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CONFINDUSTRIA TOSCANA SUD

LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

N

on c'è crescita economica senza sviluppo tecnologico. L'innovazione delle aziende è ormai conditio sine qua non per una prospettiva di sviluppo futuro. Il che significa digitalizzazione, intelligenza artificiale, infrastrutture adeguate ma anche una formazione appropriata, rapporti con le Università, scambio e confronto fra imprese, perché restare piccoli e isolati è un limite enorme. Sono questi alcuni degli spunti e delle riflessioni che emergono nella doppia intervista che abbiamo condotto a due imprenditori toscani, entrambi di Arezzo, Gianfranco Cutini, amministratore di Byte Elaborazioni srl, che si occupa di soluzioni informatiche su misura, e Giuseppe Bistoni, da due anni e mezzo presidente della Sezione Terziario di Confindustria Toscana Sud e CEO di Lascaux, società di prodotti e consulenza informatica. "Sono due i fattori critici quando si parla di innovazione – è la premessa di Giuseppe Bistoni –: la formazione del capitale umano e l’adozione di un modello aperto, la cosiddetta Open Innovation. Per anni scuole e famiglie hanno orientato i giovani verso studi umanistici ed oggi ci troviamo senza ingegneri capaci di guidare la trasformazione digitale in corso. I pochi che si trovano sono contesi ed è difficile mantenerli nel nostro territorio; ancora più difficile attrarre talenti esterni. Spesso gli investimenti fatti nei processi di assunzione sono vanificati da alto turnover. Quindi poca sintonia fra scuola e mercato del lavoro, che va ritrovata”. Come? "Noi in Lascaux crediamo nei rapporti con le Università, con le quali collaboriamo costantemente per progetti di R&S. In particolare, sosteniamo il Polo Universitario Aretino che, in collaborazione con il Politecnico di Milano, su iniziativa del professor Biggeri, per otto anni presidente dell'Istat, – spiega ancora il CEO di Lascaux – ha istituito ad Arezzo un corso triennale di Ingegneria Informatica. Al corso sono iscritti oltre 70 studenti di cui 25 al primo anno, un trend in forte crescita. I risultati iniziano ad arrivare: i primi laureati, le prime assunzioni. La Sezione che presiedo è molto impegnata in questo progetto, grazie anche al sostegno dell’Associa-

Gianfranco Cutini

zione Industriali, socio fondatore della Fondazione Polo Universitario, che mi ha nominato consigliere. Contiamo molto nella vicinanza delle imprese del territorio; l’obiettivo della Fondazione è formare risorse con competenze digitali pronte a colmare quel gap sul capitale umano che ci pone tra gli ultimi posti in Europa”. Fin qui il primo tema. Il secondo è l'open innovation. "Su questo spingo molto in Associazione, anche se ancora con scarso successo – argomenta Bi-

“ SCUOLA E MERCATO

DEL LAVORO: SERVE UNA NUOVA SINTONIA

Giuseppe Bistoni

stoni –. Innovare soltanto con idee e risorse interne non basta. Molte aziende di successo hanno sperimentato l’innovazione aperta quale nuovo approccio strategico e culturale, favorendo lo sviluppo di idee, soluzioni, strumenti e competenze tecniche provenienti dall’esterno. La globalizzazione ha tra i suoi effetti collaterali l’abbattimento del ciclo vita dei prodotti e quindi è sempre più oneroso e rischioso investire da soli. Nell’era della digital transformation è necessario che il fornitore diventi un partner, coinvolgerlo nelle fasi iniziali del processo di innovazione, così come il cliente, spesso molto più digitale di quello che si possa credere. Nella nostra azienda stiamo sperimentando con successo azioni di Design Thinking proponendo ai nostri clienti sessioni di sprint creativo

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Ies Industria e Sviluppo n.2 2019 - La Toscana e la sfida delle tre "i" (innovazione)  

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