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cover photograph_Ilvio Gallo


In dust we trust

Quando la tecnologia riduce al minimo i passaggi della catena produttiva. Quando fra l’idea e l’oggetto il passo è breve. Quando la vena inventiva non deve sottomettersi alle leggi delle grandi serie. Allora è un gran bel giorno per la creatività e il design.

When technology reduces to a minimum the steps of the production process. When the distance between thought and object is whittled down. When creative inspiration need no longer be dependant on the perverse laws of large scale marketing. That will be a great day for creativity and design.

Giuliano Corti


In dust we trust

Primo atto Il designer seguendo il filo della propria idea crea un file 3D. Scava con il mouse nei segreti della forma immaginata. Accompagna alla tastiera le fughe del progetto. Visualizza, consolida, corregge le curve e gli spessori. Controlla, ingrandisce, spazializza. Ridimensiona e ottimizza il documento in assoluta autonomia. Poi, quando tutte le valenze formali raggiungono il risultato desiderato, un semplice clic salva gli algoritmi di un oggetto in potenza ormai già fatto. Secondo atto Un tecnico di OneOff controlla che la matematica funzioni, valuta che tutti i parametri siano coerenti, verifica che l’oggetto virtuale sia ben fatto, un po’ come fa l’esperto della fornace quando soppesa l’anfora o il coppo prima di consegnarlo al fuoco che consolida. Start! Un braccio digitale, seguendo alla lettera le istruzioni del file, consolida uno strato decimale di polvere di gesso con un microgetto d’acqua che scivola lungo le linee di forma indicate dal computer di bordo. A poco a poco, decimo dopo decimo, l’oggetto cresce e la materia, nobilitata dall’ingegno, prende corpo tra la polvere che l’avvolge, come effimera matrice. Così, nel tempo geologico, il vento frattale e le intemperie conformano le rocce sedimentarie. Così l’archeologo discopre le tracce di civiltà sepolte sotto la sabbia. Così Pompei tornò alla luce dopo secoli di riposo sotto le ceneri. Così dalla polvere nasce un vero oggetto, concreto solido, formalmente esatto, voluto e temperato, pronto per essere acquistato e utilizzato. Terzo atto La matrice di tutte le forme possibili viene aperta. La forza di gravità e le setole spolverano il superfluo ed ecco che, dentro la polvere, la cosa appare come un cuore ben formato. Basta una finitura, un tocco finale e la virtualità diventa realtà. Cosa fatta; pronta per l’uso. Quarto atto Un desiderio d’acquisto dà impulso alla voglia di possesso. Lo guarda e lo vuole. E’ unico, ma la serie è potenzialmente infinita. E in più presenta un grosso vantaggio. I quantitativi non devono essere calcolati a priori. Le copie saranno tante quante sono i desideri d’acquisto e per avere un pezzo unico, irripetibile, basterà cancellare il file. Copie numerate, prove d’artista, tirature limitate. La logica del collezionismo d’arte è già impostata. Una tale libertà creativa è rintracciabile solo in alcuni mestieri tradizionale dove l’artigianato è arte. L’intagliatore, il vasaio, l’orafo, il soffiatore di vetro, il ceramista, il fabbro, l’incisore. La tecnologia digitale ripropone la logica artistica in cui solo il creatore decide, in perfetta autonomia, se il risultato è all’altezza, dichiarandosi soddisfatto o insoddisfatto, senza sottostare alla complessa retorica dei processi industriali. Così si ristabilisce quella centralità del processo produttivo in cui l’autore si assume la responsabilità dell’opera senza smarrire l’anima nel complesso labirinto delle mansioni aziendali: frammentate, guidate da logiche perverse, spesso irrazionali, e dominate dal terrore dei numeri.

Giuliano Corti


In dust we trust

First act The designer, following his own personal train of thought comes up with a 3D file. He bores with his mouse into the hidden mysteries of the imagined form. Using his keyboard he accompanies the projects’ perspective angles. He visualises, consolidates, rectifies contours and thickness. He double checks, enlarges, adds the third dimension. Then reduces and perfects the document in total freedom. And when all the formal values add up to the desired result, a simple click saves all the algorithms of a potential object that is to all intents and purposes made. Second act A OneOff technician checks all the mathematical functions, verifies that all parameters are consistent, makes sure that the virtual object is well made, much like the kiln expert who weighs up a jar before committing it to the hardening fire. Start! A digital arm, carrying out the files’ instructions to the letter, begins consolidating a fractional layer of chalk powder with a micro fine jet of water that slides over the contours identified by the onboard computer. Layer by layer, tenth by tenth, the object grows and the substance, ennobled by the genius of man, gradually takes shape within the powder that envelopes it, like an ephemeral matrix. So, just like with geological time, where fractal wind and bad weather shape the sedimentary rock. Just as the archaeologist discovers the traces of civilisation buried beneath the sand. Just as Pompei came back to light after centuries of resting beneath the ashes. So out of the dust grows a real object, solid, concrete, formally perfect, willed and tempered, ready to be bought or used. Third act The matrix of all possible shapes is cracked open. The force of gravity and the bristles brush off the excess and lo, amid the dust, the thing appears, like a fully developed heart. All that is required are the finishing touches and what was virtual is now real. A finished object, ready for use.. Fourth act A desire to purchase sparks the need for ownership. Seeing it is wanting it. It is unique, but the series is potentially infinite. And there is one other great advantage. The numbers need not be calculated in advance There will only be copies to match the number of potential owners, and to create a unique, one-off piece, one just has to erase the file. Numbered copies, artist mock ups, limited editions. The object is already imbued with the essence of the collector’s item. Such creative freedom can only be found in a few traditional crafts, where the craft itself is the art. The carver, the potter, the goldsmith, the glass-blower, the ceramist, the blacksmith, the engraver. Digital technology revives the artistic stance whereby only the creator decides, of his own accord, whether the outcome is of an acceptable quality, by his or her satisfaction or dissatisfaction, without having to submit to the complex rhetoric of industrial processes. Thus the central role of the production process is re-established. The creator takes full responsibility for the work without losing his soul in the complex maze of company guidelines: that are fragmentary, often determined by perverse criteria, irrational and dominated by the fear of numbers.

Giuliano Corti


La collezione

La forza di questa iniziativa portata avanti da 20 giovani designer e da Oneoff sta proprio in questa libertà dai vincoli industriali o anche manifatturieri rispetto alla forma. Così sono nati gli oggetti della collezione In dust we trust. Quaranta oggetti d’uso che risuonano come le prime 40 parole di un nuovo lessico della forma che, nel tempo, potrà raccontare l’originalità, la poesia, la funzione, la stravaganza, l’azzardo, ma anche la semplicità, la dolcezza, il candore di oggetti che vengono alla luce senza i sensi di colpa che il mercato delle grandi e piccole serie impone. Uno e basta. Oppure centomila a tempo costante, un tempo umano, individuale. Libero dai vincoli della produttività l’oggetto torna ad avere una relazione personale non solo con il suo autore, ma anche con chi vuole godere delle sue grazie. Io e l’oggetto dice l’autore. Io e l’oggetto può dire il compratore vantando quella unicità di relazione che solo i pezzi unici hanno; dentro la polvere dove la materia si anima e prende forma. Un progetto vero perché getta avanti idee e coraggio. Una bella sorpresa. Un’iniziativa che guarda lontano.

The strength of this venture promoted by 20 young designers in collaboration with Oneoff lies in its freedom from industrial or even production constraints with regard to form. This is how the objects on show in In dust we trust were created. Forty practical objects that resonate like the first 40 words of a new formal vocabulary which, over time, may point to the originality, the poetry, the function, the extravagance, the risk but also of the simplicity, the sweetness and the purity of objects that come to light without the guilty feelings that the marketing of large and small series carry with them. One and that’s all. Or one hundred thousand in a given time, a very human, personal time. Free from production constraints, the object can once again entertain a personal relationship not only with its creator, but also with whoever wishes to enjoy its graces. Me and the object the designer says. While the buyer can also say me and the object, boasting the unique relationship that only unique pieces can establish; within the dust where matter comes to life and takes shape. A true project because it is fuelled by ideas and courage. A nice surprise. A venture that looks ahead, into the future.

Giuliano Corti


Touch design _ Tim Boyce

Applique a muro double face. Lettere Braille esteriormente, caratteri alfabetici internamente. Quando la lampada è spenta si vede solo il Braille. Una volta accesa la lampada, la parete interna diventa visibile e il significato della superficie esterna acquista il suo senso. Double textured wall lamp. Braille letters on the outside, written letters on the inside. When the lamp is switched off only the Braille is visible. Once the lamp is switched on the inside texture is visible and the meaning of the outside texture is explained.


0’s and X’s design _ Tim Boyce

Semplice lampada da tavolo a scatola che si diverte con il vuoto e il pieno per produrre un interessante gioco di luci ed ombre. Simple Box table lamp that plays with surface shape and holes to produce interesting light and shadow.


Print design _ Will Carey

Micro superfici creano nuovi effetti con la luce delle candele. L’oggetto è una lanterna rotondeggiante perfettamente liscia. Quando la superficie dello spessore di un guscio d’uovo viene attraversata dalla luce della candela, rivela il disegno stampato sulla sua superficie. La tattilità e la bellezza materiale dell’oggetto creano un modo più romantico per apprezzare la sensualità della luce, quando, la civiltà moderna sembra dimenticare le antiche nuances che essa può creare. Print uses micro fine surfaces to create new effects with candlelight. This object is a perfectly smooth rounded lantern. The eggshell thin surface becomes illuminated by candlelight and appears to have a pattern printed onto its surface as the light passes through its shell. The tactile quality and material beauty of this object creates a more romantic way to enjoy the sensuality of light. When at times modern civilisation seems to forget the past nuances that light can create.


Reading lamp design _ Will Carey, Natasha Chetiyawardana & Stijn Ossevoort

Una lampada per chi legge a letto. Prendendo il libro si illumina. Prima di addormentarsi, appoggiando il libro la luce si spegne. Si crea cosĂŹ una nuova relazione con la luce e un semplice rituale che accompagna ai sogni. A bedside light for those that read in bed. Picking your book up switches the light on. When you are ready to sleep and put the book down, the light turns off. This intuition creates a new method of interaction and humor to the bedside light and a simple bedtime ritual.


Chapeaux pour vase design _ Guillaume Delvigne

Vasi composti di un unico contenitore in vetro e dalla loro famiglia di accessori in gesso. Vases made of a unique glass container and its family of plaster accessories.


72dpi_144dpi_300dpi design _ Guillaume Delvigne

Un’ unica lampada rappresentata in 3 “pixellizzazioni”, che variano da alta a bassa risoluzione. A single lamp represented in 3 “pixelisations”, from high to low resolution.


Hula hoop design _ Cristiana Giopato

Serie di elementi impilabili, che una volta sovrapposti vanno a rivestire la classica bottiglia di vino rosso rimasta vuota. La bottiglia diventa quindi un vaso monofiore, donandole una nuova veste e un nuovo uso. Gli elementi sono tra loro diversi in modo che ruotandoli e invertendone la posizione reciproca si dĂ , ogni volta, una nuova fisionomia al vaso. A series of stackable elements, that once stacked may be used to encompass an empty wine bottle. The bottle thus becomes a one flower vase, providing it with a new guise and a new use. The elements are different in shape and by rotating them or changing the order one can change the vases appearance time and time again.


NoPully design _ Cristiana Giopato & Christopher Coombes

La lampada gioca con l’idea del contrappeso. La sfera illuminata si bilancia con le due “biglie”, fissate all’estremità opposta del cavo. Incontro e scontro tra il materiale leggero del gesso lavorato e la solidità del cavo che le sostiene. The lamp plays with the idea of counterbalance. The lit sphere is balanced by 2 “marbles”, fixed at the opposite end of the cable. Combining and colliding the lightness of the plaster material and the solidity of the cable that supports it.


Antarctica design _ Jim Hannon-Tan

Immaginate il pianeta terra come un globo di 1 metro di diametro, sottraete tutti gli oceani e i continenti eccetto quello alla base e vi ritrovate con Antartica, versione piatto, in scala 1:12,756,320. Imagine planet earth as a 1 metre diameter globe, now subtract all of the continents and oceans except for the one at the bottom, and you are left with Antarctica, as a dish, at scale 1:12,756,320.


Moneybowl design _ Jim Hannon-Tan

Entrate in casa, gettate gli spiccioli e le chiavi nel Moneybowl e magari piÚ tardi mentre distrattamente telefonate, potete infilare qualche monetina nella fessura per i giorni bui. Walk in the front door, throw your keys and any loose change into the moneybowl, and maybe later on when you’re distractedly talking on the phone, slide some of those coins in the slot for a rainy day.


Wireless

Speakers

design _ Nils Sveje & Kyoko Inoda

Altoparlanti ricaricabili di alta gamma, adatti per estetica, utilizzo e funzione ad uno stile di vita moderno; riproducono i suoni di ogni lettore musicale (portatile, stereo, computer...) quando e dove volete. High end rechargeable speakers, with a look, performance and ease of use in tune with a modern lifestyle, compatible with all kinds of musical devices (portable, stereo, computer...) whenever and wherever you want.


MeccA design _ Zoran Jedrejcic

MeccA nasce dall’esigenza ei Verificare le applicazioni del processo “rapid prototyping” nel campo dell’illuminazione. Il risultato e’ un sistema di lampade a sospensione, da tavolo o applique dalla forma cubica. un oggetto di estrema semplicita’ che contemporaneamente incornicia ed esplode la luce in maniera soffusa. l’effetto e’ reso dalla presenza di motivi tipici dell’arte islamica che, in corrispondenza delle varie facce, giocano con i raggi luminosi filtrandoli dolcemente. MeccA was born out of the need to verify the possibilities offered by “rapid prototyping” process in the field of lighting. The result is a series of cube shaped hanging, table and wall lamps. An extremely simple object that both frames and projects the light in a diffuse way. The effect is achieved through the use of a series of motifs typical of Islamic art, related to each side of the cube. These interfere with the light rays, softly filtering the light glow.


Working Cup 01 & 02 design _ Johannes Klein

Non utilizzate piÚ le vostre tazze per riporre penne, matite e i piccoli oggetti di cancelleria! La Working cup è un deposito per tutti gli oggetti sulla scrivania. Stop using your coffeecups to store pens, pencils and other office gadgets! The working-cup acts as a container for all desktop items.


Superpiatto design _ Johannes Klein

Un raccoglitore per tutti gli oggetti quotidianamente sparpagliati sulla scrivania... A storage unit for all the things you have scattered on your desktop‌


Globo design _ Alexander Loehr

Il progetto unisce 3 sfere come raccoglitori di penne, lettere, graffette, elastici. Questi elementi esterni completano il prodotto conferendo stabilitĂ  e funzionalitĂ . The project is an object made up of 3 spheres used to hold pens, letters, paper clips, rubber bands, etc. Such external objects complete the product by giving it stability and function.


“Lord, blow the moon out please” design _ Richard H. Mills

Ventilatore da tavolo... A tabletop fan... “Bed is too small for my tiredness Give me a hilltop with trees Tuck a cloud up under my chin Lord, blow the moon out-please!”


Detroit design _ Christopher Coombes

Una cassettiera dove ogni cassetto lotta per il suo spazio, scorre nella direzione che preferisce, e convive tranquillamente con un “caos strutturale”. A set of drawers where each drawer fights for its own space, moves in its own direction, and manages to cope within a “structural nightmare”.


Diamond

Democracy design _ Apostolos Porsanidis

Anelli di diamante che realizzano i sogni di ognuno. Il gadget per ricchi accessibile a tutti. Il Diamante Democratico. Diamond rings that fulfil everyone’s dreams. A rich man’s gadget accessible to everyone. Diamond Democracy.


Stratum design _ Tomas Ortiz Ferrer & Maria Elena Martinez Fayo

Una sfera, dentro un’altra… Un vuoto accanto a un’altro...e la luce che sfugge... Sphere inside a sphere, a hole beside a hole, and the light escapes....


Doradilla design _ Jorge Najera

Doradilla è una scultura vivente che rimarrà “siempre viva” fino al giorno in cui incontrerà l’acqua. Quel giorno si scioglierà, per non tornare più. E’ fatta con il comando “Revolve Shape” in cui, dopo ogni giro di 360°, la sua sezione si riduce per stare all’interno della sezione del giro precedente. Doradilla is a living sculpture that will always be alive until the day it will find water, that day it will melt and never come back. It is made with the Revolve Shape Command which means that, after each 360° revolution, it’s cross-section is reduced to fit inside the section created with the previous revolution.


Jeannette & Jacquette design _ Ionna Vautrin

Porta frutta sul suo centrino integrato. Fruit bowl on its self-contained doily.


Pour ma retraite... design _ Ionna Vautrin

Salvadanaio pronto all’apertura grazie alla sua zona pre tagliata. Easily opened Piggy bank thanks to its pre-cut area.


Mikado Vaso design _ Cynthia Viale

Istantanea di un vaso. L’immobilità al di là del movimento. (vaso semplice su fitto intreccio di aste). Snapshot of a vase. Restfulness beyond movement. (simple shape vase supported by interlacing rods).


Layer Lamp design _ Cynthia Viale

Lampada monoblocco da tavolo con diffusore girevole incorporato. One piece table lamp with swivelling incorporated light source.


White

Satellites

design _ Dunja Weber

“La rivoluzione di una sezione attorno ad un asse crea un anello. Tre anelli formano una sfera, le sfere si intrecciano, ventun sfere intrecciate divengono gioielli. Ho disegnato una formula piuttosto che un singolo oggetto. Questa formula permette di creare nuovi gioielli ogni volta che modifico la sezione dell’anello.” “The revolution of a section around an axis creates a ring. Three rings form a sphere, the spheres interfere, twenty-one interfering spheres become jewellery. I have designed a formula rather than a single object. This formula creates new jewellery each time I modify the ring’s section.”


2ma/-2ma design _ Giordano Redaelli

“2ma/-2ma” è una proposta di packaging “once only” per gioielli o piccoli regali in genere. L’oggetto regalo viene custodito nei gusci centrali del fiore, inserito direttamente durante il processo di fabbricazione del packaging. I petali vengono “sfogliati” liberando le due emisfere in cui è racchiuso il regalo. “2ma/-2ma” is a “once only” form of packaging ideal for jewellery or small gifts. The gift package is couched in the flower’s central pod directly during the packaging manufacture.The petals can then be “plucked away” freeing the two hemispheres in which the gift is housed.


4,9 megabytes design _ Samuele Sannia

Vuole comunicare la relazione tra virtuale e reale, per cui un oggetto con un origine di estrema complessitĂ  artigianale viene prodotto in poche ore, divenendo una entitĂ  quasi misteriosa. Intended to communicated the relationship between real and virtual, where an extremely complicated craft object is produced in a few hours, imbuing it with an almost mysterious essence.


all still life photographs_Ilvio Gallo


1. Zoran Jedrejcic _ 2. Carlo Romagnolo _ 3. Tim Boyce _ 4. Tomas Ortiz Ferrer _ 5. Jim Hannon-Tan _ 6. Maurizio Meroni _ 7. Guillaume Delvigne _ 8. Alexander Loehr 9. Kyoko Inoda _ 10. Will Carey _ 11. Christopher Coombes _ 12. Nils Sveje _ 13. Johannes Klein _ 14. Dunja Weber _ 15. Maria Elena Martinez Fayo _ 16. Costanza Calvetti _ 17. Apostolos Porsanidis _ 18. Giordano Redaelli _ 19. Cynthia Viale _ 20. Jorge Najera _ 21. Nadia Biavaschi _ 22. Roberta Grisotti _ 23. Ionna Vautrin _ 24. Cristiana Giopato _ 25. Samuel Serrau _ 26. Samuele Sannia


Il gruppo

Una persona chiama altre due diventano tre più, un gruppo con diversita’di cultura ed altruismo si creano unioni sinergie si elaborano visioni idee si aggiunge tecnica arte si fa creatività poesia nascono gli oggetti individui si forma un universo una mostra si sceglie e si pensa una collezione. Il tempo scorre inizia il lavoro il movimento l’ordine il caos l’azione e l’urgenza e tutto diviene reale il tempo avvicina l’evento nasce la complicità la diffidenza la certezza il fatto l’inizio l’aspettativa è il punto di partenza... alla fine resteranno i ricordi.

Tomas Ortiz Ferrer

One person calls two others they become three more, a group with cultural differences, good-will unions are formed synergies visions are elaborated ideas technicality added art creative process poetry objects emerge individuals a universe is created a show a collection.

Time passes work begins movement order chaos action urgency it all becomes real time brings the event closer complicity appears diffidence certainty the fact the beginning the expectations the starting point... and in the end just memories.


prodotti di produzione di massa. Attualmente lavora con Sebastian Bergne a Bologna. E’ uno degli organizzatori della mostra “In dust we trust”. Born in Bristol on the 17th of May 1979, he attends Peter Symond’s College at Winchester, Great Britain and subsequently graduates in Industrial Design at the Brunel University of London. In September of the same year he moves to Milan where he begins collaborating with the Sowden Design Studio, producing a large range of projects relating to furnishing materials and mass production goods. He is currently working for Sebastian Bergne in Bologna. He is one of the organizers of the show “In Dust We Trust”.

Guillaume

I designer

Cristiana Tim

Boyce

Nato in Inghilterra nel 1979, studia Design Industriale presso la Brunel University di Londra, dove si laurea nel 2001. Inizia a lavorare per Alstom Power generation sull’analisi strutturale come parte del procedimento progettuale di una stazione di turbine a gas di alta tecnologia. Alla fine del 2002, si trasferisce a Milano, attratto dalla prestigiosa industria del design. Da allora collabora con Clare Etien Snc e ha sviluppato una vasta gamma di oggetti d’arredo e accessori per la cucina. Born in England in 1979, Tim studied Industrial Design at Brunel University London, where he graduated in 2001. After completing his degree he worked for Alstom Power Generation where he was employed on a one years contract working on structural analysis as part of the design process in an advanced gas turbine field. Then at the end of 2002 Tim moved to Milan, lured by it’s successful design industry. Shortly afterwards he started at Clare.Etien Snc were he has been working on a range of objects from furniture to kitchenware.

Will

Carey

Will ha lavorato per Universal Design Studio e Barner Osgerby London. Dopo essersi laureato al Central St. Martins College of Art and Design di Londra, ha ricevuto un riconoscimento internazionale e dei premi per la linea di illuminazione disegnata con Ossevoort & Chetiyawardana all’interno del SeenTheLight Exhibition nel 2003. Attualmente collabora a Milano con Studio & Partners, sviluppando la sua passione per il design interattivo. Will has worked for Universal Design Studio and Barber Osgerby London. Having graduated from Central St Martin’s College of Art and Design London he has received international recognition and awards for the lighting range designed with Ossevoort & Chetiyawardana as part of the SeenTheLight exhibition 2003 (Short listed OXO Peugeot Design awards 2003 and winner of One Year On prize at New Designers London). He is now pursuing a career in Milan collaborating with Studio & Partners and developing his passion for interaction design.

Natasha

Chetiyawardana

Natasha ha vinto il premio New Designer of the Year alla mostra dei nuovi designer nel 2002 e da allora ha lavorato come free-lance, collaborando con Carey e Ossevoort alla linea di illuminazione disegnata per SeenTheLight. Attualmente continua a lavorare per top brand mondiali, come The Chocolate Society, Karim Rashid e The Apartment. Vive a New York. Natasha won New Designer of the Year at New Designers exhibition in 2002 and has been working as a freelance designer since then and collaborating with Carey and Ossevoort on the award winning collection SeenTheLight. She is continuing to design for the worlds top brands, working with names such as The Chocolate Society, Karim Rashid and The Apartment. She is currently based in New York City.

Christopher

Coombes

Nato a Bristol il 17 Maggio 1979, frequenta il liceo al Peter Symonds’ College di Winchester, Gran Bretagna e successivamente consegue la laurea in Industrial Design Presso la Brunel University di Londra. Nel Settembre dello stesso anno si trasferisce a Milano dove inizia la collaborazione presso lo Studio Sowden Design, realizzando una ampia serie di progetti relativi a complementi di arredo e

Delvigne

Nato in Francia nel 1979, Guillaume Delvigne studia Industrial Design presso l’Ecole de design Nantes Atlantique e si laurea nel 2002, intervallando con un periodo alla Facoltà di Disegno Industriale del Politecnico di Milano. Dal 2002 si trasferisce a Milano dove inizia la collaborazione con George J. Sowden, disegnando oggetti di produzione di serie. E’ uno degli organizzatori della mostra “In dust we trust”. Born in France in 1979, Guillaume Delvigne studied industrial design at l’Ecole de Design Nantes Atlantique, and at the Industrial Design Politecnico di Milano. Graduated in 2002, he went to live in Milan where he currenlty collaborates with George J. Sowden, designing consumer products for mass production. He is one of the organizers of the show “In Dust We Trust”.

Giopato

Nata a Treviso nel 1978, consegue il titolo di maturità classica e successivamente si laurea in Disegno Industriale al Politecnico di Milano nel 2002. Durante il periodo universitario studia per un anno alla Brunel University di Londra, fa uno stage presso lo studio Hasuike e collabora con lo studio dell’Arch.Plazzogna di Treviso. Dal 2003 è assistente presso lo studio dell’Arch. Patricia Urquiola. Born in Treviso in 1978, having attained her high school diploma in classics moved to Milan to continue her studies at the Industrial Design Polytechnic where she graduates in 2002. During her university career she spent one year at the Brunel University in London, worked as an intern with the Hasuike studio and collaborated with the Architectural Studio Plazzogna of Treviso. Since 2003 she is assistant at the Studio of the Arch. Patricia Urquiola.

Jim

Hannon_Tan

Nato a Santiago di Compostela, Spagna nel 1975, si trasferisce in tenera età in Australia, dove subisce l’influenza di un contesto culturale eterogeneo. Si confronta per la prima volta con il CAD/CAM design all’Università di RMIT, dove si laurea nel 1999. Una fruttuosa collaborazione con il Melbourne Movement diede vita nel 2001 ad una mostra per il Salone Satellite. Dopo una fruttuosa collaborazione con Jozeph Forakis Design, Jim è tornato in Australia e attualmente è un associato della “Jam Factory” ad Adelaide, dove lavora su nuovi progetti. Born in Santiagoz de Compostela / Spain in 1975. Jim moved to Australia at an early age, where he was exposed to a wealth of multicultural influences. He first experimented with CAD/CAM design at RMIT University, graduating from Industrial Design in 1999. A fruitful involvement with Melbourne Movement cumulated in a 2001 Salone Satellite exhibition. After a valuable collaboration with Jozeph Forakis Design, Jim came back to Australia and is currently an associate at the Jam Factory in Adelaide where he develops new work.

Kyoko

Inoda

Nata ad Osaka, Giappone, nel 1971, studia all’Istituto Superiore di Architettura e Design a Milano, dal 1996 al 1998. Lavora come free-lance a Milano dal 1998 al 2000 e a Copenhagen dal 2000 al 2003, quando decide di ritornare a Milano. Born in Osaka, Japan 1971. Istituto Superiore Architettura e Design, Milan 1996-1998. Freelance, Milan based 1998-2000. Freelance, Copenhagen based 2000-2003. Back to Milan based 2003.

Zoran

Jedrecic

Zoran Jedrejcic, croato. Ha studiato fra la Croazia e l’Italia, dove nel 1998 ha conseguito la laurea in Industrial Design. Fra le esperienze professionali più significative, la collaborazione per la Fiat e l’Alfa Romeo e la partecipazione al concorso “Boeing BBJ” coordinato da Paolo Deganello. In qualità di libero professionista ha progettato per l’azienda olandese “PHPC”, per “Guy la roche, e per l’azienda giapponese “Yos Collection”. Nel 1999 è stato assistente di Hiroshi Morishimae e dal 2000 è coinvolto nel progetto “Sub-Art”, un museo sperimentale di arte sottomarina con sede in Croazia. Da quattro anni fa parte dello studio “Sottsass Associati” dove segue i progetti di design. Zoran Jedrejcic, Croatian. Studied in Croatia and Italy, where in 1998 he graduated in Industrial Design. Among his most significant professional experiences stand his collaboration with Fiat and Alfa Romeo and his participation in the “Boeing BBJ” award coordinated by Paolo Deganello. As a freelance professional he has designed for the Dutch company “PHPC” ,


for “Guy Laroche” and for the Japanese company “Yos Collection”. In 1999 he worked as assistant for Hiroshi Morishim and Since 2000 he has been involved in the “Sub-Art” project, an experimental underwater museum located in Croatia. For the past four years he has been a part of the “Sottsasss Associati” studio where he supervises the design projects.

in new technologies and on using materials, techniques and technologies found in other areas of production. He is keen on technological artificiality and pretence. He describes his design approach as follows: “…I love dynamism understood as the ability to be multifunctional; I pursue magical and surprising performances, for me designing means… amazing myself every time...”

Johannes

Tomas

Klein

Nato a Karlsruhe, in Germania, nel 1972, vive e lavora a Milano. Dopo un apprendistato nell’industria del mobile studia Design all’Università di Scienze Applicate di Postdam e al Politecnico di Milano. Tra le sue esperienze spiccano la partecipazione al progetto “DIM – The Imaginary Manufactury” e l’attività svolta come disegnatore per lo studio Voght + Weizenegger. Attualmente sta lavorando come designer free-lance per lo studio Terry Pecora. Born in Karlsruhe / Germany in 1972, he now lives and works in Milano. After an apprenticeship as a furniture maker he studied Design at the University of Applied Sciences Potsdam and at the Politecnico of Milano. As a designer his most notable experiences are his participation in the “DIM - The Imaginary Manufactury” project and his work as draftsmen for studio Vogt + Weizenegger, Berlin. He is currently working as a freelance designer for the Terry Pecora Studio .

Alexander

Loehr

Nato a Karlsruhe/Germania nel 1977, Alexander Lohr si è laureato in Industrial Design Engineering alla Brunel University di Londra, e ha svolto numerose internship nell’ industria automobilistica (Mercedes-Benz, Sao Paulo, Brasile; KUKA, Detroit, USA; DaimlerChrysler, Stoccarda, Germania). Dal 2001 fa parte dello studio Konstantin Grcic Industrial Design, a Monaco, in Germania. Born in Karlsruhe / Germany in 1977, Alexander Löehr graduated in Industrial Design Engineering at Brunel University in West London, UK, and subsequently undertook extensive internships in the automotive industry (Mercedes-Benz, Sao Paulo, Brazil; KUKA, Detroit, USA; DaimlerChrysler, Stuttgart, Germany). In 2001 he joined Konstantin Grcic Industrial Design, Munich, Germany.

Maria

Elena

Martinez

Fayo

Nata a Parana, Argentina nel 1974, si laurea in Industrial Design alla Universidad Nacional de Cordoba, Argentina, nel 1998. Dal 1999 svolge la sua attività di industrial designer presso vari studi argentini in Cordoba e Buenos Aires. La progettazione va dal disegno di prodotto, packaging e grafica, fino al design multimediale e di siti web. Nel 2002 si transferisce in Italia dove prosegue la sua attività collaborando con diversi studi come Mark Sadler e come freelance per diverse aziende italiane e straniere. Born in Parana, Argentina in 1974, she studied at the Universidad Nacional de Cordoba, graduting in Industrial Design in 1998. From 1999 she worked in a number of Argentinean’s design studios in Cordoba and Buenos Aires, on a wide range of projects including product design, packaging and graphics, multimedia and web sites. Since 2002 she is in Italy where she collaborates with a number of studios such as Mark Sadler and works as a freelance designer for Italian and foreign companies.

Richard

H.Mills

Nato a Kobe, in Giappone, nel 1979, Richard è cresciuto e ha studiato Design in Inghilterra. Ha lavorato in alcuni studi in Scozia (Redpath) e a Londra (Design Bridge). Attualmente progetta per lo studio londinese Bluw, dedicandosi al contempo all’uscita della propria linea di prodotti. Born in 1979 Kobe, Japan. Richard grew up and studied Design in England. Having worked for studios in Scotland (Redpath), and London (Design Bridge). He now designs for another London based studio, Bluw, whilst also concentrating on the release of his own range of products.

Jorge

Najera

Nasce a Città del Messico nel 1968, dopo essersi laureato in Ingegneria Meccanica si trasferisce a Milano dove frequenta la Scuola Politecnica di Design. Collabora per cinque anni con Denis Santachiara e contemporaneamente comincia a eseguire suoi lavori di progettazione e allestimento, oggi ha aperto il suo studio. Si interessa alle nuove tecnologie e alle re-interpretazioni di materiali, di tecniche e di tecnologie già esistenti ed utilizzate in altri settori; è appassionato degli artifici e delle finzioni tecnologiche. Con queste parole descrive il suo approccio all’ universo progettuale: “…amo la dinamicità, intesa come capacità di essere multifunzionale, sono alla ricerca di “performances” magiche e sorprendenti, progettare per me significa .. stupirmi ogni volta…” Jorge Nàjera was born in Mèxico City in 1968, after obtaining his degree as Mechanical Engineer he went to live in Milan where he obtained his Master’s Degree in Design at the Scuola Politecnica di Design. He worked with Denis Santachiara for five years and at the same time began to develop his own exhibition and design projects. He has worked for many companies such as FAS, Bonaldo, Segis. These days he runs his own design studio. He is interested

Ortiz

Ferrer

Nato a Cordoba (Argentina) nel 1970, si laurea in Industrial Design alla Universidad Nacional de Cordoba, Argentina, nel 1995. Dal 1996 svolge la sua attività di industrial designer con varie aziende argentine. La progettazione va dai piccoli e grandi elettrodomestici all’arredo, dalla grafica al packaging fino agli allestimenti. Durante queste collaborazioni, al di là del suo ruolo progettuale, diventa fondamentale il suo apporto alla strategia delle aziende. Dal 2002 si trasferisce in Italia e collabora con Studio Sowden Design, pur continuando a progettare come freelance per aziende italiane e straniere. E’ uno degli organizzatori della mostra “In dust we trust”. Born in Cordoba (Argentina) in 1970, studied Industrial Design at the Nationaltional University of Cordoba, Argentina. Since 1996 he worked as industrial designer with diverse Argentinean companies. His work covered a wide range of products from appliances to medical devices, environments , graphics and packaging. During his time with these companies, besides his design work, he also offered a fundamental contribution in deciding their design strategy. In 2002 he moved to Italy where he collaborates with Sowden Design Studio. He also continues working as freelance for Italian and foreign companies and in the organization of the event “In dust we trust”.

Stijn

Ossevoort

Stijn lavora per il dipartimento di Indumenti Elettronici all’Università di Zurigo. Attualmente sta progettando un computer indossabile. Si è laureato in Product Design al Royal College of Art di Londra. La sua produzione è eclettica come il suo curriculum accademico. Ha realizzato diversi progetti inerenti varie tematiche (dalla gioielleria interattiva alle sculture pubbliche), conservando in tutti i casi il suo impegno nell’esplorare l’impatto della tecnologia elettronica sulla nostra vita quotidiana. Ha collaborato con Ron Arad, Philips Design, Canary Wharf, Ivrea Institute of Interaction Design e National Trust. Stijn works for the wearable electronics department at Zurich University. Currently designing a wearable computer. Having graduated from Design Products at the Royal College of Art London. His work remains as diverse as his academic background (from interactive jewellery to public sculptures), the key being to explore the impact of electronic technology in our daily lives. He has consulted for Ron Arad, Philips Design, Canary Wharf, Ivrea Institute of Interaction Design and the National Trust.

Apostolos

Porsanidis

Nato ad Atene, Grecia, vive a Parigi. Ha studiato Product Design alla Central St. Martins di Londra e alla Domus Academy di Milano. Dopo aver collaborato con Jerszy Seymour e Jozeph Forakis, attualmente lavora con Rena Dumas. Born in Athens/Greece, currently living in Paris. Studied product design in Central St. Martins in London and Domus Academy in Milan. Collaborated with Jerszy Seymour and Jozeph Forakis, and currently working with Rena Dumas.

Giordano

Redaelli

Nato a Milano nel 1975, si è laureato in Disegno Industriale al Politecnico di Milano nel 2001. Lavora da quattro anni a Milano e Varese, come freelance e consulente per la prototipazione e industrializzazione in numerose aziende. Dal 2003 collabora con Oneoff. Born in Milan in 1975, he graduated in Industrial Design from the Milan Polytechnic in 2001. He has been working for the past four years as freelance designer and consultant for prototyping and industrial engineering in a number of companies and studios in the Milan area. He has collaborated with Oneoff since 2003.

Samuele

Sannia

Nato a Orbetello, Toscana. Di nazionalità Italo-Inglese. Nel ‘98 si trasferisce a Londra dove studia al Ravensbourne College of Design and Communication. Si laurea nel 2001 e partecipa a diverse mostre di Design come ICFF, (New York) e New Designers, (Londra). Decide poi di trasferirsi a Milano dove lavora per due anni per lo studio Navone Associati. Ogni anno espone la sua collezione personale al Salone Satellite della Fiera Internazionale del Mobile. Oggi Samuele Sannia lavora come libero professionista a Milano. Born in Orbetello, Tuscany. Of English/Italian extraction. In ’98 he moved to London where he studied at Ravensbourne College of Design and Communication. He graduates in 2001 and takes part in a number or Design exhibitions such as ICFF, (New York) and New Designers, (London). He then


decides to move to Milan where he works for two years for the Navone Associati Studio. Each year he exhibits his own personal collection at the Satellite Salon of the International Funiture Exhibition. Today Samuele Sannia works as a freelance designer in Milan.

Nils

Sveje

Nato a Aarhus, Danimarca nel 1969. Dopo aver frequentato The Royal Academy of Fine Arts a Copenhagen, è stato assistente di Stefano Giovannoni a Milano dal 1998 al 2000, anno in cui è tornato in Danimarca per divenire Assistente universitario presso la facoltà di Design all’Università della Danimarca dal 2000 al 2003. Dal 2000 lavora come freelance designer prima a Copenaghen e poi a Milano. Born in Aarhus, Denmark 1969. The Royal Academy of Fine Arts, Copenhagen 1992-1998. Assistant for Stefano Giovannoni, Milan 1998-2000. Institute of Product Development (IPU), Copenhagen 2000. Lecturer in Design at the Technical University of Denmark 2000-2003. Freelance design, Copenhagen based 2000-2003. Freelance design, Milan based 2003.

Ionna

Vautrin

Nata in Francia nel 1979, Ionna Vautrin studia Industrial Design presso l’Ecole de Design Nantes Atlantique dove si laurea nel 2002. Nel 2003, disegna una collezione di scarpe per Camper nel centro design di Mallorca. Attualmente vive e lavora a Milano dove collabora con George J. Sowden. Born in France in 1979, Ionna Vautrin studied industrial design at l’Ecole de Design Nantes Atlantique where she graduated in 2002. She designed shoes for Camper for one year in the design center of Majorca. She is currently living in Milan where she works in the studio of George J. Sowden.

Cynthia

Viale

Nasce a Sanremo nel 1968. Studia a Nizza alla Scuola Internazionale di Ricerca e Arte EPIAR. Si trasferisce a Parigi dove si diploma in architettura d’interni all’ENSAD. Attualmente vive e lavora a Milano, dove collabora dal 1994 con George J. Sowden. Born in Sanremo in 1968. She studied Art at Nice International School of Art and Research, EPIAR. She moved to Paris where she graduated in interior design at the ENSAD. Since 1994 she collaborates with George J. Sowden in Milan .

Dunja

Weber

Dunja Weber, nata a Losanna nel 1973, si laurea in Disegno Industriale alla Glasgow School of Art nel 1998 e subito dopo si trasferisce a Milano dove collabora con Marco Ferreri, Stefano Giovannoni e, dal 1999, con James Irvine, contribuendo allo sviluppo di vari prodotti in tutti i campi del disegno industriale. Con i suoi progetti ha vinto diversi premi e ha partecipato a mostre a Glasgow, Londra, New York, Colonia, Stoccolma e Milano. Dunja Weber, born in Lausanne in 1973, graduated as an Industrial Designer from the Glasgow School of Art in 1998 and shortly after moved to Milan where she collaborated with Marco Ferreri, Stefano Giovannoni and in 1999, joined the studio of James Irvine, where she contributed to the development of a number of products in all fields of industrial design. She has won prizes for her work at several design competitions and her work has been on show in exhibitions in Glasgow, London, New York, Cologne, Stockholm and Milan.


OneOff

OneOff nasce a Milano nel 2002 come service di prototipazione rapida che realizza modelli, prototipi funzionali, e plastici architettonici rivolgendosi con particolare attenzione al settore del design e dell’architettura. Il laboratorio realizza i modelli, i prototipi e i plastici abbinando tecnologie estremamente innovative con tecniche meccaniche tradizionali, disponibili in house e supportate da sistemi informativi uptodate. In parallelo all’attività principale OneOff sviluppa il proprio know-how relativamente a materiali, tecniche e processi innovativi con l’intento di offrire supporto e consulenza ai propri clienti. Il team è costituito da giovani designer, ingegneri, architetti dall’alto profilo formativo e con un’ottima conoscenza di programmi CAD 3D, associata ad un background lavorativo in laboratori artigianali. Nell’ambito della ricerca e sviluppo una delle strade che OneOff sta percorrendo è quella di proporre un nuovo tipo di processo produttivo che utilizzi le tecniche di prototipazione rapida per la realizzazione diretta di oggetti finali (quindi non solo in fase prototipale) valutandone l’effettiva fattibilità attraverso la sperimentazione e combinazioni di materiali e tecnologie innovative. E’ una concezione di produzione rapida estremamente flessibile, che non richiede stock, perché permette di produrre esclusivamente se richiesto e adatta per vendita on line senza limitazioni geografiche e costi di trasferimento poiché i file 3D possono essere inviati e prodotti in locale da una centro affiliato. E’ una concezione di produzione libera, perchè elimina i passaggi produttivi e ha minimi vincoli progettuali. E’ una concezione di produzione radicale perché non è negoziabile tra progettazione e utenza: il pensiero ha preso forma, ma il prodotto esiste se e quando qualcuno lo vuole.

OneOff was first established in Milan in 2002 as a rapid prototype production service specialised in the manufacture of models, functional prototypes and architectural models geared primarily for the design and architectural sectors. The workshop produces the models, the prototypes and the plastic models using a combination of extremely innovative RP technological methods together with traditional mechanical and engineering techniques, all of which are available in house and supported by extremely up to date information technology systems. Besides OneOff’s main activity, the company is also involved in developing its own know-how in relation to materials, techniques and innovative processes with the aim of providing support and advice to its client. The company staff, that works very much as a team, is made up of young designers, engineers, architects with a high level of training and an excellent understanding of CAD 3D systems, as well as working experience in craft and artisan workshops. As part of the company’s research and development, OneOff is exploring the possibilities offered by a new production process that exploits rapid prototyping techniques for the creation of finished products (not just as far as the prototype stage). OneOff is evaluating the feasibility of this process by means of experiments involving a variety of different materials and innovative technologies. The idea behind this new process is: An extremely rapid and flexible production process, that requires no advance stocking, seeing as production is linked directly to demand. A process ideally suited for online sales with no geographical limitation nor transfer costs given that the 3D file may be sent and produced locally by an affiliated centre, Designer freedom, as all intermediate production steps are removed and the design constraints are reduced to a minimum, A radical change in production approach as there is no negotiation between designer and consumer, the product exists if and when someone wants it.


Il catalogo

Industreal presenta la prima collezione di oggetti In Dust We Trust. 40 oggetti in mostra presso l’atelier OneOff, in Via Luigi Nono, 7 a Milano, e disponibili in vendita on line sul sito www.industreal.it. Gli oggetti sono disponibili in tutti i materiali offerti dalla tecnologia di prototipazione rapida: polvere di gesso, nylon, resina trasparente, metallo.

Industreal presents In Dust We Trust Collection. 40 products shown in OneOff atelier, via Luigi Nono, 7 in Milano, and for sale one the website www.industreal.it. These products are available in the complete range of materials based on rapid prototyping technologies: plaster, transparent resin, nylon, metal.


Touch

0’s and X’s

Design_Tim Boyce Article_lamp Size_160 x 160 x 50 Production time_8 hours Price_600 Euros Ref_01_070104_tb_idwt

Design_Tim Boyce Article_lamp Size_160 x 160 x160 Production time_19 hours Price_1150 Euros Ref_02_090104_tb_idwt

Print

Reading

Design_Will Carey Article_candle holder Size_120 x 63 Production time_6 hours Price_250 Euros Ref_03_130104_wc_idwt

Design_Will Carey, Stijn Ossevoort, Natasha Chetiyawardana Article_lamp Size_204 x 206 x 360 Production time_19 hours Price_t.b.c. Ref_04_140104_coc_idwt

Lamp

Detroit

Chapeaux pour vase

Design_Christopher Coombes Article_bunch of drawers Size_200 x 250 x 175 Production time_27 hours Price_1900 Euros Ref_05_150104_cc_idwt

Design_Guillaume Delvigne Article_vase Size_ 98 x 135 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_06_160104_gd_idwt

Chapeaux pour vase

Chapeaux pour vase

Design_Guillaume Delvigne Article_vase Size_98 x 105 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_07_200104_gd_idwt

Design_Guillaume Delvigne Article_vase Size_ 98 x 115 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_08_220104_gd_idwt

Lampe

Lampe

300dpi

144dpi

Design_Guillaume Delvigne Article_lamp Size_150 x 160 Production time_14 hours Price_800 Euros Ref_09_230104_gd_idwt

Design_Guillaume Delvigne Article_lamp Size_150 x 160 Production time_14 hours Price_850 Euros Ref_10_270104_gd_idwt

Lampe

Hula

72dpi

Hoop

Design_Guillaume Delvigne Article_lamp Size_ 150 x 160 Production time_14 hours Price_900 Euros Ref_11_290104_gd_idwt

Design_Cristiana Giopato Article_vase Size_ 191 x 184 x 315 Production time_37 hours Price_1900 Euros Ref_12_300104_cg_idwt

NoPully

Antarctica

Design_Cristiana Giopato & Christopher Coombes Article_lamp Size_190 x 992 Production time_35 hours Price_1900 Euros Ref_13_030204_gc_idwt

Design_Jim Hannon-Tan Article_fruitbowl Size_450 x 350 x 75 Production time_17 hours Price_1000 Euros Ref_14_050204_jh_idwt


Moneybowl

Wireless Speakers

Design_Jim Hannon-Tan Article_coin tray Size_198 x 45 Production time_9 hours Price_600 Euros Ref_15_100204_jh_idwt

Design_ Kyoko Inoda & Nils Sveje Article_speaker Size_200 x 142 Production time_30 hours Price_t.b.c. Ref_16_120204_in_idwt

MeccA

Working

Design_Zoran Jedrejcic Article_lamp Size_195 x 195 Production time_30 hours Price_1900 Euros Ref_17_130204_zj_idwt

Design_Johannes Klein Article_desk organiser Size_160 x 11 0 Production time_11 hours Price_700 Euros Ref_18_170204_jk_idwt

Working

Cup

02

Cup

Superpiatto

Design_Johannes Klein Article_desk organiser Size_160 x110 Production time_11 hours Price_700 Euros Ref_19_180204_jk_idwt

Design_Johannes Klein Article_desk organiser Size_130 x 160 Production time_15 hours Price_1000 Euros Ref_20_190204_jk_idwt

Globo

Globo

Design_Alexander Loehr Article_desk organiser Size_97 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_21_200204_al_idwt

Design_Alexander Loehr Article_desk organiser Size_97 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_22_230204_al_idwt

Globo

“Lord, blow the moon out please�

Design_Alexander Loehr Article_desk organiser Size_97 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_23_250204_al_idwt

Design_Richard H. Mills Article_fan Size_195 x 195 Production time_26 hours Price_2100 Euros Ref_24_260204_rm_idwt

Doradilla

Stratum

Design_Jorge Najera Article_sculpture Size_190 x 129 Production time_16 hours Price_2100 Euros Ref_25_010304_jn_idwt

Design_Tomas Ortiz Ferrer & Maria Elena Martinez Fayo Article_lamp Size_160 Production time_15 hours Price_900 Euros Ref_26_050304_om_idwt

Diamond

Money

Democracy:

ring

Design_Apostolos Porsanidis Article_jewelery Size_71 x 95 Production time_4 hours Price_200 Euros Ref_27_090304_ap_idwt

Diamond

Democracy:

Excess

ring

Design_Apostolos Porsanidis Article_jewelery Size_57 x 73 Production time_4 hours Price_200 Euros Ref_28_100304_ap_idwt

01


Diamond

Lust

Democracy:

ring

2ma/-2ma

Design_Apostolos Porsanidis Article_jewelery Size_64 x 87 Production time_4 hours Price_200 Euros Ref_29_150304_ap_idwt

Design_Giordano Redaelli Article_packaging Size_100 x 30 Production time_3 hours Price_160 Euros Ref_30_160304_gr_idwt

4,9

Pour ma retraite...

Megabytes

Design_Samuele Sannia Article_candlestick holder Size_300 x 300 x 390 Production time_22 hours Price_1250 Euros Ref_31_170304_ss_idwt

Design_Ionna Vautrin Article_coin tray Size_153 x 86 x 154 Production time_12 hours Price_700 Euros Ref_32_190304_iv_idwt

Jeannette & Jacquette

Layer

Design_Ionna Vautrin Article_fruitbowl Size_195 x 160 Production time_16 hours Price_950 Euros Ref_33_200304_iv_idwt

Design_Cynthia Viale Article_lamp Size_158 x 195 Production time_25 hours Price_1400 Euros Ref_34_220304_cv_idwt

Mikado

White Satellite

Vaso

Design_Cynthia Viale Article_Vase Size_173 x 173 x 174 Production time_21 hours Price_1300 Euros Ref_35_240304_cv_idwt

White Satellite Design_Dunja Weber Article_jewelery Size_540 x 40 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_37_300304_dw_idwt

Lamp

01

Design_Dunja Weber Article_jewelery Size_540 x 40 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_36_270304_dw_idwt

02

White Satellite Design_Dunja Weber Article_jewelery Size_540 x 40 Production time_7 hours Price_400 Euros Ref_38_310304_dw_idwt

03


Special thanks George J. Sowden Giuliano Corti Ilvio Gallo Tabi Lacerda Un evento a cura di Christopher Coombes, Guillaume Delvigne & Tomas Ortiz Ferrer. Redazione_Editorial staff Giuliano Corti Jorge Najera Tomas Ortiz Ferrer Costanza Calvetti Grafica_layout Guillaume Delvigne Ionna Vautrin Fotografi_ photographers Ilvio Gallo , www.ilviogallo.it Ionna Vautrin Maria Elena Matinez Fayo Allestimento della mostra_exhibition Guillaume Delvigne Zoran Jedrejcic Johannes Klein Maurizio Meroni Samuele Sannia Ionna Vautrin Cynthia Viale OneOff staff Costanza Calvetti Maurizio Meroni Nadia Biavaschi Monica Favara Roberta Grisotti Maira Necchi Giordano Redaelli Carlo Romagnolo Samuel Serrau Website Giovanni Antico, www.alt123.com Traduzioni_translations Nicholas Hunt Stampa_ printers CSQ Via dell’Industria 6 - Erbusco (BS) April 2004


www.industreal.com

OneOff _ Via Luigi Nono, 7 _ 20154 _ Milano _ tel +39 02 36 51 78 90 _ www.industreal.com


In Dust we Trust Collection