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CONFINDUSTRIA TOSCANA NORD

LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

I

l Governo da poco insediato sta muovendo i primi passi. Potrebbe essere il momento giusto per evidenziare le esigenze del territorio in materia di infrastrutture. Se la sente di mandare segnali in questo senso? “Guardi, di governi e ministri ne abbiamo visti passare tanti, di posizioni diverse, e talvolta opposte; e ogni volta abbiamo spiegato chi siamo, cosa rappresentiamo, cosa potremmo essere di più e di meglio se il sistema paese apprezzasse maggiormente il ruolo dell'industria. E' ovviamente presto per esprimere un giudizio sul governo Conte bis, posso solo sperare che la crisi del mercato interno ma anche di quelli internazionali induca ad assumere decisioni risolutive; fra queste, quella di dotare il Paese di un sistema infrastrutturale che ne agevoli la ripartenza. E' un'assunzione di responsabilità non più rimandabile. Ho parlato del Governo centrale, per la particolarità del momento politico, ma anche le Amministrazioni periferiche sono ovviamente chiamate a fare la loro parte”. Ci sono opere che Confindustria Toscana Nord giudica più strategiche di altre rispetto a questa prospettiva? “Il collegamento all'interno dell'area, che a sua volta è di cerniera fra il nord e il sud del paese, ma anche dal centro della regione alla sua costa, sono essenziali; allora via con il raddoppio della ferrovia, che si sta per inaugurare nel tratto da Pistoia a Montecatini ma che dovrà proseguire fino a Lucca; mettere in moto il cantiere per la terza corsia dell'A11; ampliare e potenziare l'aeroporto di Firenze, e essere capaci di realizzare, in raccordo con quello di Pisa, il sistema aeroportuale che la nostra regione merita. Ma la questione non si esaurisce qui, esistono altri elementi che via via mostrano la loro criticità e che andranno governati nella logica della programmazione e non in quella dell'emergenza. Penso, per esempio, a un sistema razionale di realizzazione e gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, o a un grande piano energetico”. Lei rappresenta anche il mondo dell'edilizia. In questa ulteriore veste ritiene di dover segnalare situazioni particolari? “Non occorre essere un costruttore per rendersi conto di quanto si dovrebbe fare. Un solo esempio; in questi giorni stanno riaprendo le scuole e si assiste a scene francamente imbarazzanti, fra edifici che non sono a norma dal punto di vista della

“PERCHÈ CI SIA VERA

RIPRESA, ANCHE LE INFRASTRUTTURE DEVONO RIPARTIRE

sicurezza sismica e della regolarità degli impianti, studenti che riprenderanno le lezioni nei container o in palazzi dismessi o in edifici collocati in mezzo a zone industriali. E questo nella civile Toscana. Poi esiste il tema del degrado delle città, la fragilità dei territori, le frane in montagna all'erosione della costa. E le strade, anche di respiro locale, che ovunque hanno aspetti di enorme criticità; penso, e sono solo esempi, agli Assi Viari a Lucca, o alla viabilità montana a Pistoia”. Avete calcolato il beneficio che deriverebbe da una ripresa massiccia di interventi in lavori pubblici? “In Toscana sono oggi ferme opere per 6 miliardi di euro; attivando i cantieri in cinque anni si potrebbero generare 90.000 posti di lavoro nella filiera delle costruzioni. Sarebbero poi 22.000 i posti di lavoro che, aumentando la produttività del sistema industriale grazie a una maggior infrastrutturazione del territorio, occorrerebbero a sostenerlo”. Se la sente di prescrivere una ricetta? “Restando nella metafora del medico, la febbre del Paese è alta; ma credo che il primo passo sia rimuovere il peso infinito della burocrazia. Unito alla definitiva attuazione dello Sbloccacantieri, potrebbe essere un segnale di una ritrovata attenzione della politica verso il mondo dell'industria e delle costruzioni”.

Stefano Varia

Infrastrutture indispensabili, quindi, ma non solo quelle materiali. Davide Trane, presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Toscana Nord, si sofferma anche sulle reti digitali. La richiesta di infrastrutture da parte delle industrie sembra un mantra per certi versi scontato. Da giovane, si sente di darne una valutazione diversa? “Il tema sarà scontato, e superato, solo quando le dotazioni di strade, ferrovie, aeroporti, nel nostro territorio, avranno raggiunto un livello adeguato alla sua economia; in particolar modo all'industria. Per adesso, non possiamo arretrare su richieste che sono inascoltate da decenni. Vero è che il nostro sguardo, da giovani, è volto a un futuro di cui ci sentiamo in qualche modo responsabili, e ne dà una declinazione in

Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 41 Ottobre 2019-Gennaio 2020 / IES / 39

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Ies Industria e Sviluppo n.3 2019 - La Toscana e la sfida delle tre "i" (infrastrutture)  

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