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20 06 08 L’appuntamento del venerdì

numero

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A colpi d’ala 4 Contenzione. Quando i giovani perdono la testa 10 Neuroni specchio. Le basi dell’empatia 46 Apologia del materasso. Tutti a nanna

Corriere del Ticino • laRegioneTicino • Giornale del Popolo • Tessiner Zeitung • CHF. 2.90


MGB www.migros.ch

LĂŠger. Tanto gusto, niente rimpianti.


numero 26 20 giugno 2008

Impressum

Agorà Contenzione. Quando i giovani perdono la testa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Arti Thelonious Monk. Vogliamo che sia semplice . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Media Scrittori fai da te. Espugnata la Bastiglia di carta! . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Tiratura controllata

Società Neuroni specchio. Le basi dell’empatia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Chiusura redazionale

Salute L’iperico, un rimedio per l’anima

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Editore

Vitae Magì Scanziani . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Reportage A colpi d’ala . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Tendenze Apologia del materasso. Tutti a nanna . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Astri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Giochi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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93’617 copie

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Venerdì 13 giugno Teleradio 7 SA Muzzano

Direttore editoriale Peter Keller

Capo progetto, art director, photo editor

Adriano Heitmann

Redattore responsabile Fabio Martini

Coredattore

Giancarlo Fornasier

Concetto editoriale IMMAGINA Sagl, Stabio

Amministrazione via San Gottardo 50 6900 Massagno tel. 091 922 38 00 fax 091 922 38 12

Direzione, redazione, composizione e stampa Società Editrice CdT SA via Industria CH - 6933 Muzzano tel. 091 960 31 31 fax 091 968 27 58 ticino7@cdt.ch www.ticino7.ch

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(carta patinata) Salvioni arti grafiche SA Bellinzona TBS, La Buona Stampa SA Pregassona

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In copertina

Fotografia di Giorgio Mangili

Libero pensiero

Egregio signor Martini, Sono rimasto particolarmente soddisfatto dalla lettura dell’articolo scritto da Elena Walder, “I maschi servono ancora?”, pubblicato sul numero 23 di Ticinosette. Mi ha colpito innanzitutto che sia stato scritto da una donna, un aspetto che contribuisce ad attirare l’attenzione del pubblico su un insieme di ingiustizie sociali che non vengono sufficientemente dichiarate. Da sempre mi sono attivamente impegnato contro la discriminazione nei confronti delle donne anche se ritengo che nei confronti dei maschi, proprio nelle forme riconducibili al cosiddetto “male bashing”, si stia verificando un pericoloso regresso di tipo sessista. Un cordialissimo grazie all’autrice per il contributo e per l’empatia mostrata nei confronti del problema. O.K. (Thalwil)

Gentile lettore, indubbiamente l’articolo in oggetto ha suscitato numerose reazioni positive, soprattutto in ambito maschile, come confermato anche dalla lettera di un lettore e dalla risposta del signor Heitmann pubblicate nel precedente numero. Il fatto che le discriminazioni sessuali affondino le proprie radici nel terreno arido

dell’ignoranza e della ristrettezza culturale non è un elemento sufficiente a chiarire la natura del problema (senza per questo ignorare il quotidiano stillicidio delle violenze compiute sulle donne da parte di maschi assassini e criminali). Se infatti, da un lato, la “questione maschile” sembra apparentemente confinata soprattutto alla regolamentazione dei rapporti fra ex coniugi, in realtà il problema è ben più vasto. Il concetto di “pari diritti” dovrebbe infatti valere in entrambi i sensi, senza zone franche o indulgenze culturali. Un esempio negativo in tal senso, è rappresentato dall’Olanda dove la società, nell’arco degli ultimi tre decenni, è andata progressivamente “femminilizzandosi” e non in base a criteri meritocratici ma a causa di una “ideologia” di fondo che assegna determinati ruoli alle donne proprio in quanto “donne”. L’orientamento è quello di favorire una comunicazione sociale basata non sui contenuti ma piuttosto sulla modalità di trasmissione delle informazioni che deve essere “emotiva” e “armonica”. Sta di fatto che proprio in Olanda si assiste a un crescente abbandono degli studi universitari da parte dei maschi, sempre più confusi e frustrati nel confronto con le compagne, più motivate e ambiziose. Cordialmente, Fabio Martini


Quando i giovani perdono la testa

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iovani che rincorrono il presente senza freni inibitori, perché il domani non sanno cosa sia. Frutto di famiglie fantasma e di una società del benessere che sembra offrire tutto a parte prospettive concrete. Giovani che superano i limiti, abusando di droghe e alcol, per poi finire su un letto d’ospedale, incapaci spesso di comprendere cosa li abbia portati fin lì. I dati parlano da soli: la Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio, nei dieci anni che vanno dal 1995 al 2005, ha visto un incremento di ricoveri di giovani con meno di vent’anni (da 8 a 43), con una flessione nel 2006 (29 casi). Circa il 50-60 per cento di questi ricoveri sono coatti, cioè decisi senza o contro la volontà del paziente, come prevede la Legge sull’assistenza sociopsichiatrica (Lasp): una delle cause principali è l’intossicazione acuta. Si è registrato anche un abbassamento dell’età: i giovani finiscono in clinica già a 16-17 anni, a volte anche prima (ogni anno sono circa una quindicina i minorenni ricoverati). La degenza media complessiva si aggira attorno ai 35 giorni, ma nel 50 per cento dei casi si riduce a 10-15 giorni. In qualche caso si protrae anche per mesi. Due di questi giovani vivono ora a Breganzona, in una casa di accoglienza unica nel suo genere, la Casa Sirio, fondata nel gennaio 2006 e creata per ospitare maggiorenni con problemi psicosociali. Li ab-

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Agorà

Sono ragazzi con seri problemi comportamentali, spesso dediti all’uso di stupefacenti e alcol, incapaci di integrarsi armonicamente nella società. Finiscono in clinica psichiatrica già a 16-17 anni, dove subiscono il ricovero coatto, a volte la contenzione. Due ex pazienti raccontano la loro storia biamo incontrati poco prima della cena in comune e, senza alcun timore, ci hanno raccontato la loro esperienza. J.J., 30 anni, dopo una decina di anni passati dentro e fuori dalla clinica per abuso di droghe, da 8 mesi è pulito: “Nel fine settimana riuscivo a prendere fino a 30 pasticche di ecstasy”, confida. “L’ho fatto per parecchio tempo, finché un giorno, a 19 anni, sono andato fuori di testa, ho scompensato: avevo manie di persecuzione, soffrivo di paranoia. Mia madre ha chiamato l’ambulanza perché straparlavo. In clinica mi hanno persino legato. «È per il tuo bene», mi è stato detto. Il ricovero era necessario, lo riconosco, ma non la contenzione. Mi sono sentito come Gesù Cristo in croce: mi hanno legato polsi, pancia e piedi, non riuscivo neppure a suonare il campanello. Sono stato così due settimane e quattro giorni. In clinica ci sono rimasto 8 mesi e poi mi hanno affibbiato un tutore. Ho preso farmaci e sono ingrassato di quasi 40 chili, mi facevano le fiale. Poi sono andato in comunità, ma ho continuato con le droghe e ho subito altri 11 ricoveri coatti”. In Casa Sirio da due mesi, ha una rendita d’invalidità all’80 per cento e continua a fare l’elettricista. “Ai giovani vorrei dire che non sono le sostanze a risolvere i problemi, anzi: sono proprio loro a causarne di più”. Nella clinica di Casvegno ha messo piede per la prima vol-


alla stazione di Bellinzona e per mantenermi scippavo. Poi la polizia mi ha preso e ho deciso volontariamente di farmi ricoverare: avevo bisogno di un tetto e di cibo. Sono rimasto quattro mesi nella clinica di riabilitazione”. Dopo le dimissioni, è accolto in Casa Sirio, ma finisce altre volte in clinica. Durante l’ultimo ricovero subisce il contenimento fisico, cioè è legato al letto. Le cose però ora sembrano girare nel senso giusto. “Devo dire grazie a chi mi è stato vicino: mio padre, mio nonno, la mia ragazza con cui andrò a convivere. Senza di loro non ce l’avrei mai fatta”.

I due giovani puntano il dito soprattutto contro la contenzione, che da anni è al centro di un serrato dibattito tra gli addetti ai lavoro: va applicata o evitata? “Vi ricorriamo solo quando il paziente è violento e aggressivo contro se stesso o nei confronti di terzi”, spiega Silvano Testa, direttore della Clinica psichiatrica cantonale. “Spesso il personale medico e infermieristico è vittima di violenze da parte dei pazienti. Credo comunque che la contenzione sia una misura estrema e che debba essere attentamente monitorata. Negli Stati Uniti e in Svizzera romanda si tende a chiudere le persone violente in camere imbottite dove possono sfogare la loro rabbia, ma non so se questa sia la strada giusta. Il nostro obiettivo è arrivare alla contenzione zero: abbiamo già dimezzato il numero di pazienti contenuti nel corso di un anno. Stiamo valutando alcune soluzioni, come l’assunzione di altro personale per una diversa gestione delle situazioni difficili e a rischio di violenza e contenimento. Ma non è pensabile che si possa risolvere solo così il problema”. Il problema, in effetti, va affrontato alla radice. In Ticino il numero di strutture per il sostegno di giovani con gravi problemi psicosociali o malattie psichiche è insufficiente. Il servizio di sostegno pedagogico a scuola, i foyer Amilcare, il centro educativo di pronta accoglienza e osservazione dell’istituto Torriani di Mendrisio – per cui si prevede l’ampliamento per accogliere giovani dai 4 ai 18 anni (oggi fino ai 15) – e i servizi medico-psicologici per minorenni non sono in grado di gestire le situazioni estreme. Ne deriva che l’unica soluzione

per contenerle nei periodi più acuti è, al momento, l’ospedalizzazione (quella coatta è prevista anche in due cliniche private: Viarnetto a Pregassona e Santa Croce a Orselina). “Il ricovero coatto di certi giovani in determinati momenti è purtroppo una realtà, ma noi cerchiamo comunque di evitarlo”, sostiene Donato Gerber, capo del servizio medico-psicologico di Bellinzona. Un pericolo che si può evitare intervenendo per tempo, seguendo i giovani problematici a livello ambulatoriale. “Gli adolescenti che si affidano al nostro servizio vengono per problemi psicologici, emotivi, come per esempio la depressione, perché disorientati o confusi, per un rendimento scolastico scarso nonostante le buone potenzialità, e per problemi relazionali in famiglia o fuori. Ci sono giovani che con poche sedute riescono a reinquadrare la loro situazione, altri necessitano di sei mesi, un anno o più”. Contro il ricovero i pazienti possono fare ricorso alla Commissione giuridica. “Nel 2007 ci sono stati 131 ricorsi, 33 giudicati con sentenza”, afferma il presidente Enrico Pusterla. “In 3 o 4 casi sono state giudicate non corrette alcune modalità di degenza. La metà dei ricorsi riguarda il trattenimento in clinica e le contenzioni. Quest’ultime sono però notevolmente diminuite”. Sulla corretta informazione ai pazienti al momento del ricovero coatto e contro gli abusi di contenzione vigila Pro mente sana. “Il contenimento fisico può essere paragonato alla tortura”, sottolinea Maria Grazia Giorgis, delegata ticinese dell’associazione. “Per questo il nostro obiettivo è eliminarla”.

Agorà

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» di Antonella Sicurello; illustrazione di Micha Dalcol

ta a 19 anni anche Y.R., che oggi di anni ne ha 22 anni e in agosto diventerà padre. Figlio di genitori separati, ha avuto un’adolescenza difficile. “Dopo anni di soprusi subiti in famiglia, è scattata in me la rabbia”, racconta. “Una sera ho avuto una reazione eccessiva e mia madre, spaventata, ha chiamato ambulanza e polizia. Sono rimasto quattro mesi in clinica. Prendevo farmaci e facevo colloqui con i medici. Una volta dimesso, sono andato da mio padre. Ma poi sono scappato, perché mi costringeva a stare in casa per paura che assumessi droghe. Per un anno ho dormito


Vogliamo che sia semplice

Musica

Thelonious Monk Quartet at Carnegie Hall with John Coltrane Ottima registrazione di un concerto datato 29 novembre 1957, pubblicato nel 2005 dalla Blue Note Records.

Evans, pianista raffinato e tecnicamente ineccepibile: “Attenti a non sbagliare. Quest’uomo sa perfettamente quello che Boris Challapin (1904 - 1979), Thelonious Monk, US National Portrait Gallery fa anche dal punto di vista teorico: ciò che (da www.flickr.com) suona è organizzato molto probabilmente In Straight No Chaser, film- toccato ascoltarla sbagliata secondo una personale terminologia, ma documentario del 1988 di per tutta la vita”. non per questo l’organizzazione è meno Charlotte Zwerin, Thelonious A parte l’apprezzamento di solida”. Monk, interrogato durante alcuni, ricordiamo che Dizzy John Coltrane, che per circa sei mesi fece una seduta di registrazione da Gillespie lo defin deep (proparte del quartetto di Monk, grazie alla Teo Macero, noto produttore fondo), e Coleman Hawkins, collaborazione col pianista ebbe modo di della Columbia Records, rife- che lo volle come pianista maturare la sua personale poetica musicale. rendosi alla sua musica dice: per alcune registrazioni, ci Ecco una sua dichiarazione sull’importanza “voglio che sia il più semplice sono voluti anni prima che di questa esperienza: “Tu non sai mai cosa possibile, allora sarà buona”. la comunità del jazz si accorpuò succedere. Dal punto di vista ritmico, In una battuta Monk sfata gesse della bellezza e sopratper esempio, Monk sa creare una tale tenil luogo comune sostenuto tutto dello spessore della sua sione da costringere chi suona strumenti a da critica e da una parte del musica. I più tradizionalisti fiato a «pensare» invece di cadere nei soliti pubblico del jazz che lo con- ancora oggi sollevano critiche cliché. Una cosa soprattutto Monk mi ha siderava complicato, intel- sulla sua tecnica pianistica, insegnato: a non avere paura di fare ciò che lettuale, difficile da capire e considerata poco ortodossa, e sento veramente”. spigoloso. Il brano che stanno sull’utilizzo di note e accordi Vorremmo concludere riportando una delle registrando è “Ugly Beauty”, ritenuti, dagli stessi, errati. Al dichiarazioni di Monk sulla quale vale la l’unico valzer da lui scritto. È riguardo è sufficiente ricordapena di soffermarsi a riflettere: “È sempre molto interessante notare il re l’inequivocabile reazione di notte; se non fosse così non sentiremmo disappunto di Monk quando Monk a un insegnante della tanto il bisogno della luce. Io non voglio far il tecnico del suono gli comu- Columbia University che, un altro che quello che sto facendo. Non parlo nica di non aver registrato la po’ provocatoriamente, gli molto perché non è possibile dire a tutti versione appena terminata chiedeva: “Suonerebbe qualciò che si pensa. Delle volte neppure noi pensando che si trattasse di sappiamo ciò che si sta una prova. Le parole di Char- Pianista assolutamente originale e uno dei pensando”. Guardanlie Rouse, tenorsassofonista maggiori compositori della storia del jazz, do alla vicenda perdel quartetto per più di dieci Thelonious Monk, a prescindere dai suoi sonale di Thelonious anni, confermano e chiariMonk e constatando scono l’intento di immedia- detrattori, ha ispirato intere generazioni di con piacere la crescitezza e freschezza ricercato improvvisatori di tutto il mondo ta di considerazione da Monk: “…sceglieva quasi accordata nel tempo sempre la prima versione, cuno dei suoi strani accordi alla sua musica, non posso fare a meno di qualche volta la seconda, mai per la classe?”, al che Monk pensare alle parole del poeta ticinese Franco la terza. Dovevi suonare giu- rispose: “Cosa intende con Beltrametti che, con la concisione che lo sto alla prima… lui l’avrebbe strani? Sono accordi perfetcontraddistingue, scrisse: “There is not much scelta comunque anche se tamente logici”. Interessante to undertstand, just pay attention” (Non c’è sbagliavi, altrimenti ti sarebbe anche il commento di Bill molto da capire, basta stare attenti).

» di Giancarlo Locatelli

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Straight No Chaser Film-documentario del 1988 di Charlotte Zwerin, prodotto da Clint Estwood. Contiene interessanti filmati di concerti e interviste allo stesso Monk, a collaboratori, familiari e musicisti.

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Arti

Film


Oliver Sacks Musicofilia Adelphi, 2008

» La voltapagine Regia di Denis Dercourt Con: Catherine Frot, Déborah François, Pascal Greggory, Clotilde Mollet Produzione: Mikado, Dolmen, 2006

Abbiamo letto per voi O liver Sacks, neurologo, fondatore assieme alla dottoressa Concetta M. Tomaino dell’Institute for Music and Neurologic Function – organizzazione no-profit newyorkese che conduce ricerche e applicazioni legate alla musicoterapia – esplora in questo volume il sorprendente potenziale terapeutico della musica. Come sovente avviene in Sacks, i veri protagonisti sono ancora una volta i casi “reali”. “Ho cercato di ascoltare i miei pazienti, di immaginare le loro esperienze e di penetrare in esse”, scrive il neurologo nella prefazione. E, infatti, nelle oltre 400 pagine del volume l’autore racconta, nel suo intimo e pacato stile narrativo, le esperienze di soggetti colti dall’improv-

viso amore per la musica in seguito a eventi inattesi e dolorosi, di epilessie musicali, di motivi stranamente orecchiabili, di armonie e disarmonie, dell’orecchio assoluto, del rapporto tra musica e cecità, di depressione, di morbo di Parkinson e della demenza. Ma anche di sintomi e segni clinici più particolari, come nel caso di John S., giovane affetto dalla sindrome di Tourette, che si manifesta in movimenti involontari del corpo e/o facciali e con “tic” di tipo vocale o verbale. Il paziente spiega in una lettera a Sacks quali sono gli effetti della musica sui suoi tic: “È al contempo una benedizione e una maledizione. Può mettermi in uno stato in cui dimentico completamente

la sindrome di Tourette, ma può anche abbattere su di me un’ondata di tic difficili da controllare o sopportare”. Nel caso di John, i tic venivano scatenati soprattutto dalla musica molto ritmata. Uno spunto che permette a Sacks di evidenziare come il jazz e il rock siano in grado di esercitare una forte attrazione in soggetti affetti da questo disturbo: “Terreni musicali fortemente ritmati” nei quali “la libertà espressiva lasciata dall’improvvisazione” si addice perfettamente ad assolo improvvisi e scatenati. Un libro certo impegnativo, ma ricco di innumerevoli spunti e curiosità, dove musica, memoria, emozione, identità si intrecciano e ci aiutano a capirci. Ascoltando.

Arti

Abbiamo visto per voi 7 Tutto

nasce da una distrazione, da un evento apparentemente insignificante che segnerà per sempre la vita delle due protagoniste. Melanie, una ragazzina figlia di un macellaio, si presenta all’esame di ammissione in conservatorio per la classe di pianoforte. Suona bene, ha studiato con impegno. Della commissione fa parte una famosa concertista dall’aria sicura e un po’ arrogante. L’esecuzione di Melanie viene interrotta da un’inserviente che chiede alla pianista un autografo per un appassionato. Il delicato equilibrio del momento si rompe e la giovane pianista, infastidita dalla perdita di attenzione da parte dell’esaminatrice, si interrompe. Invitata a riprendere il pezzo non riesce più a eseguirlo. L’epiodio segna, dolorosamente, la fine del suo

rapporto con il pianoforte. Sono passati dieci anni e Melanie è una giovane donna che sta svolgendo un breve stage presso un importante studio legale. Grazie a un caso del tutto fortuito, Melanie si offre di seguire per un certo periodo, come ragazza alla pari, il figlio dell’avvocato a capo dello studio che, sarà una coincidenza o il risultato di un preciso calcolo (la narrazione non lo specifica), è proprio il marito di Ariane, la concertista. Quest’ultima, che naturalmente non è in grado di riconoscere la ragazza, sta attraversando un periodo di profonda crisi a seguito di un grave incidente stradale accadutole qualche tempo prima. Ed è a questo punto che Melanie mette freddamente in atto la sua vendetta, concretizzata in una sottile opera di seduzione nei confronti di Ariane,

donna “ferita” e insicura. Il tutto giocato, secondo la miglior tradizione del cinema di Chabrol, attraverso una complessa strategia di silenzi, sguardi e vicinanze fisiche. La musica offre lo spunto finale: in previsione di un concerto Melanie si offre come voltapagine, cementando il clima di fiducia e affetto che Ariane nutre verso di lei. Fino al raggiungimento dell’obiettivo. Film scarno ed elegante, contrassegnato da dialoghi essenziali che rafforzano il clima di profonda violenza psicologica della vicenda, si arricchisce delle notevoli interpretazioni di Catherine Frot (la concertista) e della giovane Déborah François. Una buona prova, forse un po’ accademica, per Denis Dercourt, egli stesso musicista (insegna viola al conservatorio di Strasburgo).

» di Giancarlo Fornasier e Fabio Martini

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V. Eletti e A. Cecconi Che cosa sono gli e-book Carocci, 2008 Per saperne di più sulle ultime curiosità e innovazioni nel campo delle pubblicazioni online, ma anche su questioni chiave come il diritto d’autore e il destino dei libri.

» di Giorgia Reclari; illustrazione di Katia Vitale

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Vittorio Spinazzola (a cura di) Tirature ’08 Il Saggiatore, 2008 Una pubblicazione annuale sull’andamento dell’editoria italiana, quest’anno dedicato al mondo dei fumetti. Molte informazioni utili per muoversi fra le mille proposte librarie.

scopo non è quello di scoprire dal basso. E quella dell’edito- il nuovo Harry Potter ma di ria online non fa eccezione. dare voce a chiunque abbia Le case editrici tradizionali qualcosa da scrivere. Il sito Internet rappresentavano ancora fino guadagna una percentuale www.booksblog.it Un sito ricco di interviste, recensioni, opinioni, notizie a pochi anni fa una delle ul- (20%) sulle vendite e in pochi su autori e case editrici, con particolare attenzione per time Bastiglie non espugnate anni ha visto moltiplicarsi le iniziative dedicate agli esordienti e alla letteratura dalla rivoluzione del web. Per gli utenti. La teoria di Young online. questo modello storico di edi- negli Stati Uniti è diventata toria l’unica realtà accettabile un movimento: il “luluismo”, è il libro di carta, e una casta miscuglio di comunismo e di editor che stabilisca in base capitalismo che mira a dare a regole imperscrutabili – op- ai lavoratori il controllo dei pure, più spesso, in base alle mezzi di produzione, ma è ben chiare leggi di mercato – poi il libero mercato che dechi deve essere pubblicato (e termina il successo dei proquindi letto) e chi no. “Non dotti. riccio” di Muriel Barbery, best seller grazie hanno pane? Che mangino In Italia, per ora, la minaccia al passaparola. le brioches”. Ovvero: non di un’editoria tradizionale Nel 2006 è nato Vibrisselibri.net, un progetto trovano una casa editrice che succube ormai solo delle leganfibio tra rete e carta. È un’agenzia letterali pubblichi? Vadano in tipo- gi “del vendere” come negli ria che sceglie e pubblica libri online, con la grafia, si facciano stampare il USA – dove le case editrici soformula print-on-demand gratuita. Quando libro a loro spese e poi lo ven- no gestite da manager e non un libro ha successo (cioè se viene scaricato dano porta a porta. La massa da editori – è meno income recensito) le case editrici tradizionali lo invisibile di Autori rifiutati, bente. Ma qualche iniziativa pubblicano in formato cartaceo ed entra nel Geni incompresi, Scrittori im- ha fatto capolino pure qui, circuito delle librerie. Rimane però sempre pubblicabili era immensa. perché si è visto che i circuiti disponibile gratis online. A dare una scossa a questo si- alternativi a volte sanno coRecentissimo infine è il sito Ilmiolibro.it, stema apparentemente immu- gliere per primi le scintille di lanciato dal gruppo L’Espresso lo scorso tabile è stato l’imprenditore un futuro successo. Si pensi mese di maggio, che consente a chiunque canadese del web Bob Young. a “Tre metri sopra il cielo”, di (auto)pubblicare a costi ridotti il proprio Al grido di “Libertà di pubmanoscritto, anche in blicazione, uguaglianza fra I manoscritti rifiutati dalle case editrici una sola copia, per poi scrittori e fratellanza” (quella hanno conquistato il web e i siti per l’auto- eventualmente venforse un po’meno) ha fondato derlo in una vetrina pubblicazione, dove convivono democrazia e virtuale. Interessante nel 2002 Lulu.com (la versione italiana è del 2006), il primo libero mercato. E a volte il successo arriva inoltre la community marketplace per autori-editori davvero di autori e lettori, in indipendenti, ovvero un sito cui scambiarsi pareri che consente ad autori di libri per anni fotocopiato nei licei di lettura. Un invito a tutti voi Esordienti (ma anche brani musicali e romani e la cui ristampa ha indecisi o Delusi a precipitarvi, ad aprire video) di pubblicare e vende- provocato quasi il crollo di cassetti e file di Word, estrarre la vostra re le proprie opere, restando Ponte Milvio sotto il peso dei preziosa opera e a lanciarla nel vasto mare proprietari dei diritti e deci- “lucchetti dell’amore”; oppure di internet dove, forse, una folla silenziosa dendo quanto guadagnare. Lo al più recente “L’eleganza del di lettori vi sta aspettando.

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Espugnata la Bastiglia di carta!

Tutte le rivoluzioni partono

Libri


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Il Ticino e i suoi fotografi Beat Kuert

Fotografia

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Dalla serie del Grido (2008): tentativo di comunicare, ma nel tempo della globalizzazione non vi è una eco. Non ci sono frontiere, tutto si disperde nel nulla. Beat Kuert è nato a Zurigo nel 1946, vive e lavora ad Arzo. Per informazioni: www.beatkuert.com


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» di Mariella Dal Farra; illustrazione di Micha Dalcol

Società

Le basi dell’empatia

continuamente, senza che ce ne rendiamo davvero conto: tutte le volte che qualcuno ci racconta un evento che gli è accaduto e, mentre ascoltiamo, ci viene da pensare a come ci saremmo comportati noi al suo posto; o quando vediamo qualcuno di reale o virtuale che mangia un cibo appetitoso con un’espressione golosa dipinta sul viso, e all’improvviso ci viene fame. Diventa particolarmente evidente nel caso in cui qualcuno che ci è vicino attraversa un periodo difficile o, al contrario, felice, e noi condividiamo il suo stato d’animo sperimentandolo, per così dire, in prima persona. Ma funziona anche quando andiamo al cinema, o leggiamo un libro, o partecipiamo a un qualche rituale socialmente codificato, come andare allo stadio o assistere a una funzione religiosa. In tutti questi casi, senza averlo deciso né pianificato, noi entriamo in empatia ovvero, stabiliamo un contatto emotivo e cognitivo con qualcuno: uno o più individui appartenenti alla nostra stessa specie, di solito, ma non solo. Basti pensare a quei gatti o cani di casa che, dopo un certo numero d’anni di convivenza e abitudini condivise, assumono un’evidente somiglianza

G. Rizzolatti et al. Nella mente degli altri Zanichelli, 2007 Testo che racconta la scoperta e le funzioni dei neuroni specchio, cellule molto speciali che ci aiutano a prevedere, comprendere e imitare quello che fanno, provano e dicono gli altri.

docente presso l’Università di Parma, che nel 1992 ha per primo identificato una colonia molto particolare di cellule cerebrali le quali, in ragione della loro specificità funzionale, sono state definite “neuroni specchio”. I neuroni specchio, o mirror neurons, hanno la peculiarità di attivarsi quando osserviamo attentamente il gesto, il movimento o l‘esprescon il proprio padrone, e visione di un altro individuo, rispecchiando ceversa. quindi – senza metterla in atto fisicamente, Ebbene, questa mirabile fama “tracciandola” a livello sinaptico – la coltà di rispecchiamento sequenza gestuale o espressiva del nostro che, in misura variabile, ci interlocutore. permette di “mimetizzarci” In altri termini, queste cellule cerebrali hanno nell’altro, comprendere il suo la capacità di fare propria, imitare e ripropensiero e, talvolta, anticidurre a livello corticale la sequenza motoria parlo; questa sorprendente e l‘espressione altrui, come una sorta di capacità d’immedesimazione, realtà virtuale che viene automaticamente che nella nostra cultura è proiettata sullo sfondo buio della nostra prevalentemente identificata consapevolezza ogni qual volta interagiamo con la com-passione (“patire con qualcuno. Questo “film” fornisce un feinsieme con”), ovvero quella edback continuo, di carattere squisitamente comunione del sentire emotirelazionale, che ci consente di attuare in vo che ci deriva direttamente tempo reale tutti quei microaggiustamenti dai Vangeli (“Ama i prossimo comportamentali (verbali e, soprattutto, non) tuo come te stesso”; “Non attraverso i quali ci rapportiamo agli altri. fare agli altri ciò che non Ed è così che, per esempio, durante una vorresti fosse fatto a te”), ha conversazione, tale sintonia ci permette di da qualche anno trovato un decodificare e in parte anticipare l‘enorme correlato fisiologico a livello complessità di segni, significati e sfumature della corteccia cerebrale. Più convogliate dalla comunicazione che ci precisamente nell’area preperviene, e di rispondervi in maniera aumotoria, in zona parietale, tomatica, soggettivamente esperita come sebbene alcune ricerche ab“semplice e spontanea”. Ma la complessità di biano già evidenziato il coinquesto sofisticato meccanismo si manifesta volgimento di altri distretti, in maniera drammatica nei casi di funzionamento anomalo, come Non stiamo parlando di un nuovo “locus ani- recenti studi condotti mae”, bensì della scoperta del neurofisiologo presso alcuni bambini con diagnosi di disturGiacomo Rizzolatti, che nel 1992 ha identifi- bo autistico sembrano cato una colonia molto particolare di cellule evidenziare (Brandi cerebrali i neuroni specchio e Bigagli, 2004). La scoperta dei neuroni con particolare riferimento a specchio, definita dal neuropsicologo V. S. quelli del linguaggio. Ramachandran l’equivalente, per la psicoNon stiamo parlando di un logia, di ciò che l’individuazione del DNA nuovo locus animae, bensì è stata per la biologia, promette di gettare della scoperta del neurofinuova luce su alcune fondamentali questiosiologo Giacomo Rizzolatti, ni fino a ora rimaste inspiegate.

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A ccade

Libri


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Disegnare la vita

Design

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Progettata alla fine degli anni Cin-

quanta dal designer danese Verner Panton (1926-1998) come omaggio alla sedia Zig Zag ideata dall’architetto olandese Gerrit Rietveld, questa particolarissima sedia venne inizialmente realizzata in legno dalla Thonet e in seguito da Vitra in schiuma rigida Baydur verniciata. Panton amava giocare e sperimentare in termini di forma, funzione, colore e spazio. Il suo è un repertorio

di progetti innovativi e audaci le cui forme plastiche e i colori puri saturi rimandano a un immaginario avvenieristico e futuribile. Si tratta della prima sedia prodotta con il procedimento dello stampaggio a iniezione in un solo pezzo e con un unico tipo di materiale. Per il suo particolare concetto, la forma flessuosa e innovativa, le colorazioni vivaci è divenuta una delle icone del design del Novecento, spesso ascritta

all’ambito della Pop Art. Disponibile in cinque differenti colorazioni, può essere impilata fino a cinque elementi. Recentemente ne è stata proposto una versione short destinata ai bambini. La sedia Panton è stata poi al centro di una causa fra l’azienda svizzera Vitra, che ne detiene i diritti di produzione, e la High Tech, una società che produce in Cina una imitazione del modello commercializzata a prezzi inferiori.


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nito, tali e tanti sono i riferimenti al rapporto fra i due mondi. In questo ambito la pianta dell’iperico (Hypericum perforatum), appartenente alla famiglia delle Clusiaceae, assume un ruolo davvero speciale per le sue particolari caratteristiche morfologiche e curative e per la grande quantità di leggende che la riguardano. Il significato della parola “iperico”, di origine greca, rimanda al “superiore”, a qualcosa che sta in alto, che è quindi in grado di dominare. Questa pianta glabra, a crescita spontanea, con il fusto solcato da due rilievi longitudinali – fatto piuttosto raro nel mondo

Pianta medicamentosa fra le più conosciute e apprezzate, l’iperico, o pianta di san Giovanni, viene sempre più considerato dalla medicina ufficiale come un efficace rimedio contro le forme lievi di depressione botanico –, fiorisce nei campi proprio in corrispondenza del 24 maggio, giorno in cui si celebra la festa dedicata al Battista (nei paesi di lingua tedesca viene denominata Johanniskraut). Facilmente riconoscibile per le sue foglie,

Harold H. Bloomfield L’iperico e la depressione Tea libri, 1999 Un classico insuperato sull’iperico. Presenta un’ampia rassegna scientifica degli studi che comprovano la straordinaria efficacia di questa pianta per la depressione media, l’ansia e i disturbi neurovegetativi della menopausa.

cosparse di piccole vescichette trasparenti che in controluce appaiono come dei forellini (da cui, appunto, perforatum), si accende in giugno di piccole pannocchie di fiori giallo oro a cinque petali, coperti di puntini neri che, se sfregati, tingono le dita di rosso. Tale caratteristica in Vandea, era associata al corpo di Cristo dopo la flagellazione mentre in altre aree i puntini neri e le vescicole rappresentavano il sangue del santo, fatto decapitare, e le lacrime versate per la sua morte. Nel corso del Medioevo veniva esposta alle finestre per cacciare demoni e spiriti dalle case e alle persone con disturbi nervosi o agli indemoniati si consigliava di dormire con un ciuffo di iperico sotto il cuscino. La sua capacità di guarire le ustioni la faceva considerare, per estensione, come un potente strumento contro i malefici prodotti da Satana, ma anche contro i fulmini e, nella gotica Inghilterra teneva a bada i tradizionali fantasmi, presenze immancabili di ogni magione che si rispetti. Due sono oggi gli ambiti terapeutici principali che riguardano l’uso di questo particolarissimo vegetale, dalle proprietà antivirali, cicatrizzanti e psicoattive: le ustioni e le ferite sanguinanti e la depressione, soprattutto nelle sue forme più lievi e moderate, incluse quelle che colpiscono gli anziani o le persone affette da malattie gravi. Proprio riguardo a quest’ultima problematica, che coinvolge una percentuale non indifferente della popolazione, la ricerca medica ha fornito dati di grande interesse. Gli studi clinici, compiuti in diversi paesi e da differenti staff di ricercatori, hanno dimostrato che l’ipericina – il principio attivo – determina una significativa riduzione dei sintomi e un generale miglioramento del tono dell’umore.

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stirps, indica la parte inferiore dell’albero) sono utilizzate come metafore comuni in riferimento al buon o cattivo “lignaggio” (ulteriore riferimento) di un uomo. La ricerca delle corrispondenze potrebbe estendersi all’infi-

Giuseppe Chia L’iperico Macro edizioni, 2005 Un libro interamente dedicato alla leggendaria pianta medicamentosa, con consigli d’uso e indicazioni di carattere terapeutico.

» di Giulio Carretti; illustrazione di Flavia Leuenberger

parlare di fratellanza o più semplicemente di legame, certo è che fra il mondo animale e quello vegetale esiste un’intima corrispondenza, avvallata, a tutte le latitudini, da tradizioni Salute popolari e da innumerevoli miti e leggende. A partire dal continente africano, dove per molti popoli l’antenato primordiale è rappresentato proprio da un albero da cui, per partogenesi, sarebbe nato il primo uomo. Nella Bibbia, l’albero è simbolo di conoscenza (Is 11, 1-2) e l’immagine del tronco ricorre spesso per rappresentare proprio la stirpe di Davide da cui nascerà il Cristo. Del resto i termini “ceppo” e “stirpe” (in latino

L’iperico, un rimedio per l’anima

Potremmo

Libri


zanti, come la clorpromazina (principio attivo neurolettico utilizzato per il trattamento della schizofrenia) e le tetracicline (antibiotici ad ampio spettro). In generale, a parte dosaggi veramente eccessivi, gli effetti sono lievi e di modesta entità, come attesta una rassegna di sei studi pubblicata sul British Medical Journal. Certo è che nei paesi dove la presenza del sole è fenomeno più frequente, il consiglio è di evitare l’associazione con l’esposizione prolungata del corpo ai raggi solari. La ridotta percentuale di effetti negativi dell’iperico lo collocano fra i cosiddetti “farmaci da banco”, acquistabili cioè senza prescrizione medica. In generale, gli studi clinici concordano nell’identificare una posologia ottimale di 300 mg di estratto di iperico dalle due alle tre volte al giorno (la dose solitamente presente in un capsula). Inoltre, per una valutazione oggettiva dei benefici, è bene fare riferimento a un’arco di tempo di circa sei settimane. L’effetto si manifesta invero gradualmente e, si tenga presente, più lentamente rispetto agli antidepressivi di sintesi. Quindi, è bene pazientare, prima di giungere a conclusioni affrettate. Il consiglio che diamo, come sempre, è quello di assumere le sostanze di origine vegetale con criterio e sulla base di una buona informazione personale. Le due tipologie di iperico (immagine tratta da www.sma.unibo.it)

Con qualche plus rispetto agli antidepressivi di produzione sintetica: presenta infatti minimi effetti collaterali e a un costo decisamente inferiore (solubilizza molto bene e si conserva sia in soluzione alcolica sia come estratto secco). Le comparazioni con gli analoghi allopatici hanno dimostrato un’elevata efficacia e non è un caso che milioni di persone ne facciano uso regolare (circa sessanta milioni di dosi giornaliere

all’anno, giusto per citare un dato relativo alla Germania). Senza poi ignorare che gli effetti collaterali degli antidepressivi tradizionali – alterazioni della libido, interazioni con alcol e farmaci, emicranie – non sono finora stati riscontrati nei pazienti trattati a iperico. Ma, attenzione, come ogni pianta attiva, anche l’iperico necessita di alcune semplici ma indispensabili precauzioni. Del resto, scarse in natura

sono le sostanze del tutto innocue, soprattutto se assunte in grandi quantità. La fototossicità rappresenta nello specifico l’elemento di cui tener conto nell’assunzione dell’iperico. Le sue proprietà attive determinano un innalzamento della sensibilità alla luce, un rischio che va considerato soprattutto se il paziente ha presentato in passato sensibilità specifica alla luce solare o viene trattato con farmaci fotosensibiliz-

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Lugano

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Salute

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» testo di Gabriele Scanziani; fotografia IMMAGINA

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una lunga giornata di lavoro. Molto spesso mi viene chiesto dove trovo la forza per fare tutte queste cose, esclusivamente nel piacere di farle. Un altro amore della mia vita è la musica classica. Io sono nata a Cagliari, in Sardegna, e lì ho trascorso la mia infanzia fino all’età di diciotto anni. Poi sono andata a Milano dove ho svolto gli studi universitari. L’incontro però che ha segnato la mia vita, è stato senza dubbio quello con Piero Scanziani che diventò mio marito e il padre di mio figlio. Era il 1977 e io lavoravo in uno studio di Pubbliche Relazioni a Milano, si presentò da noi uno scrittore che aveva appena pubblicato il suo il rapporto umano. Se tu fai un ultimo libro. Ho sempre creduto nel grande mestiere e non fai un lavoro, amore, da bambina quando ne parlavo con tutto perde significato. mia madre mi diceva: “Ma sì... sono cose Spesso sento fare discorsi suda romanzi, il grande amore in realtà non perficiali riguardo ai giovani esiste”. Invece esiste, esiste eccome! Solo che di oggi, soprattutto da parte pensavo di incontrare un uomo della mia degli adulti. Mi sembra che dal età o pressappoco, invece mi si è presentato punto di vista umano i nostri in una maniera totalmente imprevista, era ragazzi siano molto pressati, si un uomo che aveva vent’anni in più di mio pensa soprattutto alla quantità papà. Io avevo quindici anni in meno della piuttosto che alla qualità di sua ultima figlia. È una situazione che ti turba ciò che gli si dà. Non è che da morire in un primo momento. Turberebbe uno studente con una granchiunque. Il grande amore non è un romanzo de quantità di nozioni è più rosa privo di difficoltà, da quando mio marito preparato alla vita di uno che è morto, ad esempio, io non riesco a pensare ne ha di meno ma più approa un altro uomo perché la persona del grande fondite. Riguardo ai giovani, amore occupa ancora così tanto e così pienami sembra che si parli molto mente dentro di me che qualsiasi rapporto io di loro e ancora troppo poco abbia con chiunque mi appare insufficiente. con loro. Tuttavia ho conosciuto il grande amore ed è Tornando al mio quotidiano, questa la fortuna: capire davvero cosa signila sera generalmente la dedico fica amare. L’amore, quello vero, è una donaalla lettura o ad altre attività zione gioiosa di sé. Di solito quando siamo come le lezioni di spagnolo, innamorati riduciamo questo sentimento alla che frequento due volte a setticontabilità del mercato delle vacche, tenendo mana. Mi rendo conto di avere stupidamente il conto delle volte in cui uno troppi pochi spazi per stare dei due telefona più spesso rispetto all’altro. con i miei amici e con le persoÈ il nostro ego a impedirci il grande amore, sono convinta che tutti Insegnante di italiano, donna dalle cento attività lo incontriamo ma che, e dalle mille energie. Moglie dello scrittore Piero in seguito, non tutti abbiamo la fortuna di Scanziani, si racconta parlando del grande amore riconoscerlo e riuscire e di come riuscire a restare “insieme insieme” a mantenerlo. Come ogni cosa non è facile, ne che amo. Amo molto anche ad accettarlo con Piero ci abbiamo messo la poesia e a volte la sera cerco cinque anni dal primo incontro, non due di scrivere ma non è facile, so giorni. Però da quel momento siamo stati, bene che la scrittura serale in come diceva anche lui, “insieme insieme”. genere non è di buona qualità Insieme insieme significa guardarsi negli ma non riesco a rinunciare al occhi e non vedere più “io” e non vedere più piacere di scrivere, anche dopo “tu”. Significa essere un solo “noi”.

Magì Scanziani

Vitae

uando mi sveglio al mattino, se posso, evito di buttarmi giù dal letto. Ho imparato con il tempo e grazie all’incontro che ha cambiato la mia vita, che la fretta appena svegli porta a vivere una giornata all’insegna dell’ansia. Cerco piuttosto di prendere un po’ di tempo per me stessa e con me stessa. Alcuni la chiamano meditazione, altri la possono chiamare preghiera, altri ancora semplicemente concentrazione interiore per non essere trascinati dagli eventi. Per me è molto importante cercare di conservare la posizione di testimone davanti ai fatti della vita, significa guardare il mondo con un certo distacco. Altrimenti le cose ci divorano, io lo so bene perché trascorro giornate piuttosto frenetiche. Insegno letteratura italiana al liceo di Mendrisio a tempo pieno, ho circa cento allievi con i quali ho un rapporto molto bello, ciò non toglie che l’insegnamento è un lavoro tremendamente impegnativo. Quando devi passare a qualcuno la tua esperienza culturale e di vita, se non adatti ciò che trasmetti alla persona a cui lo devi trasmettere, cade tutto nel vuoto. Non si può pensare all’insegnamento come a dei semplici concetti da imparare a memoria. È molto di più, si tratta di emozioni, sentimenti, scoperte. Insegni al meglio solo se riesci a toccare il cuore delle persone. È una cosa che avviene unicamente amando molto quello che fai, la Scuola non è qualcosa di lontano dalle persone, dalla gente. La Scuola siamo noi. La Scuola, la Chiesa, lo Stato, parliamo sempre in astratto, non ci mettiamo mai in gioco in prima persona e questo secondo me è un grave errore. La Scuola è fatta dalla gente, gli insegnanti da una parte e gli studenti dall’altra, il resto sono particolari burocratici che hanno la loro importanza perché un organismo deve poter funzionare bene ma non sono fondamentali. Il rapporto fondamentale è sempre e solo

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Alla scoperta dell’avifauna ticinese

A colpi d’ala

Tutte le fotografie sono di Giorgio Mangili

Reportage

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Nome: Upupa, Upupa epops Habitat: zone boscose ma aperte, frutteti e parchi Particolarità: specie rara nidifica solo in Vallese e in Ticino

Upupa, ilare uccello calunniato dai poeti, che roti la tua cresta sopra l’aereo stollo del pollaio e come un finto gallo giri al vento; nunzio primaverile, upupa, come per te il tempo s’arresta, non muore più il Febbraio come tutto di fuori si protende al muover del tuo capo, aligero folletto e tu lo ignori. Nome: Ballerina gialla, Motacilla cinerea Habitat: torrenti poco profondi nelle regioni montuose e collinari ma anche in pianura presso gli stagni Particolarità: specie comune nidificante

Eugenio Montale da Ossi di seppia, 1920 - 1927


Nome: Balia dal collare, Ficedula albicollis Habitat: castagneti puri, boschi cedui e giardini spesso vicino all’acqua Particolarità: in Svizzera nidifica solo in Ticino con qualche coppia. Per questo il suo nome scientifico “Ficedula” è stato dato alla nostra associazione per lo studio e la protezione dell’avifauna in Ticino

Nome: Picchio rosso maggiore, Dendrocopos major Habitat: boschi cedui, parchi, terreni coltivati, zone ad alberi sparsi e pinete Particolarità: specie nidificante comune

Nome: Beccofrusone, Bombycilla garrulus Habitat: radure aperte dei boschi di conifere e betulle del Nord Particolarità: nelle annate rigide scende molto a sud nell’Europa centrale. Nel 2004 un buon numero di esemplari ha svernato in tutta la Svizzera

Nome: Scricciolo, Troglodytes troglotytes Habitat: fogliame basso, cespugli e siepi nei giardini, boschetti, margini dei canali e torrenti, boschi e rocce Particolarità: canta quasi tutto l’anno ed è uno dei più piccoli uccelli di casa nostra Nome: Regolo, Regulus regulus Habitat: boschi di conifere o misti Particolarità: specie comune nidificante. Al pari dello Scricciolo è uno dei più piccoli uccelli di casa nostra: 9 cm di lunghezza Nome: Pettazzurro, Luscinia svecica svecica. Habitat: specie montana nidifica in superfici ben strutturate con arbusti nani o terreni umidi disseminati di ontani verdi, erbe alte nei pressi di alpeggi. Particolarità: specie molto rara nidificante in Svizzera e in Ticino con qualche coppia


Nome: Svassi maggiori in parata (maschio), Podiceps cristatus. Habitat: lungo gli stagni e i laghi. ParticolaritĂ : specie comune nidificante


Nome: Airone cenerino, Ardea cinerea Habitat: marcite, risaie, prati allagati, canali, fiumi laghi Particolarità: specie comune nidificante e di passo

Nome: Cannareccione, Acrocephalus arundinaceus Habitat: canneti che bordeggiano l’acqua aperta, lungo i fiumi, gli stagni, i laghi Particolarità: estivante, nidificante comune ma scarso

Nome: Cannaiola verdognola, Acrocephalus palustris Habitat: densa e bassa vegetazione lungo le rive dei fiumi Particolarità: estivante, nidificante comune ma scarsa

Nome: Tarabuso, Botaurus stellaris Habitat: densi canneti nelle paludi, rive dei fiumi, acque stagnanti e coste lacustri Particolarità: specie nord orientale da noi svernante regolare e di passo

Nome: Pendolino, Remiz pendulinus Habitat: località paludose, boschetti, lungo le difese dei fiumi, giovani saliceti Particolarità: nidificante raro in Svizzera. Lo si può osservare durante il passo migratorio


Testo di Antonella Sicurello

Birdwatching ovvero l’arte di osservare e fotografare gli uccelli. Tra i numerosi appassionati ticinesi, abbiamo incontrato Giorgio Mangili, che coltiva da molti anni questa passione per la natura e l’avifauna. Un testimone diretto dei cambiamenti ambientali

Nascosto sotto una tenda mimetica o den-

tro la sua auto, munito di un cannocchiale e dell’inseparabile macchina fotografica con teleobiettivo 300 millimetri, aspetta. Per ore. Prima o poi un’aquila reale, un falco, un airone cenerino, un fiorrancino o una civetta si metterà in posa e lui, con scatti veloci, li farà suoi per sempre, catturandone l’immagine. Giorgio Mangili è un osservatore di uccelli e un fotografo per passione, ma soprattutto un amante della natura. E non potrebbe essere altrimenti, visto che vive in un piccolo paese di montagna, in Valle di Muggio, in cui flora e fauna sono rigogliose. Da anni si nasconde in ogni angolo del Ticino per vedere, almeno una volta, gli uccelli che scelgono il nostro territorio per svernare o nidificare. Oltre 300 specie volano e cantano sopra le nostre teste e forse neppure ce ne accorgiamo, presi come siamo a guardare altrove. E non c’è da meravigliarsi se davanti alle immagini pubblicate in queste pagine si rimanga stupefatti: questi bellissimi esemplari di uccelli sono stati fotografati in Valle di Muggio, a Gudo, sui laghi che bagnano il Ticino, e non in qualche luogo remoto del pianeta.

Certo, attribuire un nome a tutti i volatili che vediamo appollaiati su un albero o cinguettanti in giardino è a dir poco un’impresa. Con un po’ di impegno si può però riuscire a riconoscere almeno quelli che si avvicinano alle nostre case, come le cinciarelle, i merli, i passeri e le cornacchie. Per gli altri, bisogna “studiare” e applicarsi di più. “I miei esordi come fotografo di uccelli furono disastrosi – ammette Mangili –. Quando mi trasferii a Cabbio all’inizio degli anni Ottanta, folgorato dalla bellezza della natura, iniziai a fotografare tutto ciò che vedevo. Poi, incuriosito dai canti degli uccelli, decisi di affinare la mia passione. Entrai a far parte dell’associazione Ficedula, che promuove e sostiene la ricerca sugli uccelli nella Svizzera italiana, e seguii un corso di ornitologia. Acquistai libri e cd con i canti, iniziai ad andare per boschi con gente più esperta di me e un mondo fantastico si aprì davanti ai miei occhi. Pian piano capii come avvicinare gli uccelli: senza far rumore, non come elefanti in un negozio di cristalli. La loro privacy va rispettata. Ci si nasconde dietro a un cespuglio, ci si mimetizza. L’auto può essere utile in certi luoghi, ad esempio sul

Piano di Magadino, nella zona di Gudo, quando i volatili si posano sui campi arati nel periodo della migrazione”. E poi occorre armarsi di molta pazienza: “Per riuscire a scattare una foto è necessario aspettare anche un paio di ore. E per far sì che sia bella, non bisogna essere molto distanti dal soggetto: 8-12 metri al massimo. Agli uccelli piccoli è consigliabile avvicinarsi maggiormente: ho fotografato il fiorrancino e il regolo, esemplari di soli nove centimetri, da una distanza di 4 metri. Poi si deve mettere in conto che su 30-40 scatti, solo 4 o 5 saranno buoni…”. Grazie a queste immagini rubate tra gli alberi e le nuvole e sugli specchi d’acqua, l’avifauna diventa un mondo accessibile a tutti e aiuta a meglio comprendere l’ambiente che ci circonda. Gli uccelli, infatti, non sono soltanto animali che affascinano birdwatchers (osservatori di uccelli), fotografi, registi, poeti e scrittori, ma sono la cartina al tornasole dei cambiamenti ambientali e climatici. “Basti pensare che dopo l’introduzione in Svizzera del divieto di utilizzo di diserbanti, la popolazione dei rapaci è aumentata – spiega Mangili –. E questa primavera


particolarmente piovosa ha impedito a molte specie, soprattutto a quelle più piccole, di nidificare, con conseguenze negative anche sui rapaci che si nutrono dei piccoli di questi uccelli”. Dall’assenza o presenza di determinati esemplari si possono quindi trarre insegnamenti importanti per la salvaguardia del territorio. La protezione dell’avifauna è una priorità dell’Ufficio della natura e del paesaggio del Canton Ticino, che ha pubblicato un documento, “Strategia cantonale per lo studio e la protezione degli uccelli”, una primizia a livello svizzero. Da questo studio emerge, in particolare, la necessità di proteggere diversi luoghi e ambienti per garantire il futuro a sessanta specie ticinesi. Nell’attesa che l’anticiclone delle Azzorre porti un po’ di caldo e permetta di stare all’aperto senza bagnarsi, Mangili ripensa con emozione a un importante avvistamento di due mesi fa (“Un piviere tortolino, difficile da vedere in Ticino”) e ai prossimi appostamenti: “Ne farò sempre meno, perché nei mesi più caldi gli uccelli sono meno attivi. E quindi in agosto faccio le valigie e vado in vacanza anch’io!”.

Giorgio Mangili, 59 anni, vive a Cabbio, in Val di Muggio. In pensione da un anno e mezzo dopo 35 anni di lavoro nel settore bancario, si dedica alle sue grandi passioni che coltiva da anni: gli uccelli e la fotografia. Nel suo archivio di birdwatcher di lunga data sono conservate circa 1.500 diapositive e seimila immagini digitali. Mangili collabora con la Stazione ornitologica svizzera di Sempach (www.vogelwarte.ch) per il rilevamento delle specie comuni (gli è stata assegnata una superficie di cinque chilometri quadrati in Ticino) e con l’associazione ticinese Ficedula (www.ficedula.ch).

Nome: Ghiandaia, Garrulus glandarius Habitat: boschi cedui e di conifere Particolarità: specie comune nidificante

Nome: Civetta nana, Glaucidium passerinum Habitat: Vaste foreste di conifere nelle regioni montagnose Particolarità: Il più piccolo rapace notturno europeo; specie rara


$ # % " nna a n $ % # " $ % # a a n n a n a " i n tutt n aterasso na l ma gia den

a n n n% n n a apolo

Inventato qualche migliaio di anni fa, il materasso rappresenta un elemento importante della nostra quotidianità. Su di esso trascorriamo infatti una parte consistente della nostra esistenza. La scelta d’acquisto deve pertanto essere oculata soprattutto oggi, che l’offerta di prodotti diversi per materiali e fattura è davvero notevole

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e gongolava a osservare i bambini nelle loro camerette saltare allegri sui suoi materassi propulsori, gli si scaldava il cuore e smetteva di sbattere i denti dal freddo. Ma oggi, 130 anni dopo, è tutto cambiato: si dorme su schiume di poliuretano viscoelastiche, su sandwich di materiali biologici ultra, ultra puri, su molle tecnologicissime. Sfatiamo innanzitutto un mito (un’altra certezza che se ne va, ahimé…): più rigido è, meglio è. Sbagliato. Poi dipende. A ognuno il suo materasso, questo, è il motto del venditore. “Sistema letto” lo chiama lui, anzi “ottimizzazione del sistema letto”, una faccenda maledettamente seria. Per prima cosa, il venditore di materassi, tira un’occhiata da sarto al cliente (che quando andrà dal becchino per la bara gli verrà uno stranissimo deja-vù). Se il venditore vi chiedesse il peso, perché è un tipo che i finti magri li sgama subito, non sentitevi in imbarazzo, è la procedura, è il suo lavoro, affidatevi a lui, che un po’ di ortopedia la conosce. Il mio venditore mi ha detto “se il cliente è in grado di venire qui, avesse anche cent’anni, venga lui stesso, che preferisco vederlo di persona, fisicamente”. Il sistema letto è un alchimia di fisica, biologia e di materiali più o meno naturali, che ha un protagonista principale, che non è il materasso e neppure le doghe, ma il dormiente. Il nostro dormiente, o dormiglione, riposa mentre il materasso lavora. Quindi, innanzitutto, vediamo di capire a che tipologia di dormiente si appartiene. Prima di tutto, valutare la massa fisica, la struttura del corpo. Seconda cosa da tenere presente: sonno agitato o sonno tranquillo? C’è gente che dorme come una mummia nei millenni, altri che fanno del podismo orizzontale, la differenza non è poca. Poi: vogliamo parlare di sudorazione? Lei suda la notte signore? Se sì, dove di più? Non si imbarazzi, suvvia. Ancora: lei soffre di qualche allergia alla polvere? Sì? Lo sapeva che non è agli acari che uno è allergico ma alle loro cacchettine? Le fa schifo? Ora, anche se non è allergico, vuole un letto che stermini gli acari o quantomeno impedisca loro di espletare? No, suvvia signore, non esageri, guardi che non bisogna essere paranoici, è un sistema letto non il quinto reich.

» di Kurt Sghei; illustrazione di Domenico Mendicino

Tendenze

Per rilassarsi, per trovare un po’ di pace in questo mondo ribollente di stress, alcuni se ne vanno in crociera per un paio di settimane. A bordo è tutto molto bello, ci sono piscine, palestre, cocktail bar fornitissimi, discoteche, animatrici simpaticissime… “Tutti quei soldi sborsati sono stati un buon investimento” esclama l’ignaro alla moglie, cominciando a rilassarsi. Ma l’inatteso si sa, arriva con la notte e spesso non ha un volto truce, anzi. Se ne sta buono buono, in cabina, attende sdraiato, l’aspetto invitante, candido e profumato. È il letto. Se il letto non si sposa a dovere alla tua schiena, quello che di giorno guadagnerai in relax, la notte lo perderai in giri e rigiri di postura come una braciola sulla graticola, e anche quel tenerone di cuscino finirà per trasformarsi in un acerrimo nemico, un polpo impazzito che ti s’appiccica alla faccia. C’è gente che dormirebbe anche in piedi o con le ginocchia sui ceci. Ai fachiri piace riposarsi su letti chiodati, durante il servizio militare i nostri giovani sono costretti a dormire in punta di roccia a duemila metri, scogliosi o meno. La maggior parte di noi, comunque, predilige il letto della propria stanzetta, con una radiosveglia sulla destra e, se c’è, l’amore a sinistra. L’abitudine alla comodità fa di noi, e in là con gli anni vieppiù, sensibili Principesse che avvertono il fastidio di pisello anche sotto sei materassi. Il materasso è il cuore del letto e, come diceva Renzo Arbore, è la felicità. Il materasso è un’astronave di lusso per il mondo di Morfeo, che non è Matrix, ma il nostro più o meno pericoloso inconscio, che la notte il sogno spalanca agli occhi della mente: assicuratevi almeno di viaggiarci comodi, diceva Jung, in una pubblicità (falso). Una volta i materassi li facevano con la paglia, paglia fine e morbida che ogni tanto ti pungeva la schiena. Poi hanno inventato i cavalli e allora i materassi li si è fatti di crini di cavallo compressi, come una specie di feltro morbido, poi, nel 1871, a un certo Heinrich Westphal, un geniale tedesco, venne l’idea di fare un sandwich colle molle, il classico materasso a molle. Il povero Heinrich, pensate un po’, dimenticò di fare brevettare la sua idea e così morì povero, su un letto di paglia. Ma quando la sera passava davanti alle finestre delle case benestanti, ci spiava dentro, come la piccola fiammiferaia,


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2 Nucleo in gomma

Nuclei in gomma sintetica, per i materassi d’alta gamma, la gomma viene estrusa a freddo e con una densità finale di ca. 50 kg/m³, con struttura a sandwich con zone a rigidità differenziate e rivestimenti in fibra naturale. Ideali per letti a listelle di legno e a rigidità differenziata.

Nucleo in lattice

Il lattice sostituisce la gomma del nucleo precedente, le caratteristiche ortopediche sono simili. Tutto dipende dalla qualità e dalla percentuale di prodotto naturale (lattice naturale estratto dalla pianta della gomma). Purtroppo nessuno dichiara quale percentuale di prodotto naturale è presente nel lattice e quindi qualsiasi gomma bianca viene chiamata lattice! Poco adatti ai soggetti con elevata sudorazione e alle persone di peso elevato.

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Nucleo in gomma viscoelastica

La gomma che lascia l’impronta! Normalmente abbinata a un nucleo in gomma questo materiale reagisce alla temperatura corporea. Per tale motivo quasi sempre non presenta un’imbottitura in fibra naturale. Come nel caso precedente, anche i materassi in gomma viscoelastica sono poco adatti alle persone con elevata sudorazione e ai climi particolarmente caldi.

Tendenze

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47 Nucleo a molle

Nei materassi a molle d’alta qualità, il nucleo si compone di un importante numero di singole molle rivestite con una tela di cotone e legate assieme. I migliori materassi possono avere fino a sette diverse zone di sostegno del peso. Il rivestimento in fibra naturale è il medesimo dei materassi in gomma. Adatti ai letti con base imbottita o in legno pieno. Sono i materassi più indicati per le persone con elevata sudorazione e per i luoghi contrassegnati da un clima caldo.

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Nucleo in crine, lana, cocco, paglia, spelta di farro e miglio

Nucleo a base di prodotti naturali (crine, lana, cocco, paglia, spelta di farro e miglio). Molto apprezzati dagli “ecologisti radicali”, non sempre garantiscono una postura anatomicamente perfetta.


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In giro per musei

Musei

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Particolare da Piktors Verwandlungen; copyright © Surkamp Verlag, Frankfurt am Main e Fondazione H. Hesse, Montagnola

Nel 1922, pochi mesi dopo aver terminato la stesura

della sua opera più nota, il Siddharta, Hesse scrive “una fantasia orientale-occidentale, una seria parafrasi del mistero della vita per il sapiente” dal titolo Piktors Verwandlungen ovvero Le trasformazioni di Pictor (in italiano Favola d’amore, edito da Stampa Alternativa). Il manoscritto, una favola riccamente illustrata dallo stesso autore, fu dedicato alla sua futura seconda moglie, la cantante lirica Ruth Wenger. Negli anni a seguire l’autore realizzò almeno una trentina di copie della favola di Pictor, manoscritti originali e illustrati di pugno, che

regalò e vendette a conoscenti. La Fondazione Hermann Hesse di Castagnola espone uno di questi rarissimi esemplari, ritrovato tra il lascito di Georg Reinhart, mecenate di Winterthur. Fu lo stesso Hesse che fece conoscere a Reinhart l’editore Peter Surkamp, preoccupandosi che l’industriale svizzero mettesse a disposizione di quest’ultimo il capitale necessario per la fondazione della nota casa editrice. Fondazione e Museo Hermann Hesse Montagnola www.hessemontagnola.ch


In questo solstizio estivo, che inizia con l’ingresso di Venere nella vostra quarta casa solare, è venuto il momento di stare più vicini ai vostri affetti più cari. Particolare energia per i nati della terza decade favoriti dal transito di Marte.

È giunto per voi il momento di intraprendere una nuova avventura intellettuale. Se siete nati nella seconda decade state attenti a non esagerare. Passioni e indulgenze sentimentali per i nati in settembre.

toro

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Coronate questo inizio di estate con una bella vacanza; non solo potrete allargare i vostri orizzonti culturali, ma passerete momenti di estremo romanticismo con la persona che amate. Soddisfazioni professionali per i nati della seconda decade.

Momento favorevole in amore per i nati in ottobre, favoriti dal passaggio di Venere. Gelosie e improvvisi accessi d’ira invece per i nati nella terza decade che sollecitati dal passaggio di Marte potrebbero sentirsi colpiti nell’orgoglio.

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Anche se il transito di Mercurio nel vostro segno ha il dono di rendervi particolarmente brillanti, state attenti a non stressarvi più del dovuto. L’importante è canalizzare le vostre potenzialità verso un obiettivo preciso. Cambiamenti per la terza decade.

Mercurio si trova sempre in posizione angolare, e questo vi spinge verso situazioni di stress, soprattutto durante la Luna del 24 e 25 giugno, quando ci sarà un concomitante aspetto con Urano. Fate appello alla vostra forza di volontà!

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Con l’ingresso di Venere nel vostro segno non mancheranno le occasioni in ambito sentimentale. State però attenti a non strafare ed evitate le avventataezze. Giove di transito nella vostra settima casa solare potrebbe spingervi verso un improvviso matrimonio.

Cercate di vivere questa settimana aprendo le porte del vostro cuore a un intenso romanticismo. Intemperanze comportamentali in ambito professionale per i nati della seconda decade. Nuovi equilibri per i nati nel mese di dicembre.

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I nati dell’ultima decade sono fortemente sollecitati dal transito di Marte nel loro segno. Se avete un progetto importante questo è il momento giusto per prendere l’iniziativa. Cercate però di mantenere sempre quel minimo di prudenza e di umiltà.

Un avvio di estate baciato dalla Luna nel vostro segno. Molti incontri, originali, con un incredibile scambio di nuove informazioni. Momenti di stanchezza per i nati della terza decade. Controllate il vostro comportamento con i colleghi di lavoro.

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Da quando Giove e Saturno stanno in reciproco aspetto la vostra vita sta cambiando con la realizzazione di nuovi progetti e nuovi equilibri. Vivete tutto in maniera sperimentale senza stressarvi più del dovuto. Bene in amore per i nati in agosto.

Momenti d’improvviso amore per i nati nella terza decade. Grazie a un incontro alquanto originale potrebbero aprirsi le porte del cuore. Momenti di inquietudine tra il 24 e il 25 causati dal passaggio della Luna. Immergetevi in atmosfere riposanti.

Elemento: Acqua - cardinale Pianeta governante: Luna Relazioni con il corpo: torace, seno, ventre Metallo: argento Parole chiave: sensibilità, emotività, inconscio

Il segno del Cancro inizia proprio in corrispondenza del solstizio d’estate. È il tempo della trebbiatura, della formazione dei semi, il momento dell’anno in cui la natura giunge al massimo rigoglio. In questa fase, le forze della Madre Terra dominano e non è un caso che il Cancro conservi nella sua simbologia l’imago mater, l’archetipo materno individuato da Carl Gustav Jung (1875-1961), che reca in grembo ogni espressione e potenzialità vitale. La funzione della coscienza legata a questo segno è l’emotività mentre l’acqua rappresenta l’elemento dominante che sta a indicare la sensibilità, l’intuizione, la fantasia e l’irrazionalità. L’iconografia zodiacale del segno ha nell’immagine del granchio il suo simbolo: animale acquatico, protetto da una corazza dura e resistente agli attacchi ma anche involucro in grado di difendere il proprio io e la propria intimità dai pericoli provenienti dall’esterno. In effetti, i nati nel Cancro tendono solitamente a rifiutare l’agressività e le situazioni di aperto conflitto. Ma, attenzione, possono trasformarsi in coraggiosi “combattenti” se la loro famiglia o la loro intimità vengono seriamente minacciate (Achille esprime tutta la sua aggressività dopo la morte del caro Patroclo, fino all’eroico combattimento finale). Il legame con le proprie radici è poi assai importante per i nati in Cancro: la conoscenza del passato, non di rado unita a una certa nostalgia, sono elementi caratteristici spesso indispensabili per poter accettare e comprendere la realtà del presente.

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cancro

Il Sole transita nel segno del Cancro dal 22 giugno al 22 luglio

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» a cura di Elisabetta

bilancia

“…alto silenzio fa la bianca luna”

ariete

Cancro


Âť Illustrazione di Adriano Crivelli


IN PALIO 5 buoni per un massaggio da Fr. 75.Tra coloro che invieranno la soluzione della frase-chiave verranno estratti 5 buoni per un massaggio da Fr. 75.offerti da: Giorgio Migani, massaggiatore.

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Indovina... dove siamo?

“Morcote, chiesa parrocchiale di Santa Maria del Sasso”.

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1. Fa cadere le braccia • 2. Lo consulta chi parte • 3. Ha la voce fioca • 4. Il nome della Martini • 5. È affine alla caffeina • 6. Le iniz. di Cocciante • 7. Il pupo dell’Iris • 8. La compongono i musicisti • 12. Quasi unica • 13. Due al cubo • 17. La dea greca dell’aurora • 19. La fine della Turandot • 22. Alberto, scrittore • 24. La somma dei lati • 30. Marziano • 31. Il Nichel del chimico • 32. Lo è anche la patata • 33. Trafila burocratica • 35. È famoso quello di Ravel • 39. Cons. in ruota • 43. Negazione • 44. La coppiera degli dei • 48. In mezzo al mare.

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1. Camerata • 9. Paladini • 10. La solita rima per amor • 11. Erminio, indimenticato attore comico • 14. Responsabilità Civile • 15. Il vil metallo • 16. Sportelli • 18. Marina nel cuore • 19. Teme il trac • 20. Grossa arteria • 21. Rosa nel cuore • 22. Le iniz. di Troisi • 23. Italia e Portogallo • 25. La fine di Belfagor • 26. I confini dello Zaire • 27. Il dio egizio del sole • 28. Cons. in zero • 29. Belli e robusti • 34. Vanadio e Boro • 36. Zona Militare • 37. Lo era Stradivari • 38. Il giorno trascorso • 40. Berna sulle targhe • 41. Il nome di Pacino • 42. Riuscire ad avere • 45. Numero in breve • 46. Norvegia e Oregon • 47. Ritrovo pubblico • 49. Il dio dei venti • 50. Osso del braccio.

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Le soluzioni verranno pubblicate sul numero 28. 34

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Inviate una cartolina postale con la soluzione entro giovedì 26 giugno a: Ticinosette, Concorso Migani Via Industria, 6933 Muzzano

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La soluzione a Epigoni è: Treno di panna di Andrea De Carlo (Einaudi, 1981).

I vincitori del Concorso Migani del n. 22: Bognuda Maria Luisa, Giubiasco; Evans Linda, Ponte Capriasca; Foletti Patrizia, Savosa; Rossi-Testuri Carmelita, Manno; Zanetta Lolita, Airolo.

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Ticino 7, numero 26  

Settimanale della Svizzera Italiana

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