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BRESCIAOGGI

CULTURA&SPETTACOLI

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Pioveo fa freddo? Èinagguato l’uomodel destino Le coincidenzetra epochediverse coniugatedafantasie metafisiche

Larealtàsommersadelleparrocchieedeimovimenti Parla«unimpiccionesenzasimpatieperlesette» Altre«truppedicomplemento»perunaChiesaincrisi oceaniche, le giornate a tema sulla famiglia e sull’etica, i riferimenti ufficiali gerarchici — indossando un buon paio di scarpe e armandosi di taccuino e registratore per frequentare parrocchie e gruppi. Ne ha ricavato tre parti distinte: la prima cerca di capire come stiano davvero le cose, se i dati sull’affluenza religiosa siano credibili; la seconda entra nelle parrocchie e cerca a che punto stia la maturazione dei laici, presi sul serio dal Concilio Vaticano II e meno dalla gerarchia e dai preti; la terza parte infine studia i movimenti religiosi ed è in particolare un’inchiesta sul Cammino neocatecumenale, fatta da dentro, partecipando ad alcune tappe del lungo percorso di iniziazione per poi uscirne alla ricerca di testimonianze di fuoriusciti. CAMPOdi studio è stato il Nord Ovest fra Torino e Milano dove l’autore vive e lavora, poco Nord Est e qualcosa di Sud (Puglia in particolare), dove i movimenti religiosi sono in grande ripresa. Il disincanto c’è fin dalle prime pagine, nelle quali il confronto di diversi quadri statistici conferma che il numero di cattolici italiani frequentanti la chiesa tutte le domeniche non supera il 12-15 per cento di media; se si analizzasse per fasce d’età il quadro sarebbe ancora più impressionante, come emerso da una ricerca della diocesi di Venezia del 2004 dove il 95 per cento dei giovani della laguna non entrava in chiesa la domenica. In compenso l’80 per cento dei neonati viene battezzato, però più nessuno, quando supera l’età della ragione, si confessa e il sacramento è preso,

da chi lo frequenta, più come un quarto d’ora dallo psicologo che come un incontro salvifico con Dio. «I ragazzi di oggi non ti dicono più “ho litigato con mia nonna”», racconta un parroco, «ma piuttosto di avere la tendenza a essere nevrastenici con il prossimo». «Il giorno più bello», quello del matrimonio, viene preparato da corsi barzelletta, dove tutti sembrano pentiti e contriti per avere «il patentino» e fare poi, sotto e sopra le lenzuola, il contrario di quello che la Chiesa si illude di aver insegnato. Anche il rito dei funerali smaschera l’assurdità di una cerimonia di facciata, con chiese mute non per il dolore, ma per il non saper cosa dire, dopo aver delegato anche l’ultimo saluto agli specialisti del commiato. Se questi sono i fedeli, il clero e le parrocchie ne sono lo specchio e l’analisi di Marzano scava e punge alla ricerca i preti che classifica come ordinari, rinunciatari e carismatici. I laici saranno la salvezza nella Chiesa del futuro? Da qui è partito lo studio sui neocatecumenali «alla conquista del cattolicesimo», un cammino di fede e di riscoperta della propria iniziazione cristiana per gli aderenti, un inganno per chi ha lasciato il movimento «dove la gente si traveste da Cristo per coprire le peggiori meschinità». La conclusione di Marzano? «La Chiesa rischia di essere una sorta di confederazione di sette», più attrezzate a lavorare in un mondo secolarizzato, «utilissime truppe di complemento, risorse praticamente insostituibili nel caso di una futura Chiesa senza preti o con tanto clero immigrato». •

Orario: 10.00-24.00

ILLIBRO. Romanticismo con BeatrizWilliams

L’ICEBERG CATTOLICO Se un «impiccione di professione» e per giunta non credente, «e non proprio simpatetico nei confronti del settarismo religioso», come si definisce, si mette in testa di esplorare l’universo dei cattolici italiani, ne nasce un’analisi impietosa che si può condividere o rifiutare, in parte o in blocco, ma che non lascia indifferenti. Marco Marzano, docente di sociologia a Bergamo, autore di manuali, saggi e inchieste etnografiche — dalla Lega nord ai malati di tumore, fino alla religiosità popolare — è partito per un viaggio alla ricerca del cattolicesimo dimenticato, delle parrocchie e dei nuovi movimenti, per capire il futuro della Chiesa in Italia. Ne è uscito il saggio Quel che resta dei cattolici. Inchiesta sulla crisi della Chiesa in Italia, (Feltrinelli, 256 pagine, 16 euro). Già la copertina di un bianco ospedaliero, con due vistosi cerotti sormontati a mo’ di croce, lascia intendere chi sia il malato tanto poco immaginario di cui Marzano ha voluto leggere le cartelle cliniche, dando a volte l’impressione di essere al capezzale di un moribondo più che seduto sul letto di un convalescente. La prospettiva che l’autore ha di proposito voluto prendere in esame è quella dei fedeli, dei praticanti, del clero di base, quella popolare delle parrocchie e degli oratori, «la massa sommersa e invisibile del grande iceberg religioso italiano». L’autore si è messo sulle tracce del cattolicesimo italiano trascurando di proposito quello conosciuto e venerato dai media — le adunate

Centro Massaggi Cinciuncian

Telefono 030.2294.220 Fax 030.2294.229 | E-mail: spettacoli.cultura@bresciaoggi.it

SAGGIO. IlsociologoMarcoMarzano fadiscutere con lasuaricerca

Vittorio Zambaldo

Lunedì 17 Settembre 2012

Grazia Giordani

Illibro

MaiIgruppo resiste come«porto sicuro» Illibro diMarcoMarzano Quel cherestadeicattolici ha ricevutomolte elusinghiere recensioni.Affronta itemi del «bancovuoto»inchiesa; del «fortinoassediato», immagine dellaChiesarefrattariaa ogni cambiamentoedecisa a resisterepur perdendo drammaticamentefedelie clero;del «piccoloporto sicuro»rappresentato dai movimenti ecclesialichedanno disél’immagine dell’unicavera Chiesa.Un’analisi forzatamenteparziale, mache hailpregio delrilievo sul campo,vistoche l’autoreha verificato dipersonai dati ufficialicon la realtà. RESTANO fuoridall’analisi altri temichemeriterebbero altrettantaconsiderazionee

Lacopertinadellibro analisi:ilrapporto dellagerarchia conil mondo politicoe amministrativo ele lusinghe pre e postelettoralidelvariopinto scenariopoliticoagli elettori cosiddetticattolici.Sonopochi, sonodivisi, ma sono universalmentecitati ericercati. Sonoportati amodello sulle tribunedeiFamilyday e regolarmentesnobbati dagli stessiimpresentabilioratori. Il referendumsul divorziodel1974 hadimostratodaquasi quarant’annichei cattolicinon votano comeChiesa consiglia,ma sicontinua a crederealle sirene deiconsigliper gli acquisti. V.Z.

Chi ama la letteratura romantica, inoltre soffusa di mistero e di un certo afflato di metafisica, con Le parole del nostro destino di Beatriz Williams (titolo originale Overseas, Editore Nord, 468 pagine, 17,60 euro) è servito. L'autrice, laureata a Stanford, ha lavorato per anni come consulente per la comunicazione di diverse aziende, sia a New York che a Londra. Questo suo primo romanzo richiama alla mente il bellissimo film di Hichtcock La donna che visse due volte. «Non lo avrei mai scritto», spiega l'autrice, «se nel 1992 non avessi dovuto sostenere un esame di storia contemporanea, che ha acceso in me la passione per il periodo della prima guerra mondiale. In un certo senso, il personaggio di Julian è nato allora, anche se ci sono voluti molti anni prima di riuscire a dargli un volto e un nome. È successo nel luglio 2007, durante un incontro di giovani scrittori. All'improvviso, la sua immagine si è materializzata nella mia mente: era come se potessi vederlo, Julian, con i suoi capelli biondi e la divisa da ufficiale, che camminava per le strade della New York dei giorni nostri. Da quel momento, non ho smesso un secondo di scrivere e, dopo anni di fatiche e notti insonni, finalmente ho concluso la stesura del manoscritto. La strada però era ancora lunga: dovevo trovare un editore...» L'ha trovato e non solo in patria, la fortunata autrice, tanto che adesso il suo romanzo sta raggiungendo le librerie di tutto il mondo. Siamo in Francia, ad Amiens, nel 1916. Intravediamo Kate, una donna in attesa fuori dalla cattedrale, sotto la pioggia. Tra gli oranti rifulge la figura del capitano Julian Ashford, l'uomo per cui ha sa-

CASTENEDOLO. Inaugurata nel parcosul retrodellasala pubblica«Don Recaldini»

Latombaromana va inmostra Il sepolcro è stato datato al primo secolo d.C. Al momento della scoperta aveva un ricco corredo Riccardo Bartoletti Nel parco retrostante la sala Don Recaldini di Buffalora è stata inaugurata l'installazione permanente della tomba romana rinvenuta nel 1989 durante i lavori per la realizzazione della bretella di collegamento della strada statale Goitese 236 in direzione del casello Brescia Est nella zona sud

est di Castenedolo. LA SEPOLTURA, del tipo a incinerazione, è costituita da mattoni rettangolari in terracotta posti di piatto e al momento del rinvenimento presentava un ricco corredo costituito da una lucerna, alcuni balsamari e monete fra cui due assi di Claudio che inducono a datare il sepolcro al I secolo d. C., come spiega l'archeologa Raffaella Massi, responsabile del progetto e membro del Gruppo archeologico monteclarense (Gam), guidato da Paolo Chiarini. Questa operazione, ha spie-

gato Giambattista Groli, sindaco di Castenedolo, darà nuovi impulsi agli studi sulle testimonianze di età romana in questa zona dove nell'arco dell' ultimo ventennio sono state rinvenute necropoli non anteriori al periodo altomedievale o tardoantico. D'altra parte il progetto è l'encomiabile risultato dovuto ad uno sponsor privato, Giovanni Molinari, supportato dalla professionalità di associazioni radicate e competenti sul territorio e dall'attenzione degli enti locali, nel caso specifico l'amministrazione castenedolese, che, tramite l'ufficio

tecnico, ha richiesto e ottenuto la necessaria autorizzazione per la nuova collocazione della tomba da parte della soprintendenza archeologica, che ha ugualmente indicato le operazioni da compiere al fine del riassemblaggio del bene e della sua esposizione al pubblico. ANCHEi rappresentanti del comune di Brescia, Ennio Garzetti (presidente della Circoscrizione Est) ed Elena Bonometti, intervenuta in rappresentanza dell'assessore Andrea Arcai, hanno pienamente sottolineato la validità del

progetto e la sintonia messa in atto fra pubblico e privato. A cornice dell'evento, l'associazione culturale Carmagnola di Castenedolo, impegnata costantemente dal 2008 nella promozione culturale-artistica locale ha realizzato alcuni pannelli che illustrano la cronologia e l'ubicazione delle scoperte archeologiche in quel territorio oltre al ricco e inedito corredo scoperto nella sepoltura. LA VISITA alla tomba romana, occasione per ammirare anche la sala Don Recaldini originario edificio religioso cinquecentesco, è sempre possibile previa prenotazione alla biblioteca comunale «Renzo Frusca» di Castenedolo (0302731613). •

LatombaritrovataaCastenedolo

BeatrizWilliams crificato tutta se stessa e che non rivedrà mai più. Il bel capitano troverà la morte in trincea. Ma l'ostinata Kate si trova lì con il proposito di «riscrivere il loro destino». New York, oggi. Incurante del gelo, una donna è in attesa davanti alla porta di Julian Laurence: deve consegnargli documenti urgentissimi, sebbene sia la vigilia di Natale. La loro conoscenza è avvenuta da pochissimo tempo, eppure l'uomo si comporta come se l'aspettasse da sempre, soprattutto amandola da sempre. Contraccambiare quell'amore sarà un atto spontaneo. Chi avrebbe resistito? Julian è il fascino fatto uomo, per classe, passione e, non ultimo motivo di charme, per favolosa ricchezza. La vita si trasforma in un paradiso. Ma, c'è sempre un ma che fa ridestare dai sogni. Spunta un libro: la biografia di Julian Ashford, un corposo tomo corredato di foto e lettere scritte dal celebre poeta-soldato durante la prima guerra mondiale. Kate — sì, la donna è proprio lei e non ha dubbi che lui sia proprio lui — prende sempre più consapevolezza che quel libro sta per segnare il loro destino. La soluzione del metafisico mistero l'affidiamo alla curiosità del lettore. •


L'articolo sulla tomba romana di Castenedolo