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LE NEWS DEL XIII MUNICIPIO - ACILIA - AXA - CASAL PALOCCO - DRAGONA - INFERNETTO - OSTIA - OSTIA ANTICA - MADONNETTA - MALAFEDE

XIII MUNICIPIO

Anno 2° - n°.11

Mensile d’informazione del XIII municipio

Inaugurato il primo tennis club dell’Infernetto


EDITORIALE infernettomagazine@gmail.com Avanziamo a piccoli passi verso la creazione di un senso di appartenenza ad una vera e propria comunità di persone riunite idealmente ma non virtualmente intorno a quello che si può considerare senza alcuna esagerazione un vero e proprio focolare. Mi riferisco ad Infernetto Magazine. Qualcuno potrebbe pensare in cuor suo utilizzando un vecchio proverbio che …chi si loda si sbroda, però noi non stiamo parlando di complimenti che facciamo a noi stessi ma di tutti quelli che ci arrivano in redazione e che ascoltiamo a viva voce dai residenti dell’Infernetto (e non solo) nel nostro quotidiano, al supermercato, al bar, in parrocchia, nei centri sportivi che stanno sorgendo copiosi nel nostro quartiere. Grazie di cuore a tutti voi cittadini e a voi sponsor che ci fornite di continuo l’entusiasmo e l’energia vitale per continuare a credere nonostante tutto ad un mondo migliore!

INFERNETTO MAGAZINE Anno 2° - n° 11 mensile d’informazione Gratuito EDITORE Esse editore DIRETTORE RESPONDABILE Federica Afflitto GRAFICA | EDITING | LAYOUT Alessandra Cutugno COLLABORATORI Geom. Mirko Bianchi | Dott.ssa Tina Calbi | Giuseppe Cuscusa Franco Gobbi | Avv. Massimo Guerrini | Stefano Lesti | Dott. Rino Matei Dott. Veterinario Stefano Pinelli | Dott.sa Laura Ricciardi Coordinamento Infernetto SOS trafficolombo | Alessandro Tolino REDAZIONE Via Rodengo, 31 - 00124 Roma tel. 06.89.52.76.97 INFERNETTO MAGAZINE Tutti i diritti di riproduzione riservati, salvo accordi scritti o contratti di cessione copyright, la collaborazione a questo mensile è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. La responsabilità dei contenuti dei testi è esclusivamente degli autori. INFERNETTO MAGAZINE Registrazione tribunale: 237/2010 del 26 maggio 2010 Pubblicità su INFERNETTO Magazine: e-mail: infernettomagazine@gmail.com - tel. 06.89.52.76.97 Si ringraziano gli inserzionisti pubblicitari per il loro contributo che consente la pubblicazione e la diffusione di questo periodico Questo numero di INFERNETTO Magazine è stato licenziato per la stampa il 27 giugno 2011 Stampato in 10.000 copie

INDICE

NUMERI UTILI

ELETTROSMOG di stefano lesti

pag. 11

intervista a Pierfrancesco marchesi di stefano lesti

pag.14

sos traffico dall’associazione SoS TraffiColombo

pag.18

la storia del nostro territorio Ostia Antica di stefano lesti

pag. 20

protezione civile DALLA REDAZIONE

pag. 34

nuova palocco di stefano lesti

pag. 37

news da fiumicino

pag. 42

l’avvocato risponde AVV. MASSIMO GUERRINI

pag. 45

Carabinieri Stazione lido di ostia Stazione Ostia Antica Stazione di casalpalocco Stazione di Acilia Guardia di Finanza Compagnia Ostia 1° Nucleo Operativo Polizia di Stato Commissariato di Ostia Vigili del Fuoco Distaccamento di Ostia Lido Vigili Urbani Comando 13° Axa-Casalpalocco Infernetto Porto Turistico Acilia Emergenza in mare: Capitaneria di porto Guardia Costiera Tribunale Giudice di Pace Emergenze mediche Ospedale Grassi Ass. sanitaria domiciliare Pronto interv. veter. Ostia Antica CPO Viale Vega Guardia Medica Farmacie notturne Infernetto via Torcegno Acilia Ostia Altri numeri utili Taxi Ostia Piazza della Stazione INPS XIII Circoscrizione

0656304407 065650003 065090536 0652350109 065695228 0656337078 065636011 065601960 0667696250-1 0652311351 0656471140 065690252 0652361251 06656171 1530 065623872 0656482168 0656483012 065650991 0556481 0658201030 0650915735 0652352297 065622206 065601646 0656320466 06564901 06696131


Grandi feste Presidente Coordinamento Infernetto all’infernetto Associazione di Quartiere Franco Gobbi

per la fine dell’anno scolastico... ...ma guardando già al prossimo

E’ tradizione consolidata che in tutte le scuole ed in tutte le classi alunni, insegnanti e genitori festeggino insieme la fine dell’anno scolastico. E lo fanno con manifestazioni ed eventi che intendono mostrare e celebrare pubblicamente la bontà del lavoro svolto e del grado di apprendimento degli alunni. Le scuole dell’Infernetto, gli Istituti Comprensivi Mozart e Cilea, non sfuggono a questa tradizione. Anzi e con particolare riguardo a quanto messo in campo dalla Mozart, è ormai tradizione consolidata presentare la “Festa di fine anno scolastico” come apertura della “Scuola al territorio” con una serie impressionante, per numero, varietà e qualità di eventi e manifestazioni. Ne abbiamo contati circa una quarantina, nei giorni 9, 10 ed 11 giugno e che hanno coinvolto tutti gli alunni della scuole primaria, secondaria e dell’infanzia in tutte le sedi all’Infernetto della Mozart. Incredibile ed estremamente partecipato, il “Ballo di fine anno delle terze”presso la sede di via Cles. Grande e bella novità ed unica nel suo genere Mostre di elaborati e lavori, mostre merca-

to, saggi di musica, presentazione di progetti, recite e spettacoli di vario tipo ed a tutti i livelli, multimedialità ecc. ecc. Senza eccezione ed in tutti i casi abbiamo rilevato un profondo interesse degli alunni per tutti gli argomenti preparati, esposti o discussi ed una preparazione, grazie alla bravura e professionalità degli insegnanti. Spunti notevoli, per curiosità, attenzione ed interesse acuti, anche per quanto riguarda la vita, l’ambiente e le problematiche del quartiere dove vivono e del mondo che li circonda. Oltre a visitare, purtroppo e troppo rapidamente, le varie mostre ed esposizioni, abbiamo presenziato a tre eventi, a vario livello, e che, secondo noi, meritano una particolare citazione. La prima riguarda lo spettacolo presentato dagli alunni della Primaria Prima C della Cilea. Piuttosto impegnativo, per la loro età, ma presentato con esemplare bravura e partecipazione. Si è concluso con un fantastico “Inno di Mameli” cantato a squarciagola da tutti i piccoli alunni, comprese diversi di nazionalità non

italiana, per celebrare i 150 anni della Unità d’Italia. Bravissimi! La seconda, e non poteva mancare, riguarda il tradizionale Gran Concerto degli alunni della Mozart. Le attività didattiche per la parte musicali rappresentano una consolidata e rilevante realtà esistente da lungo tempo presso la Mozart. Quindi, un concerto di fine anno scolastico può sembrare una notizia di poco conto. Lo diventa quando, davanti ad una affollatissima platea di genitori, parenti, amici gli alunni si esibiscono sia come solisti che in gruppo dimostrando passione e preparazione notevolissime, anche a livello di primo anno. Il punto è proprio questo: di anno in anno gli alunni crescono e cambiano ma il risultato di un proficuo insegnamento è e rimane di altissimo livello. Anche qui bravissimi, aspettando con estremo interesse il prossimo Grande Concerto di Natale! La terza citazione riguarda il favoloso, sì favoloso, spettacolo presentato dai piccolissimi alunni della Scuola Materna Via Sa-


lorno. Incredibile e memorabile per la qualità, quantità ed accuratezza dei costumi, dei canti, e della disinvoltura mostrata dai bambini davanti ad una folla incontenibile. Dobbiamo far notare che la Scuola Materna di via Salorno è stata aperta, dopo tante vicissitudini, solo lo scorso fine gennaio. Quindi, un plauso particolare va, secondo noi, alle insegnanti che, in poco tempo, ma con la passione (meglio con amore), la dedizione e la grande professionalità di tutti i giorni hanno, saputo preparare e stimolare questi piccoli alunni, alcuni dei quali di soli tre anni! Se ci è permesso, i più bravi in assoluto! E’ il loro primo momento di aggregazione! Questa è la scuola che ci piace. E’ la scuola che, nonostante i crescenti problemi stimola, interessa, fa crescere e, ci permettiamo di dire, sta riproducendo, fortunatamente nuove sinergie tra famiglia e scuola, per troppo tempo e varie cause disperse, ed una apprezzabile apertura al territorio oltre che importanti elementi di aggregazione. Questa scuola merita,quindi, oltre che rispetto, pieno sostegno e partecipazione da parte di tutti. Ma, già guardando al prossimo anno scolastico, le preoccupazioni di dirigenti scolastici, docenti e genitori sono notevoli e crescenti. Esse riguardano, a grandi linee, la carenza di organico per personale docente e non, la

riduzione nel numero delle richiestissime classi a tempo pieno, la mancanza di docenti di sostegno per diversamente abili, l’aumento del numero degli alunni per classe possibilmente fino a 30, cioè ingestibili anche come spazi disponibili. Il tutto, pare, in deroga alle già restrittive norme Gelmini. A questo proposito, si è fatto rilevare, per esempio, che per raggiungere la metratura minima legale richiesta per alunno, allo spazio esistente e peculiare di una classe allo stesso viene aggiunta una metratura riguardante corridoi ed altri spazi comuni ecc. Così facendo ad una classe che normalmente consente la presenza, talvolta sacrificata a 25/27 alunni, si fa raggiungere artificialmente una quota anche di 30 alunni per classe. Più alunni per classe significa meno classi da formare e meno insegnanti ecc. La discussione è attualmente in corso tra gli Uffici competenti del Ministero, la Dirigenza Scolastica e le rappresentanze sindacali con il sostegno delle Istituzioni locali, i Consigli di Istituto ed i genitori per ottenere la massima considerazione, e conseguente introduzione di atti migliorativi, circa le problematiche sul tappeto. Attendiamo, quindi con interesse ed a breve, gli sviluppi che confidiamo positivi. E’ chiaro che, con in tempi assai magri che stiamo vivendo, economie e ristrutturazioni unite ad una migliore efficienza si impon-

gono. Ma non a scapito della qualità specie se si parla di cultura e del futuro dei nostri ragazzi, cioè del loro futuro. Quindi, come si dice ora, niente tagli lineari ma occorrono riduzioni e trasferimenti, su scala selettiva e con attenzione, dove i maggiori bisogni si manifestano chiaramente. L’Infernetto è un quartiere (o meglio piccola città) in continua forte crescita con una fortissima richiesta delle necessarie infrastrutture e servizi, in primis la scuola, visto il considerevole aumento della sua giovane e giovanissima popolazione. Sarebbe paradossale e grave che, nel momento in cui sono rese disponibili nuove importanti realtà come la nuova grande scuola di via Bedollo, si faccia fatica a predisporre e rendere disponibili rapidamente ed in misura appropriata tutte le risorse necessarie in termini di materiali, servizi e soprattutto personale docente e non in misura tale da assicurare classi ben formate, ben attrezzate e meglio sostenute. Oltre che dei suoi problemi, a noi piacerebbe poter parlare e sostenere, di più ed in tutte le forme, la Scuola. Quella Scuola che abbiamo visto con le manifestazioni di fine anno e che aggrega, che produce sinergie, che arricchisce i nostri giovani, ben inserita nel territorio e condotta con passione e professionalità.


Di Franco Gobbi

Intervista a Giancarlo Anelli Presidente del comitato di quartiere Macchione di Castel Fusano Innanzitutto vorrei porgere un saluto ai residenti del XIII municipio, in particolare ai cittadini dell’Infernetto, che si sono dimostrati molto disponibili e attenti nei riguardi delle nuove iniziative del comitato di quartiere: “Macchione di Castel Fusano”. Un ringraziamento particolare agli sponsor che hanno reso possibile questa iniziativa: da Gino D’Alicandro a Cineland, Ediland, Evandro Marasca della Focacceria mediterranea, Caf arredamenti di Spaziani, I love design, Luca Capobianchi, il presidente dell’Ascom che ha partecipato con il marchio magazzini Delta e Todis, Gianni Causio, Copisteria Pomezia, Premio sport Bonetti, Old Wild West di Rodolfo Reggiani e altri dei quali –non se la prendano- al momento mi sfuggono i nomi: grazie ancora a tutti voi! Grazie a tutti voi che ci avete consentito di indire nuovamente la festa del comitato chiamata: “Macchion di Maggio”, che per qualche anno era stata sospesa. Un festa che ha visto la calorosa partecipazione di duecento sportivi che hanno partecipato alla corsa podistica, realizzata in collaborazione con le maggiori società di atletica del territorio, oltre al grande successo sia dei tornei di Burraco, che di bocce che di corsa con i sacchi. Iniziative che hanno coinvolto un gran numero di residenti facenti parte di diverse fasce di età che comprendono sia i bambini che i loro genitori, nonne e nonni compresi. Siamo molto felici soprattutto del carattere amichevole e familiare che è alla base del nostro progetto din dalla mia elezione alla carica di presedente. Fin da ora posso dire che senz’altro ripeteremo la festa nei prossimi anni in questo spazio rinnovato e aperto al pubblico rinnovando e promuovendo attività che possano aiutarci a rappresentare sempre di più un concreto punto di riferimento per i residenti e per quanti vogliano venirci a trovare o passare qualche ora in santa pace… ma non solo. Infatti oltre alla festa vorrei ricordare che nella sede del comitato di quartiere in via Antonio Lotti possiamo contare anche sulla presenza attiva dei comitati: “Toponimo 13.8” e del comitato “Acru”, Associazione Consortile Recupero Urbano, di cui mi onoro di essere presidente. Associazioni presso le quali si possono versare le quote di pagamento per gli oneri concessori per il ritiro delle licenze edilizie e anche le oblazioni inerenti i condoni edilizi per sanare eventuali posizioni attualmente illegittime. Grazie a questi consorzi avremo la certezza di vedere investiti nel nostro territorio tutti i soldi che saranno pagati dai residenti. Vorrei anche segnalare che tra le nostre iniziative stiamo proponendo attualmente diversi corsi tra cui il corso di ginnastica posturale ad un prezzo di venti Euro al mese, oltre all’organizzazione di spettacoli teatrali gratuiti, e a piccole cene a prezzi molto contenuti. Insomma volontà e capacità non ci mancano così come le idee che pian piano con l’aiuto di tutti quanti stiamo concretizzando. In conclusione nel nostro piccolo abbiamo l’intenzione di divenire punto di riferimento non soltanto per i cittadini ma anche per l’amministrazione pubblica poiché crediamo che la politica da sola non sia sufficiente per la risoluzione dei problemi. Proprio per questa ragione in qualità di presidente dell’Acru sto partecipando attivamente alle conferenze dei servizi convocate dal comune di Roma nella sede del Dipartimento comunale per le Infrastrutture e Manutenzione Urbana al fine di collaborare alla progettazione di quello che sarà il primo vero piano di risanamento idraulico dell’Infernetto del quale forniremo ampi dettagli nei prossimi mesi.

Presidente Coordinamento Infernetto – Associazione di Quartiere

Ancora……… illuminazione pubblica!! In una dichiarazione apparsa sulla stampa locale lo scorso 18 giugno, l’Assessore ai LL.PP. del 13° Municipio ha annunciato un ulteriore intervento, oltre a quello in corso (12 strade all’Infernetto), per la installazione della illuminazione pubblica in circa 70 strade, oggi al buio. L’intervento, varato in collaborazione tra Municipio, Assessorato ai LL.PP. del Comune ed Acea nell’ambito del globale Piano Luce comunale, interessa diversi quartieri tra Ostia ed Entroterra, incluso l’Infernetto con ben 23 strade. I lavori, da attivare nel giro dei prossimi tre mesi, interessano alcune strade considerate prioritarie ed importanti (per esempio via di Malafede oppure via del Fosso di Dragoncello) e/o incluse nel precedente, limitato Piano di Illuminazione 2010 ora inglobato dal ben più rilevante Piano Luce Globale. Dall’elenco, dobbiamo notare, mancano il completamento di via Aldino (nuova scuola di via Bedollo) e del parcheggio della scuola Mozart, più volte sollecitati per ovvie ed evidenti ragioni di sicurezza. Gli interventi, del tutto prioritari e per questo richiesti e sollecitati, risultano, peraltro e come confermato, alla attenzione degli Uffici per una loro rapida attuazione. Il fondamentale Piano Luce, per illuminare tutte le strade oggi al buio e da noi tenacemente efortemente sostenuto, sta prendendo, quindi, evidenti concretezza e consistenza: ne siamo molto rallegrati con tutti coloro che, in Municipio, al Comune ed in Acea si stanno dedicando alla sua realizzazione. Gli interventi previsti dal Piano sono molto ampi e richiedono tempi tecnici non brevi, cospicue risorse e totale continuità. Ma sono assolutamente ed evidentemente indispensabili, e non più differibili, per dare finalmente maggiore sicurezza e decoro alle nostre strade ed ai cittadini. Le 23 vie dell’Infernetto interessate ai prossimi lavori, per un totale di oltre 380 punti luce ed uno sviluppo stradale per circa 10 chilometri ed in aggiunta alle 12 già segnalate ed oggetto di lavori attualmente in corso, sono: Brajes, Banchieri, Castrucci (tratto), Riverso, Rolla, Bronzolo, Calavino, Mugnone, Pescetti, Morlacchi, Latilla, Montemezzi, Lavarone, Dobici, Dobbiaco (tratto), Momigliano, Galuppi, Cavareno, Lauregno, Predazzo, Castelfondo, Villabassa, Landi

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DOSSIER

Di Stefano Lesti

I danni delle onde

elettromagnetiche sulla nostra salute Tratto dal sito: www.disinformazione.it "Oltre la verita' ufficiale”

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a scienza medica tranne rare eccezioni ignora, anzi rifiuta, anche solo l’eventuale possibilità di una regolazione del metabolismo cellulare e dei vari sistemi organici mediante impulsi elettromagnetici. Per sottolineare l’ottusità di tale confutazione basterebbe osservare le informazioni rapidissime che influenzano i sistemi di difesa del corpo umano all’entrata in circolo di tossine, allergeni, virus e batteri, rapide esattamente come la propagazione di radiazioni elettromagnetiche (EM) e le relative informazioni veicolate. Oppure basta osservare le risposte neuro-ormonali mediate dall’ipofisi e dall’ipotalamo a seguito di uno stimolo di paura. La Natura e l’Uomo vivono in mezzo a questo complesso interscambio, le nostre cellule cioè sono in stretto contatto con tali campi di forze. Il DNA, nel nucleo cellulare, non è soltanto un puro elemento biochimico, ma soprattutto una antenna capace di emettere ed assorbire frequenze elettromagnetiche in grado di leggere il contenuto informativo e trasmetterlo in un processo a cascata. Da ciò ne deriva chiaramente che ogni forma di inquinamento elettromagnetico è in grado di creare interferenze anche gravi al genere umano. Effetti biologici delle onde elettromagnetiche: da 25 a 30 MHz (radiofrequenze CB, taxi, ecc) penetrano in tutti i tessuti, nelle ossa e in particolare nel cervello, nel midollo spinale e nel cristallino dell’occhio. da 88 a 108 MHz (radiodiffusioni FM) penetrano fino a 4 cm di profondità nel cervello, nel midollo spinale e nel cristallino. da 175 a 216 MHz (banda televisiva UHF) interessano soprattutto i bambini in crescita. da 614 a 854 MHz (banda V-UHF televisiva e telefonia mobile da 900 a 1800 MHz) penetrano nel cervello fino a 2 cm e hanno una potenza energetica dieci volte superiore a quella delle onde FM da 2450 a 2.5 GHz (radar, satelliti, forni a microonde) penetrano nel cervello da 0.5 a 1 cm e sono dannose per gli occhi, il sangue ed i microrganismi. da 10 a 100 GHz (radar militari e forni industriali) penetrano nel cervello per alcuni millimetri, disturbano il sangue e i micror-

ganismi, possiedono una potenza energetica circa diecimila volte superiore rispetto a quella delle onde di 10 MHz. Tratto da: Onde Elettromagnetiche Claudio Viacava ed. Xenia Effetti termici delle onde elettromagnetiche sul corpo umano Per effetto termico si intende il riscaldamento del corpo o di sue parti esposte alle radiazioni. La gravità di questo tipo di effetto, va ricercata nel fatto che questo riscaldamento avviene internamente al corpo e non viene percepito dagli organi sensoriali: per l’organismo non è così possibile attivare meccanismi di compensazione. Gli organi con scarsa circolazione sanguigna (che favorisce la dispersione del calore prodotto) e bassa conducibilità termica (fattore negativo ai fini di una efficace dispersione del calore) sono i più colpiti (testicoli, cornea, ecc.). Che le radiazioni elettromagnetiche influenzino i nostri ritmi fisiologici lo dimostra la ghiandola pineale, situata nella parte posteriore del cervello. Questa minuscola ghiandola a forma di pigna (da cui il nome) secerne melatonina, un ormone che regola, oltre l’umore, il sistema endocrino e riproduttivo. La produzione di melatonina è massima durante la notte e scende al minimo durante il giorno, poiché la luce inibisce il funzionamento della ghiandola. La melatonina, secondo gli studi fatti, sembra essere in grado di proteggere l’organismo da alcune forme di tumore. La sua riduzione in soggetti esposti in modo prolungato spiegherebbe, oltre la promozione di tumori, i vari disturbi riproduttivi e neurologici segnalati da alcune ricerche epidemiologiche. Conferme sugli effetti tumorali dei campi magnetici provengono dall’autorevole Karolinska Institut di Stoccolma (centro di riferimento dell’OMS e del premio Nobel) e da altre istituzioni scandinave. In Italia, ricercatori come il dott. Franco Merlo (Istituto Nazionale per la ricerca sul cancro), il Prof. Giuseppe Masera (coordinatore di numerose ricerche internazionali sui tumori infantili) e il Prof. Cesare Maltoni (Fondazione europea di oncologia e scienze ambientali, presidente onorario della Società italiana tumori e segretario generale del Collegium Ramazzini) hanno evidenziato da anni il nesso tra l’esposizione a campi

elettromagnetici (CEM) a bassa frequenza (a cui nessuno di noi sfugge) e l’insorgenza di leucemie in popolazioni di età pediatrica (0-14 anni). Effetti termici o a breve termine per densità di potenza elettromagnetica irradiata maggiore di 10 milliwatt/cm2: * variazioni della permeabilità cellulare * variazione del metabolismo * variazioni delle funzioni ghiandolari, del sistema immunitario, del sistema nervoso centrale e del comportamento. per densità di potenza elettromagnetica irradiata maggiore di 50 milliwatt/cm2: * possibili lesioni cerebrali * influenza sulla crescita cellulare * malformazioni fetali * ustioni interne * cataratta * morte per infarto. Effetti non termici o cronici per intensità inferiore a quella che determina gli effetti termici * variazione del numero dei linfociti e granulociti (esperimenti su cellule) * variazioni del livello di anticorpi e delle attività dei macrofagi (esperimenti su animali) * tachicardia * dolore agli occhi * vertigini * depressione * limitazione della capacità di apprendimento * perdita di memoria * caduta di capelli nei paesi dell’Est europeo studi hanno evidenziato anche: * sterilità * aumento aborti * abbassamento della fertilità Secondo l’Agenzia per l’Ambiente degli USA (EPA), su otto studi epidemiologici cinque hanno evidenziato rischi statisticamente significativi associati a: * neoplasie linfatiche ed emopoietiche * cancri totali in abitanti (Hawai) in stretta prossimità a torri a radiofrequenze (RF) * cancro del sistema emopoietico (leucemia, linfoma e linfosarcoma, melanoma e esposizione a radiazione RF) in ufficiali e militari polacchi Tratto da Sito dei Verdi Livorno su gentile concessione Mario Madei

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San Corbiniano 5 giugno Di Stefano Lesti Foto Gianfelice Galimberti La parrocchia di San Corbiniano ha celebrato insieme ad una delegazione proveniente da Monaco di Baviera la presa di possesso del titolo cardinalizio della nuova chiesa di via Wolf Ferrari da parte di Sua Eminenza reverendissima Cardinale Reinhard Marx, Arcivescovo della diocesi di Monaco Frisinga

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i è svolta il 5 giugno scorso durante la giornata in cui la chiesa cattolica celebra la memoria liturgica dell’ascensione di nostro Signore Gesù Cristo la solenne celebrazione eucaristica per la presa di possesso del titolo cardinalizio della chiesa di san Corbiniano all’Infernetto di Sua Eminenza reverendissima Cardinale Reinhard Marx, l’ultimo successore di san Corbiniano. A poche settimane dalla cerimonia di Dedicazione celebrata dal Pontefice si conclude dunque in bellezza l’anno liturgico della nuova parrocchia dell’Infernetto. Una folla gremita di fedeli ha partecipato con affetto alla cerimonia che ha visto la partecipazione del cardinale metropolita della diocesi di Monaco Frisinga, Cardinale Marx e dei suoi Vescovi Ausiliari, di Sua Eccellenza Mons. Clemens, di tutti i sacerdoti e il capitolo della Sua Cattedrale, di Monsignor Thomas Fraunnloben, dei rappresentanti del Consiglio Pastorale e di un gran numero di devoti di san Corbiniano provenienti da Monaco di Baviera e da Frisinga per la celebrazione. I canti del coro polifonico e dei bambini di san Corbiniano hanno animato la solenne liturgia eucaristica. L’emozionante cerimonia si è conclusa con un pranzo preparato e offerto agli ospiti provenienti dalla Germania dai parrocchiani. Brano tratto dal saluto del parroco, don Antonio Magnotta, al cardinale Marx durante la cerimonia “Eminenza reverendissima, questa Celebrazione ci fa tornare con il cuore ancora colmo di commozione al 20 Marzo scorso, in quella indimenticabile giornata quest’altare veniva consacrato dalla tenerezza ferma e solida del nostro Vesco-

vo il Papa Benedetto XVI. Con Lei, Eminenza, ringraziamo il Signore per questi due mesi intensi: davvero questo luogo è diventato in queste settimane una casa spalancata per tutti, una locanda dove sostare in fraterna amicizia, il grembo materno dove sperimentare la fecondità dell’amore di Dio. Insieme a tutti i parrocchiani, desideriamo dire grazie a Dio per questi mesi, i più intensi della mia personale vita sacerdotale e della storia di questa parrocchia: ci sentiamo di non meritare tanta grazia, ma sappiamo di averne bisogno e continuiamo a chiedere al Signore di visitarci e di riempirci del Suo Spirito. La sua presenza, ci fa sentire l’orgoglio di essere romani, l’orgoglio di avere come Vescovo il Papa e di appartenere ad una Chiesa fecondata dal sangue di Pietro e Paolo e di tanti fratelli e sorelle che qui non hanno esitato a dare tutto se stessi per contagiare la fede: il Cardinale titolare ci risveglia l’orgoglio della nostra romanità e con Lei, legato attraverso questa Parrocchia alla sede di Pietro, sentiamo di poter dire con le parole di un antico Inno: Salve Roma degli Apostoli, Madre guida dei Redenti, il mondo spera in Te, o Roma, luce delle genti! Siamo orgogliosi di essere a servizio con Lei di questa Chiesa romana che ci fa sentire ancora di più la fierezza e l’impagabile onore di andare e portare il Vangelo in questo quartiere. Eminenza, Lei è il successore di San Corbiniano: in Lei vediamo vivo il nostro Patrono e la Sua Presenza ci fa venire il desiderio di diventare Santi.” Scheda san Corbiniano San Corbiniano nacque circa nel 680 ad Arpajon, a sud di Parigi, come figlio unico dell’Irlandese Corbiniana e del franco Valdegiso, defunto pochi mesi prima della nascita del santo. Corbiniano decise di vivere la sua religiosità da eremita vicino alla sua città natale. Durante suo primo pellegrinaggio a Roma fu ordinato vescovo da Papa Gregorio II, il quale gli ordinò di tornare nella sua patria, la Gallia, come vescovo missionario. Durante

un secondo viaggio a Roma arrivò anche presso la corte di duca Grimoaldo a Frisinga. Al duca sarebbe piaciuto convincerlo a fermarsi nella città. Non riuscendoci ordinò ai suoi servi di accompagnare Corbiniano in Italia. Lo aspettavano a Merano e lo scortavano a Frisinga. Lì, non soltanto operò alla corte del duca sul colle della cattedrale, ma anche sul monte di Weihestephan, dove fondo un monastero dedicato al primo martire cristiano, santo Stefano. La missione di Corbiniano non era convertire o fondare diocesi bensì rinforzare i già credenti nella fede. Dopo una lite con la duchessa, il cui matrimonio con Grimoaldo fu illegittimo secondo il diritto canonico di allora, (dato che il duca era il fratello del primo marito defunto della duchessa), dovette fuggire a Caines, vicino Merano. Lì aveva fondato un monastero durante il secondo viaggio a Roma. Soltanto dopo la morte di Grimoaldo, durante la reggenza del suo successore Hugiberto, Corbiniano poteva ritornare a Frisinga, dove morì intorno al 730. Fu sepolto a Merano secondo le sue volontà. Intorno al 770, il vescovo Arbeone fece riportare la sua bara a Frisinga, dove ancora oggi i suoi resti riposano nella cripta della cattedrale. Corbiniano è il patrono dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga ed è anche il patrono della città di Frisinga, oltre che della nostra parrocchia. Il suo emblema fa parte dello stemma della città: un orso che porta i bagagli del santo. Secondo la leggenda, Corbiniano ordinò all’orso di portare i suoi bagagli in sostituzione del mulo che l’orso aveva sbranato. Quest’orso si trova anche nello stemma di Papa Benedetto XVI ed è stato affisso anche sul portale della parrocchia di via Wolf Ferrari. La memoria liturgica cade l’8 settembre mentre a Frisinga si ricorda anche la traslazione delle reliquie del santo il 20 novembre, parte delle quali sono state poste all’interno dell’Altare della parrocchia dell’Infernetto durante il rito della Dedicazione celebrato dal santo Padre il 20 marzo scorso.

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Intervista al consigliere municipale Pierfrancesco Marchesi, presidente della Commissione Lavori Pubblici Viabilità e Trasporti del XIII municipio.

Bilancio del consigliere Pierfrancesco Marchesi dopo tre anni di presidenza della commissione municipale Lavori Pubblici. Di Stefano Lesti Nel 2008 oltre novecento voti di preferenza espressi dai cittadini dell’Infernetto hanno consentito a Pierfrancesco Marchesi di diventare consigliere del XIII municipio. L’incarico di presidente della Commissione Lavori Pubblici di cui Marchesi è stato investito è una delle competenze più delicate e concrete di un’amministrazione pubblica. Per avere maggiori dettagli sulle iniziative che sono state realizzate dal presidente Marchesi abbiamo tracciato con lui il bilancio dei primi tre anni di attività politica e a giudicare dalle opere pubbliche che fino ad oggi sono state realizzate c’è da essere oggettivamente ottimisti per il futuro dell’Infernetto. “Sotto la mia presidenza di commissione abbiamo provveduto a realizzare interventi di allargamento di alcuni dei ponticelli che si affacciano sulla via di Castel Porziano quali ad esempio via Canale della Lingua, via Bertoni, via Wolf Ferrari e via Torchi insieme all’allargamento del ponte di via Davico con la realizzazione di opere ulteriori in quanto questa strada ha consentito ai pendolari di poter scegliere una valida alternativa all’attraversamento di via Wolf Ferrari al fine di alleggerire il peso del traffico su quella che fino a poco tempo era l’unica strada utilizzata dagli automobilisti per entrarwe sulla Cristoforo Colombo in direzione Roma. Entro la fine dell’anno completeremo anche l’intubatura del canale di Castel Porziano nel tratto rimanente tra via Novaredo e via Canazei. Per quanto concerne invece l’edilizia scolastica abbiamo finalmente proceduto al rifacimento dell’isolamento del tetto della scuola media statale Mozart compresa la costruzione di sei nuove aule, oltre ad aver provveduto al rifacimento totale del vecchio padiglione della scuola il cucciolo con la sostituzione degli infissi, la dotazione di nuova pavimentazione e di nuove toilette. La nuova scuola di via Bedollo che inaugurerà a settembre, invece rappresenta il nostro fiore all’occhiello poiché le nuove dieci aule, la palestra attrezzata e una mensa ampia hanno costituito un’opera all’avanguardia nell’edilizia scolastica. Anche per quanto attiene la nuova scuola di via Salorno ci siamo impegnati e anche grazie all’interessamento di tutta l’amministrazione siamo riusciti nella nostra impresa. Per quanto riguarda le opere di urbanizzazione abbiamo proceduto a programmare e realizzare interventi di asfaltatura in via Albino, ivi compresa la nuova illuminazione della strada. Per consentire ai genitori di poter accompagnare i figli a scuola limitando il rischio di essere travolti dalle automobili in transito attueremo presto anche il senso unico in via Bedollo. Parlando di illuminazione pubblica abbiamo fatto in tre anni un vero e proprio boom dotando di nuovi lampioni e sostiendo laddove c’era bisogno gli impianti vecchi in via Cima Vallona, via Cavizzana, via della Cacciuta, via Merano, via Brentonico, via Lulli, via Orazio Vecchi, via Monguelfo, e via Toscanini. Nel mese

di aprile sono stati avviati i lavori su dodici strade: via Ponte Gardena, via Valfloriana, via Frassilongo, via Borghese, via Cavizzana e in via Merano. Lavori che termineranno nel mese di luglio. Nello stesso mese avranno inizio i lavori in via Viotti, via Marinuzzi, via Predoi, via Egna, via Drò, via della Cacciuta, via Braies, via Momigliano, via Errante, via Banchieri, via Mugnone e altre. A settembre avrà inizio anche grazie all’interessamento dell’assessore ai Lavori Pubblici del Campidoglio Ghera, per dotare di nuova illuminazione circa 70, 80 strade di competenza comunale, all’interno di un progetto che in tutto il XIII municipio riguarderà un totale di 500 strade. Nel settore dei trasporti pubblici abbiamo realizzato interventi per il rifacimento e la nuova dotazione di pedane e pensiline lungo l’intera percorrenza di via di Castel Porziano e di via Ermanno Wolf Ferrari. Tra i lavori svolti la messa in opera di 15 pedane a cui ha fatto seguito la realizzazione di nuove pensiline. Abbiamo anche proceduto allo spostamento delle tre fermate che troppo a ridosso con il semaforo dell’ex Drive in dell’Axa provocavano blocchi del traffico soprattutto durante l’ora di punta. Dal mese di luglio saranno altresì realizzate altre 20 pensiline per un tot di 120 in tutto il municipio, delle quali 20 saranno a completamento delle vecchie. Dimenticavo i 5 milioni di euro che abbiamo impegnato lo scorso anno per interventi di asfaltatura di via di Castel Porziano, via Torcegno, via E.W. Ferrari, via Scuderi, via Davico e altre. Nonostante gli impegni già realizzati e quelli da realizzare gli interventi sulle nostre strade rappresentano secondo me la nota dolente del nostro quartiere perché quasi il 97% per cento delle strade sono considerate private aperte al pubblico transito e quindi l’amministrazione municipale sulla base del regolamento emanato dal comune di Roma non può fare alcun intervento se non in deroga. Il municipio XIII vorrebbe prendere in carico almeno otto strade per garantire la sicurezza dove ad esempio ci sono scuole o transitano mezzi pubblici come autobus di linea o gli scuolabus, o dove passano i camion dell’Ama: tra queste via Boezi, via Bertoni, via Nicolini, per citarne alcune tra le più importanti. Per questa ragione porteremo in consiglio municipale prima delle vacanze estive una risoluzione. Via Marebbe invece sarà dotata di nuova illuminazione e sarà asfaltata presto poiché oggi (16 giugno) hanno Avuto inizio i lavori per la realizzazione della caserma dei Vigili del Fuoco in via della Cacciuta. Un evento a carattere unico per questo municipio dal momento in cui il comune di Roma ha riconosciuto all’Infernetto la totalità degli oneri concessori derivanti da questa realizzazione per un totale di 1 milione e 300 euro che saranno spesi per i lavori complementari per favorire il passaggio delle autobotti nel caso in cui si verificassero incendi nella pineta di Castel Porziano, come purtroppo accade di sovente. Gli interventi prevedono ad esempio l’intubamento di un tratto del Canale della Lingua che è necessario per l’allargamento della strada, compresa la realizzazione di una rotatoria che sarà utile alla creazione di una sorta di nuovo ingresso al quartiere. Quando inizieranno i lavori ancora non lo sappiamo con certezza, ma nel momento in cui il costruttore verserà il pagamento degli oneri concessori inizieremo a vedere le prime ruspe.”


Franco Gobbi

Presidente Coordinamento Infernetto Associazione di Quartiere

Infernetto » ILLUMINAZIONE PUBBLICA Siamo rimasti meravigliati circa la sorpresa espressa da alcuni cittadini residenti nelle strade dove è attualmente in corso la installazione della Illuminazione Pubblica. Segno che informazione e comunicazione, oltre che partecipazione, sono ancora ad un insufficiente livello. Quindi, per quanto è nelle nostre possibilità e data la estrema rilevanza del Piano Luce, cercheremo di fornire tempestivamente tutte le notizie riguardanti i progetti ed i lavori in corso. Attualmente per undici strade, delle dodici ai lavori, è in corso di completamento la installazione dei pali o lampioni, e sono le vie Ponte Gardena, Cavizzana, Valfloriana, Frassilongo, Borghese, Drò, Viotti, Marinuzzi, Egna ed i completamenti di via Merano e di via della Cacciuta. Per la dodicesima, via Predoi, i lavori inizieranno il 27 giugno prossimo. Una volta completata, per tutte, la installazione delle componenti elettriche è prevista l’accensione dei 265 punti luce (ovvero 5,5 km. di strade) entro luglio. Per i primi di settembre è annunciato l’inizio massiccio dei lavori previsti dal Piano Luce del Comune di Roma. » VIALE DI CASTELPORZIANO (1) Sono in corso, ed in avanzato stato di esecuzione, i lavori relativi all’intubamento ed alla costruzione del marciapiede nel tratto di viale compreso tra il Canale della Lingua ed il Canale Palocco e voluti dal 13° Municipio. Finalmente tra poche settimane, anche in quel tratto di viale, non vedremo più mamme con carrozzine o pedoni in genere transitare pericolosamente sulla carreggiata dove auto, autobus e camion sfrecciano senza riguardo per nessuno. Il marciapiede manca ancora nel tratto prospiciente il parcheggio della scuola Mozart. C’è un preciso impegno manifestato da tempo dal 13° Municipio e che, siamo certi,

in pillole!

verrà onorato al più presto. Dopo tanti, troppi anni il viale, nel lunghissimo tratto tra Wolf Ferrari ed il Canale della Lingua, sarà finalmente percorribile anche a piedi, in piena sicurezza e godibilità. » VIALE DI CASTELPORZIANO (2) Da circa un anno è stato segnalato, agli Uffici preposti del Municipio, che almeno altri 5 pini si sono essiccati nella zona dell’incrocio con via Salorno. Cioè in una zona del viale dove purtroppo, negli anni scorsi, sono stati già abbattuti numerosi pini morti perché rappresentavano un pericolo, in caso di caduta rami secchi, per pedoni ed auto in transito. Nonostante i vari interessamenti, la dolorosa bonifica e messa in sicurezza tarda a venire con crescente preoccupazione di molti residenti che passano da quelle parti. Ora il Direttore della U.O.A.L. del 13° Municipio sta intervenendo, dietro precisa richiesta, nell’ambito di una vasta e necessaria azione di potatura e messa in sicurezza in diverse strade e zone del Municipio, proprio per evitare pericolose situazioni per cadute, ormai ripetute, di rami o di alberature intere. Andrà affrontata, poi, la questione relativa allo stato di salute dei pini del viale che, anche se piuttosto anziani, si stanno essiccando con troppa frequenza e celerità e della loro eventuale sostituzione. Ciò per restituire il viale, chiamato anche dei Pini e segnato da troppi ed orribili ceppi, ad un suo originale splendore e decoro. » AMA Anche l’Infernetto, come più o meno tutta Roma, ha sofferto negli ultimi 2/3 mesi i disagi dovuti allo scadimento dei servizi di raccolta rifiuti dovuti dall’AMA. Ora, la situazione sembrerebbe essere stata riportata ai livelli della “Operazione Mattonella” introdotta un paio di anni fa e che prevede lo svuotamento regolare e/o continuo dei cassonetti e la costante pulizia dei siti.

Ma abbiamo fatto presente che, a nostro parere, la Raccolta Differenziata era ed è in notevole sofferenza perché lo svuotamento dei cassonetti bianchi e blu risulta del tutto irregolare ed incostante. In alcune strade e siti i cassonetti pieni di carta e bottiglie risultavano non svuotati e, quindi, dimenticati da settimane o mesi. Già la Raccolta Differenziata è, secondo noi, piuttosto inefficiente ed improduttiva date le modalità di raccolta ed in momenti di peggioramento del servizio diventa anche del tutto diseducativa per gli utenti. Siamo convinti sempre di più, e non siamo i soli, che l’Infernetto si presterebbe bene ad una raccolta di tipo porta a porta, già introdotta in altre zone di Roma: i risultati della Differenziata sarebbero ragguardevoli e si eliminerebbero molte delle problematiche attuali nei servizi resi dall’AMA. » VERDE PUBBLICO Abbiamo letto molte segnalazioni, anche in lavori scolastici appena pubblicati, di nostri ragazzi che lamentano, ormai in forma continuativa e crescente, la paradossale mancanza di spazi verdi all’Infernetto. Paradossale, perchè per nostra fortuna è evidente che all’Infernetto esistono moltissime aree anche grandi, di proprietà pubblica e di cospicuo valore ma del tutto abbandonate e sporche quindi non utilizzabili oltre che pericolose. Questi ragazzi, la cui popolazione è in continuo aumento, hanno sacrosanta ragione: vorrebbero avere delle aree a verde pulite e tenute in maniera dignitosa ove riunirsi e potersi divertire in piena tranquillità e semplicità. Non richiedono neppure particolari attrezzature od investimenti ma solo spazi puliti, tenuti in modo semplice, decoroso e rispettoso dell’ambiente come in tutte le città Capitali e non nel mondo, anche le più povere di verde. Possiamo dal loro torto? Quindi………

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Inaugurazione centro sportivo

Tennis Club Infernetto Dalla redazione

Il 10 giugno scorso il sindaco Gianni Alemanno e l’assessore ai Lavori Pubblici del Campidoglio Fabrizio Ghera hanno inaugurato il centro sportivo Tennis Club all’Infernetto. Erano presenti alla cerimonia del taglio del nastro oltre ad un gran numero di residenti i parroci di san Tommaso Apostolo, don Antonio D’Errico e di san Corbiniano, don Antonio Magnotta che hanno celebrato il rito di benedizione del nuovo centro, il presidente del XIII municipio, Giacomo Vizzani, tutti gli assessori del municipio e gran parte dei consiglieri della maggioranza del parlamentino lidense, oltre al presidente del Coordinamento dei Comitati di Quartiere dell’Infernetto, Franco Gobbi e il presidente della commissione Riforme Istituzionali della provincia di Roma, Piero Cucunato. Tra le personalità intervenute l’ex batterista dei Pooh, Stefano D’Orazio, residente da anni nel nostro quartiere. Nel corso della serata il sindaco Alemanno ha dichiarato la propria soddisfazione per l’inaugurazione di quello che è, come è stato più volte ribadito nel corso degli interventi sul palco: “Frutto di un accordo costruttivo tra pubblico e privati”, che ha consentito la nascita di un centro dedicato interamente al tennis in una zona nella quale la forte richiesta di strutture ricreative e sportive è in forte crescita. Soddisfazione espressa anche dal presidente Vizzani e dai proprietari del Tennis Club Infernetto. Il presidente della commissione municipale Lavori Pubblici, Pierfrancesco Marchesi, nelle vesti di ospite ha accolto i presenti manifestando la propria gioia nei riguardi del nuovo centro definendolo un altro valido e utile tassello che si aggiunge allo sviluppo sostenibile del nostro quartiere, e ha chiuso la serata a notte ormai fonda.

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Rubrica SoS TraffiColombo Spazio gestito dall’associazione SoS TraffiColombo

Finalmente soldi ed offerte veri Ci siamo, nella seduta del 14 Giugno scorso è finalmente stata approvata (a circa un anno di distanza dalla nostra ultima sortita in Campidoglio), con 42 voti favorevoli e 2 contrari la rimodulazione dei fondi per Roma Capitale, nella quale era presente l’emendamento del consigliere De Priamo con la richiesta di un milione di € da destinare alla progettazione del completamento delle complanari della Colombo nei tratti mancanti tra via di Mezzocammino e via di Malafede. Questi fondi sono i primi soldi veri assegnati dall’assemblea capitolina a quest’opera, di cui Risorse per Roma si stava peraltro già occupando da circa sei mesi avendo effettuato uno studio preliminare finanziato direttamente dal dipartimento dell’assessore ai Lavori Pubblici Ghera. Ora potrà partire la fase di progettazione vera e propria nella quale è previsto che vengano eseguiti dei sondaggi e delle prospezioni sul terreno grazie ai quali potrà essere finalmente effettuata una stima realistica di quanto potrà costare l’opera definitiva. E’ chiaro che con questo finanziamento la giunta è ora definitivamente impegnata a portare a termine il progetto e quindi a fornire successivamente i fondi necessari ad eseguire i lavori.

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La fase di progettazione richiede usualmente pochi mesi e non è questa in ogni caso la fase più critica del progetto, in quanto lo scoglio più duro è atteso nella conferenza dei servizi, in cui tutti gli enti pubblici interessati dovranno dare il loro benestare all’esecuzione. Tra questi, sarà di particolare importanza l’ente Parco della riserva del Litorale Romano che dovrà autorizzare il passaggio delle complanari per alcuni metri all’interno del suo territorio. Nel progetto ci sono alcuni aspetti tecnici di particolare interesse in particolare su come dovrà avvenire l’attraversamento di via del Risaro (con il relativo fosso) ed il tratto terminale nei pressi di via di Mezzocammino su cui ci si dovrà coordinare con i responsabili del XII Municipio che abbiamo incontrato recentemente nell’ultima commissione dei lavori pubblici comunale sul tema della via Colombo. Sono scaduti i termini per la presentazione delle offerte per il sottopasso di via di Malafede. Tredici imprese hanno presentato le loro offerte ma due sono state subito escluse dopo la fase di verifica della documentazione per l’ammissibilità alla gara. La parte tecnica della documentazione relativa alle offerte verrà ora inviata al

XII dipartimento il quale istituirà una commissione per la valutazione delle proposte che dovrà verificare tutte le migliorie rispetto al progetto pubblicato nel bando ed assegnare ad ogni elemento e sotto-elemento della proposta un relativo punteggio. Questa fase ha un limite di tempo consistente con la durata di validità delle offerte presentate, e solo in caso di difficoltà particolari nella valutazione, potrà essere richiesto dalla commissione un prolungamento di tali limiti temporali di validità. Successivamente a questa fase l’ufficio contratti aprirà le offerte economiche e stilerà una propria graduatoria. Sommando i punteggi relativi alle offerte economiche con quelli relativi alle offerte tecniche verrà redatta una prima graduatoria provvisoria. Il XII dipartimento dovrà poi verificare la congruità delle offerte stimando i costi delle opere proposte e comparandoli con i relativi ribassi, nel frattempo l’ufficio contratti verificherà i requisiti di qualità della ditte proponenti e se siano abilitate ad effettuare tale categoria di lavori. Le offerte che passeranno tale fase formeranno la graduatoria finale e dopo 35 giorni in cui le varie ditte avranno tempo di effettuare degli eventuali ricorsi, verrà stilata la graduatoria definitiva.


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PREMIO INTERNAZIONALE CITTA’ DI OSTIA CONFERENZA STAMPA DELL’11 GIUGNO 2011: » LE VOCI CHE HANNO SALUTATO LA 40ESIMA EDIZIONE

DEL PREMIO INTERNAZIONALE “CITTA’ DI OSTIA”

Di Stefano Lesti Si è tenuta l’11 Giugno 2011 presso l’Aula Consiliare “Massimo Di Somma” del XIII Municipio la Conferenza Stampa di presentazione del tanto atteso Premio Internazionale “Città di Ostia”. Il Presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani, il Presidente della Commissione Cultura Monica Picca e il Delegato alla Cultura Salvatore Colloca hanno reso omaggio con i loro saluti istituzionali alla ricca programmazione del quarantennale, presentata nel dettaglio dall’ideatore del Premio Tonino Colloca. Quattro serate di grande spessore culturale e di spettacolo che si susseguiranno dal 22 al 25 Giugno 2011 presso il Teatro “Nino Manfredi” di Ostia, con apertura dalle 20.30 (dal 22 al 24 Giugno) e dalle 18.30 (il 25 Giugno, serata finale). “L’orgoglio che dà un premio risiede nel segno che sa lasciare sul territorio, quel segno raccolto dalla gente comune e che ha rappresentato per me la spinta a proseguire il Premio Città di Ostia per ben 40 anni.”. ha affermato il presidente dell’Associazione Culturale “Anco Marzio” Tonino Colloca. Ringraziamenti speciali sono stati espressi nel corso della Conferenza Stampa dai rappresentanti delle Forze dell’Ordine in congedo che verranno premiati nella serata del 24 Giugno: si sono detti onorati di poter intervenire e di ricevere il Premio a loro dedicato il Sottotenente Battista Mazzocchetti (Presidente dell’Associazione Nazionale

Carabinieri Sezione di Roma Ostia Lido), l’Ispettore Superiore Alfredo Butteri (Presidente dell’ Associazione Nazionale Polizia di Stato Sezione di Roma Ostia Lido) e la rappresentanza dell’Associazione Nazionale Finanzieri Italiani Sezione di Roma Ostia Lido. Ad arricchire ulteriormente la Conferenza Stampa non sono mancate la presenza e gli interventi dei tanti vincitori del Premio. Tra i poeti e gli scrittori residenti sul territorio che verranno premiati durante la serata del 23 Giugno erano presenti Rick Boyd, Giuseppe Ronzoni, Flavio Vocaturo, Ruggero Pianigiani, Paola Cardelli, Anastasia Cesari; ha salutato la 40esima edizione del Premio con entusiasmo e riconoscimento anche l’attore Corrado Croce, il quale leggerà alcuni brani degli autori residenti a Ostia. Saluti e ringraziamenti sono arrivati inoltre dai personaggi dello spettacolo: la cantante Valentina Croce ha promesso degli inediti nel corso della seconda serata in cui si esibirà, mentre il Maestro Benedetto Fornari ha colto l’occasione per rinnovare i suoi complimenti al Presidente Tonino Colloca e al suo amore per la cultura. Omaggi sentiti all’organizzatore del Premio sono giunti dall’attrice e direttrice del Teatro Pegaso Antonia Di Francesco. I meriti del Premio sono stati evidenziati anche dal giornalista del TG1 Gianni Maritati, che verrà premiato nel corso della serata finale per il libro “L’Orologio Parallelo” da lui ideato, e scritto da Cinzia Baldini, Monica Baldacchino e Michele Gentile. “Non c’è cosa più bella dell’emozione di ricevere un premio in casa propria, ad Ostia.” , ha dichiarato Cinzia Baldini, a cui ha fatto seguito Monica Baldacchino che ha confermato: “La cultura ad Ostia ha bisogno di sempre nuova linfa e nuova vita, e la spinta culturale che dà il Premio rappresenta una opportunità importante e fondamentale in questo senso.”

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Ostia Antica

La storia del nostro territorio

» Ostia Antica/ TERZA PARTE Di Stefano Lesti LA NECROPOLI ROMANA DI PORTO Le necropoli sorgevano all’esterno delle mura che cingevano la città, lungo le strade che uscivano dalle tre porte principali; quindi le tombe più antiche (età repubblicana - I sec. d.C.) si troveranno a ridosso delle mura, mentre le più recenti (età imperiale, pochi esempi) saranno anche le più lontane. La necropoli di Porto è l’Isola Sacra, suggestivo esempio di sepolcreto, costruito a somiglianza delle città dei vivi. Attualmente saranno visibili circa 100 tombe, disposte sui due lati della strada che divide la città, in modo non uniforme; sul lato destro ci sono meno tombe e sono quelle peggio conservate. I sepolcri più antichi li troviamo al bordo della strada, quelli più recenti sono più lontani. Nel III sec. d.C. si ha la rioccupazione del primo allineamento, di conseguenza le tombe più nuove copriranno o distruggeranno le precedenti. Si ha l’idea di una necropoli senza apparente controllo pubblico sull’utilizzo dello spazio. La tipologia di tomba dominante, in questa necropoli, è il colombario, ovvero a camera quadrangolare, con un recinto, dove si preparava il banchetto funebre (ecco perché forni o pozzi nei recinti). Come per le insulae, anche per queste, le pareti laterali non erano molto curate; tutta l’attenzione veniva riposta sulla facciata, utilizzando mattoni colorati o arricchendo la cornice dell’iscrizione posta sopra la porta che attestava la proprietà del sepolcro. Nel II secolo prevaleva il rito misto: nella stessa tomba si potevano trovare incinerazioni e inumazioni. Nelle tombe non troviamo più la stanza dove praticare l’incinerazione (praticata in ustrinae pubbliche), ma solo le urne cinerarie di terracotta, riposte due per ogni nicchia. Sono presenti anche sarcofagi di marmo o

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terracotta o salme murate, ma con la pratica dell’inumazione richiede maggiore spazio. Dal III secolo troviamo solo inumazione, quindi spariscono le nicchie e si affermano gli arcosoli; la necropoli quale specchio del panorama sociale dell’epoca, svela l’assenza di personaggi di


Ostia Antica

rango, e l’aumento di professionisti ed artigiani; teoria confermata anche dai rilievi presenti sulle mura. Iscrizioni, rilievi, pitture e mosaici non svelano molto su ciò che riguarda l’ideologia funeraria e sulle credenze nell’aldilà. Per coloro che non potevano permettersi né colombari, né tombe a camera, potevano usufruire di strutture più modeste: a cassone cilindrico (come Africa e Spagna, con cui Ostia aveva rapporti) per esempio, dove per la somministrazione di cibi e bevande al defunto avveniva tramite un collo d’anfora inserito nel cassone. Queste tombe erano collocate nel “campo dei poveri” (dove giacevano schiavi, indigeni) e gran parte di esse andarono distrutte. Dopo tre anni di scavi, nel 2009, gli archeologi del Portus Project hanno scoperto un anfiteatro all’interno del gigantesco Palazzo Imperiale di Traiano, nel ben preservato porto nell’antica città di Portus (Porto). L’arena aveva mura alte 10 metri e poteva ospitare fino a 2000 persone. Il progetto si è concentrato sulle banchine di un lago

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esagonale artificiale che nel II secolo era parte del porto. L’area venne scavata già verso il 1868 da Rodolfo Lanciani e ciò che potrebbe esser stato un teatro venne segnato sulle piantine, ma successivamente non se ne trovò traccia. Il team britannico ha ora scoperto un teatro a forma di ovale grande circa quanto il Pantheon. Il direttore del Portus Project Simon Keay dice: “La sua progettazione, i lussuosi materiali e i considerevoli colonnati suggeriscono che venisse usato da una persona di alto rango, forse l’imperatore stesso, e le attività che vi presero posto erano strettamente private. Ciò che sappiamo è che è inusuale trovare questo tipo di edificio con elementi di architettura imperiale così vicino a un porto”. Il palazzo imperiale di Traiano (che tuttavia è databile all’inizio del III secolo d.C.) si estende tra i due bacini, quello di Claudio e di Traiano, e rivela tracce dal I secolo all’epoca bizantina. Oltre all’anfiteatro e al canale lungo 90 metri, sono state fatte migliaia di scoperte minori. Keay conclude: “Il sito è conosciuto dal 16′ secolo ma non gli è mai stata data l’importanza che meritava. È uno dei più importanti siti archeologici del mondo”.

Per visitare il sito rivolgersi al CEA, Centro di Educazione Ambientale, chiamando lo 06/50917817.

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Ostia Antica

COMUNICATO STAMPA

Comitato di Quartiere “Ostia Antica-Saline” LA SAGRA DEGLI ANNUNCI MA………………… A QUANDO I FATTI? “Questo sarà l’anno delle opere pubbliche per la mobilità nel territorio, il ponte della Scafa, la messa in sicurezza della via del Mare con lo svincolo di Ostian Antica”- queste le dichiarazioni del Presidente Vizzani su “il MESSAGGERO” del 3 gennaio 2009-. Non posso che esprimere soddisfazione per i fondi sbloccati dalla giunta Comunale, che metteranno in sicurezza le strade della periferia”…”Quindi le strade dei quartieri… Ostia Antica .. saranno più sicure” dichiarazione dell’Assessore Olive su un quotidiano locale e, prosegue l’Assessore Comunale F. Ghera “procederemo all’acquisizione delle strade private da parte del Comune” 29 gennaio 2009-“ A distanza di due anni e mezzo nulla di quanto sopra si è visto realizzato. Come Comitato di Quartiere abbiamo più volte sollecitato l’Amministrazione affinché si prendesse in seria considera-

zione la gravita del degrado ad Ostia Antica e nell’entroterra. Certo, ci rendiamo conto che sono tutti problemi di non facile ed immediata soluzione, ma se mai si comincia…. e sono tante le situazioni non risolte che ci fanno dubitare della volontà degli Amministratori. - E’ il caso dello svincolo di ostia Antica dove tutto è fermo per l’ostruzionismo di qualche privato ma anche perché il Comune non riesce nemmeno a rientrare in possesso delle proprie aree. - E’ il caso della sicurezza idraulica che prevedeva l’intervento sull’attraversamento sotto la via del Mare “cosiddetti occhialini”( già stanziati € 800 mila) e l’inversione di pendenza del Collettore Primario, a cura del CBTAR; - E’ il caso di via del Collettore Primario che frana verso il canale (abbiamo mandato tre raccomandate e in un incontro con Vizzani a febbraio ci erano state date assicurazioni sull’intervento). - E’ il caso di un’area Comunale dietro il Circolo Bocciofilo occupata da “orti” di privati che potrebbe essere destinata a parcheggio ma che il Municipio non riesce far liberare. - E’ il caso delle vie interne al quartiere in molti casi non asfaltate e quelle asfaltate ridotte ad un “campo di battaglia” - E’ il caso delle mura del Borgo che da cinque anni sono state messe in sicurezza con l’installazione di ponteggi e che forse, tra non molto, bisognerà mettere in sicurezza anche quelli; Tutto è il segnale di un incomprensibile ed ingiustificato immobilismo.


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EMESSO IL BANDO SUI 10 PUNTI VERDE RISTORO DEL XIII MUNICIPIO: 1 ALL’INFERNETTO

Dopo la pubblicazione delle graduatorie » relativamente agli affidamenti dei Punti Verde

Ristoro dell’intero comune di Roma (ad eccezione del nostro municipio), avvenuta nei primi giorni di maggio, agli inizi di giugno il XIII Municipio ha emesso il bando di gara per la realizzazione di 10 “PUNTI VERDI RISTORO” nel territorio: 4 ad Ostia e 6 nell’entroterra, di cui 1 all’Infernetto (Parco Orazio Vecchi).

Di Giuseppe Cuscusa Soddisfatto il Presidente del XIII Municipio, Giacomo Vizzani, secondo il quale si tratta di una situazione di estrema complessità che ha visto impegnate tutte le attività istituzionali di Roma Capitale: XIII Municipio, Dipartimenti competenti e Avvocatura. Questo iter così delicato, allo stesso tempo, permette oggi di avere uno stereotipo di bando utilizzabile, nella massima trasparenza, per tutte le altre aree verdi che saranno interessate da una simile procedura. Di seguito l’elenco dei 10 parchi oggetto del bando: OSTIA Lotto 1 Parco Pallotta, Lotto 2 Parco Willy Ferrero, Lotto 3 Parco Fusco, Lotto 4 Parco X Giugno; ENTROTERRA Lotto 5 Parco Orazio Vecchi, Lotto 6 Parco Ravennati 1-2, Lotto 7 Parco Strallu – Casalbernocchi, Lotto 8 Parco Manzù, Lotto 9 Parco Lilloni, Lotto 10 Parco Malafede. Il bando prevede la concessione di suolo pubblico in un’area interna ad un parco per la realizzazione di un punto verde ristoro (chiosco o rifugio), per la gestione, manutenzione, custodia e sorveglianza dell’intero parco, correlata attività di somministrazione di alimenti e bevande aperta al pubblico e di un’area contigua attrezzata per attività per il tempo libero (queste possono essere classificate in compatibili e complementari). In altre parole, l’aggiudicatario dovrà realizzare all’interno del parco prescelto il “Punto Verde Ristoro” le seguenti opere ed attività: 1. un chiosco/rifugio, da utilizzare per l’attività di somministrazione alimenti e bevande (per il Parco Orazio Vecchi si tratta di massimo 100 mq. interni e massimo 150 mq. di veranda - attrezzata con pergolato); 2. programmare una serie di eventi annuali di attività complementari: eventi sportivi, culturali, artistici per il tempo libero compatibili con i parchi e i giardini municipali; 3. pianificare e svolgere attività di manutenzione e custodia dell’area di pertinenza (dall’illuminazione alla sorveglianza, dall’apertura quotidiana per 36 all’anno alla cura del verde); 4. programmare una serie di attività compatibili fra le quali si intendono i seguenti servizi ed attrezzature: a) parco giochi con servizio di animazione; b) pista polivalente (ecocompatibile) per pattinaggio, basket e volley; c) spazi espositivi e servizi di carattere socio - culturale; d) spazio spettacoli con arena (ecocompatibile) per ballo, cinema e musica; e) teatrino per le marionette; f) campi

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da bocce; g) stazione ecologica con raccolta dei rifiuti riciclabili, con appositi contenitori di carta, vetro, lattine e plastica; h) aree per cani. Le strutture per le attività compatibili, dovranno essere inserite nel contesto rispettando l’impianto attuale del giardino, compatibili con la viabilità interna e realizzate con materiali identici agli esistenti al fine di non interromperne la continuità estetica e formale dell’impianto morfologico del parco. Per il Parco Orazio Vecchi, sito su un’area di 5.300 mq. tali strutture non possono occupare più di 106 mq (pari al 2% della superficie totale). La sistemazione e manutenzione del verde, dovrà prevedere: 1) la conservazione e valorizzazione delle preesistenti vegetazioni e peculiarità storiche e naturalistiche; 2) la realizzazione dei necessari servizi tecnologici (impianti di innaffiamento, illuminazione, ecc); 3) la eventuale messa a dimora di nuova vegetazione; 4) l’inserimento di elementi di arredo (panchine, cestini porta rifiuti, cartelli segnaletici, ecc). Le risorse finanziarie a copertura dell’investimento per la realizzazione del Punto Verde Ristoro sono a totale carico del soggetto proponente (aggiudicatario) che avrà come unica controprestazione dovuta dall’amministrazione il diritto di gestire e sfruttare economicamente il chiosco da realizzare e l’area concessa per le attività compatibili per l’intera durata della concessione. Il soggetto proponente dovrà dimostrare di essere in possesso della capacità economica e finanziaria per realizzare tutte le opere e le attività e delle capacità tecnico – organizzative per l’ attività di somministrazione di alimenti e bevande e per la manutenzione del verde (con esperienza nei diversi settori). L’aggiudicazione sarà effettuata, “lotto per lotto”, sulla base di una graduatoria, ai soggetti che avranno formulato l’offerta tecnica ed economica più vantaggiosa, ovvero che avrà ottenuto il punteggio complessivo maggiore. Possono formulare istanza di partecipazione alla gara quale le ditta individuali, le singole imprese o raggruppate in associazione temporanea di imprese, le associazioni e le Onlus. Per il Parco Orazio Vecchi gli uffici hanno stimato un corrispettivo equivalente al canone concessorio di circa 26.000,00 euro annui ed un investimento iniziale massimo di circa 362.000,00 euro, che garantirebbe un totale di circa 14 anni di concessione. Naturalmente, tali cifre possono essere migliorate in favore dell’Amministrazione. Tutta la documentazione è scaricabile dal sito Internet istituzionale del Comune di Roma, www.municipioroma13.it, sezione bandi. Per informazioni: U.O. Ambiente e Litorale – Via del Martin Pescatore, 66 CAP 00124- tel.: 06.50930979Fax:06/50930929, tutti i giorni lavorativi, dalle ore 10 alle 12. Le domande di partecipazione corredate dalla documentazione richiesta dovranno pervenire entro le ore 12.00 del giorno 8/09/2011 presso il protocollo generale del Municipio XIII sito in Via Claudio 1 o presso il protocollo della Direzione dell’Unità Organizzativa Ambiente e Litorale sita in via del Martin Pescatore 66, 00124 Roma.


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SODDISFAZIONE PER L’INTITOLAZIONE DEL CPO A GENNARO DI ROSA.

Si è svolta la cerimonia di intitolazione del » Cpo di Osta a Gennaro di Rosa.

Soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione del XIII Municipio presente all’evento. “ho il cuore pieno di gioia perché Gennaro continua a vivere nel suo Cpo” ha spiegato Amerigo Olive, Assessore XIII Municipio- “ Un atto dovuto conferito ad un uomo che se lo è meritato. Ricordo le sue tante battaglie, quando insieme con l’allora Presidente Storace abbiamo lottato per la riapertura di un presidio e di una struttura abbandonata. Sono contento che la Presidente Polverini abbia accolto la mia proposta lanciata il giorno dell’ultimo saluto a Gennaro. Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte a questa manifestazione, in particolar modo la famiglia e gli amici di Gennaro”. “Una cerimonia che vista la tempistica di rea-

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lizzazione immediata e tempestiva – ha aggiunto Giancarlo Innocenzi, Assessore XIII Municipio – dimostra la ferma volontà di portare a termine quanto promesso e soprattutto quanto sia giusta e meritata la scelta di intitolare questa struttura a Gennaro di Rosa”. “Se oggi il Cpo – ha concluso Renzo Pallotta, Vice Presidente XIII Municipio – è una realtà e una struttura d’eccellenza lo dobbiamo a Gennaro di Rosa e alle sue battaglie. Mai intitolazione fu più meritata. Gennaro ha messo a disposizione le sue forze e le sue energie per il rilancio di questa struttura”.

IL CONSIGLIO DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE Si è svolto il Consiglio dei Bambini e delle » Bambine del XIII Municipio.

A prendere parte all’assise gli alunni di alcune scuole del territorio, tra cui l’istituto “Traiano” di Dragona, la scuola “Piero della Francesca” di Acilia e la “Garrone” di Ostia. A presiede l’incontro Stefano Salveme, Vice Presidente Vicario Consiglio XIII Municipio. I piccoli studenti hanno sollevato a Consiglieri e Assessori del XIII Municipio le loro proposte sulle problematiche del territorio. “Occasioni come questa – ha spiegato Stefano Salvemme, Vice Presidente Consiglio XIII Municipio- rappresentano momenti di promozione della cultura della politica, basata sul dialogo e sul confronto co-


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struttivo per risolvere i problemi del territorio in cui si vive. Lezioni e opportunità da cogliere sia per noi amministratori che per i bambini che rappresentano le future generazioni che dovranno rappresentarci”.

IL PRESIDENTE VIZZANI ALLA SANTA MESSA PER LA CELEBRAZIONE DEL 197˚ ANNO DELLA FONDAZIONE DELL’ARMA DEI CARABINIERI.

Giacomo Vizzani, Presidente XIII Municipio, insieme agli Assessori Amerigo Olive e Giancarlo Innocenzi ha partecipato alla santa messa per la celebrazione del 197° annuale della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri che si è svolta questa mattina nella chiesa Regina Pacis di Ostia. “Un’occasione solenne – ha spiegato Giacomo Vizzani, Presidente XIII Municipio- per celebrare una tappa importante nella storia dell’Arma dei Carabinieri. Un momento per ricordare ulteriormente il brillante lavoro che i Carabinieri insieme a tutte le altre forze dell’ordine svolgono sul nostro territorio”.

Parte il servizio ‘Piedibus’

Dopo il buon successo delle iniziative svolte presso la scuola Capo delle Armi di Ostia e presso la scuola di via Cilea all’Infernetto, il progetto Piedibus sbarca alla scuola Mozart, sempre nel quartiere dell’Infernetto. “È stata inaugurata questa mattina la sperimentazione del servizio ‘Piedibus’, partito in alcune scuole del Municipio XIII, che permette a tanti bambini e bambine di raggiungere la propria scuola a piedi”, A darne notizia sono Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà e vice presidente della Commissione Ambiente della Provincia di Roma e Giacomo Vizzani, presidente del Municipio XIII. “E’ un progetto che vede la partecipazione di tanti bambini e di tante famiglie – spiega Peciola – e che vuole rappresentare un’alternativa all’utilizzo dell’auto per andare a scuola in una prospettiva di una città più sostenibile. E’ proprio dalla sensibilizzazione e dall’educazione dei bambini sui temi dell’ecologia e della sostenibilità ambientale, che bisogna partire per la costruzione di un nuovo modello urbanistico di città. Il servizio Piedibus è un progetto che va sostenuto ed esteso an-

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che in altri Municipi della città per lo sviluppo di nuove strade possibili per trovare un’alternativa alla mobilità su gomma e pensare a una città che sia a misura dei bambini e delle loro famiglie”. “Un’iniziativa che, come amministrazione – conclude Vizzani - abbiamo sostenuto con entusiasmo. Sensibilizzare i più piccoli e, anche noi grandi, sul tema dell’educazione ambientale è fondamentale per formare le coscienze delle generazioni future che saranno gli amministratori di domani”.

PREMIO ROMA GEMELLATO CON MOSCA. IL 15 LUGLIO A OSTIA ANTICA LA CERIMONIA CONCLUSIVA

» Fonte OstiaTv.it

A Mosca la presentazione della XII Edizione del Premio Roma, il concorso letterario di Narrativa Straniera, Narrativa Italiana e Saggistica aperto ad autori di opere pubblicate  in lingua italiana, che quest’anno è gemellato con la Capitale russa. Il  prossimo 15 luglio, nel suggestivo Teatro Romano di Ostia Antica, l’ormai consueto e prestigioso appuntamento della Capitale con  la cultura a respiro internazionale. “Un premio , che ha ricevuto il patrocinio e sostegno anche della Provincia di Roma- ha dichiarato l’On Piero Cucunato, protagonista di quest’importante iniziativa sin dai suoi albori. Un iniziativa  che si conferma di grande spessore culturale  in grado di  promuovere  ogni anno  , nell’ottica  di scambio interculturale, la nostra cultura e le nostre eccellenze nel mondo . Quest’anno , in particolare , ha promsso l’Ambasciata Italiana in Russia , paese che oggi presenta ampie ed interessanti  prospettive in termini di proficui scambi culturali e commerciali.” Alla filologa russa , Ekaterina Genieva , il “Premio Roma Urbs Universalis, ’autorevole membro dell’Unesco, che ha promosso la diffusione nella Federazione  Russa della cultura italiana .

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Rasi (Pdl) lascia commissione ambiente e bilancio

Il consigliere del Pdl e ormai ex presiden» te delle Commissioni Bilancio e Ambiente del

Municipio Roma XIII, Cristiano Rasi si è dimesso dall’incarico.

Lo ha fatto tramite un lettera sottolineando però che continuerà a dare il suo appoggio al gruppo politico Pdl e al presidente Vizzani. Tutto risale a martedì nella sala consiliare Massimo di Somma il XIII Municipio quando Rasi doveva dare il suo parere per il progetto urbanistico derivante da compensazione della così detta ‘Piccola Palocco’. Il presidente Vizzani non ha ancora commentato il fatto e ora il Pdl che dovrà interrogarsi su quanto avvenuto “Manifesto tutta la mia solidarietà al consigliere Cristiano Rasi, che coraggiosamente si è dimesso per mantenere la coerenza intellettuale e politica in opposizione alla finta bocciatura dei 150 mila metri quadrati di cemento del progetto urbanistico Piccola Palocco” dichiara in una nota Angelo Paletta, consigliere UDC al Municipio Roma XIII. “Rasi - prosegue Paletta - si è dimesso proprio come ho fatto io, quando a luglio 2010 mi dimisi da presidente della Commissione Bilancio perchè non sopportavo più l’assenza di libertà e democrazia nella maggioranza, a cui si univa una discutibile gestione della cosa pubblica che mi ha indotto a prendere le distanze dalla maggioranza guidata da Vizzani”. Le dimissioni di Rasi hanno creato un caos politico all’interno del PdL ed esplode la fibrillazione nei corridoi del palazzo del Governatorato. “Solidarizzo con Cristiano Rasi - chiosa Paletta - e lo invito a fare una ulteriore scelta coraggiosa: passi al Gruppo Misto e rimanga dalla parte giusta, cioè dalla parte dei cittadini”.


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CONCLUSO IL PROGETTO “IL LITORALE ROMANO E L’UNITA’ DI ITALIA” DEDICATO AGLI STUDENTI DEL TERRITORIO.

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Si è svolta nei giorni scorsi presso l’Ecomuseo del litorale romano, la cerimonia conclusiva del concorso “Il Litorale Romano e l’Unità d’Italia”, a cui hanno partecipato alcune scuole del territorio.

Presente all’incontro anche Lodovico Pace, Assessore Scuola XIII Municipio che ha premiato i vincitori. I numeri sono stati molto confortanti, visto che, in totale, sono state coinvolte 43 classi di 8 scuole diverse, per un totale di circa 500 studenti e diverse decine fra insegnanti e Dirigenti Scolastici. La giuria, creata dalla CRT Cooperativa Ricerca sul Territorio, formata da ricercatori, professori ed esperti del settore, ha deciso di dare un riconoscimento a tutte le scuole per il lavoro svolto e per i buoni risultati raggiunti, consegnando così a ciascun istituto una targa ricordo ed i volumi “Pane e Lavoro” e “In ore Tiberis”, testi fondamentali per la ricerca sul campo di prima mano per quanto riguarda il territorio ostiense e il suo entroterra. Inoltre le due scuole vincitrici ex-aequo si sono aggiudicate in premio un assegno di 250 euro ciascuna. “La giornata finale- ha spiegato Lodovico Pace, Assessore Scuola XIII Municipio - oltre alla premiazione e alla conclusione del progetto, è stata occasione utile ed interessante di dibattito fra i presenti sul ruolo delle scuole per la ricerca sul territorio e sulla loro importanza per la sensibilizzazione dei giovani cittadini alla conoscenza della propria storia,

del proprio ambiente e della propria comunità”. “Il progetto – ha aggiunto Paolo Isaja, direttore dell’Ecomuseo del Litorale Romano – si è svolto in due fasi. La prima ha riguardato lo studio e l’ apprendimento degli elementi storici, ambientali, scientifici e antropologici del legame fra Litorale romano e Risorgimento Italiano attraverso visite guidate e approfondimenti tematici. Visite per le scuole gratuite e sostenute dal Municipio. Questi elementi, poi, sono stati rielaborati dagli studenti nella seconda Fase, nella quale si sono dedicati alla stesura di una ricerca originale. Con questi elaborati ogni scuola ha partecipato ad un concorso a premi”.

SCUOLE PARTECIPANTI: 168° Circolo Didattico Piero della Francesca Istituto Comprensivo Aristide Leonori Istituto Comprensivo Giovani Paolo II Istituto Comprensivo Calderoni Tuccimei Istituto Comprensivo Fanelli Marini Istituto Comprensivo W. A. Mozart Scuola Media Statale Antonio Vivaldi Liceo Scientifico Statale Federigo Enriques VINCITORI EX AEQUO del CONCORSO: Istituto Comprensivo Aristide Le onori Istituto Comprensivo Giovani Paolo II

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GRANDE SUCCESSO PER IL PROGETTO “SONO GRANDE E DORMO FUORI”.

Si è svolto presso lo stabilimento » balneare “Arca” ad Ostia, il Progetto

educativo “Sono Grande e Dormo fuori”. Il progetto ha interessato i bambini della scuola dell’Infanzia comunale.

La scuola Il Poggio, di via del Poggio di Acilia 24, lo ha realizzato grazie alla gradita partecipazione dell’Assessore alla Casa, Servizi Sociali e Scuola del XIII municipio di Roma, Lodovico Pace, che ha consegnato insieme alla coordinatrice della scuola, i diplomi ai piccoli scolari entusiasti per la bella esperienza. “Questo progetto – ha spiegato Lodovico Pace, Assessore Politiche Sociali XIII Municipio - che ormai giunto al decimo anno di attuazione, continua a riscuotere un notevole successo da parte dell’utenza, commisurato alla gratificazione dei bambini che sperimentano per la prima volta la conquista dell’autonomia in ambiente ludico-didattico inconsueto, nella cornice naturale dell’habitat marino e presso una struttura organizzata e funzionante per l’accoglienza e il pernottamento”. Coadiuvato dal Consiglio di Scuola e dall’adesione pronta dei genitori, “Sono grande e dormo fuori” fu ideato dieci anni fa dalla scuola dell’Infanzia Solletico – gemellatasi successivamente con il Poggio - che ripeterà l’esperienza il 17 e 18 giugno. Si conclude come ogni anno con una serata di ospi-

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talità alle famiglie che insieme ai bambini ed al personale della scuola rielaborano i momenti dell’esperienza vissuta, stabilendo un’ulteriore occasione di reciprocità e favorendo l’acquisizione un nuovo modo di intendere gli scambi educativi nel rapporto scuola-famiglia. Del progetto, che è uno dei tanti aspetti della pianificazione didattica delle scuole romane, ormai con un livello di offerta formativa che non ha nulla da invidiare alle altre scuole pilota d’Italia, si realizza un documento video-sonoro in DVD che rappresenta un interessante strumento di documentazione della qualità didattica, raggiunta grazie all’impegno del corpo docenti e dei collaboratori della scuola dell’Infanzia del Comune di Roma.


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Protezione Civile, piano antincendi estate 2011

L’estate è dietro l’angolo, l’anticiclone si » stabilizza, le temperature salgono. Torna

il pericolo del fuoco nei boschi e sui terreni alberati di ville e parchi pubblici..

Dalla Redazione La Protezione Civile capitolina ha dato il via al piano antincendi, presentandolo nella propria sede di Porta Metronia. Lo hanno illustrato il direttore della Protezione Civile di Roma Capitale, Tommaso Profeta, e l’assessore all’Ambiente marco Visconti. La campagna antincendi, partita ufficialmente il 15 giugno, va avanti per tutta l’estate, fino al 30 settembre, e fa perno su una “task force” di circa 700 unità per controllare il territorio e spegnere i focolai: personale del Servizio Giardini e della sala operativa di Porta Metronia, Vigili del Fuoco, Guardia Forestale, guardaparco di Roma Natura, forze dell’ordine, Polizia di Roma Capitale (ex Polizia Municipale). E gli operatori di 103 associazioni di volontariato della protezione civile (42 in più rispetto all’anno scorso). Sorvegliate speciali, anche quest’anno, le aree più a rischio. Presidi di avvistamento e spegnimento sono stati

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dunque attivati in queste zone: parco dell’Acquafredda, parco di Aguzzano, aree verdi di via dell’Arrone, parco dell’Aniene, tenuta di Decima-Malafede, monumento naturale di Galeria Antica, parco dell’Insugherata, aree verdi Laurentino-Acqua Acetosa, parco della Marcigliana, parco di Monte Mario, parco del Pineto, tenuta dei Massimi, valle dei Casali, parco di Veio, parco della Caffarella, parco dell’Appia Antica, parco di BraccianoMartignano e le grandi ville storiche: Ada, Borghese, Mercede, Sciarra, Glori, Pamphilj. Presidiate anche le due pinete di Ostia, Castel Fusano e Acque Rosse. A Castelfusano è in vigore l’ormai tradizionale piano “a scacchiera” della Prefettura, che divide la pineta in quattro quadranti. Ogni quadrante è sotto la responsabilità, rispettivamente, di Carabinieri a cavallo, Corpo Forestale dello Stato, Polizia di Roma Capitale e Polizia Provinciale. Acque Rosse, invece, è controllata da Polizia di Roma Capitale e Polizia Provinciale. A Castel Fusano agiscono anche 11 presidi di volontari, di cui 3 a via di Villa di Plinio, e due del Servizio Giardini con autobotti da 7 mila e 4 mila litri d’acqua. Il tutto, coordinato dal COI (Centro Operativo Interforze) e integrato da dispositivi tecnici: telecamere sulla Torre Tumuleti e sul castello di Papa Giulio II, sistema di comunicazioni Tetra, mille “sentinelle” a sensore wireless (giù usate con successo nel 2010) per rilevare il calore. In città ci sono invece 60 “mo-


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duli” antincendio gestiti dai volontari e presidi fissi tenuti dall’unità di pronto intervento del Servizio Giardini. Questi ultimi sono dislocati presso i parchi di San Sisto, del Pineto, di Monte Mario e al Centro Carni. Un altro presidio fisso, con un’autobotte da 10 mila litri, è nella tenuta agricola di Castel di Guido. In tutto sono in funzione 67 mezzi di spegnimento. Tra le novità di quest’anno, la sorveglianza aerea, con la pattuglia “Phoenix” che controlla dall’alto le aree di Veio, Bracciano-Martignano, Galeria Antica e Insugherata. Ma la lotta agli incendi, sottolinea una nota dell’Assessorato all’Ambiente, non può essere efficace senza la collaborazione dei cittadini. Ecco dunque le principali regole di comportamento sancite dall’apposita ordinanza del Sindaco (prescrizioni note – o che dovrebbero essere tali – ma ripeterle è d’obbligo):

non gettare dai finestrini delle auto mozziconi di sigarette e fiammiferi. Accendere fuochi solo nelle aree attrezzate (es. aree pic-nic) all’interno delle pinete e nei parchi cittadini, mai in aree dove vi siano alberi o erba alta. Le braci non si devono mai abbandonare sul terreno. Non lasciare rifiuti di carta o plastica nelle aree verdi, a maggior ragione nel periodo di massima criticità: oltre ad essere inquinanti, questi materiali sono altamente combustibili e facilmente infiammabili. Osservare le disposizioni vigenti per lo smaltimento delle stoppie e dei residui agricoli, chiedere le necessarie autorizzazioni alla Guardia Forestale. Se poi si avvista un incendio, questi sono i comportamenti da tenere:   chiamare i Vigili del Fuoco al 115, oppure la Forestale al 1515, o la Protezione Civile del Campidoglio al numero verde 800.854.854. Non attraversare la strada invasa dal fumo. Lasciare libere le strade per permettere il transito dei mezzi di soccorso, dunque non sostare per guardare l’incendio.

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Nuova Palocco

No del municipio al progetto Nuova Palocco

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Siamo alle solite, dopo il progetto B30 scongiurato negli anni novanta dalla mobilitazione di partiti politici e cittadinanza un “nuovo” progetto edilizio rischia di compromettere ulteriormente la viabilità di Acilia sud, Casal Palocco, Axa e Madonnetta. Passo indietro del Campidoglio? Il sindaco Alemanno assicura: “Se non riusciremo a realizzare precedentemente in quell’area i servizi urbanistici richiesti dai cittadini riguardanti viabilità, rete fognaria e scuole pubbliche non daremo seguito al progetto!”. Di Stefano Lesti Il consiglio del XIII municipio ha detto no al progetto urbanistico Piccola Palocco. Il documento approvato durante la seduta del 7 giugno scorso sotto forma tecnica di Ordine del Giorno riconosce che via dei Pescatori presenta problemi di fruibilità a causa delle radici dei pini, che è a senso unico nel tratto dell’Axa verso via di Acilia, che via Lisippo deve rimanere strada di vicinato e non “interquartiere”, che non c’è un impianto fognario pubblico e soprattutto che i depuratori dei consorzi Axa e Casalpalocco non possono recepire nuove utenze, che non ci sono le complanari sulla Colombo, che l’allargamento della via del Mare non sarà fattibile in tempi brevi, che mancano le scuole primarie, e che oltre sessantamila residenti sono nettamente contrari a nuove cementificazioni. Tanto basterebbe per costringere il Campidoglio a tornare sui suoi passi ma poiché il parere del XIII municipio non è vincolante nei confronti del comune di Roma la situazione non tranquillizza affatto i residenti. E pensare che anche alla metà degli anni Novanta il Campidoglio capeggiato dall’allora verde ambientalista Rutelli aveva tentato di edificare palazzine nell’area parallela alla via dei Pescatori. Anche allora il parere della XIII circoscrizione non aveva valore di vincolo nei confronti del comune di Roma ma ad impedire di fatto l’attuazione del nefasto progetto ci pensarono le oltre 15.000 firme raccolte da Alleanza Nazionale.

» Interviste Il sindaco Giovanni Alemanno: “Anche se il voto espresso dal consiglio del XIII municipio non è vincolante il comune di Roma terrà in grande considerazione il parere contrario espresso dall’amministrazione locale riguardante il progetto denominato: “Piccola Palocco”. Se non riusciremo a realizzare con l’ausilio dei costruttori i servizi urbanistici richiesti dai cittadini, viabilità, rete fognaria e scuole pubbliche credo che non daremo seguito al progetto che tra l’altro abbiamo ereditato dalle passate giunte di centro sinistra.” Il presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani: “L’amministrazione del XIII municipio ha bocciato il progetto quindi non posso che respingere al mittente le polemiche che ci sono piovute addosso. Ribadisco ciò che

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è già emerso durante il consiglio municipale e cioè che abbiamo ereditato dalla giunta Veltroni questo progetto e soprattutto che se non riusciremo a veder realizzati prima le complanari sulla Cristoforo Colombo, l’allargamento sia della via del Mare con l’accorpamento con via dei Romagnoli, e l’allargamento della via dei Pescatori oltre a far realizzare tutte le opere di pubblica utilità che abbiamo richiesto alla società proponente per dotare la parte di territorio sulla quale dovrebbe ricadere il progetto non daremo alcun nuovo parere positivo sul progetto. Fermo restando che l’ultima parola spetta al Campidoglio poiché a tutt’oggi da regolamento il parere del municipio in materia di edilizia non è vincolante nei confronti dell’amministrazione centrale del comune di Roma.” L’assessore alla Scuola e ai Servizi Sociali del XIII Municipio Lodovico Pace: “Il parere negativo del consiglio del XIII nasce dal fatto che non abbiamo ritenuto idoneo per il nostro territorio quanto veniva offerto in termini di opere di urbanizzazione dalla società che intende realizzare il progetto edilizio Piccola Palocco. Credo che al di la delle polemiche strumentali questi siano i fatti. Prima si facciano i lavori pubblici necessari al territorio poi eventualmente si potrà parlare di nuovo di questo progetto e degli altri su cui dovremo esprimere il parere. Per quanto riguarda il futuro di questo ed altri progetti di natura edilizia ho suggerito alla maggioranza di predisporre un atto di indirizzo municipale per quanto riguarda e riguarderà tutte le nuove costruzioni che riguarderanno il nostro territorio. Anche per avere noi per primi una idea più chiara su ciò che vogliamo e non vogliamo fare e soprattutto per farlo sapere in maniera chiara e definitiva al comune di Roma che è competente in materia di urbanistica ed edilizia al fine di evitare per il futuro eventuali problemi in merito a scelte che in un modo o nell’altro andranno ad incidere pesantemente sulla qualità della vita dei residenti. Auspico che il mio suggerimento sarà accolto e poi staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi.” Il consigliere Cristiano Rasi, dimessosi lo scorso 9 giugno da presidente delle Commissioni Bilancio e Ambiente del Municipio Roma XIII in polemica con la sua maggioranza: “Le mie dimissioni derivano dal fatto che da diverso tempo non mi sento in sintonia con il resto della maggioranza. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il voto sul progetto: “Piccola Palocco”. Un parere negativo ma posto a mio avviso in maniera poco articolata che potrebbe essere stravolto dal voto dell’Assemblea capitolina. In merito alla mia astensione dal voto durante il consiglio municipale il motivo è che avrei voluto una posizione più netta del municipio magari con l’approvazione unanime sia del punto proposto dai membri dell’opposizione sia del passaggio in cui si parla della non modificabilità degli indici di cubatura di quell’area. Un territorio che si inserisce tra i consorzi dell’Axa e di Casal Palocco in un arteria, via di Macchia Saponara, che già di per se soffre di tutti i problemi legati al traffico, un arteria che per diversi motivi tecnici e pratici non si può modificare. L’ampliamento previsto di via Lisippo


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Nuova Palocco

che è stato proposto non sarà una soluzione ma al contrario andrebbe a creare una sorta di imbuto senza uscita che oggettivamente non è sostenibile. Per non parlare dell’allargamento di via dei Pescatori che non solo non è fattibile data la vicinanza con il canale e la presenza di terreni privati ma soprattutto perchè costerebbe milioni di Euro che secondo me andrebbero impiegati in maniera diversa. A seguito dell voto espresso dal consiglio municipale si corre il rischio che a seguito di alcuni ma insufficienti accorgimenti proposti da parte dei costruttori il comune di Roma possa decidere di approvare un progetto le cui conseguenze potranno generare essenzialmente la paralisi totale del traffico tra la via del Mare e la via Cristoforo Colombo creando notevoli disagi ai residenti di Acilia sud, Axa, Madonnetta e Casal Palocco. Per difendere i cittadini da quella che sembra essere niente altro che l’ennesimo tentativo di speculazione edilizia a danni del territorio ho richiesto e ottenuto l’appoggio del capogruppo Pdl al comune di Roma, Luca Gramazio, il quale mi ha garantito di sostenere le ragioni che ho espresso anche in aula affinché il comune di Roma possa tenere conto delle richieste dei cittadini, cercando di porre in essere tutte le eventuali soluzioni atte a migliorare e non a peggiorare la qualità della vita dei residenti.”. “Manifesto tutta la mia solidarietà al consigliere Cristiano Rasi, che coraggiosamente si è dimesso da presidente delle Commissioni Bilancio e Ambiente del Municipio Roma XIII per mantenere la coerenza intellettuale e politica in opposizione alla finta bocciatura dei 150 mila metri quadrati di cemento del progetto urbanistico Piccola Palocco”. E’ quanto ha dichiarato Angelo Paletta, consigliere Udc al Municipio Roma XIII, a margine di dichiarazioni nell’aula Massimo Di Somma nettamente contrarie alla Piccola Palocco. Paolo Orneli, consigliere Pd ed ex presidente del XIII municipio: “Oggi il consiglio del XIII Municipio era chiamato ad esprimere un parere non vincolante sulla Delibera della Giunta Alemanno relativa alla proposta di edificazione denominata “Piccola Palocco”: 150mila metri cubi di nuove case su un’area verde situata tra Via dei Pescatori e Via Macchia Saponara, tra i quartieri di Casalpalocco e Axa. Case fino a 5 piani (1500 nuovi residenti) che la Giunta Alemanno propone di realizzare in quell’area con il sistema delle compensazioni (in particolare “Casal Giudeo”, 70mila metri cubi provenienti dal IV Municipio e “Ponte Fusano”, circa 10mila metri cubi). Il consiglio del XIII Municipio quasi all’unanimità ha oggi detto NO alla proposta della Giunta Alemanno. Si tratta di una bocciatura inequivocabile da parte di TUTTE le forze politiche di Ostia riguardo le scriteriate politiche urbanistiche del Sindaco Alemanno. In pratica, la Giunta Comunale voleva costruire su un’area verde tra Casalpalocco e Axa, in un quadrante della città che già oggi è gravemente penalizzato da traffico e carenza di servizi, ulteriori case per circa 1.500 nuovi residenti. Tutto questo senza una adeguata contropartita in termini di infrastrutture e servizi pubblici. Di fronte a uno scempio di questo tipo è estremamente positivo il voto contrario espresso oggi dal consiglio municipale, anche se

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bisognerà continuare a tenere alta la guardia, perché il parere che ha espresso il Municipio non è vincolante ed ora dovrà comunque esprimersi il consiglio comunale di Roma. Il Sindaco Alemanno e la sua Giunta dovranno tenere conto di quello che è successo oggi ad Ostia e prendere atto che anche dai Municipi governati dalla destra cresce ogni giorno l’insoddisfazione per una sequela di promesse mancate e di scelte profondamente discutibili, che non perseguono il miglioramento della qualità della vita dei cittadini e che stanno allontanando sempre di più il governo del Campidoglio dai problemi veri della città. Per questo bisogna al più presto voltare pagina. Dispiace solamente una cosa. Il Presidente del XIII Municipio Vizzani (PdL) e la sua maggioranza, che pure hanno  BOCCIATO la proposta della Giunta Alemanno, hanno al tempo stesso lasciato una porta socchiusa di fronte alla possibilità di realizzare ugualmente il progetto “Piccola Palocco”. Questo perché è stato bocciato un emendamento del PD, dei Verdi e dell’Udc che affermava con grande chiarezza l’insostenibilità di realizzare 150mila metri cubi di nuove cubature su quell’area. Le uniche motivazioni che il PdL del XIII Municipio ha voluto approvare per accompagnare il parere negativo su “Piccola Palocco” sono relative all’inadeguata previsione di opere pubbliche e servizi da realizzare insieme alle case. Meglio di niente, ma che succederà in consiglio comunale se i costruttori dovessero proporre di realizzare qualche opera pubblica in più di quelle attualmente previste?”. Consorzio Palocco: Anche il presidente del consorzio di Casal Palocco Fabrizio Testa ha dichiarato la propria contrarietà al progetto poiché: “Finirebbe per rendere impossibile la percorrenza di arterie interne, quali la via di Macchia Saponara, la via dei Pescatori e soprattutto andrebbe a incidere pesantemente sul traffico in tutta la zona che va dalla via del Mare a via Cristoforo Colombo.” Maurizio Giandinoto del Consorzio Axa: Maurizio Giandinoto, consigliere del consorzio e presidente del comitato di quartiere Consorziati Axa dichiarando la contrarietà del consorzio ha aggiunto che: “Il consorzo dell’Axa ha fatto tutto ciò che è in suo potere per manifestare un parere nettamente contrario a questo progetto edilizio. In primo luogo perché il nostro territorio non ha alcun bisogno di altro cemento, secondo poi ma non meno importante perché a nostro avviso occorrerebbe dotare il nostri quartieri di servizi per la cittadinanza e non a chi vuole soltanto speculare sulla pelle dei residenti. Abbiamo bisogno di opere urbanistiche che siano in grado di far vivere i residenti in maniera civile e non di iniziative deleterie come Piccola Palocco. Netto il “No” alla Piccola Palocco anche dai comitati di quartiere interessati dalla lottizzazione I comitati di quartiere Axa sicura, Consorziati Axa, Comitato civico e per l’ambiente, Associazione per la tutela e la difesa del cittadino, Amici di Madonnetta e comitato RomaXIII est hanno organizzato una petizione popolare contro il progetto.


Campagna contro l’abbandono degli animali

Dalla redazione Il L’estate è alle porte e anche le sospirate vacanze ma per molti nostri amici animali il destino reca in serbo tribolazioni indicibili e nel 90% dei casi una morte sicura che spesso è all’origine di incidenti stradali gravi anche per gli automobilisti. Purtrtoppo il fenomeno nonostante le campagne informative e l’inasprimento delle leggi che tutelano e difendono la salute e i diritti acquisiti dai nostri amici a quattro zampe grazie all’amore e alla fedeltà dimostrata da sempre verso i padroni è in forte aumento. Come contrastare tale incivile, barbara e vergognosa abitudine? Innanzitutto evitando di accogliere in casa animali se non si è pronti ad amarli per un periodo di minimo dieci anni costi quel che costi, specialmente se in casa propria non si hanno spazi idonei per accudirli e garantirgli il naturale spazio e svago di cui ogni animale ha bisogno. Secondo poi evitando di regalare animali ai propri bambini viziati e capricciosi poiché gli animali non sono oggetti che si possono abbandonare quando si è stanchi di giocarci. E’ utile ricordare poi che i maltrattamenti verso gli animali sono finalmente divenuti un reato penale che prevede l’arresto oltre che il pagamento di multe salatissime a seconda del reato che si compie. Se proprio non possiamo portarli in vacanza con noi almeno assicuriamoci di garantire loro un’adeguata cura in nostra assenza, magari risparmiando su telefonate inutili o sulla mania di acquistare ad esempio i gratta e vinci per investire una piccola somma per evitare di abbandonare animali di cui nessuno –è inutile illudersi o sperare- si prenderà cura. Per rendersi conto della situazione è sufficiente recarsi in un qualunque canile municipale o avere il coraggio di guardare negli occhi una carcassa di un cane o di un gatto investito in mezzo alla strada. Chi semina amore raccoglierà amore, mentre chi abbandona e odia sarà abbandonato e odiato…

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»News Fiumicino

Fiumicino

Riceviamo e pubblichiamo i seguenti comunicati:

MALAGROTTA BIS? IPOTESI NON ANCORA SCONGIURATA

Scongiurata l’ipotesi di una Malagrotta-bis » a Fiumicino? Con l’ordine del giorno appro-

vato dal consiglio comunale lo scorso 31 giugno, anche grazie all’appoggio di Futuro e Libertà, sembrerebbe proprio di sì.

Ma che il problema sia definitivamente superato, ci credo poco. Cosa succederebbe se invece di Castel Campanile, gli enti competenti destinassero un sito confinante con il nostro territorio ad ospitare una mega discarica? Ecco che allora tutti coloro i quali hanno tirato un bel sospiro di sollievo, dovrebbero presto ricacciarlo in gola. Ho letto l’articolo di Sinistra e ecologia e libertà su il problema rifiuti. Penso sia arrivato il momento di lasciare a casa il populismo, gli slogan pre-elettorali, le vetrine personali, per aprire un dialogo con chi, come Sinistra e Libertà o altri soggetti, rifiutano culturalmente che ipotesi scellerate ricadano sul nostro territorio o in quelli confinanti. Eventualità questa che esponenti di partito più in alto, potrebbero farci calare senza un minimo di condivisione o intavolare un dialogo con la città di Fiumicino e i suoi cittadini. E senza, per questo, poter essere incisivi. È il momento di lasciare a noi la decisione sulla nostra vita e quella dei nostri figli. Come possono permettersi di prendere decisioni così importanti a casa nostra, senza nemmeno coinvolgerci per sentire cosa abbiamo da dire? C’è bisogno di uno scatto d’orgoglio collettivo. Alziamo la testa e la voce per farci rispettare da quegli incompetenti, arruolati per distruggere il nostro meraviglioso comune.

PEDAGGIO: POSIZIONI POLVERINI E ALEMANNO DIMOSTRANO DIVISIONI CENTRODESTRA MICHELA CALIFANO » Consigliere Comunale Gruppo Consiliare

Partito democratico - Fiumicino

Il netto rifiuto al pedaggio sulla Roma Fiumicino, uno dei tanti balzelli che il Pdl nazionale e la Lega stanno tentando di introdurre per affossare il centro sud Italia e dare slancio all’ingessata economia del nord tanto caro al trio Bossi-Tremonti-Berlusconi, espresso negli ultimi giorni in simbiosi dal presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, e dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, non possono che lasciarci soddisfatti. E dimostrare come e quanto siano frastagliate le posizioni di un centrodestra ormai alla deriva, corroso dalle tante correnti interne, bocciato dai cittadini alle ultime amministrative. Bene dunque, finalmente, il no espresso dai vertici del centrodestra regionale, per una volta non nascosti dietro il cono d’ombra del presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti. Questo però non significa che abbasseremo la guardia, e soprattutto che questa piaga sia stata debellata. Gli interessi delle grandi lobby,

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spesso, volano più un alto delle belle intenzioni e delle parole di esponenti di spicco della politica. Contiamo molto però sull’unione, e sulla posizione esplicita di Zingaretti, che fin dall’inizio si è opposto e ha avviato una battaglia legale e amministrativa contro questo scellerato provvedimento, senza la quale il pedaggio sarebbe stato già introdotto. Da parte sua il Pd locale continua a essere pronto a tutto per difendere i diritti dei cittadini e del proprio territorio.

AUTORITÀ PORTUALE: MONTI SCELTA MIGLIORE

MAURO GONNELLI » Presidente Consiglio Comunale

Città Di Fiumicino

ANSELMO TOMAINO » Consigliere Provinciale Gruppo Pdl

Finalmente con la nomina di Pasqualino Monti alla guida dell’Autorità Portuale, ritroviamo un interlocutore valido e tecnicamente preparato che, siamo sicuri, riuscirà a traghettare l’Authority fuori da quell’immobilismo che ne ha caratterizzato gli ultimi anni di gestione. La scelta di Monti, manager giovane che certamente porterà una rinnovata energia all’interno dell’Autorità portuale, risponde non a logiche politiche e partitiche ma a una ritrovata meritocrazia che si fonda su capacità tecniche e un curriculum ricchissimo. Diamo il nostro benvenuto al neo presidente dell’Ap, certi che possa instaurarsi una proficua collaborazione.

GIUFFRIDA (PDL) NOMINATO PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI Gonnelli » soddisfatto che si sia ritrovato

l’assetto. Auguri al neo presidente Ufficio stampa Presidenza del consiglio Gruppo consiliare Pdl Fiumicino

Cambio al vertice della commissione consiliare Lavori Pubblici. Dopo le dimissioni di Salvatore Miele è stato nominato all’unanimità il nuovo presidente: il consigliere comunale del Pdl Giuseppe Paolino Giuffrida. Invariata invece la carica di vicepresidente, rimasta al consigliere comunale dell’Udc, Angelo Caroccia. “Sono soddisfatto - dichiara il presidente del consiglio comunale Mauro Gonnelli - che si sia ritrovato l’assetto della commissione lavori pubblici, e felice per il consigliere Giuseppe Paolino Giuffrida al quale va riconosciuto un impegno costante nei lavori consiliari. L’augurio è che la sua esperienza possa essere utile alla commissione in questione”.


OK A NORMA TAGLIA TARSU PER CHI FA COMPOST

intervista al consigliere comunale del Pd, » Alessadra Vona, ideatrice della norma che

prevede un taglio del 20 per cento della TARSU per chi produce compost

Detto fatto. Alessandra Vona, consigliere comunale del Pd, questa proposta ce l’aveva in mente da quando lo scorso ottobre è entrata in consiglio comunale. Quale? Una riduzione della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani, per chi produce compost. Consigliere Vona, ce l’ha fatta… Devo dire sì. Il gruppo consiliare del Pd è riuscito a spuntarla introducendo nell’ultimo bilancio una norma che prevede la riduzione della Tarsu del 20% per chi produce compost all’interno del nostro comune. Insomma tutti i privati che effettuano il compostaggio potranno chiedere l’agevolazione sulla Tarsu, introdotta dal gruppo consiliare del Pd. Devo ringraziare anche la commissione personale e la commissione ambiente per aver colto immediatamente la bontà della proposta. Appena presentata questa ipotesi i colleghi di maggioranza e opposizione hanno immediatamente dato il via libera al progetto, inviando il faldone agli uffici per l’ok definitivo e l’introduzione nel regolamento Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Sono queste le iniziative per stare vicini alle famiglie, non quelle di una discarica. Già la discarica… un bel guaio L’accordo trasversale ai danni dei cittadini di Fiumicino è intollerabile, come è intollerabile l’arroganza di questa maggioranza di centrodestra che infischiandosene delle esigenze della città e di quella qualità della vita che tanto ha riempito gli slogan elettorali, senza condivisione alcuna, ha deciso di distruggere uno dei territori di maggior pregio naturalistico non solo del comune di Fiumicino, ma dell’intera Regione Lazio. Eppure le proposte per riciclare e valorizzare i rifiuti sono molte. A partire proprio da quella fatta approvare dal Partito democratico Come le è venuta in mente l’idea del compost? Da tempo nel giardino di casa mia io e la mia famiglia abbiamo realizzato una compostiera. Raccogliamo tutti i rifiuti umidi di casa e produciamo dell’ottimo concime per il nostro orticello. Insieme alla raccolta differenziata porta a porta è una proposta a cui ho sempre creduto. Il progetto l’ho presentato durante la pausa di una riunione a cui partecipavano la commissione personale e quella ambiente. Ho approfittato di questo buco per introdurla ed è subito piaciuta. Dopo una breve discussione, in cui si sono valutati pro e contro, ha ricevuto l’ok da entrambe le commissioni e inserita nel regolamento.

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Per domande e informazioni invito a contattarmi presso il mio studio sito in Viale Umberto Tupini, 96 (Eur) Ai seguenti numeri: 0654210924, fax 06.45425798, 3284723531 ppure alla mail: avvguerrinibises@libero.it. In caso di necessità e/o urgenza si riceve per appuntamento presso la sede della redazione di Infernetto Magazine. Gentile Avv., mi chiamo Emma R.. Nel 1984 io e mio marito siamo riusciti a comprarci una casa al piano terra con giardino in zona Infernetto, che tutt’ora abitiamo. Confinante con il nostro giardino c’è un ulteriore piccolo terreno, di cui io non conosco il proprietario; ma sicuramente nessuno se ne è mai interessato tanto che, sin da quando abbiamo comprato la casa, era incolto ed abbandonato. Col passare del tempo, abbiamo iniziato prima a tagliarvi le erbacce perchè invadevano la nostra rete di confine, e poi sempre di più ad apportargli delle migliorie, fino a farlo diventare una specie di “continuazione” del nostro giardino. Alla fine lo abbiamo trasformato nel “nostro” orto, quindi lo teniamo pulito da erbacce ed insetti, lo annaffiamo regolarmente e, in generale, lo manuteniamo quotidianamente. Mi hanno detto che io potrei usucapire questo pezzo di terra ed acquistarne così la proprietà. Volevo chiedere a Lei se questo è vero e se si, capire un po’ come funziona in questi casi. Noi ormai lo consideriamo il nostro orto, e saremmo felici se diventasse nostro anche sulla carta. Spero di essere stata sufficientemente chiara e di averle fornito tutti gli elementi necessari per potermi consigliare. La ringrazio anticipatamente, e la saluto. Emma R. Cara Emma, in linea teorica quello che le hanno detto potrebbe essere vero, ma non ho tutte le informazioni per poterle rispondere con certezza; quindi le spiego brevemente i presupposti dell’usucapione e l’iter processuale. L’istituto dell’usucapione è disciplinato dal codice civile, art. 1158 e ss., e prevede che se qualcuno per oltre vent’anni ha posseduto un bene immobile, senza alcun titolo e senza alcuna interferenza da parte del reale proprietario, ne acquista la proprietà. Siffatto principio trova il proprio fondamento nel fatto che la legge tende a tutelare colui che ha goduto del bene per tanti anni e al contempo lo ha manutenuto, come se ne fosse il proprietario, a fronte del totale disinteresse dell’effettivo proprietario. Tre elementi necessari caratterizzano la fattispecie in oggetto: il tempo, l’animus possidendi ed il possesso continuato ed indisturbato. Sulla base di quanto da lei riferito, possiamo dire che vi è il presupposto temporale, perchè dall’84 ad oggi sono più di vent’anni. Con la locuzione animus possidendi la legge intende che, colui che possiede la res, lo deve fare uti dominus, ovvero come se ne fosse il proprietario, godendone e disponendone in modo pieno ed esclusivo, pur essendo consapevole che il bene non è di sua proprietà; deve quindi porre in essere tutti quegli atti che farebbe il reale proprietario: come manutenerla, pagarne tutte le spese necessarie, proteggere la stessa da terzi estranei, e così via. Ultimo requisito affinché si possa avanzare domanda di usucapione è che il possesso del bene, nel ventennio, sia continuato ed indisturbato; non ci deve essere stato, quindi, alcun evento interruttivo nel godimento del bene e non ci deve essere alcun atto da parte del reale proprietario volto a far rivalere i propri diritti sulla res medesima. Appurata l’esistenza dei presupposti, ed individuato il proprietario, si può instaurare un giudizio dinanzi al Tribunale competente. Si notifica quindi atto di citazione al proprietario del bene, col quale gli si comunica la data dell’udienza e si chiede al giudice adito di accogliere la domanda di parte attrice (la persona cioè che vuole usucapire) e di emettere sentenza di acquisto a titolo originario di proprietà della res ad oggetto. Per concludere, nel caso in cui lei ritenga che ci siano tutti i presupposti, può tranquillamente adire le vie legali, a mezzo di un procuratore, e fare domanda per usucapire il “suo” orto. Colgo l’occasione per porgerle i miei più cordiali saluti.

Gentile Avv., il mio nome è Paolo S.. Mi sono trasferito da circa un anno in un appartamento dell’Infernetto, in affitto. Purtroppo i problemi non hanno tardato ad arrivare: infatti sono circa tre mesi che ho delle infiltrazioni di acqua nel muro del bagno, che mi stanno rovinando tutto: dal muro in comune con la camera da letto sta cadendo l’intonaco a pezzi e si è formata una enorme macchia di bagnato; l’umidità si sta diffondendo e per questo mi si stanno rovinando anche i mobili. Ho chiamato il proprietario che inizialmente mi ha risposto che se ne sarebbe occupato, ma in realtà da parte sua non c’è stato alcun intervento con la conseguenza che la situazione è nettamente peggiorata. Lui è obbligato ad intervenire in quanto proprietario o è compito mio anche se sono solo un affittuario? Se si, come “costringerlo”? In attesa di una sua cortese risposta, la saluto. Paolo S. Caro Paolo, quella che mi racconti è una situazione molto frequente che si viene a creare in un rapporto di locazione, ma non senza soluzione. E’ una materia ampiamente disciplinata dal nostro codice al fine di tutelare il conduttore, ovvero la parte che affitta l’immobile. La normativa di riferimento è quella prevista dagli artt. 1575 c.c. e ss., e statuisce che le obbligazioni del proprietario dell’immobile sono le seguenti: mantenere il bene nello stato da servire all’uso convenuto e garantirne il pacifico godimento. A tal fine il locatore deve eseguire tutte le riparazioni necessarie eccetto quelle di piccola manutenzione, che rimangono a carico del conduttore. Pertanto, nel suo caso, trattandosi di riparazione di straordinaria manutenzione, il proprietario è sicuramente obbligato a provvedere in tal senso. L’unico obbligo a suo carico è semplicemente quello di segnalare tempestivamente al locatore l’esistenza di tali infiltrazioni e dei danni che stanno provocando. La disciplina in materia prevede inoltre la facoltà per il conduttore, nel caso di riparazioni urgenti, di procedere direttamente all’esecuzione delle riparazioni, salvo ovviamente il diritto di richiedere il successivo rimborso delle spese effettuate, nei confronti del locatore. Quindi per rispondere precisamente alla sua domanda, ha due alternative: procedere direttamente alla riparazione, soprattutto in caso di perdurante inerzia da parte del proprietario, e successivamente richiedergli quanto da lei speso; oppure sollecitare un suo intervento, formalmente a mezzo di raccomandata a/r, ed in caso di ulteriore esito negativo, può adire le vie legali al fine di ottenere la condanna del proprietario ad adempiere alle obbligazioni scaturenti dal contratto. In extrema ratio, qualora i danni rendano assolutamente inagibile l’immobile e siano gravi e documentabili, può sospendere il pagamento, rilasciare l’immobile, e può ottenere, secondo le circostanze, lo scioglimento del contratto, oltre ovviamente il risarcimento dei danni provocati dall’inadempimento contrattuale della controparte. Le porgo i miei più cordiali saluti.

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E-mail: geom.branchi@gmail.com

Geom. Mirko Branchi Pratiche e Permessi Edilizi - Catasto - Condono Edilizio  Consulenza su Roma e Provincia Tel. 065053889 - Cell. 338.8464585 E-mail: geom.branchi@gmail.com In questa nuova uscita, abbiamo deciso di lasciare gli immobili a destinazione residenziale e dedicarci alle attività commerciali, nello specifico alle caratteristiche generali richieste per attività che trattino generi alimentari. REQUISITI MINIMI STRUTTURALI RICHIESTI PER LE VARIE TIPOLOGIE DI ATTIVITA’ ALIMENTARI In linea generale le disposizioni dei locali e delle attrezzature deve consentire di organizzare il lavoro secondo il principio della marcia “tutto avanti” a partire dalla zona o punto di ricezione merci fino al punto di somministrazione, evitando il più possibile incroci tra cotto e crudo e  tra pulito e sporco  (contaminazione crociata).  I criteri applicativi di seguito definiti rappresentano unicamente requisiti minimi necessari per l’esercizio della attività e, in questo contesto, sono da considerare a titolo di riferimento  in quanto possono variare asseconda dei regolamenti di igiene comunali. • La superficie dei locali deve essere adeguata al tipo di attività, alla potenzialità produttiva e al numero degli addetti; • I pavimenti devono essere realizzati in materiale facilmente lavabile e disinfettabile; • Le pareti dei locali di preparazione degli alimenti devono essere rivestite di materiale facilmente lavabile e disinfettabile fino ad almeno 2 metri; • I piani di lavoro devono essere di materiale lavabile e disinfettabile, opportunamente separati per le varie lavorazioni; • Le finestre e altre aperture del laboratorio e della dispensa devono essere protette con idonei sistemi di lotta agli insetti; • Tutti i locali devono possedere illuminazione naturale pari a 1/8 della superficie del pavimento  e superficie apribile 1/16 della superficie del pavimento. Il ricorso a sistemi artificiali deve essere motivato da specifiche situazioni strutturali; per i locali ad uso spogliatoio, servizi igienici, deposito, è possibile prevedere aerazione meccanica; • Tutti gli esercizi devono possedere un servizio igienico con antibagno ad uso esclusivo del personale dotato di lavamani con rubinetteria a comando non manuale (pedale, ginocchio, fotocellula, a pressione) fornito di acqua calda e fredda, dispensatore di sapone liquido e asciugamani monouso (salviette a perdere, asciugamani ad aria calda); entrambi i locali dovranno essere rivestiti di materiale lavabile fino all’altezza di 2 metri. • Lo spogliatoio per il personale deve essere munito di armadietti a doppio scomparto per il cambio del vestiario. L’antibagno del personale, quando sufficientemente dimensionato può essere adibito a spogliatoio; • Gli spogliatoi ed i servizi igienici per il personale devono essere dimensionati in base al numero di operatori contemporaneamente presenti; • Tutti gli esercizi devono possedere almeno un servizio igienico destinato al pubblico opportunamente dimensionato e dotato di dispensatore di sapone e dispositivi per asciugarsi  non riutilizzabili; • Deve essere previsto un locale magazzino / cantina per il deposito di alimenti, vini e bevande in genere, di dimensioni adeguate in rapporto all’attività, collocato anche all’esterno dell’esercizio

ma nelle immediate vicinanze, dotato di adeguate scaffalature e ripiani e pavimenti facilmente lavabili e disinfettabili; • Le vetrinette non devono essere accessibili dal pubblico e devono essere munite di termometro; • Devono essere previste dotazioni ottimali di arredi, utensili, attrezzature e contenitori per rifiuti con apertura non manuale; • Devono essere disponibili idonee attrezzature refrigeranti (frigoriferi e congelatori) per la conservazione degli alimenti e delle bevande, munite di termometri a lettura esterna; • Vano / armadietto destinato a deposito prodotti e attrezzature di pulizia; • Tutti i punti di cottura che determinano emissioni di vapori o fumi devono essere dotati di sistemi di aspirazione (cappe) canalizzati in canne di esalazione o fumarie indipendenti, costruite conformemente alle regole di buona tecnica e alla normativa vigente. La canna fumaria dovrà sfociare oltre il colmo del tetto; • La zona lavaggio, ove prevista, deve essere attrezzata con lavello e lavastoviglie, da collocare in spazio apposito. In presenza di volumi di attività elevati occorre predisporre un’aspirazione per l’allontanamento dei vapori. • I locali riservati ai fumatori di cui all’art. 51 comma 1 lettera b) della legge 16/1/2003 n. 3devono essere contrassegnati come tali e realizzati in modo tale da risultare adeguatamente separati da altri ambienti limitrofi, nei quali è vietato fumare. I requisiti strutturali sono definiti dal D.P.C.M. 23/12/2003. AREE ESTERNE AGLI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI L’uso di aree esterne per la somministrazione di alimenti è subordinato al rispetto dei seguenti requisiti ed alla valutazione dei seguenti aspetti igienico-sanitari: • pavimentazione dell’area (pedana, cemento, asfalto, porfido, legno, ecc., facilmente pulibili e lavabili in assenza di fosse biologiche visibili); • copertura dei tavoli (ombrelloni, gazebo, tettoie, portici, ecc.); • delimitazione dell’area ove necessario (fioriere, steccati, pannelli, siepi, ecc. nel rispetto dei regolamenti Comunali); • assenza di cassonetti per rifiuti in prossimità dell’area; • assenza di ponteggi o cantieri edili in prossimità dell’area; • distanza dell’area di somministrazione dai locali di produzione; • superficie dell’area di somministrazione e numero posti previsti in rapporto alla superficie della cucina ed al numero dei servizi igienici. Per eventuali ulteriori chiarimenti e/o informazioni, o per segnalarci un argomento di Vostro interesse da trattare Vi invito a contattarmi all’indirizzo di posta elettronica : geom.branchi@ gmail.com oppure ai numeri 06.5053889 – 338.8464585. STUDIO TECNICO GEOM. MIRKO BRANCHI

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IL GATTO: conosciamolo meglio (Seconda parte) Dott. Veterinario Stefano Pinelli

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ella maggior parte degli animali, l’olfatto gioca il ruolo più importante tra gli organi sensoriali, nel gatto come nell’uomo invece conta soprattutto la vista. Infatti gli occhi sono posti nella parte anteriore della testa e permettono una visuale stereoscopica, questa caratteristica permette di misurare con precisione le distanze, difficilmente un gatto calcola male un gatto. Il gatto non percepisce i colori come i nostri; si pensava che la sua vista fosse monocromatica, ma studi più recenti hanno dimostrato che non è così pur non vedendo tutta

la gamma dei colori. Altra caratteristica è la capacità di restringersi e dilatarsi della pupilla, in particolar modo la visione notturna è dovuta ad una zona triangolare (tapetum lucidum), che agisce come uno specchio riflettendo quel poco di luce presente, avete fatto caso che nell’oscurità gli occhi del gatto sembrano brillare? Ciò è dovuto a questo particolarità. Il gatto dispone inoltre di una palpebra in più, membrana nittitante, che chiude l’occhio dal basso verso l’alto, essa è estremamente utile perchè riduce l’intensità di una luce abbagliante, protegge gli occhi dai rovi e dagli artigli di altri animali e contribuisce a tenerli puliti. Spesso quando un gatto è ammalato la membrana è parzialmente chiusa. Nell’oscurità più profonda anche il gatto non può vedere e deve affidarsi agli altri sensi. Il gatto oltre alla particolare pelle piena di follicoli piliferi che reagiscono alla minima pressione, possiede dei baffi(vibrisse), delle sopracciglia dei lunghi peli dietro gli arti anteriori che convolgono al cervello ogni cambiamento di pressione, un gatto privo di vibrisse al buio urta gli oggetti che incontra. Esiste forse un gatto al mondo che non ami essere accarezzato? Esso ne trae un senso di benessere e sicurezza simile a quello che provava quando la mamma lo leccava e questo per la sua estrema sensibilità cutanea. Per quanto riguarda l’udito il gatto ci supera per i suoni alti, le sue orecchie sono dotate di grande mobilità e la sua forme serve a concentrare il suono. Quando noi percepiamo un rumore lo registriamo insieme ad altri suoni provenienti per esempio da un’altra stanza, mentre il gatto concentra la sua attenzione sul punto da cui proviene il suono proviene ed è in grado di localizzare spesso un oggetto invisibile dal rumore provocato dalla sua caduta, distingue e differenzia suoni ad una distanza maggiore rispetto a noi. Sente i rumori dei nostri passi all’angolo della strada e riconosce fra tanti il rumore della nostra automobile, ed è li pronto ad accoglierci al nostro rientro a casa....che meravigliosa sensazione vederlo impettito che ci apre virtualmente il cancello o la porta di casa!!!!! Il gusto non svolge un ruolo essenziale nella vita del gatto, ma i padroni dei gatti sanno che loro beniamini dimostrano una preferenza per certi sapori; per esempio il gatto adulto è più sensibile al gusto aspro, mentre il dolce è meno avvertito. Anche l’olfatto è molto sviluppato e pare che sia anche fonte di piacere, per intensificare un odore particolare, apre la bocca ed inghiotte più aria. L’olfatto assume una funzione importantissima nella delimitazione del territorio e nell’identificazione sessuale, basti pensare che un maschio adulto riesce a sentire una femmina in “calore” a centinaia di metri di distanza.

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GENITORI: BAMBINI NASCOSTI “Compito dei genitori è donare due cose ai figli: le radici e le ali” (Proverbio del Quèbec)

 Occuparsi un sintomo infantile permette di cambiare in meglio la vita del bambino, ma anche quella dei suoi genitori: la fatica di accettare e adattarsi a dei cambiamenti non riguarderà solo lui, ma tutta la sua famiglia. Si parte dai bambini, quindi, per occuparsi anche degli adulti e dei bambini che questi adulti sono stati.Alla luce di ciò diventa indispensabile analizzare questa “singolare” relazione (quella appunto genitore-bambino) in quanto inevitabile contesto, dell’insorgenza del disagio infantile.  Quando un adulto diventa genitore, il modello di comportamento che adotta è, inevitabilmente, quello osservato, vissuto e appreso dai propri genitori. Si tratta dell’unica esperienza di relazione filiare vissuta fino a quel momento, sulla propria pelle, e, quindi, l’unica che può avere valore di modello da assumere o da rifiutare. Di questa relazione, sperimentata in prima persona, molte cose saranno andate bene e saranno, quindi, ignorate, date per scontate, sottovalutate. Quelle che non sono andate bene, tutti i desideri inappagati della propria vita di figli, rimangono come sospese e poiché non è possibile tornare indietro negli anni per soddisfarle, è possibile che lo si cercherà di fare nell’unica relazione genitori-figli vissuta nel presente, quella cioè, con i propri figli. Questo meccanismo rischia però di diventare un terreno minato, in quanto è animato da buone intenzioni che purtroppo non si rivelano sempre tali anche negli effetti. Per esempio, se un genitore ha sofferto per gli eccessivi limiti che gli sono stati imposti da bambino, è probabile che tenderà a darne pochi (o niente) al proprio figlio, per farlo sentire libero. In questo modo, mosso da buone intenzioni,

farebbe una cosa apparentemente destinata al figlio, ma che in realtà è il tentativo di appagare, da genitore, un suo desiderio infantile insoddisfatto. Spesso l’adulto cerca di riparare attraverso il rapporto con i propri figli, la relazione conflittuale che ha sperimentato da piccolo, inseguendo un modello di rapporto perfetto. In questo modo, al bambino reale che si ha di fronte (il figlio) si sovrapporrà con il tempo, il bambino del passato (il bambino nascosto nell’adulto) che non ha ricevuto quello di cui aveva fortemente bisogno. Quando i bambini si rendono conto che nella relazione non vengono soddisfatti i loro bisogni reali, cercano di spostare su di loro l’attenzione sviluppando un qualche tipo di disagio (malattie psicosomatiche, disturbi del comportamento, difficoltà scolastiche, ecc).  Ecco perché è importante comprendere che quei bisogni infantili inappagati sono nostri e soltanto nostri, che non appartengono a nessun altro, neanche ai propri figli e che l’unico modo per risolverli è farsene carico e accettare il dolore che c’è stato; non c’è alcun altro modo per voltare pagina. Se questo non accadrà la sofferenza diventerà sempre più pressante e il bambino non potrà non percepirla. La percepisce, non comprendendola, e tenderà a farsene carico per condividerla con il genitore e risolverla per lui, in quanto dalla sopravvivenza del genitore dipende la sua sopravvivenza.  Ci sono voragini, buchi neri, che gli adulti decidono di risparmiare ai bambini, per proteggerli da segreti considerati troppo dolorosi per loro. Si pensa di fare il loro bene, ma in realtà stiamo proteggendo noi adulti dal dolore e dall’angoscia che accompagnano questo segreti in noi e che i bambini percepiscono

benissimo, assumendoli su di sé, senza neanche conoscerne la storia. Gli adulti cadono spesso nell’illusione di nascondere ai bambini gli eventi difficili o dolorosi della vita. Gli si nasconde l’evento, quindi, ma non si possono nascondere le emozioni che lo accompagnano, anche se si fa finta di niente. I bambini percepiscono il malessere, ma non ne capiscono le cause e il senso, rimanendo disorientati perché hanno paura di un mondo che non sanno neanche cosa sia. I bambini in realtà sono in grado di accettare realtà dolorose se gli vengono rivelate in modo rispettoso delle loro emozioni e tenendo conto della loro età. L’importante è sempre quello di non lasciarli da soli, abbandonati emotivamente, per non farli sentire impotenti, confusi e disorientati, senza più punti di riferimento  Occuparsi dal punto di vista psicologico, non solo di un bambino, ma anche dei suoi genitori, quando emerge il sintomo di un disagio infantile, migliora la qualità di vita della famiglia e, quindi, anche del bambino stesso.  Ogni bambino impara a poco a poco dagli adulti che lo circondano per capire da loro come affrontare la vita: la nascita di un bambino non è solo biologica ma anche psicologica e questa è garantita e condizionata dalla qualità della relazione che ha con gli adulti che si occupano di lui. Quelli che oggi sono adulti, però, ieri sono stati bambini, figli di altri adulti, con chissà quali dolori incompresi.  Un genitore non può tornare in dietro per colmare i buchi della sua infanzia, nell’oggi può solo prendere in braccio il suo bambino nascosto e accogliere il suo dolore di allora, ora che è adulto e può e deve farlo, per il bambino di oggi, ma anche per se stesso. 

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Consigli flebologici prima delle vacanze estive Spinto dalla domanda più frequente che mi viene posta in questi ultimi giorni nelle email che gentilmente mi inviate, mi accingo a darvi alcuni consigli che, considerando le variazioni climatiche dei nostri giorni, dovevano essere sicuramente dati un po’ prima delle classiche vacanze estive. Le temperature calde infatti si sono manifestate anche in tempi “non sospetti” cogliendoci di sorpresa ed impreparati. Per i vacanzieri che scelgono di passare le loro vacanze in montagna, sono poche le cose da tenere presente per salvaguardare le loro gambe, poiché le temperature saranno certamente più miti di coloro che sceglieranno il mare e quindi consiglio loro, aldilà di benefiche passeggiate o escursioni, di non sovraccaricarsi di zaini e zainetti per non gravare di peso sulle gambe e di indossare delle comode calzature, onde consentire una corretta areazione del piede. Evitare il “ trekking “ e preferire un “ footing “ leggero in comode pianure in modo d’avere una ritmica contrazione della muscolatura dei polpacci che sono il “cuore” della circolazione venosa degli arti inferiori. Una alimentazione sobria e non ricca di grassi e carboidrati; preferire frutta e verdure in modo da mantenere un intestino libero e bere molta acqua. I consigli maggiori sono rivolti invece a coloro che passeranno le vacanze al mare o in località “calde” poiché è risaputo che il calore provoca una vasodilatazione del circolo venoso con conseguente ulteriore rallentamento del sangue, già di per sé abbastanza lento. A differenza della circolazione arteriosa che viene spinta dalle contrazioni del cuore a far viaggiare il sangue nei vari distretti ed organi, la circolazione venosa ha come “spinta” di ritorno verso il cuore alcune “forze” che in qualche modo noi possiamo sollecitare. Il primo impulso a far si che il sangue venoso torni verso il cuore è dato dallo schiacciamento della pianta del piede ed

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ecco perché è fondamentale camminare anziché stare fermi in piedi. Ad ogni passo che facciamo infatti determiniamo una contrazione dei muscoli del polpaccio (la vera forza di ritorno del sangue venoso al cuore) e questo deve avvenire con una certa ritmicità, cosi come fa il cuore nello spingere il sangue arterioso nei vari distretti. Cercare inoltre di eliminare quelle situazioni che determinano un aumento della pressione addominale che si oppone al ritorno venoso, quali la stitichezza e quindi avere , possibilmente ,un intestino “libero” . Per coloro che amano stare sdraiati al sole consiglio di alzarsi di frequente e bagnarsi le gambe per rinfrescarle, meglio sarebbe se si camminasse dentro l’acqua bagnati fino alla cintola, ma se proprio siamo dei “pigroni” e non vogliamo spostarci dal nostro posticino caldo, consiglio di munirsi di uno “schizzetto” del tipo utilizzato per innaffiare le piante, e di bagnarci le gambe quando la temperatura delle stesse sta salendo. Restano comunque da applicare le indicazioni di sempre e cioè: non indossare indumenti intimi che stringono o jeans molto attillati; indossare calzature comode e non coi tacchi alti un minimo di 4-5 cm.; dormire la notte tenendo rialzato il letto dalla parte dei piedi mettendo se occorre uno spessore di 8-10 cm sotto ai piedi del letto; passeggiare almeno un’ora al giorno, meglio se dentro l’acqua di mare, ed assumere in questa stagione vacanziera dei farmaci o sostanze attive per la circolazione venosa a base di mirtillo, centella, ecc. farmaci e/o integratori quindi che non hanno controindicazioni ma che svolgono una azione benefica sul tono parietale venoso: Spero di essere stato esaustivo e auguro a tutti una buona vacanza. Grazie delle e-mail che mi avete inviato e a presto su questa rubrica!

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Dott.ssa Laura M. Ricciardi Medico Chirurgo ESPERTA in Dietolgia e Nutrizione Clinica Tel. 349/0828862

email: lauramaria.ricciardi@libero.it web: www.nonsolonutrizione.it

Dimagrire con il sondino: il parere degli esperti Enterale Proteica (NEP). Consiste in una nutrizione solo ed esclusivamente a base di aminoacidi ed elettroliti disciolti in circa 2 litri di acqua e somministrati attraverso una sonda naso-gastrica, ossia un “tubicino” che dal naso arriva direttamente allo stomaco/duodeno. Tale infusione viene regolata da una piccola pompa che permette un’ infusione regolare di 85ml all’ora per 24 ore al giorno. Il trattamento dura circa 10 giorni e spesso vengono effettuati più cicli a distanza di tempi non ben stabiliti. Contemporaneamente viene prescritta anche l’assunzione di farmaci, quali protettori gastrici e lassativi, ed integratori di sali minerali e vitamine. Le aspettative sono quelle di dimagrire circa 1 kg al giorno senza soffrire la fame e ciò ha portato ad un “boomcommerciale” clamoroso. La maggior parte degli esperti in campo nutrizionale si sono interessati a tale “pratica” per comprenderne le basi scientifiche, la validità come tecnica nutrizionale e la sicurezza per lo stato di salute dei soggetti che si sottoponevano al trattamento. Recentemente, quindi, la “FeSIN” (Federazione delle Società Italiane di Nutrizione), che riunisce sotto il suo nome le più importanti Associazioni e Società Italiane in campo Nutrizionale, ha pubblicato un “parere ufficiale” sulla NEC come trattamento dell’obesità. In primo luogo, la FeSIN ha sottolineato che al momento non esistono evidenze scientifiche che dimostrino la validità del trattamento ed i pochi dati disponibili (su internet o simili) non possono essere considerati scientificamente validi. Sono ormai decenni che i trattamenti medici devono basarsi su evidenze scientifiche che nascono da studi strutturati ed organizzati secondo precise norme che garantiscono dei risultati veritieri. Tutto ciò attualmente manca per quel che riguarda l’utilizzo della NEC per il trattamento dell’obesità. Inoltre, i criteri su cui è basata tutta la metodica non sono ben chiari e dal punto di vista medico lasciano grandi perplessità, come, ad esempio, la necessità di sospendere tutti i farmaci antipertensivi per la durata del ciclo o anche i non ben definiti criteri di inclusione ed esclusione al trattamento con la NEC. Un secondo aspetto altrettanto importante è l’invasività della metodica. Il posizionamento del sondino è una pratica utilizzata durante la cosiddetta Nutrizione Artificiale (NA), ossia un trattamento medico per garantire un’adeguata assunzione di nutrienti qualora il soggetto avesse difficoltà ad assumerlo autonomamente. Come qualsiasi trattamento medico, non è privo di complicanze. Infatti, il sondino può

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aureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “La Sapienza” con il massimo dei voti e la lode. Abilitata alla professione medica per conseguimento dell’esame di stato ed iscritta all’Ordine Provinciale di Roma dei Medici e Chirurghi. Nel corso della sua formazione ha frequentato reparti ed ambulatori di Dietologia Clinica, Dietologia Clinica Pediatrica, Endocrinologia, Malattie del Metabolismo in ambito ospedaliero (Policlinico “Umberto I” di Roma, Ospedale “S. Camillo-Forlanini” di Roma, Ospedale S. OrsolaMalpighi di Bologna, Policlinico Universitario di Siviglia, Spagna). Lavora da 5 anni presso un servizio di Nutrizione Clinica, svolgendo attività ambulatoriale e di reparto in progetti di riabilitazione Metabolico-Nutrizionale. Inoltre, ha svolto lavoro di consulenza nutrizionale presso reparti (sia in ambito ospedaliero, sia clinicoriabilitativo). Partecipa annualmente a convegni e congressi delle Società più rinomate in ambito Nutrizionale (SINU, Società Italiana di Nutrizione Umana; SINPE, Società Italiana Nutrizione Parenterale ed Entrale; SID, Società Italiana di Diabetologia; AccMed, Accademia Nazionale di Medicina, ecc…) per aggiornamenti. Organizza Corsi di Educazione Alimentare per diverse età: bambini, ragazzi (anche presso scuole) ed adulti. Un buon regime alimentare parte da un percorso di educazione alimentare guidato e sviluppato sulle necessità fisiche e cliniche del soggetto.

spostarsi, risalire lungo l’esofago e secernere la miscela di aminoacidi non nel tratto gastroenterico idoneo, con il rischio di aspirarlo nelle vie respiratorie con tutte le complicanze connesse, senza dimenticare la incompletezza della miscela infusa per quanto riguarda i nutrienti essenziali, la mancanza di fibre, ecc.... Di conseguenza la NEC non è paragonabile ad un trattamento di NA, in cui lo scopo è garantire un’alimentazione corretta in situazioni di difficoltà nell’autonomia del nutrirsi per via fisiologica. Per quanto riguarda l’entità di peso perso durante un trattamento nutrizionale, è importante assicurarsi che sia


costituito da massa grassa. Infatti, per obesità non si intende un semplice incremento di peso, ma un aumento della massa grassa. Se, infatti, prendiamo un culturista e lo pesiamo, risulterà un peso eccessivo per la sua statura, ma non si potrà ritenere un obeso, dato che l’eccesso di peso è costituito da muscolatura. Quest’ultima non è rischiosa per la salute, a differenza dell’eccesso di massa grassa che è un fattore di rischio per molte patologie cardiovascolari e metaboliche. Un dimagrimento troppo veloce che prevede una perdita di più di 1,5 kg alla settimana è sempre accompagnato da una perdita anche di muscolatura, che non migliora l’obesità, ma, anzi, peggiora lo stato di salute, riducendo la massa magra. Quindi, meglio scendere di peso gradualmente così da preservare la parte buona del nostro peso e consentire solo alla massa grassa di essere smaltita. Oltre alla “promessa” di una buona perdita di peso, altra caratteristica decantata dai promotori della NEC è la produzione dei così detti corpi chetonici. Questi sono delle sostanze di scarto che si generano quando si utilizzano i grassi in assenza di zuccheri. Infatti, il processo di estrazione di energia dai grassi è incompleto in assenza di un minimo di carboidrati e porta alla formazione di queste sostanze, che sono le stesse che si formano quando i bambini digiunano durante la febbre e sviluppano il cosiddetto “acetone”. In letteratura medica non esistono evidenze che confermino questa capacità dei corpi chetonici di ridurre la fame, mentre è documentato l’aumento dell’intake calorico giornaliero dopo una dieta chetogenica tale da vanificare il deficit calorico instauratosi durante il periodo di restrizione alimentare. Inoltre, le concentrazioni di corpi chetonici nel sangue dopo un ciclo di NEC sembrerebbero raggiungere valori che superano di gran lunga i limiti di sicurezza indicati dall’“American Diabetes Association”. In passato già sono state sperimentate diverse diete che prescrivevano un regime alimentare sbilanciato: riduzione dei

carboidrati a favore delle proteine. Tali schemi nutrizionale sono stati piano piano abbandonati, dato che gli studi scientifici hanno chiaramente dimostrato l’efficacia ridotta e la potenziale dannosità per i reni. La FeSIN, quindi, dichiara che la NEC deve essere denominata “digiuno con poche proteine” proprio per la drasticità della prescrizione che non consente l’assunzione di adeguate quantità di nutrienti “essenziali” senza un razionale scientificamente approvato. L’obesità è una malattia cronica, dovuta a numerosi fattori che tutti insieme favoriscono l’aumento della massa grassa. Solo in parte, infatti, è dovuto ad un eccessivo incremento delle calorie giornaliere. Giocano, invece, un ruolo determinante per l’aumento di peso anche la ridotta attività fisica, l’ incompleta educazione alimentare, fattori genetici/familiari, fattori ambientali, patologie cardiovascolari ed osteoarticolari, alterazioni metaboliche, fattori psicologici, ecc.... Quindi, un trattamento che preveda l’intervento solo sull’alimentazione è limitato. Bisogna, invece, rivolgersi a specialisti che valutino la situazione nel complesso e richiedano l’intervento anche di altre figure professionali (fisioterapisti, psicologi, medici specialisti in altre materie, ecc...) per agire su tutti i fattori di rischio dell’obesità. Inoltre, il trattamento nutrizionale deve avere lo scopo non solo di ridurre le kcalorie giornaliere, ma soprattutto quello di insegnare al paziente le regole fondamentali di una corretta alimentazione per il mantenimento del peso corretto. Non esiste attualmente la “bacchetta magica” per la cura dell’obesità. E gli esperti ritengono che ad oggi il trattamento che dà i migliori risultati a lungo termine sia “un trattamento integrato multidisciplinare” che preveda non solo una perdita di peso, ma soprattutto un processo educativo in vari campi che necessita, quindi, di tempi più lunghi e di una forte motivazione del paziente.

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La demenza senile e il trattamento riabilitativo R.O.T. Dott.ssa Valentina Magni

E’ diffusa l’opinione che l’invecchiamento si accompagni inesorabilmente alla perdita di numerose funzioni sia fisiche che mentali. Secondo questa visione negativa della vecchiaia sono tuttora validi l’antico aforisma “senectus ipsa morbus” e la più recente, ma ugualmente insopportabile, immagine di Shakespeare secondo il quale sono numerosi i tributi che si devono pagare alla vecchiaia: “senza memoria, senza denti, senza occhi, senza tutto”. Il processo di invecchiamento o di senescenza nell’organismo umano coinvolge vari ambiti: genetico, metabolico, ormonale, immunitario, oltre a quello relativo alle strutture degli organi, dei tessuti e delle cellule. Vi è: limitazione della normale vita replicativa delle cellule somatiche, disidratazione tessutale, aumento del contenuto di collagene della pelle e conseguente riduzione di elastina, una certa depressione del sistema immunitario, aterosclerosi, aumento dell’incidenza di patologie osteoartritiche e demenziali. E’ stato dimostrato che un ambiente stimolante e l’opportunità di un maggior esercizio sia mentale che fisico rappresentino potenti strumenti di amplificazione dei meccanismi di difesa dell’organismo, ed in particolare del cervello. Oltre la perdita neuronale, le due caratteristiche anatomo-patologiche sono le placche senili (neuritiche) di materiale amorfo (amiloide) e un ispessimento ed una condensazione delle cellule nervose che sopravvivono. Spesso la perdita neuronale è selettiva. Non è pertanto sorprendente che le demenze producano anche una serie di disturbi non cognitivi quali perdita del controllo emozionale, alterazioni del comportamento, della personalità, disturbi della postura, del movimento e della coordinazione. Tra le demenze corticali ( a carico della corteccia cerebrale ) è possibile annoverare, tra le altre, la Malattia di Alzheimer. Essa si divide in pre-senile ( in soggetti giovani, al di sotto dei 65 anni d’età ) e post-senile ( oltre i 65 ), da qui il termine di “ demenza senile “. Tra le demenze sottocorticali ( a carico delle strutture più profonde ) vi sono quelle associate al Parkinson, alla Sclerosi Multipla, all’AIDS ( quadri infettivi massivi ), a problemi vascolari ( lesioni ischemiche, per esempio ), a quadri depressivi in cui non è sempre possibile differenziare la demenza vera dalla depressione ( pseudodemenze ). Demenza senile I segni più precoci sono spesso sfumati e facilmente sottovalutati. Un familiare attento può notare una riduzione nel livello di attività mentale e fisica del soggetto, una certa carenza di iniziative e di interesse, un’inclinazione ad evitare la conversazione, una negligenza nei compiti abituali ed un’indifferenza per le attività di svago. A tali sintomi fa seguito una più evidente dimenticanza non solo dei nomi propri, bensì anche di date, appuntamenti ed attività programmate; il paziente pone la medesima domanda ripetutamente e dimentica rapidamente la risposta. Il soggetto è sempre più distratto da incidenti passeggeri o irragionevolmente preoccupato da eventi poco degni di nota e non è in grado di portare a termine attività complesse. A causa delle difficoltà di calcolo (acalculia) non riesce più ad occuparsi dell’economia familiare e le finanze di casa devono essere sottratte dalla sua responsabilità. Utili per la diagnosi sono la TAC, la RMN e l’EEG. Gli stadi sono 5: demenza incerta, lieve, moderata, severa fino alla regressione fetale con annessi problemi respiratori e di alimentazione. In generale è possibile avere: vagabondaggio, insonnia, disorientamento spazio-temporale, disturbi della memoria e del comportamento ( vedi aggressività, collera improvvisa, agitazione, labilità emotiva, depressione, stati confusionali, deliri ed allucinazioni ), compromissione di attività automatiche del quotidiano ( mangiare, vestirsi, lavarsi ), cadute più frequenti, incontinenza, piaghe da decubito in seguito ad allettamento

protratto, difficoltà nella comunicazione. Ma è anche bene ricordare che un paziente demente, ricoverato in una struttura, può perdere ancora più velocemente l’autonomia rispetto a coloro che rimangono a vivere nel proprio domicilio. Di contro, in famiglia possono venire a crearsi equilibri complessi e delicati, spesso dominati dalla fatica, dall’ansia e dal dolore. I fattori di rischio possono essere molteplici: età avanzata, famigliarità, bassa scolarità, traumi cranici, intossicazione da alluminio e zinco, fumo, consumo di estrogeni ed antidolorifici, diabete, ipotiroidismo. R.O.T. ( Terapia di Orientamento Reale ) Tale tecnica è stata descritta per la prima volta da Taulbee e Folsom (1968), traendo spunto da un programma di riabilitazione per i disturbi mentali dei veterani della 2° Guerra Mondiale. L’orario d’inizio della seduta dovrebbe essere sempre lo stesso proprio al fine di evitare confusione nei pazienti che, solitamente, tendono ad invertire il mattino con il pomeriggio. La stessa attenzione va prestata nell’orario conclusivo della seduta in modo che il paziente sappia che cronologicamente è trascorsa all’incirca un’oretta da quando si è iniziato. La ROT, per i suoi principi di apprendimento costante e di elevazione del livello di attenzione, non può durare troppo a lungo (45 minuti, massimo 60). E’ consigliabile una frequenza bi-settimanale. Il gruppo di lavoro non dovrebbe essere composto da più di 3 pazienti ( possibilmente in uno stadio similare ). In una seduta-tipo vengono somministrate a voce delle schede, precedentemente preparate. Tali schede si basano su: il ripasso o memorizzazione dei nomi dei presenti e delle loro date di nascita, l’orientamento spazio-temporale ( dove siamo e che giorno è oggi ), la distinzione tra “ sopra “ e “ sotto “ oppure tra 2 destra e sinistra, il riassunto e memorizzazione dei punti salienti di un semplice racconto ( anche una fiaba ), l’esercizio di prassie ideomotorie ( elenco verbale delle azioni in sequenza necessarie a preparare un caffè con la macchinetta o un piatto di pasta in bianco ), l’esercizio di riconoscimento dell’orario, la memorizzazione di un numero telefonico ( casa ), il gioco delle carte e molto altro ancora. Ad ogni risposta fornita, l’operatore potrà assegnare un numero: 0, 1, 2. O quando il paziente non è in grado di rispondere correttamente; 1 quando la risposta si “ avvicina “ a quella corretta; 2 quando è tutto corretto. Ovviamente trattasi di terapia; non si è a scuola e l’obiettivo primario è quello di stare meglio ( la R.O.T. Non ha la pretesa di curare totalmente la demenza ), non quello di fare bella figura con l’operatore. Certo è che il rinforzo positivo ( quando il paziente riesce a rispondere correttamente ) e l’incoraggiamento in generale sono alle basi di una buona seduta R.O.T. I successi ottenuti durante le sedute vanno sempre rinforzati con una serie di accorgimenti verbali e non. Si dirà “bravo” e contemporaneamente o successivamente si annuirà con la testa, si sorriderà al paziente in modo spontaneo. Non bisogna mai utilizzare rinforzi negativi come “hai sbagliato”, ma limitarsi a dire che non è importante se non ricorda e che al suo posto può rispondere un altro del gruppo. Il camice potrebbe creare una sorta di distacco tra il terapeuta e il paziente quindi sarebbe preferibile evitarlo scegliendo, altresì, un abbigliamento più informale. E’ molto importante parlare ad alta voce, ma con tono dolce, scandendo bene le parole in frasi semplici, eventualmente aiutandosi con dei gesti, in modo che il paziente, con problemi di comprensione, riesca a capire ciò che gli si sta dicendo. Spesso ci si da del “ tu “ chiamandosi per nome, ma solo qualora il paziente sia disposto ad accettare la cosa. I famigliari saranno informati sull’andamento della terapia e consigliati circa lo stile di vita migliore da condurre a casa. Ciò permetterà di divenire a loro volta operatori del loro caro, nelle restanti ore del giorno.


Da questo mese inseriamo la rubrica degli annunci, la rubrica sarà strettamente riservata ai privati. Tutti coloro che avessero necessità di mettere un annuncio di qualsiasi genere possono presentarsi in redazione in via Rodengo, 31 all’Infernetto.

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