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LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

“POSTI DI LAVORO

E INDOTTO, LA RIPRESA DEL SETTORE INFRASTRUTTURE GIOVA ANCHE AI TERRITORI

guate all’evoluzione dei bisogni, modernizzate, ampliate. Dalla viabilità urbana alle reti ferroviarie, dall’impiantistica per i rifiuti ad autostrade efficienti e sicure, da fare ci sarebbe molto. Per tacere della tormentata vicenda dell'aeroporto di Firenze”. E perché non lo si fa, allora? Carenza di risorse? “In qualche caso sì ma spesso il problema non è nemmeno quello. Cogliere o meno la valenza strategica delle infrastrutture per lo sviluppo economico e per la qualificazione del territorio dipende da sensibilità e scelte politiche. Che le risorse non siano il vero ostacolo ce lo dice il caso termovalorizzatori. Confindustria Toscana Nord ha lanciato, ormai da mesi, un messaggio ben preciso: i termovalorizzatori rappresentano l’elemento che consente di chiudere il ciclo dell’economia circolare, producendo energia da rifiuti non riutilizzabili come materia; le imprese sono disponibili a trovare investitori e a lavorare

“PER RISOLVERE

DAVVERO, OCCORRE UN VERO CAMBIO DI MENTALITÀ

assieme alle istituzioni per realizzare questi impianti, cercando soluzioni pubblicoprivate per lo smaltimento dei rifiuti. Ma per ora non siamo a niente. Prato ha anche il problema della quasi totale assenza di impianti per gli inerti. E anche per questi l'ostacolo non sono le risorse”. Non si sta muovendo proprio nulla, allora? “Sarebbe sbagliato e ingeneroso dire che non accade nulla. A Prato si stanno facendo ad esempio passi avanti per risolvere un problema nodale per la viabilità cittadina, l’ampliamento della cosiddetta declassata, in pratica la tangenziale sud della città. Ma su tanti altri fronti siamo rimasti al palo. Va detto che le normative per gli appalti

Alessandro Cafissi

pubblici non aiutano e che il cosiddetto Sbloccacantieri è stato una delusione. I ritardi e la deliberata volontà di non realizzare determinate opere creano un doppio danno: l’assenza stessa di infrastrutture necessarie e la mancanza di opportunità di lavoro per le imprese edili. Io, come il nostro presidente Varia, mi occupo appunto di edilizia e guardo con sgomento ai dati sull’edilizia pratese, che ha perso in un decennio più della metà di imprese e lavoratori. Ora sono appena, rispettivamente, 325 e 1080. Certo gli appalti pubblici non risolvono tutto, ma costituiscono una fonte di lavoro importante per questo settore così tormentato, potenziale volano anche per tante altre attività economiche”.

Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 43 Ottobre 2019-Gennaio 2020 / IES / 41

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Ies Industria e Sviluppo n.3 2019 - La Toscana e la sfida delle tre "i" (infrastrutture)  

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