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PATRONATO SAN VINCENZO

Numero 2

Notiziario del Gruppo INBOLIVIA2004

Compartir Ciao “papi”... Per chi ancora non lo sapesse Martedì 22 Giugno ci ha lasciato il nostro caro Padre Berta, era il fondatore e guida della ciudad de los ninos di Cochabamba, era in Bolivia ormai da quarant’anni e lascia in tutti quanti lo hanno conosciuto e apprezzato un grande vuoto. Lo chiamavano “l’angelo dei bambini” e per tutti noi lui sarà per sempre il “papi” …..


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COMPAR TIR Riflessioni dalla Bolivia

Sono qui davanti alla tomba di P. Berta. E' stata posta sotto un grande albero, di fronte alla chiesa della ciudad de los ninos. I ragazzi vengono per una preghiera, Luciano e Terry invitano tutti alla preghiera, invocando il Padre come guida per la ciudad. I fiori posti in questi giorni stanno sfiorendo, ma mi assicurano che ne arriveranno di nuovi. Gli operai stanno sistemando la tomba. si vuol far diventare questo luogo un giardino fiorito dove tutti possono venire a pregare, meditare, sostare per un attimo, per chiedere aiuto e intercessione al padre. ha del suggestivo tutto questo. Sotto un albero, perchè il papi era come un grande albero che raccoglieva e accoglieva tutti per una caramella, per un consiglio per una preghiera, per un sorriso e magari anche una barzelletta. Ormai da anni, a causa della sua malattia che gli impediva grandi movimenti, era la guida spirituale, il cuore che batteva di tutta la ciudad, era come faro che illuminava tutti i suoi ragazzi. Così ricordo padre berta e così voglio continuare a conservare il ricordo nel mio cuore e nella mia mente di quest' uomo e di questo prete. Una fede certa e sicura che lo portava a superare tutte le difficoltà, cercando sempre il bene dei suoi figli, guardando sempre alla bellezza della vita. Una speranza certa che lo portava a superare tutte le difficoltà perchè il Signore non poteva non essere vicino a chi cerca il bene dei bambini. Una carità che si e' spesa fino in fondo, oserei dire fino a dare la vita. Certo,il padre era anche un abile organizzatore, ma questo mi pare fosse in lui soltanto la conseguenza naturale della sua fede, speranza e carità la domanda che mi viene posta incessantemente in questi giorni e' questa: "chi prenderà in mano tale eredità?" Certo per prendere in mano questa preziosa responsabilità non basta il sentimento: vado in missione a fare il volontario, oppure grandi doti organizzative. Qui bisogna avere una preziosa vita interiore, essere guida essere uomini e donne di fede, speranza e carità. Però mentre concludo queste righe un ragazzo mi si avvicina e mi chiede " chi prenderà il posto del papi?"


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La stampa boliviana parla di lui

Il “Papi Berta” se n’è andato: lo piange la Ciudad del Nino. Non c’è un’anima che non pianga la morte del Padre Berta nella Ciudad del Nino. Mirna arrivò otto anni fa alla casa che fondò il sacerdote per accogliere i bambini senza famiglia e stanotte aveva gli occhi pieni di lacrime. Come tutti quelli che conoscevano il “Papi Berta”. L’addio al pioniere della Ciudad del Nino si è trasformato in una veglia, accompagnata da preghiere che si susseguivano una dopo l’altra interrotte solamente dai pianti di quelli che lo conoscevano più da vicino. Per più di un mese lottò contro una forte infiammazione, internato nell’ospedale belga. Ieri, il suo corpo, giaceva ai piedi di un’immagine della Vergine Maria coperto da gelsomini bianchi, rossi e arancio. Tutta la cappella della Ciudad del Nino si è ricoperta di fiori. Fino a lì sono accorse le decine di bambini e di adolescenti che contemplarono per l’ultima volta l’immagine del loro “Papi Berta”, disegnata su una tela che conserva lo sguardo chiaro e la lunga barba bianca di chi collocò la prima pietra della casa, che oggi è la casa di più di 200 bambini. Il suo messaggio centrale era la famiglia. Ninosca e i suoi tre fratelli restarono orfani cinque anni fa, quando una malattia gli strappò via i loro genitori. Dopo la tragedia, arrivarono alla Ciudad el Nino, dove trovarono una nuova famiglia e la possibilità di un futuro migliore grazie allo studio. “Il Papi Berta era come un papà per noi. Ci insegnava i valori, come la famiglia, che è la cosa più importante” racconta Ninosca, che con i suoi 17 anni si prepara per diplomarsi come tecnico in meccanica e sogna di creare una casa così accogliente come quella che incontrò alla Ciudad del Nino.

Gli ultimi istanti All’inizio di Aprile Berta è stato ricoverato nella clinica Belga afflitto da un’infiammazione della vescica biliare che si complicò a causa dei problemi respiratori. Ieri, all’incirca alle 13:00, spirò e fu portato alla Ciudad del Nino, dove lo ricevette un pellegrinaggio. Nonostante la precaria salute e i suoi 80 anni di vita, tutti conservavano la speranza di tornare a vedere il Padre in vita. Ma la sua salute non resistette cosicché ieri le generazioni che forgiarono il loro futuro nella Ciudad del Nino non lesinarono preghiere per raccomandare la sua anima. La Chiesa anticipò che le spoglie del Padre Berta saranno velate oggi a partire dalle 14 nella Cattedrale Metropolitana, nella piazza “14 de Septiembre”, con l’obiettivo che la comunità possa salutare il sacerdote. Per le 17, è prevista una messa nello stesso luogo, ma ancora non si è stabilita la data della sepoltura per la quale si aspetta l’arrivo di alcuni rappresentanti della Congregazione del Patronato San Vincenzo di Bergamo, dall’Italia.

Una vita per i bambini e per la famiglia. Antonio Berta nacque in una famiglia numerosa, con 11 fratelli, il 27 Febbraio del 1927 presso la città italiana di Bergamo. La sua infanzia trascorse in povertà. Il 3 Giugno del 1950, fu ordinato sacerdote della Congregazione del Patronato San Vincenzo di Bergamo, un’istituzione con proiezione sociale. La sua missione fu preservare l’unità familiare e ricorrere all’internamento solo in situazione estreme. Nel 1993, la Fondazione Telemaraton destinò i suoi incassi alla Ciudad del Nino. I fondi servirono per l’ampliamento della struttura, nella quale si costruirono laboratori per la formazione tecnica. Oggi accoglie 220 bambini e adolescenti in modo permanente e altri 800 della zona Cruce Taquina nell’assistenza scolastica. L’opera del sacerdote ora è posta sotto la direzione del professor Luciano Invernizzi. Padre Berta fu decorato con la medaglia al merito “Libertador Simòn Bolivar”, per il riconoscimento del suo lavoro nell’aiuto ai ragazzi. Fonte : Articolo di “Los Tiempos” di Mercoledì 23 Maggio 2007


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COMPAR TIR Pensieri di chi è stato in Bolivia

Se penso a padre Berta la prima cosa che mi viene in mente è quando gli abbiamo cantato “Signore delle cime” e si è commosso… quando la domenica a pranzo ci raccontava le barzellette e rideva come se le sentisse per la prima volta… quando distribuiva lecca-lecca ai bambini e ai ragazzi della Ciudad e loro lo chiamavano con quel bellissimo nome, pieno di tenerezza – Papi – … quando celebrava la messa con tutta la sua energia e passione… dolce e forte, spiritoso e concreto, innamorato della Ciudad e dei suoi ragazzi.E se pensi a padre Berta non puoi non pensare a Terry e Luciano, a tutti gli incaricati e soprattutto a tutti i ragazzi della Ciudad. Quei meravigliosi bimbi e ragazzi che non avresti più smesso di abbracciare, di coccolare… così affettuosi, così accoglienti, sempre così sorridenti nonostante la storia difficile che hanno alle spalle da lasciarti a bocca aperta, da conquistarti al primo sguardo…Tutto, tutto rimane nel cuore come perla preziosa.Grazie Accoglienza…Forse una delle parole che raccoglie tutto il senso di una missione, di quella missione che è la Ciudad de los ninos. “carissimo padre Berta, tu quella missione l’hai cominciata, tanti anni fa, partendo da niente ed ora i risultati si vedono… negli occhi dei bambini che ci sono cresciuti… nei gesti d’amore quotidiani che gli adulti della missione hanno nei loro confronti... nella provvidenza del Signore che è sempre stata vicina a quel luogo… ti siamo vicini nella preghiera in questo momento della vita. Penso di avere avuto la grande fortuna di poter visitare la Ciudad per due volte. È veramente complesso esprimere quella miriade di sensazioni ed emozioni che ho provato in quei momenti. Sicuramente quando varchi quel cancello capisci subito di essere entrato in un mondo a parte, dove l’umanità, la gioia e la fratellanza che respiri sono unici. È come se il mondo che conosci, carico di odio e violenza si fermasse a quel cancello. Ti senti parte di un progetto più grande, raramente mi sono sentito così in pace con me stesso come in quel luogo.Tutto questo è opera di tutte le persone magnifiche che ci vivono e lavorano; ma su tutte spicca la figura di Padre Antonio Berta, un uomo grande con il cuore di un bambino. Io penso che non possa esistere definizione migliore per inquadrare la grandezza di quest’uomo. Mi piace ricordare una frase bellissima di padre Antonio: “alla mia morte voglio che mi vengano donate le mie cornee per poter vedere ancora i miei bambini”, penso basti questo… Penso spesso al volto dei ragazzi, bambini e di tutte le persone della Ciudad. Mi riempie il cuore di serenità, gioia e nostalgia. Prego spesso per tutti loro in particolare per il Papi, Luciano, Jimea. Anche se fisicamente siamo molto distanti sento ancora vicino tutte le persone e i bambini incontrati portando nel cuore i loro sorrisi e la loro semplicità. Profumo… profumo di speranza. La speranza vissuta in mille momenti. Come…beh! per esempio quando si passava vicino a casa del Papi. I bambini erano felici, e noi non potevamo che esserlo di riflesso. Dopo la messa… dopo un saluto. Come se fosse quel grande albero basso fuori dalla sua porta, o forse la pianta di limoni, a diffondere il profumo contagioso. Ma a pensarci bene il profumo che aveva costruito la città dei bambini era proprio quello di Padre Berta. Un sorriso smagliante, un abbraccio affettuoso, un gioco fraterno. Ogni bambino

è un sole nuovo

Ricordo i vostri sguardi e i vostri sorrisi che oggigiorno esprimevano la vostra voglia di andare avanti e il vostro credere nella vita… ricordo i vostri gesti e le vostre parole, semplici ma piene di significato e di fede. Ricordo i momenti in cui sono venuta in relazione con voi… ero avvolta da una sensazione di profonda gioia, di voglia di vivervi e vivermi e di aprire i miei occhi… grazie per tutto questo! Alleluia Alleluia !!! Delle lampadine Fermarsi… chiudere gli occhi e riaprirli e assaporare la semplicità e spontaneità dell’essere bimbi, dell’essere padre, del donarsi, dell’amore incondizionato. E soprattutto i baci e le caramelle del papi. Cochabamba, ciudad de los ninos… le cassette colorate… la curiosità dei bambini al nostro arrivo… gli occhi dei bambini che cercavano i miei occhi… le mani dei bambini che forti stringevano le mie… il sorriso dei bambini che nasconde una lontana sofferenza… il volto degli educatori e dei collaboratori… il papi… un uomo, un missionario, un sacerdote, una persona che ha davvero preso in mano la sua croce e ha deciso di seguire Cristo. Grazie Signore per la sua testimonianza, proteggi sempre la Ciudad e le persone che ne fanno parte. Sostienili sempre con la forza del tuo Spirito e dai il coraggio a tante persone di dedicare la propria vita per i bambini della Ciudad e della Bolivia. Questo ricordo mi fa pensare che anche in questo tempo di fatica per tutti voi c’è un motivo di speranza e continuità. Crediamo molto in tutti voi e affidiamo al Signore la storia della Ciudad. Carissimo padre Berta ti abbiamo conosciuto con il patronato di Bolivia come colui che raccontava di un sapienza grande. Con te abbiamo conosciuto tutta la Ciudad de los ninos come città dei ragazzi e dell’allegria.

Contatti: E—mail : sesana.a@tiscali.it Riferimento: Don Alessandro Sesana Cell. 340—8926053

Gruppo “IN BOLIVIA 2004” Patronato San Vincenzo Bergamo

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