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LA GUERRA NELL’ ISLAM

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Ticinosette n° 2 14 gennaio 2011

Mundus Quei bizzarri “papalagi”

Impressum Tiratura controllata 72’011 copie

Chiusura redazionale Venerdì 7 gennaio

ROBERTO ROVEDA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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DUCCIO CANESTRINI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Agorà L’altro islam alla conquista del Medio Oriente

Vitae Stefano “Bobo” Bolliger

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KERI GONZATO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . GIANCARLO FORNASIER; FOTO DI REZA KHATIR . . . . . . . .

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Astri / Giochi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Letture Il segreto dei Segreti

ROBERTO ROVEDA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Sondaggio . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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Reportage Thetapolis. Il cielo sotto

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Editore

Teleradio 7 SA Muzzano

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Direttore editoriale Peter Keller

Redattore responsabile Fabio Martini

Coredattore

Finzione reale

Giancarlo Fornasier

Photo editor Reza Khatir

Amministrazione via Industria 6933 Muzzano tel. 091 960 33 83 fax 091 960 31 55

Direzione, redazione, composizione e stampa Centro Stampa Ticino SA via Industria 6933 Muzzano tel. 091 960 33 83 fax 091 968 27 58 ticino7@cdt.ch www.ticino7.ch

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(carta patinata) Salvioni arti grafiche SA Bellinzona TBS, La Buona Stampa SA Pregassona

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In copertina

Teheran,1980 Fotografia di Reza Khatir

Il Medio Oriente, i suoi complessi equilibri interni e gli incomprensibili (ai nostri occhi) conflitti religiosi che lo scuotono – tema centrale di questa uscita di Ticinosette – non sono una finzione cinematografica raccontataci per immagini veloci e crude, scandite da attentati, martiri e sangue. Di fantasia e falsi storico-letterari ci racconta invece l’antropologo Duccio Canestrini: il suo scritto dedicato al Papalagi è una prova assai convincente della sconfinata capacità dell’uomo di creare enormi falsità. E dell’assoluta buona fede con la quale queste vengono sovente diffuse e assimilate. Pura invenzione sono anche le vicende narrate nel breve testo presente nel nostro Reportage. Le fotografie – claustrofobiche, alienanti e dal sapore irreale – sono al contrario assolutamente reali e catturano squarci di una vita urbanizzata, sotterranea nel senso più letterale del termine. Nel nostro caso le immagini sono state manipolate e utilizzate per raccontare comuni episodi di una dimensione che esiste (la metropolitana) ma inserita in un contesto geografico e abbinata a una finzione letteraria – e forse tecnologica – i cui protagonisti non sono mai vissuti. È il gioco della fantascienza. Nelle più recenti riproposizioni delle opere di Isaac Asimov (edite in italiano da Mondadori), il curatore Giuseppe Lippi nell’introduzione a Il sole nudo – testo del 1956, il secondo capitolo della seminale Quadrilogia robotica iniziata nel 1953 con Abissi d’acciaio, a cui si aggiungeranno I robot dell’alba e I robot e l’Impero – ricostruisce la genesi di quella serie di romanzi. Lo stesso Asimov ricorda come nella sua produzione precedente la figura degli automi era stata limitata ai soli racconti brevi. Lo scrittore di origine russa non era certo che le macchine dalle sembianze umane fossero in grado di reggere centinaia di pagine. Fu infine convinto dal direttore della storica rivista “Galaxy”, Horace Gold, che gli propose di lanciarsi in

una nuova sfida: un mondo sovrappopolato in cui i robot stanno “soffiando il lavoro agli uomini”... Era il 1952. Non propriamente convinto dell’idea, Asimov volle evitare di cimentarsi in un romanzo sociologico e quello che ne uscì fu appunto Abissi d’acciaio. Un inedito giallo ambientato in una megalopoli dove “uomini e donne brulicano come formiche” e dove si compie un misterioso delitto nel nome della sfiducia verso il potere e la sua ostentazione. Visionario. Fra i protagonisti di questo intreccio tra umano e artificiale, R. Daneel Olivaw un robot umanoide impiegato come poliziotto. La trama insomma ripropone la classica contrapposizione che fin dagli albori della letteratura fantascientifica ha voluto mettere uomini e macchine gli uni di fronte agli altri. O meglio, l’uomo di fronte alla sua creatura fatta a “immagine e somiglianza” (leggasi il Golem “grezzo, senza forma e senza anima” ebraicocristiano, il Frankenstein di Mary Shelley, l’Eva futura di Villiers de L’Isle-Adam ecc.). L’umanità di fronte alle sue paure, dunque. Se è vero che nella produzione di Isaac Asimov “le macchine” si profilano volentieri come elementi di crescita e di sviluppo della società e del suo desiderio di grandezza e scoperta dell’universo, la presa di coscienza e la capacità di scegliere tra il bene e il male (e di comprendere, come esercizio ultimo e definitivo, il profondo significato dei concetti di Dio e di Perdono) sono gli elementi di grande rottura proposti dalla narrativa di Asimov. I robot, come molte delle figure letterarie che vogliono rappresentare il nostro “doppio”, sono un invito “a tenere conto delle proprie responsabilità” afferma ancora Giuseppe Lippi. Perché i nostri “doppi” sono anche i nostri limiti. E il nostro “io” più profondo (e vero) è in grado di creare “immagini” a volte sin troppo reali degli orrori che più temiamo. Buona lettura, Giancarlo Fornasier


L’altro islam alla conquista del Medio Oriente

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I

l Medio Oriente è un’area cruciale per gli equilibri mondiali, non fosse altro per le riserve petrolifere che ne arricchiscono il sottosuolo. Qui si sta giocando negli ultimi anni, a partire dall’intervento americano in Iraq, una partita senza esclusione di colpi per la supremazia politica ed energetica. Protagonisti dello scontro non sono però gli Stati Uniti, la Russia oppure le potenze della Vecchia Europa, ma le due grandi anime storiche dell’Islam: quella sciita e quella sunnita, con la prima che sta acquisendo negli ultimi anni sempre più potere nella fascia di territorio che va dal Mar Mediterraneo all’Afghanistan, passando per Iraq e Iran. È la tesi presentata nel volume La rivincita sciita. Iran, Iraq, Libano. La nuova mezzaluna (Università Bocconi, Milano, 2007) da uno dei maggiori esperti mondiali di politica mediorientale, Vali Nasr, docente di politica internazionale alla Tufts University di Boston. L’occasione per ascoltarlo è stata un lungo incontro pubblico tenutosi lo scorso settembre alla Fondazione del “Corriere della Sera” a Milano.

l’essere umano. Per gli sciiti, invece vi sono intermediari e gli ayatollah sono figure carismatiche e potenti come i cardinali della Chiesa di Roma”. E come protestanti e cattolici nell’Europa del Seicento pensavano rispettivamente di rappresentare la vera fede in Cristo, così oggi sia sunniti sia sciiti ritengono di incarnare l’unica anima dell’islam. Ciò avviene in un mondo come quello islamico in cui la religione ha delle ricadute enormi sulla società e sulla politica e di cui si fatica a comprendere la portata nell’Occidente secolarizzato di oggi: “In Europa e negli Stati Uniti spesso leghiamo lo sciismo al fondamentalismo islamico, perché pensiamo immediatamente all’Iran, che è uno Stato a grande maggioranza sciita, e alle posizioni estremiste del suo presidente. In realtà le frange più estremiste e integraliste dell’Islam moderno sono sorte in seno al sunnismo. Questo provoca scontri tra sunniti moderati e gli estremisti, ma ancora di più i fondamentalisti attaccano gli sciiti, che considerano eretici. Per questo in Pakistan i fondamentalisti sunniti attaccano le moschee sciite e in Iraq ci sono stati attacchi di Al-Qaida, che è espressione del fondamentalismo sunnita”.

Un Profeta, due volti La prima cosa a emergere dalle parole di Nasr è la distanza oggi inconciliabile che divide questi due volti del mondo islamico: “La divisione tra sciiti e sunniti è la più importante all’interno dell’islam e risale al VII secolo, cioè alle origini della religione islamica. La frattura fu inizialmente politica e riguardò la successione del Profeta, cioè Muhammad (Maometto). I sunniti ritenevano che fosse la comunità dei fedeli a dover scegliere il successore e gli sciiti che il mandato politico spettasse ai familiari del Profeta. Nel corso del tempo le divisioni si sono accentuate. Adesso gli sciiti e i sunniti hanno un’interpretazione della legge islamica, della Shari’a, diversa; seguono lo stesso Corano, ma non c’è una pagina del Corano su cui siano d’accordo. Per fare un paragone con il mondo cristiano, i sunniti hanno un approccio alla pratiche religiose simile ai protestanti, non credono che vi debba essere nessun intermediario tra Dio e

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Agorà

In Occidente si è abituati a concepire i conflitti che travagliano il Medio Oriente come uno scontro in atto tra dittature e democrazie, oppure tra islam e laicismo. Spesso si focalizza l’attenzione sull’eterno scontro tra Israele e mondo arabo oppure si alimentano gli incubi di una guerra fra civiltà. In realtà, si sta giocando anche un’altra partita fondamentale: quella tra islam sunnita e islam sciita

Sciismo: una minoranza “forte” A scatenare la reazione dell’estremismo sunnita, secondo Nasr, sono stati alcuni eventi recenti che stanno mutando i rapporti di forza all’interno del mondo arabo a favore del fronte sciita. Stando ai dati numerici, infatti, lo sciismo rappresenta una grande minoranza del mondo islamico. Su un miliardo e 300 milioni di islamici solo il 10-15% è sciita. La maggior parte degli sciiti, però, si concentra in Medio Oriente (per esempio, metà della popolazione del Libano è sciita) e in Iran. Anche in Iraq la maggior parte della popolazione è sciita. Comunità molto forti sono inoltre presenti in Afghanistan, Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi e Pakistan. Come spiega Nasr, però, alla presenza numerica non corrisponde una adeguata presenza nella società e nella politica, ai vertici del potere: “In Libano gli sciiti hanno solo


il 18% dei seggi in parlamento e nessuno dei ministeri importanti, a parte le presidenze delle Camere. Nella regione tra il Kuwait e l’Oman gli sciiti non hanno rappresentanti nel mondo degli affari, del commercio, nel governo e in alcuni casi, come in Arabia Saudita, non hanno neanche il diritto di professare la loro religione e sono perseguitati”. L’Iraq, però, ha mostrato agli sciiti che le cose possono cambiare, che le strutture politiche del Medio Oriente da decenni in mano ai sunniti, con l’eccezione dell’Iran, non sono immutabili. L’intervento americano ha abbattuto Saddam Hussein, ma non ha consegnato il Paese alla democrazia o aperto le porte a uno stato laico. Le elezioni che si sono tenute nel marzo del 2010 hanno portato a una coalizione di governo in cui il partito sciita è fondamentale e le milizie armate sciite controllano parte del territorio. Secondo Nasr, “dopo la guerra l’Iraq è diventato un Paese di fatto controllato dagli sciiti e questo sta cambiando gli equilibri della regione. Inoltre la situazione non è tranquilla e con la partenza definitiva degli americani rischia di diventare un campo di battaglia tra sciiti e sunniti con il forte timore che si crei un asse tra sciiti iracheni e Iran. Un legame che ha radici storiche e religiose, ma che può essere rinsaldato dall’atteggiamento del mondo arabo verso il nuovo governo dell’Iraq. A causa della presenza sciita nel governo, infatti, alcuni stati arabi non avevano fino a poco tempo fa ambasciate in Iraq, e ancora oggi non trattano il primo ministro iracheno come un leader arabo: l’Iraq viene snobbato dalla Lega araba. È naturale allora che ci si sposti verso l’unico Paese che ti sostiene: l’Iran”.

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L’equilibrio perduto

» di Roberto Roveda

La vicenda irachena ha dato così fiato alle ambizioni sciite, sulle quali cerca di giocare un ruolo molto importante il governo iraniano. Nello Yemen, vicino all’Arabia Saudita, è in corso una rivolta degli Houthis, una tribù sciita, e il governo yemenita e l’Arabia Saudita accusano l’Iran di sostenerli. Sommosse legate alla questione sciiti-sunniti si sono verificate di recente in Bahrain e nel Kuwait. In Libano, dopo l’assassinio del primo ministro Rafik Hariri1, c’è il rischio di un conflitto dichiaratamente sciita-sunnita, tra il partito del figlio del primo ministro, che rappresenta i sunniti, e Hezbollah, partito che rappresenta le forze sciite. Per Nasr, semplicemente, nel Medio Oriente si è spostato l’ago della bilancia con la conseguenza che l’Iran ha assunto un’influenza di primo piano sul mondo arabo che prima non aveva: “L’Iran è un paese sciita, ha legami molto stretti con le comunità sciite del Medio Oriente e ha una forte influenza nello stesso Iraq. Secondo molti osservatori il governo iracheno è letteralmente controllato o direttamente influenzato da Teheran. Un altro esempio è Hezbollah: nel 2006 Hezbollah è diventato popolarissimo nel mondo arabo per aver scatenato la guerra contro Israele. I fatti hanno dimostrato che gli Hezbollah avevano raggiunto quello che i governi arabi, controllati dai sunniti, non erano riusciti a ottenere e cioè costringere Israele a un conflitto militare in cui gli arabi non erano automaticamente perdenti. Anche questo ha rafforzato l’influenza dell’Iran, a cui il movimento Hezbollah è strettamente legato.” Lo scontro è quindi solo agli inizi. Da un lato, la maggior parte dei Paesi arabi, guidati dai sunniti, dall’altra l’Iran, alla guida della riscossa sciita. Per Nsar i contendenti sono questi, con l’Occidente che sta a guardare oppure provoca più danni che altro, come è accaduto in Iraq. Si voleva portare la democrazia e si è data forza all’Iran: in altre parole, come ottenere il peggiore dei risultati con il peggiore degli sforzi: la guerra. Note 1 Rafik Hariri è stato primo ministro del Libano dal 1992 al 1998. È stato ucciso assieme ad altre 21 persone nel 2005 da una bomba fatta esplodere da un attentatore-suicida.

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Quei bizzarri “papalagi” Il “falso antropologico” ha da sempre avuto i suoi estimatori. Forma letteraria squisitamente occidentale, fu ideata con l’obiettivo di mettere in risalto le bizzarrie e i costumi dell’uomo bianco, il “papalagi”, appunto…

Mundus

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che gli attori britannici sono alla fame. In Inghilterra mancano i soldi per la cultura, niente più ingaggi, niente più teatro. Bisogna assolutamente fare qualcosa. E così un ragazzino di nome Mafune organizza una gara di solidarietà tra i contadini africani, con una raccolta di fondi in favore dei poveri europei. Il film documentario che racconta questa strana storia, ideato dallo showman Armando Iannucci, venne trasmesso su Channel 4 in Inghilterra, suscitando polemiche. La domanda, evidentemente provocatoria, era: “Non chiederti che cosa puoi fare per i bambini poveri africani, ma che cosa possono fare loro per te”. L’operazione si può certo leggere come una parodia della cooperazione internazionale, ma anche come una forma di “antropologia reciproca”, in inglese reverse anthropology, un’antropologia alla rovescia. La storia letteraria di questi rovesciamenti, sempre stimolanti, risale probabilmente alle famose Lettere persiane, un ironico romanzo epistolare che Charles-Louis de Secondat, noto anche come Barone di Montesquieu (1689–1755), pubblicò nel 1721 ad Amsterdam. Presunti autori ne erano Uzbek e Rica, due viaggiatori persiani assai critici nei confronti delle istituzioni e dei costumi francesi dell’epoca. Del 1854 è, o sarebbe, poi una lunga lettera di Seattle, capo degli indiani di una tribù del nord-ovest, gli Suquamish, indirizzata al presidente americano, in cui il nativo mette a nudo l’inadeguatezza e le follie dell’uomo bianco. È da ricordare anche il Viaggio dell’esploratore africano Lukanga Mukara nel remoto entroterra della Germania scritto in realtà dal politico pacifista tedesco Hans Paasche, nel 1912. Ma il caso più noto è quello del cosiddetto Papalagi, un trattato sulla tribù dei bianchi, attribuito a Tuiavii, capo indigeno delle Isole di Samoa. Tuiavii avrebbe fatto parte di una delegazione polinesiana in visita in Europa verso i primi del Novecento;

rimasto impressionato da ciò che vide, elaborò una serie di discorsi nei quali descrisse le bizzarrie del papalagi (che nella lingua samoana significa “uomo bianco”) diffidando i suoi conterranei dall’adottarne le usanze e imitarne i costumi. Le sue osservazioni sono pungenti e spesso esilaranti, come quando racconta della preoccupazione del papalagi di coprire la propria carne: “Il papalagi è ricoperto dalla testa ai piedi di panni, stuoie e pelli, in maniera così fitta e spessa che non un occhio umano vi può giungere, non un raggio di sole, così che il suo corpo diventa smorto, bianco e appassito come i fiori che crescono nel profondo della foresta vergine”. In questa prospettiva straniante le scarpe sono “barchette di mucca”, le case “cassoni di pietra”, il cinema è definito “luogo della falsa vita”. Ma sono soprattutto due le ossessioni del papalagi: la paura di perdere tempo e la mania di procurarsi denaro. Ebbene, stiamo parlando di un falso. Nel senso che quel libro, non era la traduzione tedesca bensì un’invenzione del suo presunto curatore, Erich Scheurmann. Artista e amico di Hermann Hesse, Scheurmann nel 1914 era fuggito nei mari del Sud per evitare il coinvolgimento personale nella Prima guerra mondiale. In realtà la evitò solo in parte, perché nel 1915 fu fatto prigioniero – le Isole di Samoa occidentali erano infatti una colonia tedesca – e internato negli Stati Uniti, dove diventò predicatore presso la sede della Croce Rossa. Dell’utopista Erich Scheurmann sono state scritte cose lusinghiere e tremende, dato che c’è anche chi lo accusa di avere lavorato per la propaganda del partito nazista. Di certo nel 1919 lo troviamo ad Ascona, in Ticino, dove per breve tempo gestisce l’hotel sul Monte Verità. E sappiamo che prima di morire tra i suoi amati e odiati papalagi, nel 1957, Scheurmann si dedicò al teatro dei burattini. Senza neppure immaginare che il suo libro, vent’anni dopo, sarebbe diventato una pietra miliare della cultura alternativa.

» di Duccio Canestrini; nell’imm.: Paul Gauguin, “Vairaumati”, 1897, Musée d’Orsay, Parigi

In un minuscolo villaggio rurale del Kenya si diffonde la notizia


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» testimonianza raccolta da Keri Gonzato; fotografia di Igor Ponti

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bici. Prendi la bici e vai sul Lago di Garda, a Venezia... Spostandoti in bicicletta sei nella natura, vai lentamente: è geniale! Certo, ci vuole tempo, ma quello te lo prendi. Il primo viaggio l’ho fatto nelle Centovalli, verso i vent’anni. Nel 1997 sono partito per 8 mesi da Lugano fino a Kathmandu con un tipo di Vevey, incontrato in Africa qualche anno prima. E poi c’è l’ultimo viaggio in bici con Angelina, 18 mesi, da Lugano all’India, attraversando il Medio Oriente. Girando il mondo realizzi che è pieno di persone davvero buone. In Iran, con Angelina, abbiamo sperimentato il terrorismo della gentiUno spirito indipendente e desideroso di lezza. Un giorno, si è fermata conoscere il mondo. Perché ogni viaggio è l’ennesima macchina e noi un’occasione per cambiare e comprendere pensavamo “ah, no, chissà che cosa vogliono ancora...” e un tiche in fondo tutti gli uomini sono simili zio mi ha dato una rosa. Fare e ricevere dal cuore fa bene: un storia. Siamo molto felici. sorriso, aprire la porta a una signora, aiutare Di viaggi ne ho fatti molqualcuno. Il modo di viaggiare una volta ti: 6 mesi, 1 anno, 4 mesi… era diverso, non c’era Internet, i contatti si All’estero cercavo lavoro, giraaccumulavano nell’agendina con gli elastici. vo, incontravo gente. Si tratta Allora c’era il fermo posta, mandavi una lettedi esperienze che formano ra a casa dicendo “penso che tra due mesi sarò il carattere, ti cambiano, ti alla posta di Delhi” e a quel punto passavi alla aprono la mente. Dei miei posta di Delhi a ritirare la risposta. Nel 1997 tanti viaggi mi restano pochi avevo chiesto consigli all’amico giramondo aneddoti brutti, nella borsa Werner Kropick, ma quando sono partito porto quasi solo bei ricordi. non avevo nemmeno la k-way. Uso il compuCredo che siamo noi a creare ter da poco. È un mezzo pazzesco per me che le situazioni e a poterle tralo sto scoprendo. Con Internet parti molto sformare. Sono sempre stato più preparato, però spesso perdi l’effetto contento di tornare come di sorpresa. Sai già prima che a quella frontiera partire. Adesso ho perso un avrai dei problemi ecc. I social networks però po’ la capacità di stupirmi. non li utilizzo, faccio già fatica a mantenere Si viaggia molto attraverso il le amicizie nella realtà e utilizzare la rete mi diverso per arrivare alla consembra un po’ assurdo: gli amici li porto nel sapevolezza che, in fondo, cuore. Ora che ho quarant’anni e sono tornasiamo tutti molto simili. to dall’ultimo viaggio, mi piacerebbe ripartire Il Ticino mi piace tantissimo: però per la prima volta inizio a dubitare. È sono nato qui e qui stanno come se fosse scattata una molla interiore che le mie radici. Mi piace molto mi spinge a stabilizzarmi, anche perché costa la sua natura, la popolazione fatica far ripartire tutto a ogni rientro. è simpatica e poi è una terra Come tutti ho le mie paure, le mie maschere. d’artisti… Siamo fortunati. L’importante per me è guardare sempre il Nel mondo ci sono situazioni presente: pianifico pochissimo, non riesco a allucinanti, veramente tristi, vedere tanto il futuro. Un mio amico ha detto ed è lì che torni alla tua realtà che l’unica cosa sicura è che niente è sicuro pieno di gratitudine. Molta quindi l’unica cosa da fare è vivere il presente gente non esce mai dalla procon fiducia. Nella vita è fondamentale cercare pria città, si sposa molto giodi conoscere se stessi, al riparo dal giudizio vane e vive con le ali tagliate. esterno. Io accetto le critiche, anzi servono Io ho potuto spiegare queste per poter crescere, però il percorso da fare è ali e ne ho approfittato esploverso l’interno, scavare per cercare di giunrando la Terra, soprattutto in gere a quello che sei veramente.

Stefano “Bobo” Bolliger

Vitae

a piccolo ero un ribelle. A 7 anni ho preso la bicicletta, un canotto e sono partito. Volevo andare a Genova, traghettare e raggiungere il Brasile. Da Carabbia sono arrivato fino a Paradiso e mia mamma è venuta a prendermi... e il viaggio in Brasile l’ho rimandato ai 18 anni. I miei genitori mi hanno sempre dato fiducia e sono entusiasti delle mie avventure. Mi sono sempre piaciute le esperienze un po’ selvagge, conoscere persone per strada, entrare nelle loro case. Spesso è più difficile partire, lasciare il lavoro, accettare l’incognita che non essere in viaggio. Bisogna aver fiducia. La possibilità di partire la crei tu. Le scuole medie sono state una sofferenza per me, non tornerei indietro. La scuola mette in competizione, separa in migliori e peggiori. Cosa vuol dire essere bravo? Ogni persona ha un talento diverso e già solo per il fatto che vive e respira è preziosa. La scuola spinge solo a pensare e non ad aver fiducia nella vita, a respirare, ad ascoltarsi dentro. Ho sempre avuto bisogno di sfogarmi: prima di rincasare dopo la scuola facevo qualche giro di corsa, per questo scegliere di fare un lavoro fisico come il carpentiere è stato naturale. Quasi da subito ho lavorato come indipendente per poter partire in viaggio ogni anno. Fare il carpentiere è un hobby, una passione, mi piace tantissimo. Amo lavorare, invece faccio più fatica a seguire le faccende burocratiche. Un’altra passione è la batteria, che suono tutte le sere. Prima sono andato in posta, mi è arrivato un metodo dagli Stati Uniti, non vedo l’ora di andare a casa per provarlo! Suono per me, il palco lo immagino, la fama… hehe! Sono una persona positiva, anche se chiaramente ci sono giorni più duri nei quali mi faccio prendere dallo stress. Vivo con Angelina, la mia compagna, da 5 anni; lei è di Parigi ma ci siamo conosciuti in un mercato in Messico, una lunga

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THETAPOLIS

IL CIELO SOTTO

Questa città non esiste. Non fa parte della nostra geografia urbana perché non è stata fondata. Non ancora. Thetapolis è uno spazio che verrà: l'epressione di una società invisibile e già defunta testo di Giancarlo Fornasier; fotografie di Reza Khatir


GROUND

ORE


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due agenti si fermarono ai piedi di un Declassato maschio steso a terra, le gambe coperte da un vecchio telo delle Forze dell’Unione. Accelerai il passo e mi incamminai verso le rampe di scale che conducevano a Wayswaters, anche se il mio SdA non era in grado di stabilire quanti gradini sarei stato capace di risalire con lo scarso livello energetico a disposizione: 10, forse 13... Pochi: mi sarei arrestato senza nessuna possibilità di completare la lunga scalinata. Fermo, in una zona contrassegnata dal divieto assoluto di sosta. La videosorveglianza si sarebbe accorta della mia presenza: “Richiesta remota controllo identità”; già immaginavo le conseguenze. Che cosa avevo sbagliato...? Deciso a procedere verso i sistemi di risalita ausiliari per il personale e forzare il codice di accesso ai montacarichi, notai un angolo buio, sulla destra, al di sotto della rampa che conduceva al Terzo livello. Ormai lontano dai due agenti e con l’impianto video orientato su un convoglio zeppo di Anonimi in partenza verso Ministery of Information, mi mossi velocemente in direzione del sottoscala. Attivai per qualche istante il Codice di disturbo della posizione e indietreggiai nell’ombra sempre più fitta, cercando con le mani una parete di appoggio. Feci all’incirca una decina di metri, passando dalla luce verdognola al buio, tutt’attorno un odore acree mi avvolgeva. Con la schiena appoggiata alla parete umida, scivolai il più dolcemente possibile sul pavimento, il piede destro ormai del tutto inutilizzabile. Quando si sarebbero accorti della mia sparizione?


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Mi calai leggermente i pantaloni e attivai i sensori ausiliari; per la prima volta potevo osservare la lacerazione infertami dal TaXer della Sicurezza appena sotto il bacino: “Nulla di buono...”, “Nulla di buono, Tulipak...” mi ripetei. La perdita di parte della corteccia protettiva dell’arto aveva già permesso lo sviluppo di un’anomalia: “Avresti dovuto fermarti subito, dannato DMb-25/6!”. Troppo tardi... Alzai il capo. Davanti a me un convoglio stranamente vuoto partiva in direzione est, dall’alto una voce gutturale ricordava il solito coprifuoco mattutino. Di fronte, una giovane donna dall’aria smarrita con una borsa bianca pareva quasi osservarmi; i suoi tratti asiatici e i lunghi capelli scuri non nascondevano però quell’assenza di espressività tipica delle genoidi di terza generazione. Il terminale informativo dalla parte opposta del marciapiede non forniva ancora nessuna notizia di un possibile attentato al Servizio Centrale di Gestione di Temple: “Deve essere esploso... non può non essere esploso...”, erano le uniche parole che riuscivo ossessivamente a scandire. Mi voltai verso sinistra e intravidi due caviglie scendere velocemente verso il Quinto livello... E poi il buio. Anche le luci che segnalavano le uscite di superficie erano sparite. Tutto taceva. Una leggera brezza iniziò a soffiare dalla galleria della Linea J-3, flebile, calda. Poi, in un attimo, si fece tempestosa. Chiusi gli occhi e ricercai le sensazioni provate sulle spiagge di Rifle Rocks. Il mio corpo ebbe un sussulto; una luce rossastra mi coprì. “Bene...” riuscii a pensare, “è finita”.

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Astri gemelli

cancro

Sarete particolarmente attivi nella ricerca di nuove esperienze. Cambiamenti nella routine. Opportunità professionali nell’ambito delle nuove tecnologie. Tensioni con i familiari per i nati in aprile.

Grazie all’arrivo di Marte in Acquario vi sentirete attratti dal lavoro intellettuale e creativo e cercherete di condividere con gli altri le vostre esperienze. Desiderio di maggiori indipendenza e autonomia.

I transiti di Mercurio e Plutone vi spingono ad andare più a fondo nelle cose, soprattutto per quanto riguarda le questioni matrimoniali. Momento professionalmente decisivo. Opportunità da non perdere.

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Metà gennaio favorevole per quanto riguarda gli affari di cuore. Grazie a un’ottima Venere in Sagittario il periodo si presenta vivace. Avventure impreviste. Aumento degli interessi intellettuali.

Non ve la sentite proprio di sentirvi isolati; ora più che mai avete bisogno dell’assistenza di un’altra persona per dare completezza alla vostra personalità. Bene le giornate tra il 18 e il 19 gennaio.

Incontri sentimentali con persone straniere o durante un viaggio grazie a Marte e Venere, favorevoli dal 16 gennaio. Questioni patrimoniali con i fratelli. Positiva la Luna tra il 16 e il 17 gennaio.

Ultimi giorni per Giove e Urano. Siate rapidi nel cogliere la vostra occasione al volo. Sia che riguardi gli affetti sia la vita professionale. Non fatevi inibire dai blocchi mentali. Seguite il vostro istinto e il vostro reale sentire.

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Venere super positiva. Siete sempre più belli. Grazie al vostro fascino riuscite a cogliere facilmente il favore delle persone che incontrate. Seduzioni e flirts. Aumento dei desideri sessuali. Viaggi e gite di piacere.

Spese per l’auto e per un rinnovamento informatico da porsi in relazione all’arrivo di Marte in Acquario per i dicembrini. Incontro con il destino per i nati nella seconda decade. Decisioni da non rimandare.

Grazie a Marte e Venere incontri favorevoli e momenti di seduzione intorno al 16 gennaio. Guadagni inaspettati e fase professionalmente costruttiva per i nati nella seconda decade favorita da Saturno.

Ultimi giorni del ciclo di Giove. Si chiude la parte iniziale di un progetto che vi accompagnerà per i prossimi dodici anni. State quindi molto attenti a seminare bene e a giocare al meglio le vostre carte.

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Orizzontali 1. Disgiunti • 9. Agnese a Madrid • 10. Alcoolisti Anonimi • 11. Congiunzione • 12. Il fiume di Berna • 13. Sanare • 14. Il richiamo della mucca • 16. Il dio egizio del sole • 17. Prossimo, limitrofo • 19. La sposa di Anfione • 20. L’equipaggio della canoa • 22. Le iniziali di Tasso • 23. È sopra Lugano e Locarno • 24. Il pupo dell’Iris • 25. Il dittongo del beone • 26. Il pronome che mi riguarda • 27. Sorregge la bandiera • 28. Quel che abbaia non morde • 29. Stella del cinema • 30. Le immagini sacre del Pope • 32. Jacques, regista francese • 33. Non ha bisogno del medico • 34. Mente eccelsa • 35. Uncini da pesca • 36. Juan, pittore spagnolo • 37. Norvegia e Portogallo • 38. Diverbi • 39. Avanti Cristo • 41. Guancia • 43. Brillano in cielo • 45. Di nuovo • 46. L’indimenticato Macario • 47. I confini di Arogno.

del sisma • 8. Frulla in testa • 13. Sventò la congiura di Catilina • 15. Un uccello che può anche essere reale • 18. L’ama Isotta • 21. Lo consulta chi parte • 27. Un richiamo per il lettore • 28. I solidi geometrici del gelataio • 31. Lo lascia chi si ritira • 34. Zingari • 36. La terza nota • 38. Articolo femminile • 39. Antica cambiale • 40. Saluto amichevole • 42. Il Jones della canzone • 44. I confini del Ticino • 45. Cuor di cane.

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Verticali 1. Noto film di E. Zwick con L. DiCaprio • 2. Incredibile! • 3. L’indimenticato Maspoli delle commedie dialettali • 4. Consonanti in Teseo • 5. Prudenti (f) • 6. È sopra Pazzallo • 7. Le vittime

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» a cura di Elisabetta

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Dal 18 con il passaggio di Venere in Sagittario sviluppo di storie o di scelte in campo sentimentale. Dal giorno 16, entrando Marte in Acquario renderà più temerari i nati nella prima decade.

La soluzione verrà pubblicata sul numero 4

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Il segreto dei Segreti

» di Roberto Roveda

La parola “entità”: qualcosa che esiste ma che non è possi- che si è sempre mossa (e continua a muoversi) su due piani, a bile definire con chiarezza, né identificare con certezza. C’è, volte paralleli, ma più spesso intrecciati tra loro; una Chiesa agisce e colpisce, ma riuscendo a sottrarsi a ogni tipo di indi- che è autorità spirituale e religiosa, ma allo stesso tempo un viduazione certa. Probabilmente per queattore fondamentale della politica internasta ragione Allen W. Dulles, direttore delzionale. Il fine: consolidare la sua autorità e la CIA negli anni Cinquanta, ha utilizzato preservare se stessa da una minaccia. l’appellativo “entità” per definire il Servizio Certo, il racconto di Frattini, per quanto ben segreto di spionaggio vaticano, fra i servizi documentato, lascia aperti alcuni interrodi intelligence più efficienti e allo stesso temgativi e non chiarisce fino in fondo come po meno conosciuti al mondo. Tanto che operi l’Entità, come vengano arruolati, per lo stesso Vaticano ha sempre ufficialmente esempio, i suoi membri e chi si occupa di negato la sua esistenza. addestrarli. Nei fatti, la ricostruzione delle In questo quadro di segretezza assoluta, lo azioni dello spionaggio vaticano appaiono scrittore e giornalista spagnolo Eric Frattimeglio documentate nelle epoche più remoni prova a ricostruire i quasi quattro secote (e meno votate al sensazionalismo giornali e mezzo di vita dell’Entità – alla quale si è listico) rispetto a quelle che ricostruiscono affiancato nel 1909 il servizio di controspioinvece, per esempio, gli scandali finanziari naggio vaticano, il Sodalitium Pianum –, daldegli anni Ottanta: Calvi, il Banco Ambrosiala sua fondazione voluta da papa Pio V nel no e lo Ior di Marcinkus per intenderci. Eric Frattini L’Entità 1566 per combattere la diffusione del proRimane però, senza ombra di dubbio, il preFazi Editore, 2008 testantesimo in Inghilterra durante il regno gio di un libro che cerca di ricostruire una di Elisabetta I fino ai giorni nostri, alle operazioni compiute parte della Storia scarsamente raccontata in precedenza, squarsotto gli ultimi pontefici. Quello che ne esce è un quadro a dir ciando la coltre di silenzio assoluto che per secoli ha protetto i poco fosco, fatto di intrighi politici e di complotti, di ricatti e di Servizi segreti vaticani. Una coltre “impenetrabile” perché per omicidi spietati, compiuti in nome di un unico ideale: la dife- le stesse gerarchie della Chiesa cattolica l’Entità semplicemensa della fede cattolica. L’autore traccia il quadro di una Chiesa te non esiste. Anzi non è mai esistita.

Mi prendo cura di tre bambini, un uomo e due cani. Del colesterolo si occupa Benecol.

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Riduce il livello di colesterolo. Semplice e naturale. la Benecol sostiene


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Questionario Ticinosette

Cari lettori, allo scopo di valutare il gradimento del nostro settimanale e di migliorare il servizio offerto, vi chiediamo gentilmente di compilare il questionario rispondendo in forma anonima alle seguenti domande. Nello spazio in calce pote-

te fornire inoltre un commento più esteso o eventuali suggerimenti. Per chi ha accesso a Internet è possibile compilare il questionario sul sito www.ticino7.ch. Grazie per la collaborazione, la Redazione

» In che località abitate? _________________________________________________________________________________ » Che tipo di professione svolgete? _______________________________________________________________________ » Da quante persone è composto il vostro nucleo familiare? ______________________________________________ fascia di età appartenete? » A quale ❏ meno di 25 anni ❏ da 26 a 45 anni ❏ da 46 a 65 anni ❏ più di 65 anni quale frequenza consultate Ticinosette? » Conquasi giornalmente ❏ da tre a cinque volte alla settimana ❏ meno di due volte alla settimana ❏ luogo consultate Ticinosette? » In che a casa ❏ ❏ al lavoro ❏ in un ritrovo pubblico (biblioteca, bar ecc.) ❏ sul Web ❏ altro » Siete più interessati: ❏ ai programmi radiotelevisivi ❏ alle rubriche ❏ a entrambi » Quali rubriche apprezzate maggiormente? ______________________________________________________________ » Quali invece vi interessano meno o per niente? _________________________________________________________ » Quali argomenti o rubriche, attualmente non presenti, vorreste vedere trattati in Ticinosette? _____________________________________________________________________________________________________________ _____________________________________________________________________________________________________________ Inviare in busta chiusa a: Ticinosette c/o Centro Stampa Ticino SA, Via Industria, CH - 6933 Muzzano. Oppure via fax al seguente numero: +41 (0) 91 960 32 51.

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