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disegni preparatori, bozzetti e studi riconducibili a Vigilio (capomastro; 1711–1800) e Pietro Rabaglio (stuccatore; 1721–1799). I due emigrarono e operarono in Spagna, tra il 1737 e il 1760, lasciando importanti tracce nell’architettura cortigiana di Madrid. Un’attivita apprezzata dalle stesse autorità spagnole che, nel corso del 1995 e quasi casualmente, acquistarono un lotto di disegni da un antiquario di Berna. Una vicenda narrata da Antonio Bonet Correa, direttore della Reale Accademia di Belle Arti di San Fernando (Madrid). Quello spagnolo è così il secondo grande fondo riferibile alla famiglia di Gandria (il terzo troncone è in mani private); tipologie di materiali del tutto simili e complementari fra lo-

Il volume promosso dall’Archivio di Stato conferma l’apprezzamento che i maestri dei laghi hanno avuto in tutta Europa nel corso dei secoli. E le loro indiscusse abilità ro e che vanno studiate “come un’unità” (p. 238, op. cit.). Ma l’opera dei Rabaglio ha radici anteriori al tardo Barocco: è una storia segnata da religione, dinamiche sociali ed economiche, sviluppo del

Mastri d’arte del lago di Lugano alla corte dei Borboni di Spagna Edizioni Stato del Cantone Ticino, 2010 Fra i contributi, segnaliamo quello di Edoardo Agustoni dedicato alla parrocchiale di San Vigilio a Gandria.

Carla Arcolao Le ricette del restauro. Malte, intonaci, stucchi dal XV al XIX secolo Marsilio, 2001 Più che un testo sui materiali e le tecniche, un curioso “ricettario”. Una finestra su quel complesso e meraviglioso universo del costruire oggi del tutto scomparso.

territorio, tutti aspetti presenti negli interessanti interventi raccolti nella prima parte del libro. Se documenti riferibili a un membro della famiglia “de Raballis” attivo al Duomo di Milano datano del primo Settecento, di un membro della famiglia di Gandria potrebbe già essere una “Madonna con Bambino” (1605) “realizzata in stucco da mano esperta” (p. 17). Secondo una tradizione diffusa nelle nostre terre, infatti, proprio lo stucco doveva essere sin dall’inizio una delle loro specializzazioni, “artigiani della scagliola, abili a mescolare gesso, colle e colori (...) così si spiega il motivo del ritrovamento fra le carte di famiglia di un’antica ricetta manoscritta «per fare tutte sorti di mischi di marmo et la sua aqua cola»”. Erano questi ancora i secoli della sperimentazione e delle “segrete ricette di famiglia”...

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questi è stato donato nel 2001 all’Archivio ed è composto da disegni, incisioni e documenti a stampa (oltre 150 pezzi in tutto). Nella seconda parte del volume è proposto un inventario di questo materiale: sono

Libri

» di Giancarlo Fornasier; immagine tratta da op. cit. (2010)

Arti

“Gandria rispecchia la storia di quelle aree dei laghi insubrici fortemente caratterizzate da un’economia della mobilità differenziata e plurima, dipendente dalle migrazioni stagionali di artigiani dell’edilizia, che per secoli ha coinvolto buona parte delle famiglie del paese”. Così si apre il contributo di Giovanni Buzzi presente nel volume dedicato al “Fondo dei Rabaglio”, famiglia di artisti originaria di Gandria. Primo tomo della collana “Repertorio delle fonti iconografiche e d’architettura” (diretta da Carlo Agliati), la pubblicazione è il frutto dello studio storicoarchivistico dei documenti che riconducono all’attività dei Rabaglio. Il complesso corpus documentaristico della famiglia di artisti è oggi diviso in tre tronconi; uno di

Dal lago alla Spagna

Vigilio Rabaglio, Alcalá de Henares (Madrid), palazzo arcivescovile, progetto per la facciata principale, 1751; prospetto

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Ticino7  

Numero 39 - Settimanale della Svizzera italiana

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