Issuu on Google+

password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.43 Pagina 1

DAI SATURNALI AL CARNEVALE ROMANO I VITIGNI PIÙ DIFFUSI NEL LAZIO

Registrazione Tribunale di Roma n. 430 del 16 ottobre 2000 - Anno III - n. 1 - Gennaio / Febbraio 2003

MARINO LA CITTÀ DEL VINO SAPORI & PIACERI


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.45 Pagina 2

CantinadiCastello

Torre in Pietra L’Azienda Torre in Pietra esprime con spirito innovativo, nel rispetto della tradizione, la passione e l’esperienza enologica. Propone uvaggi sapientemente vinificati, per offrire vini rossi e bianchi all’altezza delle grandi occasioni.

Cantina Castello di Torre in Pietra Azienda Agricola Torre in Pietra Leprignana s.s. Via di Torre in Pietra, 247 00050 TORRIMPIETRA (RM) Tel. e Fax 06. 61697070

Tarquinia doc Bianco, Rosso e Rosato Chardonnay Igt del Lazio Terre di Breccia Igt Rosso Novello Pagliaccetto Spumante, Grappa e inoltre presso la Cantina si può acquistare olio extravergine di oliva, miele, farro e ceci.

La Cantina è aperta al pubblico dal lunedi al sabato dalle ore 08,30/13,00 - 14,30/18,30 e-mail: casteltp@tin.it www.castelloditorreinpietra.it


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.46 Pagina 3

I

l Carnevale viene messo in relazione con i Saturnali, festa dell’antica Roma che si svolgeva verso metà dicembre, in onore di Saturno, dio della semina e del raccolto. La festa durava diversi giorni, era tollerato tutto o quasi, le differenze sociali abolite, non c’era più distinzione tra servo e padrone, ogni trasgressione era consentita. Non è certo, che i Saturnali si siano trasformati con gli anni nel Carnevale, nel passaggio dal mondo pagano a quello cristiano, l’aspetto tra-

sgressivo della festa, stenta a trovare una collocazione se non in funzione oppositoria e liberatoria prima della contrizione, della privazione e del pentimento. Il Carnevale è un momento di follia, di peccato, che si giustifica per contrasto con la Quaresima.

3


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.47 Pagina 4

nticamente a Roma, in occasione del Carnevale, il Papa con un corteo di cavalieri, partiva dal Laterano per recarsi a Testaccio, dove si svolgeva la giostra e la corsa dei tori. Nel Medioevo, nasce la consuetudine di far precedere l’inizio del Carnevale da un corteo, composto dal Senatore, i più illustri cittadini, i rappresentanti dei Rioni, e delle Corporazioni, dai giocatori o giostratori, che dal il Campidoglio, scendeva verso piazza Venezia, imboccava via Lata (in seguito prenderà il nome di via del Corso) e arrivava a piazza del Popolo.

A

a corsa dei cavalli, le giostre, l’esibizione delle maschere, gli scherzi, la battaglia dei confetti, la festa del teatro, i “moccoletti” si svolgeva in questo spazio cittadino delimitato, dove ogni palazzo, ogni balcone, dal più alto al più basso, era addobbato con vivissimi drappeggi colorati, verdi, rossi, azzurri, festoni dorati ondeggiavano dalle finestre e dai parapetti, dai tetti pendevano fluttuanti bandiere dai colori accesi, sui terrazzi, coperte dalle tinte vistose e scintillanti. Era un enorme palcoscenico, attori e migliaia di spettatori si mescolavano in una allegra, sfrenata e inibitoria sarabanda.

L

4

na grande abbondanza di cibo era in bella mostra nei negozi, pieni di salumi, formaggi, carne, vino, a voler simboleggiare l’abbondanza, la carnalità, la licenza amorosa e la maggiore libertà sessuale. Dal Seicento all’Ottocento, il Carnevale a Roma era un avvenimento, atteso e famoso per fastosità e allegria, pur essendo previsti e fissati dei rigidi limiti di spazio, di tempo, e di comportamento, per evitare degenerazioni. Nel caos di via del Corso si esaltavano i significati più profondi e tipici

U

della festa, a cominciare da quelli espressi con le maschere. La partecipazione individuale all’interno di un rito collettivo, quella del travestimento,


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.47 Pagina 5

ri, bande musicali, saltimbanchi e balli in maschera. La trasgressione, l’ironia, lo sberleffo, la caricatura la troviamo nei bellissimi e fantasiosi pupazzi di cartapesta che rappresentano la parodia, l’imitazione di uomini politici e personaggi famosi. tempi cambiano in fretta, altre e più moderne forme di divertimento hanno soppiantato le vecchie usanze, il Carnevale, insieme a poche altre feste laiche, resiste e si rinnova, anzi viene riproposto, modernizzato e accettano con allegria e partecipazione. Anche alcune città della nostra Regione, con la festa di Carneva-

I

è il momento più sentito e più vero. La maschera è il cuore della festa, il mezzo che protegge è permette a donne e uomini di ogni ceto e condizione, di vivere da protagonista il sovvertimento dei valori quotidiani dove la trasgressione è lecita. Oltre alle maschere tradizionali, diverse altre affollavano le strade, come: medico, brigante, musico, pittore, matto, filosofo, ciociara, befana e sembianze di animali, accanto a queste i personaggi e le maschere del teatro romano, Rugantino, Meo Patacca, Cassandrino e don Pasquale. Rugantino: caricatura del bravaccio romano, attaccabrighe, coraggioso, sincero, simpatico e di gran cuore. Meo Patacca: bullo popolano, spavaldo, insolente e manesco ma generoso. Cassandrino: benestante, credulone, ciarliero e brontolone, che non vuole compromessi, impacciato. Don Pasquale: personaggio un po’ scemo, che parla con perifrasi e sgrammaticature, continuamente preso in giro dalla servetta e dalla sua donna dal nome Pimpa, nota con il soprannome di Pimpaccia.

l calar della sera, la festa prosegue in forma diversa, privata, sempre sotto il controllo delle autorità, si ride e si scherza nelle case, all’osteria, nei teatri, gli aspetti trasgressivi si attenuano fino a scomparire, si ritorna alla ragione. Ai nostri giorni il Carnevale è sinonimo di sfilate di carri allegorici, maschere, giochi, e spettacoli di vario genere, trampolie-

A

le, hanno acquisito notorietà, creando un interesse turistico e un appuntamento da non perdere.

5


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.49 Pagina 6

Cantina Sociale

Cesanese del Piglio l Comune di Piglio, situato sopra uno sperone roccioso del Monte Scalambra, si trova nel cuore della zona viticola del Cesanese, da quì la denominazione del vitigno: Cesanese del Piglio. Un rosso tra i più interessanti del Lazio, un vino doc, prodotto da oltre 40 anni dalla Cantina Sociale

I

Cesanese del Piglio, che con i suoi 110 soci, garantisce una produzione media stagionale di 10.000 quintali, di cui 3.000 q del vitigno Cesanese del Piglio doc prodotti su una superficie di 156 ettari, distribuiti oltre al Piglio, nei Comuni di Anagni, Paliano, Serrone e Acuto. Da circa 10 anni, oltre al marchio della Cooperativa, alcuni soci hanno sviluppato una produzione con un proprio marchio Vini di Podere per meglio valorizzare la tipicità del Cesanese.

Fondamentale scopo della Cantina Sociale è quello di mantenere inalterate le caratteristiche del Cesanese e degli altri vini della zona, conciliando le antiche tecniche vinicole con le moderne esigenze enologiche, per offrire vini di qualità, riconosciuti e apprezzati in Italia e all’estero. Terre del Cesanese doc Etichetta Trifora, Cesanese del Piglio doc Etichetta Rossa, Cesanese del Piglio doc Etichetta Oro, Passerina del Frusinate Dolcepiglio. n altro gioiello della Co operativa è la produzione dell’extravergine di oliva, Olio Piglio Terre del Cesanese, dal gusto fragrante e delicato, un olio di alta qualità per una buona e sana alimentazione, come è nella tradizione alimentare italiana.

Punti vendita diretta: Piglio, presso Sede Sociale in Via Prenestina e in Via Piagge, 249, Anagni: Via Casilina (ang. Via Morolese)

U

Olio Extravergine di oliva Piglio Terre del Cesanese Via Maggiore 105 03010 Piglio (FR).

Cantina Sociale Cesanese del Piglio Sede e stabilimento: 03010 PIGLIO (FR) Via Prenestina km 42 Tel. 0775 502356 Fax 0775 502499 www. cesanesedelpiglio.it e-mail cantinasocialepiglio@libero.it


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.49 Pagina 7

CityBox Civiltà Agroalimentare Columella De re rustica i è svolta a Roma, presso la Bibliote ca Vallicelliana, in Piazza della Chiesa Nuova 18, la mostra bibliografica Columella De re rustica allestita in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, promossa dalla FAO, organizzata dal Ministero degli Affari Esteri, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali.

S

propone un trattato di consigli specialistici agroalimentari. Il codice è arricchito dal trattato De arboribus decorato con artistiche miniature del XVsec. raffiguranti scene agresti. La mostra allestita in Vallicelliana, ha voluto rappresentare un momento di riflessione all’interno delle diverse iniziative sulla Giornata Mondiale dell’Alimentazione analizzando alcuni dei molti problemi che affliggono l’umanità sotto il profilo alimentare.

La Biblioteca Vallicelliana origine della Biblioteca Vallicelliana è strettamente connessa alla storia di S.Filippo Neri, fondatore della Congregazione dell’Oratorio. Tra le regole fissate dal fondatore c’era la lettura durante una parte del pasto. Tale precetto implicava un’attenta preparazione dell’argomento e quindi la necessità di consultare dei libri. I primi volumi a disposizione degli oratoriani furono quelli appartenenti alla biblioteca personale del Santo, in seguito arricchita, da diverse dona-

L’

Sorsi e dintorni I valori della Filiera

questo il titolo scelto per lo studio di ricerca, che la Federvini ha commissionato all’Università di Bologna e presentato a Roma, nella prestigiosa cornice di Palazzo Rospigliosi, in Via XXIV maggio. Lo studio ha offerto una radiografia accurata sulle strutture e interdipendenze nell’industria dei vini, dei liquori, dei distillati e degli aceti in Italia, nei flussi produttivi, fiscali e di reddito, attraverso l’analisi degli investimenti strutturali e Umani. Il vigneto Italia, comprende circa 200 mila imprese,(tra 194.781 viticoltori e 42.904 vitivinicoltori), per una superficie vitata di 675.000 ettari, il numero delle cantine (oltre 45.000 ) gli stabilimenti enologici, liquorifici e distillati (915), gli acetifici (29 aceto di vino e 47 aceto balsamico di Modena) il numero degli addetti legat1 al comparto supera il milione, il valore complessivo è di circa 50 miliardi di Euro. Queste cifre testimoniano l’importanza del settore enologico, che ricopre un ruolo fondamentale nell’economia nazionale ed evidenzia l’aspetto profes- Roma Felix. sionale in cui tecnologia e tradizione convivono in un La città di Sisto V e Domenico Fontana insieme unico.

È La mostra bibliografica era incentrata sulla presentazione al pubblico, di uno dei tesori più preziosi conservati nella Biblioteca vallicelliana, il codice E 39 risalente al XV sec. contenente il De re rustica di Lucio Giunio M. Columella (I° sec. d.C.). Nato a Cadige da famiglia spagnola, tribuno militare vissuto lungamente in Italia, si occupò delle coltivazioni e dei prodotti dei campi. Nel suo De re rustica,

zioni, tra i primi donatori va ricordato l’umanista portoghese Achille Stazio, che nel suo testamento (25 maggio del 1581) lasciò in eredità oltre 1700 stampati e 300 mss. dove figurano molte edizioni francesi, classici latini e greci e la possibile fruizione pubblica della libreria estendendo l’uso dei libri anche ex extraneis probis viris ibi convenientibus. Verso la fine del ‘500 e il primo decennio del ‘600, grazie ai numerosi lasciti, si rese necessaria la costruzione di una nuova sede, la cui realizzazione fu affidata al Borromini. Nel 1874, in seguito alla legge sulla soppressione delle corporazioni religiose, la Biblioteca fu trasformata in biblioteca di diritto pubblico e pertanto non venne disgregata. La Biblioteca Vallicelliana conserva, accresce e valorizza le proprie raccolte storiche, acquista la produzione italiana e straniera, monografica e periodica, secondo le specificità delle proprie raccolte: storia della chiesa, riforma e controriforma, medievistica, studio di manoscritti, testi inerenti alla cultura di Roma e del Lazio, documenta e divulga, attraverso mostre bibliografiche o pubblicazioni, fornisce informazioni sul suo patrimonio culturale e assicura la circolazione dei documenti. Presso la Vallicelliana, il 4 marzo 2003 è stato presentato il libro: 7


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.50 Pagina 8

Il vino e la medicina resso il Grand Hotel Helio Cabala di Marino, si è svolta una interessante conferenza sugli effetti del vino nell’organismo umano, organizzata dall’Associazione Italiana Somellier, delegazione dei Castelli Romani. Pubblico attento e interessato all’argomento, introdotto dal Sig. Romagnoli (somellier) che ha analizzato a grandi linee il percorso del vino nella storia e nella mitologia, fino all’incontro attuale con la medicina. Il dott. U. Zampetti (somellier) ha relazionato i partecipanti sugli aspetti nutrizionali, sugli effetti psichici e sulle quantità da bere consigliate. Il dott. M.Capo (cardiologo), partendo da Ippocrate fino ai nostri giorni, ha analizzato le virtù terapeutiche del vino sulla salute e i benefici dell’alcol etilico sulle arterie, nella pressione arteriosa e sul-

P

la formazione del colesterolo HDL, sui fenoli, antiossidanti, sulla stimolazione della libido. Il dott. R. Castellacci, (patologo) ha illustrato la velocità di assorbimento dell’alcol attraverso lo stomaco, del metabolismo, del fegato, i pericoli nell’abuso di alcol e sulla tossicità del metanolo, i rischi di cirrosi legate alle singole eziologie epatiche. E dopo un vivace dibattito… pane casereccio con pancetta aromatizzata, della ditta P. Angeloni di Roccamassima (Cori) e degustazione del vino dell’azienda Casale Cento Corvi di Cerveteri e della aziende vinicole dell’Associazione Le Vigne del Lazio.

Cantina Castello di Torre in Pietra

L.a.s.a. Confartigianato di Marino

Azienda Agricola Dino Limiti

n occasione della 78° edizione della Sagra dell’uva, la Confartigianato e l’Associazione Italiana Somellier, delegazione dei Castelli Romani, con il patrocinio del Comune di Marino, hanno allestito e curato la terza edizione della mostra Sapori di una volta, con degustazione dei migliori vivi prodotti nei Castelli e assaggini di pasticceria rustica locale.

I

ccellente risultato per la Cantina, nella Guida ai Vini d’Italia 2003 de L’Espresso, lo Chardonnay è stato classificato Primo tra i Bianchi IGT Lazio. Un riconoscimento ad un prodotto di un’ azienda, che con esperienza, passione e professionalità, ha raggiunto un elevato livello di qualità nella produzione vitivinicola e con il nuovo Chardonnay è all’altezza dei piu’ conosciuti ed apprezzati vini del Lazio. Cantina Castello di Torre in Pietra - Roma

E

ra le aziende vinicole dei Castelli Romani, l’azienda Dino Limiti di Marino, ha ricevuto a mezzo stampa italiana e straniera, numerose segnalazioni per la qualità del vino prodotto. In particolare sul Bianco doc Campo Fattore, dal profumo fruttato e fragrante.

T

Azienda Dino Limiti, C.so Vittoria Colonna , 170 Marino (Rm)

Azienda Vitivinicola Strade Vigne del Sole

V INI C ERVETERI nelle migliori enoteche e ristoranti

8

Cantina Cerveteri - Via Aurelia km 42,700 - Cerveteri Roma

ra i circa 8.500 vini degustati e selezionati per categoria, a livello nazionale da Luca Maroni, è stato conferito all’azienda Strade Vigne del Sole di Grottaferrata, il primo premio come migliore vino, in base all’indice di valutazione valore/prezzo, per il Tradizionale Rosso 2000, un rosso IGT dal colore intenso e dal gusto piacevole.

T

Azienda Vitivinicola Strade Vigne del Sole, Vicolo della Mola, 45 Grottaferrata (Rm)


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.36 Pagina 9

Il nuovo Auditorium di Roma on l’inaugurazione della terza sala, la Sala Grande, viene consegnato a Roma e al mondo una grande opera, una struttura architettonica bellissima, progettata dall’architetto Renzo Piano. Adatta a diverse attività. L’Auditorium - Parco della Musica,

C

è un grande centro di aggregazione, che può ospitare manifestazioni musicali e teatrali, studi di registrazione, sale prove, ristoranti, caffè, libreria . Un luogo ideale per gli appassionati della musica e di chi voglia avvicinarsi ad essa. Questa grande opera contribuisce a fare di Roma una capitale e un modello di riferimento europeo.

Storie e tradizioni del territorio di Torre in Pietra n occasione della Festa del vino novello, presso la Cantina del Castello di Torre in Pietra, oltre alla degustazione dell’ottimo Vino novello Pagliaccetto 2002 e a prodotti tipici gastronomici, nei locali dell’azienda è stata allestita una interessante mostra fotografica sulla Bonifica di Torre in Pietra, avvenuta nel 1925, per opera del fondatore, il Senatore Luigi Albertini, del figlio Leonardo e del genero Nicolò Carandini. Le suggestive immagini in bianco e nero testimoniano con efficacia la vita quotidiana nella Tenuta, i lavori agricoli, i mestieri e le feste, che uomini e donne hanno vissuto dal 1925 al 1955. L’allestimento della mostra, ha voluto dare un contributo alla valorizzazione e alla conoscenza del territorio in quel periodo storico.

I

Veduta sul Castello dalla strada appena “massicciata” (1930).

Festa del 1° maggio nell’uliveto di “Pagliaccetto” (1951).

L’olio extravergine uida ai migliori oli italiani 2003, a cura di Marco Oreggia con il contributo di esperti del settore, è una guida utile per i consumatori, per orientarli e indirizzarli verso un consumo attento alle molteplici qualità dell’olio extravergine di oliva. I maggiori argomenti sono: l’olivo, la pianta e la Cultivar più diffuse, i metodi di allevamento e potatura, le malattie e i parassiti, le tecnologie di estrazione, l’olio e la legislazione, norme comunitarie per l’etichettatura, le tecniche di degustazione, pregi, difetti, valutazioni organolettiche e analisi sensoriali, le virtù salutari, l’olio in cucina e nella ristorazione, le città dell’olio, la qualità delle olive, i produttori regionali dell’olio extravergine.

G

Azienda Vinicola Casale Cento Corvi er la validità dei vini prodotti, l’azienda è stata inserita nella guida del Gambero Rosso: vini d’Italia 2003, con la selezione del vino Kottabos, rosso e bianco.

P

Azienda vinicola Casale Cento Corvi Via della Tomba, 18 Cerveteri

Riserva della Cascina ella Rassegna Internazionale Bio Bacchus, tra i vini selezionati, il Marino Superiore Riserva della Cascina è risultato tra i primi, con un punteggio di 83,7. Altro importante riconoscimento è l’assegnazione dell’Oscar qualità/prezzo sull’Almanacco del Berebene 2003 edito dal Gambero Rosso.

N

Azienda Biologica Riserva della Cascina Via F.lli Wright, 12 Ciampino (Rm)

9


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.38 Pagina 10

V

i itigni più diffusi nel Lazio La riuscita di un buon vino, dipende da diverse componenti, importantissima la qualità del vitigno e le sue caratteristiche “tipiche”, ma altrettanto importante è quando queste qualità vengono valorizzate, utilizzando una giusta collocazione geografica e microclimatica, è un eccepibile lavoro in vigna, con basse rese per ettaro, il giusto metodo di raccolta, la selezione dei grappoli, le tecniche di vinificazione condotte con grande professionalità ed esperienza da un buon enologo, perché i vitigni non sono tutti uguali, ma hanno delle caratteristiche ben precise e definite, vediamone alcuni Aleatico, uno dei vitigni più antichi, di origine greca è coltivato da oltre duemila anni. Tipico delle zone del Viterbese, lago di Lesina, Gradoli, Grotte di Castro, vino tradizionalmente da dessert, o in versione liquorosa. Albana bianco, antico vitigno già conosciuto dai Romani, dal colore giallo o ambrato, di buona gradazione alcolica e dal profumo fruttato, si può produrre vino secco e amabile o dolce, se lasciato fermentare, può assumere le caratteristiche dello spumante.

10

Bellone bianco o Cacchione, vitigno diffuso nella provincia di Roma, soprattutto a Velletri, Anzio e Nettuno, si ottiene un vino di colore giallo, profumato, dal sapore secco o abboccato, delicato, aro-

matico, un vino da pasto di pronto consumo. Bombino bianco e nero,vitigno di origine spagnola, viene coltivato nella campagna romana.Il vino bianco, dal colore giallo verdolino e paglierino dorato, dal delicato profumo, vellutato e asciutto è un buon vino da pasto. Il vino rosso dal colore rosso chiaro e dal sapore asciutto, aromatico, tannico ,gradevole, viene usato esclusivamente per la vinificazione.

Cesanese, vitigno italiano diffuso Provincia di Roma e Frosinone, distribuito tra i Comuni di Affile, Olevano Romano, Piglio, Anagni, Paliano, Serrone e Acuto. Apprezzato per il sapore abboccato, vellutato, tannico, morbido, pastoso e gradevole dal colore rosso rubino carico.

Cabernet Sauvignon, vitigno francese della zona di Bordeaux, di grande carattere, è diffuso in tutto il mondo, dà origine a vini speziati, erbacei, tannici, con caratteristico sentore di ribes. E’ largamente utilizzato, anche per vini molto ricercati, esiste anche la varietà Cabernet Franc, poco conosciuta in Italia, largamente usato in Francia, nel bordolese, per i vini rossi. Chadonnay, è un vitigno francese molto diffuso grazie alla praticità di coltivazione e vinificazione. Costituisce la base dei grandi bianchi di Borgogna


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.39 Pagina 11

e per lo Chiampagne. Viene usato per produrre sia vini fruttati e leggeri che vini potenti e corposi e gli spumanti classici. La grande diffusione di questo vitigno ha contribuito ad una certa “standardizzazione” del gusto. Carignano nero, vitigno diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo, coltivato in Spagna, nel sud della Francia, Corsica e Sardegna. Il vino è di colore rosso rubino, carico, ricco di corpo, sapore asciutto, robusto. Utilizzato esclusivamente per la vinificazione è coltivato principalmente in Sardegna, e un po’ in Toscana, Marche e Lazio. Viene vinificato sia da solo che utilizzato come vino da taglio. Falanghina bianco, vitigno che forse costituiva la base del classico vino Falerno, di colore giallo dorato, con un leggero profumo, sapore asciutto, vellutato, aroma sottile. Si usa esclusivamente per la vinificazione ed in purezza costituisce la doc Falerno. Malvasia, è un antico vitigno importato dai greci, molto conosciuto in Italia, esiste in molte varietà, ( M. di Candia, M. del Lazio) nella tipica uva bianca, ma anche uva nera, i vini che si ricavano vanno dal ca-

rattere ricco e bruno al bianco vellutato, sia dolci che secchi. La sua caratteristica è una vena delicata. La Malvasia nera è parte dell’uvaggio di numerosi rossi e rosati. Merlot è un importante vitigno francese, perfetto complemento del Cabernet, insieme costituiscono il famoso uvaggio bordolese. Ottimo anche vinificato in purezza, con il Merlot si producono vini rossi profumati, eleganti, con un tipico sentore di prugna. Montepulciano, famoso vitigno italiano, collocato nella zona Adriatica (Mar che) e centro meridionale (Lazio e Abruzzo), dove si producono vini rossi ricchi e strutturati, di ottima qualità. Sangiovese, è uno dei piu’ importanti vitigni italiani, molto utilizzato in Toscana per produrre i famosi e pregiati vini rossi. Coltivato in tutto il mondo, è apprezzato per il suo profumo di violetta.

Souvignon bianco, dopo il Chardonnay è il più importane vitigno francese. Ha un aroma caratteristico, piacevole, erbaceo e corposo. Da origine a celebri bianchi francesi, usato e diffuso anche in Italia con buoni risultati. Trebbiano, è il vitigno più diffuso in Italia, (noto ai Romani con il nome di Trebulanum) è usato per “ tagliare” molti vini bianchi. Vinificato in purezza da origine a vini onesti e senza pretese, sebbene in alcune occasioni produca degli eccellenti risultati. Syrah nero, il vitigno si presume provenga dalla città di Schiraz (Persia),si avvicina ai vitigni atesini, diffuso in Francia, in Australia, Sud Africa e California. Il vino è di colore rosso rubino tendente al violaceo, secco, asciutto, di corpo robusto e tannico, dall’aroma di frutti. Utilizzato in uvaggi con altri vini come il Cabernet Souvignon o il Sangiovese, adatto all’invecchiamento in piccole botti. Coltivato in Toscana, Marche e nel Lazio.

11


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.40 Pagina 12

Marino la Città del vino arino, è al centro dei Castelli Romani, immersa nel verde di antichi boschi di querce, tigli, aceri, nei pressi del lago di Castel Gandolfo e circondata da

M

vigneti. Si adagia sul dorso di una collina di origine vulcanica a 360 metri di altitudine. Dista 20 chilometri da Roma e altrettanti dalla costa tirrenica.

Antico centro preistorico laziale, situato su uno strategico nodo viario compreso fra l’Appia e la Tuscolana, Marino conserva antichi resti archeologici, castelli di epoca medievale, palazzi e chiese di età moderna. La città

l clima è temperato, asciutto. Fa parte del Parco dei Castelli Romani e della XI Comunità Montana. Il vino a d.o.c. Marino è prodotto e imbottigliato da diverse aziende che lo esportano in Europa e in America.

I

AZIENDA AGRICOLA

DINO LIMITI CAMPO FATTORE Marino doc Bianco, TURCHETTO Rosso, DINO LIMITI Bianco

Produzione vinicola:

COLLE

12

DEL

Sede: Corso Vittoria Colonna, 170 Cantina: Via San Vincenzo De’ Paoli, 5 Tel. e Fax +39 06 9385051 - 00047 Marino (Roma) www.dinolimiti.it E-mail: dilimiti@tin.it

è famosa, oltre che per i suoi monumenti, anche per la Sagra dell’Uva, la più antica e caratteristica del genere in Italia, dove – la prima domenica di ottobre di ogni anno – le fontane gettano vino.

Il carretto a vino ià nell’età antica e nell’alto medioevo il vino, prodotto nelle campagne intorno a Roma, veniva trasportato su carri dentro anfore e altri recipienti di terracotta. Poi dopo il Mille e soprattutto dall’inizio dell’età moderna si diffuse sempre di più il recipiente di legno, botte o barile che fosse, riutilizzabile e assai più maneggevole. Nel medioevo la corporazione dei carrettieri faceva parte dell’arte dei fabbri, che producevano cocchi e carretti, poi ne costituirono una propria: l’università dei mulattieri, che accorpava un po’ tutti i trasportatori. I carrettieri che trasferivano il vino a Roma furono spesso citati nei bandi e negli editti che dal Seicento in poi, provvedevano a colpire eventuali frodi, come quella di estrarre lungo il percorso una quantità di vino dai barili e aggiungervi acqua. Agli inizi dell’Ottocento il carretto assunse la forma che conosciamo e che poi restò pressochè identica fino alla sua scomparsa. Venute meno gran parte delle vigne interne a Roma, il vino proveniva sempre più dai Castelli Romani; da qui la necessità di un approvviggio-

G


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.52 Pagina 13

namento quotidiano e costante di vino, mediante carretti che percorrevano le antiche strade consolari, ma in particolar modo l’Appia.

Forma, parti e decorazioni gni carrettiere ci teneva a distinguere il proprio mezzo di trasporto, personalizzandolo con colori e abbellimenti vari; tuttavia la forma era comune a tutti i carretti dei Castelli Romani: “due lunghe e forti stanghe posano da una parte su due ruote alte, e dall’altra, in linea orizzontale, sul dorso di un cavallo. Il carretto non ha parapetti, semplici traverse lo connettono di sotto, sulle quali posano otto barili”(M. d’Azeglio).

O

La furcina era all’origine un ramo d’albero fissato sul carretto e coperto da un telo, sotto il quale trovava riparo dalle intemperie il conducente; poi, dalla fine dell’Ottocento, si tramutò in una ben più elegante cappottina a soffietto di tela cerata dipinta a fantasia fuori e tappezzata all’interno. L’equipaggiamento era completato da due bastoni di legno (tortori) che, infilati a un piccolo argano (molinello), stringevano le funi (suste) per impedire qualsiasi movimento dei barili. A fianco del carrettiere era la ferriera o sonajera, una specie di batteria composta da un campanaccio e da tanti campanelli di varie dimensioni e tonalità. Vicino alla ferriera c’era la cupella un barileletto di non più di cinque litri, di spettanza del trasportatore. Sotto il carro pendevano: il secchione di legno, utile per abbeverare l’animale da tiro, una lanterna a olio, un ferro di cavallo portafortuna, un corno di montone con l’olio per lubrificare i mozzi delle ruote. Il mulo, o il cavallo avanza impettito con la testiera sormontata da

uno sgargiante pennacchio, una coda equina appesa sul petto, uno zinale, un sottopanza e una moschiera per difenderlo dagli insetti molesti, le moresche poi i campanelli collocati un po’ dappertutto aumentavano il co-

lore e il suono festoso che si produceva con l’andatura del carretto. Ogni carretto trasportava circa mezza botte romana di vino, distribuito in otto o dieci barili da sessanta o cinquanta litri ciascuno.

Ovo e Uva a ricchezza di Marino si dice consistesse in tre cose: uva, cipolle e peperino. L’uva all’origine del suo vino dal gusto leggero di aleatico, corposo, sostenuto,

aveva una tradizione legata alla prevalente sua attività economica, la produzione del vino, che consentiva anche alle donne, ai bambini, ai vecchi, ai malati di poter godere e partecipare ai riti vendemmiali.

gradevole; le cipolle dolci e tenere degne del pasto del saggio con pane e vino, tale da rendere il cuore contento; il peperino, la pietra tufacea vulcanica dal nome pizzicante, come il pepe, le cipolle e il vino invecchiato, che dall’antichità sostiene le costruzioni romane dando loro solidità secolare. Marino, una delle colline di Roma che porta il nome dell’aria marina per la salubre posizione e per il giuoco dei venti, che la faceva preferire, come luogo di cura, nei confronti di altri Castelli,

opo la vendemmia vera e propria che si celebrava con la festa di cui portava il nome, la più caratteristica del paese, con carattere carnascialesco e godereccio, l’uva veniva messa nei tini per la fermentazione del mosto. Quel profumato naturale ribollire durava una ventina di giorni fino alla stabilizzazione del processo chimico di vinificazione. Poi si doveva fare la cosiddetta “chiarificazione” per la conservazione o per la vendita. I piccoli pro-

L

Ricerca e testo: Ugo Onorati

D

13


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.41 Pagina 14

duttori vi provvedevano con il filtraggio in campane di vetro e filtri di carta speciale che richiedeva molto tempo. Per le produzioni più grandi la “chiarificazione” si faceva con la cosiddetta chiarata d’uovo. Nelle cantine si raccoglievano centinaia di uova che si rompevano dividendo il bianco albume del giallo tuorlo. utti i bianchi venivano sbattuti e montati con forza. A questa bisogna occorrevano forti e giovani mani maschili e la schiuma bianca che ne derivava veniva posta nella botte insieme al vino torbido e lasciata lì per il processo di depurazione naturale.

T

Dopo una decina di giorni si poteva assaggiare e gustare il vino dorato, scintillante, frizzante, gradito al palato. Pronto per la vendita quale vino novello o per l’invecchiamento. Esso confortava, con il suo goccetto, la vita di coloro che sapevano apprezzarlo. Ma quest’ultima fase della svinatura veniva accompagnata dal dolce chiamato” bocca di Dama” fatto con i dorati tuorli delle uova che erano servite per la depurazione vinicola. Tradizionalmente il dolce veniva fatto dalle monache di clausura che ne avevano, in compenso, una parte, insieme all’offerta del vino dei proprietari committenti.

a “bocca di Dama” era fatta con farina, zucchero, tuorli d’uovo, essenza di vaniglia e spruzzo di liquore Strega. Cotto nel forno a legna a regola d’arte il dolce veniva tolto tempestività perché non si doveva asciugare ma rimanere umido, cremoso, come se il nucleo dell’uovo rimanesse intatto e desse la sensazione, mangiandolo, di berlo. La “bocca di Dama” era la chicca che accompagnava il vino nuovo, tale da far gustare il paradiso dei sapori nella stregata atmosfera della Marino produttiva e creativa. Ora c’è la parodia di questo rito: la chiarificazione viene fatta dalle macchi-

L

Cucina & Cantina

er accostare correttamente il vino al cibo è necessario prendere in considerazione alcuni dati e capirne i principi fondamentali, per apprezzare di piu’ sia l’uno che l’altro. Nel palato, la lingua con le papille gustative, percepisce quattro sapori, il primo è il sapore dolce, che svanisce subito, poi il salato e l’acido o agro,

P 14

altrettanto rapidi a svanire, infine l’amaro, piu’ lento a manifestarsi e a sparire. Nella fusione dei sapori, l’amaro viene sottolineato dal salato, il dolce ammorbidisce gli altri. Il gusto di un piatto è caratterizzato principalmente da quattro fattori: sapidità, aroma, grassezza, dolcezza, che trovano corrispondenza in al-

ne e il dolce di uovo e zucchero è un manufatto industriale secco ed insapore che chiamano “base” per torte. Non si è avuto il coraggio di chiamarlo“bocca di Dama”. Il pudore terminologico fa ben sperare che Marino ritrovi l’anima e il gusto di una civiltà contadina e saggia che abbiamo conosciuto e goduto e che dovremmo adoperarci a far conoscere ai giovani imbarbariti dalle bevande colorate e dai cibi preconfezionati di un’industria generica. L’augurio che elevo idealmente con un bicchiere di nuovo vino è che Marino ritrovi la stegata atmosfera dell’ovo e dell’uva. Giuliana Limiti

trettante qualità del vino: alcol, profumo, astringenza, morbidezza. Secondo queste corrispondenze, più un cibo è saporito, più il vino avrà tenore alcolico e il suo profumo dovrà avere una certa affinità con l’aroma del piatto. Queste caratteristiche sono simili nei cibi e nei vini, l’abbinamento serve per raggiungere l’equilibrio giusto tra il sapore di un piatto e quello di un vino. La regola da seguire è partire dai toni più leggeri e passare poi a quelli più marcati, deve essere una progressione tra cibo e vino, che avanzano parallelamente. Si inizia il pranzo con dei vini bianchi secchi a bassa gradazione alcolica, seguiti dai rosati e dai rossi, per passare poi a vini più amabili e dolci. I vini da bere freddi o freschi vanno serviti prima di quelli a temperatura ambiente, ci sono naturalmente delle eccezioni. Esistono determinati cibi che non trovano un accordo con il vino, esempio le salse ricche di aglio, alcuni salumi, verdure conservate, o condimenti con molto limone. I vini vengono classificati in Bianchi secchi, Bianchi aromatici, Vini Rosati, Rossi Giovani e leggeri, vini Rossi di corpo, vini Spumanti.


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.42 Pagina 15

L’albero delle castagne Il nome scientifico del castagno è Castanea sativa, appartiene alla famiglia delle Fagacee, il nome le deriva probabilmente dalla città di Kastania in Tessaglia, o da Kastanis, città del Ponto (Turchia Asiatica) dove, secondo Plinio, c’erano grandi boschi di castagno, sativa significa piantata, coltivata. i ritiene sia stato introdotto in Europa verso il V° sec. a.C. è diffuso nelle zone temperate dell’emisfero boreale, Europa, Asia e America del Nord. La sua caratteristica è l’alto fusto (raggiunge anche i trenta metri di altezza) e la chioma maestosa. Il castagno è una pianta con grande capacità di rigenerazione, per cui frequente oggi come nel passato è il ricorso alla ceduazione, si è acclimatata in terreni silicei, profondi e ben drenati in collina e in montagna fino a 1300 metri di altitudine. Il suo sviluppo, inizialmente lento, raggiunge il suo splendore vegetativo intorno ai 50 anni, i primi frutti appaiono dopo 20 –25 anni, è una pianta longeva, può vivere anche mille anni. Il frutto è molto nutriente, contiene infatti oltre al 39% di acqua, il 43% di amido e il 2,5% di grassi, i marroni sono più grossi delle normali castagne, e ogni riccio contiene un solo frutto, la scorza è chiara e la buccia interna non si attacca alla polpa. I fiori maschi, ricchi di nettare, sono molto apprezzati dalle api, infatti il miele di castagno è una prelibatezza, sempre più difficile da gustare. I fiori, gli amenti ( 15-20 cm ) possono avere solo fiori maschili verso l’apice e femminili, piu’ piccoli e verdi alla base. Le foglie sono caduche, alterne e ovali, di 10-20 cm, seghettate, con nervature parallele acuminate all’apice, il

S

colore è verde lucido, più intenso nella parte superiore. Il frutto è coperto da un riccio verde e spinoso, che in autunno, raggiunta la maturazione si apre e libera da una a tre castagne. l fusto è ricoperta da una corteccia di colore bruno - grigiastra, solcata da lunghe nervature a spirale, dal castagno si ricava del legno particolarmente adatto per la preparazione di mobili, palerie, e palchetti; è un legno ricco di sostanze tanniche. Da non dimenticare le qualità terapeutiche del castagno, già note agli antichi , che usavano i frutti come antidoto per i veleni, contro l’idrofobia, o infusi, con le foglie e la corteccia dei giovani rami, per curare tossi e bronchiti. La castagna è tipico frutto invernale, e negli anni passati, fu alla base dell’alimentazione delle

I

famiglie povere. Con le castagne un tempo si arricchivano le carni del maiale, si imbottivano galline e tacchini, si preparavano minestre e ottimi dolci, si consumano fresche (caldarroste) o essiccate.


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.43 Pagina 16

Dalla campagna, fresca, morbida, buona, è la Ricotta Romana

Un classico prodotto dell’ Agro romano, ricavato da latte ovino lavorato con cura e perizia artigianale dai casari del Caseificio della Cooperativa Produttori Latte Aurelia per offrire al consumatore un prodotto naturale, senza conservanti o alterazioni, fresco, genuino, buono per

una alimentazione di alto valore nutrizionale. La Cooperativa commercializza i suoi prodotti freschi e stagionati con il marchio OmniaLatte, Caseificio del Borgo, Caseificio Valle del Salto, che trovate presso i punti vendita. Roma • Via Valtellina, 91 • Via Ripetta, 259 • Via Valle della Storta,12 • Via Fosso del Fontaniletto, 4 • Piazza Testaccio, 37 Cerveteri • Via Fontana Morella (Via Aurelia km 42,700)

00050 Fiumicino (Roma) Via Carlo Formichi, snc - Tel. e Fax 06 61597549


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.45 Pagina 17

In una ipotetica classifica nutrizionale degli alimenti, il formaggio, ricco di calcio, grassi e proteine, si colloca nella parte alta.

n altri tempi, ha mitigato la povertà proteica e calorica delle popolazioni indigenti, oggi al contrario, la vita sedentaria, crea dei problemi per bruciare calorie e grassi in eccesso.

I

Ma con un’accurata e stono molte qualità di attenta scelta, orientan- formaggio, dalle carattedosi verso dei formaggi ristiche merceologiche e piu’ adatti al proprio stile di vita, senza cedere a proibizioni generiche, forse a causa della poca conoscenza sui tanti e buoni prodotti caseari,ma ridurre solo le quantità. Secondo i nutrizionisti e igienisti, la dose media giornaliera di grassi saturi è di circa 15 -20 g nelle persone adulte (pari a 50 g di parmigiano, o 20 g di burro). Esi-

organolettiche diverse, anche se hanno in comune la provenienza dal latte e il processo di coagulazione, distinguendosi in formaggi grassi, semigrassi e magri e in freschi e stagionati. Una distinzione importante per identificare un tipo di formaggio, riguarda la stagionatura, che può essere piu’ o meno lunga. utile sottolineare, dal punto di vista della digeribilità,

E

17


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.46 Pagina 18

Nella lavorazione del formaggio, tra fresco e cotto, molto importante è la temperatura. Latte e formaggio, per il loro contenuto di calcio, sono una risorsa importante per l’organismo umano, un minerale indispensabile per una buona qualità della vita e per una corretta alimentazione.

800 mg per gli adulti, per gli sportivi 450 mg e per gli anziani 1000 mg - per le donne in gravidanza o in allattamento da 400 a 520 mg.

a quantità giornaliera di calcio, richiesta dal corpo umano varia dall’adolescenza all’età matura, da 800 - 1000 mg per i ragazzi fino a 10 anni, 1200 mg per quelli di 18 anni,

L

che i formaggi stagionati sono piu’ digeribili, perchè la maturazione semplifica il compito degli enzimi digestivi e i bacilli del latte hanno il tempo per iniziare la “digestione” delle complesse molecole della caseina fermentando un gran parte del lattosio originario.

a ricotta e il mascarpone anche se non sono dei veri formaggi, provengono sempre dallo stesso alimento, il latte. La ricotta è ricavata dalla cottura del siero del latte ed è ricca di proteine nutritive e povera di grasso,(100 g di ricotta di mucca contengono 6,8 g di grassi saturi, 100g di ricotta pecora 9,5 g) il mascarpone è una crema ricavata dalla panna di latte inacidita con fermenti lattici è il suo contenuto di grassi saturi è del 47% g su 100 g.

L

formaggi a lunga stagionatura non vi sono piu’ microrganismi, l’acqua diminuisce e la caseina è ben digeribile (parmigiano, grana, gruviera).

Caseificio

· Allevamento

Produzione propria

avorando in tempi diversi la stagionatura, si ottengono vari tipi di formaggio:

L

formaggi freschi stagionatura in un tempo molto breve (robiola, crescenza, caprino, provola, scamorza, mozzarella)

18

formaggi a stagionatura media diverse sono le tecniche di lavorazione, alcuni formaggi subiscono la cottura e la digestione della caseina che rende la pasta cremosa, (caciotta, gorgonzola, taleggio, asiago, fontina)

a mozzarella fatta con latte vaccino è un formaggio fresco a“ pasta filata”, assieme al pecorino romano sono tra i prodotti più esportati. Alla grande produzione di fior di latte e mozzarella di mucca, negli ultimi anni si è aggiunta la mozzarella di bufala, un altro prodotto caseario apprezzato per le sue caratteristiche qualità organolettiche.

L

Mozzarella di Bufala Formaggi freschi, stagionati e farciti, Burrata

TE SOLO LAT

DI

B U FA L A AL

100%

Azienda Agricola Il Castello della Bufala Punto vendita: Via Settevene Palo Cerveteri Servizio a domicilio telefonando a: 320/0905573 - 328/2558541 Az. Agr.: Via Castel Campanile, 932 (Loc. I Terzi, Via Aurelia)


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 10.47 Pagina 19

la fitoterapia È

l’antico metodo terapeutico che aiuta a guarire molti disturbi e malattie mediante le piante, fresche, essiccate, o attraverso i loro estratti naturali. Le piante usate da sole o in speciali miscele, sono alla base di infusi che servono come terapia. Nei mesi invernali, quando il freddo e il brutto tempo sono di attualità, il nostro organismo risente del cambiamento climatico e l’influenza, il raffreddore e il mal di gola possono fare la loro comparsa. Un rimedio fitoterapico contro il mal di gola: l’agrimonia (Agrimonia eupatoria) è la pianta le cui sommità fiorite, ricche di principi attivi, riducono il prurito e il fastidio alla gola, particolarmente forti quando si deglutisce. Per risolvere questo disturbo e evitare altre complicazioni alle vie respiratorie è utile fare dei gargarismi con un infuso di agrimonia, petali di rosa e radici decorticate di altea. In questa miscela, agli effetti benefici dell’altea si uniscono alle proprietà calmanti dei petali di rosa e quelle antinfiammatorie delle radici di altea. Rimedio fitoterapico contro la tosse, è la pianta Cetraria islandica, un lichene senza radici, fusto e foglie con proprietà antimicrobiche. La mistura e

composta da tallo di lichene islandico, radice decorticata di altea e di liquirizia, sommità di timo serpillo, fiori di viola del pensiero, petali di papavero e frutti di anice verde. L’infuso calma la tosse, va bevuto piu’ volte al giorno secondo l’intensità del disturbo. Anche con la fitoterapia si possono osservare effetti e reazioni diverse, secondo i pazienti ai quali è stata somministrata la preparazione fitoterapica. Questi effetti non sono da attribuire soltanto alla fisiologia dei malati, ma anche alla differenza nell’attività delle diverse piante, anche appartenenti a una stessa specie, in rapporto all’habitat naturale, all’esposizione solare, al clima, al metodo di raccolta. Esistono poi delle piante aventi le caratteristiche botaniche somiglianti, da renderle indistinguibili morfologicamente, e che pure sono, alcune dotate di attività farmacologiche, altre inattive. Per le piante e le relative dosi da miscelare, rivolgersi all’erboristeria di fiducia. 19


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 11.09 Pagina 20

Sapori&Piaceri

Il gusto di scoprire i più originali e curiosi piatti della tradizione culinaria romana.

Spaghetti al tonno

Frittata alla burina

onete sul fuoco una pentola piena d’acqua, a parte, in una padella, soffriggete in olio extravergine di oliva per circa 3 o 4 minuti un battuto di prezzemolo e aglio, aggiungete 6 pomodori maturi, pelati, tagliati, salati e pepati, lasciate cuocere per 15 minuti, fino a quando il sugo non si è ritirato. Mescolate insieme al sugo il tonno, poi toglietelo dal fuoco. Quando l’acqua bolle, aggiungete il sale grosso e buttate gli spaghetti, facendoli cuocere come indicato sulla confezione.

avate e scolate bene la lattuga, poi tagliatela a listarelle. Sbattete le uova in una terrina con pecorino grattugiato, sale e pepe, aggiungete la lattuga tagliata. In una larga padella fate intiepidire l’olio, poi versatelo nella terrina, amalgamate il tutto e versatelo nella padella molto calda. Cuocete la frittata qualche minuto per parte, scuotendo ogni tanto la padella perché la frittata non si attacchi, servitela ancora calda.

P

Costolette a scottadito isponete le costolette su di un piatto da portata e spruzzatele con un po’ di olio extravergine, aggiungete il sale e pepe. Sistemate le costolette di

D

L

Scolate la pasta e mettetela in un grande piatto di portata, condite con il sugo di tonno e pomodoro, mescolate con energia e servite subito in tavola. Ingredienti per 4 persone: 500 gr. di spaghetti,250 gr. di tonno sott’olio, 6 pomodori maturi, pelati e tagliati a pezzi, 4 cucchiai di olio ex-

travergine di oliva, 2 spicchi d’aglio tritato molto sottile, un ciuffo di prezzemolo tritato, un pò di pepe nero macinato o peperoncino rosso. Vino consigliato: Chardonnay Cantina Castello di Torre in Pietra.

agnello su di una griglia e 1 kg di costolette di agnelfate cuocere a fuoco alto, lo, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale e girandole di frequente pepe nero macinato. finché non sono ben cotte. Se non avete un barbecue o una griglia, fatele cuocere in forno sotto il Vino consigliato: grill, avendo cura di girarZilath Rosso le spesso, portatele in taCasale Cento Corvi vola ben calde. Cerveteri. Ingredienti per 4 persone: Ingredienti per 4 persone: 4 uova intere,1 cucchiaio di olio extravergine di oliva, (o una noce di burro) 100 gr di foglie di lattuga,1 cucchiaio di formaggio pecorino, sale e pepe. Vino consigliato: Campo Fattore Marino doc Azienda Dino Limiti

20


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 11.11 Pagina 21

Ciambelline dolci escolate in una terrina, farina, zucchero, vanillina, cannella, scorza di limone e il lievito in polvere. Aggiungete mescolando l’olio e le uova, con un cucchiaio di legnio per 5 8 minuti. Coprite con un panno pulito e lasciate riposare per un’ora. Infarinate leggermente un piano di lavoro e disponete l’impasto facendone delle specie di salciccie allungate e sottili. Tagliatele in segmenti di 10-12 cm e schiacciateli alle estremità unendole, in modo da formare degli anelli. Mettete gli anelli in una teglia imburrata e infarinata e mettete in forno a 200° C, fate cuocere per 25 minuti.

M

Fate raffreddare su una gratella per circa un’ora e servite. Ingredienti per 6 persone: 300 gr di farina bianca, 200 gr di zucchero, 2-3 gocce di

vanillina, un cucchiaino da the di canella macinata, la scorza grattugiata di un limone, un cucchiaino da the di lievito in polvere, 3 cucchiai di olio extrevergine di oliva,

2 uova, burro e farina per la teglia. Vino consigliato: Dolcepiglio bianco, Cantina Cesanese del Piglio,

Castagnole di carnevale onete la farina in una grande terrina e nel mezzo adagiatevi le uova, il burro fuso, il rum, lo zucchero, la buccia del limone, un pizzico di sale. Impastate il tutto di modo che la pasta risulti morbida ed omogenea. Tagliatela quindi a pezzetti come noci e arrotolatela. In una padella fate scaldare l’olio, senza farlo bollire ed immergetevi le palline poco per volta finché si gonfieranno diventando dorate. Scolatele adagiandole su un foglio di carta assorbente e servitele coperte di cannella e zucchero al velo.

ro, buccia di un limone grattugiata, 150 g di olio, sale, 100 g di zucchero a velo, cannella in polvere, un bicchierino di rum.

Ingredienti per 6 persone: 400 g di farina, 4 uova, 100 g di burro, 50 g di zucche-

Vino consigliato: Novo Caere Tarquinio Cantina di Cerveteri

P

Chiacchiere o Frappe Questa è forse la ricetta più semplice e la più “allegra” fra quelle dei dolci di Carnevale, ciò nonostante è quella di maggiore successo. Tanto è vero che la si ritrova in tutt’Italia, sebbene con nomi diversi: in Friuli si chiamano Grostoli, in Emilia Sfrappole, in Veneto Galani, nel Lazio e nelle Marche Frappe, Cenci in Toscana, Chiacchiere in Campania. La variante, nelle varie ricette regionali, è costituita dal marsala, o dal vino bianco, o dall’acquavite, o dal liquore all’anice.

21


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 11.12 Pagina 22

stress

Bellezza Salute

&

quando il corpo trattiene tensioni, si verifica uno squilibrio, per ridurre lo stress le tecniche di rilassamento come lo yoga possono alleviarlo, un piccolo esercizio per indurre uno stato di calma: roteare gli occhi all’insù, e poi chiuderli, respirare profondamente contando fino a 10, concentrando l’attenzione sul respiro.

Per proteggersi e godere un’esistenza più sana, sopravvivendo agli effetti nocivi dell’inquinamento e delle radiazioni, basta seguire semplici suggerimenti:

in cucina

cottura al vapore, al forno, a bagnomaria per conservare le proprietà nutritive degli alimenti.

attività fisica

stimola il sistema linfatico, la linfa è un fluido trasparente ed espelle le scorie dell’organismo.

computer

usare uno schermo protettivo, tenersi ad almeno 50 cm dallo schermo, facendo ogni 20 min. una pausa, per evitare le cariche ionopositive che provocano apatia e stanchezza: circondarsi di piante verdi, neutralizzano le radiazioni e producono riserve di ossigeno.

LA CHIAVE D’ACCESSO PER LA CULTURA DEL TEMPO LIBERO

Anno III, n. 1 Gennaio- Febbraio 2003 Reg. Trib. Roma n. 430 del 16 ottobre 2000 Direzione, Redazione e Amministrazione: 00165 Roma - Via dei Faggella, 4 Tel./Fax 06.6625378 E-mail: albertospinaci@tiscali.it Direttore Responsabile Renato Di Marco Direttore Editoriale Alberto Spinaci Responsabile di Redazione Riccardo Spinaci

22

Segretaria di Redazione Laura Spinaci Hanno collaborato: Veronica Giusti, Almerinda Pelliccia, Walter Celio, Claudia De Rossi, Password è realizzata da: AS&co Roma Stampa: Edigraf Roma Finito di stampare Febbraio 2003 Periodico in distribuzione gratuita

La responsabilità degli articoli, foto e avvisi pubblicitari sono dei singoli autori. La collaborazione a questo periodico è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. Non si restituiscono i materiali inviati in redazione

Bere tè verde è una fonte naturale di “antiossidante” che attiva il sistema immunitario e rafforza il meccanismo di difesa della pelle. Bere vino rosso in quantità moderata può far bene alla salute. L’uva, usata per produrre il vino rosso contiene potenti antiossidanti che proteggono l’organismo interamente. Mantenere un’alimentazione sana non è così facile come sembra. Ci sono tanti prodotti che contengono conservanti e addittivi e questi possono avere effetti deleteri sul corpo, quindi si preferisce aumentare il consumo di frutta e verdura cruda per contenere i rischi.


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 11.13 Pagina 23

Kottabos e Zilath nati in terra etrusca

S

ulle colline tufacee di Cerveteri, dove clima mite e terra fertile rendono al me glio la coltura dei vigneti, opera l’Azienda Vinicola Casale Cento Corvi, gestita con passione e competenza dalla famiglia Collacciani, votata alla coltura e al rispetto della tradizione enologica. Con una attenta e accurata selezione dell’uvaggio produce degli ottimi vini rossi e bianchi utilizzando i vitigni di Montepulciano, Merlot, Syrah, Carignano, Trebbiano, Chardonnay, Souvignon e Malvasia del Lazio. Casale Cento Corvi è lieta di proporre sulle tavole più prestigiose due etichette: Kottabos e Zilath, nati in terra etrusca, dove si produce vino da oltre 3000 anni. L’Azienda è disponibile a

ricevere i visitatori per far conoscere e degustare i suoi vini, il delicato Olio extravergine di oliva, la profumata grappa Turan, e un nuovo vino di tutto rispetto, il Cerbero rosso. L’Azienda è aperta dal lunedì al sabato, dalle ore 8,30 alle 12,30 e dalle 15 alle 19, la domenica dalle 9,30 alle 12,30 per ulteriori informazione telefonate allo 06/ 99 43 486.

Come arrivare al Casale Cento Corvi, da Roma: percorrete la Statale Aurelia o l’autostrada Roma Civitavecchia e uscite a Cerveteri, lasciate l’abitato e proseguite per alcuni km sulla provinciale per Sasso, fino a Via della Tomba.

Azienda Vinicola Casale Cento Corvi 00052 Cerveteri (Roma) - Via della Tomba, 18 - Tel. 06. 99 43 486 - Fax 06. 99 43 489 www.casalecentocorvi.it


password impaginato_Imp_Password_n.1/2003 31/07/13 09.43 Pagina 24

Antica Pizzeria

Fratelli Ricci dal 1900

Nel caratteristico locale di via Genova, tutto viene preparato con passione e solo con ingredienti freschi e genuini, per offrirvi gustose e fragranti pizze, crostini alla cardinale, calzoni ripieni,

o n i V & a z z i P

di Vittorio Ricci & C. Sas

filetti di baccalĂ , fritti vari, tutto abbinato a un brioso rosso, il Gragnano della Penisola Sorrentina, e inoltre vini rossi, bianchi regionali e nazionali

Antica Pizzeria Fratelli Ricci - 00184 Roma - Via Genova, 32 - Tel. e Fax 06 4881107 (LunedĂŹ chiuso)


Rivista password