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L’Orizzonte degli Eventi. Saggio sui Processi Dissociativi. M. Pinato Presentato al Centro Milanese ISIPSÉ, Milano, 2008

Abstract Nell’universo soggettivo si verificano talvolta delle irruzioni magmatiche di presenze resesi autonome in un altrove inaccessibile e quasi indifferente al dialogo con la realtà. In questo altrove, lo spazio e il tempo sembrano andare incontro a delle “torsioni percettive” (Minckowski, 1923, in Bodei, 2006) che impediscono al pensiero di riconoscere nel presente il passato di una provenienza e il futuro di una destinazione. L’altrove però costituisce anche il luogo in cui si esprimono figure dell’umano altrimenti destinate a rimanere inconsistenti. Figure che possono assumere forme inaspettate: “l’oggetto visibile si complica in macchie di colore, si dissolve in linee e piani che non obbediscono ai canoni della vecchia geometria proiettiva; le tonalità musicali si intrecciano, i suoni si sfumano o gli accordi diventano audaci, dapprima dissonanti o urtanti” (ibid., p. 14). L’altrove si svela così necessario per sciogliere “quell’anacronismo che tanto spesso impedisce al calendario dei fatti di coincidere con quello dei sentimenti” (M. Proust). L’aprirsi di questi differenti altrove consente al tempo soggettivo di acquisire una vitalità più intensa, dischiudendo porzioni di senso altrimenti destinate a restare mute come oggetti. L’obiettivo di questo lavoro è avvicinare ciò che altre persone sfidando l’altrove, hanno sentito, intuito, pensato e detto riguardo ai processi e ai fenomeni dissociativi. Un dialogo, quindi, con la storia delle idee che hanno creato quel futuro che noi oggi chiamiamo presente. Per quanto arcaici ed estranei al pensiero moderno possano sembrare, alcuni concetti fondamentali costituiscono la struttura profonda, non immediatamente evidente, di numerose teorie contemporanee.

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