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RELAZIONE TECNICA E ILLUSTRATIVA 1. L'INQUADRAMENTO 1.1 IL TERRITORIO Il territorio di riferimento dell'area progetto, è collocato in quella particolare area geografica dove si incontrano le propaggini delle prealpi Giulie con la pianura tra i fiumi Isonzo e Vipacco, la porta naturale attraverso cui sono passate nei secoli tutte le popolazioni provenienti da est. In questa area si sono sviluppati nella storia, gli insediamenti urbani di Gorizia, Nova Gorica e le realtà minori di Sempeter-Vrtojba, Merna, Salcano. Essi sono collegati tra loro da una fitta rete di opere infrastrutturali, veicolari, ferroviarie, e ciclo/pedonali. Tutte queste opere, assieme alla forte presenza della natura, dovuta al sistema di monti e colli che dominano gli insediamenti urbani, concorrono a dare un senso di continuità fisica al territorio, e connotano il paesaggio. Alcune di questi rilievi sono punteggiati da emergenze architettoniche, la maggioranza a carattere religioso, su tutte la forte presenza del castello di Gorizia. 1.2 I NUCLEI URBANI: Le due città principali hanno avuto una storia completamente diversa, in qualche modo intrecciata, perlomeno per opposizione. Nascono dallo stesso territorio, anche se con motivazioni politico-economiche opposte. Gorizia dalla storia millenaria, con un tessuto urbano stratificato nel tempo, ricca di episodi architettonici, di piazze, di giardini, ha sofferto la perdita del suo entroterra storico, a discapito della una nuova città, Nova Gorica, in territorio Sloveno. Quest'ultima, costruita nel primo dopoguerra, che per la sua realizzazione ha adottato criteri urbanistici modernisti, risente dell'assenza di un radicamento storico. Ambedue le realtà urbane, benchè autonome, hanno qualcosa che manca all'altra parte, e quindi destinate ad una vita in simbiosi. Dalla lettura delle componenti sia funzionali che morfologiche che le costituiscono, ci viene restituito un senso di unitarietà, che è la cifra del territorio dal quale ambedue sono state generate. 1.3 LE INFRASTRUTTURE Le infrastrutture hanno un ruolo determinante in questo territorio, i due nuclei urbani principali sono attraversati e divisi in direzione nord-sud dalla linea ferroviaria, peraltro poco utilizzata, che collega la stazione Centrale sud di Gorizia con la vecchia stazione austroungarica della Transalpina a nord, ora a Nova Gorica. Queste due opere hanno svolto un ruolo determinante nella storia dello sviluppo urbanistico delle due città. La prima a segnato la crescita ottocentesca di Gorizia, dandone l'impronta alla città attuale. La seconda, assumendo un notevole ruolo simbolico, al momento della caduta del confine, con la realizzazione al suo ingresso di una piazza a cavallo delle due nazioni, che ha sancito la definitiva eliminazione della barriera geopolitica tra le due città. Parallelamente alla linea ferrata, in territorio sloveno, corre una viabilità veicolare, che partendo da Nova Gorica incrocia a sud la viabilità extraterritoriale, in direzione est- ovest, dell'autostrada Venezia – Lubljana. Queste infrastrutture giocano un importante doppio ruolo, sia di barriera ma anche di collegamento tra le varie componenti delle due realtà urbane. Inoltre, sempre in adiacenza al sedime ferroviario e in ambito sloveno, l'esistenza di una pista ciclo/pedonale permette una fruizione del territorio a una scala più minuta, ma di enorme efficacia è di importanza strategica, riuscendo a ricucire nella sua percorrenza una infinità di fatti ed episodi che caratterizzano il territorio. In ultimo, ma non per importanza, a sud di Gorizia, l'aeroporto “Duca D'Aosta”, attualmente sottoutilizzato, ma dalle immense potenzialità di riferimento per tutta l'area. 1.4 IL SISTEMA DELLE EMERGENZE NATURALI E ARCHITETTONICHE Attorno agli insediamenti urbani una corona di monti e colli sembra ergersi a loro protezione, quasi a 360 gradi. Una vista prospettica accentuata dalla diversa altezza e conformazione geologica di queste emergenze, che degradano abbassandosi verso la pianura. A nord-est, in lontananza le prealpi Giulie, di natura carsica, con l'altipiano di Tarnova, più in prossimità i monti Sabotino, Montesanto e S.Gabriele, che a ridosso dell'edificato sono sostituiti da colli di dimensioni più contenute e di formazione morenica, quali il colle della Castagnavizza, del Rafut, il Panovec e il S.Marco. A sud l'altipiano carsico, che con le emergenze che vanno dal monte S.Michele al Tristeli, chiude la vista verso il mare e il golfo di Trieste. A ovest le colline del “Collio” con il monte Calvario e le località di Oslavia e S.Floriano. Questa cornice che accompagna lo sguardo in lontananza, è interrotta dalla valle del fiume Isonzo a sudovest, e dalla valle del Fiume Vipacco e la piana di Ajduscina a est. Molti di questi rilievi sono stati, nell'arco della storia, oggetto di interventi insediativi da parte degli abitanti di questi luoghi, rafforzandone il carattere simbolico e paesaggistico. Primo fra tutti il castello, che domina la città di Gorizia e tutto l'intorno. Altri sono a carattere religioso, votivo o conventuale, come il monte Santo, su cui svetta il campanile e domina l'imponente basilica, come il monte Sabotino, più noto ai goriziani come il “Valentin”dove si trovano i reperti di una vecchia chiesa medioevale, come il colle della Castagnavizza, dove sorge il Santuario o “Cappella”, come il colle del Rafut. Altri rilievi sono utilizzati per percorsi escursionistici, turistici o sportivi, o sono parchi naturalistici, come il parco del Panovec in territorio sloveno, e lo stesso colle del castello di Gorizia.


1.5 IL PAESAGGIO Attraverso questi promontori, quali punti di osservazione privilegiati, soprattutto con la sensibilità del periodo romantico ottocentesco, ed alla invenzione delle viste panoramiche, si è costruita la rappresentazione e la coscienza del paesaggio di questo territorio. In una visione panoramica passato e presente convivono: lo sguardo panoramico prende possesso del visibile, lo supera nella dimensione storica focalizzando aspetti e situazioni per ricomporsi in unità. Il tema del paesaggio caratterizza fortemente questo territorio. Forse si può cogliere ancora la sua essenza, in questo stralcio della descrizione che ne dà un viaggiatore ottocentesco, quale il barone Carl von Czoerning nel 1873, a proposito delle contee di Gorizia e Gradisca:“Benché situate nel mezzo tra i grandi territori culturali della Germania e dell'Italia, sono rimaste fino a tempi recentissimi una vera e propria terra incognita per il forestiero... Le guide turistiche, di solito assai minuziose, dedicano a questo territorio, con le loro scarse notizie, poca attenzione, e il viaggiatore che con la ferrovia dell'Italia percorre in fretta una parte non trascurabile del paese senza fermarsi, nota tutt'al più con stupore....Eppure quest'ultimo merita di essere minutamente osservato più di parecchi altri vasti territori che i turisti percorrono in tutte le direzioni. In Europa non esiste, verrebbe voglia di affermare, un paese di estensione ugualmente limitata che presenti in ogni senso una simile varietà di fenomeni come il territorio che sotto il nome politico di contee di Gorizia e Gradisca costituisce una parte piccola bensì, ma molto preziosa dell'impero austriaco. Per esprimere brevemente il suo carattere dominante dirò che è il paese dei contrasti: contrasti che collegati da passaggi più o meno armoniosi si presentano nella qualità del terreno, nel clima, nella coltivazione del suolo, come pure negli elementi etnografici, poiché qui avviene il contatto fra le tre principali razze europee, la romanica, la tedesca e la slava; e così nella densità della popolazione e nelle occupazioni della gente, nel libero dominio della natura e negli aspetti del paesaggio. Questi contrasti attraversano la storia del paese che risale fino ai tempi delle leggende e comincia nelle mitiche tenebre con l'immigrazione dei veneti dall'Asia lontana, con la romantica spedizione degli Argonauti e l'arrivo dei troiani fuggiaschi.” 1.6 LA STORIA RECENTE La città di Gorizia, in seguito ai trattati internazionali stipulati a conclusione dell'ultima guerra, era stata parzialmente divisa dal nuovo confine di stato, che conservando in Italia il nucleo urbano, aveva lasciato alcune parti periferiche del suo territorio nella ex Jugoslavia ora Slovenia, ove nel dopoguerra è sorta una nuova città: Nova Gorica. Questo confine non ha mai costituito comunque una rigida barriera e i sei valichi che lo attraversavano garantivano il passaggio quotidiano della popolazione per reciproci scambi commerciali, di lavoro e culturali. Questa linea di confine ha invece progressivamente interrotto la continuità territoriale, morfologica e funzionale di alcune parti di città, lasciando spesso irrisolte, sia in territorio italiano che sloveno, le aree limitrofe. L'accelerazione della storia ci ha portati, nel breve periodo di due decenni, ad una nuova realtà geopolitica, dove il confine di Stato è stata spazzato via, assieme alle strutture confinarie che lo rappresentavano, il territorio è percorribile senza limitazioni, si percepiscono concretamente condizioni di una nuova stagione di integrazione e di collaborazione tra le genti di questo particolare luogo, dove la storia ha rimescolato spesso le sue carte, costruendo relazioni e rapporti umani complessi e stratificati, che si sono trasferiti anche nell'ambiente fisico. Contemporaneamente si sono affacciati anche nuovi strumenti di gestione territoriale quali il GECT (Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale) previsto dalla normativa comunitaria e nazionale di riferimento, al quale hanno aderito sia il comune di Gorizia che quelli limitrofi di Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba. Strumento per superare gli ostacoli alla realizzazione e gestione di azioni di cooperazione territoriale in un contesto di legislazioni e procedure nazionali differenziate. E' in questo quadro di nuove opportunità, che si inserisce anche il presente bando concorsuale, che ha come oggetto la riconversione dell’area dell'ex Ospedale Civile di Gorizia, in un Centro Internazionale dedicato alla vita giovanile, con una “strategia” complessiva di riqualificazione dell’intero territorio ad esso collegato. 2. L'AMBITO DI STUDIO E L'AREA DI PROGETTO L'ambito di riferimento progettuale del il nostro intervento, può considerarsi un microcosmo, una vista ravvicinata della dimensione territoriale prima descritta. Vi sono presenti quasi tutti gli elementi naturali e artificiali che lo caratterizzano. L'ambito di studio è una porzione di territorio che permette di affrontare questioni strategiche a questa scala, sia per la ricucitura di parti di esso, che per dare soluzioni progettuali coerenti ad aree che hanno cambiato prospettive d'uso, e per individuare nuove potenzialità di fruizione. Esso è individuabile in una fascia a contatto e parzialmente a cavallo dell'ex confine di stato, in prevalenza in territorio italiano, ma strettamente connesso con un sistema di relazioni all'area slovena. L'ambito confina a sud-ovest, separato dalla viabilità storica che collega la città di Gorizia al nucleo urbano di Sempeter, con la struttura dell'ex ospedale psichiatrico, ora “Parco Basaglia”, sede dell'Azienda per i Servizi Sanitari e dell'Amministrazione Provinciale di Gorizia. Una grande struttura novecentesca, di notevole qualità architettonica, organizzata con padiglioni e un grande parco/giardino, che si prolunga a sud in un'area agricola. A sud-est separato da un incombente muro di recinzione e da una stradina, che poi prosegue in territorio italiano


come percorso agricolo, l' ambito confina con un'area di edilizia residenziale a bassa densità, dal disegno poco relazionato con l'intorno. Ad est confina con il sistema di infrastrutture di collegamento, che da sud e da ovest procedono verso nord ed est. Sempre da questo lato, l'ambito confina con il sistema collinare del monte S. Marco e del colle del “Rafut”, un tempo entrambi prettamente boschivi, ora snaturati da insediamenti a carattere residenziale. Tra questi rilievi, in direzione est si sviluppa la valle chiamata “Valdirose” (già Rosenthal) ora Rozna Dolina. Un tempo considerata come il “fuoriporta “ della città di Gorizia, era un luogo in cui si andava a trovare ristoro durante le calde giornate estive. Qui inoltre, esiste ancora l'unico cimitero ebraico in territorio sloveno, in cui sono sepolti illustri personalità del tempo, tra cui anche Carlo Michelstaedter. A nord, più in lontananza, chiude la vista prospettica il colle della Castagnavizza, magnificamente soleggiato, con il santuario dall'elegante finestra termale inserita sul prospetto principale. Da sempre importante riferimento religioso per le comunità locali, oltre che essere la tomba degli ultimi regnanti Borboni del ramo Merovingio. Dal suo rilievo si può anche scendere sul versante opposto, e raggiungere il parco del Panovec, anch'esso in territorio sloveno, attrezzato con sentieri, e molto frequentato da appassionati dello jogging. Sempre su questo rilievo a poca distanza più a est, troviamo la casa dell'architetto Antonio Lasciac, dalle reminiscenze orientali, con il suo parco ricco di raffinate essenze botaniche. Sempre a nord, ma più ravvicinato e confinante parzialmente con l'ambito, il colle del castello di Gorizia, dominato dal maniero con il suo borgo medioevale, testimonianza storica delle vicende locali più antiche, che ha una funzione prettamente museale e turistica, collegato al nostro ambito, tramite una viabilità minore, e più a nord, da un sistema di sentieri pedonali all'interno del suo un parco naturale. Sotto il colle del castello e quello del “Rafut”, passa la viabilità che dal centro storico di Gorizia, lambendo l'area universitaria e attraversando l'ex valico internazionale della “Casa Rossa”, porta verso la valle di Ajduscina, in direzione est. A nord-ovest l' ambito confina con l' edificato del borgo San Rocco dalle grandi tradizioni rurali e contadine. All'interno dell'ambito possiamo individuare aree a speciale funzionamento. A nord troviamo l'area con il colle su cui sorge l'ex seminario minore, opera di un architetto benedettino dei primi novecento, ora destinati a sede universitaria delle facoltà di scienze diplomatiche e di architettura. La struttura è stata ultimamente dotata, con un ampliamento, di un nuovo Centro Congressi. Spostata un po' più a destra, troviamo l'area dell'ex stazione confinaria, parte in territorio italiano e parte in quello sloveno. Nella parte italiana, chiamata “Casa Rossa”, insistono delle strutture la cui la maggior parte è costituita da piazzali asfaltati, che servivano allo stazionamento dei camion, ora non più necessari. L'occupazione del territorio per questa funzione, è chiaramente leggibile nel progressivo spostarsi della viabilità verso il vicino colle, con la sua progressiva erosione. Nella parte slovena c'è stato un minor spreco di territorio ed è in atto una riconversione funzionale degli edifici esistenti, in questa area inoltre trova sede l'Universitaria di Nova Gorica. Sempre all'interno dell'ambito, più in basso una piccola area agricola, rimasta isolata tra gli sviluppi trasformativi del territorio, testimonia la sua vocazione passata. In direzione sud-nord, lungo l'ex confine di stato, si sviluppa un'area interstiziale, stretta e allungata, occupata in parte da attività agricole minori, e in parte rimasta inutilizzata. Nella parte più a sud del nostro ambito troviamo l'area di progetto, fino a pochi anni fa destinata a complesso ospedaliero, situata a est della città di Gorizia, a ridosso del comune di Sempeter. Parte del suo perimetro, a sud-est, sud-ovest e nord-ovest, coincide con l'ambito di studio sopra descritto, mentre a nord-est confina con il corso d'acqua della Vertoibiza. Questo ha subito notevoli trasformazioni nel tempo, con la deviazione del suo corso e opere di irrigimentazione, che lo hanno snaturato. Sul lato a nord, l'area progetto confina con le aree agricole prima descritte per l'ambito. L'accessibilità avviene da sud dalla via V. Veneto, con un ingresso principale carraio e pedonale, in corrispondenza dell'ex Ospedale Civile, e uno attualmente solo pedonale, in corrispondenza dell'ex Sanatorio, e da ovest dalla via Scuola Agraria, tramite una strada di penetrazione, via Tuscolano, che conduce al cuore dell'area di progetto. Già il piano regolatore di Max Fabiani del 1921, individuava in questa parte della città un sistema di strutture per istituzioni a scala territoriale. Edifici come l'ex ospedale psichiatrico e l'ex sanatorio, di notevole qualità architettonica, e capaci di mantenere un equilibrio tra edificato e ambiente. Queste qualità non sono riscontrabili nell'ex struttura ospedaliera più recente. L'area di progetto, si è sviluppata nell'arco del tempo che va dal periodo tra le due guerre, fino ai giorni nostri, organizzando una serie di manufatti edilizi e un sistema di aree scoperte, di varia natura e consistenza, sia qualitativa che quantitativa, con una logica strettamente funzionale alle attività a carattere specialistico, privilegiando la parte sud per il costruito, e lasciando la parte a nord più libera, ad eccezione dell'edificio dell'obitorio e camera mortuaria, sul vertice più alto dell'area. I manufatti edilizi, all'infuori dell'ex sanatorio non presentano alcun pregio architettonico, anzi oltre ad essere tecnologicamente vetusti, evidenziano anche nelle finiture e nei materiali, notevoli carenze, hanno anche limiti nel loro carattere distributivo e nella qualità spaziale, risultando poco adatti per una loro riconversione funzionale. Emblematico è l'edificio dell'ex Ospedale Civile, che nella sua dimensione di fuori scala, compromette tutti i rapporti con il contesto, negando qualsiasi relazione con le altre strutture, con gli spazi aperti e con il paesaggio naturale dell'intorno. Questa struttura, per le sue dimensioni, presenta difficoltà a essere riempita di attività, e consumerebbe una notevole quantità di risorse solo per adeguamenti energetici e strutturali alla normativa. Anche gli altri edifici, come quello dei servizi, posto a ridosso dell'ex confine, denotano queste carenze tipologiche e di inserimento

ambientale. Anche gli spazi scoperti denunciato i limiti dovuti allo sviluppo monofunzionale dell'area. Si differenzia anche in questa valutazione, l'area attorno all'ex Sanatorio, destinata a parco. I rimanenti spazi liberi sono di risulta a un sistema di flussi che collegavano le varie aree funzionali. A nord la grande area scoperta di forma triangolare, per quasi metà è occupata da un grande piazzale asfaltato che serviva da parcheggio, l'altra metà è incolta con al centro un rilievo di materiale da riporto, dall'incerta consistenza e provenienza. 3. GLI OBIETTIVI, IL PROGRAMMA FUNZIONALE, UN POSSIBILE MODELLO DI WELFARE Possiamo individuare due ordini di obiettivi. Il primo a carattere più urbanistico, che mira a ridefinire alcune delle relazioni territoriali dell'ambito, e a migliorare l'assetto globale cittadino, intervenendo sulle aree confinanti in territorio sloveno, sul piazzale di Casa Rossa, sull'area dell'ex Ospedale Civile di Gorizia, e potenziando le connessione, attraverso il sistema ciclo/pedonale. Il secondo, più specifico, riguarda la realizzazione di un Centro multiculturale e multifunzionale giovanile, da inserire nell'area di progetto, capace anche di offrire nuove opportunità al territorio circostante. Il programma funzionale per questo polo, prevede la realizzazione di un centro ricreativo e di socializzazione con relativi servizi, sia al coperti che all'aperto, dove svolgere manifestazioni, eventi, momenti formativi, e di un parco urbano. Spazi per un Teatro di Posa, una Casa della Musica, per il Punto Giovani, per la ricettività sia studentesca che turistica, per la ristorazione per la componente giovanile ma anche ai dipendenti dei Servizi Sanitari, un asilo per bambini in età prescolastica, degli spazi per la ricerca, e alcuni spazi per attività legate al servizio sanitario. Dato il legame di prossimità, sia fisica ma anche storica dell'area e del nuovo Centro giovani, con le attività legate all'assistenza e alla salute del Parco Basaglia, si propone un modello organizzativo del tipo Welfare Community Center (già sperimentato nella città di Parma). Potrebbero essere riuniti, in modo armonico e integrato, servizi socio sanitari, residenze per anziani, strutture per l’infanzia, il centro giovani, con una grande attenzione al verde pubblico e all’agricoltura periurbana. È l’idea del welfare di nuova generazione, il welfare delle opportunità e dello sviluppo integrato, che associa interventi di promozione attiva lungo tutte le fasi della vita della persona, integrando cioè i tradizionali servizi socio-assistenziali a innovativi servizi alla persona nonché educativi, dando altresì occasioni di inclusione lavorativa e produzione di reddito. In questa ipotesi potrebbero essere coinvolte, nella gestione di questo nuovo modello, le cooperative già operanti all'interno della struttura del “Parco Basaglia”. 4. QUESTIONI DI METODO Consci sia della complessità dell'ambiente in cui si andava ad operare, ricco di elementi eterogenei anche in contrasto tra di loro, sia che al giorno d'oggi non ci si possa permettere di perdere risorse, creando tessuti forti difficilmente convertibili, in un periodo in cui i cambiamenti sono così rapidi e repentini, abbiamo assunto un atteggiamento progettuale rivolto verso modelli urbanistici non deterministici, capaci di inventare sistemi di regolazione debole, di gestire l'imprevisto e la reversibilità dei processi. Questo atteggiamento ci ha portato ad un approccio progettuale al tema del concorso da un lato di tipo paesaggistico, dall'altro all'utilizzo di un processo stocastico, per interpretare e restituirne la sua complessità. La prima questione ha richiesto di affrontare il tema ad una scala più vasta, dove ogni luogo è un tassello di un sistema ambientale, ogni stato è un momento di un processo, ogni vista è solo una delle numerose possibili. A questo livello la progettazione ha individuato alcuni temi e strategie quali: il sistema del verde, sia urbano che territoriale, con i colli e le aree agricole, assicurandone la sua fruibilità, attraverso un potenziamento delle reti ciclo/pedonali di collegamento, tenere conto delle dinamiche naturali, rispettando le associazioni vegetali, l'attenzione alla vegetazione spontanea, l'aumento delle superfici non impermeabilizzate, del recupero delle aree dismesse o degradate, della rinaturalizzazione dei corsi d'acqua e delle loro sponde. Per la seconda questione, riferita ad una scala più ridotta, si è ricorsi a un modello matematico, il diagramma di Voronoi, o tassellatura di Dirichlet, che è un particolare tipo di decomposizione di uno spazio metrico, determinata dalle distanze rispetto ad un determinato insieme discreto di elementi dello spazio (nel nostro caso, un insieme finito di punti). 5. UN PARCO TERRITORIALE DELL'EX CONFINE La proposta consiste nel mettere a sistema tutte le aree attorno la fascia dell'ex confine, un tempo considerate marginali e periferiche rispetto alle due città divise, ma che ora sono divenute estremamente centrali e strategiche per ricostruire una unità del territorio. Questo nuovo sistema potrebbe essere un parco territoriale, che snodandosi da nord a sud, dalla stazione della Transalpina in Slovenia, fino all'aeroporto Duca D'Aosta in Italia, sia il riferimento per dei progetti puntuali, da realizzarsi nel tempo, lungo questa direttrice. Progetti di varia natura e scala potrebbero declinare le diverse caratteristiche funzionali, morfologiche, con l'unica costante di rafforzare i rapporti e le relazioni tra le parti. Questo parco potrebbe diventare la spina dorsale per una nuova strategia territoriale, invertendo il significato di divisione che tali aree hanno avuto, e diventando occasione di nuova coesione. All'interno di questo parco ricadrebbe a pieno titolo anche la nostra area progetto, divenendone anzi il primo intervento generatore di questo nuovo sistema territoriale.


6. L'IMPIANTO URBANISTICO DI PROGETTO 6.1 IL MODELLO MATEMATICO Si è partiti dall'individuazione di alcuni punti specifici, dalle valenze etereogenee, sull'area interessata al progetto. Attraverso il diagramma matematico di Voronoi e una sua elaborazione algoritmica, si è quindi creato un sistema di isole, relazionate tra di loro dal solo principio di prossimità. Il progetto ha poi considerato questo sistema topologico, come supporto unitario per l'individuazione sia di aree scoperte, che edificate, di flussi, per perseguire gli obiettivi posti dal programma concorsuale. Un modello senza gerarchie prestabilite, senza assi generatori forti, capace di modificarsi ed evolversi nel tempo, dove le isole possono scambiarsi i ruoli, da vuoto diventare dei pieni e viceversa, adattandosi alle esigenze nel tempo.

Identificazione dei punti per l'elaborazione dell'algoritmo di Voronoi e sua applicazione

Interpolazione con curva delle isole di Voronoi

6.2 IL PROGETTO DELL'AMBITO DI STUDIO Tema guida del progetto, oltre alla realizzazione degli edifici per accogliere il “Centro Giovani alla Frontiera”, è stato quello del sistema del verde e degli spazi aperti, relazionati all'ambiente naturale circostante dei colli, ai parchi esistenti, all'area universitaria, e alla stessa area del nuovo intervento, considerata come un ulteriore parco. E' evidente che anche a questa scala la questine del paesaggio è risultata determinante. All'interno dell'ambito di studio, il progetto prevede il potenziamento del sistema di connessione e relazione tra le parti, e di dare soluzione ad alcune di esse che presentano delle problematicità. Per quanto concerne il primo punto, è stato consolidato ed ampliato il sistema dei percorsi ciclo/pedonali esistenti, realizzando anche dei nuovi tratti, in modo da creare un circuito ad anello, che dall'area progetto vada fino ai piedi del colle della Castagnavizza, creando una continuità di percorrenza tra il territorio italiano e quello sloveno. Nello specifico il percorso ciclo/pedonale parallelo alla ferrovia, in territorio sloveno, che fa da spina portante al sistema, viene potenziato con un raddoppio della sua sezione, e realizzando alcuni slarghi da attrezzare con pergolati, panchine per la sosta, il ristoro, e la vista panoramica verso gli scorci dell'ambiente circostante. In territorio italiano, viene data continuità alle percorrenze ciclo/pedonali esistenti, e realizzate delle nuove, sia in direzione nord-sud che est-ovest. Sempre per migliorare il sistema dei collegamenti e dei flussi, ma questa volta riguardante la viabilità carraia, vengono realizzate due rotatorie, una per risolvere l'ingresso all'area di progetto, l'altra all'incrocio tra le direttrici nord-sud ed est- ovest, alla fine del piazzale della Casa Rossa. Per ultimo ma non per importanza, sul lato nord-est dell'area, in territorio sloveno, tra il tracciato ferroviario e la viabilità di scorrimento, viene realizzata una piccola stazione per utilizzare la ferrovia come metropolitana leggera. Questa infrastruttura, collegando le stazioni di Gorizia e Nova Gorica, e da queste tutte le altre stazioni europee, permetterebbe di raggiungere l'area di progetto in maniera agevole, soprattutto da una utenza quale quella giovane, di provenienza internazionale.

Per quanto concerne il secondo punto progettuale dell'ambito studio, si è affrontato la questione della riqualificazione del piazzale della Casa Rossa. Quest'area un tempo era in continuità con il colle dell'ex Seminario Minore (ora struttura universitaria). Questa sua continuità è stata interrotta dalla realizzazione di una doppia viabilità carraia, all'interno della quale si è fatto posto al piazzale, a ridosso della vecchia direttrice storica, contrassegnata da un edificato su strada e dalla presenza di maestosi platani. Il progetto propone di rinaturalizzare la parte sud del piazzale, eliminando una delle tre viabilità, quella centrale, e realizzando con materiale di riporto, un nuovo terrapieno dal quale, attraverso un collegamento in quota, si possa raggiungere il colle del complesso universitario. Questa area verde, dalla forma a “C” degrada dalla

quota del sovrappasso fino a quota del piazzale, creando nella sua parte concava un'area attrezzata con gradonate fisse in legno, dotata di servizi, da dedicare allo svolgimento di grandi eventi o manifestazione, che non sono compatibili all'interno degli spazi della città storica. Durante gli altri periodi dell'anno verrà utilizzata come un'area a verde, facente parte del sistema a scala più ampia dei parchi. A nord del piazzale viene mantenuto e riorganizzato un parcheggio di supporto alle attività che si svolgeranno in questa area. 6.3 IL PROGETTO DELL'AREA E DEL CENTRO GIOVANI ALLA FRONTIERA Alcune considerazioni sull'organizzazione e consistenza dell'area, già esposte precedentemente, e alcune incompatibilità funzionali con le nuove destinazioni, relative al mortuario e la residenza privata, ci hanno portato ad avere un atteggiamento progettuale poco conservativo nei riguardi del suo assetto fisico e funzionale. Questo non tanto per garantirci una “tabula rasa” per meglio operare, ma perchè convinti della necessità di restituire nuova coerenza ed equilibrio, tra naturale ed artificiale, a questa parte del territorio. La quasi totalità degli edifici viene demolita, conservando il complesso dell'ex Sanatorio, peraltro sottoposto a vincolo diretto della Soprintendenza Per i Beni Ambientali Architettonici Archeologici Artistici e Storici, e le due palazzine che si affacciano sulla via V. Veneto, già destinate ad ospitare funzioni indicate dall'A.S.S,. L'area è stata considerata come un grande parco, di cui fa parte anche il “Parco Basaglia”. L'edificato esistente e quello di nuova costruzione, sono trattati come padiglioni che si calano e vengono avvolti in questo ambiente a verde. Sui bordi a nord-ovest e a nord- est, dove era presente il confine di stato, è data la massima permeabilità all'area. In particolare dal primo, demolito l'imponente muro di recinzione, si può accedere da una pista ciclo/pedonale che collega da nord a su il territorio sloveno e italiano, dal secondo, delimitato dal torrente Vertoibizza restituito alla sua configurazione naturale, attraverso dei piccoli ponti si può accedere all'area, dalla pista ciclo/pedonale esistente. A sud-ovest, frontalmente al “Parco Basaglia” l'accesso è garantito da una scalinata su tutto il bordo, che risolve il dislivello di quota tra le due aree, e ne enfatizza e segnala l'ingresso al nuovo parco. I rimanenti bordi hanno una permeabilità meno accentuata con punti di accesso più controllati. L'accessibilità carraia avviene da due punti, uno da via V. Veneto più esterno, e porta al nuovo parcheggio interrato su due livelli, posizionato tra le due palazzine dell'A.S.S., l'altro più a nord, dalla nuova rotatoria attraverso la via Tuscolano, che penetra l'area più in profondità, servendo sia


l'edificio dell'ex Sanatorio che il nuovo Centro Giovani. Quest'ultimo, posizionato quasi baricentricamente all'area, costituito dal complesso dei nuovi edifici/padiglione, quasi una cittadella, è avvolto dal sistema del verde, e relazionato agli spazi scoperti dedicati alle attività sportive e di socializzazione. I sette padiglioni che lo formano, occupando altrettante isole “Voronoi”, si aggregano attorno a degli spazi liberi, creando una costellazione di costruito. Compositivamente questi non rispondono a vecchie regole “Beaux arts”, fondate su assi e figure geometriche, bensì su una complicità con il paesaggio, più ricettivo alla plasticità e alla sorpresa, con principi fondati su macchie, rilievi e sequenze. Questa aggregazione trova forse come unico punto focale, uno spazio centrale che funge da “agorà” del complesso, luogo per eccellenza di ritrovo e di attività collettive per tutta la popolazione giovanile. Tale convergenza è accentuata dall'andamento delle coperture dei padiglioni, che con una lieve inclinazione, degradano verso di esso. Il complesso è dotato di un parcheggio scoperto più defilato, ma allo stesso tempo funzionale, e di una una viabilità di servizio, che collega tutti gli edifici sul perimetro esterno. 6.4 IL PARCO E GLI SPAZI SCOPERTI Il Parco del Centro Giovani, relazionato organicamente con tutto il sistema dei parchi, è pensato come uno spazio aperto, dove trovano posto tutte le attività legate al tempo libero, di tipo ludico, ricreativo, culturale e sportivo. Un grande spazio costituito da isole verdi e attrezzate, collegate da percorsi ciclo/pedonali, caratterizzato dalla presenza della tecnologia informatica, essendo dotato di un sistema puntuale di workstation pubblica non presidiata, sulla quale funzionano i servizi on-line ed off-line. Dei totem/chioschi che garantiscono collegamenti telematici. Le isole verdi sono pensate come delle stanze, realizzate con macchie o recinti di essenze arboree locali o importate, di grandezza e dalle foglie dai colori diversi, organizzate con disegno libero o geometrico, che possono essere utilizzate liberamente per la sosta, il riparo, la contemplazione o lo studio didattico/scientifico delle loro peculiarità botanica. Tutti i percorsi, e le aree non a verde, sono realizzati, per contrasto, con materiale più duri, minerali, con cemento lisciato, ghiaino/acciottolato di diversa granulometria, trattati superficialmente con pellicole resilienti. Le isole attrezzate, sono dedicate prevalentemente allo sport e alle attività legate agli eventi, alle rappresentazioni culturali, musicali e ai momenti di socializzazione in generale. Gli spazi dedicati allo sport sono di due categorie, quelli rivolti alla fascia giovanile di età tra i 13/14 e i 18/19 anni e quelle dai 20 in su. I primi, di carattere non agonistico, sono localizzati in prossimità del Punto Giovani, in quanto richiedono un controllo più diretto dei fruitori da parte dell'istituzione. I secondi, sono più spostati all'esterno verso la fascia a nord-est, creando una continuità con quelli già previsti in territorio sloveno. Degli altri spazi attrezzati fa parte l'agorà centrale agli edifici, che si caratterizza per essere uno spazio libero, flessibile e adattabile alle diverse necessità, con un minimo di attrezzature costituite da sedute che sono anch'esse facilmente riposizionabili. Fa parte, a pieno titolo degli spazi attrezzati il torrente della Vertoibizza, attualmente relegato, con le sponde in cemento e il corso d'acqua sollevato da pompe, a canale tecnologico. A questo viene restituita una sezione con andamento e materiale naturale, e ne viene accentuata la presenza nell'area, con la realizzazione di una serie di specchi d'acqua con funzioni diverse, per la sosta con gradonate puntuali, per giochi d'acqua, e uno per il trattamento e la fitodepurazione delle acque del complesso.

ecologia ambientale. I tetti verdi durano due volte più a lungo dei tetti ordinari, offrono un buon isolamento acustico, migliorano il microclima interno ed esterno ed alleggeriscono le canalizzazioni grazie alla ritenuta di acqua piovana. Garantiscono un risparmio energetico grazie al miglioramento dell’isolamento termico infatti, assorbendo calore, i tetti verdi riducono l’utilizzo degli apparecchi di raffreddamento degli edifici, oltre a filtrare l’aria inquinata eliminando le particelle in sospensione nell’aria ed il diossido di carbonio. Durante gli episodi di forti piogge, le città hanno spesso difficoltà ad evacuare l’acqua. Una superficie sufficiente di tetti vegetali aumenta considerevolmente l’assorbimento dell’acqua pluviale, alleviando così la rete fognaria. Inoltre, sulla scala di una città, questi tetti vegetali possono ridurre l’effetto “isola termica” riducendo sensibilmente la temperatura della città in estate. Lo studio del tetto ha portato ad una selezione di quelle piante, vivaci e autoctone, più resistenti alle temperature estreme e più adatte da un punto di vista scenografico. Essenze che hanno la prerogativa di stabilizzarsi rapidamente, così da coprire in breve tempo l’intera superficie di suolo riducendo il prosciugamento dal sole e dal vento. Le essenze utilizzate sono: leucanthemum max rijnsburg glory tappezzanti inplateaux, leucanthemum max rijnsburg glory, hieracium auranticum, erigeron karviskianum, lippia nodiflora, stachys lanata, achillea millefolium, acanthus mollis, fioriture assortite. La copertura viene usato come primo elemento di regolazione delle condizioni termo-igrometriche degli ambienti. In primo luogo il fatto di disporre di un tetto completamente a verde permette di aumentare notevolmente la massa della copertura facendola lavorare come un volano termico. Il calore viene accumulato durante il giorno e migra all’interno con molte ore di sfasatura interessando gli spazi sottostanti in orari in cui non c’è più l’occupazione delle persone. L’evaporazione dell’acqua inoltre crea un microclima a temperatura più bassa in tutta la superficie verde del tetto. L’irrigazione del prato sul tetto diventa il primo strumento di climatizzazione naturale a zero emissioni di CO2 ed a zero consumo energetico. Il comfort Il Confort è la condizione di equilibrio del corpo quando questo riesce a smaltire il proprio calore metabolico secondo le giuste proporzioni tra i quattro modi di scambio termico in maniera uniforme. Tali proporzioni dipendono, in ordine di importanza dalla temperatura delle superfici, temperatura dell’aria e dall'umidità relativa.

6.5 GLI EDIFICI 6.5.1LA BIOEDILIZIA, L'ECOSOSTENIBILITA', GLI IMPIANNTI E LE ENERGIE ALTERNATIVE Tutti gli interventi, sia di recupero che le nuove costruzioni sono rivolti e caratterizzati alla realizzazione di condizioni e all'impiego di tecnologie e materiali biocompatibili, con particolare attenzione rivolta all'utilizzo di fonti energetiche alternative. Inquadramento ambientale: Il verde La forte presenza del verde nello stato attuale del sito di intervento ha portato a considerarlo come un elemento architettonico vero e proprio in grado di disegnare gli spazi e di contaminare il costruito in continuità con il parco esterno. L’intero complesso di conseguenza, risulta puntualmente occupato da spazi in cui il verde diventa l’elemento caratterizzante, siano essi le corti interne o il tetto, perfettamente integrati con il verde esterno.Il verde viene considerato come il primo livello del risparmio energetico degli edifici, e una corretta scelta delle piante permette di favorire l’insolazione nel periodo invernale ed una efficace ombreggiatura nel periodo estivo. La scelta delle essenze a foglie caduche che contorneranno il volume degli edifici, aiuta a regolare il benessere termo-igrometrico degli spazi interni. Nella stagione estiva, infatti, le chiome degli alberi permettono di ombreggiare le zone occupate pur garantendo l’illuminazione naturale degli ambienti. La bioedilizia, considerazioni generali: Il tetto verde I tetti verdi sono un concetto antico e attualissimo al contempo che fonde esigenze architettoniche ed

Il riscaldamento invernale Per garantire le condizioni di scambio ottimali per l’inverno è necessaria l’omogeneità della temperatura delle superfici e dell’aria nei valori riportati nella tabella in alto.


La climatizzazione estiva In estate le proporzioni di scambio ottimali variano leggermente per effetto del diverso tipo di abbigliamento e della maggior temperatura delle superfici e dell’aria. Nel funzionamento estivo la condizione ideale è quella di potere dislocare i carichi termici e gli odori dal basso verso l’alto spostandoli dalla zona occupata dalle persone. Per questi due motivi si prevede di installare una pavimento sopraelevato dotato di prorpia intercapedine attraverso la quale inviare l'aria primaria trattata, mentre il carico sensibile viene coperto da irragiamento da soffitto radiante. In questo modo si ottiene il vantaggio di un sistema omogeneo di riscaldamento e di raffrescamento senza zone morte o peggio servite, con una qualità dell’aria notevolmente migliore di quella degli impianti tradizionali. Da un punto di vista energetico questo tipo di impianto proprio per il fatto di utilizzare acqua a bassa temperatura si accoppia benissimo ad impianti a pompa di calore integrati da energia solare termica, anche nel caso integrati da caldaie a gas a condensazione L'impiantistica: La flessibilità Un impianto con pannelli radianti a soffitto e mandata dell’aria da sotto il pavimento ha il grosso vantaggio di non impegnare in alcun modo le pareti lasciandole completamente libere per l’arredamento ed inoltre lo studio del modulo base permette una completa libertà di rimodulazione delle pareti interne lasciando libero l’utilizzatore di riprogrammare gli spazi interni in base alle esigenze, anche future. L'impianto di riscaldamento e climatizzazione. La produzione dell’acqua calda per uso riscaldamento e sanitario avverrà principalmente con pompe di calore geotermiche (alimentate elettricamente), ed in minor quantità con collettori solari. La produzione dell’acqua refrigerata per il raffrescamento degli ambienti avverrà principalmente con pompe di calore geotermiche (alimentate elettricamente) ed in minor quantità con un refrigeratore d’acqua. Il sistema con pompa di calore geotermica sfrutta il fatto che la temperatura del terreno, già a pochi metri di profondità, si mantiene costante durante l'arco dell'anno. La costanza della temperatura del suolo comporta un benefico effetto: durante l'inverno il terreno si trova a temperature relativamente più calde dell'aria esterna e viceversa nella stagione estiva. Nella pompa di calore i tubi provenienti dal terreno vengono a stretto contatto con le spire di un evaporatore all'interno delle quali scorre un liquido refrigerante che, a contatto con i tubi più caldi evapora e viene inviato ad un compressore: qui il gas viene altamente compresso e quindi surriscaldato ed è pronto per essere inviato allo scambiatore con l'ambiente interno per cedere calore. Una volta che si è raffreddato il refrigerante ritorna allo stato liquido ed il ciclo ricomincia. Lo scambio di calore con il terreno avviene attraverso un insieme di tubi in polietilene che possono essere interrati orizzontalmente a pochi metri di profondità oppure verticalmente se lo spazio attorno all'edificio è limitato. La lunghezza dei tubi, la profondità a cui arrivare ed il numero di loop da utilizzare vengono calcolati in base alla latitudine del luogo, al tipo di sottosuolo ed ai carichi termici dell'edificio. Normalmente vengono usati tubi a loop chiuso, all'interno dei quali scorre una miscela di acqua e anticongelante non tossico, ma esistono anche applicazioni a loop aperto che pescano acqua da una falda, l’utilizzo di questa seconda tecnologia è vincolata dalle regolamentazioni locali sull’utilizzo delle acque del sottosuolo. La resa termica di queste apparecchiature è elevatissima, infatti si arriva facilmente ad ottenere una potenza termica nell’ordine di 4 kW impegnando 1 kW di potenza elettrica. L’impianto a collettori solari, posizionato in copertura, verrà utilizzato per integrare sia la produzione di acqua calda per il riscaldamento sia la produzione di acqua calda sanitaria. L'mpianto idrico sanitario I fabbisogni idrici degli edifici direzionali sono stati valutati in circa 200 litri/giorno persona. L’acqua calda sanitaria sarà prodotta a mezzo della pompa di calore geotermica, integrata con pannelli solari e bollitore a doppio serpentino, ed in caso di necessità dall’impianto di teleriscaldamento La contabilizzazione La produzione di acqua calda per riscaldamento, fredda per climatizzazione e calda sanitaria sono prodotte centralmente nella centrale al piano interrato ove sono posizionate le pompe di calore a terreno. Dalla centrale termofrigorifera partono le tubazioni di acqua calda e fredda che raggiungono tutte le sottocentrali. All’ingresso di ogni sottocentrale viene installato un contabilizzatore di calorie e frigorie potendo così fare una contabilizzazione separata per ogni singola utenza. Allo stesso modo e con le medesime apparecchiature vengono contabilizzati i consumi delle unità di trattamento aria. Il recupero dell'acqua piovana Il crescere continuo dei consumi idrici impone di prevedere per gli insediamenti futuri dei sistemi di riuso dell’acqua piovana in modo da utilizzare nel migliore dei modi le fonti di acqua potabile. L’Italia è uno dei paesi che preleva la più alta quantità d’acqua di tutta la Comunità Europea, sia per quello che riguarda il settore industriale che per quello civile. È importante sottolineare che come contraltare detiene

uno dei peggiori indici di consumo di acqua per unità di prodotto (sostanzialmente indica cosa si può produrre con un m3 d’acqua), ed è ai primi posti come rapporto tra acqua prelevata e acqua disponibile. Di fronte ad un tale quadro diventa importante porre attenzione ai sistemi che consentano di risparmiare acqua potabile. Il progetto Aquasave portato avanti dall’ENEA e finanziato anche dall’Unione Europea dimostra come sia possibile risparmiare fino al 50% dell’acqua potabile che normalmente viene usata negli edifici. La raccolta e il riutilizzo di acqua piovana fa parte delle misure prese in considerazione dal progetto Aquasave. Non esiste in Italia una normativa di riferimento per i sistemi di raccolta acque meteoriche. Si fa riferimento alla norma tedesca “DIN 1989 – impianti per l’utilizzo dell’acqua piovana”. Essa è suddivisa in quattro sezioni: progettazione realizzazione posa in opera e manutenzione; filtri; serbatoi per l’immagazzinamento dell’acqua piovana; accessori per la conduzione ed il monitoraggio dell’impianto. L’acqua piovana intercettata dal sistema di gronde dell’edificio deve essere filtrata prima del suo stoccaggio e depurata da corpi estranei. Per fare questo si utilizzano dei filtri di tipo centrifugo, in cui si sfrutta la velocità di ingresso dell’acqua (immessa tangenzialmente nella camera filtrante) intercettando e separando eventuali corpi sospesi. Un sistema di troppo pieno consente di smaltire gli eventuali eccessi di acqua convogliando le acque nel sistema di smaltimento acque reflue piovane. L’acqua quindi viene accumulata in cisterne interrate esterne agli edifici e ripompata in una rete idrica distinta dalla potabile per essere utilizzata negli sciacquoni dei WC e per irrigazione del tetto verde dell’intero complesso e per le aree verdi esterne. L'utilizzo di tecnologie rinnovabili La progettazione impiantistica degli edifici del complesso sarà fortemente finalizzata al risparmio energetico. Si prevede l’utilizzo di impianti solari termici per la produzione di acqua calda da utilizzare come integrazione alle pompe di calore geotermiche e di sistemi fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Il principio della connessione alla rete degli impianti fotovoltaici sarà quello dello scambio in due direzioni di energia elettrica: quando la produzione risulterà eccedente rispetto al consumo, l’eccedenza verrà inviata alla rete. Nelle ore in cui il sistema non fornirà energia elettrica sufficiente per soddisfare il carico, parte della potenza richiesta verrà acquisita dalla rete. La gestione dello scambio e della richiesta energetica verrà realizzata tramite due contatori in grado di contabilizzare l’energia scambiata nelle due direzioni. Si adotterà la tipologia di immissione in rete denominata “Scambio sul posto”. L’utilizzo di un impianto fotovoltaico permetterà la produzione di energia elettrica in corrente continua direttamente dall'energia solare, garantendo la riduzione dell’immissione in atmosfera di elementi inquinanti, tra i quali l'anidride carbonica. Da notare inoltre che, trattandosi di apparecchi statici che non presentano alcuna parte in movimento, i moduli fotovoltaici garantiscono una lunga durata di vita e trascurabili costi di manutenzione. L’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica proposto, , permetterà di accedere alle tariffe incentivanti previste dal Nuovo Conto Energia del 19/02/07. La scelta della tipologia di pannello da utilizzare sarà dettata dall’integrabilità dei componenti nelle strutture. Gli impianti saranno concepiti per funzionare con fluidi a bassa temperatura in modo tale da favorire l’utilizzo di fonti energetiche alternative e per minimizzare le perdite dei sistemi di distribuzione. Tutti gli edifici saranno dotati di impianti di ricambio dell’aria e proprio su questi impianti ci si concentrerà per minimizzarne il costo di gestione. Spesso si spendono cifre elevate per scegliere vetri con caratteristiche molto performanti per il coefficiente U di trasmissione termica, ma si trascura di valutare bene il costo di esercizio degli impianti di ricambio dell’aria che spesso comportano costi energetici molto più alti di quelli dei vetri. Si prevede quindi di utilizzare tecniche di recupero termico dall’aria espulsa con recuperatori a flusso incrociato ad alta efficienza abbinati a pompe di calore. Nel funzionamento estivo per massimizzare il salto termico tra aria espulsa ed aria in ingresso si prevede l’umidificazione adiabatica dell’aria in espulsione portandola da 26 °C con il 50 % di UR al 99% di UR con una temperatura di circa 20°C aumentando di ben 6°C il salto termico tra aria espulsa ed aria di rinnovo. 6.5.2 LE RISTRUTTURAZIONI I manufatti che si sono ritenuti idonei alla conservazione e al loro recupero sono: A. Il complesso dell'ex Sanatorio, dall'immagine monumentale, dovuta alla sua composizione simmetrica, e al linguaggio novecentesco, con delle pregevoli terrazze ben esposte. Per questo edificio è stata scelto un approccio di recupero quasi filologico, con la pulizia di tutti gli elementi impropri che si sono aggiunti nel tempo, che ne mantenesse integro il suo valore storico. I nuovi interventi riguardano essenzialmente gli interni, unica concessione all'esterno, la sostituzione delle protezioni solari delle terrazze, con tendaggi in tessuto di colore bianco. Per questi motivi, è stata scelta la destinazione d'uso di hotel di qualità, dalle valenze sobrie ed eleganti, che ne preservasse l' immagine. L'accesso avviene dal fronte principale su via V.Veneto, anch'esso con caratteristiche architettoniche importanti, al quale viene confermato e potenziato quello di servizio sul retro, dove trovano posto anche i parcheggi di pertinenza. L'impianto planimetrico è costituito da un corpo lineare con dei pettini, più ridotti alle due estremità, più profondo centralmente. Al piano terra trovano sistemazione tutti gli spazi relativi alle attività comuni, ai locali tecnici e di servizio, e


l'accesso avviene dall'interno, con il sistema di scale e ascensori posto baricentricamente. A questo livello troviamo la reception del business center, i locali dedicati al fitness con una piscina, un'area riservata alla cura del corpo, sauna, massaggi, estetica, solarium, idromassaggio. Nella parte centrale una grande sala per meeting/cerimonie che può essere usata anche da un'utenza esterna alla struttura. Il piano primo, accessibile anche da una imponente rampa, è il livello di accoglienza e di rappresentanza, con una hall di ingresso importante, e la reception. Sulla sinistra una zona soggiorno relax, con la sala lounge caffè, tea, e tutti servizi di piano. Sulla destra l'ala accoglie le sale conferenze/riunioni e relativi servizi, il business centre. Nel corpo centrale viene sistemata la sala ristorante/colazione con relativa cucina. Al piano secondo, la zona centrale è occupata da una sala soggiorno ben esposta a sud, da una sala meeting e una per esposizioni più a nord. Le due ali laterali sono destinate a camere con bagno, e terrazza di pertinenza, dalle dimensioni dai 20 ai 40 mq. Il terzo piano ripropone l'organizzazione precedente, tranne che per la parte centrale verso il retro, dove trova sistemazione un ristorante con terrazza panoramica verso il castello di Gorizia e i monti circostanti. B. Le palazzine, che si affacciano su via V. Veneto, anche se non dotate di particolari valori architettonici. Sono edifici a tre livelli, che si affacciano con il piano interrato sul fronte strada, con accesso al piano terra, dall'interno dell'area. La loro destinazione funzionale di servizi sanitari, rispetta l'indirizzo peraltro già richiesto dallo stesso ente gestore. Tra le due palazzine, sfruttando il dislivello tra interno ed esterno all'area, viene realizzato un parcheggio interrato a due livelli, di circa 350 posti auto. 6.4.3 LE NUOVE COSTRUZIONI Tutti gli edifici/padiglione sono volumi autonomi, così garantendo la realizzabilità differita nel tempo. Hanno forme libere, dai prospetti curvi dalle linee prospettiche sfuggenti,con una facciata continua autoportante in acciaio e vetro, una "pelle" che li riveste con continuità, creando un sistema indipendente capace di rispondere ad esigenze funzionali basilari, come la regolazione della luce e del clima, e contestualmente di arricchire la spazialità dell’edificio stesso e la sua capacità di relazione con l’ambiente architettonico e che lo circonda. C. L'ASILO Arrivando da via Tuscolano, spostato a destra del complesso del Centro Giovani, incontriamo il padiglione dedicato alla fascia giovanile di età più piccola. E' un edificio di forma quasi elittica, poco relazionato con l'esterno, con un carattere introverso. Funzionalmente è costituito da tre sezioni didattiche, e relativi servizi, organizzati attorno a uno spazio centrale a corte, per le attività all'aperto. D. LA CASA DELLA CULTURA E IL PUNTO GIOVANI E' il padiglione che si coglie per primo, in asse all'accesso del complesso. Per questo, e per le attivitài che assolve, è l'edificio che simbolicamente fa da porta, accoglie al Centro Giovani. La sua grande copertura protegge i due edifici sottostanti, la Casa della Cultura (D.1) e il punto Giovani (D.2), e prolungandosi con la copertura verso lo spazio centrale dell'agorà, da vita ad una sorta di piazza protetta, sotto la quale si aprono alcuni spazi del Punto Giovani. D.1 E' un edificio di due livelli, destinato ad attività culturali museali ed espositive. Dal piano terra, attraverso lo spazio coperto tra i due edifici, si accede al foyer, che distribuisce sia l'area espositiva, destinata ad accogliere prodotti artistici del mondo giovanile, che la sala polivalente, per rappresentazioni cinematografiche e/o artistiche culturali. Da questo piano, attraverso una scala si accede al primo livello, dove trova sistemazione un museo dedicato alla cultura e civiltà contadina, attività ormai poco praticata, ma molto legata alla tradizione locale, sia della realtà italiana che slovena. D.2 E' l'edificio del Punto Giovani che accoglie tutti gli spazi e tutti i servizi rivolti alla componente giovanile del comune di Gorizia. Dal piano terra, sempre dallo spazio coperto, si accede alla zona ingresso, che serve l'ufficio informazioni, la segreteria la sala per corsi/riunioni, e a un generoso corridoio centrale a doppia altezza che distribuisce, in alto a sinistra i servizi igienici, i laboratori di ceramica, di fotografia con i loro depositi, e una infermeria con accesso esterno indipendente, nella parte centrale un grande spazio suddiviso da una parete mobile, accoglie la sala piedi skalzi e l sala giochi, in basso a destra un'area dedicata al relax, con un bar/caffetteria, una sala soggiorno (sala Free), e da un'emeroteca. Salendo al primo piano, dalla scala posta all'ingresso, un ballatoio affacciato sul piano terra distribuisce sulla sinistra, i servizi amministrativi con la segreteria, i servizi di assistenza sociale con un consultorio, un deposito, i servizi igienici, e l'aula studio, nella parte centrale una sala capiente è a disposizione per attività libere, quali feste compleanni, etc. in basso a destra, troviamo la biblioteca e le postazioni computer, dotate di servizi di rete wirless, per l'utilizzo di internet. Dal primo piano, con un collegamento aereo, si può passare all'edificio della Casa della Cultura, creando una continuità fisica e funzionale tra i due manufatti

E. L'IMPIANTO SPORTIVO Pur conservando le stesse caratteristiche formali di tutti gli altri padiglioni, è l'unico ad avere un piano interrato. Questo ci ha permesso di garantire un profilo altimetrico coerente con il complesso, nonostante le altezze interne richieste dalle sue attività. E' un impianto sportivo polifunzionale costituito da tre unità edilizie indipendenti, la Palestra Polifunzionale (E1), per attività sportive rivolte ai giochi di squadra, il Centro Fitness (E2), rivolto alle pratiche delle cura e benessere del corpo, e lo spazio per le Associazioni Giovani (E3), per favorire pratiche di associazionismo sportivo non agonistico Tutti i tre corpi edilizi sono uniti dalla medesima copertura. E.1L'accesso principale avviene da nord, dal lato affacciato sulla piazza, a quota del piano campagna. Il piano terra è costituito da alcuni servizi all'ingresso, bar/caffetteria, segreteria, servizi igienici, e da un anello perimetrale che fa da pista di yogging interna, sul lato opposto le gradonate per assistere alle attività sportive, la parte centrale è ribassata di un piano. A questo livello si arriva tramite un sistema di scala ascensore all'ingresso. A questo piano è ubicata l'area del campo da gioco e tutti i servizi di pertinenza, spogliatoi, servizi igienici, docce e magazzini/depositi. E.2 Posto a sud del padiglione, con l'accesso nella parte centrale coperta, l'edificio in pianta è diviso, da una spina centrale di servizi, in due grandi aree. Entrando all'ingresso troviamo una zona di relax, l'accettazione, l'ufficio amministrativo, poi tutti gli spazi comuni quali, servizi igienici, spogliatoi, deposito/magazzino. A sinistra della spina centrale, il grande spazio è diviso in tre sale due dedicate alle attività a corpo libero e una con attrezzi, nella parte destra è posizionata una piscina, con lo spazio è dedicato ad attività legate al'elemento dell'acqua. E.3 E' l'edificio più piccolo dei tre, posto sul bordo a est del padiglione, a contatto con le aree sportiva scoperte. Nella testata superiore troviamo spazi per servizi a supporto delle aree esterne, come ufficio gestione e magazzino del parco, magazzino attrezzature impianti sportivi esterni. La rimanente parte, accessibile sempre sotto il padiglione, è organizzata con un ingresso, una segreteria, una sala pluriuso, e un corridoio centrale che distribuisce i servizi igienici, e delle salette per circoli sportivi, associazioni universitarie etc. F. IL TEATRO DI POSA E LA CASA DELLA MUSICA E' il padiglione posizionato più ad est, del centro Giovani, dalla forma rastremata verso nord. Anche qui la grande copertura accoglie al di sotto due edifici, il primo dedicato al Teatro di Posa (F.1) il secondo alla Casa della Musica (F.2). F.1 Dall'ingresso principale a nord, sotto la copertura unitaria, attraverso un corridoio ad anello che distribuisce tutta la pianta dell'edificio, si accede a destra, ai camerini dotati di bagno e doccia, alla sala trucco, ad una piccola cucina, ed a un deposito/magazzino, alla parte centrale occupata dalla sala di Posa delle dimensioni di 12x24 m per 6.5 di altezza, dal laboratorio di pittura e quello di scultura, a sinistra ai laboratori di falegnameria e carpenteria, questi ultimi dotati di accesso di servizio indipendente. Al piano superiore per una parte ridotta della pianta, troviamo laboratori di dimensioni più contenute e più specializzati, dedicati al restauro della pellicola cinematografica, ala produzione audio, alla post produzione digitale, ed i relativi servizi igienici, depositi, spazi per l'amministrazione. F.2 In pianta l'edificio può essere suddiviso orizzontalmente in due parti, quella in basso, più specializzata dotata di sale attrezzate, a sua volta divisibile con una zona a destra e una a sinistra, e quella in alto con spazi edicati ad attività di relazione e socializzazione. Il lato ovest dell'edificio, quello affacciato sulla piazza/agorà, subisce un arretramento rispetto la copertura, creando uno spazio coperto da dove si accede sia al foyer della sala più grande, di circa 200 posti, per le rappresentazioni musicali, e relativi servizi di bar/caffetteria, guardaroba, servizi igienici, sia un po' più in alto, alla zona più di socializzazione, con una sala ascolto musica, una per la lettura, una per gli audiovisivi, una zona relax, oltre gli uffici di amministrazione e gestione. Nella parte bassa a sinistra della pianta, il cuore più tecnologico del complesso, accessibile dalla zona coperta tra l'edificio F.1 e F.2. All'ingresso troviamo i servizi igienici, un ufficio e un'area di attesa, da qui si accede alle tre sale di prova, con la sala di regia, di ripresa, e il deposito strumenti. G. L'OSTELLO Spostato leggermente in alto, e a est del precedente, è' l'edificio che risponde alla richiesta di ricettività giovanile. Anch'esso a due livelli, si affaccia in direzione sud, sullo spazio centrale del complesso. E' costituito da camere a due/ tre posti letto con bagno, e da camere collettive di sei/otto posti letto con bagno esterno alle camere, il tutto integrato da servizi comuni per completare la prestazione ricettiva. Si accede al piano terra dall'ingresso posizionato vicino ai parcheggi, dove troviamo l'ufficio informazioni ed accettazione, di fronte a noi la scala principale a rampa lineare con ascensore, divide, a destra la sala soggiorno, con un bar/caffetteria zone gioco, lettura, attività di relax e socializzazione in generale, a sinistra tutti i servizi generali e integrativi alla ricettività, quali servizi igienici, lavanderia/stireria, una zona pranzo con


due piccole aree attrezzate a cucina, e una ulteriore scala e ascensore di servizio. Al primo piano lo spazio è organizzato specularmente lungo l'asse maggiore dell'edificio. Attraverso un corridoio continuo ad anello, sono distribuiti sia i due blocchi centrali dei servizi igienici e delle docce comuni, sia le camere da due e tre/4 posti letto sui lati sud/est e nord/ovest, che le camere con letti a castello da 6/8 posti sulla testata a sud/ovest, e i locali di servizio a nord/est. H. GLI SPAZI DELLA RICERCA E' l'edificio più a nord di tutti, in posizione defilata, quasi a proteggere la riservatezza e l'autonomia delle attività che si svolgono al suo interno. Anch'esso a due livelli, è organizzato attorno ad una grande corte/ giardino centrale. Il suo ingresso principale, rivolto verso i colli dell'università e del castello, avviene da un grande spazio protetto dalla copertura. Il programma funzionale richiesto, ha portato alla creazione di spazi il più possibile flessibili, di dimensioni adattabili per laboratori, prevalentemente al piano terra, e per attività direzionali a uso ufficio al piano superiore. Questo reso possibile utilizzando dei sistemi a secco modulari, sia per le divisioni interne che per i pavimenti e le controsoffittature. A questi spazi vengono aggiunti quelli a carattere comune come sala conferenze, riunioni, archivi- depositi, e quelli di servizio come emeroteca, biblioteca, area relax , bar/caffetteria, etc. Al piano terra si accede attraverso un grande foyer, con un banco informazioni, che distribuisce la sala conferenze, i servizi igienici e il sistema di risalita al piano superiore. Da qui si accede inoltre ad un corridoio affacciato sulla grande corte interna a giardino che collega tutti gli spazi laboratorio e relativi servizi di questo livello. Salendo al piano superiore, sempre con il medesimo sistema distributivo ad anello, sono serviti tutti gli uffici, le aree di ricerca e relativi spazi di servizio. A questo piano gli spazi di relazione sono di dimensioni generose e permettono di svolgere attività di relax, espositive, etc.

del Teatro di Posa, della Casa delle Musica, e gli spazi esterni a verde e sportivi. LA TERZA FASE Conclude l'intervento e riguarda le demolizioni e delocalizzazioni degli edifici dell'obitorio/mortuario, e della casetta residenziale, con la realizzazione dei nuovi edifici della Ricerca, dell'Ostello e il completamento degli spazi esterni nella parte nord dell'area. La descrizione di questo programma di fasi, è puramente indicativo, in quanto i diversi scenari che si presenteranno nel tempo, potranno configurare soluzioni organizzative e/o operative diverse, senza che questo vada a compromettere la funzionalità del progetto.

I. LA MENSA E' il padiglione posto più a sud dell'intero complesso del Centro Giovani, di forma elittica allungata lungo l'asse principale, è rivolto anche verso le strutture sanitarie, in quanto deve assolvere la sua funzione sia per l'utenza del nuovo intervento che per dipendenti dell'A.S.S. L'acceso principale avviene in basso dal parco, mentre uno secondario in alto è di servizio. E' organizzato su di un blocco centrale di servizi che accoglie la cucina, le dispense, le celle frigorifere, il magazzino, e gli spazi degli spogliatoi e servizi igienici per il personale. In testa all'ingresso principale è organizzata, con un sistema a mensa, la distribuzione dei pasti. A sinistra una grande sala è dedicata a sala pranzo per i dipendenti, mentre a destra troviamo una zona bar/caffetteria, e una sala pranzo più contenuta per l'utenza giovanile. 6.6 L'ATTUAZIONE DEL PROGETTO La particolare versatilità dell'impianto urbanistico, permette di graduare nel breve, medio o lungo termine gli interventi, calibrandoli sulle disponibilità finanziare degli operatori, ma anche sulle opportunità tempistiche di spostamento delle attività esistenti e operanti sull'area. Questo vale anche per la tempistica da dare alle demolizioni, che sono di notevole rilevanza. Vista la consistente cubatura di materiale proveniente dalle demolizioni, si prevede il suo smaltimento il più possibile “in situ”. La procedura metodologia operativa affronterà le seguenti operazioni: indagine preliminare attraverso materiale storico/documentale; confronto con la situazione esistente e valutazione, caso per caso, dell'esistenza di elementi specifici pericolosi, che potrebbero renderli non idonei al loro utilizzo; l'analisi andrà ripetuta per la parte in sottosuolo, con particolare attenzione alla presenza di serbatoi e alle gallerie presenti nel sito; laddove risultasse la presenza di contaminazioni, si procederà alla bonifica o alla valutazione dei rischi; successivamente all'utilizzo e/o smaltimento dei materiali. Per quanto riguarda l'utilizzo dei materiali idonei, dopo essere stati macinati con diverse granulometrie, saranno riutilizzarli per i sottofondi delle viabilità, per i campi da tennis (terra rossa), per realizzare i rilevati come nella sistemazione dell'ex piazzale di “Casa Rossa”, senza aggravi di costi per il trasporto di smaltimento. 6.7.2 LE FASI POSSIBILI LA PRIMA FASE Consiste innanzitutto nel demolire l'edificio centrale. Dopo le demolizioni seguiranno i nuovi interventi, che possiamo a loro volta suddividere in una parte 1A che riguarda più l'A.S.S., con il parcheggio interrato e la mensa, ed in una 1B riguardante il Centro Giovani, con la realizzazione delle opere di accessibilità da via Tuscolano, le urbanizzazioni primarie, e i primi interventi edilizi dell'Asilo, del Punto Giovani, la Casa della Cultura, e la sistemazione delle aree scoperte adiacenti. LA SECONDA FASE Anch'essa è ulteriormente divisibile in due: la 2A che riguarda la ristrutturazione dell'ex Sanatorio da destinarsi a struttura ricettiva di qualità e la sistemazione delle sue aree scopert, la 2B che consiste nel demolire gli edifici ex infettivi, ex uffici, il blocco servizi, e la realizzazione degli edifici dell'Impianto Sportivo,

FASE 1A – 1B

FASE 2A -2B

FASE 3

7. CALCOLO SOMMARIO DELLA SPESA: COSTI DEMOLIZIONI EDIFICIO CENTRALE

QUANTITA' mc

PREZZO UNITARIO

IMPORTO €

116.000

18 €/mc

2.088.000

CHIESA

4.500

18 €/mc

81.000

EX INFETTIVI

5.500

18 €/mc

99.000

EX UFFICI

2.835

18 €/mc

51.030

37.500

18 €/mc

675.000

MORTUARIO

3.645

18 €/mc

65.610

EX INCENERITORE

1.050

18 €/mc

18.900

10.000

18 €/mc

180.000

181.030

18 €/mc

3.258.540

SERVIZI

GALLERIE COSTO TOTALE DEMOLIZIONI

COSTI URBANIZZAZIONI

QUANTITA' mq

PREZZO UNITARIO

IMPORTO €

COSTO OPERE VIABILITA'/RETI TECNOLOGICHE

53.000

38 €/mq

2.014.000

COSTO PARCHEGGIO COPERTO

10.400

600 €/mq

6.240.000

COSTO AREE VERDI/PAVIMENTATE

86.100

80 €/mq

6.888.000

COSTO TOTALE URBANIZZAZIONI

15.142.000


COSTI DI COSTRUZIONE

QUANTITA' mq

PREZZO UNITARIO

IMPORTO €

IMPIANTO SPORTIVO

3.913

1.700 €/mq

6.635.000

TEATRO DI POSA

1.715

1.700 €/mq

2.915.000

CASA DELLA MUSICA

1.670

1.700 €/mq

2.839.000

OSTELLO

2.060

1.700 €/mq

3.052.000

ASILO

1.230

1.700 €/mq

2.091.000

PUNTO GIOVANI

1.540

1.700 €/mq

2.618.000

835

1.700 €/mq

1.419.500

MENSA

1.330

1.700 €/mq

2.261.000

RICERCA

3.720

1.700 €/mq

6.324.000

11.050

1.700 €/mq

18.785.000

CASA DELLA CULTURA

HOTEL COSTO TOTALE DI COSTRUZIONE

48.939.500

COSTO TOTALE INVESTIMENTI

67.340.040

QUADRO ECONOMICO: DEMOLIZIONI 200.000 mc X 18 €/mc VIABILITA' PARCHEGGI E RETI TECNOLOGICI 53.000mQ X 38 €/mc PARCHEGGIO COPERTO 10.400mq X 600 €/mq SISTEMAZIONE AREE A PARCO 86.100mq X 80 €/mq INTERVENTI EDILIZI TOTALE OPERE SPESE GENERALI: (amministrative, tecniche, fiscali) 25% IMPREVISI TOTALE GENERALE

seconde, l'attivazione di convenzioni pubblico/privato, che agevolino l'investimento iniziale con aiuti in conto capitale o con forme di sgravi fiscali, o che affidino a terzi la gestione delle attività e degli immobili. La terza, dovrebbe essere, quasi completamente a carico dell'operatore pubblico per la parte finanziaria, mentre per la parte gestionale si potrebbe pensare a coinvolgere operatori del mondo cooperativo presenti in loco. Un'altra considerazione importante da fare è che per configurare la sostenibilità di questa operazione di trasformazione territoriale, prima di tutto è necessario, per rendere appetibile l'area a degli investitori, realizzare le demolizioni degli edifici più importanti, e alcune opere di urbanizzazione primaria, come il parcheggio interrato. Altra questione rilevante sarà la costituzione di un Gestore che sia leggero, snello, e rapido nell'agire, sia in fase realizzativa che gestionale degli interventi. A questo proposito si prospetta anche la possibilità di favorire l'ingresso di iniziative imprenditoriali no profit. Questo potrebbe avvenire con il coinvolgimento di fondazioni bancarie nel capitale azionario del Gestore, o attraverso una Fondazione patrimoniale di pubblica utilità, a cui gli enti conferirebbero la proprietà e la gestione delle opere. CALCOLO DELLE REDDITTUALITA': Centro fitness: si è ipotizzata la seguente utilizzazione, con accesso giornaliero o con abbonamento. Ricavi: abbonamenti mensili 150x12x10.00

= = = =

3.600.000 € 2.014.000 € 6.240.000 € 6.888.000 € 42.748.552 € 55.256.792 € 13.814.198 € 929.010 € 70.000.000 €

8. SOSTENIBILITA' ECONOMICA DEL PROGETTO La particolare rilevanza urbanistico/ambientale del programma trasformativo dell'area, presuppone che gli interessi e le convenienze pubbliche posti in gioco, attraverso le ricadute procurate dal miglioramento della fruibilità del territorio, dell'implementazione dei servizi, del verde, e dell'immagine di tutto l'ambiente urbano e non, sia italiano che sloveno, siano di gran lunga superiori a quelli privati. Per poter rendere l'ipotesi di intervento valutabile in termini economici, al fine di consentire il confronto, verificarne la sostenibilità finanziaria, e poterla attuare anche attraverso forme di partenariato pubblicoprivato, si sono individuati in via preliminare, i soggetti interessati al programma di intervento, le principali tipologie di azione, e una verifica della sostenibilità economica degli investimenti. Per quanto concerne il primo punto, i principali soggetti coinvolti sono: gli enti locali dei comuni di Gorizia, di Nova Gorica e Sempeter-Vrtojba, già cooperanti attraverso lo strumento del GECT, l'Azienda per i Servizi Sanitari Isontini, che è proprietaria dell'area e degli immobili insistenti su di essa, le strutture universitarie di Gorizia e Nova Gorica, gli operatori privati che hanno dimostrato interesse, soprattutto in campo dell'innovazione tecnologica, sia del territorio italiano che sloveno. Per il secondo punto si prospetta la ricerca di risorse finanziarie sia in ambito europeo, attraverso lo strumento del GECT, che in campo nazionale nel settore sanitario come in quello sociale, attraverso Accordi di Programma Quadro (APQ), tra il POGAS (Ministero per le Politiche giovanili e le Attività sportive), e la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, sia l'utilizzo di procedure di project-financing che coinvolga risorse private. Per il terzo punto, la valutazione economica si è basata sulla redditività dei diversi investimenti valutando che il possibile investitore non sia un immobiliarista, ma piuttosto lo stesso soggetto gestore delle diverse attività. In questo caso, quindi, i ricavi lordi non sono stati calcolati sulla base del canone locativo, ma dell'effettivo rendimento dell'attività stessa. Da queste considerazioni, e dai dati riportati nelle tabelle allegate, si sono individuate tre possibili tipologie di investimenti. La prima, riguarda operazioni che presentano un rendimento netto, come la realizzazione dell'Hotel e la Mensa. La seconda individua investimenti con un rendimento al lordo degli ammortamenti e delle imposte, come il Teatro di Posa, la Casa della Musica, l'Ostello e il Centro Ricerca. La terza, necessita di sostegni finanziari pubblici non avendo reddittualità e riguarda, l'Asilo, il Punto Giovani la Casa della Cultura, e tutti gli spazi esterni del parco. Queste tipologie di rendimento, ipotizzano anche i possibili investitori e le modalità d'investimento. Per la prima, si possono pensare a coinvolgimenti di privati attraverso procedure di project-financing. Per le

presenze mensili 250x 12x 50.00

Costi: 18.000 €/anno 150.000 €/anno

istruttori (3 addetti): 3x20.000

60.000 €/anno

personale amministrativo(1addetto)

15.000 €/anno 10.000 €/anno

tratt. estetici, saune

15.000 €/anno

spese di pulizie

saune

10.000 €/anno

ammortamento attrezzature e arredi 10.000 €/anno

totale ricavi

193.000 €/anno

consumi idrici ed energetici manutenzioni ordinarie altre spese di gestione totale costi

10.000 €/anno 5.000 €/anno 5.000 €/anno 125.000 €/anno

Palestra: si è ipotizzata un' utilizzazione oraria, e una per lo svolgimento di gare/partite. Ricavi:

Costi:

utilizzo impianto a ora 25x2.000

50.000 €/anno

personale amministrativo(1addetto): 12.000 €/anno

utilizzo impianto a partita 150x100

15.000 €/anno

personale bar (1addetti):

attività bar/caffetteria

10.000 €/anno

ammortamento attrezz. e arredi

totale ricavi

75.000 €/anno

consumi idrici ed energetici

10.000 €/anno 6.000 €/anno 10.000 €/anno

manutenzioni ordinarie

5.000 €/anno

altre spese di gestione

5.000 €/anno

totale costi

48.000 €/anno

Teatro di Posa : per la sala è stato ipotizzato un l'utilizzo giornaliero per 6 volte al mese, e di uno a ora, per 10 ore settimanali, nel corso di un anno, e di un canone mensile al mq per i laboratori e uffici. Ricavi:

Costi:

sala di posa e access.10x12xx300

36.000 €/anno

personale per assistenza(1addetto)

10.000 €/anno

sala di posa e access. 40x12xx50

24.000 €/anno

spese di pulizia

10.000 €/anno

laboratori/uffici mq 757x50.00

37.850 €/anno

ammortamento attrezz. e arredi

deposito/archivio mq 140x30.00 totale ricavi

4.200 €/anno 102.050 €/anno

consumi idrici ed energetici

5.000 €/anno 10.000 €/anno

manutenzioni ordinarie

7.500 €/anno

altre spese di gestione

5.000 €/anno

totale costi

47.500 €/anno

Casa della Musica: è stata ipotizzata, nel corso di un anno, l'utilizzo della sala concerti sia con ingresso a pagamento, che per iniziative libere, mentre per le sale prove, comprensive di strumentazione, di una tariffa oraria. Per la sala concerti si è ipotizzato una frequenza per 2,5 volte al mese, mentre per le sale prove un ammontare annuale di 4 ore/giorno per sala. Ricavi:

Costi:

sala conc. ingr. a pag. 6x12x300.00

21.600 €/anno

personale per assistenza(1addetto) 10.000 €/anno

sala conc. ing. libero 10x12x100.00

12.000 €/anno

spese di pulizia

10.000 €/anno

sala prove e servizi 4.380x15.00

65.700 €/anno

ammort. Attrezz. e arredi

10.000 €/anno

10.000 €/anno

consumi idrici ed energetici

10.000 €/anno

attività bar/caffetteria totale ricavi

109.300 €/anno

manutenzioni ordinarie

7.500 €/anno

altre spese di gestione

4.500 €/anno

totale costi

51.000 €/anno


Centro ricerca: si è ipotizzato un costo lordo medio al mq/anno, per le diverse attività di ufficio, laboratorio , laboratorio con installazioni speciali 50%, magazzini/deposito. Dati ricavati da un confronto tra il mercato della regione F.V.G. E le regioni slovene. Ricavi:

Costi:

sup. uffici mq 550X80.00

44.000 €/anno

personale amministrativo(1addetto): 20.000 €/anno

sup. laboratori mq 665X50

33.250 €/anno

spese di pulizia

10.000 €/anno

sup. lab. speciali mq 665X100.00

66.500 €/anno

ammort.attrezz.e arredi

10.000 €/anno

depositi/magazz. mq 270X40.00

10.800 €/anno

consumi idrici ed energetici

10.000 €/anno

servizio bar sale convegni/riunioni totale ricavi

8.000 €/anno

manutenzioni ordinarie

7.500 €/anno

10.000 €/anno

altre spese di gestione

7.500 €/anno

154.550 €/anno

totale costi

RENDIMENTI LORDI

COSTI DI REALIZZAZIONE €

REDDITO LORDO €/anno

RENDIMENTO LORDO %

EDIFICIO E1/2/3

6.635.000

95.000

€ 1,43

EDIFICIO F1/2

5.754.000

167.400

2,91

EDIFICIO G

3.052.000

180.900

5,93%

EDIFICIO H

6.324.000

89.550

1,42%

RENDIMENTI NETTI Costo di costruzione (a)

65.000 €/anno

Reddito lordo (b)

Ostello: (60 posti letto, con 3 tipologie di camera, da 2, 3/4, 6/8 posti letto): si è ipotizzato un coefficiente di utilizzazione del 40% ed un costo medio di pernottamento di 25 €. Ricavi: pernott. 0,40x60x365x25,002

Costi: 19.000 €/anno

food & beverage (50% dei precedenti)

109.500 €/anno

servizi accessori (20% dei precedenti) totale ricavi:

21.900 €/anno 350.400 €/anno

personale amministrativo (1 addetto)

20.000 €/anno

personale cucina e bar (1addetti)

18.000 €/anno

Utile lordo (a monte delle imposte)

spese di pulizia

15.000 €/anno

(e)=(b)-(c)-(d)

ammort atrezz.e arredi

10.000 €/anno 36.500 €/anno

lavaggio biancheria (appalto esterno)

20.000 €/anno

consumi idrici ed energetici

10.000 €/anno 5.000 €/anno

altre spese di gestione totale costi

5.000 €/anno 169.500 €/anno

Hotel (56 camere,di 3 tipologie dai 25 a 40 mq): si è ipotizzato un coefficiente di utilizzazione del 40% ed un costo medio di pernottamento di 230 € . Gli altri dati reddituali, come pure quelli di spesa sono desunti dalle analisi statistiche di Federalberghi, e analisi del mercato locale. Ricavi:

Costi: personale direttivo (3 addetti): 3x50.000

150.000 €/anno

food & beverage (50% dei precedenti)

940.240 €/anno

pers. amministrativo (4 addetti): 4x30.000

120.000 €/anno

servizi accessori (40% dei precedenti)

376.096 €/anno

pers. cucina e bar (8 addetti): 8x25.000

200.000 €/anno

locazione spazi commerciali interni

100.000 €/anno

pers. di sala (6 addetti): 5x22.000

110.000 €/anno

3.296.816 €/anno

pers. servizi (6 addetti): 5x22.000

110.000 €/anno

totale ricavi

1.880.480 €/anno

pers. di pulizia e facchinaggio (4 addetti): x15.000 ammortamento attrezzature e arredi

60.000 €/anno 50.000 €/anno

acquisti alim. e bevande(1/3dei ricavi)

282.072 €/anno

lavaggio biancheria (appalto esterno)

30.000 €/anno

consumi idrici ed energetici

25.000 €/anno

manutenzioni ordinarie

10.000 €/anno

altre spese di gestione

10.000 €/anno

totale costi

1.162.072 €/anno

Mensa: si è calcolato il canone locativo sulla base dei presumibili rendimenti che tale struttura potrebbe garantire al gestore, ipotizzando una mensa self-service, la quale serva 300 pasti giornalieri convenzionati ai dipendenti dell'Azienda Sanitaria, oltre ad una cinquantina di pasti dovuti alla utenza del Centro Giovani e dell'area universitaria. Ricavi: pasti convenzionati n° 350x250x10,00

Costi: personale per assistenza(1addetto): 1x10.000

10.000 €/anno

pasti non convenzionati n° 1000x15,00

15.000 €/anno

spese di pulizia

10.000 €/anno

bevande n° 25.000x2,00

50.000 €/anno

ammortamento attrezzature e arredi

totale ricavi

875.000 €/anno

940.000 €/anno

Ammortamenti e oneri finanziari

35.000 €/anno

acquisti alimentari e bevande (1/3 dei ricavi)

consumi idrici ed energetici manutenzioni ordinarie altre spese di gestione totale costi

5.000 €/anno 10.000 €/anno 7.500 €/anno 5.000 €/anno 47.500 €/anno

EDIFICIO HOTEL A

2.261.000

19.032.000

452.270

2.134.744

11.305

95.160

135.660

1.114.920

305.305

924.664

91.591

277.392

213.714

647.272

9,50%

3,40%

(c) 0,50% di (a)

personale direttivo(1addetto)

manutenzioni ordinarie

pernott. 0,40x56x365x230,00

Spese assicurazione e manutenzione straordinaria

EDIFICIO MENSA I

6% di (a)

Imposte e tasse (f) 30% di (e) Utile netto (g)=(e)-(f) Rendimento netto dell'investimento (h)=(g)/(a)x100


9. ABSTRACT The project area is placed on a complex landscape, where both the natural and artificial elements concur to make a mixed tissue defined by the presence of different infrastructures(vehicular/ pedestrians/bike paths/rails) and various urban density, related to the two cities of Gorizia and Nova Gorica. This kind of complexity has driven the composition process towards non standard models. The Cartesian concept was not suitable to the essence of the area, having a rigid and strong characterization and no flexibility. These considerations led us to choice a project approach based on a non deterministic model, through the adoption of a stochastic algorithm, the Voronoi diagram, to solve the landscape design. Voronoi diagram is a special kind of decomposition of a metric space determined by distances to a specified discrete set of objects in the space, in this case by a discrete set of points. These points were determined by defining all the elements we wanted to have an importance in the future area. We pointed all the buildings around the area, so that the new landscape will be generated directly by the existing one, being strongly in relation with the different densities adjacent the project area. Then we applied the Voronoi algorithm, obtaining a subdivision of the space based on it. We decided to apply an interpolation on the Voronoi island to have a smooth solution. Once we had the new topography we decided the functions of each island, obtaining the final design. The project area was considered to be a park where both the existing and the new buildings are treated as part of a green system. The new complex of the Youth Centre, a central position in the area, consists of seven buildings, which aggregate around open spaces, creating a constellation of constructed. The mathematical process that stay behind the composition allows a result that gives a strong relation between small and big scale, that take into account the points of view at different positions, both inside and outside the area. The new park is an open space where there are all activities related to leisure, recreation, culture, sports. The Voronoi Islands become green islands, designed as rooms or enclosures of trees, with picnic areas, linked by cycle and pedestrian paths. These ones are made up of hard materials, such as mineral, gravel and pebbles treated with resin. The central spaces are completely treated with smooth concrete and can be customized by a moving seats system. The program provide the construction of a high quality hotel, a Youth Centre, a kindergarten, a Soundstage, a House of Music, a Hostel and a Research Centre through the demolition of the existing buildings which can’t be reused or restructured. All the operations are characterized by the use of biocompatible and sustainable material and technologies, with particular attention paid to the use of alternative energy sources. Their forms are the ones of the Voronoi Island on which they lay, so that the configuration is smooth and gives always different perspective and peculiar points of view. The facades are treated as self-supporting steel curtain wall made up by a strip of different colored glasses, that allows the enlargement and multiplying of the space they enclose. The roof is flat with a green system, blending architectural requirements and environmental ecology. The versatility of the urban plan allows to graduate in the time the interventions, basing on the availability of resources.


6. Morena Francesco  

The technical report SGF - International competition for ideas “Youth Area at the Border” for the redevelopment of the former Civil Hospital...