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PERIODICO SUGLI STILI DI VITA E D’IMPRESA SOSTENIBILI Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% - LO/BG

Numero 85 | Anno IX | Settembre 2019 | www.infosostenibile.it

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ALL'INTERNO > NOTIZIE ED EVENTI DAI TERRITORI

Settembre

2019

Raccolte 9035 firme per la legge sull'Economia Sociale e Solidale Lecco

Festival della Sostenibilità

Tre giorni di eventi, stand e tour Pagina 20


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Numero 85 - Settembre 2019

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Editoriale

Economia Sociale Solidale 9035 firme, 9035 grazie Depositate in Regione Lombardia le oltre 9 mila firme, quasi il doppio rispetto alle 5 mila necessarie a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare Un successo che rincuora, incoraggia e anzi stimola ancora di più. Siamo tanti e abbiamo voglia di un’altra economia, di altri stili di vita, di altre parole d’ordine. Voglia di istituzioni, imprese, persone che non siano indifferenti al consumo di risorse del pianeta e a una loro più equa distribuzione. Voglia di cambiare, ma soprattutto di far emergere quei notevoli ed efficaci esempi di economia sociale e solidale che esistono già e che, pur dispersi e frammentati, rappresentano una fetta non piccola della torta. Unendoci e organizzando al meglio i nostri sforzi, abbiamo dimostrato che questa fetta di torta non solo è “buona”, solidale e sociale, ma anche che ha le gambe per crescere e togliere spazio ad altre fette. Le gambe e i volti di oltre 9000 cittadini che, c’è da scommettere, sono solo la punta di un iceberg pronto a partecipare a un cambiamento desiderato da sempre più persone. L’economia sociale e solidale deve crescere, non c’è alternativa, non c’è altra soluzione se vogliamo che il pianeta, il clima, l’ambiente, la qualità di vita nostra e delle prossime generazioni possano continuare ad essere almeno pari a quelli che abbiamo noi. Mangiare risorse in continuazione alla nostra Terra senza che abbia il tempo per rigenerarle porta inevitabilmente all’insostenibilità di tutto il sistema, a danno di tutti,

con le conseguenti crisi economiche, occupazionali, migratorie che abbiamo sotto gli occhi, solo per citare alcuni effetti tangibili. La richiesta a Regione Lombardia di promuovere una legge che tuteli e riconosca il valore delle associazioni, cooperative, imprese e di chiunque lavori o operi basandosi su criteri di respon-

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PERIODICO SUGLI STILI DI VITA E D’IMPRESA SOSTENIBILI Registrazione: Tribunale di Bergamo N. 25/10 del 04/10/2010 Registro stampa periodici Chiuso in redazione 6 Settembre 2019

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sabilità sociale, rispetto dell’ambiente, distribuzione del valore, partecipazione e condivisione, è stata sostenuta da un'inaspettata moltitudine di cittadini, che ha fatto leva su una “quasi altrettanto inaspettata” formidabile organizzazione e mobilitazione delle tante realtà, belle ma ancora troppo frammentate, delle reti di

economia sociale e solidale della Lombardia. Segno che il terreno è fertile e maturo per quello scatto di qualità che proprio la proposta di legge intende portare: formare distretti territoriali capaci di unire questi mondi e che a loro volta si incontrino e confrontino ufficialmente, nelle sedi competenti di Regione Lombardia, per

> Editore Marketing km Zero Srls > Direttore Responsabile Diego Moratti > Caporedattrice Erica Balduzzi > Redazione Silvia Cesana redazione@infosostenibile.it > Segreteria Francesca Togni - Roberta Spinelli > Progetto Grafico e impaginazione Gabriele Rota grafica@infosostenibile.it > Stampa CSQ Spa - Erbusco (BS) - www.csqspa.it > Pubblicità Marco Rossi - Tel. +39 335 362358 pubblicita@infosostenibile.it

sostenere le cause dell’economia che vogliamo. L’elogio va anche e soprattutto ai promotori dell'iniziativa, organizzazioni da molti anni impegnate quotidianamente nel promuovere stili di vita e d’impresa più sostenibili: la Rete di Economia Solidale della Lombardia (che rappresenta i Distretti di Economia Solidale e i Gruppi di Acquisto Solidale lombardi), le Reti bergamasche Cittadinanza Sostenibile, il Biodistretto per l'agricoltura sociale e il Forum Terzo Settore, rappresentato dall'Unione Regionale delle Pro Loco lombarde. Insieme, lunedì 2 settembre 2019, un gruppo di volontari e promotori ha depositato al Pirellone le oltre 9 mila firme certificate, a compimento di una raccolta iniziata a marzo 2019 e concretizzatasi in tantissimi eventi di informazione e sensibilizzazione. Ora la legge dovrà essere presa in considerazione dal Consiglio Regionale, sperando che non vada per le lunghe e che non venga annacquata. Ma a prescindere dall’iter che ne scaturirà, il tessuto di persone e realtà convinte che l’economia sociale e solidale debba continuare a crescere si è ormai formato e irrobustito, e, date le premesse e i traguardi raggiunti, non mancherà di generare altri - forse inaspettati – ma concreti e sorprendenti risultati. Diego Moratti

Hanno collaborato a questo numero:

Silvia Cesana, Gianluca Zanardi, Michela Offredi, Cristina Cirreddu, Laura Spataro, Andrea Corti, Michele Visini, Rossana Madaschi, Davide Fortini, Elisa Troiani, Federica Pagliarini.

Recapiti Redazione: Via G. Zanchi, 22 24126 Bergamo Tel. +39 035 0514318 redazione@infosostenibile.it

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Sommario 12

Bergamo: agricoltura e diritto al cibo

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Lago di Garda Cammino tra i santuari

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Rana freccia La più velenosa

Attualità

EDITORIALE 2. Economia Sociale Solidale. 9035 firme, 9035 grazie

Green Economy 4. 6. 7. 8. 9. 10.

Economia Sociale e Solidale. La soddisfazione dei promotori Fair Plastic Alliance. La plastica che vale Ecomafie 2019. Cemento e rifiuti i top business illegali Avenue Verte: 470 km da Parigi a Londra in bicicletta Tra Bologna e il Lambro. Esempi di rigenerazione dal basso Sistemi ed energia per le grandi aziende. La sfida di Viride Energy

BergamoSOStenibile 12. 14. 15. 16. 17.

Agricoltura e Diritto al Cibo. Turismo sostenibile e mercato dei mercati Pioneer Landscape e il verde che non si arrende alla città Uniacque: Water Seminar 2. Sviluppo e tutela del territorio BergamoScienza. Al via la XVII edizione Torna ViviRomano SOStenibilmente. Eco gaming e mostra interattiva

BresciaSOStenibile

18. Lago di Garda. 12 tappe lungo i Santuari 19. Viviparco: seconda edizione tra sport e cultura Gruppo Feralpi. Meno rifiuti, più circolarità

Lecco e ComoSOStenibile

20. Lecco si veste di verde con il Festival dell’Ambiente e della Sostenibilità

Stili di vita SOCIETÀ 22. Letizia Battaglia, immortalare la mafia è come spararle 23. Giorgio De Chirico. L’arte dell’enigma 24. Rana freccia. La pericolosissima del regno animale 25. The golden poison frog: the most ultra dangerous of the animal world 26. Bologna: adotta una gallina! Isabella Rossellini “Volevo fare la contadina” ALIMENTAZIONE E BENESSERE 27. Le vacanze possono darci un beneficio duraturo? 28. La mensa scolastica 30. Le Ricette > Salame di cioccolato e pistacchio Torta salata al rabarbaro e taleggio 30. Frutta e verdura di stagione > Pistacchio e Rabarbaro

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Green Economy

Economia Sociale e Solidale La soddisfazione dei promotori Da marzo a settembre raccolte oltre 9000 firme in tutta la Lombardia Il lavoro di approfondimento e di stesura della legge è partito nel 2017 A Milano, lunedì 2 settembre 2019, al 22° piano del Pirellone, i promotori della proposta di legge regionale di iniziativa popolare per la promozione e il sostegno dell'Economia Sociale e Solidale (ESS) hanno consegnato ufficialmente agli uffici competenti di Regione Lombardia le 9035 firme raccolte, quasi il doppio del numero di firme richiesto per poter presentare un progetto di legge (vale a dire almeno 5000 firme). L’iniziativa, che è stata lanciata a marzo 2019, è stata coronata dal successo grazie al lavoro, durato 6 mesi, di oltre 100 volontari e attivisti provenienti dai gruppi di acquisto solidale (GAS), dai Distretti di Economia solidale (DES), ma anche da associazioni, botteghe del commercio equo, Pro loco, banche del tempo e singoli cittadini e cittadine. Inoltre decine e decine di consiglieri comunali, assessori, sindaci e funzionari hanno presenziato ai banchetti nelle piazze e contribuito all'autenticazione delle firme raccolte. Il coordinamento di questo lavoro è stato gestito in particolare di quattro realtà: Res Lombardia (Rete di Economia Solidale), il Biodistretto per l’agricoltura sociale di Bergamo, la rete bergamasca di Cittadinanza Sostenibile e il Forum del Terzo Settore, rappresentato dall’Unpli Lombardia (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Entusiasti i commenti dei proponenti che hanno lavorato in questi mesi per la raccolta firme. Un percorso che, se si considera anche l'iter preparatorio del testo di legge, risale ben al 2017, con il convegno svolto presso la sede della Provincia di Bergamo dal titolo “Scommettere sul futuro”. Una scommessa che finora ha portato ottimi frutti, considerando sia la mobilitazione di attivisti e volontari, sia la larghissima adesione della cittadinanza. «La cosa che più mi ha sorpreso in questi sei mesi di contatti e relazioni - dichiara Patrizio Monticelli, co.presidente RES Lombardia - è stata la voglia di

partecipazione: ci hanno cercato ovunque per poter firmare la proposta di legge, dalle città capoluogo ai piccoli paesi, dalla Valtellina al basso Garda, dalle valli bergamasche al varesotto, dal Parco Sud Milano alla Brianza, dal cremonese al pavese. Stimolati dalle tante associazioni territoriali, in primis dai GAS, i cittadini lombardi hanno sconfessato il luogo comune del disimpegno e dell’individualismo. Se l’obiettivo è chiaro e concreto, le persone vogliono esserci e dire la loro. Qui l’obiettivo è chiaro: vogliamo che anche in Lombardia si riconosca e si sostenga un'economia diversa, basata sulla giustizia sociale e non solo sul profitto, sul riconoscimento della dignità del lavoro, su una agricoltura di qualità e in difesa dell’ambiente, su stili di vita e su consumi più consapevoli».

Claudio Bonfanti, presidente del Biodistretto dell’agricoltura sociale di Bergamo, sottolinea come il percorso sia stato «una straordinaria esperienza positiva, in cui ciascuna delle organizzazioni promotrici ha fatto la sua parte e allo stesso tempo ha lavorato in sinergia con altre. Sono più di 9000 le cittadine e i cittadini lombardi coinvolti e convinti dalla proposta di legge regionale. Ringrazio a nome

del Biodistretto dell’Agricoltura Sociale di Bergamo tutte le persone, a partire dai volontari, che hanno reso possibile questo successo. Ciò testimonia che l’economia sociale e solidale “non è un’invenzione, e neanche un gioco di parole”. Continueremo i nostri sforzi fino a raggiungere l’isola che c’è». Soddisfatta anche Cinzia Terruzzi, copresidente di Res Lombardia e presidente di Mercato

e Cittadinanza: «Abbiamo dato corpo a un'iniziativa popolare che sarà un ottimo punto di partenza per ritrovare il senso della "buona vita", in alternativa all'accumulazione senza fine ("sempre più per pochi") e al consumo senza criterio. Questo può essere uno dei primi strumenti che mette la salute dell'ambiente e delle persone al centro delle scelte economiche in Lombardia, perché vogliamo respirare

aria pulita, bere acqua limpida, mangiare cibi senza veleni, vivere in un mondo dove a prevalere siano i sentimenti di solidarietà e inclusione. Buon lavoro alla commissione del Consiglio Regionale che esaminerà la proposta!». Matteo Rossi - ora membro della Fondazione Istituti Educativi e negli anni scorsi presidente della Provincia di Bergamo che ha dato avvio al processo - sottolinea soprattutto tre aspetti di questa impresa: «Da un lato il numero di firme raccolte dimostra che c'era un'attesa reale verso un'iniziativa come questa, dall'altro la capacità di incrociare sullo stesso obiettivo mondi e realtà diverse è stato un percorso non scontato e sicuramente un arricchimento reciproco. Tutto questo è sicuramente di buon auspicio all'inizio di un anno durante il quale, dalle giornate dell'"Economia di Francesco" convocate dal Papa ad Assisi fino al forum sociale di Barcellona sulle economie trasformative, i temi dell'economia sociale e solidale possono davvero fare un salto di dimensione e di qualità».


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Green Economy

Fair Plastic Alliance La plastica che vale Cesvi e Serioplast nel network internazionale per promuovere riciclo e inclusione lavorativa: insieme il mondo profit e no profit “La Fair Plastic Alliance intende affrontare in modo innovativo le problematiche ambientali e sociali generate dalla plastica, facendo leva sull’inclusione attiva dei lavoratori informali”

Immense discariche e montagne di rifiuti. Sopra di esse, gabbiani a caccia di cibo. Dentro, un'umanità composita e disperata alla ricerca di materiale da rivendere per essere riciclato. In condizioni igienicosanitarie disastrose, queste persone del Sud del mondo vivono sulla propria pelle le contraddizioni del nostro tempo: sono raccoglitori informali, veri e propri operatori della filiera del riciclo e capaci di dare un contributo fondamentale alla salvaguardia dell'ambiente, ma sono sfruttati, denigrati, privi di riconoscimenti e tutele. Da questa consapevolezza è nata la Fair Plastic Alliance, network internazionale di stakeholder dai settori profit e no-profit volta a costruire e diffondere un nuovo modello di business nel settore del riciclo della plastica all'insegna dell'equità, dell'impatto ambientale e sociale positivo e dell'inclusione. Del network di Fair Plastic Alliance fanno parte anche due realtà importanti del mondo bergamasco, in un positivo esempio di internazionalizzazione virtuosa: da un lato Serioplast, azienda

internazionale leader nel settore della produzione di plastica per conto di multinazionali mondiali, dall'altro Cesvi, organizzazione no profit impegnata in progetti di sviluppo nei paesi del terzo mondo. Accanto a loro, anche la ong Oxfam, la startup nigeriana WeCyclers (che sviluppa un modello sostenibile e innovativo di raccolta nel rispetto dei diritti dei lavoratori) e numerose cooperative di base, che riuniscono i lavoratori informali per dare loro dignità e diritti.

Plastica riciclata tra ambiente e diritti Basta guardare i report delle principali organizzazioni ambientaliste per capire che, oggi, la plastica rappresenta un problema prioritario per il nostro pianeta: si stima che se ne producano oltre 350 milioni di tonnellate ogni anno, ma soltanto il 15% dei rifiuti in plastica viene riciclato correttamente: secondo l'OCSE, il 25% viene bruciato in inceneritori o termovalorizzatori e il restante 60% finisce in discarica o disperso nell'ambiente. Un trend che - dicono

le Nazioni Unite – porterebbe di questo passo gli oceani ad avere entro il 2050 più plastica che specie viventi. A questo si aggiungono le problematiche sociali e umanitarie connesse alla raccolta e alla gestione dei rifiuti plastici. Ed è qui che entra in gioco Fair Plastic Alliance: il suo obiettivo è quello di sviluppare una filiera di produzione di plastica riciclata equa e inclusiva, capace di garantire a centinaia di rac-

coglitori informali un'opportunità di lavoro riconosciuto, tutele e una vita dignitosa. Da anello debole della catena, l'essere umano diventa così - grazie alla convergenza tra profit e no profit - il vero elemento di valore del sistema di raccolta e riciclo. «La Fair Plastic Alliance intende affrontare in modo innovativo le problematiche ambientali e sociali generate dalla plastica, facendo leva sull’inclusione attiva dei lavoratori informali -

spiega Delia Innocenti, CEO di Serioplast -. Questo è possibile adottando un modello di business che rimetta questi lavoratori al centro. Un modello in cui gli investitori rinunciano ai dividendi e reinvestono i profitti per l’inclusione e lo sviluppo delle comunità locali, garantendo la sostenibilità economica, ambientale e sociale dell’attività e dando impulso a una trasformazione dal basso, sostenuta e supportata dalla filiera industriale». Una prospettiva condivisa anche dalla onlus bergamasca: «Fair Plastic Alliance evidenzia come progetti che coinvolgano direttamente la popolazione svolgano anche un’importante funzione culturale – sottolinea Daniele Barbone, amministratore delegato di Cesvi -. In questa direzione stiamo lavorando con il nostro partner Blue Sky Recycling e con Serioplast per la creazione di un Social Business per la raccolta e il recupero della plastica in Sudafrica». Fair Plastic Alliance è partita in Sudafrica con due poli di raccolta e smistamento (a Città del Capo e Johannesburg): attualmente le cooperative coinvolte aggregano migliaia di lavoratori e raccolgono all'incirca 500 tonnellate di plastica ogni mese. L'obiettivo concreto è riuscire a raddoppiare il volume e aprire un impianto indipendente di riciclo. I prossimi paesi coinvolti nel progetto saranno Nigeria ed Egitto. Erica Balduzzi


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Ecomafie 2019. Cemento e rifiuti i top business illegali Bilancio criminale di oltre 16 miliardi di euro e 368 clan attivi I dati di Legambiente sulle illegalità ambientali nel nostro Paese Impennata dei reati nel ciclo del cemento e nell'agroalimentare, nel settore dei rifiuti e contro gli animali, per un business che supera i 16 miliardi di euro e che, soprattutto, è cresciuto dall'anno precedente. Sono questi i dati, agghiaccianti, fotografati dall'annuale report di Legambiente dedicato alle illegalità ambientali nel nostro paese: “Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia” è stato presentato all'inizio dello scorso luglio e racconta un paese tenuto sotto scacco da parte di ecocriminali ed ecomafiosi, che hanno fatto dei reati conto l'ambiente la loro nuova miniera d'oro.

I numeri degli ecoreati nel 2018 I dati raccolti da Legambiente per la stesura del documento raccontano una storia grama: l'aggressione alle risorse ambientali in Italia si traduce in un giro d'affari che dal 2017 al 2018 è cresciuto di oltre 2,5 miliardi di euro, raggiungendo i 16,6 miliardi di euro annui, e che nutre le attività di oltre 368 clan mafiosi sparsi in tutto il Paese. E anche se il bilancio complessivo dei reati contro l'ambiente risulta essere sensibilmente calato (passando dagli oltre 30 mila registrati nel 2017 ai 28 mila circa accertati nel 2018), il dato si riferisce principalmente al-

la flessione degli incendi boschivi (- 67% nel 2018) e dei furti di beni culturali (-6,7%), perché per quanto riguarda gli altri reati connessi all'ambiente la tendenza è decisamente inversa. Nel 2018 sono infatti aumentati sia gli illeciti legati al ciclo illegale dei rifiuti sia quelli legati alla cementificazione selvaggia: rispettivamente, i primi sono stati circa 8 mila (quasi 22 al giorno, con una predilezione da parte dei trafficanti per fanghi industriali e rifiuti speciali contenenti materiali metallici), mentre i secondi hanno toccato quota 6578 (+68% rispetto al 2017). Quest'ultimo dato comprende anche tutto l'ambito legato all'abusivismo edilizio, vera piaga per il paese: secondo il Cresme, nel 2018 il tasso di abusivismo si è aggirato attorno al 16% (considerando sia le nuove costruzioni che gli ampliamenti abusivi del patrimonio immobiliare già esistente). Non solo: nel 2018 sono aumentate vertiginosamente anche le illegalità nel settore agroalimentare, passando dalle 37mila del 2017 alle quasi 48mila del 2018 (123 al giorno), per un fatturato illegale che, solo considerando il valore dei prodotti sequestrati, arriva a toccare i 1,4 miliardi (+35,6%); in crescita anche i delitti contro gli animali e la fauna selvatica (7291 reati contro i circa 7mila dell'anno precedente), mentre il settore delle archeomafie è stato forse

quello che più di tutti ha subito un andamento altalenante. Il racket legato alle opere d'arte e ai reperti archeologici nel 2018 ha visto un calo dei furti, ma anche dei sequestri effettuati (-77,8%): complice è stata senz'altro il numero dei controlli (oltre 33 mila nel 2018, con una media di 90 al

il 45% delle infrazioni in materia ambientale si è concentrato lo scorso anno nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), mentre la Lombardia si attesta al settimo posto nazionale. C'è però anche qualche buona notizia, legata soprattutto al

quella di disastro ambientale (88 casi, triplicati dall'anno precedente) e quelle per il delitto di traffico organizzato di rifiuti (86 nel 2018), seguite dalle segnalazioni per traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, dai delitti di impedimento di controllo ambientale e di omessa bonifica.

Le proposte di Legambiente

giorno). Infine, due dati specifici: la prosecuzione delle campagne per fermare i flussi illegali di shopper (6,4 milioni di borse di plastica illegali sequestrate nel porto di La Spezia, 15 tonnellate nel porto di Palermo e 18 in quello di Trieste) e l'attenzione al mercato nero dei gas refrigeranti HFC. Per quanto riguarda l'aspetto geografico, secondo i dati di Ecomafia 2019,

ruolo chiave della legge 68/2015 sugli ecoreati sia sul fronte repressivo che su quello preventivo: nel 2018, infatti, la normativa è stata applicata dalle forze dell'ordine 1.108 volte, con una crescita pari al + 129% rispetto agli anni precedenti. Le più applicate sono state la fattispecie dell'inquinamento ambientale (218 contestazioni, + 55,7% rispetto al 2017),

Il report “Ecomafie 2019” è stato realizzato da Legambiente in collaborazione con svariati enti nazionali, tra cui le Forze dell'Ordine, le Capitanerie di Porto, la Corte di Cassazione, il Ministero della Giustizia, Ispra, il Cresme, la Commissione Ecomafie dell'Agenzia delle Dogane: accanto ai dati, la pubblicazione (edita da Edizioni Ambiente) si propone anche di avanzare proposte per un sempre più fattivo contrasto alle illegalità ambientali. Per Legambiente è ad esempio fondamentale la formazione per tutti gli operatori del settore sulla legge 68/2015, così come la semplificazione dell'iter di abbattimento delle costruzioni abusive (ad oggi risulta effettuato solo il 19% degli abbattimenti previsti) e il riconoscimento di diritti propri agli animali per contrastare i delitti contro la fauna. Erica Balduzzi


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Green Economy

Avenue Verte: 470 km da Parigi a Londra in bicicletta Una fitta rete di ciclovie immerse nella natura collega Francia e Gran Bretagna Partire da Parigi e arrivare a Londra in bicicletta: una sfida impossibile? Non dal 2012, quando le Olimpiadi in programma nella capitale britannica hanno fornito l’occasione ideale per inaugurare un importante progetto di mobilità sostenibile: l’Avenue Verte. Conosciuta anche con il nome di Greenway, si tratta di una ciclovia che permette agli appassionati del mondo delle due ruote di raggiungere la città situata lungo le sponde del Tamigi partendo dal suo alter ego francese (viaggio che può essere affrontato anche nel senso opposto) attraverso una fitta rete di ciclabili, sentieri e strade secondarie della lunghezza totale di 470 chilometri. Un percorso che coniuga alla perfezione la possibilità di poter viaggiare tra due delle più affascinati realtà europee, scoprendo territori ricchi di cultura e di caratteristici paesaggi naturali.

“Giunti al cospetto della Regina Elisabetta, affrontare Londra in bicicletta dimostra quanto sia cambiata negli ultimi anni la città dal punto di vista della mobilità”

Parigi-Dieppe Parigi non è certo una città che ha bisogno di presentazioni: il principale centro artistico del ‘900 oggi sta provando a rivoluzionare se stessa anche grazie a una politica che privilegia la micromobilità e gli spostamenti sostenibili. Dalle rive della Senna, la ciclovia si addentra nelle caratteristiche regioni francesi della Val D’Oise e della Saine-Maritime conducendo dritta fino al mare. Una volta che ci si lascia alle spalle la città e i suoi sobborghi, il percorso si snoda nelle campagne lungo due diverse direttrici: la soluzione più corta utilizza per un tratto le ciclabili lungo il corso della Senna per poi dirigersi verso Gisors; la più lunga costeggia invece l’Oise fino a Pont SaintMaxence. Elementi comuni? La capacità di far dimenticare la frenesia della vita cittadina e godersi un viaggio scandito dal giro dei pedali, nonché l’arrivo a Saint Germain de Fly.

A questo punto la Greenway punta verso Dieppe, celebre cittadina di confine i cui paesaggi hanno ispirato artisti del calibro di Renoir, Monet, Degas e Pissarro. Qui, nonostante la promessa dell’Avenue Verte di raggiungere Londra in bicicletta, è necessario abbandonare il proprio sellino per qualche ora: giusto il tempo di attraversare la Manica in traghetto fino a Newhaven.

Newhaven-Londra Poggiate le ruote in territorio britannico cambia il paesaggio, ma non la sostanza. Dalle tipiche scogliere a picco sul mare del sud dell’Inghilterra, il percorso prosegue risalendo l’isola attraverso il National Cycle Network, tra il verde tipico della campagna inglese e il rosso delle casette di mattoni in stile coloniale. Il percor-

so ufficiale della Avenue Verte divide la seconda parte del viaggio in quattro tappe che variano dai 31 ai 44 chilometri e che non presentano particolari dislivelli. Proprio questa è una delle caratteristiche che conquistano di più di questa ciclovia europea: il fatto cioè che ogni tappa possa essere percorsa e utilizzata praticamente da chiunque. Giunti al cospetto della Regina Eli-

sabetta, affrontare Londra in bicicletta dimostra quanto sia cambiata la città negli ultimi anni, dal punto di vista della mobilità. La capitale dell’Inghilterra è ormai una realtà a misura di ciclista non così distante dai virtuosi modelli del nord Europa: una trasformazione avvenuta attraverso la costruzione di una sicura rete di infrastrutture e di ciclabili estese nei vari quartieri cittadini. Tutte le informazioni sul progetto e sulle tappe dell’Avenue Verte si trovano sul sito avenuevertelondonparis. co.uk. Gianluca Zanardi


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Tra Bologna e il Lambro Esempi di rigenerazione dal basso Le esperienze di rigenerazione nate dai cittadini valorizzano le relazioni e mobilitano risorse Le esperienze di rigenerazione degli spazi abbandonati nate dal basso rispondono meglio di altre ai bisogni locali, mobilitando risorse che spesso i progetti istituzionali non riescono a riconoscere e attivando relazioni di mutuo aiuto con altre realtà che operano a scale diverse. Sono infatti esperienze che “rigenerano relazioni” attraverso il recupero degli spazi, ben diverse da quelle che rigenerano gli spazi, tramite capitali provenienti dal circuito dell’intervento immobiliare, “sperando” nell’attivazione di nuovi presidi sociali.

“Il progetto prevede la restituzione del fiume alla città, con un cambio di mentalità radicale che consideri le aree intorno al fiume Lambro non più come il retrobottega della città, ma come una zona di primo piano per le zone circostanti”

Instabile Portazza Tra i vari esempi emblematici va citato il riconoscimento, da parte del premio Chiara Zevi 2018, dell’esperienza “INstabile Portazza” di Bologna come caso premiato con risorse finanziarie, che contribuiranno a sostenere il proseguo dell’intervento di coesione sociale. Nel 2014 si è infatti avviato il tentativo dei residenti nel villaggio Portazza (prima periferia bolognese) di riappropriarsi del centro civico abbandonato. Nel giro di pochi anni il recupero edilizio registra il successo dell’operazione, dimostrando il valore esponenziale della messa in rete di competenze diverse: dapprima la vincita del Bando della Coop Adriatica 2015/2016 ha permesso l’avvio dei lavori di sistemazione; in seguito, nel 2018, la sistemazione dell'immobile di Portazza è stata inserita dal Comune di Bologna nel Programma Operativo Nazionale (PON) “Città Metropolitane 2014 – 2020”, adottato dalla Commissione Europea e finanziato dai Fondi Strutturali. Questo a dimostrazione del fatto che uno spazio pubblico abbandonato da trent'anni è tornato nelle agende della politica solo quando i cittadini si sono mobilitati, iniziando a costruire insieme un pensiero e un'immagine condivisa

ReLambro

di questo spazio come futuro “bene comune”. Intorno a questa idea si sono mobilitate e messe in rete le risorse di chi è capace di programmare eventi, di chi è in possesso di abilità di ogni tipo, di chi è in grado di mettere a disposizione strumenti e attrezzature. La rigenerazione dell’ex centro civico è una sfida aperta che vede nel traguardo del Community Creative Hub la vera realizzazione del progetto: già oggi il centro creativo offre numerosi contenuti, quali corsi di falegnameria per bambini e di yoga per adulti, mostre fotografiche e presentazioni di libri, cene e dimostrazioni di cucina. La sfida è da un lato stabilizzata dalla sottoscrizione di un patto di collaborazione tra le realtà qui presenti, l’Azienda casa Emilia-Romagna della provincia di Bologna e il comune di Bologna, che destina loro l’area per un periodo di otto anni. Dall’altro, però, è in-

debolita dalla necessità di abbandono degli spazi nella fase di ristrutturazione “one shot”.

Non solo edifici abbandonati. L'esempio di ReLambro Accanto alle aree abbandonate edificate, abbondano anche quelle naturali, a causa del fatto che il motore economico dell’edificazione ha spesso lasciato in second’ordine aspetti di controllo, manutenzione e vitalizzazione delle aree a parco. Il progetto ReLambro, ad esempio, ha come obiettivo il rafforzamento della rete ecologica innervata dal terzo fiume milanese e intorno a questo obiettivo vede la partecipazione di molti attori, tra cui istituzioni, enti di controllo, associazioni ambientaliste, con il sostegno economico da parte di Fondazione Cariplo. Tutto nasce nel 2017 dal progetto curato dal prof Longo del Politecnico di Milano, DAStU,

e prevede la restituzione del fiume alla città, con un cambio di mentalità radicale, considerando le aree intorno al fiume Lambro non più come il retrobottega della città, ma come una zona di primo piano per le aree circostanti “rivierasche”. Attuando una strategia “incrementale” attraverso piccoli

interventi puntuali, la restituzione alla naturalità di ampie aree golenali, il rafforzamento del sistema di siepi e filari dei canali e la riorganizzazione delle funzioni pubbliche e fruitive in zone oggi a rischio esondazione, sono al centro del progetto. Una sfida rigenerativa ancora aperta, soprattutto sulla qualità delle acque del fiume ancora compromesse dagli scarichi (abusivi) prima dell’ingresso in Milano ma anche sulla qualità di uso degli spazi attraversati dal fiume; primo tra tutti il parco Lambro (il più grande parco milanese) oggi svuotato di attività, pieno di edifici abbandonati e (quindi) oggetto di usi impropri. Davide Fortini


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Green Economy

Sistemi ed energia per le grandi aziende. La sfida di Viride Energy Efficientamento energetico e riduzione dei consumi: l'azienda bresciana punta sulla green energy. E conquista il mondo corporate

Parlare di energia significa affrontare oggi una questione attualissima e importante, che tocca tutti gli aspetti della nostra quotidianità e che non può prescindere dal dato ambientale: energie rinnovabili, efficienza e lotta agli sprechi hanno smesso da tempo di essere priorità esclusiva dei movimenti ambientalisti e sono diventati invece dei motori e delle occasioni per la costruzione di un futuro sempre più a misura d'uomo. Sono queste le premesse sulle quali da alcuni anni è nata Viride Energy srl, dinamica azienda bresciana con sede a Erbusco (BS) che ha improntato tutta la sua attività sulla cura dell'ambiente e sulla ricerca e proposta di ottimali soluzioni energetiche per uso domestico o industriale, capaci di coniugare efficienza, sostenibilità ambientale e innovazione. Fotovoltaico, mobilità elettrica e consulenza in materia di efficientamento energetico sono i pilastri principali dell'azienda, «ma

“Ragionare in termini di energia sostenibile ed efficientamento, oggi, conviene a tutti. E i dati mostrano che il mercato premia le aziende che vi prestano attenzione e che vi investono” il suo cuore – spiega Cristian Poma, fondatore e oggi unico titolare di Viride Energy - è la capacità di farsi vicina alla gente, di far sentire a casa chi vi lavora e in mani sicure chi vi si affida per un lavoro o per una consulenza. Il dato umano è fondamentale in Viride: parlare di energia rinnovabile significa avere un occhio di riguardo verso chi verrà e verso il mondo che gli avremo lasciato». Cristian Poma ha fondato Viride Energy capitalizzando lunghi anni di attività nel settore delle energie rinnovabili in qualità di

direttore commerciale per realtà a livello nazionale. E se in una prima fase l'azienda si dedicava soprattutto alla progettazione e istallazione di impianti fotovoltaici, adesso l'attività si è ampliata e – in un certo senso - settorializzata: ora si occupa di ricerca clienti in tutto il territorio nazionale, progettazione su misura di tecnologie per risparmio energetico, installazione e post vendita, con un occhio di riguardo al mondo business e corporate.

Aziende sempre più attente e interessate «Fino al 31 dicembre 2018 – spiega Poma – l'azienda aveva un mercato al 30% dedicato al business e al 70% rivolto invece al residenziale. Da quest'anno c'è stata un'inversione netta: al momento seguiamo per il 70% circa il settore business e corporate e solo il restante è home». Una tendenza giustificata da una

serie di fattori: «il mercato corporate è sempre più orientato verso un'attenzione al dato energetico; inoltre noi abbiamo un'esperienza comprovata nel settore, senza la quale sarebbe impossibile fornire un servizio adeguato, soprattutto per aziende di grandi dimensioni». La predisposizione - da parte delle imprese corporate - a orientarsi verso soluzioni di efficientamento energetico è fondamentale, perché le grandi realtà sono le più energivore e un cambio di rotta da parte loro sarebbe non solo simbolicamente significativo, ma anche realmente incisivo e utile. Tra i servizi offerti da Viride Energy srl al mondo corporate, ci sono i sistemi Vbrain Business, che consentono la riduzione dei consumi di energia elettrica attraverso una corretta regolazione e stabilizzazione della tensione di alimentazione dei dispositivi elettrici e permettono la misurazione e storicizzazione di tutti i valori e i consumi energetici; ci

sono inoltre i servizi di progettazione di sistemi fotovoltaici innovativi che permettono maggiore indipendenza energetica, progettazione di impianti e illuminazione a led, sistemi di pompa di calore e smaltimento amianto con possibilità di agevolazioni fiscali. Non solo: Viride Energy offre anche servizi di audit certificato e di consulenza sul mercato energetico, sulla gestione dei consumi e sull'ottimizzazione dei costi, ad esempio ricercando le migliori condizioni giuridiche ed economiche specifiche per il profilo di consumo aziendale, oppure effettuando reclami immediati e richieste di rimborso verso gli operatori per errori di fatturazione o conguagli e tariffe non corrette. «Ci consideriamo un po' i “medici dell'energia” conclude Poma -. Ragionare in termini di energia sostenibile ed efficientamento, oggi, conviene a tutti. E i dati mostrano che il mercato premia le aziende che vi prestano attenzione e che vi investono».


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Efficienza energetica e mobilità sostenibile


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Agricoltura e Diritto al Cibo Turismo sostenibile e mercato dei mer Dal 27 al 30 settembre torna a Bergamo la manifestazione sul tema alimentazione di qualità legata alla valorizzazione turistica del territorio Oltre cento produttori sul Sentierone per l’ormai tradizionale mercato dei mercati che si terrà sabato 28 e domenica 29 settembre: sarà questo il “cuore” di un evento che sta divenendo un appuntamento annuale fisso e che si amplia di volta in volta con nuove attività, convegni, laboratori e iniziative tematiche, come la proposta del tema del turismo sostenibile, filone su cui investire legandolo a doppio filo con la proposta di cibo e agricoltura di qualità. L'elenco delle attività è lungo e corposo e coinvolge una serie di realtà operanti durante tutto l’anno e che hanno a cuore il valore della biodiversità, della tutela dell’ambiente e della produzione alimentare in sintonia con un utilizzo responsabile delle risorse del pianeta e della qualità di vita dei cittadini. Il tutto è organizzato dal Biodistretto per l’agricoltura sociale di Bergamo in collaborazione con VisitBergamo. Si parte venerdì 27 settembre: in mattinata si terrà lo sciopero dei ragazzi di Friday For Future, con partenza dalla stazione, mentre nel pomeriggio alle 17 c'è in programma una tavola rotonda sui cambiamenti climatici e sulle loro conseguenze sull’agricoltura e sul cibo. Tra i relatori, Roberto Buizza

(Università di Pisa), Damiano DiSimine (Legambiente) e Antonella Valer (Bilanci di Giustizia). Durante il weekend si svolgeranno laboratori e importanti mostre in collaborazione con

l’Orto Botanico e l’ufficio della pastorale sociale del lavoro, mentre per tutto il sabato e la domenica sul Sentierone circa 120 produttori esporranno dalle 9 alle 18 i loro prodotti,

con la possibilità per i cittadini di fare una spesa a chilometro zero, filiera corta e di qualità. A questo proposito non mancheranno le associazioni della rete di Cittadinanza Sosteni-

bile, così come non mancherà uno stand di presentazione del progetto Bergamo Green portato avanti dal Biodistretto.

Show cooking, sapori e turismo sostenibile Accanto alla possibilità di fare la spesa sostenibile ci saranno poi dimostrazioni, assaggi e laboratori del gusto, oltre a un evento d’eccezione: 4 show cooking ciascuno con 2 cuochi provenienti dalle 4 province di East Lombardy (Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova), che presenteranno alcuni piatti preparati con i prodotti del mercato. Sempre sabato mattina è previsto il passaggio sul Sentierone della “Mille Miglia Green” in collaborazione con Milano e Brescia, oltre a un importante convegno di presentazione


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rcati di quella che rappresenta una cooperativa di consumatori pionieristica nell’ambito del biologico e nella promozione di una cultura della sostenibilità. Sempre nel weekend - ma ad Astino - l’orto botanico presenterà un progetto di coltivazione di 130 cereali per il pane, in collaborazione con Aspan. Tornando invece sul Sentierone, la Strada del Vino Valcalepio e dei Sapori Bergamaschi proporrà una degustazione didattica di vini, mentre per i

ad alcune aziende agricole, mentre a livello istituzionale è in programma un convegno di approfondimento sul tema e sulla leva turistica rappresentata dal cibo locale e di qualità, in un'ottica di valorizzazione agricola e territoriale. Infine, la Camera di Commercio lunedì 30 settembre proporrà un convegno su un tema quanto mai delicato e cruciale per l’informazione al cittadino sulla qualità dei prodotti con cui ci alimentiamo quotidianamente, ovvero l’etichettatura.

più piccoli ci saranno intrattenimenti vari tra cui uno spettacolo di burattini. La domenica saranno inoltre presentate due applicazioni per ristoranti per il contrasto agli scarti alimentari e il recupero del cibo avanzato. Per quanto riguarda il turismo sostenibile, il Parco dei Colli proporrà escursioni nel territorio del Parco con visita

«Ancora una volta il Biodistretto per l’agricoltura sociale di Bergamo organizza l’evento “Agricoltura e diritto al cibo”, in collaborazione con VisitBergamo, perché ritiene che sia un momento utile e allo stesso tempo necessario per affrontare le tematiche che riguardano il nostro futuro: lo sviluppo dell’agricoltura sostenibile, la difesa dell’ambiente, la bat-

“Altro appuntamento imperdibile è la festa dei 40 anni della cooperativa Il Sole e la Terra di Curno che si terrà il sabato dalle 14 alle 19 sul piazzale adiacente al proprio negozio e coinvolgerà numerosi fornitori di quella che rappresenta una cooperativa di consumatori pionieristica nell’ambito del biologico e nella promozione di una cultura della sostenibilità.”

“Un evento d’eccezione: 4 show cooking ciascuno con 2 cuochi provenienti dalle 4 province di East Lombardy (Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova) i quali presenteranno dei piatti preparati con i prodotti del mercato.” della ricerca promossa dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo e curata da AAster, riguardante l’economia sociale e solidale in bergamasca. Altro appuntamento imperdibile è la festa dei 40 anni della cooperativa Il sole e la Terra di Curno, che si terrà sul piazzale adiacente al negozio e coinvolgerà numerosi fornitori

taglia per impedire la crisi del clima e la valorizzazione del territorio in chiave di turismo responsabile - dichiara Claudio Bonfanti, presidente del Biodistretto -. Tra le altre cose, sottolineiamo questa straordinaria coincidenza con lo sciopero dei ragazzi di Friday for Future, con i quali dialogheremo nel pomeriggio di venerdì 27 settembre.

Per tutte le iniziative rimandiamo agli aggiornamenti sul sito del Biodistretto. Ringraziamo infine le tante e diversificate realtà che stanno collaborando e che condividono lo spirito della manifestazione. Vi aspettiamo!». Tutte le informazioni con dettagli e orari in aggiornamento le trovate sul sito: www.biodistrettobg.it


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Pioneer Landscape e il verde che non si arrende alla città Maestri del Paesaggio 2019 parla della vegetazione spontanea viva e in movimento, che si mescola alle architetture urbane Acli e Cisl Bergamo “Per un futuro sostenibile” Da settembre una serie di incontri con l’intento di proporre nuovi modelli di sviluppo

Foto di Corbetta

Dal 5 al 22 settembre, Arketipos e Comune di Bergamo presentano anche quest'anno Landscape Festival - I Maestri del Paesaggio, la manifestazione che celebra natura e bellezza attraverso un calendario dedicato all'architettura del paesaggio e all'outdoor design. La nona edizione si articolerà in 18 giorni per scoprire, imparare e immergersi nei tanti paesaggi possibili, anche grazie ad attività educational per ragazzi e adulti: una vasta gamma di conferenze, workshop, mostre, spettacoli, concorsi, degustazioni e laboratori a titolo perlopiù gratuito. Al centro della programmazione ci sarà come sempre l’attesissima Green Square, straordinaria reinterpretazione di Piazza Vecchia sotto una veste diversa, ogni anno firmata dai più importanti landscaper del mondo. Il tema dell’edizione 2019 è Pioneer Landscape, la celebrazione cioè della vegetazione pioniera e spontanea che indaga il rapporto tra architettura e natura, invitandoci a percepire le piante come entità vive e in movimento. Autore

“Il tema dell’edizione 2019 è Pioneer Landscape, la celebrazione della vegetazione pioniera e spontanea che indaga il rapporto tra architettura e natura, invitandoci a percepire le piante come entità vive e in movimento” del progetto è Luciano Giubbilei, paesaggista italo-inglese insignito per tre volte del premio Best in Show Chelsea Flower e noto in tutto il mondo per l'eleganza discreta e la serenità dei suoi giardini. Maestri del Paesaggio però non è solo bellezza da vedere e vivere: ogni anno, infatti, l’obiettivo è quello di favorire una progettazione intelligente, un’attenzione condivisa e una crescente consapevolezza sul rapporto uomo e territorio e sulla responsabilità verso l'ambiente e la sostenibilità, tra mobilità e benessere. Come ogni anno

Un ciclo di incontri che, nella volontà dei promotori, vuole essere scuola popolare su un tema - l’economia sostenibile - che tocca profondamente il nostro quotidiano. Sono innegabili le conseguenze dell’attuale sistema di sviluppo, insostenibile sia dal punto di vista ambientale che socio-economico, ed è per questo che le Acli provinciali di Bergamo ripropongono questo percorso, giunto quest’anno alla sua terza edizione e sviluppato per la prima volta in collaborazione con Cisl Bergamo. «È possibile un’economia diversa da quella che per molti decenni ci hanno insegnato? Noi crediamo di sì - ha affermato Giorgio Caprioli, consigliere di presidenza Acli - ma è necessario un percorso lungo e faticoso». Sempre Caprioli sostiene poi quanto sia importante l’aspetto interdisciplinare, dato che per poter elaborare nuovi modelli di sviluppo non basta l’economia, ma sono necessarie le scienze ambientali, la sociologia e l’antropologia, per citare alcune discipline. La prima serata si svolgerà lunedì 9 settembre e si incrocerà con “Molte fedi”, altra rassegna culturale organizzata dalle Acli. Ospiti della serata saranno Alex Zanotelli e Moni Ovadia, che parleranno di migrazioni. Di seguito sono in programma altri sei incontri, a cadenza quindicinale, che rappresentano il cuore vero e proprio del percorso: condotti da altrettanti esperti, tratteranno tematiche che vanno da cambiamento climatico e rifiuti, all’economia circolare, fino al consumo di suolo. A chiudere, una serata che incontra nuovamente “Molte fedi”, con l’economista Luigino Bruni e il suo libro “Economia e profezia”. L’iscrizione al percorso richiede un contributo di 50€ (40€ per chi ha meno di 30 anni e 30€ per soci Acli e Cisl) e può essere effettuata dal sito Acli Bergamo all’indirizzo www.aclibergamo.it/percorsi/ economia, dove può essere anche visionato il programma dettagliato. Andrea Corti poi, dulcis in fundo della manifestazione sarà l'International Meeting of the Landscape Garden che, il 20 e 21 settembre, vedrà alternarsi sul palco alcuni tra i più celebri esponenti mondiali del landscaping, che si confronteranno sul tema della nona edizione.

Non solo una gioia per gli occhi Nell’ottica di vivere il paesaggio a 360°, l’offerta del calendario 2019 spazia in tantissimi settori: dalla contaminazione green - che vede allestimenti in moltissime aree urbane della città - al Landscape Photo Gallery con i progetti di Luciano Giubbilei che diventano un percorso fotografico lungo viale Papa Giovanni XXIII. Ancora, durante gli immancabili Aperitivi di Paesaggio, sarà

Foto di Rosanna Castrini

possibile ascoltare professionisti raccontare di natura ed ecosostenibilità, mentre l’iniziativa Piantiamo Alberi permetterà di mettere a dimora

un albero ogni dieci partecipanti a International Meeting. Tutti i dettagli e il programma completo su: www.imaestridelpaesaggio.it


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Uniacque: Water Seminar 2 Sviluppo e tutela del territorio Un convegno per approfondire l'importanza della gestione del servizio idrico per la comunità e l'economia locale Nell’ambito della manifestazione internazionale “I maestri del paesaggio” torna l’appuntamento con Water Seminar, convegno organizzato da Uniacque per fare il punto sui temi della gestione del servizio idrico integrato nel suo rapporto con il territorio. L’acqua è un elemento dal valore inestimabile per il paesaggio, per la biodiversità animale e vegetale e per l’architettura, ma anche per che per gli investimenti economici e i progetti ingegneristici che sottendono alla sua gestione. L’esperienza bergamasca trova in una società come Uniacque Spa la capacità di coniugare efficienza operativa con attenzione allo sviluppo equilibrato e sostenibile del territorio. Di questo “valore aggiunto” che la gestione di una risorsa così preziosa ha per il territorio di riferimento tratta proprio “Water Seminar 2: coniugare sviluppo e tutela del territorio”, con esperti a confronto su ricerche locali e nazionali per approfondire il tema dai suoi molteplici punti di analisi. Dopo l’apertura dei lavori da parte dell’assessore regionale al Territorio e Protezione Civile avv. Pietro Foroni, prenderà la parola il presidente di Uniacque Paolo Franco con intervento dal titolo “Servizio idrico integrato: sviluppo a servizio della comunità”. In un continuum rispetto al convegno dello scorso anno, il presidente spiegherà come l’attività della società Uniacque sia in linea con gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, ma al contempo sia un investimento e un generatore di valore (sociale ed economico) nella comunità di persone che usufruiscono del servizio idrico locale. E proprio per avvalorare con

dati e numeri i riflessi di natura economica ambientale e sociale conseguenti alla rea-

di Uniacque sul suo territorio, in termini ambientali, occupazionali ed economici. A seguire si amplierà lo

WAT E R

ha il piacere di invitarvi al convegno il prossimo 18 settembre , ore 10.00 in Sala Piatti, Città Alta, Be rgamo.

SEMINAR 2

CONIUGARE SVILUPPO E TUTELA DEL TERRITOR IO

PROGRAMMA 09.00 – 10.00 10.00 – 10.15 10.15 – 10.30 10.30 – 11.00 11.00 – 11.30 11.30 – 12.00 12.00 – 12.30 12.30 – 12.45

13.0 0 – 14.0 0 14.30 – 15.30 15.30 – 16.00

qua possano rappresentare la vera manovra espansiva per l’economia italiana. Un’altra esperienza locale ver-

co integrato”, mentre il tema dell’architettura del paesaggio “Il futuro goccia dopo goccia” sarà approfondito da Gioia Gibelli. Per concludere l’intensa mattinata la presentazione di un progetto di ricerca dell’Università di Bergamo, a cura del prof. Gianmaria Martini: “Il ciclo vita degli investimenti infrastrutturali nell’idrico, tra regolazione tariffaria, qualità tecnica e tutela ambientale”.

Registrazione Saluti e apertura lavori, Reg ione Lombardia Assessore al Territorio e Prot ezione Civile, Avv. Pietro Foro ni Servizio idrico integrato, svilu ppo a servizio della comunit Presidente UniAcque, Paol à o Franco Le ricadute sociali, economic he ed ambientali degli inve stimenti nella fognatura e nella AD Agici, Dott. Marco Carta

depurazione di Uniacque Investimenti nell’acqua: la vera manovra espansiva per Vicedirettore Laboratorio REF l’economia italiana Ricerche, Dott. Samir Train i Investimenti ed innovazione nel ciclo idrico integrato Presidente Como Acqua, Ing. Enrico Pezzoli Architettura del paesaggio: Il futuro goccia dopo gocc ia Studio Gioia Gibelli, Arch. Gioia Gibelli Il ciclo vita degli investimenti infrastrutturali nell’idrico tra regolazione tariffaria, qualità presentazione progetto di tecnica e tutela ambientale: ricerca Università di Bergamo, Prof. Gianmaria Martini Light lunch nel chiostro di Sala Locatelli Visita guidata alle installazi oni verdi di Piazza Vecchia Sorbetto in Piazza Vecchia

INFORMAZIONI

L’iscrizione va effettuata, entro il 18/09/2019, on-line tramite il sito www.imaes (sarà possibile scegliere tra tridelpaesaggio.it due opzioni: convegno e con vegno+visita). Il convegno e la visita guidata sono gra La location è raggiungibi tuiti. le in macchina (parcheggio a pagamento lungo le Mur fermata 443 Viale delle Mur a) o con la linea 1 dell’ATB a , Per esigenze particolari, Unia Seminario. cque mette a disposizione i propri mezzi elettrici che fara nno da navetta. ACCREDITAMENTO L’evento è inserito nel pian o per la formazione professi onale continua degli ingegne l’attribuzione di 3 CFP per la ri iscritti a un Ordine provincia gior per la giornata del convegno. nata del convegno e dei geometri iscritti a un Ordine provinciale con l’attribuzion le con e di 2 CFP Un evento:

Organizzato da:

In collaborazione con: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bergamo

lizzazione di un opera, interverrà il dott. Marco Carta, Amministratore Delegato di Agici, società di ricerca che ha fatto uno studio specifico per valutare l’incidenza delle opere

sguardo a livello nazionale, con la relazione del vicedirettore Laboratorio REF Ricerche, Dott. Samir Traini, che mostrerà come gli Investimenti nell’ac-

rà presentata dall’Ing. Enrico Pezzoli, Presidente Como Acqua, con intervento dal titolo “Investimenti ed innovazione nel ciclo idri-

Il convegno avrà inizio alle 10.00, in Sala Piatti, Città Alta, Bergamo. Sarà offerto infine un light lunch nel chiostro di Sala Locatelli mentre dalle 14.30 alle 15.30 si potrà seguire una visita guidata alle installazioni verdi di Piazza Vecchia. L’iscrizione va effettuata, entro il 18/09/2019, on-line tramite il sito www.imaestridelpaesaggio.it


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BergamoScienza Al via la XVII edizione Divulgazione, spettacoli, convegni ed eventi per le scuole La Città dei Mille a misura di scienza (passando dalla complessità del cervello umano ai meccanismi di processo cellulare di invecchiamento), di spazio, di intelligenza artificiale e di storia della scienza, approfondendo le storie di scienziati dell'antichità come Galileo Galilei e Leonardo da Vinci, interrogandosi sulla scarsa presenza femminile nel mondo della scienza, e conoscendo la figura del filosofo e matematico Kurt Gödel.

Wroom Academy: inaugurazione il 3 ottobre! Spazio co-working e area corsi, tutto all'insegna del green, delle rinnovabili, della mobilità sostenibile: giovedì 3 ottobre ci sarà l'inaugurazione ufficiale di Wroom Academy, realtà polivalente realizzata da Ressolar per valorizzare e sostenere l'innovazione e i professionisti e per dar spazio allo sviluppo in chiave green. Wroom Academy è situata in via Angelo Maj 37/a a Bergamo. Lo spazio co-working sarà dedicato a start up innovative soprattutto orientate sul mondo digitale (comprese grafica e fotografia) ma sempre con uno sguardo alla sostenibilità – e offrirà tutti i servizi relativi a queste attività. Presso l'area corsi, invece, si organizzeranno momenti di formazione sui temi delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica e sostenibile, rivolti a professionisti del settore. Appuntamento il 3 ottobre alle ore 18.30!

INAUGURAZIONE SEDE

Premi Nobel e scienziati di fama

COWORKING & LEARNING

3 Ottobre 2019 | ore 18.30

Il programma completo su: www.bergamoscienza.it

lan his eG tor Vit Via

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Tra le peculiarità di BergamoScienza c'è inoltre la capacità di approfondire tematiche scientifiche anche con linguaggi diversi, come il teatro: prosegue infatti la collaborazione del festival con Contaminazioni Contemporanee, festival internazionale di musica contemporanea, targato ECM (Editions of Contemporary Music), così come il coinvolgimento delle scuole, con la proposta di eventi dedicati, la fiera scientifica on the road La Scuola in Piazza.

di

Bergamo, Via Angelo Maj 37/a

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Tra gli ospiti di quest'anno a BergamoScienza, ci saranno Barry Sharpless, Premio Nobel per la Chimica 2001 grazie allo sviluppo della click-chemistry (sistema che ha avvicinato il mondo farmaceutico a un approccio chimico capace di ridurne l'impatto ambientale) e Mark Jacobson, direttore del programma su atmosfera ed energia del Dipartimento di ingegneria civile e ambientale della Stanford University. Saranno presenti anche il senior scientist del Centro Euro - Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) Massimo Tavoni, Simonetta Cheli e Paolo Cipollini (rispettivamente capo dell'ufficio coordinamento, direzione dei programmi di osservazione della Terra dell'ESA e oceanografo), e l'alpinista e scienziato Federico Bianchi, che cercherà di trovare una risposta all'enigma sull'origine delle nuvole. Durante la manifestazione si parlerà di cibo sostenibile, di medicina e biologia, di neuroscienze

“Si parlerà di cibo sostenibile, di medicina e biologia, di neuroscienze, di spazio, di intelligenza artificiale e di storia della scienza”

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Scienza alla portata di tutti e una città che per due settimane sarà teatro di incontri, conferenze, dialoghi e spettacoli a tema: dal 5 al 20 ottobre a Bergamo si svolgerà la XVII edizione di BergamoScienza, il festival dedicato alla divulgazione scientifica diventato ormai appuntamento fisso per l'autunno della Città dei Mille. Organizzato dall'Associazione BergamoScienza, il festival attira in città non soltanto scienziati di fama internazionale, ma anche un pubblico sempre più vasto (circa 134mila presenze nel 2018). Focus dell'edizione 2019 di BergamoScienza saranno le questioni connesse alla sostenibilità della vita sul pianeta, l'impatto dei cambiamenti climatici, la salute dell'acqua e dell'aria.

Via Angelo Maj 37/a

Parking Via Maj 27

RSVP: Segreteria Organizzativa e.20 srl - segreteria@e-venti.com – +39 035 515488


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Torna ViviRomano SOStenibilmente Eco gaming e mostra interattiva Domenica 6 ottobre 2019 a Romano di Lombardia una giornata di sensibilizzazione e attività, con l’ambizione di divenire un vero e proprio Festival della Sostenibilità Edizione numero quattro per ViviRomano SOStenibilmente, manifestazione che intende proporre nel centro storico della Città di Romano di Lombardia suggestioni e riflessioni - ma anche attività e azioni concrete - con la finalità di sensibilizzare sempre più cittadini e persone ai temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Promuovere stili di vita e d’impresa più in sintonia con l’ambiente e con il mondo che ci circonda è ormai un dovere non più rinviabile e deve cominciare da ciò che ciascuno di noi può fare nel proprio quotidiano e nel proprio ambito di lavoro e di vita. Come lo scorso anno, piazza Roma, via Rubini, via Tadini e i caratteristici Portici della Misericordia si animeranno di stand con attività della green economy, di produttori a chilometro zero, negozianti e attività riguardanti la salute e il benessere del corpo e della mente, mentre l’intera giornata vedrà alternarsi un fitto programma di attività di animazione, intrattenimento, ludiche, rivolte sia ai più piccoli ma anche agli adulti, sempre con l’obiettivo di promuovere e mostrare il profondo legame fra la qualità di vita, la salute del nostro corpo e la salute del pianeta. Non mancheranno laboratori e

momenti di arte, musica e spettacolo, così come la presenza e partecipazioni di associazioni e realtà locali, mentre durante la stessa domenica avrà luogo la “Giornata dei castelli, palazzi e borghi medievali” e il bel borgo storico di Romano offrirà a visitatori e turisti la possibilità di visitare la rocca viscontea, il palazzo Rubini e il caratteristico centro medievale.

Eco Gaming e Mostra interattiva “Il solo mondo che abbiamo”

Tra le novità di quest’anno ViviRomano SOStenibilmente porterà in piazza un gioco interattivo a squadre con quiz a tema ecologico, per una sfida divertente tutta all’insegna dell’ambiente, dell’ecologia e della sostenibilità. Sarà possibile giocare in contemporanea, individualmente o in gruppo, per un divertimento assicurato e per imparare… divertendosi! Altra importante novità - anche per le dimensioni - sarà l’allestimento di una mostra composta da 16 grandi tavole, in un percorso che unisce dati

Partecipa anche tu Per tutti coloro che volessero partecipare con uno stand espositivo, un’attività a tema sostenibilità, salute, benessere, economia green, sociale o solidale, possono contattare la redazione di infoSOStenibile allo 035/0514318, email: info@festivaldellambiente.it, oppure consultare il sito www.festivaldellasostenibilita.it

scientifici, elementi interattivi e immagini d’impatto, con la finalità di riflettere sulle problematiche ambientali che affliggono il

nostro pianeta e sulle possibili risposte concrete che ciascuno di noi può dare nel proprio quotidiano.


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Lago di Garda 12 tappe lungo i Santuari Anche il lago incastonato nel cuore di tre regioni ha il suo cammino che permette di scoprirne tutte le bellezze in modo slow Prendi il lago più grande e famoso d’Italia, aggiungici un percorso per andare alla scoperta delle sue bellezze tra natura, storia e arte e mettici anche che il 2019 è l’anno del turismo lento: il risultato non può che essere una cammino in 12 tappe davvero affascinante, che rappresenta la meta ideale per camminatori e amanti del trekking. Devono essere stati questi i presupposti dai quale sono partite Loredana Francinelli e Giovanna Coco, le due pellegrine originarie di Salò che - ispirate dal grande fascino del Cammino di Santiago - qualche anno fa hanno concepito la prima guida per un percorso sul Lago di Garda dal titolo “A piedi per i Santuari del Lago di Garda”. Un’idea particolare, la loro, perché non si sono limitate a collegare i sentieri lungo i 165 chilometri intorno allo specchio d’acqua dolce incastonato tra Lombardia, Veneto e Trentino, ma hanno esplorato le montagne attorno al Garda alla ricerca di un percorso che potesse affascinare i pellegrini. Come ci spiegano le due autrici: «L'idea di creare un percorso intorno al lago è nata dal desiderio di conoscere quello che mi circondava - rivela Loredana Francinelli, la principale ideatrice della guida -. Avevo bisogno però di

“Il percorso è lungo 242 chilometri e si divide in 12 tappe delle quali solo alcune costeggiano direttamente le sponde del Lago di Garda, mentre le altre si snodano tra uliveti, vigneti, boschi fino a condurre a santuari, monasteri e eremi che popolano l’entroterra”

Santuario della Madonna della Corona

una motivazione particolare e l’ho trovata imbattendomi in una cartina che mostrava i vari santuari che si trovano nella zona del Garda, così ho iniziato a studiare un percorso percorribile. Nel giugno del 2014 sono partita in solitaria da casa mia e ho provato in prima persona il giro cercando accoglienza, dove possibile, nei santuari proprio come vuole la tradizione dei pellegrini».

Le caratteristiche del cammino Il percorso è lungo 242 chilometri e si divide in 12 tappe, delle quali solo alcune costeggiano direttamente le sponde del Lago di Garda. Le altre si snodano invece tra uliveti, vigneti e boschi e conducono ai santuari, ai monasteri e agli eremi che popolano l’entroterra: «Il cammino è concepito per rivelare il territorio in tutta le sua essenza e non solo le zone più conosciute - dice Giovanna Coco -. Uno dei santuari più suggestivi, ad esempio, è quello della Madonna della Corona, situato nell’entroterra veronese alle ultimi propaggini del Monte Baldo». E prosegue: «Abbiamo classificato le tappe in facili, di media difficoltà e impegnative. Queste ultime sono tre e due di esse superano i mille metri di altitudine. La guida è dotata di cartine e grafici che visivamente danno al camminatore informazioni sull'altitudine, sulla lunghezza della tappa, sui saliscendi presenti». Dopo una prima pubblica-

zione della loro guida, Loredana e Giovanna non si sono accontentate e anzi hanno continuato ad arricchire il loro lavoro per renderlo sempre più preciso. Una continua ricerca e raccolta di informazioni che di recente è confluita nella pubblicazione della seconda edizione della guida: «Rispetto alla prima edizione abbiamo rivisto alcuni dettagli e il libro è stato ampliato di 16 pagine. La sesta tappa che va da Arco di Trento a Navene di Malcesine, ad esempio, nella nuova versione prevede due possibili alternative: quella originale che passa per il Parco delle Busatte e una versione

che sale lungo il Monte Baldo. Abbiamo voluto fare questa precisazione per dare la possibilità ai pellegrini di evitare una delle gallerie della Gardesana Orientale a favore di un percorso più difficile, ma immerso in boschi di grande bellezza. Mentre nella settima tappa abbiamo deciso di modificare l’inizio e la fine del percorso». A chi si mette in cammino, Loredana e Giovanna danno anche un piccolo consiglio: meglio prenotare con quale giorno di anticipo le strutture, perché il Lago di Garda è sempre una meta piuttosto gettonata. Gianluca Zanardi


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Viviparco: seconda edizione tra sport e cultura Brescia: appuntamento dal 23 al 29 settembre al Parco delle Cave con sport, cultura e partecipazione. Rete Cauto tra i promotori del progetto Dal 23 al 29 settembre 2019 presso il Parco delle Cave di Brescia si svolgerà la seconda edizione di “Viviparco: ambiente, sport, cultura nel Parco diffuso delle Cave”, rassegna di iniziative nate dall'impegno e dalla collaborazione di enti e realtà locali - tra cui Cauto, uno dei main partner del progetto - all'interno del più ampio progetto “Un cuore blu un città”. Finanziato da fondazione Cariplo nell'ambito dei bandi resilienza 2017 e avviato nella primavera 2018, il progetto ha portato alla formazione di un gruppo di lavoro attivo con l'obiettivo di generare nuove relazioni tra le persone a partire da un ambiente naturale come il Parco delle Cave, area verde

nel cuore della città e in fase di rinaturalizzazione, e in linea con questa finalità si sviluppa anche la seconda edizione di Viviparco e tutto il folto calendario che per una settimana riempirà l'area, tra eventi sportivi, attività culturali e momenti di riflessione ambientale. La rassegna sarà un'occasione unica per conoscere il parco e, soprattutto, per incontrare tutti quegli attori locali che contribuiscono a tenerlo vivo e a trasformare un territorio sfruttato per anni in un luogo di aggregazione e partecipazione alla portata di tutti. Numerose le attività previste durante Viviparco 2019, per coinvolgere tutte le fasce della popolazione, grandi e piccini. Alcuni esempi? Dal

23 al 28 settembre, le scuole secondarie di primo grado potranno cimentarsi in un disegno a cielo aperto con Cauto e Associazione Artcòre, oppure

provare a cimentarsi con la radiovela. Sempre Cauto, nei primi giorni di rassegna proporrà per le scuole primarie del territorio dei percorsi di educazione

ambientale insieme a Co.Di.Sa. e Parco dei Libri, mentre il 24 settembre insieme a Cauto e Fiab si potrà fare una biciclettata nel parco con minicorso di fotografia paesaggistica. Tra le altre iniziative, anche prove di canoa kayak, esposizioni artistiche, concerti e aperitivi sostenibili. Sabato 28 settembre, invece, sempre nell'ambito di Viviparco si svilupperà “Dialoghi oltre la plastica”, un significativo evento di incontro e confronto a cura di Cauto e Caritas Diocesana di Brescia in gemellaggio con quella di Rieti e grazie alle Comunità Laudato Sì, dalle ore 18 alle ore 19. Tutte le iniziative di Viviparco sono gratuite.

Gruppo Feralpi Meno rifiuti, più circolarità Nel Bilancio di Sostenibilità 2018 l'impegno green dell'azienda Un bilancio verde, che parla di concreta riduzione dell'impatto ambientale, di circolarità e di innovazione che crea un futuro sostenibile e possibile: quelli riportati nel Bilancio di Sostenibilità 2018 del Gruppo Feralpi sono risultati che raccontano una bella storia, sotto il profilo economico, sociale e ambientale. L'azienda di Lonato del Garda (BS) – uno dei maggiori gruppi siderurgici d'Europa – si conferma come un leader non soltanto nella produzione di acciaio, ma anche nella promozione di un'industria responsabile, equa e solidale, capace di produrre e di generare valore a partire dalla circolarità, dal recupero dei materiali e dall'innovazione applicata alla ricerca. Politiche aziendali che pagano:

secondo il Bilancio di Sostenibilità del gruppo, infatti, nel 2018 è stato generato un valore globale netto di 180 milioni di euro (+25,2%). E il plusvalore è dato proprio dalla circolarità e dall'attenzione verso l'ambiente: lo scorso anno, a fronte di un incremento della produzione di acciaio del 2,3%, le emissioni di gas serra da parte del gruppo sono calate del 2,85%, così come la produzione complessiva di rifiuti (-18,3%). Il merito non è soltanto del costante efficientamento delle produzioni per un minore consumo di materia prima, ma anche della produzione diversificata di acciai, orientata a uno standard di ottima qualità con elevati livelli di sostenibilità ambientale. Grazie all'applicazione di modelli di cir-

“Lo scorso anno, a fronte di un incremento della produzione di acciaio del 2,3%, le emissioni di gas serra da parte del gruppo sono calate del 2,85%”

colarità, inoltre, il Gruppo Feralpi riesce a recuperare le scorie di acciaio e dar loro nuova vita nel prodotto Green Stone, utilizzabile in edilizia in sostituzione del materiali naturali. «Vogliamo partecipare alla crescente sensibilità per l’ambiente

e per la qualità della vita – ricorda Giuseppe Pasini, presidente del Gruppo Feralpi -, non solo perché si tratta di obiettivi coerenti con il nostro sistema di valori, ma anche perché riteniamo che nei prossimi anni non sarà più possibile fare impresa nel modo

tradizionale. Il Bilancio di sostenibilità è uno strumento formidabile poiché trasmette in modo oggettivo l’impegno del Gruppo Feralpi nell’integrare nella strategia di crescita gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, ovvero i risultati raggiunti e i traguardi ancora più ambiziosi che ci prefiggiamo di tagliare».


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Lecco e ComoSOStenibile

Lecco si veste di verde con il Festival dell'Ambiente e della So Nella città dei Promessi Sposi la prima edizione della manifestazione Piazze e lungolago in festa in nome del territorio e dell'economia sostenibile Ambiente, territorio, turismo. Ma anche economia civile, attivismo sociale, promozione culturale. Dal 13 al 15 settembre il centro storico di Lecco sarà teatro della prima edizione del Festival dell'Ambiente e della Sostenibilità, fortemente voluta dal Comune di Lecco e organizzata insieme a infoSOStenibile per portare nelle piazze e nel quotidiano di cittadini e visitatori tematiche di grande attualità e impatto, ma spesso sottovalutate: la sostenibilità e le sue potenzialità per uno sviluppo delle città e dei territori. Una dimensione, questa, che trova ampia declinazione e non si limita esclusivamente all'ambiente: sostenibilità è anche cultura, economia, partecipazione e il festival di Lecco è occasione per riunire tutti gli innumerevoli attori attivi su questi temi attorno a una manifestazione che è anche intrattenimento, gioco e relax.

locali, ci saranno anche le associazioni che compongono il tessuto no profit del territorio lecchese: queste ultime avranno a disposizione un'area coperta da tensotruttura, dove troveranno spazio anche l'Infopoint, le mostre tematiche, lo spazio incontri e l'area gaming, con le postazioni dell'Eco-Quiz. Il tutto unito a proposte per le scuole, occasioni per gli imprenditori, tour turistici tra lago e terra e assolutamente “green” e spettacoli di intrattenimento con musica, danze, street food e giochi.

Il festival prenderà il via venerdì 13 settembre al mattino, con l'apertura degli stand, mentre il ta-

et food a filiera corta, dallo spettacolo “Danzare l'armonia del creato” ispirato all'enciclica Laudato Si e successivamente dalla proiezione gratuita del cartoon per bambini e famiglie “Lorax il guardiano della foresta”. Il sabato mattina si svolgerà presso Palazzo delle Paure il terzo convegno della manifestazione, dedicato alle potenzialità del turistiche, dal titolo “Turismo sostenibile: una sfida possibile?”, mentre nel pomeriggio il Festival vedrà la

glio del nastro con le autorità è previsto alle 11.30. Due i convegni previsti per il venerdì: alle ore 15 ci sarà “Te lo do io il cappotto! Riqualificazione energetica degli edifici a Lecco e nel territorio”, con la presentazione delle agevolazioni esistenti su scala nazionale e locale. Alle ore 17, invece, si parlerà di economia civile e del processo di formazione di un distretto di economia civile proprio a Lecco, con il convegno dal titolo “Lecco: distretto di economia civile. Per un processo di sviluppo sostenibile della città”. La serata vedrà poi Piazza Garibaldi animata da mini stre-

concomitanza con la gara di corsa a ostacoli Scigamatt, che proprio per l'occasione ha deciso di darsi un taglio più green. La serata avrà come suo fulcro Piazza Garibaldi: sul palco si esibiranno infatti i Manzella Quartet, gruppo musicale che suona con strumenti ottenuti da materiale di scarto, e alterneranno il loro spettacolo con manche a squadre dell'eco-quiz a tema ambientale. Domenica 15 settembre - giornata conclusiva del festival - sarà dedicata ai tour del territorio: si potrà andare alla scoperta dei luoghi dei Promessi Sposi con i diversi tour dedicati

Il programma della manifestazione

Stand dedicati e intrattenimento per tutti Il Festival dell'Ambiente e della Sostenibilità di Lecco si svolgerà nelle tre piazze principali del centro storico (Piazza Cermenati, XX Settembre e Garibaldi) e comprenderà un'area espositiva dedicata alle realtà della green economy, un'area di approfondimento culturale - con speech, convegni dedicati e mostre tematiche - e un'area nella quale le tematiche ambientali ed ecologiche trovano sviluppo tramite experience sul territorio, tour, degustazioni, giochi e laboratori. Nella più ampia finalità di sviluppo del Distretto dell’Economia Civile, il tema di questa prima edizione lecchese riguarderà soprattutto la promozione territoriale, intesa come capacità di riconoscere e valorizzare le risorse ambientali e naturalistiche, sociali e culturali, turistiche e imprenditoriali che il territorio esprime, in un’ottica green e coinvolgendo gli stakeholder che a diversi livelli operano su queste tematiche. Ecco allora che accanto agli stand di istituzioni, imprese e produttori

sul lago o provare la navigazione con le imbarcazioni tipiche lecchesi, le Lucie Manzoniane; si potrà salire al campanile di San Nicolò oppure dedicarsi alla pittura all'aria aperta sul lungolago; si potrà provare le e-mtb o le ecitybike per tour sul territorio, pedalare e degustare prodotti tipici, fare bird watching oppure camminare lungo il fiume Gerenzone. Ancora, in piazza Garibaldi nella mattinata e pomeriggio della domenica troverà spazio il Mercato dei Produttori, dove degustare prodotti gastronomici locali e a filiera corta.

Tutti invitati all'Abbraccio del Lago Ma il vero evento clou della manifestazione si svolgerà al mattino:


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ostenibilità è infatti in programma l'Abbraccio del Lago, volto a simboleggiare la necessaria e originale unione di lago e montagna, di terra e acqua, di presente e di futuro. L'evento si svolgerà sul lungolago tra Piazza Cermenati e la sede della Società Canottieri di Lecco, partner dell'iniziativa, e vedrà la partecipazione sia delle realtà professionali, amatoriali e storiche che hanno fatto della navigazione del lago di Como il loro caposaldo, sia le associazioni “di terra” e tutti i cittadini e persone che vorranno unirsi in questa “impresa”. L'obiettivo è chiudere il golfo di Lecco in un simbolico e scenografico abbraccio a pelo d'acqua. Programma dettagliato, info e prenotazioni su www.festivaldellasostenibilita.it

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Letizia Battaglia, immortalare la mafia è come spararle Gioca con le parole il documentario “Shooting the Mafia” di Kim Longinotto, dedicato alla grande fotografa e “combattente” palermitana Il Centro internazionale di fotografia di Palermo Oggi l’impegno di Letizia Battaglia prosegue con il Centro internazionale di fotografia, aperto all’interno dei Cantieri culturali alla Zisa, nella sua città natale. Un luogo da lei diretto e dedicato alla fotografia (ma non solo), dove si organizzano mostre, seminari, incontri con i protagonisti del panorama nazionale e internazionale. Perché - come ha detto in un’intervista - la fotografia è «cultura che si oppone a quella mafiosa». E «se proponi cose corrette e giuste, che non hanno a che fare con gli amici, i parenti e le protezioni politiche, ma con la bellezza del lavoro, è una cosa bellissima. È già lottare contro la mafia».

Corpi inermi col capo riverso, il sangue a delimitare la scena, un lenzuolo a coprire l’orrore. Le strade siciliane e i suoi abitanti a fare da set, impotenti. Eppure, nonostante le terribili scene ritratte, le immagini di Letizia Battaglia sono di una bellezza unica. Sarà che - come ha rivelato in un’intervista - se da un lato si «poneva di fronte alla morte con gli zoccoli e vestita male», dall’altro sapeva sempre di dover «fotografare bene, nonostante i sentimenti, lo sgomento e il dolore di dover vedere sia un corpo morto con la violenza, sia i familiari, la gente che urlava». Talento, coraggio, insofferenza verso i luoghi comuni ne hanno fatto una delle più grandi e conosciute fotografe italiane. Nel 1985 è stata la prima donna europea a vincere a New York il premio «Eugene Smith»; il «Mother Johnson Achieve-

“Se proponi cose corrette e giuste, che non hanno a che fare con gli amici, i parenti e le protezioni politiche, ma con la bellezza del lavoro, è una cosa bellissima. È già lottare contro la mafia”

ment for Life» le è stato assegnato nel 1999, mentre nel 2017 il «New York Times» l’ha citata come una delle undici donne dell’anno. Mai banale, profonda e allo tempo stesso irriverente, come il caschetto rosa che sfog-

gia nonostante gli 84 anni. Come se il suo destino fosse già nel nome: in lei convivono l’indomita voglia di vivere e una determinazione a combattere le ingiustizie in favore della libertà. Quella che si è dovuta conquistare una bambina nata

a Palermo nel 1935 e sposata a 16 anni, solo per fuggire da un padre che la teneva chiusa in casa. Quella di una donna che solo a 40 anni ha scoperto la fotografia, la «chance della vita» che le ha permesso di realizzarsi «come persona», perché prima non lo era davvero. Riuscì a farsi assumere, prima donna in Italia, come fotoreporter al giornale «L’Ora». È stata lei la prima a giungere sul luogo in cui venne assassinato Piersanti Mattarella, il 6 gennaio 1980. Sempre lei a ritrarre, all’uscita dell’hotel Zagarella, Nino Salvo con Giulio Andreotti. Ha immortalato le stragi e i boss (e per questo è stata minacciata), ma non solo quelli:

davanti al suo obiettivo sono finiti gli sguardi di bambini e donne, le feste e le tradizioni, i quartieri, la vita quotidiana. A raccontare la sua storia è «Shooting the Mafia», film della documentarista inglese Kim Longinotto, presentato in questi mesi in diversi festival internazionali e nazionali e che arriverà nelle sale italiane il prossimo dicembre. La pellicola ripercorre anche gli anni in politica, come consigliere comunale e poi quelli come assessore. Montando interviste recenti con spezzoni di film, riprese amatoriali e foto realizzate dalla stessa Battaglia, Kim Longinotto racconta la vita di un’artista passionale e di una donna controcorrente, mostrando non solo un’esistenza straordinaria, ma anche uno spaccato di Storia italiana. Quello che inizia all’epoca in cui nessuno aveva il coraggio di citare la parola «mafia» e arriva fino alla fase del maxi-processo, delle rivelazioni di Tommaso Buscetta e degli omicidi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Michela Offredi


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ARTE IN MOSTRA

Giorgio De Chirico L'arte dell'enigma

Una mostra a Palazzo Reale (MI) svela i misteri dell’inventore della metafisica

Dove nasce la metafisica Le origini dell'arte metafisica corrono sui binari di una ferrovia greca: Giorgio De Chirico nacque infatti nel 1888 a Volos, dove il padre Evaristo era impegnato nei lavori per la costruzione della prima ferrovia della Tessaglia. Giorgio frequentò il politecnico di Atene, città che diede i natali al fratello minore Andrea (scrittore conosciuto con lo pseudonimo di Alberto Savinio) e dove il padre ingegnere era incaricato della supervisione dei lavori per la ferrovia di Salonicco. Nel

Giorgio de Chirico, Il figliol prodigo, 1922 Tempera su tela, 87 x 59 cm, particolare © G. de Chirico by SIAE 2019

1905, dopo la morte del capofamiglia, Giorgio si trasferì con la madre e il fratello in Germania e frequentò l'Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera. Influenzato dall'opera di Nietzsche e dagli enigmatici dipinti di Arnold Böcklin, De Chirico dipinse il suo primo quadro metafisico a Firenze, dove soggiornò con il fratello nel 1910. Si tratta di "Enigma di un pomeriggio d'autunno", ispirato - così vuole la leggenda - da una visione avuta in Piazza Santa Croce. Nei dipinti metafisici di De Chirico un vento silente pare soffiare sopra deserte piazze italiane, immerse in una strana luce che crea un alone di mistero e ambiguità. Le statue classiche e le locomotive fumanti sullo sfondo, accostano classicità e modernità, e provengono dai suoi ricordi d'infanzia in Grecia. I quadri di De Chirico attirarono l'attenzione del poeta Guillaume Apollinaire. Fu lui a definire “metafisica” la nuova arte, per quel suo modo di creare un mondo non percepibile dai sensi. All'illustre poeta francese, De Chirico dedicò un ritratto, anch'esso da decifrare come un rebus. Caratteri distintivi dell'opera di De Chirico sono l'associazione di oggetti diversi che sconvolgono i canoni della prospettiva e

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Rimasto estraneo a ogni più importante corrente artistica della sua epoca, Giorgio De Chirico è stato ispiratore intelligente ed eclettico. Nonostante il suo inconfondibile stile onirico sia alla base di quello che diventerà il Surrealismo, De Chirico non aderì a tale corrente, meritandosi l'appellativo di "Genio perduto". È proprio su di lui che si concentra la mostra al via il 25 settembre a Palazzo Reale a Milano, che vuole gettare uno sguardo inedito sulla complessità del lavoro dell’inventore della metafisica. Saranno esposte opere provenienti dai principali musei internazionali tra cui il MOMA di New York, la Tate Modern di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e The Menil Collection di Houston. Altri capolavori provengono da collezioni private e da musei italiani come la Pinacoteca di Brera, il Museo del Novecento di Milano, il MART di Rovereto, la GAM di Torino, la Peggy Guggenheim di Venezia, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.

della logica e le solitarie, malinconiche presenze umane sulla scena. Durante gli anni ferraresi della Prima Guerra Mondiale, metafora della solitudine umana diventarono i manichini, come in Ettore e Andromaca e Le muse inquietanti.

Le mostre dei contemporanei in Lombardia Contemporaneo di De Chirico, di provenienza e stile completamente diversi, è Renato Guttuso, nato nel 1911 in Sicilia e divenuto famoso con la sua arte neorealista. Fino al prossimo gennaio saranno esposti a Varese, presso i Musei Civici di Villa Mirabello, le ventuno opere della Fondazione Pellin, collezionista e amico dell’artista. Per chi invece ama l’arte più concettuale, presso la Pinacoteca Civica di Como, fino al 24 novembre è possibile visitare la mostra: “Mario Radice: il pittore e gli architetti”. L’artista comasco, nato nel 1898, è uno dei capiscuola del primo astrattismo italiano; la sua opera è anche ricca di esperienze progettuali. La mostra vuole omaggiare la felice collaborazione dell’artista con i suoi amici architetti. Cristina Cireddu

Mostre in Lombardia ... e non solo > Voghera Fotografia 2019 L’edizione 2019 di Voghera Fotografia coinvolgerà l’intera città con un programma ricchissimo di iniziative. Voghera - Castello Visconteo - piazza Della Liberazione. Dal 14 settembre al 6 ottobre 2019 > Matthias Herrmann. Aemulatio e Emulsione Il lavoro visivo dell’artista tedesco parla di narrazioni, delle storie dietro, dentro e intorno a un’immagine. Mantova - Complesso Museale Palazzo Ducale - Piazza Sordello, 40. Fino al 6 Ottobre 2019 > West East. Equivoci e complicità Il Museo invita il pubblico a immergersi nel caleidoscopio di immagini selezionate da GENDA magazine: un dialogo seducente e misterioso, espressione visuale di un mondo globalizzato e al tempo stesso frammentato. Cinisello Balsamo - Museo di Fotografia Contemporanea - via Frova 10. Fino al 20 Ottobre 2019

> Caravaggio Experience Un viaggio esplorativo ospitato nella cornice del Castello di Desenzano alla scoperta delle tecniche, dei temi e dei segreti di uno dei più grandi innovatori della storia dell’arte. Una spettacolare video-installazione immergerà il pubblico in cinquantotto opere e nella vita di Michelangelo Merisi. Castello di Desenzano - via Castello. Fino al 20 Ottobre 2019 > “Laudato si’. Tra bellezza e grido” Il progetto, ideato da Angelo Piazzoli, richiede la collaborazione di artisti contemporanei scelti da Fondazione Creberg per consonanza di ricerca, coerenza e linguaggio espressivo. Gli artisti sono chiamati a mettere a disposizione lavori storici, lavori recenti ma anche opere ideate ad hoc in uno scambio reciproco tra gli attori coinvolti. Bergamo - sedi varie. Fino al 10 Novembre 2019


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ANIMALI DAL MONDO

Rana freccia La pericolosissima del regno animale Di un bel colore giallo acceso, il piccolo anfibio colombiano è tra gli animali più velenosi esistenti sulla Terra Tanto bella quanto velenosa, la rana dorata o rana freccia (Phyllobates terribilis) è un piccolo anfibio che vive nelle foreste pluviali delle Ande occidentali colombiane. La pelle è generalmente tinta di un giallo acceso, talvolta leggermente maculata sulla testa in base a micro-variazioni geografiche, e il suo aspetto è considerato un classico esempio di aposematismo, ovvero la colorazione di una parte più o meno estesa del corpo a fini di avvertimento contro possibili predatori.

Tra i più tossici del mondo La rana freccia, infatti, è densamente ricoperta di un velenoso alcaloide che impedisce ai nervi di trasmettere impulsi, lasciando i muscoli tetanizzati: questo causa nelle vittime insufficienza respiratoria, insufficienza cardiaca o fibrillazione, quindi la morte. Tra gli animali attualmente studiati, la rana freccia è senza dubbio uno dei più tossici. Secondo gli esperti, la maggior parte del veleno secreto viene sintetizzato dalle foglie di media tossicità di cui si nutrono alcune delle sue prede; un insetto cruciale in questo senso sarebbe un piccolo coleottero della famiglia Melyridae, che effettivamente produce le stesse tossine trovate nella rana, le batracotissine (BTX). A dimostrazione di questa teoria, è stato rilevato che gli esemplari di rana freccia cresciuti in cattività, quindi con un regime alimentare differente, non risultano essere velenosi. La batracotossina è la più potente neurotossina non peptidica conosciuta; la quantità presente sulla pelle della rana freccia è sufficiente per uccidere dieci persone di peso medio! Al veleno della rana colombiana

“Il suo aspetto è considerato un classico esempio di aposematismo, ovvero la colorazione di una parte più o meno estesa del corpo a fini di avvertimento contro possibili predatori”

corteggiamento il maschio attira la femmina con forti richiami in un luogo adatto alla riproduzione, di solito una foglia o una pietra. Dopo che la femmina ha deposto le uova – di solito non più di una ventina – esse vengono fecondate dal maschio; una volta schiuse, il maschio si carica le larvette sulla schiena e le colloca in uno

non esiste ancora nessun antidoto; l'unica creatura che sembra esserne immune è una specie di serpente. Per proteggersi dalla sua stessa arma, il piccolo anfibio giallo pare aver sviluppato

una mutazione genetica che annullerebbe gli effetti letali del suo veleno; dopo vari esperimenti, gli scienziati hanno individuato tale mutazione nell'amminoacido N1584T. Nonostante il potenziale letale della sua pelle, la rana dorata in genere non supera i quattro centimetri di lunghezza. Gli esemplari femmina sono solitamente poco più grossi dei maschi, ed è questa l'unica differenza di genere visibile. Durante il

specchio d'acqua dopo qualche giorno, quando ormai sono diventate girini. Al momento lo stato di conservazione della rana risulta in pericolo. Come nella maggior parte dei casi, le cause sono da imputarsi per lo più

all'intervento dell'uomo. Pare infatti che gli indigeni americani usassero il suo veleno per rendere ancor più letali le loro frecce; per far sì che gli anfibi secernessero più liquido, i nativi erano soliti avvicinarle al fuoco o infilzarle in gola con un bastoncino, in

modo che sentissero un maggior senso di pericolo. In passato la rana dorata era molto diffusa anche a Panama e in alcune zone del Costa Rica, dove era considerata un simbolo porta fortuna; lì si è rapidamente estinta alla fine XXI secolo per via di una virulenza da funghi. Laura Spataro


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The golden poison frog: the most ultra dangerous of the animal world With its attractive bright yellow colour, this small Colombian amphibian is one of the most poisonous animals in the world The golden frog or golden poison frog (phyllobates terribilis) is as beautiful as it is poisonous, a small amphibian which lives in the rain forests of Colombia’s western Andes. Its skin is generally bright yellow, sometimes slightly marked on its head on the basis of geographical micro variations and its appearance is considered a classic example of aposematic colouring, namely the colour of a part of the body which varies in size to warn off potential predators.

One of the world's most toxic The golden poison frog is, in fact, densely coated with a poisonous alkaloid which blocks the nerves from transmitting impulses, leaving muscles in inactive contraction and causing breathing or heart failure or fibrillation and thus death. Of the animals studied to date, the golden poison frog is undoubtedly one of the most poisonous. Experts believe that the majority of the poison secreted is synthesised from the leaves of medium toxicity which some of its prey feed off. A key insect in this sense is a small beetle from the Melyridae family which effectively produces the same toxins as the frog, batrachotoxin (BTX). Examples of frogs raised in

“Its appearance is considered a classic example of aposematic colouring, namely the colour of a part of the body which varies in size to warn off potential predators.”

captivity have demonstrated this theory: with a different diet these are not poisonous. Batrachotoxin is the most powerful known nonpeptidic neurotoxin. The quantities present on the frog’s skin are capable of killing ten people of average weight! There is no antidote to this Colombian frog’s poison and the only creature immune to it would seem to be a species of snake. To protect itself against its own poison, this small yellow amphibian would seem to have developed a genetic mutation which cancels out the lethal effects of its poison. After a range of experiments scientists have identified this mutation in the amino acid N1584T. Despite the lethal potential of its skin, the golden frog is not

generally larger than four centimetres in length. Females are generally larger than males and this is the only visible difference. During courting males attract females with loud calls in a place suitable for reproduction, generally a leaf or stone. After females have laid their eggs generally no more than 20 - these are fertilised by males. When they open males put the larvae on their backs and place them in

water after a few days, at which point they are tadpoles. These frogs are currently endangered. Like the majority of such creatures, this is largely due to human action. It would, in fact, seem that the Native Americans once used its poison to make their arrows even more lethal. To get the amphibians to secrete more liquid they generally took them to fire or stuck a stick down their throats in order to provoke a greater sense of danger. In the past golden frogs were also very common in Panama and certain zones of Costa Rica where they were considered talismans. They soon became extinct there at the beginning of the 21st century as a result of a fungal infection.

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Società

Bologna: adotta una gallina! Nasce a Toscanella di Dozza (BO) il Pollaio sociale dove i ragazzi disabili si prendono cura delle galline in adozione A Bologna non mancano certo gli spazi sociali, ma quello per le galline è una novità persino per il capoluogo emiliano. È nelle campagne di Toscanella di Dozza, lungo la famosa via Emilia, che nasce l'esperienza del Pollaio Sociale, su iniziativa della cooperativa Sea Coop. Il progetto funziona così: si adotta una gallina per avere 250 uova fresche e a chilometro zero all'anno. Per aderire bisogna versare una quota di 95 euro che copre le spese per il suo mantenimento e i costi di gestione. Come prima esperienza del genere in Italia, il Pollaio Sociale è cresciuto più in fretta del previsto: partito con sole 35 galline, da questa primavera ha addirittura raddoppiato! Visto il successo che è riuscita a riscuotere, Sea Coop ha regi-

“Il progetto funziona così: si adotta una gallina per avere 250 uova fresche e a chilometro zero all'anno”

strato il marchio e ora si impegna a diffondere il modello.

Vita da galline (sociali) Nel pollaio di Toscanella le galline sono libere di fare vita so-

ciale e scorrazzare di qua e di là; la struttura in cui vivono è in legno, ogni scatola portauova è personalizzata e hanno a disposizione persino un'altalena con cui giocare. A prendersi cura di loro sono i ragazzi disabili se-

guiti dal centro occupazionale La Tartaruga. Con un'età compresa tra i 20 e i 40 anni, questi ragazzi sperimentano al tempo stesso lavoro di gruppo e pet therapy. Se inizialmente molti di loro erano spaventati all'idea di entrare nel pollaio, col tempo hanno preso confidenza e adesso alcuni prendono addirittura le galline sotto braccio, le accarezzano e si fanno seguire per dar loro il mangime. La gior-

nata con galline è scandita di ritmi ben precisi e ognuno ha il proprio compito: c'è chi si occupa della pulizia, chi del cibo, chi del bere, chi confeziona le uova e chi gestisce le relazioni con chi ha adottato le galline. Il Pollaio Sociale, insomma, cerca di coinvolgere tutti in un'attività utile in base alle capacità individuali di ognuno. Quello avviato a Toscanella è un modello di inclusione e valorizzazione della produzione locale che funziona e ha un grande valore sociale per la comunità. Con la speranza che venga preso come esempio anche da altre città, a Bologna – così si dice nel capoluogo emiliano – la situazione è “polleggiata”. Laura Spataro

Isabella Rossellini “Volevo fare la contadina” La figlia del noto regista e dell’attrice Ingrid Bergman si è laureata in comportamento animale a 66 anni Dalle stelle alle stalle. Non sempre questo modo di dire ha un’accezione negativa: Isabella Rossellini, diva di fama mondiale, ha trovato la felicità in mezzo alla natura, nella sua fattoria. Insieme alla sorella gemella Isotta e al fratello Roberto jr., Isabella è cresciuta sul set cinematografico. Tra lei e Isotta, quella che assomigliava di più alla bellissima mamma - l'attrice Ingrid Bergman - era proprio Isabella. Eppure, il suo sogno era altro: ora l'ha realizzato.

La felicità sta in campagna I detrattori accusavano Roberto Rossellini di aver portato via da Hollywood la nuova Greta Garbo. Eppure era stata la protagonista dei film Alfred Hitchcock a

“Isabella dice di aver amato gli animali fin da piccina, e che il suo sogno di gioventù era quello di studiare agraria”

scrivere al regista italiano, padre del neorealismo. Era l’8 maggio 1948 quando Rossellini ricevette queste righe: «Se ha bisogno di un'attrice svedese che parli inglese molto bene, che non ha dimenticato il suo tedesco, non si fa quasi capire in

francese, e in italiano sa dire solo "ti amo", sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei». Poco tempo dopo, Ingrid recitava in “Stromboli - Terra di Dio” ed era già incinta di Robertino, il primo figlio che ebbe con Rossellini. La loro relazione fece scanda-

lo in un’Italia dove non esisteva il divorzio: sia lei che Rossellini erano infatti già sposati. Tra l’agguerrita censura e le tante polemiche, girarono insieme cinque film controcorrente, dove veniva esaltata la diversità della nordica e bionda Bergman rispetto al resto degli attori, sovente non professionisti. Isabella seguì le orme dei genitori, non limitandosi mai al solo lavoro di attrice. Iniziò in verità come inviata della Rai per un celebre programma di Renzo

Arbore. Lavorò poi come modella e studiò Moda. Nel 2010, la decisione di lasciare il red carpet e aprire a Long Island, nello Stato di New York, una fattoria biologica, per allevare tacchini e galline. Sul suo rapporto con le pollastre ci ha scritto anche un libro perché - così dice Isabella - ogni gallina ha una propria personalità. Nella fattoria, oltre a prodotti agricoli, trovano posto anche le api. Isabella dice di aver amato gli animali fin da piccina, e che il suo sogno di gioventù era quello di studiare agraria: sogno che ha realizzato il 30 maggio scorso, a 66 anni, con una laurea in Comportamento e Conservazione animale all’Hunter College di New York. Come a dire: non è mai troppo tardi. Cristina Cireddu


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Numero 85 - Settembre 2019

Le vacanze possono darci un beneficio duraturo? Consigli per far sì che l'effetto delle ferie duri più a lungo

La fine dell’estate porta con sé l’inizio di un nuovo anno: la scuola, le attività sportive, il lavoro. È auspicabile che il tempo dell’estate possa essere stato per tutti un tempo di riposo e di recupero delle energie psico-fisiche messe alla prova da un anno di intense attività: l’ideale sarebbe potersi presentare ai nastri di partenza della nuova stagione con le batterie ricaricate al massimo! Ma i benefici dei periodi di vacanza possono realmente durare di più, sia da un punto di vista fisico che mentale? Quali piccoli accorgimenti adottare per perseguire questo obiettivo?

Rimettersi in moto dopo le vacanze Ognuno di noi interpreta il concetto di “vacanza” in modo del tutto diverso e soggettivo: cia-

“Una delle cose che accomuna tutti dopo una pausa dalle proprie attività quotidiane è la difficoltà a trovare la giusta spinta e concentrazione per ripartire: in questi casi possono essere utili sostanze stimolanti come il Ginseng, la Maca, il Guaranà” scuno vede - compatibilmente con le proprie possibilità pratiche ed economiche - l’occasione per poter realizzare ciò di cui sente di avere bisogno e voglia in modo del tutto personale, indipendentemente (si spera) dalle influenze

tutt'attorno. Qualcuno tornerà ricaricato nello spirito ma magari svuotato di energie fisiche, per aver scelto vacanze in continuo movimento ma appaganti a livello mentale; qualcun altro invece avrà dedicato il proprio periodo di ferie al riposo quasi assoluto. È evidente che il beneficio fisico del periodo di vacanza sarà relativo per chi non si è riposato: probabilmente chi ha fatto scelte di questo genere inizierà nuova stagione senza aver ricaricato le scorte di energie. In tal caso potrebbe essere utile ricorrere a integratori formulati per supplementare queste energie, anche se ciò potrebbe sembrare un controsenso: ricorrere a un aiuto esterno quando avremmo potuto sfruttare l’occasione delle vacanze? Eppure per molte persone vale la pena sacrificare il riposo per

l'avventura: in casi di necessità si può comunque ricorrere a formulazioni arricchite in vitamine, minerali, Carnitina, Creatina e Arginina. Sicuramente una delle cose che accomuna più o meno tutti quanti dopo una pausa dalle proprie attività quotidiane è la difficoltà a trovare la giusta spinta e concentrazione per ripartire: una sorta di inedia, come se l’interruttore per riaccendere energie e sprint fosse un tantino troppo fuori portata. In casi come questo molto utili possono risultare sostanze stimolanti e psicoattive come il Ginseng, la Maca, il Guaranà: sono prodotti estratti da piante note nella storia per la loro proprietà sul sistema nervoso centrale. Mentre Maca e Guaranà sono stimolanti eccitanti, il Ginseng è propriamente un adattogeno: la principale azione di questa sostanza è proprio quella di aiutare l’individuo a trovare le risorse necessarie per svolgere le attività cui è chiamato. Sono davvero moltissimi gli integratori che lo contengono, da solo o, più spesso, in associazione ad altre componenti, quali quelle sopra indicate o altre quali ad esempio la Taurina o la Caffeina, stimolanti che ne potenziano gli effetti.

Cura del corpo e dei capelli Per chi ha scelto le vacanze di mare per ottenere una perfetta abbronzatura, l’ideale sarebbe riuscire a mantenerla il più a lungo possibile. La pelle - esposta ai raggi solari, all’acqua di mare e al vento - tende a perdere idratazione, a seccarsi e a squamarsi, dando luogo ad antiestetiche spelature ed evidenziando maggiormente le rughe. Per mantenere l’abbronzatura più a lungo possibile è buona cosa effettuare almeno una volta a settimana uno scrub esfoliante per eliminare le cellule epiteliali superficiali morte e tenere pertanto la pelle fresca, elastica e più recettiva al prodotto idratante quotidiano. Anche per quanto riguarda i capelli, la cosa migliore è nutrirli e proteggerli durante l’esposizione al sole, al vento, alla sabbia e all’acqua di mare avvalendosi di specifici spray che, oltre a nutrire, formano un filtro fisico sul bulbo del capello. Al rientro è bene orientarsi su shampoo e maschera con proprietà nutrienti e riparatorie e magari anche un prodotto specifico che vada a ricostituire il fusto desquamato.


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Alimentazione & Benessere

La mensa scolastica Menù, porzioni e linee guida per le mense bergamasche Zaini in spalla e… tutti di nuovo a scuola! Le vacanze estive sono sempre più un ricordo per molti di noi e i ragazzi, più che mai, sanno di dover affrontare un lungo anno sui banchi di scuola. Molti studenti usufruiranno anche del servizio della mensa scolastica, consumando il pranzo fuori dalle pareti domestiche, ma spesso viene considerato una semplice “pausa”. Eppure il pasto in mensa rappresenta un momento fondamentale per i giovani commensali, poiché non solo contribuisce all’acquisizione di comportamenti alimentari corretti, ma assume anche una valenza di socializzazione di grande importanza. La componente relazionale, unita ad un ambiente confortevole e ad una adeguata qualità del cibo, va curata in modo da permettere di vivere il pasto comunitario come un momento piacevole della giornata.

Come nasce il menu della ristorazione scolastica? Sul territorio della provincia di Bergamo la pianificazione alimentare per la mensa scolastica viene preparata utilizzando come riferimento le “Linee guida per l’elaborazione dei menu per la ristorazione scolastica” dell’ATS (ex ASL) di Bergamo. Per l’elaborazione dei menù il servizio di Igiene della Nutrizione dell’ATS di Bergamo fa riferimento ai LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione ita-

liana), alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) e del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF- World Cancer Research Fund). Queste fonti scientifiche mettono sempre più in evidenza come l'alimentazione dei Paesi occidentali sia troppo ricca in proteine e grassi di origine animale, zuccheri semplici e calorie: tutti fattori di rischio per diversi tipi di tumori e per lo sviluppo delle cosiddette “malattie del benessere” quali diabete, obesità, malattie cardiovascolari, ecc. o disturbi come colesterolo e trigliceridi elevati. A tal proposito da alcuni anni l’ATS ha apportato sostanziali modifiche alla composizione dei menu. Un cambiamento radicale è stato rappresentato dall’eliminazione di tutti i salumi (anche nel panino per andare in gita scolastica), sostituiti egregiamente dai legumi che da sempre rappresentano alimenti preziosi e protettivi. Inoltre è stata anche ridotta la presenza di carne, considerando soprattutto il largo uso che spesso viene fatto a casa. Anche attraverso le Commissioni Mense (composte dai genitori degli alunni che possono partecipare direttamente alla valutazione qualitativa e degustazione dei pasti somministrati e dagli insegnanti), l’ATS caldeggia da sempre un consumo maggiore di cereali integrali e di verdura, oltre all’usuale consiglio di variare gli alimenti, al fine di apportare tutti i nutrienti necessari per una crescita armonica e contribuire

alla diffusione di abitudini alimentari corrette. I menu della mensa scolastica sono graficamente rappresentati in due tabelle: la tabella dietetica definita invernale (con riferimento ai menu per il periodo autunno-inverno) e la tabella estiva (per il periodo primavera-estate), che prevedono la rotazione dei menu per almeno 4 settimane, in modo da assicurare un ampio ventaglio di preparazioni. Menu vari, facilmente attuabili, ricette sane (grazie anche all’ampia presenza di alimenti cardine della dieta mediterranea) sono solo alcuni dei componenti delle tabelle dietetiche della scolastica da far conoscere ai bambini, spronandoli soprattutto all’assaggio anche di nuovi sapori e cercando di stimolarne la curiosità verso il cibo. Gli schemi alimentari vengono elaborati da professionisti della nutrizione i quali, oltre a garantire la giusta quota dei principi nutritivi tengono conto, in base alle diverse fasce d’età, anche dell’apporto

calorico dei vari pasti.

Come sono strutturati i pasti? Per cominciare, il pranzo dovrà fornire circa il 35-40% delle calorie totali giornaliere: nello specifico per i commensali dell’infanzia saranno circa 600 Kcal, per la scuola primaria 750 Kcal, mentre per la scuola secondaria circa 900 Kcal. Ogni singolo pasto scolastico, da lunedì a venerdì, è inoltre così strutturato: un primo piatto (asciutto o in brodo a seconda della stagione, variato ogni giorno e rappresentato da pasta, riso, gnocchi, o altri cereali e derivati, anche alternativi quali farro, orzo, ecc.) e un secondo piatto (in alternativa proposti in un piatto unico), seguiti da un contorno di verdure, un frutto di stagione e un pane, quest’ultimo a ridotto contenuto di sale. Invece, per quanto riguarda la rotazione settimanale degli alimenti proteici, sono proposti i seguenti cibi:

• la carne, privilegiando quella bianca; • il pesce, costituito anche da acidi grassi polinsaturi; • le uova, fonte proteica con il più alto valore biologico; • il formaggio, sia fresco con un minor contenuto di grassi, sia stagionato più digeribile; • i legumi, come ceci, piselli, lenticchie, fagioli. Queste fonti proteiche sono spesso presentate in associazione a cereali e derivati (riso, pasta, polenta, ecc.), sotto forma di piatto unico e costituiscono un’ottima fonte di proteine vegetali in alternativa agli alimenti di origine animale.

Intolleranze, allergie e limitazioni alimentari In un’ottica di socialità ed integrazione, la mensa scolastica deve inoltre garantire anche ad utenti con abitudini alimentari diversificate un pasto sicuro in grado anch’esso di soddisfare i fabbisogni nutrizionali dei bam-


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Bibliografia e sitografia gamo che elaborerà un menù

“ Il pranzo dovrà fornire speciale, prestando particolare attenzione a garantire l’apporto circa il 35-40% delle di tutti i nutrienti essenziali per calorie totali giornaliere: questa fascia di età. per i commensali Porzioni e materie dell’infanzia saranno prime circa 600 Kcal, per la scuola primaria 750 La qualità dei pasti non può Kcal, mentre per la ovviamente prescindere dalla qualità delle materie prime che scuola secondaria devono garantire, come requicirca 900 Kcal”

bini/ragazzi. Ad esempio sono sempre più in aumento i menu per motivi etico-religiosi (vegetariani, vegani, musulmani), così come per soggetti affetti da allergia o intolleranza alimentare (celiachia o malattie metaboliche. Da un punto di vista burocratico, i genitori di utenti con intolleranze o allergie che necessitano di escludere parti-

colari ingredienti o sostanze dal loro regime alimentare, dovranno effettuare specifica richiesta utilizzando un modulo apposito (scaricabile dal sito www.ats-bg. it) da presentare, unitamente a documentazione medica redatta dal pediatra o altro specialista medico, al comune dove è ubicata la scuola. Il comune invia la documentazione con la richiesta

di diete speciali (così definite per differenziarle dai menu classici) e la trasmette all’ATS per la valutazione ed approvazione. Entro 10 giorni l’ATS potrà approvare la richiesta in regime di silenzioassenso (nessuna risposta equivale ad approvazione), oppure potrà richiedere informazioni integrative alle famiglie. Qualora le motivazioni di salute non fossero sufficientemente documentate dal punto di vista medico, la richiesta di dieta speciale talvolta potrebbe essere respinta. In caso invece di modifiche al menù standard per motivi etici o religiosi, quali menu vegetariani, vegani, musulmani, ecc., sarà invece sufficiente un’autocertificazione da parte dei genitori, scritta su carta semplice, da presentarsi sempre in comune che provvederà a inoltrarla direttamente all’azienda di ristorazione collettiva. Solo nel caso in cui il commensale fosse un bambino che frequenta il nido, la richiesta del genitore presentata al comune verrà inviata al servizio Igiene della Nutrizione dell’ATS di Ber-

sito base, il rispetto di tutte le norme in vigore in tema di etichettatura e di sicurezza per il consumatore. Inoltre vengono impiegati sempre più frequentemente prodotti locali, tradizionali, biologici e sono proposti anche diversi ingredienti integrali. Una ristorazione scolastica di qualità deve porre attenzione anche alle porzioni. La correlazione tra peso corporeo e la dimensione media delle porzioni è ormai consolidata, così come l’abitudine di non somministrare il classico “bis” (spesso richiesto soprattutto per i primi piatti), per evitare un apporto eccessivo di nutrienti e di calorie, come prevenzione dell’obesità. A tal proposito è importante che gli addetti alla distribuzione dei pasti siano adeguatamente forma-

Ministero della salute: Linee guida per la ristorazione scolastica www.ats-bg.it www.slowfood.it ti e informati sulla porzionatura, anche con l’utilizzo dei due atlanti “L’alimentazione per immagini” prodotti da ATS. Oltre all’impegno quotidiano delle figure professionali che ruotano intorno alla realizzazione del menu della ristorazione scolastica, per valorizzare e potenziare questo servizio è necessario attivare anche un dialogo che promuova l’impegno da parte di tutti. Il Servizio di ristorazione non è infatti una semplice distribuzione di alimenti, ma si deve considerare come un’educazione alimentare permanente, che coinvolga anche i docenti e le famiglie. Queste ultime, soprattutto, dovrebbero implementare tale aspetto educativo tra le pareti domestiche, incentivando e proponendo una sana alimentazione anche a casa. Via libera quindi ad una collaborazione tra le parti che ponga le fondamenta per i nostri ragazzi, in un’ottica di promozione della salute di oggi che si ripercuoterà positivamente anche nel futuro.

Rossana Madaschi Nutrizionista Ec. Dietista Punto Ristorazione e Docente di Scienza dell’Alimentazione Cell. +39 347 0332740 - info@nutrirsidisalute.it www.nutrirsidisalute.it

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Alimentazione & Benessere La

La

A RICETT

Salame di cioccolato e pistacchio

INGREDIENTI • 150 gr di burro • 260 gr di cioccolato fondente 70% • 100 gr di pistacchi sgusciati • 50 gr di zucchero a velo • 150 gr di biscotti secchi • 20 gr di liquore

PREPARAZIONE Spezzettate il cioccolato finissimo e mettetelo a cuocere a bagnomaria, in modo che si sciolga creando un composto cremoso, poi lasciate intiepidire il tutto. In una ciotola mettete il burro morbido con lo zucchero a velo e iniziate a lavorarli, versando il liquore a filo fino ad avere un composto amalgamato. Unite il cioccolato e successivamente spezzettate i biscotti, unite poi i pistacchi interi e date un’ultima mescolata al tutto. Prendete un foglio di carta da forno e versate il composto al centro, poi muovete il foglio così da creare la classica forma a salame. Chiudete a mo’ di caramella le due estremità del foglio e mettete in frigorifero per circa un paio di ore in modo che il composto si rassodi e sia pronto all’assaggio.

Torta salata al rabarbaro e taleggio

INGREDIENTI • 500 gr di rabarbaro • 1 rotolo di pasta sfoglia • 150 gr di taleggio • 100 ml di panna liquida • 1 uovo • 1 cucchiaio di zucchero • 1 pizzico di noce moscata • Sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE In un tegame posizionate il rabarbaro insieme a un cucchiaio di zucchero, un pizzico di sale e dell’acqua, in modo che la verdura si ammorbidisca. Prendete poi una ciotola, sbattete un uovo e metteteci il rabarbaro insieme al taleggio e alla panna liquida; aggiungete anche un pizzico di noce moscata. Mescolate bene in modo da amalgamare il tutto e assaggiate per aggiustare di sale e pepe. Successivamente mettete il vostro composto su un rotolo di pasta sfoglia, precedentemente steso su una teglia. Infornate il tutto a 180° con forno preriscaldato, per circa 20 minuti. In alternativa potete realizzare delle mono porzioni. Questa ricetta è ideale per un pranzo, un apericena o una merenda salata con i vostri amici.

Pistacchio

Rabarbaro

Il seme super energetico

Base della medicina orientale

Il pistacchio deriva da una pianta che può arrivare fino a dieci metri di altezza e che viene coltivata soprattutto in Medio Oriente, Tunisia, Cina e California poiché predilige climi caldi e asciutti. Famoso in tutto il mondo è il pistacchio made in Italy di Bronte DOP, dominazione di origine protetta, che viene coltivato in Sicilia ad un’altezza compresa tra i 300 e gli 800 metri. Nella zona intorno alla città di Bronte, in provincia di Catania, si contano circa 5 mila produttori di questo seme che proprio per la sua ricchezza e importanza è stato soprannominato “oro verde”. I pistacchi sono alimenti molto energetici, le cui calorie sono fornite principalmente da lipidi, proteine e glucidi. Inoltre ha un alto contenuto di minerali tra cui fosforo, calcio, magnesio, potassio, ferro, zinco e selenio. Questo seme ha la proprietà di normalizzare la trigliceridemia e la pressione

arteriosa, inoltre ostacola le complicazioni del diabete mellito di tipo 2. Modula poi l’assorbimento nutrizionale e ostacola l’assorbimento del colesterolo e dei sali biliari, previene la stipsi eliminando le tossine nell’intestino e aiutando quindi a prevenire l’insorgere di malattie dell’apparato intestinale quali cancerogenesi dell’intestino crasso, emorroidi, ragadi e diverticolite. Il pistacchio è anche fondamentale per la salute della ghiandola tiroide.

FRUTTA DI STAGIONE SETTEMBRE Fichi, kiwi, lamponi, mele cotogne, prugne, uva, mirtilli

A

RICETT

La prima cosa che sicuramente ci verrà in mente pensando al rabarbaro sono le caramelle dal sapore amarognolo che almeno una volta nella vita tutti noi abbiamo mangiato grazie ai nostri nonni o ai nostri genitori proprio per le proprietà curative della pianta. L’utilizzo del rabarbaro per scopi alimentari e medicinali risale al 2700 a.C. nella regione asiatica, motivo per cui le origini di questa pianta sono collocate in Tibet e in Cina. La pianta è stata quindi introdotta in Occidente a seguito dell’espansione coloniale delle potenze europee. Il rabarbaro è un regolatore delle funzioni digestive: utilizzato in piccole dosi aiuta la digestione e la depu-

razione del fegato dalle tossine. Utilizzato in grandi dosi è un efficace lassativo. Alcuni studi gli attribuiscono poi anche una funzione antisettica per le infezioni intestinali e irritazioni delle mucose. Questa pianta viene utilizzata dalla radice fino alla foglia in vari modi: con la radice si ricava il succo per fare liquori, caramelle e tonici; con la foglia invece moltissime ricette gustose, sia dolci che salate.

VERDURA DI STAGIONE SETTERMBRE Barbabietole, funghi, coste, spinaci, zucca, cavolfiore


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InfoSOStenibile 85 > Settembre 2019  

Periodico d'Informazione Culturale sugli Stili di vita e d'impresa sostenibili

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