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IL FIUME ELSA SI RACCONTA esiti dell’indagine conoscitiva


INTRODUZIONE Il report che di seguito presentiamo illustra la prima fase di acquisizione delle conoscenze e sensibilizzazione, che ha avuto come obiettivo principale quello di raccogliere informazioni da tutti gli attori che per ragioni diverse hanno una relazione con il fiume. Per questo motivo si è svolta a più livelli (Amministratori, Associazioni, Cittadini), in modo tale da costruire una rappresentazione del fiume da diverse angolature. Questa fase è cominciata con un giro di interviste aperte rivolte agli Amministratori dei sei Comuni coinvolti nel progetto. Durante le interviste abbiamo parlato, tra i molti temi affrontati, delle caratteristiche dell’Elsa, della sua storia, delle criticità del fiume, delle priorità e dei benefici che si aspettano dal Contratto. In seguito è stato svolto un lavoro di mappatura degli stakeholders da coinvolgere, in primis il tessuto associativo. Infatti, uno dei maggiori, e forse più efficaci, canali di conoscenza dello stato dei luoghi, delle problematiche e della storia locale riferita al fiume è il rapporto diretto con le realtà associative (strutturate e non) che vivono quotidianamente il fiume e, spesso, se ne prendono cura. Affiancate a queste, ma di non meno importanza, ci sono le associazioni territoriali che “usano” il fiume in maniera episodica per feste e manifestazioni. Le associazioni sono state contattate per una intervista telefonica durante la quale, dopo aver spiegato loro il progetto, ci hanno raccontato di cosa si occupano e in che modo utilizzano il fiume. Purtroppo non è stato possibile parlare direttamente con tutte le associazioni ma a tutte è stato inviato il materiale informativo e soprattutto il primo dei questionari da noi elaborato. Si è trattato di un breve elenco di domande aperte costruito, con un software online, per raccogliere informazioni circa i punti di accesso più utilizzati, i tratti di fiume da preservare, le azioni più urgenti e gli elementi simbolici del territorio. Un secondo questionario, anch’esso elaborato con un software online, è stato invece somministrato alla “cittadinanza”, diffuso via mail tramite la rete di contatti delle associazioni e tramite i social del progetto. Il questionario ha avuto in questo caso l’obiettivo di raccogliere una serie di informazioni non da attori “esperti” ma dalla popolazione che in varia misura intrattiene rapporti con il fiume. Ci ha permesso quindi di ottenere informazioni circa le modalità d’uso del fiume, la sua percezione in termini di aspetti simbolici e di punti di riferimento, le azioni considerate più urgenti, le problematiche e le possibili soluzioni. Questa rilevazione è durata circa un mese e si è conclusa il 31 luglio 2020, raccogliendo circa 350 questionari. Parallelamente sono state create e animate le pagine social del Contratto di Fiume, Facebook e Instagram, per dare informazioni sul progetto e i suoi sviluppi. Per spiegare i contenuti del progetto in modo chiaro ed efficace è stato creato un video ironico e divulgativo, e durante la pausa estiva è stata lanciata una raccolta fotografica - #estatesuelsa - un modo leggero e indiretto per raccogliere spunti e angolature di come viene vissuto e percepito il fiume.


amministratori intervista diretta

associazioni contatto telefonico questionario online

cittadini

questionario online


Amministratori


Comuni intervistati: COLLE VAL D’ELSA Sindaco Alessandro Donati e Ass. Cristiano Bianchi (Cultura, Promozione e sviluppo turistico del territorio, Relazioni internazionali, Gore e parco dell’acqua) CASTELFIORENTINO Geometra Gloria Bartaloni POGGIBONSI Ass. Roberto Gambassi (Ambiente - Qualità Urbana – Trasporti – Mobilità- Consorzi Stradali – Innovazione) SAN GIMIGNANO Sindaco Andrea Marrucci CERTALDO Sindaco Giacomo Cucini BARBERINO TAVARNELLE Dott.ssa Serena Losi (Ufficio Ambiente) e Ass. Serena Fedi (Affari generali e Comunicazione Istituzionale, Ambiente, Cooperazione Internazionale, Trasporti)


Tematiche emerse Con le interviste abbiamo voluto rilevare alcuni elementi che a nostro avviso sono cruciali per ricostruire la visione multifunzionale del fiume e per gerarchizzare gli obiettivi del Contratto di Fiume seguendo una formula condivisa e partecipata. Le interviste agli Amministratori hanno avuto come obiettivo quello di effettuare una ricognizione diretta ai cosiddetti “testimoni privilegiati”, cioè persone che, per il particolare ruolo che ricoprono, possiedono una “conoscenza esperta” riguardo al fiume. Le tematiche emerse sono le seguenti:

UNICITA’

Gli amministratori hanno sottolineato le caratteristiche uniche e distintive del tratto di fiume che attraversa il proprio territorio comunale rispetto agli altri tratti. L’unicità del fiume è stata descritta facendo uso di varie qualità: usi e funzioni tipiche, il grado di antropizzazione del fiume, l’aspetto fisico e l’accessibilità. Gli elementi più discussi riguardano gli usi e le funzioni tipiche cui è associato il fiume, come la balneazione, l’approvvigionamento idrico o la presenza di industrie manifatturiere. Un concetto usato spesso è quello di fiume urbano, intendendo con questo termine un corso d’acqua intimamente legato alla vita del centro abitato. Usi e funzioni – Colle Val d’Elsa, Poggibonsi, San Gimignano, Barberino Tavarnelle Balneazione (Colle Val d’Elsa) Approvvigionamento idrico (Poggibonsi) Uso industriale (San Gimignano, Barberino Tavarnelle) Fiume urbano (fiume antropizzato) – Colle Val d’Elsa, Castelfiorentino, Certaldo “Un fiume scavato nella città” – Colle Val d’Elsa “Castelfiorentino ha il fiume nel capoluogo” – Castelfiorentino Aspetto fisico – Colle Val d’Elsa Diversità geomorfologica. “Da dove guardi il fiume, cambia” Accessibilità – Castelfiorentino Numerosi punti di accesso. “Dal paese ci si va a piedi” .


Certaldo e Castelfiorentino rivelano una sintonia di intenti finalizzati alla valorizzazione culturale e all’accessibilità dell’area, in un’ottica di fruizione e valorizzazione interna. I Comuni di Barberino Tavarnelle e San Gimignano vedono come prioritaria la salvaguardia idrica e la messa in sicurezza del territorio che inevitabilmente risente dell’esperienza dell’alluvione verificatosi nell’autunno del 2018. Il Comune di Poggibonsi ha posto l’accento sull’accessibilità, secondo una volontà fortemente indirizzata a lavorare sul tema delle connessioni in senso ampio, in considerazione del fatto che il Comune rappresenta, per l’amministrazione, la porta ed il collegamento infrastrutturale della val d’Elsa. Infine a Sud, Colle val d’Elsa, insiste sul tema culturale, in una prospettiva di tutela ed educazione alla sostenibilità, trattandosi di un territorio già spiccatamente turistico. Colle Val d’Elsa - prioritaria la valorizzazione culturale perché è l’asse in cui siamo più indietro Asse 4 – Valorizzazione culturale e turismo Asse 2 – Accessibilità Castelfiorentino - E’ importante mettere tutte le azioni in campo anche un turismo responsabile Asse 4 – Valorizzazione culturale e turismo Asse 2 – Accessibilità Poggibonsi - Massima attenzione alla potabilità, ma la strategia per il futuro è la connessione Asse 2 – Accessibilità Asse 1 – Salvaguardia San Gimignano - Se devo dare una priorità va alle opere di mitigazione idraulica Asse 1 – Salvaguardia Asse 4 – Valorizzazione culturale e turismo Certaldo Sono tutte azioni interconnesse, non c’è una priorità assoluta Asse 4 – Valorizzazione culturale e turismo Asse 2 – Accessibilità Barberino Tavarnelle Asse 1 - Salvaguardia Asse 4 - Valorizzazione culturale e turismo

PRIORITA’


BENEFICI E VANTAGGI

Per quanto riguarda i benefici materiali e immateriali che potrebbero derivare dal Contratto di Fiume con riferimento al singolo tratto comunale, i differenti Amministratori sono d’accordo nel ritenere le ricadute economiche il beneficio maggiore. Ricadute di tipo turistico soprattutto, da intendersi come un turismo sostenibile e slow, che possono realizzarsi in particolare grazie alla creazione dei percorsi ciclo-pedonali. Secondo gli intervistati tali percorsi dovrebbero unirsi, prolungandoli, a quelli esistenti in un’ottica di connessione intracomunale, che rappresenta uno dei temi più emergenti sia a nord che a sud dell’asta fluviale presa in esame. Mentre, al centro del sistema, emerge l’esigenza di rafforzare la relazione fra il fiume e gli abitanti. Ricadute turistiche Colle Val d’Elsa, Castelfiorentino, Poggibonsi, San Gimignano, Certaldo - Percorsi ciclo-pedonali - Rafforzamento del brand turistico Val d’Elsa - Turismo sostenibile ConnessionI Colle Val d’Elsa, Castelfiorentino, Poggibonsi - Legare il fiume alla Francigena. (Colle Val d’Elsa) - Connettere i percorsi interni con quelli esterni - Prolungare il “sentiero verde” (Poggibonsi) Relazione fiume-abitanti San Gimignano, Certaldo, Barberino Tavarnelle - “Riscoprire una relazione con il fiume” (San Gimignano) - “Il fiume è opportunità di vita in più per i cittadini” (Certaldo)


PERCEZIONE DEL CONTRATTO DI FIUME e DEL FIUME ELSA

Per quanto riguarda la percezione del Contratto di Fiume in generale, esso è interpretato dagli Amministratori come un’opportunità per avviare una riflessione sul fiume come patrimonio comune della Val d’Elsa, da valorizzare entro una progettazione di area vasta, intercomunale. Il Contratto di Fiume è considerato come un’occasione di sviluppo, per aprire il territorio, per attrarre visitatori e per diversificare la propria economia. L’Elsa, grazie al Contratto di Fiume, può diventare un fiume da vivere per i cittadini, trovando un equilibrio tra la salvaguardia e la fruizione, rafforzando o riscoprendo il legame di appartenenza con il fiume e aumentando la consapevolezza degli abitanti circa le possibilità d’uso compatibili. Fiume come patrimonio comune - per tutti i Comuni - Il fiume è unico, unisce i vari Comuni (Colle Val d’Elsa) - Il fiume è patrimonio di tutta la Val d’Elsa (Certaldo) - Allargare la prospettiva (Castelfiorentino) - Andare oltre il proprio ombelico (San Gimignano) Fiume da vivere – Colle Val d’Elsa, San Gimignano, Certaldo, Barberino Tavarnelle - Non vietare l’accesso, no ad un’oasi protetta, ma educare alla fruizione sostenibile (Colle Val d’Elsa) - Ripartire dal legame con il territorio, recuperare l’identità passata e le potenzialità inespresse (San Gimignano) - Il Cdf può far capire in che modo fruire del fiume tenendo conto dei vincoli. Stimolare interesse per altre aree della città (Certaldo) Contratto di fiume come occasione di sviluppo – Poggibonsi, San Gimignano, Certaldo - Occasione di sviluppo turistico (Poggibonsi) - Occasione di diversificazione turistica (Certaldo) - Attrarre chi non conosce il territorio. Il fiume è un’arma di competitività (San Gimignano)

CRITICITA’ E TAVOLO DI GARANZIA

La principale criticità segnalata riguarda il delicato equilibrio tra fruizione e salvaguardia del fiume. Le Amministrazioni sono ben consapevoli dell’impatto antropico sul delicato ecosistema fluviale. Tuttavia vedono con preoccupazione una possibile trasformazione del bacino fluviale in una sorta di oasi naturale con stringenti vincoli d’uso. Questa eventualità, specialmente laddove il fiume è utilizzato assiduamente, viene infatti percepita come un ostacolo ad un tipo di fruizione che è ormai radicato nella storia e nella cultura delle comunità locali. Fruizione sostenibile – Colle Val d’Elsa, Castelfiorentino, Certaldo - Bilanciare un’idea di parco naturale da proteggere con la possibilità di essere fruito e vissuto (Colle Val d’Elsa) - Mobilità slow (Castelfiorentino) - Valorizzare i punti di accesso (Certaldo)


AZIONI SVOLTE (O IN PROGRAMMA) DAI SINGOLI COMUNI

Le azioni già intraprese dai Comuni sul fiume riguardano in particolare la creazione di infrastrutture (tracciati, ponticelli, argini) e alcune previsioni inserite negli strumenti urbanistici come la promozione di forme di mobilità dolce. Sono state inoltre segnalate la volontà di intervenire con azioni di rigenerazione di edifici dismessi lungo il fiume, con misure per l’animazione del fiume e, in un caso, tramite la creazione di un’area naturale (Parco delle Acque).

Infrastrutture – Castelfiorentino, Certaldo, Barberino Tavarnelle - Connessione con la 429 (Castelfiorentino) contestualmente alla realizzazione della nuova 429 verrà realizzata una viabilità secondaria che correrà molto vicina al fiume, che potrebbe essere sfruttata per dei nuovi percorsi. Soprattutto il comune ha chiesto in questo contesto la realizzazione di un ponticello che attraversi un borro per dare continuità al percorso sul fiume (viene fornito del materiale progettuale apposito dall’amministrazione per approfondire) - Esiste un progetto piuttosto avanzato di realizzazione di una pista ciclabile per Castelfiorentino e Gambassi Terme (capofila) che serviva per chiedere un finanziamento regionale che non è andato a buon fine. - Argini (Certaldo) e Passerelle

Strumenti urbanistici e mobilità – Colle Val d’Elsa, Castelfiorentino, Poggibonsi, San Gimignano - Layers storico-culturali nel Piano Strutturale (Colle Val d’Elsa) - Piste ciclo-pedonali e belvedere (Castelfiorentino) - PUMS (Poggibonsi)

Rigenerazione urbana – Colle Val d’Elsa, San Gimignano - Recupero della cartiere di San Galgano (San Gimignano)

Animazione del fiume – Colle Val d’Elsa, Certaldo - Azioni mirate a incentivare la vita del fiume

INTERVENTI URGENTI

Tra gli interventi urgenti sono stati segnalati aspetti infrastrutturali (lavorare lungo le sponde, valorizzare gli accessi) e la necessità di connettere tra loro i vari Comuni (collegare le piste ciclabili esistenti promuovendo forme di mobilità slow). Infine è stata citata nuovamente la necessità di definire un quadro dei possibili usi compatibili con la salvaguardia del fiume.

Infrastrutture - Sponde e Accessi

Connessioni tra ciclabili

Fruizione sostenibile - Parco naturale o urbano? quale tipo di fruizione vogliamo che sia consentita? l’idea è quella di un parco urbano, vissuto dai cittadini e non un’oasi naturalistica, c’è da trovare un equilibrio tra tutela e sviluppo (Colle Val d’Elsa) - Nel tratto di Sentierelsa c’è da lavorare molto sulla progettazione delle due sponde; si potrebbero includere i cittadini nella riflessione “balneazione sì o no” per tutte le problematiche conseguenti (Colle Val d’Elsa)


tratti da preservare Abbiamo chiesto ai rappresentanti delle sei amministrazioni di indicare i luoghi che a loro avviso andrebbero preservati in quanto ecosistemi già funzionanti da non alterare. Sono stati citati: - La zone delle Vene (Colle Val d’Elsa) a livello monumentale (le Caldane sono già protette) deve essere regolamentato l’accesso soprattutto carrabile; d’estate il tratto delle vene è preso d’assalto per la balneazione, ci si interroga sulla sostenibilità però non ci sentiamo di vietare l’accesso al fiume fino a che non saremo in grado di proporre una fruizione diversa, e questo lo possiamo fare in maniera partecipata, per “educare” le persone ad un tipo di fruizione più sostenibile

- il tratto già ANPIL/Sentierlsa (Colle Val d’Elsa) “non c’è una distinzione netta tra ciò che si deve proteggere al 100% e quello che si deve progettare al 100% una progettazione leggera che dovrà spalmarsi sul fiume prendendo configurazioni diverse a seconda dei tratti che attraversa”

- Il campo da gara di Pesca a Granaiolo (Castelfiorentino) - Il Masso, dove si imparava a nuotare (Poggibonsi) - Il campo di gara (Certaldo)

E’ interessante notare come i nodi indicati siano fortemente caratterizzati dal “fattore umano”, ossia legati ad un valore esperienziale della popolazione e delle associazioni (i campi gara di Granaiolo e Certaldo, dove associazioni e cittadini si prendono cura del fiume e delle sue sponde, il Masso di Poggibonsi, luogo nel quale “i poggibonsesi hanno imparato a nuotare”, ecc) A questi si aggiungono il Sentierelsa di Colle e La zona delle Vene che, invece, vengono indicate come aree da preservare in senso monumentale, dove è necessario lavorare sulla sostenibilità ambientale poiché i numerosi accessi e il turismo massivo rischiano di minarne l’integrità.


LEGAME FIUME/ABITANTI Un ultimo aspetto affrontato durante l’intervista riguarda il tipo di rapporto che lega gli abitanti al fiume. Dalle conversazioni sembra possibile identificare tre tipologie di legame: un legame forte, un legame debole e un legame da potenziare. Il legame forte è caratteristico dei Comuni che descrivono un uso secolare delle acque del fiume radicato tuttora tra gli abitanti (es. balneazione, campi estivi, campi gara) e vivo nella cultura locale (si citano i detti popolari “Ti butto nell’Elsa”). E questo lo si trova sia a nord che a sud dell’asta fluviale. Al centro del sistema, invece, si registra una relazione meno radicata fra gli abitanti e il fiume, complice la conformazione orografica e la minor disponibilità di accessi. Si indica un legame debole, ossia un rapporto assente, caratterizzato dalla mancata conoscenza delle bellezze del fiume, un legame tutto da costruire, e un legame da potenziare che coinvolge solo una fascia di popolazione (ad esempio i pescatori) che lo usa e se ne prende cura, oppure una forma di legame “vivo nel passato” che aspetta soltanto di essere riscoperto.

Legame forte - Colle Val d’Elsa, Castelfiorentino - L’acqua è l’icona di Colle - Il fiume è presente a livello di organizzazione della società (Castelfiorentino)

Legame debole - Poggibonsi, Barberino e Tavarnelle - Gli abitanti non hanno un rapporto identitario con il fiume (Poggibonsi)

Legame da potenziare - San Gimignano, Certaldo - Una relazione viva, che evidentemente aspettava di essere ascoltata (San Gimignano) - Per una parte dei cittadini il fiume è vita per altri, quando si va a fare una passeggiata si preferisce la


Uno degli obiettivi principali del percorso verso il Contratto di Fiume è infatti quello di rafforzare l’identità della comunità rivierasca e, per raggiungere questo risultato, è opportuno identificare le specificità dei luoghi e delle comunità che vi insistono, così da progettare interventi mirati. Nella zona di Castelfiorentino, dove è già “parte della vita sociale”, il fiume rappresenta la possibilità di una

connessione sovracomunale

Nel territorio di Certaldo, dove già ci sono cittadini attivi che si prendono cura del fiume, l’Elsa è un “bene comune” e un

connettore tra cittadini attivi e territorio Proseguendo lo scenario cambia radicalmente. Il fiume è una presenza quasi negativa a causa dei ripetuti episodi alluvionali, e viene percepito come

elemento di rischio e poco accessibile

Nel territorio di Poggibonsi si entra in quella che viene considerata la “Porta infrastrutturale” della Val d’Elsa. Qui il tema emergente è quello della connessione per cui anche il fiume diventa

parte di un sistema di connessioni complesso

Nel territorio di Colle val D’Elsa troviamo una situazione ancora differente. Qui l’esigenza è quella di “fare cultura” per preservare l’ambiente da una affluenza che sta diventando insostenibile, con la consapevolezza che qui il fiume è

da salvaguardare


ASSOCIAZIONI


san gimignano • Bio Distretto

COLLE VAL D’ELSA • ARCI Pesca • ANPIL

• Comitato Genitori di Ulignano

• Ass. Rafting

• Sangi Pesca

• Pro Loco

• Badia a Elmi Onlus

• Ass. La Gora • Ads La badia

• Cavalieri Santa Fina

• Ass La scossa

• Pro Loco

• Ass Mino Maccari

• ANPANA

• Comitato Elsa Viva • Amici del Musical • Dance Group 2000 • Ass Nana Project • Ass La Formica

poggibonsi • Anpana • www Siena • Bellavista Camminatori • Liberi camminatori • Ass il Masso • Soci Unicoop • Fondazione Territori Sociali

barberino e tavarnelle • Il giardino sotto Vico • Pro Loco • Osservatorio del Chianti • Lions Club Barberino • Soci Unicoop Tavarnelle • Ciattadinanza attiva e partecipazione • Quelli di semifonte • Legambiente

• Ass Mosaico

• Ass Genitori istituto

• Ass ricolleghiamo

Don Milani

• Società amici dell’arte

Certaldo Castelfiorentino • Ass pescatori

• Ass Pescatori

• Prociv

• FIPSAS

• Anthos

• Prociv Arci

• Rione Alberone

• Gruppo Escursionistico GECO

• Rione il Mulino

• River Trophy Polisportiva

• Misericordia

il Giglio

• Auser

• Gruppo ciclistico “quelli della rotonda

• Pro Loco


LE PRIORITà SECONDO LE ASSOCIAZIONI Il tessuto associativo costituisce un interlocutore sicuramente fondamentale per restituire il sentore di una comunità. Alle associazioni è stato chiesto, tra le altre cose, quali fossero, secondo loro, le priorità di intervento. I risultati ottenuti sono ricondicibili alle seguenti tematiche:

MANUTENZIONE E GESTIONE - Eseguire una maggiore manutenzione dei tratti di fiume già accessibili e particolarmente vissuti - Concentrarsi su interventi progettuali di piccole dimensioni, in modo da garantire una gestione sicura e una facile manutenzione, della quale le associazioni sarebbero disposte a prendersi carico.

ACCESSIBILITA’

- Effettuare la pulizia dei punti non attualmente accessibili e creare un percorso continuo ciclabile e pedonale, anche non strutturato - Creare dei punti accessibili per disabili nei campi, che attualmente non sono attrezzati - Effettuare la pulizia degli argini e creare di nuovi accessi

FARE “CULTURA DEL FIUME” - Proporre progetti educativi per le scuole - Diffondere la conoscenza del territorio come sistema complesso: fiume+affluenti+territorio antropizzato attraverso sentieri e itinerari - Incentivare attività specifiche del fiume come la pesca o il canottaggio concentrandosi sulla cultura del fiume come sistema specifico che va identificato e valorizzato per la sua specificità.

ATTREZZATURE

- Inserire cartellonistica didattica per flora e fauna - Creare aree pic-nic con servizi igienici - Allestire “percorsi vita” attrezzati

COLLABORAZIONE

- Instaurare un maggiore rapporto di confronto tra gli enti e le realtà che vivono quotidianamente il fiume


Conoscere anche le vie d’acqua “ affluenti “ che danno vita all’Elsa cosi da comprendere che il fiume Elsa è in realtà un territorio complesso e sensibile all’ antropizzazione

Far Conoscere l’alta Val d’Elsa come una “ vallata - territorio” a partire dal suo fiume

Riqualificazione tratto dalla briglia al ponte Cartellonistica didattica flora e fauna che popola il fiume

Pista ciclabile e pedonale Valorizzazione di alcune peculiarità anche e soprattutto con progetti verso scuole e studenti

Fare degli itinerari - sentieri che attraversano in lungo e in largo la vallata articolandoli con percorsi storici , borghi , fiumi , mulini , sorgenti e altro.

Possibilità di accesso e di “vivere” il fiume come ad esempio avviene con il Sentierelsa a Colle di V.E.

Salvaguardare le acque

Percorsi vita con attrezzature

Manutenzione costante.

Un collegamento continuativo lungo anche solo una delle due sponde Riqualificzione dalla briglia al pionte: espropriare tutto il terreno ripario dalla briglia al ponte. Pulirlo ed attrezzarlo perché diventi un parco che dia connettività a tutto l’abitato. (ora la zona e sporca e vissuta come un confine pericoloso). Salvaguardare le strutture presenti e valorizzarne la condizione, per esempio illuminare il ponte in notturna - Bonificare lo scarico fognario a fiume (attualmente una fogna dell’abitato scarica direttamente nel fiume) Risagomatura della sponda e gabbionate per ridurre l’erosione delle sponde da parte dell’acqua durante le piene

Maggior cura delle piante presenti all’interno del campo gara con abbattimento di quelle malate o pericolosamente piegate e nuova piantumazione con essenze locali e tipiche della nostra zona


cittadini


ETA’

%

<25

5%

25-45

50%

45-65

34%

<65

10%

SESSO

%

maschio

47%

femmina

54%

COMUNE

%

Barberino e Tavarnelle

15%

Castelfiorentino

13%

San Gimignano

15%

Certaldo

21%

Poggibonsi

9%

Colle val d’Elsa

25%

Altro comune

3%

Il campione preso in esame per l’indagine può essere considerato rappresentativo di un bacino di utenza del fiume Elsa, ossia la quota di abitanti che conosce e utilizza il fiume. Non si tratta quindi della popolazione complessiva dei sei Comuni, ma di una frazione che, in mancanza di dati certi, abbiamo ipotizzato essere circa il 10%. Da un punto di vista socio-demografico, la maggior parte degli intervistati ha un’età compresa tra 25 e 45 anni, ma complessivamente l’età dei rispondenti risulta divisa equamente tra over e under 45 anni. Anche la suddivisione per sesso risulta bilanciata, con il 54% di femmine e il 47% di maschi. La maggior parte del campione lavora (soprattutto nel settore dei servizi), il 5% studia, mentre l’11% è pensionato/a. Molto alta è la partecipazione al tessuto associativo, oltre il 90%, specie nel settore culturale (23%), seguito da sociale e sport (18%), e ambiente (12%). Per quanto riguarda la suddivisione per Comune di residenza, la quota maggiore di risposte è stata fornita dai cittadini di Colle Val d’Elsa (25%) e di Certaldo (21%), mentre Barberino Tavarnelle, Castelfiorentino e San Gimignano rappresentano circa il 15% del campione; Poggibonsi ha invece il dato più basso con il 9%. E’ opportuno sottolineare che, a causa delle restrizione imposte dall’emergenza sanitaria, la rilevazione non è stata effettuata per somministrazione diretta, ma è avvenuta tramite l’elaborazione di un questionario online che è stato fatto circolare tra differenti siti web, pagine social e con un effetto “a cascata” anche via mail. Pertanto i valori dell’indagine possono risentire degli svantaggi tipici di qualunque inchiesta che utilizza internet, in particolare la difficoltà a valutare la consistenza del campione rispetto alla dimensione della popolazione e la sua rappresentatività a livello territoriale e sociale. Il diverso grado di frequentazione delle suddette pagine web, inoltre, comporta un certo grado di autoselezione. Oltre a ciò, va considerato che il piano di rilevazione non era previsto nelle ipotesi iniziali del progetto ma è il risultato della rimodulazione post Covid, un elemento che ha giocato a sfavore soprattutto in relazione ai tempi a disposizione per condurre l’indagine. Nella lettura dei risultati va infine tenuto presente che l’indagine è stata pensata come un’inchiesta preliminare con valore conoscitivo ed esplorativo del territorio in questione, quindi non è stata costruita per ricavare direttamente delle soluzione progettuali ma per mettere a fuoco alcune variabili su cui porre attenzione nelle fasi successive del progetto.


LA FREQUENTAZIONE DEL FIUME

Sei mai stato sul fiume Elsa?

In quale periodo lo frequenti?

Quando pensi al bacino fluviale dell’Elsa cosa ti viene in mente?

Il primo elemento che emerge dai dati è la conoscenza diretta del fiume da parte di quasi la totalità del campione. Il 92% è stato infatti sul fiume almeno una volta nella propria vita, a prescindere da età o comune di provenienza. Un secondo dato di interesse riguarda la rappresentazione del bacino fluviale. La maggior parte (il 65%) non lo considera soltanto come un elemento fisico o idrogeologico, come un “semplice” corso d’acqua, ma lo identifica con il territorio circostante e soprattutto con le comunità locali che su di esso gravitano. Di conseguenza l’Elsa va considerato come un sistema complesso che unisce il paesaggio fisico con la società che lo plasma, lo fruisce e lo carica di significati. Dal punto di vista delle modalità d’uso, il fiume Elsa si caratterizza per un uso soprattutto stagionale. La maggior parte (il 65%) lo frequenta infatti durante la bella stagione, anche se un buon 35% lo utilizza tutto l’anno.


L’IMPEGNO NEI CONFRONTI DEL FIUME

Svolgi attività sul fiume?

Che tipo di attività?

Fra coloro che non sono attualmente attivi sul fiume, quanti hanno affermato che si impegnerebbe in futuro?

Tra gli usi prevalenti, emerge in particolare lo sport con il 65% seguito dalle attività culturali con il 27%. L’8% dichiara invece di svolgere propriamente un lavoro che riguarda il fiume. Questo gruppo di persone “attive”, che utilizza assiduamente il fiume, rappresenta poco meno della metà del totale (il 45%). Ciò non significa però che il gruppo dei “non attivi”, che corrisponde al 55% del totale, non desideri impegnarsi in iniziative sul fiume. Quasi la totalità di questo gruppo (l’86%), infatti, sarebbe disposta ad impegnarsi in futuro in attività che spaziano dalla tutela ambientale alla realizzazione di iniziative culturali.


QUALI SONO LE ATTIVITA’ CHE RACCOGLIEREBBERO MAGGIORI ADESIONI

In che settore ti vorresti impegnare?

Confronto di interessi fra attualmente attivi e non attivi

Tra i settori proposti (Iniziative culturali, gestione dei sentieri, sorveglianza degli argini e tutela ambientale), i “non attivi” vorrebbero impegnarsi soprattutto nella gestione e nella pulizia dei sentieri ma anche partecipando ad iniziative culturali. Gli “attivi” invece, oltre alla gestione dei sentieri, sarebbero disposti a contribuire maggiormente ad iniziative per la tutela delle acque.


QUALI AZIONI SONO PERCEPITE COME PIU’ IMPORTANTI PER VALORIZZARE IL FIUME?

La seconda parte del questionario ha riguardato le azioni da intraprendere per valorizzare il fiume. Le preferenze maggiori (era possibile dare fino ad un massimo di tre risposte) sono state espresse a favore della salvaguardia delle acque. Più interessante è notare che, con la stessa frequenza, è stata espressa un’alta preferenza anche per il tema delle connessioni. Creare dei percorsi che uniscono i sentieri esistenti o che permettono di spostarsi lungo l’asta del fiume è considerata quindi da parte della cittadinanza, e in linea con le agende politiche, un’azione prioritaria in un’ottica di valorizzazione dell’Elsa. Una certa importanza viene assegnata anche ad una maggiore promozione di quella che si potrebbe indicare come “cultura del fiume”, della sue bellezze ambientali e storiche, da diffondere tra la popolazione locale e non tanto per attrarre visitatori esterni. Disaggregando il dato per i vari territori comunali, è possibile osservare come il tema della salvaguardia delle acque interessi il territorio nella sua globalità ma è sentito particolarmente a Colle Val d’Elsa, dove sappiamo che il fiume è utilizzato assiduamente soprattutto per la balneazione estiva. La necessità di creare sentieri e percorsi di connessione è avvertita in tutti i Comuni in linea con il dato complessivo, ma è messa al primo posto a Certaldo, a Castelfiorentino e San Gimignano. Il miglioramento degli accessi invece appare rilevante soprattutto per Barberino e Tavarnelle, a conferma di quanto emerso nelle interviste aperte dove ci hanno riferito la quasi totale assenza di accessi all’Elsa.


QUALI SONO LE PROBLEMATICHE PRINCIPALI?

Secondo la cittadinanza intervistata, la problematica principale del fiume Elsa è rappresentata dall’inquinamento, rafforzando il dato precedente sulla salvaguardia delle acque. Al secondo posto viene invece messa l’accessibilità, una tematica che è ritenuta più problematica persino del pericolo alluvioni, indicato come terza preferenza. Il flusso eccessivo di persone non è invece considerato un problema a livello complessivo ma risente di nette differenze tra i Comuni. A Colle Val d’Elsa, dove la fruizione è intensa, il flusso eccessivo di persone è infatti un problema che preoccupa una larga fetta di persone, come del resto l’Amministrazione Comunale e varie Associazioni intervistate. L’inquinamento è in ogni caso la problematica che viene messa al primo posto in tutti i territori, tranne a Castelfiorentino dove è il tema dell’accessibilità a porre più interesse. Lavorare sugli accessi, come dimostrano anche i dati disaggregati, appare in ogni caso un tema trasversale a tutto il bacino fluviale e pertanto anch’esso necessita di una dovuta attenzione. Le alluvioni preoccupano invece maggiormente i Comuni già colpiti da calamità naturali, come san Gimignano, Barberino Tavarnelle e Certaldo.


QUALI SOLUZIONI ADOTTARE PER SUPERARE LE CRITICITA’?

Gli intervistati sono stati quindi invitati a indicare alcune possibili soluzioni ai problemi sollevati. Non si trattava di individuare soluzioni specifiche o puntuali ma di capire quali fossero le “sfere di intervento” percepite come centrali in vista del raggiungimento di opportune strategie risolutive. E’ molto interessante notare il dato riguardante la partecipazione, che ha raccolto le stesse preferenze del reperimento di fondi. Con tutta evidenza quindi il dialogo e la partecipazione vengono identificati come strumento attraverso cui veicolare le volontà dei cittadini nella progettazione. Allo stesso tempo è un dato che dimostra a livello generale un elevato grado di appartenenza al fiume ed anche il desiderio di essere coinvolti maggiormente. Un’elevata importanza è stata assegnata anche alla necessità di una maggiore integrazione tra gli enti preposti alla gestione del territorio. Sebbene si tratti di un dato percettivo, ci dice comunque qualcosa sull’immagine che viene proiettata nel territorio con riferimento alla gestione delle criticità del bacino fluviale. E’ quindi un dato da tenere in considerazione poiché potrebbe significare la necessità di una cabina di regia istituzionale più coesa e che faccia sentire maggiormente la sua presenza nel territorio.


LA SITUAZIONE DEL BACINO DELL’ELSA NEGLI ULTIMI ANNI E’...

Desta un po’ di preoccupazione il dato che descrive la percezione della condizione dell’Elsa nel tempo. Per la maggior parte (il 42%) non ci sono stati cambiamenti, ma per ¼ degli intervistati la situazione risulta peggiorata; potremmo dire quindi che per più della metà del campione (il 65%) il bacino fluviale dell’Elsa non ha di fatto subito sostanziali miglioramenti. E ‘interessante notare come la visione pessimista è forte soprattutto nei più giovani (meno di 45 anni) e tra coloro che conoscono bene il fiume e che partecipano già ad iniziative sportive o culturali, i cosiddetti “attivi”. Inoltre, a prescindere dall’età e dal tipo di attività svolte, coloro che considerano la situazione peggiorata individuano tra le “soluzioni” più importanti il coordinamento tra gli enti e la partecipazione, che si riconfermano perciò due temi centrali in grado di influire notevolmente sulla percezione del territorio. Infine, risulta interessante anche il dato relativo a coloro che non sono mai stati sull’Elsa (l’8% del totale), che ha indicato come motivazione principale la mancanza di accessi e percorsi adeguati. Questo dato conferma quindi che l’importanza assegnata al tema dell’accessibilità non è alta soltanto tra gli utilizzatori attuali del fiume, ma può essere un fattore decisivo anche per avvicinare nuovi potenziali fruitori.


ELEMENTI SIMBOLICI, LUOGHI PREFERITI E ACCESSI La mappa che presentiamo nella pagina seguente raffigura le risposte date dai cittadini a tre domande aperte del questionario. La prima domanda serviva a identificare i luoghi simbolici, intesi come punti di riferimento del territorio anche se non necessariamente funzionali ad un uso specifico. Tra i luoghi più citati si segnalano la Cascata del Diborrato, seguita da il Masso e dal campo gara di Granaiolo. Molto citati anche il campo gara di Certaldo, la Steccaia di Badia a Elmi, le Vene e le Caldane. La seconda domanda aveva come obiettivo l’individuazione dei posti preferiti, più fruiti, che possono essere intesi come la meta che spinge a frequentare il fiume. La maggior parte degli intervistati ha citato il campo gara di Certaldo, quindi il Sentierelsa, seguito dalla Cascata del Diborrato, e infine la Steccaia di Ulignano e il Masso. Con la terza domanda abbiamo infine cercato di rilevare quelli che sono, ad oggi, gli accessi più utilizzati. Il punto di accesso più volte menzionato dagli intervistati è San Marziale, seguito dal campo sportivo di Certaldo e infine dal Ponte di Spugna. Come altri accessi sono stati citati il campo gara di Granaiolo, Località Bassetto, la Steccaia Ulignano e di Badia a Elmi, il Ponte della Zambra, e il Ponte di Castelfiorentino. E’ interessante notare come in molti casi le tre dimensioni si sovrappongono, per cui un luogo citato come “simbolico” è allo stesso tempo anche il luogo che si frequenta di più.Questo è evidente per alcuni elementi naturali come la Cascata del Diborrato, il Sentierelsa, il Masso, ma anche per aree “attrezzate” come il Campo gara di Certaldo e la Steccaia di Ulignano. In altri casi, invece, il luogo simbolico o quello preferito sono anche una via di accesso al fiume, come per il campo sportivo di Certaldo, la Steccaia di Ulignano e il campo gara di Granaiolo. Si nota infine come i punti segnalati siano distribuiti in misura prevalente nel territorio di Colle Val d’Elsa e Certaldo. In una direzione di valorizzazione dell’intera asta fluviale, questo accende, per contrapposizione, una luce sulle zone che risultano di minor interesse e visibilità per i cittadini, come quelle comprese fra l’abitato di Certaldo e Castelfiorentino.


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Il fiume Elsa si racconta. Esiti dell'indagine conoscitiva per il Contratto di Fiume Elsa  

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