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Mille volti di un città: ce ne parla Vincenzo De Simone. Fotografare il viso di una città, i suoi occhi, il suo naso, la sua bocca, sembra una cosa impossibile da credere, invece un giovane napoletano ci è riuscito: Vincenzo De Simone. De Simone, studente di psicologia, è riuscito a far partire il progetto “Humans of Naples – Gente di Napoli”, una ricerca etnologica che mira a cogliere le miriadi di sfaccettature che compongono questa città. Una persona invia una propria foto, accompagnata da una riflessione su Napoli, e così diventa un tassello del mosaico che ci mostra il vero volto della città. Noi di INFORMARE siamo riusciti ad incontrare Vincenzo De Simone, il quale ci ha rilasciato un’intervista esclusiva. Come è nata l’idea di Humans of Naples? “La gente di Napoli – Humans of Naples”, nato sulla scia di un format già ideato per la città di New York da Brandon Staton e portato avanti con gran successo, vuole raccontare la realtà sociale e culturale di Napoli, costruendo un filo narrativo attraverso le foto di una persona che rilascerà un proprio pensiero su Napoli e sull’essere napoletani. L’idea di importare un progetto del genere e di riadattarlo alla mia città mi ha sempre affascinato, proprio perché Napoli è la città più contraddittoria del mondo. Il progetto può costituire una straordinaria possibilità per “la gente di Napoli” di essere finalmente altro rispetto agli stereotipi che la affliggono e può essere in grado di cogliere e di raccogliere in una città dalle mille sfaccettature sociali la realtà effettuale attraverso la chiarezza e la semplicità incontestabile di una

pria città, di quale idea cercano di dare a chi conosce Napoli solo dalle notizie dei media e dei In cosa si differenzia dal Format originale? sentimenti contrastanti che si evincono giorno Cosa possiamo mostrare in più rispetto alla per giorno negli animi di noi napoletani.” grande mela? “Il progetto mira a promuovere la rinascita del Tante foto per creare un’unica immagine, un territorio attraverso i volti e gli sguardi dei suoi emblema di etnicitá. In cosa consiste, secabitanti. Si contraddistingue da “Humans of New ondo te, l’etnicità napoletana? York” per due semplici motivi: non è soltanto un “Credo che sia la ferrea volontà di voler suprogetto fotografico ma è anche l’espressione perare ogni avversità, magari mascherandi quello che i napoletani hanno dentro, la vera do l’inquietudine e l’amarezza con un sorvoce di Napoli. Inoltre è volto a fini di conoscen- riso. Il grande coraggio, lo spirito di iniziativa e za e di studio dove tutti possono contribuire: un l’immensa gioia di vivere la vita comunque essa progetto creato per i cittadini di Napoli, fatto dai sia, velato di magica ironia.” Così Vincenzo De Simone è riuscito a fotogracittadini di Napoli.” fare la nostra città. Non si vede il Vesuvio, Non si “Humans of Naples” è una ricerca sociologi- ammira il mare e non c’è la solita posa da cartolina ma, in compenso, ci sono i volti e i pensieri ca. Qual è il fine di questo progetto? “Con questo ambizioso progetto si possono delle persone che fanno vivere e rappresentano raggiungere molti obiettivi. Limitare o spero, in- la città….il vero volto di Napoli. genuamente, di eliminare pregiudizi e stereotipi su Napoli e sui napoletani. Dare un qualcosa di Salvatore De Marco positivo alla città e al nostro territorio. Nei pensieri non si trovano solo aspetti positivi ma anche negativi, quindi non è per nulla un progetto puramente partenopeo. L’indagine sociale emergerà dallo studio dei pensieri raccolti e si avrà una visione di quello che i napoletani pensano realmente della profotografia.”

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Difendiamo i nostri prodotti. Basta fango su ciò che la nostra terra produce. Luigi Zicarelli, Preside del Dipartimento di Medicina Veterina...

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