invested. How do you select the Start up? Our selection criteria is very hard. We receive almost 500 projects per year and we invest in almost a ¾ of them. We directly meet with 200 entrepreneurial team per year. We do not fund research, we do not fund inventors. We try to discover entrepreneurial talents. We are more interested in team consisting of people with commercial, technical and financial skills, rather than a “one man company “. How do you monitor your investment during the realization of the Startup? The monitoring of the projects is very simple. The team of analysts follow the economic and financial developments, while a Member of the Club becomes the contact for the new entrepreneur. We call it “Sponsor” . The Sponsor is important because it is the link between the company and the network of all Members. The success of the project strongly depends on the quality of the relationship established between the team we have invested in an our Club, therefore the success depends on the Sponsor.

Su quali criteri si basa la selezione delle startup e come avviene? Il nostro criterio di selezione è molto duro. Riceviamo cca 500 progetti l’anno ed investiamo cca su 3/4. Incontriamo direttamente 200 team imprenditoriali / anno. Non finanziamo la ricerca, non finanziamo inventori. Noi cerchiamo di scoprire i talenti imprenditoriali. Ci interessano i team composti da più persone con competenze commerciali, tecniche e finanziarie, piuttosto che la “one man company”. Come monitorate il vostro investimento durante le fasi di realizzazione della Startup? Il monitoraggio dei progetti è molto semplice. Il team di analisti segue l’andamento economico e finanziario, mentre un Socio del Club diventa un referente dei neo Imprenditori. Lo chiamiamo “Sponsor” ed è una figura importantissima perché è il collegamento tra la società ed il network di tutti i Soci. Il successo dell’iniziativa dipende fortemente dalla qualità del rapporto che si crea tra noi ed il team su cui investiamo e quindi da questa funzione. Quali funzioni svolge in quanto suo presidente? La mia attività di Presidente è quella, oltre che di investitore, di organizzatore degli eventi e di selezione degli investimenti insieme al comitato direttivo composto da 10 soci. Non mi sento un gestore di patrimoni poiché la nostra è un’associazione. Io svolgo questa attività con grande passione e spesso quando incontro i giovani proponenti mi sembra di tornare alle origini... A 50 anni avevo deciso di vendere la mia azienda, la Euphon arrivata alla maturità dopo 25 anni di crescita e la quotazione in

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What are your responsibilities as President? As President, besides being an investor, I organize the events and I select the investments together with a steering committee consisting of 10 members. I do not consider myself as an asset manager because we are an association. I do my work with great passion and often when I met the young proponents, I go back to my roots… When I was 50 years old I decided to sell my business, Euphon: the company had reached maturity after 25 years of growth and after been listed in the stock market. Therefore I decided to become a business Angel: “Entrepreneur of entrepreneurs”. How do you collaborate with Piemontech, Venture Capital investment fund? Synergies with Piemontech allows the Club to grow and to work. Piemontech, besides making the analyst team available to the organization, is a co-investor. Piemontech was recently acquired by Eurogroup, an important company that offers services to SMEs. Thanks to these new shareholders, Piemontech will be able to offer new supports to Start up and investors. What are the standard procedures to become a member of the “Club degli Investitori”? To become a member of the Club you must be introduced exclusively by another Member and be accepted with an unanimously vote. Members have targets on long period investment returns rather than short period, as optioned by Venture Capital funds.

Borsa. Così successivamente ho pensato di diventare un business Angel e cioè “imprenditore degli imprenditori”. Come avviene la collaborazione con Piemontech, fondo d’investimento di Venture Capital? Le sinergie con Piemontech permettono al Club di crescere ed operare. Piemontech oltre a mettere a disposizione il team di analisti è un coinvestitore. Recentemente Piemontech è stata acquisita da Eurogroup che è una importante Società che offre servizi alle PMI. Grazie a questi nuovi azionisti Piemontech sarà in grado di offrire nuovi supporti alle Start up ed agli Investiori. Qual è la prassi da seguire per diventare soci di Club degli Investitori? Per diventare Soci del Club occorre essere presentati esclusivamente da un altro Socio. L’ingresso avviene poi quando i Soci hanno votato all’unanimità. I Soci si sono dati obiettivi di ritorni degli investimenti a lungo periodo, non a breve come i fondi di Venture Capital. Un ultima considerazione: business Angel non si nasce! Si diventa! Grazie al Club!

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One last thing: you were not born business Angel! You become one! Thanks to the Club!

. .Ogni Socio decide di investire solo nel progetto per lui più interessante.. 108


INVESTO MAGAZINE MONEY & LIFESTYLE

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è un luogo a Torino dove la vista è uno spettacolo quotidiano e il verde avvolge lo spazio domestico. C’è un luogo a Torino dove è possibile vivere lo spettacolo in prima fila, questo posto è in Via Alby dove la società omonima Alby srl propone in un contesto prestigioso, caratterizzato dalla tranquillità e dalla quiete della precollina torinese, ma a pochi passi da piazza Crimea, la residenza Alby. L’intervento prevede il recupero integrale di una palazzina edificata nella metà degli anni cinquanta. La società attualmente proprietaria dell’immobile, che lo ha rilevato dal Fondo Città di Torino, ha un progetto che prevede la realizzazione di seEI esclusive unità abitative, con giardini pertinenziali, ampi balconi, terrazzi, posti auto coperti e box auto privati. La particolare cura nella ricerca dei materiali utilizzati e l’attenzione ai dettagli garantiscono un

eccellente risultato in termini di stile. Tutti gli appartamenti hanno caratteristiche di prestigio ed esclusività, palesate da luminosi affacci sulla città, dalla sorprendente bellezza dei materiali posati e dalla funzionalità degli spazi, concepiti per essere adatti alla famiglia moderna. Sono disponibili appartamenti dai 150 metri quadri a salire. L’intervento prevede la consegna delle unità abitative entro la primavera 2014. Considerando che Tempus fugit sarebbe il caso di prendere in considerazione velocemente la possibilità di non farsi scappare l’occasione di mettersi in prima fila e godersi dall’alto una Torino che cambia mantenendo inalterata l’eleganza regale che continua a farla rimanere indiscutibilmente la prima Capitale d’Italia.

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‘Non si può pensare un’architettura senza pensare alla gente’ “La vita si misura dalle opere e non dai giorni” (Richard Rogers)

Gruppo REA srl Via Collegno, 12 Torino Tel. + 39 011 067 4949 4747 - -Fax Via Santa Teresa 23, Torino - Tel. +39 011 067 Fax+39 +39011 011067 06749 4949 49- -Email: Email:info@grupporea.it info@grupporea.it


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n cognome importante da portare, un onore e una chiave che apre molte porte, ma anche una reponsabilità di una tradizione e di un marchio storico da conservare, tramandare e - se possibile - migliorare e far crescere ulteriormente. Questa è la quotidianità di Fabrizio Giugiaro, 49 anni, vicepresidente del Comitato esecutivo e direttore Stile di Italdesign Giugiaro, nonché membro del cda dell’azienda che ora fa parte del Gruppo Volkswagen, ma che mantiene le sue radici e i suoi riferimenti qui in Italia e in particolare a Torino, capitale dell’automotive.

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eing part of an important family, which means a good reputation and a key that opens all door, but also it means the responsibility to preserve, hand down and – if possible – improve and further increase the tradition of an historic brand. This is the daily life of Fabrizio Giugiaro, 49 years old, Vice President of the Executive Board and Style Director of Italdesign Giugiaro, and member of the Board of Directors; the company is now part of the Volkswagen Group but it keeps its origins and connections here in Italy, in particular in Turin, the automotive capital.

Oltre 30 anni di storia per un’azienda e un marchio tra i più noti del nostro territorio e del nostro Paese: cosa è cambiato, da allora, in Giugiaro e nel contesto in cui si trova a lavorare? “Negli ultimi 30 anni è cambiato molto, in azienda: oggi facciamo parte del Gruppo Volkswagen, quindi il nostro primo impegno è nel campo dell’auto ed è importantissimo poter lavorare per un Gruppo che ha 10 marchi e che ha trovato in noi un partner veramente unico. Pochi altri centri stile sono attrezzati per operare in moltissimi linguaggi, legati ognuno al suo marchio. Sul territorio ora abbiamo circa 4 sedi, oltre a ulteriori aziende in Spagna e Germania. Dalla fondazione, cioè dal 1968 ad oggi, è cambiato molto: la tecnologia ormai la fa da padrone. Siamo stati i primi ad investire e a realizzare stile attraverso i sistemi informatici. Il nostro centro di realtà virtuale, che è diviso in tre sezioni (ingegneria, servizi e stile, ndr) alla fine degli anni ’90 era unico e lo affittavamo addirittura alla Fiat. La nostra filosofia è stata di investire molto nella tecnologia, ma anche molto nel pensiero e nelle persone”.

Over 30 years of history for a company and a brand which is one of the best known of our region and country: what has changed since then for Giugiaro and for the present work environment? “Over the past 30 years much has changed in the company: we are now part of the Volkswagen Group therefore our first commitment is in the car industry and it is extremely important to work for a Group that owns 10 brands; we are a very unique partner for them. Few design centers are equipped to work in different languages and each of them have kept their own brand. On the territory we now have about 4 headquarters, plus additional companies in Spain and Germany. Since its foundation, in 1968, much has changed: technology completely took over. We were the first one to invest and to create style with computer systems. Our virtual reality center, which has three departments (engineering, servicing and design, Ed) at the end of the 90s was unique and it was even rented by Fiat. It has been our company philosophy to heavily invest in technology, but also in ideas and human resources.”

Cosa è rimasto invece identico o comunque fedele alle origini? “La matrice profonda che è rimasta fedele alle origini è l’atteggiamento di progettare in una maniera realistica. Mio padre dice “ingegneristica”, perché affrontiamo lo stile non a livello pittorico, ma a livello immediatamente concreto. Quindi realizzare

What was left the same or at least close to its origins? “how we design close to reality is the deep

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un oggetto o un’automobile per noi ha un approccio simile, cercando di stabilirne ergonomia, il layout e senza fare della pura fantasia. Pensiamo a oggetti che i clienti ci chiedono non perché finiscano in un museo, ma che possano essere venduti e utilizzati in tutto il mondo, da chiunque”. Tutto è iniziato dal mondo delle auto, prima ancora che si chiamasse automotive. Dalla prima Alfasud a tutti i modelli che sono seguiti. Ora, quello delle automobili, è un settore che sta segnando il passo o che può reinventarsi una nuova vita, magari col Green e proprio con il design? “Il settore automobilistico, a livello mondiale, è in realtà in grande espansione. Ma se guardiamo la realtà italiana ovviamente la considerazione non è altrettanto positiva. Le vendite e la situazione economica nazionale certamente non brillano, invece in tutto il resto del mondo ci sono segnali di ripresa, basta guardare alla Cina, all’India, in America. Per questo motivo in Europa c’è stata la necessità di certi segmenti, di determinate vetture e di conseguenza stiamo realizzando prodotti specifici per l’Asia e il sud America. Il lavoro per noi designer è oggi ancora più importante ed è aumentato, visto che con poco e con investimenti più oculati siamo riusciti a differenziarci a seconda dei mercati, quindi il numero globale è in crescita e non in crisi, come invece è sicuramente in crisi l’Europa”. Cosa vuol dire, oggi, “fare stile”? Quali sono le sfide del design ai giorni nostri? “Lo stile, nel modo in cui lo abbiamo sempre interpretato noi, è quello che ha dato successo non a Giugiaro, ma ai nostri clienti. Questo per noi vuol dire affrontare il progetto in maniera concreta. Non abbiamo mai considerato la nostra firma, ma l’identità di chi si è rivolto a noi. Alle volte, così come è successo per Hyundai, ma anche per Fiat e per altri marchi, abbiamo inventato un trend. Ad esempio: la Panda stilisticamente non era figlia di nessuno, di per sé ha inventato una sua tipologia, un sua tendenza, così come la Punto. Quindi quando ci viene richiesto di creare un filone stilistico e viene ingiustificatamente legato a noi, in realtà è un linguaggio che cerchiamo di creare per il nostro cliente. In altri casi, poi, quasi

root of our attitude toward design, which was left faithful to our beginnings. My father used to say “engineering”, because we deal with style not in artist terms, but in practical terms. Therefore that’s how we create an object or a car: with ergonomics, layout and no imagination. We do not want the objects we design for our clients to end up in some museum, but we want them to be sold and used by anybody all other the world.”

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It all started in the world of cars, even before it was called automotive. From the first Alfasud to all other models that have followed since. Now, is the car industry coming to a standstill or could it reinvent itself maybe with Green technology or even with design? “The car industry is actually expanding. But if we look at the Italian reality, this kind of remark cannot be as positive. Car sales and the Italian economic situation are not that encouraging, whereas in the rest of the world there are signs of economic recovery, like in China, India and USA. For this reason, in Europe, there has been the need to create certain production segments, certain car models and therefore we are creating specific products for Asia and South America. Nowadays our work as designers is even more important and it has increased because with less money and more cautious investments we were able to create different designs according to different markets; then the overall number of manufactured units is increasing and it is not hit by the economic crisis, whereas Europe is definitely hit by the crisis”. What does it mean “to set the style” today? What are the challenges for design today? “Style, as we have always intended it, is not what was a success for Giugiaro, but what was a success for our clients. This means for us to practically approach the project. We have never considered the brand, but rather the personality of our clients. Sometimes, as it happened for Hyundai but also for Fiat and other brands, we have set a trend. An example: the design of the Panda was unique, therefore the car set a new model, a new trend, just like the Punto. So, when we are asked to create a new trend and this new trend is tied to our brand for no reasons, it is actually a language we are trying to create for our client. In other cases, you cannot even see our brand, just like a few years ago when I designed a model for Mustang: it could have been easily come out from the Ford design center rather then mine. We have to do the clients a service and we have to make sure that it has the commissioned work has personality of the client’s brand. With industrial design

non si vede la nostra firma: anni fa feci una Mustang che poteva essere uscita dal centro stile Ford piuttosto che dal mio. Occorre dare un servizio e fare attenzione che abbia l’identità del marchio che commissiona il lavoro. Con il design industriale i clienti vengono da noi perché desiderano una rivoluzione, come è accaduto con Nikon negli anni ’80, quando con loro abbiamo inventato il segno rosso che identifica il nostro apporto e una certa ergonomia che non esisteva

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customers come to us because they want a revolution, just like it happened with Nikon in the 80s: together we invented the red mark which represents our contribution and a certain ergonomics that did not exist for the camera. Among our other customers, Vredestein: each of their models has our stylistic contribution. We have been working for them for 10 years, keeping in mind that they produce tires anyways. In same case we create a new brand for the client, on other we preserve and develop the existing one: this is the trick”.

per la macchina fotografica. Tra gli altri nostri clienti possiamo pensare alla Vredestein, per la quale ogni modello esce con il nostro apporto stilistico e che sono seguiti da noi da dieci anni, tenendo conto che si tratta comunque di pneumatici. Il trucco è in certi casi creare un brand per il cliente e in altri casi invece conservarlo e svilupparlo”. Dall’idea al disegno. Da dove nasce (e come) l’ispirazione? È tutta una “visione” di un qualcosa che ancora non esiste o si segue un processo per gradi che alla fine porta al progetto definitivo? “Lo sviluppo e la concretizzazione di un progetto è davvero un processo per gradi, attraverso fasi molto metodiche e un po’ ingegneristiche. Gli schizzi fantasiosi che prepariamo per presentarlo al pubblico attraverso la stampa vengono delle volte anche realizzati successivamente al prodotto. Il nostro approccio è assolutamente matematico, si lavora per l’auto e per altri oggetti in scala da 1 a 10, oggi ormai con il sistema informatico, ma sempre comunque con proporzioni e logiche dimensionali e di layout corrette. È tutto legato ad un sistema inge-

From the idea to the design. From where (and when) do you draw inspiration? Is it all a “vision” of something that does not yet exist or do you follow a step by step process that ultimately leads to the final project? “The development and realization of a project is really a step by step process, which involves methodical and a little bit of engineering work. The imaginative sketches we use to present on paper the project to the client are often developed after the product prototype have been presented to the customer. Our approach is entirely mathematical: we work on cars and on other objects in scale from 1 to 10

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gneristico, non ho mai pensato di realizzare direttamente da un sogno un’automobile, ma sempre di affrontare il progetto in maniera metodica”.

and nowadays we can use computer systems, keeping the same proportion and correct dimensional and layout logics. It is all connect to an engineering system; I have never thought of creating a car straight from a dream but I have always used a practical approach to the project.

Nato con l’auto, ormai il marchio Giugiaro si applica a 360 gradi. Esiste comunque una matrice comune, un approccio di base che rimane identico, salvo poi affinarsi di caso in caso e di settore in settore? “L’approccio di base, come dicevamo, è il fatto di non avere mai sovrastato l’identità del marchio. Questo può essere anche un difetto, nel senso che il disegno vero e proprio di Giugiaro non è identificabile: dalla lavastoviglie alla Nikon non c’è correlazione, sono entrambi ottimi progetti, così come anche per le auto. In realtà, però, alla fine degli anni ‘80 ci hanno comunicato che le nostre vetture erano riconoscibili, quindi abbiamo chiesto alla Jaguar di poter fare un esercizio e il risultato si chiama Kensington, che è appunto un modello di Jaguar con il nostro apporto. Lo stesso vale per le Bugatti, Mustang e Alfa Romeo, tutte auto che hanno il nostro apporto con una grande attenzione all’immagine e al linguaggio dello stile così come facciamo anche per gli oggetti”.

The Giugiaro brand first started with cars and now it applies in a full scale of products. However, is there a common thread, a basic approach which stay the same, except for some improvements in some cases or sectors? “As mentioned, we have never excelled the brand identity: this is our basic approach. This can also be a defect, in the sense that the Giugiaro design could be hard to identify: from the dishwasher to the Nikon there is no correlation, they are both very good projects, as well as cars. As a matter of fact, at the end of the 80s we have been told that our cars were recognizable, so we asked Jaguar if we could make an exercise and we came out with Kensington, which is a model of Jaguar with our

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Lo stile e il futuro. Non bastano solo idee e talento: anche nel vostro campo si deve fare innovazione? E se sì, in che direzione spazia la ricerca? Quali possono essere gli sviluppi e gli scenari futuri del vostro settore? Dove va il design? “Fare innovazione nel nostro campo non è un problema da poco, si può operare attraverso gli strumenti quindi attraverso la metodologia, poi riuscire ad innovare l’oggetto sul quale stiamo lavorando dipende dalla committenza e dal mercato che cerchiamo di seguire, anche se l’idea è sempre stata quella d’imporre un prodotto. Nel campo dell’auto, tuttavia, è una questione molto delicata. Occorre innovare attraverso la qualità, che è ciò che la gente percepisce e che deve già essere presente non solo nella realizzazione, ma anche nel design, quindi enfatizzando tutte le caratteristiche dell’aspetto dell’oggetto: ciò che la gente in primis deve poter riconoscere. Infatti è importante valorizzare ciò che il marchio deve trasmettere a livello di linguaggio stilistico e di comunicazione della bontà del prodotto. Da quando è nata la nostra azienda, cioè dalla fine degli anni ‘60 ad oggi, nel settore auto e anche per altri prodotti, sono state fatte delle scoperte. Oggi per esempio c’è il vantaggio dell’informatizzazione: riusciamo a testare virtualmente ciò che produciamo, per esempio dallo schizzo di un pneumatico possiamo subito sapere se è adeguato alle prestazioni che deve fornire. La curiosità che stimola l’ingegneria, a scapito di una tradizione che non ti fa andare fuori da certi canoni e quindi che non ti offre quel valore aggiunto che il cliente dovrebbe ricevere, rappresentano il trucco che il design di qualunque studio di stile dovrebbe avere”.

Style and future. Ideas and talent are not enough: are innovations needed also in your field? If yes, where is the research going? What could the developments and future scenarios be in your field? Where is the design? “Making innovation in our field is not easy: it can be done through tools and therefore technique; to innovate the object on which we are working, it depends on the client and the market we are trying to follow, even if we have always wanted to impose a product. In cars, however, is a very sensitive issue. Innovation should be done through quality, which is what people sense; quality should be present not only in the making but also in the design, stressing all the features of the object, which is what people should see first. It is therefore important to enhance what the brand could convey on level of product design and quality. Since the establishment of our company in the late 60s to today, in the car industry as well as for other products, discoveries have been made. Today, for example, there is the advantage of IT technology: we can virtually test what we are producing. From the sketch of a tire we are able to understand if it will perform as expected. The trick that any design centers should have is the curiosity stimulating engineering, to the detriment of a tradition that obeys to rules and that therefore it does not offer clients an added value”.

LA PRESENTE INTERVISTA PUÒ ESSERE VISUALIZZATA NEL FORMATO INTEGRALE SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE. SCARICANDO L’APP DIGIMARC, PUNTARE IL CURSORE SULLA FOTO IDENTIFICATA DAL SIMBOLO A PAGINA 115. AUTOMATICAMENTE VERRETE INDIRIZZATI ALLA VIDEO INTERVISTA. THIS INTERVIEW CAN BE SEEN IN ITS ENTIRE FORMAT ON OUR YOUTUBE CHANNEL. DOWNLOADING THE APP DIGIMARC, POINT THE POINTER ON THE PICTURE IDENTIFIED BY THE SYMBOL ON 115 PAGE. PAUTOMATICALLY YOU WILL BE REDIRECTED TO THE VIDEO-INTERVIEW

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PHOTO © Giulia Gabetto - All rights reserved

contribution. Also Bugatti, Mustang and Alfa Romeo have our contribution where we put great attention to image and style language, as well as in other objects”.


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Exercising during pregnancy

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iventare genitore è un evento che influenza lo sviluppo della personalità della coppia. È una “crisi evolutiva” che coinvolge entrambi i genitori. Quando nasce un bambino, nascono nuove problematiche relative all’organizzazione degli spazi fisici e dei tempi quotidiani. Sia a livello mentale che emotivo, la coppia deve predisporsi a una esperienza inedita e coinvolgente: prendersi cura di una nuova vita. Si assume così per entrambi un ulteriore identità: quella di genitori. Un cambiamento enorme, al quale occorre predisporsi, senza chiudersi alle novità naturali e alle conseguenze materiali (organizzazione, tempi) al fine di creare una solida base per potere vivere senza apprensioni e stress (oltre quelle che inevitabilmente ci sono) un passaggio naturale che richiede pazienza e sacrificio. Dal quale, peraltro, si hanno anche e soprattutto enormi soddisfazioni per la nuova vita che dipende da noi e alla quale dobbiamo trasemttere sempre serenità e amore. Tuttavia, va sempre seguita l’evoluzione psico fisica del genitore che non può “annullare” la propria individualità schiacciondola esclusivamente nel nuovo ruolo di genitore.

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ecoming a parent is an event that affects the development of the personality of the couple. It is a “evolutionary crisis” that involves both parents. When a baby is born, new problems arise for the organization of physical spaces and daily routine. Both mentally and emotionally, the couple must be prepared to live and unusual and involving experience: taking care of a new life. Both have now a new identity: being parents. Be ready to a huge change and be open to new natural experiences and to practical consequences (planning, timing) in order to prepare yourself to a stress and worries free existence (besides the inevitable ones); a natural transition that requires patience and sacrifices. From which, however, you could also have huge satisfactions for the new born who relies on us and to whom we have to give serenity and love. However, it is very important

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Sarebbe pericoloso per l’equilibrio dell’adulto e duqnue per lo stesso neonato. Dal punto di vista fisico, questo percorso inizia prima della nascita. Occorre preparasi all’evento grazie a forme di lavoro che oggi permettono a una donna di arrivare al parto con maggior possibilità di benessere sia per lei che per il bimbo. L’attività fisica è fondamentale durante tutta la gravidanza, sia per la mamma che per il bebè. Qualsiasi tipo di attività, svolta con moderazione: c’è chi preferisce la PISCINA, con corsi specifici per le future mamme, chi le attività di YOGA, oppure chi ama la GINNASTICA A CORPO LIBERO. Il movimento, se fatto in modo adeguato, migliora la circolazione del sangue, la ritenzione idrica, la respirazione e aiuta a riattivare la mobilità intestinale in caso di stitichezza. In particolare, gli esercizi del perineo sono utili sia in previsione del parto che dopo la gravidanza. Controllo del peso, maggiore efficienza dell’apparato respiratorio trasporto d’ossigeno per il feto, minore gonfiori, benefici psicologici ed emozionali. Questi sono solo alcuni dei vantaggi che una corretta attività fisica svolta durante la gravidanza è in grado di produrre per la donna e il suo bambino. La gravidanza è una condizione fisiologica. Pensare alla futura mamma come a una donna in difficoltà fisica perenne è un errore che può avere conseguenze negative. La sedentarietà è una di queste. In realtà, anche una gravidanza patologica (per es. diabete gestazionale) può trarre beneficio dall’attività fisica svolta durante i nove mesi. Gli esrcizi proposti sono piuttosto dolci, combinando strategie di rilassamento e respirazione. Esercizi di presa di coscienza corporea per migliorare la postura, sbloccare le articolazioni, tonificare e allungare la muscolatura. Esercizi mirati: mal di schiena causato da posizione scorrette che una donna gravida assume, varici, tachicardia. Esercizi di respirazione, per imparare a rilassarsi, per il benessere madre-bimbo. Una mamma consapevole del proprio cor-

to follow the parents psychological and physical change: they cannot cancel their individuality playing exclusively the role of parent. It could be dangerous for their balance and therefore for the baby’s balance. From the physical point of view, this process begins before birth. It is important to prepare for the event through some workouts that nowadays allow women to deliver the baby for a greater chances of wellbeing for the mother and for the child. Exercising is fundamental during pregnancy, both for the mother and for the baby. Any kind of sport should be done in moderation: some prefers SWIMMING, with dedicated courses for future mothers, some prefers YOGA and some prefers FREE EXERCISES. Exercising, if done with moderation, improves blood circulation, water retention, breathing and it helps stimulate intestinal motility in case of constipation. In particular, the exercises of the perineum are useful both in anticipation of childbirth that after pregnancy. Weight control, greater efficiency of the respiratory system, oxygen transport to the fetus, less swelling, psychological and emotional benefits. These are some of the advantages that a correct exercising routine during pregnancy could benefit both mother and child. Pregnancy is a physiological condition. Thinking of a future mother as a woman in endless physical difficulty could be a mistake with negative consequences. A sedentary lifestyle is one of these. As a matter of fact, exercising during the 9-month pregnancy could also benefits some pathological pregnancies (e.g. gestational diabetes). The exercises are rather soft and they include relaxing and breathing methods. Body awareness exercises to improve posture, joints, stretching and strengthening the muscles. Targeted exercises: back pain due to bad

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. .sia per la mamma che per il bebè. 125

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L’attività fisica è fondamentale durante tutta la gravidanza..

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po e delle trasformazioni che subisce è una mamma al centro della prorpia esperienza di maternità. Soggetto attivo, che non “subisce” la gravidanza ma la vive come una esperienza positiva da protagonista. Una prospettiva che ha un effetto benefico eveidente sul fisico e sull’umore. L’obiettivo dell’allenamento è portare la futura mamma ad avere il pieno controllo di sè. Gli esercizi saranno svolti in modo armonioso e rilassante, fin quando il corpo sarà in grado di sentirli e percepirli. Il lavoro corporeo in gravidanza rappresenta un viaggio di esplorazione. È l’occasione per ascoltarsi e accompagnare il cambiamento naturale fisico che avviene nei 9 mesi. Il corpo deve prepararsi al parto. Le donne che praticano da sempre attività sportiva con regolarità possono continuare a praticarla con moderazione e buon senso. La regola da seguire sempre è: evitare attività violente. Il mio consiglio è di eseguire una moderata attività fisica in gravidanza purchè non sia stata espressamente sconsigliata dal ginecologo.

posture in pregnancy, varicose vein, tachycardia. Breathing exercises in order to relax to benefit mother and child. A mother aware of her body and of its transformations during pregnancy lives at her fullest the experience of motherhood. She is an active individual, she is the protagonist of her pregnancy, lived as a positive experience. A perspective that has a positive effect on the body and on the mood. The goal of exercising is for the future mother to take full control of herself. The exercises will be carried out in a harmonious and relaxing way, as far as the body will feel them. Doing workout during pregnancy is like a discovery journey. It is chance to feel the natural changes occurring in the body over the 9-month of pregnancy. The body should get ready for labor. Women who exercise regularly could keep doing it in moderation. The rule of thumb is always to avoid violent activities. My advice is to exercise during pregnancy unless otherwise advised by the gynecologist.

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Il mondo visto da Torino, Torino vista dal mondo ogni due mesi nelle edicole della cittĂ

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o t s e v n i o astr

ARIETE

toro

gemelli

È il momento di approfittare degli aspetti positivi che il cielo ti manda guardando con occhio attento le evoluzioni di qualche titolo del Nuovo Mercato. Un consiglio per i nati nella seconda decade: aspettate ancora qualche giorno per investire e, se proprio volete, entrate solo dopo aver individuato il trend più proficuo.

Questo è un periodo di preparazione. Se vuoi investire i tuoi soldi, aspetta e medita. La Luna può essere la culla di nuovi progetti per i nati sotto l’ascendente del Cancro. Se pensi d’intraprendere un piano di lavoro, fallo senza remore. Ai nati nella prima decade si consiglia di evitare l’impulsività per non trovarsi risucchiati dal gorgo degli acquisti e delle vendite emozionali.

“La calma è la virtù dei forti” è il motto di questo periodo. Evita lo scontro aperto, o finirai K.O.! Ciò che proponiamo a chi ha l’ascendente in Pesci è di lavorare instancabilmente per migliorare la situazione economica che di questi tempi non è delle migliori. Se sei della prima decade potresti ottenere più profitti di quanto avresti mai immaginato. Gli affari vanno bene e le tue intuizioni funzionano.

bilancia

scorpione

sagittario

Se la ricchezza è una della aspirazioni principali della tua vita, allora ora devi stare più attento e non lasciarti facilmente influenzare da rumors che si rivelano inconcludenti. Per gli iper-attivisti: consigliata maggiore calma e, se lo sforzo è troppo grande, investite pure, ma almeno, scegliete titoli a bassa volatilità. Insomma, copritevi le spalle. Se sei della seconda decade la fortuna è davvero tanta.

Per un iper-attivista è consigliata maggiore calma. Se lo sforzo è troppo grande, investi pure, ma almeno scegli titoli a bassa volatilità. Insomma, copriti le spalle. Cari amici della seconda decade, non abbiate paura di applicare regole semplici. Nelle questioni di denaro, appigliatevi a poche salde leggi: guadagnare, risparmiare, investire, rischiare il meno possibile.

Questo è il periodo per fermarsi e riprendere fiato. Se hai l’ascendente in Capricorno, preparati ad andare incontro ad evoluzioni molto positive delle tue finanze. Se sei della terza decade rimboccati le maniche e vai alla ricerca di una buona strategia per far fronte alle evoluzioni negative del mercato.

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by Medea

cancro

leone

vergine

Rinuncia a cento delle tue mille fantasie e mira a qualcosa di concreto. Le stelle suggeriscono a chi ha l’ascendente in Gemelli di non farsi prendere la mano in modo esagerato. Se appartieni alla seconda decade non ti lascerai spaventare dai periodi di magra che incontrerai sulla tua strada. Un consiglio? Continua a programmare le tue mosse!

Affina l’intuizione come hai sempre fatto: troverai l’affare più vantaggioso. Per te che sei della terza decade le stelle prospettano buoni affari in vista. Soldi a palate stanno per entrare in tasca ma attenzione alle tue famose mani bucate. Consiglio: concentrati esclusivamente sui titoli più redditizi.

Un consiglio per i più impazienti: scegliete un titolo, stabilite perché volete comprarlo e a che prezzo. Poi aspettate. Solo quando vi capita a tiro... via! Buttatevi sulla preda. Fatela vostra. Tu della terza decade per fortuna riesci a concludere sempre buone trattative. Sfrutta il periodo al massimo e trarrai benefici immensi anche per il tuo futuro! Parola d’ordine: entusiasmo.

capricorno

acquario

pesci

Gli astri ti sorridono se sei ascendente Sagittario: negli ultimi tempi la tua abilità nelle speculazioni è cresciuta a dismisura. In molti vorrebbero avere le tue capacità. Se sei della seconda decade, gli intoppi e gli ostacoli che incontrerai saranno piuttosto numerosi, ma gli astri sono dalla tua parte e ti aiuteranno a superarli.

Le stelle preannunciano ottimismo e guadagni. Per chi ha l’ascendente in Vergine: hai un grande intuito che ti permette di tenere sempre sotto controllo la situazione economica. Se sei della terza decade cerca di evitare anche gli errori che ti sembrano piccoli ed insignificanti: tutto contribuisce al tuo successo, ma anche al tuo insuccesso.

Congiuntura astrale positiva, avrai molte opportunità, ma solo se saprai gestire in modo attento e consapevole sia le entrate che le uscite di denaro.Per gli amici della prima decade: se c’è attrazione per il successo, gli astri ti assistono senza sosta! Ami la competizione ma attenzione a non sfidare qualcuno più grande di te, economicamente parlando.

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Debora Zavaglia

Investo Magazine N. 1 - 2014  

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