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EDITORE Insider Srl Largo Messico, 15 - 00198 Roma +39 0698353089

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DIRETTORE EDITORIALE Mariela A. Gizzi mrl.gizzi@gmail.com DIRETTORE RESPONSABILE Francesca d’Aloja direzione@insidermagazine.it

Cover Namibia Popoli del deserto

AMMINISTRAZIONE Raimondo Cappa amministrazione@insidermagazine.it

ph Donatella Codonesu

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REDAZIONE redazione@insidermagazine.it Irene Cappa COORDINAMENTO REDAZIONE redazione2@insidermagazine.it Donatella Codonesu PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE info@csgraphicdesign.it grafica@insidermagazine.it HANNO COLLABORATO Alessandra Vittoria Fanelli Antonella De Santis Carlotta Miceli Picardi Emanuela Carratoni Enrico Tonali Ester Maria Lorido Fabio Cipriano Fabio Colivicchi Francesca Volino Francesco Mantica Laura Mocci Luisa Espanet Marco Marini Maria Laura Perilli Marco Callai Valentina Falcinelli Vittoria di Venosa STAMPA Printer Group Italia Srl 800 033 772 www.printergroup.it ANNO 4 - NUMERO 34 Periodicità bimestrale settembre/ottobre 2012

TRAVEL

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NANTES

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Registrazione presso il Tribunale di Roma al n. 58/2009 del 25/2/2009 Iscrizione del marchio presso l’Ufficio Italiano Marchi e Brevetti è vietata la riproduzione anche parziale di testi, grafica, immagini e spazi pubblicitari realizzati da: INSIDER Srl

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L a Nam ibia tra d eserto e nom ad i tErrE d’africa

dunE, ocEano E savana: i MillE volti dEll’africa in un PaEsE EstrEMo, Poco abitato E assolutaMEntE affascinantE di Donatella Codonesu

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calare le dune più antiche del mondo, appostarsi per il safari (fotografico) a caccia di grandi felini del parco Etosha, percorrere la Skeleton Coast alla ricerca di relitti di vecchi naufragi, spingersi nell’estremo nord alla ricerca dell’ultima popolazione nomade dell’Africa Australe. Un viaggio in Namibia è assoluto e indimenticabile da ogni punto di vista. I colori, innanzitutto. Rosso, giallo, bianco: il deserto, anzi i deserti della Namibia offrono uno spettacolo di incredibile varietà e incomparabile bellezza. Da sud verso nord si passa dalle meravigliose dune del Namib a sossusvlei, incendiate di arancio al tramonto, al giallo ocra dell’area costiera di Walvis bay. Centinaia di chilometri lungo i quali cambiano la composizione e la consistenza della sabbia, così come tutta una moltitudine di piante e animali che fanno del deserto un luogo inaspettatamente popoloso.

Il namib - un deserto tutt’altro che ‘desertico’ - è infatti un complesso ecosistema ambientale unico al mondo: lucertole che possono immagazzinare l’acqua anche per due mesi, scarabei che si posizionano nella parte alta delle dune per raccogliere tutta l’umidità della nebbia mattutina, l’antilope oryx, che ha sviluppato un particolare sistema di raffreddamento del sangue nelle narici, lo scoiattolo che per proteggersi dall’estremo calore utilizza la coda come parasole… non sono i protagonisti di un film di Walt Disney, ma un universo reale collocato ad Ovest del Sud Africa. Un mondo in cui tutti gli esseri viventi sono scientificamente modificati per resistere ad un clima estremo, anche le piante. La Welwitscha, per esempio, tecnicamente un albero (ma è alta solo pochi centimetri), che produce appena due foglie nastriformi lunghe anche più di 5 metri, ‘progettate’ per trattenere l’umidità (qui piove poche volte a decennio)… e per vivere oltre 2.000 anni.

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over stor

In questo paese dalle infinite sorprese, lungo la costa si incontra la curiosa e suggestiva cittadina di swakopmund, esempio di architettura tedesca ottocentesca. Qui la grande umidità, dovuta a diverse correnti marine, produce spessi banchi di nebbia che da sempre determinano il naufragio delle navi, ai cui relitti si deve il nome di ‘Costa degli scheletri’. Sempre qui, nella zona rocciosa di cape cross, si affolla la colonia di otarie più grande del mondo: circa 80.000 gli esemplari che giocano costantemente nelle onde producendo un frastuono assordante. Andando ancora verso nord ci si addentra poi nell’arido damaraland, le cui arenarie rossastre, secondo i geologi, risalirebbero a più di 150 milioni di anni fa. È la terra del misterioso popolo Damara, che come i boscimani parla la strana lingua detta “a click”. A twyfelfontein, sito riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO, mirabili incisioni rupestri raffigurano antiche scene di caccia. In questa zona esplorando le vallate in jeep si possono avvistare gli schivi elefanti del deserto e, molto più raramente, un elegante ghepardo, uno dei pochi predatori diurni.


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alle poche pozze d’acqua in un tanto naturale quanto inappellabile ordine ‘gerarchico’: dai più forti ai più deboli. Se Windhoek, la capitale, non offre molto a chi è abituato a grandi città, i lodge e campi tendati in cui si soggiorna durante il viaggio accolgono invece in meravigliose e spesso eleganti oasi dotate di ogni comfort. E se la visione dal basso non vi soddisfa, sappiate che alcune zone possono essere sorvolate in piccoli aerei da turismo o in mongolfiera, completando questa indimenticabile esperienza con il gusto di un’autentica e totale suggestione ◆

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Ancora più a nord, al confine con l’Angola, si incontrano gli Herero, che vestono oggi come all’epoca della colonizzazione tedesca di due secoli fa. E i bellissimi Himba, ultima popolazione nomade dell’area, che ancora vive di pastorizia in capanne di tronchi e fango costruite lungo il tracciato del pellegrinaggio annuale. Verso l’interno, sempre in jeep, si esplora il Parco Etosha alla ricerca di leoni, struzzi, antilopi, zebre e centinaia di variopinti volatili. Oltre 22mila chilometri quadrati di chiara terra argillosa, dove i molti animali si radunano intorno

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Il nuovo accogliente rifugio alle porte di Roma, guarda la città dai tetti del centro storico di Formello

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b&b la MEridiana

Via Nazario Sauro, 42/C - Formello (Roma) Tel. +39 069088529 - +39 3928466229 info@bb-lameridiana.com - maria@bb-lameridiana.com www.bb-lameridiana.com

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La Meridiana B&B

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a Meridiana Bed & Breakfast, che accoglie i propri ospiti nello splendido palazzetto del 1600, in prossimità dell’antico borgo di Formello, prende il suo nome dalla meridiana scoperta nella Chiesa di San Lorenzo, risalente al XIV secolo. Circondata dal verde della campagna romana, sulla quale si affaccia la meravigliosa terrazza panoramica e si adagia il giardino, la struttura è composta da sei camere doppie ed una suite, i cui arredi coniugano preziosi oggetti della memoria a spunti di design contemporaneo, tutto ciò nell’intento di creare un luogo assolutamente esclusivo, confortevole ed elegante. Una straordinaria cornice per ricevimenti ed anniversari, per tornei di burraco e compleanni, con la possibilità, tra l’altro, di affittare il roof garden, con uso cucina e fornitura di attrezzature e stoviglie. La residenza diviene così stazione ideale per soggiorni di vacanza e week-end con possibilità di escursioni di interesse gastronomico naturalistico e storico lungo i suggestivi itinerari della via francigena, nonchè prestigioso biglietto da visita per incontri d’affari, organizzazione di eventi e meeting internazionali ◆


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L e voy a ge à Nantes

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un PErcorso PEr scoPrirE lungo la loira attravErso ’EstuairE’ il PaEsaggio, il fiuME E l’artE contEMPoranEa di Alessandra Vittoria Fanelli

Nantes veduta generale

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arte da Nantes, moderna e vivace località già designata Città della Cultura 2012 e prossima Capitale Verde 2013, l’evento ‘Le Voyage à Nantes’, un’avventura artistica denominata ‘Estuaire’ che percorre le rive dell’estuario della Loira e termina a Saint Nazaire, cittadina nota per i suoi imponenti cantieri navali che si affacciano sulla costa Atlantica. Iniziato nel 2007 ‘Estuaire’ si è sviluppato in tre episodi: il secondo si è tenuto nel 2009, l’ultimo e terzo di essi terminerà a fine 2012 segnando Nantes come una delle destinazioni culturali e turistiche più affascinanti della Francia.

Città millenaria di origine gallo-romana Nantes si afferma nel corso dei secoli come grande porto commerciale e industriale ma anche come città di scambio e di incontro di culture. Oggi la capitale della Bretagna, famosa per aver dato i natali a Julius Verne, scrittore di romanzi di fantascienza tra cui il famosissimo ‘Viaggio al centro della terra’ e ‘Ventimila leghe sotto i mari’, ospita l‘Estuaire, un evento affascinante quanto questi racconti. Prima di percorrere la Loira sul battello, denominato proprio ‘Le Voyage à Nantes’ e scoprire la collezione di opere d’arte disseminate lungo il fiume, esploriamo la Città della Cultura 2012.

Chateau de Duc de Bretagne - ph P. Messina

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Misconceivable - ph Bernard Renoux


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Carrousel de Monde Marine

info guidE

ViAGGiArE Voli diretti con Air France da Roma e Milano per Nantes Atlantique www.airfrance.fr DorMirE Nantes. Hotel Pommeraye www.hotel-pommeraye.com MAnGiArE Nantes: La Cigale, monumento storico, www.lacigale.com Nantes: Restaurant Teo, www.teo-time.com Saint Nazaire: Au Skipper. www.le-skipper.com in italia ATOUT FRANCEITALIE www.rendezvousenfrance.com in Francia www.nantes-tourisme.com - www.levoyageanantes.com Servizio fotografico courtesy by Le voyage à Nantes e Nautilus Nantes Tourisme

Les Anneaux by Buren - Bouchain

Il tour non può iniziare che nel cuore del quartiere medievale con la visita al castello-fortezza dei Duchi di Bretagna costruito alla fine del Quattrocento da Francesco II, ultimo duca di Bretagna e terminato da sua figlia Anna, due volte regina di Francia. L’imponente costruzione di granito e tufo bianco calcareo e i suoi straordinari edifici costruiti nel corso del XV e XVII sono in parte circondati da un fossato, un giardino e da massicce torri a cui si può accedere lungo le mura. Incastonato nella città, il Castello è ora adibito a museo dove è possibile ammirare, visitando le 32 sale, gli arredi, le armi e gli oggetti dei suoi cinque secoli di storia e seguire l’evoluzione della città grazie all’affascinante ricostruzione multimediale realizzata dal video artista Pierrick Sorin. Lasciata la parte più antica della città dopo aver attraversato il Passage Pommeraye, monumento storico che combina uno stile neoclassico con una sontuosa decorazione arricchita da una scala monumentale, luogo spesso utilizzato come set cinematografico, è interessante scoprire come Nantes sia ora una métropole moderna grazie alla riconversione di alcune fabbriche in atelier e bistrot innovativi. Ad esempio ecco Le Lieu Unique/Playground, vecchio edificio famoso per la produzione di biscotti evidenziato dalla torre Le Lu, oggi sede di concerti, spettacoli, incontri letterari e dibattiti filosofici. Il grande edificio totalmente ristrutturato ospita anche un barristorante, una biblioteca, un book-shop e nel seminterrato un hammam per il visitatore che desidera approfittare di un momento di relax. Fuori, lungo il canale Saint Felix, che si immette nella Loira, ecco un dehor attrezzato con chaise

longue, tavolini e ombrelloni per godere all’aperto gli ultimi scorci estivi e i primi freschi autunnali. La Tour de Bretagne, invece, è l’unico grattacielo di Nantes. Inaugurato nel 1976 è alto 144 metri dall’alto dei quali, al 32° piano, si gode la stupenda vista a 360 gradi della metropoli. Interessante poi sorseggiare un drink al longue bar Le Nid situato, appunto, all’ultimo piano: un nido arredato con enormi involucri di guscio d’uovo che si trasformano in sedute e tavolini create dall’estro dell’interior designer Jean Jullien. Nell’ambito di ‘Le Voyage à Nantes’ ecco un’altra stravagante invenzione che avrebbe affascinato Jules Verne: a fianco a Les Machines de l’Ile, situata negli antichi cantieri navali dove si trova il ‘grande Elefante’, un maestoso pachiderma meccanico alto 12 metri che passeggia intorno all’isola, è stato inaugurato lo scorso 15 giugno il Carrousel des Mondes Marins, un teatro-giostra meccanico di navicelle dalle inquietanti sembianze di animali marini: in pratica un viaggio straordinario nel mondo marino… all’aperto! Ma è l’Estuaire sulla Loira che attira e affascina i viaggiatori più curiosi che, con questa edizione 2012, termina il suo viaggio nell’arte contemporanea. L’evento inizia a Nantes con l’istallazione de Les Anneaux di Daniel Buren e Patrick Bouchain posati leggermente di traverso lungo i docks sapientemente ristrutturati, che di notte assumono un’aura luminosa rossa, verde e azzurra modificando la percezione dello spazio. L’avventura prosegue lungo la Loira, sottolineata da grandi installazioni che improvvisamente appaiano e scompaiano nelle anse

Passage Pommaraye

del fiume: ecco ad esempio Le Pendule di Roman Signer, un vecchio edificio rosso abbandonato che si staglia lungo la Loira dotato da un pendolo lungo sette metri che batte inesorabilmente lo scorrere del tempo. Proseguendo si trova l’opera dell’austriaco Erwin Wurm, che con Misconceivable ha posizionato la sua barca a vela che pende sul canale della Martinière come fosse attratta dal fiume. Oppure ecco apparire improvvisamente La Maison dans la Loire dell’artista Jean-Luc Courcoult, una tipica casa del Settecento francese che sembra sprofondare ma anche emergere dalla placide acque del fiume. E via via arrivando a Saint Nazaire, dove l’estuario si getta sull’Atlantico, ecco l’opera più intrigante. Si tratta di Suite de triangles dell’artista svizzero francese Felice Varini: un gioco di prospettiva sottolineato da una linea orizzontale rossa che abbraccia tutto lo scenario del porto. Incredibile, davvero! ◆


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Vil la L icia

Maison de charme a cinque stelle, immersa nel verde della Toscana

la bellezza degli oggetti d’epoca e il più attuale comfort: idromassaggio (anche esterno) e palestra attrezzata con moderni macchinari. Senza dimenticare il palato: sapori della tradizione trattati con estro e creatività. E in cantina, in vendita, prodotti tipici della Toscana selezionati dal maggiordomo-cuoco Massimo: vini, olii, salumi e articoli per il corpo. Cinque stelle e servizi impensabili, come la possibilità di una giornata sul vicino Lago Trasimeno sulla barca Glastron Superamerica o l’accesso a “mosquitos” d’epoca e biciclette, o ancora una gita con esclusive auto vintage a noleggio: una Jaguar XJ e una Porsche 911 2.4 Porsche e Jaguar. Grande cura nell’accoglienza, per una gestione che ama considerare gli ospiti “non solamente clienti, ma cari ospiti o, se vorrete, nostri Amici” ◆ www.villalicia.it

Maison de Charme Villa Licia • • • • • S.S.146, n. 153 Chianciano Terme (Siena) - Tel. +39 0578 274043 +39 338 2207483 - www.villalicia.it

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n luogo incantato, un raffinato rifugio nella morbida vallata racchiusa tra Chiusi e Cianciano Terme. Il lusso delle cose autentiche, l’intimità di un comune davvero minimo, Macciano, e l’impareggiabile pregio di un buen retiro in una struttura centenaria. Villa Licia, già Villa Recanati, è stata da sempre luogo di incontri d’amore, ma anche di scontri militari fra tedeschi e partigiani. Un posto arroccato ma accogliente, ideale per sostarvi lungo il tragitto per le terme, ristorati da un buon bicchiere di rosso (siamo a pochi chilometri da Montalcino). La storia della villa è indissolubilmente legata a quella della zona, la verdeggiante toscana, cosparsa di ulivi e vigne, e al suo carattere di casa aperta, sempre pronta ad accogliere gli ospiti col calore di un camino acceso. Oggi torna a nuova vita, conservando il fascino delle vasche da bagno retrò,


Il fascino sen z a tem po d el Ma jestic Barrière

A Cannes nella splendida cornice della Croisette il famoso hotel accoglie i suoi ospiti con un immutabile tocco di raffinata ospitalità

due eccezionali Penthouse: di 450 mq quella denominata Penthouse Christian Dior e 650 mq per la Penthouse Majestic. Entrambe sono spettacolari ma è la Majestic che toglie il fiato. Situata all’ultimo piano della nuova ala, è il vero gioiello che non ha uguali sulla Croisette. Unita alla suite Christian Dior, situata al piano di sotto, questa Penthouse si trasforma in una duplex da sogno di oltre 900 mq a cui si aggiunge la terrazza privata dotata di solarium e piscina a sfioro di 11 metri che domina dall’alto l’eccezionale vista del Mediterraneo e delle isole di Lérins. La nuova ala del Majestic Barrière, così come la facciata completamente rinnovata per integrarla perfettamente alla seconda ala dell’edificio originale, porta la firma dell’architetto d’interni Pascal Desprez che da tempo collabora con il gruppo di Lucien Barrière & Casinos. Anche in questo caso l’architetto ha apportato delle significative novità senza snaturare l’anima a lo spirito del luogo, inserendo materiali moderni quali vetro e luci a led che ora dialogano, in perfetta armonia tra loro, con la storia del vecchio palace. L’hotel è famoso anche per i suoi due ristoranti: il Fouquet’s Cannes, stesso nome e stessa proprietà della brasserie di lusso parigina, e la Petite Maison de Nicole, il nuovo ristorante di ispirazione mediterranea situato in posizione privilegiata sull’ala destra dell’hotel: un elegante dehor all’aperto che si apre sulla Croisette dove gustare i sapori locali della French Riviera. Ovviamente al Majestic Barrière non poteva mancare il Beach Club privato e rilassarsi sulla sabbia dorata o sul lungo pontile attrezzato di chaise longue che si prolunga verso il mare e gustare, infine, freschi e leggeri menu d’ispirazione mediterranea al B sud, il ristorante sulla spiaggia arredato con mobili eleganti dai discreti toni beige sottolineati da originali oggetti di ferro battuto.

di Alessandra Vittoria Fanelli

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ituato in posizione privilegiata, proprio di fronte al mitico Palazzo dei Festival del Cinema e dei Congressi, il Majestic Barrière è un palace che ha fatto la storia della Croisette. Infatti, sin dalla sua creazione nel 1926, splendido edificio Art Déco, è stato protagonista di tutti i grandi eventi che hanno contrassegnato Cannes capitale dell’arte, della cultura e del cinema. Nel 2006 la società Lucien Barrière Hôtels & Casinos acquista l’edificio attiguo al palace per costruire una seconda ala dell’hotel rinnovando completamente la struttura: da un lato la ristrutturazione della parte storica e dall’altro l’ampliamento di oltre 10 000 metri quadrati che contribuiscono a caricare di una nuova affascinante identità il Majestic Barrière hotel & resort. Inaugurato nel 2010, il nuovo look del Majestic Barrière si intravvede immediatamente mentre si varca la soglia

dell’hotel. Nella lobby si viene accolti da un trionfo di sculture elleniche dai capitelli corinzi in nero e oro e delle colonne, anch’esse in oro come una colata di metallo fuso che salgono fino al soffitto sottolineando l’eleganza dei morbidi e ampi divani bruni, degli splendidi bouquet di orchidee e delle foto in bianco e nero di stelle del cinema firmate del celebre studio Harcourt che vi hanno soggiornato. Anche i sette piani dell’hotel hanno cambiato volto. Tutte le camere sono state ristrutturate e decorate in tenui colori che vanno dall’ocra al beige in contrasto con gli arredi in legno in mogano scuro. L‘ampliamento di 10 000 metri quadrati della seconda ala ha poi permesso la creazione di una Spa, di diverse sale riunioni, tra cui la Marta Barrière unica che si affaccia direttamente sulla Croisette e di 44 suite: trenta di circa 45 mq; dodici di 65 mq tutte con vista sulla baia di Cannes e


Ma il fiore all’occhiello del Majestic Barrière, che ricordiamo fa parte della catena ‘The Leading hotels of the Worlds’, è rappresentato ora dalla U Spa Barrière inaugurata nel 2010 in partnership con gli esclusivi prodotti di Sisley Cosmetique, prestigioso marchio francese dell’estetica. Aperto anche ai non residenti dell’hotel, il centro benessere è ubicato nella nuova ala del palace e gli interni, realizzati con materiali naturali come il marmo e vetro, sono firmati sempre da Desprez. Dedicato alla bellezza e al risveglio dei sensi, nell’elegante ambiente minimalista della U Spa Barrière, si viene accolti e subito avvolti come in un bozzolo di seta. Quindi come non farsi sedurre dalla ‘remise en forme’ e scoprire in anteprima il nuovissimo trattamento fito-aromatico Suprême anti-âge che abbellisce viso e corpo e fare così un pieno di energia per il prossimo inverno? Non solo! Perché non sognare di trascorrere un Capodanno alla Penthouse Majestic e sentirsi almeno per un weekend partner privilegiati nelle suite che hanno ospitato (e ospitano durante la kermesse del suo celebre Festival) il gotha del cinema internazionale? Majestic Barrière e Cannes: un binomio per prolungare all’infinito il piacere di un soggiorno in un contesto carico di atmosfera, cultura, gastronomia e … benessere. Benvenuti a Cannes, benvenuti al Majestic Barrière! ◆ www.lucienbarriere.com - www.rendezvousenfrance.com

resort


Tutti pa z z i per la stam pa

Costume National

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er quanto si cerchino alternative, il nero resta il colore più presente nelle collezioni. In estate ha ancora dei forti competitors, ma in inverno è indiscusso protagonista. Ciclicamente spunta una tinta che viene proclamata “il nuovo nero”, ma in poco tempo passa in secondo piano. Ogni stagione ha i suoi colori star, alcune volte sono dei ritorni, altre sono delle prime apparizioni. Come quest’anno il verde, in tutte le possibili sfumature. Sono invece un punto fermo gli stampati. Dominanti nella primavera estate, erano un tempo solo fugaci comparse nell’autunno-inverno. Ora sono sempre in scena. In una grande varietà di tonalità e disegni. Dai fiori alle geometrie, agli astrattismi più inediti. Marni è un antesignano da questo punto di vista. Propone, tra gli altri, uno stampato con grandi fiori argentei su fondo nero per il completo-pantaloni con giacca dalle maniche tre quarti, chiusa da una cintura. Più stilizzati i girasoli su fondo nero per la tunica stretta in vita, da portare sui pantaloni dello stesso tessuto. Grandi fiori gialli tra foglie verdi sono sull’abito di Burberry, con cintura e fiocco in velluto. Mazzi di rose azzurre spiccano sull’oro del miniabito da cocktail di Normaluisa. Natura ancora, ma di tutt’altro genere, si intravede sotto al mantello nero di Costume National: è il tronco di un albero dai rami spogli. Ricorda un soffitto

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Diane von Furstenberg Miu Miu - ph Monica Feudi / feudiguaineri.com

L’Antica Pietrara B&B, per la sua bellezza e per le sue caratteristiche è anche il luogo ideale per ricevimenti, meeting ed incontri di lavoro

barocco la stampa dell’abito di Dolce & Gabbana: boccioli, rami e paffuti amorini. Sembra ispirato agli scialli russi il motivo geometrico floreale del copri-tubino di Custo Barcelona. Angelo Marani sull’aderente tubino mette un patchwork di stampati che vanno dalle trame di pizzo alla rosa, a paesaggi lontani. Stampe geometriche, con una prevalenza di rosso, per i completi-pantalone di Miu Miu. Richiama i fiori, anche se non è un disegno figurativo, quello sul giallo e bianco del tailleur di Calvin Klein. Sembra un batik, ma evoca sia le linee nervose di Hartung, sia la rete di Batman, il tessuto del completo tunica-pantalone di Vivienne Westwood Red Label. Blumarine si diverte a stampare il maculato su materiali diversi: sul ciré dello spolverino, sul jersey della tuta e perfino sugli scarponcini di gomma. Non mancano le teorie di piccoli disegni, non meglio identificati. Sono bianchi su nero sia quelli del tailleur di Rocco Barocco, sia quelli dell’abito diritto di Diane von Furstenberg. Moschino Cheap and Chic osa un figurativo a sorpresa. Ecco gli occhi con folte sopraciglia sul tubino drappeggiato. Ecco rossetti, portacipria e smalti sullo chemisier di chiffon ◆

Via di Santa Cornelia, Via della Pietrara, 4 - 00060 Formello - Roma - Tel/fax 06 90405013 - 06 90400846 - info@anticapietrara.com www.anticapietrara.com


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Varianti per piccol i

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nche nell’abbigliamento dei bambini si trovano pezzi classici, magari con nuove interpretazioni e una serie di novità, sovente “traghettate” dal guardaroba dei grandi e riadattate. Sicuramente i colori sono più accesi, gli accostamenti più forti e marcati e prevale una tendenza alla praticità. Ecco perché continuano ad avere successo il tessuto denim e i jeans. Che sia per i pantaloni del maschio, come quelli di Geox con riga rossa sul risvolto, da accostare al giubbotto in nylon. Che sia per la camicetta della bambina di Miss Grant, da portare sotto al gilet di maglia. Sempre attualissimo lo scozzese. Miss Blumarine Jeans propone una versione rinnovata del kilt sui toni del verde brillante. Molto verde, ma in una tonalità più pacata, nella fantasia floreale dell’abito di Twin Set Girl. Pinco Pallino prende dall’armadio della mamma la tinta caffelatte per l’abitino dalla vita segnata. Mentre Missoni gioca con un mix di colori per il lungo cardigan da indossare con i leggings coordinati ◆

Pinco Pallino

kids

Laboratorio di gioielleria

Geox

fontanagioielli

Twin Set Girl

Miss Grant

Vivienne Westwood Red Label

Angelo Marani

Dolce & Gabbana

Custo Barcelona

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Trussardi

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Trussardi

Varia z ioni sul classico

Zilli

Enrico Coveri

Giorgio Armani

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er il prossimo inverno per l’uomo non sono previsti colori accesi, salvo le immancabili eccezioni. Gli stilisti hanno preferito rimanere sulle tonalità più pacate, magari recuperando i classici tessuti del vestire maschile, debitamente rinnovati nell’interpretazione. Giorgio Armani, per esempio, propone il completo in spigato, ma lo rivoluziona completamente, sia come materiale, in quanto molto più sgranato, quasi tridimensionale, sia nel taglio e nei dettagli. Anche Enrico Coveri sceglie lo spigato per la giacca corta con collo di velluto. Uno dei pochi capi scuri in una collezione molto colorata, che ha fatto sfilare, come è ormai sua abitudine, insieme a quella della donna. John Richmond utilizza un finestrato dalla sottile linea rossa per la nuova giacca con tre tasche a soffietto. Zilli sceglie un tradizionale Principe di Galles per un blazer doppiopetto con collo sciallato e insolite tasche verticali con zip. Sono invece assolutamente inediti i gessati di Umit Benan per Trussardi. Sempre giocati sul grigio antracite e sul marrone. Le tonalità della terra, in tutte le gradazioni fino alla più chiara tendente al giallo, dominano la collezione del creativo stilista turco. Gli stessi toni della natura sono usati anche da Missoni, con l’aggiunta dell’immancabile bordeaux, sempre caro alla maison. Ovviamente si sviluppano su cardigan e giacche di


Dirk Bikkembergs Custo Barcelona

maglia che sostituiscono perfettamente i capi in tessuto. Dirk Bikkembergs sceglie un grigio scurissimo per il suo completo, ma per non smentirsi restringe la giacca, cosÏ da segnare la vita e mette la coulisse ai pantaloni. Colori decisamente spenti e plumbei anche da Custo Barcelona, che si sbizzarrisce però nei dettagli e negli stampati. Sulla giacca a quadri applica larghi inserti in pelle bordeaux. Adotta il camouflage per i pantaloni diritti e, invece della camicia, utilizza un cardigan aderente con profili neri ◆

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è chi dimostra l’orgoglio italiano esponendo una bandiera (salvo poi ritirarla a conclusione degli Europei di calcio) e poi c’è chi lo manifesta quotidianamente, puntando sulla qualità e l’originalità che contraddistinguono i prodotti che nascono nel nostro Paese. È il caso dell’azienda Boccadamo e della gioielleria Cose italiane, capaci di riconoscere quasi ‘a naso’ questa comune propensione per l’unicità del Made in Italy. A confermarlo è Filomena Ranieri, titolare di quest’ultima insieme a Giorgio Zia. Cose italiane: un nome che racchiude in sé l’omaggio al Made in italy. non è così? Assolutamente sì. È nato nel 1989: serviva un marchio che riuscisse a rappresentare e a distinguere la produzione italiana. da cosa si riconosce l’impronta italiana in un gioiello? Da aspetti molteplici, che vanno dalla creatività al design, dalla manifattura alle rifiniture e alle incastonature.

Cose italiane è gioielleria, ma anche oreficeria. le nuove collezioni si scelgono in base a criteri precisi o si segue l’ispirazione? Entrambe le cose. Non perdiamo una fiera, andiamo sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo per arrivare prima degli altri. Ad esempio, anni fa abbiamo lanciato una collezione con i brillanti neri, e solo adesso c’è stato un vero e proprio boom di questa pietra. D’altra parte, spesso il cliente si rivolge a noi chiedendoci la novità dell’anno. Ed è proprio per essere aggiornati sulle nuove tendenze che andiamo sempre in giro. Non prendiamo soltanto prodotti firmati, perché a volte l’acquirente vuole qualcosa che gli altri non hanno.

la valorizzazione di creazioni Made in italy è anche il cavallo di battaglia dell’azienda Boccadamo. è questa una delle caratteristiche che vi accomuna? Sì, senz’altro. Boccadamo propone una linea classica che ha conquistato il pubblico. L’azienda è anche ammirevole per la capacità di presentare il prodotto sempre nel modo giusto.

chi altro c’è dietro le quinte? Oltre a me, c’è il mio socio, Giorgio Zia. Entrambi facciamo tutto: fiere, vendita, allestimento della vetrina e così via. Il nostro lavoro è facilitato dall’avere gli stessi gusti: ad attrarci sono i design particolari, al di fuori del normale. Nei rari casi in cui il mio socio non è convinto di qualcosa, gli dico sempre che ciò che non si vende, posso sempre indossarlo io!

ce ne sono altre? Forse il tipo di clientela: persone che cercano un prodotto di classe, piuttosto che aggressivo. Ci sono clienti che entrano nel nostro negozio chiedendo proprio dei gioielli Boccadamo, vogliono quello e niente altro. Le collezioni che propone sono molto apprezzate e, proprio per questo, riusciamo sempre a venderle bene. il rapporto qualità/prezzo, l’originalità del design, la cura dei dettagli: qual è secondo lei il punto di forza della maison? Difficile scegliere, ma forse il rapporto qualità/prezzo. Ne aggiungerei anche un altro però: l’assistenza al cliente. Per

seguite una ‘politica’ di vendita particolare? Se i prodotti non ci piacciono, non riusciamo neanche a proporli al cliente. Siamo onesti quando vendiamo, non spingiamo necessariamente il gioiello che costa di più. E questo ci ha sempre ripagati, perché la gente poi torna.

promo

I partner Boccadamo

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qual è il gioiello per eccellenza? Il diamante è sicuramente il gioiello per eccellenza, ma anche l’onice e la perla sono pietre meravigliose ◆

boccadamo opera da anni neL settore orafo-argentiero e i suoi gioieLLi sono presenti neLLe vetrine dei grandi deaLer. in queste pagine presenta La gioieLLeria cose itaLiane


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Novità tecnologiche ad alto contenuto vintage

La cifra stilistica del 2012 è l’innovazione con uno sguardo al passato. Radio da tavolo come quelle di una volta, scrittoi novecenteschi con Wi-Fi incorporato, telefoni che servono solo per fare telefonate. Ecco alcuni modelli che hanno appassionato critica e pubblico di Francesco Mantica

1. La Boite LD 130

Tra le novità tecnologiche arrivate quest’anno, ai primi posti per creatività e originalità arriva direttamente dalla Francia La Boite ld 130, uno scrittorio dal design retrò che incorpora un sistema hifi per pc. L’elegante design, con rifiniture in pelle e laccature in legno, l’audio eccellente e l’effetto stereo avvolgente, perfettamente udibile da qualsiasi posizione della stanza ci si trovi, rendono questo mix tra uno scrittoio del primo ‘900 e un tavolo da lavoro qualcosa di unico nel panorama degli arredi tecnologici. A partire da 1480 euro.

2. Geneva Sound System Model L

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L’iPod innalzato allo stato di Hi-Fi. Il Geneva Model L è il primo sistema audio integrato ad accoppiare il connettore iPod/iPhone con un sistema audio di alta qualità grazie a due altoparlanti indipendenti, un amplificatore ad ampio raggio, radio e lettore cd. Realizzato in un singolo elemento in legno laccato lucido, questo sistema stereo presenta un design classico, semplice e con linee pulite e una acustica tra le migliori presenti sul mercato, in grado di passare con disinvoltura da profondi bassi agli acuti più cristallini. Prezzo di listino 1499 euro.

3. PUNKT DP01

“Ho pensato al vecchio telefono, disteso a faccia in giù sulla sua base, e mi sono chiesto se non fosse meglio al contrario, in modo da vedere lo schermo e poter digitare il numero senza doverlo sollevare”. La descrizione del Punkt DP01 da parte del progettista inglese Jasper Morrison rende perfettamente giustizia ad un modello, insieme, nuovo e antico. Con le sue linee retrò, la forma squadrata che ricorda i telefoni degli anni ‘90 e l’aspetto sofisticato, il DP01, è un cordless che, rispetto ai moderni smartphone e apparecchi ipertecnologici, si distingue per saper far bene proprio quello che un telefono dovrebbe fare: le telefonate. Distribuito per l’Italia da Sounders al prezzo di 189 euro.

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4. Radio TIVOLI AUDIO model One

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Una vecchia radio, di quelle da tavolo, rettangolari, con una grande manopola a destra per cambiare frequenza e l’altoparlante a sinistra. Ricordi nemmeno troppo lontani per una generazione che si è gettata a capofitto sul futuro ma che, nel fondo, non ha mai dimenticato il passato. La radio da tavolo AM/FM Tivoli Audio® Model One, con il suo stile semplice e vintage, nasce per riprodurre quelle sensazioni con una qualità di suono enormemente superiore. Disponibile in otto colori diversi e numerose versioni, tra cui la Platinum Series, con cabinet in legno verniciato a mano, lucido e multistrato. A partire da 199 euro ◆


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Triumph Tiger Explorer XC: il fascino della grande avventura La spiccata vocazione off road è il segno distintivo di una delle più importanti novità Triumph per il 2013, in uscita ad ottobre di Francesco Mantica

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sistono moto potenti, veloci e aggressive, ma nessuna come la Triumph Tiger Explorer XC, versione off road dell’omonima due ruote che tanto successo ha riscosso negli ultimi tempi. Questo gioiello di tecnica e potenza ha debuttato a fine agosto in Inghilterra al Triumph Live, il più grande festival dedicato al mondo Triumph, che si è svolto a Mallory Park, nel Leicestershire, lasciando pochi dubbi a osservatori e addetti ai lavori: quella che avevano di fronte non era un moto qualsiasi. Con i nuovi cerchi in alluminio, i raggi in acciaio e gli pneumatici tubeless che consentono di riprendere il viaggio senza problemi anche con una ruota a terra, questa versione dell’Explorer è certamente perfetta per mulattiere e terreni non propriamente ortodossi. Il carattere avventuroso è poi sottolineato anche da una serie di accessori ad hoc: dai paramani Adventure, ideali per tenere a riparo mani

e comandi, ai fari antinebbia da 55w, che consentono di ottenere visibilità anche quando le uscite si protraggono fino a tardi. In aggiunta a questo, una ulteriore protezione è garantita dalle barre paramotore in acciaio da 22mm e dallo spesso puntale in alluminio che consentono alla XC di districarsi ottimamente anche sui percorsi più impegnativi. Ma non è finita qui: il motore tre cilindri da 1.215 cm3 e trasmissione a cardano, capace di generare 137 CV con 121 Nm di coppia, il sistema cruise control, il controllo di trazione, e ABS disinseribile costituiscono la combinazione perfetta per avventure e viaggi a lunga distanza, considerando anche che la Tiger Explorer XC necessita di controlli solo ogni 16000 chilometri. La presentazione ufficiale della moto, disponibile in colorazione verde Khaki, è prevista per gli inizi di ottobre, mentre test raid nei concessionari saranno disponibili a partire da marzo 2013 ◆


crossovEr, lE auto dEl MoMEnto sportive, faciLi da guidare, ottime per affrontare percorsi sterrati cosÌ come strade di città, vere e proprie berLine con versatiLità da monovoLume. La paroLa d’ordine neL mercato deLLe automobiLi sembra essere uLtimamente diventata “crossover” di Francesco Mantica

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etteralmente significa “attraversamento”. Crossover, la nuova moda automobilistica del 2012, è un termine impiegato per classificare ogni veicolo innovativo che unisce le caratteristiche degli Sport Utility Vehicles a quelle delle normali auto, creando un’automobile dalla grande facilità di guida e dai consumi notevolmente minori rispetto a quelli dei SUV. Non a caso, negli ultimi mesi sono stati proposti da numerose case automobilistiche nuovi modelli, a due o quattro ruote motrici, ibridi o a gas gpl e metano, con design caratteristici e linee sportive che invogliano all’avventura. Vediamone alcuni. range rover Evoque. Quello delle crossover di lusso compatte è un segmento difficile, ma in grande crescita. Land Rover, famosa da sempre per SUV e fuoristrada, prova ad entrarci con un modello sportivo ed originale, particolarmente rifinito negli interni: la Range Rover Evoque è un’auto resistente, dinamica maneggevole e di raffinata progettazione. Le dimensioni compatte e la tecnologia d’avanguardia consentono prestazioni vivaci con i consumi più contenuti della storia Range Rover, rendendo questo modello un unicum nella categoria. Disponibile al momento nelle versioni Pure, Prestige per gli amanti del lusso e Dynamic per chi invece si appassiona con la sportività. Un gioiello dallo stile inconfondibile.

nuova Peugeot 4008. La risposta francese ai SUV è una crossover compatta e aggressiva, nata da un progetto in comune con la giapponese Mitsubishi. In grado di affrontare qualsiasi condizione del terreno grazie al suo avanzato sistema di sospensioni, vede i suoi punti di forza nel disegno, particolarmente curato, che unisce dinamismo ed eleganza, e nelle prestazioni su strada, agevolate dall’alta tecnologia che consente una perfetta interazione con il veicolo a livello di guida. Lanciata in alcuni paesi ed in particolare in Sud Africa, dove Peugeot aggredisce con questo modello il mercato dei “tuttoterreno”, sarà disponibile in Italia verso fine anno.

opel Mokka. Interessante crossover compatto che, in soli 4,28 metri di lunghezza, garantisce un’ottima abitabilità per cinque persone. Rispetto ai modelli precedenti, è decisamente più economica, ben proporzionata e grintosa. L’altezza è notevole, gli interni ricchi ed eleganti, il bagagliaio può raggiungere i 1732 litri. La trazione integrale, particolarmente efficace, consente alla Opel Mokka di trasformarsi con disinvoltura da SUV urbano a veicolo con buone caratteristiche fuoristrada. Disponibile in Italia entro fine 2012.

Mahindra xuv 500. Chiudiamo la rassegna con un crossover di una casa poco conosciuta ma particolarmente interessante. L’indiana Mahindra, già presente in Italia con alcuni modelli di fuoristrada, ha realizzato un’auto moderna e aggressiva, in grado di trasportare comodamente fino a sette persone. Disponibile nella versione con le sole ruote motrici anteriori e nella versione a trazione integrale, è il primo veicolo a scocca portante della Mahindra ed ha una discreta dotazione che comprende gli interni di pelle, il climatizzatore automatico bizona, l’Esp e l’Abs, l’assistenza per le partenze in salita, il monitor touch screen, i fari di svolta e il sedile lato guida con otto regolazioni ◆


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Italiani Assoluti con Jaguar

Il 29 settembre Andrea Palmisano si racconta a Milano: quarto appuntamento per la Jaguar Excellence Academy di Marco Callai

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Vincenzo Capelli, Andrea Tranquilli, Luca Agamennoni, Andrea Palmisano

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a Jaguar Excellence Academy sbarca a Milano in occasione dei Campionati Italiani Assoluti e Junior. Grazie alla collaborazione dell’Idroscalo Club del presidente Cesare Caroli e del CUS Milano del massimo dirigente Alessandro Castelli, sabato 29 settembre si svolgerà il quarto evento legato al progetto della nota casa automobilistica che, grazie al canottaggio, mira alla ricerca dell’eccellenza nello sport italiano. Dopo Roma, Torino e Firenze, dopo la salernitana Laura Schiavone (Canottieri Irno), la comasca Sara Bertolasi (Can. Lario) ed il fiorentino Francesco Fossi (Fiamme Gialle), toccherà al romano Andrea Palmisano (CC Aniene) raccontare le sue esperienze agonistica ed universitaria. Nato a Roma l’1 febbraio 1988, vanta otto presenze ai Mondiali Junior, Under 23 ed Assoluti, condite da tre titoli iridati (quattro con nel 2007 e 2008, quattro senza nel 2010) ed un argento (quattro con nel

Capelli, Tranquilli, Agamennoni e Palmisano

2009). Qualifica il quattro senza a Londra 2012 assieme a Francesco Fossi, Mario Paonessa e Luca Agamennoni. Bronzo agli Europei 2011 nella stessa specialità. Il suo percorso sportivo d’alto livello viaggia di pari passo con una carriera universitaria esemplare culminata nella laurea magistrale in Giurisprudenza con la votazione di 105/110. “La tutela del diritto all’immagine dello sportivo professionista e dilettante”: questo il titolo della tesi del canottiere azzurro che, poche settimane prima di laurearsi, era inoltre risultato vincitore di una delle quattordici borse di studio per l’MBA in Diritto e Management dello Sport. In autunno Jaguar designerà i due atleti che avranno diritto ai “premi” della Jaguar Excellence Academy: una borsa di studio che consentirà di arricchire la propria formazione con un Master in Management Sportivo o un corso di Public Speaking o Self Management, oltre ad un corso d’inglese nella città d’appartenenza e trenta giorni in Inghilterra con il British Council ◆


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“Ad accomunarci sono il desiderio di riscatto e la tenacia per raggiungere l’obiettivo”

roMano battisti E alEssio sartori: argEnto vivo dEl canottaggio

i due atLeti saLgono suL secondo gradino deL podio aLLe oLimpiadi di Londra, ma La Loro è una vittoria daL gusto doLceamaro di Ester Maria Lorido - ph FiSA

massaggiatori. Nel nostro piccolo abbiamo fatto concorrenza alla Federazione italiana canottaggio dimostrando di poter ottenere risultati: noi abbiamo portato a casa una medaglia, loro nessuna.

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ttraverso le avversità alle stelle, dicevano i latini, perché la via che porta alle cose belle è irta di ostacoli. E senz’altro tortuosa è stata la strada che ha portato Romano Battisti e Alessio Sartori alle Olimpiadi di Londra, a cui i due atleti delle Fiamme Gialle hanno rischiato di non partecipare, di certo non per loro scelta. Ma poi accade che proprio i due ‘anatroccoli’ conquistano la medaglia d’argento per l’Italia del canottaggio nella specialità del due di coppia.

romano battisti ◆ alessio sartori ◆

come è possibile che proprio i migliori siano stati a rischio esclusione? ◆ C’è un commissario tecnico che crea la squadra, noi siamo stati fatti fuori senza nessuna spiegazione. D’altra parte, eravamo consapevoli che il sistema di allenamento proposto non era vincente, mentre rimanendo nelle Fiamme Gialle potevamo seguire il programma in cui credevamo. In definitiva, escludendoci ci hanno fatto un favore: una volta superate tutte le prove, con la qualificazione in mano, la Federazione ha accettato le nostre condizioni, anche perché si è ritrovata una barca societaria a spese zero qualificata per le Olimpiadi. ◆ Siamo stati accantonati per colpa di un c.t. non in grado di fare il suo mestiere. Ci siamo trovati fuori dalla rosa, non

venivamo presi in considerazione nonostante facessimo tempi migliori rispetto ai ragazzi da lui selezionati. Da lì è nata la voglia di dimostrare che non eravamo da buttare, così il progetto del doppio con Romano e il percorso che ci ha portato fino a Londra sono stati conseguenziali. il sapore del riscatto riesce a nascondere l’amaro per il mancato attestato di stima? ◆ Non sono una persona che porta rancore: siamo uomini, tutti sbagliamo. La questione è rendersi conto dell’errore fatto. Sono disposto ad accogliere sul carro dei vincitori quelli che non hanno creduto in me, ma prima devono avere il coraggio di venirmi a dire che erano in torto. ◆ No, perché il risultato è venuto solo grazie alla preparazione e alla guida del nostro c.t. Franco Catteneo. come vi ha sostenuto - in questa occasione e negli anni - il corpo che rappresentate? ◆ Le Fiamme Gialle rappresentano per noi una famiglia. Siamo un grande club: a partire dal nostro comandante, tutti si mettono a disposizione per fare in modo che gli atleti stiano bene e possano concentrarsi sugli allenamenti. Le persone che fanno parte di questo gruppo danno qualcosa di personale quando fanno il loro lavoro e i risultati si vedono, perchè quando c’è la passione c’è tutto. ◆ Con i mezzi, perché ci hanno messo a disposizione le migliori barche che potessimo avere, i tecnici migliori, i

cosa hai pensato la prima volta che hai visto il tuo compagno? ◆ La prima volta l’ho visto in tv mentre stava vincendo l’oro alle Olimpiadi di Sydney 2000. Ci siamo affrontati in un campionato italiano che lui ha vinto, mentre io sono arrivato terzo, ma per me è stato un onore stare sul podio con un grande campione come lui. Quando l’ho incontrato per la prima volta, ho pensato che era il canottiere vero: ha il fisico e la testa per fare questo sport. ◆ Che era un ottimo atleta e un ragazzo sopra le righe, ma molto simpatico! se dovessi dire un segno particolare del tuo collega, quale sarebbe? ◆ La sua voglia di trovare sempre una sfida, la capacità di dire: “se devo raggiungere un record, mi ci butto dentro”. ◆ Che sembra una ranocchia per come voga! qual è la forza del vostro duo? ◆ Siamo due atleti in cerca di riscatto, perché siamo stati abbandonati. ◆ La tenacia e la cocciutaggine messe per raggiungere l’obiettivo che ci eravamo prefissati. E anche la costanza, perché in questi mesi non ci siamo permessi di sbagliare una virgola.

a chi è andato il primo pensiero dopo la vittoria? A mia moglie e a mia figlia che erano sulle tribune, e al nostro angelo che ci guardava dal cielo, che in questo anno così difficile mi ha dato la forza di spingermi oltre i miei limiti. ◆ Al comandante Bellantuono, scomparso recentemente, perché questo percorso è nato anche grazie a lui. ◆

cosa passa per la mente negli istanti che precedono la gara? ◆ Ero molto tranquillo, stavo pensando a quello che sapevo fare bene. Ero concentrato sulle sensazioni positive, sul movimento tecnico migliore e questo mi ha portato a fare una grande gara, restando lucido fino alla fine del percorso. ◆ Solo concentrazione. Prima di partire ci incoraggiamo a vicenda e poi si va. hai un portafortuna o un gesto scaramantico? ◆ No. ◆ Mio figlio Leonardo mi ha prestato la sua copertina di Linus: me ne ha dato un pezzetto dicendomi di strofinarla sul viso prima di partire. un grazie, invece, a chi va? ◆ A tutte le Fiamme Gialle che hanno creduto in questo progetto e alle nostre famiglie che ci hanno aiutato nei periodi di crisi, aiutandoci a superarli al meglio. ◆ Al nuovo comandante del mio reparto, il comandante Liberatore, che ci ha sostenuto nel percorso parallelo che abbiamo intrapreso, trasmettendoci sicurezza anche quando di sicuro non c’era nulla. cosa regaleresti all’altro per farlo felice? ◆ Una villa al mare! ◆ Qualche secondo in più degli ultimi 100 metri di gara della nostra finale: c’è stato un momento in cui eravamo primi, ma poi siamo stati superati dalla Nuova Zelanda negli ultimi metri! ◆


Palermo-Montecarlo: gemellaggio a vela

Dallo spettacolare Golfo di Mondello allo skyline di Montecarlo, 500 miglia di tecnica ed eleganza

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di Fabio Colivicchi

X-41 WB Five

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Uno scorcio della flotta sotto spinnaker poco dopo la partenza

na regata? Non scherziamo: la PalermoMontecarlo a vela è molto di più. Un gemellaggio tra città amiche, una rotta nella storia, una traversata di 500 miglia lungo il mare più bello, una regata di alti contenuti tecnici per i velisti, un evento sportivo e glamour nel cuore dell’estate. Sono i titoli di una delle classiche dello yachting in Mediterraneo, che non a caso ha già conquistato i migliori velisti e le barche più belle. Dalla partenza nello spettacolare Golfo di Mondello, all’arrivo sotto l’inconfondibile skyline di Montecarlo, tutto il meglio della vela d’altomare: le insidie del vento e delle notti, i passaggi tra le isole e lungo costa, le scelte tattiche in funzione del meteo. E la voglia di battere il record della regata, che si sa, intriga da sempre i marinai. Sarà anche per questo che la Palermo-Montecarlo è inserita nei più prestigiosi circuiti della vela, come il Trofeo d’Altura

Un momento della partenza nel golfo di Mondello.

X-41 WB Five, lo scafo armato dal Circolo della Vela Sicilia vincitore in ORC

del Mediterraneo (insieme alle Regate Pirelli di Santa Margherita, alla napoletana Tre Golfi, alle celebri Giraglia e Middle Sea Race), e alla Lombardini Cup 2011. Anche quest’anno, dal 18 al 23 agosto, quella che per molti è semplicemente “la più bella regata dell’anno” è tornata a far parlare di sé. E, ancora di più, è tornata a riempire gli occhi e il cuore degli appassionati, con le sue notti di bonaccia, i tramonti a spiare il vento in arrivo. Penserete che una regata inizi con uno sparo di cannone: non questa. Nei giardini sontuosi del Circolo della Vela Sicilia (80 anni di nobiltà, lo stesso club che appoggia la sfida di Luna Rossa per la Coppa America 2013), la Palermo-Montecarlo ha un lungo prologo. Tra bande che suonano, alzabandiera, fuochi d’artificio e serate mondane. Nelle quali si consuma l’eterno incontro tra il mondo dei naviganti e la società che da sempre ne è affascinata.


Premiazione Esimit e Lauria

vela

Maxi Esimit Europa 2 vincitore in tempo reale, ormeggiato tra le luci di Montecarlo

Certo, ci sono anche le barche, le vele, le boe. Una splendida partenza nel golfo di Mondello con tanto sole e un vento ideale sui 10 nodi da Est alla flotta di 21 imbarcazioni partite alle 12 in perfetto orario. Come previsto, le barche hanno effettuato un bastone nel golfo, girando una boa di bolina posta 1 miglio al vento, e la boa di poppa, prima di uscire in mare aperto e dirigersi verso Nord. Poi il mare aperto e la caccia di tutti al vento. Ma chi avrebbe immaginato una volata dopo tre giorni e tre notti tra due barche l’una il doppio dell’altra? Alla fine di una notte emozionante ecco l’arrivo (in volata) dei due primi yacht: Esimit Europa 2, il super maxi europeista di Igor Simcic con lo skipper Jochen Schuemann, vincitore in tempo reale e quindi del Trofeo Giuseppe Tasca D’Almerita, e Team Lauria di Fulvio Garajo e Germana Tognella, con lo skipper Marco Bruni, vincitore in tempo compensato IRC e quindi del Trofeo Angelo Randazzo. Giornata di riposo e relax per i due equipaggi grandi protagonisti della regata, che hanno concluso rispettivamente in 62 ore e 47 minuti (Esimit) e 63 ore e 6 minuti (Lauria). E’ destino che questa regata si decida intorno a mezzanotte. E’ questa l’ora dell’arrivo di WB Five, l’X41 di Piero Majolino, con Raimondo Cappa e Pietro D’Alì. La barca del Circolo della Vela Sicilia che si contendeva il trionfo in tempo compensato proprio nel derby col Lauria.

Agostino Randazzo e Jochen Schümann

Perché il bello della Palermo-Montecarlo è questo: che il super Maxi vive la sua gara contro il tempo, mentre alle sue spalle barche più “umane”, con guidoni siciliani, lottano al largo del Principato di Monaco per un momento di gloria velica. Nessuna meraviglia se poi alla fine siano tutti contenti. E la festosa (sorpresi?) premiazione finale, molto mondana, nei saloni eleganti dello Yacht Club de Monaco, è il suggello finale a un evento che lascia solo ricordi belli ◆

Il Circolo della Vela Sicilia, uno dei più belli d’Italia Equipaggio di WB Five prima del via

Info regata


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Grand Soleil e Alloy Vertigo: lusso e potenza sul mare

Due barche agli antipodi, una veloce con uno stile moderno e minimalista, l’altra imponente con un richiamo ai velieri del passato, accomunate però da una classe e una qualità tali da farne dei gioielli nautici senza precedenti di Francesco Mantica

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affascinante mondo degli yacht conta da poco tempo due nuovi protagonisti. Due barche molto diverse tra loro, ma accomunate da eleganza, design e prestazioni d’eccellenza. Sono il Grand Soleil ‘43 e l’Alloy Vertigo, combinati di potenza e disegno in grado di soddisfare i più alti standard richiesti dai cultori in materia. Il nuovo Grand Soleil ‘43 è un performance cruiser di lusso, dal design ricercato ed elegante, concepito per venire incontro alla crescente richiesta di imbarcazioni in grado di combinare perfettamente stile e prestazioni eccellenti.

Moderno ed essenziale, è dotato di materiali ad alta qualità, tra cui si distinguono le fibre di vetro e pvc che rivestono scafo e coperta e la fibra di carbonio che compone il ragno strutturale. Più di ogni altra cosa, però, questo yacht minimal-chic si distingue per la prua affilata, le sezioni di poppa estremamente potenti e il piano velico efficiente e di grande impatto. Particolare cura è dedicata poi agli interni, in cui dettagli in legno massello si alternano a superfici lineari bianche dando vita allo stile moderno ed accogliente che permea le tre cabine, i due bagni e l’ampia cucina ad “L”. Quanto

yacht

alle prestazioni, c’è poco da dire: lo scafo affilato, unito alla carena con poca superficie bagnata, ad un piano velico equilibrato e una efficiente chiglia, rendono le performance di questo cruiser tra le migliori sul mercato, garantendo una navigazione sportiva e soddisfacente. Il debutto è previsto per i prossimi saloni autunnali. L’Alloy Vertigo, come il precedente, entra di diritto nella categoria “yatch di lusso”, ma lo fa passando dalla parte opposta. Ideato dal designer Philippe Briand, è un panfilo che richiama le grandi navi marinare del passato. Se la cura e la raffinatezza dei dettagli sono esemplari, a stupire sono in

questo caso gli ampi spazi: con i suoi 67,2 metri di lunghezza, Vertigo è probabilmente il più grande e imponente yacht a vela che sia mai stato costruito nell’emisfero meridionale. Lo yacht, semplice e pulito nelle linee, può ospitare 12 persone e 11 membri dell’equipaggio e raggiunge livelli di performance mai toccati dai prodotti nautici di queste dimensioni: spinto da due Caterpillar da 1450hp, tiene un’andatura di crociera di 13 nodi ed è in grado di raggiungere una velocità massima di 18 nodi. Un vero e proprio veliero moderno, un gioiello sia all’interno che fuori, in grado senza dubbio di soddisfare anche i passeggeri più esigenti ◆


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Sul green con Fido

Il 22 settembre l’Oasi Golf Club di Aprilia ospita i giocatori accompagnati dai loro fedeli amici a quattro zampe

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a accompagnato l’uomo fin dalla preistoria, rivelandosi un fedele ed inseparabile amico. È stato ammaestrato, addestrato tanto per operazioni di salvataggio come per una semplice guardia, e ha condiviso nei secoli la stessa casa, o perlomeno una cuccia contigua. Adesso è pronto per l’ennesima sfida: accompagnare l’uomo su un campo da golf. Il 22 settembre, lungo il percorso ondulato dell’Oasi Golf Club di Aprilia, in provincia di Latina, si disputerà la gara “Con... Fido in 9 buche“, in cui un uomo e il suo migliore amico, il proprio cane, sono pronti a sfidare sulla distanza delle nove buche altre coppie della stessa composizione. L’appassionato di bastone e pallina, in compagnia del suo fedele amico a quattro zampe, avrà così la possibilità di divertirsi e far divertire il proprio cane: ogni tre buche gli assistenti di gara faranno compiere agli atleti canini delle “prove di obbedienza”, in cui dovranno dimostrare di saper rispondere ai comandi, sedersi, etc. Monitorati da un veterinario e da un nutrizionista, gli amici a quattro zampe più obbedienti riceveranno a fine gara un premio consistente in cure e crocchette, mentre in vicinanza ci saranno degli stand in cui saranno disponibili prodotti per cani. “Mi sembra - ha dichiarato il presidente dell’Oasi Golf Club

golf

di Francesco Mantica

Aprilia Marina Lanza - un’iniziativa simpatica e brillante che oltre a dare la possibilità ai giocatori possessori di cane di giocare insieme al loro amato animale, permetterà di passare una giornata divertente ed interessante sul green”. L’appuntamento si inserisce in un programma portato avanti dall’Oasi Golf Club di Aprilia mirato a sostenere un golf virtuoso. Proprio per parlare della reale possibilità di un golf che impatti con rispetto nella natura, lo stesso giorno, nel pomeriggio, è in programma un incontro a cui sono invitati esperti in scienze naturalistiche ed ambientali, in avifauna e agronomi, di un golf virtuoso e che impatti con rispetto nella natura. “L’equilibrio delicatissimo di specie vegetali e animali non deve essere messo in pericolo dall’attività umana”, ha spiegato il presidente, secondo cui “ci sono state situazioni nel mondo dei campi di golf che hanno alterato questo equilibrio ma le esagerazioni sono presenti in ogni ambito umano. Con un lavoro intelligente e lungimirante la Federazione con la firma del protocollo di intesa con le associazioni ambientaliste è riuscita a dimostrare che il golf non criminalizza la natura ma, come personalmente ho sempre sostenuto, la preserva” ◆

Oasi Golf Club Via Cogna, 3/5 - Aprilia (RM) Tel. 06 92746252 www.oasigolf.it


LA TENUTA DI MONTEMAGGIORE

Il tempio dell’equitazione militare

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oma, 11 marzo 1917, ore 10.30, Palazzo del Ministero delle Finanze. In una fredda aula dai soffitti altissimi si trovano di fronte da una parte degli austeri funzionari dello Stato, dall’altra il Duca Pietro Lante della Rovere e le sue due figlie, signorine Matilde e Beatrice, avvolte dai loro eleganti e pesanti abiti. A latere, come testimoni, altri funzionari. Motivo dell’incontro: la vendita della tenuta di Montemaggiore, situata nel Comune di Montelibretti, di proprietà del Duca; l’acquirente è il Ministero della Guerra. “Regnando Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per volontà della Nazione Re d’Italia” così inizia l’atto di vendita che trasferisce la proprietà del nobile romano allo Stato: circa 2567 ettari con relative pertinenze tra cui, si legge, una “casa di villeggiatura di piani tre e vani trenta”. Il prezzo? Prima arrotondato per difetto e poi sottratte le spese per perizie ed oneri accessori: tremilioninovecentododicimila lire. Che tempi! Da allora l’Esercito Italiano custodisce la proprietà oggi sede del Centro Militare di Equitazione erede delle tradizioni e della

cultura della Regia Scuola Militare di Equitazione di Venaria Reale (Torino, 1823). A seguito di diverse riforme, l’attuale estensione complessiva, seppur ridotta rispetto alle origini, si aggira attorno ai 540 ettari. La “casa di villeggiatura”, detta Villa Comando, ospita gli uffici amministrativi e il circolo. Le stanze sono costellate da trofei, donazioni, foto d’epoca e vari cimeli. I pavimenti sono lucidati dal tempo e dai passi, si respira un’aria museale. Su di un antico scrigno ligneo poggia l’albo d’onore ove, tra le altre, si legge una dedica autografa di Amedeo Guillet, uno dei più grandi cavalieri italiani (e non solo). Poco distanti da Villa Comando ci sono le scuderie al centro delle quali c’è un busto bronzeo in memoria del capitano Federico Caprilli che sembra quasi vigilare sul rispetto del suo rivoluzionario ed universale metodo di equitazione naturale. All’interno del comprensorio militare c’è “Piazza di Siena”, un campo di gara di numerosi concorsi anche internazionali che ha le stesse dimensioni e caratteristiche del più famoso ovale di Villa Borghese.

Scuderie, sezione concorsi

Il Centro Militare di Equitazione svolge Corsi di istruzione, di qualificazione nonché di specializzazione per il personale dell’Esercito e dei corpi armati dello Stato, oltre che per personale civile selezionato dalla Federazione Italiana Sport Equestri (F.I.S.E.). È possibile praticare il salto ostacoli, concorso completo e l’endurance. Inoltre, da anni vengono organizzati corsi di ippoterapia per bambini diversamente abili. I cavalli residenti nel comprensorio di Montelibretti provengono dal Centro Militare Veterinario di Grosseto (origine della filiera) e sono il risultato di una selezione genetica molto accurata e rigorosamente scientifica. I puledri nati, dopo un periodo di permanenza nella sede toscana, vengono inviati a Montelibretti per l’ammansimento, la doma e l’addestramento di base, successivamente, vengono scelti gli esemplari più prestanti sotto il profilo sportivo. Per i cavalieri ed amazzoni in divisa questo luogo ha un’aura particolare ed è unico nel suo genere. Qui si sono temprati uomini come i fratelli Angioni (in particolare, Paolo fu medaglia d’oro olimpica nel 1964), i fratelli Antonio e Salvatore Oppes, e negli anni 60-70 era il regno incontrastato nonché il laboratorio sperimentale del colonnello Piero D’Inzeo, figura mitica dell’equitazione sportiva italiana. A portare il peso di queste tradizioni c’è un gruppo di giovani atleti militari tra cui: i caporali Roberto Cristofoletti, Lucia Vizzini, Simone Coata, Alberto Zorzi, Filippo Martini di Cigala, Linda Bratomi, Emanuele Addis, Tiziana Malagigi. La preparazione di questi agonisti è affidata alla perizia ed esperienza del tenente colonnello Salvatore Oppes, figlio del già citato Antonio. Ma… trascorsi definitivamente i tempi in cui lo Stato acquistava vaste tenute, in periodi di recessione economica e valoriale, qualcuno potrebbe chiedersi: mantenere tutto questo ha ancora un senso? Certamente occorre razionalizzare, economizzare, ricercare delle cooperazioni esterne ma ciò non significa affatto annichilire la propria storia e il patrimonio culturale. Anzi, è nei momenti di crisi dei valori che occorre esaltare le discipline che pongono al proprio centro il carattere, l’impegno, la determinazione, la giusta ambizione, il rispetto per la natura, la consapevolezza che il risultato finale dipende dal lavoro certosino di preparazione di due esseri viventi molto diversi tra loro ma che operano in “simbiosi mutualistica”. Non a torto si ritiene che l’equitazione non sia soltanto una disciplina sportiva ma uno stile di vita, un’esperienza formativa dalle origini antichissime da vivere in una dimensione tutta sua, un modo di vedere la realtà riconsiderandone le priorità ◆ M.M.

Sergente Emiliano Portale su Quasar dell’Esercito Italiano

Un impegnativo salto delpercorso di cross-country


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C.O.N.I.

F.I.S.E.

FEI Nations Cup

A Montelibretti la penultima tappa di Completo

Attualmente in testa è la Germania, forte dei suoi campioni olimpici, ma l’appuntamento in programma al Centro Militare d’Equitazione potrebbe portare inattese variazioni in classifica

C.I. Casale San Nicola

di Enrico Tonali

Società Sportiva Dilettantistica a R.L.

26 - 28 Ottobre Concorso Nazionale A 5*

17-18 Novembre Concorso PONY Naz. B Pony Champions Winter Tour 2012 + B* cavalli

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Club House con piscina

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rriva in Italia il grande Completo, la specialità più spettacolare ed esaustiva dell’equitazione, quella che raccoglie le tre discipline classiche acountry, salto ostacoli. Dopo il debutto in Francia a Fontainbleau lo scorso marzo e le successive tappe in Gran Bretagna, Polonia e Germania, all’Italia è stata assegnata l’organizzazione del penultimo impegno della FEI Nations Cup Eventing. La quinta tappa del concorso indetto dalla Federazione Internazionale si svolgerà - dal 21 al 23 settembre - presso il Centro Militare d’Equitazione di Montelibretti, una struttura accogliente e vocata ad appuntamenti di risonanza mondiale. Infatti questo circuito è aperto a tutte le Nazioni che schierano un team di tre o quattro cavalieri ad ogni tappa mentre il regolamento è lo stesso che si applica ai concorsi FEI, pur se i cavalieri accumulano punti tramite un nuovo metodo. Durante la tappa precedente, svoltasi in casa loro ad Aachen, i tedeschi sono tornati a vincere per la seconda volta consecutiva dopo la polacca Strzegom. Con solo due altre tappe da disputare, la inseguono Olanda (20 punti di distacco) e Francia, terza classificata ma a pari punti con la seconda di Aachen, la Gran Bretagna. Una panoramica dei risultati ottenuti nell’ultimo impegno disputato, Aachen, può dare un’idea dell’importanza della tappa italiana di Montelibretti. Nonostante gli inglesi abbiano lasciato a casa i cavalli delle Olimpiadi, in Germania si sono fatti notare ugualmente, grazie allo splendido dressage di Laura Collet su Rayef, poi penalizzata nel cross per la perdita delle redini. L’attuale primo in classifica della Rider Ranking, William Fox-Pitt su Neuf Des Coeurs, è arrivato 6°, mentre Francis Whittington si è classificato 12° su Percival III. La

Caporale Emanuele Addis

squadra australiana ha messo in campo Christopher Burton su Haruzac (10°), Sam Griffiths su Real Danncer (eliminati durante l’ultima prova) e Clayton Fredericks su Bendigo, ritiratosi dopo dressage e salto ostacoli. I tre partenti per la Svezia hanno fatto degli ottimi giri in campagna senza penalità, peccato però per i tre errori ciascuno durante la prova di salto. Il migliore è stato Ludwig Svennerstal su Shamwari 4, classificatosi 11°. Il team neozelandese ha visto alterne fortune per i suoi quattro partenti. Andrew Nicholson dopo tre ottime giornate di gara si è posizionato 5°; Jonathan Paget su Bullet Proof ha commesso un errore ad un ostacolo nel giro di cross, Lucy Jackson su Kilcotrim Ambassador è stata penalizzata da una prima prova un po’ sottotono mentre il grande Mark Todd ha ritirato il suo NZB Grass Valley dopo cinque insoliti abbattimenti nell’ultima giornata. I campioni olimpici tedeschi, infine, non hanno lasciato nulla al caso in questa competizione, schierando la medaglia d’oro a squadre e argento individuale agli Europei Sandra Auffarth su Opgun Louvo (4°), il campione del mondo ed europeo Michael Jung su Leopin (8°), Dirke Schrade su Hop And Skip (7°) e la medaglia d’oro ai Giochi di Pechino 2008 Ingrid Klimke su Butts Abraxxs (18°) ◆

PROSSIMI APPUNTAMENTI FEI Nations Cup Eventing Montelibretti (ITA) 21-23 Settembre 2012 Boekelo (NED) 11-14 Ottobre 2012


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Le Signore dell’Ippica: parte la nuova stagione di Capannelle

Scuola di equitazione

L’autunno romano profuma di gran galoppo: cinque corse di spessore europeo precedute dall’appuntamento mondano al femminile di Enrico Tonali - ph Stefano Grasso

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oma galoppa. Lo fa da sempre ed è l’unica città al mondo il cui centro è tagliato da un ippodromo, il Corso, dove appunto i corsieri galoppavano scossi da Piazza del Popolo a Piazza Venezia, durante il Carnevale. Oggi la pista è a Capannelle, su terreni che un tempo appartenevano a Luciano Bonaparte - il fratello “pacifista” di Napoleone ed ora al Comune. Da 131 anni la grande piana (150 ettari) costeggiata dall’Appia Nuova - ed al cui inizio due alti coni di legno e paglia, le “capannelle” dei pecorai, ospitavano un’osteria per viandanti e turisti - è il regno italiano dei purosangue (nei suoi box ce ne sono mille) che il 2 settembre hanno iniziato la stagione di corse, una lunga striscia di appuntamenti settimanali (attualmente martedì, venerdì e domenica, l’unico giorno in cui si paga l’ingresso, 3 euro) che arriverà fino al prossimo giugno. Dopo gli impegni di rodaggio ma sempre spettacolari (per un purosangue Derby o premio di routine l’impegno è uguale) nell’autunno inoltrato il galoppo romano vivrà quel clima da belle-epoque, fascinoso, struggente ed elegante, che solo le corse dei cavalli sanno dare. Giovedì 25 ottobre uno storico edificio della Capitale - gli ultimi due anni Palazzo Wedekind a Piazza Colonna, ma prima c’erano stati Villa Medici e Palazzo Venezia - accoglierà Le Signore dell’Ippica, un riconoscimento giunto alla dodicesima edizione per le protagoniste femminili dell’universo cavallo, legato al Premio Lydia Tesio. Questo appuntamento agonistico (domenica 28 ottobre, 3 anni e oltre, 2000 m) che ha Longines come attuale supporter, è il più importante in Italia e tra i maggiormente noti in Europa per le femmine, e ricorda l’allevatrice-allenatrice legata a

L’inizio della volata finale del Premio Lydia Tesio 2009 cui partecipò la più brava jockette inglese, Hayley Turner (prima a destra)

crack leggendari quali Nearco e Ribot, i cui Premi si tengono anch’essi in autunno (Nearco 28 ottobre, Ribot 4 novembre). Il Lydia Tesio è la giornata di maggior fulgore per il mondo rosa dell’ippica, non solo in pista con quelle che poi diverranno le genitrici di tanti campioni, ma nel parterre e in tribuna invasi da spettatrici in toilette, cappellini e tacchi a spillo. Altre quattro corse faranno di Capannelle l’ippodromo-faro del galoppo autunnale nazionale, un poker di appuntamenti molto noti anche all’estero, tanto da essere spesso conquistati da invaders d’oltr’Alpe. Il Premio Roma GBI Racing (3 anni e oltre, 2000 m) si disputerà domenica 4 novembre, stesso giorno del Premio Ribot (3 anni e oltre, 1600 m) ed entrambi verranno preceduti il giovedì 1 novembre dal Premio Guido Berardelli (2 anni, 1800 m), un impegno per i giovani purosangue, alcuni dei quali affilano le armi pure in vista del Derby dell’anno prossimo. Infine domenica 11 novembre la corsa più veloce della stagione, il Premio Aloisi (2 anni e oltre, 1200 m) 70 secondi di adrenalina pura, una volata quasi in apnea, per incoronare lo sprinter dell’anno ◆

Pizzeria Al Ferro Tel. 06 87131488

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L’ungherese Overdose, vincitore del Premio Aloisi 2008, è stato uno dei più spettacolari velocisti in gara a Capannelle

Campo coperto

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La depiLazione permanente è tra Le appLicazioni più efficaci deL Laser

il dott. Enrico licciardi svEla i sEgrEti dEll’‘arMa buona’ dElla MEdicina EstEtica

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di Ester Maria Lorido

uperata l’era di clave e caverne, liberarsi in modo permanente dei peli superflui è vissuta come una chimera da tutte le donne, condannate alla depilazione - una schiavitù (nonchè una vera e propria tassa fissa) - pur di difendere la propria femminilità. Non solo: eliminare la ‘pelliccia’ è ormai diventata una priorità anche per molti uomini, che - in numero crescente negli ultimi anni - hanno iniziato ad avvicinarsi all’epilazione per zone esteticamente sensibili come glabella (per evitare l’effetto sopracciglia unite), orecchie, zigomi, collo-zona colletto di camicia o zone fastidiose per l’abbigliamento come la schiena. Meno, ma con interesse sempre maggiore soprattutto nei giovani e amanti della palestra, le zone del torace, della schiena e delle braccia. In questi ultimi anni, il ricorso al laser si è diffuso in molti campi della medicina, tra cui l’epilazione. A parlarcene è uno specialista in Medicina Estetica, il dottor Enrico Licciardi, o - come ama lui stesso definirsi - “un appassionato del mescolare la logica della bellezza femminile con un equilibrio di salute”. La carriera del dott. Licciardi nasce da lontano, per poi crescere grazie ad un percorso che l’ha portato a sviluppare la capacità - e la sensibilità - di guardare al paziente nella sua totalità, senza trascurare un campo minato come quello della complicata psiche umana (aspetto fondamentale per chi ha a che fare anche con giovani pazienti).

come agisce il laser? Parlare di laser è come parlare di energia trasmessa attraverso una luce di un unico colore: ci sono laser verdi, rossi, ecc. Ognuno di essi ha una sua lunghezza d’onda (come fosse uno spettro del colore) e, quindi, ognuno ha un bersaglio. Se dobbiamo colpire un bersaglio clinico, cercheremo un target che non rifletta il colore del laser che usiamo e che quindi sia in grado di captare tutta l’energia che gli inviamo contro. Nell’epilazione usiamo un laser a diodi con una frequenza da 810 o un laser all’alessandrite di poco più corto, perchè sono le frequenze meglio assorbite dalla melanina del pelo e meno dall’emoglobina o dall’acqua circostanti. rispetto ai metodi finora più usati, quali sono i reali vantaggi? Tra i più importanti c’è la modificazione della consistenza cutanea, che è fattore del suo spessore, legato a sua volta alla presenza di bulbi piliferi. A causa di questi ultimi - in particolar modo nella zona dell’inguine e perineo - anche dopo una rasatura o ceretta, la cute non potrà mai essere delicata come quella di un bambino, come invece avviene quando si ricorre alla depilazione laser. Altro indiscutibile vantaggio è il costo: quello dell’estetista è minore ma continuativo, l’epilazione in questo senso va considerata come un vero e proprio investimento, soprattutto per tutto il periodo che intercorre tra un appuntamento e l’altro dall’estetista, durante il quale capita spesso di domandarsi che fare, se rasare o rinunciare. il numero delle sedute è standardizzato o varia a seconda i soggetti? Dopo tanta esperienza, si può dire che si sono standardizzate le aspettative dei vari soggetti. Per un inguine sono necessarie 4 sedute per ottenere una condizione soddisfacente, ma per ottenere una soluzione ottimale dobbiamo fare trattamenti a cadenze progressivamente crescenti per un periodo di circa 30 mesi. Dopo la terza seduta, la quarta si fa a 4 mesi, stesso intervallo di tempo per la quinta, infine la sesta a 6 mesi. in generale, ci sono controindicazioni di tipo medico? Assolutamente sì. Per questo motivo il laser è una terapia

di esclusiva pertinenza medica. Tra le controindicazioni principali ci sono i nei con rischio melanoma, patologie dei melanociti (le cellule da cui dipende il pigmento della pelle), danni cutanei di vario genere, che vanno dalle micosi alle ulcere o all’herpes, oppure zone sensibili a tale espressione. Viceversa, esistono anche casi in cui il laser è consigliato. Ad esempio le follicoliti, che generano infiammazione e brufoli dove deve ricrescere il pelo: sono talmente fastidiose e, spesso, con tempi di guarigione così lunghi che la paziente alla fine rinuncia a depilarsi. L’uso del laser è indicato anche in presenza di alterazioni di tipo ormonale: in questo caso, viene usato come sostegno alla terapia ormonale nel periodo necessario all’efficacia terapeutica. Immaginiamo una splendida ragazza con una coda di fauno (patologia congenita) o con la vera barba (patologia ormonale o disfunzionale): mentre espleta gli accertamenti e le terapie mediche, potrà ricorrere al trattamento laser, con cui non otterrà l’eliminazione dei peli che si riformano continuamente a causa delle alterazioni dello stato fisiologico, ma vedrà il suo problema alleviato perché quelli colpiti spariranno. ci sono persone su cui la terapia laser non ha effetto? Abbiamo difficoltà nelle persone di pelle scura e in quelle con pelo rosso (il rosso è dato non da eumelanina come il nero, ma da feomelanina che non risponde bene alla stessa lunghezza d’onda). Esistono limitazioni legate al sesso o alla fascia di età? Certamente la fascia di età è molto limitante. A volte, mamme estremamente attente ci portano le loro ‘scimmiette’ (molte di loro le chiamano proprio cosi, usando un termine non percepito come vezzeggiativo dalle bimbe, che spesso ne soffrono moltissimo, specie quelle che il problema non lo capiscono e non lo vivono). Si tratta di bambine di circa 12 anni e poco più nelle quali, come succede in tette le ragazze, abbiamo un aumento della quota androgenica transitoria che porta una crescita del numero di peli nella piccola paziente. In questa fase, ci troviamo spesso nella condizione di dover aiutare le loro madri a rassegnarsi e a optare per l’uso del rasoio, della ceretta o - meglio - lo sbiondimento dei peli incriminati, per non creare un disturbo maggiore del danno ◆ dott. Enrico licciardi presso Venus Lasermedical Via di Campo Marzio, 69 - Tel. 3470039648 www.enricolicciardi.altervista.org

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Non stiamo a guardare il capello (ma il pelo sì)


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Difendiamo la nostra pelle dopo l’estate

a stagione estiva è ormai finita. Le giornate spensierate in riva al mare sono un lontano ricordo mentre restano ben visibili i segni che il sole ha lasciato sulla pelle che adesso appare secca, danneggiata e spenta. Anche se si sono utilizzate correttamente la protezione solare e le creme doposole per ristabilire l’equilibrio cutaneo, non deve sorprendere se la pelle si presenta disidratata dai raggi solari, segnata da macchie scure e rughe, con la tendenza a screpolarsi e in generale poco luminosa. L’abbronzatura ispessisce la cute, che diventa più secca e meno elastica. Con il passare dei giorni lo strato corneo superficiale inizia a desquamarsi, il colorito si fa disomogeneo, l’epidermide opaca e ruvida. Riportare la nostra pelle in salute è abbastanza semplice, il primo passo è l’eliminazione delle cellule morte: l’ideale, infatti, è un peeling domiciliare delicato a base di acido mandelico o di acido piruvico, in questo modo la pelle si rinnova, diventa più elastica e sottile, l’abbronzatura che rimane è luminosa, gli effetti sono visibili subito, ma conviene ripetere il peeling altre due volte, a intervalli di due settimane, per poter beneficiare appieno delle sue proprietà. Un altro passo importante è ripristinare le normali abitudini di cura della pelle, dopo l’esposizione solare occorre reidratare la cute e stimolare la produzione di collagene ed elastina, distrutti dagli ultravioletti. A tal scopo si possono applicare sulla pelle un mix di attivi per restituire elasticità e tono a viso e collo. É ormai ben noto che gli attivi di natura lipidica come gli oli e i grassi vegetali contenuti nella maggior parte dei prodotti di trattamento per la pelle riescono a penetrare meglio la barriera cutanea quando l’epidermide è ben idratata. Qualsiasi prodotto di trattamento, dalle creme antiage ai gel contro le imperfezioni, dalle formule rimpolpanti a quelle anti-macchia, funziona quindi solo se il livello di idratazione è sufficiente. Per potenziare al massimo l’idratazione è meglio utilizzare creme ricche di principi attivi idratanti da applicare una o più volte durante la giornata secondo il grado di idratazione della cute, meglio ancora se si punta su formule che contengono estratti naturali puri. Noi, solitamente, suggeriamo l’applicazione dell’ HYDRATA SYSTEM, una crema riparatrice, idratante e antiossidante, ricca di olii emollienti come l’olio di jojoba, l’olio di rosa mosqueta ed il burro di karitè, particolarmente indicati per re-idratare la pelle, che garantiscono nutrimento ed elasticità insieme ad un’azione antiossidante svolta dalla sinergia del resveratrolo con la quercitina, inoltre un potente potere anti-aging è garantito dalla presenza dlla macrocystis pryferia idonea a bloccare il danno indotto dai raggi uva/uvb. Sostanze idratanti, rivitalizzanti e lenitive completano quindi una crema che trova la sua indicazione nel trattamento della cute stressata, danneggiata dall’invecchiamento cutaneo o da fattori esterni lesivi. Tuttavia, nonostante una serie di consigli che medici ed esperti possono suggerirci, rimane il fatto che una delle principali prerogative che caratterizza un po’ tutta la nostra vita è la costanza, perchè per riportare la pelle in condizioni ottimali occorre applicare le creme ogni giorno, con regolarità, altrimenti non si riesce mai a ripristinare al meglio il delicato equilibrio che le assicura idratazione e nutrimento ◆

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una m ela al giorno

VILLA ARDEATINA

Caro papà, grazie di non essere troppo giovane La scoperta made in Usa: diventare padre tardi allunga la vita ai figli

CASA DI RIPOSO

“Un’oasi verde immersa nel cuore dell’Eur” ➤ ➤

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e il vostro ‘vecchio’ vi concepisce quando è vecchio, avrete più probabilità di diventare vecchi anche voi. Non è un delirio da caldo estivo, ma il risultato di uno studio condotto dal dipartimento di Antropologia della Northwestern University, secondo cui gli uomini che concepiscono un figlio più tardi trasmettono alla prole un’eredità preziosa: la longevità. Che sia la crisi economica o una ostinata sindrome di Peter Pan a tenervi lontani a lungo dalla paternità, potete quindi consolarvi: i vostri figli difficilmente ve lo rinfacceranno. Il gruppo di lavoro statunitense ha analizzato il codice genetico di quasi 1.800 giovani adulti filippini, scoprendo che l’elisir di lunga vita è rintracciabile nel Dna e, in particolare, nei telomeri, i ‘cappucci’ protettivi delle estremità dei cromosomi la cui maggiore lunghezza è sinonimo di una migliore aspettativa di vita. Dalla ricerca è emerso che i telomeri sono più lunghi nei figli di papà più anziani all’età del concepimento. E lo stesso vantaggio sarebbe assicurato dall’avere un

nonno diventato padre tardi. I benefici non finiscono qui: ereditando telomeri più lunghi si guadagna anche in salute, specialmente a livello di tessuti o funzioni biologiche che comportano una crescita e un turnover cellulare più rapidi, ad esempio sistema immunitario, intestino e pelle. D’altra parte, accanto ai papà-nonni, nel nostro paese cresce il fenomeno delle mamme-nonne: in Italia, le donne partoriscono in media a 32,5 anni e, in quasi tutte le regioni, l’età media per il primo figlio è superiore ai 31 anni. Visto che non è mai tutto oro quello che luccica, gli scienziati ricordano che, con l’aumentare dell’età dei genitori, crescono anche i rischi di malformazioni nei bimbi, dovute alla possibilità di trasmettere danni e mutazioni del Dna. Forse allora è meglio non scherzare troppo con l’età dei genitori e con le aspettative di vita dei figli. Anche perché per vivere più belli e più a lungo potranno ricorrere sempre ai vecchi rimedi. Vendere l’anima al diavolo, ad esempio ◆ E.M.L.

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In occasione dell’edizione romana del Taste Festival, connubio tra l’Auditorium Parco della Musica e l’eccellenza della cucina, Insider Magazine propone

il “totanino’ s rocK” (dedicato agLi chef)

testo e musica di Carlotta Miceli Picardi©

Ingredienti per un gruppo di quattro persone Una batteria: di pentole può andare, ma meglio se acustica Una chitarra elettrica ben accordata, di un bel rosso vivo e del peso di circa 3.500 grammi Un pizzico di blues urbano Una spolverata di country Una buona dose di ironia Svisare q.b. Tempo medio di esecuzione: 3 minuti

Un totanino col sughetto, con o senza lo spaghetto, vorrei… Celenterato?? No: mollusco! Scusa tanto il tono brusco, ma dai! Il totanino arrosto o fritto è già motivo di conflitto tra noi, quando ti giuro che da qualche settimana lo preferisco al ‘polipetto alla Luciana…’ Oh Yeah!

Eh sì, vabbè che il calamaro è più pregiato e anche più raro: lo so! Il totanino sulla griglia con la sogliola e la triglia, però, poi mi diventa una questione di concetto, come la storia di quel ‘mare nel cassetto’… E non ti chiedo certo venia del trambusto se sono in gioco tatto, vista, olfatto e gusto Oh no!

Uno spiedino con verdura e Vermentino di Gallura? Potrei… Peperoncino, lo gradisco. L’aglio non lo digerisco, lo sai! Mi piacerebbe molto un Fiano di Avellino, se, con ripieno, mi portassi un totanino, okay?! E scusa tanto se ti sembro un po’ confusa, se metto insieme gli ingredienti alla rinfusa… Chiama lo Chef, oh yeah, chiama lo Chef!

è vietata la riproduzione


Fuori d i... Taste!

Il Menu

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Acquolina Hostaria in Roma Giulio Terrinoni

di Antonella De Santis

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Torta di gaspè (baccalà) e patate con bagna cauda moderna €6 Freddo di cipolle rosse con ostriche e pane al gorgonzola €4 Trippa di rana pescatrice alla romana €5

Agata e Romeo Agata Parisella

l via una kermesse di 4 giorni di alta cucina, 12 tra i più importanti chef della città, 3 piatti a testa, 36 assaggi, dai 4 ai 6 euro l’uno. Questo in cifre il Taste of Roma: l’edizione romana del festival itinerante. Ma forse sarebbe meglio definirla una grande festa, che porta in giro per il mondo l’alta cucina, con una formula informale e divertente che punta a far incontrare il grande pubblico con la ristorazione d’autore. Gourmet ma pop. Dopo 3 edizioni a Milano, 9 a Londra, 5 a Sidney, 4 a Dubai, 3 ad Amsterdam, Taste per la prima volta arriva nella Capitale, nei giardini pensili dell’Auditorium, trasformati per l’occasione in un salotto a cielo aperto, dove godere momenti di relax tra un assaggio e l’altro. Sono proprio gli assaggi il successo dell’iniziativa: piccoli piatti a piccoli prezzi per far avvicinare tutti, ma proprio tutti, all’alta cucina. Creati per l’occasione o cavalli di battaglia degli chef, street food d’autore o calembour del gusto, semplicità-complessità, tradizione-innovazione: nelle 36 proposte c’è una fotografia dell’attuale situazione romana, che mantiene vive le proprie radici pur discostandosene con ironia o spudoratezza, che non teme di mescolare, rileggere, ricostruire, dimenticare con arguzia e intelligenza. Dal “Supplizio” di Arcangelo Dandini al “Rocher” di coda di Riccardo Di Giacinto, dal carpaccio di manzo affinato al tè Seuchong di Cristina Bowerman passando per la trippa di rana pescatrice di Giulio Terrinoni. E così, un va vai di sapori e saperi che per una volta saranno alla portata di tutti. Proposti con un percorso di abbinamento di vini pensato da Trimani, forse la più antica enoteca di Roma. Nel programma ci saranno anche show cooking con chef di tutta Italia, lezioni di cucina, degustazioni, incontri con i protagonisti dell’enogastronomia nazionale. Tante occasioni per conoscere, condividere, parlare e osservare, per fare acquisti gourmet con prodotti e produttori d’eccellenza, e passare delle ore in relax. Il programma attualmente è ancora aperto a modifiche e aggiornamenti, ma sono già confermati Alfonso Caputo (La Taverna del Capitano di Massa Lubrense), Luciano Zazzeri (la Pineta di Bibbona), Matteo Torretta Oreste Romagnolo (Orestorante di Ponza), Gianfranco Pascucci (Pascucci al Porticciolo di Fiumicino), Romano Gordini e Iside De Cesare (La Parolina di Acquapendente) cui si aggiunge la brigata di Atavolaconlochef: Antonio Sciullo, Antonio Chiappini, Marco De Vita, Nazzareno Lavini, Giuseppe Amato. Taste of Roma Info: www.tasteofroma.it

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“La caprese” €5 Cannelloncini farciti di prosciutto in salsa di cipollotto fresco €5 Stecco di baccalà con salsa guacamole e peperoni piccanti €5

All’Oro Riccardo Di Giacinto “Rocher” di coda alla vaccinara con gelèe di sedano €5 Tiramisu di baccala e patate con lardo di cinta senese €5 Raviolini di mascarpone con ragout di anatra e riduzione di vino rosso €6

Giuda Ballerino Andrea Fusco Spiedino di gambero in pasta fillo e spuma di mortadella €4 Tortellini di ricotta Funghi, guancia al Cesanese e clorofilla di rucola €5 Salmone selvaggio con salsa di anguria, tartufo nero e asparagi di mare €5

Glass Hostaria Cristina Bowerman Panino artigianale con maionese al passito e fegato grasso. Patatine fritte e ketchup al mango (Glass 2006) €5 Fico settembrino, pancia di maiale e ricotta di bufala, saba e pepe verde (glass 2009) €5 Carpaccio di manzo affinato al te’ Seuchong e miele di Elva, anguria compressa e affumicata, semi, frutti rossi e balsamico tradizionale invecchiato (glass 2012) €5

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Il Convivio Troiani Angelo Troiani Mezze maniche alla amatriciana de ‘Il Convivio €5 Rosetta de ‘Il Convivio’ con kebab di coniglio in porchetta, funghi porcini e zenzero €6 Tiramisù ieri, oggi e domani €4

Il Pagliaccio Anthony Genovese Ricciola fritta, battuta di pomodori ed anguria €6 Tortello con ragù di maialino da latte leggermente piccante €6 Polipo e vitella, erbe amare e marmellata di fichi €6

Imàgo, Hassler Hotel Francesco Apreda Capesante impanate e ripiene di mozzarella di bufala, foglie di sedano e tartufo nero €5 Uovo e pomodoro, pane cafone e carbone di melanzane €4 Granita ai frutti di bosco e balsamico, fluida di yogurt e cioccolato bianco €4

L’Arcangelo Arcangelo Dandini

gourmet

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Supplizio, Croccante e Crocchetta, ovvero supplì di riso, croccante di mandorla e alici e crocchetta di patate affumicata €5 Passato di cicerchia, sambuco e parmigiano soffiato €5 Ciriola, quaglie, broccoletti ajo e ojo €5

Magnolia, Jumeirah Grand Hotel Kotaro Noda

Tataki di manzo con maionese affumicata e mostarda €5 Pasta fredda con miso e sesamo €5 Macaron orient express €4

Ristorante Metamorfosi Roy Caceres

Riso-rosso-cremoso, Fassona di Optima carne, blu del Monviso ed €5 Uovo 65° carbonara €5 Cocktail” di gamberi affumicati €5

Ristorante Pipero al Rex Luciano Monosilio Ostia sconsacrata, burro e alici cantabrico €5 Crudo d’oca mela e senape €5 Calippo ghiacciolo e i suoi gusti €5

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Agata Parisella

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gourmet

iulio Terrinoni è alla guida del progetto condiviso con Angelo Troiani, Acquolina, “sorella marinara del Convivio”. Acqua come luogo d’origine dei piatti, dove “si pesca, non si fa la spesa” come si recita al ristorane. Grande rispetto per la materia prima, questo il punto di partenza (e la scelta di non lavorare il tonno rosso a rischio di estinzione), ma nessun timore di osare un piglio personale e deciso. Il mare in tavola qui si racconta in un via vai di crudo e cotto, tradizione di ieri e di oggi, riletture di classici del territorio versione “vista mare”: carbonara di mare, sandwich di triglia, coppa di rana pescatrice, carrè di rombo. Un cucina di mare ricca di grinta e sapore. Cosa porti al Taste e perché La Torta di Baccalà, perché è il piatto storico di Acquolina; La Trippa di Rana Pescatrice alla Romana perché è la rivisitazione di un piatto tipico romano in chiave ittica. Il Freddo di Cipolle Rosse con Ostriche e Pane al Gorgonzola perché è l’ultimo nato e ha bisogno di farsi conoscere.

Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Taste rappresenta un’opportunità per avvicinarci a più gente possibile. Penso che l’edizione Romana sarà caratterizzata da una grandissima partecipazione di pubblico. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Tre cose da salvare: materia prima, tradizione, innovazione. Piuttosto che cose da eliminare, vorrei aggiungerne tre per migliorare: l’educazione, l’umiltà, la spensieratezza. Tre parole per descrivere la tua cucina Una cucina di cuore, una cucina di testa, una cucina di braccia. Una scommessa per il 2012 - 2013 La Roma campione d’Italia!

Acquolina Via Antonio Serra, 60 - 06 3337629 www.acquolinahostaria.it

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uell’Hostaria nell’insegna non è altro che l’omaggio alla famiglia di Agata che sul finire dell’800, sfamava a suon di porchetta gli avventori. Decine di anni dopo, questo ristorante è diventato uno dei capisaldi dell’alta ristorazione capitolina. Agata Parisella e Romeo Caraccio sono stati tra i primi a portare la cucina romana e le sue interpretazioni ai massimi livelli. Tradizione e contemporaneità, intuizioni e radici: una cucina elegante abbinata a una cantina d’eccellenza. Cosa porti al Taste e perché Tre preparazioni semplici, ma che rappresentano la nostra cucina, soprattutto gli ingredienti che fanno parte del nostro bagaglio culturale. Il pomodoro, l’olio del quale siamo anche produttori, la pasta fresca, il baccalà che ha rappresentato il nutrimento più frequente e più ricco di preparazioni durante la nostra infanzia. Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Noi speriamo, con questa iniziativa, di far quadrato con gli altri chef per diffondere la cultura gastronomica della Capitale, di avvicinare il grande pubblico ancora molto scettico nei confronti dell’alta cucina e perché no, scambiare idee e pareri con tutta l’organizzazione. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Io salverei tutto e non eliminerei niente, tutto serve o è servito a rendere la cucina come è oggi, nonostante i grossi “errori”. Mi riferisco a quella voglia di emulare a tutti i costi, con scarsi risultati, gli chef “avanguardisti” che in effetti non hanno lasciato nulla, anzi hanno creato molta confusione. Se non altro hanno fornito materiale per far parlare quei giornalisti con poca fantasia e preparazione gastronomica. Tre parole per descrivere la tua cucina Cucina di tradizione, rispetto per le materie prime, di impatto e se permetti cucina “gustosa” nel senso che i sapori si sentono tutti.

Riccardo di Giacinto

Andrea Fusco

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Cosa porti al Taste e perché Portiamo la nostra anima la nostra personalità e quindi tre piatti che ci rappresentano molto bene: tiramisù di baccalà e patate con lardo di cinta senese, il “Rocher” di coda alla vaccinara con gelée di sedano, i ravioli di mascarpone con ragout di anatra e riduzione di vino rosso.

Cosa porti al Taste e perché Spiedino di gamberi con pasta fillo e spuma di mortadella calda, un classico che faccio da 10 anni è che ancora oggi piace e intriga. Tortelli di parmigiano, consommé di porcini, guancia di vitello al cesanese. Potenza nel gusto, ma leggerezza allo stesso tempo. Salmone selvaggio dell’Alaska con salsa di anguria, asparagi di mare e tartufo nero. Eleganza e monocromatismo. Poche calorie ma molto sapore.

ui è uno dei giovani della nuova scuola romana, grandi esperienze all’estero e più di 5 anni ai Parioli, nel locale in miniatura - All’Oro - che lo ha portato nel firmamento degli stellati. Alcuni suoi piatti sono subito diventati dei classici: il rocher di coda, per esempio, arguta rivisitazione che crea un felice cortocircuito di elementi noti, senza una sbafatura. Gusto, tecnica, armonia. E così negli anni ha portato, con la sua misura e la sua tranquillità, uno dietro l’altro, alcuni piatti che ormai identificano il suo stile: sapori decisi, tradizione, ispirazione.

Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Per noi il Taste rappresenta un’occasione per far avvicinare un pubblico più vasto al nostro modo di fare ristorazione. Sinceramente mi aspetto molto da questa edizione romana speriamo di riuscire a coinvolgere sia la città che i turisti. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Io salvo tutto ciò che è qualità e rispetto, sia per gli ingredienti che per i clienti e ed elimino tutti i tarocchi tranne le arance. Tre parole per descrivere la tua cucina Bastano due: moderna e ancestrale. Una scommessa per il 2012-2013 Partecipare a Taste 2013.

All’Oro Via Eleonora Duse, 1 - 06 97996907 www.ristorantealloro.it

Taste of Rom a 2012

Giulio Terrinoni

a sua scuola è stata al seguito dei grandi della cucina italiana, ma è da oltre un decennio ormai che Andrea Fusco è lui stesso uno dei nomi più rilevanti della nostra ristorazione. Ha Saputo creare un bellissimo esempio di locale “buono per tutte le ore e per tutti i gusti” che dalla colazione al dopocena ha una proposta di livello, dall’osteria al gourmet. È questo però il suo regno prediletto, con piatti territoriali interpretati con grande tecnica di ieri e di oggi, ricerca della materia prima.

Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Taste potrà essere un modo per far conoscere la mia cucina a persone che a oggi non si sono ancora avvicinate, per motivi economici o per motivi di distanza. Cercheremo di proporre a chi avrà modo di assaggiare i nostri piatti un coupon con promozioni e proposte mirate. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Da salvare: olio extra vergine d’oliva Italiano; veri pomodori e non acqua colorata; parmigiano. Da eliminare: NULLA! nelle quantità moderate tutto è ammissibile anche un Hamburger King… Ma forse il Kebab a 3 euro lo eviterei.

Tre parole per descrivere la tua cucina Studio dei piatti classici territoriali. Rielaborazione dei classici. Attenta scelta delle tecniche di cottura da utilizzare per meglio rispettare ed esaltare la materia prima. Ludicità, e poi gioco e stupore nella semplicità e nella convivialità.

Una scommessa per il 2012-2013 Forse è troppo ovvia o scontata la rinascita della ristorazione sperando in una rapida ripresa economica.

Una scommessa per il 2012-2013 “Resistere” mantenendo alta la professionalità e la qualità senza fare tagli.

Agata e Romeo

Giuda Ballerino!

Via Carlo Alberto, 45 - 06 4466115 www.agataeromeo.it

Largo Appio Claudio, 346 - 06 7158 4807 www.giudaballerino.it


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Angelo Troiani

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Cosa porti al Taste e perché Io porto tre piatti che rappresentano tre momenti di vita di Glass. Il panino di foie, finto ketchup di mango e patatine fritte datato 2006, fico arrosto, pancia di maiale e ricotta, datato 2009 e infine carpaccio, anguria compressa affumicata e aceto balsamico tradizionale, 2012.

Cosa porti al Taste e perché Mezze maniche alla amatriciana, un caposaldo romano: è stimolante contribuire a far vivere un’eredità così straordinaria; la rosetta de ‘Il Convivio’ con kebab di coniglio in porchetta, funghi porcini e zenzero, piatto in cui si fondono più culture, locali e non. Dal pane romano, al coniglio della tradizione marchigiana e umbra, allo zenzero della cultura orientale. In fondo è un piatto semplice e genuino, un “cibo di strada”; tiramisù ieri, oggi e domani: quello di ieri è liquido e si rifà a un passato recente, quello di oggi è un macaron ripieno alla crema di tiramisù, quello di domani è un ritorno al passato. Quello vero.

gourmet

alla Puglia with love. A dispetto del cognome Cristina è italianissima, di Cerignola, quel Bowerman segna un momento della vita: l’America e la decisione di ignorare la laurea in giurisprudenza per abbracciare la cucina. Anche in questo caso solo dopo rigorosi studi accademici. Rientrata in Italia trova presto una dimora, a Trastevere, insieme a Fabio Spada. Glass Hostaria è un locale design, in cui porta la sua cucina: divertente, riconoscibile, gustosa.

Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Rappresenta un momento di concentrazione dell’eccellenza romana, un’occasione per presentarsi in veste diversa al pubblico romano con l’intento di divertire e incuriosire gli avventori. La cucina deve stimolare la curiosità, far sentire la gente a proprio agio. Le cucine che spaventano e fanno sentire fuori luogo non mi appartengono. Glass in tal senso è l’opposto di snob e molto più vicino al concetto di hip. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Da salvare la voglia di migliorarsi, la voglia di cercare il prodotto migliore, la voglia di studiare. Da eliminare l’approssimazione, i prodotti sintetici, il junk food. Tre parole per descrivere la tua cucina Divertente, moderna, leggera. Una scommessa per il 2012-2013 Roma diventerà anche una capitale gourmet, più di quanto non lo sia già ora.

Glass Hostaria Vicolo dè Cinque, 58 - 06 5833 5903 www.glass-restaurant.it

archigiano d’origine, romano d’adozione, dal 1990 è ai fornelli del Convivio Troiani aperto insieme fratelli, da subito uno dei punti di riferimento dell’alta ristorazione capitolina. Non basta: il ristorante Acquolina è un’altra avventura insieme a Giulio Terrinoni. L’ultima sua creatura è la scuola di cucina Coqis. Elemento in comune dei suoi progetti è la grande attenzione alla materia prima, soprattutto locale.

Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Taste of Rome è un ritorno alle feste aperte a tutti, dove il cibo viene trattato con il giusto approccio. Culmina con la sensibilizzazione, l’educazione al gusto e alla corretta alimentazione. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Da salvare: cucina sana e rispettosa dell’ambiente, biodiversità locale e tradizioni di un territorio; professionalità dei giovani che si affacciano a questo mestiere; stagionalità per avere prodotti più salubri, dal gusto naturale, spesso più economici, e per una cucina dai sapori più veri ed intensi. Da eliminare: la contraffazione che si nasconde dietro etichette non chiare, l’improvvisazione con cui spesso ci si approccia al mestiere di cuoco, le false leggende metropolitane che sono la fucina dell’ignoranza. Tre parole per descrivere la tua cucina Ne serve una sola: homemade. Tutto o quasi viene prodotto in loco, i tre capisaldi sono la ricerca, l’equo e il gusto distintivo di ogni elemento del piatto. Una scommessa per il 2012-2013 Sono positivo per natura, in questi anni di importanti cambiamenti la meritocrazia acquisirà il giusto valore.

Il Convivio Troiani Vicolo dei Soldati, 31 - 06 686 9432 www.ilconviviotroiani.com

Anthony Genovese

Francesco Apreda

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taliano nato in Francia, Anthony Genovese ha iniziato la sua formazione oltralpe per poi continuare la crescita professionale in diversi ristoranti in Europa e in Asia. L’Oriente ha avuto grande parte nella sua cucina, che oggi mescola creatività, tecnica, sapori e profumi differenti, derivanti proprio dall’incontro di paesi diversi. Il Pagliaccio - due setelle Michelin - è il suo ristorante, creato insieme a Marion Lichtle.

Cosa porti al Taste e perché A Taste of Rome porteró: ricciola fritta, battuto di pomodoro e anguria; tortello con ragú di maialino da latte leggermente piccante; polipo e vitella, erbe amare e marmellata di fichi. Sono tre impressioni della mia filosofia che racchiudono esperienza, ricordi e sperimentazione. Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Per me Taste of Rome rappresenta un impegno nel fare gruppo con l’eccellenza della capitale, a mio parere l’edizione romana sarà scandita da attimi di altissima gastronomia e momenti conviviali. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Salverei sicuramente: rispetto del prodotto, materia prima, studio ed evoluzione del prodotto mondiale fermo restando a quello locale. Eliminerei invece:l a sopraffazione della tecnica a discapito del gusto. Spegnerei per qualche tempo i riflettori sulla cucina, sugli chef e la tendenza di creare a tutti costi uno show. Eliminerei la cattiva abitudine per la quale il cliente è il giudice di ogni cosa, senza però volersi concentrare sul viaggio, su una emozione.

Tre parole per descrivere la tua cucina La mia cucina è libertà di pensiero, di espressione, di movimento, di riscoperta delle mie esperienze, rielaborazione dei miei sogni e delle mie passioni. Una scommessa per il 2012-2013 Io scommetto... Di crescere ancora, di non fermarmi e di non guardarmi intorno, dritto per la mia strada non dimenticandomi chi sono.

Il Pagliaccio Via dei Banchi Vecchi, 129a - 06 68 80 9595 www.ristoranteilpagliaccio.com

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Taste of Rom a 2012

Cristina Bowerman

a Commis a Chef, Francesco Apreda - stella Michelin per l’Imago - ha mosso i primi passi proprio nel ristorante dell’hotel Hassler, a 19 anni, per tornarci nel 2003. Nel mezzo tante esperienze in giro per il mondo, soprattutto in Giappone, terra che gli ha regalato i maggiore consapevolezza delle tradizioni e della materia prima, nuove tecniche di cottura, intuizioni e ispirazioni che hanno reso la sua cucina quella di oggi. Cosa porti al Taste e perché Capesante impanate e ripiene di mozzarella di bufala, foglie di sedano e tartufo nero. Uovo e pomodoro, pane cafone e carbone di melanzane. Granita di frutti di bosco e balsamico, fluida di yogurt e cioccolato bianco Ho cercato di portare piatti che rapresentano la mia idea di cucina, pensando molto a quello che sarà l’evento, quindi piatti veloci essenziali e che possono essere apprezzati anche all’impiedi all’interno di un parco con gioia e allegria...

Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Taste rappresenta sicuramente una sfida molto interessante, dove noi chef abbiamo la possibilità di farci conoscere da un pubblico diverso dal solito, specie nel mio contesto di hotel a 5 stelle. Quindi mi aspetto tanti giovani, tante famiglie e tanti curiosi che magari prima di prenotare un tavolo in un ristorante stellato ci pensano un po’ troppo. La caratteristica interessante di Taste Roma è quella che ci troviamo alla prima edizione, quindi tutti noi daremo il massimo per rappresentare la città eterna nel migliore dei modi... Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Salverei chi continua a basarsi sulla cucina tradizionale italiana, l’innovazione senza confusione, la ricerca di materie prime che fanno la differenza per cura e dedizione del produttore. Elimerei chi contamina la cucina italiana senza conoscenza, il volersi inventare per forza qualcosa per fare notizia, la troppa manipolazione delle materie prime. Tre parole per descrivere la tua cucina Personale, contemporanea, essenziale.

Una scommessa per il 2012-2013 Ammazzare la crisi con una ristorazione di qualità.

Imàgo Hassler

Piazza Trinità Dei Monti, 6 - 06 6993 4726 www.imagorestaurant.com


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Kotaro Noda

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inquant’anni di cui… 49 nei ristoranti. A partire da quelli di famiglia, ristoratori da 4 generazioni tra Rocca Priora e Roma. A 25 anni il passo più importante, dopo il diploma di sommelier AIS e il titolo di campione regionale del Lazio dei sommelier: a Milano il ristorante Ascot all’interno del Grand Hotel Brunn e poi Aimo e Nadia.... dal ‘90 in proprio in varie località italiane e infine all’Arcangelo, il ristorante che porta il suo nome e la sua impronta, dal 2003... Ai fornelli con passione, ricerca e, soprattutto, memoria. Una storia reinventata e raccontata giorno dopo giorno attraverso i suoi piatti, che sono una sintesi perfetta di sapore, fantasia, ricordo e inventiva. E quando pensi che Arcangelo sia tutto semplicità e tradizione, lui assesta un colpo (non proprio) imprevisto di raffinatezza e creatività.

Cosa porti al Taste e perché Piuttosto cosa mi porta al Taste: la voglia di lavorare con uno splendido gruppo di amici ristoratori romani. Il Taste è la prima iniziativa di rilievo con un pubblico cosi ampio, con tanti cuochi di questo livello messi insieme in un contesto unico. Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Il Taste rappresenta una nuova frontiera di comunicazione del cibo verso “tutti” e sarà appunto una manifestazione in cui le persone che non hanno mai avuto modo di entrare nei nostri ristoranti ne avranno l’opportunità. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Da salvare certamente la maggiore sensibilità nella conservazione e pulizia degli alimenti, la figura del cuoco come comunicatore della propria azienda (ma solo quando c’è rigore ed equilibrio), la gastronomia molecolare. Da eliminare: tutti gli eccessi della comunicazione; gli alimenti spacciati per bio o naturali che poi dietro hanno solo il marketing; alcune presentazioni nel piatto che superano o tentano di superare ciò che nel piatto è stato messo sotto forma di cibo: insomma più sostanza e meno chiacchiere. Tre parole per descrivere la tua cucina Gioco, tradizione e memoria. Una scommessa per il 2012-2013 Il mio nuovo locale con il bancone per l’aperitivo, il pranzo veloce e la cena... Il mio supplì.

L’Arcangelo Via Giuseppe Gioacchino Belli, 59 - 06 3210992

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l primo chef giapponese a prendere la stella Michelin in Europa, Kotaro Noda è uno dei grandi chef stranieri italiani d’adozione. Del resto la sua formazione, in Giappone e in Italia, è tutta al seguito dei grandi nomi della cucina nostrana. Da Marchesi in poi. Lui, stella dell’Enoteca La Torre di Viterbo, da diversi mesi è approdato a Via Veneto, nel cuore “dolce” della vita romana, a dare lustro a una strada un po’ dimenticata dall’alta cucina. Il suo arrivo ha portato brio, ma anche precisione, attenzione alla materia prima, sofisticate e sottili suggestioni orientali e quel tocco fresco e saporito che sono un marchio distintivo. Cosa porti al Taste e perché Doppi ravioli ripieni di baccalà con fagioli bianchi del Purgatorio in guazzetto di vongole, tartare di manzo con maionese affumicata e il Giardino Zen. Sono piatti in menu al Magnolia nella prossima stagione, ognuno costruito intorno alla materia prima, per questo rappresentano bene la mia cucina. Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Taste avvicina la cucina gourmet e quella popolare. Credo che servirà a far conoscere al pubblico l’alta cucina, talvolta ancora confusa con la “nouvelle cuisine”. La caratteristica di questa edizione è proprio il fatto di essere romana: sarà una scoperta reciproca tra il Taste e il pubblico di Roma. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Non credo che ci sia qualcosa da eliminare totalmente, ma ci sono aspetti da salvare ed enfatizzare: la tradizione anzitutto, alla base anche della cucina più sperimentale e di ricerca; la conoscenza delle materie prime e il loro enorme potenziale; il Km 0 e la filiera corta, che fanno riscoprire la ricchezza del territorio e la sua varietà. Tre parole per descrivere la tua cucina Innanzi tutto la mia è una cucina Italiana. Poi è originale: sviluppa ogni piatto attorno a un elemento principale, esaltata da materie prime di altissima qualità, della cucina mediterranea o comunque legate alla “tradizione”. Infine è puntuale, precisa nell’esecuzione e nella presentazione, anche grazie ai Maestri con cui ho potuto lavorare (Gualtiero Marchesi, Enrico Crippa, Alessandro Breda e altri). Forse è l’unico elemento che la riavvicina alla mia cultura e all’Oriente. Una scommessa per il 2012-2013 Una serie di appuntamenti/evento, ovviamente a tema gastronomico, a partire da ottobre al Magnolia del Jumeirah Grand Hotel. Per scaramanzia preferisco tacere.

Magnolia Via Veneto, 155 - 06 487881

Roy Caceres

Luciano Monosilio

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Cosa porti al Taste e perché Porto tre piatti che fanno parte del mio menu uno è un classico dove la carbonara viene interpretata da me e si chiama uovo 65° carbonara. Il secondo piatto è un risotto che avevo in mente da tempo dove un’emulsione di cruda di carne fassona piemontese dona cremosità a un risotto con blu del Monviso ed erbe aromatiche; il piatto si chiama riso rosso cremoso. Mentre il terzo sono dei gamberi crudi affumicati con una maionese che può ricordare dal colore il cocktail di gamberi ma nel sapore è una concentrazione della testa del gambero quindi molto intenso.

Cosa porti al Taste e perché Al Taste porteremo piatti facili da realizzare, cose veloci che possano adattarsi ai tempi e agli spazi ristretti. È indispensabile che ci sia una grande fluidità nel servizio, per non creare file nei momenti di maggior affluenza. Quindi piatti veloci, freschi e anche giocosi: il crudo di oca, mela e senape, un piatto che abbiamo in carta anche al ristorante, l’ostia sconsacrata burro e alici, un ghiacciolo a vari gusti che pensiamo di chiamare “Piperolippo”.

olombiano, ex giocatore di basket, ex lavapiatti. Oggi tra i nomi più interessanti del nostro panorama. Estro, fantasia, tecnica. Caceres è uno che vuole andare al sodo. Cioè alle emozioni. Sue e dei suoi ospiti. La sua cucina, nei sonnacchiosi (gastronomicamente parlando) Parioli, è una ventata di energia. Di intuizioni, di entusiasmi perfettamente calibrati. Piatti belli, complessi, con una loro intelligenza che sfida l’immediata suggestione dei sensi.

Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Per me Taste rappresenta la voglia di proporre cucina di grande qualità a più persone possibili quindi è una manifestazione interessante dal punto di vista della visibilità e non solo: penso contribuisca a fare conoscere, a Roma e dintorni, un mondo che per molti è ancora sconosciuto. Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Da salvare o tutelare: i prodotti migliori, la memoria e le tradizioni che sono la base per proiettarci verso il futuro in modo consapevole, la voglia di creare una cucina personale e di carattere che hanno molti cuochi. Da eliminare: l’ipocrisia, l’ignoranza, i pregiudizi (odio chi parla per sentito dire). Tre parole per descrivere la tua cucina “Di gusto”, personale, contemporanea. Una scommessa per il 2012-2013 Io non amo molto scommettere e se proprio lo faccio devo quasi essere sicuro, comunque per il 2013 la scommessa è quella di fare conoscere la mia cucina oltre i confini italiani.

Metamorfosi Via Giovanni Antonelli, 30 - 06 8076839 www.metamorfosiroma.it

Taste of Rom a 2012

Arcangelo Dandini

uciano Monosilio, l’altra faccia di Pipero al Rex, quella della cucina. Alla sala ci pensa Alessandro Pipero, con lo stile e la professionalità che conosciamo. Ai piatti ci pensa Luciano: neanche 30 anni, gli ultimi trascorsi tra Albano e Roma proprio insieme a Pipero. La sua è una cucina estremamente riconoscibile, decisa, pulita, elegante. Una punta di furbesca ironia, qua e là. Il resto è tecnica, intuito e materia prima: poche incertezze, tanta sostanza. E un gioco tra sala e cucina che definisce una dialettica tra forti personalità.

Cosa rappresenta per te il Taste e quale sarà secondo te la caratteristica di questa edizione romana Il Taste è un evento mondiale, importante per la visibilità che riesce a dare, soprattutto per la possibilità di arrivare anche a persone diverse rispetto a quelle che solitamente frequentano i ristoranti gourmet. È importante lavorare bene per non creare confusione

Tre cose da salvare e tre da eliminare della cucina di oggi Ci sono molte cose da conservare: la creatività, la bravura di molti chef, la bontà dei prodotti. E poi la tradizione che è il principio da cui partire per poi andare avanti. Ci sono le mode, i cicli... magari tra tre anni tornano le cose di 10 anni fa per questo non buttare nulla. Tre parole per descrivere la tua cucina Di intuito, di fatica, del ricordo.

Una scommessa per il 2012-2013 Speriamo qualcosa di buono dalle guide!

Pipero al Rex Via Torino, 149 - 06 4815702 www.alessandropipero.com


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Rosso fuoco

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Ingrediente di carattere, il peperoncino ha una storia millenaria che dall’America Latina lo porta sulle tavole di tutto il mondo, protagonista assoluto della cucina di molti paesi e di recente star di un evento gastronomico grazie al Circolo dei Buongustai a cura del Circolo dei Buongustai

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l peperoncino piccante era usato come alimento fin dai tempi antichissimi: già conosciuto in Messico 9.000 anni fa e coltivato nel 5.500 a.C., quando lo stesso Montezuma, ultimo signore degli Aztechi mentre era prigioniero di Cortez, passava il tempo scherzando con le sue concubine e mangiando pietanze con peperoncino rosso. In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo dal ritorno dalle Americhe, ma già prima di quella data si era diffuso in Asia e Africa. Sul diario di bordo della prima spedizione di Colombo, Bartolomeo de Las Casas scriveva infatti: “La spezia che essi mangiano è abbondante e più importante del pepe nero...” riferendosi a quella spezia, da noi nota come pepe di Cajenna o paprika, originaria dell’America tropicale e conosciuta nel vecchio mondo prima della scoperta. Fu in seguito trasportata e trapiantata in Asia e Africa, dove si diffuse tra le varie tribù con così grande

successo da essere considerata subito come ingrediente della cucina tradizionale. Altra testimonianza arriva dal medico di bordo della flotta di Colombo che notò che gli indigeni si cibavano di una spezia piccantissima che chiamavano “agi”. Era il peperoncino, da lui portata in Europa, e diffusa con rapidità come “pepe delle Indie”. Il peperoncino, facilmente coltivabile dappertutto, si acclimatò benissimo nel vecchio continente, e divenne la spezia più conosciuta e usata, soprattutto dalle popolazioni con regimi alimentari poveri e carenti di proteine al fine di dare più sapore. Tutto ciò con grande delusione dei Reali di Spagna, Olanda e Inghilterra, che videro cadere i loro sogni di prosperosi guadagni e di business come era solito per le spezie rare. Nicolò Monardes, autore di un famoso trattato del Cinquecento sulle “cose che vengono portate dalle Indie Occidentali pertinenti all’uso della medicina”, scrive che il

peperoncino si usa esattamente come le spezie aromatiche “che si portano dalle Molucche”. E aggiunge che la differenza è che “quelle costano molti ducati, et quest’altre non costa altro che seminarle”. Molte le varietà di peperoncino nel mondo dal celebre Habanero allo Jalapeno, per continuare con il New Mexico, il Thai, il Kayenna, il Serrano, il Wax... Oltre al grande potere di esaltare il gusto delle pietanze, il peperoncino, è una pianta vitale in grado di stimolare tutte le funzioni vitali del nostro organismo. Uno dei principali componenti del peperoncino rosso è lacapsaicina, un principio attivo da cui dipendono parecchie proprietà benefiche; le altre sostanze presenti sono la capsicina, la capsantina, diversi sali e oligoalimenti naturali, lecitina (contenuta nei semi), olio essenziale, flavonoidi e le vitamine C, E e PP. Da molti studi condotti il Capsicum (nome scientifico del peperoncino) fa bene alla salute: è buon vasodilatatore, ha proprietà antiossidanti, ha un ruolo importante nella difesa dalle infezioni e aiuta la digestione. Intorno al peperoncino ruota, inoltre, il mito del suo potere afrodisiaco. Al momento pare non ci siano risposte certe che spieghino scientificamente il binomio peperoncinoeros; da testimonianze letterarie e culinarie questa relazione è assai diffusa, ma nessuno ha mai spiegato i meccanismi che ci sarebbero alla base. In ogni epoca storica, molti si sono posti il problema di cibi e bevande erotiche: da Virgilio nelle Georgiche al grande gastrosofo francese come Brillat Savarin sono state date risposte svariate, nessuna data come sicura. Unica cosa che si può affermare come certa, è che il peperoncino è ricco di di vitamina E, la vitamina della fecondità e della potenza sessuale ◆

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Il Circolo dei Buongustai http://www.ilcircolodeibuongustai.net info@ilcircolodeibuongustai.net

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na sfida al sapor di peperoncino con Primi Pic, originale e coinvolgente gara di cucina piccante firmata dal Circolo dei Buongustai per l’ultima serata di Rieti Cuore Piccante, la kermesse reatina dedicata al peperoncino, svoltasi a fine luglio nelle piazze del capoluogo sabino. Lo speciale concorso gastronomico ideato dallo chef Fabio Campoli e dedicato agli appassionati dei fornelli e dei sapori forti, che si sono sfidati con le loro ricette lo scorso 29 luglio. Una gara pensata e realizzata con l’obiettivo di valorizzare l’uso del peperoncino in cucina e far conoscere gli infiniti modi d’impiego del piccante. “Usare il peperoncino - fa notare lo chef Fabio Campoli, che sarà anche Presidente di Giuria - è un’arte. Bisogna sempre trovare il giusto equilibrio dei suoi toni all’interno del piatto. Il gusto piccante deve essere esaltazione del sapore”. Sul palco della piazza centrale di Rieti si sono sfidati ai fornelli con le loro ricette “hot” gli otto finalisti, sostenuti da Armando Albanesi, direttore del Circolo dei Buongustai e dallo chef Fabio Campoli. Otto primi piatti di pasta o riso con ingrediente obbligatorio la tanto amata spezia piccante, tra questi piatto orginario pugliese “Rigatoni saporiti con zucchine, pancetta e ricotta salata”, un’originale rivisitazione della Carbonara in versione risotto proposta da un giovane molisano, “Tagliatelle piccanti con pomodoro fresco e stracciatella” direttamente dalla foodblogger della Scimmia Cruda e dall’Abruzzo una “Chitarrina petroniano alla crema piccante di zafferano”. Accanto ai concorrenti la giuria pronta a votare ogni piatto realizzato, presieduta dall’attore e celebre doppiatore Francesco Pannofino. Giuria d’eccezione che ha premiato come vincitore assoluto Adil Ben Wadih di origina marocchina e residente a Rieti, con la sua “Amatriciana di Mare” rivisitazione a base di tonno fresco del celebre piatto romano, che ha conquistato l’attenzione di molti.


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L e gustose ricette

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d i Fabio Cam pol i

A cola z ione

con lo chef

crEMa di frutta allE MElE E Marroni

frullato di lattE E banana con gElato al caffè E riso soffiato Ingredienti per 2 persone latte fresco, 250 ml banana, 1 zucchero, 20 g gelato al caffé, 2 palline riso soffiato, 30 g caffé solubile, 1 cucchiaino

tartara di sgoMbro al PEPEroncino con crudità di vEgEtali E salsa allo yogurt ingredienti per 4 persone 800 g di sgombro fresco 60 g di sedano 60 g di carote 60 g di zucchine 125 ml di yogurt magro 1/2 limone 6 g di peperoncino fresco 5 g di aneto 5 g d’erba cipollina 10 g d’olio extravergine d’oliva dal fruttato delicato sale qb

Lo sgombro, anche detto lacerto o maccarello, è un pesce azzurro, che raccomando di consumare per le ottime qualità salutiste e per il suo esiguo costo; purtroppo è spesso trascurato dalla ristorazione perché considerato povero. Mi ripropongo qui, invece, di suggerirne una nuova, gustosa versione. Per prima cosa, privo le zucchine dell’anima centrale e le taglio a julienne molto sottile, come pure per il sedano e le carote, che faccio rinvenire in acqua ghiacciata per almeno dieci minuti. Lo sgombro deve essere freschissimo, altrimenti i grassi contenuti iniziano a irrancidire. Lo dilisco, privandolo della pelle, delle spine

Procedete in questo modo: in un frullatore mettete il latte fresco con la banana tagliata a piccoli pezzi e lo zucchero. Lasciate frullare fin quando non diviene una crema spumosa e fine. Passate le palline di gelato nel riso soffiato e pressatele per far aderire bene il riso e dargli la forma sferica. Spolverate le palline di gelato e riso con un poco di polvere di caffé solubile. Posizionatele al centro di due coppe e versateci sopra, fino ad affogarle, il frullato di latte fresco e banana.

Ingredienti per 2 persone mela, 1 pera, 1 mandarino, 1 confettura di marroni, 2 cucchiai miele, 2 cucchiai riso soffiato, 50 g melagrana sgranata, 40 g

Procedete in questo modo: pelate e tagliate a cubi la mela e la pera. Riponetele in una casseruola con il succo del mandarino. Lasciate cuocere per dieci minuti circa. Nel frattempo in una casseruola preparate una crema facendo cuocere assieme il miele con la confettura di marroni. Aggiungete alla frutta cotta la crema di marroni al miele e frullate il tutto fino ad ottenere una fantastica crema. Gustate la crema di frutta e marroni con del riso soffiato e qualche chicco di melagrana. Accompagnamento: Camomilla

Accompagnamento: Acqua minerale

della pancia e della parte rossa che sta a contatto con la pelle per usare soltanto la parte bianca e più magra. Lo taglio al coltello assieme all’aneto e un po’ di sale; in ultimo, aggiungo il peperoncino fresco tritato al momento. Dopo averlo condito, lo lascio marinare per un quarto d’ora in frigorifero. Al momento di servirlo, scolo bene le verdure, le condisco con il limone, sale e un po’ d’olio, le ripongo al centro di ogni piatto, metto il pesce in un coppapasta liscio per dargli la forma tonda e lo adagio sui vegetali. Accompagno la ricetta con dello yogurt magro condito con l’erba cipollina.

“il Mattino ha l’oro in bocca” Un antico proverbio e il nuovo libro dello chef Fabio Campoli. Un testo originale e divertente, nato da più di 100 puntate di Breakfast News su Radio Rai Uno, in cui in pochi minuti di diretta lo chef ha fatto riscoprire agli italiani il gusto di fare colazione. Utili consigli per dedicarsi, senza fretta, un momento importante, che ci dà la carica giusta per affrontare gli impegni, trasformando il risveglio in una parentesi gioiosa e gustosa. Ogni colazione proposta si traduce in una piccola alchimia di gusto. Dolci e salate, fresche e golose, ricche di frutta, adatte a tutte le stagioni. Dietro ogni abbinamento proposto, ottimo anche per spuntini e merende, c’è un’accurata selezione degli ingredienti, la loro combinazione equilibrata, la salubrità, il rispetto della stagionalità e delle temperature. E per celebrare maggiormente l’importanza della prima colazione ricordandoci che è necessario trovare il tempo per riflettere e prendersi cura di sé, lo chef ha pensato anche di abbinarci una serie di aforismi. Il Mattino ha l’oro in bocca, Fabio Campoli, pp. 128 - 12 euro (acquistabile on line su www.cnimusic.it)


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la tradizionE è cultura

da chEcco il MEnù racconta la storia di roMa da quasi ottanta anni

Lui e sua moglie, cuoca verace e di cuore, che preparava i piatti secondo il calendario settimanale che ancor oggi si osserva: giovedì gnocchi, venerdì pasta ceci e baccalà, sabato trippa. Solo poco tempo dopo Michela Buccilli, la quarta generazione, ha voluto contribuire alla ricostruzione di questo angolo di città, sempre più preda di bevitorie senza anima, e la scelta è caduta sulla selezione e la vendita della materia prima più semplice: frutta e verdura, con tanta ricerca, frutta anche tropicale che arriva freschissima per via aerea, e per il resto tanto chilometro zero. Una scelta difficile, ma coerente col lavoro di una famiglia intera. “Vedevamo che agli abitanti del quartiere mancava la spesa quotidiana, frutta e verdura buone, e la base di ogni casa: pane, pasta, biscotti. L’alimentari di quartiere, come c’era qui a via Benedetta fino a qualche decennio fa e che ora a Trastevere manca completamente” così ci raccontano. La frutteria è in un locale su Piazza della Malva che fino agli anni ‘70 ospitava una salumeria (del sor Achille) e che mantiene intatto il pavimento d’epoca. “Ci hanno chiesto di prenderlo, noi non ci pensavamo proprio, e poi non è semplice di questi tempi: gli orari, l’apertura sette giorni su sette, e la grande distribuzione che divora ogni cosa”. Ma Il Cimotto rappresenta una grande sfida: mantenere la vita del

chEcco Er carEttiErE Via Benedetta, 10 - 00153 Roma- Tel. 06 5817018 info@checcoercarettiere.it - osteria@tin.it www.checcoercarettiere.it

fruttEria Er ciMotto

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ici “Checco Er Carettiere” e pensi a coda, amatriciana, trippa, pajata. La tradizione romana, i sapori robusti, la storia di una città che passa anche attraverso la sua cultura gastronomica. Perché si tratta di cultura, esattamente. Come un libro o uno stornello, il racconto di un’epoca ancora viva che non usa le parole, ma il gusto per arrivare al cuore delle persone. Questa è la motivazione che spinge una famiglia a continuare, testardamente, una tradizione che va avanti da quasi ottanta anni. Una tradizione vivissima. È passata la grande guerra, il boom economico e la recessione, ma la famiglia Porcelli è ancora qui, fiera delle proprie radici e orgogliosa di resistere alle intemperie e ai mille cambiamenti per mantenere in vita una storia importante e restituire alla città un patrimonio senza prezzo. Checco er Carettiere è alla terza generazione. Stefania Porcelli guida con mano sicura il ristorante e l’osteria: stessa cucina, stessa materia prima, la differenza è, all’osteria, solo nel menu più ridotto e nel servizio più semplice. Ma aprire l’osteria, nel 2005, è stata una questione di cuore: in queste sale, infatti, nel ‘35 è iniziata l’avventura di Checco, in un locale che da 100 anni già vendeva vino alla mescita, dove il capostipite di questa bella famiglia ha messo le radici.

quartiere, dare alle famiglie la “campata” quotidiana. Non consegnare la strada nelle mani dell’industria della bevuta facile e di scarsa qualità. Così è stato e così anche la bottega di prodotti bio a via di Santa Dorotea. La voglia di far vivere un quartiere a rischio di “movida selvaggia” e di trasformare di nuovo vicoli da cartolina in luoghi in cui la gente possa vivere e avere un rapporto più vero. Questo il senso della bottega di quartiere, che si scontra contro i supermercati che schiacciano e spersonalizzano anche il momento sacro della tavola. Sempre con questa idea è nato, ormai più di 10 anni fa, I Dolci di Checco er Carettiere: bar, gelateria, pasticceria. Laura Porcelli pur discostandosi dall’attività storica della famiglia ne ha mantenuto l’elemento fondamentale: la qualità di un prodotto semplice, quotidiano, che sia per tutti e tutti unisca nella magia dei sapori veraci. Un impegno quotidiano che vuole trasformare, nuovamente, Trastevere nell’anima vera della città ◆

Piazza della Malva, 6 - 00153 Roma- Tel. 06 5806460 info@frutteriaercimotto.it www.frutteriaercimotto.it

La Fabbrica della Pasta di Gragnano produce da tre generazioni, con i dettami e i segreti dell’alta tradizione pastaia di famiglia, impastando, dolcemente, con maestria e pazienza, la migliore semola di prima estrazione, con l’acqua della secolare sorgente “Imbuto” utilizzata fin dal XV secolo. Solo trafile in bronzo e un asciugamento lungo e delicato a bassa temperatura. Una piccola produzione di grande qualità...

La Caccavella è uno dei numerosi brevetti del pastificio, invenzione di Antonio “il Pastaio”, valore aggiunto, custode di preziosi segreti tramandati da tre generazioni per la produzione della “Vera” Pasta di Gragnano! La Caccavella è un formato di pasta monoporzione, del peso netto di 50g e dal diametro di 9cm, il formato più grande al mondo. la fabbrica della Pasta di gragnano Il primo pastificio di Gragnano certificato IGP www.lafabbricadellapastadigragnano.it


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Novità di fine estate...

C’è chi viene e c’è chi va, c’è chi apre, chi si prepara, chi cambia, chi rinnova: tutto a Roma, nel caldissimo bimestre appena trascorso di Antonella De Santis

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rchiviato il terremoto Eataly, che ha scosso all’inizio di giugno l’intero panorama foodies di Roma, è stato un susseguirsi di aperture, preaperture e cambiamenti. Tra i primi c’è stato il no.au, acronimo che sta per Naturale Organico Alimento Umano. Un “pub” con birre artigianali, vini e champagne naturali, una cucina-non cucina che a suon di tartare, insalate di nove pomodori, panzanelle con alici, ostriche, zuppette di mare e altre specialità ha portato a Piazza di Montevecchio un dream team della birra e della pizza composto da Gabriele Bonci, Paolo Bertani, Teo Musso, Luca Tosato e Leonardo Di Vincenzo. Per tutti i creatori di Opena Baladin, Bir&Fud, la birreria di Eataly, Pizzarium e via discorrendo. Poi è stata la volta di Baccano, a un passo da Piazza Colonna: aria retrò molto trendy, tutto specchi e stucchi, e proposta diversificata, dalle colazioni al dopocena, a suon di mozzarella di bufala e alici del Cantabrico, ricche insalate, primi e secondi di tradizione con prodotti firmatissimi (Via delle Muratte). Cammin facendo è stato un susseguirsi di indirizzi da segnare in agenda: Coromandel a Via di Monte Giordano, un delizioso spazio old fashion come la casa di una vecchia zia francese, in cui Gaia Giordano propone i suoi menu degustazione, 3-4 diversi ogni giorno, ma accoglie dal mattino con colazioni e pranzi golosi. Sempre prima dell’estate la Feltrinelli a via del Corso ha aggiunto alla sua proposta di libri e musica anche un reparto gastronomia, con prodotti in vendita e uno spazio ristorazione, il Red (Read, Eat, Dream), in collaborazione con l’Antica Focacceria San Francesco, mentre l’Osteria

Pistoia ha raggiunto quota tre con la nuova sede a corso Rinascimento 68. Rinnova invece Arcangelo Dandini il suo locale a Prati, l’Arcangelo di via Belli. Un ampio bancone aggiunge alla storica proposta che mescola tradizione e cucina contemporanea anche lo spazio per uno spuntino veloce. Nuova veste anche per l’area distaccata di ‘Gusto a Piazza Augusto Imperatore, sull’altro marciapiede rispetto alla struttura centrale, oggi caffè. A Travestevere, invece, A’ Ciaramira lascia il posto ad Aroma di Mare, cucina di pesce firmata dalla coppia Davide Cianetti e Catia Sulpizi, ex Iolanda, ex Os Club. Aperto da già da fine agosto, ma attivo ufficialmente solo il mese dopo, Rosti: grande locale dedicato a spiedo, griglia, pizze, con tavoli sociali e un giardino esterno che fa tanto sagra di paese, suggestiva e ricca d’atmosfera, vivibile da tutto il quartiere a ogni ora del giorno. Nasce da Marco Gallotta, Massimo Terzulli, Lorenzo Rigon e Gabriele Paziani, nomi noti al Pigneto per il famosissimo Primo. Non è finita qui: il vecchio Satollo di Testaccio oggi è Molì, l’ex Riccioli Café a piazza delle Coppelle oggi è Maxela, ed è nata una nuova paninoteca gourmet a via del Boschetto, Gaudeo. Grande attesa infine per due giganti: Romeo a Prati, firmato CristinaBowerman-Fabio Spada (Glass Hosteria) & PierluigiAlessandro Roscioli (rispettivamente forno e gastronomia omonimi) e Porto Fluviale, enorme creatura multifunzionale dei proprietari di La Pariolina. A loro si aggiunge Baeckerei, nuova creatura di Gabriele Bonci a via Trionfale ◆

Romano D.O.P.

Grazie a Brunelli il pecorino ha oggi una carta d’identità certificata

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erritorio di pastori e di greggi, a Roma il formaggio è, da oltre duemila anni, pecorino. Realizzato col latte di pecore che pascolano nell’Agro Romano, da ottobre a giugno. È importante rispettare il calendario stagionale perché un buon formaggio racconta del pascolo e del momento dell’anno in cui viene prodotto: il latte cambia secondo l’alimentazione del bestiame, d’inverno il fieno sostituisce l’erba fresca delle stagioni calde, quando il latte è più ricco e profumato e il formaggio più saporito. Il racconto di questi cambiamenti è tutto lì, nel formaggio e un buon prodotto non ammette livellamenti, ma cambiamenti e differenze rappresentano un pregio. Per mantenere una certa stabilità servono amore, conoscenza, pazienza, rispetto delle tradizioni. Chi, come Brunelli, ha iniziato a produrre più di 70 anni fa, sa che non esistono deroghe. Dal 1938 una storia di eccellenza e rigore, che da tre generazioni porta avanti la tradizione del pecorino romano. Non basta un buon latte: quello, la cura nel trasporto, il controllo, e ancor prima la salute delle pecore che lo producono, sono all’origine di un buon formaggio, naturalmente. Bisogna poi conoscere perfettamente il processo per cui una volta aggiunto il caglio, inizia la

trasformazione che porta fino alla forma: la separazione della componente proteica e lipidica del latte da quella acquosa, la formazione della cagliata, poi rotta per facilitare la separazione dal siero, la temperatura di lavorazione e la pressatura. Momenti delicati in cui il formaggio prende la sua identità. È importante conoscere e curare ogni passaggio. Salatura e stagionatura, per esempio, sono fasi che non ammettono scorciatoie. La prima deve essere realizzata esattamente come secoli fa, “a secco”, coccolando, massaggiando manualmente ogni forma con sale marino, una fase delicata che dura mesi e dona al formaggio un particolare e piacevole sapore piccante, senza che diventi troppo salato. Il formaggio acquista quindi una sua personalità durante la stagionatura: perde acqua, si compatta, grassi e proteine si trasformano e gli zuccheri residui fermentano, il colore diventa più giallognolo e i gas che si formano a volte creano l’occhiatura, i famosi “buchi”. Questo quando la stagionatura è ottenuta in modo naturale, complici il tempo e il rigoroso controllo dell’umidità e della temperatura. Ideali sono le antiche grotte di tufo. Brunelli nel 1940 acquistò grotte Etrusco-Romane del I sec. A.C., nell’area archeologica di Prima Porta. Un investimento che è alla base dell’eccellenza del suo pecorino e che crea una continuità storica con il territorio ◆ A.D.S.

Aroma Un viaggio sensoriale alla scoperta dei formaggi DOP italiani

Michele Grassi, esperto di tecnologia casearia, maestro assaggiatore, docente ONAF e molto altro, ha appena presentato la sua ultima guida ai formaggi italiani DOP. 43 schede descrittive con informazioni essenziali su ciascun prodotto: lavorazione, pasta, stagionatura, note storiche e persino un grafico sensoriale. Un vero e proprio viaggio tematico nell’Italia dell’eccellenza gastronomica, opera divulgativa ma che si propone anche di educare al consumo di formaggio di qualità. Editore: Tamellini


La zucca nel piatto

Ingrediente nutriente, gustoso e decisamente creativo. se ne conoscono più di venti varietà, fra cui diverse commestibili, ottime per ricette salate o dolci

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ccanto alle molte varietà ornamentali, diverse sono quelle commestibili, che appartengono per lo più alla famiglia delle Cucurbitacee e sono oggi comunemente utilizzate nelle culture culinarie di tutto il mondo. Cibo povero per eccellenza, della zucca non si butta via niente: i delicati fiori, la polpa fibrosa e nutriente, i semi da mangiare tostati o da cui estrarre l’olio, usato anche in cosmesi. Al forno, al vapore, fritta in pastella o passata nelle zuppe, la zucca da un lato contiene pochi grassi e calorie, dall’altro è ricca di vitamine e sali minerali, oltre ad avere svariate proprietà officinali, che vanno dal lenitivo per la colite al controllo dell’ansia. E i suoi semi contengono omega 3. Già utilizzato nell’antichità da Egizi, i Romani, gli Arabi e i Greci, fu probabilmente importata dall’India, poi dall’America giunsero molte altre varietà. A lungo fu considerato cibo per la plebe, che ne seppe ricavare prelibate ricette, pur non coltivandola solo a scopo alimentare. La zucca veniva infatti

utilizzata come contenitore, una volta svuotata ed essiccata, ricavandone piatti, ciotole e, in sudamerica, persino uno strumento musicale, le maracas. L’origine del suo nome potrebbe derivare dal latino cocutia, che significa testa. Insomma, se la prima cosa che viene in mente pensando alla zucca è la Jack-o’-lantern di Halloween, la notte delle streghe di matrice anglosassone ormai sbarcata da anni anche in Italia, non sono assolutamente da sottovalutare le potenzialità di questo ingrediente in cucina. Dove viene utilizzata in modo trasversale, nel senso che il gusto delicato e dolciastro e la consistenza morbida e fibrosa, soprattutto una volta passata, si presta bene a zuppe, risotti o ricette salate in genere, sempre molto particolari, ma anche ad ottimi dolci. Segnaliamo a tal proposito un sito creativamente utile, che raccoglie parecchie ricette, organizzate appunto in primi, secondi e dolci: www.ricettezucca.com ◆ D.C.


L’a grum e prez ioso

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l bergamotto ha origini sconosciute, ama il sole del sud e si coltiva quasi solo in Italia per la pregiata essenza. Alcune leggende fanno derivare il bergamotto dalle isole Canarie, da dove lo avrebbe importato Cristoforo Colombo. Altre ne collocano l’origine in Cina, in Grecia o in Spagna, da dove sarebbe giunto in Italia grazie al moro, che lo vendette ai signori Valentino di Reggio. Origini ambigue, classificazione controversa e ombre sulla sua provenienza fanno del bergamotto un agrume ‘misterioso’, probabilmente autoctono della nostra Calabria e non di provenienza esotica. Di fatto già da metà ‘700 viene coltivato lungo la costiera reggina e da cento anni dopo viene lavorato industrialmente per estrarre olio essenziale dalla buccia con uno strumento denominato appunto ‘macchina calabrese’. Fiori bianchi profumatissimi, foglie carnose sempreverdi, l’intenso giallo dei frutti e soprattutto l’aroma inconfondibile caratterizzano questa pianta che viene coltivata per innesto di tre rami su una pianta di arancio amaro. La pianta ha un ciclo vitale di 25 anni, è sensibile agli sbalzi di temperatura ed ama il caldo. Per questo la zona di coltivazione per eccellenza è

Sug gestioni d i settem bre

ancora oggi limitata a quella compresa tra la provincia di Reggio Calabria e quella di Messina. Al di fuori dell’Italia viene prodotto, con minor qualità, solo in Costa d’Avorio, Argentina e Brasile. Un agrume tipicamente nostrano, dunque, i cui frutti freschi è difficile trovare sul mercato, ma che dai contadini è possibile assaggiare in veste di ottime spremute (con aggiunta di zucchero per mitigare l’amaro) o di spicchi in insalata. In vendita si trova invece il frutto candito, la scorza in salamoia per aromatizzare piatti salati, o la scorza essiccata nel tè (il famoso blend ‘Earl Grey’). Diffusa anche la lavorazione alcolica: amaro, elisir e grappa. Ma il maggior utilizzo di questo profumatissimo agrume resta quello cosmetico, ovvero la lavorazione del pregiato olio essenziale, estratto dalla buccia. Essenza tanto preziosa da essere largamente contraffatta, spesso aggiungendo distillati di scarsa qualità: basti pensare che delle circa tremila tonnellate commercializzate annualmente, solo cento sono quelle genuine ◆ D.C.

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li ultimi giorni d’estate sono i più romantici, con le serate dalle temperature più dolci che invitano a godere di un tramonto all’aria aperta, magari sorseggiando un aperitivo. L’inizio ideale di una cena raffinata. Il Picchio Rosso ha il calore di un casale di campagna, in cui legno, pietra antica, dettagli d’epoca regalano una sensazione intima e avvolgente. Come ritrovarsi in un mondo incantato, dove ogni particolare racconta una storia di intimità, e un’accogliente ospitalità si respira nei molti angoli del locale: il salottino per fermarsi a conversare, la sala, la stanza con il pianoforte che il venerdì e il sabato si anima col pianobar, la loggia, ideale per matrimoni ed eventi, la veranda affacciata sul parco e infine la saletta privata col caminetto, solo per due. Tutto intorno, con apparente casualità, lampade, foto d’epoca, oggetti antichi, ricordi e tocchi personali circondano l’ospite per accompagnarlo in una cena speciale, in cui la semplicità sposa la qualità e la tecnica artigianale: pane, dolci, grissini, carne essiccata, pasta fresca e secca, tutto viene realizzato personalmente dallo chef. Un omaggio alla cultura gastronomica italiana che non teme qualche

gourmet

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spunto creativo, opera di Agostino Fonzo, che alleggerisce la cucina di tradizione con tecniche moderne, come cotture a bassa temperatura e sottovuoto, per avvicinarsi al gusto e alle esigenze attuali. Con grande attenzione alla materia prima, dalla varietà di crudi, ostriche, affumicati, marinati e carpacci, alla selezione di cereali e legumi. Tra gli antipasti del menu di estivo, rinnovato proprio in questo mese, l’insalata di salicornia, gamberi rossi di Sicilia con confit di prugne, il sushi di vacca vecia con lattuga di mare e infuso di parmigiano, per stuzzicare l’appetito. Per continuare poi con la chitarra verde al ragout di gamberi e pesto mandorlato o, per chi preferisce la cucina di terra, le pepite di segale con speck e stracciatella di bufala. Tra i secondi il rotolino rombo, astice e fili di patate o la tagliata di scamone di agnello con pistu di melanzane e ‘nduja. Tanto il pesce nelle preparazioni più classiche e molti fuori menu, secondo il mercato. Rilettura dei classici nei dolci, come la cassatina in crosta con salsa di smeraldino o la caprese di limone amalfitano con gelato di vaniglia. Una scelta di piatti raffinati da accompagnare ad una delle 500 etichette della bella cantina, scelte dal sommelier sempre presente per consigliare e seguire ognuno con professionalità e discrezione.

Il PICCHIO ROSSO Via Cassia Km 13, Via Italo Piccagli, 101 Tel. +39 0630366468 Ambiente Climatizzato, aperto solo la sera, chiuso la domenica. Piano bar venerdì e sabato Si accettano tutte le carte di credito Parcheggio custodito

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Alberto Tasca d’Almerita

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vino antico, filosofia ModErna rEgalEali è il cuorE dEll’aziEnda tasca d’alMErita, all’avanguardia da otto gEnErazioni

photo by Sheila McKinnon

di Donatella Codonesu

la voglia ed il coraggio di sperimentare e modernizzarsi. In un perfetto mix di tradizione ed innovazione, le otto generazioni di Tasca che si sono susseguite nel tempo hanno continuato a lavorare sulla vigna per lo più in modo manuale, intervenendo il minimo indispensabile sul terreno e prestando grande attenzione all’impatto ambientale. Accanto al vigneto storico di Nero d’Avola nel corso degli anni sono stati però impiantati vitigni esteri come chardonnay, cabernet, sauvignon blanc, pinot noir, seguendo il trend dell’enologia europea e rendendo il gusto dei vini siciliani più articolato, interessante ed appetibile per un mercato più ampio, soprattutto estero.

Così, mentre da un lato la sperimentazione ha prodotto un brut, un extrabrut (da Chardonnay) e un rosè da pinot noir, dall’altro oggi, accanto ai nuovi impianti, si recuperano vigne antiche, spesso convertite perchè meno convienienti per il mercato, per far sì che si continuino a produrre vini come Catarratto e Inzolia, gli autoctoni che uniti al Grecanico danno il Regaleali Bianco. L’azienda nel tempo si è ampliata, acquisendo altri terreni con caratteristiche fisiche specifiche, per poter produrre uvaggi (e vini) diversi: così nell’area di Monreale, a sallier de la tour, si coltiva Syrah, a tascante, sull’Etna, Nerello Mascalese, e a capofaro, sull’isola di Salina, la dolcissima Malvasia (accanto ad un magnifico resort).

Tre sole lettere per raccontare un indirizzo che accoglie i suoi ospiti dalla colazione del mattino, con una proposta di lieviti e dolci fatti in casa, e li accompagna in ogni momento della giornata con gusto e grande attenzione alla materia prima. Selezioni di qualità, proposte fresche e golose, con uno sguardo alla migliore cucina di tradizione della nostra cucina e una cantina frutto di ricerca e passione. Dal pranzo veloce alla pausa caffè, fino all’aperitivo, alla cena e ancora oltre. Dal mattino a sera, Giò è un indirizzo sicuro nel centro di Roma, ideale per trascorrere momenti di relax e gusto. Giò Ristorante Caffè Via dei Filippini 4/7 - 00186 Roma - T/F +39 06 68301747 info@gioristorante.it - www.gioristorante.it

photo by Sheila McKinnon

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e radici dei Tasca d’Almerita si perdono nella storia di Sicilia e la loro produzione vinicola ha inizio nel lontano 1830, proprio nel cuore dell’isola. Mentre la Villa familiare alle porte di Palermo è fulcro della vita culturale siciliana, nella Tenuta di Regaleali, in territorio catanese, già si imbottigliano i vini che nel corso degli anni miglioreranno tanto da dare origine, ai primi del ‘900, al Rosso del Conte, la riserva di Nero d’Avola e Perricone che ancora oggi costituisce la punta di diamante della produzione. Ma la grande forza di questo casato sta nella capacità di mantenere le tradizioni senza perdere

Giò Ristorante Caffè


Ma il fulcro di Tasca d’Almerita resta ancora oggi la storica Tenuta di regaleali, a Valle del’Olmo, nel palermitano, dove fra gli ettari di vigneti ancora si possono ammirare gli antichi edifici rurali e la cantina originale. Alberto Tasca, CEO e anima dell’azienda, sostiene che sia l’uomo a fare la differenza. Di certo la fa l’entusiasmo, grazie al quale l’attività aziendale non si ferma al vino: nel baglio di case vecchie, Fabrizia Lanza, altro ramo della famiglia, organizza corsi di cucina regionale per piccoli gruppi, soprattutto stranieri, insegnando a preparare ricette semplici e antiche, basate su ingredienti locali. Per “coltivare la responsabilità” è poi stato ideato sostain, un programma di produzione agricola eco-sostenibile, che promuove scelte aziendali in armonia con l’ambiente. Ultima, ma non meno interessante novità (estate 2012), è infine il varo di naturaintasca.it, sito e-commerce che distribuisce una trentina (per ora) di prodotti locali di nicchia: nocciole dei Nebrodi, pistacchio verde di Bronte DOP e tanta frutta secca, sempre di tradizione locale, l’Elisir di Zibibbo di Pantelleria e molto altro, a portata di click. A conferma di un percorso familiare che ha segnato il legame indissolubile con la terra, oggi tradotto nella chiara consapevolezza che sia la sostenibilità la chiave per il futuro ◆ www.tascadalmerita.it

Foto in questa pagina Donatella Codonesu

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ristorante Il Ristorante Celestina ai Parioli offre ogni settimana grandi serate di degustazione per i propri ospiti. Sempre a tema, le degustazioni sono momenti particolari, per proporre ai clienti percorsi eno- gastronomici che valorizzano le eccellenze regionali, accompagnati da una selezione di vini o birre artigianali. Queste serate offrono anche momenti d’incontro tra i nuovi proprietari e gli ospiti, che hanno così l’opportunità di conoscerli meglio. L’accoglienza è molto curata, perchè è parte integrante dell’ospitalità nella filosofia di gestione. Ogni giorno, oltre ai piatti tipici della tradizione romana, lo chef propone ricette che tengano conto dei prodotti di stagione e che siano espressione del territorio, avendo i nuovi proprietari una particolare sensibilità per un’alimentazione sana e il più possibile a Km0. L’ospite avrà poi la piacevole sorpresa di essere coccolato, anche nel conto. E la sorpresa più grande sarà quella di non doversi più preoccupare del parcheggio, in quanto il ristorante Celestina ai Parioli offre ai suoi ospiti il posto auto gratuito. Celestina ai Parioli vi aspetta per condividere insieme tutte le sue iniziative.

Celestina vi aspetta! Viale Parioli, 184 • tel. 068078242 - 068079505 www.ristorantecelestina.com


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Silvio Porzionato

...quando il nudo si veste dell’inquietudine dell’anima di Maria Laura Perilli

Untitled, olio su tela, cm 110x250, 2012

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nudi di Porzionato riportano alla mente quanto affermava Leonardo: “Farai le figure in tale atto il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell’anima; altrimenti la tua arte non sarà laudabile.” Sono nudi, infatti, rappresentati come verità fisiche vestite, coperte dal velo delle più profonde inquietudini dell’anima; vivono uno spazio metafisico dove l’osservatore è indotto dall’artista a concentrarsi sulla fisiognomica del rappresentato in “analisi”. In “ analisi” perché, come dice Flavio Caroli:” superate le colonne d’Ercole dell’Interpretazione dei Sogni di Freud, “Arte” e “Scienza del profondo” saranno così strettamente unite da non poter più distinguere due percorsi autonomi, in una linea continua che segnerà tutta l’arte

Untitled, olio su tela, cm 150x150, 2012

contemporanea.” Porzionato fa emergere nell’espressione degli sguardi assenti, sospesi o a tratti ammiccanti, interlocutori, tutta la variabilità dello stato d’animo dei suoi personaggi, prevalentemente femminili. La nudità, la verità fisica è quindi innanzitutto piegata, a svolgere la funzione di metafora del sentire interiore. Lo spazio indefinito, privo di qualsiasi accento di descrizione, stigmatizza nel contempo la carenza di punti di riferimento che oggi l’anima femminile, da sempre guida certa, non riesce a trovare negli assetti mobili di una società sempre più fortemente incerta e liquida. Solitudine e preoccupati presentimenti caratterizzano, in assoluto, gli sguardi delle “verità fisiche” femminili di questo artista. Le figure sono comunque solide nell’impaginazione, inquadrate secondo una struttura seriale dove il medesimo

soggetto è sottoposto ad una rotazione graduale, fondata su una segreta circolarità o su una sinusoide. È il caso della stessa donna accovacciata in tre posizioni, diversificate all’interno di una ideale piramide, che sottolinea una colta citazione rinascimentale nella strutturazione dell’impianto geometrico del dipinto o della donna fissata in cinque posizioni, su piani sfalsati, in un atteggiamento simboleggiante la pudicizia estrema. Non è casuale, infatti, che Porzionato proponga le sue figure femminili senza mai mettere in luce l’intimo della “verità fisica”: un voluto e raffinato modo di vedere-non vedere, critico ed in contrasto con quegli indirizzi odierni dove tutto è mostrato in modo scontato e viene sempre meno il senso della scoperta graduale, della reciproca introspezione e conoscenza utili alla costruzione di un sentire comune. Contenuti profondi tipizzano queste nudità, costruite con la forza di uno stile plastico-lineare memore della lezione di Roberto Longhi allorché ci dice:” Quando poi avvenga che il chiaroscuro, più blando, lasci certa chiarezza all’ambiente sul quale le figure risaltano, non è strano che il pittore intento ad esprimere la convinzione plastica - una semplice convinzione di esistenza delle cose - pensi anche ad affermare il senso organico imprimendo ancora al contorno la vibrazione lineare. La linea che può entrare in campo, qui è naturalmente la linea funzionale, poiché appare alla prima che la floreale non si potrebbe mai alleare con un senso di plasticità corporea”. Linea funzionale, quindi, come netta demarcazione tra spazio metafisico e plasticità di corpi resi con un uso complesso e dotto del grigio. L’artista se ne serve, qui, per la costruzione dell’incarnato e di ombre che sono innestate come aree di equilibrio tra il nero e le bianche lumeggiature della pelle, in un tutto organico sottolineato da un sapiente ed attento bilanciamento cromatico ◆

Untitled, olio e acrilico su tela, cm 200x140, 2012


what’s on what’s what’s on what’s PICASSO - Capolavori dal Museo Nazionale Picasso di Parigi

Palazzo Reale, fino al 6 gennaio 2013 Sarà inaugurata il prossimo 20 settembre la mostra dedicata a Pablo Picasso con oltre 200 capolavori tra dipinti, sculture e fotografie. La mostra antologica dedicata all’ineguagliabile artista Paolo Picasso, curata da Anne Baldessari, riconosciuta a livello internazionale fra i più importanti studiosi di Pablo Picasso e curatrice del Musée National Picasso di Parigi, è stata pensata come un excursus cronologico sulla produzione dell’artista, mettendo a confronto le tecniche e i mezzi espressivi con cui si è cimentato nel corso della sua lunga carriera coprendo tutte le fasi fondamentali della sua multi-sfaccettata creatività. Nelle splendide sale del Palazzo Reale questo sensazionale insieme di opere offre la possibilità unica e straordinaria di confrontarsi con le maggiori fasi artistiche del genio: il periodo blu e quello rosa, il periodo della ricerca “africana” o proto-cubista, il Cubismo Sintetico e il Cubismo Classico, le pitture surrealiste, il periodo del coinvolgimento politico e i dipinti sul tema della guerra, l’interludio pop e le variazioni sul tema ispirate ai grandi maestri dell’arte rinascimentale e moderna, fino alle sue ultimissime produzioni prima delle morte, avvenuta nel 1972. www.mostrapicasso.it

milano

GABRIELLA BENEDINI - Non si riposa il mare

Spazio Oberdan, fino al 4 novembre La mostra ‘Non si riposa il mare’, promossa da Provincia di Milano e Associazione “Cento amici del libro”a cura di Martina Corgnati, costituisce la prima importante personale dedicata alla grande artista lombarda nella città dove vive e lavora da cinquant’anni sotto il segno della riservatezza. Tra le oltre cinquanta fra le opere più recenti della produzione polimaterica di Gabriella Benedini, appartenenti alle serie delle Costellazioni, Arpe e Navigazioni, la mostra ospita anche tre grandi installazioni site-specific per lo Spazio Oberdan: Costellazioni, Arpa Marina, Bibliotheca. Il risultato è un affascinante percorso che si sviluppa attraverso nove sale, per portare il visitatore ad esplorare un vero e proprio universo ispirato per lo più dalla metafora della navigazione, del viaggio e dell’emisfero celeste, elemento dialettico di orientamento e di relazione, ma anche di emozione e di fascino. La mostra è accompagnata dal Catalogo edito da Skira. www.provincia.milano.it/cultura

RENOIR - La vie en peinture

pavia

Scuderie del Castello Visconteo, fino al 16 dicembre La mostra “Renoir. La vie en peinture”, promossa dal Comune di Pavia in partnership istituzionale con la Provincia di Pavia, prodotta e organizzata da Alef cultural project management, e patrocinata dall’Ambasciata di Francia in Italia e dall’Institut Français di Milano, offre al pubblico la possibilità di ammirare importanti lavori di Pierre-Auguste Renoir, uno dei massimi artisti dell’impressionismo francese, alcuni dei quali esposti per la prima volta in Italia, provenienti da prestigiose realtà museali internazionali tra cui la National Gallery of Art di Washington, il Columbus Museum of Art (Ohio), il Centre Pompidou di Parigi e il Palais des Beaux Arts di Lille. L’esposizione, a cura di Philippe Cros, attraverso una selezione di dipinti, pastelli e disegni, ripercorre la carriera del grande Maestro francese mettendo in evidenza il ruolo dell’artista nella storia dell’arte moderna. www.scuderiepavia.com

LEI DUNQUE CAPIRà

Piccolo Teatro di Milano, 23 - 28 ottobre Inedito monologo scritto da Claudio Magris per Daniela Giovanetti. Lei è la testimone di un amore potente, quello di lui sceso agli inferi per riaverla, che va oltre lo scorrere del tempo, e la cui eco si ripete, sempre più forte, oltre il tempo e lo spazio. La regia di Antonio Calenda tratteggia l’umanità dei due amanti, Orfeo ed Euridice, fra sentimenti e contraddizioni. In scena immagini e sensazioni che che raccontano “la felicità, il vuoto, la catastrofe, la pienezza insostenibile di stare insieme”. La vicenda si svolge in una Casa di riposo (metafora del regno dei morti) dove la donna si trova ospite.

Antonello Colonna arte

Open Colonna, 20 settembre - 28 ottobre Nuova declinazione dello chef Antonio Colonna, che dal ristorante di Labìco (dalla primavera scorsa anche Resort) nel 2007 ha conquistato la serra progettata da Desideri come roof garden del Palazzo delle Esposizioni con un ristorante a la page, che ora diventa galleria d’arte. In occasione della XI edizione di “Fotografia”, il Festival Internazionale di Roma che coinvolge l’intera Città, lo spazio Open diventa un’avvenieristica ambientazione per le mostre “Portraits of Artists” dell’ americana Jeannette Montgomery Barron e “Santralistanbul” di Giovanni De Angelis, entrando nel circuito dedicato alla fotografia contemporanea, con esposizioni inerenti al tema di questa edizione: il lavoro. www.opencolonna.it

JOHANNES VERMEER E LA PITTURA OLANDESE DEL SUO TEMPO

Scuderie del Quirinale, 27 settembre 2012 - 20 gennaio 2013 Universalmente apprezzato per la precisione luminosa delle sue figure e per la cura nella resa dei dettagli negli interni borghesi, Johannes Vermeer, familiare al grande pubblico grazie al romanzo e al film “La ragazza con l’orecchino di perla”, finalmente arriva a Roma, accompagnato da cinquanta opere di artisti suoi contemporanei, testimoni, insieme all’artista di Delf, della fioritura della scuola olandese del XVII secolo. Attraverso le opere di artisti un tempo celebri, ma forse oggi da noi meno conosciuti, come Gerard ter Borch, Gerrit Dou, Nicolaes Maes, Gabriël Metsu, Frans van Mieris, Jacob Ochtervelt e Jan Steen la mostra delle Scuderie è l’occasione per immergersi in una affascinante realtà fatta di intimità e di antichi gesti quotidiani. www.scuderiequirinale.it

roma

OMBRE E LUCI 1920-1960. VOLTI DEL CINEMA NEI RITRATTI DI MANLIO VILLORESI

Museo di Roma, fino al 28 ottobre 2012 Il cinema italiano è protagonista della mostra di ritratti fotografici di Manlio Villoresi (1891/1976), trasferitosi a Roma da città di Castello e divenuto, tra gli anni Trenta e Sessanta, uno dei fotografi prediletti della borghesia e dell’aristocrazia romana. Ottanta ritratti che ripercorrono la storia dal periodo dei telefoni bianchi alla “Dolce vita”, mostrandoci i protagonisti (Eleonora Duse, Annibale Ninchi, Franca Faldini, Vittorio Gassman, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Isa Pola, Anna Maria Ferrero, Domenico Modugno e molti altri) a figura intera o a mezzo busto, con abiti correnti o di scena, immagini che sono tratte dal fondo del fotografo (oltre 600 negativi su lastra in vetro) conservato all’Archivio Fotografico del Museo di Roma. www.museodiroma.it

MATERA

PERIPLO DELLA SCULTURA ITALIANA CONTEMPORANEA 3

Chiese Rupestri Madonna delle Virtù e S. Nicola dei Greci; MUSMA (Museo della Scultura Contemporanea); Museo Nazionale d’arte medievale e moderna della Basilicata fino al 17 novembre 2012 Tra i Sassi di Matera, nelle splendide (e appena restaurate) chiese rupestri di San Nicola dei Greci e della Madonna delle Virtù, al MUSMA e a Palazzo Lanfranchi, la mostra Periplo della Scultura Italiana Contemporanea 3 offre l’occasione per ammirare le opere di undici giovani artisti italiani (tutti al disotto del quarant’anni), testimoni selezionati della nuova ricerca artistica e futuri protagonisti delle scena culturale italiana ed europea.

di Laura Mocci


Al legro, e sa porito!

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L’india fra storia e cinema

Museo Fondazione Roma, 23 ottobre 2012 3 febbraio 2013 Teatro Quirinetta, 29 novembre 9 dicembre 2012 Akbar. Il Grande Imperatore dell’India: a Roma la mostra che rievoca gli splendori di uno dei più grandi sovrani dell’umanità, vissuto fra il 1542 e il 1605. Curata da Gian Carlo Calza, sarà ospitata nelle sale di Palazzo Sciarra, con il patrocinio del MIBAC - Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il coinvolgimento dell’Ambasciata d’Italia a New Delhi. Un percorso articolato su cinque sezioni racconta il regno dell’illuminato imperatore Mughal, divenuto Akbar - cioè il Grande - grazie alle conquiste militari, ma anche alle riforme, alla tolleranza religiosa ed alla divulgazione di arte e cultura. Vita a corte, città, arti, guerra e religione sono i temi, illustrati da ben 150 opere: acquarelli, dipinti, illustrazioni di libri, rarissimi frammenti di tessuti, tappeti, oggetti e armi tempestate di pietre preziose. Un ricco patrimonio che testimonia l’internazionalismo del sovrano ed il suo influsso sull’Europa del Sette e Ottocento. In concomitanza con la mostra, nel mese di dicembre, il Teatro Quirinetta ospiterà la rassegna cinematografica Bollywood Film Meeting Roma, che intende offrire uno sguardo sulle nuove tendenze cinematografiche in lingua hindi di Mumbai. Alla vigilia delle celebrazioni per i cento anni del cinema indiano, che si terranno in India nel 2013, vengono proposti una selezione di lungometraggi prodotti negli ultimi tre anni fra cinema mainstream e indipendente; in apertura lo spettacolare film storico sulla vita dell’Imperatore Akbar Jodhaa Akbar (2008), di Ashutosh Gowariker già regista dell’acclamato Lagaan (2001), candidato agli Oscar come miglior film straniero.

roma

Le Ore del Silenzio

“Mi chiamo Magdalena van Beyeren. Sono io la donna di spalle nel quadro. Sono la moglie di Pieter van Beyeren, l’amministratore della Compagnia olandese delle Indie orientali a Delft, e la figlia di Cornelis van Leeuwenbroek. Pieter ha ottenuto l’incarico di guidare la società da mio padre.” Inizia così il bel libro di Gaëlle Josse che ritrae il volto di Magdalena, la donna ritratta alla spinetta in uno dei dipinti più famosi del Seicento olandese, che prende vita nelle pagine di questo romanzo e affida al suo diario le brevi gioie dell’adolescenza e della maternità, i ricordi familiari e le amarezze degli ultimi anni. Con tocco sobrio e poetico, Gaëlle Josse crea un personaggio ricco e sfaccettato che ci accompagnerà a lungo dopo la lettura. Un romanzo che ricorda, per molti aspetti, La ragazza dall’orecchino di perla il romanzo omonimo di Tracy Chevalier, che ruota intorno alla vita del celebre quadro dipinto di Johannes Vermeer. Autore: Gaëlle Josse Editore: Skira narrativa www.skira.net

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elax allegria e tanto gusto, nel verde del Parco di Veio. Il Corvo Allegro è un ristorante dall’atmosfera familiare in cui trascorrere serate all’insegna dei sapori veri, in un ambiente accogliente immerso nella campagna romana. Questo assicura il Corvo Allegro. Ideale per chi, finito di lavorare, non vede l’ora di allentare la cravatta e godere di una cena informale, in un ambiente accogliente e circondato dal verde. Bastano pochi minuti di macchina dopo l’ufficio per giungere a destinazione, e godere, magari, delle ultime ore di luce immersi nella natura. Basta dare uno sguardo al parco: otto ettari rigogliosi in ogni stagione dove lo sguardo trova finalmente un panorama libero dai palazzi della città. In un tale scenario è impossibile non trovare immediatamente il buonumore, confortati da sapori veri, con un menu che

è un inno alla grande tradizione della cucina italiana, dove emergono con forza i sapori di una materia prima scelta con cura ed elaborata con semplicità. Primi piatti e pesce freschissimo, verdure e tanta carne cotta alla griglia, senza tralasciare una bella scelta di dolci, un goloso carosello che non poteva certo dimenticare la pizza cotta nel forno a legna. Un menu che riesce a soddisfare anche i palati più capricciosi, mettendo d’accordo grandi e piccini, che troveranno qui tutto l’occorrente per trascorrere feste di compleanno in allegria, con animazione e intrattenimento musicale. Il corvo allegro infatti, unisce alla sala con la grande veranda da cui godere una strepitosa vista sul parco, anche uno spazio disco pub, perfetta scenografia per le feste pomeridiane dei bimbi, e quelle serali dei più grandi: basta prenotare per trasformare una giornata qualsiasi in un momento di festa e di vacanza.

Il corvo allegro Seven Hills Village Via Cassia, 1216 al km 13 - Tel. +39 0630362751 (dal Raccordo, uscita n. 3) La Giustiniana Domenica aperto anche a pranzo

promo

Auditorium Parco della Musica, 12 - 21 settembre Quarta edizione per il più grande festival di tango d’Europa, che anche quest’anno vedrà la partecipazione degli artisti più celebri provenienti dalla capitale argentina. Un evento che riempirà tutti gli spazi dell’Auditorium di passi di ddanza fra tradizione e modernità, con due grandi novità: il primo Campionato dei campioni in Sala Sinopoli, che coinvolgerà solo i vincitori e i finalisti delle competizioni più importanti nel mondo del tango. E il Campionato romano di Tango Salón nelle notti in Cavea. A latere spettacoli, concerti, milonghe, lezioni, conferenze a tema.

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Festival Buenos Aires Tango

Conoscere i gioielli

Da una delle massime esperte in materia, consigli e storie sull’anima dei gioielli. Perchè ogni donna ha un profondo legame con i propri ori, che non sono semplici ornamenti ma mezzi per esprimere la personalità di chi li indossa. Vale ancora la regola di non mettere più di un anello per mano, e comunque solo dopo una certa ora del giorno? Si possono indossare insieme gioielli veri e gioielli fantasia? Le notizie tecniche, pratiche e storiche su gemme e metalli preziosi sono il punto di partenza per esplorare sentimenti ed emozioni e diventano lo spunto per parlare d’amore, di rapporti familiari e di vita quotidiana. L’autrice, per anni banditrice d’asta ed per Christie’s, oggi vive a New York commerciando in diamanti, pietre preziose e gioielli vintage nel Diamond District. Ha già pubblicato Diamanti (2010). Autore: Patrizia di Carrobio Editore: Salani Editore www.patriziadicarrobio.com

gourmet

what’s on 98

info@ilcorvoallegro.it - www.ilcorvoallegro.it


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ottobre al

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mostra di arredo & design

La Grande Mostra d’Autunno

Destinazione design

Parte la mostra del mobile e dell’arredamento. Ce l’hai il biglietto?

S design S

e stai pensando di rinnovare l’arredamento di casa, questo treno proprio non puoi perderlo. Dopo l’appuntamento primaverile, Moa Casa ritorna dal 27 ottobre al 4 novembre 2012 alla Fiera di Roma e, anche per questa edizione autunnale, percorrerà i binari del design più ricercato, classico o moderno che sia. Moa Casa è una ventata di freschezza e ispirazione, proprio come un bel viaggio, e ogni volta si ripropone come nuova frontiera dell’home decor. Eccellenza e rinnovamento contraddistinguono l’esposizione che, evento dopo evento, riconferma il suo grande successo di pubblico, con un’affluenza di visitatori che si attesta sempre sulle 100.000 presenze. La mostra nazionale Moa Casa vedrà la partecipazione di circa 200 espositori, del Lazio e non solo, che arrederanno con le loro proposte quattro diversi padiglioni, spazi tematici dedicati

ai sistemi giorno e notte, alle cucine, alla ristrutturazione e ai complementi d’arredo. Passeggiando da una zona all’altra scoprirai un Made in Italy che sa sempre reinventarsi, mescolando tradizione a innovazione e sperimentazione. Moa Casa promuove chi si dimostra capace di inseguire formule di arredamento originali, creative, sorprendenti, pur mantenendo costante la qualità delle lavorazioni. Una manifestazione come questa, non solo arricchisce la tua casa, ma anche il tuo bagaglio di conoscenze di un settore così apprezzabile come quello del mobile italiano. Qui si incontrano idee e creazioni, si fanno progetti. Al Moa Casa, l’esperienza migliore che tu possa fare è quella di perderti tra un suggerimento e un’intuizione, passando da un mobile all’altro, dall’indoor all’outdoor. E, se sarai stanco, prenditi pure un attimo di pausa: in una mostra come questa non mancheranno di certo le sedie ◆

promo

di Valentina Falcinelli

Apertura al pubblico: 29, 30, 31 ottobre dalle ore 16,00 alle ore 21,00 27, 28 ottobre e 1, 2, 3, 4 novembre dalle ore 10,00 alle ore 20,00


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Cni Eco Design - Seduta per esterni Oasis

SIDIM, IL SALONE SOSTENIBILE

Qui Est Paul? - libreria by Martijn Prins

Punto di forza di Sidim è e rimane il Carrefour International un’area espressamente riservata alle aziende internazionali, tra cui l’italiana Sicis importata distribuita da Italnord e Bellissimo Design che distribuisce le cucine Miton. Interessante in quest’area lo spazio dedicato a Hong Kong, gemellata con il Sidim, che a sua volta rappresenta le tendenze di arredo con l’evento ‘Design Year 2012’ attualmente in corso nella grande e affascinante metropoli, mentre al Sidim ha affascinato i visitatori con performance di ricchi costumi teatrali di opere cinesi. Sempre nell’area Carrefour International sono state presentate diverse soluzioni d’arredo tra cui il Concept Ressource, un sistema esclusivo distribuito da Fraser: in pratica un concept d’arredo salva-spazio che con un solo modulo-base si è in grado di ‘organizzare’ uno studio, una sala da pranzo, una camera da La Firme - The Label Chair letto e così via.

A Montréal l’annuale Appuntamento del design anticipa le tendenze eco-friendly di Vittoria di Venosa

S S

Anche Qui-est-Paul?, notissimo marchio francese che ha proposto, con il suo French Touch, una serie di prodotti organici come la poltroncina in polietilene Tom Yam, un vero involucro di leggerezza e confort firmato da Cédric Ragot, resistente ai raggi UV che avvolge e garantisce momenti di puro relax e una essenziale e compatta libreria disegnata da Martijn Prens. E ancora a Carrefour International ecco le proposte haitiane di Caribbean Craft che evidenziavano i lavori artigianali prodotti a Port-au-Prince, come ad esempio i cestoni porta oggetti in cartone riciclato e tinti con pigmenti naturali destinanti alla casa e al giardino e i mobili di Ashley Design, firmati dalla designer canadese Patty Johnson, anch’essi ispirati alla tradizione e alla cultura dell’isola caraibica. Un modo sensibile e intelligente per aiutare Haiti a sviluppare ed esportare i manufatti della sua isola.

Montréal - veduta sul porto

Cni Eco Design - Lampadario Fandango

voltosi nei giorni 24, 25 e 26 maggio 2012 nei consueti padiglioni di Place Bonaventure, la 24° edizione del Salone Internazionale del Design di Montréal ha rafforzato la sua identità ampliando a tutte le sfere del design il suo showcase: nuovi temi, nuovi espositori, nuove tendenze. Tutte orientate a soluzioni eco-friendly le aree del salone, come ad esempio l’innovativo Bâtir Vert dedicato alle costruzioni, all’architettura e alla ristrutturazione degli edifici che impiegano esclusivamente materiali coibentati a forte risparmio energetico. Anche le sedute contract, ospitate nell’area État de siège, hanno proposto le ultime novità del settore realizzate con materiali riciclabili. Molto intriganti le proposte di La Firme, una giovane azienda canadese che nasce dall’incontro tra designer, artisti e imprenditori che ha presentato The Label Chair, una seduta completamente pieghevole e impilabile e Allumeuse, una inusuale lampada a gas (ma non è a gas!) per esterni progettata da Fèlix Guyon che ricorda le vecchie bombole a gas ma che si accende tirando un gigante interruttore a forma di fiammifero. Materiali ecologici anche da Cni Eco Design, distributore canadese di arredi di alta gamma, che ha presentato mobili per outdoor fatti a mano con materiali organici e riciclati come la seduta per esterni Oasis in rattan bianco prodotta da Kenneth Cobonpue e l’incredibile lampadario-chandelier Fandango di Design by Hive.

Tom Yam

Sidim - Stand Haiti, lavori artigianali


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Bellissimo Design - Cucina MT122

gourmet

Avventure sotto il sole

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Ulisse sistema Concept Ressource - Fraser

L’ Sésame- sistema Rectangolo

estate del 2012 si farà ricordare per le temperature altissime: come nel lontano west, in cui il sole infuocava le praterie e le avventure dei cow boys. Per chi vuole vivere per una sera le avventure di quei giorni passati, il far west è a un passo: un angolo di quel lontano mondo dei nativi d’america e dei pionieri, di frontiera e d’avventura. Ci si arriva per un aperitivo al tramonto, si rimane per la cena, ascoltando l’ottima musica di sottofondo, affascinati dall’atmosfera da film e dalla bellezza sorprendente di questo parco appena fuori dal caos della città. Un cancello segna il confine verso l’ovest, con un toro a grandezza naturale che accoglie gli ospiti in questo piccolo viaggio oltre frontiera. All’interno, la sala che ricostruisce perfettamente la scenografia dei film di cow boy: la banca e la prigione (che ospita un tavolo per piccole comitive) e ovunque selle, vecchie Colt,

Sidim concorso Show des chaises

hanno dissertato sull’impatto che le nuove tecnologie hanno sui media di ultima generazione. Un incontro ravvicinato estremamente stimolante. Durante i giorni di Sidim anche la città di Montréal, che ricordiamo è stata designata Patrimonio Unesco per il Design, viene coinvolta dagli organizzatori del salone attraverso il loro magazine ‘INT Intérieurs en ville’: in pratica una guida esclusiva distribuita nei più noti hot spots di design della metropoli quali hotels, restaurants, studi di design, showroom, gallerie, musei, università che hanno aperto le loro porte con performance, incontri/dibattiti, menu di food design che ha fatto diventare Montréal per un intero weekend, la metropoli del design più vivace dell’Amerique du Nord ◆ www.sidim.com www.tourism-montreal.org. www.c2Mlt.com

design

Wild WEst - stEaK housE Via della Giustiniana, 906 - Tel. +39 0630207222 Aperto tutti i giorni dalle 19, sabato e domenica anche a pranzo - Chiuso il lunedì

promo

Nell’ambito delle cucine, ricordiamo il brand italiano Miton Cucine che in Canada è distribuito da Bellissimo Design, che nell’elegante stand tutto laccato bianco, tra le sue cucine poliedriche dallo spirito materico e di contrasti di volumi, si notava l’imprinting italiano. Specialmente nel diverso modello ergonomico MT 122 disegnato da Michael Cohen. Da Sésame, importante azienda canadese di porte a scomparsa l’approccio ecologico per la realizzazione delle sue porte-divisorio è dovuto all’impiego dell’alluminio, materiale interamente riciclabile e non tossico. Non solo! Grazie anche ad una tecnologia esclusiva con Sésame si possono realizzare divisori che suddividono lo spazio in modo elegante. Parallelamente al Sidim si è svolto l’evento multimediale C2MTL2012 cui hanno partecipato, tra gli altri, la notissima giornalista Arianna Huffington e il mostro sacro del cinema internazionale, il grande Francis Ford Coppola, i quali

cinturoni, frecce, totem, targhe, tutti pezzi originali che accompagnano in questo viaggio che parte dalla buona tavola. Il menu, naturalmente, non può che cedere al richiamo della carne, con una vasta selezione italiana e straniera da cucinare sulla griglia a legna: fiorentina danese, scottona irlandese, entrecote del Nebrasca, bisonte canadese, carne argentina, bistecca fiorentina DOC, alette e coscette di pollo. Una cucina robusta e saporita che non dimentica antipasti Tex Mex, insalate, contorni gustosi come le bucce di patate fritte e le verdure grigliate, e il sabato e la domenica a pranzo anche primi piatti, da accompagnare con vini e birre. Si chiude in dolcezza, con crostatine e dolci caldi dello Chef, scaldati dalla stufa al centro dalla sala o ospitati dall’ampio spazio all’aperto, da cui osservare i tanti animali: papere, cigni, daini, maialini, che faranno la gioia dei più piccoli. Per chi non resiste al vizio del fumo, una sala riservata da cui godere della vista incantevole del parco.

www.wildweststeakhouse.it


Cucine da vivere

modeLLi componibiLi e aperti che hanno come comun denominatore La fLessibiLità e La personaLizzazione. per godersi La cucina in maniera Libera e informaLe di Francesca Volino

ProgEtto vErsatilE

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Slim di Elmar è un sistema d’arredo metropolitano perché si adatta a svariate composizioni spaziali, dagli ambienti più complessi ai piccoli appartamenti di città. Lavelli, fuochi e piani di lavoro in misure standard sono integrabili a questo inedito sistema cucina ideato da Ludovica+Roberto Palomba. www.elmarcucine.com

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egli ultimi anni il mondo della cucina a 360 gradi è finito sotto i riflettori mediatici. Un vortice di ricette, menu creativi, chef veri o improvvisati, proposte culinarie fantasiose o tradizionali ha investito i palinsesti televisivi e le pagine del web. Nel calderone del tubo catodico e della Rete sono finiti in tanti, personaggi famosi o emeriti sconosciuti, tutti pronti a deliziare il palato di un pubblico sempre più con l’acquolina in bocca. Il perché di questo improvviso boom è difficile da spiegare… Considerando che l’Italia è da sempre un paese di buone forchette, non si capisce il motivo per cui la passione culinaria si sia accesa proprio in questa particolare fase storica. Un dato è comunque certo: l’amore per la cucina non è solo una questione di share o di click, è un fatto concreto e reale, che entra nella vita delle persone e le condiziona. Dettando anche nuovi usi e costumi in casa. Così la cucina diventa un fulcro operativo e conviviale, un luogo di preparazione ma anche di condivisione, uno spazio aperto e fluido, regno di spontaneità e naturalezza.

la natura in casa Un concept che punta sul taylor made e sull’attenzione per l’ambiente. Con “Le Stanze di Ann”, Martini Mobili si fa promotore di uno stile di vita naturale: le vernici sono all’acqua, il legno massiccio proviene da deforestazione controllata, i materiali scelti sono di alta qualità. www.martinimobili.it

aPProccio oPErativo Il cuoco è come un artigiano e la cucina è il luogo del fare. Per questi motivi Ludovica+Roberto Palomba hanno dato a Isola Cross la forma di un cavalletto. Una soluzione design-oriented targata Elmar costituita da un piano in acciaio inox, con piano cottura e lavello integrati. www.elmarcucine.com


design

isola fElicE Non poteva essere più azzeccato il nome scelto da Alpes per questa collezione disegnata da Nico Moretto: “Liberi in cucina”. La proposta è un inno alla moderna cultura del cucinare condividendo gli spazi e del preparare i cibi in compagnia. Niente più confini in casa. In foto, l’isola lavaggio-cottura da 130 cm in acciaio. www.alpesinox.com

Equilibrio EstEtico Fonde tradizione e modernità la cucina Chantal di Febal, che ha un evidente sapore retrò arricchito da materiali e design ricercati. Da notare, le ante con inclinazione “a taglio diamante” e la finitura olmo a registro in diverse varianti. www.febal.com


sPazio dilatato Il modello Extra.Go di Veneta Cucine si apre con eleganza alla zona living. Il legno naturale viene accostato alle ante laccate. Una novità nelle soluzioni d’ambiente sono le basi sospese, flessibili ad ottenere molteplici linee di costruzione. www.venetacucine.com

dinaMisMo E fluidità Con Living, l’azienda Valcucine interpreta il nuovo modo di intendere lo spazio domestico: aperto, fluido, di ampio respiro. Gli arredi diventano componibili e personalizzabili, dal design lineare e pulito. Materiali innovativi ed ecocompatibili come il vetro e l’alluminio si mescolano a quelli più tradizionali, come il legno massello. www.valcucine.it

la cucina a conchiglia Essenziale e moderna, Oyster di Veneta Cucine si contraddistingue per l’anta piana e la struttura ShellSystem, evoluzione dei sistemi costruttivi “a conchiglia”. La vasta gamma cromatica del modello comprende laccati lucidi e opachi, finiture legno e decorativi. www.venetacucine.com

design

MatEria E funzionalità Pratica e raffinata la cucina Vao di Team7, dove il legno di massello naturale con venature trasversali ha un posto d’onore. Le ante possono aprirsi comodamente con la funzione Touch, i cassetti si richiudono silenziosamente grazie alla funzione Servo Drive, mentre negli interni sono presenti una serie di accessori intelligenti. www.team7.at


resort

Per un giorno d i vacan z a in più

solidità E stilE Ha un forte impatto scultoreo il sistema cucina Convivio made in Lando, ideato e progettato dal designer Enzo Berti. Il modello Dolmen (in foto) vede come protagonista il marmo, che conferisce forza e solidità all’isola di cottura e lavaggio. È disponibile anche una versione più classica con disposizione a parete. www.madeinlando.com

A

gosto è passato, e lasciati alle spalle mare e viaggi rimangono i bei ricordi e la voglia di allungare ancora un po’ la sensazione di essere lontano dalla città. Bastano pochi chilometri per regalarsi ancora qualche momento di ferie, reali o immaginarie. Ci si ferma per il week end o durante la settimana, per risvegliarsi nel verde pur andando poi al lavoro. Pochi minuti ed ecco un parco in cui trascorrere qualche giornata, svegliandosi tra gli aromi della campagna in fiore. Immerso nella natura, il Veio Resident permette di vivere momenti di vacanza senza lunghe trasferte. Sembra un sogno irrealizzabile. Ma non lo è: nel parco di Veio, un residence ospita 46 appartamenti perfetti per chi ha bisogno di una sistemazione temporanea, durante un trasloco o una ristrutturazione, o per chi si trova in città solo per qualche settimana magari per lavoro, ma ideali anche per per una vacanza appena fuori porta o chi decide che,

design

Snaidero propone un progetto di cucina flessibile e personalizzabile, funzionale all’edilizia abitativa contemporanea. Board prevede un blocco operativo sospeso che si dischiude dall’area dedicata al contenimento, lasciando completa libertà di movimento. Il volume si caratterizza per l’estrema leggerezza estetica. www.snaidero.it

vEio rEsidEncE rEsort

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coMfort E Pulizia EstEtica

pur non volendosi allontanare completamente dalla propria rete di amicizie, impegni e abitudini, preferisce svegliarsi nella natura, tra animali, laghetti incontaminati e il fruscio degli alberi che circondano questi piccoli casali dal sapore inglese. Pensati per assicurare comfort e tecnologia con wi-fi, climatizzatore, allarme, fax, parcheggio, lavanderia, servizio di recapito posta... e un giardinetto privato davanti all’ingresso, dove godere di una dose extra di relax e serenità, che nella bella stagione si arricchisce anche di una piscina in cui si rispecchia una vegetazione rigogliosa. Sono piccoli cottage carattarizzati da una rustica eleganza, a pochissimi chilometri dalla città, collegati anche mediante una navetta che porta alla stazione che dalla Giustiniana arriva a San Pietro e assicura un trasporto lampo: solo venti minuti per arrivare in centro. Intorno agli appartamenti solo quiete e l’offerta della struttura: bisteccheria, ristorante-pizzeria, e l’eleganza del ristorante Il Picchio Rosso. Per un soggiorno indimenticabile.

Via della Giustiniana, 906 Tel. +39 0630207264 - +39 0630361782, Fax +39 0630363148 veioresidence@tiscali.it - www.veioresidence.com


DA MANGIARE CON GLI OCCHI

Fanno un figurone non solo in cucina, ma anche lontano dai fuochi. Le pentole del momento, infatti, sono quelle che garantiscono prestazioni eccellenti e, allo stesso tempo, possono essere portate a tavola per essere ammirate dai commensali di Francesca Volino

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4. SENSIBILE ALL’AMBIENTE Bianca di TVS è una linea interamente dedicata al mondo della ceramica. Il rivestimento interno è in Ceramit, materiale resistente alle alte temperature, molto performante, che rispetta l’ambiente (sensibile riduzione della CO2 emessa durante la produzione), ed è piacevole al tatto e alla vista. www.tvs-spa.it

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1. A TAVOLA CON GUSTO

5. PIASTRE INTELLIGENTI

La ricercatezza stilistica, fil rouge di tutte le produzioni Alessi, la fa da padrona anche nel set di pentole Domenica, firmato Elisa Giovannoni e novità dell’autunno-inverno 2012. Gli elementi che lo compongono, versatili ed eleganti, sono due casseruole di dimensioni differenti, un cestello e un wok, per sbizzarrirsi con ogni tipo di cottura. www.alessi.it

1.

Da un lato strizzano l’occhio al design, dall’altro all’utilità in cucina. Le multi-piastre TVS possono essere impiegate su due fuochi per cuocere contemporaneamente maggiori quantità di cibo o per cucinare nello stesso momento pietanze diverse. www.tvs-spa.it

6. DALLA FIAMMA AL DESCO

2. PENTOLE DI NUOVA GENERAZIONE Il designer Claudio Bellini è l’autore della linea Silicon Pro Ceramico, premiata con l’IF Product Design Award 2011. La collezione è caratterizzata dal rivestimento interno in ceramica e dai manici atermici in silicone, adatti all’uso in forno. Nella foto di gruppo: casseruola, padella, wok e tegame a due manici. La foto singola mostra il wok. www.barazzoni.it 3.

3. SET SOBRIO E FUNZIONALE Una proposta pratica e che non tralascia il fattore estetico, quella di Maiguali. Il set Beyond è formato da pentola, colino oscillante da agganciare internamente, in acciaio con doppio fondo e coperchio in vetro temperato. www.maiuguali.it

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L’innovativa pentola “Dal fuoco alla tavola” di Richard Ginori 1735 (disegnata dalla Studio Sartogo Architetti Associati) è realizzata in una porcellana speciale ad alta resistenza termica, che può essere usata in modo continuo sulla fiamma diretta (esattamente come una pentola in metallo) senza alcun pericolo di rotture. Il bello è che rappresenta anche un raffinato contenitore per il cibo, da portare in tavola senza la necessità di travasare l’alimento dopo la cottura. La pentola è disponibile in tre dimensioni. www.richardginori1735.com

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WINE DESIGN

Calici e decanter da veri intenditori, per sorseggiare il vino con stile e competenza. E non rischiare di perdersi… in un bicchier d’acqua di Francesca Volino

3. 2.

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1. AROM’UP - Chef&Sommelier Una collezione tecnica, realizzata in Kwark®, un materiale dalla trasparenza assoluta, estrema brillantezza e alta resistenza. In foto, la caraffa e il calice dalla forma Fruity. Utilizzo consigliato: vino rosso.

2. TIBURON LARGE - Italesse Un calice vino elegante e pregiato con capacità 620 cc. Utilizzo consigliato: degustazione di vini fermi, frizzanti, champagne, distillati, aperitivi o vini da dessert. www.italesse.it

3. VINOCCHIO - Italesse 5.

Un decanter dallo stile informale in vetro soffiato. L’imboccatura presenta un innovativo taglio obliquo. Il supporto è in materiale acrilico colorato. Utilizzo consigliato: vino rosso. www.italesse.it

4. ALAVIN - Italesse

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Una caraffa in grado di raffreddare il proprio contenuto grazie alla base in acrilico zigrinata, contenente preferibilmente ghiaccio tritato. Privata del suo supporto, la caraffa può basculare liberamente sulla tavola. Utilizzo consigliato: vino rosso e bianco, acqua e bevande di ogni genere. www.italesse.it

design 5. PUNTO GUSTO - IVV

Il calice in vetro soffiato consente una degustazione “multisensoriale”, dedicando la stessa attenzione all’appagamento di gusto, olfatto, vista e tatto. Utilizzo consigliato: vino bianco. www.ivvnet.it

Collezione Galatea richardginori1735.com


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6. PRINCEPS - RICHARD GINORI 1735

8. I CARATTERIALI - COLLE VILCA

I due calici Princeps fotografati, in vetro cristallino, hanno forme sofisticate e moderne. www.richardginori1735.com

La serie di calici Caratteriali, disegnata da Gumdesign, comprende: l’Estroverso (basculante, facilita la creazione degli archetti tipici della prima fase di degustazione del vi-no), l’Introverso (In bicchiere si inserisce perfettamente nella caraffa, capovolto, ed una volta a tavola ne permette il riempimento per l’uso personale), il Conservatore (dotato di un tappo in sughero che permette la conservazione anche per il giorno successivo), il Rilassato (la coppa si inclina leggermente, decanta il vino e si allunga verso la bocca), il Passionale (è composto da due calici con coppa inclinata, diretta una verso l’altra, pronti già per il brindisi). www.collevilca.it

7. CRISTALLI OBLIQUE - RICHARD GINORI 1735 Hanno una linea sensuale e armoniosa i calici Oblique, disegnati ciascuno per un esclusivo utilizzo: acqua, flute e balloon. www.richardginori1735.com

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L’ Doimo Decor - Tappeto Mosaico, Collezione Season 4

L’

Autunno a tutto colore

Autunno è la stagione dei cambiamenti, un periodo di transizione, un nuovo inizio dopo la pausa estiva... perchè non regalarsi un tocco di colore per ravvivare i propri ambienti, e magari anche il morale? Ogni stagione ha i propri colori, una tavolozza più o meno in sintonia con la personalità di ciascuno; i colori della natura in questo periodo hanno tonalità cangianti, che mutano dai colori più saturi a quelli neutri, l’ideale sarebbe riuscire a trasportarli all’interno dei propri ambienti. L’operazione più semplice per ravvivare un ambiente con il colore consiste nel dipingere una parete, che diventi

Roche Bobois - Cassettone Dubois, Collezione Nouveaux Classiques

Verzelloni - Sistema di sedute Joe

a cura di Cafelab - Emanuela Carratoni e Fabio Cipriano

punto focale, o inserire tocchi di colore attraverso arredi e complementi in un ambiente dai toni neutri. Quest’ultima soluzione, soprattutto in ambienti contenuti, dona un carattere inaspettato. Se si sceglie di introdurre piccoli sprazzi di colore, estrapolati dalle spettacolari tavolozze autunnali ricche di tonalità calde e sature, che catalizzino immediatamente l’attenzione di chi guarda, bisogna stare attenti a non mixare troppe tinte diverse, per non rischiare di ottenere un effetto frammentato. Meglio inserire oggetti o dettagli in un colore predominante, o al massimo accostare i tre primari: rosso, blu e giallo.

Doimo Salotti - Divano Concerto

Mastro Raphael - Tende e biancheria letto della Collezione Neo Rétro

EmmeBi - Armadio Dream, Letto Flipper

Verzelloni - Divano componibile Hampton Memory

Se invece si opta per un ambiente monocromatico, bisogna giocare con le differenti tonalità del colore scelto, per ottenere un effetto omogeneo ma di grande impatto. Se invece si cerca di rendere un ambiente elegante e soft, semplice e raffinato allo stesso tempo, che c’è di meglio dell’abbinare colori dalle sfumature neutre, caratterizzati da una palette naturale? In questo caso i beige cremosi e i marroni della terra, i verdi tendenti al salvia, i grigi della pietra, che a prima vista possono sembrare dei colori “noiosi”, permettono di creare un ambiente senza tempo capace di passare attraverso le varie stagioni e rimanere sempre attuale.

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Roche Bobois - Poltrona Florian, Collezione Nouveaux Classiques

Il primo passo in questa direzione, è scegliere se si vuole ottenere una dominante calda o fredda: nel primo caso bisognerà utilizzare il beige e le sue sfumature, nel secondo saranno adatte tutte le tonalità che contengono il grigio. Questo tipo di composizione cromatica potrebbe rischiare

di diventare monotona, sarà dunque importante vivacizzarla con l’inserimento di trame e textures negli oggetti e nei complementi d’arredo scelti. Insomma, le opzioni sono molte, ma per un risultato gradevole e coerente, l’importante sarà sempre seguire il proprio stile personale! ◆

Doimo Salotti - Divano Jois con cuscini vari

PORTE FINESTRE GRATE PERSIANE VERANDE PORTE BLINDATE SCALE PERGOTENDE ZANZARIERE

Doimo Salotti - Divano Atlante

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energetici, ottenuto grazie all'installazione di infissi ad alto isolamento termico, comporta un minore inquinamento ambientale e rappresenta un notevole vantaggio sia economico che in termini di comfort. L'elevato isolamento termico degli infissi di ultima generazione abbatte le spese di riscaldamento in inverno e protegge dal calore in estate. Una riduzione incisiva dei consumi energetici finalizzati al riscaldamento e al raffreddamento degli edifici abbatte le emissioni di CO2 e contribuisce alla salvaguardia delle risorse naturali. Le vecchie finestre, dotate di vetro semplice o doppio, causano una dispersione di energia da 3 a 5 volte superiore rispetto alle nuove finestre corredate di vetri basso-emissivi. Concedetevi un elevato comfort abitativo e tagliate i costi energetici, scegliendo serramenti e infissi realizzati su misura secondo le specifiche esigenze!

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