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LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story necessaria in una regione che voglia recuperare posizioni sul fronte dell’utilizzo delle tecnologie legate a Industria 4.0. oppure dell’impiantistica necessaria in una logica di economia circolare per chiudere il cerchio di tante filiere industriali, garantendo un maggiore recupero di materia, ma anche lo smaltimento degli scarti non recuperabili. Ed altre in cui non è messa in grado di sfruttare appieno le sue risorse naturali, come nel caso della geotermia. L’Intesa sullo sviluppo firmato in Regione, contiene l’elenco di tutte le opere che i cittadini e le imprese

toscane attendono da tempo: la Tirrenica, la Due Mari, il sistema aeroportuale, il potenziamento dei porti, il nodo fiorentino dell’alta velocità ferroviaria “Cinque priorità toscane che sono cinque urgenze nazionali – ribadisce Ranaldo –. Su ognuna di esse l’appello forte va al Governo, perché si completino e si sblocchino i nodi che ancora impediscono a queste opere per noi fondamentali, di essere completamente realizzate apportando un notevole beneficio al territorio e alle imprese”. Le imprese della regione chiedono l’intervento del governo sui nodi

competitivi toscani, che dicono sono “nodi-paese”, perché, proprio in Toscana, è presente una delle piattaforme industriali più importanti d’Italia. E nel luglio scorso hanno rivolto l’appello ai parlamentari del territorio regionale, di maggioranza e di opposizione, per un’azione bipartisan a favore della Toscana. Ma non ci sono soltanto le questioni di competenza nazionale. Molte questioni, infatti, riguardano i livelli locali, come ad esempio la viabilità secondaria o le carenze infrastrutturali che si riscontrano in alcune aree industriali del territorio.

TOSCANA, INFRASTRUTTURE E INVESTIMENTI PUBBLICI L’interessante ricerca “Gli investimenti pubblici in Toscana e la dotazione infrastrutturale” realizzata dal Centro Studi di Confindustria Toscana e dal Centro Studi di Ance Toscana, nell’ottobre del 2018 mette in evidenza, fra le altre cose, come la dotazione infrastrutturale del territorio non sia adeguata rispetto alle necessità di una regione industriale come è la Toscana. La ricerca infatti, fra le altre cose, prende in esame anche precedenti studi “un lavoro egregio è stato fatto in passato”, si legge nella ricerca dei due centri studi toscani, “dall’Istituto Guglielmo Tagliacarne – dal quale non si hanno aggiornamenti recenti – che metteva a disposizione un suo indice di dotazione generale delle infrastrutture, distinte in economiche e sociali. Per quelle economiche la Toscana si trovava in settima posizione sia nel 2001 che nel 2011, preceduta da Liguria, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia: ovviamente la posizione della Toscana migliorava quando si

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prendevano in considerazione anche le infrastrutture sociali” (Grafico 1). E anche nel “rapporto 2017 di ORTI – Osservatorio Relazioni Territorio Imprese – è pubblicato l’indice I-Com di dotazione infrastrutturale costruito prendendo in considerazione un set di 12 indicatori”. Anche in questo caso “in una classifica guidata da Lombardia e Campania, la Toscana si colloca soltanto in tredicesima posizione”. E le maggiori penalizzazioni provengono dalla “dotazione di infrastrutture tecnologiche (banda larga, ultralarga e rete 4G) e di quelle legate alla distribuzione e soprattutto trasporto del gas”. Sempre nella ricerca di Ance Toscana e Centro Studi Confindustria Toscana si legge che “anche IRES Piemonte ha proceduto alla costruzione di un set originale di indicatori relativi al livello di dotazione infrastrutturale quanti-qualitativa limitato al campo dei trasporti, una delle componenti delle infrastrutture economiche di tipo fisico” (grafico 2). Anche in questo caso,

nonostante “le graduatorie per modalità di trasporto evidenziano la buona posizione della Toscana per le ferrovie e per i porti”, invece “confermano il ritardo – sia per l’intensità degli interscambi commerciali che per gli imponenti flussi turisti che hanno per meta la regione – per i servizi di trasporto aereo relativamente ai quale resta infatti l’urgenza del rafforzamento del sistema aeroportuale toscano con il potenziamento del Galilei di Pisa e la nuova pista del Vespucci a Firenze”. E ancora si legge “in Toscana anche la rete stradale e autostradale è inadeguata: lavori indispensabili come il completamento della variante con la terza corsia fino a Calenzano e poi da Firenze Sud ad Incisa e a scala regionale la terza corsia della A11 Firenze Pistoia devono essere rapidamente realizzate così come si deve por fine al balletto indecoroso che continua a rappresentarsi attorno all’Autostrada Tirrenica per risollevare l’economia di una costa che attende anche la nuova darsena di Livorno”.

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Ies Industria e Sviluppo n.3 2019 - La Toscana e la sfida delle tre "i" (infrastrutture)  

Ies Industria e Sviluppo n.3 2019 - La Toscana e la sfida delle tre "i" (infrastrutture)  

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