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ULTIMI SVILUPPI •

Turchia - Commercio Estero (gennaio(gennaio-luglio '09). Alcuni intravedono i segnali di un'inversione di tendenza. Secondo i dati statistici forniti dal TUIK e rielaborati da ICE Istanbul, nel periodo gennaio-luglio '09 l'interscambio con il resto del mondo e' ammontato a 131,6 miliardi di dollari, in calo del 36,4% rispetto allo stesso periodo del 2008 (207,7 miliardi di $). In particolare, le importazioni sono ammontate a 74,8 miliardi di dollari, in calo del 40,9% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, mentre le esportazioni sono risultate pari a 56,8 miliardi di dollari (-30,2% '09/'08). Il saldo e' negativo per 18 miliardi di dollari, contro i 45,1 miliardi di dollari del 2008 (-60% '09/'08). L'andamento cosi'negativo della bilancia commerciale turca non fa altro che confermare il difficile momento congiunturale attraversato dal Paese che ha fatto registrare nel primo trimestre di quest'anno un calo del PIL del 13,8% e con una previsione -nel secondo trimestre- di un ulteriore -3%. La Germania rimane il primo partner commerciale con un interscambio di 12,8 miliardi di dollari, in calo del 35,7% rispetto allo stesso periodo del 2008. Le esportazioni tedesche sono ammontate a 7,4 miliardi di dollari (-37,2% '09/'08), mentre le importazioni dalla Turchia sono state pari a 5,4 miliardi di dollari (-34,1% '09/'08). Il saldo e' attivo per la Germania per 2 miliardi di dollari (la quota di mercato della Germania sul totale delle importazioni della Turchia dal mondo e' pari al 9,9%). La Russia invece e' il secondo partner commerciale con un interscambio di 12,1 miliardi di dollari (-52,8% '09/'08), 1


con esportazioni in calo del 47,3% (dovuto essenzialmente ad un alleggerimento della bolletta energetica in relazione alla crisi economica turca) ed importazioni dalla Turchia ancor piu' drammaticamente in calo del 58,3% rispetto al 2008. La Cina si conferma terzo partner commerciale, con un interscambio di 7.247 milioni di dollari, in calo del 24,5% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, ma un saldo attivo per 5,8 miliardi di dollari. L'Italia si attesta al quarto posto nella graduatoria dei paesi partner commerciali della Turchia, con un interscambio di 7.227 milioni di dollari (41,9% '09/'08). Le esportazioni sono ammontate a 4.023 milioni di dollari in calo del 43,8% rispetto allo stesso periodo del 2008 (l'Italia e' il quinto paese fornitore della Turchia, con una quota di mercato sul totale importato dal mondo pari al 5,4%), mentre le importazioni dalla Turchia sono ammontate a 3.204 milioni di dollari (-40,1% '09/'08). Il saldo e' attivo per l'Italia per 819 milioni di dollari. Al quinto posto si colloca la Francia, con un interscambio di 7.153 milioni di dollari (-28,4% '09/'08). Il saldo e' attivo per la Francia per 372 milioni di dollari. Il calo generalizzato dell'interscambio e' confermato anche nei confronti degli altri principali paesi partners quali Spagna, Iran, Regno Unito, Ucraina ed Arabia Saudita e verso quelli di "nuovo riorientamento geografico", come i Paesi aderenti al Gulf Cooperation Council (GCC), centro asiatici, caucasici e mediorientali. Secondo un'analisi effettuata da ICE Istanbul - presso alcuni importanti operatori commerciali locali - solo l'ultimo trimestre dell'anno in corso potrebbe mostrare un'inversione di tendenza nell'andamento dell'interscambio bilaterale italo-turco cosi' negativamente segnato dalla crisi. Il miglioramento previsto nei dati statistici coinciderebbe con l'auspicata inversione di tendenza del ciclo economico turco che molti imprenditori locali iniziano ad intravedere gia' in questi mesi. (Fonte ICE) •

Obiettivo 30 milioni di turisti nel 2010 in Turchia, nonostante la crisi. Il Ministro del Turismo, Ertuğrul Günay, ha recentemente fissato l’obiettivo di raggiungere i 30 milioni di tursiti nel 2010, nonostante la crisi economica. “Ci aspettiamo 26 milioni di turisti nel 2009 e, se riuscissimo a superare la crisi, 30 milioni di visitatori nel 2010” ha dichiarato il Ministro. La Turchia occupa il 7° posto al mondo per numero di turisti annuo e il 9° posto in termini di reddito generato dal settore turistico. Il Ministro ha inoltre aggiunto che si e’ registrato un aumento dell’1,1% del numero dei visitatori a luglio scorso (in confronto allo stesso periodo del 2008).

Visita del Ministro del Commercio Estero Zafer Çağlayan in Cina. Nel corso della visita che il Ministro turco per il Commercio Estero, Zafer Çağlayan, ha svolto in Cina molte sono state le aree di futura collaborazione e mutuo interesse. In primo luogo il Ministro ha riferito dell’interessamento delle societa’ cinesi alla costruzione del terzo ponte sul Bosforo. Il Ministro ha inoltre ricordato la prossima apertura in Turchia di impianti per la produzione di automobili da parte di Cherry e Geely motors. “La Cina – ha continuato il titolare del Commercio estero - e’ interessata agli elettrodomestici, all’energia e agli investimenti nel settore minerario. I produttori cinesi sono poi rimasti 2


impressionati dal sistema di incentivi in atto in Turchia. Stiamo lavorando attualmente agli accordi che verranno siglati al Turkey-China Joint Economic Board meeting del 27 e 28 settembre prossimi. Fra gli altri rileva l’accordo fra le Eximbanks (banche per la promozione dell’export)”. Tramite questo accordo le imprese turche potranno ottenere prestiti a lungo termine dagli istituti di credito cinesi. L’equivalente cinese della Eximbank firmera’ inoltre un accordo con la turca Halkbank per un prestito del valore di 500 milioni di dollari di crediti per le imprese esportatrici e in generale le piccole e medi imprese turche. Da sottolineare l’intenzione da parte di Ankara e di Pechino di concludere un accordo di libero scambio. “Diminuiremo infatti progressivamente alcuni dazi doganali su alcuni beni con un accordo preferenziale di libero scambio. L’obiettivo e’ quello di raddoppiare il volume degli scambi fra i nostri due paesi. Abbiamo un consistente deficit commerciale con la Cina e abbiamo dunque bisogno di aumentare le nostre esportazioni”. •

Ankara la citta' piu' vivibile della Turchia, ma vi sono altre sorprese.... Secondo un servizio predisposto dalla rete televisiva locale CNBC-e Business, la citta' dove si vive meglio in Turchia non e' come da molti ritenuto Istanbul, bensi' la capitale Ankara. Sulla base di ben 34 fattori, quali ad esempio l'economia, le attivita' culturali, le infrastrutture, il sistema sanitario, Ankara e' prima seguita da - anche questo clamorosamente - Eskisehir (in Anatolia a circa 2 ore da Ankara), Istanbul, Antalya,Trabzon, Edirne, Isparta, Izmir, Artvin e Kirklareli. Ankara risulta prima per i fattori economici, il servizio sanitario, quello scolastico/universitario e le infrastrutture; seconda per le attivita' culturali e per i depositi bancari, dopo Istanbul (ad Istanbul e' depositato il 45,6% della ricchezza nazionale). Eskisehir e' la citta' piu' intellettuale del paese, con il piu' alto numero - rispetto agli abitanti - di cinema e teatri e di "intellettuali" residenti. Inoltre alla municipalita' viene riconosciuta una notevole capacita' di innovazione architettonica, infrastrutturale e capacita' di riduzione del traffico. Istanbul, sorprendentemente terza, e' chiaramente ai primi posti in tutte le principali categorie, ma purtroppo - per chi ci vive - soprattutto non in posizione elevata per quanto attiene la qualita' della vita, il traffico, la qualita' dell'aria e la criminalita'. Sul versante opposto, le dieci citta' meno vivibili risultano essere Agri, Dyarbakir, Hakkari, Sanliurfa, Sirnak, Batman, Mus, Kars, Ardahan e Mardin, tutte nel sud / sud-est del paese. Le negativita' presenti sono rappresentate sul versante economico (PIL anche 10% della media nazionale), scolastico, delle infrastrutture e del sistema sanitario. Una situazione di ampio squilibrio socio-economico, che assolutamente - secondo gli analisti locali- deve essere superata al piu' presto, per evitare che il paese cresca nei prossimi anni a due velocita', una fortemente integrata con l'Europa e l'altra, che l' "agganci" invece -quasi ineluttabilmente- ai livelli dei paesi meno sviluppati dell'area. (Fonte ICE)

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Ben 31 imprese turche fanno parte della lista, “Top 225 Internatinal Contractors for 2009” stilata dal magazine di settore Engineering News Record (ENR). Le imprese turche presenti l’anno scorso erano solamente 23. Il quotidiano Vatan, che ha riportato la notizia, afferma che la Turchia e’ la seconda potenza internazionale nel settore delle costruzioni dopo la Cina. Il valore dei progetti realizzati da imprese turche a livello mondiale equivale a 23.5 miliardi di dollari.

Quanto si lavora ad Istanbul! Istanbul!

La Turchia potenza internazionale del settore delle costruzioni.

Secondo uno studio predisposto su scala mondiale dalla banca UBS, Istanbul risulta al 12mo posto, fra 73 citta', per ore lavorate da ogni singolo addetto (sono state prese in considerazione 14 attivita' lavorative). Ad Istanbul in media si lavora 2.152 ore all'anno contro per esempio le 1.582 di Lione e le 1.594 di Parigi o, in cima alla classifica, il Cairo, con 2.373 ore lavorate all'anno. Un altro dato interessante emerso dallo studio e' quello relativo al compenso orario netto medio di un lavoratore che ad Istanbul e' pari a 4,30 dollari. Istanbul, inoltre, dispone di un potere di acquisto (basato sulla parita' del potere di acquisto - PPP) pari al 33,2% di quello di New York (citta' indice), classificandosi in una posizione abbastanza soddisfacente. Ad Istanbul infine per acquistare un "Big Mac" bisogna lavorare 48 minuti ed un iPod nano 56 ore (a New York invece 14 minuti e 9 ore rispettivamente). La media mondiale per acquistare in "Big Mac" e' di 37 minuti lavorati. (Fonte ICE)

ECONOMIA E POLITICA ECONOMICA •

L’Istituto statistico statistico turco (TUIK) rivede le stime dell’output industriale. Secondo quanto recentemente dichiarato dalla TUIK, la produzione industriale per il mese di luglio ha registrato un calo dell’ordine del 9,2% rispetto allo stesso mese del 2008.

Italia controcorrente: più investimenti malgrado la crisi. crisi. Ma nel commercio si sente effetto calo globale. globale. L'Italia conferma la fiducia nella Turchia nonostante la crisi. E nonostante dati che, almeno per quanto riguarda il commercio, al momento non possono dirsi certo positivi. Gli investimenti italiani, però, vanno bene anche in tempo di turbolenze economiche internazionali. "Segno importante, perché vuol dire che è stata riconosciuta appieno la strategicità del mercato turco", fa notare Roberto Luongo, Direttore dell'Ufficio di Istanbul dell'Istituto del Commercio Estero (ICE). Secondo stime dell'Istituto di statistica turco (Tuik), rielaborate dall'ICE, nel periodo gennaio-luglio 2009 le esportazioni hanno registrato un calo vertiginoso dell'interscambio globale, calato del 36,4% rispetto allo stesso periodo del 2008, totalizzando 131,6 miliardi di dollari contro i 207,7 di 12 mesi fa. Un momento negativo sulla scia della crisi internazionale di cui

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risente anche il commercio con l'Italia. L'aspetto commerciale, però, non è l'unico da tenere in considerazione. Secondo Roberto Luongo, se dal punto di vista commerciale i rapporti Italia-Turchia risentono inevitabilmente della congiuntura negativa, gli investimenti diretti dimostrano ampiamente quanto sia ancora alto il livello di fiducia del nostro Paese nei confronti della Mezzaluna. Secondo i dati del Sottosegretariato al Tesoro, rielaborati dall'Istituto italiano al Commerio estero di Istanbul, nel primo quadrimestre dell'anno in corso gli investimenti dall'estero sono diminuiti del 45,1% rispetto allo stesso periodo del 2008. Il totale degli investimenti diretti provenienti dall'estero sono ammontati a 3 miliardi di dollari, contro i 5,5 miliardi di dollari del periodo gennaio-aprile del 2008. Ma l'Italia brilla e va controcorrente: nel corso del primo quadrimestre ha fatto registrare un andamento assolutamente positivo, con 180 milioni di dollari investiti rispetto ai 21 milioni dello stesso periodo del 2008 (+757% fra 2008 e 2009 e terzo posto in graduatoria). Lo stock degli investimenti diretti italiani in Turchia fino ad aprile 2009 risultava aggirarsi intorno alla cifra di 4,7 miliardi di dollari. La quota degli investimenti italiani sul totale degli investimenti esteri giunti in Turchia quest'anno sale al 6%. "I primi sette mesi - ha spiegato ad Apcom Luongo -. sono stati di crisi evidente nel settore commerciale, ma non dobbiamo dimenticare che si tratta di una condizione generalizzata, che risente della condizione globale. Mi permetto di sottolineare invece che gli investimenti delle aziende italiane in Turchia vanno bene, ed è un segno importante perché vuol dire che è stata riconosciuta appieno la strategicità del mercato turco. Nonostante la crisi le nostre aziende continuano a investire perché ormai la Turchia non è più considerata un Paese mordi e fuggi". La Turchia, di riflesso, nonostante le polemiche sul mancato accordo con il Fondo Monetario Internazionale, un pil in contrazione di oltre il 13% e un interscambio commerciale fortemente provato, si conferma come un Paese in grado di tenere ai contraccolpi internazionali. Anche prolungati, come in questo caso. (Fonte Apcom-Nuova Europa 02.09.09). •

La Banca Centrale Centrale tagliera’ ancora i tassi di interesse se non vi saranno segnali di ripresa. In una recente comunicazione seguita all’ultimo taglio del tasso di interesse (7,75%) del 18 agosto scorso, la Banca centrale turca ha dichiarato che l’incertezza sulle dinamiche della domanda interna va aumentando. La Banca ha inoltre aggiunto che i dati piu’ recenti preludono ad uns ripresa lenta e graduale e che l’aumento della capacita’ di utilizzo degli impianti non rappresenta un segnale sufficiente ad indicare l’inizio della ripresa, vista appunto la debolezza della domanda interna. Dal novembre scorso la Banca ha tagliato ben 9 punti percentuali, ma l’economia nel suo complesso ha perso il 13,8% nel primo trimestre dell’anno in corso. La Banca Centrale si aspetta che i tagli al tasso di interesse inizino a manifestare i loro effetti nell’ultimo trimestre del 2009. Nel frattempo l’inlfazione si e’ assestata al 5.39%.

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Gli incentivi dell’esecutivo stimolano positivamente l’industria turca. Le imprese turche, vicine al collasso nel primo trimestre dell’anno, hanno migliorato la loro condizione economica nel secondo trimestre grazie agli incentivi fiscali ed al calo dei tassi di cambio. I produttori di elettrodomestici e di automobili stanno portando l’industria turca fuori dalla crisi, favorendo cosi’ anche l’indotto. Gli affari sono infatti ripartiti a seguito dell’intervento governativo per la riduzione delle tasse sul consumo e dell’imposta sul valore aggiunto dei beni. Un secondo ordine di motivazioni dietro l’attenuarsi della recessione proviene dai mercati internazionali e dall’impatto che questi hanno avuto sulla Borsa di Istanbul. Le vendite totali di 55 imprese turche registrate alla Borsa di Istanbul, che avevano raggiunto i 30,74 miliardi di lire turche (circa 15 miliardi di euro) sono aumentate del 15,6%, per un valore pari a 35,55 miliardi nel secondo trimestre dell’anno. Anche il numero delle imprese che riportano perdite e’ passato da 26 a 14, mentre le aziende che registrano profitti e’ aumentato da 29 a 41. La FIAT/TOFAŞ ha visto aumentare il proprio giro d’affari del 69,5% per raggiungere 1,48 miliardi di lire turche (circa 700 milioni di euro). Nel primo trimestre aveva dichiarato un giro d’affari di 872,4 milioni. Tuttavia, malgrado i risultati positivi sul piano produttivo, il settore automotive soffre ancora dal punto di vista dell’export, sperimentando un calo delle esportazioni del 45,5% (9,42 miliardi di dollari) rispetto ai primi 8 mesi del 2008. Nello stesso periodo del 2008 il valore delle esportazioni aveva toccato i 17,3 miliardi di dollari. Nel solo mese di agosto si e’ registrato un calo del 29% rispetto allo stesso mese dell’anno passato, per un valore di 973 milioni di dollari contro i 1,37 miliardi di dollari del 2008. La Francia rappresenta il maggior importatore dalla Turchia, seguita dalla Germania, l’Italia, il Regno Unito e il Belgio.

ENERGIA • PricewaterhouseCoopers

pubblica un rapporto sul mercato delle energie

rinnovabili in Turchia.

Ritardi, incertezze e problemi relativi al sistema degli incentivi connessi al mercato delle energie rinnovabili turco causano un raffreddamento dell’interesse degli investitori stranieri. E’ quanto si legge in Rapporto predisposto dalla PricewaterhouseCoopers dal titolo “Opportunities and difficulties in renewable energy market of Turkey”. Obiettivo del rapporto, secondo la stessa PricewaterhouseCoopers, e’ quello di stimolare gli investitori locali ed internazionali ad investire nel mercato turco delle energie rinnovabili. La corsa ad entrare nel mercato, continua lo studio, si e’ fatta piu’ selettiva mentre l’ambiente per le acquisizioni nel settore e’ divenuto maggiromente attraente per gli investitori. Nel dettaglio, il rapporto analizza il potenziale delle risorse del settore, gli sviluppi nel clima per gli investimenti ed in generale le novita’ introdotte con l’introduzione del Renewable Energy Act 5346 che dovrebbe passare al vaglio del Parlamento turco entro la fine dell’anno. Il rapporto fornisce informazioni dettagliate sulle fonti energetiche del Paese sul sistema degli acquisti garantiti, che non sta funzionando correttamente e sul fatto che molte delle licenze non si trasformano 6


successivamente in progetti concreti, causando non pochi problemi nella previsione dell’offerta energetica. •

Cala l'import di di petrolio del 56,6% e di altre materie prime a conferma della crisi congiunturale. Secondo i dati predisposti dall'Ufficio Statistico Turco (TurkStat) nel perodo gennaio-luglio di quest'anno le importazioni di petrolio si sono ridotte del 56,5% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, passando da 17,7 miliardi di dollari ai 7,7 miliardi di dollari, mentre l’import del gas naturale ha subito un calo del 33%. Il sensibilissimo calo delle importazioni di idrocarburi e' chiaramente un segnale della difficile fase congiunturale in atto, come anche del calo del dollaro avvenuto nel corso dell'anno. Nel complesso l'importazione delle materie prime si e' ridotta del 44,7% rispetto al 2008, con acciaio e ferro giu' del 57,7%. (Fonte ICE)

INDICATORI MACROECONOMICI • Crescita del PIL: La crescita del PIL per tutto il 2008 è stata di 1,1%. Nel primo trimestre del 2009 si è registrato un calo del -13,8%. La crescita attesa per il 2009 segna il record negativo per il Paese con un -4,9%. • Inflazione annua: La forte contrazione dell’attività economica ha determinato un calo sensibile dell’inflazione anche in Turchia. Ad agosto 2009 l’inflazione ha toccato il 5,33%. • Interscambio con l’Italia nel 2008: 18,8 miliardi di dollari. Nel 2008, l’Italia si è confermata terzo partner commerciale della Turchia, con una crescita dell’interscambio del 7,5% (‘08/’07). Le esportazioni italiane verso la Turchia sono ammontate a 11 miliardi di dollari, registrando un aumento del +10,4% rispetto al 2007; le importazioni sono cresciute del 4,4%, raggiungendo la cifra di 7,8 miliardi di dollari. Il saldo è da considerarsi un record per l’Italia: 3,2 miliardi di dollari (+28% rispetto al 2007). La quota di mercato dell’Italia, sul totale generale importato dalla Turchia dal mondo, è stata del 5,5%. Per quanto riguarda il periodo gennaio-luglio 2009, l'Italia si attesta al quarto posto nella graduatoria dei paesi partner commerciali della Turchia, con un interscambio di 7.227 milioni di dollari (-41,9% '09/'08). Le esportazioni sono ammontate a 4.023 milioni di dollari in calo del 43,8% rispetto allo stesso periodo del 2008 (l'Italia e' il quinto paese fornitore della Turchia, con una quota di mercato sul totale importato dal mondo pari al 5,4%), mentre le importazioni dalla Turchia sono ammontate a 3.204 milioni di dollari (-40,1% '09/'08). Il saldo e' attivo per l'Italia per 819 milioni di dollari. BORSA DI ISTANBUL •

Borsa di Istanbul (IMBK-100) 44846 al 9.9.2009 punti

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CAMBIO • •

1 Euro = TL 2.147 1 USD = TL 1.481

A cura di:

Gianmarco Macchia

Roberto Luongo Redazione:

Andrea Perugini

Primo Segretario dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata d’Italia in Turchia Direttore dell’Ufficio ICE di Istanbul Collaboratore Economico e Finanziario Ufficio Commerciale Ambasciata d’Italia in Turchia

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Cronache Economiche 2009 - 23  

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