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mai smesso di essere quella che sono, insofferente con i prepotenti. Sono nata a Taranto, in quella città che tutti oggi conoscono come una delle città più inquinate d’Europa, ma i bambini, si sa, guardano la realtà con gli occhi dei sogni e, per me, quella era la mia città, la mia gente, con gli odori e i suoni di un luogo di mare, come quello della sirena dell’arsenale militare che segnava l’inizio e la fine dell’orario di lavoro, i suoni dalle caserme: dell’alza bandiera, dell’adunata e del silenzio, che ascoltavo dal letto. Mio padre lavorava all’Italsider. Io non ero mai entrata in quel posto, in quella specie di villaggio spaziale come lo immaginavo nella mia fantasia e, in fondo, non sapevo di preciso cosa facesse mio padre lì dentro… Sarà perché i grandi certi sacrifici non vogliono raccontarli, che la fatica svanisce quando tuo figlio prende la rincorsa per abbracciarti. “Da grande vorrei viaggiare, conoscere altri paesi, altre culture, imparare nuove lingue”, mai più profetiche furono queste parole che ricordo a memoria da un tema di quinta elementare… Oggi, lavoro come traduttrice di autori scandinavi per ragazzi e promuovo da molti anni nelle scuole, laboratori di lettura. Ho conosciuto la Svezia durante una tesi di ricerca comparata sulla scuola svedese e, visto che amo le sfide, mi immersi in un arduo e lungo lavoro di traduzione su diversi documenti scolastici per rintracciare in essi, l’educazione alla democrazia. E’ in questa avventura che ho conosciuto Martin Widmark,

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all’epoca un insegnante di svedese alla scuola per immigrati, oggi, un autore amato dai bambini di tutto il mondo. Una persona impegnata a sostenere un progetto per migliorare il livello di alfabetizzazione tra i ragazzi. Grazie a lui, ho potuto scoprire più da vicino il mondo dell’infanzia e della letteratura svedese e da allora ho voluto riportare nel mio paese, nei progetti educativi, quei valori che fanno della Svezia un paese moderno: l’importanza di educare all’ autonomia, al rispetto della persona, per esercitare fin da bambini una convivenza civile che ponga come obbiettivo principale, il benessere collettivo. Nel 2011 ho fondato BRO, che in svedese significa ponte, un progetto editoriale attraverso il quale riporto articoli relativi all’educazione in Svezia, alle tante iniziative e provvedimenti adottati per tutelare e rispettare i diritti dei bambini. Oltre alle informazioni sulla letteratura svedese per l’infanzia, i diversi autori e le recensioni di libri inediti in Italia che rispecchiano appieno i valori sopra descritti. Un modo che possa permettere a editori, insegnanti, genitori etc. , di conoscere da vicino questa realtà e magari sentirsi ispirati a volerla nel proprio paese. Destino ha voluto che quel ponte girevole che attraversavo spesso da bambina, sarebbe diventato simbolo della mia vita. Milena Galeoto

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Apulia Magazine  

Periodico Numero 11 gennaio-marzo 2014

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