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CONFINDUSTRIA FIRENZE

LA TOSCANA e la sfida delle tre "i" I Cover Story

A

deguati strumenti finanziari e formazione professionale sono due leve essenziali per sostenere l’innovazione. Ma sono anche tra i principali responsabili di un’evoluzione a metà delle imprese toscane, che solo in parte in questi anni hanno saputo sviluppare i propri processi produttivi guardando a una crescita tecnologica. Leve poco utilizzate, soprattutto dalle piccole imprese, che per mancanza di capitali spesso stentano a investire, non in grado di attrarre risorse dall’esterno e preoccupate che un dispendio di energia possa costare caro in caso poi non si ottengano i risultati sperati. L’altro aspetto determinante, la formazione, è legato a un sistema che a sua volta non ha saputo evolversi indirizzando i giovani verso quelle che sono le esigenze della nuova impresa. È un’analisi delle criticità legate a questi due fattori quella intessuta assieme a Matteo Grossi, presidente della Sezione Servizi innovativi e tecnologici di Confindustria Firenze, a cui abbiamo chiesto di fare il punto della situazione. “La Toscana è una regione a macchia di leopardo per quanto riguarda l’innovazione e ciò dipende molto da una mancata adozione dei giusti strumenti

“IN TOSCANA,

L’INNOVAZIONE SOFFRE DELLA MANCANZA DEI GIUSTI STRUMENTI FINANZIARI

finanziari. Ci sono settori trainanti che riescono a stare al passo, come la meccanica di precisione o la pelletteria, grazie anche alla presenza di grandi imprese che alimentano una specie di catena virtuosa, coinvolgendo le realtà minori in un percorso di crescita e aggiornamento costante; in altri casi si avverte un certo ritardo”. Un esempio importante quello della metalmeccanica, che nel fiorentino conta 2200 imprese per più di 24mila addetti (il 28 per cento degli addetti del manifatturiero), con oltre 3 miliardi di euro di valore delle esportazioni, che su scala regionale arriva a 20 miliardi di fatturato, per 75mila occupati. L’altra carta vincente, o in caso opposto l’anello debole, risulta spesso la formazione degli addetti. “Non è una novità

Matteo Grossi

l’esistenza di un problema formativo complesso, che ad oggi non siamo riusciti se non in parte a risolvere. Partendo dalla constatazione che l’Information Technology fa da traino allo sviluppo economico, si registra una difficoltà nella formazione dei nostri giovani, che devono essere preparati in modo adeguato. Questo fa sì che non si trovino sul

“L’IT FA DA TRAINO

ALLO SVILUPPO ECONOMICO, MA MANCA PERSONALE PREPARATO

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Ies Industria e Sviluppo n.2 2019 - La Toscana e la sfida delle tre "i" (innovazione)  

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