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Anno 4° - n. 6 Giugno 2010 Mensile d’Informazione gratuito

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All’interno il poster di ADRIANO

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° Simplicio in esclusiva per i nostri tifosi: "Sono impaziente di giocare con la maglia giallorossa" di Francesco Alaimo ° Pruzzo e Delvecchio su Adriano: i pro e i contro di Cecchhetti e Di Carlo ° Tutto sul mercato giallorosso di Serena De Iaco


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di Federica Afflitto editoriale@forzamagica.com

Questo sarà un anno difficile per le tifoserie italiane, il malumore per l’introduzione della tessera del tifoso serpeggiava fin dalla conclusione del precedente campionato, ora giunti ad un soffio dalla sua entrata in vigore, lo scontento aumenta. Si è arrivati addirittura ad organizzare una giornata per la restituzione dell’abbonamento presso uno dei Roma Store della capitale. La società giallorossa è stata tra le prime ad aderire alla nuova iniziativa voluta dal ministro Maroni, il quale, per la cronaca, non ha mai fatto e non intende fare neppure un passo indietro. Le società, però, ricoprendo tutt’altro ruolo potrebbero tentare di fungere da mediatrici in questa complicata vicenda. Tentare di proporre un dialogo, addirittura a scadenze organizzate con alcuni rappresentanti delle proprie tifoserie allo scopo di poter alleggerire la tensione ed alleviare il dolore. Se la tessera del tifoso dovesse divenire una realtà il rapporto società-tifoso potrebbe assumere un valore importante, in grado addirittura di por-

tare alla crescita di un rapporto fino ad ora molto trascurato da la gran parte dei presidenti di serie A. Nel calcio ogni componente svolge una funzione fondamentale nella giostra domenicale ed è tempo di riassegnare al ruolo del tifoso la sua dignità, ora e per sempre e, soprattutto, è opportuno riconoscere alle curve ed a quei ragazzi pronti a seguire la propria squadra del cuore ovunque in Italia ed in Europa, la loro legittima importanza. L’avvento delle pay tv ha inevitabilmente portato un forte contraccolpo nel sistema calcio, ma superata la fase iniziale, è sempre la coreografia all’interno degli stadi ad essere l’elemento maggiormente applaudito, secondo soltanto alle prestazioni dei protagonisti. Dunque è giunto il momento di riconoscere tali aspetti e il peso specifico di una tifoseria per una squadra di calcio. Nessuno chiede una medaglia al merito, piuttosto un’apertura ad un dialogo capace di portare ad un rapporto costruttivo per entrambe le parti. La speranza è di andare incontro a decisioni meno restrittive possibili e il meno aspre possibili, soprattutto l’augurio è quello di non avere alcun contraccolpo negativo nell’anello debole della catena rappresentato dal semplice fruitore finale. Andare a vedere una partita di calcio sta diventando un meccanismo sempre più complicato e questo aspetto non giova a nessuno.

FORZA MAGICA

Anno 4° - n. 6 Giugno 2010 Mensile d’Informazione Gratuito EDITORE Simone Afflitto

DIRETTORE RESPONSABILE Federica Afflitto direttore@forzamagica.com GRAFICA | EDITING | LAYOUT Monia Roma

COLLABORATORI Serena De Iaco | Andrea Di Carlo Max Leggeri | Marco Madeddu Massimo Palombelli | Stefano Petrucci Fulvio Stinchelli | Valerio Antonini | Augusto Ciardi| Federico Vespa| Francesco Alaimo FOTOGRAFI Claudio Crescenzi | Gino Mancini STAMPA SOGRAF SRL

FORZA MAGICA Tutti i diritti di riproduzione riservati, salvo accordi scritti o contratti di cessione copyright, la collaborazione a questo mensile è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. La responsabilitàdei contenuti dei testi è esclusivamente degli autori. Forza Magica - Reg. Trib. di Roma in data 08/10/2007 n. 465/07 Per la tua pubblicità su FORZA MAGICA mobile: 349 05.75.265 | 392 66.54.272 e-mail: info@forzamagica.com Stampato in 20.000 copie Si ringraziano gli inserzionisti pubblicitari per il loro contributo che consente la pubblicazione e la diffusione di questo periodico Questo numero di Forza Magica è stato licenziato per la stampa il 30 Giugno 2010

Dove trovare la rivista:

Bar Celani Via San Giacomo, 40 Nettuno-Bar dei Belli Via del Trullo-Bar Lupa Via Marcantonio Bragadin, 55 Prati-Bar La Bombonera Via Stoppa Malafede CaltagironeBar Gran Caffè Iacopucci Via Oslo, 7 Torrino-Bar Gran Caffè Via Cesare Ricotti Casal Bertone-Bar Piper Via Paolo Orlando Ostia-Bar Kristal Via P.S. Leicht Torraccia-Bar Pasticceria Gli Angoli Via Wolf Ferrari Infernetto-Bar Davidoff Via G. Zerbi Ostia-Bar dello Sport P.za G. Ronca Ostia-Bar Pasticceria F.lli Evangelista Via Aldobrandini Ostia-Bar Domino Via di Macchia Saponara Acilia-Bar delle mimose via Menippo, 12 Casal Palocco-Bar Caffè Pascià Via W. Ferrari Infernetto-Bar Non solo Caffè P.zza Morelli Colli Portuensi-Bar Station Caffè Via Copparo Vitinia-Bar Betting 2000Via di Acilia Acilia-Bar Leonardo da vinci Via Leonardo da Vinci, 245 Ostiense-Bar calcio d’angolo P.zza S. M. Ausiliatrice, 50 Appio Tuscolano-Bar Evandro Via Egna, 3 Infernetto-Bar Antinori Via F. Acton, 46 Ostia-Edicola Celletti Via Nomentana Nuova, 45/a Monte Sacro-Edicola Via U. Lilloni Madonetta-Edicola Fronte C.C. Eschilo Axa-Edicola Via Bosio Mostacciano-Edicola Via Isole del Capoverde Ostia-Edicola Via Amsterdam Torrino-Edicola Via di Macchia Saponara Madonetta-Edicola Ferm. Metro Maria del Soccorso Tiburtina-Edicola C.C. Le Terrazze Casal Palocco-Edicola C.C. Le Torri Tor Bella Monaca-Edicola Via di Casal Palocco Casal Palocco-Edicola Via W. Ferrari Infernetto-Edicola C.C. Quadrifoglio Acilia-Edicola Via D. Cucchiari Casal Bertone-Edicola Via di Torrenova Tor Vergata-Edicola Via Portuense (fronte oviesse)-Edicola Via G. Genocchi (Regione Lazio)-Pizzeria Ristorante Le Streghe Via Tuscolana-Duecì Grafica Via G. Levato Ciampino-Fotottica Crescenzi Via di Casal Bertone-Brico Ok Via dei Romagnoli Ostia-Ottica Dieci Decimi Via W. Ferrari InfernettoFerramenta 2000 Via Eschilo Axa-Stazione di servizio Shell Via del Trullo-Mid Sport Via D. Cambellotti Tor bella Monaca-Bingo Cola di Rienzo P.zza Cola Di Rienzo Roma-Centro-Ifo-Regina Elena Via Bosio Mostacciano-Supermercato SMA Via Pindaro Casal Palocco-5 contro 5 Via Tiburtina Antica San Lorenzo – Via S. Curione Tuscolana- Armagame Via U. Giordano Infernetto-Porrini 1945 Via Manuel de Falla Infernetto-Club Lanciani Via di Pietralata, 135 Tiburtina-Roma Club XIII Giallorosso Casal Bertone-Roma Club Garbatella

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Adriano SI’ Adriano NO di Andrea di Carlo e Daniele Cecchetti

Giocare con De Rossi: un sogno di Francesco Alaimo

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Alessandro Bini: per la sicurezza dello sport di Serena De Iaco

Willkommen in Bruneck di Daniele Cecchetti

Guarda chi si rivede...

Stefano Impallomeni di Nicola Caprera

Mercato giallorosso di Serena De Iaco

Vergogna d’Italia di Daniele Cecchetti


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A d r i a no Sì A d r i a no N O Parola ai bomber

ERA DAI TEMPI DEL BOMBER DI RECONQUISTA, GABRIEL OMAR BATISTUTA, CHE LA ROMA NON ACQUISTAVA UN GIOCATORE DI TALE CARISMA E RICHIAMO. IN 10.000 SI SONO RECATI AL FLAMINIO PER RENDERE OMAGGIO AL LORO NUOVO IMPERATORE, TOGLIENDOSI DALLA TESTA LO STATO ATTUALE DELLE COSE TRA CAMPIDOGLIO E SENATO, E TORNANDO CON LA MENTE ALL'IMPERO ROMANO, UN IMPERO CHE TORNAVA AD AVERE IL SUO "PRINCEPS". ADRIANO RIBEIRO DE LEITE GIUNGE NELLA CITTÀ DEGLI IMPERATORI PRONTO A RIPORTARE AI FASTI DI UN TEMPO QUESTA SQUADRA, CONSAPEVOLE DELLE RESPONSABILITÀ CHE GRAVERANNO S U DI LUI MA CARICO E MOTIVATO A FAR BENE. PER CAPIRE SE È L'UOMO GIUSTO PER IL POPOLO GIALLOROSSO, ABBIAMO SENTITO DUE GRANDI BOMBER DEL PASSATO DELLA ROMA, ROBERTO PRUZZO E MARCO DELVECCHIO, FAUTORI DEGLI ULTIMI DUE SCUDETTI CONQUISTATI DALLA SOCIETÀ CAPITOLINA. ABBIAMO CHIESTO A LORO COME VEDEVANO ADRIANO E QUALI PROSPETTIVE IL BRASILIANO POTESSE OFFIRE ALLA SQUADRA DI MISTER RANIERI. ECCO QUELLO CHE CI HANNO RACCONTATO.....

Roberto Pruzzo

bomber doc di Andrea di Carlo

Bomber dello scudetto 82'-83', ha indossato la casacca giallorossa per 10 stagione (1978-1988) totalizzando ben 240 presenza complessive e bagnando la sua esperienza capitolina con 107 goal. 1) UN SUO PENSIERO SU ADRIANO? Innanzittutto, dato che non è stato nemmeno convocato per il mondiale in Sudafrica, Adriano deve ritrovare se stesso, tornare un giocatore di calcio. Dopodichè se torna ai suoi livelli è un giocatore formidabile. 2) COME LA VEDI UNA CONVIVENZA DI ADRIANO NEL TRIDENTE FORMATO DA TOTTI E VUCINIC? Ripeto,se lui torna il giocatore che tutti noi conosciamo, è un giocatore che può giocare davvero con chiunque. 3) PROSPETTIVE DELLA ROMA CON L'INNESTO DEL

BRASILIANO? La Roma è arrivato ad un passo dallo scudetto compiendo quasi una vera impresa. Con Adriano e i suoi gol potrebbe essere più facile restare in scia dell'Inter e giocarsi le proprie carte nella sfida scudetto. 4) QUALI SUE CARATTERISTICHE RIVEDE IN LUI? Beh è difficile...potenza fisica e senso del gol....è uno fisicamente molto forte che fa reparto da solo ed è in grado di risolvere la partita in ogni momento. 5) QUINDI IL GAP CON L'INTER PU Ò CONSIDERARSI COLMATO? No,credo che l'Inter rimanga la squadra più forte ed attrezzata alla vittoria finale. Sicuramente l'acquisto del Brasiliano rafforza la Roma e non di poco. 6) ADRIANO HA RICEVUTO UNA GRANDE ACCOGLIENZA AL FLAMINIO DA UNO SPICCHIO DELLA SUD; SUD CHE RISCHIA DI SPARIRE CAUSA TESSERA DEL TIFOSO. LEI COME SI PONE DAVANTI A QUESTO PROVVEDIMENTO? Assolutamente favorevole. Chi va allo stadio ha diritto di andarci senza nascondersi ed avere nulla di cui preoccuparsi. Si deve tornare ad un calcio vero, senza paura per andare a vedere una semplice partita.

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Marco Delvecchio Mister derby

di Daniele Cecchetti

Se si parla di lui, il pensiero va immediatamente al bianco e celeste. Come, direte voi, per parlare dell’ arrivo dell’Imperatore avete intervistato un protagonista assoluto della recente storia dei cugini? Tranquilli, niente di tutto ciò. E’ innegabile però che il nostro personaggio sia legato a doppia mandata a quei colori, che nel suo periodo di permanenza nella Capitale, ne hanno fatto uno dei simboli assoluti della stracittadina romana, conquistando per sempre un posto speciale nel cuore dei tifosi giallorossi. Marco Delvecchio, professione attaccante, milanese

di nascita ma romano d’adozione. Nato a Milano il 7 aprile 1973, muove i suoi primi passi da professionista nell’Inter, che lo manda a maturare prima nell’Udi-

nese, poi nel Venezia. Nel 1994, il ritorno a Milano e la definitiva esplosione: la Roma ci mette gli occhi sopra, e nella stagione successiva, ecco l’approdo nella Capitale, in cambio della cessione al club di Moratti di Marco Branca, oggi attuale Direttore Tecnico dei nerazzurri. Sarà l’inizio di un’era: 10 stagioni ( in realtà 9 e mezzo, visto che la sua avventura

romana finì nel gennaio del 2005, con la cessione al Brescia ), 269 presenze e 77 gol complessivi, di cui 9 nella stracittadina, miglior marcatore di sempre nella storia del derby di Roma. Prima Mazzone, poi Zeman, Capello, fino ad arrivare a Del Neri: sviluppo ed evoluzione tattica di un calciatore che è diventato uno dei protagonisti principali della conquista del terzo scudetto. Fino ad allora, schierato sempre come prima punta ( con ottimi risultati, nell’era Zeman mise a segno ben 18 gol nella stagione 98-99), ma con l’arrivo di Montella prima e Batistuta poi, Capello ritagliò per lui un ruolo particolare, scelta che si rivelerà poi azzeccatissima: centrocampista sinistro nel 4-4-2 che si veniva a creare in fase difensiva, attaccante esterno a fianco di Batistuta allorchè la squadra attaccava. A livello realizzativo, il bottino ne risentì notevolmente, con 3 sole reti messe a segno in quella magica stagione ma il suo lavoro fu fondamentale per dare equilibrio ad uno schieramento tattico che di fatto, prevedeva la presenza in campo di ben 3 attaccanti più Cafu.

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Un capolavoro, che pochi calciatori (e allenatori) sarebbero stati in grado di compiere. Un capitolo a parte merita il derby. Nessuno, probabil-

mente, al momento del suo arrivo nella Capitale, pensava di trovarsi di fronte al futuro record man di reti realizzate nelle stracittadina romana. Invece, col passare degli anni, gol dopo gol, Delvecchio è diventato il vero incubo bianco-celeste, il castiga Lazio per eccellenza. 9 reti, un paio di doppiette, un gol, nell’ottobre del 2002, realizzato mettendo letteralmente in ginocchio Alessandro Nesta ( mica l’ultimo arrivato ), uno che quando vedeva il numero 24 giallorosso, perdeva di colpo tutta la sua immensa classe e tranquillità in campo. Come dimenticare poi, quello messo a segno nella stagione dello scudetto, un capolavoro di precisione e coordinazione ( pochi minuti dopo la prima mitraglia giallorossa di Bati ) che non venne oscurato neanche dal pareggio a tempo scaduto di Castroman. Ha vestito la maglia della Nazionale azzurra in tutte le categorie, e soltanto una massiccia dose di sfortuna gli impedì di diventare l’uomo copertina di Euro 2000: la sua rete realizzata in finale contro la Francia, fu decisiva fino a pochissimi seccondi dal termine, quando Wiltord mise a segno il gol del pareggio, anticamera della sconfitta che maturò poi col golden gol ad opera di Trezeguet. Lavoro, costanza, sacrificio e attaccamento ai colori dimostrati negli anni, grande esempio di professionalità per i più giovani, sempre pronto e disponibile verso i tifosi. Anche quando, nel 2008, rifutò l’invito dell’Inter per la festa del Centenario, per rispetto verso quei colori per i quali ha riversato sudore e passione per ben 10 stagioni, ricordando che propria in quella stagione

Delvecchio si allenò a Trigoria per diversi mesi. Adriano, la Roma, la Tessera del Tifoso: parola a lui ora, pareri e opnioni del più forte numero 24 della storia giallorossa, un Delvecchio a tutto campo, stavolta senza particolari compiti tattici.

1) UN SUO PENSIERO S U ADRIANO? Adriano è una scommessa. Il calciatore, nei suoi anni migliori , ha dimostrato di essere fortissimo. Nelle ultime stagioni invece ha avuto diversi problemi, sembrava quasi avera staccato la spina ed aver perso la voglia di fare bene. Ora è tutto nelle sue mani: la Roma ha investito su di lui, speriamo possa ripagare la fiducia dimostratagli dalla società. Si è rimesso in gioco, rifiutando anche altre offerte, speriamo gli sia tornata la voglia di giocare a calcio e dimostrere tutto il suo valore. Questo investimento poi assume ancor più importanza sotto un altro punto di vista: la Roma non può fare operazioni molto dispendiose sul mercato, bensì acquisti scelti e mirati. La garanzia nella gestione del calciatore potrebbe essere proprio Ranieri, che già lo scorso anno ha dato più volte riprova di saper gestire alla grande lo spogliatoio e soprattutto rigenerare calciatori che sembravano sul viale del tramonto. 2) COME LA VEDI UNA CONVIVENZA DI ADRIANO NEL TRIDENTE FORMATO DA TOTTI E VUCINIC? Sicuramente ci sarà da divertirsi. Adriano è uno che fa reparto da solo, però credo che la convivenza con Totti e Vucinic in un tridente pesante sia possibile. Il montenegrino ormai gioca defilato sulla sinistra da un paio di stagioni , sa tagliare benissimo il cmapo ed aggredire la profondità. Francesco è talmente forte che può ricoprire qualsiasi ruolo, quidni non credo ci saranno problemi. E non dimentichiamoci di Menez, un vero talento che è atteso alla definitiva consacrazione.

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3) PROSPETTIVE DELLA ROMA CON L'INNESTO DEL BRASILIANO? E’ ovvio che se Adriano deciderà di tornare a fare il professionista, le prospettive per la stagione prossima inevitabilmente cambieranno. Purtroppo però bisogna anche pensare all’eventualità peggiore, ed in quel caso la situazione potrebbe complicarsi per mancanza di alternative. La squadra è forte, anche Simplicio è stato un ottimo acquisto: magari l’arrivo dell’attaccante ne ha oscurato un pò la figura, ma anche lui farà sicuramente comodo alla causa giallorossa. E’ molto duttile tatticamente, l’ideale per il gioco di Ranieri. Sono fiducioso, dopo aver sfiorato lo scudetto la scorsa stagione, la squadra potrà competere per la vittoria fino al termine del campionato. E poi tornerà ad esserci la Champion’s League, un palcoscenico che qualunque calciatore vorrebbe calcare. 4) QUALI SUE CARATTERISTICHE RIVEDE IN LUI? A dire la verità siamo abbastanza diversi. Lui fa della prestanza fisica e della potenza le sue peculiarità principali, magari io ero più dinamico. Credo proprio di non aver avuto punti in comune col brasiliano! 5) QUINDI IL GAP CON L'INTER PUO’ CONSIDERARSI COLMATO?

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Ancora manca qualcosa per poter competere ad armi pari con l’Inter. I nerazzurri hanno una disponibilità econominica quasi illimitata, anche se magari quest’anno, dopo la trionfale stagione scorsa, guarderanno con occhio più attento al bilancio. La Roma dal canto suo dovrà lavorare di idee, come ha dimostrato di saper fare nel recente passato. Bisognerà allungare la panchina, perchè la rosa dei titolari è difficilmente migliorabile. Sarà fondamentale operare molto bene in usicta, andandosi a sgravare di quegli ingaggi da top player che non hanno reso per quanto ci si aspettava. 6) ADRIANO HA RICEVUTO UNA GRANDE ACCOGLIENZA AL FLAMINIO DA UNO SPICCHIO DELLA SUD; SUD CHE RISCHIA DI SPARIRE CAUSA TESSERA DEL TIFOSO. LEI COME SI PONE DAVANTI A QUESTO PROVVEDIMENTO? Sono assolutamente contrario all’introduzione della Tessera del Tifoso. Non è concepibile che per andare allo stadio tutte le domeniche, sia in casa che fuori, si debba essere schedati, non credo sia questa la strada giusta per tenere sotto controllo l’ordine pubblico. Il tifo va tutelato, e non mi sembra che questo provvedimento agisca in quella direzione, anzi tutt’altro. Poi, con un pubblico come quello della Roma..


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Giocare con De Rossi

per me è un sogno

di Francesco Alaimo

IN QUESTO MOMENTO SIMPLICIO SI GODE LE VACANZE MA LA VOGLIA DI PARLARE DI ROMA È MAGGIORE. HA GIÀ CONTATTATO I SUOI AMICI JUAN E ADRIANO ED HANNO CHIACCHIERATO SUL LORO IMMINENTE FUTUTO. C'È UNA GRANDE IMPAZIENZA DI SCENDERE IN CAMPO INISIEME CON I COLORI DI UNA ROMA SEMPRE PIÙ BRASILIANA. E POI SIMPLICIO HA UNO STIMOLO IN PIÙ, GIOCARE AL FIANCO DI DANIELE DE ROSSI, PER IL QUALE NUTRE GRANDE STIMA PROFESSIONALE E UMANA.

Fabio Henrique Simplicio è un ragazzo di trent'unanni ed ha tutte le intenzioni di stupire il popolo giallorosso. Lo chiami al cellulare dall'altra parte dell'Oceano, in Brasile per le meritate vacanze, e soltanto dopo vari tentativi risponde. Non vuole anticipare nulla sulla sua presentazione ufficiale con i colori della Roma, che avverrà comunque in tempi molto brevi. "Mi sto godendo ancora qualche giorno di relax con mia moglie Elaine e i miei figli Jordan e Luana, ma non fatemi parlare adesso della prima stagione in maglia giallorossa. Ci sarà tempo prima della partenza per il ritiro e dopo la presentazione. Posso solo dire che mi farà un piacere immenso trovare in squadra gli amici Adriano, Juan e per la prima volta essere al fianco di De Rossi". L'ex rosanero avrà la maglia numero trenta. "E' un mondiale particolare quello che ho visto fin'ora - commentando Sudafrica 2010 - con colpi di scena incredibili. Non mi sarei mai aspettato di vedere fuori dai giochi l'Italia. Avrei voluto giocare con la maglia della Selecao, Dunga mi convocò soltanto per una partita durante la fase delle qualificazioni. Per questo motivo cercherò di dare tutto me stesso per entrare nella rosa dei 22 che parteciperanno al prossimo mondiale in programma per il 2014". L'operazione in entrata che ha visto arrivare Simplicio alla corte di Ranieri non è stata fuori dalle polemiche. Il nuovo centrocampista, all'occorrenza trequartista, probabilmente sarà una delle pedine fisse del modulo adottato dell'attuale tecnico romano e romanista, ha lasciato la Sicilia e il Palermo non proprio in buoni rapporti, come ha confermato l'amministratore delegato degli isolani Rinaldo Sagramola, e sopratutto con il presidente Zamparini che lo volle fortemente a scaldare gli animi siculi dello stadio "Barbera".

Sono impaziente di ricominciare anche se ora

mi godo la famiglia, e voglio mandare un sa-

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luto a tutti i lettori di Forza Magica ed ai miei nuovi tifosi giallorossi


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In una conferenza stampa, con il Palermo impegnato nella delicata lotta per un poste al sole in Europa, ha salutato tifosi e società annunciando di voler continuare a giocare nel massimo campionato di calcio italiano. Ottenuto lo svincolo già nella sessione di mercato invernale è poi rimasto ai box per qualche mese, complice anche un'infortunio. Un senso spiccato per il gol, non avrà problemi a divertirsi con Vucinic e Adriano. La storia del giocatore brasileiro parte dall'arrivo in Italia alle dipendenze di Arrigo Sacchi, nelle fila del Parma, che scoprì per primo il talento. Poi, il ragazzo nato il 23 settembre 1979, passò a vestire la maglia del Palermo. Il passato racconta che insieme a Julio Baptista, Kakà, Cicinho e Luis Fabiano si passava il pallone nelle giovanili del San Paolo. Con entrambi, oggi, è rimasta una forte amicizia. Parlando all'immaginario dei tifosi giallorossi, per i quali non è una novità nel panorama della colonia sudamericana nel nostro paese, ma anzi hanno potuto sempre vederlo giocare da avversario, Simplicio è l'uomo giusto per questa Roma. Utile a togliere letteralmente le castagne dal fuoco nelle azioni di gioco importanti e nelle gare difficili. Non si tira mai indietro e il suo apporto è preciso e ordinato. Con quel molteplice pizzico di vena funambolica che pulsa sangue verdeoro. Suoi i gol che salvarono il Parma e altrettanto quelli che hanno portato a compimento il progetto, negli anni, dell'attuale Palermo, l'approdo in Europa League.


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La stella originaria di San Paolo, oltre nelle sfide avvincenti e importanti della prossima stagione di serie A, si potrebbe misurare, dipende dai sorteggi, in gare con squadre avversarie in Champions League come il Bayern Monaco, Chelsea e Barcellona. Tornando al peso sul piatto della bilancia del mercato giallorosso, l'operazione condotta dal diggì capitolino Daniele Pradè è stata soltanto quella di dover far firmare un contratto triennale per un compenso lordo didi 1,8 milioni di euro oltre ad alcuni premi individuali via via che la stagione assumerà

dei risultati interessanti. Per la cabala và ricordato che Simplicio quando ha giocato nelle fila del Parma nella stagione 2004-2005 dell'allora Coppa Uefa, oggi Europa League, ha collezionato nove presenze arrivando a disputare il torneo fino alla fase delle semifinali. Mentre con il Palermo, sempre nel torneo continentale, ha disputato sei partite e segnato due reti nella stagione 2006-2007 per poi giocare soltanto due incontri nella stagione 2007-2008. In campionato, se non fosse per altro l'importanza che riveste il confronto nella rassegna delle sfide romaniste, contro la Juventus a Palermo per l'ultima stagione trascorsa segnò la rete del definitivo due a zero. Insomma i presupposti per far accendere di passione, insieme all'amico Adriano, la "torcida" romanista ci sono tutti. Adesso bisognerà soltanto attendere le prime sgambate, i primi movimenti in palestra e calci al pallone nel ritiro alpestre in Trentino e poi, chissà non sia proprio lui ad aprire l'annata delle reti della Roma, l'arrivo della prima marcatura in giallorosso. Roma attende anche le sue gesta e intanto dalla nostra piacevole mini-chiaccherata Fabio Simplicio si congeda lanciando questa dedica "Saluto tutti i lettori di Forza Magica, i miei nuovi tifosi romani e romanisti. Ci vediamo presto".

Desidero giocare nella nazionale brasiliana e credo che giocare nella Roma mi aiuterà a

convincere Dunga delle mie qualità. Fino ad

ora ho visto un mondiale davvero strano, con eliminazioni clamorose, spero che vinca il Brasile, naturalmente.

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Mercato giallorosso, i sogni, i segreti e le rinunce

di Serena De Iaco

DANIELE PRADÈ È GIÀ AL LAVORO DA TEMPO PER COSTRUIRE LA ROMA DELLA PROSSIMA STAGIONE, LA PRIORITÀ SI CHIAMA NICOLAS BURDISSO E QUES TA VOLTA MORATT I S EMBRA PROPRIO NON VOLER FARE SCONTI, MA CI SONO TANTE ALTRE T RAT TATIVE DA PORTARE A T ERMINE, DA BARUS SO, ERBA, ROS I, E ANCORA CLEMENTE RODRIGUEZ CLASS E ’81 DELL’ESTUDIANTES.

Se nella politica e' valido il termine “ministro senza portafoglio”, nel calcio – per la Roma, in particolare – può valere quello di “direttore sportivo senza portafoglio”. E' il caso di Daniele Pradè, l'uomo addetto al mercato giallorosso, da cinque anni costretto a far quadrare costi e valori tecnici in ogni campagna acquisti. Già, dal 2005 in poi, tra comproprietà, parametri zero, prestiti onerosi e acquisti a titolo definitivo (con pagamenti dilazionati in comodissime rate), il buon Daniele e' riuscito sempre a costruire squadre da vertice e a far comparire sull'ultima voce del bilancio “più” o, al massimo, “zero”. Mai in negativo, fatta eccezione per l'ultima stagione, in

rosso senza gli introiti Champions, vitali per una società – come la Roma – che si autofinanzia. Sia chiaro, il merito va ascritto a lui, ma anche agli altri dirigenti: dalla Mazzoleni, la responsabile dei conti, alla stessa presidentessa, Rosella Sensi. E ora che la società beneficerà dei soldi della massima competizione europea, potrà muoversi con più tranquillità per completare la rosa in vista del prossimo campionato? Macchè. I problemi sono sempre i soliti: almeno in questo momento, non c'e' molta liquidità in cassa. A parte gli arrivi di Adriano e Fabio Simplicio a parametro zero (dunque, senza spendere un euro), si aspetta di monetizzare alcune cessioni (Julio Baptista, Mexes, Doni e Cicinho i nomi più indiziati) prima di poter reinvestire. La priorità, in questo senso, ha il nome di Nicolas e il cognome di Burdisso. Nazionalità, argentina. Professione, difensore centrale. E’ punto di forza della “Selecion” di Maradona ai Mondiali. Di proprietà dell'Inter di Massimo Moratti che, dopo alcuni regali in passato all'amica Rosella (i trenta milioni dati per Chivu e Mancini, tanto per citare i casi più recenti), non ha più intenzione di concedere sconti ai rivali. Nemmeno sugli otto milioni e mezzo, il valore di Burdisso, al momento proibitivo per la Roma (almeno fino al momento della nostra stampa). Dal canto suo, il giocatore, a piu' riprese ha fatto capire di voler restare nella Capitale, anche viste le sue eccellenti prestazioni nell'ultimo anno.

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Arrivato in fretta e furia il giorno prima dell'esordio in campionato col Genoa a Marassi, ha dimostrato subito personalità, tanto da diventare leader del reparto difensivo, a discapito di un certo Philippe Mexes, titolare indiscusso fino ad allora, e un attaccamento alla maglia non indifferente. Con lui un accordo di massima è già stato trovato: quadriennale da due milioni e mezzo netti a stagione. All'Inter non vuol tornare, perchè faticherebbe di nuovo a giocare con continuità, visto che Samuel e Lucio sono state pedine inamovibili nella squadra campione d'Europa e d'Italia. E se l'Argentina arriverà molto lontano nella rassegna iridata, come le potenzialità della rosa fanno intravedere, il cartellino potrebbe salire ulteriormente. A Trigoria già fanno gli scongiuri. Da un argentino ad un altro. Hidalgo, procuratore di Burdisso, oltre che discutere del futuro del suo assistito, ha proposto a Pradè l'ingaggio – guarda un pò il caso – a parametro zero dell'esterno sinistro basso, Clemente Rodriguez, classe '81, in forza all'Estudiantes. In effetti, su quel settore bisognerà intervenire (il povero Riise non potrà

disputare di nuovo cinquanta partite...). In questo caso, però, c'è il problema del tetto massimo degli extracomunitari da risolvere. La Roma, per prendere Rodriguez, dovrà venderne uno. Insomma, bisogna attendere, come già detto, che entri nel vivo il mercato delle vendite. Dopo il Mondiale, si potranno collocare quei giocatori in esubero, che Ranieri non considera indispensabili per il suo progetto. In questo senso, oltre i nomi sopra citati, è già andato Marco Motta. La comproprietà è stata risolta in favore dell'Udinese, che ne deteneva l'altra metà del cartellino. Alle buste, il club friulano ha avuto la meglio su quello giallorosso, comunque non intenzionato a tenere il giocatore (un milione e quattrocentocinquantamila ha versato l’Udinese, centoventimila euro in meno la Roma). Motta, ora, sarà girato alla Juventus, ma questo non è un problema che riguarda più la Roma.

Per quanto concerne le altre compro-

prietà, sono tornati alla base Barusso ed Erba (riscattati rispettivamente da

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Rimini e Cesena), tornerà anche Rosi, ma sempre in compartecipazione tra Roma e Siena.

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Da un argentino ad un altro. Hidalgo, procuratore di Burdisso, oltre che discutere del futuro del suo assi-

stito, ha proposto a Pradè l'ingaggio – guarda un pò

il caso – a parametro zero dell'esterno sinistro basso, Clemente Rodriguez, classe '81, in forza all'Estudiantes.

Per quanto concerne le altre comproprietà, sono tornati alla base Barusso ed Erba (riscattati rispettivamente da Rimini e Cesena), tornerà anche Rosi, ma sempre in compartecipazione tra Roma e Siena. Rinnovati gli accordi per Curci e il giovane Massimo. Destini differenti, mentre il portiere verrà girato in prestito alla Sampdoria, dove potrà assaggiare l'effetto che fa la Champions League, l'ex capitano della Primavera con ogni probabilità resterà ancora ad Aversa in Lega Pro Seconda Divisione. Operazioni minori, che ancora non permettono di poter intervenire sul mercato. E la questione societaria? Anche da quel fronte occorre pazientare. In attesa dell'arbitrato tra Unicredit ed Italpetroli, che dovrà dirimere la questione sul debito di oltre quattrocento milioni di euro, di cui la banca e' creditrice, si fanno di nuovo fitte le voci di un futuro senza la famiglia Sensi al timone.


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A differenza del passato, di nomi non se ne fanno, l'unico spendibile e' sempre quello di Francesco Angelini, imprenditore farmaceutico dell'omonima casa. Quello della Tachipirina e dell'Amuchina, per intenderci. Un altro capitolo spinoso, che rischia di allungare i tempi e, soprattutto, le operazioni di mercato. A Trigoria, infatti, sono in attesa di novità. E Pradè, il direttore sportivo senza portafoglio, è costretto di nuovo a fare i salti mortali per costruire una squadra da vertice. Ma lui è tranquillo, agli amici dice sempre: “Tranquillo, la faccio forte”. Speriamo anche il prossimo anno.

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La priorità, in questo senso, ha il nome di Nicolas e il cognome di Burdisso. Nazionalità, argen-

tina. Professione, difensore centrale. E’ punto di forza della “Selecion” di Maradona ai Mondiali. Di proprietà dell'Inter di Massimo Moratti che, dopo alcuni regali in passato all'amica Rosella .


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Tra le numerose sostenitrici immortalate dagli occhi indiscreti degli obiettivi fotografici spicca il nome di Larissa Riquelme dea sexy del Paraguay. La modella ed attrice sudamericana è stata notata durante il match d’esordio della Nazionale italiana conclusosi con un modesto pareggio, che ha suscitato non poche polemiche. Larissa Riquelme eletta la tifosa più sexy dei Mondiali 2010 è diventata un caso internazionale e si è aperta la caccia per trovare gli scatti senza veli della dea sudamericana. “Sono stata molto felice di aver appreso queste informazioni tramite i miei fans su Facebook”, così la modella ha commentato l’improvvisa notorietà piovutale addosso e ha, poi, aggiunto “Ho detto a mia mamma, che questa è un’opportunità per crescere professionalmente”.Durante l’intervista Larissa ci ha tenuto anche a precisare di non essere un volto nuovo nel mondo dello spettacolo, poiché aveva già partecipato in Argentina a Ballando per un sogno ed era già stata fotografata senza veli per una rivista del suo paese.

Alla vigilia del match GermaniaAustralia, stravinto dai tedeschi con una goleada, a Berlino è andato in scena l’evento curioso: 22 pornostar hanno improvvisato una partita di calcio in spiaggia nude ma con addosso i colori della propria nazionale dipinti in bodypainting. La vittoria stavolta è andata alle australiane. Il clima mondiale spesso stimola la fantasia dei più e si vedono spesso scene di nudo: Shakira quasi nuda al concerto dei Mondiali 2010 ha lasciato tutti senza fiato durante la cerimonia inaugurale.

Le donne possono distrarre i giocatori. Gli italiani da sempre sono amanti della bellezza estetica tanto da avere in Sara Izzo una sexy testimonial in Sudafrica per gli azzurri. Eletta Miss Simpatia a Miss Mondo 2008, è la nuova testimonial della Nazionale azzurra ai Mondiali 2010. ha 19 anni, è di Roma, ha i capelli castani, gli occhi da gatta e un fisico mozzafiato dato che ha studiato danza e ballo e ha praticato nuoto per ben 9 anni… E per chi pensa che le belle donne non abbiano la testa, sappiate che Sara è al primo anno di Medicina e Chirurgia alla Sapienza: la ragazza sa bene che il suo aspetto non le sarà utile per sempre nella vita…

Sembra che Melissa Satta non possa fare a meno di mostrarsi in bikini o in lingerie: la Satta aspirante angelo di Victoria’s Secret non è riuscita nell’intento di sfondare in America con la lingerie e si è consolata con le sfilate in bikini per Calzedonia Mare 2010. Poi, sempre più hot, Melissa Satta è apparsa nuda su Sport Illustrated. Infine l’ex velina di Striscia la Notizia ha posato in bikini per il numero di Giugno di Maxim, che le ha dedicato anche la copertina. Proprio sulle pagine del mensile la bella fidanzata di Bobo Vieri ha raccontato che i suoi progetti per il futuro hanno a che fare con gli USA: “Ci sto lavorando e ci sono già delle cose in ballo“.


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Alessandro Bini: per la sicurezza nello sport di Serena De Iaco

LA FONDAZIONE SI PONE L’OBIETTIVO DI PREVENIRE INCIDENTI SUI CAMPI DI PERIFERIA DI ROMA E NON SOLO. E’ INTITOLATA AL PICCOLO ALESSANDRO BINI, MORTO DURANTE UNA PART ITA DI PALLONE DOPO UN IMPATT O TREMENDO CONTRO UN TUBO DI IRRIGAZIONE POSTO A BORDO CAMPO.

“Te l'ho promesso il 2 febbraio 2008 e te lo prometto ancora oggi: “Combatterò fino alla fine dei miei giorni”. Ale per sempre”. C'è scritta questa frase, tanto bella, quanto struggente, nel profilo Facebook di Delia Santalucia. Lei, la mamma di Alessandro Bini, quel ragazzo di quattordici anni scomparso il 2 febbraio 2008, morto dopo un impatto tremendo contro un tubo di irrigazione posto a bordo campo, durante una partita di calcio al centro sportivo dell'Almas di via Demetriade. Una tragedia immane, pari al coraggio di Delia. Già, perché da quel giorno questa donna dal cuore grande così, insieme al marito, Claudio, invece di abbandonarsi al destino, ha deciso di lottare, lottare e lottare, affinché “una cosa del genere non accada più”. Da quel pomeriggio maledetto ne sono cambiate di cose. Inevitabilmente. Non solo nella vita di Delia e Claudio, ma anche nella vita del calcio romano. In particolar modo, con la nascita della fondazione onlus “Alessandro Bini per la sicurezza nello sport”.

Fondazione che si pone l'obiettivo di prevenire incidenti sui campi di periferia di Roma e non solo. Si può aderire economicamente, sostenendo l'associazione e permettendone la crescita (con quote da cinque – per i più piccoli – a duecentocinquanta euro. Iban: IT39N0832703255000000000374. C/C postale 89396089 intestato a: Associazione Alessandro Bini per la sicurezza nello sport – Onlus. Causale versamento: quota socio ordinario 2009, causale versamento: quota socio Minorenne 2009, causale versamento: quota socio onorario 2009). Dall'11 al 25 giugno, inoltre, presso il centro sportivo Cinecittà Due, è andato in scena il terzo “Memorial Alessandro Bini”, torneo di calcio per i giovani quattordicenni (proprio l'età di Ale) delle società dilettantistiche romane, categoria Giovanissimi '96. Tra i vari riconoscimenti, uno in particolare è stato assegnato alla squadra che si è distinta per la disciplina: “Premio Fair Play”, perché come la stessa Delia sottolinea: “Quello che si vuole comunicare con la nostra associazione è che il calcio è un gioco fatto di regole e di rispetto”. Nell'ambito dello stesso evento, è stata organizzata anche un'asta di beneficenza, in palio maglie azzurre della Nazionale di Lippi, una giallorossa e autografata da Francesco Totti, altre due biancocelesti e autografate da Tommaso Rocchi e Simone Inzaghi e una bianconera di Giorgio Chiellini. Il ricavato, neanche a dirlo, devoluto all'associazione Bini. Tante le iniziative che promuove durante tutto l'anno, dal Memorial alla Borsa di Studio Alessandro Bini, un premio dato “all'alunno che ha dimostrato, nonostante reali difficoltà, che ha saputo affrontare con serietà e serenità, un notevole spessore umano, divenendo anche per i compagni sicuro punto di riferimento; collaborativo con la famiglia, corretto in tutte le situazioni, un ragazzo che si distingue per l’interesse verso lo sport che coltiva con passione e costanza, conseguendo sempre ottimi risultati”. Ma soprattutto l'Associazione Alessandro Bini si occupa attivamente delle magagne dei campi sportivi. All'attivo, sessantanove controlli e interventi di vario tipo. Interventi veri, mirati a tutelare i ragazzi. “Perché non deve accadere più quello che è successo ad Ale”. Parole di Delia Santalucia e Claudio Bini.

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Willkommen in Bruneck

di Daniele Cecchetti

LA TRANQUILLITÀ DEL PAESAGGIO MONTANO, SCORCI MOZZAFIATO, IL LUOGO IDEALE PER TRASCORRERE PIACEVOLI ESPERIENZE SIA IN ESTATE CHE IN INVERNO. UN VERO PARADISO PER GLI ESCURSIONISTI ED AMANTI DELLA NATURA IN GENERE, UN MERAVIGLIOSO PUNTO PANORAMICO CHE OFFRE UNA SPLENDIDA VISTA SULLE DOLOMITI. TUTTO QUES TO È RISCONE, PICCOLA FRAZIONE DI BRUNICO, IN PROVINCIA DI BOLZANO, SITUATA A CIRCA 2 KM DALLA CITTÀ, SEDE PER LA SECONDA STAGIONE CONSECUTIVA, DEL RITIRO ESTIVO DELLA ROMA.

La tranquillità del paesaggio montano, scorci mozzafiato, il luogo ideale per trascorrere piacevoli esperienze sia in estate che in inverno. Un vero paradiso per gli escursionisti ed amanti della natura in genere, un meraviglioso punto panoramico che offre una splendida vista sulle Dolomiti. Tutto questo è Riscone, piccola frazione di Brunico, in provincia di Bolzano, situata a circa 2 km dalla città, sede per la seconda stagione consecutiva, del ritiro estivo della

Roma. La cittadina deve il suo nome alla presenza del castello di Rischon, abitato proprio dai nobili Rischon, che rimase per 400 anni l’abitazione della Famiglia Signorile. Intorno al 1250 il vescovo di Bressanone fece erigere sul colle dl castello un maniero, ponendo così la prima pietra della città, come riportato dai documenti già dal 1256. Nel 2006 invece, i cittadini hanno festeggiato il Giubileo della Città, a 750 anni dalla sua fondazione. Riscone è immerso in un paesaggio incantevole, ai piedi del famoso comprensorio sciistico di Plan de Corones, la cui cima è raggiungibile da diversi versanti della montagna, considerato da sempre uno dei più belli dell’intero Alto Adige, e cima agognata da migliaia di ciclisti, professionisti e non, che ogni anno si danno appuntamento ai piedi della stessa, per tentare una scalata che sà di leggenda. Dicevamo, seconda vacanza consecutiva per i giallorossi tra le cime delle Dolomiti. In realtà la Roma non è nuova da queste parti: infatti questi splendidi paesaggi furono scelti, a cavallo degli anni 70-80, anche dal Barone Nils Liedholm, che portò la squadra in ritiro all’ombra delle montagne altoatesine per un decennio. La truppa di Ranieri giungerà in quel di Riscone il 15 luglio, per rimanervi fino al 27, e soggiornerà nel lussuosissimo Hotel Royal Hinterhuber, gestito da 6 generazioni dalla famiglia Hinterhuber, che ne ha fatto nel corso degli anni un vero gioiello di stile ed eleganza, il fiore all’occhiello delle Dolomiti. Ironia della sorte poi, consultando il sito internet dell’hotel (www.royal-hinterhuber.com), si può notare come sulla home page della sezione ITALIANO, campeggi una frase che rappresenta, per certi versi, la storia della Roma negli ultimi 16 anni: VACANZE PER TUTTI I SENSI!

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Lo scorso anno Riscone è stato invaso dai ti-

fosi giallorossi, che hanno unito l’utile al dilettevole: cosa c’è di meglio di qualche giorno

lontano dalla frenesia e dal caldo cittadino ed avere allo stesso tempo l’

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opportunità di stare accanto ai propri beniamini? I giocatori sono rimasti entusiasti dell’accoglienza

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La truppa di Ranieri giungerà

in quel di Riscone il 15 luglio, per rimanervi fino al 27,

e soggiornerà nel lussuosissimo

Hotel Royal Hinterhuber,

gestito da 6 generazioni dalla famiglia Hinterhuber

Detto questo, la struttura si presenta come un lussuosissimo hotel a 5 stelle, dotato di tutti i migliori comfort, l’ideale per mettere fieno in cascina in vista di una stagione che, speriamo, vedrà impegnata la squadra su tre fronti, logisticamente la soluzione più appropriata sia per lo staff tecnico che per i tifosi che invaderanno la piccola frazione di Brunico. A circa 500 metri dall’hotel, sono situati i tre campi d’allenamento, del Parco Sportivo Riscone, ai lati dei quali saranno allestite delle apoposite tribune, che potranno ospitare tra i 2000 e i 3000 tifosi. Mister Ranieri, d’accordo con i suoi collaboratori, sembra aver già stilato il programma di allenamento giornaliero, che prevederà lo svolgimento di due sedute, una dalle 10.00 alle 12.30 e l’altra dalle 16.30 alle 19.00. Inoltre, sono state fissate anche le date di 3 amichevoli che i giallorossi disputeranno durante il ritiro altoatesino: domenica 18, sabato 24 e martedì 27, contro avversari ancora da definire. Le prima due si giocheranno a Riscone, mentre l’ultima verrà disputata a Bolzano. Lo scorso anno Riscone è stato invaso dai tifosi giallorossi, che hanno unito l’utile al dilettevole: cosa c’è di meglio di qualche giorno lontano dalla frenesia e dal caldo cit-

tadino ed avere allo stesso tempo l’opportunità di stare accanto ai propri beniamini? I giocatori sono rimasti entusiasti dell’accoglienza riservatagli dalla popolazione altoatesina, non nuova, a dire la verità, ad ospitare tra le proprie montagne club di serie A (anche l’Inter scelse Riscone di Brunico come sede del proprio ritiro qualche stagione fa). Ma si sa, il giallo e il rosso sono senza dubbio colori che più di ogni altro, portano con loro un carico di allegria, divertimento e passione tali da non poter lasciare indifferenti anche coloro che non masticano pane e pallone. Ed allora prepariamoci a due settimane davvero speciali tra le Dolomiti: le tradizioni del popolo romano che si uniscono a quelli locali. Ad esempio, meglio una vecchia e sana amatriciana, oppure una buona porzione di canederli, ossia gnocchi di pane, latte e uova, solitamente insaporiti con aggiunta di speck, prosciutto, formaggio e prezzemolo, che rappresentano un tipico piatto locale? A voi la scelta, in ogni caso, buona Roma a tutti. Maciniamo chilometri, superiamo gli ostacoli, con la Roma, in fondo al cuor..

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Guarda chi si rivede….

Stefano Impallomeni NON SI SONO NE,CHE SEPPUR O S R E P O N O T S I ES NTE,RISULTANO E PROFONDAME MAI CONOSCIUT E AL PRIMO AP H C IACEVOLI AN E U Q E R A V O SIMPATICHE E P DI P R CCADE A TANTI EFANO T S PROCCIO....ED A O D N A R T N ONE INCO ST A S ENSAZI RO 1967(ANNO LASS E DI FER C , I N E M O L L A P IM LA NASCITA SI CONSIDERA S PLEND ID O S E ENSO MAX M I M ANNO DELL' NELLO STESSO RE CREO T A I C L A C X .... E LEGGERI.. .ND R) AS ROMA A M M A NTRE DI M SCIUTO NEL VE I E' VISTO S LLA SFORTUNA E CHE SOLO DA ALTI LID A A R I E R R NA CA PRECLUD ERE U I VOCE N N A I S AI DA DIVER VELLI ED ORAM . . . . . T R O P S Y K DI S E VOLTO NOTO

Ciao Stefano ,prima di tutto complimenti per la professionalità e l'umanità con le quali svolgi magnificamente il tuo lavoro e grazie x esserti concesso al nostro taccuino per il piacere dei tantissimi lettori di forza magica. Di nulla,mi limito ad essere me stesso,con sincerità e rispetto verso il mio lavoro e chi mi circonda... A proposito,tifoso romanista da quando, e se ricordi la tua prima volta allo stadio. Era un Roma-Verona, nel ‘74, con mio padre, che anche n6n essendo appassionato di calcio mi portava allo stadio la domenica, ma era un altro modo di approcciarsi al calcio, quasi una gita, un pic nic. Ti confesso che da sempre, ogni volta che pronuncio il tuo nome ho davanti agli occhi quel n. 7 che vola sulla destra del campo, lato tevere e crossa per il cobra Tovalieri, nell'estate dell‘86 , in quella Roma zeppa di ragazzi che sostituivano i campioni volati via per il mondiale in Messico....che ricordi hai di quel periodo, come vi approcciavate al grande calcio voi romani e romanisti accanto a tanti vostri idoli? Con l emozione e la voglia di chi, come noi, cresciuto nel vivaio giallorossa,si trovava al cospetto di quelli che erano gli idoli dell'adolescenza.... Ci racconti chi era, se c’è stato, tra i grandi di quella Roma ad averti fatto da chioccia, da fratello maggiore?.. Tutti, senza esclusioni, era un grandissimo gruppo, oltre che sotto l’aspetto tecnico, soprattutto sotto quello umano...fantastici....

di Nicola Caprera

Il tuo fotogramma indelebile da calciatore della Roma? Senza dubbio quella finale dell’ 86 contro la Samp di Vialli, Mancini....e vinta con il goal di Cerezo, che aveva già firmato per i doriani....credo di aver anche pianto....una bellissiama emozione.... Oggi che sei dall'altra parte della barricata e puoi confrontare i due aspetti, ritieni migliorate o peggiorate le categorie dei calciatori e dei giornalisti rispetto ad allora? E' cambiato tutto il contesto,oggi i calciatori sono delle aziende e l'approccio e' giocoforza diverso,ci so no gli sponsor personali....ed i giornalisti spesso sono troppo teneri nella critica rispetto ad allora.....ma il mondo era diverso anche negli anni ‘80 rispetto a 20 anni prima.....una naturale metamorfosi... Quale e' secondo te la ricetta per non perdere quel capitale insostituibile che e' la passione dei tifosi e preservare nel contempo l'aspetto economico delle società di calcio,troppo spesso accusate di aver sacrificato in nome del Dio denaro proveniente dalle pay tv, la parte pura di questo mondo? Bisogna fare attenzione, perchè la gente si è stancata, si vuol tornare a parlare dei calciatori e non in maniera esasperata di moduli...bisogna abbassare i toni in generale e ricordarsi del momento sociale in cui viviamo...ci sono pochi soldi e se non si corre ai ripari si rischia di rompere il giocatolo definitivamente...ed i danni prodotti oggi saranno visibili tra 10 o 20 anni....poi tornare indietro non sarà facile... Ti ringrazio a nome dei lettori di forza magica e ti chiedo di concludere con il solito motto.... dajeromadajeeeeeeeeeeeee...a presto.....

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Vergogna d’Italia

di Daniele Cecchetti

L’INNO LO CANTANO? E PERCHÈ MARCHISIO SI È PERMESSO DI STORPIARE LA COMPOSIZIONE REALIZZATA DA GOFFREDO MAMELI NEL 1847, MUSICATA POI DAL MAESTRO MICHELE NOVARO, DEFINENDO IN MONDOVISIONE “ROMA LADRONA” ? DE ROSSI È STATO DAVVERO INOPPORTUNO NELLE SUE DICHIARAZIONI SULLA TESSERA DEL TIFOSO? FORSE NON ERA IL CASO DI AUMENTARE IL TASSO TECNICO DI QUESTA NAZIONALE, MAGARI CONVOCANDO UNO TRA CASSANO E BALOTELLI, OLTRE AL CALCIATORE ITALIANO PIÙ FORTE IN CIRCOLAZIONE, CIOÈ FRANCESCO TOTTI? FINO A DOVE POTREMMO ARRIVARE? DOMANDE E POLEMICHE CHE HANNO ACCOMPAGNATO L’ITALIA MUNDIAL VERSO LA RASSEGNA DI SUDAFRICA 2010, CHE PURTROPPO È FINITA COME PEGGIO NON POTEVA, O FORSE NON È MAI INIZIATA.

Possiamo parlare, senza timore di smentita, di disfatta, di naufragio, di vergogna azzurra. Nessuna vittoria, due pareggi e una sconfitta, 4 gol segnati, 5 subiti, ma cosa peggiore, mai la sensazione di essere in partita e poter portare a casa il risultato. Ma andiamo con ordine. Come ogni avventura mondiale che si rispetti, le polemiche l’hanno fatta da padrona, soprattutto durante il ritiro del Sestriere. La prima miccia (convocazioni a parte, con le scelte del tecnico viareggino che erano nell’aria ormai da mesi) si è accesa con la conferenza stampa di Daniele de Rossi, nella quale il centrocampista giallorosso ha toccato l’argomento più caldo del momento, la Tessera del Tifoso e la spirale di violenza che ha visto protagonista le forze dell’ordine e alcuni gruppi di supporters (“Non mi piace la schedatura preventiva. Allora bisognerebbe fare anche la tessera del poliziotto”). La reazione delle Istituzioni è stata forse esagerata, con Maroni prima e Manganelli poi, che hanno criticato duramente il numero 6 azzurro, costretto poi dalla Federcalcio ad una rettifica in serata: roba dell’altro mondo, forse Danielino ha soltanto espresso quella che è l’opinione di molti ma che pochi hanno il coraggio di rendere pubblica.

Le amichevoli pre-mondiali contro Messico e Svizzera hanno riportato l’attenzione dell’opinione pubblica al rettangolo verde di gioco, ed evidenziato ulteriormente i limiti di una Nazionale che fatica a creare occasioni da gol, e che concede troppo agli avversari in fase difensiva. Il Girone F, con Paraguay, Nuova Zelanda e Slovacchia non rappresentava, almeno sulla carta, un ostacolo insormontabile per gli uomini di Lippi, anche se è stato da subito palese, rispetto a Germania 2006, un indebolimento notevole della rosa a disposizione del tecnico: mettiamoci anche l’età media, una delle più alte dell’intera rassegna intercontinentale ed ecco che i fantasmi di un flop stile Mexico ’86 iniziavano ad aleggiare su Casa Azzurri. Come se non bastasse poi, la sfortuna si è abbattuta sul gruppo azzurro sottoforma di infortuni, che hanno avuto un unico comun denominatore tra loro: il polpaccio, colpa secondo i calciatori, dei campi di allenamento troppo duri del Sestriere. Infatti, in ordine cronologico, prima Pirlo, poi Chiellini, Marchisio e per ultimo De Rossi, sono stati costretti a fermarsi, col centrocampista rossonero che ha in pratica, saltato l’intero Mondiale.

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La spedizione azzurra raggiungeva il Sud Africa il 9 giugno, con intorno a sè l’immancabile alone di polemiche e col toto-formazione che ha invaso per giorni le prime pagine dei quotidiani, sportivi e non: ma si sà, il Mondiale arriva una volta ogni quattro anni, diamo fianto alle trombe e sentiamoci tutti italiani. L’esordio, contro il Paraguay, confermava le sensazioni della vigilia, con gli azzurri bloccati sull’ uno a uno dai sudameri-

cani. In svantaggio con gol subito su calcio piazzato da Alcaraz (dormita colossale della difesa), l’Italia ha dato vita ad una primo tempo incolore, non riuscendo mai a calciare verso la porta avversaria: Marchisio nel ruolo di incursore, e Iaquinta troppo defilato sull’out sinistro non sono riusciti ad incidere sulla manovra offensiva. Nella ripresa Lippi correvaai ripari, tornando al canonico 4-4-2, con gli inserimenti prima di Camoraneis poi di Di Natale. Il pari arrivava, guarda caso, grazie a Danielino nostro,il migliore in campo, che evitava così agli azzurri una sconfitta che non sarebbe stata certo un bel biglietto da visita (figuriamoci il resto). sCiò che preoccupava, è stata la mancanza di fantasia sulla trequarti, la difficoltà nel possesso palla, e una difesa che andava troppo spesso in difficoltà sui calci da fermo. Dopo soli 90 minuti, già venivano messe in discussione le convocazioni di Lippi, la disposizione in campo degli uomini e l’atteggiamente tattico della squadra: un fil che si ripee puntualmente ogni 4 anni. Archiviato il Paraguay, il calendario ci riservava l’ostacolo Nuova Zelanda, nazionale al 78° posto del Ranking Fifa, e con una tradizione calcistica neanche lontanamente paragonabile a coloro che in patria sono dei veri eroi, cioè gli All Blacks. Squadra comunque ben organizzata, che fa dell’organizzazione difensiva il proprio credo tattico. Pronti via e l’Italia era subito sotto, ancora una volta prendendo gol su calcio piazzato: rete però viziata da un netto fuorigioco di Smeltz, che batteva poi con un tocco ravvicinato Marchetti. La squadra in campo dava segnali di nervosismo: Montolivo ci ha provato dalla distanza, ma il palo strozzava in gola l’urlo del gol. Il pareggio poteva arrivare soltanto grazie ad un episodio e cosi avveniva, con De Rossi che, strattonato in area, guadagnava il penalty: cenno d’intesa con Iaquinta, dal dischetto l’attaccante juventino spiazzava Paston e rimetteva in equilibrio il match. La Nuova Zelanda, subito il pareggio, arretrava ulteriormente il proprio raggio d’azione, ma l’Italia non riusciva ad abbattere il muro di maglie bianche. Neanche i cambi effettuati nella ripresa da Lippi (Di Natale, Pazzini e Camoranesi) hanno dato lo sprint giusto agli azzurri: finiva cosi uno a uno, con l’Italia costretta a giocarsi il tutto per tutto nell’ultimo match del girone contro la Slovacchia. Dopo due partite, il dato era ormai evidente: fatichiamo, e molto, in zona gol.

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Entrambe le marcature infatti, sono arrivate su calci da fermo, e sembrava ormai evidente che l’attacco fosse il reparto più in difficoltà, e dove Lippi, guarda caso, ha mischiato più volte le carte dall’inizio della rassegna iridata. Gilardino non segnava da fine marzo, Pazzini doveva ancora assaporare il clima mondiale, a Iaquinta veniva spesso chiesto un lavoro di sacrificio che ne ha notevolente ridotto le possibilità realizzative, stesso discorso valeva per Di Natale, mentre Quagliarella non era stato ancora impiegato. Le cose non funzionavano benissimo neanche in difesa, soprattutto sui calci piazzati, con evidenti errori di posizionamento che abbiamo pagato a caro prezzo. Lippi poi ha saputo farsi amare dal popolo italiano e, la sua dichiarazione post-partita “ Non ho lasciato a casa nessun fenomeno”, non ha fatto altro che aumentare il rimpianto per coloro che invece a casa ci sono rimasti, e che a questa Nazionale avrebbero fatto certamente comodo. Con la Slovacchia era gara da dentro o fuori. Lippi si è affidato a Gattuso a centrocampo al posto di Marchisio, lan-

ciando tra i titolari il capocannoniere del campionato italiano, Di Natale, schierato nel tridente a fianco di Iaquinta e Pepe. L’approccio alla gara però è stato disarmante. Squadra tesa, contratta, incapace di creare trame offensive di rilievo. Si è tornati a vedere quei lanci lunghi infruttuosi e prevedibili, che avevano caratterizzato le partite con Paraguay e Nuova Zelanda. Puntuale, al 25’ minuto arrivava il vantaggio slovacco, con Vittek che approfittava di un errore in disimpegno di De Rossi infilando Marchetti sul palo lungo. A questo punto ci si aspettava una reazione d’orgoglio degli azzurri, in realtà il nulla: squadra assente, che sentiva sotto di sè tremare le fondamenta di una qualificazione che sembrava sfuggirgli di mano. Nella ripresa Lippi cambiavaancora, affidandosi al duo partenopeo Maggio-Quagliarella, al posto di Gattuso e Criscito. I due sono sembrati gli unici a credere nelle rimonta, facendo aumentare maggiormente il rammarico per il loro mancato impiego nei match precedenti. Intorno però, il quadro rimaneva desolante: Lippi si giocava anche la carta Pirlo per la mezz’ora finale. Al 74’ però ecco arrivare il raddoppio della Slovacchia, firmato ancora da Vittek, che approfittava di una dormita colossale di Chiellini e batteva Marchetti con un destro chirurgico tra palo e portiere. All’ 80’ minuto ecco la reazione azzurra, col gol delle speranza di Di Natale, propiziato però da una grande iniziativa personale di Quagliarella.


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Ed è stato proprio l’attaccante partenopeo a regalarci per qualche secondo la qualificazione agli ottavi, prima di accorgersi che la sua deviazione vincente, era viziata da un millimetrica posizione di off-side, segnalata dall’assistente. Il sogno di una rimonta epica però si infrangeva pochi istanti dopo, quando il neo entrato Kopunek irrideva l’intera difesa azzurra e scavalcava l’estremo difensore italiano con un morbido pallonetto. Nel finale ancora Quagliarella metteva a segno uno di quei gol di cui, in una circostanza più fortunata, si sarebbe parlato per mesi, uno splendido cucchiaio dal limite dell’area, che terminava la sua corsa sotto l’incrocio dei pali. Il match point della qualificazione, è finito al 95’ sui piedi di Pepe, ma la sua conclusione terminava incredibilmente fuori da pochi passi. Il fischio finale pesava come un macigno sull’anino di 20 milioni di italiani che fino all’ultimo hanno sperato nell’impresa (se di impresa si può parlare): Italia fuori, può partire la ricerca del principale colpevole. Troppo facile però mettere in piedi processi sommari, ma un’analisi, lucida ed asettica va fatta: va bene il pessimismo e i dubbi che hanno da subito accompagnato la spedizione azzurra in Sud Africa, ma onestamente

siamo andati ben oltre. Mai ci saremmo immaginati di dovre subire l’onta dell’eliminazione già nel girone eliminatorio, per giunta ad opera di Nazionali oggettivamente, almeno sulla carta, abbordabili. Invece i presagi di sventura ipotizzati ormai da mesi si sono materializzati sull’Italia senza lasciare possibilità di rimedio. Lippi, ha sbagliato tutte le scelte possibili immaginabili: i calciatori hanno le loro belle responsabilità( non servivano certo Totti, Cassano, Balotelli, Miccoli e chi più ne ha più ne metta per arrivare agli ottavi ), la Federcalcio ha peccato di “tatto”, annunciando praticamente il nuovo CT pochi giorni prima dell’inizio della rassegan iridata, demotivando forse un gruppo che non ha mai dato segnali di vitalità, brillantezza fisica, coesione e voglia di vincere. La Slovacchia come la Corea? Forse, certo è che tutte le componenti sopra citate non hanno fatto nulla affinchè le cose andassero diversamente. Si salvi chi può insomma: anzi no, tutti colpevoli, soprattutto di aver disatteso e deluso le speranze e le aspettative di milioni di tifosi azzurri, che sognavano di rivivere quelle splendide emozioni di una lontanissima, ormai, notte berlinese.


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A-TEAM

Finalmente sul grande schermo le adrenaliniche imprese del più famoso e improbabile gruppo di ex-soldati della storia della TV: l' ATeam. Capitanato dal celebre Colonnello Hannibal Smith (Liam Neeson), l'A-Team è formato da ex militari delle Forze Speciali che dovranno scagionarsi da un crimine che non hanno commesso.

IN THE TWILIGHT SAGA: ECLIPSE

Bella si trova ancora una volta in pericolo, mentre Seattle viene colpita da una serie di misteriosi omicidi ed una malvagia vampira continua, ostinata, a cercare vendetta. Come se ciò non bastasse, Bella è anche costretta a dover scegliere tra l’amore per Edward e l’amicizia con Jacob, conscia del fatto che la sua decisione potrebbe riaccendere l’eterna lotta tra vampiri e licantropi. Proprio ora che è a un passo dal diploma, Bella deve affrontare la decisione più importante di tutta la sua vita...

PREDATORS

il nuovo capitolo della saga dei Predator, nasce sotto gli auspici creativi di Robert Rodiriguez, e ha per protagonista Adrien Brody nei panni di Royce, un mercenario che con riluttanza guida un gruppo di guerrieri scelti che scopriranno di essere stati portati su un pianeta alieno...come prede. Con l' eccezione di un medico, sono tutti spietati assassini mercenari, Yazuka, condannati, membri di squadroni della morte - "predatori" umani che stanno per essere sistematicamente cacciati e uccisi da una nuova razza di Predatori alieni.

LA FONTANA DELL’AMORE

Una giovane e ambiziosa newyorchese (Kristen Bell), che non crede nell'amore, affronta un agitato viaggio a Roma, dove ha il coraggio di prendere delle monete magiche da una "folle" fontana dell'amore, atto che inspiegabilmente suscita forti passioni in uno strano gruppo di inseguitori: un magnate della salsa (Danny Devito), un mago di strada (Jon Heder), un pittore adorante (Will Arnett) e una modella presuntuosa (Dax Shepard). Ma quando un affascinante cronista (Josh Duhamel) la insegue con lo stesso zelo, come farà a sapere se il suo amore è veramente sincero?

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Lettere ed e-mail giunte in redazione fino al 28 Giugno 2010

Max io credo che Marcello Lippi invece di masticare gomme dovrebbe pensare a far giocare meglio la sua formazione. Stefano Il Ct sta avendo un atteggiamento talmente piccato e stizzito a dir poco indisponente. Continua a raccogliere antipatie e credo che il cambio voluto da Abete non poteva essere più opportuna. ......................................................................... Ciao Max, la nazionale gioca talmente male che sai cosa ti dico? Prima usciamo meglio è per tutti. Pietro Scusami ma non riesco a tifare contro la mia nazionale, anche perché così daremmo soddisfazione ai ragazzi di radio padania con i quali, inutile sottolinearlo, non siamo assolutamente d’accordo. ............................................. Io penso che il Ct abbia completamente sbagliato le convocazioni, come si può non convocare Totti e Perrotta? Franco Io credo che alcuni giocatori siano stati convocati senza merito e troppi, tra le altre cose, appartenenti ad una squadra che quest’anno ha disputato un pessimo campionato e che aveva bisogno di un po’ di buona reclame. Non aggiungo altro. ......................................................................... Ho assistito alla conferenza stampa post gara dopo Italia-Nuova Zelanda, mi chiedo come si possano usare quei toni con i giornalisti e come

postadimax@forzamagica.com

mai nessuno ha risposto per le rime. Cristian L’atteggiamento del Ct è senza precedenti, a mio avviso Abete avrebbe dovuto intervenire facendolo riflettere su molte delle scelte effettuate, ricordandogli che essere il selezionatore della nazionale italiana ha un grande impatto nell’opinione pubblica. .......................................................................... Ciao Max cosa pensi della campagna acquisti effettuata fino ad ora? Pensi che Adriano si riprenderà? Lele Io sono un ottimista e poi sono quello accusato dai laziali di pronosticare scudetto tutti gli anni. Sono convinto che questo sia un bel gruppo e confido soprattutto in Claudio Ranieri, è un grande professionista, e penso che ci sarà lui dietro la nuova vita romana di Adriano. Ragazzi, cosa devo dirvi, se Adriano trova l’equilibrio non ci sono avversari. ................................................

Noto che la critica più feroce alle scelte di Lippi è per il blocco Juventus, ma io mi rendo anche conto che nel nostro campionato non ci sono poi così tanti altri elementi di valore da portare il sud Africa. Cosa ne pensi? Roberto Io invece credo che ci sarebbe voluto davvero poco, intanto Perrotta al posto di Marchisio e poi no a Criscito. Ci sarebbe voluta la fantasia o di Totti o di Cassano.


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Forza Magica n°6  

Tutto ma proprio tutto quello che c'e' da sapere sulla squadra giallorossa

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