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INCLUSIVE NEIGHBOURHOODS – RESEARCHING OPPORTUNITIES FOR INTERCULTURAL LEARNING AGREEMENT NUMBER – 2016-1-AT01-KA204-016678


CONTENTO 04 INTRODUCTION 05 EFFECTIVE PRACTICE IN AUSTRIA 12 EFFECTIVE PRACTICE IN BERLIN 21 EFFECTIVE PRACTICE IN ITALY 28 EFFECTIVE PRACTICE IN SWEDEN 37 EFFECTIVE PRACTICE IN SWITZERLAND 44 IDENTIFYING GOOD AND EFFETIVE PRACTICE – INDICATORS 45 PARTNERS IN INCLOOD

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INTRO DUZIONE Secondo i numeri ufficiali basati su Eurostat, l‘Unione europea ha registrato un record di 1,2 milioni di richiedenti asilo nel 2015. Questo numero di persone senza precedenti - molti di loro saranno (e sono già stati) riconosciuti ufficialmente come rifugiati e potranno ottenere permessi di soggiorno senza restrizioni - pone una sfida eccezionale in termini di misure integrative da adottare in diversi settori, prevalentemente in materia di istruzione, accesso al mercato del lavoro, problemi di salute e ricongiungimento familiare. Inoltre, fornire alloggi sufficienti e adeguati non è solo un dovere per accogliere i rifugiati, le loro famiglie e altri migranti all’interno dell’ Unione europea, ma deve essere fatto bene per evitare ghetti ed esclusione da un lato e cogliere le opportunità dall‘altro. A differenza della scuola o del posto di lavoro, i luoghi di residenza delle persone in quanto tali sono innegabilmente il luogo in cui avviene l‘integrazione e l‘apprendimento reciproco, 24 ore al giorno. Le questioni relative alla fornitura di alloggi inclusivi nel contesto della migrazione sono state ampiamente discusse negli ultimi anni nei paesi partecipanti e molti esempi rilevanti sono già stati realizzati tenendo conto delle esigenze e degli interessi dei loro abitanti. La nozione di quartieri inclusivi come ambienti di apprendimento interculturale è multiforme e deve essere esplorata e tracciata per poter successivamente descrivere, sviluppare e integrare le opportunità di apprendimento sostenibile. Lo scopo principale del pro-

getto INCLOOD è stato quindi quello di coinvolgere le parti interessate per scambiare know-how ed esperienze sugli approcci inclusivi nella costruzione e / o fornitura di quartieri inclusivi e identificare e discutere i criteri che rendono una zona residenziale un luogo per facilitare il successo dell‘apprendimento interculturale. La pubblicazione a portata di mano è una raccolta di buone ed efficaci pratiche per quartieri inclusivi che sono luoghi di successo dell‘apprendimento interculturale secondo i criteri discussi dagli stakeholder. Gli esempi evidenziati sono stati ricercati, visitati e raccolti dai partner di INCLOOD in Italia, Germania, Svizzera, Svezia e Austria e dovrebbero servire da impulso per ulteriori letture e ricerche. INCLOOD giugno 2018 4


Pratiche efficace in Austria


Profilo Paese:

Austria Nel 2015, un totale di 89.098 rifugiati hanno fatto richiesta di asilo in Austria. I numeri sono notevolmente diminuiti da allora e le statistiche preliminari per il 2018 mostrano quasi il 40% in meno di domande nel primo trimestre rispetto al 2017.

Risorse finanziarie per rifugiati 17.503

2013

28.064

2014

66.340

2015

42.285

2016

24.735

2017

La Austrian Grundversorgungsgesetz (la legge che disciplina gli strumenti di sostegno ai rifugiati) prevede il supporto di base dei rifugiati che chiedono asilo in Austria. Il Grundversorgung mira a coprire i bisogni primari della vita quotidiana (sussistenza, alloggio, assistenza sanitaria, abbigliamento, disposizioni per le cure speciali, informazioni e councelling, scuole e corsi di lingua, paghetta, ecc.) Per i richiedenti asilo. Il governo nazionale è responsabile per la registrazione iniziale dei rifugiati, che poi sono alloggiati in una delle 9 province austriache secondo una quota che trasferisce la responsabilitĂ ai governi regionali. Nell‘estate 2017 circa 67.000 persone hanno ricevuto la Grundversorgung in Austria. I richiedenti asilo attendono le decisioni relative alla loro domanda in centri d’accoglienza organizzati dal governo provinciale o vivono privatamente in un appartamento o in qualsiasi altro mezzo di alloggio condiviso. Le disposizioni variano di conseguenza.

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Tendenze Nonostante i costi per gli alloggi organizzati siano generalmente più alti, le tendenze nelle politiche di migrazione austriache vedono un rafforzamento della centralizzazione delle abitazioni dei richiedenti asilo appena arrivati e una restrizione delle abitazioni private. Per quanto riguarda il finanziamento pubblico delle spese di soggiorno dei rifugiati, vi sono tendenze alla riduzione dei pagamenti diretti a favore del sostegno tramite beni e servizi.

Syrien 7.356; 30%

Le sfide

Afghanistan 3.781; 15%

Le tendenze della politica di alloggi possono contribuire all‘esclusione geografica e sociale dei rifugiati e alla stigmatizzazione. Gli alloggi sono in aree remote e lo scambio con i locali è limitato. Le misure integrative rafforzate per i rifugiati (ad esempio il sostegno per prendere un proprio appartamento, e per favorire l’accesso al mercato del lavoro) vengono attuate solo dopo aver ricevuto una risposta positiva alla richiesta di asilo; molto tempo prezioso in termini di integrazione nella società ospitante è perso in attesa di una risposta.

Sonstige 4.839; 19% Pakistan 1.574; 6% Nigeria 1.405; 6% Irak 1.403; 6% Russische Föderation 1.398; 6% Iran 994; 4% Unbekannt 800; 3% Somalia 697; 3% Ukraine 490; 2%

Fonti https://bit.ly/2JEmXoc https://bit.ly/2JA2epx https://bit.ly/2JSvzuD

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REFUGEES WELCOME LUOGO

Germania/ Austria / Svezia / Italia / e molti altri Paesi

TARGET

Rifugiati e gente del posto insoddisfatti di come i rifugiati vengono trattati nel loro paese e che sono interessati ad aiutare a facilitare il processo di insediamento fornendo una stanza e condividendo i loro appartamenti.

Refugees Welcome Austria è un progetto realizzato dall‘associazione Vielmehr für Alle e si basa sull‘idea di Mensch Mensch Mensch e.V. con sede a Berlino. Le persone locali interessate a sostenere il progetto possono registrare i loro appartamenti e offrire stanze ai rifugiati. Dopo la registrazione, Refugees Welcome aiuta a trovare un coinquilino adatto. Una volta che qualcuno è stato identificato, entrambi saranno messi in contatto tra loro in modo che possano conoscersi. Se tutti sono d’accordo, il rifugiato si trasferirà poco dopo. Welcome Refugees supporta gli ospiti durante il periodo in cui i rifugiati si trasferiscono e saranno lì per eventuali domande che potrebbero sorgere. Un‘organizzazione locale di rifugiati può sempre essere supportata. Molte di queste organizzazioni offrono corsi di lingua, aiutano a connettersi alla comunità o forniscono supporto nella ricerca di tirocini o ammissione a corsi universitari.

BENEFIZIO

ALTRO

Ospitare i rifugiati in alloggi privati offre vantaggi a tutti: i rifugiati possono vivere in alloggi sani, imparare la lingua più velocemente e adattarsi a un nuovo ambiente più facilmente. Gli ospiti, d‘altro canto, conosceranno una cultura diversa e aiuteranno una persona in una situazione difficile. http://www.fluechtlinge-willkommen.at/ http://www.refugees-welcome.net/

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PROGETTO ABITATIVO PER RIFUGIATI E STUDENTI LUOGO

Vienna / Austria

TARGET

Minorenni e giovani rifugiati non accompagnati e studenti locali che vivono insieme in un appartamento condiviso

Caritas House Hawi è un progetto abitativo alternativo in cui studenti e rifugiati convivono in un tipo di convivenza non convenzionale, una coabitazione autodeterminata di culture diverse. Ogni residente affitta uno spazio privato e ha accesso a aree comuni utilizzabili in modo variabile offrendo opportunità di comunicazione, scambio e attività condivise. Il concetto di Hawi è stato sviluppato da The next Enterprise Architects come contributo austriaco per la Biennale di architettura 2016 a Venezia. La sfida consisteva nel trasformare un potenziale ufficio in un edificio residenziale, sviluppare misure per attivare positivamente il quartiere e redigere una proposta in cui rifugiati e studenti vivessero insieme. Il numero di rifugiati è diminuito considerevolmente negli ultimi mesi, il che significa che meno persone devono essere ospitate dalla Caritas e da altre organizzazioni umanitarie. Un certo numero di rifugi e alloggi sono già stati chiusi di conseguenza. Sfortunatamente, anche Hawi verrà chiusa completamente entro la fine di giugno 2018. I residenti hanno avviato una campagna di raccolta fondi per raccogliere le risorse per la prosecuzione del progetto.

BENEFICIO

ALTRO

Graz, Innsbruck, Salzburg, Linz, Vienna / Austria Richiedenti asilo e migranti così come formatori e patecipanti ai workshop locali che vogliono imparare qualcosa dai rifugiati e a vicenda. http://www.tne.space/hawi-experimentelles-wohnen-auf-zeit/ https://www.caritas-wien.at/hilfe-angebote/asyl-integration/ wohnen/wohnprojekt-fuer-fluechtlinge-und-studentinnen/

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KAMA LUOGO

Graz, Innsbruck, Salzburg, Linz, Vienna / Austria

TARGET

Richiedenti asilo e migranti così come formatori e patecipanti ai workshop locali che vogliono imparare qualcosa dai rifugiati e a vicenda.

Con il supporto di KAMA, un‘associazione senza scopo di lucro, i richiedenti asilo e i migranti possono offrire corsi di formazione e workshop in cambio di donazioni volontarie. KAMA mira a sostenere i formatori nell‘interazione sociale con la popolazione locale, nel conoscere e imparare gli uni dagli altri. I corsi di formazione e i seminari KAMA offrono l‘opportunità di presentare abilità e competenze; i formatori non sono percepiti come vittime ma come persone normali con i loro punti di forza ma anche le loro debolezze. Tutti i contenuti della formazione e del laboratorio sono accetati purché nessun altro corso con gli stessi contenuti sia già offerto nell‘area. I formatori possono progettare i loro corsi (contenuti e metodi) in qualsiasi modo. I corsi possono essere offerti tutte le volte che sono disponibili richieste e risorse (supporto da membri KAMA, stanze, ecc.). La partecipazione a corsi di formazione e workshop è gratuita, ma i partecipanti possono sostenere i formatori volontariamente con qualsiasi donazione. L‘associazione KAMA non prende soldi. Il successo di KAMA dipende da membri volontari che supportano i formatori nella progettazione, nella pubblicità e nell‘implementazione dei loro corsi di formazione.

BENEFICIO

ALTRO

I formatori e i partecipanti sono allo stesso livello; i ruoli sono invertiti con i richiedenti asilo che fungono da formatori e le persone locali come partecipanti ai loro corsi di formazione. L‘idea di KAMA è semplice e facilmente trasferibile in altri posti. http://www.kama.or.at/ https://www.facebook.com/KAMA.GRAZ/?fref=ts

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PHOTO BY CARITAS WIEN

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Pratiche efficenti a Berlino


Profilo Paese :

Germania Alla fine del 2017 a Berlino c‘erano circa 45.000 richiedenti asilo, 26.000 vivevano in alloggi collettivi, circa 10.000 in alberghi e pensioni di piccole dimensioni. Pochissimi sono stati in grado di trasferirsi in una sistemazione privata. In Germania un totale di circa 1.000.000 di richiedenti asilo sono registrati alla fine del 2017, 400.000 dei quali provengono dalla Siria.

Risorse finanziarie per I rifugiati Per un periodo fino a 6 mesi dopo la presentazione della domanda, i richiedenti asilo sono generalmente obbligati a soggiornare in un centro di accoglienza iniziale. Dopo 6 mesi possono cercare un appartamento da soli. A causa della carenza di alloggi a prezzi accessibili a Berlino, la maggior parte dei richiedenti asilo è solo in grado di ottenere una camera in una sistemazione collettiva per i rifugiati. Gli alloggi collettivi sono più confortevoli dei centri di accoglienza o dei rifugi di emergenza, tuttavia offrono ancora una privacy limitata per famiglie e single. Quando si vive in un alloggio collettivo o in un appartamento in affitto, i rifugiati ricevono assegni fino a € 404, - per una persona singola. La situazione è particolarmente difficile a Berlino, il che rende difficile per i richiedenti asilo trovare un appartamento da soli sul libero mercato perché esiste una generale mancanza di alloggi a prezzi accessibili e l‘affitto di un appartamento è diventato sempre più costoso. Solo grazie all‘ospitalità e all‘impegno di molti

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volontari i richiedenti asilo hanno trovato un diverso tipo di alloggio in città. Questo era particolarmente vero nel 2016/2017. I contatti tra volontari e richiedenti asilo sono stati stabiliti fin dall‘inizio nelle case rifugio e hanno continuato nel tempo fornendo aiuto nella ricerca di un alloggio. Diverse iniziative nelle case rifugio sono state impostate e hanno fornito occasioni di incontro e scambio sul posto.

Tendenze Berlino progetta di costruire più alloggi collettivi per far fronte a possibili richieste in futuro. I richiedenti asilo sono distribuiti proporzionalmente nelle regioni tedesche in base alle entrate fiscali e alla popolazione totale.

Le sfide I grandi centri accoglienza per i rifugiati hanno un impatto negativo sulle persone che vivono lì e generano tensioni nel vicinato tra la comunità locale. L‘integrazione sarebbe più facile se i richiedenti asilo fossero ospitati in alloggi privati decentralizzati, in cui non vivrebbero separati dalla popolazione e sarebbero quindi meno emarginati. Sfortunatamente, la città si rivolge più verso soluzioni di grandi centri d’accoglienza di massa che sono più economici e facili da implementare.

Fonti https://bit.ly/2JB319C https://bit.ly/2LNaizW BAMF Das Bundesamt in Zahlen 2017: Modul Asyl, S. 54 https://bit.ly/2AQmolJ

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REFUGIO SHAREHAUS LUOGO

Berlino / Germania

TARGET

Giovani / beneficiari di asilo o di protezione internazionale e giovani residenti locali in cerca di un appartamento.

Refugio è un progetto di vita comunitaria in cui rifugiati, studenti, artisti e altri vivono e lavorano insieme. La metà delle persone che vivono in Refugio sono rifugiati. Refugio è la seconda casa di questo tipo a Berlino. Prima c‘era una Sharehaus in Sud Africa, poi una a Berlino a Kreuzberg, da cui la Sharehaus Refugio di Berlino è emersa come progetto della Berliner Stadtmission. Il progetto è stato avviato da due scrittori, Sven Lager e Elke Naters, che hanno acquisito esperienza in Sud Africa. Refugio offre spazi di vita privati e decenti con camere per 40 persone. L‘affitto è nella media degli affitti per studenti a Berlino. Refugio ospita anche una caffetteria al piano terra, dove piccoli gruppi di rifugiati e locali possono imparare e praticare il tedesco in un ambiente informale. Gli utenti esterni sono i benvenuti. Refugio ha stabilito contatti con il vicinato; ma non esiste una forma specifica di cooperazione. Molti residenti (anche rifugiati) sono ora molto attivi come Refugio Lab nello sviluppo di iniziative anche a livello cittadino. Refugio è anche un punto di incontro per diverse iniziative coinvolte nel lavoro con e per rifugiati come Querstadtein e Dare qualcosa a Berlino.

BENEFICIO

ALTRO

Il processo decisionale informale e la rete di rapporti informali inclusi i nuovi abitanti e i rifugiati; ad esempio, la selezione di nuovi residaenti viene effettuata congiuntamente.

https://sharehaus.net/refugio/ https://www.facebook.com/sharehausrefugio/?fref=nf https://www.facebook.com/refugiolab/ https://querstadtein.org/ http://gsbtb.org/#!/

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SPREEFELD HOUSING COOPERATIVE LUOGO

Berlino / Germania

TARGET

Famiglie / beneficiari di asilo o di protezione internazionale

A Berlino ci sono diversi progetti di progetti abitativi autogestiti, guidati dalla comunità, destinati ad essere un‘alternativa agli investitori orientati al profitto nel mercato immobiliare esistente. Un esempio è la cooperativa abitativa di Spreefeld, in cui vivono circa 140 persone, 95 delle quali sono adulti e 45 bambini e giovani. La Cooperativa Spreefeld e altri progetti simili mostrano la stessa struttura: tutti hanno uno spazio comune per i residenti e anche uno spazio pubblico condiviso per le persone che arrivano dall‘esterno, come i giardini della comunità, gli appartamenti per gli ospiti e le „camere libere“. Nel 2016 la comunità ha deciso di offrire alcune camere libere per i rifugiati che vivono in alloggi di massa sovraffollati per un breve e ben definito periodo di tempo. Alla fine, dopo discussioni controverse tra i residenti, due donne con bambini provenienti dalla Siria si sono trasferite permanentemente nel progetto comunitario. Hanno trovato lavoro grazie ai contatti regolari con gli altri residenti e vivono ora senza il sostegno finanziario dello stato. Alla fine del 2017 sono riusciti a portare i familiari rimasti in Siria.

BENEFIZIO

ALTRO

I rapporti informali e intensi tra la comunità di residenti e i rifugiati. Gestire insieme gli spazi comuni crea un senso di appartenenza e rafforza le relazioni tra gli abitanti.

https://id22.net/en/projekte/ https://www.archdaily.com/587590/coop-housing-project-at-the-river-spreefeld-carpaneto-architekten-fatkoehl-architekten-bararchitekten

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COOKING TOGETHER LUOGO

Berlino / Germania

TARGET

Rifugiati ed altri berlinesi

A Berlino ci sono molti piccoli e grandi progetti incentrati sulla cucina e il mangiare insieme come parte essenziale del processo di integrazione. Tutti i progetti hanno alcune caratteristiche comuni: rendono possibile che a) i rifugiati e le altre persone si uniscano in modo informale coinvolgendoli in qualcosa di pratico, attorno a un tavolo da cucina si costruisca una connessione personale oltre etichette e categorie; b) è un gioco di ruolo in cui i rifugiati assumono un ruolo attivo e „restituiscono qualcosa“ alle persone impegnate ad aiutarli; c) i rifugiati possono anche guadagnare denaro o persino trovare un lavoro o avviare un‘impresa o una formazione per una migliore qualifica professionale.

BENEFICIO

La modalità informale di comunicare e il compito concreto di cucinare e mangiare insieme sono la base per: - incontrarsi e sviluppare la comprensione reciproca; può anche portare all‘amicizia al di là dell‘incontro -dare una prospettiva lavorativa per alcune persone, anche per avviare imprese sociali La necessità di guadagnarsi da vivere faclita lo scambio interculturale.

ALTRO

Projekt „Über den Tellerrand: https://ueberdentellerrand.org/ Projekt „Give Something Back to Berlin“: http:// gsbtb.org/projects/open-kitchen/ Bantaaba Food Dealer: https://www.bantabaa.de/about-us/

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Pratiche efficaci in Italia


Profilo Paese:

Italia Secondo i dati dell‘UNHCR, nel 2017 sono arrivate 119.247 persone in Italia. Una cifra in netto calo rispetto al 2016, quando sono arrivate 181.436 persone (-34%). I paesi di origine rappresentati principalmente nel 2017 sono stati la Nigeria (16% degli arrivi, circa 18.000 persone), la Guinea, la Costa d‘Avorio e il Bangladesh (tutti tra l‘8 e il 9% degli arrivi). Ad arrivare in Italia sono stati soprattutto gli uomini (74%), con una quota considerevole di minori non accompagnati (14,5%. Gli sbarchi sono avvenuti principalmente in Sicilia (circa il 60%) e in Calabria (circa il 20%).

Risorse Finanziarie Destinate ai rifugiati In Italia, il sistema di accoglienza è costituito da una rete di autorità locali che realizza progetti di „accoglienza integrata“ a livello locale: il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Per attivare questo sistema, le autorità locali possono utilizzare le risorse finanziarie messe a disposizione dal Ministero degli Interni attraverso il Fondo nazionale per le politiche ei servizi di asilo. Con questo strumento vengono forniti contributi alle autorità locali che presentano progetti destinati all‘accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati e beneficiari di protezione sussidiaria. Nel 2017 l‘Italia ha speso 4,2 miliardi di euro per la gestione dei flussi migratori, di cui 2,8 miliardi di euro per la ricezione. L‘Italia riceve quasi 600 milioni di euro dall‘Unione europea per gestire le sfide della migrazione, delle frontiere e della sicurezza fino al 2020,

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oltre a quasi 150 milioni di euro per il sostegno di emergenza. I fondi provengono dai fondi Amif (Asylum, Migration and Integration Fund) (347,75 milioni di EUR) e ISF (Internal Security Funds) (244,89 milioni di EUR) il cui scopo è migliorare il sistema di accoglienza. 750 milioni di euro sono ancora disponibili da spendere fino alla fine del 2020.

Tendenze In Italia lo sviluppo delle politiche di accoglienza dei rifugiati per i prossimi anni ha un duplice obiettivo. Da un lato, vi è la necessità di migliorare l‘efficacia del sistema di accoglienza, in particolare per quanto riguarda i servizi per l‘integrazione sociale, culturale e abitativa dei rifugiati; d‘altra parte, gli accordi bilaterali potrebbero essere intensificati con i paesi di origine o di transito dei rifugiati allo scopo di controllare maggiormente i flussi migratori (un primo accordo è stato firmato con la Libia il 2 febbraio 2017).

Sfide Per quanto riguarda la questione delle politiche abitative per i rifugiati, ci sono problemi per quanto riguarda la posizione geografica dei centri di accoglienza. I centri di accoglienza sono infatti collocati in aree marginali delle città o in contesti isolati. Questa posizione geografica acuisce le tensioni sociali esistenti mentre i rifugiati sono collocati in contesti territoriali caratterizzati da povertà e emarginazione sociale. Per far fronte a questo problema, si stanno sperimentando sistemi di accoglienza diffusi, in cui i rifugiati sono integrati in contesti più piccoli e più vivibili. Altri esperimenti interessanti sono quelli di co-housing tra giovani rifugiati e studenti universitari italiani. Sfortunatamente, questi esempi sono ancora alcune esperienze isolate e una delle sfide è proprio quella di estendere quanto più possibile questi esperimenti.

Sources UNHCR: https://bit.ly/2riHwgV Ministry of Interior: https://bit.ly/2umB1KK

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LUCHA Y SIESTA LUOGO

Roma / Italia

TARGET

Donne migranti / Donne vittime di tratta

Lucha y Siesta è stata fondata nel 2008 dall‘occupazione, recupero e valorizzazione di un edificio degli anni ‚20. È un progetto di alloggio e accettazione sociale per le donne; fornire informazioni, orientamento, ascolto e accoglienza alle donne che ne hanno bisogno. Ora è un progetto di alloggio per la donna migrante. L‘occupazione dell‘edificio e lo sviluppo delle attività sono serviti come elemento di pressione sul comune; chiedere alle istituzioni locali il problema della mancanza di servizi pensati soprattutto per donne e migranti. La ripresa e lo sviluppo di un edificio abbandonato e degradato così come i corsi e le attività promosse da Lucha y Siesta hanno gradualmente avvicinato la cittadinanza. Le attività sono anche momenti in cui gli abitanti italiani possono incontrare immigrati (in particolare donne migranti) che frequentano questi corsi. Le attività hanno quindi la funzione di veri momenti di scambio e socialità. Lucha y Siesta propone anche corsi ed eventi low cost non solo per le donne migranti ma anche per tutti i cittadini.

BENEFICIO

ALTRO

La ripresa e lo sviluppo di un edificio abbandonato e degradato, nonché i corsi e le attività promossi da Lucha y Siesta hanno gradualmente avvicinato la cittadinanza e ora il rapporto tra i vicini e Lucha y Siesta è buono. https://www.facebook.com/lucha.ysiesta/?fref=ts https://luchaysiesta.wordpress.com/ https://www.youtube.com/watch?v=dmRixHd96Xw&t=12s

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BARIKAMÀ LUOGO

Roma / Italia

TARGET

Rifugiati ed integrazione tramite il lavoro

Dopo drammatiche vicissitudini - l‘arrivo in Italia su una barca, il lavoro per pochi euro nelle campagne di Rosarno, in Calabria - un gruppo di migranti africani ha lanciato Barikamà, una cooperativa verde al 100% vicino a Roma che produce yogurt e verdure biologiche. I prodotti vengono consegnati ai clienti direttamente a casa in bici. Nella lingua Bambara, la lingua più diffusa nel Mali, Barikamà significa „resilienza“ e ricorda la capacità delle persone di riprendersi dopo aver incontrato ostacoli nella loro vita. All‘inizio i tre fondatori di Barikamà producevano yogurt in un centro sociale che li ospitava e vendevano lo yogurt ad un mercato locale. Lo yogurt di Barikamà è stato subito apprezzato. Nel 2012 i tre africani hanno ricevuto un prestito di 20mila euro dalla Regione Lazio come premio per i giovani imprenditori. Dal 2014, i migranti hanno anche iniziato a produrre e vendere ortaggi biologici. L‘iniziativa non ha consentito ai migranti solo di migliorare le loro condizioni economiche ma, secondo il creatore della cooperativa, l‘aspetto più importante dell‘iniziativa è che dà un‘immagine positiva dei migranti.

BENEFICIO

ALTRO

I punti di forza di Barikamà sono: 1) La rete di relazioni che è stata costruita con fornitori e clienti locali 2) La capacità di essere un punto di riferimento per molti migranti africani che arrivano in Italia 3) La capacità di entrare in un rapporto proficuo con i locali istituzioni http://barikama.altervista.org/ https://www.facebook.com/cooperativasocialebarikama/

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ASINITAS LUOGO

Roma / Italia

TARGET

Donne migranti

ASINITAS Onlus è un‘organizzazione di NPO fondata nel 2005. È attiva nel campo dell‘istruzione e del lavoro sociale. La sua missione è quella di promuovere la cura, l‘istruzione, la formazione, la protezione e la testimonianza di adulti e minori italiani e stranieri. Il suo lavoro principale si concentra sulla promozione dei processi di inclusione per i soggetti percepiti dalla società come non uguali, al fine di rafforzare la loro presenza sociale. L‘educazione attiva, l‘assistenza centrata sulla persona, la narrazione e la raccolta di biografie e testimonianze sono le metodologie privilegiate. Come gruppo di lavoro interdisciplinare si concentra sulla ricerca di acquisizione della seconda lingua con studenti che hanno un basso livello di alfabetizzazione nella L1 adattando diversi metodi, da M. Montessori a Freinet, all‘esperienza italiana di apprendimento attivo con Cemea e il Movimento per la cooperazione apprendimento. L‘organizzazione coordina due scuole di italiano come seconda lingua per donne straniere e madri, rifugiati e richiedenti asilo e migranti a Roma. Le scuole offrono anche diversi workshop. L‘associazione promuove la partecipazione della comunità attraverso diverse attività e laboratori sociali in collaborazione con le istituzioni locali, le ONG locali e la popolazione per sensibilizzare sulla questione della migrazione internazionale e dello scambio interculturale.

BENEFICIO

ALTRO

Il principale vantaggio è l‘implementazione di diversi tipi di progetti con migranti in diverse aree: dalle scuole italiane, all‘inclusione attraverso lo sport, al teatro comunitario presso i desk psicologici. www.asinitas.org https://www.youtube.com/watch?v=83cU4YzgB3o https://www.facebook.com/asinitas/

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Pratiche efficaci in Svezia


Profilo Paese:

Svezia La Svezia nel periodo che va dall‘inizio di 2014 ad agosto 2017 ha accolto più di 290 000 rifugiati con i seguenti dati annuali: 81 301 nel 2014 / 162 877 nel 2015 / 28 939 nel 2016 / 18 655 nel 2017.

Risorse finanziarie per i rifugiati Dopo aver ricevuto il permesso di residenza provvisorio o permanente, chi rientra nella fascia di età compresa tra i 20 e i 65anni e possiede lo status rifugiato o la protezione sussidiaria, inizia un programma introduttivo (secondo la legge (2010: 197). L‘assegno quotidiano di 30 Euro è pagato per 5 giorni (o 40 ore) per settimana. Questo assegno diminuisce se non si partecipa pienamente al programma. Nel caso che i nuovi arrivati paghino un affitto più alto oppure nel caso di una famiglia numerosa, esiste un assegno supplementare per la casa ed un assegno di ‘introduttivo’ supplementare. Tutti i richiedenti asilo possono accedere ai seguenti benefici di welfare mentre sono in attesa dell’esito della richiesta: assegno quotidiano, sostegno per l’alloggio ed assegno ‘speciale’. L‘assegno quotidiano è diverso per chi vive nelle case fornite dalla Ufficio per la Migrazione o in casa propria ed è versato ai richiedenti asilo che

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non abbiano altre fonti di reddito. La sistemazione alloggiativa è fornita a chi non ha una sistemazione autonoma. Il sostegno speciale è un assegno supplementare per beni o servizi il cui acquisto non può essere coperto dall‘assegno quotidiano standard, come per esempio una carrozzina, occhiali o scarpe per l’inverno. L‘assegno quotidiano per un adulto nella casa fornita dall’Ufficio per la Migrazione è app. 2 Euro ed app. 7 Euro per quelli che vivono in casa propria con amici o parenti. Per le famiglie che convivono le somme si riducono rispettivamente a 1,9 Euro e a 6 Euro. Chi partecipa al programma introduttivo e ha figli minori conviventi ha diritto ad un sostegno supplementare. L‘assegno supplementare dipende dal numero di bambini e dalla loro età. L’ammontare è 80 Euro per bambini sotto 11 anni e 150 Euro per quelli al di sopra degli 11. I richiedenti asilo possono scegliere il tipo di sistemazione tra le case dell’Ufficio Immigrati o presso parenti o amici. Gli ufficiali dell’immigrazione scelgono il tipo di alloggio a seconda della presenza di figli e dal loro numero.

Tendenze e sfide Nel 2015 è stato l’anno con il numero più alto di domande di asilo dopo gli anni novanta e la crisi balcanica. Il calo avvenuto nel 2016 è dipeso in parte dalla chiusura generale dei confini europei ed in parte dalla nuova legge provvisoria sull’immigrazione entrata in vigore in Svezia del luglio 2016. Prima della nuova legge, i richiedenti asilo spesso ottenevano la residenza permanente. La maggioranza dei richiedenti asilo arrivati dal novembre 2015 può ottenere solamente un permesso di soggiorno provvisorio. Il governo ha stabilito un nuovo orientamento politico “per adattarsi temporaneamente al minimo livello nell‘EU per questo molti hanno scelto di chiedere asilo in altri paesi EU.“ Di conseguenza portare famiglie di emigranti o di rifugiati in Svezia è diventato molto difficile.

Fonti https://bit.ly/2kkz2Vu https://bit.ly/2LKblAw https://bit.ly/2Jz2e9n https://bit.ly/2qyt1nX https://bit.ly/2t3iKTO

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EKFB LUOGO

Uppsala / Svezia

TARGET

Minori non accompagnati e affidamento alle famiglie

EKFB AB Svedese è una impresa che opera nella sfera del lavoro sociale. Fondata nel 2015 impiega 30 persone. L’attività principale riguarda il sostegno e la cura ai minori non accompagnati. EKFB ha sviluppato un programma per le famiglie svedesi che vogliono aprire le loro case ai minori non accompagnati. . Il programma si compone di moduli sviluppati da National Board of Health e welfare (Socialstyrelsen) e moduli propri. Il programma di formazione è comprende:

- Concetto generale di cura e legislazione - diritti giuridici dei bambini adottati, genitorialità - metodologia di accoglienza dei bambini in adozione - Fattori di rischio, valutazione e riduzione del rischio - Risoluzione dei problemi sociali

Oltre a questo, EKFB ha elaborato un programma trimestrale di formazione continua per famiglie adottive.

BENEFICIO

ALTRO

EKFB ha una lunga esperienza nel lavoro psicosociale con i bambini ed i giovani adulti. Il lavoro di integrazione con i minori non accompagnati, comprensione linguistica e culturale così come temi di questioni connesse alla cultura dell’onore sono alcune delle aree di competenza del personale di EKFB. http://www.ekfb.se/ https://www.facebook.com/enkampforbarn/ https://twitter.com/ekfb_sverige

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KISA LUOGO

Uppsala / Svezia

TARGET

Persone appena arrivate, che risiedono nella contea di Uppsala e hanno ottenuto permessi di soggiorno permanenti o temporanei.

Il progetto KISA „Integrazione più breve, più veloce al lavoro“ è di proprietà del Servizio per l‘impiego nella contea di Uppsala. I proprietari dei sottoprogetti sono la Municipalità di Uppsala, Uppsala County e Folkuniversitetet. Il progetto è cofinanziato dal FSE e con il contributo di tutti gli 8 comuni della contea partecipanti. Lo scopo del progetto è quello di rafforzare, migliorare e supportare gli sforzi mirati verso nuovi arrivati attraverso la collaborazione. L‘obiettivo generale del progetto è quello di semplificare l‘inserimento dei migranti nella vita lavorativa. Il progetto funziona con un modello di collaborazione strutturato IGMA, in base al quale gli sforzi tra le parti interessate devono essere coordinati e collaborati. Il percorso dell‘individuo attraverso il processo di integrazione deve essere chiaro a tutti i soggetti coinvolti e il potere e la motivazione dell‘individuo dovrebbero essere presi in considerazione. Le competenze e le esperienze sono mappate e convalidate, il che renderà il lavoro individuale o lo studio più veloce e il tempo per l‘integrazione nella società svedese sarà abbreviato. Sviluppando processi per una cooperazione strutturata con i datori di lavoro e le industrie, il progetto sta cercando il giusto abbinamento e la giusta offerta di competenze future

BENEFICIO

Molte organizzazioni e molti professionisti sono coinvolti nel progetto. Individuazione delle aree di sviluppo al fine di ridurre l‘esclusione di nuovi arrivati dal mercato del lavoro

ALTRO

http://kisaprojektet.se/

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FATIMA LUOGO

Uppsala County / Svezia

TARGET

Persone appena arrivate (immigrate) con valori patriarcali e vissute prevalentemente in territori talmente isolati e lontani che non hanno sperimentato l’aumento crescente degli interventi da parte delle autorità e della società civile.

“FATIMA – Prevenzione della violenza d’onore per mezzo dell’Educazione e del dialogo con le ONG di immigrati “ è un progetto biennale finanziato da DAPHNE, sviluppato tra il 2015 e il 2017. L’obiettivo primario è stato di prevenire la violenza legata alle cosiddette pratiche negative (per esempio mutilazione genitale femminile, matrimoni forzati o precoci, rapporti sessuali forzati, delitti d’onore) per mezzo dell’educazione delle comunità locali sul tema dei Diritti Umani sulla base della Convenzione Europea e le legislazioni nazionali in Svezia, Portogallo, GranBretagna e Grecia. . Il suddetto obiettivo è stato raggiunto con l’incremento della capacità da parte delle minoranze etniche della ONG di praticare una maggiore consapevolezza e con una campagna educativa volta al dialogo sociale sul tema del HPV (Honor preventing Violence) nelle comunità locali.

BENEFICIO

ALTRO

Il progetto ha sviluppato un pacchetto informativo per l’educazione ai diritti umani formazione al dialogo interculturale nei quali la questione della tradizioni nelle culture basate sull’onore sono in conflitto con i valori su cui si fondano la Convenzione dei diritti umani e la legislazione svedese https://www.human-right.net/fatima/index.php?lang=en

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Buone pratiche in Svizzera


Profilo Paese:

Svizzera Nel 2015 si è raggiunto il picco di 39523 richieste di asilo presentate in Svizzera, nel 2017 la cifra si è dimezzata a 18.088. Quest’ultimo numero corrisponde a una percentuale di 2,2 richieste per 1000 abitanti, cifra superiore alla media europea del 1,4. I principali paesi di origine dei richiedenti sono Eritrea (19%), Siria (11%) e Afganistan (7%). 6.360 richiedenti hanno ottenuto l’asilo nel 2017 (la percentuale di riconoscimento 25,8%, percentuale di diniego 34,3%).

Risorse Finanziarie Destinate ai rifugiati

39 523

2015

27 207

2016

18 088

2017

Il governo nazionale svizzero è responsabile delle politiche dell’integrazione, gli enti regionali, i Cantoni per l’attuazione. Il governo nazionale paga al Cantone “una somma forfettaria di integrazione” pari a 6.960 € per ciascuno ai i rifugiati riconosciuti, la somma è finalizzata principalmente all’apprendimento linguistico e alla formazione professionale. I richiedenti asilo appena arrivati risiedono in un centro di accoglienza e trattamento per un massimo di 90 giorni nei quali non gli è permesso lavorare. Successivamente sono assegnati ad un Cantone che diventa responsabile per l’alloggio e il cibo. I rifugiati sono sistemati in municipi secondo una percentuale fissata (di solito in alloggi di edilizia speciale per i richiedenti asilo). Appena (provvisoriamente) ottenuto il riconoscimento

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come rifugiati, sono autorizzati a praticare un’attività economica (a certe condizioni piuttosto restrittive). La disoccupazione è alta, comunque. 60% dei rifugiati riconosciuti sono disoccupati e dipendono dalle prestazioni sociali per l’asilo (circa 1250€ massimo al mese) dopo sette anni di immigrazione. Le prestazioni sociali per l’asilo sono il massimo pagato al mese ai rifugiati.

Tendenze Il trend nelle politiche dell’immigrazione da una parte vede una forte centralizzazione della sistemazione alloggiativa degli arrivi di richiedenti asilo. A questo scopo è stato costruito, un grande centro nazionale di accoglienza. Dall’altra c’è la tendenza, riguardante i finanziamenti pubblici destinati alle spese vitali dei rifugiati, a ridurre i contributi mensili (asilo/ prestazioni sociali). L’ultimo esempio riguarda il Cantone di Zurigo che, dopo un referendum, ha ridotto il contributo.

Sfide La diffusione delle case comunali per rifugiati come politica abitativa contribuisce all’esclusione geografica e sociale dei rifugiati. Queste case sono spesso situate in periferia, qualche volta in villaggi molto remoti. Lo scambio con le persone del luogo perciò è limitato. Inoltre, l‘asilo limitato o prestazioni sociali sono troppo basse per permettere delle condizioni di vita decenti. Anche, la somma integrativa forfettaria è estremamente insufficiente per permettere una istruzione linguistica e politica abitativa della professionale. L‘integrazione delegata ai Cantoni stima che sia necessario un minimo di € 21.151 a persona (invece che 6.960€). Per di più, il diritto al lavoro dei richiedenti asilo riconosciuti provvisoriamente è molto limitato e ostacola l’effettiva possibilità di lavorare. In fine, le grandi sfide sono sempre più verso la mentalità xenofoba ed un‘opinione pubblica piuttosto distorta riguardo al numero reale dei rifugiati. I numeri di rifugiati spesso sono immaginati come molto alti. Infatti, 25% della popolazione della Svizzera sono immigranti / stranieri ma, comunque di questi, solamente 31% sono richiedenti asilo. Il 69% è originario dagli stati di EU / E.F.T.A.

Sources https://bit.ly/2sWjkne https://bit.ly/1n5w31P https://bit.ly/2l6JJu5

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HOMEASYL LUOGO

Zurigo/Svizzera

TARGET

Rifugiati riconosciuti e inquilini /proprietari di case private

Homeasyl è una piccola organizzazione che lavora per fornire un alloggio sul mercato privato ai rifugiati. Il suo scopo è di far incontrare chi ha disponibilità di un alloggio con persone che hanno scarse opportunità di trovarlo. Il suo lavoro si basa sulla solidarietà e umanità, realizzare qualcosa insieme alla gente. Lavora su base volontaria con limitate risorse temporali. Homeasyl si approvvigiona abitazioni a titolo gratuito. Fa incontrare rifugiati e padroni di casa e li accompagna al primo incontro. Inoltre opera una preselezione di persone che potrebbero andare d’accordo. Se necessario portano un interprete. Infine, homeasyl fornisce aiuto per problemi legati alla assegnazione. Attualmente la principale attività consiste nell’organizzazione di seminari per migranti due volte al mese sull’abitare nel Cantone di Zurigo. Insieme agli animatori i rifugiati ed I migranti lavorano sul problema del dove e come cercare una di casa. L’organizzazione è stata fondata nel 2015 quando non esisteva ancora nessuna offerta sul mercato privato di case per rifugiati. Ora, questo servizio è offerto dagli enti pubblici. Homeasyl è una piccola organizzazione che si poggia sul valoro volontario di quattro persone.

BENEFICIO

Homeasyl offre ai rifugiati la possibilità di entrare in contatto con I proprietari e viceversa. E’ perciò una piattaforma per contatti e scambi. I seminari che hanno luogo regolarmente offrono buone opportunità di scambio tra i rifugiati stessi ed anche con gli animatori.

ALTRO

https://www.human-right.net/fatima/index.php?lang=en

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WOHN- UND GEWERBEBAU KALKBREITE LUOGO

Zurigo/Svizzera

TARGET

Rifugiati e membri della cooperative

Con una superficie di 6.350 mq la cooperativa di housing dal 2014 offre casa a 251 abitanti e lavoro ad oltre 200 persone nei magazzini e negli uffici. La sua filosofia è quella di offrire un modo di vita ed uno spazio di lavoro socialmente ed ecologicamente sostenibili. La cooperativa Kalkbreite ha abbracciato la causa di “2000 Watt society”, una condivisione piuttosto che possesso e solidarietà. In linea con questo principio, la cooperativa offre spazi abitativi a 5 rifugiati (recognized asylum seekers). L’obiettivo è non solo di offrire una casa, ma anche includerli nella “Kalkbreite community”. Misure concrete per assicurare un reale scambio ed una convivenza che arricchisca vicendevolmente sono, per esempio, gli incontri regolari dei membri della cooperativa. Inoltre la partecipazione è parte della cultura di Kalkbreite: come le stanze comuni e gli spazi pubblici debbano essere usati è materiale di discussion tra i membri della cooperativa. Gli scambi avvengono inevitabilmente quando molti servizi sono condivisi, come le lavatrici, i frigoriferi e, in alcuni piani, l’intera cucina. Inoltre gli abitanti di Kalkbreite possono organizzare degli eventi o seminari aperti per la cooperativa, così come cucinare insieme o una serata di cinema. Infine c’è anche il ristorante riservato agli abitanti ed ai loro ospiti dove si può mangiare egolarmente.

BENEFICIO

ALTRO

Diversamente dalle molte case disponibili per i richiedenti asilo, la cooperativa Kalkbreite è situata in una zona di Zurigo centrale, popolare e vivace. Kalkbreite è una comunità. Quindi i contatti e gli scambi con i vicini sono molto facilitati. https://www.kalkbreite.net/projekt/konzept

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IDENTIFICARE LE BUONE ED EFFICACI PRATICHE Indicatori per il quartiere inclusivo

In un quartiere inclusivo si impara (formalmente ed in-formalmente). Il processo di apprendimento si riconosce da tre caratteri: bisogno di orientamento, azione di orientamento e apprendimento auto diretto. Bisogni e richieste sono riconosciuti ed i residenti sono raggiungibili.

Le sedi di comunicazione (eventi, punti di incontro, progetti ecc.) esistono e sono utilizzati sia dai residenti indigeni che dai nuovi arrivati. Le attività e la partecipazione sono diversificate (età, genere ecc.)

Un quartiere inclusivo è casa per residenti con diversi background culturali e differenti classi sociali possono essere contattate

I nuovi arrivati sono sostenuti con offerte specifiche (linguaggio e corsi di orientamento).

Esiste una richiesta intrinseca e interesse allo scambio tra residenti

Si attuano strategie politiche riguardo all’inclusività del quartiere e all’adozione dell’impegno civile.

Ci sono segni di dialogo sincero tra gli indigeni e i residenti appena arrivati

I residenti possono vivere la loro cultura. Le condizioni di vita dei residenti risultano migliorate.

I residenti di un quartiere inclusivo partecipano ad organizzare il loro ambiente. Contribuiscono attivamente alla vita comune e ne influenzano le decisioni.

I quartieri inclusivi sostengono il senso di appartenenza della comunità.

Valori diversi sono accettati e coesistono su base paritaria.

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IL CONSORZIO DEL PROGETTO INCLOOD È FORMATO DAI SEGUENTI PARTNER Inspire (AT) è una associazione educativa no-profit. Le nostre principali tematiche sono l’educazione e la partecipazione. Sviluppiamo e attuiamo progetti di clienti pubblici e privati e basati su di un approccio interdisciplinare e processi partecipativi. www.inspire-thinking.at La cooperativa Sphea Fresia (IT) è un’organizzazione formativa che si basa su politiche attive di mercato del lavoro, sviluppo locale e ricerca. La cooperativa è impegnata nella lotta contro tutte le forme di discriminazione basate sul genere, origini etniche, orientamento sessuale e religioso, al fine di promuovere le diversità potenziali. www.speha-fresia.eu Folkuniversitetet (SE) è una Associazione di Educazione degli adulti a livello nazionale che offre un ampio spettro di VET e corsi di formazione per adulti in tutta la Svezia e in numerosi paesi europei. FU, costituita nel 1954, è attualmente una organizzazione di spicco in Svezia nella Educazione per Adulti e Lifelong learning. www.folkuniversitetet.se sozial.label e.V. (DE) è un’associazione di pubblica utilità no profit che ha sede a Berlino , fondata nel 2003. La mission generale è di promuovere gli scambi culturali e formativi. Inoltre ci concentriamo sulla promozione della reciproca comprensione a livello locale ed europeo per rafforzare le organizzazioni locali nel loro lavoro e sostenendo la messa in rete sui temi sociali. www.soziallabel.de Swiss Federation for Adult Learning (CH) l’organizzazione nazionale di categoria per l’apprendimento professionale per adulti. I gruppi SVEB hanno più di 700 membri, sia operatori privati che statali dell’educazione per adulti provenienti da tutte le aree linguistiche. www.alice.ch

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Speha Fresia

SO CI E TÀ CO O P E R AT I VA

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Il sostegno della Commissione europea per la produzione di questa pubblicazione non costituisce un‘ approvazione dei contenuti che riflette le opinioni degli autori e la Commissione può non essere ritenuta responsabile per qualsiasi uso che possa essere fatto delle informazioni in esso contenute. Tutte le foto sono di INCLOOD se non diversamente specificato Layout di Marampolska Nastja, Lavrincsik Ramona Impressum / Responsabile del contenuto Inspire - Verein fĂźr Bildung und Management ZVR: 632126545 Obfrau: Mag. a Edith Zitz Marienplatz 1 A-8020 Graz email: office@inspire-thinking.at web: www.inspire-thinking.at


INCLOOD - Inclusive Neighbourhoods IT  

La pubblicazione a portata di mano è una raccolta di buone ed efficaci pratiche per quartieri inclusivi che sono luoghi di successo ell‘appr...

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