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PRIMO PIANO: SCENARIO

IMQ NOTIZIE n.94

SCATTA L’ORA DELLA

GENERAZIONE

FACEBOOK (E NON SOLO)

STANNO CAMBIANDO IL MODO DI COMUNICARE, DI RELAZIONARSI, DI TROVARE AMICI, DI FARE AFFARI. MA STANNO CAMBIANDO ANCHE IL MODO DI FARE LE RIVOLUZIONI, DI PARLARE DI AMORE E DI PREGARE. SONO LORO, I SOCIAL NETWORK E TUTTI COLORO CHE LI UTILIZZANO COME UN’ESTENSIONE VIRTUALE DELLA VITA REALE. CON GLI STESSI RISCHI CHE, ANCHE LA VITA NORMALE, PUÒ COMPORTARE.

uando anche in Italia, alla fine del 2008, esplose il fenomeno Facebook, in molti si affrettarono a classificarlo come una “moda passeggera”. Nulla di più sbagliato, come i successivi due anni si sono incaricati di dimostrare. Non soltanto il network fondato da Mark Zuckerberg non è affatto tramontato in fretta, ma, assieme a Twitter, You Tube, LinkedIn, Buzz e al-

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tri siti e servizi (che nel loro insieme prendono il nome di social media), ha plasmato e dato il via a mutamenti politici e di costume dagli effetti dirompenti. In Italia e altrove, attraverso le reti sociali ci si informa, si ricevono consigli per gli acquisti, si trova lavoro, si organizzano proteste e rivoluzioni. Tanto che, con riferimento agli utilizzatori più giovani del network, qualcuno ha coniato il termi-

ne “generazione Facebook” a indicare una fascia di persone abituata a confrontarsi in Rete, a discutere di tutto - dai concorrenti del Grande Fratello ai temi di politica e attualità - partendo dalla “bacheca” del proprio profilo. Il rovescio della medaglia è nei fenomeni di dipendenza che cominciano ad apparire anche nel Bel Paese. Persone che non riescono a staccarsi dal

Pc e fare a meno di rendere edotti i propri “amici” anche sulle banalità della propria esistenza nemmeno quando sono in vacanza, complice anche il diffondersi delle connessioni in mobilità, chiavette 3G e simili, che permettono di rimanere sempre in contatto con il resto del mondo. Negli Stati Uniti, l’aggiornamento del proprio “stato” e il controllo dell’email hanno sostituito addirittura il rito mattutino della colazione familiare, uno dei

pochi spazi di confronto faccia a faccia finora sottratti alla vita lavorativa, e in alcuni paesi, fra cui l’Italia, si aprono reparti nelle cliniche per “tecnodipendenza”. Della “generazione Facebook” si è parlato anche molto di recente, quando le rivolte scoppiate in Nord Africa hanno tratto alimento e in qualche caso spunto, dalle possibilità offerte dai social media. E il vento della rivolta portato dalle reti sociali ha contagiato anche il Medio Oriente. Non meno importante è il ruolo giocato in questi frangenti da altre reti sociali, Twitter in primis. Quest’ultimo è un network di micro-

blogging in cui si possono postare soltanto messaggi molto brevi: al massimo 140 caratteri. La sua rinomanza mondiale e l’impatto sui media, sono legati soprattutto ad alcuni fatti legati all’attualità e alla politica. La capillarità del network e il suo essere accessibile sia dal web sia dalla rete mobile lo protegge infatti, almeno in parte, dai tentativi di soffocarne la voce. Il governo iraniano non è riuscito a far passare sotto silenzio la rivolta della popolazione del giugno 2009, contro i risultati delle ultime elezioni politiche, grazie a Internet e a Twitter in particolare. Con i giornalisti professionisti espulsi dal paese e le agenzie di stampa mute, sono stati migliaia di ragazzi muniti di cel-

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IMQ Notizie 94  

Magazine per una vita di qualita' e sicurezza. In questo numero: generazione digitale, rivoluzione social network, proprieta' intellettuale...

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