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Luis Enrique:

Strategie di mercato

Roma:

ecco i volti nuovi

Il poster di Francesco Totti FORZA MAGICA

metodi e programmi

Anno 5° - n.° 43 - Mensile d’informazione gratuito


EDITORIALE

diFedericaAfflitto

T

editoriale@forzamagica.com e edi itoria toria or alle@ @forz orrrzamagi zama ag gicca. a com

r o p p e

ad espletare tutta la mole di la-

chiac-

voro che c’è sopra il suo tavolo,

chiere, infiniti

a leggere il suo itinerario e se

ritardi, tante

dovessimo dare un’occhiata alla

promesse,

sua agenda restiamo sorpresi di

ancora incer-

come intorno ad un solo uomo

tezze e pochi fatti: non è una se-

giri e riesca ad essere svolto così

rena estate per i tifosi giallorossi.

tanto lavoro. Non può che fare

Con il ritiro alle porte e mentre

piacere, ma intanto le esigenze

le altre squadre si stanno raffor-

crescono e restano molteplici le

zando e lavorano per migliorare il

domande alle quali si continua a

proprio assetto in vista della nuo-

non dare risposta. La speranza è

va stagione, (ormai alle porte) qui

che per il 12 luglio si possa riu-

a Roma non ci resta che attende-

scire ad essere tutti pronti ai pro-

re. Per quanto ancora? Per poco

pri posti e che si possa riuscire a

ormai, ma l’impazienza è note-

far partire la nuova avventura tar-

vole, ai tifosi della Roma impor-

gata Luis Enrique al meglio delle

ta davvero poco della burocrazia,

proprie possibilità. I tifosi giallo-

ma non ci sono altre opportunità.

rossi non devono crearsi troppe

Bisogna attendere e sperare che

aspettative, perché la rivoluzio-

il progetto, partito con la pre-

ne da poco cominciata a Trigoria

sentazione ufficiale del direttore

provocherà inevitabilmente degli

sportivo, Walter Sabatini, possa

assestamenti, ai quali bisognerà

davvero produrre frutti buoni e

fronteggiare con calma e senza

gustosi, il suo ruolo è in queste

nevrosi.

ore cruciale, intorno a lui gira il

l’impegno e la cultura del lavoro,

futuro giallorosso. Ad osservar-

per questo garantisce Luis Enri-

lo sempre in giro per il mondo ci

que. Per l’amore incondizionato…

sembra troppo solo per riuscire

i tifosi romanisti.

L’aspetto principale è

FORZA MAGICA Anno 5° - n.° 43 Mensile d’informazione gratuito EDITORE Esse Editore DIRETTORE RESPONSABILE Federica Afflitto direttore@forzamagica.com REDAZIONE via Rodengo, 31 00124 Roma Tel. 06.89.52.76.97 Reg. Tribunale di Roma in data 08-10-2007 n°465/07 GRAFICA | EDITING | LAYOUT Alessandra Cutugno COLLABORATORI Daniele Cecchetti | Serena De Iaco Andrea Di Carlo | Gianluca Guarnieri Max Leggeri | Fulvio Stinchelli Federico Vespa FOTOGRAFO Claudio Crescenzi STAMPA SOGRAF SRL FORZA MAGICA Tutti i diritti di riproduzione riservati, salvo accordi scritti o contratti di cessione copyright, la collaborazione a questo mensile è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. La responsabilità dei contenuti dei testi è esclusivamente degli autori. e-mail: info@forzamagica.com Si ringraziano gli inserzionisti pubblicitari per il loro contributo che consente la pubblicazione e la diffusione di questo periodico. Questo numero di Forza Magica è stato licenziato per la stampa il 30 Giugno 2011


INDICE

forza magica

Editoriale

3

Luis Enrique: metodi e programmi di Andrea Di Carlo

6

Portaportese: strategie di mercato dI Daniele Cecchetti

10

gossippando di Serena De Iaco

12

Il nuovo organigramma dell’A.s. Roma Di Andrea Di Carlo

14

il poster di Francesco TottI

16-17

Via ForlĂŹ: il valore di una targa di Francesco Bartoli

21

My Roma scrive a Thomas Di Benedetto

24

di Giuseppe Cuscusa


Luis Enrique Martìnez Garcìa

Di Andrea Di Carlo

N

on accadeva da 47 anni, quasi mezzo secolo, quando sulla panchina della Roma siedeva un catalano d.o.c., Luis Mirò per l’esattezza che guidò la squadra capitolina nella stagione 1963-64, annata in cui la Roma non brillò particolarmente, giungendo a fine campionato dodicesima, ma ottenne per la mia prima volta nella sua storia la Coppa Italia. Si tornerà a fare futbol con un asturiano di Gijon dal carattere spigoloso e chiuso, un perfezionista, un soggetto che cura maniacalmente tutti gli aspetti della sua professione. Luis Enrique Martinez Garcia, per tutti Luis Enrique, sarà il tecnico della rivoluzione a stelle e strisce giallorossa, fortemente voluto da Franco Baldini e Walter Sabatini (“Il motivo per cui l’abbiamo scelto è chiaro: vogliamo fare un calcio diverso e perchè rappresenta la discontinuità e simbolicamente un’idea di calcio che vogliamo perseguire con un

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Si tornerà a parlare spagnolo a Roma. Non vorremo allarmarvi, l’italiano e lo splendido dialetto romanesco sono assolutamente in salvo da contaminazioni esterne ma sulla panchina della società giallorossa si tornerà a discutere di pallone in lingua spagnola. ragazzo giovane, esuberante, che sfida se stesso, la sua multiattività compensa la mia staticità: è un tecnico che porta una cultura che sfida un mondo calcistico. Lui saprà fare una sintesi tra il calcio e la cultura di gioco spagnola e quelle che sono

le esigenze del nostro campionato. E’ una novità assoluta, una scelta coraggiosa che rifarei, anche se all’inizio potrebbe portarci a qualche contraddizione siamo contenti di averlo preso. Ha firmato un contratto di due anni con opzione sulla parola per un terzo, due anni basteranno se può guidare la squadra per i prossimi dieci”) avrà il compito di formare un gruppo in grado di vincere e stabilizzarsi nel gotha del calcio europeo nell’arco di due – tre anni. Porterà con sé il suo bagaglio di esperienze e di cultura calcistica, quella mentalità balugrana che ha acquisito con la militanza da giocatore e successivamente da allenatore della squadra B del Barcellona: gioco offensivo e spettacolare che riporti la gente allo stadio. Ma facciamo un passo indietro e scopriamo, o ricordiamo, chi è il nuovo allenatore giallorosso. Luis Enrique Martìnez Garcìa nasce l’8


maggio del 1970 a Gijón, città natale in cui farà tutte le giovanili sino ad approdare in prima squadra, lo Sporting Gijon, con il quale esordisce in Liga il 24 settembre del 1989  nella partita persa in casa contro il Malaga (0-1). L’anno seguente il suo talento si afferma in maniera cristallina visto che giocando da centravanti segna 14 gol e fa volare lo Sporting Gijòn in Coppa Uefa. Il Real Madrid si fionda sul giocatore e se lo assicura battendo la concorrenza di altre squadre spagnole, con una cifra vicino ai 250 milioni di pesetas. A Madrid cambia ruolo, divenendo più un’ala offensiva e fino al 1996 colleziona ben 157 presenze, andando a segno 14 volte. Per scelta della dirigenza, il contratto non gli viene rinnovato e così Luis Enrique compie un salto mortale verso la storia: passa dal Real Madrid al Barcellona. Qui si consacra definitivamente giocando oltre 200 partite, vincendo una miriade di trofei (3 Campionati, 3 Coppe Nazionali, 1 Supercoppa di Spagna,1 Coppa delle Coppe ed 1 Supercoppa Europe) e diventando anche capitano del Barcellona. Il 16 Maggio del 2004 resta la data in cui da addio al calcio giocato in una partita

contro il Racing Santander per quello che riguarda la carriera nei club; in Nazionale tutti lo ricordano per l’espisodio della gomitata ricevuta ai Mondiali del 94 da Tassotti e in effetti in Nazionale combinò poco rispetto al potenziale delle selezioni in cui militò, vincendo solo un oro alle Olimpiadi del 1922. Finito il ciclo da giocatore si aprì un’altra carriera, quella in panchina, da allenatore. Resta in casa, perchè gli viene affidata la squadra B del Barcellona: il 18 Giugno 2008 assume ufficialmente la carica di allenatore della Futbol Club Barcelona Athletic,l’equivalente

“Si sta facendo preparare schede minuziose su tutti i componenti della rosa e allenamenti innovativi e personalizzati per ogni singolo atleta”

della nostra Primavera per intenderci, prendendo il posto di Joseph Guardiola, suo ex compagno di squadra, passato a dirigere la prima squadra. Nel suo primo anno alla guida della squadra militante nella Segunda Division B spagnola, si piazza al quinto posto mentre l’anno successivo va meglio e si classifica al secondo posto, valido per la promozione in Segunda Division. Alla sua terza ed ultima stagione sulla panchina della squadra B ottiene uno terzo posto (miglior piazzamento di sempre per il club) valido per la partecipazione ai play-off per accedere alla Liga, a

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“Ha imposto le sue ragioni anche in tema di alimentazione e sullo stato delle strutture”

cui non può prendere parte dato che il regolamento spagnolo dice che due squadre dello stesso club non possono coesistere e competere nelle medesima serie. Un campionato che seppur non vinto, lascia numeri e consensi importanti, così come tanti giovani che si sono affermati e sono di diritto entrati nel mirino di molti club, tra cui anche la Roma proprio su segnalazione del tecnico asturiano: Montoya, Thiago Alcantara, Romeu,Jeffren e Soriano su tutti.

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A Roma è invece sicuro di portarsi comunque dell importanti eredità della sua esperienza nella cantera blaugrana e parliamo del suo staff. Parliamo di Ivan De La Pena, ex laziale che diventerà il vice dell’allenatore,Rafael Pol Cabanellas,il preparatore atletico,Roberto Moreno, lo scouting, e Tonin Llorente, assistente e motivatore. Altri due collaboratori nonostante sono stati assunti,rimarranno in Spagna a lavorare: si tratta di Marcos Lopez,osservatore, e Joaquin Valdes,psicologo. Accontento dunque su tutte le richieste da lui avanzate, (contratto di due anni con l’opzione per il terzo dove guadagnerà 6 milioni lordi complessivi) ora la palla passerà a Sabatini per il mercato e poi nuovamente a lui per modellare a sua immagine e somiglianza la sua Roma. In avvicinamento al ritiro di Riscone di Brunico, non sta lasciando veramente nulla al caso: ha già visionato sei partite della Pri-

mavera, tra cui un Derby e le fasi finali toscane che hanno visto la Roma conquistare il titolo di Campione d’Italia per decidere da vicino chi portare in ritiro con la prima squadra (Caprari,Antei,Viviani,Montini e Pigliacelli su tutti). Si sta facendo preparare schede minuziose su tutti i componenti della rosa e allenamenti innovativi e personalizzati per ogni singolo atleta ma anche video inerenti alla tattica di movimenti a lui cari che dovranno esser visionati anche da Allievi e Primavera. Ha imposto le sue ragioni anche in tema di alimentazione (pasta al pomodoro,frutta e caffè, e poco altro davvero) e sullo stato delle strutture: ha chiesto informazioni anche sulle torrette che sovrastano i campi del Fulvio Bernardini dalle quali vengono effettuate anche le riprese di Roma Channel, sulla sala video a sua disposizione e sui campi, aspetto su cui non è rimasto particolarmente soddisfatto e che sembra rimanere un male atavico del centro d’allenamento giallorosso. Nulla verrà lasciato al caso perchè sa benissimo che se un giorno vorrà tornare a Barcellona, alla guida della prima squadra, avrà vinto e convinto a Roma e questo, tutti i tifosi giallorossi, se lo augurano di cuore.


Portaportese di Daniele Cecchetti

Mai come quest’anno l’estate e il mercato giallorosso si preannunciano frizzanti e, si spera, ricchi di soddisfazioni PORTIERI: Un reparto da ricostruire. Prima di tutto trovare una sistemazione per Doni e Julio Sergio, con Lobont che fra i tre sembra l’unico ad avere qualche chance di rimanere a Trigoria. Per i due brasiliani, il discorso è completamente diverso. Doni è prigioniero del suo ingaggio (2.2 milioni l’anno), deterrente per qualunque società si avvicini al calciatore per chiedere informazioni ed intavolare un’eventuale trattativa: Julio Sergio invece ha legittime ambizioni di continuare ad esser titolare, nonostante un’annata contraddistinta, oltre che da un rendimento non eccezionale, anche da qualche atteggiamento al di sopra delle righe. Cedere per poi acquistare, anche se, paradossalmente, finora, il mercato tra i pali si è animato soltanto in entrata, e qui i nomi sono ormai noti: Viviano, Stekelenburg, Kameni e Romero. Per Viviano, nonostante il pasticcio alle buste, con protagonista il Bologna che ha perso il calciatore a beneficio dell’Inter, sembra esserci ancora uno spiraglio aperto. Stekelenburg è invece la prima scelta di Sabatini. Il portiere olandese dell’Ajax sarebbe entusiasta di approdare nella capitale, come più volte riferito dal suo procuratore ma l’ostacolo da superare è la richiesta del club per il suo cartellino, prima di 15, ora di 10 milioni di euro, con la Roma che al massimo sembra intenzionata a spendere intorno ai 7-8 milioni.

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Kameni invece rappresenta invece un’esplicità richiesta di De La Pena, allenatore in seconda: si può prendere con un paio di milioni, ma non convince in pieno. Infine c’è Romero, il nome fatto direttamente da Luis Enrique: l’estremo difensore argentino però non sembra stuzzicare più di tanto Sabatini. Da tenere d’occhio il mercato brasiliano, soprattutto la candidatura di Rafael, portiere 21enne del Palmeiras, e quello spagnolo, con Diego Lopez del Villareal che ha ancora qualche chance. Parlando di portieri, non possiamo non segnalare l’ormai prossimo ritorno a Roma di Franco Tancredi, che entrerà a far parte dello staff tecnico nel ruolo di preparatore. DIFENSORI: Cercasi urgentemente esterni bassi dotati di buona corsa, con vocazione offensiva ma che allo stesso tempo siano in grado di curare anche la fase difensiva. Sembrerà un controsenso, ma l’identikit ideale del difensore di fascia richiesto dal tecnico asturiano è proprio questo. I nomi fatti finora vanno proprio in questa direzione: Clichy ( il viaggio di Sabatini a Londra non sembra aver sortito l’effetto desiderato, col calciatore che è richiesto anche dal PSG e dal Liverpool) , Balzaretti, Montoya, Van der Wiel, anche se l’impressione è che il nome giusto ancora non sia stato fatto.

Senza dimenticare che tornerà Cicinho dal prestito al Villareal, e che, vista la carenza e la difficoltà di reperire sul mercato esterni di valore, ha ottime possibilità di rimanere a Trigoria. Riscattato Rosi che rimarrà, mentre è rientrato dal prestito al Crotone Crescenzi, sul quale la Roma punta molto, e che andrà in ritiro a Riscone. Capitolo centrali. Dopo la cessione di Mexes al Milan, la scadenza del contratto di Simone Loria e il mancato riscatto di Guillermo Burdisso, Sabatini è alla ricerca di un terzo centrale da affiancare a Juan e Nicolas Burdisso, gli unici rimasti in rosa. Galeano, Silvestre e Kjaer i nomi più caldi, col danese favorito, anche se resta da convincere il Wolfsburg. Si era fatto anche il nome di Bovo, ma il procuratore del calciatore, Franco Zavaglia, a più riprese ha smentito l’interessamento giallorosso per il difensore cresciuto proprio nelle giovanili della Roma. Resta comunque la necessità di puntellare il reparto con un terzo centrale edun paio di esterni. CENTROCAMPISTI: Qui, le indicazioni della guida tecnica saranno fondamentali. Luis Enrique proverà ad esportare a Trigoria il modello Barcellona, prediligendo il 4-3-3 (pronto a trasformarsi in un 4-3-1-2): dando un’occhiata alla rosa attuale però qualche aggiustamento andrà fatto. De Rossi verrà impiegato come vertice basso ma le certezze si esauriscono qui. Pizarro, Perrotta, Taddei, Brighi, Greco, Simplicio, anche coloro che sembravano intoccabili (vedi i primi due), rischiano di vedere la loro


posizione messa indiscussione dalle scelte tattiche dell’allenatore asturiano. Greco, per ovvii motivi di anagrafe e prospettiva è quello che ha più richieste, che in realtà sono giunte anche per David Pizarro. Il cileno però rimarrà a Trigoria, pronto come sempre a dare il proprio contributo in qualità. E proprio intorno a questa convivenza De Rossi-Pizarro che dovrà concentrarsi Luis Enrique, ammesso che lo spagnolo non opti esclusivamente per il numero 16 da vertice basso come detto in precedenza, escludendo Pizarro. Ma siamo ancora agli albori di quest’avventura, è prematuro intavolare analisi tattiche senza ancora aver mai sentito parlare il tecnico asturiano e averlo visto all’opera. In entrata invece, è ormai nota la telenovela Ricky Alvarez. Il centrocampista del Velez Campione d’Argentina, è stato il primo obiettivo di Sabatini, quando ancora il diesse giallorosso non era stato presentato. Dopo il viaggio in Sud America di un mese fa, il dirigente toscano era convinto di poter chiudere a breve giro di posta l’affare, forte di un accordo raggiunto col calciatore. Il sogno di Walter Sabatini si chiama Javier Pastore. Zamparini ha più volte ribadito che la valutazione del Flaco si aggira intorno ai 50 milioni di euro, cifra non alla portata del club giallorosso. La realtà però è ben diversa. Pastore fu portato al Palermo proprio da Sabatini, che neanche a dirlo ha unottimo rapporto sia col calciatore che col suo procuratore, Marcelo Simonian, lo stesso di Ricky Alvarez. Pista calda anche quella rappresentata dal nome di Xherdan Shakiri, calciatore svizzero di origini kosovare del Basilea, che la Roma ben conosce per

aver già affrontato in un paio di circostanze, e che ai giallorossi ha anche segnato. Anche qui però il problema è rappresentato dallarichiesta del Basilea, che supera i 10 milioni. Sotto consiglio del tecnico asturiano la Roma avrebbe chiesto anche informazioni anche su Thiago Alcantara, forte centrocampista centrale del Barcellona B ATTACCANTI: L’attacco sarà il reparto che più degli altri verrà ridisegnato dal mercato estivo. Dando per fatto l’arrivo di Bojan Krcic dal Barcellona con la formula del prestito con diritto di riscatto per la Roma a 10 milioni, e di controriscatto a favore del Barca per una cifra 15 milioni per il primo anno e 11 per il secondo, gli sforzi maggiori saranno profusi per risolvere le situazioni spinose che riguardano Vucinic, Menez e Borriello (citati non in ordine casuale). Prima Arsenal, ora PSG: tornare a Parigi sarebbe la soluzione ideale per il francese, ma la Roma vorrebbe almeno rientrare di quanto speso per acquistarlo nell’estate del 2008 dal Monaco, e cioè una cifra intorno ai 12 milioni bonus compresi. Situazione analoga anche quella che vede coinvolto Vucinic. Il montenegrino ha disputato una stagione non all’altezza delle precedenti, nonostante l’averraggiunto la doppia cifra nella classifica marcatori. Impossibile però dimenticare alcuni suoi atteggiamenti, parimenti a quelli di Menez: indisponente, poco dedito al sacrificio per la squadra e spesso avulso dalla manovra della stessa. Diverso il discorso per Borriello. L’attaccante, autore di una grandissima prima parte di stagione, nella quale con le sue reti ha tenuto la Roma in corsa sia in Campionato che in

Champions, ha incontrato grandi difficoltà sotto la gestione Montella, prigioniero di un modulo che poco spazio garantiva al bomber giallorosso. Andranno fatte delle considerazioni esclusivamente tattiche, dato la particolarità del gioco offensivo di Luis Enrique, che non prevede, in tipica scuola Barca, una punta di peso come Borriello: bisognerà tenere conto però anche della voglia del calciatore di andare incontro ad una stagione in cui rischierebbe di fare molta panchina. Il PSG, con Leonardo suo grande estimatore, resta alla finestra. In entrata, la Roma ha chiesto informazioni al Barcellona per Jonathan Soriano, bomber che Luis Enrique ben conosce avendolo allenato per due stagioni, anche se il colpo a sensazione, potrebbe arrivare sempre dalla Spagna, sponda Real però, e avrebbe il nome di Gonzalo Higuai. El Pipita, 24enne, è reduce da un’annata condizionata da un intervento chirurgico alla schiena, ma nonostante ciò ha comunque realizzato 10 reti in 15 presenze. Attaccante dotato di un senso del gol fuori dal comune, potrebbe decidere di cambiare aria vista la concorrenza feroce nel reparto offensivo del Real che si vede costretto a fronteggiare, con l’arrivo ormai prossimo anche del talento Neymar dal Santos.

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Gossippando DiSerenaDeIaco

La sorella di Alena, novella sposa del portiere della Juventus Gianluigi Buffon, ha incantato tutti al matrimonio tenutosi a Praga, rubando la scena alla sorella un po’ come aveva fatto Pippa per Kate in occasione dello sposalizio con il principe d’Inghilterra William. Già nel 2008 Eliska, che deve ancora finire il liceo, si fece conoscere partecipando insieme ad Alena ad una campagna di intimo e bikini realizzata per il marchio Triumph. La sua principale aspirazione è divenire un medico, ma è tentata dalla strada già percorsa felicemente dalla sorella.

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La gelosia di Sara Carbonero in Spagna sta diventando ormai proverbiale. L’ormai famosa bordocampista, fidanzata col portiere del Real Madrid e della Spagna Casillas, ha infatti impedito alla sua dolce metà di incontrare Gaby Elizalde, sexy giornalista messicana con cui aveva programmato un’intervista per l’emittende TV Notas. Secondo il Clarin Iker si è dovuto negare all’ultimo minuto proprio dopo una sfuriata della bella Sara, preoccupata dal fatto che l’estremo difensore tra una domanda e l’altra potesse essere distratto dalle curve della provocante interlocutrice. Gaby ha postato poi su Twitter un messaggio chiarissimo: “Le fidanzate non siano gelose dei propri uomini. Stiamo tranquille”.


odnappissoG ocaIeDanereSiD

A pochi giorni dalla tanto attesa cerimonia è saltato il matrimonio tra Diego Forlan e Zaira Nara che tramite twitter hanno ufficializzato la fine del loro rapporto. L’attaccante uruguaiano dell’Atletico Madrid, che sarebbe dovuto andare all’altare dopo la fine della Copa America, secondo quanto rivelato dai giornali scandalistici locali, non si sarebbe più sentito a suo agio con la provocante modella che invece di cambiare abitudini ha preferito, di fatto, cambiare partner. “Quello che posso dirvi è meno male che non mi sono sposata!”, ha postato sul suo profilo di twitter la cognata di Maxi Lopez, l’attaccante argentino del Catania, che ha sposato la sorella Wanda. Almeno in questo caso, la relazione prosegue a gonfie vele.

Presso il privè del Pineta Club, Alessia Ventura attira l’attenzione dei presenti. La presentatrice di Controcampo è in splendida forma e Marco Borriello attualmente in crisi con Camila Morais non le stacca gli occhi di dosso. L’amore finito con Pippo Inzaghi, la  rende libera da impegni sentimentali e pare gradire le attenzione del bomber. Ma mentre il Marco si divertiva in discoteca, Camila pubblicava sul suo status del BlackBerry: “Non tirare troppo la corda, si rompe“. 

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LA

ROMA

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RIPARTE DA...

Di Andrea Di Carlo

Adesso passeremo sotto la lente d’ingrandimento tutte le 26 cariche definitive che compongono la nuova Roma targata stelle e strisce.

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D

ieci anni fa, il 17 Giugno 2001, la sua Roma, la Roma di Batistuta,Samuel e Totti vinceva il terzo scudetto della storia giallorossa facendo letteralmente impazzire la città, con feste interminabili nei giorni a venire. Dieci anni dopo, il 17 Giugno 2011, Franco Baldini si riprende la Roma, stavolta non a margine di una vittoria sul prato verde dell’Olimpico ma all’interno dello studio Tonucci, dove ha definito l’intero organigramma della Roma che verrà. Si attendevano conferme più che novità, dato che alcuni spifferi avevano preparato la piazza alla conoscenza di

nuovi elementi che avrebbero composto il nuovo ponte di comando della società giallorossa. Si è ripartito da vecchie certezze e nuovi volti, dalla voglia di riscatto di alcuni elementi alla voglia di affermarsi per gli innesti. Ha dato indicazioni generali e poi è passato a colloqui individuali, per far capire al meglio cosa la nuova proprietà si aspetta e pretende da ognuno di loro. Adesso passeremo sotto la lente d’ingrandimento tutte le 26 cariche definitive che compongono la nuova Roma targata stelle e strisce. Nonostante la cordata sia composta dai quattro tenori bostoniani (Thomas


I poster di


6 2

sabile della biglietteria e della sicurezza ed infine Antonio Tozzi che sarà il punto di riferimento per gli spostamenti del team, ovvero il Travel Manager. Elena Turra resterà nell’Ufficio Stampa giallorosso ma sarà affiancata dal nuovo Capo Ufficio ovvero Daniele Lo Monaco, la vera sorpresa del nuovo corso. Dopo giorni di riflessione, anche Bruno Conti ha accettato di rimanere a lavorare nella Roma sempre come ruolo di Responsabile del settore giovanile: non avrà la supervisione di Primavera e Allievi Richard DiBenedetto, James Pallotta, Michael Ruane e Richard D’Amore) solo i primi due si occuperanno più da vicino delle vicende giallorosse, in particolar modo DiBenedetto che sarà a tutti gli effetti il Presidente. Vice – Presidente o Direttore Generale, capo indiscusso per responsabilità e leadership sarà chiaramente Franco Baldini, l’uomo che dovrà guidare la rivoluzione americana, mettendo a disposizione la sua esperienza internazionale che coniugherà assieme alla conoscenza dell’ambiente Roma. Ad affiancarlo in una veste ancora non definita (sembrerebbe di Vice Direttore Generale) ci sarà ancora Daniele Pradè, premiato per il lavoro sporco di questi anni, stimato per le operazioni messe a segno in tempo di magra economica. Direttore Sportivo sarà Walter Sabatini, il primo esponente del nuovo organigramma che ha avuto la possibilità di esprimere le sue idee in una conferenza stampa fiume; si porterà con sé, dalla precedente esperienza

palermitana, Frederic Massara che non sarà il suo vice ma, come ha precisato lo stesso Sabatini, il capo degli osservatori giallorossi. New entry anche nel ruolo di Amministratore Delegato dove Claudio Fenucci, proveniente dal Lecce, ha convinto tutti e si è guadagnato il posto. Resterà con un compito verosimilmente affine Cristina Mazzoleni nelle vwsti di Responsabile Amministrativo. Confermato anche Tonino Tempestilli che dopo anni e anni all’interno della Roma, sarà il Responsabile Logistico – Organizzativo; dovrà coordinarsi con altre tre importanti figure per la gestione a 360 gradi della scoietà giallorossa: Maurizio Cenci, responsabile Stadio Olimpico e del centro d’allenamento Fulvio Bernardini di Trigoria, Carlo Feliziani, Respon-

Nazionali che andranno sotto il diretto controllo dello staff di Luis Enrique, ma avrà anche l’onore di essere l’ambasciatore della Roma nel mondo, veicolando storia e passione per tutto il globo. Tutta questa struttura servirà a creare una società forte e solida che permetta al neo tecnico spagnolo di lavorare con la massima serenità e al meglio delle sue possibilità. Vediamo,facendo l’ennesimo riepilogo, anche tutto lo staff tecnico della prossima stagione: il vice di Luis Enrique sarà Ivan De La Pena, il suo tattico di fiducia Roberto Moreno, il preparatore atletico Raphael Cabanellas affiancato come sempre da Vito Scala, il mental coach sarà Antonio Llorente mentre dalla Spagna collaborerà in veste di Talent Scout Marcos Lopez; i preparatori dei portieri saranno Franco Tancredi e Guido Nanni, il Fisioterapista Silio Musa e nel ruolo di Team Manager Salvatore Scaglia. Novità nel settore medico con la nomina a Responsabile Sanitario di Michele Gemignani. Ora siamo al completo, anzi, mancano i nuovi arrivi nella rosa giallorossa. Ma con una dirigenza così, i tifosi giallorossi possono dormire sonni tranquilli. Le vittorie arriveranno...

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Riceviamo da Quadrante Nord-Ovest e gentilmente pubblichiamo

di Francesco Bartoli

Q

uadrante nord-est accoglie con grande partecipazione la richiesta di molti lettori che desiderano collocare a Via Forlì una targa commemorativa per la nascita della squadra della capitale: l’a.s.roma. La domanda è stata presentata dal nostro editore il 24 Gennaio u.s. sia all’assessore delle Politiche culturali e centro storico dr. dino Gasperini a P.za campitelli, sia al sovraintendente ai Beni culturali prof. Umberto Broccoli a P.za

in un punto di Via Forlì diverso dalla sua naturale collocazione. Ricordiamo innanzitutto il fondatore dell’a.s. roma ossia italo Foschi. Nato a corropoli (te) il 7 marzo 1884 è stato un

lovatelli. in realtà un tentativo fu già fatto come ricorda Massimo izzi, studioso della storia della roma; anche il comune aveva concesso l’autorizzazione ma il condominio del piccolo stabile di Via Forlì, 16 si era opposto per motivi che ci risultano incomprensibili. Siamo certi che stavolta, con l’aiuto delle autorità comunali suddette, riusciremo a dare ad un evento così importante per la città di roma una doverosa memoria magari

politico e dirigente sportivo. Scelto da Farinacci nel ‘23 come feDerale dell’Urbe, italo Foschi nella capitale si dedicò soprattutto alla riorganizzazione e allo sviluppo delle attività sportive istituendo l’ispettorato sportivo della Federazione dell’Urbe. Si occupò assiduamente di calcio contribuendo, come rappresentante del coni, all’elaborazione della carta di Viareggio che ridisegnò l’intera organizzazione calcistica ristrutturando la FiGc e il campionato riunendo le due leghe, nord e sud, nella divisione nazionale. Introdusse il professionismo, il calciomercato e il blocco degli stranieri (dando così origine al fenomeno degli oriundi). A roma, l’on. Foschi divenne presidente della società Fortitudo Pro

roma e nella primavera del 1927 avviò con l’alba audace dell’on. Ulisse igliori e con il roman Football club dell’avv. Vittorio scialoja le trattative per la fusione delle tre squadre capitoline: dopo pochi mesi, il 7 Giugno 1927 nella sua abitazione di via Forlì 16 al nomentano, fu ratificato l’accordo che diede vita all’associazione sportiva roma di cui venne nominato primo presidente.Il Messaggero l’8 giugno 1927 pubblicava questo annuncio “Gli sportivi romani esulteranno certamente di legittima soddisfazione apprendendo che finalmente è stato raggiunto l’accordo fra tre delle massime associazioni calcistiche. Accordo ...che dovrà dare al calcio romano un nuovo assetto ed una nuova forza vivificatrice. L’ormai avvenuta fusione delle tre società alba, Fortitudo e roman è quanto di più desiderabile potevano augurarsi le folle sportive... Ieri sera si sono riuniti i presidenti delle tre società alba,

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MyROMA

scrive a Mr. DiBenedetto Di Giuseppe Cuscusa

I

n occasione dell’operazione di acquisto del controllo della A.S. Roma S.p.A., da parte della nuova cordata americana, MyROMA, l’associazione dell’azionariato popolare giallorosso, ha scritto al nuovo Presidente, Mr. DiBenedetto per complimentarsi con lui, augurandogli il più caloroso “in bocca al lupo”. MyROMA ha dato al Presidente la propria disponibilità per fornire, ove possibile, utili consigli su aspetti concreti che riguardano la A.S. Roma ed i suoi sostenitori. Per creare la nuova proprietà un rapporto costruttivo, MyROMA, ha ritenuto doveroso segnalare da subito a Mr. DiBenedetto alcuni elementi concreti che hanno significativamente, e forse più di altri, frenato lo sviluppo dell’A.S. Roma negli ultimi dieci anni almeno e sui quali ritiene utile intervenire. Il documento trasmesso al nuovo presidente si compone di 13 pagine, consultabili integralmente, sul sito www. myroma.it, redatte grazie alle segnalazioni dei tifosi, e vuole indicare al nuovo azionista di maggioranza dove operare per dare un nuovo e rapido impulso alle

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attività AS Roma. Le osservazioni inviate da MyROMA possono essere aggregate in 5 macro-settori: 1. “Questione Stadio” 2. “Politiche di Abbonamento e Ticketing” 3. “Importanza della Tradizione” 4. “Merchandising e sviluppo internet” 5. “Strategie di Comunicazione e maggiore coinvolgimento del Tifoso”. Preso atto, che nella stagione calcistica appena conclusa si è registrato un calo di circa 7mila abbonamenti rispetto alla media delle 5 stagioni precedenti, in merito al tema dello Stadio, l’associazione MyROMA, ha segnalato alcuni fattori critici che possono e devono essere migliorati: dalla copertura danneggiata ed insufficiente ai seggiolini sporchi, scomodi e pericolosi; dai collegamenti e parcheggi totalmente inadeguati alla ristorazione di bassissimo livello; fino alla visibilità limitata a causa della pista di atletica e dell’infelice posizionamento dei tabelloni pubblicitari che impediscono l’intera visuale. MyROMA però non si è limitata alle sole segnalazioni negative, ma seguendo una filosofia

costruttiva e prendendo come modello positivo i nuovi stadi tedeschi (visionati e studiati direttamente), ha fornito alla cordata Made in USA alcuni suggerimenti per il nuovo stadio: come la creazione, nelle curve, di uno spazio attrezzato con dei seggiolini “a scomparsa” per vedere le partite in piedi in sicurezza durante il campionato, e posti a sedere per le competizioni internazionali, come richiesto dall’UEFA. Riguardo al tema delle Politiche di Abbonamento e Ticketing MyROMA ha evidenziato a Mr. DiBenedetto le difficoltà dell’acquisto dei biglietti sia il giorno della partita che nei giorni precedenti la gara; chiedendo di spostare la Biglietteria Gran Teatro di Viale di Tor di Quinto ai botteghini dello Stadio del Nuoto e di istituire la figura di un responsabile al controllo assiduo della qualità del servizio erogato da Lottomatica a favore dei tifosi della A.S. Roma, oggi assai contestato. Riguardo ai prezzi dei biglietti, MyROMA rileva la totale insufficienza di una politica di aiuto alle “famiglie” e di abolire qual-


siasi tipo di tagliando gratuito ad eccezione di quelli dedicati ai bambini e ai diversamente abili. E nel merito della Tessera del tifoso “AS Roma Privilege”, MyROMA ritiene prioritario rivisitare e riconsiderare il vincolo oggi esistente tra “tessera del tifoso” e abbonamento allo stadio, peraltro non imposto dalla Legge Italiana. Sul tema dell’importanza e del rispetto della Tradizione MyROMA riscontra come vi sia una carenza storica da parte dell’A.S. Roma di una linea ben precisa in materia di tutela e valorizzazione delle proprie tradizioni. MyROMA ha proposto alcune priorità, tra le quali la tutela dei colori originari proposti da Italo Foschi nel 1927 (ovvero i colori della città di Roma: il rosso porpora - RAL 3004 e il giallo oro - giallo dahlien RAL 1033) e la tutela del simbolo della “Lupa Capitolina con Romolo e Remo” fortemente voluto dai tifosi. Sul settore del Merchandising ed internet MyROMA ha segnalato a Mr. DiBenedetto come la poca importanza avuta fino ad oggi, abbia prodotto come risultato materiale di basso livello venduto a prezzi decisamente alti, senza aver sviluppato alcuna vera politica di diffusione del marchio A.S. Roma a livello globale, se non attraverso un sito internet (www.asromastore.it) assai poco efficace e raramente aggiornamento. Nel documento si è evidenziato al riguardo, il mancato coinvolgimento dei tifosi (i primi clienti dell’A.S. Roma) in questo settore: né a livello di sondaggi per registrare il loro parere su prodotti e servizi, né tramite agevolazioni per abbonati, azionisti A.S. Roma, associazioni non profit, circoli cittadini o altro. In merito all’ultimo, ma non per importanza, macrosettore, ovvero quello riguardante le strategie di comunicazione e maggiore coinvolgimento del Tifoso (PRIMA RISORSA DEL CLUB), MyROMA ha segnalato, a titolo esemplificativo, la politica negativa, adottata fino ad oggi, che allontana il tifoso romanista dalla sua società e dalla sua squadra, portando come esempio il caso della “fortezza invalicabile e inaccessibile” di Trigoria, mai, o quasi, aperta agli allenamenti della Prima Squadra. MyROMA suggerisce l’apertura al pubblico degli allenamenti della Prima Squadra almeno una volta in settimana, e come richiesto dall’UEFA, per il rilascio delle licenze, l’istituzione di un Ufficio Relazioni con il Tifoso come strumento che possa stringere maggiormente il rapporto tra società e tifoso.

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