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ies Industria e Sviluppo

ANNO XI - N. 3 ottobre 2019 - gennaio 2020

quadrimestrale di informazione, opinione, economia, impresa Confindustria Firenze, Livorno e Massa Carrara, Pisa, Toscana Nord, Toscana Sud

LA TOSCANA

E LA SFIDA DELLE

“ ” TRE I

internazionalizzazione, innovazione, infrastrutture Volume 3: infrastrutture VINCENZO CECCARELLI Infrastrutture: le priorità della Toscana STEFANO CASINI BENVENUTI Le infrastrutture perno dello sviluppo MASSIMILIANO MUSMECI Infrastrutture: di stop il Paese muore


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a cura di mGa Comunicazione

putSCh mEnIConI sessant’anni di sFide

I lavori di rinnovamento della sede Putsch Meniconi volgono ormai al termine e Franco Renzi, CEO dell’azienda, ci mostra i futuri locali dello stabile. Realtà fondamentale del tessuto economico della Valdelsa e branca del colosso

4 / IES / Dicembre 2019-Marzo 2020

tedesco Putsch Group, la Putsch Meniconi produce sezionatrici verticali ed orizzontali per taglio di pannelli ed ha alle spalle oltre 60 anni di storia. Cresciuta e prosperata negli anni del boom economico, è riuscita a superare le dif-

ficoltà legate alla crisi con la tenacia e la fiducia che contraddistinguono solo le aziende di successo, trovando il modo di rifiorire con rinnovato slancio verso il futuro. È anche per questo che Renzi segue compiaciuto il procedere dei lavori. Facendoci strada, ci porta a vedere i luminosi uffici dei dipendenti, la sala mensa spaziosa e gli altri ambienti dedicati ai lavoratori. Non è solo la tecnologia ad essere di casa qui, ma anche un modo d’altri tempi di fare impresa, in cui si riconosce alla forza lavoro quel valore capace di fare la differenza quando il gioco si fa duro. La sede rinnovata con una facciata completamente vetrata, ha interni studiati per sfruttare al massimo la luce solare ed ospiterà le facilities per il ristoro dei dipendenti, un’ampia sala riunioni ed un nuovo showroom destinato a valorizzare le Sezionatrici Verticali. Nulla è stato


a cura di mGa Comunicazione

lasciato al caso: dai pavimenti, il cui colore è calibrato per soffondere al meglio la luce, alla disposizione delle stanze progettate per seguire la parabola del sole durante la giornata, ogni dettaglio è concepito per trasmettere un senso di avanguardia e funzionalità. Renzi, se dovesse riassumere in poche parole il percorso fin qui intrapreso come CEO della Putsch Meniconi, che parole userebbe? Sono arrivato in Putsch Meniconi nel 1972, e ne sono diventato il Ceo a partire dal 1997. In 22 anni di lavoro qui ho avuto innumerevoli soddisfazioni sia aziendali che personali. Ecco come mi sento di riassumerlo: un percorso ricco di gratificazioni su tutti i livelli. Più di 60 anni di storia aziendale non sono pochi: quale è stato il cambiamento più importante da quando è alla guida dell’azienda? Sì effettivamente sono molti anni, e tanti sono stati i banchi di prova su cui abbiamo testato la nostra solidità aziendale. Tuttavia, se dovessi indicare l’evento in assoluto più importante, questo sarebbe certamente la fine della nostra “dipendenza dorata” dal settore saccarifero sancita nel 2004 dall’UE. Da allora siamo stati chiamati a raccogliere la sfida che il mercato imponeva mettendoci alla prova sia in settori conosciuti che in altri totalmente nuovi. Oggi mi sento di poter affermare che la sfida raccolta 15 anni fa è stata vinta con successo.

prodotti e sulle persone che vi lavorano. Attualmente esportiamo le nostre sezionatrici in oltre 75 paesi nel mondo. Qual è il miglioramento che reputa più importante fra quelli apportati? Abbiamo sentito l’esigenza di ridefinire meglio le aree di lavoro, non solo per questioni estetiche, ma anche per una migliore funzionalità e fruizione degli spazi. Fra le novità più apprezzabili c’è il nuovo showroom, che io definirei bellissimo, dove non solo si potranno vedere i nostri prodotti esposti e sempre azionabili, ma potrà anche servire da sala riunioni per il reparto commerciale. Dopo un tale rinnovamento quale è il prossimo obiettivo di Putsch Meniconi? Putsch Meniconi è un’azienda che vuole fortemente guardare al futuro, per questo il nostro prossimo obiettivo è quello di rafforzarci: rafforzare la nostra presenza sui mercati e rafforzare il nostro ufficio commerciale, anche a partire dall’assunzione di nuovo personale. Appare chiaro il disegno a monte di una ristrutturazione così radicale: la nuova

sede è al tempo stesso un nuovo inizio ed una sfida, oltre che un tributo a quanti lavorano con dedizione al successo di Putsch Meniconi.

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Come definirebbe il progetto di ristrutturazione della sede Putsch Meniconi? La definirei come una bella e chiara conferma di quanto la famiglia proprietaria del gruppo Putsch creda nel lavoro che facciamo qui alla filiale di Poggibonsi, di quanto ne sia soddisfatta, e di quanto reputi utili i nostri prodotti per la crescita dell’intero gruppo. Quale è stata la necessità che ha mosso la scelta di una ristrutturazione così radicale? La necessità nasce principalmente dalla volontà di dare un’immagine capace di rappresentare al meglio quello che è oggi Putsch Meniconi: un’azienda in costante crescita, aperta a numerosi mercati, motivata ad investire sui propri Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 5


lavorazione artigianale

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SOMMARIO Direttore responsabile: Annarosa Pacini

EDITORIALE

apacini@iesindustriaesviluppo.com

Coordinatore editoriale: Virginia Masoni

8

relazioniesterne@conndustriatoscanasud.it

INFRASTRUTTURE E CULTURA DI GOVERNO

Comitato di redazione: Antonio Capone, Andrea Fabianelli Redazione: Simona Bandino (Firenze) Maria Bechi (Pisa) Maria Chiti (Pistoia) Lodovica Lazzerini (Massa Carrara) Irene Magara (Conf. Toscana Sud) Ilaria Maraviglia (Lucca) Saida Petrelli (Prato) Elena Pozzoli (Livorno) Hanno collaborato a questo numero: Maurizio Abbati, Francesco Butini, Giovanni Cardinali, Maria Chiti, Nadia Frulli, Teresa Mildri, Saida Petrelli, Elena Pozzoli Impaginazione, graca e foto: Franco Passarini

COVER STORY

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INFRASTRUTTURE: LE PRIORITA' DELLA TOSCANA

22

LE INFRASTRUTTURE PERNO DELLO SVILUPPO

26

INFRASTRUTTURE: DI STOP IL PAESE MUORE

30

TOSCANA, EMERGENZA INFRASTRUTTURE

34

TOSCANA SUD: INFRASTRUTTURE, UNA STORIA INFINITA

40

TOSCANA NORD: INFRASTRUTTURE, UN NODO STRATEGICO

44

SISTEMA PORTUALE E RETE INTERMODALE: IL FUTURO DELLA TOSCANA COSTIERA

Direzione e redazione: Conndustria Toscana Sud Via Dei Rossi, 2 53100 Siena,

redazione@iesindustriaesviluppo.com

Editore: Assoservizi Toscana Sud Rete d’Imprese. Via Roma, 18 - 52100 Arezzo Stampa: Varigraca Alto Lazio Srl Zona Ind.le Settevene S.S. Cassia km 36,300 - 01036 - Nepi (VT) Registrazione: Tribunale di Grosseto n. 1/2009 del 26.03.2009 • Gli articoli possono non rispecchiare le posizioni delle Associazioni Industriali e dell’Editore, che li ritengono in ogni caso un contributo sul piano dell’informazione e dell’opinione. Dei contenuti sono responsabili i singoli autori. L’Editore non dovrà essere ritenuto responsabile per errori, omissioni, interruzioni o ritardi legati ai contenuti pubblicati nè per eventuali danni provocati dagli stessi. • È consentita la riproduzione purchè espressamente autorizzata dall’Editore, e con la citazione della fonte. • Non vengono trattati dati personali. L’uso dei dati, temporaneo, è solo a ni giornalistici. • Foto © Assoservizi Toscana Sud Rete d’Imprese. E’ vietato qualunque utilizzo e/o riproduzione, anche parziale, del materiale fotograco contenuto in questa rivista. PUBBLICITÀ: la raccolta pubblicitaria su tutto il territorio della Toscana per “IES - Industria e Sviluppo” è a cura di: MGA Comunicazione & Pubblicità S.r.l. Piazza Alberti, 16 50136 - Firenze Tel. 055 5275595 web: www.mgacomunicazione.it e-mail: info@mgacomunicazione.it

LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "i" ANNO XI - N. 3 Ottobre 2019-Gennaio 2020


EDITORIALE I LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "I"

INFRASTRUTTURE e CULTURA di GOVERNO di FRANCESCO BUTINI

LE INFRASTRUTTURE NON SONO UN'OPERAZIONE DI INGEGNERIA O DI BILANCIO: SONO UN'IDEA POLITICA DEL PAESE. IL CAMBIAMENTO CHE OCCORRE VA BEN OLTRE LE QUESTIONI MATERIALI

I

l 4 ottobre 1964, ovvero 55 anni fa, il presidente del Consiglio Aldo Moro inaugurò l'Autostrada del Sole. Fu terminata con tre mesi d'anticipo. Ripeto: in anticipo. La posa della prima pietra era avvenuta il 19 maggio 1956, sotto il primo governo guidato da Antonio Segni. Dunque, in otto anni fu realizzata la più lunga infrastruttura autostradale italiana, con tanto di attraversamento della catena degli Appennini: 756,5 chilometri da Milano a Napoli. Fu una delle più grandi opere europee del tempo. Il 24 febbraio 1977 venne inaugurato il primo tratto della direttissima ferroviaria tra Roma e Firenze, quello che collegava Roma Termini a Città della Pieve. Era stato avviato sette anni prima. Fu il primo tratto ferroviario ad alta velocità operativo in Europa. Il completamento fino a Firenze si sarebbe concluso il 26 maggio 1992. Siamo stati all'avanguardia in Europa. Ad un certo punto ci siamo smarriti. È aumentata la retorica giaculatoria, ed è diminuita la capacità realizzativa. Guardando a qualche esempio circa le infrastrutture della nostra regione, il raddop-

8 IES // Ottobre Dicembre 2019-Marzo 2020 8 // IES 2019-Gennaio 2020

pio della strada “dei due mari” GrossetoFano si trascina da decenni. La cosiddetta “Autopalio” tra Firenze e Siena è piena di progetti ancora fermi per l'ampliamento e la messa in sicurezza, e di cantieri che non finiscono mai. Il completamento del cosiddetto “corridoio tirrenico” si impantana sempre, anche a causa di un governo delle concessioni autostradali che ci ha esposto a sanzioni europee. La terza corsia della “Firenze-Mare” tra Firenze e Pistoia è di là da venire. Ci sono aree della regione nelle quali, nonostante le sollecitazioni confindustriali, la stessa viabilità locale stenta il proprio adeguamento, come nel pistoiese o nella lucchesia. E passando dalle infrastrutture stradali a quelle ferroviarie o aeroportuali, il sottoattraversamento della TAV e la nuova stazione ferroviaria hanno trasformato Firenze in un cantiere perenne, con un grosso buco nel mezzo alla città in cerca di rimedio. E sempre a Firenze, il potenziamento dell'aeroporto è un antico refrain con varie stonature nelle voci e ritardi nelle cadenze. Ma c'è anche un altro capitolo infrastrutturale, accanto a quello materiale. Se la

mobilità delle persone e delle merci si sviluppa sulle infrastrutture stradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali, lo sviluppo industriale è sempre più legate alle infrastrutture digitali, con o senza filo. Cosa è successo dunque a questo Paese? La narrazione nella quale siamo immersi ci racconta che la classe politica ritiene di essere migliore di quella di vari decenni fa, e che il sistema industriale è pieno di “eccellenze”. E allora perché è tutto così lento, così farraginoso, così privo di futuro? Se siamo così eccellenti, perché siamo passati dall'avanguardia in Europa alle retrovie? Mancano i soldi? La capacità di spesa pubblica è indubbiamente sempre più ridotta a causa dell'entità del debito pubblico. A conferma che non esiste un grande spazio di sviluppo a prescindere dalla riduzione del debito pubblico. Eppure i soldi per alcuni discutibilissimi provvedimenti di spesa si sono trovati, alla vigilia di importanti appuntamento elettorali. Eppure i patrimoni privati sono ben forniti, come sanno bene i gestori finanziari e patrimoniali italiani, ma non sembrano molto disponi-


LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Editoriale

“LE INFRASTRUTTURE

DIGITALI HANNO UN RUOLO FONDAMENTALE PER UNA PAESE CHE VOGLIA DAVVERO ESSERE COMPETITIVO

bili ad affiancare la mano pubblica negli investimenti, produttivi o infrastrutturali che siano. Ci sono norme più restrittive sulla sicurezza dei cantieri? Questo non sarebbe certo un dato negativo (anzi!). Il tragico bilancio della costruzione dell'Autostrada del Sole riporta oltre settanta operai morti sul lavoro negli otto anni in cui sono stati attivi i cantieri. Ma possiamo anche rovesciare il discorso: nel 2018 ci sono state in Italia 1.133 morti sul lavoro (in crescita rispetto al 2017), e non mi pare proprio che sia stata realizzata un'opera neanche minimamente paragonabile all'Autostrada del Sole. E allora? Il centro studi di Confindustria Toscana e quello di ANCE Toscana, nella loro ricerca intitolata “Gli investimenti pubblici in Toscana e la dotazione infrastrutturale”, illustrano un indice di dotazione infrastrutturale delle regioni italiane in base al quale la Toscana si colloca al tredicesimo posto (su venti). La dotazione infrastrutturale della Toscana sarebbe uguale a quella della Calabria e dell'Abruzzo, inadeguata quindi rispetto alle ambizioni economiche e al ruolo che la regione svolge nel panorama nazionale. Cosa è venuto meno dunque a questo Paese rispetto a quando grande infrastrutture come l'Autostrade del Sole si realizzavano addirittura in anticipo sui termini previsti? Abbiamo visto passare molte “culture”, o presunte tali. Si sono consumate almeno un paio di generazioni di industriali e di manager. Sono scomparsi i partiti politici che affondavano le loro radici in filosofie e ideologie che fornivano una concezione dell'uomo, della società, delle istituzioni. Siamo stati testimoni di rivoluzioni tecnologiche, di mutamenti di costume, di profonde modificazioni dell'ordine internazionale, di nuovi fenomeni quali la globalizzazione soprattutto nella sua versione finanziaria. Sono emersi nuovi bisogni e nuove paure, che sono diventate i nostri compagni di viaggio. E davanti a tutto ciò, in Italia si è credu-

Il Presidente della Repubblica inaugura un tratto dell'Autostrada del Sole, a bordo della Lancia Flaminia 335 presidenziale, 1964

to di poter adeguatamente rispondere alle trasformazioni e alle sfide dell'epoca moderna semplicemente mandando in soffitta le concezioni dell'uomo e della società, e aprendosi esclusivamente al pragmatismo della società civile. Come se governare uno Stato fosse uguale a governare un'azienda. Paradossalmente, il potenziamento della dotazione infrastrutturale del Paese si è arenato sempre più. Il problema di fondo rimane il solito: che fine ha fatto la cultura di governo? Il nodo delle infrastrutture non è solo un problema di spesa: è un problema di modelli di sviluppo. E i modelli di sviluppo sono direttamente collegati alla concezione che il governo (e l'opposizione) ha del Paese, delle sue priorità, delle linee su cui co-

struire la dimensione economica e sociale dell'Italia. Le infrastrutture non sono innanzitutto un'operazione di ingegneria o di bilancio: sopra tutto sono un'idea politica del Paese. E questo è un problema di cultura di governo, che evidentemente non è considerata una grande preoccupazione.

“DALLA LOGISTICA

ALL’INNOVAZIONE, DAL MARKETING ALLA PRODUZIONE: SENZA INFRASTRUTTURE, LO SVILUPPO NON DECOLLA

Tratto Firenze-Roma nella Val di Chiana (Pufui PcPifpef CC BY-SA 4.0)

Dicembre 2019-Marzo 2020 Ottobre 2019-Gennaio 2020 // IES IES // 99


IES, un SALUTO e UN AUGURIO

C

on questo numero, si conclude il lungo ciclo di lavoro di "IES - Industria e Sviluppo", e un nuovo ciclo è già in elaborazione, con nuovi strumenti e diversi percorsi. Ringraziamo tutti coloro che hanno reso possibile questa esperienza, di grande valore e significato. Gli Associati, che hanno sempre collaborato con grande parteci-

10 / IES / Dicembre 2019-Marzo 2020

pazione. Tutti gli ospiti che hanno partecipato, Amministratori pubblici e Rappresentanti di Enti ed Organizzazioni, regionali e nazionali. Gli inserzionisti, il cui supporto ha consentito a "IES" di continuare a crescere. Ancora, tutti i collaboratori di redazione, i giornalisti, il grafico editoriale, il Comitato di redazione, il Coordinatore editoriale, che materialmente sono riusciti a tradurre ogni

idea in un messaggio concreto, capace di dare voce alle imprese ed agli imprenditori della Toscana, secondo le peculiarità di ogni territoriale. A tutti, grazie. L'augurio è che, per ognuno, vi siano sempre progetti nuovi da realizzare e successi da raggiungere. Iඅ ൽංඋൾඍඍඈඋൾ උൾඌඉඈඇඌൺൻංඅൾ Annarosa Pacini


a cura di mGa Comunicazione

ComponEnt oFFICE

etiChettatura on-demand di nuova generazione

I

ES ha incontrato Luca Lemmi, product manager di Component Office, azienda Fiorentina specializzata da oltre trentacinque anni nella vendita o noleggio di soluzioni di stampa. Sig. Lemmi, ci racconti un po’ Component Office «La nostra azienda è una delle realtà Toscane che da più tempo si occupa delle stampanti e delle multifunzione. Offriamo un’ampia gamma di soluzioni per le aziende, in collaborazione con il leader mondiale del settore e fornendo un servizio di assistenza tecnica qualificata e specializzata. Da alcuni anni abbiamo diversificato la nostra attività in settori con un più alto contenuto di rinnovamento tecnologico, per essere ancora più competitivi sul mercato». Nel corso degli anni, quindi, avete ampliato il vostro core-business? «Sì, ci siamo adeguati agli inevitabili cambiamenti del mercato per cercare di intercettare le nuove esigenze dei

nostri clienti, così accanto al comparto stampanti, abbiamo sviluppato un intero settore che si occupa di soluzioni documentali e di workflow management, dall’inizio di quest’anno, particolarmente utilizzati nella gestione della “fatturazione elettronica B2B”. Oltre a questo, da circa 3 anni, abbiamo esteso la nostra esperienza nella stampa delle etichette, sia per la produzione on demand (lotti medio/piccoli), sia per quella destinata ai grandi volumi.». Cos’è l’etichettatura on-demand? «Abbiamo registrato la necessità da parte delle aziende di stampare autonomamente etichette personalizzate. Questa esigenza si applica sia alle aziende medio-piccole che devono stampare tanti lotti e in molteplici formati, sia alle grandi aziende che devono integrare la stampa di grandi lotti di etichette con lotti più piccoli, spesso destinati all’esportazione. Component Office, perciò, propone macchine che sono in grado di stampare a colori e personalizzare le proprie etichette senza essere legati

ad un minimo quantitativo richiesto, favorendo così un risparmio importante per l’azienda in termini di tempi di spedizione e di spreco. Queste soluzioni risultano adatte ad un grande numero di settori produttivi ma fino adesso, quelli più interessati si sono dimostrati l’alimentare e i cosmetici. Ad esempio, il nostro cliente Karitia, una moderna azienda Aretina all’avanguardia, quasi interamente condotta da donne, ha deciso di abbandonare totalmente la tipografia per stampare autonomamente una moltitudine di piccoli lotti di etichette personalizzate da applicare a prodotti destinati agli scaffali delle farmacie, il loro principale canale di distribuzione». Component Office, cosa offre nello specifico ai propri potenziali clienti? «Parlando di etichette, possiamo proporre una soluzione davvero a 360°: stampanti a colori o di bar code, inchiostri, software, rotoli di etichette neutre fustellate, di ogni materiale e formato. L’integrazione di questi prodotti, abbinata alla nostra esperienza, assicura una qualità analoga a quella della tipografia, a costi assolutamente competitivi. Nel concetto di qualità, sono incluse caratteristiche essenziali quali : resistenza ad acqua e condensa, olii, detergenti, basse temperature, ecc. Le soluzioni sono proposte anche nella formula di noleggio, che oltre ai prodotti, include nel canone anche l’assistenza tecnica ed i ricambi per tutta la durata del contratto».

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a cura di MGA Comunicazione

Studio Rasile - Commercialisti Consulenza Fiscale; Societaria; Aziendale

L

’attività nasce dal fondatore Antonio Rasile nel 1981 e negli anni è cresciuta fino a far subentrare nel 2010 la seconda generazione. La cura del rapporto con il cliente ha un ruolo centrale all’interno dello Studio Rasile. «Crediamo molto nel rapporto personale con il cliente, – spiega il titolare dello studio, Giacomo Rasile – per questo affianchiamo a ogni cliente, oltre me, anche un’altra figura di riferimento nello studio. Il commercialista non si deve limitare a calcolare le imposte, ma deve svolgere una funzione quasi “sociale”, aiutando il tessuto imprenditoriale ad espandersi ed evolversi. Riteniamo molto importante tenere il cliente costantemente informato, sia con visite di persona, sia con l’invio di newsletter». Proprio in quest’ottica il dott. Giacomo Rasile, insieme ad altri professionisti ed imprenditori, ha fondato “Florence Firm Forum”. Si tratta di un’associazione creata per permettere una costante crescita del contesto economico e imprendi-

toriale del territorio. La mission è perseguita attraverso l’organizzazione di eventi; un esempio è l’ultimo che si è tenuto a tema “Protezione del patrimonio e passaggi generazionali”, nonché altre azioni più operative; è in fase di studio, ad esempio, l’organizzazione di un premio per le Start Up innovative. Studio Rasile segue gli sviluppi aziendali e societari delle imprese fin dalla loro nascita. «In questi anni abbiamo sviluppato delle particolari competenze – commenta il titolare – ad esempio, riferite alla fiscalità internazionale e in generale ai rapporti che le imprese intrattengono con l’estero, sia commerciali, sia per la gestione fiscale delle filiali estere. Per noi le imprese non sono solo fisco: le seguiamo anche nell’organizzazione interna, nel controllo di gestione, nei rapporti bancari, nella contrattualistica e nei rapporti fra soci. Occorre poi ricordare – sottolinea – che la gran parte delle imprese è a conduzione familiare, e necessita quindi di una gestione più accurata, a partire dagli aspetti legati al “passaggio di consegne” da una generazione all’altra». Studio Rasile crede nella forza della rete fra professionisti. «Abbiamo sviluppato una rete di collaborazioni per fare in modo che le imprese possano essere seguite da un team di specialisti in grado di affrontare ogni problema a 360 gradi, e soprattutto sfruttare al meglio ogni opportunità».

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a cura di MGA Comunicazione

C.R.I.S.I.S SCARL

Dove c’è un problema c’è una soluzione

Un network di geologi, chimici, biologi e ingegneri consente di progettare piani di caratterizzazione, progetti di bonifica, monitoraggi, indagini ambientali e consulenze per depurazioni. Bandi e fiscalità agevolata Per i propri clienti, CRISIS seleziona le opportunità di finanziamento locale, regionale, nazionale e comunitario più idonee, occupandosi direttamente della redazione e presentazione della proposta progettuale e della ricerca partner. L’azienda affianca il cliente anche in ambito tecnico amministrativo, per cogliere le varie opportunità offerte dalle agevolazioni fiscali.

Il team C.R.I.S.I.S. durante l’ultima edizione di Primavera d’Impresa, Prato 21 marzo 2019. Al centro la presidente Cristina Nati e l’A.D. Sara Stefanini.

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iconosciuta come PMI innovativa nel 2018, CRISIS è una società cooperativa con sede legale a Pomarance, nel cuore dell’area geotermica toscana e operativa a Pisa e Prato. Si occupa di supportare le piccole e medie imprese nell’individuazione di soluzioni che aiutino a trasformare i fattori di cambiamento in concrete opportunità di business. Bill Gates rifletteva: “Come possiamo rendere felice questo cliente? Come possiamo farlo proseguendo lungo la strada dell’innovazione?”. CRISIS non solo si è posta queste domande da tempo ma, grazie a un team di tecnici con competenze multidisciplinari, è in grado di offrire un servizio di progettazione integrata per gestire e risolvere problemi aziendali complessi, spaziando dai settori architettura, ingegneria, ambiente e sostenibilità, per arrivare alla parte di comunicazione e fiscalità. Il vantaggio? Il cliente può affidarsi ad un unico team per gestire il progetto nella sua totalità, con la garan-

zia di un’esecuzione snella e veloce. Architettura e progetti sostenibili La visione di CRISIS si fonda sul rispetto dell’ambiente e delle persone. Per questo la sostenibilità è strettamente connessa a ogni consulenza. L’azienda si occupa di progettazioni architettonico-strutturali e direzione lavori per opere pubbliche e private. Le specializzazioni in bioedilizia e architettura bioclimatica propongono soluzioni che assicurano benessere, comfort e rispetto per l’ambiente. Ingegneria e gestione dell’energia CRISIS è in grado di fornire consulenze a tutto tondo nella progettazione e gestione di ogni aspetto energetico: dalla valutazione iniziale alla certificazione e al piano energetico, che può comprendere energie alternative e rinnovabili, fino al progetto tecnico di riqualificazione energetica volto a migliorare l’efficienza e ridurre i consumi. Ambiente CRISIS fornisce un’ampia gamma di servizi di consulenza in diversi ambiti della geologia.

Comunicazione ed eventi Chiude il cerchio un servizio di consulenza di comunicazione integrata, volta a delineare l’immagine coordinata del cliente e a promuoverne le attività. CRISIS organizza anche cicli di incontri ed eventi di approfondimento sui temi caldi dell’imprenditoria, rivolti alle aziende. Su tutti spicca Primavera d’Impresa, premio dedicato alle aziende toscane, ideato nel 2017 ed oggi patrimonio comune di una pluralità di partner e co promotori.

C.R.I.S.I.S SCARL Tel. 050.982623 info@crisispartner.it www.crisispartner.it Sede legale: Via G. Cercignani, 5 56040 Pomarance (PI) Sede operativa e corrispondenza: Via delle Bocchette, 1 56121 Pisa Sede operativa: Via Giuseppe Valentini, 14 59100 Prato

Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 13


COVER STORY I LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "I"

INFRASTRUTTURE: le PRIORITÀ della TOSCANA di NADIA FRULLI

DALLA TIRRENICA AI TRATTI DI SUPERSTRADA, DAGLI AEROPORTI ALLE CAVE ALLE FERROVIE: OPERE CHE NON PARTONO O “LAVORI IN CORSO” CHE NON ARRIVANO. È IL MOMENTO DI UNA SVOLTA. INTERVISTA A VINCENZO CECCARELLI, ASSESSORE ALLE INFRASTRUTTURE DELLA REGIONE TOSCANA

L

a posizione strategica, al centro della Penisola, ne fa uno snodo nevralgico per i trasporti. E le infrastrutture, naturalmente, hanno un ruolo determinante. Attraverso la Toscana merci e persone transitano, su gomma o sui convogli ferroviari, percorrendo da sud a nord e viceversa l'Italia. Arrivano dal mare e ripartono dai porti che si affacciano sul Tirreno. Ma le infrastrutture sono fondamentali anche per la vita quotidiana delle imprese che operano nel territorio e per il loro sviluppo. E' proprio per questo che Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale alle Infrastrutture, poche settimane fa ha scritto una lettera alla neo ministra Paola De Micheli, nella quale ha rimarcato tutte quelle che sono le aspettative della Regione e dei suoi abitanti. “In quella lettera ho espresso gli auguri di buon lavoro e ho chiesto al ministro un incontro: l'obiettivo è quello di illustrare le varie questioni aperte, in termini di progettazione e avvio dei lavori, che stiamo affron-

14 IES // Ottobre Dicembre 2019-Marzo 2020 14 // IES 2019-Gennaio 2020

tando in Toscana. Vorrei chiederle di porre di nuovo tra i temi principali dell'agenda del Governo e del Ministero tutte quelle azioni necessarie per mandare avanti i lavori delle opere che ad oggi il territorio attende con trepidazione. Avevamo scritto anche a Toninelli e lo avevamo incontrato. Nei 14 mesi in cui è stato ministro però nulla è stato fatto. Adesso speriamo si possa riprendere un percorso virtuoso e recuperare il tempo perso”. Nella missiva Ceccarelli cita numerosi interventi, tutti in attesa di una svolta, in molti casi già finanziati ma bloccati. Dal potenziamento del sistema aeroportuale della Toscana alla realizzazione del corridoio Tirrenico, con Anas come stazione appaltante. E poi il completamento della Sgc E 78, meglio nota come Due Mari; la realizzazione del fondamentale passante ferroviario di Firenze, primo passo per consentire il superamento del collo di bottiglia che oggi provoca gravi ripercussioni sull'andamento dei treni AV e dei regionali; nonché delle terze corsie au-

tostradali sull'A1 e sull'A11 e dello scavalco ferroviario che consentirebbe il collegamento tra il porto di Livorno e l'interporto. Qual è la situazione della Due Mari? “Per quanto riguarda questa infrastruttura, siamo rimasti fermi a quella che era la situazione determinata con il governo Gentiloni, quando la carica di ministro alle Infrastrutture era ricoperta da Del Rio. Due i lotti da completare: i numeri 4 e 9. In uno i lavori sono stati già assegnati e c'è stato un ricorso da parte di una ditta concorrente. Siamo al secondo grado di giudizio e attendiamo di capire cosa accadrà. L'altro è al vaglio del Consiglio superiore dei lavori pubblici che deve esprimere un parere e consentire quindi la progettazione esecutiva, andando così in gara. Sono entrambi finanziati con 250 milioni. E poi c'è il lotto zero: è in fase di progettazione, c'è la copertura finanziaria e Anas sta stilando il progetto. La vicenda è complessa perché Anas ha dovuto recuperare le carte dal Comune di Siena, il quale era preceden-


LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story temente incaricato di realizzare la progettazione, utilizzando fondi della Fondazione Mps. Poi, in seguito ai riflessi della crisi di Mps, Anas ha deciso di procedere direttamente. Per il tratto aretino infine, Anas ha consegnato la progettazione sia del tratto che interessa Arezzo sia di quello di connessione tra le Ville e la E45. L'appaltabilità era prevista per il 2020 ma il precedente Governo aveva prorogato tutto al 2022”. Questione aeroporti: a che punto sono gli interventi di potenziamento del sistema toscano? “Il sistema aeroportuale toscano rientra tra gli undici strategici del Paese ed ha un trend di continua crescita per quanto riguarda sia i passeggeri in transito sia le merci. Comprende gli aeroporti di Firenze e Pisa entrambi gestiti da Toscana Aeroporti Spa. Si tratta di una società costituita nel 2015 con l'obiettivo di dotare la Toscana di un sistema aeroportuale più competitivo. Per entrambi gli aeroporti c'è un piano di sviluppo. Per quanto riguarda Firenze però è tutto fermo, incagliato in un lungo iter giudiziario. Il Tar ha accolto il ricorso contro la realizzazione dell'ampliamento e annullato il piano di indirizzo territoriale regionale nella parte in cui, appunto prevedeva la creazione della pista parallela-convergente rispetto all'autostrada. Adesso Regione, Comune di Firenze e società che gestisce il servizio hanno fatto ricorso al Consiglio di Stato (ricorso recentemente sottoscritto dal ministro Franceschini Ndr). Per questo progetto sono previsti 300 milioni di investimenti. Per quanto riguarda Pisa, l'aeroporto è og-

“LA MANCANZA DI

UNA RETE STRADALE EFFICIENTE PENALIZZA LE IMPRESE TOSCANE

getto di un piano di interventi e di potenziamento, destinati a sostenere lo sviluppo sia del traffico dei passeggeri che delle merci. Sono previsti l'ampliamento dei piazzali per gli aerei e dei parcheggi delle auto, la sistemazione del verde della viabilità di fronte al terminale”. La Toscana ha un nuovo piano cave: quali sono le peculiarità e quali gli obiettivi? Vincenzo Ceccarelli

“Il piano cave è uno strumento di pianificazione e di settore. Individua quanto e dove si può scavare in Toscana nei prossimi vent’anni con monitoraggio, il primo dopo tre anni e dopo ogni cinque per eventuali variazioni in termini di dimensionamento in termini di aggiunta o delimitazione di aree edificabili. L'obiettivo è quello di una escavazione sostenibile e le ricadute sono attese nel distretto che deve avere in termini di lavoro e di produzione di ricchezza. Il piano regionale cave supera uno dei tre livelli di

“FINANZIAMENTI

STANZIATI E LAVORI BLOCCATI, UN TREND DA INTERROMPERE

Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 15 Ottobre 2019-Gennaio 2020 / IES / 15


LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story velocità. Ci sono novità o nuovi progetti all'orizzonte? “Sì, gli investimenti ci sono e alcuni importanti interventi sono già iniziati. Mi riferisco ad esempio al raddoppio ferroviario Pistoia Lucca: lavori da 450 milioni dei quali 235 co-finanziati dalla Regione. Il primo lotto riguarda il tratto Pistoia Montecatini, che è in fase conclusiva: entro il prossimo agosto, se tutto procederà come previsto, sarà terminato. Tra i progetti in itinere, ci sono anche quello per l'adeguamento e la riqualificazione infrastrutturale della linea Prato-Bologna (RFI) e quello per l'avvio dei lavori per il raddoppio della Empoli-Granaiolo. Per quanto riguarda l'alta velocità, Rfi sta lavorando per arrivare ad una soluzione condivisa tra Regione, Rfi ed enti locali che porti al completamento del nodo di Firenze”.

“AEROPORTI

IN TOSCANA, NODI STRATEGICI PER L'INTERO PAESE

pianificazione: il livello provinciale in questo caso è scomparso. Il piano, presentato pubblicamente nella seconda metà di settembre, individua i giacimenti e localizza dove e quanto è possibile estrarre. Sono state individuate in tutto 640 aree presenti nel Prae, durante tutto il percorso partecipativo garantito dal garante della comunicazione e della partecipazione. Abbiamo realizzato un sito apposito e promosso forum che hanno coinvolto associazioni di categoria, ambientalisti, cittadini. Sono state organizzate riunioni in tutte le province e nei tanti comuni interessati. In tutto questo percorso sono state scartate un terzo delle aree. Dal 21 agosto è stato pubblicato, adesso i cittadini possono fare le loro osservazioni”. Traffico su gomma: quando saranno realizzate le terze corsie su A1 e A11? Quali sono gli ostacoli principali? “I lavori sono in corso. Alcune terze corsie sono in fase di realizzazione, altre sono state autorizzate, altre ancora attendono l'autorizzazione. Per quanto riguarda il tratto della A1 tra Firenze Nord e Firenze Sud siamo al 95 per cento della realizzaizone dell'opera. Negli scorsi anni sono stati inoltre avviati i lavori per Terza Corsia A1 nelle tratte Barberino del Mugello - Firenze Nord (2014) e Firen-

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ze Sud - Incisa (2016). Tempi più lunghi sono previsti per il tratto tra Incisa e Valdarno: in questo caso si è chiusa la conferenza dei servizi e sono state pattuite le opere connesse e funzionali che devono essere fatte. Adesso attendiamo il progetto esecutivo per poter andare in appalto. Infine per quanto riguarda la A11, si è chiusa nel gennaio 2018 la procedura per la localizzazione dell'opera. Terminata la progettazione esecutiva da parte di Autostrade, l'avvio dei lavori è previsto nel 2020”. Traffico su binari: dal passante ferroviario di Firenze ai problemi dell'alta

E' già arrivata una risposta da parte del ministro De Micheli? “E' stato fissato un appuntamento. In quell’occasione vorremmo davvero riuscire a spiegare quali sono le priorità per la Toscana. A partire dalla Tirrenica e dalla realizzazione di quella che prima doveva essere un'autostrada, poi superstrada tra Grosseto sud e Ansedonia in coerenza con l'Aurelia che è nord di Grosseto. Da troppo tempo attendiamo”.

“PIANO

CAVE, UN PROGETTO CHE PARLA DI LAVORO E RICCHEZZA PER IL TERRITORIO


a cura di mGa Comunicazione

Co. EdIl SRl

lavori edili stradali e industriali

L

’innovazione che non conosce sosta. Trentasette anni di successi nel settore dell’edilizia privata e pubblica per l’azienda di Montemurlo (PO) Co.Edil Srl, specializzata in lavori stradali e in costruzione di capannoni industriali, impianti idrici, fognari, antincendio, opere in cemento armato, ristrutturazioni e campi sportivi. Una storia lunga trentasette anni, costellata di risultati importanti che hanno portato l’azienda Co.Edil a crescere con continuità la qualità della gestione aziendale, con l’obiettivo di mettere sempre al centro la soddisfazione dei propri clienti e la salute e sicurezza dei propri collaboratori. Fondata nel 1982 dal signor Graziano Orlandi, oggi l’azienda è guidata dalla seconda generazione: Daria Orlandi, legale rappresentante dal 2004, detiene le redini dell’impresa insieme al socio Roberto Nigi. Oggi Co.Edil è un’impresa strutturata, con un trend di crescita costante in fatturato, dimensioni, personale e organizzazione interna. Co.Edil nasce specializzandosi in lavori stradali, edilizia industriale e urbanizzazioni. Per i propri clienti si occupa di realizzare capannoni, pavimentazioni, opere in cemento armato, impianti fognari, idrici e antincendio. Da alcuni anni l’azienda è impegnata anche nel settore delle ristrutturazioni edilizie e nel recupero di edifici esistenti con finalità residenziali, commerciali e di realizzazione di impianti sportivi (campi da paddle, tennis, etc.). CO.EDIL S.r.l. si relaziona con il cliente mettendosi al suo fianco, cre-

ando delle vere e proprie partnership e sviluppando rapporti basati su collaborazione e sinergia, capaci di generare un alto valore aggiunto. Fa parte della sua politica garantire ascolto e disponibilità verso clienti e fornitori, per mantenere e migliorare il proprio buon nome, al di là del semplice rispetto degli obblighi contrattuali, e per instaurare un rapporto di fiducia in grado di supportare sia i clienti storici, che i nuovi, a prendere le giuste decisioni. Tra i pregi dell’azienda, la capacità di fornire una consulenza tecnica e supporto continuo a clienti e partner di settore, per individuare le soluzioni più idonee e vantaggiose per la realizzazione dei complessi industriali, edilizi e sportivi, sia a livello economico che di tempistica. Qualità e sicurezza sono dei valori fondanti di Co.Edil, per questo l’azienda si è dotata di un profilo di Gestione Aziendale a Qualità ISO 9001:2015 per la qualità, non soltanto tecnico, ma anche economico e finanziario, oltre al sistema OHSAS 18001 per la gestione della sicurezza nei cantieri. Da sottolineare che Co.Edil detiene il Rating di legalità, indicatore del rispetto di elevati standard di legalità, attribuito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Da poco ha adottato il modello di organizzazione, gestione e controllo ex D.Lgs. 231/2001, con lo scopo predisporre un sistema strutturato di procedure e attività di controllo (ex ante ed ex post) per la prevenzione e gestione consapevole del rischio di commissione dei reati, mediante l’individuazione delle attività sensibili e la loro mappatura. Chiudono il cerchio tanta formazione rivolta al personale, investimenti in tecnologie per rinnovare ciclicamente attrezzature e mezzi d’opera e un monitoraggio di bandi e finanziamenti con l’obiettivo di continuare il viaggio verso l’innovazione.

Co. Edil S.r.l. Via Parugiano di Sotto, 85/A 59013 Montemurlo (PO) Tel. 0574.680366 info@coedilsrl.net www.coedilsrl.net Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 17


a cura di mGa Comunicazione

aRS nEtwoRK GRoup

la teCnologia inFormatiCa a 360°

L’informatica, si sa, è un mondo in continua evoluzione ed ha acquisito un ruolo sempre più centrale in quasi ogni ambito della vita moderna. Attività, aziende, negozi: nessuno può fare a meno di essere ben equipaggiato e all’avanguardia con infrastrutture di rete, software gestionali, banche dati e tutta una serie di strumenti e infrastrutture utili a svolgere quotidianamente tipologie di lavoro sempre più diverse. IES ha incontrato una vera eccellenza del settore informatico, Ars Network Group, una rete di 18 / IES / Dicembre 2019-Marzo 2020

tre aziende toscane riunite in un’unica sede che è capace di fornire servizi e un’ampia gamma di soluzioni alle aziende che richiedono supporto informatico. Abbiamo parlato perciò con Alessandro Pelagotti, Amministratore di Razional Informatica, una delle imprese che, insieme ad Altaquota e a Nautilo, compone Ars Network Group: «Il vantaggio di avere tre strutture è che ci possiamo prendere cura di ogni singolo dettaglio riguardante le

esigenze dei nostri oltre cinquecento clienti. Siamo sempre stati attenti ai cambiamenti e, conoscendo il mercato delle PMI da diversi aspetti (Gestionale, Infrastruttura, Sicurezza), siamo in grado di agire con maggior efficacia e proporre soluzioni adatte per tutti. Il nucleo storico di Ars Network risale agli anni Settanta, perciò le nostre aziende hanno letteralmente maneggiato la storia di questo settore, emergendo come dei veri e propri pionieri dell’informatica».


a cura di mGa Comunicazione

Sig. Pelagotti, ci spieghi la struttura e i servizi di Ars Network... «Il nostro gruppo aziendale è composto dalle tre società Altaquota, Nautilo e Razional Informatica, tutte certificate ISO 9001/2015, ognuna delle quali ha un campo d’azione ben definito che si integra perfettamente con quello dell’altra. La nostra holding, al momento, impiega in totale 32 persone ed è stata fondata nel 2001. Entrando nel dettaglio, Altaquota, in primis è partner ufficiale Zucchetti e si occupa di software ge-

stionali, sviluppo applicativi verticali oltre a prestare un’assistenza capillare con personale specializzato. Inoltre è un Centro Competenza Zucchetti per soluzioni ERP. Nautilo, invece, è una società di soluzioni e-business ad alto profilo, specializzata nell’erogazione di servizi per il web, l’e-commerce e l’integrazione di sistemi. Fin dal 1997, si occupa di web-Application gestionali e verticalizzate sulle esigenze del cliente dallo sviluppo di intranet per istituti di credito ad applicazioni per la gestione di apparati

bancari di cassa e sistemi di sicurezza. Infine, c’è Razional Informatica, attiva fin dal 1975 si occupa soprattutto di consulenza, progettazione, fornitura e realizzazione di infrastrutture IT e di rete, tutto chiavi in mano. Lo staff certificato MS, Cisco ed Eccp (sicurezza informatica) presta la relativa assistenza in ogni ambito: cablaggio, wifi, hardware, software e problematiche applicative. Inoltre viene offerta consulenza su GDPR, privacy e procedure di formazione per le aziende». Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 19


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Ci racconti di Razional ITSec, la vostra nuova unità operativa... «Si tratta di una nuova unità nata nel 2018 e focalizzata sulla sicurezza informatica. Questo è un tema in forte crescita e riguarda ogni azienda, a prescindere dalla dimensione, che voglia tutelare le proprie informazioni sensibili e non. Il nostro personale, certificato Eccp – Ethical Hacker, individua i punti critici del sistema per poi progettare e sviluppare le adeguate correzioni. Tali interventi, spesso, riguardano proprio la formazione dei dipendenti delle aziende in modo da fornire loro gli strumenti adatti per svolgere un lavoro in sicurezza. I servizi di Razional ITSec includono vari aspetti: Incident Response, cioè l’analisi e i report su incidenti legati alla sicurezza informatica in azienda che può essere uti-

aRS nEtwoRK GRoup 20 / IES / Dicembre 2019-Marzo 2020

le in sede legale. Purtroppo, questo servizio è molto richiesto perché c’è la tendenza a intervenire quando il guaio è già successo mentre, invece, queste situazioni sarebbero da prevenire; il Risk Assessment, legato alla fase di consulenza, è l’analisi costante del rischio per capire se ci sono delle falle da correggere; il Penetration Test, cioè la valutazione della sicurezza tramite la simulazione di un attacco di un utente malintenzionato, evidenziando le debolezze e vulnerabilità che potrebbero permettere un accesso non autorizzato; controllo e monitoraggio della rete aziendale tramite soluzioni SIEM (Security Information and Event Management), dove si prevengono e si raccolgono tracce di eventuali attacchi. Infine, vengono forniti tutti gli strumenti per la protezione dell’infrastruttura,

come i firewall e tutti i relativi tools specializzati».

ars network Group Loc. Drove Campomaggio, 18 Poggibonsi (SI) Tel. 0577.937223 www.arsnetwork.net


a cura di mGa Comunicazione

totI antInCEndIo servizi d’eCCellenza per la siCurezza

E

sperienza e innovazione al servizio della sicurezza. È questa l’essenza di Toti Antincendio, azienda di Montale (Pistoia) nata nel 2005 come branca specializzata di Toti Estintori, fondata a sua volta negli anni Settanta. A condurre Toti Antincendio ci sono oggi Roberto Toti, il figlio Emanuele e la compagna Francesca Brogelli. «Toti Antincendi è nata avendo alle spalle la lunga esperienza di mio padre in questo settore – spiega Roberto Toti -. Abbiamo ampliato i servizi e ci siamo estesi nel settore dell’antinfortunistica, della segnaletica stradale e aziendale». È stato ingrandito anche lo spazio disponibile, creando una sala per i corsi che vengono tenuti continuamente e che sono dedicati, fra i vari temi, a sicurezza antincendio, primo soccorso, muletto e responsabile lavoratori e imprese. «Il nostro punto di forza è ovviamente l’antincendio – continua Roberto Toti – settore nel quale siamo operativi a 360 gradi. Progettiamo e realizziamo impianti di spegnimento e rivelazione incendi, porte tagliafuoco e maniglioni antipanico. Ovviamente vendiamo estintori di vario tipo, occupandoci di collaudi, assistenza e manutenzione, in modo da garantire al cliente un servizio completo nel tempo». Ma Toti Antincendio è molto richiesta anche per la vendita di altre attrezzature specializzate (come i materiali per pronto soccorso aziendale) e ovviamente per i corsi. Ne vengono organizzati di tanti tipi, anche in collegamento con le associazioni di categoria, come la Confesercenti di Prato. Infine, l’azienda si occupa di ricariche di anidride carbonica per la spillatura di birra e bevande gassate ed è per questo dotata anche di Haccp. «Abbiamo un magazzino di 500 mq, proprio accanto alla sede – conclude Roberto Toti – che ha al suo interno anche la zona dedicata alla manuten-

zione (per le ricariche e i collaudi), l’aula per i corsi e uno spazio esterno per la formazione antincendio, dove ospitiamo prove pratiche di spegnimento. Sempre in magazzino abbiamo un’area per i corsi con muletto, dove facciamo simulazione e addestramento a chi deve prendere l’attestato». Toti Antincendio è operativa in tutta la Toscana, dove ha numerosi clienti fra grandi aziende, artigiani e singoli professionisti.

toti antincendio Via Casagrande, 14 51037 Montale (PT) Tel. 0573.1936041 info@totiantincendio.it Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 21


COVER STORY I LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "I"

Le INFRASTRUTTURE, PERNO dello SVILUPPO di Maurizio Abbati

SENZA INFRASTRUTTURE SOLIDE UN PAESE NON PUÒ CRESCERE DAVVERO. ED È QUESTO, ANCORA OGGI, UN TASTO DOLENTE, PER IL PAESE, E PER LA TOSCANA. NE PARLIAMO CON STEFANO CASINI BENVENUTI, DIRETTORE DELL’IRPET

22 IES // Ottobre Dicembre 2019-Marzo 2020 20 // IES 2019-Gennaio 2020


LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

L

e infrastrutture rappresentano un elemento cardine dello sviluppo. Sono un asset strategico per ogni Paese moderno e anche un fattore di democratizzazione, in quanto consentono pari opportunità di crescita ai territori. Solo quelli ben infrastrutturati, infatti, riescono ad attrarre nuova imprenditoria e quindi garantire posti di lavoro. Eppure negli ultimi anni il peso relativo degli investimenti infrastrutturali in rapporto al totale della spesa pubblica si è gradualmente ridotto, sia in Italia che in Toscana, mentre restano troppo lunghi i tempi di realizzazione delle opere. Un vulnus evidente quest’ultimo, perché rende spesso inefficace l’azione di modernizzazione. In base ad alcune stime recenti, nel nostro Paese soltanto le opere bloccate tra piccoli e grandi cantieri sono oltre 600, per un valore di 36 miliardi, che raggiungono i 125 miliardi calcolando le ricadute sull'intero sistema economico nazionale. Secondo il Fmi un aumento permanente dell’1 per cento degli investimenti in infrastrutture si tradurrebbe in un aumento del Pil a breve dello 0,4 per cento, prezioso se si pensa che veniamo da una fase di crescita zero. Di infrastrutture abbiamo parlato con il direttore di IRPET, Istituto regionale di programmazione economica della Toscana, Stefano Casini Benvenuti. “Il nostro Paese purtroppo non si posiziona benissimo in quanto a livelli infrastrutturali, per colpa anche di un aspetto geografico naturale che complica i collegamenti. Per quanto riguarda nello specifico la Toscana, la fotografia della situazione dimostra che siamo deboli sia sul fronte viario, con un sistema autostradale centrale che collega solo i territori della valle dell’Arno e lascia isolata tutta la costa, che su quello ferroviario, dove la partita oggi si gioca tutta sull’alta velocità mentre scarseggiano i collegamenti tra il capoluogo Firenze e le altre zone, tra cui di nuovo le aree costiere, tagliate praticamente fuori da un sistema rapido ed efficiente di trasporti”.

costa, che ha vissuto uno sviluppo legato soprattutto al turismo e ai suoi porti, ma anche al marmo con le cave, cioè basandosi su quelle che possiamo definire ‘doti naturali’, più che sulle capacità imprenditoriali, che non sono state alimentate a dovere. Infine veniamo a quella che è la Toscana delle aree interne, come il sud o la parte montana e collinare, di cui a lungo ci siamo disinteressati e che soltanto negli ultimi tempi è stata ripresa in considerazione anche a causa dei cambiamenti climatici. Sono tre aree che hanno bisogno di investimenti, ma diversi tra loro. Se si pensa all’area centrale bisogna oggi soprattutto evitarne il congestionamento, realizzando infrastrutture mirate a fluidificare il traffico e i fitti spostamenti di merci e lavoratori. Ad esempio l’aeroporto, che non serve per i turisti, ma in particolare per le imprese, che hanno sempre più necessità di mobilità efficiente. Stesso discorso per le infrastrutture viarie e autostradali. Torniamo alla TAV: non è solo un modo per far arrivare treni ultraveloci, ma anche per liberare la superficie e migliorare gli spostamenti locali, ricostituendo una viabilità ordinaria che esiste ma è schiacciata sotto un flusso veicolare insostenibile. Pensate che nella sola Firenze arrivano ogni giorno 150mila lavoratori, senza contare i turisti. Si parla però di un’area fortemente competitiva, grazie in particolare all’export, che sta continuando a crescere. Purtroppo qui siamo di fronte a dei grossi ritardi nei lavori di cui c’è davvero da preoccuparsi”. Passiamo invece alla costa, che ha caratteristiche diverse “Qui gli investimenti devono essere finalizzati a dare avvio ad uno sviluppo vero. A Livorno la scommessa sul porto è essenziale, poiché ora ci troviamo di fronte ad una infrastruttura non adeguata a ospitare le nuove navi. Ci sono progetti in ponte come la Darsena Europa, irrimandabili. Un discorso che vale in prospet-

tiva, ma bisogna pensare nel frattempo anche all’oggi, perché è oggi che servono posti di lavoro. Altro elemento essenziale è la Tirrenica, visto che non si può sviluppare un’area in cui non si riesce ad arrivare. Perché i porti possano garantire sviluppo è necessario portare a termine le infrastrutture stradali e ferroviarie che mancano e che li colleghino in modo efficace all'entroterra e al resto della regione e non solo. C’è poi da considerare il ruolo del turismo, a cui si è guardato con grande interesse, ma che non può proporsi come una vera alternativa, perché la costa non può vivere solo di questo. Inoltre il turismo balneare in particolare consente entrate costanti come accade per le città d’arte, ma solo stagionali. Facendo due calcoli, qui mancano oggi almeno 20mila posti di lavoro solo per avere un asso di occupazione simile a quello della Toscana centrale”. Qualche segno che fa guardare al futuro con più ottimismo tuttavia, secondo IRPET, è già visibile: nel 2018 l'occupazione nelle province strettamente costiere è cresciuta dell'1,4 per cento contro lo 0,7 per cento della regione, in un’inversione della tendenza negativa che proseguiva oramai da diversi anni. Inoltre c’è un piano di investimenti programmati proprio sulla costa con tre miliardi di euro di risorse impegnate, che dovrebbero creare oltre 58mila posti di lavoro l'anno, di cui più della metà nelle province costiere. D’altra parte solo il completamento della Tirrenica e della Due mari consentirebbe la diminuzione di circa il 5-6 per cento del costo dei trasporti nell’area e farebbe salire il Pil dell’1-1,5 per cento.

“INFRASTRUTTURE:

TROPPO POCHI GLI INVESTIMENTI, SEMPRE MENO LE SOLUZIONI

Si rende dunque necessario incrementare gli investimenti in un settore come le infrastrutture che è sempre più determinante per lo sviluppo d’impresa “Indubbiamente. Ed è anche il motivo per cui è stato sottoscritto il ‘patto per lo sviluppo’. Ma quando si parla di infrastrutture bisogna anche capire che gli investimenti da fare devono essere mirati, condotti sulla base delle caratteristiche e delle esigenze dei diversi territori. Per cui è necessario procedere ad una classificazione della Toscana. C’è quella centrale dei distretti, con le province di Firenze, Prato e Pistoia, ma mettiamoci pure Pisa; una zona a forte sviluppo e altamente competitiva anche sul piano internazionale, in cui esiste una capacità imprenditoriale diffusa, tanto che anche negli anni della crisi ha saputo reggere se non crescere. Poi c’è la

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LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story velocità. Ci sono novità o nuovi progetti all'orizzonte? “Sì, gli investimenti ci sono e alcuni importanti interventi sono già iniziati. Mi riferisco ad esempio al raddoppio ferroviario Pistoia Lucca: lavori da 450 milioni dei quali 235 co-finanziati dalla Regione. Il primo lotto riguarda il tratto Pistoia Montecatini, che è in fase conclusiva: entro il prossimo agosto, se tutto procederà come previsto, sarà terminato. Tra i progetti in itinere, ci sono anche quello per l'adeguamento e la riqualificazione infrastrutturale della linea Prato-Bologna (RFI) e quello per l'avvio dei lavori per il raddoppio della Empoli-Granaiolo. Per quanto riguarda l'alta velocità, Rfi sta lavorando per arrivare ad una soluzione condivisa tra Regione, Rfi ed enti locali che porti al completamento del nodo di Firenze”.

“AEROPORTI

IN TOSCANA, NODI STRATEGICI PER L'INTERO PAESE

pianificazione: il livello provinciale in questo caso è scomparso. Il piano, presentato pubblicamente nella seconda metà di settembre, individua i giacimenti e localizza dove e quanto è possibile estrarre. Sono state individuate in tutto 640 aree presenti nel Prae, durante tutto il percorso partecipativo garantito dal garante della comunicazione e della partecipazione. Abbiamo realizzato un sito apposito e promosso forum che hanno coinvolto associazioni di categoria, ambientalisti, cittadini. Sono state organizzate riunioni in tutte le province e nei tanti comuni interessati. In tutto questo percorso sono state scartate un terzo delle aree. Dal 21 agosto è stato pubblicato, adesso i cittadini possono fare le loro osservazioni”. Traffico su gomma: quando saranno realizzate le terze corsie su A1 e A11? Quali sono gli ostacoli principali? “I lavori sono in corso. Alcune terze corsie sono in fase di realizzazione, altre sono state autorizzate, altre ancora attendono l'autorizzazione. Per quanto riguarda il tratto della A1 tra Firenze Nord e Firenze Sud siamo al 95 per cento della realizzaizone dell'opera. Negli scorsi anni sono stati inoltre avviati i lavori per Terza Corsia A1 nelle tratte Barberino del Mugello - Firenze Nord (2014) e Firen-

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ze Sud - Incisa (2016). Tempi più lunghi sono previsti per il tratto tra Incisa e Valdarno: in questo caso si è chiusa la conferenza dei servizi e sono state pattuite le opere connesse e funzionali che devono essere fatte. Adesso attendiamo il progetto esecutivo per poter andare in appalto. Infine per quanto riguarda la A11, si è chiusa nel gennaio 2018 la procedura per la localizzazione dell'opera. Terminata la progettazione esecutiva da parte di Autostrade, l'avvio dei lavori è previsto nel 2020”. Traffico su binari: dal passante ferroviario di Firenze ai problemi dell'alta

E' già arrivata una risposta da parte del ministro De Micheli? “E' stato fissato un appuntamento. In quell’occasione vorremmo davvero riuscire a spiegare quali sono le priorità per la Toscana. A partire dalla Tirrenica e dalla realizzazione di quella che prima doveva essere un'autostrada, poi superstrada tra Grosseto sud e Ansedonia in coerenza con l'Aurelia che è nord di Grosseto. Da troppo tempo attendiamo”.

“PIANO

CAVE, UN PROGETTO CHE PARLA DI LAVORO E RICCHEZZA PER IL TERRITORIO


a cura di MGA Comunicazione

SuperAuto

Riferimento dell’automotive da oltre 30 anni

S

uperAuto nasce nel 1986 in un garage di 120 metri quadri nella periferia di Siena. Tre anni dopo, Massimo Lazzeri, attuale presidente e amministratore unico di SuperAuto ma all’epoca poco più che ventenne, entrerà nella squadra dell’azienda. Nel 1990 SuperAuto si sposta in un locale più grande, ottenendo la concessione per vendita e assistenza dei veicoli Hyundai per la provincia di Siena e il mandato di vendita di un marchio “premium”, Maserati. Nel 1999 l’azienda si trasferisce nell’attuale struttura di Monteriggioni in un’area di 7.200 metri quadri comples-

sivi, nei pressi dell’uscita Monteriggioni della superstrada Siena-Firenze. Qui inizia ad evolversi progressivamente, con un ambizioso obiettivo: diventare un punto di riferimento per il settore automotive. «Il grande spazio a disposizione consentiva di esporre tutta la gamma dei veicoli nuovi, un vasto parco di vetture usate, aziendali e km zero. Un fornito magazzino ricambi e un’efficiente assistenza tecnica completavano l’offerta dei servizi post vendita – spiega Massimo Lazzeri -. Alla fine del 2006 abbiamo acquisito anche il mandato Mazda di vendita e assistenza per la provincia di Siena. Dal 2008 al 2012, in piena crisi economica, decisi di estendere la nostra azione commerciale anche alla provincia di Grosseto per ritrovare i volumi necessari alla sostenibilità quando il mercato segnava perdite a doppia cifra ogni anno. Così nel 2011 abbiamo iniziato ad operare a Grosseto con Mazda e nel 2013 anche con Hyundai. Nel 2017 si è aggiunto un altro grande brand del settore automotive, Honda. Abbiamo sviluppato sempre ogni com-

parto aziendale – prosegue - cercando nello stesso tempo di mantenere un ambiente accogliente e familiare, formando un organico giovane e affiatato costituito da personale cortese ed orientato alla soddisfazione del cliente». Un contributo importante in questo senso è arrivato dall’ingresso in azienda di Mattia, il figlio più grande di Massimo, che ha dato nuovo impulso ed entusiasmo alla squadra, portando alla luce nuove idee di business. «I prossimi obbiettivi? Nel 2020 un “up grade” dimensionale della nostra sede di Monteriggioni. Un ampliamento di spazi e servizi, la separazione per reparto delle aree operative, con esposizione al coperto dei veicoli aziendali, Km0 e usati, oltre ad una struttura service di 1300 mq di locali officina e magazzino ricambi».

SuperAuto S.r.l. Strada Provinciale Colligiana, 6/A 53035 Monteriggioni (Si) Tel. 0577.306052 info@superauto-siena.it www.superauto-siena.it Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 25


COVER STORY I LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "I"

INFRASTRUTTURE: di STOP il PAESE MUORE di NADIA FRULLI

UN MILIONE DI POSTI DI LAVORO: SE IL SETTORE DELLE OPERE RIPARTISSE, L’ECONOMIA DELL’ITALIA RIPARTIREBBE. MA SERVONO UN CAMBIO DI PASSO E AZIONI DECISE, DALLA RIDUZIONE DELLA BUROCRAZIA A NORME PIÙ FLESSIBILI E AL PASSO CON I TEMPI. INTERVISTA MASSIMILIANO MUSMECI, DIRETTORE GENERALE ANCE

26 IES // Ottobre Dicembre 2019-Marzo 2020 24 // IES 2019-Gennaio 2020


LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

Q

uasi 750 opere in stallo, per un valore di oltre 62 miliardi. Un danno economico ingentissimo. Basti pensare che se i lavori ripartissero, in Italia si potrebbero creare un milione di posti di lavoro: un vero e proprio volano per l'economia del Paese. Invece i tempi per sbloccare la situazione e innescare il circolo virtuoso sembrano ancora lunghi: per questo Ance si batte quotidianamente. Perché, come spiega il direttore generale Massimiliano Musmeci “di stop il Paese muore”. I dati sulla situazione delle grandi opere, ma anche di quelle di dimensioni medie e piccole, parlano da soli. Raccontano una realtà paradossale: da un lato la continua segnalazione di disagi e disservizi, la impellente necessità di infrastrutture che permettano all'Italia di rimettersi in moto, dall'altro il blocco dei lavori, che ingessa inesorabilmente il Bel Paese. Ecco il quadro della situazione dipinto dal direttore di Ance, Massimiliano Musmeci. Ance ha lanciato da tempo un grido d'allarme di fronte ad un Paese "bloccato", in cui non si riesce a portare a termine opere strategiche e grandi infrastrutture. Cosa può fare il nuovo Governo? Sono già state avanzate delle richieste? “Di fronte a un Paese sempre più prigioniero del degrado e dell’incuria non potevamo rimanere con le mani in mano. Così, circa un anno e mezzo fa, abbiamo deciso di creare un sito - sbloccacantieri.it - per segnalare le tante opere abbandonate e bloccate sparse sul territorio. Lo abbiamo messo al servizio dei cittadini che hanno risposto in massa, segnalando disagi e disservizi dovuti all’inefficienza del nostro sistema infrastrutturale. Un lavoro che ci è stato riconosciuto anche dalle istituzioni come uno strumento valido da analizzare e dal quale partire per cominciare a sbloccare il Paese. Non è un caso che il primo provvedimento del governo Conte interamente dedicato al settore sia stato chiamato proprio ‘sbloccacantieri’. Il nostro obiettivo è che il nuovo Governo riprenda in mano con forza la questione e abbia il coraggio, prima di tutto, di staccare la spina a una burocrazia ormai incancrenita che ci condanna all’immobilismo. Servono per

prima cosa misure urgenti di snellimento del processo decisionale e nello stesso tempo norme chiare e facilmente applicabili che possano realmente rimettere in moto l’Italia. Non possiamo più procedere a singhiozzi, non è da Paese credibile”. Quante e quali sono le opere strategiche più importanti attualmente bloccate e per le quali c'è più urgenza? Qual è il danno economico per il Paese? “Abbiamo mappato, con l’aiuto delle associazioni territoriali e dei cittadini, quasi 750 opere ferme, per un valore di oltre 62 miliardi di euro. Si tratta di opere di tutte le tipologie, tra arterie autostradali, reti ferroviarie, dighe, ponti, ma anche scuole, palestre, edifici pubblici. Sono circa 100 quelle più grandi, che superano i 100 milioni di euro, e 650 gli interventi medio-piccoli. Il danno prodotto da questo stallo è enorme: in termini numerici parliamo di qualcosa come 217 miliardi di euro di mancate ricadute sull’economia. Un gap che non è solo economico ma anche sociale e ambientale. Di stop in stop il Paese muore: meno sviluppo, meno benessere sociale, meno lavoro, meno servizi. Una vera emergenza nazionale che dobbiamo affrontare con serietà e determinazione con il coinvolgimento delle istituzioni, degli operatori e dei cittadini”. Lo sblocco di queste opere quanti posti di lavoro potrebbe offrire? “Quasi un milione. L’effetto moltiplicatore degli investimenti in costruzioni, sia quelli grandi che quelli piccoli, è il più elevato di tutti i settori economici: ogni miliardo di euro investito in edilizia è in grado di generare, infatti, oltre 15.500 nuovi posti di lavoro”.

Massimiliano Musmeci

Ponti: dopo la tragedia di Genova sono partiti i controlli in tutta Italia. Qual è la situazione? “Il crollo del ponte di Genova ha messo ancora una volta in evidenza, come se ce ne fosse stato bisogno, la precarietà di un sistema infrastrutturale inadeguato e spesso anche pericoloso per l’incolumità delle persone. Abbiamo il dovere di cercare di prevenire altri disastri e il sacrosanto diritto di vivere in territori sicuri, con infrastrutture efficienti e degne di un Paese moderno. E’ necessario, quindi, far partire quel grande piano di messa in sicurezza e manutenzione del patrimonio, sia pubblico che privato, che invochiamo da anni”. Ambiente e infrastrutture: ci può essere un punto d'incontro? “Questione ambientale e sviluppo infra-

“UNA BATTAGLIA

QUOTIDIANA, QUELLA DI ANCE, CONTRO L’INCURIA E IL DEGRADO

L'entrata della sede di ANCE

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LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

“UN MILIONE DI POSTI

DI LAVORO, QUESTO SAREBBE L’EFFETTO DELLO SBLOCCO DELLE GRANDI OPERE

strutturale non sono due concetti in contraddizione ma strettamente connessi e, come tali, devono marciare in parallelo, con progetti e strategie di crescita che facciano leva su pratiche di sostenibilità e di economia circolare. Non si tratta solo di trovare un punto di incontro, ma di comprendere che dotare il Paese di infrastrutture moderne e sicure è la condizione necessaria per garantire sviluppo economico, potenziamento dei territori, efficacia dei servizi e benessere sociale. Le immagini di degrado che appaiono quotidianamente davanti ai nostri occhi ci mostrano un Paese che ha urgente bisogno di essere messo in sicurezza, rigenerato e tutelato”. L'edilizia green può essere considerata ad oggi in Italia una nuova opportunità per le imprese? “Non solo è una grande opportunità per la crescita delle imprese di costruzione, ma rappresenta la strada maestra per rispondere al meglio alle grandi sfide del domani: cambiamenti climatici, risparmio energetico, nuove esigenze sociali legate all’abitare. L’Ance ne è convinta e si sta impegnando da tempo in questa direzione. Crediamo fortemente nella necessità di avviare un grande piano di rigenerazione del patrimonio edilizio che utilizzi la leva fiscale per abbattere i consumi e incenti-

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vare la sostituzione di edifici vecchi e inquinanti. Puntiamo, inoltre, su un nuovo approccio nel trattamento dei rifiuti, che premi chi recupera e utilizza prodotti riciclati. E’ il modello dell’economia circolare, che rappresenta un’importante sfida per le imprese, chiamate a mettere in campo processi sempre più innovativi grazie ai quali risparmiare energia, contenere le emissioni nocive, sia nella fase costruttiva che in quella dell’utilizzo del prodotto immobiliare, e in questo modo salvaguardare concretamente l’ambiente”. Uno degli ostacoli che si pone di fronte alla realizzazione delle opere è la burocrazia. Cosa si potrebbe fare? “Il muro di gomma della burocrazia va aggredito e scardinato, perché fa sì che nulla si muova e nulla si possa cambiare. E in questo immobilismo proliferano il degrado e l’incuria, da cui non è esente alcuna città

italiana, perché la burocrazia spesso rende la vita difficile anche a una buona amministrazione locale. Non esiste nessun altro Paese al mondo in cui occorra tutto questo tempo per avviare un’opera pubblica: circa 3 anni per opere inferiori ai 100 mila euro e più di 15 anni per le grandi opere (oltre 100 milioni di euro). Perdiamo oltre la metà del tempo dietro adempimenti burocratici, procedure farraginose, processi decisionali infiniti. Gli addetti ai lavori li chiamano tempi di attraversamento, ma forse sarebbe meglio chiamarli tempi morti. Dobbiamo cambiare. Le cose da fare sono tante: manutenzione di strade, scuole, edifici, messa in sicurezza di territori, realizzazione di infrastrutture necessarie ai bisogni quotidiani, rigenerazione e riutilizzo di spazi e suolo. E’ questa la grande scommessa per il futuro, scommessa che le imprese di costruzione sono pronte ad affrontare se dotate degli strumenti adeguati. A livello legislativo è necessario intervenire in modo deciso per semplificare le regole nazionali, velocizzare le procedure e accelerare la spesa. Lo stesso vale per la rinascita delle nostre città: occorrono norme e procedure flessibili dedicate alla rigenerazione urbana eliminando vincoli e balzelli pensati per il periodo di espansione urbana degli anni ‘60 e ‘70 e che ora devono essere urgentemente adeguati alle nuove esigenze dei cittadini”.

“ SEMPRE PIÙ

URGENTE LA MESSA IN SICUREZZA DEL PATRIMONIO PUBBLICO E PRIVATO


a cura di MGA Comunicazione

Francesco Romani

Novità per l’azienda che si occupa di impianti aeraulici, aspirazione e condizionamento

L

’azienda di Francesco Romani continua negli anni a crescere e a innovarsi, grazie al lavoro e all’esperienza maturata da professionisti nel settore di impianti aeraulici, aspirazione e condizionamento. L’attività, che si trova a Serravalle Pistoiese (Pt), è stata aperta nel 2007 da Francesco Romani, che ha iniziato a operare in questo settore dal 2002. «Realizziamo impianti di aspirazione per attività produttive ma anche impianti di trattamento d’aria – spiega Francesco -. Lavoriamo con una serie di clienti che operano ne-

gli ambiti più disparati: dalle concerie ai calzaturifici. Collaboriamo anche con falegnamerie, industrie metalmeccaniche, grandi firme e realizziamo lavori che richiedano interventi su impianti di climatizzazione in ambienti commerciali. Le nostre opere partono dalle reali esigenze produttive della clientela. Il nostro compito è realizzare gli impianti nel pieno rispetto delle normative vigenti. Per questo – prosegue – ci interfacciamo con i tecnici che seguono la sicurezza per le aziende clienti. Tutto questo offrendo il miglior rapporto qualità-prez-

zo. Lavoriamo molto, inoltre, sul risparmio energetico per gli impianti, in modo da renderli performanti». L’azienda è composta da sei persone, opera e fornisce prodotti in tutta la Toscana, in Italia e anche oltre i confini nazionali (per esempio in Argentina, Spagna, Ucraina e Messico). «I clienti ricevono da noi consulenza e un servizio “chiavi in mano” – commenta Francesco - dal primo contatto all’analisi del problema, dal progetto tecnico redatto in AutoCad alla produzione dei componenti utili per la realizzazione degli impianti, fino all’installazione, all’assistenza e alla manutenzione. Personalizziamo i prodotti in base alle varie esigenze». L’impresa per il prossimo anno ha in serbo anche importanti novità. «Puntiamo all’acquisizione di un software utile per la progettazione in 3D – dice Francesco -. Abbiamo in cantiere anche la formazione tecnica professionale di un nuovo tecnico, da inserire nella nostra squadra. Inoltre, vorremmo realizzare entro il 2020 un nostro catalogo prodotto da poter proporre ai clienti. La nostra è un’azienda giovane (con età media di 35 anni) e dinamica, che si propone di soddisfare le esigenze dei clienti: perché non provare a dar fiducia in chi investe nell’economia di questo Paese?».

Romani Francesco Impanti4 Aeraulici Via Palazzi, 51030, Serravalle Pistoiese Via Palazzi 4,Serravalle Pistoiese (PT) Tel.0573.919120 0573/919120 info@romaniaspirazioni.it Sitowww.romaniaspirazioni.it web: www.romaniaspirazioni.it

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COVER STORY I LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "I"

TOSCANA, EMERGENZA INFRASTRUTTURE di Teresa Mildri

LA TOSCANA È UNA DELLE PIATTAFORME INDUSTRIALI PIÙ IMPORTANTI DI ITALIA: IL TEMA DELLE GRANDI INFRASTRUTTURE TOSCANE È UN TEMA NAZIONALE. PER LA TOSCANA, UN TEMA PRIORITARIO, CHE HA BISOGNO DI RISPOSTE URGENTI

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CONFINDUSTRIA FIRENZE

LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

S

ono gli ultimi giorni del luglio scorso, quando tutte le confindustrie della Toscana, insieme, in coro, parlano di emergenza infrastrutture. “Siamo pronti a chiedere un incontro con il Governo, il tema delle grandi infrastrutture toscane è un tema nazionale”. A parlare a nome di tutti gli industriali toscani è stato il presidente di Confindustria Toscana, Alessio Marco Ranaldo. Da allora, il Governo è cambiato, ma l’emergenza infrastrutture, in Toscana, è rimasta la stessa. “Le difficoltà infrastrutturali della nostra regione si ripercuotono su tutta l’Italia, non è solo la Toscana ad essere penalizzata. La mancata realizzazione delle infrastrutture è un costo che non possiamo più permetterci”, aveva sottolineato Ranaldo nel luglio scorso, quando insieme agli altri presidenti toscani aveva ribadito che nella battaglia per la competitività del territorio sono accanto alle Istituzioni, ma la Toscana è in emergenza infrastrutture. Le infrastrutture sono importanti per due ordini di motivi – rilevano i presidenti delle Confindustrie toscane – per l’impatto diretto che hanno sull’economia, perché producono un incremento del PIL e dell’occupazione e per il beneficio indotto sulla competitività del territorio. La previsione di realizzazione degli investimenti nella regione – sviluppata in cinque anni, come ha evidenziato anche il Patto per lo sviluppo toscano firmato, sempre nel luglio scorso, dal-

“ STRADE, FERROVIE, AEROPORTI, PORTI: I RITARDI HANNO UN CARO PREZZO

la Regione Toscana e dalle parti sociali – “cuba” un totale di oltre 8 miliardi di euro ed è in grado di attivare 110.000 unità di lavoro, circa 20.000 all’anno. Oltre 28.000 stabilmente a regime. Inoltre, una recente ricerca del Centro Studi di Confindustria Toscana in collaborazione con quello di ANCE Toscana mette in evidenza come la dotazione infrastrutturale della regione non sia adeguata rispetto alle neces-

Alessio Marco Ranaldo

sità di una regione industriale come la Toscana. A pesare sono soprattutto i ritardi su strade e autostrade, trasporto ferroviario, sistema aeroportuale, sistema portuale. Senza dimenticare anche altre dotazioni che sono precondizioni competitive per un territorio industriale. E’ il caso della banda larga, che è

“INDUSTRIA 4.0: SENZA AUTOSTRADE DIGITALI EFFICIENTI, LE META È LONTANA

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LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story necessaria in una regione che voglia recuperare posizioni sul fronte dell’utilizzo delle tecnologie legate a Industria 4.0. oppure dell’impiantistica necessaria in una logica di economia circolare per chiudere il cerchio di tante filiere industriali, garantendo un maggiore recupero di materia, ma anche lo smaltimento degli scarti non recuperabili. Ed altre in cui non è messa in grado di sfruttare appieno le sue risorse naturali, come nel caso della geotermia. L’Intesa sullo sviluppo firmato in Regione, contiene l’elenco di tutte le opere che i cittadini e le imprese

toscane attendono da tempo: la Tirrenica, la Due Mari, il sistema aeroportuale, il potenziamento dei porti, il nodo fiorentino dell’alta velocità ferroviaria “Cinque priorità toscane che sono cinque urgenze nazionali – ribadisce Ranaldo –. Su ognuna di esse l’appello forte va al Governo, perché si completino e si sblocchino i nodi che ancora impediscono a queste opere per noi fondamentali, di essere completamente realizzate apportando un notevole beneficio al territorio e alle imprese”. Le imprese della regione chiedono l’intervento del governo sui nodi

competitivi toscani, che dicono sono “nodi-paese”, perché, proprio in Toscana, è presente una delle piattaforme industriali più importanti d’Italia. E nel luglio scorso hanno rivolto l’appello ai parlamentari del territorio regionale, di maggioranza e di opposizione, per un’azione bipartisan a favore della Toscana. Ma non ci sono soltanto le questioni di competenza nazionale. Molte questioni, infatti, riguardano i livelli locali, come ad esempio la viabilità secondaria o le carenze infrastrutturali che si riscontrano in alcune aree industriali del territorio.

TOSCANA, INFRASTRUTTURE E INVESTIMENTI PUBBLICI L’interessante ricerca “Gli investimenti pubblici in Toscana e la dotazione infrastrutturale” realizzata dal Centro Studi di Confindustria Toscana e dal Centro Studi di Ance Toscana, nell’ottobre del 2018 mette in evidenza, fra le altre cose, come la dotazione infrastrutturale del territorio non sia adeguata rispetto alle necessità di una regione industriale come è la Toscana. La ricerca infatti, fra le altre cose, prende in esame anche precedenti studi “un lavoro egregio è stato fatto in passato”, si legge nella ricerca dei due centri studi toscani, “dall’Istituto Guglielmo Tagliacarne – dal quale non si hanno aggiornamenti recenti – che metteva a disposizione un suo indice di dotazione generale delle infrastrutture, distinte in economiche e sociali. Per quelle economiche la Toscana si trovava in settima posizione sia nel 2001 che nel 2011, preceduta da Liguria, Lazio, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna e Lombardia: ovviamente la posizione della Toscana migliorava quando si

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prendevano in considerazione anche le infrastrutture sociali” (Grafico 1). E anche nel “rapporto 2017 di ORTI – Osservatorio Relazioni Territorio Imprese – è pubblicato l’indice I-Com di dotazione infrastrutturale costruito prendendo in considerazione un set di 12 indicatori”. Anche in questo caso “in una classifica guidata da Lombardia e Campania, la Toscana si colloca soltanto in tredicesima posizione”. E le maggiori penalizzazioni provengono dalla “dotazione di infrastrutture tecnologiche (banda larga, ultralarga e rete 4G) e di quelle legate alla distribuzione e soprattutto trasporto del gas”. Sempre nella ricerca di Ance Toscana e Centro Studi Confindustria Toscana si legge che “anche IRES Piemonte ha proceduto alla costruzione di un set originale di indicatori relativi al livello di dotazione infrastrutturale quanti-qualitativa limitato al campo dei trasporti, una delle componenti delle infrastrutture economiche di tipo fisico” (grafico 2). Anche in questo caso,

nonostante “le graduatorie per modalità di trasporto evidenziano la buona posizione della Toscana per le ferrovie e per i porti”, invece “confermano il ritardo – sia per l’intensità degli interscambi commerciali che per gli imponenti flussi turisti che hanno per meta la regione – per i servizi di trasporto aereo relativamente ai quale resta infatti l’urgenza del rafforzamento del sistema aeroportuale toscano con il potenziamento del Galilei di Pisa e la nuova pista del Vespucci a Firenze”. E ancora si legge “in Toscana anche la rete stradale e autostradale è inadeguata: lavori indispensabili come il completamento della variante con la terza corsia fino a Calenzano e poi da Firenze Sud ad Incisa e a scala regionale la terza corsia della A11 Firenze Pistoia devono essere rapidamente realizzate così come si deve por fine al balletto indecoroso che continua a rappresentarsi attorno all’Autostrada Tirrenica per risollevare l’economia di una costa che attende anche la nuova darsena di Livorno”.


Grafico 1

LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

Grafico 2

(Fonte: Gli investimenti pubblici in Toscana e la dotazione infrastrutturale, ricerca di Centro Studi ConďŹ ndustria Toscana e Centro Studi Ance Toscana)

(Fonte: Gli investimenti pubblici in Toscana e la dotazione infrastrutturale, ricerca di Centro Studi ConďŹ ndustria Toscana e Centro Studi Ance Toscana)

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COVER STORY I LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "I"

TOSCANA SUD: INFRASTRUTTURE, una STORIA INFINITA di Giovanni Cardinali, consulente Confindustria Toscana Sud per le infrastrutture strategiche

PER CAPIRE LA SITUAZIONE ODIERNA È NECESSARIO FARE UN SALTO INDIETRO. SOLO COSÌ SI PUÒ CAPIRE QUANTO ANCORA OGGI LA TOSCANA DEL SUD SOFFRA LA MANCANZA DI INFRASTRUTTURE ADEGUATE AI TEMPI

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CONFINDUSTRIA TOSCANA SUD

L

’Italia del boom economico degli anni Sessanta ha il suo fondamento nelle autostrade. In questo periodo l’Autostrada del Sole lambirà la Toscana meridionale da Firenze verso Roma, passando dal Valdarno, da Arezzo e dalla Valdichiana. Questa scelta di itinerario fu determinante per l’economia delle vallate aretine dove presero sviluppo il polo della moda e quello orafo. Nel momento in cui venne inaugurata l’Autosole furono pianificate altre importanti arterie “a scorrimento veloce”, in prevalenza stradali ma anche ferroviarie, con la previsione del quadruplicamento della ferrovia Firenze-Roma, con una linea “direttissima” che successivamente darà luogo all’ Alta Velocità. Le tre provincie meridionali, Arezzo, Siena e Grosseto, vennero interessate da una strada trasversale est-ovest, dal mar Tirreno all’Adriatico, “dei due mari”, da Grosseto a Fano. La provincia di Arezzo, già attraversata dall’Autosole, venne intercettata anche dall’itinerario trans-nazionale Europa 7, Orte-Ravenna e, in provincia di Grosseto, mentre si stava avviando un turismo balneare a livello europeo, si iniziò a parlare di un progetto futuro di “autostrada tirrenica”, senza soluzione di continuità da Livorno a Roma, alternativo alla SS 1 Aurelia. Le ferrovie storiche, sopraffatte dallo sviluppo tumultuoso del trasporto su gomma, rimasero al palo, molte restarono a binario semplice e tuttora, in provincia di Siena, risultano non elettrificate e a trazione diesel. La storia riportata all’attualità, per ognuno di queste infrastrutture di trasporto, viene descritta di seguito nei suoi punti essenziali, ed è una storia infinita, per usare una metafora di alti e bassi nell’azione dei governi centrale e regionale, che si presenta con un lungo elenco di opere incompiute e, per quelle già realizzate, di situazioni critiche dovute a carenze di manutenzione (ordinaria e straordinaria) e ritardi nella messa a norma di opere di adeguamento strutturale di ponti e viadotti.

Lൺ SGC E 78 ൽൾං “ൽඎൾ ආൺඋං” Gඋඈඌඌൾඍඈ-Fൺඇඈ La “strada dei due mari” venne riconosciuta con un atto di programmazione pubblica nel 1956, nel 1968 fu clas-

LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

sificata “di grande comunicazione” e l’ANAS iniziò una intensa attività di progettazione per recuperare efficienza nei collegamenti stradali con Siena, penalizzata dall’apertura dell’Autostrada del Sole per il passaggio nel territorio aretino. L’ANAS, nel 1968, approvò il “progetto di massima” della variante alla SS 223 di Paganico con la previsione del maestoso viadotto di Petriolo sul Farma, 800 metri di lunghezza e 16 campate con piloni alti fino a 112 metri da quota alveo. La sigla SGC E78 della due mari risale al 1975, anno dell’accordo internazionale A.G.I. di Ginevra, riguardanti le grandi infrastrutture della maglia europea ed euroasiatica, La variante alla SS 223, riclassificata SGC E78, venne completata nell’agosto del 1982 con l’apertura della galleria di Casal di Pari; la strada, a semplice carreggiata “predisposta per il raddoppio”, fu poi integralmente completata da Grosseto fino a San Rocco a Pilli nei pressi di Siena. L’ANAS, dopo numerosi e tragici incidenti stradali, commissionò allo studio Macchi di Roma lo studio per il raddoppio della carreggiata, da Grosseto fino

“A 65 ANNI

DALL’INIZIO DELLA PIANIFICAZIONE, LA GROSSETOFANO È ANCORA INCOMPIUTA

alla Valle del Metauro nelle Marche. La “due mari”, dopo i primi interventi degli anni settanta, fu dimenticata per decenni. Cosa è avvenuto dopo? La “due mari” è stata interessata da spezzoni di interventi senza mai essere completata. La storia più recente fa riferimento al Piano Generale Trasporti e Logistica (PGTL) allegato al DEF 2017, con la scelta di dare priorità alla manutenzione con recupero di quella pregressa e di completare i tratti mancanti delle strade di grande comunicazione. Al PGTL fa seguito nel febbraio 2018 la firma del “Contratto di Programma 2016-2020 ANAS MIT”. La SGC E 78 risulta nel capitolo “completamento itinerari” per 1.415 milioni di euro, primo investimento in assoluto di un elenco che comprende numerosi interventi a livello nazionale. Il governo Conte 1, nel marzo 2019, ha prorogato di uno/due anni le scadenze del contratto di programma relativi ai lotti soggetti a revisione progettuale suscitando la protesta della Regione Toscana. Il nuovo Governo è chiamato quindi a ridare slancio al completamento a una “due mari”, ancora incompleta dopo 65 anni dall’inizio della pianificazione. SGC E 45 ංඍංඇൾඋൺඋංඈ Oඋඍൾ-Mൾඌඍඋൾ (E45-E55) La SGC E45 Orte-Ravenna fa parte di un itinerario Europeo di circa 4.900 chilometri, in origine fu denominata E7, fu completata e trasformata in “superstrada” dall'Anas tra la fine degli anni

1-E78 Grosseto-Fano, tratto Grosseto-Siena, svincolo di S. Rocco a Pilli, dal sito stradeanas.it

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LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story re per un tratto di complessivi 19 chilometri, apertura del lotto 1 prevista per il 2020), - la terza corsia sulla A1 da Incisa a Valdarno, in appalto, 368 milioni di euro per un tratto di circa 18 chilometri. Sono investimenti consistenti in un tratto dove in un giorno di esodo passano 50 mila veicoli fra Bettole e Arezzo, 60 mila fra Battifolle e il Valdarno, 80 mila fino a Firenze, con una media di 3.500 veicoli/ora.

Orte- Mestre, dal sito stradeautostrade.it

“PER LE IMPRESE,

SERVONO COLLEGAMENTI EFFICIENTI, IN GRADO DI RIDURRE COSTI E TEMPI

Sessanta e la seconda metà degli anni Novanta, come percorso alternativo all'Autostrada del Sole e principale corridoio stradale fra la valle del Tevere e la Romagna. Proprio come corridoio di vitale importanza e tenuto presente delle non adeguate caratteristiche tecniche del progetto iniziale, in presenza di un intenso traffico commerciale, nel 2013 fu interessata ad un bando europeo di project financing da 10,4 miliardi di euro per la trasformazione in autostrada Orte-Mestre, ma fu poi depennata dall’elenco di “25 opere prioritarie” (DEF 2015). Il successivo allegato al DEF 2017 inserì la SGC E45 tra gli interventi “prioritari che hanno una chiara e definita connotazione sia in termini tecnici e di spesa e come tali già programmati”, sulla base di un progetto che escludeva l’autostrada e privilegiava la riqualificazione del tracciato esistente. Il contratto di programma MIT-ANAS 2016-2020 prevede per la E45 un investimento complessivo di 1.582 milioni di euro, per recuperare la manutenzione a lungo trascurata. Nello stesso momento in cui ANAS, finalmente, aveva dato inizio a numerosi appalti e in contesto normativo e imprenditoriale piuttosto 36 / IES / Dicembre 2019-Marzo 2020 34 / IES / Ottobre 2019-Gennaio 2020

critico (lungaggini burocratiche, fallimento imprese, ecc.), il progredire dello stato di degrado dei numerosi ponti e viadotti presenti nei pressi del valico appenninico ha portato alla chiusura improvvisa del traffico, su disposizione della Procura della Repubblica di Arezzo, il 17 gennaio 2018. La riapertura al solo traffico leggero è intervenuta nel marzo 2019. In ogni caso il consistente flusso finanziario previsto dal contratto di programma non si è interrotto con il cambio dei governi e per l’impulso dato alle opere di manutenzione, a livello nazionale, dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova. SGC E35 Aඎඍඈඌඈඅൾ ඍൾඋඓൺ ർඈඋඌංൺ ൿඋൺ Fංඋൾඇඓൾ ඌඎൽ ൾ Vൺඅൽൺඋඇඈ L’Autosole fu inaugurata il 4 ottobre 1964. Per decenni l’assetto planoaltimetrico è rimasto immutato, poi è stato dato avvio a terze e quarte corsie e al nuovo tratto appenninico che raddoppia la vecchia autostrada, oggi definita “panoramica”. L'Allegato al DEF 2017 indica tra le terze e quarte corsie un elenco che vale circa 1,5 miliardi di Euro e inserisce tra le priorità il “Completamento del nodo di Firenze (autostrade A1 e A11)”, che, fra l’altro, riguarda: - il completamento della BarberinoFirenze Nord, terza corsia (750 milioni, lavori in corso per un tratto di complessivi 17,5 chilometri, ultimazione lavori prevista per il 2020), - la terza corsia sulla Firenze Sud-Incisa (lavori in corso su lotto1 e appalto sul lotto 2, 533 milioni di euro da realizza-

Rൺർർඈඋൽඈ ൺඎඍඈඌඍඋൺൽൺඅൾ AඋൾඓඓඈBൺඍඍංൿඈඅඅൾ Nell’agosto 2011 fu stipulato un protocollo di intesa fra Autostrade per l’Italia SpA, l’ANAS, la Regione Toscana, la Provincia di Arezzo e il Comune di Arezzo, per “la realizzazione di un nuovo svincolo ad Arezzo di interconnessione con la E 78 e raccordi di adduzione per il potenziamento del collegamento fra Arezzo e l’Autostrada A1”, con un impegno finanziario di 45 milioni di euro a carico di ASPI. Il protocollo che faceva riferimento a una delibera di indirizzi CIPE di approvazione di interventi autostradali da finanziare con quote di aumento di pedaggio delle tratte interessate. Oggi la situazione è di stallo anche per i rapporti rimasti da definire fra ASPI e Governo centrale. Rൺർർඈඋൽඈ ൺඎඍඈඌඍඋൺൽൺඅൾ Sංൾඇൺ-Fංඋൾඇඓൾ ൾ ඍൺඇ඀ൾඇඓංൺඅൾ ඈඏൾඌඍ (SS674) ൽං Sංൾඇൺ Il raccordo autostradale Siena-Firenze RA3, fu inaugurato il 5 marzo del 1967, è lungo circa 56 chilometri e costituisce con la tangenziale Ovest di Siena (SS674), lunga circa 8 chilometri, l’infrastruttura di rilevanza strategica per i collegamenti tra Siena e la Toscana meridionale con Firenze. L’asse viario SI-FI oltre ad assicurare il collegamento con il capoluogo di Regione e con la rete autostradale in direzione Nord, si interconnette con la due mari e la rete autostradale in direzione Sud; con la linea ferroviaria ad Alta Velocità e con i principali aeroporti della Toscana. L’Anas nel 2010, per l’adeguamento e la messa in sicurezza di 65 chilometri stimò un fabbisogno finanziario di circa 500 milioni di euro da attuare per stralci funzionali. Negli ultimi anni il raccordo è stato oggetto di consistenti investimenti che


LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story hanno riguardato prevalentemente il rifacimento della pavimentazione stradale e la costruzione del raddoppio dello svincolo di Colle Val d’Elsa Nord, più recenti i lavori per la riqualificazione di 21 tra ponti e viadotti, l’adeguamento delle barriere laterali di sicurezza, il miglioramento delle opere idrauliche e il ripristino della pavimentazione in vari tratti lungo l’intero tracciato. Gli investimenti sono serviti a colmare un deficit di manutenzione ordinaria e straordinaria pregressa, però non hanno risolto il problema di fondo del raccordo autostradale che, progettato negli anni Sessanta, presenta una carreggiata di dimensioni ridotte, ristretta ulteriormente dall’inserimento dello spartitraffico centrale sull’originaria piattaforma. Il progetto di ampliamento della carreggiata dagli attuali 15 metri a circa 20 metri fu oggetto di una convenzione sottoscritta il 10 marzo 2010 dall’ANAS e dalla Provincia di Siena con priorità al tratto compreso tra il capoluogo e Poggibonsi”. Il 7 marzo 2012, in occasione della cerimonia di apertura al traffico di un nuovo tratto a quattro corsie del tronco Grosseto-Siena, l’ANAS emise un comunicato dichiarando che “… tra i principali interventi programmati va ricordato il progetto di ammodernamento del raccordo autostradale Siena-Firenze, nel tratto Siena-Poggibonsi. L’Anas ha completato la progettazione preliminare e definitiva dell’adeguamento di un primo stralcio di 5,7 km, per un importo stimato di 39 milioni di euro. Il secondo stralcio del tratto Siena-Poggibonsi, per una lunghezza di 17 km, è inserito nella programmazione Anas per un importo di circa 120 milioni di euro.” La Regione Toscana, nel 2014 con l’approvazione del PRIIM inserì una previsione di un fabbisogno di 700 milioni di euro per “l’adeguamento e messa in sicurezza dell’intero tratto di 65 Km dell’autopalio e della tangenziale Ovest”, cioè 200 milioni di euro in più rispetto alla previsione ANAS, dovuti alla previsione di un raccordo con caratteristiche autostradali. Rimangono incerte le prospettive per il tratto da Poggibonsi a Impruneta. Per inciso, in Provincia di Firenze, l’ANAS, oltre ai progetti di manutenzione straordinaria attuati e in corso, ha a disposizione un progetto definitivo per un

investimento di circa 8 milioni di euro, pronto per la procedura di VIA, per il nuovo svincolo di San Casciano in Val di Pesa. In conclusione, l’autopalio dispone di un parco progetti per l’ampliamento e messa in sicurezza piuttosto consistente ma non è compresa nell’elenco dei raccordi autostradali del contratto di programma 2016-2020. Iඅ Cඈඋඋංൽඈංඈ Tංඋඋൾඇංർඈ ൾ අൺ ඉඋඈඏංඇർංൺ ൽං Gඋඈඌඌൾඍඈ Nel documento di monitoraggio del Piano Regionale Infrastrutture e Mobilità (PRIIM) presentato dalla Regione Toscana nel giugno del 2018 si legge a pag.31: “tra le grandi opere autostradali, la Regione si impegna a promuovere il completamento del ‘Corridoio Tirrenico’, previsto dalle reti trans-europee di trasporto e parte integrante dell’Autostrada A12”. Il progetto di autostrada ha trovato le maggiori difficolta nel tratto Grosseto sud-Fonteblanda-Ansedonia, quando tutto sembrava risolto, dopo una proposta da 1.500 milioni di euro presentata da ANAS per la messa in sicurezza con strada a 4 corsie da 18,60 metri (inferiore alla sezione autostradale di 23 metri), senza intersezioni a raso e con la realizzazione di complanari), il MIT (governo Conte 1) ha bloccato l’iter per le nuove opere. Lංඇൾൺ ൿൾඋඋඈඏංൺඋංൺ Eආඉඈඅං-Sංൾඇൺ Le ferrovie “ottocentesche” senesi hanno uno sviluppo di 306 km, rimasto pressoché invariato dal 1859: non sono elettrificate, sono a binario unico (esclusi i 27

“NON SOLO

STRADE: ANCHE I COLLEGAMENTI FERROVIARI GIOCANO UN RUOLO STRATEGICO

km da Poggibonsi a Granaiolo e i tratti di intersezione con la Firenze-Roma e la Livorno-Roma di Montallese-Chiusi di km 10 e Montepescali-Grosseto di Km 12), presentano itinerari tortuosi con “raggi di curvatura” che limitano la velocità commerciale, ulteriormente compromessa dalla presenza di numerosi passaggi a livello non interessati, a suo tempo, al piano nazionale di eliminazioni dei p. a l. perché caratterizzati da indici di traffico (ferroviario e stradale) e dati di incidentalità molto bassi . L’elettrificazione risulta oggi determinante per meglio inserirsi nelle linee principali della rete nazionale e usufruire dei nuovi treni dedicati alla trazione elettrica ma la riduzione dei tempi di percorrenza è subordinata essenzialmente a rettifiche, raddoppi e binari di scambio per segmenti di incrocio nelle numerose stazioni che ne sono sprovviste. Il contratto di Programma MIT-RFI 2017-2021, firmato nel maggio 2019 dopo decenni di assenza di programmazione, prevede il raddoppio EmpoliGranaiolo e l’elettrificazione della linea Empoli-Siena ha trovato piena copertura finanziaria con 177 milioni di euro di risorse statali. Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 37 Ottobre 2019-Gennaio 2020 / IES / 35


a cura di MGA Comunicazione

Alderighi Impianti Affidabilità e qualità dal 1963

L

a storia prende avvio nel 1963, quando Mauro Alderighi fonda alle porte di Firenze la prima azienda individuale, attiva sul territorio locale nell’edilizia civile. L’inserimento del fratello, dopo circa un decennio, determina la costituzione della F.lli Alderighi Snc e un cambiamento di rotta verso il settore industriale e terziario (banche, negozi, uffici, alberghi), consolidatosi negli anni. Nel 2000, con l’ingresso di Leonardo e Barbara, figli di Mauro, si assiste alla nascita della Alderighi Impianti Srl, un’azienda sempre più strutturata e affermata a livello nazionale, che può vantare importanti commesse e un successo crescente. Tra gli obiettivi che l’azienda si prefigge, il rafforzamento della posizio-

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ne e un’espansione oltre i confini nazionali, nel rispetto dei valori in cui crede da sempre: affidabilità, qualità, tecnologia. Lo sviluppo di Alderighi Impianti è stato particolarmente evidente negli ultimi dieci anni e questo grazie alla dimostrazione di affidabilità che l’azienda ha garantito a clienti e progettisti. Le realizzazioni di Alderighi Impianti sono state la sua migliore promozione e hanno fatto in modo che nuovi e sempre più importanti committenti si affidassero all’azienda, permettendo alla struttura di crescere e articolarsi al meglio. Dall’analisi iniziale alla definizione del progetto, dalla realizzazione alla manutenzione, il servizio a 360 gradi di Alderighi Impianti permette di proporre forniture “chiavi in mano”.

L’impegno dell’azienda è quello di mettersi a completa disposizione del cliente e delle sue esigenze più specifiche, offrendo collaborazione continuativa e garanzia di qualità per risolvere problematiche, anche molto complesse, sia nel settore degli appalti pubblici sia nel settore privato. Alderighi Impianti è interlocutore unico per tutte le opere specialistiche necessarie, la giusta risposta per una perfetta ottimizzazione di rapporti e sinergie. Con la maggior parte dei clienti, la realizzazione di nuovi impianti è seguita da un’attività di manutenzione ordinaria, straordinaria e preventiva. L’azienda offre quindi un controllo costante nelle fasi della manutenzione, dell’aggiornamento e dell’eventuale adeguamento normativo, tale da renderla referente qualificato nel


a cura di mGa Comunicazione

rapporto cliente/fornitore, secondo un affiancamento completo volto al raggiungimento della massima soddisfazione. SETTORI D’INTERVENTO Farmaceutico Industriale Commerciale produttivo Alberghiero Residenziale Alimentare Sanitario Scolastico Sportivo Alderighi Impianti costruisce impianti industriali e civili, meccanici ed elettrici e li gestisce nel tempo. La qualità rappresenta un cardine fondamentale per Alderighi Impianti. Qualità intesa non solo come valore del servizio offerto al cliente, ma anche come qualità dell’organizzazione, delle capacità gestionali e produttive. È proprio grazie a queste peculiarità

che l’azienda ha sentito la necessità di certificare il proprio sistema di gestione qualità aziendale, ottenendo nel 2003 la certificazione UNI EN ISO 9001 Settore EA 28 Costruzione e Impianti. La sicurezza rappresenta un ambito rilevante per Alderighi Impianti, che pone costante attenzione alle disposizioni riguardanti la sicurezza delle maestranze, allo scopo di prevenire ogni rischio e tutelare la salute dei propri collaboratori. Iscritta alla Camera di Commercio di Firenze, l’azienda è abilitata ai sensi della Legge 46/90 per le lettere a), b), c), d), e), f), g) ed attestata SOA per l’esecuzione di opere pubbliche (OG1: III, OG11: IV, OS3: III-BIS, OS28: VI, OS30: III- BIS). L’azienda è iscritta al Registro Nazionale Gas Fluorurati e qualificata in conformità ai requisiti del Regolamento (CE) n. 303/2008 e del Regolamento Tecnico ACCREDIA RT-29 per i servizi di controllo perdite, recupero di gas fluorurati ad effetto serra, installazione, manutenzione o riparazione su apparecchiature fisse di refrigerazione,

condizionamento d’aria e pompe di calore.

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COVER STORY I LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "I"

TOSCANA NORD: INFRASTRUTTURE, un NODO STRATEGICO di Maria Chiti - Saida Petrelli

IL TEMA INFRASTRUTTURE È COSÌ STRATEGICO PER L’INDUSTRIA DI LUCCA, PISTOIA E PRATO CHE CONFINDUSTRIA TOSCANA NORD NE HA FATTO L’ARGOMENTO UNICO DELLA SUA ULTIMA ASSEMBLEA DEI SOCI. STEFANO VARIA, CONSIGLIERE INCARICATO ALLE INFRASTRUTTURE DELL’ASSOCIAZIONE NONCHÉ PRESIDENTE DI ANCE TOSCANA NORD, TRACCIA UN QUADRO DELLA SITUAZIONE

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CONFINDUSTRIA TOSCANA NORD

LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

I

l Governo da poco insediato sta muovendo i primi passi. Potrebbe essere il momento giusto per evidenziare le esigenze del territorio in materia di infrastrutture. Se la sente di mandare segnali in questo senso? “Guardi, di governi e ministri ne abbiamo visti passare tanti, di posizioni diverse, e talvolta opposte; e ogni volta abbiamo spiegato chi siamo, cosa rappresentiamo, cosa potremmo essere di più e di meglio se il sistema paese apprezzasse maggiormente il ruolo dell'industria. E' ovviamente presto per esprimere un giudizio sul governo Conte bis, posso solo sperare che la crisi del mercato interno ma anche di quelli internazionali induca ad assumere decisioni risolutive; fra queste, quella di dotare il Paese di un sistema infrastrutturale che ne agevoli la ripartenza. E' un'assunzione di responsabilità non più rimandabile. Ho parlato del Governo centrale, per la particolarità del momento politico, ma anche le Amministrazioni periferiche sono ovviamente chiamate a fare la loro parte”. Ci sono opere che Confindustria Toscana Nord giudica più strategiche di altre rispetto a questa prospettiva? “Il collegamento all'interno dell'area, che a sua volta è di cerniera fra il nord e il sud del paese, ma anche dal centro della regione alla sua costa, sono essenziali; allora via con il raddoppio della ferrovia, che si sta per inaugurare nel tratto da Pistoia a Montecatini ma che dovrà proseguire fino a Lucca; mettere in moto il cantiere per la terza corsia dell'A11; ampliare e potenziare l'aeroporto di Firenze, e essere capaci di realizzare, in raccordo con quello di Pisa, il sistema aeroportuale che la nostra regione merita. Ma la questione non si esaurisce qui, esistono altri elementi che via via mostrano la loro criticità e che andranno governati nella logica della programmazione e non in quella dell'emergenza. Penso, per esempio, a un sistema razionale di realizzazione e gestione degli impianti di smaltimento dei rifiuti, o a un grande piano energetico”. Lei rappresenta anche il mondo dell'edilizia. In questa ulteriore veste ritiene di dover segnalare situazioni particolari? “Non occorre essere un costruttore per rendersi conto di quanto si dovrebbe fare. Un solo esempio; in questi giorni stanno riaprendo le scuole e si assiste a scene francamente imbarazzanti, fra edifici che non sono a norma dal punto di vista della

“PERCHÈ CI SIA VERA

RIPRESA, ANCHE LE INFRASTRUTTURE DEVONO RIPARTIRE

sicurezza sismica e della regolarità degli impianti, studenti che riprenderanno le lezioni nei container o in palazzi dismessi o in edifici collocati in mezzo a zone industriali. E questo nella civile Toscana. Poi esiste il tema del degrado delle città, la fragilità dei territori, le frane in montagna all'erosione della costa. E le strade, anche di respiro locale, che ovunque hanno aspetti di enorme criticità; penso, e sono solo esempi, agli Assi Viari a Lucca, o alla viabilità montana a Pistoia”. Avete calcolato il beneficio che deriverebbe da una ripresa massiccia di interventi in lavori pubblici? “In Toscana sono oggi ferme opere per 6 miliardi di euro; attivando i cantieri in cinque anni si potrebbero generare 90.000 posti di lavoro nella filiera delle costruzioni. Sarebbero poi 22.000 i posti di lavoro che, aumentando la produttività del sistema industriale grazie a una maggior infrastrutturazione del territorio, occorrerebbero a sostenerlo”. Se la sente di prescrivere una ricetta? “Restando nella metafora del medico, la febbre del Paese è alta; ma credo che il primo passo sia rimuovere il peso infinito della burocrazia. Unito alla definitiva attuazione dello Sbloccacantieri, potrebbe essere un segnale di una ritrovata attenzione della politica verso il mondo dell'industria e delle costruzioni”.

Stefano Varia

Infrastrutture indispensabili, quindi, ma non solo quelle materiali. Davide Trane, presidente del Gruppo Giovani di Confindustria Toscana Nord, si sofferma anche sulle reti digitali. La richiesta di infrastrutture da parte delle industrie sembra un mantra per certi versi scontato. Da giovane, si sente di darne una valutazione diversa? “Il tema sarà scontato, e superato, solo quando le dotazioni di strade, ferrovie, aeroporti, nel nostro territorio, avranno raggiunto un livello adeguato alla sua economia; in particolar modo all'industria. Per adesso, non possiamo arretrare su richieste che sono inascoltate da decenni. Vero è che il nostro sguardo, da giovani, è volto a un futuro di cui ci sentiamo in qualche modo responsabili, e ne dà una declinazione in

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LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

“LA BUROCRAZIA

È DA SEMPRE, PER LE IMPRESE, UN OSTACOLO INSORMONTABILE

incremento dell'indotto economico pari all'11,6 per cento e gli occupati digitali sono cresciuti del 12,6 per cento: non si chiede di investire su un settore decotto, ma in un ambito capace di creare esso stesso ricchezza e lavoro”. Da Prato, una delle città-pilota per la sperimentazione del 5G, interviene il vicepresidente di ANCE Toscana Nord Alessandro Cafissi.

diventare una cattedrale nel deserto, se esse non sono connesse al Sistema dei servizi e alla Pubblica amministrazione? “Direi che il privato abbia ben chiara questa priorità, e sia attrezzato. Per questi ci rivolgiamo agli enti locali, alle amministrazioni di controllo, agli uffici tributari e giudiziari: aiutateci a lavorare in maniera più snella, toglieteci dalle spalle la carte e le file agli sportelli, abolite i timbri: ne guadagneremo tutti in dinamismo e modernità. I mezzi ci sono, vanno saputi e voluti usare”.

Davide Trane

parte ulteriore. Noi crediamo che le infrastrutture materiali, necessarie, da sole non bastino più”. Nello specifico, avanzate richieste particolari? “La nuova frontiera dell'industria è sempre più orientata verso la digitalizzazione: i nostri competitor internazionali sono in questo avvantaggiati da un sistema di trasmissione ed elaborazione dati di cui anche l'Italia deve comprendere l'importanza. Senza infrastrutture informatiche, sviluppo della rete e del 5G combattiamo con una mano legata dietro la schiena; la nostra industria non lo merita”. Digitalizzare le imprese non rischia di

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Qualche elemento ulteriore per spingere in questa direzione? “Nel periodo 2017/2018 in Italia la crescita del mercato digitale ha determinato un

Infrastrutture immateriali e innovative come le reti di trasmissione dati ma anche mobilità e impiantistica: a Prato state insistendo anche su interventi più tradizionali. “Certo, perché c’è bisogno delle une e delle altre: delle infrastrutture che guardano al futuro e di quelle che servivano ieri e, data la lentezza con cui si procede, temo anche domani. Strade, autostrade, ferrovie vanno costruite per venire incontro alle esigenze di mobilità di persone e merci; e poi vanno anche mantenute, ade-

“ INFRASTRUTTURE

INFORMATICHE: SE NON CRESCONO, LA COMPETITIVITÀ SCENDE


LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

“POSTI DI LAVORO

E INDOTTO, LA RIPRESA DEL SETTORE INFRASTRUTTURE GIOVA ANCHE AI TERRITORI

guate all’evoluzione dei bisogni, modernizzate, ampliate. Dalla viabilità urbana alle reti ferroviarie, dall’impiantistica per i rifiuti ad autostrade efficienti e sicure, da fare ci sarebbe molto. Per tacere della tormentata vicenda dell'aeroporto di Firenze”. E perché non lo si fa, allora? Carenza di risorse? “In qualche caso sì ma spesso il problema non è nemmeno quello. Cogliere o meno la valenza strategica delle infrastrutture per lo sviluppo economico e per la qualificazione del territorio dipende da sensibilità e scelte politiche. Che le risorse non siano il vero ostacolo ce lo dice il caso termovalorizzatori. Confindustria Toscana Nord ha lanciato, ormai da mesi, un messaggio ben preciso: i termovalorizzatori rappresentano l’elemento che consente di chiudere il ciclo dell’economia circolare, producendo energia da rifiuti non riutilizzabili come materia; le imprese sono disponibili a trovare investitori e a lavorare

“PER RISOLVERE

DAVVERO, OCCORRE UN VERO CAMBIO DI MENTALITÀ

assieme alle istituzioni per realizzare questi impianti, cercando soluzioni pubblicoprivate per lo smaltimento dei rifiuti. Ma per ora non siamo a niente. Prato ha anche il problema della quasi totale assenza di impianti per gli inerti. E anche per questi l'ostacolo non sono le risorse”. Non si sta muovendo proprio nulla, allora? “Sarebbe sbagliato e ingeneroso dire che non accade nulla. A Prato si stanno facendo ad esempio passi avanti per risolvere un problema nodale per la viabilità cittadina, l’ampliamento della cosiddetta declassata, in pratica la tangenziale sud della città. Ma su tanti altri fronti siamo rimasti al palo. Va detto che le normative per gli appalti

Alessandro Cafissi

pubblici non aiutano e che il cosiddetto Sbloccacantieri è stato una delusione. I ritardi e la deliberata volontà di non realizzare determinate opere creano un doppio danno: l’assenza stessa di infrastrutture necessarie e la mancanza di opportunità di lavoro per le imprese edili. Io, come il nostro presidente Varia, mi occupo appunto di edilizia e guardo con sgomento ai dati sull’edilizia pratese, che ha perso in un decennio più della metà di imprese e lavoratori. Ora sono appena, rispettivamente, 325 e 1080. Certo gli appalti pubblici non risolvono tutto, ma costituiscono una fonte di lavoro importante per questo settore così tormentato, potenziale volano anche per tante altre attività economiche”.

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COVER STORY I LA TOSCANA E LA SFIDA DELLE TRE "I"

SISTEMA PORTUALE e RETE INTERMODALE: il FUTURO della TOSCANA COSTIERA di Elena Pozzoli

INCENTIVARE CONCRETAMENTE LO SVILUPPO, L’AMMODERNAMENTO ED IL POTENZIAMENTO DELLA RETE INFRASTRUTTURALE INTERMODALE CONSENTIRÀ LA CRESCITA DEL TESSUTO PRODUTTIVO DELLA TOSCANA COSTIERA

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CONF. LIVORNO E M. CARRARA

LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

N

on si può parlare di infrastrutture della Toscana costiera, senza prescindere da una valutazione sul sistema portuale. E’ l’asset più strategico del territorio e hub prioritario per il sistema manifatturiero regionale. Il potenziamento del sistema portuale toscano, caratterizzato da tre porti di importanza strategica quali quello di Livorno, di Piombino e di Marina di Carrara, deve essere un obiettivo prioritario, dando concreta e rapida attuazione ai progetti che già sono in campo, tra i quali l’investimento più importante è senz’altro quello relativo alla realizzazione dell’espansione a mare del porto di Livorno. Ma la portualità rappresenta solo il terminale di una rete infrastrutturale che manifesta tutta la sua inadeguatezza sia nel collegamento nord-sud, ricordando l’ormai cinquantennale “telenovela” dell’autostrada A12, per la quale, dopo infiniti ripensamenti e interminabili riprogettazioni, si è optato per una riclassificazione della viabilità attuale, sia nei collegamenti est-ovest ovvero quelli tra le aree periferiche della regione ed il centro. Una carenza che ha comportato il delinearsi di sviluppi differenziati dell’economia toscana, con l’acuirsi di un gap profondo tra le aree costiere e la Toscana centrale che ha portato a suo tempo all’elaborazione del Piano Strategico per lo sviluppo della Costa Toscana. Piano certamente interessante, ma che non ha adeguatamente affrontato il nodo infrastrutturale caratterizzato da una connessione ormai sottodimensionata (si pensi alle problematiche di capacità S.G.C. FI-PI-LI) o assolutamente inadeguata (basti considerare il fatto che per andare dalla costa a Firenze si impiega – via ferro e nelle migliori condizioni – quanto serve per andare da Firenze a Roma o a Milano). Per una regione come la Toscana, con una forte propensione alle esportazioni e che storicamente ha visto i propri tassi di crescita fortemente legati all’evoluzione delle esportazioni, la facilità di accesso ai mercati internazionali rappresenta una delle condizioni necessarie per la crescita della competitività regionale in un contesto economico sempre più globalizzato. In questo contesto, il marittimo assicura il collegamento della regione con la dimen-

“IL SISTEMA PORTUALE, UN ASSET STRATEGICO PER LO SVILUPPO DELLA TOSCANA ”

sione internazionale del trasporto merci, volano di crescita e di innovazione. Esempi efficienti ma necessariamente migliorabili di un sistema logistico che assicura competitività all’intero sistema produttivo regionale sono il porto di Livorno e quello di Marina di Carrara. Parliamo dello scalo livornese con Daniele Grifoni, presidente della sezione Logistica e Infrastrutture di Confindustria Livorno Massa Carrara. Dott. Grifoni, anche quest’anno il porto di Livorno si è confermato essere un porto da record? “Il 2018 è stato per il porto di Livorno un anno da traffici record: trentasei milioni di tonnellate di merci che segnano un +8,5 per cento sull’anno precedente. Dato molto importante quello legato all’incremento della movimentazione su ferro delle merci che lo scorso anno ha fatto registrare millenovecentosessantatre treni, per un totale di trentacinquemilaseicentosettanta carri movimentati. Rispetto all’anno precedente i volumi spediti e ricevuti via ferrovia sono aumentati del 14 per cento, considerando sia i carri movimentati che i treni in ingresso-uscita dallo scalo. Per

Daniele Grifoni

il porto livornese il 2018 è stato dunque l’anno dei record registrati nel comparto delle tonnellate movimentate, dei passeggeri imbarcati sui traghetti, dei mezzi rotabili, delle auto nuove sbarcate/imbarcate, ma anche l’anno dei grandi numeri con riferimento al trasporto su ferro”. A seguito dei lavori di dragaggio, sono incrementati ulteriormente i traffici? “Gli interventi che hanno permesso gli aumenti di traffico, soprattutto legati al settore dei containers, sono stati molteplici. In particolare non posso che citare le opere di dragaggio realizzate nel canale di accesso alla Darsena Toscana

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LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

“I COLLEGAMENTI

MARITTIMI SONO UN VOLANO PER IL TRASPORT MERCI E L’EXPORT

con il contestuale allargamento del canale stesso a seguito della riprofilazione della sponda nord”. Quali sono le priorità in termini di infrastrutture necessarie per assicurare la leadership che merita al Sistema Portuale del mar Tirreno settentrionale? “Lungo questo tratto di porto è attualmente in corso un altro lavoro infrastrutturale molto importante: la realizzazione del microtunnel con il quale sarà possibile spostare alcune tubazioni legate alle attività ENI. Questo lavoro, che sta purtroppo subendo dei ritardi, è propedeutico al miglioramento della sicurezza della navigazione nel canale di accesso al porto industriale, fattore che permetterà il mantenimento degli attuali traffici e la potenziale attrazione di nuovi. Eliminare le problematiche strutturali di accesso al nostro scalo è la principale attività da mettere in campo nel mentre si completerà il percorso di realizzazione della Darsena Europa. Buone notizie sul fronte della competitività del nostro scalo arrivano anche dalla ‘cura del ferro’. Il rafforzamento della rete ferroviaria è iniziato con l’inaugurazione della nuova linea elettrificata Livorno Darsena Toscana-Livorno Calambrone, direttamente collegata alla direttrice Tirrenica. Ora l’interesse degli operatori si è spostato sulla realizzazione dello scavalco ferroviario tra porto e interporto, opera che permetterà di configurare le aree di Guasticce come un vero e proprio retroporto, fon-

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damentale nella prospettiva di crescita dei traffici portuali. A completamento di tale opera sarebbe importante anche il collegamento dell’Interporto con la linea Collesalvetti-Pisa. Chiosa finale la merita la realizzazione della Tirrenica. Opera necessaria per collegare la Toscana da nord a sud, migliorando notevolmente la competitività, ma e che da più di un decennio è sul tavolo della

“ANCHE LA RETE

FERROVIARIA GIOCA UN RUOLO STRATEGICO, DA VALORIZZARE

discussione pubblica ed istituzionale”. Anche il porto di Marina di Carrara chiude l’anno trascorso con un incremento complessivo del traffico merci a banchina del 9,5 per cento pari a circa duemilionicinquecentomila tonnellate movimentate. In crescita il traffico contenitori con circa cinquantottomila TEU trasportati nell’anno (+10,6 per cento). Il traffico passeggeri si attesta nell’anno a ventitremilacinquecentotrenta transiti, con un incremento del 32 per cento sul 2017. A sostegno di questi numeri brilla l’azienda Dario Perioli SpA, agenzia marittima e casa di spedizioni nata a La Spezia nel 1908 con circa cento dipendenti nel gruppo, per un fatturato di circa venti milioni annui, senza contare l’apporto di ricavi del terminal di Marina di Carrara, che si attestano intorno ai quattro milioni di euro annui, per una movimentazione merci di seicentomila mila tonnellate e quattordicimila contenitori effettuata dalle trenta persone impiegate nel terminal. Alla guida c’è Michele Giromini, amministratore delegato della Dario Perioli SpA. Dottor Giromini, a seguito dell'aggiudicazione della concessione per un periodo di dieci anni di parte della


LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

“TEMPI CERTI E DEFINITI, LE IMPRESE CHIEDONO CHIAREZZA ”

banchina Chiesa e parte della banchina Taliercio nel porto di Marina di Carrara, come appare il bilancio del primo anno di attività in Toscana? “Il bilancio tracciato è molto buono. Abbiamo centrato tutti gli obbiettivi presentati nel business plan sia sotto il profilo dei volumi movimentati sia sotto quello dell’occupazione. Abbiamo assunto circa trenta risorse e questi risultati ci fanno certamente ben sperare per il futuro”. Avete previsto ulteriori investimenti? “A Marina di Carrara abbiamo previsto un investimento complessivo di sei milioni di euro in dieci anni. Pochi mesi fa abbiamo finalizzato l’acquisizione di due magazzini di duemila metri quadrati, inizialmente non previsti nel piano di sviluppo, al fine di fornire opportunità maggiori ai nostri clienti”. La sua azienda opera sia in Liguria sia in Toscana negli scali che fanno parte del Sistema Portuale del mar Ligure Orientale. Funziona quest’aggregazione? “Sinceramente devo dire di sì. Gli effetti positivi di questa nuova compagine superano quelli negativi. L’Autorità di Sistema sta svolgendo il ruolo di regia in maniera perfetta e si

è sviluppato un ottimo coordinamento, grazie anche alla disponibilità delle istituzioni locali. In realtà il porto di Carrara è molto vicino a quello di La Spezia come logica produttiva”. Il futuro dello scalo apuano sta nel waterfront e nell'ampliamento del porto? “L’obiettivo delle istituzioni è quello di creare a ponente la zona turistica del

“SOLO DALLA COLLABORAZIONE TRA TUTTI GLI ATTORI POSSONO ARRIVARE LE ATTESE RISPOSTE

Michele Giromini

porto e a levante tutta la zona mercantile. Condividiamo il progetto, auspicando che l’attività commerciale non venga sacrificata. E lo dico più per forma che per sostanza. Sono infatti certo che sia da parte dell’amministrazione comunale sia da parte dell’Autorità di Sistema Portuale ci sia l’obiettivo di non ridurre gli spazi commerciali. E’ necessario aumentare i traffici sia mercantili sia crocieristici. Attendiamo, inoltre, ormai da decenni, una razionalizzazione dei procedimenti che garantisca migliore istruttoria degli interventi in tema di infrastrutture poiché qualsiasi investitore ha necessità, anzitutto, di tempi certi e definiti”.

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a cura di MGA Comunicazione

A.M.E Advanced Microwave Engineering Sicurezza attiva nei luoghi di lavoro in real time

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dvanced Microwave Engineering è un’azienda fiorentina che progetta, sviluppa e realizza sistemi intelligenti per la Security & Safety, la logistica e l’automazione, utilizzando sistemi all’avanguardia. Le soluzioni di A.M.E., tutte basate su tecnologia proprietaria, consentono di raggiungere i più alti livelli di sicurezza per il lavoratore, prevenendo gli infortuni. Quest’anno A.M.E. festeggia 20 anni di attività con risultati di tutto rispetto: un fatturato in crescita del 70% nel primo semestre 2019, nuove assunzioni e tanti riconoscimenti dal mercato. Un’azienda che da sempre ha come obiettivo quello di affermare il concetto di SICUREZZA ATTIVA nei luoghi di lavoro. Ovvero consentire, grazie all’integrazione di tecnologie innovative, come l’identificazione automatica attiva, di rilevare e valutare oggettivamente i potenziali pericoli per il lavoratore e intervenire in realtime. La divisione aziendale EGOpro Safety comprende diversi moduli che, attraverso il controllo accessi aziendale, la creazione di aree sicure e i sistemi anticollisione sia per mezzi in movimento sia per macchinari fissi, sono in grado di comporre una soluzione integrata di sicurezza. La caratteristica principale di EGOpro Safety è la flessibilità, che permette al sistema di adattarsi a qualsiasi tipo di ambiente industriale, offrendo soluzioni ottimali rispetto ai bisogni di sicurezza dello specifico contesto operativo. Vediamo nel dettaglio il funzionamento delle soluzioni EGOpro Safety. In primis viene analizzato l’ambiente operativo industriale per indentificare le possibili fonti di pericolo, come ad esempio i veicoli in movimento, i muletti, i carriponte, ma anche i macchinari fissi o aree pericolose. Sulle possibili sorgenti di rischio individuate vengono posizionati degli appositi sensori. I lavoratori vengono dotati di

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TAG Attivo a tripla tecnologia, che ha un’autonomia intrinseca di 3 anni e può essere facilmente integrato con i vari Dispositivi di Protezione Individuale (caschetto, gilet ad alta visibilità). In questo modo, sul luogo di lavoro, si crea un ambiente intelligente dove la presenza dell’operatore in area pericolosa viene segnalata in real-time dal sistema attraverso allarmi visivi e sonori, e protetta con il rallentamento dei macchinari in movimento e il controllo autorizzazione accessi. Inoltre, attraverso il software webbased EGOpro Manager si possono realizzare report specifici e ottenere un’analisi completa degli eventi di interazione operatore/veicolo e veicolo/ veicolo, in modo semplice e intuitivo. Attraverso la storicizzazione e l’elaborazione di questi dati, è possibile studiare il pericolo potenziale e ottimizzare le procedure di sicurezza.

Via Lucca, 50-54 Firenze Tel. 055.73921 info@ameol.it www.ameol.it


a cura di MGA Comunicazione

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Studio Fiorenzi Investigazioni informatiche in azienda

GIFA Antincendio Professionisti per la sicurezza antincendio

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IFA è un’azienda della provincia fiorentina che dal 2007 si occupa di vendita, installazione e manutenzione di prodotti antincendio. “Opero nell’antincendio fin dagli

o Studio Fiorenzi si occupa di perizie informatiche sia nel settore privato che aziendale, da utilizzare in ambito legale. “Il nostro compito - ci spiega il titolare Alessandro Fiorenzi - è quello di raccogliere prove da produrre in un eventuale giudizio. Veniamo incaricati di analizzare e indagare in varie tipologie di casi: il dipendente infedele, pratiche commerciali scorrette, perizie sui contratti di Information Technology”. Il pool di professionisti dello Studio Fiorenzi è esperto di cyber security e opera principalmente analizzando Smartphone, PC e Server spaziando su ogni tipo di sistema operativo. “Occupandoci di computer forensics, mobile forensics e network forensics, siamo chiamati, per esempio, a produrre copie forensi degli smartphone per testare la veridicità di messaggi da utilizzare in cause spinose - prosegue il Dott. Fiorenzi - Dare certezza a prove informa-

tiche è materia complessa che richiede specializzazione, aggiornamento continuo e conoscenze specifiche sulle norme giuridche, in particolare quando si tratta di giuslavoristiche”. Ciò si traduce nella necessità di acquisire competenze in continua evoluzione: “Come consulente informatico forense - conclude Alessandro Fiorenzi - sono iscritto all’albo dei CTU e all’albo dei periti del Tribunale di Firenze. Inoltre sono membro del CLUSIT dal 2001 e del Direttivo dell’Osservatorio Nazionale Informatica Forense. Il nostro studio garantisce un know-how di spessore in tutte le sfaccettature del mondo informatico, sia in ambito di indagini che di perizie. Per ogni tipologia di caso possiamo contare su una rete di professionisti ad hoc che ci aiuta ad affrontare al meglio ogni situazione”.

Anni Novanta e molti sono stati i cambiamenti - spiega il titolare Giovanni Farinelli. Il settore della Sicurezza sul Lavoro in generale, con la L.626/1994 e poi con il d.lgs. 81/2008, ha iniziato a avere maggiore coscienza della propria primaria importanza nel panorama imprenditoriale italiano. Lo stesso mercato dell’antincendio, seppur lentamente e in assenza ancora di un espresso riconoscimento normativo, ha iniziato a domandare tecnici competenti e qualificati. Sarà inevitabile, negli anni avvenire, conferire dignità professionale al manutentore, al pari di molte altre figure tecniche iscritte in albi o elenchi. È chiaro, dunque, che le leggi in materia sono in costante evoluzione e l’aggiornamento professionale continuo è quanto si chiede oggi a un’azienda che punti sulla qualità dei servizi offerti”. GIFA si rivolge

ad una clientela ampia ed eterogenea: dalla grande industria al piccolo artigiano. Chiunque necessiti di soluzioni personalizzate nella fornitura di servizi e presidi antincendio, è un potenziale cliente di GIFA. “Le nostre energie - prosegue poi Giovanni Farinelli – sono rivolte anche alla formazione e informazione, grazie a una consolidata rete di studi tecnici specializzati e alla maturata esperienza nell’organizzazione di convegni ad hoc”. Momenti di confronto e aggiornamento fondamentali, oggi divenuti imprescindibili per l’azienda antincendio e per gli stessi operatori.

Studio Fiorenzi Via Daniele Manin, 50 Sesto Fiorentino (FI) Tel. 055.0351263 Cell. 348.7920172 af@studiofiorenzi.it www.studiofiorenzi.it

GIFA Antincendio Via Osteria Bianca, 108 Empoli (FI) Tel. 0571.81353 gifaantincendio@gmail.com www.gifaantincendio.it Dicembre 2019-Marzo 2020 / IES / 49


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Excibus

Il banchetto è servito, con stile e gusto

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etti un catering che sia non soltanto attento all’apparecchiatura, agli allestimenti e agli addobbi, ma anche alla qualità delle pietanze. Metti un catering privato capace di garantire professionalità nel servizio, certificata con Iso 9001, sinonimo di qualità. Metti l’attenzione al chilometro zero, alla stagionalità e alla regionalità. Tutto questo è Excibus Banqueting & Catering. L’attività, che si trova a Pieve a Nievole (Pt), con il suo staff formato da eccellenti chef e assistenti di sala, propone un servizio di catering e banqueting impeccabile. Un servizio che risponde perfettamente alle diverse esigenze di chi sceglie di affidarsi alla sua esperienza. Matrimoni, feste private, incontri aziendali, rinfreschi e buffet. In qualunque tipo di evento Excibus lascia la sua firma inconfondibile nella cura del dettaglio e nella selezione di piatti di ottima qualità. Lo staff di professionisti che com-

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pone Excibus è in grado di consigliare i clienti in base alle loro esigenze, al tipo di evento da organizzare e alle location scelte. «Per esempio – spiegano i dirigenti di Excibus - per gli amanti della tradizione, il banchetto placé, con i tavoli e i posti assegnati, è la soluzione perfetta. Anche nel campo più classico, Excibus segue l’evoluzione delle abitudini e degli stili di vita. Sono finiti gli anni in cui andavano di moda portate numerose e abbondanti, con tempi di attesa interminabili fra una e l’altra. Excibus si orienta oggi, dunque, verso menù più contenuti, dedicando più spazio, oltre che ai sapori perfetti, anche all’impiattamento sempre più curato e raffinato. Fondamentale, in un’occasione così importante e classica è non perdere di vista la stagione e la località del ricevimento perché tutto sia armonioso e coerente. Inoltre, garantiamo un servizio accurato, grazie al nostro personale di sala, sempre attento a tutte le

esigenze. Molta cura verrà dedicata, oltre che alla bontà dei piatti proposti, anche alla scelta di segnaposti, menù, addobbi floreali, tovaglie e stoviglie. Infine – concludono – pensiamo che per un momento speciale da festeggiare serva certamente un’accurata organizzazione ma va anche detto che a fare la differenza è la capacità di saper trasformare emozioni in momenti magici. E noi in questo senso siamo anche un po’ dei maghi».

Excibus Viale Mimbelli, 33 51018 Pieve a Nievole (PT) Sede operative e showroom Via Donatori del Sangue angolo via Mimbelli 51018 Pieve a Nievole (PT) Tel. 0572.954435 excibus@gmail.com http://excibus.it


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Delca Energy

Combustibili alternativi nell’ottica di un’economia circolare

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elca Energy, nell’applicazione industriale dei princìpi dell’economia circolare, ha realizzato e gestisce, nel comune di Vicopisano (Pi), un innovativo impianto di valorizzazione degli imballaggi plastici. Imballaggi provenienti dai Consorzi di filiera, per la produzione di combustibili alternativi e per il recupero di nuove materie prime da destinare a nuovi utilizzi. Contribuendo così allo sviluppo concreto di un’economia ambientalmente sostenibile. A parlarne sono i due soci dell’azienda, costituita nel 2015, Massimo Saporito e Francesca Taponecco. Cosa caratterizza i combustibili alternativi prodotti da Delca Energy? «I combustibili prodotti sono caratterizzati da elevati parametri qualitativi, ambientali ed energetici (CSS e CSS Combustibile “Delca Energy Fuel” -

Prodotto Registrato al REACH con numero 01-2119939968-13-0009), rappresentando un passo concreto nella transizione verso l’implementazione industriale dell’economia circolare. Attualmente, il suddetto CSS Combustibile, c.d. “Delca Energy Fuel”, rappresenta, nel panorama regionale, l’unico combustibile che ha ottenuto la suddetta Certificazione REACH, in qualità di prodotto conforme ai requisiti del Regolamento Europeo CE 1907. La produzione di combustibili sostenibili e rinnovabili comporta rilevanti vantaggi ambientali in termini di minori emissioni di Co2, ed assume, quindi, un ruolo di effettivo supporto alle attività di valorizzazione delle risorse, in osservanza ai principi della nuova economia Circolare. Secondo un recente studio, la sostituzione dei combustibili fossili con il CSS consentirebbe di evitare 10 milioni di Co2 all’anno e risparmi per oltre 700 milioni di euro».

Quali sono i principali obbiettivi e le novità in cantiere? «Il complesso industriale, certificato EMAS, UNI EN ISO 9001:2015 e UNI EN ISO 14001:2015, si caratterizza, per la propria rilevanza strategica dal punto di vista dell’innovazione ambientale, ponendosi come obiettivo quello di divenire un vero e proprio laboratorio della sostenibilità. Delca Energy ha programmato importanti investimenti. L’obiettivo è quello di generare valore e innovazione per il proprio territorio, creando rilevanti opportunità di occupazione specializzata, attraverso una formazione continua e importanti partnership con Università e Centri di Ricerca Internazionali».

Via Masaccio, 11 56010 Vicopisano (Pi) info@delcaenergy.it www.delcaenergy.it


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Ies Industria e Sviluppo n.3 2019 - La Toscana e la sfida delle tre "i" (infrastrutture)  

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