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INSIEME Periodico della Parrocchia S. Maria Assunta in Brembate di Sopra Anno I - N. 1 - Dicembre 2008


INSIEME

Periodico della Parrocchia S. Maria Assunta in Brembate di Sopra Anno I - N. 1 - Dicembre 2008

Il contributo di una famiglia della Parrocchia, che ringraziamo vivamente, ci permette di distribuire, questo numero, ancora a tutte le famiglie del paese. Finora sono circa 550 le famiglie che hanno pagato l’abbonamento; altre che volessero sottoscrivere l’abbonamento, possono compilare il modulo che si trova alle porte della Chiesa. Offerta annuale € 12,00.

Direttore: don Corinno Scotti Direttore responsabile: Davide Agazzi Editore: Parrocchia S.Maria Assunta, Brembate di Sopra Stampa: Società Cooperativa Grafica Bergamasca, Almenno S. Bartolomeo Redazione: don Gustavo, don Faustino, Max, Luciano, Giuseppe, Luisa Impaginazione ed elaborazione foto: Max, Luciano, Giuseppe

Sommario 3 Editoriale

5 Vita parrocchiale

18 Missioni

Collaboratori: Stefano, Andrea, Cecilia, Africa ’73, Marco, Laura, gruppo “distributori” E-mail: insieme@oratoriobrembatesopra.net

21 Attualità

Sito web: www.oratoriobrembatesopra.net

AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI BERGAMO N. 28 DEL 20.10.2008

30 Associazioni e gruppi


Editoriale

altri anni ancora ce ne vorranno per averne un altro, visto che non ci sono in seminario altri ragazzi di Brembate. Manuel sarà consacrato diacono l’8 novembre nella Chiesa del Seminario e diventerà sacerdote il 23 maggio nella Cattedrale di Bergamo. Il presbiterato infatti ha 3 gradi: prete-diaconovescovo. Il diacono diventa “servitore” nella Chiesa e si impegna solennemente a servire, facendo della preghiera il cuore della sua vita con la recita del breviario per tutta la comunità, promette di essere obbediente al Vescovo, di essere casto, rinunciando a formare una sua famiglia; e povero senza ambizioni se non quella di servire, appunto. Viviamo in un’epoca in cui sembra che si possa fare a meno di Dio; eppure è un’epoca in cui si ha disperatamente bisogno di Dio! Almeno da noi ci sono tanti medici che curano le

malattie per allungare la vita, eppure… si continua a morire. C’è bisogno di ingegneri costruttori che facciano case e ponti eppure prima o poi le case cadono. C’è bisogno di gente che rende la vita più comoda, più facile… eppure si è sempre più insoddisfatti e tristi. Ho vissuto tanti anni in un Paese dove mancava il necessario per vivere. Viviamo ora in un paese dove mancano le ragioni per vivere, e non so quale sia la più grande povertà. Ecco allora il Prete. Non per dirci che abbiamo bisogno di lui, del prete, ma perché lui ci dica che tutti abbiamo bisogno di Gesù! Ce lo dice con la sua vita semplice e gioiosa, con le sue parole che sono eco della Parola di Dio, con la sua misericordia che lo rende compagno di cammino discreto e forte. Ci dona il Signore con i sacramenti, con il Pane del cammino che è l’Eucaristia; con il perdono di Dio che rinnova ai cuori…. Vi pare poco? Siamo alla vigilia del Natale. Ma cosa sarebbe il Natale senza il Sacerdote che ci fa incontrare con Gesù, nostra unica speranza, nostra salvezza, nostra gioia? Dio ha bisogno degli uomini. Non è un modo di dire, ma è l’unico modo di agire del Signore. Ha bisogno di Maria, del suo sì perché Gesù il Figlio di Dio diventasse una creatura, fragile, piccola come ogni uomo, come ogni prete appunto, ma che ha in sé il potere stesso di Dio. Il modo di agire di Dio si chiama “Umiltà”, perché Lui, il Signore non si impone, non obbliga, ma è discreto come è discreto l’Amore. Con il rischio di confondere l’umiltà con l’inutilità, convincendoci che si può fare benissimo a meno di Dio, di fare a meno del Natale, ridotto a biglietti colorati di auguri e allo scambio di tante cose inutili.

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rmai la notizia è ufficiale, ce l’ha comunicata il Vescovo: il nostro Manuel Belli diventa Prete. Sarà consacrato il 22 giugno nella Cattedrale di Bergamo. Di questi tempi è un avvenimento tanto raro che non può che riempire di gioia, di stupore, oltre che di riconoscenza al Signore. Sono infatti passati più di 9 anni dall’ultimo Prete brembatese, don Andrea Papini e chissà quanti


munichino la nostalgia di Dio, della sua bontà, della sua umiltà: la nostalgia del Natale. Sul nostro giornalino a suo tempo riserveremo molto spazio alla ordinazione sacerdotale e alla festa per il novello sacerdote. Ma, al di là della festa, occorre che tutti facciamo un cammino di preparazione, di riflessione e di preghiera. È una straordinaria occasione che coinvolge non solo la mamma Gigliola e il papà Ferruccio, ma l’intera comunità. Per adesso non mi resta che dire a tutti: Buon Natale fatto di gioia e serenità. don Corinno

Dio voglia che don Manuel e ogni prete ci co-

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La luce di Betlemme

Editoriale

Oh Gesù, a Betlemme Tu hai acceso una luce, che illumina definitivamente il volto di Dio: Dio è umile! Mentre noi vogliamo essere grandi, Tu, o Dio, ti fai piccolo; mentre noi vogliamo essere i primi, Tu, o Dio, ti metti all’ultimo posto; mentre noi vogliamo dominare, Tu, o Dio, vieni per servire; mentre noi cerchiamo gli onori e i privilegi, Tu, o Dio, cerchi i piedi degli uomini e li lavi e li baci amorevolmente. Quanta differenza tra noi e te, o Signore! O Gesù, mite e umile, noi ci fermiamo sulla soglia di Betlemme e sostiamo penosi e titubanti: la montagna del nostro orgoglio non entra nell’angusto spazio della tua grotta. O Gesù, mite e umile, toglici l’orgoglio dal cuore, sgonfia le nostre presunzioni, donaci la Tua umiltà e scendendo dal piedistallo incontreremo Te e i nostri fratelli; e sarà Natale e sarà festa! Amen!

(Card. Angelo Comastri)


CALENDARIO PARROCCHIALE CATECHESI ADULTI Mercoledì Giovedì Venerdì

ADORAZIONE

8.30 in chiesa parrocchiale 9.30 in Casa Serena 20.30 in oratorio 15.00 in chiesa parrocchiale

Il Santissimo Sacramento resta esposto per l’adorazione personale dalle 8.30 alle 17.00. Alle 17.30 vespri e benedizione, segue S. Messa.

7 Domenica

8 Lunedì 10 Mercoledì 11 Giovedì 13 Sabato 14 Domenica 15 Lunedì 17 - 18 - 19

28 Domenica 31 Mercoledì

Ritiro adolescenti a Gromo S. Marino 16.30 inaugurazione mostra presepi del prof. Boselli (oratorio) Ritiro II media a Mezzoldo 11.15 presentazione bambini della Prima Comunione e celebrazione dei battesimi (chiesa) 16.00 tombola (oratorio) Solennità Immacolata Concezione di Maria. 7.30 S. Messa per gli iscritti all’Azione Cattolica (chiesa) 20.45 incontro con don M. Epis (prof. di Teologia Fondamentale): La ragionevolezza della nostra fede (oratorio) 14.30 confessioni elementari (chiesa) 16.00 confessioni medie (chiesa) 20.30 concerto di Natale, diretto dal Maestro Fausto Dolci (chiesa) 11.15 presentazione Cresimandi (chiesa) 20.30 confessioni vicariali per adolescenti e giovani (Presezzo) 20.30 - 22.30 Ritiro spirituale in preparazione al Natale (oratorio) Guiderà il ritiro don Battista Cadei, professore del nostro seminario. Negli stessi giorni, a Casa Serena alle 9.30: Ritiro aperto a tutti con esposizione del SS. Sacramento fino alle 12.00. 10.00 Festa dei battesimi di tutti i bambini battezzati nell’anno. 18.00 S. Messa di ringraziamento.

CONFESSIONI DI NATALE 20 Sabato 21 Domenica 22 Lunedì 23 Martedì 24 Mercoledì

9.30 Ospiti di Casa Serena. 20.30 - 22.00 per tutti in chiesa parrocchiale. 15.00 - 18.00. » 8.30 - 12.00 / 15.00 - 18.00 » 8.30 - 12.00 / 15.00 - 18.00 » 8.30 - 12.00 / 15.00 - 19.00. »

GENNAIO 2009 1 Giovedì 4 Domenica 9 Venerdì 11 Domenica 14 Mercoledì 17 Sabato 18 Domenica 24 Sabato 27 Martedì

Giornata della pace. 17.00 - 18.00 Adorazione per la pace. Epifania. 16.00 tombola (oratorio) 20.45 Inizio corso fidanzati. Giornata del Seminario diocesano. 20.45 incontro vicariale per catechisti aperto a tutti (oratorio) 14.30 incontro per genitori dei bambini di II elementare (oratorio) Ritiro al Museo Bernareggi per Comunicandi e genitori (1° gruppo) 14.30 incontro per genitori dei bambini di IV e V elementare (oratorio) 20.45 catechisti (oratorio)

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6 Sabato

Vita parrocchiale

DICEMBRE 2008


Pellegrinaggio a Pietralba È una bella tradizione quella di riservare un giorno della novena dell’Assunta a un pellegrinaggio a un santuario mariano. Quest’anno siamo andati a Pietralba, in provincia di Bolzano. Un santuario bellissimo, reso ancor più affascinante dalla catena delle Dolomiti che lo avvolgono come in un grande abbraccio. La storia è molto simile a quello molto più vicino a noi, il santuario della Cornamusa.

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A cominciare dall’etimologia dei nomi. Infatti “Cornamusa” vuol dire “roccia bucata”; Pietralba significa “pietra bianca” perché la statua del santuario è in pietra bianca appunto. Entrambe le statue rappresentano la Madonna Addolorata che regge Gesù morto sulle braccia.

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parroco. La corale parrocchiale diretta dal Maestro Natali ha animato la S. Messa, trasmessa da una radio della provincia. C’è stato poi il tempo per la preghiera personale, sostando in silenzio nel Santuario o camminando con il S. Rosario in mezzo alla splendida pineta.

Inoltre all’origine di entrambi i santuari non c’è un’apparizione, né un miracolo (si verificheranno in seguito).

Si è davvero sentita la presenza e la tenerezza di Maria a cui ognuno ha affidato le proprie intenzioni.

La S. Messa è stata celebrata sul piazzale, perché la Chiesa era insufficiente a contenere i numerosi pellegrini. Hanno concelebrato 5 sacerdoti e ha presieduto il nostro

La sosta a Desenzano sul lungo lago di Garda ha reso il pellegrinaggio anche una bella gita.


festa di s. luca Anche quest’anno si sono svolte le celebrazioni in onore di S. Luca, a cui è dedicata la Chiesetta di Tresolzio. Le giornate autunnali ancora belle e calde, hanno favorito la partecipazione di un buon numero di fedeli sia al Triduo di preparazione che alla processione con la statua della Madonna domenica 19 ottobre. S. Luca, cantore della misericordia di Dio, ci ha aiutati con brani tolti dal suo vangelo, a far crescere in noi sentimenti di misericordia e di fraternità. Dio è presente quando noi siamo uniti nel suo nome. Perciò anche le feste con tombole, rinfreschi, castagne servono a creare amicizia e gioia. Alla processione, animata dalla banda “G. Donizetti” hanno partecipato anche il sindaco e i consiglieri del nostro comune.

Corso in preparazione al matrimonio Si terrà, come ogni anno, da gennaio a marzo ogni venerdì a partire al 09 gennaio alle ore 20.45. Il corso prevede 8 incontri più un giorno intero di ritiro spirituale in una Casa da destinare. Animeranno il corso alcune coppie di sposi del gruppo famiglie. Le iscrizioni si ricevono in casa parrocchiale.

Accompagnamento spirituale e consulenza canonica per persone “SEPARATE O DIVORZIATE” La Diocesi di Bergamo con il gruppo “La Casa” organizza incontri di preghiera, riflessione e dialogo, in un clima di cordialità e solidarietà, per tenere luce e forza interiori che aiutino ad approfondire davanti a Dio le scelte presenti e i progetti futuri della propria esistenza e la partecipazione alla vita della Chiesa. Inoltre sono previsti colloqui di consulenza per verificare se vi siano motivi fondati per poter avviare una causa matrimoniale di dichiarazione di nullità. Gli incontri si svolgono a Bergamo, un giovedì al mese presso la Comunità del Paradiso, in via Cattaneo 7, oppure a Baccanello di Calusco, un lunedì al mese presso il convento dei frati minori, in via S. Francesco 45. Ulteriori informazioni dal parroco.

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Una bella iniziativa di “Lega Ambiente” in collaborazione con i ragazzi di “Lavori in corso” è stata quella di mettere eleganti cartelli nel parco di Casa Serena, per illustrare il nome e le caratteristiche degli alberi del parco. Gli alberi sono molto belli e di specie diverse, alcuni ultracentenari. Plaudiamo all’iniziativa, che è stata molto apprezzata. Speriamo solo che i soliti ignoti non li distruggano….

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Lega ambiente


“ Vedere l’invisibile ” È stata una serata di godimento spirituale e di vera catechesi quella di venerdì 3 ottobre, quando don Ezio Bolis e la prof. Lisa Fracassetti ci hanno illustrato alcune tra le più belle opere d’arte conservate nella nostra Chiesa parrocchiale. Opere non solo da ammirare come in un museo, ma per aiutarci a pregare e a “commuoverci” a “muoverci dentro” per crescere nella fede e nell’amore a Gesù e a sua Madre. Cominciando dall’affresco in alto sopra il presbiterio con Maria che mostra a noi suo Figlio Gesù. È un affresco del 15° secolo “strappato” da una parete della torre campanaria e risalente alla primitiva Chiesa parrocchiale. Sono poi state presentate alcune tele che illustrano episodi della vita di Maria, fino alla Crocifissione con la Madonna e S. Giovanni ai piedi della Croce.

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È rimasto in tutti il desiderio di ringraziare e di approfondire ulteriormente i “tesori” giunti a noi come profonda eredità dei nostri antenati.

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Sposalizio di Maria e Giuseppe Affresco del Baschenis della antica Chiesa di Brembate di Sopra.


una canzone per il cre e per chi al cre non È potuto andarci Il Cre 2008 è ormai finito da un pezzo; sicuramente c’è chi sta già pensando all’organizzazione del prossimo, mentre ricorda sorridendo ciò che è accaduto in quei giorni di pochi mesi fa. Divertimento, sole, risate, tornei, litigi e chiarimenti; insomma, quello del 2008 sembrerebbe essere stato un Cre che ha offerto la solita dose di allegria e spensieratezza al nostro paesino. L’effetto positivo che riecheggia più a lungo quest’anno non arriva ai bambini, agli animatori o ai genitori, ma a chi purtroppo il Cre non ha potuto farlo, a chi vede il caldo sole estivo soltanto da dietro una gelida finestra di ospedale e lotta con la sua malattia giorno dopo giorno.

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to io e il mio “collega” Luca Carcione per pagarci le vacanze al mare. In verità, però, non è andata proprio così; grazie alla distribuzione di ben 130 cd siamo infatti riusciti a racimolare un guadagno di 450 Euro che abbiamo intera-

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Forse qualcuno di voi ricorderà il cd contenente l’Inno del Cre che ogni venerdì sera veniva venduto ai banchetti accanto al palco; probabilmente qualcuno avrà anche pensato che, il ricavato di quella vendita, l’avremmo utilizza-


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mente devoluto alla Fondazione Faro, la quale si occupa della cura e dell’assistenza dei malati di tumore in Italia; cosa importantissima è che la produzione dei cd è stata interamente curata dagli animatori, dagli assistenti e da noi “SenzaNome”, autori dell’inno.

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Detto questo, immagino che molti di voi penseranno che, effettivamente, non si tratta di una cifra enorme e che probabilmente tutto questo non sia stato di grande aiuto per qualcuno. Dal canto mio vi potrei assolutamente dare ragione: non si cambia il mondo con meno di un milione delle vecchie Lire e, con tutto quello che costano le chemioterapie e le assistenze, probabilmente non avremo salvato delle vite né alleggerito il dolore dei malati; quello che però, a parer mio, è stato il risultato più importante è che, presumibilmente per la prima volta nella storia del nostro Cre, dei ragazzi hanno avuto la voglia e l’impegno di andare oltre, di approfittare della nostra fortuna e delle nostre strutture per produrre qualcosa di concretamente utile per qualcuno. Grazie alla nostra iniziativa sono state infatti pagate diverse settimane di assistenza infermieristica ad un paziente della Fondazione.

In verità, la storia dell’Inno è stata solo un escamotage; avremmo potuto ottenere lo stesso risultato (anzi, forse anche qualcosa di più) vendendo patatine o braccialetti durante le serate di festa ma, avendo avuto la richiesta da parte dei coordinatori di scrivere una canzone per il Cre, ci è sembrata l’idea più efficace per sfruttare al meglio questa rara opportunità. Colgo quindi l’occasione per ringraziare in primis tutte le persone che hanno acquistato il cd; don Gustavo per l’infinita disponibilità e per averci supportato sia dal punto di vista organizzativo che economico; tutti gli animatori e gli assistenti che hanno perso mattinate intere a masterizzare i cd e preparare le copertine; i coordinatori; la fondazione Faro per la fiducia che ha riposto in noi e tutto il Cre di Brembate Sopra. Spero davvero che il nostro piccolissimo gesto possa in futuro essere d’esempio anche per i gruppi musicali emergenti di Brembate perché, a volte, basta davvero poco per rendere realmente importante una semplice canzone. Stefano Scioscia – SenzaNome

Anche quest’anno è arrivato il periodo del C.R.E., un’attività organizzata dalla parrocchia. Durante il periodo estivo, al C.R.E. ci sono molte attività e giochi per noi ragazzi che ci divertiamo tanto, e passiamo le giornate tutti insieme per conoscerci meglio e stare in compagnia. Ogni anno il C.R.E. ci dà un personaggio nuovo e delle canzoni nuove. Quest’anno il personaggio è “SHRAKE”. Un orco tutto verde con delle orecchie arrotondate e lunghe. Ci sono tante cose da dire sul C.R.E., ma peccato che dura solo un mese. Buon divertimento a tutti! S.M.


Nuova Scuola Materna

DIAMO QUALCHE NUMERO

• classi confortevoli, ampie, luminose ed accoglienti, che permettono loro di vivere serenamente i primi anni di vita. • i bagni inseriti in ogni aula, • gli spogliatoi divisi dallo spazio classe, • molti arredi rinnovati o acquistati. • gli spazi a disposizione per le attività formative, • il dormitorio spazioso ed accogliente, • il refettorio ampio e luminoso • la cucina, da sempre apprezzata per la sua qualità, che abbiamo reso moderna e funzionale, • infine gli spazi esterni che verranno pronti entro fine anno e consentiranno ai nostri bimbi di poter usufruire del giardino nella primavera-estate del 2009. I primi giorni erano proprio i bambini che, girando incuriositi tra le varie stanze come se

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credo che ciascuno di noi passando davanti alla nuova scuola di Via IV Novembre materna abbia fatto qualche considerazione, sia positiva che negativa ……. Questa nuova struttura ha certamente suscitato sentimenti diversi, forse entusiasmo nelle generazioni più giovani, oppure nostalgia e perplessità in chi ormai conosceva ed era affezionato alla struttura precedente di Via Cesare Battisti. . Certamente io e tutto lo staff (la Superiora sr. Maria Salvi, Andry, Maurizio, Fulvia, gli alpini, le maestre e tanti altri …….) che ha lavorato al progetto “nuova scuola materna” siamo estremamente orgogliosi di quanto realizzato, anche se consapevoli che, come tutte le cose, anche questa si sarebbe potuta far meglio, spendendo meno e in minor tempo. Ma tant’è; questo è quello che siamo riusciti a fare e vi assicuro che l’impegno da parte di tutti non è mai mancato.A tre mesi dall’inizio dell’anno scolastico sono sicuro di poter affermare che la nuova struttura per la comunità di Brembate

di Sopra è certamente un grandissima benedizione e opportunità di crescita qualitativa del servizio ai nostri bambini. Ora offriamo loro tutta una serie di possibilità che certamente prima non avevano:

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Carissimi,


fossero alla ricerca di un grande tesoro, dimostravano e trasmettevano l’entusiasmo di essere i protagonisti di questa nuova avventura. Certamente tutti questi servizi/spazi hanno avuto il loro costo, e colgo l’occasione datami dal giornalino della Parrocchia per riepilogare a tutti l’ammontare della spesa sostenuta.

che in questi anni intensi di progetti, ripensamenti, modifiche ci hanno sostenuto apertamente o anche solo nella loro preghiera, sperando che non facciano mancare neanche in futuro il loro appoggio, ora che inizia il compito più difficile e stimolante: educare i bimbi che saranno il futuro del nostro paese.

Importo complessivo dei lavori appaltati: 3.000.000 (oltre ad Iva 10%) Importo complessivo dei servizi legati all’appalto: 200.000 (oltre ad Iva 20%)

Andrea Giacompolli (Vicepresidente dell’Ente scuola Materna)

Pertanto, il totale della spesa preventivata ammontava approssimativamente ad Euro 3.500.000. Ad oggi non abbiamo ancora il conteggio preciso delle varianti e degli imprevisti di cantiere, anche se posso tranquillamente affermare che sono stati molto pochi (rispetto alle dimensioni del cantiere) e credo di quantificarli come segue: Opere straordinaria commissionate: ⇒ Ampliamento discesa interrato, pere mura-

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tura aggiuntive, modifiche aule, modifiche impiantistica, definizione impianto antincendio e antintrusione, posa parquet nelle aule, ……. 200.000 Euro circa

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Imprevisti vari: ⇒ Integrazione impianto elettrico/idraulico

25.000 Euro circa Scomputo per opere non realizzate al piano primo: 130.000 Euro circa Pertanto, credo di poter affermare che le varianti possano al massimo ammontare al 7% dell’importo preventivato e sono quasi integralmente da attribuire a modifiche essenziali (pensate esclusivamente per adattare meglio il progetto alle esigenze dei bambini) del progetto iniziale. Ad oggi il costo del progetto è stato quasi integralmente sostenuto grazie all’intervento congiunto della Parrocchia e del Comune, quindi graverà sull’ente scuola Materna (cioè l’Ente morale che da sempre cura la gestione della scuola materna) solo in parte, per una cifra che si aggirerà intorno agli 800.000. A sua volta l’Ente coprirà tale spesa contraendo un mutuo che ripagherà nei prossimi anni con le rette e con i contributi dal Comune e dal Provveditorato agli Studi. In conclusione, vorrei ringraziare tutti quelli

*** Cari parrocchiani, Allo scritto dell’amico Andrea, preparato a seguito della riunione del Consiglio per gli Affari Economici, aggiungo anch’io un vivissimo ringraziamento a tutti i volontari che hanno offerto tempo, competenza, passione e… nervosismi soprattutto per il trasloco e i più svariati servizi. Mi permetto anche di stendere la mano ai parrocchiani. Mi sento molto piccolo e inadeguato di fronte a quanto hanno fatto i parroci precedenti che hanno voluto, sostenuto, ampliato la Scuola Materna. A cominciare dal parroco mons. Ruggeri, che nel 1907 con il cav. Legler ha dato vita all’asilo. E ogni parroco ha avuto l’appoggio e la collaborazione di tutta la parrocchia. So quanto sia critica l’economia familiare in questi tempi di crisi. Ne è prova anche il crescente numero di genitori che non riescono a pagare la retta. Per loro soprattutto, per chi fa fatica ad arrivare a fine mese, vorrei che fosse proprio la Parrocchia a farsene carico, magari attraverso piccole donazioni, a me o direttamente alla scuola. Inoltre, ce lo ricorda Andrea si è provveduto al rinnovo dell’arredo delle aule e si sta facendo la Cappella che è il cuore di tutta la Scuola Materna. Queste spese non sono comprese nella struttura, per questo chiedo ancora con semplicità un aiuto a chi ci vuol dare una mano. Di una cosa sono certo, io che ho sempre timore di spendere, i parrocchiani di Brembate sono sempre generosi e, il più delle volte, anche anonimi! A tutti loro anticipo un grazie, grande come il vostro cuore che sa donare. don Corinno


Prendendo atto di questi dati, possiamo dire che la nostra comunità non è stata ancora “invasa”dagli stranieri e le persone presenti sono, per la maggior parte, contente di vivere qui anche per l’accoglienza dei brembatesi e le opportunità lavorative offerte dal nostro territorio. Proprio per questo è forse opportuno fare alcune riflessioni per evitare che questa situazione possa modificarsi in senso negativo. E’ importante riflettere sul tipo di rapporto e relazione che possiamo e dobbiamo instaurare con i nostri concittadini non italiani. Come in tanti casi, quando si vogliono affrontare argomenti di questa importanza e delicatezza, vale la pena ragionare prima di tutto su noi stessi e sul tipo di relazione che instauriamo tra noi “italiani”. E’ vero che viviamo in una società individualista, dove ognuno cerca di massimizzare le opportunità per raggiungere obiettivi personalissimi, senza tener conto delle istanze di altre persone e di obiettivi comuni. I rapporti sono basati più sulla diffidenza che la fiducia, più sulla paura che sulla partecipazione; l’”altro” che non la pensa come me diventa il nemico, la persona pericolosa che minaccia la pos-

Cecilia

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Uno degli argomenti di attualità che ci coinvolge in questo periodo, è quello riguardante le persone straniere presenti sul territorio nazionale. Anche a Brembate Sopra, secondo l’elenco dell’ufficio anagrafe aggiornato al 30 settembre 2008, risultano presenti sul nostro territorio 415 persone non italiane suddivise in 31 etnie di paesi extracomunitari e 11 di paesi comunitari. Le etnie più numerose sono rappresentate da cittadini provenienti dal Senegal, seguiti dal Marocco, Romania e dalla Siria. I minori sono, in totale, 99.

sibilità di raggiungere il mio personalissimo obiettivo. E allora bisogna allontanarlo, denigrarlo, o al massimo sopportarlo. Sembra che la massima del nostro tempo sia “Mi faccio da solo” “Non ho bisogno di nessuno”, e contano solo le persone che la pensano esattamente come me. Se questo è il tipo di rapporto tra persone che comunque condividono lo stesso territorio, lo stesso linguaggio, la stessa storia, gli stessi usi e costumi ma soprattutto la stessa fede, come pensiamo possa essere il rapporto con chi viene da un paese diverso, con un’altra storia, con altri usi e costumi, con altri linguaggi? La cronaca ci dà risposte evidenti. E’ difficile che questo modo di pensare ed il conseguente comportamento porti ad una con-vivenza anche solo civile. Anche l’atteggiamento opposto, il “buonismo” non porta a condivisione e integrazione; accettare qualsiasi cultura diversa dalla nostra acriticamente e senza un confronto sulle regole di un paese non aiuta lo “straniero” ad integrarsi; al massimo lo spinge ad emarginarsi e ghettizzarsi, a fondare un piccolo Senegal, o Marocco ecc. in un paese che non lo è, a sfruttarne le opportunità materiali ma non a condividerne regole e cultura. Inoltre, l’aiutare solo materialmente chi ha bisogno è sicuramente molto importante, ma è anche, troppo spesso, un modo per mettere a tacere la nostra coscienza, per non coinvolgerci in situazioni, queste si, che ci fanno paura, che ci richiedono un impegno di ascolto, com-prensione e con-divisione. Situazioni che, se prese in carico a livello relazionale, possono mettere in discussione le nostre certezze e, in qualche modo, cambiarci. Ma, forse, è proprio questo tipo di relazione che è essenziale per poter conoscere “l’altro”, italiano o straniero che sia e per potersi confrontare e stabilire obiettivi comuni per il bene di tutti. Perché, come scriviamo sul volantino che vedete in molti luoghi di Brembate, “ la ricchezza individuale e di un popolo non possiede confini. E’ fatta di segni, valori, suoni e parole. E di questa ricchezza espressa e con-divisa ci nutriamo e cresciamo.” TUTTI.

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Il nostro paese: PICCOLO MONDO


Anagrafe BATTESIMI MARONGIU ELENA di Emiliano e di Russo Barbara nata il 07.06.2008 e battezzata il 20.07.2008

Signore ti ringraziamo per questo magnifico dono che ci hai dato, e che è entrato a far parte della nostra famiglia! Grazie Signore. ULULATI GIORGIA CLAUDIA di Mariano e di Algeri Barbara nata il 19.03.2008 e battezzata il 20.07.2008. Grazie Signore per averci donato la nostra Giorgia. Ora ti chiediamo di proteggerla e di aiutarci a crescerla nell’amore e nella fede come tu ci hai insegnato. Per questo noi ti preghiamo.

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MAZZOLENI MELISSA MARTINA

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di Flavio e di Cattaneo Roberta nata il 02.04.2008 e battezzata il 20.07.2008. O Signore, con gioia ti ringraziamo per averci donato Melissa. A te, o Padre, la riaffiliamo oggi attraverso il Battesimo, perché tu possa accompagnarla nel suo cammino di fede e affinché lei possa sempre ringraziarti per il grande e prezioso dono della vita. Per questo di preghiamo. CAPELLI LUNA VANESSA di Paolo e di Nicole Felicité Kancova Senca nata il 25.03.2008 e battezzata il 20.07.2008. In questo cammino di crescita di nostra figlia Luna Vanessa chiediamo a Dio ed a Maria Santissima Regina della Famiglia di voler accompagnare passo a passo nostra figlia e di aiutarci a trasmetterle i valori umani e cristiani fondamentali quali amore, rispetto ed umiltà. Che il tuo Angelo Custode possa esserti da guida luminosa e da protettore durante questo lungo ed intenso percorso che hai appena cominciato. ROTA LUCREZIA SOFIA di Davide e di Melchiorre Marilena nata il 19.04.2008 e battezzata il 07.09.2008. Signore fa’ discendere su Lucrezia Sofia la tua bontà; fa’ di noi dei buoni educatori affinché sia testimone del tuo amore.

BOLIS DANIEL di Omar e di Brioschi Saragein nato il 16.04.2008 e battezzato il 07.09.2008. Signore proteggi Daniel lungo il suo cammino di fede e fa’ che cresca nel rispetto della vita che tu gli hai donato, aiutaci ad essere genitori responsabili e fa’ che la nostra famiglia cresca con la presenza tangibile del tuo amore. Noi ti preghiamo.

QUARTERONI GAIA di Franco e di Carioni Roberta nata il 20.03.2008 e battezzata il 07.09.2008. O Signore, ti ringraziamo con tutto il cuore per aver donato nella nostra vita la nostra piccola dolce bimba. Essere genitori è un compito faticoso e ricco di preoccupazioni ma noi, con il tuo aiuto Signore, lo stiamo svolgendo al nostra meglio con tanto amore e dedizione. Vedere questa piccola creatura sorridere a noi e alla vita, fare ogni giorno tanti piccoli grandi progressi e regalare affetto, è per tutti noi una gioia immensa, che ci ripaga di ogni sforzo. Ti chiediamo di proteggerla sempre, di vegliare su di lei, sulla sua salute e felicità, per una vita serena, nel nome di Dio e dell’amore per ogni suo figlio.

GRIMA SILVIA di Domenico e di Corazza Serena nata il 01.06.2008 e battezzata il 21.09.2008. Signore, proteggi Silvia, concedile di crescere sana nel corpo e nello spirito e guidala affinché conduca una vita pienamente e profondamente cristiana.

CATTANEO IRENE FRANCESCA di Sergio e di Gandolfi Anna nata il 23.08.2008 e battezzata il 19.10.2008. Signore, siamo diventati genitori per la seconda volta perché la prima è stata ed è un’esperienza importante, profonda… che ci ha cambiato la vita. Aiutaci a condurre i nostri figli lungo il tuo cammino, alla luce della fede in Te, non secondo le nostre aspettative o i nostri desideri ma assecondando le loro inclinazioni, rispettando la loro diversità, accettando il loro modo di essere, sostenendoli con quell’Amore di cui Tu sei la fonte. Noi ti preghiamo.

TIRONI GRETA di Massimo e di Brembilla Michela nata il 02.02.2008 e battezzata il 21.09.2008. Signore, dona a Greta la fede e guidala nel cammino della vita. Aiutaci ad educare nostra figlia secondo i principi cristiani affinché possa essere una persona umile e serena. Per questo noi ti preghiamo.


SCUDELETTI LORENZO

BATTESIMI BIFFI GIORGIA di Giuliano e di Zimbaloi Michele nata il 25.04.2008 e battezzata il 03.08.2008.

di Giacomo e di Bono Stella Maria nato il 23.07.2008 e battezzato il 01.11.2008.

MELES ANDREA di Claudio e di Pedali Patrizia nato il 23.01.2008 e battezzato il 21.09.2008.

Per Lorenzo che oggi riceve il sacramento del battesimo, fa’ che il Signore doni a lui e ai suoi genitori gioia e serenità. Preghiamo.

CROTTI GAIA di Andrea e di Togni Francesca nata il 08.05.2008 e battezzata il 21.09.2008.

LOMBARDI GIULIA di Mirco e di Battazza Barbara nata il 22.08.2008 e battezzata il 01.11.2008.

SONZOGNI ALICE di Carlo e di Cremonesi Nadia nata il 07.04.2008 e battezzata il 21.09.2008. CRAWFORD JOHN GEORGE di Francio e di Giacometti Anna nato il 05.07.2008 e battezzato il 05.10.2008.

Dio Padre, ti ringraziamo per questa nuova vita: rendici degni di lei ed aiutaci a trasmetterle i valori della fede in Te. Rimani vicino a tutte le famiglie, specialmente a quelle di cui conosci le angosce e le difficoltà. Per questo ti preghiamo.

QUARTI MIRKO

VALSECCHI MARCO di Roberto e di Rota Sonia nato il 23.06.2008 e battezzato il 05.10.2008.

MAJ PABLO con POLIZZY SILVIA il 13 settembre 2008.

BOBESCHI DAVIDE di Enea e di Bernini Ornella nato il 04.07.2008 e battezzato il 05.10.2008. MENONNA LUCA di Carlo e di Caldarone Marinella nato il 13.12.2007 e battezzato il 05.10.2008. SANA FEDERICO di Ivan e di Locatelli Chiara nato il 26.07.2008 e battezzato il 01.11.2008.

CODOGNOLA MARCO con TROVINI CHIARA il 4 ottobre 2008.

BURINI ILARIA di Alberto e di Manzinali Apollonia nata il 19.06.2008 e battezzata il 01.11.2008. Signore, in questa giornata speciale, affidiamo Ilaria nelle tue mani per ricevere il sacramento del Battesimo; cancellando così il peccato originale e iniziando il cammino della vita cristiana. Ti chiediamo inoltre una grazia speciale: affidare la nostra piccola ad un angelo che la custodisca, la protegga e l’accompagna nel cammino della vita; pregando anche i nostri cari defunti di vegliare anche su di lei illuminandole la strada da percorrere. Per questo noi ti preghiamo

Vita parrocchiale

In questo giorno speciale, comincia per te Mirko un nuovo cammino accanto al Signore, che ti accoglie come suo figlio. Affinché tu possa con questo sacramento, crescere serenamente accompagnato dall’amore della tua famiglia e dalla fede cristiana. E con la speranza che il tuo più grande pregio nella vita sia quello di avere un cuore buono. Per questo noi ti preghiamo.

MATRIMONI

15 SCOTTI FAUSTO con ANGIOLI FEDERICA il 6 ottobre 2008.

INSIEME

di Claudio e di Rubega Elena nato il 20.05.2008 e battezzato il 05.10.2008.


FUNERALI MAZZOLA AMILCARE di anni 67 - morto il 17.07.2008 BREMBILLA COSTANTINA di anni 94 morta il 6 agosto 2008 CROTTI GIUSEPPE di anni 74 morto il 11 agosto 2008

MAESTRONI MARIA in Bonanomi di anni 75 morta il 13 agosto 2008

GHERARDI PIETRO di anni 88 morto il 25 agosto 2008

Vita parrocchiale

GOTTI TERESA Ved. Pessina di anni 93 morta il 28 agosto 2008

INSIEME

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SANTIS ALFONSO di anni 84 morto il 16 settembre 2008

ROTA ATTILIO di anni 74 morto il 03.09.2008

ROMANO GIUSEPPE morto il 27 settembre 2008

MAZZOLENI MARIA di anni 83 morta il 2 ottobre 2008

BUZZETTI EDVIGE di anni 95 morta il 4 ottobre 2008

FARINA RENATO di anni 53 morto il 17.09.2008

GHEZZI VITTORIA di anni 83 morta il 21.09.2008

CORTINOVIS EMILIA di anni 88 morta il 13.10.2008

TORRI IVAN di anni 63 morto il 20.10.2008

PAZZAGLIA ROBERTO di anni 85 morto il 23.10.2008

SARDO ELENA di anni 77 - morta il 25.10.2008

TRAINA GIOVANNA di anni 82 morta il 30.10.2008

ROSSI LIDIA di anni 53 morta il 04.11.2008

ZONCA PALMINA di anni 83 morta il 07.11.2008


Nella Chiesa della Dorotina c’era molta commozione alla Veglia missionaria vicariale del 20 ottobre per fare memoria di un grande sacerdote che aveva speso la vita per “annunciare a tutti che Dio ci ama”. Alla veglia, presieduta da don Luigi Carminati, nipote di don Ferrari, c’erano 200 persone delle parrocchie del nostro vicariato. Don Davide Rota, parroco di Mozzo e grande amico in missione, ha presentato la figura e il cuore di don Giuseppe, soprattutto il cuore! Coinvolto in situazioni drammatiche, rischiando più di una volta il martirio, ha saputo amare tutti, soprattutto i perseguitati. Il suo segreto, ci ha confidato don Davide, era un amore appassionato al Signore Gesù, a cui dedicava lunghe ore notturne. Per questo ha contagiato di gioia e di speranza. Un bravissimo lettore ha letto alcune lettere di don Giuseppe, tolte da un volume che poi è stato distribuito a tutti i presenti. Lui stesso ha riassunto la sua vita con una bellissima frase: “Ho scelto come professione la santità, per compagni i poveri, come bandiera la Croce”.

*** Sr. Luigina Gomirato Sacramentina Testimonianza della gente di Malcontenta. Superiora a Brembate di Sopra negli anni 1954/1960

L’espressione e il sorriso del tuo volto è un ricordo che ci dà serenità e pace, possiamo dire che

Questa è la testimonianza delle persone che hanno incontrato Sr. Luigina pressoché novantenne. A Brembate di Sopra Sr. Luigina è giunta poco più che quarantenne, piena di vita, di energia fisica e spirituale, esuberante! Il ritratto è quello che ci è stato presentato sopra. Una donna “intelligente, vivace, pronta, umile, saggia e di grandi sentimenti”, con una gran voglia di bene per tutti e di far conoscere a tutti la grandezza e la bellezza dell’amore del Signore. Così ha amato e servito, per sei anni, la popolazione di Brembate, le giovani in particolare, che di lei conservano un ricordo bello e la certezza che con la sua vita Sr. Luigina ha trasmesso: “la ricerca dell’amore e della fede in Dio sono delle mete possibili e veri obiettivi della vita”. Per il suo passaggio tra noi, rendiamo grazie al Signore, che nel disegno della sua Provvidenza ha regalato a Brembate questa presenza di donna pienamente dedicata a Lui e a noi. A lei, che sicuramente dal cielo ci guarda e ci sorride esprimiamo, con l’affetto che non viene meno, la nostra riconoscenza viva, e la preghiera a continuare su tutti noi la sua benevolenza.

Vita parrocchiale

Zogno 21-05-1933 Bergamo 21-10-2006

eri intelligente, vivace, pronta, umile, saggia e di grandi sentimenti; nonostante gli anni era piacevole parlare con te per la mentalità aperta e moderna con cui affrontavi i discorsi e i problemi della vita quotidiana. I recenti ricordi vanno agli ultimi anni in cui con le consorelle hai gestito l’asilo accogliendo i bambini di Malcontenta, poi alcuni anni da sola con suor Berenice e come due vere sorelle siete state esempio di amore e commovente sostegno reciproco. Hai spesso dichiarato il tuo amore per Malcontenta, stavi bene con la gente del tuo paese e quando potevi, partecipavi con piacere alla vita sociale; grande è stato il servizio che hai portato alla vita parrocchiale aiutando il parroco in Chiesa e portando la Santa Comunione ai malati con la tua macchina che guidavi con particolare decisione. Hai poi accettato con umiltà il trasferimento a Oriago e in seguito a Bergamo, chi veniva a farti visita era appagato per la felicità che leggeva nei tuoi occhi e tornava a casa con la pace e la serenità che trasmettevi. Sono le persone come te che più di ogni altra cosa danno la certezza che la ricerca dell’amore e della fede in Dio sono delle mete possibili e veri obiettivi della vita. Il Paradiso ti accoglierà per tutto il bene che hai fatto nella tua lunga vita e siamo sicuri che da lassù osserverai con la tua dolcezza e proteggerai con amore il tuo amato paese. Grazie suor Luigina.

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In memoria di don Giuseppe Ferrari


Intervista a Suor Assunta Locatelli

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date a Bergamo nel 1869 dal Beato don Luigi Maria Palazzolo e missionaria in Africa da molti anni. “ C’è chi lavora in oro fino e chi in ghisa”, diceva il Fondatore chiedendo alle sue suore di occuparsi dei più poveri ed abbandonati, e Suor Assunta ha raccolto l’invito: poche parole e tanti piccoli gesti per raccontare l’amore preferenziale di Dio per i più poveri. Ecco cosa ha risposto alle nostre domande.

INSIEME

Missioni

In questo periodo estivo è tornata dal Congo, dove svolge la sua missione, la nostra compaesana Suor Assunta Locatelli, prima della sua partenza, il gruppo missionario l’ha incontrata privatamente in quanto è difficile convincere Suor Assunta a parlare in pubblico. Non è abituata a lavorare con le parole. Lei vive di gesti, di piccoli gesti, ed è schiva a raccontarli. Suor Assunta è una Suora delle Poverelle fon-

Quest’anno festeggi i 40 anni di professione religiosa, raccontaci brevemente cosa hai fatto in questi lunghi anni di servizio a Dio e ai fratelli Devo ringraziare il Signore per questi 40 anni di fedeltà. Lui mi ha scelto, mi ha guidato e accompagnato per tutti i giorni di questa lunga

strada. Lui mi ha voluto religiosa consacrata nelle suore delle Poverelle, Lui ha fatto nascere e crescere in me la vocazione religiosa e missionaria. Io ho sempre cercato di rispondere a Lui, di seguire la sua strada, di cercare di capire dove voleva portarmi e guidarmi. Devo dire grazie a tante persone, soprattutto i poveri che in questi anni ho incontrato; attraverso di loro si è reso visibile mano a mano il progetto che il Signore aveva per me. Il mio percorso religioso dopo la formazione ha avuto vari passaggi. Anzitutto a Roma al Collegio Propaganda Fidae, una istituzione che prepara seminaristi di tutto il mondo migliorando la loro preparazione religiosa e culturale. Un’esperienza splendida veramente a contatto con ogni angolo del mondo. Poi sono stata mandata a Senigallia, nelle Marche con gli orfani e i ragazzi in difficoltà. Di seguito, sono andata in Francia ad occuparmi dei figli dei nostri emigranti e di casi di bambini affidati dai servizi sociali. Tutto questo tempo è stato in realtà la preparazione alla Missione Ad Gentes per la Costa d’Avorio. In quel paese mi sono occupata per dieci anni dei cosiddetti bambini decimini. Nella tradizione della cultura Agni, nel sud della Costa d’Avorio e verso il confine ghanese, esiste la credenza che il decimo figlio di una famiglia sia portatore di spiriti cattivi, motivo per il quale veniva e viene abbandonato, ancora neonato, a se stesso. Questi bambini vengono portati a noi suore che li cresciamo e cerchiamo di reintrodurli socialmente. Per fortuna oggi queste credenze stanno perdendo terreno. Poi, il Signore mi ha chiesto un nuovo passo, anche se è stato difficile per me lasciare la Costa d’Avorio per il Congo (ex Zaire), oggi Repubblica democratica del Congo dove sono tuttora. Vivo a Kinshasa, la capitale, con le giovani ragazze congolesi che si preparano alla vita religiosa, cerco di stare con loro e insegnare quello spirito di semplicità e umiltà che volevano i nostri Fondatori. E’ un lavoro non facile e di responsabilità in una cultura così profondamente diversa. E’ un lavoro complesso anche per la situazione del paese in cui vivo che non ha stabilità politica ed economica e vedo i poveri aumentare di giorno in giorno. In questi ultimi anni in Congo eri a contatto con le ragazze del noviziato. Come spieghi il fiorire di vocazioni in terra di missione e parimenti la quasi scomparsa delle stesse qui da noi ?


Il Congo è considerato un mendicante seduto sopra un mucchio d’oro, come ti sembra il

Missioni

futuro della tua gente, quali le responsabilità dell’occidente e dei politici locali in questa situazione? Si è una triste realtà che dobbiamo ammettere. La Repubblica Democratica del Congo è uno dei paesi più ricchi al mondo e la gente non riesce nemmeno a garantire un pasto ai propri figli. In questo paese ci sono tutte le materie prime, dal petrolio, ai metalli preziosi, eppure lo vedo cadere ogni giorno verso il baratro. Il franco congolese perde ogni giorno potere di contrattazione e la crisi alimentare, che in Europa vediamo solo di riflesso, si fa in Congo vera emergenza. Una famiglia che cinque anni fa poteva permettersi un sacco di farina di manioca – il vero alimento che tiene in piedi il Congo – oggi non ce la fa più. Si usa dire in Congo che la più grande povertà del paese è proprio la ricchezza del suo sottosuolo. Una ricchezza che ha richiamato da decenni i grandi interessi particolaristici quelli che portano a sfruttare le potenzialità del paese e a fomentare le guerriglie tribali e di conquista territoriale, soprattutto del Ruanda, a vantaggio di pochi e non della popolazione che ci vive. Un paese immenso e ricco ridotto alla miseria assoluta. Un esempio: il Congo è attraversato da grandi linee di corrente elettrica ad alta tensione che, grazie alla ricchezza d’acqua del paese e ad alcune dighe, proprio qui è prodotto. Tutta questa corrente elettrica, sin dai tempi di Mobuto, è venduta ai paese del sud

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Il fiorire delle vocazioni in terra di missione ha le sue radici nel profondo senso della vita cristiana che viene inculcata fin da bambini. Infatti la formazione cristiana inizia dai 5 anni e fino ai 10 anni “gli angeli”, così sono chiamati i gruppi di queste età, ricevono la formazione cristiana adatta alla loro età e secondo le modalità tipiche della terra africana: catechesi, canti, danze, attività ludiche. Sono “gli angeli” che animano le liturgie, in particolare danzano durante alcuni momenti delle celebrazioni eucaristiche: accompagnano la processione d’ingresso e quella offertoriale, il canto del Kyrie, del Gloria, e del Sanctus. L’impegno che viene chiesto a questi bambini è quello di vivere da “angeli”, cioè cercare di testimoniare nella vita concreta la bontà. Dai 10 ai 15 anni entrano a far parte del gruppo detto: “Kisito-Anuarite”. Per capire meglio, Kisito è un martire ugandese, si è lasciato uccidere all’età di 12 anni pur di non rinnegare la propria fede. Anuarite è una martire religiosa congolese, uccisa dai ribelli all’età di 25 anni, per difendere la propria fede e la sua castità. Ai maschi viene presentata la vita di Kisito e chiesto di seguirne l’esempio; alle femmine viene presentata la figura di Anuarite e chiesto di seguirne l’esempio. Dai 15 ai 25 anni i ragazzi fanno parte del gruppo “giovani della luce” il cui modello è Gesù Cristo. Ogni parrocchia si impegna nell’animazione vocazione, attraverso incontri di preghiera, ritiri spirituali, esercizi spirituali una volta l’anno. A differenza dell’Italia in Congo è facile entrare nelle scuole e i sacerdoti, le suore, i catechisti possono proporre e far vivere le diverse esperienze di formazione umana e spirituale proprio nella scuola durante le ore di lezione. Un altro elemento importante è la famiglia. In Congo le famiglie oltre ad essere molto numerose, sono in genere molto religiose. Tutti i componenti la famiglia partecipano alla vita della parrocchia, i genitori sono molto attenti alla formazione religiosa dei figli e questo certamente facilita la ricerca vocazionale dei giovani. È difficile per me, assente dall’Italia da ormai da tanti anni, poter dire le motivazioni della scomparsa delle vocazioni qui e in Europa in genere. Penso di poter attribuire le cause del fenomeno ad una certa superficialità nell’impegno di una vita cristiana e alla diminuzione del numero dei componenti il nucleo familiare.


diani perché il nostro vivere non diventi sfruttamento dei fratelli. Cosa chiedi ai tuoi compaesani?

Missioni

Mi viene spontaneo suggerire due atteggiamenti:

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dell’Africa e la stragrande parte del Congo non ha energia elettrica. Anche a casa nostra l’energia elettrica continua a interrompersi anche 20 volte al giorno e l’acqua, in un paese ricchissimo di fiumi e col grande fiume Congo, non arriva. Ma ci si abitua. Le tre guerre degli anni novanta unitamente alle molte epidemie, tra cui ricordiamo per il sangue offerto dalle suore della Congregazione quella del virus Ebola, hanno ridotto il paese a uno stato di grave prostrazione e a tutt’oggi si fatica a vedere una via di uscita. Di chi è la colpa? Certamente la ricchezza del Congo non è dei congolesi e non è per i congolesi. I paesi occidentali, attraverso grandi multinazionali, sfruttano in un nuovo colonialismo le ricchezza del paese: abbattono la seconda foresta equatoriale del mondo (a nord del paese), ottengono corrompendo nuove concessioni minerarie, armano i gruppi di ribelli al fine di distrarre l’attenzione dal loro saccheggio, ma vi è grande colpa anche nella classe dirigente congolese, (come denuncia la chiesa locale) che intasca tutti i soldi della corruzione e permette di impoverire il paese. Un esempio su tutti. Il Congo possiede i più importanti giacimenti al mondo di Coltan, un metallo conduttore usato per l’elettronica di precisione (ad esempio i nostri telefoni cellulari). Scavato nelle miniere della regione congolese del Kiwu, viene portato a spalle per tre giorni furtivamente in Ruanda e da lì parte per l’Europa. Ai poveri disgraziati a cui le multinazionali mettono sulle spalle 50, ben 50 kg di Coltan per tre giorni di cammino in foresta, si offre una paga di 25 dollari americani. Quella stessa quantità, 50 kg, verrà venduta poi in Europa a oltre 500.000 dollari USA. Questo è il concreto sfruttamento. Dobbiamo stare attenti ai nostri consumi quoti-

- prima di tutto la preghiera; come ha detto Gesù non bisogna stancarsi di pregare. È attraverso la preghiera che ci si fortifica, si diventa capaci di accettare come dono di Dio tutta la vita, così come si presenta con i suoi aspetti belli, ma anche con le inevitabili difficoltà e fatiche; -

credere davvero al Vangelo ed impegnarsi a viverlo. Non ci è chiesto di compiere atti eroici, ma semplicemente di testimoniare attraverso i piccoli gesti quotidiani che amiamo il Signore e quanti ci vivono accanto, prima i più vicini e poi anche i lontani. La testimonianza è poi sempre accompagnata anche dalla possibilità di parlare di Gesù; non dobbiamo vergognarci di raccontare ai nostri figli, nipoti quello che Gesù ci dice nel Vangelo.

E vorrei anche approfittare di questa occasione per ringraziare tutti quelli che si impegnano a sostenere le missioni, con la preghiera e con gesti di solidarietà. Il Beato Palazzolo raccomandava “Non dire mai basta”. Spero che il Signore mi dia questa forza di fronte al dilagare della povertà che diventa miseria. Spero di poter rimanere ancora a lungo vicino ai poveri e agli umili. In questi 40 anni sono stati i miei compagni di viaggio e li ho vissuti come strada sicura per sentirmi sulla strada del Signore. Grazie Suor Assunta, nonostante la tua timidezza, il fervore con cui ci hai raccontato della tua missione sta a dimostrare quanto l’hai a cuore e la ricchezza di doni che il Signore ti ha dato. A Lui e alla nostra patrona S. Maria Assunta, di cui tu porti il nome, chiediamo di continuare ad esserti di sostegno e conforto; da parte nostra ti assicuriamo la nostra preghiera e la nostra solidarietà. Buona missione! Gruppo Africa 73


1. Senza amore non si fa del bene ma si finge di farlo. L’amore è tutto ciò che c’è di più bello nella vita, ti rende gioioso, sorridente e soprattutto felice. 2. San Paolo ci crede veramente 3. Che l’amore è il motore della vita e la vita senza amore sarebbe triste

4. Anche san Paolo si rende conto che l’amore è il sentimento più importante, anche se è un uomo di fede. Tutti sappiamo che il male è sbagliato, ma allora perché lo assecondiamo invece di combat-

terlo? 5. L’amore non tiene conto del male ricevuto e non ha interesse 6. Il fatto che mette in risalto come sarebbe “oscura” la vita senza amore e le nostre doti non potrebbero essere messe in risalto e potremmo usarle in modo scorretto 7. Il fatto che l’amore, in qualsiasi forma sia, indipendentemente dalla persona a cui viene rivolto, deve essere comunque amore Ho fatto poi un’altra domanda. Ho chiesto quale è, secondo il loro punto di vista, oggi il rapporto fra l’amore e la nostra società. Queste sono state alcune risposte:

3. È difficile perché ognuno pensa a se stesso e non è disposto a cambiare e a sacrificarsi per gli altri 4. La società pensa alla carità come una cosa futile oppure pensa di amare senza avere alla base la fede e la speranza 5. La società ha perso il vero significato di questa parola. Di persone caritatevoli ce ne sono davvero poche 6. Oggi non si fa niente per niente, tutto ha un tornaconto. Non si dà solo per dare, ma solo per ricevere 7. Il mondo è egoista, pensa che sia inutile amare se non si guadagna qualcosa. La società è fondata sul profitto in ogni campo

8. L’amore viene ormai visto come qualcosa di scontato, superficiale, e gli uomini si comportano come se tutto dovesse essere loro dovuto, senza tener conto delle emozioni e dei sentimenti degli altri. 9. Non si crede nella carità e forse nemmeno la si conosce, siamo troppo egoisti e ci preoccupiamo solo di noi stessi. Di chi non conosciamo non ce ne importa un granché 10. È difficile parlare d’amore perché le persone, a causa di quello che si sente nei telegiornali, non riescono più a fidarsi del prossimo Sicuramente qualche idea espressa è un po’ troppo radicale o pessimista, ma indica quale è il reale pensiero di questi ragazzi. Io credo che su questi pensieri bisognerà lavorare, per partire dall’esperienza personale, ma soprattutto per far conoscere che ancora oggi è possibile amare, e farlo veramente con il cuore, al di là di tutto quello che televisioni e giornali ci possono dire. San Paolo lo scriveva nella sua lettera ai Corinzi, Gesù Cristo ce l’ha ricordato nel Vangelo: verremo giudicati sull’amore. L’amore (o la carità, come ha scritto anche il Papa nella sua enciclica) è il metro di giudizio di ogni cristiano che parte da questa certezza: Dio è amore. Concludo queste poche righe con un’ultima considerazione. Ho chiesto ai miei ragazzi cosa vuol dire amare. Tra le risposte che mi hanno dato ne sottolineo una: “amare vuol dire essere capaci di perdonare chi ci fa del male, nonostante tutto”. È proprio vero, grazie per avercelo ricordato! Marco

Attualità

Cari amici di Brembate, dopo una pausa abbastanza lunga, eccomi ancora qui, sulle pagine del nostro giornalino parrocchiale. Come sempre, voglio condividere con voi alcune tracce del mio lavoro a scuola, riportare esperienze significative che possano farci comprendere un po’ meglio la meravigliosa ricchezza del mondo giovanile. La breve riflessione che voglio fare oggi, parte da un famoso brano della prima lettera di san Paolo ai Corinzi, più conosciuto come l’inno alla carità. (cf. 1 Cor 13, 113). Io credo che tutti voi conosciate la bellezza e l’importanza di queste parole di san Paolo. Ho voluto riprendere in classe con i miei ragazzi di quarta superiore queste righe del Nuovo Testamento, per riflettere insieme a loro sul vero significato della parola “amore”. Mi sembra importante, in una società come la nostra che banalizza tutto e che fa perdere di vista le cose che contano veramente, ricordarci cosa vuol dire amare per il cristiano e mettere in pratica il comandamento dell’amore che lo stesso Gesù Cristo ci ha lasciato. Dopo aver letto in classe il testo di san Paolo, ho chiesto ai ragazzi cosa gli fosse piaciuto di più. Queste sono state alcune risposte:

2. Oggi si fa tutto quanto per mostrarsi, per farsi dire “bravo”, ma non lo si fa con il cuore

21 INSIEME

Parlando di scuola …

1. Nei nostri tempi se penso all’amore non mi viene in mente nulla, non c’è carità nel mondo, sovrastano le guerre e l’odio


Protagonisti… Protagonismi Si dice “Essere protagonisti” o “fare i protagonisti”: è subito evidente che c’è molta differenza fra i due modi di stare nel mondo. Oggi, purtroppo, sembra che il secondo ruolo vada più di moda, che prevalga cioè l’apparire, il far vedere l’imporsi all’attenzione: parafrasando la famosa frase “Penso, dunque sono” si può dire “mi guardano, dunque sono”. Tutti abbiamo bisogno di confrontarci con gli altri, non per competere, ma per “prendere le misure” su noi stessi, per conoscerci, per capire e soprattutto porci delle domande. Chi fa del protagonismo può non chiedersi nulla per provocare una reazione che soddisfi il suo bisogno di riconoscimento, ma questo fa crescere la sua consapevolezza? E accresce il valore delle sue azioni in base a un criterio di giudizio che distingua il positivo dal negativo? Il meeting di Rimini di quest’anno aveva come tema: “O protagonisti, o nessuno”.

Attualità

Forte e provocatorio: qualcuno ha inteso quel “nessuno” forse come dispregiativo per le vite ordinarie, ma bastava leggere qualche resoconto, ascoltare qualche intervista anche a visitatori qualsiasi per capire che non è stato così. Sono stati chiamati “protagonisti” non solo coloro che hanno portato la testimonianza di un percorso di vita, di un impegno, di una vita vissuta per una causa buona, ma anche i vari relatori che hanno contribuito alle riflessioni e ai dibattiti, o coloro che hanno aderito come volontari per l’organizzazione (magari pulendo bagni) o come i partecipanti, convenuti per vedere, ascoltare, fare domande, ottenere risposte.

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Tutti costoro mossi dal desiderio di risposte alle esigenze del cuore, prendendosi molto sul serio, prendendo sul serio i perché della vita, per cercare di orientarla verso un fine buono.

INSIEME

Ecco i protagonisti! Il card. Bagnasco, nel suo intervento, è andato oltre “la Storia è compito di ogni uomo, questo compito di ognuno è il primo affluente della storia universale!”. La storia compito nostro? Ma la storia la fanno

i leaders, i grandi, famosi, i generali o i rivoluzionari, gli scienziati o gli inventori e al massimo è per i più ambiziosi, quelli che sgomitano per entrare nella cerchia che conta, o quelli che lasciano una traccia. Ecco invece la risposta cristiana: fare la Storia è compito di ognuno: nel cristianesimo nessuno può essere… nessuno. Ce lo stiamo dimenticato! Ripensando alle generazioni passate (padri e nonni) al loro modo di vivere e di pensare, sembra che questo per loro fosse normale senza tante riflessioni: vivere era assolvere un compito, impegnarsi alla costruzione di un bene comune, ancora più pressante probabilmente dopo le guerre, quando si ricominciava a vivere, a lavorare, a costruire, spinti dalla necessità di continuare la storia, la propria e quella del proprio paese. Perché il secondo affluente della storia è quello formato dalla storia dei popoli, perciò è importante che il fiume del nostro popolo scorra in un alveo comune, non si disperda in rivoli improduttivi e aridi fatti di individualità, egoismi e in continua ricerca di “protagonismi”. Essere protagonisti è anche guardare a “veri protagonisti” del nostro tempo, quelli che possono essere dei modelli e sono tanti, ma non appaiono in TV, bisogna cercarli su canali alternativi e sono coloro che ci daranno speranza in un futuro che è da costruire, ma con noi. Luisa

*** Aforisma: Di nessun dono di Dio si fa tanto sciupio come della mente, che è il più prezioso. Quanti pascoli avvelenati per le letture, il cinema e la televisione! (Don Alberione)


Un premio per fare i genitori

Attualità

saggi, spesso contraddittori o tra parole che poi vengono smentite dalla pratica. Dicevo del senso del dovere, ma non basta: “l’Educazione è casa del cuore” diceva don Bosco per questo noi adulti dobbiamo riscoprire la passione educativa che ci coinvolge in ogni momento, in ogni periodo dell’età dei figli. Ho trovato un commento alla lettera indirizzata dal Papa alla diocesi di Roma sul “compito urgente dell’educare” che sintetizza cinque punti che spiegano cosa intenda il Papa. Educare è: 1. Presenza amorevole: esserci, esprimere una vicinanza ricca di fiducia e amorevolezza. 2. Si educa donandosi: mettersi in gioco in modo totale, facendosi dono per l’altro. 3. Non temere la sofferenza: cercando di eliminare ogni difficoltà ed esperienza del dolore a sé e ai figli, si rischia di

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Le notizie apparse sui giornali: In Inghilterra si è deciso di premiare con 200 sterline i genitori che: faranno vaccinare i figli, li faranno leggere, insegneranno loro ad essere educati e a mangiare cibi sani. In Francia queste cose non possono succedere! Siamo noi genitori che facciamo regali ai nostri figli: a forza di sentir parlare di gratificazione (che sembra indispensabile per non far crescere bambini complessati) abbiamo tutti perso un po’ il senso del dovere? Nell’ultimo anno sono stati in molti a lanciare un allarme sull’emergenza educativa che viviamo e allora tutti a scagliarsi contro Tv, stampa, famiglia, scuola, tutta colpa del troppo benessere, del consumismo, anzi no troppa emarginazione, anzi no, i tempi sono cambiati bisogna adeguarsi… sono necessarie delle regole o forse no… i giovani devono fare le loro esperienze ecc.. È vero, il contesto non aiuta gli educatori, ma ci si deve rendere consapevoli che anche per i ragazzi non è facile orientarsi tra mille mes-


produrre fragilità ed egoismo: la capacità di amare corrisponde alla capacità di soffrire insieme. 4. Giusto equilibrio fra libertà e disciplina: questi due atteggiamenti collaborano insieme secondo un dosaggio diverso secondo l’età. 5. Educazione ricca di autorevolezza: questa rende credibile l’esercizio dell’autorità e aiuta a scoprire che l’educatore non è un banditore di principi, ma un testimone dei valori proclamati. Concludeva dicendo che invece di incolpare i giovani di indifferenza e insofferenza o gli adulti perché non sono più capaci, è necessario trovare nuovo slancio e rinnovato entusiasmo per l’opera educativa in una “speranza affidabile” che nasce dalla fiducia in Dio e nella vita. Nessuna ricetta pronta dunque, solo un forte richiamo a dire “mi interessa, mi sta a cuore”. Due esempi mi hanno colpito, li condivido perché mi sembra che dicano molto sull’argomento e sono di due insegnanti, due veri educatori!

di, moto, musica, ragazza, internet, amici…. Il professore rispose tranquillo: non ti voglio privare di nulla di ciò che desideri, voglio aiutarti a scoprire il loro vero grado di valore per dare pienezza alla tua vita! Una mamma parla con l’insegnante della figlia e si mostra preoccupata perché non ascolta, contesta tutto quello che le si dice, si ribella alle regole ecc.. L’insegnante la tranquillizza: signora, sono sicuro che fino a questo momento, lei ha messo nel bagaglio che sua figlia porta sulle spalle tanti buoni insegnamenti; ora è il momento che sua figlia se lo tolga e se lo metta davanti: dobbiamo aiutarla a guardarci dentro e a ragionare su quello che si trova perché solo così potranno diventare valori per sé stessa. Come per tanti altri argomenti, non lasciamoci scoraggiare dai pessimisti o dai rinunciatari, ma armiamoci di strumenti che ci aiutino a decifrare la realtà oltre le notizie dei telegiornali e a educarci visto che (così dicono) questa operazione dura tutta la vita, anche se non ci sono premi in palio. L.

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Uno studente disse al suo insegnante di religione che a lui non interessavano le domande impegnative sulla vita, ma chiedeva solo: sol-

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Autunno al parco di Casa Serena.


Automobile?

Grande necessità… Grande problema L’automobile sta vivendo da assoluta protagonista l’epoca moderna condizionando sempre più profondamente la vita dell’uomo. Non possiamo fingere di non accorgerci di tutto questo.

dire “Io esco”. Impugnando le chiavi della macchina.

Nata come semplice mezzo di trasporto, è riuscita in breve tempo a rivoluzionare il nostro sistema di vita, insinuandosi in definitiva in ogni casa italiana.

E’ così che l’uomo, innervosito da un’attesa dietro ad altre auto, che sembra non finire mai, diventa irritabile e scontroso, pronto a scattare (a volte, come tutti ben sappiamo, con aggressività) alla minima occasione. Le automobili ormai riescono ad influenzare anche le decisioni stesse dell’individuo che frequentemente stabilisce di non recarsi in un certo luogo, basandosi sul “calcolo dei chilometri” (“No, al lago non ci andiamo, la strada è troppo lunga”) e di quanto tempo dovrebbe impiegare per percorrerli a bordo del proprio veicolo (“No, un’ora e mezza di auto per andare al lago, proprio no”). Al contrario, troppo spesso ci si affida ad essa in ogni situazione, evitando sempre più di vivere l’esperienza di pedone, seppur per spostamenti minimi. I nostri paesi vengono di conseguenza plasmati e rimodellati in funzione di questa necessità di potersi recare ovunque a bordo del mezzo ed è così che strade e superstrade invadono e ingrigiscono i più svariati ambienti. Restano comunque i centri urbani l’indiscusso habitat della regina delle strade;

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Questo è visto, da buona parte degli adolescenti, anche come il passaggio dalla condizione di bambini, in tutto e per tutto dipendenti dai genitori, a quella di adulti, con la massima libertà di spostamento e di autonomia che l’automobile sembra poter garantire. E’ ben diverso dover chiedere “Per favore, mi dai un passaggio a…”, piuttosto che poter

Ma forse ci dimentichiamo che buona parte della vita di un adulto si viene a trovare prigioniera di quella stessa auto che da giovani si sognava di possedere, dimentichi per un istante del traffico che più o meno ogni giorno paralizza le strade di paesi e città. Traffico che blocca persone che non arriveranno mai in tempo a quell’appuntamento fissato da giorni e giorni.

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La nostra Italia è un paese tra i più motorizzati in cui il numero di persone che entrano in possesso di un auto continua a crescere.


città che rischiano ogni giorno di più di essere invase e rese invivibili da un eccessivo numero di tali veicoli. Questo ambiente risulterà oltretutto paralizzato dall’inquinamento da essi derivante, con la diretta conseguenza che, per i poveri abitanti (si, esattamente tutti noi), tenderanno ad aumentare sempre più non soltanto lo stress dovuto al caos, ma anche malattie respiratorie più o meno serie. Pensarci fa paura forse, ma è così che stanno le cose. Ma purtroppo non sono solo gli adulti, cittadini o guidatori che siano, a risentire di questo eccessivo utilizzo di automobili: anche i bambini si vedono costretti a restare chiusi in camera, minacciati da autoveicoli che spadroneggiano in città così come in campagna. Non si può più giocare a “palla prigioniera” nel giardinetto sotto casa. E’ troppo pericoloso. Fidarsi degli automobilisti è bene. Non fidarsi è meglio. Nel 2008 è questa la situazione: autovetture che intasano strade e parcheggi, vicoli privati o zone limitrofe ad ogni genere di edificio pubblico.

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Miliardi di automobili per miliardi di automobilisti; ed è così che l’auto diventa sempre

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più anche uno status symbol, emblema del progresso, certo, ma simbolo anche di un individualismo sempre più accentuato in una società in cui se non si possiede un veicolo motorizzato privato ma soprattutto di un certo tipo, non si è nessuno. E, cosa ancor peggiore, società la nostra, all’interno della quale, in totale mancanza di un’auto, non ci si sente più in grado di fare nulla. La domanda sorge spontanea. Dove stiamo andando a finire? Meglio la comodità a tutti i costi a scapito dell’individuo, oppure ammettere che le auto, ormai, stanno diventando veramente anche un problema? Personalmente, potendo, tornerei volentieri al buon vecchio cavallo-con-carretto. Vedere persone che liberamente si spostano a piedi per le strade. Poter ascoltare il cinguettio dei passerotti (Ok, non esageriamo…) Ma questo è solo un sogno. Una bellissima utopia. Chi rinuncerebbe volontariamente alla comodità dell’auto?! Siamo sinceri… Nessuno. Laura Ravasio


NON ABBIAMO LETTO PER VOI.... Gianni e Antonella Astrei, Gli errori di mamma e papà. Guida pratica per non sbagliare più, Ancora (€ 19,90)

In questo libro, Vittorino Andreoli si rivolge alla famiglia nel suo complesso, l'organismo fondamentale all'interno del quale si pongono le basi di un sereno sviluppo personale o da cui possono trarre origine conflitti, lacerazioni e traumi destinati a segnare intere esistenze. Il tono scelto da Andreoli non è quello del saggio specialistico: questa lettera comunica pensieri e sentimenti rivolti alla sensibilità di ciascun membro della famiglia. Ognuno è chiamato a mettersi in gioco, a esaminare i propri atteggiamenti e giudizi e le loro conseguenze sugli altri familiari, a riflettere con serenità sulle dinamiche e sui valori che, in modo esplicito o implicito, caratterizzano ogni famiglia.

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Il mondo giovanile è sempre stato uno dei centri dell'interesse di Vittorino Andreoli, nelle sue varie vesti di psichiatra, di osservatore del costume, di narratore abituato a scavare nei luoghi oscuri della psiche e della nostra società. Molte volte è stato chiamato ad affrontare il disagio di adolescenti bombardati da stimoli e da modelli di comportamento contraddittori e irraggiungibili, abbandonati a se stessi da adulti che li temono e sono fin troppo preda delle loro stesse insicurezze per offrire certezze ai giovani. In questo libro breve e intenso, Andreoli si rivolge direttamente a un adolescente di oggi, e affronta le sue inquietudini, le sue domande, la sua disperata esigenza di dare un senso alla vita.

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Scrivere una guida pratica alla scoperta degli errori più comuni commessi dai genitori, per imparare ad evitarli: questo l'obiettivo di Gianni e Antonella Astrei, "genitori di lungo corso" che - grazie al contributo determinante dei 4 figli - hanno preparato le 150 "voci" che compongono il testo, vivacizzato dalle illustrazioni di Pierluigi Diano. Uno strumento che, proprio partendo dagli errori dei genitori, può aiutare a metterli in discussione, a riscoprire la bellezza della vita famigliare, delle tante piccole cose che la riempiono, che la rendono unica, che danno il vero senso alla nostra esistenza.


Sulle orme di Paolo Iniziamo con questo numero, una breve serie di articoli per presentare la figura di san Paolo. Benedetto XVI ha infatti inaugurato quest'anno le celebrazioni per ricordare il bimillenario della nascita dell'Apostolo delle Genti. E' un'occasione preziosa per conoscere meglio la sua persona e i suoi scritti. La riflessione sulle sue lettere e sulla sua vita non potrà che giovare a tutti i cristiani e alla vita di ogni comunità.

diventato cristiano; e non perché improvvisamente avesse sentito questa vocazione: lui infatti era ben consapevole di essere chiamato da Dio a evangelizzare i pagani, non a diventare autore di lettere dal carattere teologico. Paolo usa questo mezzo di comunicazione come strumento del suo lavoro apostolico, per rendersi presente nelle comunità dove ritiene necessario – e a volte urgente – far arrivare il suo pensiero, per indicare le soluzioni a problemi concreti di varia natura, per insegnare, motivare, correggere, rimproverare, consolare, incoraggiare, ecc. I suoi sono di fatto i primi scritti in assoluto della letteratura cristiana, che significativamente inizia proprio con il genere letterario più colloquiale che esiste, quello epistolare, piuttosto che quello del trattato.

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Nei suoi scritti si avverte tra l'altro una buona conoscenza dell’arte del ben parlare – che veniva insegnata nelle scuole greche – con il frequente uso delle figure e degli espedienti retorici (la metafora, l’allegoria, la metonimia, l’iperbole, l’ironia...); proprio per il loro intento principale di voler persuadere i destinatari riguardo a verità dottrinali e a comportamenti da tenere, e il fatto di essere destinate a essere lette ad alta voce nell’assemblea, le lettere paoline si avvicinano per molti versi al discorso orale, che allora veniva preparato seguendo le precise regole della retorica antica.

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San Paolo Fuori le Mura.

Paolo lo conosciamo soprattutto per i suoi scritti. Eppure Paolo non è nato per fare lo scrittore. Nella sua formazione (era un giudeo osservante e discepolo di rabbini) aveva sicuramente imparato a leggere i testi sacri e a spiegarli, ma non a scriverne commenti. Da parte sua, egli faceva addirittura fatica a impugnare la penna: «Vedete con che grossi caratteri vi scrivo, di mia mano» (Gal 6,11). Per quanto ne sappiamo, ha iniziato a produrre scritti (dettandoli) soltanto in età avanzata, a circa cinquant’anni, quasi venti da quando era

Anzi, il suo stile e il suo linguaggio rispecchiano l’immediatezza e la vivacità della lingua parlata, che evita ricercatezze e saccenterie per far valere piuttosto la forza dell’argomentazione in grado di parlare all’intelligenza. Potremmo applicare al suo modo di scrivere ciò che Paolo stesso dichiara in una sua lettera riguardo al suo modo di parlare: «Quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza [...]. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio» (1Cor 2,1.4-5). Se egli per umiltà si definisce «profano nell’arte del parlare» (2Cor 11,6), tuttavia non mancano brani del suo epistolario che raggiungono alti


scambiate tra le varie comunità (cfr. Col 4,16; Gal 1,1) e raccolte insieme. L’autore della seconda Lettera di Pietro le menziona dando quindi per scontato che la comunità a cui si rivolge già le conosca e le abbia raccolte; mettendo in guardia da una loro falsa interpretazione, implicitamente riconosce loro un grande valore, anche perché in qualche modo le paragona addirittura alle Scritture ebraiche: «La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza, come anche il nostro carissimo fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; così egli fa in tutte le lettere, in cui tratta di queste cose. In esse ci sono alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina» (2Pt 3,15-16).

Nel Nuovo Testamento ben tredici lettere sono attribuite a Paolo. Un caso a parte è la Lettera agli Ebrei, in passato attribuita a Paolo: in realtà non si nominano né mittente né destinatari; inoltre più che una lettera ha le caratteristiche di un’omelia. Di queste tredici, per ragioni stilistiche e teologiche, soltanto sette vengono attribuite con certezza a lui, e perciò sono dette "protopaoline": prima lettera ai Tessalonicesi, prima e seconda lettera ai Corinzi, quella ai Filippesi, a Filemone, ai Galati e ai Romani. Le restanti lettere vengono attribuite con diverso grado di incertezza a discepoli posteriori, secondo il diffuso fenomeno della pseudepigrafia (l’attribuire cioè lo scritto a un personaggio famoso, non con l’intenzione di produrre un falso, bensì per rendergli omaggio): sono le "deuteropaoline" ai Colossesi, agli Efesini, la seconda lettera ai Tessalonicesi, le due lettere a Timoteo e quella a Tito. Fare questa distinzione non significa fare una discriminazione tra le lettere circa la loro ispirazione e la loro canonicità. Sappiamo che ben presto queste lettere vennero

Caravaggio: La conversione di San Paolo.

la successione delle lettere paoline così come le troviamo nel Nuovo Testamento non segue l’ordine cronologico, ma quello basato sulla loro lunghezza: si comincia quindi dalla più estesa (Romani) per finire con la più corta (Filemone). Se si fosse seguita la classificazione temporale, avremmo avuto questa sequenza: 1Ts (scritta nel 50), 1Cor, 2Cor, Fil, Fm, Gal e Rm, scritta probabilmente nel 58 d.C. don Gustavo

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livelli letterari e perfino poetici (cfr. l’inno all’amore di Dio di Rm 8,31-39 o quello all’amore cristiano di 1Cor 13).

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San Paolo in Piazza San Pietro.

Da alcuni accenni che troviamo nelle sue lettere, veniamo a sapere anche che la raccolta in nostro possesso non è completa: Paolo ha scritto altre lettere che purtroppo sono andate perse (cfr. 1Cor 5,9; 2Cor 2,4; 7,8; Col 4,16). La fissazione nel canone (cioè l'insieme dei libri che compongono la Bibbia ritenuti ispirati) la si avrà soltanto alla fine del IV secolo con il Concilio di Ippona (393) e quello di Cartagine (397), dove si nominano quattordici lettere, essendo stata inclusa anche quella agli Ebrei. Riguardo al canone attuale della Bibbia, va ricordato che


Oratorio San Giovanni Bosco Brembate di Sopra

con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, della Biblioteca Comunale “Mario Testa” del Comune di Brembate di Sopra

Benny & C. Design srl Via Venezia, 2/a Mozzo www.bennydesign.com

via Monte Grappa, 14 - tel. 035 4942668 24040 Ghiaie di Bonate Sopra (Bg)

Associazioni e Gruppi

...“NATUM VIDETE”...

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I Presepi di Raffaele Boselli alias Pisello

Oratorio San Giovanni Bosco - Via Locatelli, 4 dal 6 dicembre 2008 all’11 gennaio 2009 Inaugurazione: sabato 6 dicembre ore 16.30 Orari di apertura: da lunedì a venerdì 15.00 /19.00 sabato, domenica e festivi 10.00/12.00 e dalle 15.00/19.00

La Redazione, i Collaboratori e il Gruppo distributori

augurano un sereno e lieto Natale 2008 e felice Anno Nuovo 2009


Informazioni parrocchiali Orari delle S. Messe Feriali: ore 8,00 - 9,00 (in Casa Serena) - 18,00. Festive: Sabato sera e vigilia delle feste: Invernale: ore 18,00 - Estivo: ore 18,30 Domenica e feste: ore 7,30 - 9,00 (Casa Serena) Invernale: ore 10,00 - 11,15 - 18,00. Estivo: ore 10,30 - 18,30. Disponibilità per le Confessioni Don Corinno: ogni venerdì 8.30 - 9.30 Don Gustavo: ogni sabato 8.30 - 9.30 Don Faustino: ogni sabato 16.30 - 18.30 N.B. A richiesta i sacerdoti, nei limiti del possibile, sono sempre a disposizione per questo ministero. In particolare mezz’ora prima delle S. Messe o subito dopo. Celebrazione del Battesimo Prima domenica di ogni mese, ore 11.15 Terza domenica di ogni mese, ore 16.00 (estivo ore 17.00) N.B. In vista del Battesimo, si prenda contatto con il Parroco. Il 2° Mercoledì di ogni mese alle 20.30 si terrà in Oratorio un incontro di preparazione per i genitori ed i padrini. Celebrazione del Matrimonio Il Matrimonio si può celebrare in ogni giorno dell’anno, eccetto le domeniche e i tempi di Avvento e di Quaresima. Occorre prepararsi adeguatamente. Per questo la parrocchia organizza due corsi di preparazione: uno in autunno e uno in inverno. (È possibile partecipare anche a corsi fuori parrocchia). Per le pratiche burocratiche ci si rivolge a don Faustino Rota (tel. 035.332.092) circa tre mesi prima del Matrimonio. In ossequio a giuste disposizioni diocesane, il Matrimonio va celebrato o nella parrocchia della sposa, o in quella dello sposo o in quella dove la coppia andrà ad abitare. Per eventuali eccezioni ci si rivolga alla Curia vescovile. Per la richiesta di certificati Per ogni genere di certificazione, ci si rivolge a don Faustino Rota, via Indipendenza 2, possibilmente non durante i pasti. Tel. dei Sacerdoti: Don Corinno Scotti Tel. 035.620.103 - cell. 334.351.6097 e-mail: brembatesopra@diocesibg.it Don Faustino Rota Tel. 035.332.092 - cell. 329.544.4774 Don Gustavo Bacuzzi Tel. 035.332.385 - cell. 348.084.1213 e-mail: oratoriodonbosco2004@yahoo.it


Insieme nr. 1 dicembre 2008  

Bollettino parrocchiale - Parrocchia S. Maria Assunta - Brembate di Sopra

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