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l’inchiostro fresco

Nell'inchiostrino la Festa della Donna vista dagli alunni della Rodari di Novi Ligure

Marzo 2014

Arquata Scrivia: 100 anni pieni di ricordi

Il paradiso degli asini

Servizio di Marisa Pessino - pag. 25

Servizio di Fabio Mazzari - pag. 32

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Nello sport al via la Serie A di tamburello e nel Magazine le Greenways nell'Alto Monferrato e in riva al mare

La voce del tuo territorio

www.inchiostrofresco.it - redazione@inchiostrofresco.it - Tel. 0143/46.569

Distribuito gratuitamente

ANNO XIX / N. 2 - MARZO 2014

Sped. in abb. post. D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/04 n. 46) art. 1 comma 1 D.C.B. / Alessandria / nr 570 anno 2005 / Taxe perçue / Tassa risc. ord. (inf. 500 pz)

Cronistoria di un ragazzo che nacque quando morì un mondo

I tempi cambiano

I figli dell’Ottantanove

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M

i chiamo Mattia Nesto e sono nato a Novi Ligure il 13 Maggio sin dal 1986 da Michail S. Gorbacev, proprio negli anni in cui i miei 1989, giusto in tempo per non vedere più il filo spinato divi- genitori si stavano conoscendo e innamorando. Per il mio Paese, il dere l’Ungheria dall’Austria. Nascere nel 1989 per un uomo crollo dell’Urss significò quasi contemporaneamente anche la fine del Novecento è come, per un uomo dell’Ottocento, esser nato nel del più grande Partito Comunista d’Occidente, il P.C.I., che, fondato 1848: così come il “48” fu un anno pieno di sommovimenti che aprì a da Gramsci e Bordiga nel 1921, iniziò il 12 novembre 1989, con la grandi cambiamenti, altrettanto e forse più lo fu il 1989, memorabile “svolta della Bolognina”, la sua parabola discendente che lo porterà nella storia dell’uomo solo come un altro “89”: il 1789, l’anno della il 3 febbraio 1991, dopo quasi settant’anni di vita, allo scioglimento. Rivoluzione francese. Ed ecco la mia piccola storia all’interno della Sulle sue ceneri nasceranno, da una parte Rifondazione Comunista grande storia del mondo. Mentre davo i miei primi vagiti, la “cortina e, dall’altra, il Partito Democratico della Sinistra. Poco dopo, sia pure di ferro”, così definita da Winston Churchill, che da Stettino a Trieste per cause diverse, anche l’altro grande partito della sinistra italiana, segnava il confine tra l’Occidente e l’Oriente, si stava sgretolando: il Partito Socialista, si avviò a un’ingloriosa fine: nel 1992, anno in cui infatti il 9 novembre 1989 il “Muro di Berlino” crollava e tutto non mi affacciavo alla scuola per l’infanzia, scoccò l’ora di Tangentopoli. fu più come prima. Mentre muovevo i miei primi passi, tra il 19 e il Il segretario del P.S.I., Bettino Craxi, fu costretto a dare le dimissioni, 31 dicembre 1990 l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche subire un processo, espatriare e poi morire ad Hammamet nel 2000, cessò di esistere, perché per frenare la Storia in marcia non bastò segue a pag. 2 la Glasnot, la politica di trasparenza coraggiosamente intrapresa

e è vero che il destino di un Paese non dipende dal tipo di scheda che si lascia cadere nell’urna, ma dagli intenti con i quali ognuno di noi si getta nella vita di tutti i giorni, come sosteneva il filosofo statunitense Henry David Thoreau (1817 – 1862) nel suo saggio sulla “Disobbedienza civile”, è pur vero che è la pluralità dei bisogni a spingere l’individuo nelle scelte, nel cui grado di gratificazione Max Weber intravvedeva addirittura lo “spirito del capitalismo”. Se sono dunque i bisogni dell’uomo il motore di una società, quando cambiano i bisogni, cambia dunque anche la società e allora quando una classe politica in carica non rappresenta più la geografia del paese, occorre andare al voto. Non solo per adeguare la rappresentanza alle nuove istanze, ma anche e soprattutto per istituzionalizzare un conflitto sociale che altrimenti potrebbe esplodere nelle piazze. È per questo motivo che il Presidente della Repubblica dovrebbe chiudere un Parlamento che ormai è formato da “partiti di notabili”. E non si preoccupi Napolitano per il futuro del Paese, perché “nessuna cosa può nascere se prima le cose vecchie non scompaiono e lascino il posto”, frase che non è farina del mio sacco, ma di Lucrezio, personaggio tanto ignoto quanto scomodo vissuto, pare, in una Roma alla vigilia della congiura di Catilina. Tempi tetri quelli di allora come tetri sono quelli di oggi. Gian Battista Cassulo


l’inchiostro fresco fresco 2 l’inchiostro Marzo 2014

Una lettera ai ragazzi dell’89

VOLONTARIATO In merito alla generazione “post muro” ripubblichiamo qui una lettera uscita su “l’inchiostro fresco” in occasione dei festeggiamenti per la “Leva dell’89” a Capriata d’Orba nel 2007.

I figli dell'Ottantanove prosegue da pag. 1

secondo gli oppositori in contumacia, per i simpatizzanti in esilio. Ma la mia infanzia ha visto anche il crollo della D.C., che con un processo più lento si è comunque “cristianamente” consunta in una lotta intestina tra “correnti”. Intanto, così come sempre, quando lo Stato è debole, i poteri occulti e la mafia alzarono la testa: mentre ancora frequentavo l’asilo, vidi i miei genitori assistere, attoniti e sgomenti, alle immagini rimandate dalla TV sui sanguinosi attentati a Falcone e Borsellino, avvenuti tra il maggio e il luglio 1992. Quando già ero alle elementari, lo scenario politico sembrava fosse “predisposto” per una facile vittoria elettorale della Sinistra, ma il malcontento e la paura “dei comunisti” si convogliarono sulla figura dell’ homo novus, Silvio Berlusconi, il quale, con la sua “discesa in campo”, stravinse le elezioni del 1994, demolendo pezzo per pezzo la “gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto. In terza elementare ricordo un telegiornale dove appariva un filmato ripreso dalle telecamere ad infrarossi: pareva un film di fantascienza e invece era realtà: cadevano le bombe su Sarajevo, sganciate dai Tornado decollati dalla base di Avio in Trentino. Quanti morti sulle due sponde del Mar Adriatico che ancora oggi, a distanza di anni, si perpetuano a causa delle armi all’uranio impoverito, usate in quel conflitto. Un giorno di settembre, quando ormai ero alle medie, non potei credere ai miei occhi quando vidi er i festeggiamenti della Leva, moderna. Voi giovani infatti siete nati nell’anno due aerei schiantarsi contro le Torri Gemelle. Lì per lì mi sembrava un videomi sono venuti alla mente, as- in cui cadeva il Muro di Berlino, fatto erigere gioco, ma non era così. Era scoppiata la terza guerra mondiale? Forse peggio perché sul nostro pianeta calò la scure di una spirale terroristica, che mise sieme all’amico Gianni Bozzo- nel 1961 per impedire le fughe dalla Germania la, alcuni pensieri che vorrei con lui rivolgere ai dell’Est verso il mondo libero dell’Occiden- paura e isteria alzando una nuova “cortina”. Io ormai mi stavo avvicinando ragazzi dell’89. Proprio allora, importantissimi te. Tutto questo per voi dell’89 è ormai storia, alle superiori e iniziavo a vivere con più consapevolezza quegli anni bui, coneventi mondiali cambiarono il corso della sto- perché l’Europa e il mondo oggi sono più liberi, trassegnati da conflitti regionali: nel 2001 in Afghanistan e nel 2003 in Iraq. ria e della politica di casa nostra. Infatti la vera come siete e sarete più liberi voi stessi. A noi Al liceo ebbi modo di osservare con più attenzione, anche perché ormai ero sulla soglia della maturità, la modifica del nostro sistema delle rappresentandifferenza tra la repubblica dei vecchi partiti altro non resta che augurarvi di sapere usare ze, che ormai dal proporzionale era passato decisamente al maggioritario e quella dei nuovi, sta proprio nel fatto che la questa conquistata libertà… con le altalene dei governi Berlusconi conditi dalle polemiche sul “conflitto gente comune inizi a manifestare la propria Gianni Bozzola e Gian Battista Cassulo d’interessi”. All’Università poi ho sperato che la famosa frase “un popolo opinione indipendentemente dall’ideologia. si giudica dalla propria classe Ma per chi è nato negli anni della dirigente” si sbagliasse, vedendo cosiddetta Guerra Fredda e della di Davide Ferreri L’Arca di Noè l’indecoroso spettacolo offerto Contestazione giovanile, come da alcuni “politici di professionoi che vi scriviamo, risulta diffine”. Ed eccomi ai giorni nostri, cile raccapezzarci, mentre per voi con gli anni della crisi mondiale, ragazzi dell’89 accettare il nuovo è della globalizzazione dell’ecomolto più facile, anche perché per nomia ma non dei diritti, della voi il “nuovo” è un fatto ormai “naverticalizzazione delle ricchezze turale”. Noi, ad esempio, ragioniae dei miei 24 anni che non sanno mo ancora in lire e quando dobn grande scrittore, poeta e autore di teatro, Giovanni Testori, già ma mala malato lato to d dii quale direzione prendere. Essere biamo fare le valigie per un viagcancro canc ca ncro ro ebbe ebb bbee a dire dire una una frase fra rase se da da tenere tene te nere re a mente: men ente te: ““La La meraviglia mer erav avig igli lia a della delllla de a vita vi a nati il giorno in cui nel mondo si gio per l’Europa pensiamo ancora storia nessuno ha ancora è che che ogni ogni giorno gio iorn rnoo ognuno ognu og nuno no incomincia inc ncom omin inci cia a un una a st stor oria ia cche he n essu es suno no h a an anco cora a chiudeva un’era, vuol dire essere ai passaporti, mentre voi le prime scritto”. sc cri ritt ttoo”. Troppo spesso siamo incastrati fra il passato, inteso come rimpianto rimpiantto (i bei ei nati in un crocevia, dove, per non “paghette” le avete ricevute in Euro tempi temp mpii andati) e come recriminazione (andare a vedere l’origine dei mali sempre seemp mprre più ù perdersi, occorre trovare la forza e girare per il vecchio Continente ritroso) rivoluzione a ri ritr tros oso) o) e iill futuro come incognita (come andrà a finire) e rivoluzion ne affrettata affr af frettata ta solo dentro noi stessi, sia pure con la sola carta d’identità è un domani (daa do (d doma mani ni deve dev evee cambiare tutto). Se incominciassimo i cominciassimo a pensare il dopo in dop opo o come c me co con l’occhio rivolto alla storia infatto naturale. Voi i democristiasuccessione lenta oggi, passo più deciso sicuramente. unaa su succ c ession i ne lent ntaa di o ggi,i, qqualche gg ualc ua lche he p asso as so p iù d ecis ec iso o lo ffaremmo arem ar emmo m sicuram amen entee. tesa come maestra di vita. ni e i comunisti li conoscete per certezza dii av sguardo Almeno con la ce cert rtez ezza d aver er ttenuto enutto perr un po’ po’ llo o sg sguard rdo o fisso ss sui su piedi. pied pi edi.i sentito dire, considerandoli come Mattia Nesto dei guelfi e dei ghibellini in salsa

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l’inchiostro fresco

3 Sergio MarzoScolaro 2014

Sergio Scolaro

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L’assessore della Regione Liguria Massimiliano Tovo riassume i fatti

ATP: fallimento inevitabile R itorniamo ad occuparci della difficile situazione che da ormai oltre un anno sta vivendo ATP, l'azienda di trasporto pubblico locale della Provincia di Genova, che sta viaggiando verso un fallimento ormai inevitabile. Ne parliamo con Massimiliano Tovo, che sta seguendo per la Regione Liguria e per i piccoli comuni la situazione.

L'ATP ormai è sull’orlo del fallimento, anche se sui giornali se ne è parlato poco, invece è stato dato molto spazio ad AMT, che minacciava il blocco ad oltranza, come mai? Il caso di AMT Genova, con uno sciopero dei dipendenti alla sudamericana, con cinque giorni di blocco ad oltranza non si era mai visto in Italia. Ciò dimostra che il trasporto pubblico locale, in crisi in tutta Italia, è un settore su cui deve occuparsene la politica nazionale, perchÊ la prima causa della crisi sono i fondi nazionali che vengono a mancare. Il 13 gennaio ci siamo riuniti noi rappresentanti dei Comuni con il Prefetto di Genova e, un mese prima, abbiamo avuto un incontro identico con il presidente della Provincia, Fossati, dove è emerso lo stato drammatico dei conti di ATP. Tuttavia mentre noi stavamo cercando di salvare il trasporto pubblico, che io chiamo sociale, il Governo votava la legge di

stabilitĂ  che imponeva ulteriori tagli. Non credo alla storia che non si possa intervenire con fondi pubblici e non credo nemmeno al privato che salvi tutto. Da un economia di tipo liberale si rischia di passare ad un economia di tipo selvaggio-liberista... Certamente, io sono a favore di una libera concorrenza tra pubblico e privato ma qui invece andiamo incontro ad un liberismo che non porterebbe alcun miglioramento per gli utenti. Infatti avremo un privato che viene a gestire, con soldi pubblici, un servizio pubblico. Non dimentichiamoci che il privato non subentra certamente per perdere, ma per guadagnare, e quindi effettuerĂ  pesanti tagli laddove non vede rendite.

nalizzato, con pochissime corse durante il giorno che isoleranno ancora di piÚ quest'area... Temo che tagliando il servizio all'entroterra le famiglie, specie giovani, che hanno abbandonato la città alla ricerca di una migliore qualità della vita, torneranno, per la mancanza di servizi, sui loro passi. Il dissesto idrogeologico è dovuto anche all'abbandono delle aree interne. Come mai AMT, tramite

una protesta anche dura, è riuscita a farsi ascoltare dalla politica mentre ATP no? Sono due situazioni differenti: AMT ha circa quattro volte i dipendenti di ATP, ed anche i contratti sono diversi. E' da tempo che io, assieme ad altri, sosteniamo che è ormai inevitabile una fusione tra AMT e ATP. Oggi ad esempio una famiglia con figli che studiano in cittĂ  deve pagare due abbonamenti diversi, con un costo molto gravoso. La politica nazionale straparla di “politica per le famiglieâ€? ma a conti fatti non fa nulla per aiutare le famiglie. Non ha speranze nel piano industriale che presenterĂ  ATP? No. L'8 febbraio è stato presentato questo piano in Provincia: il mio comune, Sant'Olcese, paga quasi 40 mila euro all'anno per il servizio, ma noi, insie-

Sotto quest'ottica l'entroterra sarĂ  fortemente pe-

segue a pag. 29

Una pesante ereditĂ 

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a caduta del Muro di Berlino è stata una Rivoluzione del Novecento che ha fatto saltare una geo politica all’interno della quale alcuni stati, come l’Italia, avevano impostato la loro attivitĂ  governativa sull’assistenzialismo, di cui le aziende a partecipazione statale, dirette eredi dell’IRI di mussoliniana memoria, erano l’espressione piĂš evidente. Il nostro sistema politico, prima dell’89, poteva infatti permettersi questo interventismo nell’economia del Paese, con il quale, pur creando migliaia di posti di lavoro, favoriva grandi clientele che alla lunga hanno fatto sprofondare il Paese nella corruzione. Il sistema di partiti, che sostanzialmente presiedeva a questo meccanismo, era definito dai politologi “a legittimazione esternaâ€?. Ovvero partiti sostenuti, piĂš che dal proprio elettorato, dalle potenze vincitrici della seconda Guerra Mondiale, quali U.S.A. e U.R.S.S. (ora Russia), che sull’Italia avevano (e hanno) notevoli interessi strategici. Dopo il crollo del Muro di Berlino questa impalcatura politica crolla e con essa il nostro debole sistema economico e produttivo ed oggi ci ritroviamo a fare i conti con segue a pag. 29

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TERRITORIO

Marzo 2014

Omicidi di Stato

Un progetto nazionale che parte dalla Liguria per il recupero delle aree depresse

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Una strategia per lo sviluppo A

i è svolta in Alessandria una “Fiaccolata” in memoria “degli imprenditori e lavoratori che in questi anni si sono suicidati per l'inefficienza dello Stato burocratico”, come hanno sottolineato gli organizzatori della manifestazione, ricordando che molti si sono tolti la vita non solo per la disperazione scaturita dalla crisi, ma per la “situazione ambientale” che sta ingabbiando il nostro Paese. La crisi infatti altro non è che la punta di un Iceberg costituito da “un sistema marcio, corrotto e indifferente ai problemi reali delle persone”. Lo scopo della manifestazione è stato dunque quello di non rendere vano il sacrificio di chi, con un atto estremo, ha voluto denunciare una situazione politica ormai ai limiti della sua tenuta sociale. Gian Battista Cassulo

l’inchiostro fresco Direttore onorario: Rino

Vaccaro

Direttore responsabile: Luisa Russo Grafica e impaginazione:

a cura del Club F.lli Rosselli

grafica2@inchiostrofresco.it Editore de "l’inchiostro fresco"

Club Fratelli Rosselli Iscritto alla C.C.I.A.A. di Alessandria al n° 226160 il 4/10/2005 P. IVA e C.F. 02096520065 Sede Legale: Piazza Garibaldi, 5 15076 Ovada (AL) “l'inchiostro fresco” è registrato presso: Reg. Stampa AL n. 322 del 31/01/1985 R.O.C. n. 11700 del 12/02/1998 Trattamento dati: Gian Battista Cassulo Presidente Ass. Club F.lli Rosselli La raccolta pubblicitaria è a cura della Ass. Club F.lli Rosselli

Redazione: Via Municipio, 20 - 15067 Novi Ligure

redazione@inchiostrofresco.it Tel. 0143/46.569 Tipografia: San Biagio Stampa - Ge-Bolzaneto La tiratura di questo numero è di

15.000 copie

lcuni territori dell'entroterra ligure saranno i capofila nazionali di un progetto che, nel futuro dovrebbe estendersi a livello nazionale. Si tratta di due aree distinte, una nell'imperiese (Valli Arroscia, Nervina e Argentina) e una nel territorio dell'Oltregiogo genovese che comprenderà le Valli Aveto-Graveglia-Sturla e Trebbia. Saranno coinvolti in questo progetto, finanziato dall'Unione Europea e del Ministero, ben sedici comuni (Bargagli, Davagna, Lumarzo, Torriglia, Montebruno, Rovegno, Fascia, Propata, Rondanina, Gorreto, Fontanigorda, Borzonasca, Rezzoaglio, Santo Stefano d'Aveto, Mezzanego e Nè), abbracciando un territorio di 650 kmq ed una popolazione di quasi 20 mila persone. All'interno di questo progetto sono inoltre coinvolti i due enti parco presenti sul territorio (Antola e Aveto), l'“ATO” (Agenzia di Ambito Territoriale) di Genova, le ASL 3 e 4, l'ATP ed il Consorzio Ospitalità Diffusa. Il progetto focalizza l'attenzione sulla valorizzazione turistica del territorio, principalmente per la presenza dei due Enti Parco regionali, tuttavia la stragrande maggioranza dei sindaci e dei consiglieri hanno fatto presente che il territorio, nonostante la vocazione turistica, ha dei gravi problemi che non devono essere dimenticati: sanità, scuola e trasporto pubblico. La sanità è un problema sentito nelle vallate interne che, rispetto alle città della costa,

hanno una popolazione molto più anziana e dunque con specifiche problematiche, aggravate

inoltre dal forte isolamento geografico. Nel territorio coinvolto esistono tre poli sanitari (Torri-

n Paese che invecchia, una situazione demografica che cambia.Questo il quadro tracciato dall'ISTAT (data: giugno 2013) sullo stato della popolazione italiana. La situazione di base è quella di un Paese molto popolato (più di 59,6 milioni di persone), con una buona presenza di stranieri (300.000 persone, circa il 7,4%).Andando nel particolare, emergono alcune caratteristiche interessanti. Prima fra tutte, il saldo naturale, la differenza cioè tra nascite e morti: è negativo per 78.697 unità, con circa 19.000 morti in più rispetto al 2012 e 12.000 nati in meno. Causa principale, la composizione delle famiglie italiane, sempre meno numerose e con membri sempre più vecchi. Secondo l'Istituto di Statistica, in Italia ci sono circa 26.000 famiglie, con un numero medio di componenti di 2,3. Se la loro dimensione varia (2 familiari in media in Liguria, 2,7 in Campania) non varia la loro importanza: il 99,5% degli italiani vive con i propri parenti, con il resto distribuito tra strutture particolari come carceri, case di riposo e conventi. Da evidenziare anche la situazione degli stranieri. Il numero dei “nuovi italiani” è in continuo aumento, con le nascite passate dalle 30.000 unità del 2000 agli 80.000 del 2012, con un'incidenza (sul totale della popolazione) passata dal 4,8% al 14,9%. Non va dimenticato il peso degli immigrati adulti: nel solo 2012, 245.000 stranieri hanno scelto di risiedere sul territorio nazionale, prevalentemente regioni del Centro e del Nord. Tutti, italiani ed immigrati, preferiscono risiedere nelle grandi aree urbane, i 12 grandi comuni italiani con popolazione superiore ai 250.000. Tali zone accolgono più di 8 milioni e 800 8 mila abitanti, pari al 14,8% del totale, e rispecchiano lo stato generale del Paese: tasso di crescita negativo, tasso migratorio dall'estero positivo.

glia, Borzonasca e Rezzoaglio) oltre ad eliporti per il soccorso medico a Fascia e Rezzoaglio. Una presenza capillare è inoltre data dalle pubbliche assistenze (sottocomitati della Croce Rossa e Croci locali), sempre più in difficoltà però a causa dei tagli dal governo centrale. Da circa un anno inoltre l'alta Val Trebbia sta facendo i conti con la mancanza della Guardia Medica che attualmente è attiva solamente nei mesi di luglio e agosto e nei festivi, vale a dire i periodi nei quali la popolazione aumenta con l’arrivo dei villeggianti. Nel resto dell'anno i residenti sono costretti a rivolgersi alla Guardia Medica di Torriglia o di Bargagli, con gravi problemi di sovraffollamento. Anche per quanto riguarda i trasporti ci sono molti problemi, sia per la difficilissima situazione finanziaria di ATP, che per la peculiarità dei territori coinvolti. Le amministrazioni locali chiedono l'acquisto di minibus a basso impatto ambientale e adeguati tecnicamente alla viabilità montana, mentre attualmente il parco mezzi ATP è molto vecchio e spesso inadeguato per il territorio servito. Ulteriori questioni vengono sollevate anche per quanto riguarda la scuola, gli studenti delle vallate devono fare i conti, ancor più che i loro “colleghi” cittadini, con la mancanza di fondi e con strutture scolastiche fortemente bisognose di manutenzione.

Matteo Clerici

Fabio Mazzari

Meno italiani, più immmigrati

Un Paese che invecchia

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l’inchiostro fresco

OVADA

Marzo 2014

Trentamila biglietti in distribuzione per aiutare l’unico cinema ovadese

Splendor: maxi lotteria T

rentamila biglietti al costo di un Euro sono in vendita in Ovada e nella zona a favore del Teatro Splendor. La maxi lotteria organizzata dai Lions Club di Ovada e dal titolo “Tutti per lo Splendor” è stata presentata durante un meeting conviviale organizzato presso la tenuta “Montebello” in frazione San Giacomo di Rocca Grimalda. Si tratta di una grande iniziativa che segue altri momenti benefici realizzati lo scorso anno dai Lions, con l’obiettivo di salvare l’ultimo cinema rimasto aperto nel Basso Piemonte dopo la chiusura delle sale di Novi Ligure ed Acqui Terme. Il cinema – teatro, tanto caro agli ovadesi, con una capienza di 169 posti, gestito dalla “Circuito Cinema Genova” grazie all’installazione del nuovo proiettore digitale arrivato per Natale continua la proiezione di film in prima visione con un aumento rilevante di spettatori, ma chiaramente bisogna far fronte al costo dei macchinari per i quali la Parrocchia, proprietaria dell’immobile, deve sostenere una spesa di 56.000 Euro. “Un impegno che coinvolge non solo tutto il territorio – spiegano il presidente Giulio Morbelli e gli altri soci dei Lions - considerando che gli abitanti della zona sono 28.000, ma c’è la convinzione di potercela fare per conservare una struttura che ci è stata

tramandata con non pochi sacrifici anche per renderla agibile con le nuove norme sulla sicurezza”. Tutti sono mobilitati, dai soci Lions, i cittadini, le scuole, le società sportive e soprattutto i negozianti che tra l’altro contribuiscono anche con il monte premi. Quest’ultimo poi è di qualità con un elenco di circa 60 premi importanti ed estrazione finale fissata per il 22 maggio. Ma le novità non finiscono qui. Ha preso il via il 5 febbraio scorso per concludersi il 12 marzo “Il segue a pag. 6

Da un semplice gesto un’opera di solidarietà

Tutti pazzi per i tappi O vada capitale della raccolta dei tappi per un fine benefico. È proprio così in quanto nei due centri di raccolta della città arrivano continuamente sacchi, sacchetti, borse, scatoloni pieni di tappi provenienti dai luoghi più disparati: innanzitutto da ogni parte di Ovada tramite famiglie, scuole, ospedale ed associazioni, ma anche dai paesi della zona e più lontani come la Valle Stura, la zona acquese con Acqui Terme, Bistagno, Melazzo, Monastero Bormida, il novese con Capriata d’Orba, e Novi Ligure, dalla Liguria con Genova e Mele, ma anche da Roma tramite le suore, da Milano e dalla Valle d’Aosta. Un gesto di generosità che è destinato ad allargarsi per quasi tutta l’Italia e facile da eseguire in quanto poi è solo sufficiente raccogliere il tappo dalle bottiglie

di plastica, farne un sacchetto e portarlo nei punti di raccolta, da dove poi vengono smistati nei due centri di raccolta. Qui c’è chi si occupa di stoccarli nei grandi sacchi e di spostarli nel luogo dove vengono conservati fino a raggiungere la quantità necessaria, circa 35 quintali, per il trasporto alla ditta che li acquista per il riciclo. Tutto questo è possibile perché si è ormai costituita una catena di lavoro, ma soprattutto la “cultura della raccolta tappi” che parte dal gesto semplice di tante persone, e famiglie di conservare i tappi delle bottiglie e di altri contenitori, per poi proseguire attraverso tutti coloro che collaborano per questo servizio fino alla disponibilità della Ditta Econet che provvede segue a pag. 6

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Educando diverto

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razie al cuore intelligente di Don Giuseppe Salvi (1871-1934), rivive e continua ancora oggi l’attività del Teatro Splendor e dell’attiguo Ricreatorio. Fu infatti per merito del grande educatore, cresciuto alla scuola di Don Bosco, che oggi la città di Ovada può usufruire di un CinemaTeatro che tutti invidiano. Un’opera che naturalmente nel corso degli anni è stata sottoposta ad un restling per ottemperare alle norme di sicurezza, ma che conserva in tutti coloro che la frequentarono ricordi della fanciullezza o della prima adolescenza. Alle proiezioni cinematografiche si alternavano, già allora, le rappresentazioni teatrali con la “Filodrammatica Juventus” per giungere alla “A. Bretti” ed oggi con i “Ragazzi dello Splendor” senza contare altre compagnie che sono salite sul palco per farci divertire. Un sacerdote che aveva imparato a fare del divertimento uno strumento di formazione tanto che nacque quel motto che ancor oggi si può leggere nei piloni a lato del palco “Divertendo educo, educando diverto”. Sia questo un impegno per le nuove generazioni valorizzando la struttura come luogo non solo di cultura, ma anche di crescita per la formazione dei giovani. (l.r.)


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l’inchiostro fresco Marzo 2014

Splendor: maxi lotteria prosegue da pag. 5 Cinema Ritrovato – classici restaurati in prima visione”, rassegna di film classici con il “Gattopardo” di Luchino Visconti, quindi “Risate di gioia” di Mario Monicelli, la “Febbre dell’oro” con Charlie Chaplin, “Les enfants du Paridis” di Marcel Carnè e per concludere “La grande illusione” di Jean Renoir. Inoltre per coinvolgere il maggior numero di giovani, la Circuito Cinema Genova, ha istituito la card under 25 riservata ad una fascia di età tra i 14 e i 25 anni e ritirabile gratuitamente presso lo Splendor. Il possessore ha diritto a prezzi speciali e ridotti per le rassegne e il cineforum, sono inoltre previste nel corso dell’anno iniziative promozionali. Intanto continuano le proiezioni nei week-end da venerdì a domenica con successo in quanto la nuova apparecchiatura digitale permette anche l’alternanza delle proiezioni con la visione di due film diversi nella giornata: cartoni animati per bambini nel primo pomeriggio e alla sera film per tutti. Non solo, ma c’è anche la parabola che permette la trasmissione in diretta di eventi sportivi, musicali e teatrali. Già programmata per la prossima primavera una serie di film di carattere culturale per le scuole primarie e Medie. Luisa Russo

OVADA E OVADESE

Allo Iat, in Enoteca, ed ora anche al Barletti il meglio dei vigneti ovadesi

Un protagonista: il vino I

l vino è il grande protagonista di Ovada e della zona tanto da essere inserito per la prima volta nelle statistiche dell’Ufficio IAT di Ovada dello scorso anno. Una conferma quasi scontata se consideriamo la vocazione vitivinicola della zona e che finalmente potrebbe prendere il grande balzo dopo che Ovada negli anni passati aveva dedicato anche rassegne L'Enoteca, foto Luca Bianchi a questo prodotto. Senz’altro un ruolo di primo piano spetta all’Enoteca “Balloon” di Via con il produttore” ha avuto luoTutti pazzi per i tappi - prosegue da pag. 5 Torino costituita con l’obiettivo go con l’azienda “Tre Secoli” di di promuovere il vino e dove af- Mombaruzzo, mentre per la fine fluiscono in qualità di espositori di marzo potrebbero esserci in numerose aziende locali, senza contemporanea tre produttori. poi contare la manifestazione Ma non finisce qui in quanto della Pro Loco “Vino e Tartufi” prenderà il via il 13 marzo anche coinvolge numerosi pro- che un corso per introdurre al duttori ed ultimamente anche il vino a cura dell’Associazione corso di Agraria. All’Ufficio In- Italiana Sommelier. Tre serate formazione ed Accoglienza Tu- di due ore al costo di Euro 60 e ristica di Via Cairoli è in corso il conseguimento finale dell’atun censimento di tutte le realtà testato di “allievo assaggiatoagricole dal momento che molti re”. Relatore Stefano Ferrando si recano in ufficio richiedendo dell’AIS di Alessandria. Infine al trasporto. Un qualcosa di significativo perché ogni piccolo indirizzi di cantine, vini, enote- sono stati allacciati anche i gesto produce carità per sostenere il progetto Musalac per che e luoghi dove acquistare primi contatti con l’Istituto l’alimentazione dei bambini nella missione di Kabulantwua. bottiglie. All’Enoteca Regionale Superiore “Barletti” di Ovada C’è però una piccola raccomandazione che gli organizzatori di Via Torino poi gli abbinamen- durante la presentazione del della raccolta intendono rivolgere a chi effettua la raccolta. ti dei vini con piatti tipici ed ora nuovo indirizzo di Agraria. Un anche con i formaggi coinvol- corso che si avvarrà anche del- “Molte persone si dimostrano scrupolose nel selezionare i tappi – affermano - mentre c’è ancora chi nei centro raccolta gono numerosi appassionati la collaborazione della Tenuta deposita ogni cosa tipo lattine, ferri da stiro, pezzi di pane del settore. “Siamo sulla buo- La Cannona di Carpeneto con e quant’altro capita, venendo meno allo spirito dell’iniziana strada – commenta Alfre- i suoi 52 ettari di terreno, 22 tiva. E’ pur sempre vero che tutto il materiale viene ancora do Maffieri – e i risultati sono dei quali destinati a vigneti .Un selezionato dai nostri addetti, ma questo comporta un lavoevidenti”. L’iniziativa “Incontro lavoro dunque in rete e in sinerro in più, per cui un po’ di collaborazione non guasta per con il produttore” ha visto la gia che non può che migliorare una catena più veloce”. Intanto arriva il primo bilancio: nel presenza alla fine del gennaio la qualità dell’offerta, esaltare 2013 i tappi raccolti hanno permesso di realizzare circa 3000 scorso dell’azienda serravallese veramente il vino, ognuno parEuro che sono serviti per l’alimentazione di un centinaio di “La Bollina” con i vini abbinati tendo dal proprio settore. bambini per alcuni mesi. ( l.r.) ad altrettanti piatti tipici per il Luisa Russo mese di febbraio “l’incontro


l’inchiostro fresco

OVADA E OVADESE

Marzo 2014

Dislessia

Olimpiadi della Cultura: studenti dello Scientifico di Ovada in semifinale

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l 21 febbraio è iniziato il progetto “Dislessici ma non stupidi” curato dalla Dott.ssa Cristina Carrea, che continuerà il 14 marzo e 21 marzo 2014, dalle ore 20.30, presso la sede di Jovanet, via Sant'Antonio ad Ovada. Il corso, articolato su tre microgruppi formati al massimo da dodici persone, si propone di agevolare il rapporto tra adulti e ragazzi/ bambini nell'affrontare le varie difficoltà o i momenti di incertezza. Per chi è interessato si consiglia una tempestiva prenotazione.

Sei magnifici sei I

ragazzi del Liceo Scientifico “Pascal” di Ovada, accompagnati dalle Prof. sse Maria Concetta Marasà e Roberta Carosio, si recheranno l’11 marzo 2014 a Civitavecchia per disputare la semifinale nazionale delle “Olimpiadi della Cultura e del Talento” durante le quali i partecipanti dovranno affrontare quiz di Logica e Informatica, di Inglese, di Grammatica e Letteratura Italiana, di Geografia e Storia, di Educazione Civica e Attualità, e una Prova Musicale. Il Liceo Scientifico “B. Pascal” di Ovada ha superato brillantemente la fase eliminatoria con la squadra “I fantastici sei” capitanata da Lorenzo Parodi e composta da Arianna Caneva, Linda Gualco, Alberto Olivotti, Martina Pastorino, Riccardo Torrielli. Gli studenti hanno affrontato una prova di quiz a risposta multipla di logica matematica, comprensione del testo inglese e grammatica italiana sulla piattaforma net-learning messa a disposizione della Molise Dati Spa. La prima fase eliminatoria delle “Olimpiadi della Cultura e del Talento – Premio Oriana Pagliarini – V edizione”, ha coinvolto ben 8034 alunni delle scuole secondarie di secondo grado divisi in 1339 squadre in rappresentanza di 19 diverse regioni italiane. Le Olimpiadi della Cultura e del Talento sono un concorso a premi promosso dall’Associazione Olimpiadi della Cultura e del Talento con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero per l’Istruzione l’Università e la Ricerca, del Ministro per l'Integrazione, della Regione Lazio, del Comune di Civitavecchia, del Comune di Tolfa e, a livello internazionale, dal Governo di Malta – Ministro per Gozo e dal Comune di Ghajnsielem. Grande la soddisfazione del Dirigente Scolastico, la Dott.ssa Laura Lantero e degli insegnanti in quanto, su 475 squadre iscritte del Centro-Nord, il Liceo Pascal di Ovada risulta essere l’unica scuola del Basso Piemonte ad aver superato la fase eliminatoria. (l.r.)

Da sinistra: Martina Pastorino, Linda Gualco, Lorenzo Parodi, Arianna Caneva, Riccardo Torrielli e Alberto Olivotti

L'inchiostro in bicicletta ad Ovada e...

serdian@tin.it servizio urgenze festivo: 393/20.00.084

I nostri lettori non ci danno soltanto una mano…ma anche le gambe e il cuore!!!

... a Bosco Marengo

Luisa Russo Info: (dopo le12) Cinzia 3455998883

pedalando, pedalando

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’“inchiostro fresco” è un giornale davvero speciale perché arriva là dove gli altri non arrivano. Non c’è paese dell’Oltregiogo genovese, piccola frazione appenninica o contrada del basso Monferrato dove una copia de “l’inchiostro” non sia arrivata. Il merito è degli edicolanti e dei lettori, a cui va il nostro grazie. Sono proprio i nostri aficionados a passare il giornale di mano in mano, spostandosi con ogni mezzo, dalla bici al monopattino, dall’asinello alle motociclette un po’ sgangherate, portandolo proprio nel tuo paese: non ti resta che allungare la mano e iniziare a sfogliarlo! La redazione

Dott. Sergio Diana Orari Medico Chirurgo Prof. a c. di impiantologia Università di Genova Specialista in Chirurgia Maxillo - Facciale Specialista in Odontostomatologia C.T.U. Tribunale di Genova

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Via Torino 54 Ovada Lun 9 - 12.30 Mer 9 - 12.30 Gio 15 - 19.30 Tel. 0143/80.301

Via XX Settembre 8/2 Genova Lun 15 - 19.30 Mar 9 - 17.00 Mer 15 - 19.30 Ven 15 - 19.30 Tel. 010/54.37.64 Tel e Fax 010/58.88.75


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OVADA E OVADESE

7 edizioni del Al “Mambo Rico” di Ovada fuoriclasse in pista mercatino

Montaldo B.da vi aspetta

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aranno sempre sette le edizioni del Mercatino dell’antiquariato e dell’Usato in programma nel 2014 ad Ovada a cura della Pro Loco di Ovada e del Monferrato. Con l’8 dicembre scorso si è conclusa l’ultima edizione del 2013 e il bilancio non può che essere positivo. Un flusso turistico non indifferente per Ovada e del quale traggono beneficio tutti; un impegno da parte dei componenti della Pro Loco e dei volontari da non sottovalutare considerando che devono far sistemare le bancarelle oltre ad una presenza continua per l’intera giornata. Per il 2014 il primo mercatino è il 21 aprile, lunedì di Pasqua, poi giovedì 1 maggio, lunedì 2 giugno, venerdì 15 agosto, domenica 5 ottobre, sabato 1 novembre e lunedì 8 dicembre, ma le iniziative della Pro Loco non si limitano ai mercatini. (l.r.)

Ballando, ballando! I

l ballo trasforma la loro vita di coppia e nuovamente in pista, dopo quattro anni, conquistano un terzo e un primo posto ai campionati italiani assoluti master di Rimini. Si tratta di Aurora Diana, 31 anni e Denis Pestarino, 35 anni, splendida coppia anche nella vita allietata dalla nascita di un bimbo di 16 mesi; ballano naturalmente in coppia dal 2001 e hanno maturato grande esperienza nelle competizioni e nell'insegnamento delle Danze Caraibiche e Latino Americane. “Abbiamo partecipato a vari concorsi – dicono - tra cui "International Hustle e Salsa competition" a Miami classificandoci al terzo posto in Salsa; al Bachata Open di Alicante classificandoci settimi e dopo quattro anni siamo rientrati a gareggiare ai Campionati

Italiani Fids tramite la Magik Dancing di Alessandria”. Il ritorno in pista si è rivelato entusiasmante, questo sport ci ha trasformato con il 3° posto nella Combinata Caraibica e il 1° posto nel Carrebean Show Dance. Aurora e Denis sono anche i responsabili dell'A.s.d. “Mambo Rico” di Ovada, un'associazione sportiva dilettantistica affiliata all'ACSI riconosciuta dal CONI, al fine di promuovere la danza dai bambini agli adulti, inserendo così attività di danza come: Salsa, Bachata, Cha cha cha, Kizomba, Latin Hustle, Latin Dance dai 4 anni ai 16 anni e Zumba. L’Associazione è un centro di svago per tutti i generi di ballo, per qualsiasi persona di qualsiasi età, che abbia voglia di muoversi e non solo, è anche in grado di trasformare talento e passione in una solida preparazione. (e.p.)

on la corsa podistica del 9 marzo organizzata dalla Pro Loco di Montaldo Bormida prendono il via le iniziative nel paese. Gli altri appuntamenti: 21 aprile gita del merendino a cura della Pro Loco; 4 maggio “Bimbo Fest” con l’associazione “Sulle orme di Don Bisio”, il 6-7-8 giugno con il coordinamento del Comune “Gardening in collina” e negli stessi giorni la Pro Loco presenta la Sagra della Farinata; il 20 luglio festeggiamenti per il Santo patrono alla frazione Gaggina e il 25-26-27 luglio Sagra dello Stoccafisso a cura dell’Associazione Gaggina. Il mese di agosto sarà caratterizzato dal torneo di tamburello con la Pro Loco, quindi il 23 e 24 agosto sagra della pizza grazie alla Pro Loco. Per fine agosto il 29-30-31 agosto presso la Cantina Tre Castelli sagra dello stoccafisso e il 2 novembre festa del tartufo con gran castagnata alla Tre Castelli. (l.r.)


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Redazione

Redazione

Dibattito a TeleMasone sulla linea Genova-Acqui Terme

Il Nodo di Sampierdarena

0143/46.569

0143/46.569

Scongiurati i tagli? V

enerdì 21 febbraio, grazie all’ospitalità di TeleMasone Rete Valle Stura, è andata in onda l’intervista ai rappresentanti del Comitato Difesa Trasporti valli Stura ed Orba (Massimo Calissano e Fabio Ottonello) ed ai Consiglieri regionali Aldo Siri (Lista Biasotti) ed Antonino Oliveri (PD). Moderatrice Maria Luisa Repetto. La trasmissione ha avuDa sinistra: Fabio Ottonello, Antonino Oliveri, Aldo Siri, Moreno Oliveri, Massimo Calissano. to ad oggetto l’attività del Comitato, le sue finalità ed i risultati ottenuti. Questa la cronaca della serata. Il dibattito è stato aperto da Massimo Calissano che ha fatto il punto sulla situazione. “Dopo aver assistito per anni ad un lento ma inesora- hanno dato, seppur parzial- per valutare insieme ai tecnici interessano la linea, dalla frana bile peggioramento del servi- mente, buoni frutti”. Sono regionali le soluzioni ottimali di Mele, ancora irrisolta dopo zio e tagli alle corse - ha detto infatti stati scongiurati, seppur del problema. I consiglieri han- più di dieci anni, ai treni merci Calissano - si è raggiunto il momentaneamente, i tagli alle no informato i telespettatori di che spesso ostacolano gli altri limite che ha determinato la corse feriali, mentre sono stati aver chiesto la convocazione treni. Infine l’appello da parte costituzione, nell’ottobre scor- soppressi quattro treni festivi. della Commissione regionale di tutti i partecipanti: i trasporso, del Comitato, che in pochi “È già un buon risultato - ha trasporti, alla quale saranno ti sono essenziali per la sopravgiorni ha raccolto oltre 4.000 commentato Ottonello - ma sottoposte le proposte del Co- vivenza stessa delle nostre valfirme, consegnate al Presi- non bisogna mollare la presa, mitato per cercare di attenuare li; senza collegamenti efficienti dente della Regione Liguria soprattutto in vista dei lavori gli inevitabili disagi che deri- non si potranno raggiungere il in occasione del Consiglio al nodo di Sampierdarena del veranno ai pendolari. Anche posto di lavoro, la scuola, ma regionale sui trasporti del 26 2015, che causeranno l’inter- Moreno Oliveri, esperto di tra- anche ospedali ed uffici. Per novembre. La ferma e decisa ruzione della nostra linea per sporti e tra i più attivi sosteni- cui non solo i pendolari, ma reazione dei pendolari e l’a- quasi due anni”. A tal proposi- tori del Comitato, non ha perso i cittadini tutti sono chiamati zione decisa dei Consiglieri to, sono intervenuti i Consiglie- l’occasione per ricordare i pro- alla massima allerta in difesa regionali Siri ed Oliveri e la ri Siri ed Oliveri, già al lavoro blemi strutturali che tutt’ora di un bene comune, di un servipresa di posizione dei Sinzio sociale unico ed insostituiNel Magazine a pag. 33 un pezzo di Stefano Rivara daci dell’Unione dei Comuni bile: la ferrovia. sulle Greenways, ovvero sul riutilizzo dei cosiddetti SOL (Campo Ligure, Masone, rami secchi o linee ferroviarie dismesse. Maria Virginia Calissano Rossiglione, Mele e Tiglieto),

I

lavori di ammodernamento al nodo ferroviario di Genova Sampierdarena, interesseranno nel prossimo anno anche la linea “Genova-Ovada -Acqui”. Infatti, dopo la stazione di Genova Borzoli in direzione di Genova, in prossimità del quadrivio Torbella a Genova Rivarolo, la linea dovrà essere interrotta per consentire il rifacimento di importanti infrastrutture. Il problema è noto ormai da anni, ma incerta è ancora la soluzione. Da un lato si ipotizza un sistema di bus sostitutivi, dal costo proibitivo, se si pensa che la durata dei lavori è ad oggi stimata in circa due anni. Dall’altro, e pare ormai l’ipotesi più probabile, l’utilizzo della galleria che collega Borzoli a Voltri, che consentirebbe al treno di raggiungere direttamente la stazione di Voltri. Da qui però, lo stesso convoglio dovrebbe proseguire direttamente per Genova Sampierdarena, senza cambi né fermate intermedie. In questo modo si allungherebbero inevitabilmente i tempi di percorrenza, ma in misura accettabile. (m.v.c.)

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l’inchiostro fresco

VALLE STURA

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Cotonificio ligure

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orto a Rossiglione nel 1881 per filare e tingere cotone, occupava, a fine Ottocento, ben 650 operai. Specializzatosi nella produzione di tela per divise militari, conobbe un ultimo periodo di sviluppo nel secondo dopoguerra, impiegando oltre mille operai. Furono costoro che si tassarono per contribuire alla realizzazione dell’ospedale civile, nato a seguito del lascito della famiglia Barigione e Pizzorni, cui prende il nome. (m.v.c.)

Nata con autofinanziamento, oggi si avvia verso una triste conclusione

Chiude la residenza sanitaria L a notizia della imminente chiusura della residenza sanitaria di Rossiglione, che ricovera attualmente sedici persone, tra anziani e malati psichiatrici, è arrivata a ciel sereno nei giorni scorsi nel borgo della Valle Stura. Gli ospiti saranno trasferiti nelle strutture di Cogoleto, Voltri e Campo

Ligure. Il problema della chiusura della struttura ed il conseguente trasferimento degli ospiti, pone non pochi interrogativi. Innanzitutto i disagi per i congiunti degli ospiti, che dovranno recarsi nel luogo dove saranno destinati i loro cari per poterli visitare. Quindi per i dipendenti della struttura, che sa-

ranno a loro volta trasferiti. Infine, ma non da ultimo, per l’indotto (ad esempio fornitori e addetti alle pulizie) che probabilmente saranno sostituiti dal personale presente nel luogo di destinazione. Se pensiamo poi alle carenza della linea ferroviaria che collega Rossiglione con Genova (ci riferiamo agli imminenti

Anche per la Valle Stura è tempo di elezioni amministrative

È nelle difficoltà che si vedono i buoni amministratori A bbiamo incontrato Massimo Calissano (nella foto), capogruppo di minoranza del Comune di Campo Ligure, candidato Sindaco nel 2009 per la lista civica “Cambia con noi”.

Calissano, come vi muoverete in vista dell'imminente tornata elettorale? Innanzitutto una precisazione. È nostra intenzione formare una vera lista civica, che raduni tutti coloro che hanno voglia di rimboccarsi le maniche per il bene del paese. Quindi non si dia per scontato che siano necessariamente gli stessi di cinque anni fa ad essere i continuatori, né tanto meno uno di loro il capolista. È giusto che il nostro Gruppo rimetta il mandato che aveva

i pesanti tagli al bilancio che mettono a rischio il mantenimento dei servizi essenziali. Il nostro gruppo, in questi cinque anni non ha mancato Quindi non intendete can- di evidenziare, con azione critica ma sempre costruttiva, le didarvi? Ciascuno di noi, a tempo debi- molte carenze dell’attuale amto, si pronuncerà circa le sue ministrazione, che non sono scelte personali. Ma, ripeto, la esclusivamente conseguenza vera lista civica deve essere della crisi congiunturale, anzi: formata da campesi che, indi- è nelle situazioni difficili che si pendentemente dalle convin- vedono i buoni amministratozioni politiche, siano pronti a ri! Pertanto, chi andrà a formadare il proprio contributo per re la squadra che si candiderà a governare il nostro paese il bene del proprio paese. dovrà dare la propria disponiViviamo tempi dramma- bilità piena ed incondizionata. tici: la crisi non ha certamente risparmiato Campo Quindi, per concludere il Ligure, che, come tutti i tutto… piccoli Comuni, cerca di Un appello a nome dell’intero sopravvivere, nonostante Gruppo di minoranza: i giochi ricevuto dai propri elettori con l’auspicio che siano loro ad indicare i nomi che andranno a comporre una o più liste civiche.

Dal lontano 1950 una tradizione dolciaria che si tramanda da più generazioni via Roma 19 Masone (GE) tel 010.926088 www.pasticceriavigo.com

sono aperti, chiunque tenga al bene del paese si faccia avanti, ci contatti, pronto ad assumere, con coscienza un forte impegno civico, un dovere dal quale, chi dichiara di amare il proprio Paese, non può sottrarsi. Fabio Mazzari Nel prosimo numero, a cura di Fabio Mazzari, daremo spazio a tutte le liste in campo nella Valle Stura

tagli annunciati per le giornate festive) e la situazione del trasporto su gomma con la nota crisi dell’ATP, il quadro è completo. Ma ciò che maggiormente spaventa i rossiglionesi è che ciò sia solo l’inizio. Lo scorso anno infatti, la ferma opposizione dell’Amministrazione aveva scongiurato la “cartolarizzazione” della struttura. Ora il trasferimento degli ospiti sembra precludere allo smantellamento dell’intera struttura. Le voci che maggiormente si ricorrono parlano di vendita e un progetto di esternalizzazione ai privati dell’intero complesso, che verrebbe trasformata in una casa di riposo per abbienti. Ci si chiede anche quale sorte avrebbe, se dovesse avverarsi tale ipotesi, l’attuale centro polivalente ospitato al piano terreno dell’edificio. Ambulatori medici generici e specialistici, laboratori di analisi, troveranno infatti ancora posto nella nuova struttura? La cosa più triste, commentano alcuni cittadini di Rossiglione, è che l’ex Ospedale è stato eretto, non solo grazie al lascito dei benefattori Barigione e Pizzorni, ma soprattutto con il contributo spontaneo degli operai del cotonificio che, a prezzo di grandi sacrifici, si tassarono per poter avere il loro ospedale. Questo oggi non può né deve essere dimenticato. Maria Virginia Calissano


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VALLE STURA

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Tiglieto: presentato il libro di racconti di Michelangelo Carlo Pesce, cantore della sua terra

Voli di migrazioni L’ ultima fatica letteraria di Michelangelo Pesce, per gli amici Carlo, “Per ultime passano le cesene”. Tiglietese doc, Pesce è un appassionato cantore della sua terra, l’alta valle dell’Orba. Dopo un primo esperimento più fotografico che letterario (ci riferiamo alla pubblicazione “Tiglieto, l’idea di un paese, “scattata” più che scritta,

trattandosi di un libro fotografico scritto a quattro mani con Gianni Merlo nel 1991 per SAGEP) ed il bel libro di racconti “A nord del mare” edito da De Ferrari nel 1999, Pesce ritorna sul tema a lui più caro: la sua terra e la sua Gente. Profondo conoscitore della natura e degli animali, l’Autore, nel contesto della valle dell’Orba, descrive con l’occhio

attento dell’osservatore, merli, upupe, barbagianni, beccacce, ma anche volpi, lepri, faine e, ultime ma non per importanza, le cesene, che danno il nome alla raccolta di racconti. E poi c’è la sua Gente, i ricordi di una terra popolata non solo da contadini, ma anche da migranti, che si recavano in Francia per fare i taglialegna, spesso per non fare

Un salto all'indietro nel tempo attraverso oggetti di vita quotidiana

Il Museo e Casa PassaTempo I l Museo e la Casa PassaTempo di Rossiglione, nati dalla passione di Guido Minetti e della moglie, Silvia Pizzorno, ci fa fare un salto indietro nel tempo. Inaugurato alla fine dello scorso novembre, alla presenza del critico d'arte alsaziano Philippe Daverio, racconta la storia del Novecento attraverso una serie di percorsi tematici, partendo da oggetti di uso quotidiano nei vari decenni: dai primi frigoriferi in legno degli anni '10 fino all'arrivo dei personal computer negli anni '80, passando per oggetti cult quali: i televisori Geloso, i frigoriferi Philco, la Vespa e la Lambretta. Filo conduttore il “made in Italy”. Si può ammirare anche una riproduzione esatta di un'aula della scuola elementare di Rossiglione degli anni '40-'50 con tutti gli oggetti e i libri dell'epoca e una collezione completa di macchine da scrivere. Al piano superiore della Casa Passatempo

inizia un percorso tematico per luoghi ed epoche: dall'emporio di paese, riprodotto nei minimi particolari compresi oggetti di uso comune dell'epoca ad un'officina meccanica degli anni '60, con tanto di pompa di benzina e una collezione di motociclette.

Castiglioni, la poltrona sacco e soprattutto l'elettronica di consumo della gloriosa BrionVega. Vi sono delle riproduzioni anche di camerette per ragazzi, con i poster e gli lp dei Beatles, i cartoni animati giapponesi degli anni '70 (Goldrake, Ufo Robot, ecc...), e l'oggettistica Disney. Dalla casa si passa al bar, che è una riproduzione il leggendario “Bar del Giambellino” cantato da Giorgio Gaber, con flipper, bottiglie dell'epoca e telefono a gettoni. Il viaggio nella Casa PassaTempo si conclude nel garage, dove trovano posto diverse moto, una Autobianchi Bianchina (la utilitaria resa famosa da Paolo Villaggio nei libri Non manca lo spaccato della e nei film di Fantozzi) e, rarità vita all'interno delle abitazioni nelle rarità, una due posti quasi dell'epoca con un salotto degli introvabile: una Piaggio-Amca anni '50, munito di mobile radio- Vespa 400, l'unica automobile bar e televisore dei primordi, prodotta dalla storica casa di per passare al salotto del decen- Pontedera. nio successivo, con l'esplosione del design italiano: le lampade Fabio Mazzari

più ritorno nella natia Tiglieto. Un mondo antico, legato a tradizioni millenarie, che Pesce ha avuto modo di frequentare e conoscere a fondo; un mondo di fatiche inenarrabili, di sacrifici e privazioni, in cui i vincoli di parentela ed amicizia erano strettissimi e solo la solidarietà consentiva a tutti di sperare in un mondo migliore. Queste pagine ci portano ad avvicinare a Pesce un altro grande cantore delle nostre terre, il masonese Carlo Pastorino. Ci riferiamo al Pastorino de “Il ruscello solitario” nel quale si evoca il ricordo per un mondo rurale, fortemente legato alla tradizione ed alla terra, un modo però, al pari di quello descritto da pesce, destinato a scomparire. Ma il libro non è solo rievocazione: infatti l’Autore coglie l’occasione per tramandare al lettore ghiotte ricette della migliore tradizione tiglietese, quali la zraira, squisita gelatina di maiale preparata per il Natale, o il budino con il bianco d’uovo, fino alla preparazione dello sciroppo di rosa selvatica, tonico e rinfrescante. Ed infine traspare lo Storico, che rievoca due eventi salienti per la storia della sua comunità: la guerra di successione austriaca del 1747, con l’episodio dell’assedio di Badia, e la Resistenza, con la narrazione delle vicende del partigiano Luca. Un bel libro che si legge d’un fiato, un tributo dovuto alle generazioni che con fierezza hanno tramandato la loro storia ed infuso all’Autore il grande amore per la sua terra. (m.c.)


fresco 12AI l’inchiostro LETTORI Marzo 2014 Per avere gratuitamente “l'inchiostro fresco” contattare Umberto Cecchetto al numero

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Fondi Europei 2014 -2020 per aree interne

Una grande opportunità

Il Comune informa

D

eliberazioni dell’ultima seduta

Viabilità • Approvazione (rinnovo) convenzione per la gestione del Servizio di Polizia Municipale con il Comune di Stella. • Approvazione Regolamento comunale per la disciplina dei Controlli interni. • Approvazione (rinnovo) Convenzione Ambito territoriale Sociale n. 50. • Approvazione Piano triennale di prevenzione della corruzione e dell’illegalità anni 2014-2015-2016-2016.

N

e rimangono ancora molti ed urgenti da eseguire, ma finalmente sono stati realizzati i lavori di consolidamento e recupero dei due ponti sulla strada provinciale “La Carta–S. Pietro d’Olba” ed inoltre sono stati sistemati parecchi tratti di asfalto dissestato sulle varie strade provinciali. Di recente la Provincia ha comunicato l’imminente inizio dei lavori di recupero e consolidamento del Ponte sul Rio Carpescio (Loc. Ferriera di Acquabianca) S.P. Acquabianca - Tiglieto. Le attività di cui sopra saranno eseguite in collaborazione con la Provincia di Genova.

L’

importante incontro si è svolto Sassello il 12 febbraio, organizzato da ANCI Liguria con: rappresentanti del Governo, Regione, i Comuni Interessati, Parco del Beigua per mettere a punto la progettualità. “Grande opportunità per il nostro territorio”. Molto importante la

programmazione dei fondi Europei 2014 2020 per “Aree Interne”: la nostra è individuata nei Comuni di Stella, Sassello, Urbe, Tiglieto, Rossiglione, Campo Ligure, Masone e Mele. I settori di intervento sono: Sanità, Mobilita/trasporti, Scuola,Turismo, Utilizzo del Bosco. Molto importante e

significativa la grande sintonia e il lavoro progettuale intrapreso tra i nostri 8 Comuni: di comune accordo abbiamo messo a punto e presentato per ogni settore di intervento opportune schede progettuali che racchiudono tutte le problematiche dei nostri Comuni.

Ma dov'è finita la Rai??? C ome già ampiamente denunciato dai Comuni della Valle Stura, anche nel territorio di Urbe e

dintorni il servizio Rai è decisamente scadente, verrebbe da dire “precario“ infatti, specialmente in alcune zone, sono frequenti le interruzioni del segnale,

non solo in condizioni di avversità meteorologiche, ma anche in condizioni normali, in particolare, il livello di servizio si è abbassato dopo l’avvento del digitale terrestre. Nonostante le ripetute segnalazioni alla stessa Rai e alle Autorità regionali da parte dell’Amministrazione

Comunale e da molti privati, ad ora, i miglioramento del servizio è decisamente ai minimi termini. Si evidenzia che nella nostra zona, specialmente nella stagione invernale, il servizio televisivo è l’unico passatempo per molte famiglie di anziani dovuto Canone…..verrebbe da dire e non solo…..oltretutto avendo pagato il “oltre il danno, la beffa!”.

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Dal Sindaco di Capriata d'Orba, Pier Sandro Cassulo, riceviamo e pubblichiamo

Verificare le notizie, un dovere L’

amico GB (ndr Gian non mi pare ora che l’attuale decisione del Battista Cassulo) di pasTribunale amministrativo regionale (Tar) saggio a Capriata, mi ha volta ad annullare il responso elettorale in portato la copia di febbraio de “l’inchioPiemonte sia un atto democratico. Il tutto, stro fresco”, che con le sue. 15.000 copie anche in considerazione che il Tar stesso fa sicuramente opinione. Nel leggere non ha tenuto conto che l’annullamento l’occhio mi è caduto sugli articoli “Vendella “Lista per Bresso” ha riequilibrato i ti piccoli stati” di Stefano Rivara e “La voti tra i due contendenti alla presidenza, speranza è l’Europa” di Arnaldo Liguori con un risultato finale di sei mila voti a e subito non ne ho condiviso i contenufavore di Cota! E comunque chi ha votato ti.. Il problema del mal funzionamento quelle liste ha espresso democraticamente delle Regioni italiane a mio parere deriun voto legittimo. Altro punto che non conva, non tanto da una loro collocazione divido è là dove Rivara scrive: “Comunque, istituzionale (ndr: la Comunità Euroalmeno, ciò ci permette di liberarci, mepea riconosce le Regioni come glio tardi che mai, di una Giuninterlocutrici al pari stesso ta regionale che per quanto ridegli Stati nazionali), semmai guarda il trasporto ferroviario dalla mancata attuazione di è stata davvero pessima”. Poiun vero federalismo fiscale. li articoli citati dal Sindaco Pier Sandro Cassulo sono ché sono un componente del “Venti Piccoli Stati”, “Piemonte al Voto” e “La Speranza “Consiglio delle Autonomie Sono certo, infatti, che se ogni Regione potesse autogestire le è l’Europa” a firma rispettivamente il primo e il secondo di Ste- della Regione Piemonte”, ho proprie risorse, la situazione fano Rivara e il terzo di Arnaldo Liguori, apparsi sul n. 1/2014 avuto modo di esaminare i bisarebbe radicalmente diversa de “l’inchiostro fresco”. “Venti Piccoli Stati” è una critica alla lanci della Regione: per quanto da quanto invece accadde, ad riforma del Titolo V della Costituzione operata nel 2001 dal concerne i trasporti pubblici in esempio, con quel “buco nero” Governo Amato (Centrosinistra). Si denuncia la “frammenta- questi due ultimi anni si sono di sprechi che fu la “Cassa del zione dell’Italia in venti piccoli stati, attanagliati da disse- registrati pesanti tagli apportaMezzogiorno” (1951 – 1992). sti economici e malfunzionamenti delle linee di trasporto”. ti dal Governo. Sulla speranza poi che la no- In “Piemonte al voto” Rivara sottolinea le inadempienze della Guarda caso i Governi che hanstra salvezza sia l’Europa, non giunta Cota in merito ai tagli selvaggi nel trasporto pubblico, no deciso questi tagli avevano me ne voglia Liguori, ma nu- con particolare attenzione a quello ferroviario, in tratte vitali e un colore politico che non è lo tro tantissimi dubbi. Sono poi delicate come, ad esempio, la “Cuneo - Vercelli” o la “Ovada – stesso dell’attuale Giunta del rimasto stupito nel leggere Alessandria”. L’altro articolo, “L’unica speranza è l’Europa” Piemonte e posso assicurare l’articolo: “Piemonte al voto” a realizzato da Arnaldo Liguori, ricorda che “l’unico indice co- che se le Regioni godessero di firma di Stefano Rivara, dove stantemente positivo delle nostre aziende sia quello dell’ex- quell’auspicabile autonomia non viene precisato che le li- port” e di come senza una direzione sempre più rivolta ad un fiscale che prima accennavo, ste annullate per irregolarità mercato comune europeo non c’è un futuro. Divisi si è deboli, pari almeno all’80% delle proformali, sono ben due, la “Li- uniti si è forti: dimenticare questo insegnamento forse infanti- prie risorse, i trasporti pubblista pensionati per Cota” nella le, ma sempre valido, significherebbe trovarsi tagliati fuori dal ci della Regione Piemonte sasola circoscrizione di Torino e grande mercato europeo e globale. Sugli stessi argomenti oggi rebbero sicuramenla “Lista per Bresso” in tutto il riportiamo il pensiero del Sindaco di Capriata d'Orba. te d’eccellenza! Piemonte. Sottolineando che il Mattia Nesto Tribunale competente le aveva Pier Sandro Cassulo Sindaco di Capriata d’Orba avallate prima delle elezioni,

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Rondinaria al voto

A

nche i Comuni di Rondinaria si presenteranno al voto il 25 maggio per le Amministrative. Chi non sarà della partita è Angela Lamborizio, Sindaco uscente di Bosco Marengo, che raggiunta da noi al telefono, così commenta il suo abbandono: “Ho già raggiunto la fine del secondo mandato, non mi ricandido più, nemmeno per la consigliatura, niente! L'impegno istituzionale per me è stata una vera e propria missione, mi ci sono dedicata completamente, anima e corpo. Non sono mai mancata un giorno, adesso voglio riprendere i fili della mia vita. Si facciano avanti i giovani, portando le loro idee nuove, senza dimenticare di contrattarle con i cittadini”. Cambio in sella pure a Frugarolo: anche Pietro Gazzaniga, infatti, non potrà più ricandidarsi alla guida del paese alessandrino. Più incerta la situazione sulle rive dell'Orba: mentre Ivana Maggiolino, Sindaco di Silvano, si prende ancora un po' di tempo per decidere, Massimo Bisio, a Fresonara, aspetta che da Roma arrivino indicazioni più precise sul numero di consiglieri (6 0 10 ndr) da nominare. Solo allora potrà valutare se mettere in piedi la sua squadra e presentarsi alle elezioni. Federico Cabella

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l’inchiostro fresco

RONDINARIA

Marzo 2014

Il Consiglio regionale costava 80 milioni di euro, oggi ne costa 50: ecco i tagli ai costi della politica

Piemonte al voto: parla Molinari L’ assessore regionale agli Enti Locali, Riccardo Molinari, in un’intervista “a ruota libera” parla delle elezioni piemontesi e di altri importanti temi.

Piemonte è l’unica insieme alla il trasporto su gomma, quello vince, la Regione trasferisce i Lombardia che investe risorse è di competenza delle Pro- fondi, ma le Province hanno il dovere di razionalizzare il serproprie sui trasporti. Il problevizio. ma è che lo Stato dal 2010 ad oggi ha tagliato circa 250 miLa Giunta Cota ha ricevuto lioni di euro, quando il sistema molti attacchi da parte deldei trasporti piemontesi costa Come commenta la senten- circa 400 milioni. Questo taglio le opposizioni per i tagli za del Consiglio di Stato di risorse ha comportato da alla sanità cosa può dirci a che rimanda il Piemonte al una parte l’aumento delle tariguardo? voto? Quando ci siamo insediati riffe e dall’altra una riorganizCredo si tratti di un precedente zazione e razionalizzazione al Governo della Regione molto pericoloso, un Paese in delle corse dei treni. Cioè il Piemonte rischiava il cui il voto di 4 milioni di perso- da una parte non era stato commissariamento della ne non conta nulla è un Paese rinnovato il contratto con Sanità per i debiti accudove la Democrazia è in forte Trenitalia e dall’altra non mulati, era un sistema rischio. Non è mai stata messa era stata fatta una nuova completamente fuori in discussione la validità dei gara per assegnare il sercontrollo dove ogni voti, non ci sono stati brogli vizio. Per quanto riguarda anno si dovevano chiuo conteggi sbagliati, la Lega e il centrodestra hanno vinto le regionali 2010 per più di 9 mila voti, ma a distanza di 4 anni le elezioni vengono annullate per PU T un'irregolarità formale di una N lista, i “Pensionati per Cota”, di Daniele Poggio mentre le medesime irregolarità accertate dalla magistratura per la lista “Pensionati ed Invalidi per Bresso”, che hanno uanti anni sono passati da quando la Lega con Umberto Bossi affermava che aderire comportato la cancellazione all’Euro per l’Italia sarebbe stato un disastro e che si sperava ancora in un ripensamento di quella lista, non sono state o almeno in un referendum per sentire il parere della gente! Così diceva Bossi: “L’Europa tenute in considerazione: elimimonetaria ci costerà cara; è un mostro che non genererà né democrazia, né stabilità, né nando i voti regolarmente asvantaggi economici per tutti, le leggi finanziarie degli stati si ridurranno a un semplice segnati alle 2 liste Cota avrebfax inviato da Bruxelles”. Da allora lo abbiamo ripetuto e straripetuto fino a diventare noiosi be comunque vinto di 6 mila ed eccoci al punto in cui siamo. Ancora una volta avevamo ragione noi. Eppure ne abbiamo voti. Quello che è successo è sentite di tutti i colori: c’era chi diceva che saremmo diventati più ricchi, più belli, che avremun vero e proprio Golpe della mo lavorato di meno e guadagnato di più, e via con la svendita delle frottole e…dell’Italia. La sinistra! moneta forte che ci ritroviamo ci ha tolto competitività e portato disoccupazione ai massimi livelli. Oggi la Lega, supportata dalle teorie di fior di economisti e 7 premi Nobel, rivendica la Nelle scorse settimane si è possibilità di fare marcia indietro per uscire dal pantano. Si tratta di studiare la maniera più parlato molto dei disagi leconveniente: rinegoziare il cambio? Reinventarci la nostra moneta? Rivedere i trattati eurogati al trasporto pubblico, pei? Qualcosa bisognerà pur fare in questo senso oltre a pensare, naturalmente, a dare un bel può fare chiarezza? colpo di scure ai costi di un carrozzone che si snoda in mille direzioni, nazionali e oltre, che Prima di tutto bisogna che i citper la situazione generale, ci sta facendo colare a picco. tadini sappiano che la Regione Daniele Poggio

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dere i bilanci con nuovi mutui o cancellando impegni di spesa. Debiti che non sono spariti, ma che si sono dovuti gestire negli anni seguenti. La Giunta Cota ha dovuto contrattare con il Governo Centrale un piano di rientro sanitario, con prescrizioni molto rigide, ad esempio il blocco dei concorsi e del turn-over del personale sanitario o la riorganizzazione degli ospedali territoriali. Tutto questo per evitare un commissariamento che avrebbe portato alla chiusura dei presidi più piccoli. La sinistra è stata la causa di questa condizione, mi chiedo con quale coraggio accusino chi invece ha salvato la Regione dal collasso finanziario e ha mantenuto un controllo sulle politiche sanitarie che diversamente non ci sarebbe stato

L’euroscetticismo avanza… ma noi ve l’avevamo detto!

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Passiamo alle cose positive, quali sono le cose più importanti che ha seguito in questi mesi da Assessore? Sicuramente ho lavorato sodo alla nuova legge sulla montagna, una norma che permette una nuova organizzazione dei comuni superando le comunità montane. Purtroppo con lo stallo dato dalla sentenza del Consiglio di Stato questa legge, già approvata in Commissione, che nasce da un lavoro di ascolto e concertazione con tutti i sindaci dei territori montani, rischia di veder bloccato il suo iter di approvazione creando grossi disagi alle terre segue a pag. 15


l’inchiostro fresco

RONDINARIA Parla Molinari prosegue dalla pagina accanto

alte. Sul tema dell’Università ho introdotto nel 2013 nuovi criteri per l’assegnazione delle borse di studio che tengano conto del merito, non solo del reddito, al fine di avere una più equa distribuzione delle borse su tutti gli atenei e tutte le facoltà del Piemonte, riservando un 10% in più all’Università del Piemonte Orientale che ha storicamente goduto di meno servizi ed interventi da parte della Regione. In conclusione si parla molto di costi della politica nelle regioni, voi su questo cosa avete fatto? Una cosa di cui i media non parlano è il grande lavoro di taglio ai costi della politica ed ai privilegi portato avanti dalla Lega e dal Governo Regionale in Piemonte. Il Consiglio Regionale nel 2010, costava ai piemontesi 80 milioni di euro, oggi ne costa 50. C’è stato un taglio netto di 30 milioni di euro. Questo è stato possibile apportando una serie di riforme sullo status dei consiglieri regionali e degli assessori come il dimezzamento degli stipendi, l’abolizione dei vitalizi e l’abolizione dei rimborsi chilometrici. Anche a fronte di questo fa sorridere l’ipocrisia della sinistra che spesso fa demagogia su questi temi, ma che quando ha governato per 5 anni dal 2005 al 2010 non ha tagliato un solo euro alla politica regionale. Ester Matis

Marzo 2014

Il bilancio del Sindaco uscente Pier Sandro Cassulo

Lascio un Comune “S in salute ono stati i cinque più difficili della mia esperienza venticinquennale di amministratore, ma lascio un Comune in piena salute” sono le parole d'esordio di Pier Sandro Cassulo, nell'intervista che suggella la chiusura del suo mandato di Primo Cittadino. Già, perchè non è stato un periodo affatto facile non solo per i cittadini, ma anche per le istituzioni: stretta nella morsa tra il rispetto di un patto di stabilità che ha azzerato le possibilità di investimento e la difficoltà di tenere il bilancio in pareggio (senza per questo gravare di tasse i cittadini) la figura del Sindaco si ritrova spesso con le mani legate. “Nonostante ciò – riprende – i risultati che abbiamo ottenuto sono sotto gli occhi di tutti: dal nuovo municipio, al centro sportivo, dalle iniziati- interventi di solidarietà nei ve di sostegno per gli anziani confronti delle persone in diffialla piscina convenzionata per coltà economiche, avvalendoci gli utenti dell'Unione collinare anche ndell'aiuto della Onlus del Gavi. Un’accurata manu- capriatese “Enrico Brizzolesi”. tenzione del cimitero sono solo Infine la stabilità di un bilanalcune delle tante cose fatte. Si- cio che consenta alla prossima curamente lascio dopo 25 anni Amministrazione di ereditare un paese radicalmente trasfor- un comune privo di debiti, tramato. In questi ultimi anni la sparente e reale, cioé non gonmia opera amministrativa ha fiato da debiti nascosti come dovuto tenere conto della crisi sono ormai la stragrande mageconomica e così si è svilup- gioranza dei comuni italiani”. pata seguendo i punti-cardine Insomma, a Cassulo i conti delle tre “S” - come ci spiega il tornano e la sua esperienza di sindaco Cassulo - Per prima Sindaco si chiude, nonostante cosa la sicurezza, dato che tutto, positivamente. Senonché abbiamo avviato un sofisti- uno spunto di riflessione, guarcato ed efficiente programma dando all'avvenire del suo paese, di videosorveglianza. Dopodi- ci tiene a lasciarlo: “Ho notato, ché abbiamo profuso grandi purtroppo, nel corso degli anni, energie nel sociale, grazie ad che il senso civico è andato

calando: occorrerebbe che gli interessi comuni prevalessero su quelli privati. Dal punto di vista istituzionale, poi, si può certamente avviare il conclamato “rinnovamento”, non prescindendo però dalla componente dell'esperienza. Considerato ciò, si potrà programmare il futuro capriatese, senza però farsi prendere da ingannevole entusiasmo: l'orizzonte non è completamente terso, anzi è ancora minacciato da pericolose nubi. Per questo ho voluto sottolineare l'importanza di unire l'esperienza al rinnovamento. Più si va avanti e più diminuiranno, a mio vedere, i margini di errore”.

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Enti locali quale futuro?

C

ambia forse l'esecutore e l'orchestra, ma la musica è sempre la stessa: in qualunque paese tu vada, qualunque Sindaco di un piccolo Comune incontri, sentirai sempre ripeterti la medesima sinfonia di improperi contro la crisi ed il conseguente patto di stabilità. Eppure gli amministratori del nostro territorio sono spesso seri e preparati, già inseriti negli ingranaggi della politica locale e pronti ad ogni imprevisto. Senza contare che svolgono il loro incarico in maniera quasi gratuita. Sono una risorsa per i loro concittadini, un punto di riferimento, una figura di amministratore vicina e presente, con la quale si può interloquire in maniera diretta per manifestare le proprie istanze e necessità. Com'è possibile, allora, che vengano maltrattati dal governo centrale? Mani legate, impossibilitati in ogni intervento, privati di ogni risorsa e addirittura, a poco più di due mesi dalle prossime elezioni, tenuti all'oscuro del numero di consiglieri che potranno presentare in squadra. Quale futuro, in questo modo, si prospetta per i piccoli enti? Federico Cabella

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l’inchiostro fresco

RONDINARIA

Marzo 2014

Il Sindaco di Predosa si ripresenta più determinato che mai alle prossime amministrative

Sardi: se mi rivogliono, ci sono “M etto a disposizione le mie capacità di amministratore. La gente ormai mi conosce: se lo vorranno, mi rivoteranno”, così ripresenta la sua candidatura Giancarlo Sardi, attuale Sindaco di Predosa in scadenza di mandato. La sua esperienza negli enti locali è assodata: vanta anche un quinquennio da sindaco fra il 1999 e il 2004: “Ma fin da subito, in questo mia seconda consigliatura, mi sono accorto che le cose stavano cambiando per i piccoli Comuni: i fondi statali si sono fortemente ridotti,il 2013, poi, con il patto di stabilità è stato micidiale perché sono stati completamente bloccati gli investimenti e le possibilità di accedere ai mutui e la fiscalità locale copre l'85% del fabbisogno del bilancio. Ciò significa che l'ente diventa sempre più incisivo nel bilancio familiare”. Nonostante l'austerità imperante, non mancano per Sardi i motivi d'orgoglio: “Abbiamo seguito la politica di non aumentare le tasse locali, abbiamo cercato di gestire il territorio e le aree produttive per incrementare l'occupazione, nel pieno rispetto delle norme del piano regolatore. Nel clima generale di massima economia delle spese abbiamo cercato di tenere i servizi essenziali, aggiungendo anche quello del micronido”. Tra le esperienze negative del suo mandato ricorda l'incendio del palazzo municipale nella primavera del 2012 e la “querelle” con l'azienda autorizzata dalla Provincia a co-

Tra le esperienze negative del mio mandato ricordo l'incendio del Palazzo Municipale e la querelle per la centrale a biomasse, ma sono orgoglioso di aver gravato solo per lo stretto necessario sulle tasche dei cittadini

struire una centrale a biomasse nel paese nel 2010, vicenda chiusasi recentemente con un buon accordo che presenta condizioni vantaggiose per il Comune. Insomma, l'esistenza di alcuni nodi ancora da sciogliere, unitamente al desiderio di proseguire il discorso aperto sulla gestione associata delle funzioni del Comune l'hanno spinto a ripresentarsi: “Ho esperienza, salute e tempo da dedicare a Predosa. Se i cittadini mi vorranno ancora, sanno cosa devono fare. Anche perché nell'ente locale chi amministra è la persona,

non c'entra l'etichetta politica, le forze vanno unite se vogliamo superare le ulteriori difficoltà a cui andremo incontro”. Due parole, per chiudere, sul programma: “Sarà certamente all'insegna dell'austerità, senza voli pindarici, imperniato sulla concretezza delle esigenze dell'istituzione comunale, gravando per lo stretto necessario, come abbiamo già dimostrato nel quinquennio appena concluso, sulle tasche dei cittadini già martoriati dalle tasse”. Federico Cabella

Parla il Sindaco di Basaluzzo, tra “spending review” e ricandidatura

Lo sfogo di Ludovici È

un Ludovici furioso quello che abbiamo incontrato per parlare delle condizioni del Comune di Basaluzzo. D’altronde un mandato da Sindaco di un piccolo centro negli anni tristemente noti per il “patto di stabilità” rappresentano una dura prova per qualunque amministratore. Ma a differenza degli altri, Ludovici non le manda di certo a dire: “Ci stanno rovinando da Roma. Anno per anno vogliono far morire gli enti locali. Ci hanno trasformato nei gabellieri dello Stato, dobbiamo riscuotere solamente i tributi, senza avere la minima possibilità di spesa. Anche accendere un mutuo è diventato praticamente impossibile!”. Nel corso del tempo si sono sentite parecchie promesse, quasi sempre disattese, anche per questo Ludovici commenta amaro: “Così non si può andare avanti: i Comuni virtuosi e quelli spreconi sono trattati alla stessa maniera perché chi prende le decisioni sono i funzionari, non i politici. I quali, peraltro, badano a far cadere la scure della spending review sui piccoli Comuni, mentre per quanto rigurada le loro provvigioni non tagliano proprio nulla”. Siamo, dunque, senza speranza? “Temo di sì. Forse ci si può aspettare qualcosa da Renzi

che, essendo stato Sindaco pure lui, si metta una mano sulla coscienza ricordandosi delle sue difficoltà di amministratore locale, ma è difficile. Non è cambiato nulla in sessant'anni. E le “facce” dei politici di allora sono le stesse di adesso. Sono loro gli artefici di questo disastro!”. Per chiudere, un accenno sulla sua volontà di ricandidarsi: “È un momento difficile e perciò serve gente seria e preparata. Io e i miei collaboratori siamo fortemente motivati a continuare l'avventura e portare la nave in porto. Ma, sia chiaro: si è costretti a remare in barca senz'acqua! Facciamo un esempio: come si può fare il programma elettorale senza una lira? Si tira avanti il carretto con i buoi che si hanno e ai cittadini si cerca di offrire a malapena i servizi che già c'erano, niente di più. È triste, ma purtroppo e questa la realtà!”.

......anno per anno vogliono far morire gli Enti locali. Ci hanno trasformato nei gabelieri dello Stato.

Federico Cabella


l’inchiostro fresco

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Marzo 2014

Un miao a tutte le gattine di Novi

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Dopo dieci anni da Sindaco, Lorenzo Robbiano, fa il punto sul suo mandato

Tra soddisfazioni e difficoltà

A

Capriata d’Orba, sabato 22 febbraio, presso il Circolo della Soms, nel corso di una “cena letteraria” è stato presentato il libro di Lorenzo Robbiano “I senza volto 2”. Abbiamo colto

l’occasione per intrattenere una piacevole conversazione con l'autore che, in qualità di Sindaco vicino allo scadere del suo secondo mandato, ci ha rilasciato una breve intervista volta a delineare il quadro amministrativo dell’attività intrapresa. “Gli ultimi cinque anni - ci ha detto il Sindaco - sono stati molto difficili per i continui tagli che lo Stato ha operato nei trasferimenti monetari agli Enti locali. Abbiamo dovuto operare tagli ad alcuni servizi, siamo però riusciti a mantenere il bilancio comunale in equilibrio, senza penalizzare i servizi sociali, ma attuando una politica fiscale a favore dei più deboli e consegniamo a chi verrà dopo di noi una situazione di bilancio tranquilla”. Cosa non farebbe se potesse tornare indietro? Che cosa invece la rende maggiormente fiero? Non sono infallibile, di errori sicuramente ne avrò commesso, ma sempre in buona fede. Molte sono le cose che mi hanno dato soddisfazione. La più importante è sicuramente la riqualificazione dell’area ex Ilva (oggi Euronovi). Era un’area abbandonata da più

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Una cena letteraria, ovvero un diverso approccio alla cultura, a cui si attinge mentre si assaporano le prelibatezze del territorio. In questa atmosfera, è stato presentato un libro sull’importanza che ha rivestito il movimento operaio novese dell’800.

Se i tempi e le condizioni lo pannelli. Su questo tema, però, permettessero, si candidereb- c’è molto ancora da fare. be nuovamente un domani per la carica di primo cittadino? Quali progetti ha per il futuro, Quali eventi o situazioni di No! Credo che la legge che limita una volta terminato l’incarico questa esperienza ammini- il ruolo dei Sindaci a due mandati da Sindaco? strativa le hanno procurato? consecutivi sia giustissima. Ho dato la mia disponibilità per un eventuale candidatura per le Da Assessore alla Cultura e al Turismo e poi da Sindaco ho Quale dei suoi progetti co- prossime elezioni del Consiglio iniziato un percorso di valoriz- munali iniziati e non ancora Regionale, scrivo, come è risapuzazione del territorio, della sua completati, vorrebbe che il to, libri e anche altre cose. Non sono le idee che mi mancano… storia, dei suoi prodotti tipici. nuovo gruppo proseguisse? Il progetto Dolci Terre di Novi, Il risparmio energetico e l’abiniziato nel 1995, ha fatto passi battimento del Co2 (anidride Un messaggio ai suoi cittada gigante. Oggi ci sono alme- carbonica). Già i primi risultati dini no due aziende dolciarie che si li abbiamo ottenuti: oggi tutti gli Novi è una bella città, e come tutsono insediate a Novi, perché il edifici comunali sono alimentati te le cose belle oltre che rispettarmarchio Dolci Terre di Novi è da energia proveniente da fonti le bisogna amarle. Novi ha sempre un valore aggiunto. Se penso al rinnovabili; abbiamo realizza- avuto la capacità di rinnovarsi, lo centro storico della città, con to il biodigestore, che produce dice la sua lunga storia. Nei prosi Palazzi dipinti, com’era negli energia elettrica alimentato dai simi anni, vista la crisi generale, anni ’80 e com’è oggi, non posso rifiuti organici che i cittadini con tutti noi avremo grandi possibilità che essere soddisfatto. Aggiun- la raccolta differenziata contri- di rinnovamento. go che su questi temi c’è ancora buiscono a far funzionare; sette Marta Calcagno edifici pubblici sono ricoperti da tanto da fare. di vent’anni. Abbiamo “ricucito” uno strappo che c’era sul territorio urbano.

Aiuto! Le elezioni

È 

scattato il conto alla rovescia a Novi: il 25 maggio prossimo si rinnoverà l'Amministrazione comunale. Scaldano i motori le forze in campo: centro-sinistra pronto, anche il centrodestra, poi c'è la sinistra a sinistra del centro-sinistra, civiche liste, leghisti fuoriusciti, varie ed eventuali, Avanti Novi!, fermi un attimo: anche i Cinque Stelle che, in giro si dice, “sono pronti a fare il botto”. Nove al momento i candidati a succedere all'uscente Robbiano: ma non escludiamo che all'uscita del giornale il numero sia da aggiornare. Tutti ovviamente propongono un programma elettorale fondato sul cambiamento. Un po' come accendere la Tv la domenica pomeriggio e trovarci “Novantesimo minuto”. Quanto mi piace l'aria che si respira durante le elezioni! Niente è più rassicurante della continua promessa di cambiamento. Federico Cabella Evento

29 Marzo alle ore 18 alla SUMS di Tassarolo verrà presentato il libro di Dino Bergaglio “Saluti dell'osteria di Tassarolo”


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l’inchiostro fresco Marzo 2014

NOVI E NOVESE

Il politico della Lega Nord dice la sua sui temi caldi delle imminenti elezioni

Cabella: Europa, lavoro e sicurezza I dee chiare, rispondenti alla linea del partito e pronte alle imminenti elezioni. Pensando alle prossima chiamata alle urne, viene spontaneo parlare del Movimento 5 Stelle, fazione politica che (paradossalmente) ha fatto dell'antipolitica il suo cavallo di battaglia. Sul fatto, Gian Paolo Cabella ha le idee chiare e definisce l'antipolitica come “Una moda del momento, che sarà superata solo con la dimostrazione di serietà da parte di coloro che sono chiamati a gestire la cosa pubblica”. Detto altrimenti, sì alle forme, anche decise, di protesta democratica, “Sempre che non siano finalizzate ad espressioni di intolleranza”, ma mirate ad un “miglior approccio in favore dei cittadini, senza dimenticare che la politica è sacrificio.” Dopo l'introduzione il politico novese esamina i punti chiave della prossima campagna elettorale. Il primo, il rapporto con l'Europa, con il dilemma tra maggiore integrazione o ritorno agli Stati nazionali. La linea della Lega Nord, perfettamente condivisa da Cabella, è quella di favorire “le spinte autonomistiche” a scapito del “Centralismo economico esasperato”. In altre parole, no a “Vane teorie antieuropee” e porta aperta a “Un'Europa veramente federale” che dia voce ed autonomia alle identità locali espresse sul territorio. Di seguito, il tema immigrazione, particolarmente sentito

per via della presenza di irregolari, spesso delinquenti, sul territorio. Anche qui, Gian Paolo Cabella non ha esitazioni: “Il problema, amplificato dall’atteggiamento della attuale classe dirigente comunale, deve essere affrontato con pragmatismo”. Come insegna la tradizione, “Prima i tuoi e gli altri se puoi”: è necessario perciò creare migliori condizioni di lavoro e servizi pubblici più efficienti, per i nostri concittadini prima di pensare a chi fugge da realtà che l’Europa, vittima dell’immigrazione,

pare aver abbandonato al loro questione lavoro. Pur tenendestino. Indispensabile quindi do conto del limitato potere una: “Fermezza di rapporti e dell'amministrazione comunacertezza di normativa” senza le, il politico prova ad ipotizzaindulgere a quella: “Carità pe- re un futuro in cui Novi Ligure losa” tanto cara ai buonisti. A sia oggetto di “un recupero ruota, il problema sulla soste- dell’identità dell’occupazione nibilità dello stato sociale: per genericamente intesa” ove si Cabella, obiettivo della politica realizzi pari dignità e proteziodeve essere la corrisponden- ne ad ogni formula produttiva, za tra l’intervento di aiuto e l’ ponendo finalmente fine alla effettiva necessità del cittadi- “dicotomia tra lavoro dipenno, assicurando l’attivazione dente e lavoro autonomo”. Per di forme di compensazione chiudere, la questione ambienattraverso lavori socialmente tale, salita alla ribalta dopo utili o altre provvidenze simisegue nella pagina a fianco lari. Importante ma delicata, la

Fratelli d'Italia: i temi emersi durante la convention locale del partito

No alle poltrone, sì al progetto U n partito “moderno”, che sappia mantenere i suoi valori, adattandoli al contesto attuale. Questa la sintesi del messaggio espresso durante la prima conferenza di Fratelli d'Italia a Novi Ligure, tenutasi sabato 8 febbraio nella sede recentemente inaugurata. Di fronte ad un pubblico attento e numeroso, il candidato Enzo Baiardo ha riassunto la storia del partito a livello nazionale ed indicato le mosse probabili a livello locale. In primis, il relatore ha ricordato la genesi del gruppo. Nel dicembre 2012, il ritorno di Berlusconi blocca la proposta di primarie nel Popolo delle Libertà: insoddisfatti, alcuni politici PDL, guidati

da Guido Crosetto e Giorgia Meloni, fondano Fratelli d'Italia, circa 40 giorni prima delle elezioni. Particolarmente significativa la scelta di Crosetto, che decise di candidarsi per il Senato, pur non avendo i numeri, per ribadire come il neonato partito “Non cerca le poltrone”. Tornando alla situazione novese, Baiardo ha ripercorso i passi dell'alleanza con Avanti Novi e con Alfare: obiettivo, la creazione di una coalizione che lasci agli elettori la possibilità di scegliere il candidato da presentare alle prossime elezioni e che accetti di presentare candidati alla pari e senza condanne penali. Parlando di elezioni, pur non avendo una campagna eletto-

rale già definita, Baiardo parla di un “Progetto complessivo”: sviluppare cioè cioè tutte le caratteristiche di Novi, dall'urbanistica alla sicurezza, dalla solidarietà alla pulizia. Ad esempio, in caso di vittoria, Fratelli d'Italia vuole incentivare l'arrivo d'industrie in città tramite facilitazioni comunali, favorendo la nascita di nuovi posti di lavoro. Oppure, consentire ai residenti nelle case popolari di pagare eventuali debiti tramite lavori socialmente utili, in modo da conciliare tutela delle famiglie in difficoltà con salvaguardia delle finanze pubbliche. Insomma, riassume Baiardo, l'obiettivo di Fratelli d'Italia segue nella pagina a fianco


l’inchiostro fresco Marzo 2014

Intervista a Cabella prosegue da pag. 18 vicende come quella della Terra dei Fuochi. La posizione di Gian Paolo Cabella è netta, favorevole alla tutela della salute, nemica dell'isteria ecologista, non omettendo però di considerare le utilità indotte da interventi correttamente programmati. Quindi, “Ben vengano le osservazioni contrarie ad iniziative interessanti il territorio, ma solo se in grado di dimostrare, con dati tecnici inoppugnabili, la pericolosità per l’uomo, senza indulgere a patetici bilanci sui pretesi o negati benefici rispetto al rischio”. Matteo Clerici

Abbiamo sentito il candidato sindaco Fabrizio Gallo del M5Stelle

Voglia di essere cittadini F

A sinistra Fabrizio Gallo con un collega, intervistato da Mattia Nesto in redazione

Libertà individuale e giustizia sociale: idee da conciliare Intervista a Baiardo prosegue da pag. 18 è “Gestire Novi come un' azienda”, mettendo ai posti di comando persone abituate a lavorare nel privato, con fondi limitati, al posto dei professionisti della politica, troppo legati alla vecchia idea dell'assistenzialismo di Stato. Infine, nel caso poi le elezioni premiassero il centrosinistra, Fratelli d'Italia vuole offrire: “Un'opposizione diversa e più forte”, capace di mettere in campo: “Una totale coesione” per svolgere al meglio il proprio ruolo politico. (m.c.) Chi non sa di politica è un analfabeta, chi non fa politica è un egoista Don Bobbio

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La Sinistra a un bivio N el mondo della politica italiana, il trasformismo è considerato (a ragione) uno dei peggiori difetti. Tuttavia, è anche l'unica strada che la sinistra ha per mantenere i suoi valori in un mondo mutevole. Detto questo, il rapporto tra sinistra e cambiamento rimane travagliato. Ai tempi della Guerra Fredda, qualunque deviazione dal comunismo ortodosso era vista con sospetto: Togliatti bollò il “Socialismo Liberale” di Rosselli come “Un mediocre libello che si collega in modo diretto alla letteratura politica fascista” e l'autore come “Dilettante dappoco, privo di ogni formazione teorica”. La Caduta del Muro, nel 1989, costrinse il P.C.I. ad un ripensamento, concretizzato da politici

come Valter Veltroni, per il quale la sinistra italiana sarebbe sopravissuta al crollo dell'URSS solo grazie ad una convergenza di valori raccolti attorno ad un socialismo di stampo liberale esteso sino ai movimenti cattolici impegnati nel volontariato, alle nuove forme di partecipazione dal basso e alle associazioni ambientaliste. Ciò avrebbe meglio permesso di affrontare il grande tema delle diseguaglianze sociali. Un tema questo, caro a Norberto Bobbio, che lo trattò in suo volumetto, “Destra e sinistra”. In questo testo, il filosofo torinese sosteneva che, aldilà delle varie correnti, destra e sinistra sostanzialmente si contrappongono sul come interpretare le disuguaglianze sociali ed economiche. Se la

prima ritiene che siano ineliminabili, ed in qualche misura giuste poiché indicatori di merito, la seconda cerca di eliminarle per realizzare quello che ritiene il suo obiettivo, una vera fratellanza tra gli uomini. Perciò, la sinistra italiana se vuole veramente rinnovarsi, ora che il quadro geopolitico del mondo è cambiato, non dovrebbe lacerarsi nel ricordo delle vecchie appartenenze, ma focalizzarsi sul suo vero obiettivo: ovvero contrastare le diseguaglianze conciliando l’idea di libertà individuale con quella di giustizia sociale. Esattamente come sostenevano i fratelli Rosselli negli anni Trenta del secolo scorso. Matteo Clerici

abrizio Gallo, candidato sindaco per il Movimento Cinque Stelle, spiega come “Da troppo tempo vedo i novesi come spenti, non più fieri di questa città. Per uno come me, nato qui e che si ricorda com’era Novi, non trovo giusta questa situazione e voglio riportare il sorriso sul volto dei miei concittadini.” Fabrizio Gallo ammette che il 30,5 % preso dal Movimento alle ultime Politiche alla Camera è un risultato che oltremodo lusinghiero e che “pesa” ma deve essere obiettivo di rilancio e di proposta concreta per un cambiamento in città. “Bisogna dire basta alla grandi opere inutili e si alle piccole opere utili – incalza Gallo – perché troppo spesso questa e altre amministrazioni, di tutti i “colori” politici, hanno continuato a perseverare in faraonici progetti, come ad esempio quella del Movicento (ndr progetto di riqualificazione urbanistica e funzionale della piazza della Stazione), dimenticando i veri problemi, magari di più rapida risoluzione. Quello che manca a Novi è un occhio attento alle piccole cose, come il sempre maggiore degrado della città, che in certe ore appare davvero“lugubre” anziché Ligure”. Il Movimento Cinque Stelle per bocca del candidato Sindaco si vuole impegnare ad un dialogo continuo e reale con i cittadini. Ecco perché segue a pag. 22


l’inchiostro fresco

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Il giornalino

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di NOVI LIGURE

di ACQU

Dedicato all'8 marzo Festa della Donna

Cari lettori,

I

n occasione dell‛8 marzo vorrei fare gli auguri a tutte le donne, felici, tristi, amate, maltrattate, a tutte le mamme, alle sorelle, alle amiche alle nonne. Personalmente non festeggio la festa delle donne andando in pizzeria e tantomeno in qualche squallido locale con spogliarellisti. Questo tipo di “divertimento” è uno schiaffo morale alla dignità femminile. Gradisco un ramo di mimosa, una cenetta in famiglia, un buon libro, magari di Isabel Allende. Tanti auguri!!! Maestra Tiziana Riccardi II° A Scuole Rodari

A

me piace la festa della Donna perché è bella e c‛è la mimosa e quando c‛è la festa della Donna mio papà arriva sempre a casa con la mimosa per portarla alla mamma. Irene

L

L‛

8 marzo c‛è la festa della donna perché cent‛anni fa a New York il padrone della fabbrica le ha fatte lavorare tanto poi un giorno si sono lamentate e allora il padrone della fabbrica le ha rinchiuse. Poi è scoppiato un incendio e sono morte 129 donne. Andrea

La Redazione de l'inchiostrino al lavoro

L

a festa della donna mi piace perchè le donne lavorano. Umberto

Da sinistra: Dennis Urgu, Margherita Pistone e Diana Susca

Vi presentiamo i pensierini della nostra classe O

ggi è la festa della donna e le mamme saranno felici. Martina

a maestra ci ha raccontato che l‛otto marzo c‛erano donne che lavoravano e scoppiò un incendio, le porte erano chiuse e 129 donne sono state bruciate. È per questo che farò un regalo alla mia dolce e cara mamma, perché anche mia mamma è una donna. Anderson

L‛

Otto Marzo c‛è la festa della donna e mio papà porta i fiori alla mamma. Riccardo

O

ggi la maestra ha raccontato la festa della donna. A mia zia portano le mimose, gliele porta il suo amico di lavoro. Sabrina

Q

uando è la festa della donna faccio gli auguri alla mia mamma e le farò un regalo e le darò tanti bacini. Auguri mamma ti voglio tanto bene. Azzurra

A

me piace la festa della donna perché c‛è la mimosa, è definito come un fiore povero ma profumato e bello. Matteo

Q

uest‛anno voglio fare un regalo alla mia mamma e mio padre vuole darle un mazzo di fiori e io saluto tutte le donne anche quelle povere. Valentina Cecchetto

È

una festa per ricordare le 100 e passa donne che sono morte e gli uomini regalano la mimosa alle donne e altri fiori. Stefano

E

ra brutta perché tante persone sono morte quindi si festeggia quella festa per ricordarci la festa. Niccolò

I nostri co dell

D

alla classe Primaria “ quentano l della classe 3^C di sostegno a dis fratellino o una s L‛iniziativa, nata verso i coetanei ta in collaborazi il cui Presidente sempre molto a ni. E‛ nato così u tra la Scuola “G della Costa d‛Avo si scambiano dis presto ci piacer via Skype. Ques zie alla sensibili che, in sintonia c aiutare i bambin re a chi ha biso i bambini ivorian vestirsi e mangia questo Progetto che per loro è n per altri bambin a superare l‛ego co di chi ha mo e altruisti. Ogni dona un giocatto lina africano, tu no consegnati a You Onlus che p in Costa d‛Avorio quest‛anno le im con in mano i gio lo vedere che u si usa più fa fel giocattoli non ne


dei bambini

I TERME

ompagni la Costa d'Avorio

e 1^, gli alunni della Scuola “G. Saracco” che oggi frea classe 3^ A, e due alunne u, hanno iniziato un progetto stanza adottando ciascuno un sorellina della costa d‛Avorio. a per sensibilizzare gli alunni meno fortunati, è stata fatione con la “Need You Onlus” e, Sig. Adriano Assandri, è attento al mondo dei bambiun vero e proprio gemellaggio . Saracco” e la Scuola “Yaou” orio. Durante l‛anno gli alunni segni, frasi e auguri e al più rebbe fare un collegamento sto progetto è possibile graità dei genitori della classe con gli insegnanti, desiderano ni a capire che è bello donagno, infatti con il loro aiuto ni potranno andare a scuola, are. I nostri alunni, grazie a o, riescono a capire che ciò normale e talvolta scontato, ni non lo è, e magari riescono ocentrismo e l‛egoismo, tipiolto, per diventare generosi i anno a Natale, ogni alunno olo al “fratellino” o “sorelutti i giocattoli vengoall‛Associazione Need provvede a mandarli o, riceveremo anche mmagini dei bambini ocattoli inviati. E‛ beln giocattolo che non ice un bambino che di e possiede!!

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di ISOLA DEL CANTONE

Diario immaginario di un soldato isolese a cura della classe 3°C - Scuole medie Prima puntata

1914 – 2014

C

ent‛anni fa iniziava la Prima Guerra Mondiale, chiamata “La Grande Guerra”. Questo conflitto provocò in Italia 615000 morti, negli imperi centrali 3 milioni e mezzo, le potenze alleate ne contarono oltre 5 milioni. L‛Italia combatté questa guerra principalmente sull‛altopiano del Carso e di Asiago e lungo i fiumi Isonzo e Piave. Si combatté anche sul fronte occidentale e orientale e fu uno guerra del tutto nuova sul piano tecnologico, si usarono nuove armi come carri armati, lanciafiamme, gas asfissianti e aeroplani. Fu una guerra di posizione e logoramento che portò molti soldati alla follia. Dal nostro paese, Isola del Cantone, furono richiamati alle armi circa 58 giovani; ne morirono 41. Noi, alunni della classe 3C, studiando gli avvenimenti di quegli anni e facendo riferimento alla storia locale, abbiamo scritto qualche pagina del diario immaginario di un soldato isolese. Abbiamo cercato di immedesimarci nelle sue emozioni nelle sue paure,ma anche nella sua speranza durante le lunghe giornate in trincea. Per rendere più veritiere queste pagine abbiamo utilizzato un linguaggio molto semplice ed anche qualche termine dialettale; a dire il vero, non abbiamo fatto troppa fatica! Gli autori: Giacomo Bisio, Tabita Ciocan, Kamal El Atiki, Giorgia Gambaro, Andrej Inzerillo, Davide Lai, Asja Morra, Umberto Sacconi, Tim Siri, Irene Tabacco

14 novembre 1917 Altopiano di Asiago Oggi è stata una giornata particolarmente durà. Le razioni di cibo sono statte sospese molte volte, ma ciò non ha cambiato guei le cose. La trincea e stata danneggiata, lassciado un buco nelle nostre difese, ed è stata solo fortuna che siamo riusciti a respingere il nemico. Ho avuto l‛incarico di ripararla, insieme ad alcuni miei compagni, per questo abbiamo utilizzato dei grossi massi trovati nel torrente qui vicìno. La fatica è stata tanta, pero siamo riusciti a farla più alta di come era prima. Il pensiero è tornato al giorno in cui semmou arrivè e dovevamo scavare delle buche nella terra dura, per camminare sensa essere visti, inoltre dovevamo alsare un muro composto da ciottoli, pietre, ghiaia e sacchi di terra, per ezzere al sicuro. Francesco Delorenzi


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NOVI E NOVESE

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Voglia di essere cittadini - da pag. 19 se si dovesse dare un nome alla campagna elettorale del Movimento sarebbe “Voglia di esser cittadino”. “Noi non faremo una campagna tradizionale, quella per intenderci in cui si tappezza e deturpa la città con i manifesti recanti il volto impomata del candidato sindaco – ricorda Gallo - ma ci impegniamo, anzi ci stiamo già impegnando, a sentire costantemente i cittadini, in incontri, che noi chiamiamo “agorà” (ndr in greco antico piazza, luogo di incontro e scambio di opinioni), per discutere assieme a persone con competenze e non del futuro prossimo della nostra città, del nostro futuro come cittadini”. Molte le incognite che attendono Gallo per le prossime elezione: il Movimento Cinque Stelle di Novi, coerentemente con il proprio statuto “nazionale”, non farà alleanze anche se, come ricorda il candidato sindaco, sono già iniziati gli “abboccamenti” da parte degli avversari, per possibili apparentamenti. Forti di un consenso che pare evidente e diventati riconoscibili dalle battaglie che portano avanti (ferma posizione NOTAV e NO-Terzo Valico in testa), Gallo e il Movimento vogliono portare aria fresca a Novi Ligure, “aprendo le finestre e le porte del Comune perché tutti i cittadini possano vedere quel che accade e partecipare attivamente”. Mattia Nesto

Il presidente di Acos spa Novi Ligure Roberto Rossi fa il punto a tre anni dalla nomina

Tutte le energie al servizio del cittadino A bbiamo intervistato Roberto Rossi, presidente dell’azienda partecipata (ndr.: nella cui holding ci sono quote di aziende private) di Novi, che si è detto complessivamente soddisfatto dei suoi tre anni di gestione e di come Acos, concreta eccezione in questi periodi di recesso, sia un’azienda in forte crescita. “Il bello di Acos – afferma Rossi – è che è un’azienda forte, con un valore patrimoniale in ascesa, come confermato dai dati. Spesso si suole associare all’idea di “azienda partecipata” l’idea di deficit, di “perdite”: bene Acos è una smentita a ciò. All’atto del nostro insediamento avevamo trovato un’azienda già molto stabile che nel corso degli anni si è andata sviluppando. Il merito non è nostro, anzi: la forza di Acos è che tutte le azioni sono frutto di decisioni collettive, prese insieme al Consiglio d’amministrazione ed al management”. Il lavoro di Acos è un lavoro di squadra infatti, come ci sottolinea il dott. Rossi: “Iren-Genova una delle più floride aziende liguri, è una delle nostre partner”. Le insidie però per un’azienda così vitale e importante nella vita del cittadino sono sempre molte. Recentemente, ad esempio, numerosi sindaci del tortonese si sono lamentati per la lentezza dei lavori

Credo che il lavoro svolto insieme ai miei collaboratori e al Consiglio sia riconosciuto. Il rilancio di Novi parte anche dalla conferma delle sue aziende in espansione, proprio come Acos

di ripristino delle reti idriche dopo le abbondanti piogge del dicembre scorso. A questo proposito Roberto Rossi ci risponde: “Ci siamo resi conto che quella è stata una situazione difficile ma possiamo assicurare che Gestione Acqua (di cui Acos è socio di maggioranza) non si è certo lesinata in aiuti e interventi, anzi. Il monitoraggio è stato costante, 24 ore su 24 in un periodo delicato come quello natalizio, in cui la concentrazione di persone è sicuramente maggiore che in altri momenti. Noi comprendiamo le esigenze dei sindaci, che sono un po’ i catalizzatori dei bisogni e delle lamentele dei cittadini, ma G.A. ha lavorato bene. L’estensione

delle reti e le criticità proprie del territorio hanno fatti sì che il ripristino sia stato difficoltoso ma siamo riusciti a farlo nel minor tempo possibile”. Il presidente di Acos trova anche il tempo per soffermarsi sulle direttive di sviluppo dell’azienda: “Ricordo con soddisfazione che dopo una decisione collegiale si è stabilito di trasferire in un unico edificio (che dovrebbe sorgere in Viale della Rimembranza) tutte le diverse ramificazioni di Acos, dal gas ai rifiuti passando per l’acqua. In una struttura più grande e funzionale, come amo dire, tutte le energie saranno al servizio del cittadino. Fermo restando che dobbiamo aspettare ancora

la risposta del Comune”. Infine Rossi riassume: “Credo che il lavoro svolto assieme ai miei collaboratori e al consiglio, sia riconosciuto. Il rilancio di Novi parte anche dalla conferma delle sue aziende in espansione, proprio come Acos”. A questo punto Rossi ricorda il proprio passato politico (ndr.: è stato il candidato più votato in assoluto nelle due ultime legislature) dicendoci: “Sono arrivato alla presidenza dell’Acos dopo un percorso politico, prima nella Dc (ndr facente parte fino al 2007 della Margherita) e poi nel Pd dove svolgo ad oggi il mio civico impegno”. Mattia Nesto


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NOVI E NOVESE

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Nel libro di Giuseppe Ansaldi la testimonianza dell’ultimo sopravvissuto dell’eccidio di Cefalonia

Un maestoso albero d’ulivo, unico testimone “S ull’orlo del burrone degli eroi. Dalla battaglia di Cefalonia ai campi di lavoro in Turkestan” è il libro che Giuseppe Ansaldi ha dedicato alla propria vicenda di ultimo sopravvissuto della strage di Cefalonia (12–22 Settembre 1943) e del seguente massacro delle forze italiane operato dai soldati della Wermacht (23–28 Settembre 1943). Il volume, realizzato con il contributo della Camera del Lavoro e della C.G.I.L. di Novi Ligure, ha il valore di preservare il ricordo di uno dei più tragici episodi, a lungo semisconosciuti, della Seconda Guerra Mondiale. Ansaldi descrive lo sgomento che prese i militari italiani al passare, l’8 settembre 1943, dalla gioia per la proclamazione dell’Armistizio all’orrore nel ritrovarsi costretti a proseguire la guerra a fianco degli ex alleati tedeschi oppure resistere armi in pugno alle preponderanti forze nemiche. Solo la Storia più crudele genera questi atroci paradossi. Ragazzi di 22, 21, 20 e 19 anni si ritrovano a prendere la decisione più difficile della loro vita e nonostante larga parte degli ufficiali e degli alti comandi propendesse per un “allineamento” nelle file germaniche, la divisione “Acqui”, di cui Giuseppe Ansaldi faceva parte, si oppose

fermamente e decise di resistere. Dopo dieci giorni di combattimenti e ormai circondata, la divisione si dovette arrendere subendo l’atroce massacro. Giuseppe Ansaldi ricorda come “la morte lo sfiorò soltanto” dato che venne scelto, poco prima che un soldato tedesco esplodesse il colpo fatale, come “spazzino” per raccogliere i cadaveri dei compagni. “Solo un maestoso ulivo a picco sul mare era testimone di quella strage” scrive commosso l’autore. Ma da qui l’incubo non si placò: prima lo spostamento in mare verso Atene, ma a causa delle mine acquatiche un naufragio e un miracoloso salvataggio. Poi dalla Grecia Ansaldi viene trasportato nella Russia Bianca, prigio-

Qui sopra la targa ricordo posta dal Comune di Novi Ligure in piazza Divisione Acqui. A fianco la copertina del libro.

segue a pag. 24

I liceali novesi nella Grande Guerra

Giovani soldati “D ulce et decorum est pro patria mori” (Dolce e onorevole è morire per la patria) le parole di Orazio, poste sulla targa dell’aula di chimica “Baiardi” del liceo classico “Doria” di Novi Ligure, mi sono sempre suonate un po’ false. Ma quando mi recavo, da studente ginnasiale, alle lezioni di chimica o fisica spesso mi imbattevo in una grossa lapide, non distante dal motto oraziano, in cui un succedersi di nomi, date e luoghi di nascita attiravano via via la mia attenzione. Di chi erano quei nomi, perché era stata posta una lapide di marmo tanto grande e centrale nel corridoio del mio Liceo? Gli articoli di Gian Battista Cassulo, nel numero 1 di Gennaio de “l’inchiostro fresco” sulla Grande Guerra vissuta nel Novese, mi hanno fatto tornare alla memoria quei ricordi liceali. La targa è stata posta in memoria di quegli studenti del classico che si sono fatti soldati, sono partiti lasciando la propria casa, alcuni la moglie, quasi tutti la fidanzata e gli amici di sempre, per andare in Veneto, tra il fango, le baionette e le bombe in nome di un ideale tanto importante da sembrare quasi privo di senso oramai: la Patria! Ragazzi più giovani di me, alcuni poco più che diciottenni, hanno rischiato la propria vita, e spesso e malauguratamente perdendola, per un qualcosa di

La lapide sita nel Liceo Classico di Novi Ligure a ricordo degli studenti caduti nella Prima Guerra Mondiale

astratto, quella Patria che doveva liberare le terre “irredenti” (ndr irredentismo è l’aspirazione di un popolo a completare la propria unità territoriale nazionale) di Trento e Trieste. Gli storici di parte italiana considerano infatti la Prima Guerra Mondiale come “Quarta ed ultima guerra d’indipendenza” dato che, all’indomani della Pace, si acquistarono territori che entrano stabilmente a fare parte del territorio nazionale. Quanti di questi ginnasiali di Novi Ligure erano convinti patrioti? Forse tutti lo erano, o forse pochi; probabilmente i più erano come trascinati da quell’atmosfera brillante ed esplosiva d’allora: un miscuglio di superomismo (necessità dell’uomo di diventare “altro”, qualcosa di più importante), spirito nazionalista ottocentesco non sopito, una società in crescisegue a pag. 24


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NOVI E NOVESE

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Il futuro Una lettrice ci scrive per segnalare alcuni problemi facilmente risolvibili si crea adesso

“D

immi come mangi e ti dirò chi sei” vecchio detto popolare che fotografa molto bene un territorio e i suoi prodotti. Nel Novese e dintorni ci sono delle piccole realtà, cosiddette “di nicchia”, che producono eccellenze come i ceci di Merella, le fagiolane di Figino, le rape di Sezzadio, le zucche di Castellazzo, le fragoline di Tortona, farro, segale e molto altro, sia a lotta integrata, sia biologico o biodinamico, senza dimenticare i vini eccezionali. Terzo Valico permettendo, i prodotti biologici (senza trattamenti nocivi per la salute) e biodinamici (per la cui coltivazione si segue il ciclo della natura) ovviamente certificati stanno aumentando, come aumenta la consapevolezza che noi e i nostri figli siamo ciò che mangiamo.

In città ecco cosa non va

Caro inchiostro fresco, voglio denunciare alcuni problemi della mia città, Novi Ligure. Il primo è la strada davanti all'ex Pronto Soccorso, in via Edilio Raggio: è totalmente dissestata, con buche, crateri e pezzi di ghiaia. Quando piove, tutto si riempie d'acqua, si rischia di scivolare ed è impossibile camminare senza avere stivali di gomma e scarpe simili. Quando invece è asciutto, il passaggio è “solo” molto difficile, soprattutto per persone anziane o con difficoltà

nel camminare. Non parliamo poi di carrozzine o sedie a rotelle, costrette a veri e propri percorsi di guerra. Io stessa, dopo un incidente alla gamba, ho fatto parecchia fatica ad entrare nei locali dell'Ospedale. Sempre in Via Raggio, vi è la questione dei parapedonali, quelle strutture di metallo che dovrebbero proteggere i pedoni ed i ciclisti dalle macchine. Dico “dovrebbero” perchè sono tutti rotti, perciò incapaci di sostenere un urto, e privi di catarifrangenti, e quindi difficili da vedere di notte. Il più danneggiato è quello davanti alla Carrozzeria Piron (Via Raggio 40), quasi distrutto. E poi, in Corso Marenco. Davanti all'Hotel Corona, vi è l'ingresso per entrare nel parcheggio della stazione. Di per sé, il parcheggio è comodo e funzionale, ma sporco. Infatti, per terra trovo ogni tipo di rifiuto: cartacce, plastica, bottiglie vuote e resti di cibo, lasciati da uno dei tanti clochard extracomunitari che vivono nella zona. In primavera ed estate, la situazione diventa peggiore, con la temperatura che si alza e la “rumenta” che manda cattivo odore. La sporcizia è brutta di per sé, ma ad aggravare le cose il cartello che indica come la zona sia tenuta nel decoro dal Comune di Novi Ligure. Bel decoro! Se è giusto pagare le tasse per la città, è anche giusto vedere i risultati, anche con strade pulite, sicure per i pedoni e prive di buchi! Una vostra lettrice

L'Orto di Marisa

Un maestoso albero d'ulivo - da pag. 15

l'Orto di Marisa Da questo numero “l'Orto di Marisa” vi proporrà una rubrica sui prodotti della terra

niero in un lager; da qui, con l’arrivo dell’Armata rossa le cose non cambiano e il giovane viene imprigionato in due gulag: prima i tedeschi dicevano “Italiani…Badoglio”(ndr dopo la deposizione di Mussolini guidò un governo di coalizione che condusse il paese all'armistizio) ora i Sovietici esclamano “Italiani..Mussolini”. Finalmente la fine della guerra e il rientro, una vera Odissea: da Taškent (nell’attuale Turkestan, Asia centrale) sino a Bolzano e da qui nella natia Catania. Al ritorno, “nostos” come direbbero i greci del tempo di Omero, Giuseppe Ansaldi aveva 24 anni, l’età di chi scrive questo articolo: non vi fu mai giovane tanto “vecchio” di vita e soprattutto di morte. Nonostante questo Ansaldi a poco a poco si riprese, si trasferì a Novi Ligure e per lungo tempo esercitò il mestiere di edicolante. Forse, proprio per il continuo contatto con i giornali, non perse mai la voglia di ricordare, di far passare al vaglio della memoria quei tragici fatti del mar della Grecia. Un monumento a Novi Ligure, nella piazzetta antistante il “Palazzo di Vetro” ricorda i gesti e le imprese di quegli uomini che “seppero dire no”. Noi non dobbiamo dimenticarli se è vero quel che dice lo scrittore francese Albert Camus: “Che cos'è un uomo in rivolta? Un uomo che dice no”. Mattia Nesto

Giovani soldati - da pag. 15 ta, un mercato mondiale in espansione e avanguardie artistiche come il futurismo che facevano della guerra “la sola igiene del mondo”. Erano tutto questo, i nomi su quella lapide, ma erano anche e soprattutto giovani ragazzi, con i sogni, le paure e le loro utopie. Crescendo magari sarebbero diventati avidi affaristi, oppure balordi nullatenenti o peggio ancora si sarebbero lasciati fascinare dal Fascismo rampante molto vicino a sorgere. Ma le loro vite furono spezzate prima che si compissero: morirono, credendoci o meno, per un ideale. Ogni tanto, quando uno studente si ferma a riflettere o magari un professore di storia coglie un attimo di tempo per dare una spiegazione di quei nomi sul marmo, quei ragazzi rivivono nella memoria e nel ricordo: e la loro primavera, seppure effimera e breve, non è mai così dolce. Mattia Nesto


l’inchiostro fresco

AI LETTORI

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Umberto Cecchetto Logistica

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Donne coraggiose del primo Novecento: non votavano ma hanno fatto l’Italia Piccole grandi

Cento anni pieni di ricordi A lla residenza assistenziale Casa Balbi di Arquata non si muore d’oblio, anzi molti ospiti hanno superato i novant’anni, alcuni ne hanno 99 e 103 ne ha appena compiuti la signora Maria Luigia Repetto, festeggiata con torta e brindisi. Siamo andati a trovarla per farle gli auguri. È spiritosa e ciarliera, ci racconta la sua vita. Ha lavorato nei campi 24 anni, servizievole, disponibile “facevo tutto quello che mi chiedevano. Ho salvato il figlio del padrone che stava per annegare”. Ha avuto tre figli dal marito Michele Agosto. Di buona tempra è vissuta da sola fino a due anni fa, poi si è rotta il femore, non poteva più rimanere a casa e quindi si trova a Casa Balbi. “Mi trovo bene, hanno attenzioni per me, mi chiedono: “Maria ha bisogno?” Cammina aiutandosi con il deambulatore, ordinata e precisa nella sua persona, mangia di tutto. Bel esempio di longevità! Abbiamo visitato anche Rosa Repetto e Lidia Orlando, prossime ai cento anni. La prima, soprannominata Rosetta, parla a libro. Nella sua camera è appeso un grembiule con stampigliato Benito Mussolini. Le chiediamo il perché di tanta ammirazione. “Come uomo non valeva una cicca, ma io l’ho stimato perché di buon senso. Dobbiamo a lui la

la cavarono bene. Da tre anni è ospite a Casa Balbi, si trova bene, è quasi cieca, ma cammina ancora da sola, gira, fa il bucato. Donna battagliera! Arriva alla soglia dei cento anni anche Lidia Orlando, vedova del maestro Lombardi. “Sto dice benone - ci dice – non ho male, sono qui dal 1996. Sono venuta con mio marito, mancato purtroppo poco dopo”. Riservata, lavorava alle Poste, sapeva riconoscere i soldi falsi. Molto devota, non ha pensione, gli assegni familiari mai perso messa e ancora adese il sabato festivo. L’unico sba- so il giovedì e il sabato parteciglio che ha fatto è stata la guer- pa alla funzione liturgica che il ra, Hitler lo ha fregato”. Anche Parroco celebra nella struttura. Rosetta ripercorre un po’ della Cammina intorno al letto, aiusua vita. In gioventù pascolava tata da una ragazza e dice “Mi le bestie, poi, sposa a 19 anni, trovo bene qui, sono tutti buoni rimase sola con una bambina di cinque anni, perché il marito fu internato a Mathausen. Se la cavò lavorando la terra e barattando il raccolto. Anche quando Baciccia (il marito) tornò, lei continuò a aiutarlo, lavorando come un uomo. Ebbero un secondo figlio e se “In questo articolo Marisa Pessino descrive l’eccezionale carica di vita di uomini e donne di più di 90 anni. A questo proposito vale la pena riflettere intorno alla “memoria collettiva” di cui gli anziani sono depositari.

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con me”. Ha compiuto 99 anni a gennaio, festeggiata con paste e spumante offerti dalla figlia Graziella. Per queste persone e per le tante altre ospiti del pensionato la morte anagrafica può aspettare! In occasione dell’8 marzo, vorrei dedicare questa intervista alle donne per significare l’importanza del ruolo femminile nell’esistenza umana. Le donne dell’altro secolo erano abituate al sacrificio, alle rinunce, al lavoro in casa e fuori casa per aiutare il marito, all’abnegazione, alla poca considerazione sociale Non avevano neppure il diritto di voto! Eppure hanno contribuito a fare l’Italia. Fra queste anche mia madre.

Marisa Pessino

storie di vita

S

pesso la vita e le piccole grandi questione del quotidiano ci costringono a dedicare sempre meno tempo ai nostri parenti, nonni o genitori anziani. Così facendo si fa del male a loro, ma anche a noi stessi. Infatti i nostri nonni o genitori, dopo aver vissuto una lunga vita magari normale e non “da eroi”, ci chiedono soltanto di accompagnarli nei loro ultimi passi. Se noi ce ne dimentichiamo o facciamo finta di niente, commettiamo una duplice ingiustizia: non solo cancelliamo la memoria che è anche “nostra” memoria, ma non tendiamo la mano a chi, quando noi eravamo bambini e bisognosi di aiuto, ci ha guidato nei nostri primi passi. Il grande intellettuale africano Hamadou Hampaté Bâ una volta ha detto “un anziano che muore è una biblioteca che brucia”. Noi potremmo dire “un anziano dimenticato è una biblioteca che chiude”. Mattia Nesto

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l’inchiostro fresco

ARQUATA SCRIVIA

Marzo 2014

Notizie dal Comune

Nuovi mezzi per il Gruppo Rangers di Arquata Scrivia

L'Unimog U900 N

umerose le azioni condotte dal Gruppo Rangers Volontari nel mese di Gennaio e Febbraio 2014. Una fitta serie di interventi che certifica una volta di più l’importanza e la presenza sul territorio del gruppo. Il 15 Gennaio è avvenuto un servizio territoriale comunale con esercitazione delle squadre di recupero e soccorso. Il giorno 22 Gennaio è stata la volta invece del servizio

comunale sul territorio e monitoraggio delle strade secondarie delle frazioni. Inoltre si è bissato l’esercitazione delle squadre di recupero e di soccorso. Il 31 è stata la volta del servizio di supporto al Comune per neve e spargimento del sale, ai fini di incolumità pubblica. C’è stato anche un attento monitoraggio delle buche presenti sul manto stradale comunale. Il 6 Febbraio infine nuovo monitoraggio

delle strade secondarie delle frazioni. .Inoltre il Gruppo Rangers Volontari ha comunicato che, entro il mese di Marzo, sarà dotato di un Unimog U900 (ndr sorta di camioncino corazzato dotato di potenti sospensioni), mezzo speciale attrezzato per operazioni di anticendio e di salvaguardia pubblica. Il mezzo è stato acquistato d’occasione. Mattia Nesto

Isola ecologica

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l Comune di Arquata ha dato in concessione d’uso ad Acos Ambiente il terreno di Via del Vapore, dove si trovava prima l’isola ecologica. Rispetto alla precedente, l’area è maggiore (circa tremila metri quadrati), con un'isola ecologica maggiorata secondo la normativa. Il centro raccolta rifiuti differenziati sarà pronto entro luglio. Si è aggiudicata i lavori la ditta Val d’Orba di Silvano d’Orba (committente Acos Ambiente). L’assessore all’ambiente Franco Bisignano sta studiando un nuovo sistema di raccolta per ridurre la tariffa insostenibile per i cittadini, le attività commerciali e produttive, ma il risultato non sarà immediato.

Rampa disabili

È

in fase di ultimazione la rampa per i disabili presso il Palazzo comunale, che darà la possibilità a tutti coloro che hanno difficoltà motorie di raggiungere gli uffici comunali e partecipare alle sedute del Consiglio Comunale, attraverso un campanello collegato alla sala consiliare.

Progetto ristrutturazione scuole medie

C

ompletato del progetto esecutivo per i lavori di ristrutturazione delle scuole medie, il cui importo di 250.000 euro ha ottenuto un contributo regionale di 200.000 Euro.

Aree verdi

È

in fase di progettazione la realizzazione delle aree verdi e del parcheggio per il Cimitero di Varinella; importo di circa 55.000 euro. In vista delle elezioni europee della prossima primavera, inoltre, saranno rifatti i bagni ed eliminate le barriere architettoniche presso l’edificio ex scuole elementari di Rigoroso. Infine, verrà completata la stesura degli asfalti, interrotta durante l'inverno. Marisa Pessino


l’inchiostro fresco

ARQUATA SCRIVIA

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Il Teatro della Juta ideatore di due serate in ricordo di Billie Holiday e Domenico Modugno

“Lady Day” e “Mister Volare” G iovedì 20 Febbraio e Sabato 22 Febbraio si sono svolte due importanti serate musicali, organizzate dal Teatro della Juta di Arquata Scrivia. Il 20 Febbraio la Compagnia Stregatti, insieme al duo Soul Kitchen, ha presentato “Anima Nera”, storia in musica e parola (per i testi di Giusy Barone e la regia di Gianluca Ghinò) della grande cantante jazz Billie Holiday. Un viaggio che è partito dalla travagliata infanzia di Billie a Baltimora, per arrivare alle sue prime esperienze da adolescente, quando già si esibiva

con Louis Armstrong, fino ai grandi successi che la consacrarono l’unica “Lady Day”, star della musica e simbolo di identità femminile. Il secondo appuntamento, Sabato 22, invece ha visto protagonisti Camilla Barbarito (voce) e Guido Baldoni (fisarmonica), che hanno accompagnato gli spettatori attraverso le più belle canzoni di Domenico Modugno, evocando un’epoca del nostro Paese al tempo stesso remota e attuale. L’incasso della serata, facente parte dell’Orange Festival, è stato in parte devoluto alla Croce Verde Ar-

Personaggi - Rubrica di Alfredo Liguori

Beppe Grillo: qualcosina da rivedere Caro Beppe, questo non è un articolo. E neppure una lettera aperta. Diciamo che sarebbe un dialogo se ti avessi di fronte, per cui altri non è che un monologo. Ti do del tu perché sono, purtroppo, più vecchio di te. Di solito non mi permetto. Ti dirò allora che non sono mai stato iscritto a nessun partito politico (e non è facile per chi ha lavorato in Rai), non ho mai accettato compromessi, ho sempre detto – sì proprio in Rai – quello che pensavo a colleghi e dirigenti. Ma parliamo di te. Non ho, per ora, votato il tuo movimento. Non ti ho pertanto fornito idee o suggerimenti poiché la “RETE” non è nel mio DNA. Non uso il computer e tutti i suoi derivati. Apprezzo e condivido molte delle tue idee e mi auguro, magari dandoti in futuro il mio contributo elettorale, che tu possa arrivare ad una maggioranza che ti consenta di imporre i tuoi programmi: Per aiutare la gente italiana della quale, per ora, poco si curano i nostri ineffabili politici. Per non vedere più, mai più, anziani che perdono la loro dignità andando a frugare

nei cassonetti della spazzatura! Condivido molto, ti ho detto. Non alcune cose. Da ultimo il tuo incontro e quasi monologo con Renzi. Non hai fatto una bella figura davanti alla gente in attesa. La tua rete ti aveva suggerito di andare all'incontro. Ma non così. Tu, e te lo dice chi ha forse un po' più di saggezza di te, avresti dovuto trattarlo come un fratello minore, fargli capire dove sta sbagliando, cosa avrebbe dovuto fare per avvicinarsi a te e tu a lui. Da te doveva ricevere dei consigli e – se non accettati – ognuno per la sua strada. La gente, L'Italia, si aiuta con il dialogo. Tu, ad esempio ce l'hai con la Rai. Per certi versi anch'io. Perché me la ricordo agli esordi, perché la Rai ha una sua storia, ed è una bella storia. Oggi sì, ti do ragione. Bisogna entrarci dentro con un coltello. Tagliare gli enormi sprechi di certe trasmissioni, tagliare il modo di informare di certi telegiornali, il modo di fare cultura che spesso danneggia il paese, questo povero nostro bel paese. Ma non voglio divagare più di tanto. Diversamente al posto di un monologo dovrei scrivere un romanzo. Ricapitolando, caro Beppe

quatese. Infine sabato 1 Marzo ha calcato il palcoscenico il gruppo Ensemble di musiche possibili, un'originale band formata da Marcello Crocco (flauto traverso), Fabio Martino (fisarmonica) e Andrea Cavalieri (contrabbasso). Mattia Nesto

Da questo mese, grazie alle autolinee della Val Borbera, “l'inchiostro fresco” arriverà anche a Cabella Ligure!!!!

(a proposito, nonostante il cognome sono genovese), le tue idee sono buone. Il difficile, qui da noi, è il metterle in pratica. È necessario entrare nel sistema e per farlo non si può – come fai tu e molti dei tuoi – starsene sull'Aventino. Si, lo so che molte delle vostre proposte non vengono prese in considerazione. Lo so bene che vi ripugna scendere a patti con certi personaggi e con certi partiti. Ma per avere una maggioranza che vi permetta di affermare il vostro pensiero è necessario raccogliere voti. E i voti si raccolgono mostrando alla gente che fate qualcosa di concreto. L'Italia, quella che tutti i mesi fa estrema fatica a coniugare colazione e cena, ha fretta. Non può più aspettare. Pensaci! Te lo dico da genovesi e, se me lo permetti, da amico. A proposito di Genova. Credo che tu sia d'accordo con me che l'Alta Velocità vale buttare soldi. Perché tu sai, come me, che il porto di Genova è in agonia. E allora datti da fare! Un caro saluto, Alfredo Liguori.


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l’inchiostro fresco Marzo 2014

Abbattere le barriere

S

ole, polenta fumante, voglia di stare insieme per difendere un territorio e “abbattere ogni barriera, contro chi invece le alza”: chi vuole capire il movimento NoTav nostrano, e il suo gesto di rimuovere le reti di recinzione del cantiere della Romanellotta parta da questi presupposti. Noi aggiungiamo solo una piccola nota di colore: mai come in quest'occasione ci è capitato di sentire tante persone parlare in maniera accorata di politica, partecipazione e solidarietà. Non sarebbe forse il caso, ci chiediamo, di dare tutti un po' più ascolto a questa gente, anche da parte di quegli stessi burocrati (non politici: c'era molta più politica al presidio NoTav che in Parlamento) che dispongono la costruzione di tali assurde infrastrutture? A volte, per loro come per tutti, una passeggiata in campagna può essere più illuminante del classico giro al centro commerciale. (f.c.)

SPECIALE NO TAV

A Pozzolo Formigaro divelti otto chilometri di recinzione alla Ramanellotta

NO TAV: braccio di ferro continuo S

tervenire la magistratura in ta diventando un bel gioco: Gli operai del Cociv queste vicende”. In ultimo va mettono le recinzioni, i detto che la linea “Arquata Genova”, già definita tra le 10 manifestanti No Tav le tolgolinee peggiori d'Italia ha subino. Vediamo chi si stanca prito drastici tagli ai servizi e rima. Certo è che nonostante i scontrato numerosi ritardi per brutti colpi ricevuti da quasi mancanza di fondi. Parrebbe tutte le parti politiche i No Tav quasi assurdo se non fossimo non mollano. Hanno così deciin Italia. La riconferma di Lupi so sabato 22 febbraio di abbata ministro delle infrastrutture tere 8 chilometri di recinzioni non sembra però voler indicaintorno alla cava di Pozzolo re un cambio di rotta da parte dove andrebbero a finire i due Foto Ferretti: la marcia tra i campi del Governo. C'è già chi dice, milioni di metri cubi di smarinel movimento No Tav, che i no provenienti dai cantieri vicini. Oltre a giovani e non gio- e il vicesindaco Pasquale Co- problema che riguarda tutto brutti colpi devono ancora arvani (pare che una vecchietta luccio, uno dei pochi membri il nord-ovest, le Regioni non rivare, o ancora: “Ma Lupi sa abbia personalmente contri- del PD non favorevole al Terzo hanno il becco di un quattri- che al porto di Genova non ce buito a buona parte del lavo- Valico. Si può quindi sperare no”. A inizio febbraio l'ex ma- la farà mai?” ro), c'erano anche esponenti in un aiuto politico, in parti- gistrato Ingroia è intervenuto Arnaldo Liguori politici di rilievo: il Senatore colare dal M5S, ma non solo. pubblicamente definendo Alberto Airola del M5S ha defi- Una settimana fa l'assessore l'opera “un'ingiustizia verso nito l'opera inutile, costosa per provinciale Graziano Moro, le comunità interessate” ad “Io non sono in guerra i contribuenti (gli unici che pa- del PD, ha chiesto a Renzi di ha poi continuato “si portano con il mio Paese. Sono gano) ed anzi un vero “delitto” fermare il finanziamento per avanti questi progetti utili in guerra con coloro per l'ambiente; c'erano poi il il secondo lotto del Terzo Va- solo agli interessi di qualche lo hanno governaconsigliere di Pozzolo Moni- lico: “Quei soldi - dice - servo- cuno e spesso compenetrati to e governano” ca Manfredini (già da tempo no per contrastare il dissesto dalla criminalità, tanto che Cesare Garboli sostenitrice del movimento) idrogeologico, gravissimo sempre più spesso deve in-


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Busalla: un convegno sullo smaltimento rifiuti

Ci giochiamo il futuro L

a sala del Consiglio Comunale di Busalla ha ospitato, sabato 15 febbraio, l'incontro tematico dal titolo “Rifiuti: ci giochiamo il futuro”. L'incontro è stato preceduto da una relazione del capogruppo di Busalla Democratica, Marco Bagnasco, che ha spiegato come vi sarà un problema dello smaltimento dei rifiuti in Valle Scrivia, con la chiusura della discarica della Birra, utilizzata dai comuni di Busalla, Ronco Scrivia, Crocefieschi e Mignanego e di come la raccolta differenziata in Valle Scrivia sia ancora ferma al palo. Quindi frazione. La regione Liguria tuosi. Ha concluso l'incontro il sindaco di Ronco Scrivia, Si- ha ribadito il suo no all'aper- l'ex assessore del Comune di mone Franceschi, ha parlato tura di nuove discariche, che Genova, Carlo Senesi, il quale di come il dato molto basso comportano un consumo del ha ricordato che il Comune di in Valle Scrivia sia dovuto alla suolo e sono inquinanti per Genova aveva una percentuapresenza della discarica in val- l'ambiente”. L'assessore del le attorno al 10% e la raccolta le, e dal problema della gestio- Comune di Masone, Giuliano differenziata era inserita sotto ne all'origine degli imballaggi. Pastorino, ha portato l'esem- la voce “immagine” nei proL'assessore Renata Briano ha pio della Valle Stura come re- grammi del Comune. Con la riferito che la politica deve altà di eccellenza nel territorio sperimentazione della raccolnecessariamente fare un salto ligure. Anche il sindaco di Noli, ta dell'umido in vari quartieri di qualità e, ha fatto presente, Ambrogio Repetto, ha parlato si è raggiunto attualmente il di come la Liguria sia attual- dei livelli da record raggiunti 33%. mente indietro rispetto alla dal proprio comune che dopo Fabio Mazzari media nazionale sulla percen- molti anni aveva perso la pretuale di raccolta differenziata. stigiosa “bandiera blu”. Da lì Uno dei principali problemi è l'amministrazione nolese ha A partire dal prossimo quello dei flussi turistici che deciso di procedere dapprima numero pubblichereportano nella stagione estiva con la raccolta stradale e poi mo una serie di serviad un aumento della popo- si è passati ad un sistema di zi sulla raccolta diffelazione. “Per aumentare le bidoni con chiavi personali renziata e sulle fonti percentuali – incalza Renata per ogni famiglia, raggiungenenergetiche alternative Briano - è necessario procede- do nel giro di tre anni il 72% nella zona di Rondinare su di un sistema di prossi- di differenziata, diventando ria e dell'Oltregiogo. mità spinto e la raccolta della così uno dei comuni più vir-

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ATP fallimento inevitabile - da pag.

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me agli altri non vogliamo gettare comuni soldi dalla finestra. Nei due precedenti piani presentati da ATP noi comuni non abbiamo visto assolutamente nulla e ciò non è legale. Il CDA precedente di ATP ha sbagliato pesantemente le politiche industriale, con una serie di spese sbagliate. Cosa prevedeva il piano stesso abbonamento. precedente presentato dal C'è il rischio di nuovi auCDA di ATP? La volta scorsa il CDA non ha menti dei biglietti e di un presentato un piano ma una taglio dei mezzi, la classisintesi, con una metodologia ca politica del carciofo? di ricette obsolete: ad esem- Temo di si, non lo dico come pio la lotta selvaggia a chi non Massimiliano Tovo, ma parlapaga. Ma ciò non funziona, no i fatti. Quando ci fu, nel 2010, perché i controllori se ferma- la prima “razionalizzazione” no uno senza biglietto non siamo passati in due anni da possono chiedere i documen- 10 milioni di utenti annuali a 8 ti e, nel 90% dei casi i fermati milioni, quindi un calo pesante danno nomi falsi, vanificando per il fatto che la qualità del la multa. O ancora il sistema servizio è peggiorata, provodi abbonamenti annuali a mi- cando una sempre maggiore crochip, che viene ricaricato disaffezione tra i pendolari. ogni anno: i controllori nella Quindi sostengo che questo stragrande maggioranza dei piano è fallito in partenza. casi non hanno la macchinetta Fabio Mazzari per controllare la validità dello

Una pesante eredità - da pag.

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una crisi che certamente è internazionale, ma che per noi è anche di sistema. E i primi a pagare il conto sono i più deboli, come gli operai, “oggetti” più che “soggetti” della produzione, che non possono dire la loro, se non protestare in piazza. Eppure l’articolo 46 della nostra Costituzione sancisce la rappresentanza degli operai nei consigli di amministrazione delle aziende, per partecipare alle scelte (la cogestione). Come mai questo articolo non è mai stato applicato? Mattia Nesto


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l’inchiostro fresco

Corsi di Arabo a Ronco Scrivia

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VALLE SCRIVIA

Marzo 2014

popoli, le culture e le “diversità” si incontrano a Ronco Scrivia. Nel comune valligiano sono attivi due progetti differenti che uniscono italiani e stranieri. Il primo progetto, iniziato nel 2012, si chiama “Italiano a Ronco Scrivia”, nato dalla collaborazione tra il Centro Servizi Culturali e l'Istituto Comprensivo di Bolzaneto. Si tratta di un corso gratuito di lingua italiana rivolto a stranieri, molti dei quali hanno già conseguito la certificazione linguistica di livello A1 e A2 secondo il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Il secondo progetto, più recente, è un laboratorio di lingua araba per bambini. L'iniziativa nasce dall'idea di alcune donne di origine maghrebina residenti nel comune di Ronco Scrivia e studentesse del corso di lingua italiana. Il laboratorio rappresenta un passo verso il dialogo tra i popoli e le diverse culture, al fine di raggiungere una vera e propria integrazione sociale. I destinatari sono sia bambini di origine araba, i quali hanno l'opportunità di mantenere un legame con le proprie radici, sia bambini italiani interessati a conoscere questa affascinante lingua (due sono già iscritti e sono arrivate nuove richieste). Obiettivi di questo progetto, sostenuto dall'Associazione di Promozione Sociale “Il Centro” con la supervisione di Francesca Balbi, sono la promozione di un atteggiamento positivo rispetto alla diversità culturale, favorire l'integrazione e consentire ai bambini di imparare la lingua araba divertendosi. Le lezioni utilizzano infatti il metodo ludico-affettivo, sono gratuite, aperte a tutti i bambini dai 4 agli 11 anni e si svolgono il sabato mattina dalle 10 alle 12 presso la sede de “Il Centro” in via Vittorio Veneto. Infine sempre sul tema delle lingue, il 3 marzo i genitori degli alunni della scuola primaria e secondaria sono invitati ad un incontro informativo per presentare il progetto estivo “City Camp”: una full immersion in lingua inglese organizzata dalla Cooperativa “Il Centro” con il supporto di ACLE, un'associazione culturale - linguistica, accreditata dal Miur, che da 31 anni opera su tutto il territorio nazionale. (f.m.)

Il Colunmbia di Ronco Scrivia: un miracolo del cinema

Evviva il grande schermo I l mondo delle sale cinematografiche sta attraversando da diverso tempo una grave crisi, i cui inizi risalgono agli anni '70, con la nascita delle prime televisioni private che, non avendo grandi mezzi, riempivano il palinsesto con molti film. Ad esse negli anni '80 si è aggiunto l'home-video con il VHS ed il Beta-max, negli anni '90 è la volta dei DVD e nel nuovo secolo a dare il colpo di grazia alle vecchie sale è stato Internet, con i suoi film scaricabili in poche ore, sia legalmente che non. La crisi però non è stata per tutti uguale: a Genova e nelle città medie e grandi le multisale, con i film in 3D attirano molti spettatori, per lo più giovanissimi, mentre chi veramente ha subito i peggiori contraccolpi sono stati dria, e uno dei due dell'eni piccoli paesi interni, quelli dove, troterra genovese assieme a fino a pochi anni fa, il cinema era un Rossiglione. “Siamo riusciti punto di ritrovo e quasi un vanto per a passare al digitale, adeil paese. Nell'entroterra genovese rendo ad un bando regionahanno chiuso in breve tempo le sale le della Liguria che dava il di Isola del Cantone, Torriglia, Barga- 60% dell'investimento, il resto l'abgli, Campo Ligure ed ora si appresta biamo coperto cercando tra le assoa fare altrettanto Casella. Il motivo ciazioni, gli sponsor e facendo diprincipale, oltre a quelli già elencati verse iniziative pro-cinema. Quello prima, è il passaggio al digitale, con che siamo riusciti a fare è quasi un la fine della commercializzazione miracolo”. Per poter portare avanti delle pellicole nelle tradizionali “piz- questo miracolo il Columbia ha deze”. Un caso in controtendenza però ciso di specializzarsi, ad esempio esiste, ed è il “Columbia” di Ronco la domenica pomeriggio manda in Scrivia. Questo cinema-teatro ha una visione proietta un cartone animato storia abbastanza particolare: nasce per i bambini, mentre è riuscito ad nel 2007 nei locali dell'ex sottosta- entrare nel circuito delle sale che zione ferroviaria ed è gestito dalla proiettano film d'autore, con il cinePro Loco di Ronco Scrivia, formato ma d'essai trasmesso una volta alla interamente da volontari, il cui pre- settimana: “Con il cinema d'autore sidente è Enzo Fongi. Pochi soldi e abbiamo un pubblico ristretto, ma tanto tempo, spiega il direttore, però molto affezionato, non chiudiamo molte sono le soddisfazioni. Fongi mai queste serate in attivo, ma ricorda come il Columbia sia l'unico fortunatamente le copriamo con i cinema digitale attualmente attivo film commerciali nel fine settimadalla Val Polcevera fino ad Alessan- na. Molti amanti dei film d'essai

Nella foto in alto il pubblico, a fianco due operatori dietro le quinte, in basso i Liguriani in concerto

arrivano da Busalla e tra essi c'è anche il sindaco Mauro Valerio Pastorino” prosegue Fongi “I titoli del cinema d'autore sono distribuiti dalla genovese “Circuito Cinema”, con titoli prevalentemente europei, tra cui anche film italiani e cerchiamo di avere tutti i film che vengono premiati ai vari festival”. Ma il Columbia non è solo cinema: ha proiettato degli eventi in diretta via satellite come la prima alla Scala di Milano all'inizio di dicembre ed a breve saranno trasmessi dei concerti dal Metropolitan di New York, oltre che i concerti fatti dal vivo, gli eventi in collaborazione con il Comune di Ronco Scrivia (Giornata della Memoria, 25 Aprile, Primo Maggio, ecc...) ed anche con le scuole. Fabio Mazzari


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VALLE SCRIVIA

Marzo 2014

Un doloroso episodio del secondo dopoguerra oggetto di un Convegno

Busalla ricorda V enerdì 21 febbraio, nel salone della Soms “Liberi Operai”, il Comune di Busalla ha voluto ricordare un fatto storico che risale all'immediato dopoguerra. Nel periodo compreso tra il 1946 ed il 1948 infatti, il comune valligiano diventò uno dei “centri rifugio” per i profughi da Fiume e dall'Istria, appena cedute alla nascente Jugoslavia, in seguito al Trattato di Parigi del 10 febbraio 1947. I cittadini e l'amministrazione busallese dimostrarono in quel periodo un grande spirito di fratellanza e di umanità, in particolare la giunta comunale, retta dal sindaco Antonio Cervetto e dal vicesindaco Paolo Martignone, mise a disposizione di questi “fratelli sfortunati” (come vennero definiti dal Sindaco) le case e gli alloggi sfitti. Tutto questo si inseriva in un clima che, in altre parti d'Italia, era ai limiti della guerra civile e gli stessi profughi del “Confine Orientale” erano talvolta appellati, abbastanza inspiegabilmente, come “fascisti”. Fortunatamente la giunta busallese (fatto ancora più notevole a maggioranza PCIPSI) agì diversamente. Le tristi vicende delle popolazioni italiane dell'Istria e della Dalmazia si inserivano, purtroppo, in un quadro ancora più ampio, che aveva visto in tutta Europa esodi di popolazioni a causa dei nuovi confini stabiliti dai trattati di pace

i suoi Fiumani delle due guerre mondiali (particolarmente drammatico fu ad esempio l'esodo dei Greci dalla Turchia dopo il 1920). Situazioni che oggi, nell'Europa del Trattato di Schenghen e della libera circolazione delle persone, fati-

chiamo a pensare come possibili. Tornando a Busalla, le vicende degli istriani arrivati in paese furono anche narrate da un libro del sindaco, Mauro Valerio Pastorino, dal titolo appunto “Fiumani”. L'incontro del 21 febbraio,

organizzato dall'assessore alla cultura, Antonello Barbieri, ha visto la presenza come ospite d'onore del dott. Franco Luxardo, che ha narrato le sue vicessitudini con il titolo “Il coraggio e la forza di ricominciare”. Luxardo

Provincia, tutto da rifare? U

na notizia shock tra i palazzi del potere: sessore durante la giunta di Alessandro Repetto, l'abolizione della Provincia di Genova mentre nelle altre provincie commissariate, il ed il suo commissariamento, sono sta- ruolo di commissario è toccato al presidente ti dichiarati illegali. La vicenda nasce da un ri- uscente. Il Ministero dell'Interno presenterà corso presentato al Tribunale Amministrativo con ogni probabilità un ricorso al Consiglio di Regionale, dall'ex consigliere Angelo Spanò Stato, chiedendo una sospensiva della senten(Federazione dei Verdi) che, affidatosi all'avvo- za. Nel caso però di conferma della sentenza cato Daniele Granara, è riuscito a far annullare del TAR potrebbe avvenire a Genova qualcosa la nomina del Commissario Straordinario, Piero di unico a livello nazionale, ovvero il voto poFossati. Il quale ha rilasciato alla stampa dichia- polare per un ente ormai tecnicamente soppresrazioni molto prudenti, non volendo commen- so in tutta Italia e l'instaurazione di un nuovo tare quanto avvenuto perché fino ad oggi non consiglio Provinciale. Si teme quindi che, con se ne sa nulla. La spiegazione a questa sentenza molta probabilità, il caso genovese farà scuola del TAR della Liguria nasce dalle dimissioni an- nel resto d'Italia, rischiando di riportare al voto ticipate dell'ultimo presidente della Provincia, le Provincie il cui corso amministrativo è terAlessandro Repetto, nel 2012, che poi entrò nel minato dal 2012 in poi. Nel frattempo una cosa management di Banca Carige. L'applicazione è certa: la Provincia di Genova è attualmente della procedura di commissariamento e la scel- “congelata”. ta di Piero Fossati sono state giudicate anticostituzionali, in quanto Fossati era semplice asFabio Mazzari

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è il discendente della famiglia che, nel 1821, impiantò a Zara la storica fabbrica di liquori, la famiglia Luxardo ebbe una doppia tragedia dalla guerra: prima la totale distruzione della fabbrica durante l'occupazione tedesca e poi l'uccisione di Pietro Luxardo, con la moglie ed il fratello, da parte delle milizie iugoslave di Tito. La famiglia riuscì, nel 1947 a riaprire la fabbrica nei pressi di Padova, dove si trova tuttora e dove è ancora gestita dagli eredi. Lo storico Rodolfo (Rudi) Decleva, ha presentato i suoi due brevi libri, “Piccola Storia di Fiume” e “Storie di pesca nel Quarnero”. Decleva è a tutti gli effetti un ligure-istriano, vive infatti a Sori ma si reca spesso in Istria, dove collabora da tantissimi anni con il settimanale “La voce del popolo”, il periodico ufficiale della minoranza italiana nell'ex-Iugoslavia. Alla giornata, allietata dalle canzoni del gruppo imperiese dei “Bruti e boi”, hanno partecipato gli studenti e gli insegnanti della scuola media “Vito Scafidi” di Sarissola e della scuola superiore “Primo Levi” di Borgo Fornari e, in rappresentanza della Regione Liguria il vicepresidente Michele Boffa ed il consigliere regionale Aldo Siri ed il presidente regionale dell'ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) Claudio Leva. Fabio Mazzari Nella foto Franco Luxardo durante il suo intervento


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l’inchiostro fresco

CULTURA CONTADINA NELL'OLTREGIOGO

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Fresonara com'era una volta

Un fedele amico dell’uomo troppo spesso sottovalutato

El tratur... N

L'asino tra cultura

el 1960 due fratelli contadini, che erano stati alla Fiera Agricola, raccontarono al nonno di avere visto uno strano attrezzo che si chiamava trattore. Aveva quattro ruote, un tubo per camino e… andava da solo. Non si doveva mungere, fargli il letto con la paglia, dargli da mangiare tutti i giorni. Il nonno rispose che da secoli c’erano le vacche, che avevano sempre fatto egregiamente il proprio lavoro, e di lasciare stare le pericolose modernità. I due fratelli ritornarono alla Fiera e… comprarono il trattore. Non si poteva fermare il progresso, e in quanto a muovere carri, pur una forte coppia di buoi non poteva reggere il paragone con quel macchinario che tirava da solo. Adesso quei due fratelli hanno indossato i panni del nonno. Vedono i giovani con il tablet e vorrebbero far intendere che erano meglio quaderni e lapis della loro epoca. Perché i giovani non sono più quelli di un tempo. Non hanno più voglia di piegare la schiena. Non pagano nemmeno la tessera dell’Associazione. Una volta, invece… Una volta, invece, nacque a Fresonara un i è svolta, domenica 23 febbraio allo sodalizio denominato Società G. Marconi per il Mutuo Soccorso. Vi “Starhotel President” di Genova, la terza partecipavano commercianti, operai, agricoltori, tutti mestieri che i edizione della rassegna “L'asino tra culgiovani di oggi rigettano schifati. Quel 6 gennaio del 1906 lo Statuto tura e terapia”, organizzata dall'associazione dichiarava lo scopo fondamentale: la più schietta e leale fratellanza. “Paradase Onlus” (che significa letteralmente Si giurava sul mutuo soccorso e chi cadeva malato avrebbe ricevu- “il paradiso degli asini”) di Giacomo Manteto un sussidio giornaliero ro. Questi eventi hanno lo scopo di far conoricavato dalle quote degli scere la figura dell'asino, animale umile, che altri iscritti. Altri tempi: vive da millenni a fianco dell’uomo, aiutandouno si ammalava e gli as- lo nel lavoro e nella vita. La giornata ha visto sociati contribuivano al tre relazioni differenti, a cui è seguito un disuo sostentamento! Pas- battito con la libera condivisione di opinioni ed argomenti. La manifestazione è stata presarono poco più di venti sentata da Giacomo Mantero, fondatore e preanni e nel 1927 il sodalizio chiuse i battenti. I presen- sidente di Paradase Onlus. La prima conferenza intitolata “Attività di mediazione con ti all’ultima riunione non l'asino e disagio sociale” è stata curata da raggiunsero nemmeno il numero legale. Ma soprat- Eugenio Milonis, psicoterapeuta e presidente tutto era da due anni che nessuno di loro versava la quota annuale! Dunque già 87 anni fa era come adesso: non pagavano la tessera. Ma, allora, da quando cominciano i migliori anni del c’era una volta? Poveri malati! Almeno adesso, con un cellulare si può chiamare l’ambulanza. A quei tempi il medico spesso non lo chiamavano neppure. Soprattutto se il malato era giovane, perché se lo avessero saputo in paese che era cagionevole di salute, non avrebbe più trovato moglie. Nel 2014 due fratelli andarono dal nonno e gli dissero di comprarsi uno smartphone. Il nonno rispose che andava tanto bene il telefono a filo. Nel 2044 i due fratelli indossarono i panni del nonno e…

e terapia

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del Consorzio Nazionale Allevatori di Asini. Il secondo argomento, dal titolo “Lavorare con l'asino nell'agricoltura di montagna” è stato presentato da un agricoltore, Mauro Spinello, che pratica direttamente questo tipo di attività. Decisamente curioso infine è stato l'ultimo tema della giornata: Elena Serrati, studiosa di cultura del territorio ha presentato “Erotasino: gli amori umani declinati in salsa asinina”. Il convegno è stato patrocinato dall'“Ente Parco Antola”, dalla Provincia di Genova e dal Comune di Ronco Scrivia. L'associazione “Paradase Onlus” ha sede in Località Chiappari (comune di Ronco Scrivia ma raggiungibile da Busalla), presso il Lago della Busalletta. Fabio Mazzari

Per info contattare il presidente Mantero al cell. 333-7385947, dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19

BISio Dom&Nico


l’inchiostro fresco Marzo 2014

Attorno alle linee ferroviarie dismesse si stanno accendendo nuovi interessi

Le Greenways: un nuovo modo G per vivere l’ambiente? reenways è il termine in uso in Italia per indicare i percorsi riservati a chi si muove in maniera “ecologica”: a piedi, in bicicletta, a cavallo. Letteralmente vuol dire vie verdi; solo per l’anglofilia linguistica di moda si usa un termine straniero, che peraltro è diverso da quello usato negli altri paesi (in Inghilterra railway paths, negli U.S.A. rails-trails, in Francia chemins du rail, in Spagna vias verdes). Se ne vate, quasi come grotte, nella parla spesso per la conver- roccia viva. Questo tracciato sione delle linee ferroviarie naturalistico fa parte del Parabbandonate in piste ciclabili. co del Beigua e per gli amanti L’operazione è sicuramente delle escursioni in montagna un arricchimento per la col- è una inusuale conclusione di lettività, se si tratta di porzio- una camminata che dalle penni di ferrovia abbandonate per dici dell’Appennino si conlo spostamento dei binari in clude sul mare. Mare e monti sede diversa. Com’è accaduto come è appunto la Liguria. Il per tratti della linea costiera discorso cambia quando si del ponente ligure. Ad esem- vuole usare intere linee di cui pio, tra Cogoleto e Varazze c’è si è interrotto l’uso e che in un’ottima pista ciclabile e pe- questo modo perderebbero donale ricavata sull’ex sede di completamente funzione ed un tratto della vecchia “Geno- esistenza. In Piemonte ce ne va – Ventimiglia” ora sposta- sono diverse. Recentementa a monte. È un percorso stu- te, persino alcuni sindaci del pendo tutto a picco sul mare luogo hanno chiesto la trache regala squarci panoramici sformazione in questo modo suggestivi e permette l’ac- della linea, attualmente non cesso a spiaggette altrimenti utilizzata, che collega Alesnon raggiungibili se non dal sandria, Nizza e Canelli ad mare. Il tutto alternando ai Alba. È di oggi la notizia che tratti scoperti, le gallerie sca- un gruppo di liceali dell’I-

stituto Superiore “Cesare Balbo” di Casale Monferrato, nell’ambito del laboratorio Colibrì, hanno presentato un progetto per trasformare in una green way i cinquantuno chilometri della “Asti – Casale”, ormai declassata a “ramo secco”, utilizzando le stazioni intermedie come sedi di ostelli, ristoranti e aree ricreative. Questo progetto presentato nella Sala consiliare del Comune di Casale Monferrato dagli studenti, guidati dal prof. Fabrizio Meni, ha raccolto le simpatie degli amministratori locali (erano presenti anche i rappresentanti dei comuni di Moncalvo, Ozzano e San Giorgio), anche perché il progetto non prevede lo sradicamento dell’armamento ferroviario (rotaie e traversine), ma semplicemente la sua copertura

con materiale riciclabile per formare il piano di calpestio della green way, in modo tale da permettere (auspicabilmente) un domani il ripristino della linea attualmente dismessa. Sia chiaro, ben vengano questi progetti e più piste ciclabili ci sono meglio è, perché vorrebbero dire meno traffico, più sicurezza, più salute, e anche più attrattive per i turisti. Ma smantellare opere d’ingegneria ferroviaria, che sono costate tanti soldi e fatica ai nostri nonni, bisnonni e trisnonni non pare una scelta intelligente. Il servizio ferroviario è ancora il mezzo di trasporto motorizzato più moderno ed ecologico e va difeso. Ed esteso, invece che ridotto o soppresso.

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W il trasporto pubblico

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n Italia chi vuole, o deve, usufruire dei trasporti pubblici, vive oggi una situazione di disagio. Colpa un po’ della crisi economica, un po’ delle pressioni delle varie lobbies e di politici interessati, che spingono gli investimenti verso grandi opere utili solo a pochi. Ne abbiamo già parlato tante volte. Ma, specialmente in zone come queste dove si legge L’Inchiostro Fresco, fatte di piccoli centri a mobilità diffusa, un servizio di trasporto efficiente e capillare è vitale. Occorrerebbe un sistema a pettine: dove le linee ferroviarie, assolutamente da salvaguardare, (anche da trasformazioni in opere simpatiche e utili come le greenways), dovrebbero essere integrate (e non sovrapposte) alle linee su gomma, destinate ai centri collinari o più piccoli. E dove si deve dare anche importanza alle potenzialità turistiche connesse al servizio ferroviario minore. Ne è splendido esempio la “Genova–Casella”, altra opera d’ingegneria che farebbe invidia a molti, anche all’estero. (s.r.)

Stefano Rivara

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Marzo 2014

Il monumento ai caduti di Pozzolo nella Grande Guerra In un libro storie di personaggi

Un tesoro spunta tra le case Incise nel marmo L Q

uasi soffocato da due imponenti palazzi sorge in Piazza IV Novembre a Pozzolo Formigaro il “Monumento ai caduti della Grande Guerra”, opera realizzata dallo scultore novese Cav. Pietro Lagosteno (1887-1977). Il monumento, seppur seminascosto da una vegetazione quasi “tropicale” e dalla perenne ombra delle due costruzioni ai fianchi, è di grande pregio. Un basamento marmoreo di forma rettangolare racchiude i nomi dei caduti pozzolesi durante il conflitto del ’15-’18. Sopra di esso, sorge una splendida vittoria alata bronzea che, con un movimento delicato e pietoso, sorregge un fante italiano, sollevandolo dal fango della trincea. È un’opera da doversi ammirare “a tutto tondo”, cioè bisogna percorrere l’intero perimetro della statua per poterne capire appieno il senso. Solo così si potrà vedere il bacio che la vittoria alata pone sulla fronte del milite ignoto, un gesto intimo e aggraziato, che contrasta grandemente con l’orrore della morte in guerra. I corpi sono avvinghiati quasi in un balletto operistico che dona al tutto un’eleganza inaspettata per questi tipi di monumenti, solitamente gonfi di una retorica stanca e trita. La storia della statua è una storia edificante e da ricordare anche in chiave “sociale”. Infatti allo scopo di reperire i fondi atti alla costruzione, venne istituito a Pozzolo una filodrammatica di giovinetti e signorine del pa-

Monument's man M

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rendendo spunto dal film di George Clooney “Monuments Men” pprende avvio una rubrica, curata dal ssottoscritto, dedicata alla riscoperta p dei monumenti “perduti” dell'Oltregiogo. Come una specie di umenti nti tii Indiana Jones andrò alla ricerca di monumenti e, ilil e opere di pregio tra il Basso Piemonte, alal Monferrato e la vicina Liguria. Invito calroo damente gli assessorati dei Comuni, le Pro Loco, le associazioni culturali, i circoli e ochiunque voglia segnalare un’opera “del cuo cuoonu ure” di scrivere al giornale con oggetto “Monuments man”. Il viaggio è appena iniziato. Mattia Nestoo

ese che fecero numerose rappresentazioni teatrali e fu organizzata una fiera di beneficienza. La statua venne solennemente inaugurata domenica 17 aprile 1927 (come riporta il giornale Messaggero di Novi Ligure). Sebbene la cerimonia vada a inserirsi nella classica iconografia della cerimonia “nazionalista/fascista” il pregio e il valore artistico del monumento non ne deve essere intaccato. La statua ai caduti di Pozzolo è un esempio di come si possa raccontare il buio della guerra con la luce dell’Arte. (m.n.)

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a pelle di una città è spesso ricoperta da “graffi” e “cicatrici”: enormi palazzi senz’anima e strade malandate e abbandonate a se stesse. Ma talvolta, come fiori selvatici, spuntano piccoli luoghi della memoria che ci fanno riflettere, se ci si ferma ad osservarli. È un percorso ideale quello che la studiosa Francesca Di Caprio Francia ha fatto nel libro “Memorie in Pietra”: un viaggio attraverso le lapidi di Genova che ricordano il passaggio o l’abitazioni di grandi personaggi del XIX e XX secolo. Si suole ancora menzionare Genova come terzo “cardine” di quel famoso “triangolo industriale” che assieme alle città di Torino e Milano fu il cuore pulsante dell’Industria italiana; Genova però non fu soltanto terra di lavoro, ma anche terra di artisti, di scrittori, poeti e patrioti. Francesca di Caprio Francio, corredando il volume con immagini esplicative, un perfetto testo a fronte inglese e alcune vedute del contado genovese come era una volta, ci riconsegna una città sconosciuta e affascinante. A Genova vissero per brevi o lunghi periodi: Manuel Belgrano patriota argentino originario di Oneglia, Lord Byron, il quale soggiornò lungamente ad Albaro (non distante dall’attuale facoltà di Ingegneria), Charles Dickens, Gustave Flaubert (che scrisse in una lettera “…Genova, città tutta di marmo con dei giardini colmi di rose. Una bellezza che strazia l’anima…”), il grande patriota greco Kostas Georgakis, il quale prima frequentò la facoltà di Geologia a Genova e poi decise di denunciare il proprio sdegno per la Dittatura dei Colonnelli (ndr giunta militare anti-comunista che governò con pugno di ferro la Grecia dal 1967 al 1974) con un solenne autodafé (ndr moto estremo di protesta in cui ci si brucia vivi), la giornalista e scrittrice polacca Maria Konopnika, Jules Milechet esimio storico di Francia e anche il poeta cubano Josè Marti, autore dei versi che ispirarono il testo dell’immortale canzone Guantanamera, Daniel O’Connel il massimo patriota irlandese, senza dimenticare, infine, il poeta francese Paul Valery. Un viaggio fatto di carta, storie e marmo tutto da leggere per una città, Genova, tutta da amare. Mattia Nesto


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MAGAZINE Punto prelievi alla CRI di Ronco

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l comitato locale della Croce Rossa Italiana di Ronco Scrivia cerca, con i suoi mezzi, di dare una mano per mettere a posto la difficile situazione sanitaria dell'entroterra genovese e della Valle Scrivia in particolare. Dal 6 marzo prossimo, nella nuovissima sede della CRI di Ronco Scrivia, in Via delle Piane 29, aprirà infatti un punto prelievi ad accesso diretto, effettuato da personale direttamente dipendente dall'ASL 3 Genovese. Il punto prelievi sarà aperto una volta alla settimana, il giovedì, dalle ore 8 alle ore 9 del mattino, per effettuare il prelievo di sangue non è necessario prenotarsi in anticipo ma è sufficiente la prescrizione medica. Il presidente del comitato locale, Ugo Carminati, spiega che si tratta di una delle iniziative che vengono fatte per venire incontro alle fasce più deboli della popolazione, in particolare agli anziani, che attualmente per fare un semplice prelievo di sangue devono recarsi in treno o autobus fino alla “Casa della salute” di Borgo Fornari, magari perdendo l'intera mattinata per via delle coincidenze. (f.m.)

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Si sono trasferiti in Belgio alla ricerca di nuove esperienze

Liberi con la musica

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Ester… nando…!!! Riflessioni a ruota libera di Ester

Nel Paese dei Balocchi

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In questo articolo ci dedicheremo ad un giovane duo di musicisti: Lorenzo Guacciolo e Giulia Zerbino, rispettivamente chitarra e voce con il nome di Duende

l gruppo Duende nasce Spalding, Gretchen Parlato, dall’incontro di Lorenzo la nostra musica d’autore e Giulia al Conservatorio (De Andrè, e Giorgio Gaber Vivaldi di Alessandria. Losu tutti), la musica pop inrenzo è un ragazzo di Ponte- di canto jazz e popular music ternazionale (Beatles, Sting, curone di 26 anni che inizia al Conservatorio Vivaldi di Stevie Wonder) e musiche ha suonare la chitarra a 13 Alessandria dove consegue popolari provenienti da vaanni influenzato da un suo la laurea triennale. Giulia fre- rie parti del mondo. I loro amico batterista, e decide quenta diversi seminari d’ar- progetti sono quelli di studi prendere lezioni di chi- te tra cui la danza e il teatro. dio e ricerca, esprimendosi tarra all’Accademia Lorenzo Attualmente frequenta il con- in modo più personale attraPerosi di Tortona con Gege servatorio di corso di canto verso la musica che li appasPicollo. Prende il Master di jazz di Gent in Belgio. Le mu- siona, e naturalmente la reChitarra Rock con Donato siche che hanno ispirato que- gistrazione di un disco. Non Begotti presso “Accademia sto duo sono principalmente escludendo la possibilità di del Suono” di Milano e il la musica jazz, in particolare fondere la musica con altre triennio di chitarra jazz al quella contemporanea. Il arti come ad esempio quella Conservatorio di Alessandria concetto della musica jazz e del teatro. Un progetto imsotto l’insegnamento di Pino per il duo come “la creazione portante lo stanno vivendo Russo. Lorenzo si iscrive al estemporanea, l’interazione, attualmente; si sono trasferiBiennio di chitarra jazz sem- l’ascolto e la presenza di se ti a Gent in Belgio con l’Erapre al Conservatorio di Ales- stessi”. Per quanto riguarda smus per conoscere nuovi insandria. Giulia Zerbino è una gli artisti e le musiche sono segnanti, musicisti e artisti e ragazza di 23 anni con una tantissimi, ma ne citiamo soprattutto per “sentire che splendida voce. Frequenta alcuni come Lionel Loueke, aria tira fuori dall’Italia”. Il la sua prima scuola di canto chitarrista del Benin, la tra- loro desiderio e sentirsi libeall’Ateneo Artistico Musicale dizione di musiche africane, ri di ricercare, di esprimersi e di Genova nel periodo delle le musiche popolari latino di vivere attraverso la cultura. scuole superiori. Successi- americane, Wayne Shorter e Elena Aru vamente si iscrive al corso il suo quartetto, Esperanza

uanti Pinocchi abbiamo in Italia? Quanti si sono “venduti i libri” e comprati laurea e master? Ultimamente pare sia uno sport molto di moda, alla faccia di quelli che si alzano all’alba, prendono per anni treni e autobus per andare a lezione, pagano fior di tasse agli atenei, passano i pomeriggi col collo piegato alla scrivania e al computer e si fanno venire la colite per gli esami. Alla faccia insomma di quelli normali, onesti, che tentano di guadagnarsi le cose con la forza delle proprie meningi e poi, magari, restano pure disoccupati. Ma che individui possono essere e che affidabilità possono dare quelli che si spacciano per laureati e non lo sono e poi occupano posti di rilievo con stipendi da mille e una notte. Ne abbiamo per tutti i gusti, dai finti professori che operano in ospedale, ai dentisti fasulli, ai parlamentari e aspiranti tali che compilano curricula vantando master all’estero inesistenti (che figure di m…!), fino ai grandi manager con 30 e più incarichi (non si sa come possano svolgerli tutti e bene) già condannati per falsa laurea! Se è vero che il buon giorno si vede dal mattino sarebbe a dir poco pazzesco che lestofanti simili occupino una carica pubblica! Ma nel Paese dei Balocchi nulla ci stupisce più. Mi chiedo solo una cosa: quando finalmente smetteremo di considerare ogni cosa con una risatina sotto i baffi e inizieremo invece a sentirci presi in giro, ad indignarci davvero e ad alzare la testa (e non solo)… su certi personaggi? Ester Matis


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La posta de “l’inchiostro”

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I Runner basaluzzesi Ai lettori de “l’inchiostro fresco”

“M alla maratona di Portofino Da sinistra: Sabrina Casella, Fabio Vignolo, Angela Rolando, Guido Merialdi, Giampaolo Ragno, Barbara Lovazzano, (accosciato) Giuseppe Ferrari.

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arius, cucciolo di giraffa di 18 mesi, è STATO ucciso, per motivi di efficienza, in uno zoo di Copenhagen. Il suo corpo viene diviso a pezzi: parte verranno utilizzati per la ricerca, parte per sfamare i leoni. Il tutto si è svolto davanti ad un pubblico di bambini, che le immagini mostrano come attento ed interessato. Questo il fatto, diverse le riflessioni. La prima, banale: cosa sono per noi gli animali? Negli ultimi anni, è emerso un cambio di tendenza, quella di non considerali solo oggetti viventi, buoni per il lavoro, ma esseri dotati di dignità e sensibilità. Sono nate così iniziative giuridiche, come la Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, e movimenti come il veganismo, che cerca di ridurre al minimo l'impatto dell'uomo sulla loro vita. La vicenda danese ci dimostra come, per molti, gli animali sono solo risorse, cose che possono essere usate senza rispetto per il loro benessere. Le autorità dello zoo hanno trattato Marius come una macchina rotta, da riciclare senza pensarci troppo. La seconda è il rapporto con la morte e la violenza. Il diritto e la morale hanno insegnato come trattamenti come tortura e mutilazione siano misure indegne, sia per uomini che per animali. La stessa pena capitale è passata dall'essere uno spettacolo pubblico, per il divertimento della folla, ad una cerimonia privata, da portare a termine

con rispetto e con la minore crudeltà possibile. Allora, la storia di Marius ci porta indietro: aldilà delle questioni tecniche delle zoo, la sua morte la sua morte è stata uno show, condotto davanti ad una folla per appagarla stimolando il senso del macabro, anche se addolcito dalla finalità scientifica. Infine, la gestione dei bambini. Nel passato, i bambini erano dei piccoli uomini: dopo un breve periodo di giochi, questi dovevano essere pronti a svolgere i compiti degli adulti. I piccoli contadini dovevano lavorare nei campi coi genitori, i piccoli minatori a scendere nelle viscere della terra, le piccole donne fare molti figli e prendersene cura. Tutti dovevano accettare fatica, dolore e morte come parte della vita. Col miglioramento delle condizioni di vita, l'infanzia è diventata una condizione protetta, il bambino un essere da tutelare: provvedimenti come l'obbligo scolastico ed il divieto di lavoro minori vanno in questa direzione. Una volta di più, il caso Marius spezza le regole: l'aver permesso ai bambini di assistere alla cruenta sorte della piccola giraffa rompe quelle regole di protezione e aiuto verso l'infanzia. La vicenda non è finita: la protesta di associazioni e singoli è arrivata fino al Parlamento Europeo. Vediamo allora che succederà. Matteo Clerici

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Marzo 2014

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Il Campionato di Tamburello si prepara per il grande pubblico

È

fissato per domenica 16 marzo l’avvio del campionato di serie A di tamburello con le ovadesi Cremolino e Carpeneto. Undici le squadre al via con la grande assenza del Callianetto, il quintetto astigiano protagonista dell’ultimo decennio. Nel primo turno di campionato le ovadesi saranno in trasferta: il Cremolino a Medole e il Carpeneto a Guidizzolo. Il 23 marzo con inizio alle ore 15 il Carpeneto riceverà il Sommacampagna e il Cremolino il Castellaro. Il derby del girone di andata è previsto il 25 aprile a Cremolino, mentre il ritorno a Carpeneto il 29 giugno. Come si conviene il Cremolino presenta la squadra alla tifoseria venerdì 7 marzo alle ore 20.30 presso il Ristorante “Vetta”, considerato il ritrovo degli sportivi del tamburello. Tranne il forfait del quintetto

Al via la Serie A femminile che, pur avendo Per il massimo campionato vinto il titolo di serie B, guada- figurano i nuovi Alberto Botgnandosi la serie A, ha dovuto teon, Daniele Basso e Andrea rinunciare per problemi perso- Di Mare dal Carpeneto, Maunali delle atlete, la società oltre ro Pera dal Rocca D’Arazzo e alla serie A maschile annovera i riconfermati Paolo Baggio e la serie C, la D e le giovanili. Alessio Basso. Nella serie C in-

vece Marco Marostica, Stefano Frascara, Fabio Ottria, Davide Frutti, Pierluca Protto, Gianni Viglietti e Daniele Oddone. Venerdì 7 scopriremo tutti i volti del nuovo Cremolino con gli obiettivi della stagione. (e.p.)

Il libro di Diego Sciutto sul tamburello diventa una mostra

Un successo editoriale S

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ono stati davvero tanti gli ovadesi, e non solo, che hanno fatto visita alla mostra fotografica sul tamburello che si è tenuta presso la sala mostre di piazza Cereseto in Ovada. Nonostante siano passati parecchi anni da quando Ovada era considerata la capitale del tamburello, la passione per questa disciplina sportiva non è venuta meno. Il fascino delle fotografie ha poi fatto il resto. Sono stati parecchi i giocatori che si sono ritrovati immortalati in divisa da gioco nelle fotografie esposte. Per loro un passo indietro nel tempo e la possibilità di ricordare le proprie gesta sportive. Nell’occasione è proseguita la vendita del volume di Diego Sciutto “Tamburello - aneddoti e fotografie” il cui ricavato andrà interamente all’associazione Vela. “La partecipazione dei visitatori è andata al di là di ogni più rosea previsione

- ha affermato Vanda Vignolo, curatrice della mostra - e cosa importante è che tutti sono stati soddisfatti dell’iniziativa al punto di sollecitarne altre in un prossimo futuro. Non è detto che ciò possa avvenire, per il momento quello che mi preme sottolineare è che la vendita del libro è andata benissimo ed in conseguenza a ciò sarà possibile devolvere, come ha deciso l’autore, una cospicua somma all’associazione “Vela” , pertanto colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro i quali hanno contribuito all’iniziativa benefica”. Per il tamburello non si tratta della prima iniziativa benefica, in quanto già con la “12 ore” in programma ogni anno allo Sferisterio di Via Lung’Orba Mazzini, viene raccolta una considerevole cifra a favore dell’Associazione che opera all’interno dell’Ospedale di Ovada. (e.p.)

Scuola di calcio

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u 43 associazioni sportive della provincia di Alessandria, anche quest'anno l'Ovada Calcio è stata riconosciuta, assieme ad altre 14 società, come Scuola Calcio dal Comitato Regionale Piemonte e Valle d'Aosta. È un importante riconoscimento perché l’Ovada Calcio sta allargando il proprio bacino. Dopo Silvano d’Orba, dove viene svolta attività giovanile, si stanno concretizzando i contatti con Capriata d’Orba, centro che possiede una struttura all’avanguardia e un considerevole numero di giovani. Un buon lavoro che sta portando avanti con tenacia e convinzione il presidente dell’Ovada, Gianpaolo Piana, per creare un grande settore giovanile che possa competere in termini non solo di numeri, ma anche di qualità con Novi Ligure ed Acqui. Un primo risultato l’Ovada Calcio lo ha già ottenuto quest’anno con la presenza di tre formazioni giovanili (Boys Ovada, Giovanissimi ed Allievi) ai campionati regionali; chiaramente con numeri più elevati le possibilità di competere con squadre prestigiose aumentano con un arricchimento personale dei giocatori e tecnici. (e.p.)


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SPORT

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I successi dell'Arquatese tennis. Ci parla Francesco Gastaldi Pubblicato il calendario

Racchette d'oro I

Ciclismo S

n esclusiva abbiamo intervistato l’allenatore dell’Arquatese tennis Francesco Gastaldi che ci ha spiegato questa importante realtà dello sport locale.

Da quanti anni esiste l’Arquatese tennis? L'ASD Arquatese tennis nasce dal desiderio di sviluppare un movimento tennistico nella città di Arquata Scrivia. Grazie alla passione e al contributo del presidente Angelo e l'appoggio delle Amministrazioni Comunali nel 1989 prende avvio un progetto che, sviluppatosi negli anni, oggi può vantare una struttura inserita nel Centro Sportivo Comunale con due campi scoperti e un campo permanentemente al coperto. La squadra da chi è composta? Parto dai componenti più giovani del gruppo: Mattia Merlo di Vignole Borbera classe 1995 e Emanuele Maresca, arquatese doc, classe 1994, talenti formati nella nostra scuola tennis. Ormai al terzo anno in questo gruppo c'è Nicolò Guido, classe 1990, di Serravalle Scrivia, mentre alla sua seconda stagione c'è Nicolo Gambarotta, classe 1988. Una menzione particolare per il ritorno in squadra di Mattia Costa, classe 1974, che riveste la maglia dell' Arquatese tennis dopo un lungo periodo di inattività ma sopratutto dopo aver fatto parte di quella gloriosa Arquatese che negli anni 2000 ottenne notevoli risultati.

A quali tornei partecipate? L'Arquatese è impegnata nel Campionato serie D3, competizione estiva che vede confrontarsi i circoli prima in una fase provinciale e poi regionale. La vittoria regionale consente il passaggio in D2 fino ad arrivare al Campionato nazionale di serie A. Abbiamo ottenuto la qualificazione al tabellone regionale del Campionato D3 rimanendo imbattuti nella fase provinciale a gironi.Nella fase regionale siamo riusciti a distinguerci vincendo il primo turno e perdendo al secondo, in un terzo set tiratissimo per doppio di spareggio. Nella fase invernale invece siamo stati impegnati nel prestigioso “Trofeo Silvio Passera” competizione a livello regionale di quarta categoria, dove ci siamo distinti raggiungendo le “Final Four”, classificandoci quarti in Piemonte.

Cosa auspichi per il futuro dell’Arquatese tennis? Innanzi tutto mi preme fare i complimenti a tutti i ragazzi perché hanno saputo esprimere individualmente un grande tennis ma cosa ancor più importante hanno saputo essere sempre pronti alle chiamate, agendo da vera squadra supplendo l'uno alle mancanze dell' altro. L’obbiettivo futuro è quello di replicare il successo dell' anno scorso ma sopratutto di fare meglio, con la qualificazione in D2. Se si volesse provare a partecipare, entrando in squadra, cosa si deve fare? Per tutti coloro che sono interessati o vogliono delle informazioni possono scrivere una mail all' indirizzo asdarquatesetennis@gmail.com Mattia Nesto

ono stati pubblicati a Per gli Esordienti il 1 magcura della Federazione gio a Melazzo il “Memorial Ciclistica i calendari delle Riverdito” a cura del Pedale manifestazioni programmate Acquese; il 4 maggio ad Asti a in Piemonte per tutte le specia- cura della società Rostese il 2° lità e categorie per la stagione trofeo “Freccia del Bramante” agonistica 2014. Tante gare e l’11 maggio a Canelli – Nizza e la speranza di una grande il “Gran Premio del Barbera” annata sportiva per organizza- con l’organizzazione del Pedatori, squadre, atleti, staff… ed le Canellese. Per gli Allievi in appassionati. Un calendario calendario il 25 aprile a Valenche annovera 34 gare di Gio- za a cura della Ciclistica Vavanissimi, 23 di Esordienti, 25 lenzana il Gran Premio della di Allievi, 12 di Juniores, 5 di Liberazione e il 4 maggio il 46° Elite e 14 Fuoristrada. Questi circuito bassignanese. gli appuntamenti in provincia Per la categoria Juniores di Alessandria ed Asti. il 29 giugno a Montemagno Per i Giovanissimi avvio il 6 il 13° Memorial Bocca con aprile a Valenza con il 18° tro- l’organizzazione della società feo “Il Traguardo”, quindi il 21 Borgonuovo. Per la categoria aprile Cross Country a Sezza- Elite - Under il 27 aprile la dio, si prosegue il 27 aprile a “Milano – Tortona” con l’orMirabello Monferrato con l’or- ganizzazione della Tortonese ganizzazione della Bike Scool e il 7 giugno a Novi Ligure Mirabello con il Cross Country, la “52° Coppa Romita”. Inl’11 maggio a Nizza Monferrato fine il 25 aprile a Pecetto di a cura del Pedale Canellese; il Valenza con l’organizzazio1 giugno a Pontecurone; il 15 ne de la “Fenice di Valenza” giugno ad Acqui Terme la 4° in programma la 5° prova prova “Trofeo Primavera” con Piemonte Cup e il 4 maggio il Pedale Acquese; il 19 giugno a Bistagno la “Gran Fonin notturna a Novi Ligure e il do Bricchi Bistagnesi” con 26 giugno a Canelli in notturna l’organizzazione del Pedale (e.p.) “In bici nella città del moscato”. Canellese.


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Inchiostro fresco 2014 marzo