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numero

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L’appuntamento del venerdì

Reportage

Parco Ticino Agorà - Migranti Società - Massaggi Tendenze - Twilight

Corriere del Ticino

laRegioneTicino

Giornale del Popolo

Tessiner Zeitung

CHF. 2.90

con Teleradio dal 2 all’8 agosto


Âť illustrazione di Adriano Crivelli


numero 32 31 luglio 2009

Agorà Migranti. Il lavoro continua

DI

Società Massaggi. La perdita dei sensi

Impressum Tiratura controllata 90’606 copie

Vitae Fabio Manea

DI

GAIA GRIMANI

VALENTINA GERIG DI

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MARIELLA DAL FARRA

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Reportage Una domenica lungo il Ticino

DI

R. ROVEDA; FOTO DI G. CRIVELLI

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Chiusura redazionale Venerdì 24 luglio

Editore

Tendenze Twilight. La forza di Nosferatu

Direttore editoriale

Astri / Giochi

DI

LUDOVICA DOMENICHELLI

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Teleradio 7 SA Muzzano Peter Keller

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Redattore responsabile Fabio Martini

Coredattore

Giancarlo Fornasier

Photo editor Reza Khatir

Amministrazione via San Gottardo 50 6900 Massagno tel. 091 922 38 00 fax 091 922 38 12

Direzione, redazione, composizione e stampa Società Editrice CdT SA via Industria CH - 6933 Muzzano tel. 091 960 31 31 fax 091 968 27 58 ticino7@cdt.ch www.ticino7.ch

Razza umana

Stampa

(carta patinata) Salvioni arti grafiche SA Bellinzona TBS, La Buona Stampa SA Pregassona

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In copertina

Uno scorcio del fiume Ticino nell’omonimo parco Fotografia di Giosanna Crivelli

Cari lettori, fra le rubriche che costituiscono da più di un anno il nuovo formato di Ticinosette quella che forse suscita maggior curiosità e interesse è la pagina cui è stato dato il titolo di Vitae. Come la maggior parte di voi ormai sa, si tratta di uno spazio dedicato al ritratto – sia fotografico che testuale – di un ticinese, non importa se indigeno o acquisito nel corso degli anni. Per la realizzazione di questi “racconti” di vita è stata elaborata una tecnica particolare: la persona, che viene fatta sedere, parla di sé al giornalista mentre il fotografo procede alla ripresa fotografica. Il segreto sta nella capacità di stabilire da parte dei tre attori in gioco una sorta di circolarità comunicativa, una condizione di empatia che testo e immagine devono saper trasmettere al lettore. Con il passare delle settimane e dei mesi si è così formato un percorso antropologico e umano di raro interesse: morfologie, provenienze, caratteri, professioni, drammi personali sono andati via via stratificandosi fino a formare un archivio della realtà umana del Cantone e della sua popolazione.

E ciò che emerge è un profondo cambiamento: da un lato, come un po’ dovunque in Europa, l’ingresso di nuove genti giunte da altri paesi del mondo sta modificando ed ampliando lo spettro dei nostri volti e delle nostre esperienze; dall’altro, forse proprio in opposizione al crescente melting pot, si avverte la tendenza al perfezionamento della propria identità e della propria immagine che risentono però spesso dell’assimilazione di modelli e comportamenti ricavati – paradossalmente – da quel grande strumento di consenso e uniformità che è la televisione. Al di là di ogni considerazione di natura sociologica, restano volti e racconti, a volte pregnanti a volte meno (tutti in fondo abbiamo vicende importanti da narrare e sta forse al giornalista e al fotografo il saperle porre in evidenza), ma sempre degni di interesse: perché ogni essere umano, come ha sostenuto il fotografo Oliviero Toscani che di recente ha dato il via a un’iniziativa analoga in Italia, è a suo modo un’opera d’arte oltre che espressione di una sola e unica razza… Cordialmente, Fabio Martini


Migranti. Il lavoro continua

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Agorà

Dopo due anni di attività, lo scorso maggio ha definitivamente chiuso i battenti l’Osservatorio Migrazioni Ticino. Che cosa è cambiato da allora e come prosegue l’attività di monitoraggio della presenza di stranieri nel nostro Cantone? Abbiamo sentito l’opinione del suo responsabile, Fra Martino Dotta

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ino a qualche mese fa Lugano ospitava la sede cantonale di un’associazione chiamata Osservatorio Migrazioni Ticino, che aveva il compito di vigilare e monitorare il fenomeno migratorio e la corretta applicazione della nuova Legge sugli stranieri (LStr) e sull’asilo (LAsi) entrate in vigore il 1. gennaio 2008. Il 6 maggio scorso l’Osservatorio cantonale ha chiuso i battenti, dopo circa due anni di attività. Il problema stranieri, ancora di più se clandestini, è un tema scottante che divide l’opinione pubblica. Se da una parte sono diffusi nella popolazione il timore e la diffidenza nei confronti dell’extracomunitario, dall’altra i dati trasmessi dall’Osservatorio nel “Rapporto 2008” denunciano svariati casi di ingiustizie e violenze ai danni degli stranieri. Episodi che riguardano mancati ricongiungimenti familiari, adolescenti stranieri integrati il cui permesso di soggiorno è stato revocato, piccole e grandi discriminazioni. Per capire meglio le problematiche degli enti coinvolti nei problemi migratori e di asilo, abbiamo chiesto cosa è cambiato dal 6 maggio scorso a Fra Martino Dotta, presidente dell’ormai ex Osservatorio Migrazioni Ticino, nonché direttore di SOS Ticino (Soccorso operaio svizzero). Fra Martino, come dobbiamo leggere questa chiusura? “È stata dettata dalla difficoltà a reperire i finanziamenti necessari e a far riconoscere l’Osservatorio come interlocutore con gli altri enti coinvolti nell’ambito della migrazione a livello istituzionale. Direi che c’è stata una perdita di interesse e una diminuzione della sensibilità nei confronti del problema. L’Osservatorio nazionale a Berna non ha partecipato al finanziamento per la difficoltà a reperire i fondi necessari”.

Nei suoi due anni di attività, quali sono stati i risultati più importanti raggiunti dall’Osservatorio? “La creazione di una rete di contatti a vari livelli con altri enti attivi nell’ambito della migrazione e associazioni per monitorare la situazione. Questa attività continua con SOS Ticino e soprattutto con il progetto Salute nell’ombra che è un servizio di consulenza per persone clandestine. Le si aiuta ad accedere alle cure mediche di base o specialistiche, di pronto soccorso e reperimento di medicinali”. Da quando è stato chiuso l’Osservatorio cosa è cambiato? “Il lavoro continua perché le segnalazioni di casi problematici ci sono. L’assemblea generale che ha deciso lo scioglimento dell’Osservatorio ha accettato la proposta del comitato di attribuire il mandato di osservazione a SOS Ticino, in particolare per quanto riguarda il consultorio giuridico. Per SOS Ticino non è un gran cambiamento perché erano attività che già svolgevamo, si tratterà di stabilire contatti con l’Osservatorio nazionale a Berna per decidere le modalità concrete di intervento”. Nel “Rapporto 2008” dell’Osservatorio emergono diversi casi di ingiustizie e abusi: è conosciuta questa situazione? “Si fa finta che non ci siano problemi o che si tratti di casi isolati. Il problema è che questo atteggiamento di fondo corrisponde a una mentalità assai diffusa nella popolazione e di conseguenza a una politica assai restrittiva nei confronti degli stranieri”. Secondo Lei, gli orientamenti politici vigenti in Canton Ticino rappresentano un ostacolo al processo di integrazione degli stranieri? “Ufficialmente c’è l’impegno a favorire una correttezza nei confronti degli stranieri, di fatto ci sono esempi di arbitrarietà e un’insufficienza di controllo sulle procedure amministrative. Dopo le nostre segnalazioni,


La locuzione latina Hic sunt Leones (“Qui ci sono i leoni“) compariva sulle carte geografiche dell’antica Roma in corrispondenza delle zone inesplorate dell’Africa e dell’Asia

volontà di unire le forze per combattere il nemico comune. Non è il frutto di guerre di conquista...”. Perché le leggi sugli stranieri e sull’asilo, entrate in vigore dal 1. gennaio 2008, sono restrittive? “Sono ammessi dei principi discriminatori nei confronti degli stranieri. Vengono stabilite delle categorie rigide e di condizioni secondo cui queste persone, a seconda del loro profilo, possono accedere a un permesso di soggiorno. Questo è un problema istituzionale da affrontare sul piano della Costituzione Federale e di conseguenza cantonale. L’Articolo 12 della “Costituzione Federale” sancisce che ogni persona presente sul territorio nazionale, indipendentemente dal suo statuto giuridico, ha diritto a un alloggio e a condizioni di vita dignitose e quindi anche a un sostentamento, a un aiuto sociale minimo. Questo non sempre viene riconosciuto in virtù della Legge sugli stranieri e sull’asilo che consente tali discriminazioni e prevede norme estremamente rigide di fatto in contrasto con i principi di base della Costituzione”. Più in generale, come possiamo leggere il diffuso atteggiamento di criminalizzazione dello straniero? “La corretta conoscenza dei fatti permette di sfatare tanti pregiudizi e ridimensionare

tante paure che ci sono, è inutile negarlo. Quando si conoscono i dettagli di una situazione la si può giudicare in maniera più ragionevole rispetto a una semplice reazione emotiva. Dai dati di cui dispongo quello che si dice non corrisponde alla realtà”. E gli immigrati come vivono questa condizione? “In parte, e direi, per fortuna, non se ne rendono conto anche per difficoltà linguistiche e culturali. Altri invece vivono con preoccupazione e disagio questa situazione. Non hanno gli strumenti per valutare le eventuali conseguenze pratiche per la loro richiesta d’asilo o per il loro statuto legale in Svizzera”. Che soluzioni suggerisce? “Bisogna svolgere un lavoro coordinato e di educazione civile, invece di privilegiare il contrasto. Sarebbe utile unire le forze per un progetto costruttivo di civiltà, nel vero senso del termine. Una soluzione senz’altro potrebbe essere quella di coinvolgere l’istituzione scolastica come luogo di informazione e sensibilizzazione sia sul piano storico ma anche sociologico e culturale. Credo sia anche necessario un lavoro più a tappeto per educare al confronto costruttivo con il diverso in quanto altro e non nemico. Perché in fondo ne va del futuro della nostra società. Fomentare la litigiosità significa distruggere le nostre radici, non preservarle”.

» di Valentina Gerig; illustrazione di Mimmo Mendicino

manca il riconoscimento del problema. Bisognerebbe correggere il tiro e correre ai ripari”. Spesso lei parla di “cultura del sospetto”… “Sì, e anche di criminalizzazione del semplice fatto di essere straniero e di venire in Svizzera a cercare condizioni di vita migliori e più dignitose, che queste persone non riescono ad avere nei loro paesi di origine”. Secondo lei, la “chiusura” nei confronti dello straniero parte da un bisogno della popolazione che in seguito la politica accoglie oppure è il frutto di una congiuntura sociale? “È molto difficile stabilire dei legami di causa-effetto. Secondo me la crisi è un po’ un pretesto. Da una parte c’è la paura all’interno della popolazione nei confronti del migrante, percepito come diverso da sé. Poi ci sono movimenti politici che utilizzano questi argomenti per sostenere una politica restrittiva e discriminante, quasi al limite della legalità”. Da quando accade questo? “È da molti anni che viviamo una progressiva chiusura nei confronti di ciò che viene dell’estero e di conseguenze degli stranieri nel nostro paese. E secondo me è anche un po’ una malattia cronica della Svizzera. Il nostro è un paese che si è costruito dalla


La perdita dei sensi

gio, mi chiedo se il ricorso sempre più sistematico a questa antica forma di trattamento non risponda a una carenza intrinseca della società attuale: quella relativa alla dimensione “tattile” della comunicazione. In effetti, la proliferazione dei centri massaggi appare un po’ come il contraltare degli arcinoti Facebook, MySpace e Second Life ovvero di tutti quei luoghi – questa volta virtuali – in cui si praticano forme di interazione “smateriaLocandina del film Altered States di Ken Russell (1980). La pellicola racconta la storia di John Lillly, pioniere degli studi sulla deprivazione sensoriale lizzata”. Sembra cioè che si stia imponendo una sorta di dissociazione fra la componente ideativa e quella fisica, sensoriale della Nella zona di Milano dove con i ristoranti, che da queste comunicazione umana. Così, posso avere risiedo il turn-over degli eser- parti sono quasi altrettanto centinaia di amici immateriali che mi inviacizi commerciali è elevato: i tipizzati. D’altra parte, nella no rappresentazioni dei loro stati emotivi negozi aprono e chiudono in scala dei bisogni di Maslow, sotto forma di cuori infranti, uccellini che continuazione, complici gli mangiare e toccare/essere toccinguettano e piccoli ordigni pronti a esploaffitti sempre più alti che met- cati rientrano entrambe fra le dere, ma tutti questi input dialogano esclusitono a dura prova la tenacia necessità primarie dell’essere vamente con una zona circoscritta del mio delle poche botteghe “stori- umano. cervello – quella che elabora i significati conche” rimaste. In un orizzonte La contiguità di offerte comcettuali – lasciando silente l’intero apparato commerciale così dinamico, merciali che afferiscono, anche percettivo, a esclusione della vista. le tipologie merceologiche più se attraverso canali diversi, In ambito psicologico, gli effetti della deprirappresentate sono da una alla dimensione fisica della vazione sensoriale sono noti da tempo: se una parte l’abbigliamento, dall’al- persona non è quindi forse persona viene posta per periodi prolungati in tra il cibo, preferibilmente del tutto casuale. Quello che condizione di non ricevere stimoli semplici “etnico” o almeno regionale. mi chiedo è da dove provenga (percezione di colori, odori, sapori ecc.) o Questo fino a poco tempo questa, in apparenza, crescencomplessi (interazione sociale, affettiva, fa poiché, da circa un paio te necessità di prendersi cura ludica o di qualsiasi genere con un altro d’anni, una nuova tipologia di del proprio corpo attraverso organismo vivente) il suo apparato psichico negozio ha cominciato a dif- tecniche diverse erogate in sviluppa una sintomafondersi nella zona: parliamo dei centri massaggi. Il ricorso sempre più sistematico a forme di tologia che può spaContraddistinti da insegne trattamento fisico (quali massaggi, manipola- ziare dalla depressione all’allucinazione “comesotiche e vetrine dall’aspetto zioni ecc.) sembra rispondere a una carenza pensatoria” di tali invagamente esoterico, questi esercizi propongono massag- intrinseca della nostra società: quella relativa put. Questo è il motivo per cui l’isolamento è, gi rilassanti, linfodrenanti, alla dimensione tattile della comunicazione fra i carcerati, la misura shiatsu, thai, cranio-sacrali, punitiva più temuta dopo la tortura. Di frontibetani, hot stones e di di- luoghi specificamente depute alle imperanti tecnologie interattive che verse altre tipologie. Sarà per tati (i centri benessere, le spa, rischiano di sviluppare in ciascuno di noi via della prossimità, o forse a gli hammam, le terme ecc.), una sindrome da deprivazione sensoriale ecco causa del fatto che ciascuno ma tutte sottese dalla costandunque il proliferare dei centri massaggi, nel pone in evidenza la “specia- te del contatto fisico. In altri tentativo di recuperare quel contatto integrale lità della casa”, ma nei primi termini, date per acquisite le che la modernità sembra sottrarci. tempi tendevo a confonderli virtù terapeutiche del massag-

» di Mariella Dal Farra

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www.psiconauta.com/tag/deprivazione-sensoriale/ La descrizione di una particolare forma di deprivazione sensoriale, la “Sindrome di Charles Bonnet”, è riportata in rete all’indirizzo sopra indicato. Più in generale è corretto ricordare che la percezione umana è piuttosto imperfetta, al punto che cervelli perfettamente sani devono (ri)costruire una consistente porzione di dati per fornirci un senso completo di ciò che ci circonda. Tanto che è corretto chiedersi quanto della realtà che ci circonda sia una percezione comune e quanto sia solo una nostra personale visione dello spazio...

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Società

Internet


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Abbiamo visto per voi non con l’esperienza oggettiva del reale. In questo senso, la rappresentazione della natura come luogo in cui si celebrano fenomeni inaccessibili, come ente collocato “al di là del bene e del male” e non qualificabile da un punto di vista etico (equivoco in cui molti, vittime dell’opposizione in gran parte ideologica fra tecnologia e natura, oggi cadono), diviene lo scenario ideale da indagare ossessivamente attraverso le drammatiche vicende dei protagonisti. Esemplari, in tal senso, Aguirre e in Fitzcarraldo, pellicole che hanno contribuito a rafforzare il mito di Klaus Kinski, splendido attore alla cui recitazione, sempre segnata da una vena di follia, il regista bavarese deve certamente molto. La trama di Rescue Dawn ripercorre la vicenda realmente accaduta a Dieter Degler (1938–2001), aviatore della Marina americana inviato nel 1966 in missione segreta sopra il Laos a bombardare il cosiddetto “sentiero di Ho Chi Minh”, la rete di strade utilizzata dai Vietcong

e attraverso la quale veniva assicurato il collegamento fra le due parti del paese diviso dalla guerra. Abbattuto dalla contraerea e catturato dalle truppe nordvietnamite, Dieter viene rinchiuso in un campo di prigionia in mezzo alla giungla, dove incontra i piloti americani Duane Martin e Eugene McBroom. Il suo atteggiamento positivo e il suo insopprimibile desiderio di libertà lo spingono a guidare i compagni in una fuga avventurosa dall’abbraccio mortale costituito dalla violenza degli uomini e dalla giungla, la cui impenetrabilità e le cui insidie rappresentano il vero limite da superare. La vicenda si snoda come un “cuore di tenebra” a ritroso in cui a dominare sono piuttosto i sentimenti di fratellanza e di collaborazione fra i prigionieri, costretti a sopravvivere in una situazione umanamente devastante. Nonostante la crescente tensione che lo percorre, Rescue Dawn non è esattamente un film di guerra: sono piuttosto il rapporto fra uomo e natura con i suoi

Rescue Dawn (L’alba della libertà) di Werner Herzog USA (2006)

laceranti paradossi e il tema della solidarietà fra i prigionieri a fare da protagonisti. Girato nella giungla della Thailandia del nord, a poche decine di chilometri dai luoghi in cui si svolse la reale vicenda di Degler, il film ha come protagonista un eccellente Christian Bale, costretto, al pari degli altri attori, a un impressionante dimagrimento per ragioni di scena. La pellicola non è mai uscita nelle sale cinematografiche.

» di Fabio Martini

“L’utilizzo degli effetti speciali ha allontanato il cinema da un principio di autenticità. Vorrei che le persone che vedono i miei film possano davvero credere ai loro occhi”. Questa dichiarazione del regista tedesco Werner Herzog – classe 1942, autore di celebri capolavori come Aguirre, furore di Dio (1972), L’enigma di Kaspar Hauser (1974), Cuore di vetro (1976), Nosferatu (1978), Fitzcarraldo (1982) –, contenuta in un’intervista a corredo del DVD (2009) che qui recensiamo, svela uno degli aspetti cruciali della sua poetica e della sua arte. È proprio lungo la labile linea che separa verità e finzione che corre il senso dell’opera di Herzog, un confine costantemente violato, e non con l’obiettivo di trasmettere l’idea di una visione obiettiva del mondo (“la verità da contabili” secondo il regista) ma piuttosto la “verità estatica”, quella da cui si generano visioni estreme e i cui riflessi e riverberi hanno più a che fare con l’anima dell’uomo, con la sua interiorità, che

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» testimonianza raccolta da Gaia Grimani; fotografia di Igor Ponti

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mia e mi rimproverò perché leggevo troppo, ero cambiato, e temeva che mi ammalassi. Io le feci notare che diceva delle cose non vere e, non so perché, forse per farle capire la nuova dimensione in cui ero penetrato, la sfidai con questa frase: “Se tu pensi così, facciamo un gioco: dimmi che cosa vorresti che ti accada e io ti farò capitare qualcosa di bello”. Allora mi chiese se sarei riuscito a rappacificarla con sua sorella gemella con la quale non parlava più da anni. Io le promisi che entro una settimana avrebbe fatto la pace. Una volta rimasto solo mi resi conto che non avevo la minima idea di come Giovane falegname ha un’illuminazione riuscire a fare accadere queimprovvisa e capisce il senso della vita. Il sta cosa. Lo stabile nel quale segreto della felicità si trova in noi stessi, svolgevo la mia attività era di mio zio, marito della sorella nel vivere armoniosamente con gli altri e della mia mamma. Il giorno nella maniera più semplice possibile seguente mi recai al lavoro ed egli all’improvviso m’invitò a mento concreto su cui basare pranzo, cosa che non aveva mai fatto in cinquesta intuizione. Da allora que anni, dacché lavoravo per lui. Ho subito si presentano costantemente capito l’importanza di questo segnale. Per fartutta una serie di segnali o di la breve, durante il pranzo tentai di far capire accadimenti che mi permetche non serve a niente litigare, ma i rapporti tono di sapere in anticipo più belli in famiglia sono quelli in cui si cerca cosa accadrà o di penetrare di trovare un’armonia, una pace. Mia zia restò all’improvviso nell’animo di impressionata dalle mie parole e in settimana una persona e intuirne i senandò a far la pace con la mia mamma. Noi timenti. C’è qualcosa di più guardiamo spesso i lati negativi delle persone, grande di noi che guida le invece dovremmo imparare a non giudicare, nostre vite e se impariamo a a valorizzare i loro lati positivi. La cosa più cogliere i segnali che ci manimportante nella vita è scoprire la felicità da, possiamo riuscire a capire che si trova in noi stessi, nello star bene con il perché della nostra esistengli altri, nel credere in qualcosa che ci aiuta za. Da lì è cominciato un pee nel vivere alla giornata nella maniera più riplo attorno a varie religioni: semplice possibile. Il buddismo è la religione ho approfondito il buddismo, della compassione, dell’essere con quello ho letto testi sui mormoni, i che soffre… il vero buddista aiuta gli altri ad testimoni di Geova, mi sono uscire dalle proprie difficoltà. In questo senso interessato alla Bibbia, specialmi ci ritrovo molto. Ho trascorso intorno ai mente ai Proverbi di Salomotrent’anni un decennio di vita immerso nel ne. Il buddismo mi è sembrata materialismo, ma dopo l’avvicinamento al la religione più dolce, la più buddismo ho imparato a vivere semplicecomprensibile e per molto mente, senza farmi mancare niente, ma senza tempo vi ho trovato molta nulla di superfluo. Noi abbiamo troppo e non consolazione. Approfondendo siamo mai contenti. Sono le soddisfazioni la conoscenza di varie espespirituali, che conducono alla vera gioia. rienze religiose, però, ho caSiamo più felici quando impariamo a dare pito che tutte contengono un al prossimo. Se una persona non sta bene, po’ di verità e sono concordi bisogna interessarsi a lei ed essere disponibili nell’affermare che la cosa più all’ascolto, all’aiuto materiale e spirituale. La importante è l’amore. nostra prosperità è spesso malata e triste, la A questo proposito ho qualcopovertà invece, se è frutto di una scelta, è colsa da raccontare. La mia mamma di gioia. Bisogna trovare l’equilibrio nelle ma un giorno entrò in casa cose semplici. È questo il segreto della felicità.

Fabio Manea

Vitae

ono nato a Mendrisio nel 1967. Ho avuto una vita normale e sono stato un bambino abbastanza vivace, socievole e spensierato. La scuola non faceva per me, mi limitavo giusto all’indispensabile. Ero più portato per le attività sportive. La scelta del mestiere mi è stata suggerita dai miei genitori che in un primo momento volevano mandarmi a fare il muratore, ma, poi, ritenendo che fosse troppo pesante, mi hanno proposto di fare il falegname, cosa che ho accettato con interesse. Oggi ho una società mia che funziona bene. Il mio rapporto con i libri è nato all’improvviso dieci anni fa: mi è come scattata una molla, è successo qualcosa nella mia vita che mi ha portato a leggere, attività che prima detestavo. Ero in un periodo di depressione e sfiducia, cercavo di dare un senso alla vita e ho avuto dei segnali abbastanza chiari sull’esistenza di qualcosa di più grande. Questo ha incentivato la mia ricerca, portandomi a leggere circa 300 libri in dieci anni. Libri sulle religioni, sulla spiritualità, sulla salute, sul benessere. Le esperienze che mi hanno cambiato la vita vanno raccontate con franchezza. All’inizio, come ho detto, ho passato un momento di confusione nel quale mi sono avvicinato a persone che si fingevano amiche ma non erano tali. Da loro mi sono lasciato trascinare fino a staccarmi dalla mia famiglia, alla ricerca di una gioia effimera… un giro di ragazze, locali notturni, bevute. In quel periodo ho conosciuto una ragazza per la quale provavo un certo sentimento che lei ripagava all’inizio sinceramente, ma in seguito mi sono reso conto che mi stava solo ingannando. Per la prima volta, sentendo la sua versione di alcuni fatti intorno ai quali s’intrecciava l’inganno ordito a mio danno, ho avuto il forte presentimento di essere preso in giro, benché non avessi alcun ele-

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Una domenica lungo il Ticino di Alessandro Tabacchi; fotografie di Giosanna Crivelli

Fiume di montagna a cui dobbiamo il nome del nostro Cantone (e non solo), in realtà il Ticino conclude la sua lunga corsa proprio nel bel mezzo della Pianura padana, in uno scenario diametralmente opposto a quello in cui ha origine. Ed è in quei luoghi, nel Parco del Ticino, che siamo andati a scoprire la bellezza mutevole e misteriosa di un fiume dalle mille facce


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i sono nel Parco del Ticino molti spazi di natura pressoché vergine dove si avverte la strana sensazione di essere allo stesso tempo vicini e lontani rispetto all’ambiente super-antropizzato che li circonda. Ambienti che non possono dirsi belli in senso stretto, piuttosto affascinanti per la loro collocazione marginalizzata: non-luoghi al limite della campagna, al limite delle periferie, al limite delle industrie. Devo ammettere che non mi è facile riuscire a

descrivere che cosa ci sia di realmente “bello” in un ramo laterale del fiume che piano piano si trasforma in palude, o nei nuguli di zanzare che ti volano attorno ogni volta che il bosco si fa più intricato. Nella pianura umida e bollente a sud di Abbiategrasso ho scoperto quanto montanara sia la mia indole, e ho avuto modo di capire molto di me stesso. Quando sei al cospetto di una vetta alpina, la bellezza è di fronte a te, semplicemente “sta”, e non hai bisogno di cercarla, è lei che viene


a te con la spregiudicata autorevolezza e spietatezza di una epifania immediata. Orbene, se guardi una palude circondata da alberi sonnolenti che si rispecchiano in acque infestate da alghe simili a infiniti serpentelli marroni che si muovono lentamente a ritmo costante, diviene difficile pensare al Sublime. Eppure immergersi a mezza gamba in quelle acque alla ricerca di scatti fotografici inediti, o semplici impressioni da trascrivere sopra un taccuino, e sentire sotto i piedi il brulicare della

vita, seppur in forma di larve, vermetti, pesciolini di fiume, o assistere al guado da parte di un gruppo di cavalieri che percorrono le sponde del grande fiume, oppure ancora affrontare in mountain bike un tratto di sentiero ombreggiato ai margini di splendide fioriture di papaveri, sono sensazioni che non passano invano. Di una domenica di fine maggio trascorsa ai margini del Ticino mi sono rimaste impresse poche sensazioni paesaggistiche, sostituite però da una


miriade di ricordi illuminati da una luce di autenticità: innanzi tutto la possibilità di fissare sul campo, attraverso la fotografia, emozioni di luce e riflessi, come a cogliere l’universale nel particolare, e scoprire pian piano di vivere uno spontaneo e genuino entusiasmo, quasi panteista, per le manifestazioni della Natura, fossero esse il gracidare di una rana, o i riflessi di un tronco nell’acqua di una roggia. E poi gli incontri con gli strani personaggi che abitano lungo il fiume, gente all’antica, di una tipologia che

non si incontra più nel caos delle metropoli, tipi tosti e un po’ folli, abbrustoliti dal sole, gente di fiume, adorabilmente scorbutica a volte, ma spesso gentilissima nella sua parlata lomellina doc. Non è mancata neppure una digressione felliniana: giunti verso l’una a un agriturismo, siamo incappati nel bel mezzo di un serioso pranzo in cui molte famigliole perbene della bassa stavano festeggiando la prima comunione dei loro rampolli, evento alquanto noioso, presto sconvolto da due uccellini


precipitati dal nido fra i tavoli all’aperto, nel tentativo di spiccare il primo volo. È stato davvero molto divertente vedere una turba di ragazzini e ragazzine, agghindati come bomboniere e assonnati dal pranzo luculliano, impazzire letteralmente di curiosità nell’aiutare i poveri pennuti, indaffarandosi nel tentativo di “salvarli”: chi li voleva prendere per rimetterli sull’albero, chi li voleva portare a casa, con conseguente sgomento della parentela, chi approfittava del trambusto per prendere un po’ d’aria

e farsi una corsa nel prato altrimenti proibita, chi infine si è lanciato in una sorta di discussione comunitaria sul destino dei due passerotti. Morale della favola, alla fine i due animaletti hanno capito come fosse giunto il momento di prendere finalmente il volo senza titubanze e se ne sono andati, lasciando i pargoli intristiti al rito del dolce. Ecco, questo è quello che mi è rimasto più impresso di quei luoghi: la capacità di generare bei ricordi da eventi minimi. Un bene raro. Che vale una visita ■


n d e n z e T e

Lei è giovane, attraente e ribelle. Lui è misterioso, muscoli d’acciaio e pelle di seta. Sono Bella Swann e Edward Cullen, i protagonisti dell’avvincente saga di Stephenie Meyer, la giovane mamma dell’Arizona. “Twilight”, “New Moon”, “Eclipse” e “Breaking Down” i titoli dei quattro romanzi che stanno facendo la fortuna della scrittrice e che da mesi dominano le classifiche dei bestseller mondiali di Ludovica Domenichelli

La storia è semplice: Bella è una ragazza solitaria, figlia di divorziati che dalla metropoli di Phoenix (dove vive con la madre) si trasferisce nella piovosa cittadina di Forks, nello stato di Washington, dove risiede il padre. Qui, in un luogo che aveva sempre detestato, il primo giorno di scuola incontra Edward, ragazzo bellissimo, dalla pelle diafana e i capelli color bronzo. La scintilla tra i due scocca al primo sguardo. Tutto sembra perfetto… ma ben presto una verità si svela poco a poco, pagina dopo pagina, lasciando il lettore sospeso tra suspense e romanticismo. Fino a quando lei capirà che Edward è un vampiro, un non-morto, un eterno diciassettenne nato nel 1901: una parte di lui ha sì sete del sangue di Bella, malgrado ciò lei è totalmente e incondizionatamente innamorata di lui. Benché da tempo il giovane vampiro e tutta la sua famiglia abbiano abbandonato la caccia all’uomo per nutrirsi unicamente di sangue animale, gli istinti mai del tutto sopiti di Edward potrebbero comunque costituire una grave minaccia per Bella. Per questo il loro diventa un rapporto di attrazione e paura, di passione violenta e al contempo repressa. Un mix di amore e terrore che accompagna tutti e quattro i libri della fortunata saga. I vampiri del terzo millennio non hanno più nulla in comune con il signore delle tenebre. Dracula e Nosferatu sono tornati, lasciando tuttavia in soffitta sia l’inquietante mantello nero sia il tradizionale rigagnolo di sangue al bordo della bocca. I giovani non-morti di oggi sono ragazzi come tanti, che suonano il pianoforte, guidano macchine sportive e sanno amare anteponendo il sentimento all’istinto primordiale. Anche la loro sessualità è debole: i due innamorati scelgono infatti di non avere rapporti sessuali per non rischiare che nell’impeto della passione Edward possa cedere al forte richiamo del sangue di lei “vampirizzandola”. Fino all’atto finale (per ora) in cui Edward cede alle richieste incessanti della ragazza. Definita dalla critica come la fondatrice del New Gothic, o Gothic sentimentale, Stephenie Meyer si è detta molto sorpresa dall’enorme successo riscosso dai suoi libri. “Io sono meravigliata, più che altro – ha affermato la scrittrice in un’intervista rilasciata al quotidiano “la Repubblica” – continuo a essere sorpresa dell’entusiasmo che i lettori dimostrano verso i miei libri e i miei personaggi. Trovarsi di fronte a duemila fan urlanti è un’esperienza decisamente surreale e, sì, fa anche paura”. Un successo planetario, milioni e milioni di copie vendute che poco ha da invidiare al maghetto Harry Potter. Nel frattempo è uscita la versione cinematografica di Twilight – la regia è di Catherine Hardwick – che ha consacrato il fenomeno letterario sul grande schermo trasformando la meyermania in evento mediatico e business planetario. Ma non è finita qui: è in preparazione un adattamento cinematografico del secondo libro della Meyer, New Moon, la cui uscita nelle sale è prevista a novembre. Le riprese del film si sono svolte anche nella vicina Italia: non a Volterra come nel libro, ma a Montepulciano. E i fan sono già in trepidazione: gli anglosassoni li chiamano young adults, per noi sono gli adolescenti. Ma poco importa: sono loro la nuova scoperta di chi per anni si è scontrato sullo scoglio di giovani non-lettori e che oggi non può che ricredersi di fronte al fenomeno di Twilight. I teenager non soltanto leggono, ma si confermano un mercato importante, a patto di offrire loro prodotti su misura. Ed è ciò che ha abilmente saputo fare la scrittrice statunitense... che ora si gode il successo


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Astri gemelli

cancro

A causa del transito di Marte nella vostra seconda casa solare i nati nella seconda decade tenderanno a spendere in modo eccessivo. La vanità e i gusti saranno guidati e influenzati da un certo snobismo.

Diversi pianeti si trovano da tempo di transito nella vostra quarta casa solare. Questa configurazione, considerata la concomitante presenza di Saturno, potrà rivelarsi quale l’anticamera di importanti cambiamenti.

Grazie agli effetti comunque positivi del transito di Mercurio e Saturno tenderete a guidare la vostra auto con maggiore prudenza. Momento particolarmente positivo per fare un rendiconto dei propri interessi.

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Il 5 e 6 agosto, la vostra vita di coppia sarà segnata dal forte transito lunare, per l’occasione, amplificato oltre ogni limite dai transiti di Giove e Nettuno. State particolarmente attenti a non prendere “lucciole per lanterne”.

Grazie al transito di Venere e alle pungolate di Marte, ad agosto i vostri sentimenti tenderanno a esprimersi in maniera più spontanea. Servitevi di questa pausa estiva per eliminare le zavorre dalla vostra vita.

Grazie al transito di Marte saranno favoriti coloro che per le proprie vacanze sceglieranno una meta lontana. Questa potrebbe essere l’estate giusta per un “Coast to Coast” negli Sati Uniti.

Mentre Venere sta portando una serie di benefici per i nati nella prima decade, Marte di transito nella vostra ottava casa solare sta sollevando i vostri interessi più nascosti. Forte attrazione verso l'occulto.

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Se volete passare serenamente le vostre vacanze dovrete staccare la spina. Marte si trova in opposizione, interessando in questa fase soprattutto i nati nella seconda decade. Limitate lo stress.

Con Veneree in opposizione tendetend ranno a essere stimolati gli aspetti più istintivi della vostra sessualità. Questo aspetto tra il 3 e il 9 agosto riguarderà soprattutto i nati di gennaio. Godetevi l’ottima Luna.

Tra il 5 e il 7 agosto la Luna si troverà nel segno dell’Acquario. Cercate di trovarvi all’interno di una situazione serena in compagnia delle persone più care. Grazie a questo transito momenti di grande scambio emotivo.

Grazie a una Venere propizia potrete vivere questa settimana alla grande. Momento favorevole per le situazioni sentimentali in riva al mare per i nati di febbraio. Se saprete rischiare Venere vi regalerà dei brividi bollenti.

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Orizzontali 1. Così è detto chi agisce nascondendo le vere intenzioni • 10. Sbagliati • 11. Pari in carogna • 12. Chiude la preghiera • 13. Un mammifero con il naso a proboscide • 15. Pratico, utilizzabile • 17. Volo acrobatico • 18. Temporanee perdite di memoria • 20. Dittongo in Coira • 21. Il nome della Zoppelli • 22. Componimento • 24. Lo stretto che collega l’Egeo e il Marmara • 27. La Musa dei suonatori di flauto • 28. Mezza base • 30. I confini di Bodio • 31. Il mitico re di Egina • 33. Bruciati • 36. Il Campeador • 37. Annusar • 39. Pari in mastri • 40. Una stella dello Scorpione • 42. Pronome personale • 43. Combattimento • 44. Il Sodio del chimico • 46. Soffiava dall’Olimpo • 48. Il nome di Gullotta • 50. Norvegia e Austria • 52. Il bel Alain • 54. È bella ma stupida • 55. Sane e salve.

radioattivo • 9. Calmanti • 14. Comprimere • 16. Art. plurale • 19. Belve striate • 23. Camelide domestico delle regioni andine • 25. Messo in discussione, sospettato • 26. Permessi dalla legge • 29. Raglia • 32. Detestabile • 34. Nessuna esclusa • 35. Il numero perfetto • 38. Messi, banditori • 41. Società Nuoto • 45. Pianta terapeutica • 47. Pari in monello • 49. Spagna, Norvegia e Svezia • 51. Avanti Cristo • 53. Le iniziali di un Luttazzi.

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Verticali 1. Ha scritto “Le menzogne della notte” • 2. Malattia cardiaca • 3. Rimorchiare • 4. I confini di Tegna • 5. Certificato attitudinale • 6. Il nome della Martini • 7. Razza • 8. Metallo

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La soluzione verrà pubblicata sul numero 34

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L’ingresso di Venere nella vostra quarta casa solare tende a trasferire il vostro desiderio di cose belle e voluttuose nell’ambiente domestico: qualche spesa per abbellire i propri spazi. Non date peso ai pettegolezzi.

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© Gilles Saussier

IL VOSTRO LASCITO È IL FUTURO DEI NOSTRI PAZIENTI MSF, rue de LauSanne 78, CP 116, 1211 Genève 21 | www.MSF.Ch | CP 12-100-2

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Numero 32 - Settimanale della Svizzera italiana