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Editoriale

nfernetto Magazine sostiene il referendum per l’autonomia del Litorale romano rispetto alla centralità oggi rappresentata dal comune di Roma, tuttavia secondo noi il nuovo eventuale comune dovrebbe rimanere integro affinchè non si generino quartieri di serie A e periferie di serie B. Ma non solo, siamo infatti convinti che si debba contestualmente cominciare a stipulare accordi programmatici che prevedano sinergie e unioni d’intento con i comuni costieri limitrofi di Fiumicino e Pomezia al fine di favorire l’economia e sopratutto il turismo. Tornare infatti alle antiche origini del territorio, che così era composto e si sviluppò, costituirebbe a nostro avviso uno slancio in più per andare incontro a un futuro senz’altro migliore. Del resto la storia del Litorale affonda le radici esattamente dall’autonomia amministrativa che già dal 49 avanti Cristo fu concessa ad Ostia; un’autonomia che perdurò anche nei millenovecentoventidue anni successivi, fino al 1871, quando Roma, riunita con il Litorale, diventò la capitale del Regno d’Italia sostituendo Firenze (Legge 33/3 febbraio 1871).

ERRATA CORRIGE:

Indice

PAGINA 7: SPECIALE REFERENDUM di Stefano lesti PAGINA 15: RADICI E IDENTITÀ a cura di Stefano Lesti PAGINA 17: PAROLA ALL’AVVOCATO a cura dello Studio Biagini DA PAGINA 19: GLI ALLEGRI PASSATEMPI a cura della redazione PAGINA 28: I CONSIGLI DI ALTRO CONSUMO a cura dI Silvia Castronovi

Nel numero 91 della Rivista “Infernetto Magazine” sono stati erroneamente pubblicati due articoli con le foto e i nomi di Massimiliano F. Mambor, dirigente della Lega e di Roberto Lai, attivista del M5S, erroneamente invertiti nei nomi e nelle foto. Cogliamo dunque l’occasione per scusarci sentitamente con gli interessati.

PAGINA 31: RUBRICA SALUTE

INFERNETTO MAGAZINE ANNO 10 NUMERO 92 EDITORE Esse Editore

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DIRETTORE RESPONSABILE Federica Afflitto GRAFICA | EDITING | LAYOUT Diana Patanè COLLABORATORI Franco Gobbi | Silvia Castronovi | Avv. Biagini | Stefano Lesti | Dott.ssa Tina Calbi | Diana Patanè | Maria Adriana Solarino

INFERNETTO MAGAZINE Tutti i diritti sono riservati, salvo accordi scritti a contratti di concessione copyright, la collaborazione a questo mensile è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. La responsabilità dei contenuti dei testi è esclusivamente degli autori Registrazione Tribunale di Roma: 237/2010 del 26 Maggio 2010 Si ringraziano gli inserzionisti pubblicitari per il loro contenuto che consente la pubblicazione e la diffusione di questo periodico. Chiuso in redazione il 1 Luglio 2019 PUBBLICITÀ www.infernettomagazine.it - Tel. 06.89527697

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di Stefano Lesti

REFERENDUM SULL’ AUTONOMIA

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LA RACCOLTA DI FIRME AVRÀ INIZIO A SETTEMBRE

o scorso primo giugno è stata recepita ufficialmente dalla regione Lazio la proposta di legge di iniziativa popolare per indire il referendum consultivo utile a separare amministrativamente dal Campidoglio il Lido di Ostia, Ostia Antica e una parte dell’entroterra. La richiesta è stata allestita e presentata dal gruppo di lavoro del Comitato promotore di Ostia Comune e promossa dal “Comitato ProgettoComune” in collaborazione con l’”Associazione Insieme X il Comune” allo scopo di iniziare l’iter procedurale per far indire il referendum che porterà o meno all’autonomia di Ostia entro il 2020. La proposta è diventata un atto amministrativo concreto e ora si trova sul tavolo della Segreteria Generale Regionale in attesa di essere valutata e approvata dopo la raccolta delle 10mila firme necessarie che seguirà da parte dei proponenti a partire da settembre. BREVE STORIA DELLO SVILUPPO DI ROMA E DEL CONSEGUENTE PERCORSO DI DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO (1961/2013) La storia e lo sviluppo del decentramento amministrativo e di poteri rispetto alla centralità capitolina affonda le radici nella seconda metà degli anni Sessanta. Dopo l’approvazione nel 1961 del Piano regolatore generale e in seguito al cosiddetto “boom economico” di quegli anni, Roma crebbe e si sviluppò in maniera eccezionale: dal centro alle periferie si moltiplicarono nuove costruzioni edili e anche il numero dei residenti nella capitale aumentò esponenzialmente. Nel 1980, per favorire una maggior governabilità non solo nella capitale ma in tutte le grandi città le istituzioni circoscrizionali diventarono una realtà. All’epoca erano delle autonomie locali rappresentative dei cittadini che, votate dai residenti dei quartieri contestualmente alle elezioni per il rinnovo dei sindaco e del consiglio comunale, esprimevano nelle nuove venti circoscrizioni romane, compreso l’attuale comune di Fiumicino, un proprio presidente e venticinque consiglieri, tra i quali al loro interno venivano scelti dagli eletti di maggioranza i presidenti delle commissioni consiliari permanenti e speciali che avrebbero a loro volta gestito determinati ambiti amministrativi, affiancando il lavoro dei presidenti. Quanto però all’assegnazione di poteri determinanti e di patrimonio economico e pubblico le normative allora vigenti non erano minimamente sufficienti. Pertanto nel tempo si pensò di produrre nuovi strumenti che fossero più idonei a implementare il decentramento dei poteri alle circoscrizioni. Poi, dalla prima metà degli anni Novanta si pensò di dare vita a istituzioni locali ancora più autonome rispetto alle circoscrizioni che di fatto non erano in grado di governare i territori di competenza. Infine, nel 2001, furono istituite le Aree Metropolitane. Una nuova istituzione che sulla carta avrebbe aumentato i poteri delle vecchie circoscrizioni, che trasformate in municipi avrebbero portato alla dotazione di maggiori poteri sia ai presidenti degli stessi municipi, che ai consiglieri. I municipi potevano nominare oltre ai presidenti di commissione anche gli assessori. La delibera istitutiva fu ulte-

riormente implementata nel 2006 e in seguito, nel 2013, i municipi di Roma furono accorpati e da diciassette che erano, escluso il comune di Fiumicino -ex XIV circoscrizione-, resosi autonomo da Roma nel 1993 con apposito referendum, diventarono quindici. Una decisione che ad oggi considero personalmente senz’altro scellerata quanto irresponsabile e niente affatto lungimirante e risolutiva, perchè piuttosto di migliorare Roma e la sua periferia ha finito per peggiorare e degradare ancora di più la capitale d’Italia (n.d.a.). Per maggiori approfondimenti sul percorso citato consultare il sito istituzionale del Campidoglio: www.comune.roma.it LITORALE ROMANO: CRONISTORIA DEI TENTATIVI REFERENDARI PER L’AUTONOMIA DAL CAMPIDOGLIO ANDATI A VUOTO (1989 e 1999) Il primo tentativo di autonomia da Roma iniziò nel 1989, quando l’allora XIII circoscrizione che all’epoca contava un numero di centomila residenti circa decise di raccogliere le firme per un referendum necessario ad istituire un nuovo comune indipendente dalla Capitale. L’esito fu negativo. Dieci anni dopo, nel 1999, la consultazione popolare venne ripetuta, ma addirittura non fu raggiunto il quorum tra gli allora duecentrotrentamila residenti ufficialmente censiti venti anni fa. In quella occasione Ostia si espresse comunque a favore, a fronte dell’entroterra che votò contro. Infine, nel 2017 un gruppo promotore costituito da Andrea Garelli, Italo Mannucci e Domenico Stamato ha ottenuto l’autorizzazione alla raccolta di firme finalizzate all’indizione del referendum per il distacco del X Municipio da Roma, ma poi non se ne fece più nulla. IL NUOVO REFERENDUM (2019) Dopo mesi di studio, supportati dal “comitato dei 100” e da tante figure professionali, i proponenti del nuovo referendum terminano lo studio di fattibilità che richiedeva la norma regionale. Tra i tanti studi fatti, è stato approfondito il patrimonio immobiliare, analizzato il piano di trasporto pubblico locale, allegata una relazione socio economica con dati incrociati tra vari enti ed una previsione di bilancio, certificato da un professionista abilitato, che ha consentito cosi di attivare il percorso per l’istituzione del comune di Ostia. Secondo i proponenti l’idea di istituire un nuovo comune metropolitano potrà essere un viatico di sviluppo per una parte importante di territorio che ormai giace abbandonato a se stesso da anni e senza alcuna via di uscita. La richiesta è stata ufficializzata alla regione Lazio lo scorso 30 maggio dal gruppo di lavoro del “Comitato promotore di Ostia Comune”, e dal “Comitato ProgettoComune” in collaborazione con l’”Associazione Insieme X il Comune”, allo scopo di iniziare l’iter procedurale per indire il referendum che porterà o meno all’autonomia di Ostia. La proposta che

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Infernetto Magazine è di iniziativa popolare è volta a far indire il referendum consultivo utile a separare amministrativamente il Lido di Ostia, Ostia Antica e una parte dell’entroterra da Roma, e dal primo giugno è diventata un atto amministrativo concreto che ora si trova sul tavolo della Segreteria Generale Regionale in attesa della consegna materiale delle firme che saranno raccolte in numero pari e non inferiore a 10mila. IPOTESI DEI NUOVI CONFINI TERRITORIALI I confini attuali previsti nell’ipotesi di Ostia Comune sono costituiti dal mare, dal Tevere e dalla “linea d’acqua” dell’entroterra che prende il nome prima di Fosso del Dragoncello e poi Canale della Lingua. E’ bene ricordare che la delimitazione di un’amministrazione devono essere definiti da confini fisici. In questo modo l’eventuale comune di Ostia avrebbe una superficie di quasi 5.500 ettari e, ad oggi, una popolazione di circa 100.000 abitanti, costituita dai residenti di Ostia, Ostia Antica, Stagni i vari consorzi di Canale della Lingua e la parte bassa dell’Infernetto. All’interno anche il sistema di parchi pubblici della Riserva del Litorale: Castelfusano, Procoio e Acque Rosse. ITER BUROCRATICO SUCCESSIVO I passaggi successivi saranno i seguenti: dopo la raccolta di firme sul territorio da parte dei comitati proponenti, che da settembre ed entro sei mesi dovranno raccogliere 10.000 firme che sono necessarie per far approdare la legge in aula del consiglio e saranno presentate ufficialmente, al prossimo consiglio regionale utile verrà fatta lettura della proposta di legge di iniziativa popolare, poi in seguito si procederà con i dibattiti, le discussioni sul merito e la presentazione di emendamenti da parte delle forze politiche dopo i passaggi nelle commissioni competenti, compresi quelli concernenti la definizione dei confini di territorio. Infine la regione stabilità la data del referendum che con tutta probabilità si svolgerà nel 2020. LE POSIZIONI POLITICHE Queste le posizioni espresse dai rappresentanti dei principali partiti del decimo municipio. Nell’ordine: Antonio Di Giovanni, capogruppo M5S; Pierfrancesco Marchesi, LEGA; Margherita ANTONIO DI GIOVANNI, CAPOGRUPPO M5S “Noi non siamo favorevoli all’istituzione di un nuovo comune autonomo di Ostia e Ostia Antica, ma lo siamo in relazione a un discorso più ampio di autonomia locale purchè inserito nel contesto delle Città Metropolitane. Riguardo il tema del decentramento abbiamo già fatto dei passi, tra cui la presentazione in aula della richiesta di abolizione della delibera Tronca, che aumenterebbe da 1 a sotto i 5 milioni di euro la somma spendibile sulle gare di appalto dei municipi dei lavori pubblici, ma sappiamo che molta altra strada dovrà ancora essere percorsa e individuata.Riguardo al referendum proposto si pone male e mi sembra una forzatura quanto poco probabile, in quanto non si può nemmeno lontanamente ipotizzare di lasciare fuori interi quartieri per la paura che l’entroterra voterebbe no all’istituzione di un nuovo comune di Ostia e Ostia Antica. Secondo poi, l’art. 133 comma 2 della Costituzione prevedede che al voto dovrebbero partecipare tutti i romani e non solo ed esclusivamente i residenti del decimo. Senza infine considerare i dubbi su come e sopratutto su chi dovrebbe eventualmente gestirlo, oltre a una serie di ulteriori valutazioni che andrebbero fatte, come ad esempio da dove attingere le entrate. Pensando poi al tema dei trasporti pubblici, ad esempio, ci si dovrebbe di conseguenza necessariamente dotare di una rete che diventerebbe extraurbana con aggravio di costi dati gli accordi che dovrebbero porre in essere con l’Atac sia per il nuovo comune che da parte dei pendolari, unitamente ad altre problematiche che si dovrebbero poi affrontare. Ad ogni modo bene aver sollevato il tema, ma meglio ancora sarebbe coinvolgere nella discussione e nel referendum che si svolgerà nel 2020 tutta Roma e tutti i residenti del decimo. Poi staremo a vedere cosa farà la regione e attende-

remo gli esiti pronti a far valere le nostre ragioni.” PIER FRANCESCO MARCHESI, LEGA “Io sono da sempre un sostenitore dell’automia amministrativa e di Ostia comune a prescindere dalle varie maggioranze di governo che negli anni si sono alternate sia in Campidoglio che nel nostro municipio. Dopo dodici anni di consigliatura mi confronto ogni giorno con i problemi di gestione e con le lungaggini burocratiche che di fatto impediscono uno sviluppo pieno, eterogeneo, sia del territorio che della nostra economia, vedo dunque di buon occhio la proposta di renderci autonomi rispetto al Campidoglio. Siamo infatti favorevoli a renderci autonomi da Roma, tuttavia contesto ai proponenti i termini e i confini ipotizzati perchè spezzano interi quartieri a metà, tra i quali l’Infernetto. Non ci sta bene quello che è stato proposto anche perchè l’entroterra -che i comitati proponenti del referendum escludono, sottovalutano e snobbano- rappresenta una parte importante, direi addirittura maggiore rispetto a Ostia, sia in termini di residenti che di estenzione territoriale, e quindi non può essere abbandonato ancora di più rispetto a quanto non lo siano già oggi e ormai da fin troppo anni. Pertanto ci confronteremo con i cittadini, coinvolgendo sopratutto i residenti dell’entroterra ai quali daremo un questionario a cui dovranno rispondere in tal senso, perchè la proposta così com’è stata messa in piedi non potrà passare e noi insieme ai nostri elettori senz’altro non la voteremo, anche perchè il territorio che ne uscirebbe fuori darebbe vita con molta arroganza a zone nobili da una parte e a zone povere e periferiche dall’altra: da una parte il mare, gli scavi e la zona industriale di Dragona, e dall’altra quartieri essenzialmente dormitorio. Secondo noi bisogna ridiscutere tutti insieme coinvolgendo tutto il territorio, nessun residente e quartiere escluso, al fine di rivedere la proposta referendaria e chiedere a tutti quanti se vogliono eventualmente unirsi a Ostia oppure no, anche perchè nell’entroterra ci sono dei piani urbanistici e di sviluppo che sono stati nel tempo approvati e nel caso in cui il referendum siffatto dovesse passare rischiano di saltare, aggravando ancora di più una situazione di degrado e abbandono che non si riuscirà più a contrastare.” MARGHERITA WELYAM, PARTITO DEMOCRATICO “La posizione del Pd municipale in merito al referendum sulla eventuale costituzione di un nuovo comune autonomo da Roma è di forte perplessità. Non tanto per la legittima iniziativa dei comitati che lo hanno proposto alla regione, ma sopratutto perchè da una parte noi crediamo nella legge che nel 2001 ha istituito le Aree Metropolitane. Una legge che se venisse realmente attuata, permetterebbe il decentramento di quelle competenze essenziali per poter amministrare efficientemente un territorio grande come quello del Municipio X. Dall’altra riteniamo che Ostia e il suo entroterra siano strettamente legati al resto di Roma, lo dimostrano tutti quei pendolari che ogni giorno vanno a lavorare al centro, per non parlare del mare dei romani, degli scavi di Ostia Antica e di tutto quel patrimonio storico, artistico e naturale che le appartiene da ben oltre due millenni. Forse, quello che serve a Roma per risollevare le sue sorti è un forte investimento da parte del governo sulla sua Capitale, fiore all’occhiello dell’Italia In ultima analisi crediamo che il coinvolgimento di tutti i residenti prima di entrare nel merito della qustione sarebbe stato necessario, in quanto ogni decisione pendente sulla cittadinanza non dovrebbe affatto calare dall’alto”. ANDREA BOZZI, LISTE CIVICHE AUTONOMIA ORA e UN SOGNO COMUNE “I comitati referendari hanno tutto il diritto di portare avanti una battaglia che risponde essenzialmente alla mancata applicazione di tutte quelle riforme del passato, dalla legge 142 del 1990 alle

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Infernetto Magazine altre che per uno e più motivi sono state nel tempo disattese e rese inutili a favorire il decentramento e una maggiore autonomia delle circoscrizioni prima e dei municipi dal 2001 a oggi. Il consiglio regionale poi affronterà la proposta secondo la propria funzione legislativa in tal senso poichè si tratta di una proposta di legge di iniziativa popolare e pertanto presenterà le proprie deduzioni e controdeduzioni insieme a dei propri emendamenti prendendo le proprie legittime decisioni in merito alle questioni presentate. Il fatto che però vorrei sottolineare è che in questo momento dell’iter burocratico successivo alla presentazione della richiesta formale di indizione del referendum non si può contrastare una proposta e i confini in essa ipotizzati, in quanto legittimamente stabiliti dai proponenti sulla base di studi sociali ed economici e quant’altro che al di là di ciò che si pensa non escludono nessuno, ma tutt’altro. Se poi il referndum venisse approvato il nuovo municipio diventerebbe più “Acilia-centrico” e non penso che ciò costituirebbe uno svantaggio per l’entroterra. A tal proposito mi auguro e spero che in questa prima fase vi sia un maggiore confronto e coinvolgimento di tutti i residenti sul territorio, che possano favorire una larga condivisione, memori di quanto già accaduto in passato nelle due precedenti consultazioni. Temo infatti su tutte le divisioni. Quanto alla posizione della Lega in municipio, mi chiedo perchè i suoi esponenti locali non coinvolgano direttamente i propri rappresentanti di partito, piuttosto di indire riunioni all’Infernetto (...) soltanto per cavalcare strumentalmente il problema dei confini che loro stessi potrebbero prevenire e parimenti risolvere in poco tempo.. Sono loro a governare il Paese e pertanto ad avere una responsabilità maggiore, e non soltanto riguardante Roma, ma anche tutte le città che oggi languono data la mancanza cronica di poteri e soldi a disposizione sia da parte dei comuni che nei municipi delle grandi metropoli. Tanto per dirne una atta a spiegare questa sorta di schizofrenia politica di cui ormai siamo caduti tutti vittima e chiudere il mio inter-

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vento cito la recente l’approvazione da parte del decimo municipio di una richiesta da parte del governo 5stelle tendente ad aumentare da un milione previsto oggi sui capitolati di spesa per gli appalti pubblici fino a sotto i 5milioni di euro; già questo sarebbe a mio avviso un passo in avanti riguardo una maggiore autonomia, tuttavia ancora non sta succedendo nulla di concreto in tal senso: perchè?” FRANCO DE DONNO, LABORATORIO CI-

VICO X “La mia posizione, che nel tempo sarà ulteriormente approfondita, è di riprendere dal cassetto del Parlamento la legge sulle municipalità. Noi non vogliamo distaccarci dal Campidoglio ma esigiamo una maggiore autonomia gestionale ed economica per operare con maggior incisività sul nostro territorio. Staccarci da Roma Capitale sarebbe infatti a mio avviso inutile quanto anti-storico e potrebbe procurare più danni che vantaggi”

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‘PLASTIC FREE BEACH 2019’

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entoventritremila euro per il X Municipio, Un totale di 1 milione di euro per eliminare la plastica dalle spiagge dei comuni del litorale laziale. ‘Plastic Free Beach 2019’, progetto finanziato dalla Regione Lazio. Dagli erogatori automatici di acqua potabile o i distributori di borracce, agli ecocompattatori di plastica, carta e alluminio fino alla realizzazione di strutture dedicate alla raccolta e al recupero di bottiglie e contenitori in plastica. Azioni e progetti per eliminare la plastica dalle spiagge libere dei Comuni costieri del Lazio e ridurre fenomeni di inquinamento degli arenili e del litorale marino. I finanziamenti sono stati assegnati per il 60% in rapporto all’estensione della linea di costa di

competenza e per il 40% in rapporto alla popolazione residente. Si tratta di una iniziativa importante che abbiamo voluto fortemente finanziare per sensibilizzare in primis i bagnanti sugli effetti della plastica e in secondo luogo per combattere in maniera concreta l’inquinamento delle nostre spiagge e dei nostri mari. Una scelta che viene da lontano e che segue un percorso preciso iniziato con l’introduzione della figura del Green Manager, con la delibera per limitare il consumo della plastica monouso nelle sedi istituzionali e l’avvio del progetto per il recupero della plastica in mare. Lo dichiara il consigliere regionale del Pd Lazio, Michela Califano.

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ROMA: APPROVATO PROTOCOLLO D’INTESA SUL GRANDE RACCORDO ANULARE DELLE BICICLETTE

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pprovato dalla Giunta capitolina il Protocollo d’intesa sottoscritto tra Roma Capitale e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul Grande raccordo anulare delle biciclette (GRAB). L’accordo prevede l’istituzione di un tavolo inter-istituzionale e il cronoprogramma delle attività per la realizzazione del GRAB, un unico itinerario ciclabile di 45 chilometri di interesse storico, turistico, culturale e ambientale al servizio di Roma. La ciclovia urbana sarà composta sia di tratti di piste ciclabili già esistenti lungo le strade e nei parchi, sia di tracciati di nuova realizzazione. “Abbiamo fatto un altro passo in avanti nell’iter di progettazione e realizzazione del Grab, un’opera di grande valore storico e culturale che vogliamo lasciare in eredità alla nostra città. Un viaggio alla scoperta di un patrimonio straordinario. Il tracciato ricucirà le piste già esistenti o in fase di progettazione e realizzazione, dal centro alla periferia, creando un anello ciclabile che attraversa parchi e ville storiche, un percorso strutturato che rappresenta un valore aggiunto per la Capitale”, dichiara la sindaca Virginia Raggi. Tra le strade e le ville storiche interessate dal tracciato turistico-culturale l’Appia Antica, viale Palmiro Togliatti, la riserva naturale dell’Aniene, villa Ada, villa Borghese, via Guido Reni, viale Angelico, via Lepanto, via Giulia, il Ghetto, il Campidoglio e via dei Fori Imperiali. “Oltre a valorizzare il patrimonio storico e culturale della nostra città, la realizzazione del Grab

ci consentirà di riqualificare importanti zone della Capitale, creando un’infrastruttura che risponde pienamente alla nostra visione di mobilità sostenibile. Il progetto rappresenta uno strumento importante per promuovere la ciclabilità e un’occasione per raggiungere gli standard di eccellenza delle principali città europee in tema di ciclovie”, dichiara l’assessora alla Città in movimento, Linda Meleo.

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RADICI E IDENTITÀ

OSTIUM: VIAGGIO NELLA NOSTRA STORIA

a cura di Stefano Lesti, giornalista e scrittore undicesima puntata

PORTO DI CLAUDIO (42-64 DOPO CRISTO) - PRIMA PARTE

N

el 42 d.C. l’imperatore Claudio diede avvio alla costruzione di un grande porto marittimo terminato successivamente nel 64 sotto Nerone per incentivare oltre allo sviluppo della flotta militare, l’aumento dei commerci e degli scambi. Secondo gli studi di Ida Baldassarre, Irene Bragantini, e Chiara Morselli, pubblicati in: “Necropoli di Porto”, di Lorenzo Di Domenicantonio in: “Isola Sacra, Portus, Lidia Paroli e Kristina Strutt, e in: “Portus: An Archeological Survey of the Port of Imperial Rome, a cura di S. J. Keay e Antonia Arnoldus-huyzendveld:

Ostium, studi sulla colonia originaria tra mito, leggenda e evidenze archeologiche.

FONTI BIBLIOGRAFICHE: LUIGI CANINA, V. STORIA E TOPOGRAFIA DI ROMA ANTICA E SUA CAMPAGNA, SEZ. II, CAMPAGNA ROMANA ANTICA, 1839, ROMA, PARTE I, VOL. V, SEZ. ROMANO II P. 257. GALLICO, GUIDA AGLI SCAVI DI OSTIA ANTICA. CON UNA SEZIONE DEDICATA AL BORGO RINASCIMENTALE, 2000, ROMA. DIONIGI DI ALICARNASSO, ANTICHITÀ ROMANE, II. - EUTROPIO BREVIARUM AB URBE CONDIDA, I. - TITO LIVIO, AB URBE CONDIDA LIBRI, I. FAUSTO ZEVI, “SULLE FASI PIÙ ANTICHE DI OSTIA”, IN GALLINA ZEVI - CLARIDGE 1996, ROMA. LIVIO, PERIOCHAE, AB DA LIBRI. PLUTARCO,

URBE VITA DI

CONDISILLA.

F.ZEVI, COSTRUTTORI ECCELLENTI PER LE MURA DI OSTIA. CICERONE, CLODIO E L’ISCRIZIONE DELLA PORTA ROMANA, RIVISTA DI ARCHEOLOGIA, III SERIE, XIX-XX, 1996-1997, PP. 61-112

“Il nuovo porto si affiancava a quello fluviale di Ostia e al porto marittimo di Pozzuoli. L’infrastruttura assicurava in principio un bacino riparato e protetto dove eseguire lo scarico delle merci dalle navi mercantili che giungevano qui da tutto il Mediterraneo. Il bacino portuale era ampio 150 ettari e fu un’opera ingegneristica straordinaria scavata in parte nella terra ferma e in parte in mare. Per creare le fondamenta del faro, realizzato sulla copia di quello di Alessandria d’Egitto, fu creato un isolotto artificiale affondando e riempiendo di terra e pietre gigantesche la grande nave mercantile con cui l’imperatore Caligola aveva fatto trasportare l’obelisco egizio destinato al circo Vaticano, che fu eretto in Piazza San Pietro a Roma. Almeno due canali artificiali, le “fossae”, assicuravano il collegamento tra il mare, il porto di Claudio e il porto fluviale di Ostia tiberina edificato alla foce del Tevere, consentendo alle navi di risalire il fiume fino a Roma in piena sicurezza. Soltanto le mutate condizioni ambientali, dovute alla spinta delle correnti marine provenienti da nord-ovest che provocarono il progressivo e inarrestabile insabbiamento del bacino portuale, spinsero l’imperatore Traiano a costruire quarant’anni anni dopo, tra il 100 e il 112 d.C., un nuovo bacino più interno, il Porto di Traiano. Il porto di Claudio continuò tuttavia a essere utilizzato anche in seguito, come riparo in rada che fu garantito mediante dragaggi periodici programmati e realizzati allo scopo di evitarne l’ulteriore insabbiamento”. Continua nella seconda parte. www.inf er ne ttomagazine.it

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Piazza Eschilo, 37 AXA Tel. 06.45491728 - 06.45491736 Cell. 333.6827048 - 347.3057192

a cura dello STUDIO LEGALE

TESTAMENTO OLOGRAFO

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l testamento olografo non è altro che l’insieme delle volontà scritte di una persona che non è stata dichiarata incapace di intendere e di volere; è la forma più semplice di testamento e non necessita di un Notaio o testimoni. Per redigerlo e per essere ritenuto valido il testamento deve possedere determinati requisiti: -l’autografia ( scritto di pugno e per intero dal testatore); -la data (deve contenere giorno, mese ed anno del momento in cui viene redatto); -la sottoscrizione (il testamento deve essere firmato in calce alle volontà); La mancanza di uno solo di questi elementi comporta la nullità del testamento. Il testamento, sia che escluda uno o più legittimari, sia che presenti elementi d’invalidità (per esempio, perché se ne assume la falsità o perché redatto da persona incapace), può essere impugnato. Si parla d’impugnazione del testamento quando si contesta il documento nella sua materialità (per es. perché falso) o perché proveniente da persona incapace, e d’impugnazione della disposizione testamentaria quando si contesta il contenuto del documento, ma per comodità espositiva parliamo d’impugnazione del testamento. Un testamento è da ritenersi nullo quando è contrario alla legge oppure presenta gravi difetti di forma. Nel caso del testamento olografo, tali difetti possono riguardare l’autografia (per esempio un testamento non interamente scritto di pugno dal testatore) e la mancanza della sottoscrizione. Il testamento è invece annullabile nel caso in cui il testatore sia incapace d’intendere e di volere o per altri difetti di forma del testamento, quali la mancanza della data. Il testamento può essere impugnato per invalidità se gli eredi non sono d’accordo con le volontà del defunto. L’impugnazione dell’atto consiste nell’instaurare un giudizio davanti al Tribunale competente citando tutti gli eredi e i legatari. L’impugnazione del testamento per nullità non ha limiti di tempo, mentre l’impugnazione per annullamento va esercitata entro cinque anni dalla lettura del testamento dal Notaio in presenza degli eredi. www.inf er ne ttomagazine.it

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ALLEGRI PASSATEMPI

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Arrivederci a settembre

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

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PETIZIONE POPOLARE PER LA RICHIESTA DI MAGGIORI CONTROLLI DA PARTE DELLE FORZE DELL’ORDINE RIGUARDO GLI INCIVILI IRRESPONSABILI CHE NON DOTANO DI GUINZAGLIO E MUSERUOLA I PROPRI CANI PORTATI A PASSEGGIO (ART. 672 CODICE PENALE; ART. 2052 CODICE CIVILE)

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n gruppo di residenti dell’Infernetto ha promosso una raccolta di firme volta a richiedere maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine per tutelare i gatti dagli incivili irresponsabili che portano a spasso i propri cani senza dotarli di museruola e guinzaglio, mettendo a repentaglio oltre alla salute dei gatti anche quella dei cani che a loro volta rischiano di essere aggrediti sia dagli stessi felini che da altri cani lasciati altrettanto liberi dai loro padroni, ma peggio ancora mettendo a rischio l’incolumità di terze persone e sopratutto di bambini che passeggiano sulle nostre strade. Le firme raccolte saranno protocollate e consegnate al decimo municipio di Roma che pertanto sarà obbligato ad avviare l’iter burocratico come da richiesta.

IL CANE A SPASSO, QUALI SONO LE LEGGI DA RISPETTARE?

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l responsabile del cane in aree urbane Secondo la legge (ORDINANZA Min. Sal., concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani; art. 672 cp; art. 2052 cc), il proprietario di un cane è responsabile del benessere, del controllo e della conduzione del proprio animale e risponde di danni o lesioni a persone, altri animali e cose provocati dall’animale stesso, anche se era smarrito o fuggito, a meno che non si riesca a provare il caso fortuito (evento imprevisto, imprevedibile e inevitabile). Questa responsabilità si estende anche a chi, pur non essendo il proprietario del cane, lo ha con sé o lo ha in custodia (detentore responsabile). La Corte di Cassazione ha, infatti, più volte confermato che chi detiene il cane assume “l’obbligo di controllare e custodire l’animale, adottando ogni cautela per evitare e prevenire possibili aggressioni a terzi, a prescindere dalla formale proprietà dell’animale”. Quindi, si può dire che il detentore ha gli stessi doveri del proprietario, al fine di evitare che il cane provochi danni materiali o lesioni. Che sanzione si rischia? Chi lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi o ne affida la custodia a una persona non adatta (come lo sono, ad esempio, i bambini o le persone incapaci di trattenere un cane, qualora questo dovesse diventare aggressivo) rischia una sanzione amministrativa da 25 a 258 euro. La stessa sanzione è prevista per chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone.Dal punto di vista della responsabilità civile, si può richiedere il risarcimento dei danni provocati da un animale, rivolgendosi al proprietario dell’animale stesso oppure alla persona che lo deteneva al momento dei fatti, se diversa. Quali sono le regole da seguire? L’Ordinanza ministeriale concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani stabilisce le regole di sicurezza, che devono essere rispettate dai proprietari e dai detentori quando portano il loro cane in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico: - deve essere utilizzato un guinzaglio non più lungo di 1.50 metri; fanno eccezione le aree cani, dove gli animali possono essere la-

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sciati liberi; - chi conduce il cane a spasso deve avere sempre con sé una museruola(rigida o morbida), da utilizzare in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali oppure su richiesta delle Autorità competenti; - il cane deve essere affidato solo a persone in grado di gestirlo correttamente; - è necessario conoscere le caratteristiche fisiche ed etologiche del proprio cane; - è necessario conoscere le norme vigenti da rispettare; - bisogna assicurarsi che il cane si comporti bene sia con le persone sia con gli altri animali. L’obbligo di idonea museruola per i cani non condotti al guinzaglio, quando si trovano nelle vie o in altro luogo aperto al pubblico e l’obbligo della museruola e del guinzaglio per i cani condotti nei locali pubblici e nei mezzi di trasporto pubblico sono previsti anche dal Regolamento di Polizia Veterinaria (all’art. 83). Inoltre, chiunque conduca un cane in aree urbane, vie, piazze, giardini pubblici deve raccoglierne le feci e comunque avere sempre con sé l’occorrente a questo scopo. Anche questo obbligo è contenuto nell’Ordinanza ministeriale emanata per la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressività dei cani, ma possono imporlo anche i regolamenti locali delle città. Anche a questo proposito, la Corte di Cassazione è intervenuta, per chiarire che sussiste l’obbligo per tutti i proprietari che portano a passeggio i propri animali di “ridurre il più possibile il rischio che questi possano lordare i beni di proprietà di terzi”. Non dimenticare il benessere animale. Conoscere le regole che la legge impone, per portare a spasso il cane in sicurezza, e rispettarle ogni volta che si esce di casa con lui è fondamentale per evitare situazioni di pericolo o danni, ma è importante anche per garantire il benessere dell’animale. Infatti, è meno probabile che un cane ben custodito provochi danni, e, parallelamente, si riduce il rischio che li subisca. Articolo realizzata in collaborazione con il portale animalidacompagnia.it Autore: Paola Fossati (animalidacompagnia.it)

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LICEO DEMOCRITO

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CHIAREZZA PER LE NUOVE AULE IN PROGETTO UTILI ANCHE PER L’INFERNETTO

o scorso 24 giugno si è svolta in Città Metropolitana la seduta straordinaria delle Commissioni V e VII (Scuola e Patrimonio) per un aggiornamento sulla situazione relativa all’ampliamento del Liceo Democrito. Ampliamento per complessive 10 aule nuove (in prefabbricato) e del quale si sta ormai discutendo da mesi e che interessa, e molto, i ragazzi dell’Infernetto in uscita dagli Istituti Cilea e Mozart. E’ noto che l’Infernetto non gode di nessun Istituto di istruzione superiore ed i ragazzi sono costretti ad emigrare verso Ostia o Roma, con tutte le difficoltà e disagi possibili. Dallo scorso anno i nostri ragazzi affollano il Democrito e vengono smistati settimanalmente presso il nuovo Oratorio di San Tommaso, per 6/7 classi con locali concessi da Parrocchia e Vicariato. Dato che il Democrito è in grave difficoltà per gli spazi era stato avviato il progetto di ampliamento per 10 aule da parte di Città Metropolitana (competente per le scuole superiori) con una spesa di circa 1,5 milioni di euro, Disgraziatamente i tempi previsti si sono parecchio allungati rispetto alle aspettative. Di qui la necessità di un chiarimento e aggiornamento anche per mettere fine a tante voci dissonanti. La convocazione è stata indetta (dietro nostra precisa richiesta e di altri) dalle Presidenti le due Commissioni ed è stata presenziata da numerosi responsabili e tecnici della Città Metropolitana, oltre che rappresentanti di associazioni, comitati cittadini e degli Istituti Mozart e Cilea. Il Direttore del II Dipartimento C.M. (scuole) ci ha informato che tutte le attività preliminari e propedeutiche relative al progetto si non ormai concluse favorevolmente inclusa la fondamentale Conferenza dei Servizi. Il Bando di gara sarà indetto entro metà luglio con assegnazione dell’appalto integrato a metà settembre per l’inizio lavori. Non sono stati indicati i tempi di completamento per prudenza, ma è plausibile che le 10 aule saranno disponibili ad inizio scolastico 2020/21. Nel frattempo, sarà chiesta al Vicariati di mantenere la disponibilità di aule presso l’Oratorio San Tommaso. Seppure in ritardo, ottima notizia. Chiarito ciò, abbiamo posto alcune questioni importanti:

parti, tutte ormai d’accordo che l’Infernetto merita attenzione e, quindi, un nuovo Liceo per sopperire ad una ineludibile necessità. Non ci sono più i fondi ed il vecchio progetto è ormai archiviato. Ma verranno intraprese azioni anche presso il MIUR per ottenere una pianificazione per un eventuale nuovo Liceo. Ma i tempi saranno lunghi con percorso tutto da fare inoltre va verificata la situazione del terreno di via Giordano/Lulli a suo tempo indicato. -Utilizzo locali della Guardia di Finanza – situazione kafkiana con la scusa della proprietà Privata la Pubblica Amministrazione non può chiedere direttamente l’utilizzo di locali peraltro adeguati per aule esistenti, auditorium, campo sportivo ecc. con impegno limitato. Occorre fare un bando e poi vedere chi partecipa. Insomma un cane che si morde la coda! Cioè una pubblica amministrazione arroccata sulla burocrazia stupida anche in presenza di soluzioni rapide ed efficienti e di utilità. Rimane la domanda dei cittadini: una volta abbandonato dalla Guardia di Finanza che fine farà quell’immenso complesso? Negligenza e miopia non fanno sperare bene, purtroppo! -Paventato utilizzo dell’ex Oratorio di San Tommaso – Destinato, se Regione ed ASL decideranno di muoversi come da anni promesso per un Presidio Sanitario. Comunicato ufficialmente che Città Metropolitana non ha mai avuto ne ha interesse per i locali ex Oratorio per scarsa disponibilità di spazi e cospicuo investimento. Peraltro una buona notizia a chiarimento che spazza via tante inutili chiacchiere del tutto depistanti anche a livello Municipio. Quindi, una buona riunione con ottime notizie anche se sempre con tempi biblici rispetto ai bisogni del quartiere. Burocrazia , mancanza di idee chiare, perenne mancanza di fondi e sciatteria politica la fanno da padroni e ciò non va affatto bene, date le gravi carenze per problematiche irrisolte che affliggono da sempre il nostro quartiere. Terremo informati, ovviamente, sugli sviluppi della situazione.

-Nuovo Liceo all’Infernetto – Una lunga disquisizione da varie www.inf er ne ttomagazine.it

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OSPEDALE GRASSI “SCONCERTO E PREOCCUPAZIONE PER SPOSTAMENTO COLONIA FELINA”

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e associazioni del territorio: Gatti Uniti, Doggy Dog, La casa di Garfield, Associazione Parco Villabassa insieme a Vittorio Allegrini vice presidente III Commissione Ambiente Sicurezza e Territorio X Municipio esprimono “il loro sconcerto e la loro preoccupazione di fronte all’ iniziativa del consigliere circoscrizionale Pietro Malara che chiede lo spostamento della colonia felina che vive da anni nel parco dell’ospedale Grassi a Ostia. Tale colonia regolarmente registrata alla Asl di competenza e con animali sterilizzati è seguita da sempre da volontarie attente. Abbiamo l’impressione di fare un salto indietro di 35 anni di fronte ad iniziative che ignorano ogni legge e normativa vigente che vietano lo spostamento dei mici dal loro habitat poiché gli viene riconosciuto il diritto alla territorialità. Il gatto randagio a Roma (unica città al mondo) è considerato patrimonio bio culturale da difendere e da valorizzare, gode inoltre del riconoscimento giuridico di “cittadino non umano”. In un momento in cui si affronta nel nostro paese il discorso dell’ accesso negli ospedali, e nelle strutture di accoglienza per anziani, degli animali da affezione considerati terapeutici questa iniziativa ci lascia sconcertati. Il micio nero a cui fa riferimento il consigliere Malara, che è il solo ad entrare nella sala d’aspetto del pronto soccorso, è conosciuto e molto amato, dà conforto a persone che fanno attese di ore lasciandosi accarezzare e per chi non gradisce la sua presenza il micio può essere semplicemente allontanato. In Inghilterra lo stesso micio, che si chiama Marina per un errore iniziale, sarebbe un personaggio e protagonista di articoli entusiastici, qui si scomoda il presidente Zingaretti chiedendone l’ allontanamento e lo spostamento dell’ intera colonia”.

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Saldi: ecco a cosa fare attenzione Silvia Castronovi - Giornalista Altroconsumo

Associazione indipendente a tutela dei consumatori - Relazioni Esterne Istituzionali Responsabile Regione Lazio - Email: silvia.castronovi@altroconsumo.it

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empo di saldi e di vendite a prezzo scontato, con un calendario che presenta qualche differenza da regione a regione. Certo, poter prevedere i saldi solo in determinati periodi dell’anno uccide la concorrenza. La cosa migliore, sia per i commercianti che per i consumatori, sarebbe liberalizzarli, senza mai dimenticare alcune regole: gli sconti devono essere davvero trasparenti, garantire un effettivo risparmio e soprattutto la qualità dei prodotti. Bisogna però prestare attenzione per fare buoni acquisti senza incappare in cattive Ecco qualche consiglio: •Confronta il cartellino del prezzo vecchio con quello ribassato: se hai dubbi sulla percentuale di sconto o il prezzo non ti sembra corretto, chiedi chiarimenti al negoziante. •Controlla che i capi siano in buone condizioni. Se il difetto viene fuori dopo l’acquisto, potrai chiedere la risoluzione del contratto: il negoziante deve restituirti l’importo pagato oppure ridurre il prezzo. È importante conservare lo scontrino. •Prova sempre i vestiti: se ti penti in un secondo momento dell’acquisto rischi di non poterlo cambiare. Infatti il cambio è a discrezione del commerciante.Chiedi sempre se ti consentirà di effettuare un cambio e quanti giorni hai a disposizione per farlo. •Evita di acquistare i capi d’abbigliamento che non abbiano le due etichette (quella di composizione e quella di manutenzione), per evitare di danneggiarli nella pulitura 28

a secco o in quella ad acqua fatta a casa. •Fai attenzione che la merce in saldo sia quella stagionale. La legge prevede, infatti, che i saldi non riguardino tutti i prodotti, ma solo quelli di carattere stagionale e articoli cosiddetti di “moda”, cioè quelli che hanno probabilità di deprezzarsi se non vengono venduti durante la stagione. •Ricorda che i prezzi esposti vincolano il venditore: se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, fallo notare al negoziante e non esitare, in caso di problemi, a far intervenire la polizia municipale. •La garanzia vale per due anni dall’acquisto. Attenzione, dunque, agli scontrini di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese; fotocopiali per poterli esibire al momento opportuno. La garanzia va fatta valere entro sessanta giorni dal momento in cui si scopre il difetto. •Un negoziante convenzionato con una carta di credito è tenuto ad accettarla sempre, anche in periodo di saldi, e a non aumentare i prezzi per pagamenti effettuati con la carta. •Attenzione ai pagamenti effettuati con la carta revolving, perché i tassi applicati possono superare il 20%. Questo strumento di pagamento può essere conveniente nel solo caso di rimborso del capitale in tempi brevissimi, vale a dire pochi mesi. •Per evitare confusione e acquisti non desiderati, la merce venduta in saldo deve essere esposta separatamente da quella non scontata: fai una denuncia alla polizia municipale se questa regola non viene rispettata.

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FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE: COSA MANGIARE A LUGLIO E AGOSTO

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razie ai moderni sistemi di coltivazione e di trasporto, siamo abituati a trovare frutta e verdura di ogni tipo durante tutto l’anno. Ormai per noi e normalissimo portare in tavola una bella macedonia di fragole in inverno e preparare un’ottima spremuta di agrumi, tipici frutti autunnali, in estate. Forse però sarebbe meglio porre maggiore attenzione alle varietà di frutti e ortaggi che la natura ci offre mese per mese, poiché ciò non avviene in maniera casuale. Sapevate ad esempio che susine ed albicocche, tipici frutti estivi, contengono tutte le vitamine e i sali minerali necessari alla pelle per prepararsi all’abbronzatura? L’anguria, con il suo elevato contenuto di acqua, contribuisce ad allontanare il rischio di disidratazione. Tutti sappiamo che è un frutto molto dissetante, che ci aiuta a resistere a caldo ed afa. Non a caso si tratta del frutto simbolo dell’estate e delle vacanze! Per quanto riguarda gli ortaggi, i peperoni e i pomodori sono alleati preziosi nella stagione in cui la nostra pelle

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è maggiormente esposta al sole. Ci aiutano infatti a mantenerla giovane e bella grazie all’alta concentrazione di licopene, un potente antiossidante che essi contengono. Ecco allora cosa ci converrebbe mettere nel carrello a luglio e in agosto, per nutrirci in modo più salutare e salvaguardare anche il portafogli!

FRUTTA Albicocche, angurie, banane, ciliegie (solo a luglio), fichi, fragole, lamponi, mele (da agosto), more, meloni, pere, pesche, susine, ribes, uva (da agosto).

Verdura Basilico, bietole, carote, cavoli, cetrioli, cicorie, fagiolini, fave, melanzane, patate novelle, peperoni, piselli, pomodori, radicchio, ravanelli, rucola, sedano, zucche (da agosto), zucchine. Fare il pieno di frutta e verdura gioverà certamente alla nostra linea e ci farà sentire più in forma!

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A cura della Dottoressa Tina Calbi

Dott.ssa Tina Calbi Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale Terapia di coppia - Terapia familiare Terapia per adolescenti - Terapia individuale Ansia - Attacchi di panico - Depressione Disturbi sull’umore - Disturbi del comp. alimentare Disturbi sessuali

BISOGNI UMANI

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Così uguali, così diversi

na delle più note concettualizzazioni studiata quando ci si addentra nel campo delle motivazioni, è la gerarchia dei bisogni, descritta dallo psicologo statunitense Abraham Maslow elaborò una piramide, o gerarchia appunto, dei bisogni, da quelli più basilari ed elementari fino a quelli più astratti e complessi, che si dovrebbe manifstare durante lo sviluppo in una sequenza progressiva, dalla base alla punta.

Questa gerarchia fa riferimento appunto ai “bisogni”, parola che etimologicamente delinea “cose che mancano, di cui c’è necessità”. Secondo Mslow, i primi a comparire sono i bisogni fisiologici, legati a esigenze fisiologiche naturali e primarie (fame, sete, ecc.). Da essi nasce la prima molla motivazionale del neonato, che ad esempio piange per essere nutrito. Nell’adulto possiamo ipotizzare che questa sia la motivazione più forte, ma naturalmente è possibile e facile posticipare il soddisfacimento di questo bisogno, all’occorrenza. Successivamente compaiono i bisogni di sicurezza, che motivano a ricercare protezione e contatto. Troviamo poi il bisogno di amore e di appartenenza, che conduce a comportamenti tesi a dare e ricevere amore, dall’amicizia all’intimità sessuale. Il bisogno di riconoscimento o stima

ci porta a un livello ancora più elevato. Qui entrano in gioco comportamenti e atteggiamenti tesi a ottenere il riconoscimento da parte degli altri per le nostre azioni. Questo influenza la nostra autostima, il senso di capacità, la possibilità di avere una soddisfacente immagine di sé. I bisogni di auto-realizzazione portano, infine, a comportamenti tesi a esprimere le nostre potenzialità, la creatività, la spontaneità, anche al fine di poter comprendere meglio noi stessi e il mondo che ci circonda. Conoscere almeno gli elementi base di questa teoria può migliorare la comprensione della natura umana e quali siano le motivazioni che spingono gli uomini ad agire nella loro vita. Comprendere quali sono i bisogni prioritari che si avvertono nella propria vita, aiuterà sicuramente a capire quali sono i primi che vanno colmati per poi concentrarsi su qualcosa collocato più in alto sulla piramide, in modo tale da poter raggiungere con il tempo quello di stato di realizzazione e felicità. Quando Maslow propose la teoria della gerarchia dei bisogni affermò che gli individui devono soddisfare dapprima i bisogni sui livelli più bassi prima che si originino quelli situati più in cima nella scala. Egli stesso, di fronte alle critiche al suo modello, ha voluto rivistare nei decenni successivi questo concetto, affermando che non si tratta di un processo on-off. Non accade in altre parole che al soddisfacimento al 100 % di un bisogno, ne nasce un altro situato più in cima sulla piramide di Maslow. Diciamo più concretamente che quando un bisogno è stato per lo più appagato, le nostre attenzioni si spostano verso qualcos’altro che ancora non fa parte della nostra vita. Ogni essere umano ha il desiderio di raggiungere lo stato di autorealizzazione. Sfortunatamente, i progressi vengono spesso compromessi dall’originarsi di una mancanza di appagamento di uno dei bisogni situati a livello più basso nella gerarchia. Di conseguenza, non tutti percorreranno la piramide dei bisogni in maniera unidirezionale, ma potrebbero essere costretti a tornare ai gradini più bassi per soddisfare i bisogni di base. La forma che i bisogni descritti nella piramide di Maslow assumono potrà variare considerevolmente da individuo a individuo. Mentre in una persona potrà sostanziarsi nell’essere una madre ideale, in un’altra potrà esprimersi atleticamente, in un’altra ancora potrà concretizzarsi nell’arte e nell’ideare nuove invenzioni. Per rag-

giungere l’autorealizzazione e intraprendere un percorso di crescita personale è fondamentale porsi degli obiettivi nella vita.

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