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foto di: Valentina Panetta

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RIVIERA DOMITIA (Castel Volturno, Mondragone, Lago Patria, Licola, Varcaturo)

I PROFESSORI PIPERNO E COLLINA : “NUOVE SCOPERTE A ROCCA SAN SEBASTIANO” Nel 2009 le ricerche, concentratesi nel riparo roccioso di Rocca San Sebastiano, nel Comune di Mondragone, hanno evidenziato tracce di frequentazione umana, importanti non solo dal punto di vista scientifico ma anche e soprattutto per la comprensione dell’evoluzione globale del territorio. Abbiamo avuto la fortuna di ricevere un’intervista congiunta di coloro che hanno condotto queste sorprendenti ricerche, ovvero il Dott. Marcello Piperno e il Dott. Carmine Collina della “Sapienza” Università di Roma. Nel 2009, grazie ai finanziamenti stanziati dal Comune di Mondragone, durante la campagna di scavo archeologica in località Roccia San Sebastiano da voi condotta, oltre al rinvenimento di numerosi reperti litici, fu ritrovato, con grande sorpresa un molare appartenente all’Uomo di Neanderthal. Perché questa scoperta fu di fondamentale importanza?

«I resti neandertaliani in Italia non sono molto numerosi e il molare deciduo del bambino neandertaliano di Roccia San Sebastiano è inoltre ben datato a circa 40.000 anni fa. Il molare era inoltre associato non solo a numerosi manufatti litici ma anche ai resti degli animali che i suoi genitori, o gli altri membri del gruppo cui apparteneva, cacciavano nella pianura antistante la grotta e nei vicini rilievi montuosi». Secondo la Paleoantropologia, un dente può fornire preziose informazioni sull’individuo a cui apparteneva. Questo nostro antenato quale stile di vita conduceva? «Il bambino aveva circa dieci anni e forse già seguiva il suo gruppo nelle partite di caccia ai cavalli, ai buoi selvatici e ai cervi che popolavano la pianura che si estendeva, allora molto più ampiamente di oggi, di fronte al Monte Petrino. Lo studio del dente, ancora oggi in corso, fornisce naturalmente indicazioni sull’età, ma anche sul tipo di alimentazione e addirittura su alcuni patologie di cui eventualmente poteva soffrire il bambino». Questo significa che la Grotta di San Sebastiano fu abitata non 20000 anni fa ma ben 40000 anni fa? «Diverse datazioni effettuate qualche anno fa col metodo del Carbonio 14 ci hanno indicato un preciso inquadramento cronologico delle diverse fasi di occupazione della cavità. La grotta fu abitata per la prima volta proprio dal gruppo di neandertaliani di cui il bambino faceva parte. Circa 30.000 anni fa, e fino a 20.000 anni fa,

Roccia San Sebastiano fu intensamente abitata da gruppi di uomini anatomicamente moderni, come siamo oggi tutti noi». Questa scoperta è importante solo dal punto di vista della ricerca scientifica o può fornirci anche informazioni sull’evoluzione del territorio? «Come abbiamo visto, già la determinazione degli animali cacciati fornisce precise indicazioni sull’ambiente che circondava la grotta di Roccia San Sebastiano: ampie praterie, boschi e monti erano l’habitat ideale per questi animali, mentre Il mare era molto più distante di oggi: solo una piccola conchiglia marina forata, usata come ornamento, è stata finora rinvenuta nel deposito preistorico». Come è stato condurre i lavori di ricerca alla Roccia San Sebastiano? «Oltre dieci anni di ricerche e scavi hanno permesso di riunire un gruppo di ricercatori di alto livello, provenienti da diverse Università (La Sapienza, la Federico II di Napoli, le Università di Firenze e Ferrara) e Soprintendenze italiane, che si occupano dei diversi aspetti di una ricerca preistorica moderna: dalle determinazioni delle faune e delle microfaune all’archeozoologia, dallo studio delle industrie litiche alla ricostruzione del paesaggio, dalla ricerca geologica alla paleoantropologia e alla genetica». In un periodo di crisi economica come quello che viviamo oggi i reperti ritrovati e studiati vengono salvaguardati? Ricevano la giusta valorizzazione? In generale, cosa pensate del ruolo della ricerca scientifica nella società odierna? I reperti di Roccia San Sebastiano vengono studiati dai diversi specialisti che abbiamo ricordato. Una loro scelta è esposta nella sala del Museo “Biagio Greco” dedicata alla preistoria di Mondragone. Il resto viene restituito alla Soprintendenza per i Beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, il cui sostegno alla nostra ricerca è sempre stato ben più che efficace. Da ultimo non possiamo non sottolineare l’aiuto economico del Comune di Mondragone, che ha permesso la continuità dei nostri interventi a Roccia San Sebastiano. La ricerca scientifica consente di promuovere e valorizzare il territorio e oggi più che mai è fondamentale per il benessere della società. di Ada Marcella Panetta

PREMIO SCIACCA... DIPLOMA DI MERITO A DON CASSANDRA! Lo scorso 8 Novembre 2014, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana di Città del Vaticano, si è svolta la solenne cerimonia di premiazione del XIII Premio Internazionale “Giuseppe Sciacca”, in occasione della quale è stato assegnato anche un prestigioso premio, il Diploma di Merito con medaglia, al Reverendo Don Marcellino Cassandra, parroco di San Sossio, località del comune di Villa Literno. Un premio molto importante che ripaga il parroco per l’impegno profuso in favore della piccola comunità del “Pantano”. Giuseppe Sciacca era un giovane architetto, che durante la sua breve esistenza ha dato prova di grande generosità verso il prossimo. È deceduto prematuramente a causa di un incidente durante i festeggiamenti in onore della Beata Vergine del Divino Amore, nel cielo sovrastante il venerato Santuario romano. Il Premio ha come scopo principale quello di individuare una personalità che abbia rappresentato negli anni un valido riferimento morale e dottrinale nell’evolversi della società, capace di porsi come esempio per gli altri. Tale persona viene insignita del premio principale. Nell’occasione sono stati conferiti particolari riconoscimenti a persone che si sono segnalate nei vari campi del sapere o dell’arte. Don Cassandra è stato accompagnato a Roma da una folta delegazione di fedeli che frequentano la piccola Parrocchia di San Sossio, e tra essi i membri dell’Associazione Cristiana Il Risorto di Castel Volturno, che proprio lo scorso 25/06/2014 erano stati ricevuti in udienza generale da Papa Francesco. Grande è stata la soddisfazione per l’intera comunità di San Sossio per l’accoglienza ricevuta nella capitale. L’importante evento è stato patrocinato tra gli altri dal Senato della Repubblica, la Camera dei Deputati e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, prevede la presenza dei Signori Cardinali Raymond L. Burke e Dario Castrillòn Hoyos, oltre ad eminenti autorità ecclesiastiche, civili e militari, nonchè l’intervento di stampa e reti televisive italiane ed europee. di Fabio Russo

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Informare Dicembre 2014 | Antonella Leardi: «Lo sport è aggregazione e divertimento... »  

Un numero davvero speciale, con interventi di grande valore sociale politico e culturale. Una redazione che ancora una volta ha dimostrato...

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