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INTERNI ANNUAL BAGNO 2010 / 69

Q

ual è stata la sua formazione? Finito il liceo mi sarebbe piaciuto studiare Architettura, ma allora (1972) la facoltà a Venezia era un gran caos. Mi iscrissi dunque a Medicina, seguendo le orme di mio padre e di mio nonno. Com’è nata la passione per il design? Ho sempre avuto una buona manualità; ogni volta che immaginavo un oggetto poi lo realizzavo. Facevo il medico a Castelfranco Veneto: avevo un’officina vicino e passavo i pomeriggi liberi a produrre prototipi di oggetti che servivano a me o ai miei amici. Mi sono così creato un’esperienza, coadiuvata da questi artigiani che mi hanno molto aiutato, anche perché io non so disegnare, non ho uno studio tradizionale, non lavoro con assistenti. E come sei arrivato nel mondo del design? Conoscevo Roberto Gavazzi di Boffi da molti anni, ci vedevamo al di fuori dell’ambiente. Gli mostrai i miei pezzi in acciaio, che gli piacquero: così è nata la serie Minimal.

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Qual è il suo rapporto con i materiali? Sono curioso; cerco di utilizzare materiali che sono usati in altri ambiti: l’acciaio cosiddetto “marino” (acciaio inox AISI 304) lo conoscevo dalla mia esperienza nella nautica. Con Agape ho fatto poi un soffione di silicone. Stavo sperimentando le membrane che servono nei soffioni per far sì che non si formi il calcare. Incollando due lastre di silicone è uscita l’idea del soffione: mi piace quando il materiale si mostra in tutta la sua essenzialità. Il suo ultimo progetto? Con Cesana abbiamo presentato al Salone internazionale del bagno, una doccia dove, nella parete, è inserito un doppio cristallo con pesci tropicali. Ho trovato l’ispirazione a Miami dove hanno una grande passione per gli acquari. È stata una provocazione, ma è piaciuta molto. Tecnologia e poesia. In effetti ho sperimentato tutti gli elementi. Aria, acqua, fuoco, terra: il ventilatore, i rubinetti e i soffioni doccia, gli estintori e gli attrezzi per caminetti; ho disegnato persino una scatola della memoria: un’ urna cineraria. Cosa non può mancare, oggi, ad un oggetto? Quando si parla soprattutto di acqua e di luce, non si può prescindere dall’idea che l’oggetto che stai progettando dovrà essere sostenibile. Con Natalino Malasorti di CEA abbiamo acquisito un brevetto e con questo stiamo sviluppando un soffione doccia che consuma 4,5 lt al minuto. CEA distribuirà anche il mio ultimo progetto: un ventilatore a sei pale in carbonio, con un motore a bassa tensione che consuma solo 20Watt/ora e capace di muovere 40.000 metri cubi d’aria all’ora. A cosa sta lavorando ora? Sto lavorando a un progetto nuovo, totalmente rivoluzionario, ma non se ne può ancora parlare… Attendiamo con curiosità, sapendo che, anche questa volta, saprà come sorprenderci.

01/10/10 11:57

Interni Annual Bagno 2010  

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