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IL “PRECARIATO”... CANTATO ANNO II N° 6

SVAGO

Il giornale giovane - bimestrale di informazione, cultura e tempo libero

Capitan America

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pag. 12

Ambiente: per un’Italia a prova di clima

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pag. 6

Francesco

La globalizzazione Guccini del gusto

Live

Pag. 14

L’invenzione che cambiò il mondo: la Radio pag. 7

Che questo Natale porti serenità, pace e amore in ogni parte del mondo.


NOVEMBRE - DICEMBRE Mons. BREGANTINI: LE MAFIE TOLGONO AI GIOVANI OGNI DIGNITA’ di Mario Narducci L'incontro di Mons. Giancarlo Bregantini con gli universitari della Fuci dell'Aquila ha rappresentato davvero un forte momento di riflessione sulla condizione giovanile oggi, e sulle prospettive che loro offre una società sempre più dimentica di un dovere fondamentale: quello di non deludere le attese delle nuove generazioni. Mons. Bregantini, chiamato dall'Arxcivescovo dell'Aquila Mons. Giuseppe Molinari, solo da poco è stato nominato Arcivescovo di Campobasso, dopo trent'anni trascorsi in Calabria e da ultimo nella diocesi della Locride. La sua battaglia contro la 'ndrangheta è nota. Combattendola a viso aperto egli ha ridato speranza ai giovani della zona, creando lavoro nelle terre confiscate ai mafiosi e soprattutto ingenerando la convinzione che ci si può affrancare dai poteri occulti incominciando a non averne paura. I giovani universitari, ma non solo loro, non hanno perduto una sola parola, attenti a coglierne i significati più profondi. E ci dispiace solo che i media, che a livello nazionale avevano polemizzato sottilmente con la Chiesa per questa promozione che appariva una rimozione, abbiano taciuto su questa sua prima uscita in terra d'abruzzo. Perché qui, all'Aquila, Bregantini, si è anche scagliato con pacatezza contro la disoccupazione giovanile ed il precariato, che ha definito con forza “nemici del Vangelo”. “Il precariato è il fallimento della società”, ha aggiunto, mentre il lavoro “è condizione essenziale della dignità umana”. E ancora: “ non è il mondo studentesco quello più fragile nella nostra società, ma quello dei giovani dopo il diploma e dopo la laurea, perché non hanno prospettive occupazionali”. Rivolgendosi in particolare ai giovani della FUCI, l'organizzazione cattolica degli studenti universitari, Bregantini ha lasciato questo messaggio: “La via per sconfiggere la mafia è quella culturale, bisogna far comprendere ai giovani che chi entra nella mafia perde se stesso come uomo. Solo così le mafie vengono svuotate di significato e perdono di attrattiva”. Parole chiare. Sulle quali devono riflettere i giovani, ma soprattutto il potere politico il cui compito principale è quello di creare condizione di lavoro degne per i giovani. Se il potere politico è latitante su questo piano, la mafia sarà sempre più presente.

SOMMARIO

Free Time

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News

6

Ambiente Cultura Scuola Pianeta Giovani Salute Editoria ...........

Comics

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Viaggiando13 Musica

14

CineCiak 15

In copertina: Chiesa di Kiruna in Svezia. Kiruna, situata al confine tra la Norvegia e la Finlandia, è ritenuta la capitale della Lapponia svedese. I fenomeni che si possono ammirare sono il sole di mezzanotte in estate e l'aurora boreale in inverno. Vicino a Kiruna si trova il primo hotel di ghiaccio al mondo con 82 camere, un bar e una chiesa. Persino i letti sono di ghiaccio, ma non si sente freddo perché ci si poggia su una base costituita da asticelle di legno, un materasso e una spessa pelle di renna. Tutte le curiosità sul popolo Lappone a pag.13

SVAGO è a

nche su

www.impronta

online.net

Libri___________________ “Nell’immediatezza di quest’opera c’è la stessa immediatezza della parola”

___________________ La lettura consigliata da Giovanni Rotili Incontrarsi in una melodia, lo spazio reale nel quale sopravvivere all'urgenza dei sogni. Due vite come tante si incrociano in un destino speciale. Esigenze diverse e lontane alla continua ricerca di uno spazio che li avvicini, di uno spazio da condividere, lo trovano nella rete: il luogo virtuale che fa da scenario ai sogni di Stella, la protagonista. Questo mondo paradosso, nel quale puoi non essere chi sei, ma che a volte gira talmente veloce che finisci per essere troppo te stesso, si contrappone ai confini tangibili di città industriali in una storia dove l'amore diviene il pretesto per raccontare la vita. È la vita che emerge, quella malattia della quale ti accorgi quando ti ha già fatto troppo male, questa “sfida allo specchio” dove la sicurezza del guscio cerca di confinare l'incertezza dello spazio aperto, la paura di

crescere si scontra con l'esigenza di confinare l'incertezza dello spazio aperto, la paura di crescere si scontra con l'esigenza di cambiare, il desiderio di volare contrasta con il timore di non saperlo o di non volerlo, fino in fondo, fare. Il linguaggio semplice ma mai banale si modella sul racconto e si arricchisce di particolari quotidiani che, oltre a dare credibilità alla narrazione, trascinano il lettore a condividere con i protagonisti una storia che inizia davvero solo alla fine e che si alimenta nel silenzio di parole delle quali non si ha più l'esigenza, sospesa come il risveglio da un sogno: una storia come tante, concreta e al tempo stesso irreale, sicuramente unica. Il libro è ordinabile dal sito www.annalisaiagnemma.com

SVAGO Bimestrale - Reg. Trib. AQ n° 549 del 12.01.06 ANNO II n° 6 Novembre-Dicembre 2007 Editore Ass. Culturale “L’ Impronta” Direttore Responsabile Mario Narducci Coordinatore Redazione Luisa Stifani tel. 3478825775 luisa.stifani@libero.it Stampa AGP-Maltignano (AP) Hanno collaborato a questo numero: G. Rotili, A. Tiberi, L. Sigismondi, WWF-Teramo, Mons. G. Molinari, A.Coletti, A. D’Oria, D. Di Domenico, M. Romano, S.Romano, Liceo “Berchet”-MI, Ubc-Fumetti F. Ranieri. D i s t r i b u z i o n e g ra t u i t a presso: Sedi CARISPAQ, Biblioteche, Librerie, Università, Scuole, Pub, Cinema, IED. Testi e materiale fotografico inviati per collaborazioni, non si restituiscono e si accettano solo in forma gratuita. È vietata ogni riproduzione senza


Jonny Joy

... ed il Natale è più bello. C.so Federico II - L’Aquila


Free Time

Eventi, locali, discoteche... a cura di Luisa Stifani

Per un'indimenticabile notte di San Silvestro scegli le splendide capitali europee ancora incantate dall'atmosfera natalizia o le calde località turistiche nei mari del sud. Parti per un emozionante viaggio di fine anno! Scopri le offerte su www.expedia.it

Piazza San Marco, 6 67100 L’Aquila tel.0862295564 ilsicomoro@inwind.it

Negramaro Live

Lavoro e Formazione Il Master in Comunicazione Ambientale (inizio: 7-feb.-2008), rivolto a professionisti del settore ed a laureati interessati ad operare nell'ambito della comunicazione ambientale, è nato per rispondere alle esigenze delle aziende riguardanti gli aspetti del "marketing verde", del rapporto dell'impresa con il territorio e della comunicazione indirizzata verso il cittadino-utente. Corso di Aggiornamento e Specializzazione in Tecniche di Animazione (inizio: 7 aprile 2008). Si rivolge a quanti, già in possesso di importanti capacità artistiche di disegno, desiderano diventare professionisti del cinema d'animazione tradizionale e digitale. Attraverso la realizzazione di un progetto di animazione, si apprenderanno le tecniche per la costruzione spaziale sia a livello di disegno che di colore, con lo scopo di creare scenografie tradizionali e digitali, e le principali tecniche di animazione tradizionale e digitale, per arrivare a trasferire ai propri disegni su carta o su tavoletta grafica il movimento e la recitazione. Info al sito www.ied.it

OROSCOPO

12 e 13 dicembre - Roma (RM) Gran Teatro 19 dicembre - Milano (MI) Teatro degli Arcimboldi

10° OPEN DI SCACCHI "Città di Padova" Open 9 turni 15-23 dicembre 2007 Open 6 turni 15-16 e 22-23 dic.’07 Semilampo 7 turni 19 dicembre 2007 Manifestazione è inserita nel 31° Festival Veneto 2007/2008 Per preiscrizioni inviare e-mail a: scacchipd@virgilio.it

Ariete dal 21/3 al 19/4

Toro dal 20/4 al 20/5

Gemelli dal 21/5 al 20/6

Cancro dal 21/6 al 22/7

Leone dal 23/7 al 22/8

Vergine dal 23/8 al 21/9

La congiunzione planetaria contribuirà a ricaricarvi di entusiasmo.

C o n s e n s i e riconoscimenti ma, ponete la dovuta attenzione alla Luna.

Cercate di programmare attentamente viaggi o n d e e v i t a r e contrattempi.

Si prospettano momenti di intrigante ed infuocata complicità passionale! Attenti al gioco.

Venere contribuirà a rilanciare la vostra i m m a g i n e professionale.

Complicità con la persona amata. Attenzione alle troppe distrazioni!

Bilancia dal 22/9 al 21/10

Scorpione dal 22/10 al 21/11

Sagittario dal 22/11 al 20/12

Capricorno dal 21/12 al 19/1

Acquario dal 20/1 al 18/2

Pesci dal 19/2 al 20/3

Le Stelle annunciano prosperità... e non si escludono colpi di fortuna!

Il vostro intuito si rivelerà davvero particolarmente vincente!

Il rapporto di coppia incontrerà momenti di intrigante complicità. Audacia per i single!

A breve i vostri progetti si trasformeranno in solide iniziative. La Luna annuncia fortuna!

Mercurio stimolerà nuove idee che si riveleranno vincenti. Buona Fortuna!

Ponete attenzione ai giudizi sbagliati. Sogni premonitori si rivelano vincenti!


News AMBIENTE

Ambiente, società, moda, sport, motori,...

PER UN’ITALIA A PROVA DI CLIMA

Ripristinare e restaurare i sistemi ed i processi naturali quale “grande opera” di difesa dai cambiamenti climatici già in atto: è questa la ricetta lanciata dal WWF in occasione della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici organizzata dal Ministero dell'Ambiente. I cambiamenti climatici sono già oggi una realtà: stanno provocando forti impatti sul territorio e sulle risorse primarie e stanno sconvolgendo intere attività produttive. Si deve perciò agire su due fronti: 1.rallentare e fermare il fenomeno dei cambiamenti climatici, attraverso il taglio delle emissioni dei gas che aumentano l'effetto serra; 2.predisporre un serio piano di adattamento con azioni coordinate e tempestive per prepararsi agli effetti ormai inevitabili del riscaldamento globale. «Anche la nostra regione deve fare la sua parte - dichiara Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo - Servono

scelte concrete per contribuire alla riduzione delle emissioni in atmosfera dei gas climalteranti, investendo sul trasporto pubblico, migliorando le performance ambientali di fabbriche, uffici ed abitazioni, potenziando il sistema dei controlli sulle emissioni, dotandosi di un piano energetico che privilegi le fonti alternative e persegua con convinzione l'obiettivo del risparmio energetico e della razionalizzazione». «Al tempo stesso, però, dato che i cambiamenti sono ormai una realtà è necessario dotare anche l'Abruzzo di un piano di adattamento che si basi sulla necessità di tutelare il nostro patrimonio naturale con operazioni di ripristino e restauro ecologico e con un sistema di reti ecologiche che possano favorire le capacità di resistenza dei sistemi naturali. Si tratterebbe di una vera e propria “grande opera pubblica”, necessaria a difenderci dagli effetti più devastanti del cambiamento climatico». Per il WWF si deve passare dalle parole ai

fatti ed investire su riduzione dell'inquinamento, adattamento e mitigazione degli impatti. Le emissioni di CO2 da una parte e l'adeguatezza rispetto alle esigenze di adattamento dall'altra, devono diventare un criterio imprescindibile e dirimente per la valutazione di ogni opera e di ogni stanziamento, nazionale, regionale e locale. Le risorse finanziarie, anche per gli interventi a livello regionale, vanno reperite e orientate anche attraverso il Quadro strategico nazionale 2007-2013 ed il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale. In occasione della Conferenza sul clima il WWF ha lanciato in Italia la campagna “Diario del clima che cambia”: sono state raccolte tante testimonianze di cittadini che raccontano come avvertono nella loro vita concreta i mutamenti in atto.

10 COMPORTAMENTI PER ESSERE ECO-EFFICIENTI 1.Luce stand-by. Evita di mantenere costantemente in stand-by televisioni, videoregistratori ed altri impianti elettronici: potrà farti risparmiare fino al 25% di energia elettrica l'anno. 2.Elettrodomestici. A livello familiare notevoli risparmi energetici ed economici potrebbero essere conseguiti adottando lampade fluorescenti compatte che durano fino a 10 volte di più di quelle tradizionali ad incandescenza e consentono di risparmiare fino all'80% di elettricità e ancora di più si potrebbe fare usando elettrodomestici ad alta efficienza, contraddistinti dall'etichettatura di classe A, A+ e A++. 3.Elettrodomestici 2. Mentre un frigorifero di classe G consuma oltre 781 kWh/anno uno di classe A++ ne consuma meno di 188 di kWh/anno, con un risparmio sulle nostre bollette elettriche di oltre 100 6 - SVAGO

euro l'anno! 4.Elettrodomestici 3. Non impostare mai il prelavaggio sulla lavatrice: raddoppia il consumo dell'acqua e aumenta quello dell'elettricità di un terzo. In alternativa, per il bucato a freddo, avviare la lavatrice per 10 minuti, spegnerla per circa un'ora lasciando i panni in ammollo, quindi proseguire con il normale lavaggio. 5.Illuminazione. Ogni lampadina a fluorescenza permette di risparmiare, rispetto alle lampadine tradizionali ad incandescenza, circa 64 kWh l'anno. Nelle abitazioni italiane mediamente ciascuna lampadina rimane accesa per 1,75 ore al giorno (105 minuti). Ogni minuto al giorno in meno di accensione di ciascuna lampadina tradizionale fa risparmiare 0,85 grammi di CO2. 6.Auto. Ogni litro di carburante risparmiato corrisponde a circa 2,5 Kg di

anidride carbonica non emessa in atmosfera. Passando da 130 a 100 Km/h si risparmia il 20% di carburante. Evita inoltre accelerate improvvise e frenate brusche: aumentano del 30% i consumi. 7.Batterie. Acquista pile ricaricabili: il loro maggior costo è compensato da una durata superiore e da un notevole risparmio in termini energetici e di riduzione dei rifiuti, peraltro notoriamente inquinanti e tossici 8.Carta. Una tonnellata di carta riciclata fa risparmiare 1.500 litri di petrolio. 9.Stampanti. Il consumo annuale di una stampante laser e a getto d'inchiostro è così suddiviso: 49% di corrente in stand-by, il 43% da spente e l'8% in fase di stampa. 10 Alimenti. Privilegia sempre alimenti freschi e di stagione prodotti in loco che permettono di evitare trasporti lunghi ed inquinanti e non necessitano di trattamenti particolari per la conservazione.


CULTURA

L’invenzione che cambiò il mondo

“La RADIO” _ di Donato Di Domenico

Q

uando nel 1893 Guglielmo Marconi compì i primi esperimenti, che avrebbero portato in pochi anni alla grande invenzione della radiotelegrafia, sicuramente non immaginava di dare l'avvio a quella che forse sarebbe stata la più grande rivoluzione nel campo delle comunicazioni umane: la nascita della Radio. In pochi decenni, e per la prima volta, la tecnologia sarebbe entrata nelle case della gente cambiandone radicalmente la vita. Oltre che fenomeno tecnologico e massmediatico, la Radio è stata molto di più: essa si è calata profondamente nel tessuto sociologico diventando, di volta in volta, strumento ed operatore. Ma andiamo per ordine. All'inizio la radio non parlava, si chiamava Telegrafia Senza Fili e serviva solo a trasmettere impulsi codificati con il sistema MORSE poi, un americano, De Forest, che stava studiando le comuni lampadine, mise a punto le valvole termoioniche e la radio...cominciò a parlare. Tra i primi esperimenti, a cavallo di inizio secolo, e la fine degli anni '10, la Radio fu principalmente uno strumento scientifico utilizzato da sparuti “Radioamatori” che passavano il tempo provando circuiti, più o meno fantasiosi, tra grovigli di fili, batterie, cuffie...e compatiti sguardi dei famigliari.

All'inizio degli anni '20 cominciarono a funzionare le cosiddette trasmissioni radiocircolari che, per poche ore al giorno, trasmettevano musica e notizie.Fu a questo punto che, sulla spinta della curiosità del crescente gradimento delle “radio audizioni”, alcune aziende si misero a commercializzare apparecchi radio “prodotti” in serie. Queste radio erano composte di quattro elementi fondamentali : la radio vera e propria, le cuffie di ascolto, l'antenna e le batterie. La radio era ospitata normalmente in una cassetta di legno molto semplice, i collegamenti interni erano fatti con fili nudi (non isolati) piegati con perizia artigiana e spesso serrati con viti (senza saldatura). I comandi (manopole, attacchi per le batterie, attacchi per le cuffie ed interruttori vari) erano riportati sul frontale. Gli americani (con vero humor nero) chiamavano queste cassette oblunghe “baby coffree” e cioè “cassa da morto per bambino “!

usarsi contro fischi, pernacchie e ronzii che uscivano dagli altisonanti insieme alla flebile voce di qualche remoto annunciatore. [Cornucopia +radio anni20]

Altisonante a cornucopia SAFIR (costruzione francese)

Radio Americana (Atwater Kent), classico esempio di "baby coffree".

Già da allora si misero in luce i diversi approcci alla costruzione degli apparecchi: quelli americani erano in genere semplici e lineari, anche se richiedevano un numero superiore di valvole e avevano quindi un costo superiore, quelle europee (in particolare quelle tedesche) erano complicatissime, con circuiti molto complessi e poche valvole che svolgevano più di una funzione. In generale il Radio americana primi anni '20 (Westinghouse) costo di questi apparecchi, specialmente in Italia, era decisamente alto, l'equivalente di Sintonizzare quegli apparecchi su di una 3000-5000 euro attuali ! stazione trasmittente era un'impresa notevole, Per ovviare alla scomodità delle “audizioni” tante erano le manopole e le regolazioni da con le cuffie, si cominciarono a produrre gli effettuare contemporaneamente. I giornali altisonanti (gli attuali altoparlanti) a dell'epoca ironizzavano pesantemente sulle cornucopia. Questi, in pratica, non erano altro serate trascorse dai radioamatori nei loro che un auricolare della cuffia al quale veniva sovrapposta la cornetta acustica del nonno! tentativi di ascolto! A differenza di quanto si potrebbe pensare, le Erano ovviamente ancora esterni al mobile a prime radio erano a batteria perchè spesso le cassetta, venivano posati sulla radio insieme case erano ancora sprovviste di elettricità e alla monumentale antenna a quadro. Laddove perchè non esistevano circuiti raddrizzatori non si utilizzava quella a quadro, l'antenna era costituita da un filo metallico teso da casa a che potessero essere ospitati nel loro interno. casa di lunghezza superiore ai 20 m. Comunque, nonostante costi e difficoltà, la magia di ascoltare la “scatola parlante” ebbe il sopravvento e la gente cominciò a comperare la Radio. Con l'incremento delle vendite cominciò anche la concorrenza che in quegli anni si basava principalmente sulla prestazione dovuta al particolare circuito; si svilupparono così circuiti dai nomi fantasiosi e misteriosi: tropadina, eterodina, neutrodina ecc, che più che metodi elettronici di ricezione sembravano nomi di medicinali da Radio Inglese autocostruita (circa 1923)

In Italia nel 1924 nasce l'URI ed iniziano le prime radioaudizioni; gli apparecchi radio sono rarissimi (anche oggi!), belli e costosi. I nomi delle aziende italiane più famose sono : SITI, RAM (Ramazzotti), Zamburlini. Come spesso succede uno dei tanti circuiti utilizzati cominciò a prevalere su tutti gli altri: comportava qualche valvola in più ma le prestazioni erano decisamente superiori a quelle degli altri metodi. Questo metodo è quello utilizzato anche ai nostri giorni : il metodo supereterodina. Il metodo (diventato piu o meno uno standard) fece spostare la concorrenza dal circuito interno all'aspetto esterno della radio: dalla tecnica al design. Così negli anni 30 le radio modificano l'aspetto di strumento pseudo-scientifico per diventare mobile di arredo. Questo mobile (allora normalmente verticale) comincia ad ospitare l'altoparlante, mentre le migliorie sulle valvole permettono la riduzione delle dimensioni delle antenne e la possibilità di alimentare gli apparecchi direttamente dalla presa di corrente (per chi ce l'ha!).

Radiomarelli Vertumno (Italia 1933) modello dal design molto originale.

Continua sul prossimo numero


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PIANETA GIOVANI

Il regime del precariato

Se l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, allora la situazione dell'Italia è anticostituzionale. Il problema della flessibilità trasformatasi in precarietà è un problema fondamentale e attuale. Dopo la guerra, le generazioni che si sono succedute sono cresciute in una direzione di benessere: i figli stavano meglio dei padri. Oggi la tendenza si è invertita: le generazioni dei trentenni stanno peggio dei loro padri. Infatti se questi ultimi sono riusciti a formare una famiglia in una condizione dignitosa, sono riusciti a “farsi una casa” e a “far studiare i propri figli, oggi proprio questi figli, pur titolati e acculturati versano in una situazione dal futuro incerto, senza una concreta possibilità di progettualità. Secondo Beppe Grillo i precari sono “i nuovi schiavi moderni” e il precariato è «una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età, trasformando il lavoro in progetti a tempo, la paga in elemosina e i diritti in pretese irragionevoli». La visione di Beppe Grillo, che sembra uno dei pochi capace di scandalizzarsi di fronte alle scellerate vicende del mondo, pur apparendo come apocalittica, non va lontano dalla realtà delle cose. Il discorso del precariato si inserisce benissimo nell'ambito di quella subdola situazione di paura, insicurezza, incertezza che è la dimensione vitale che ciascuno di noi vive quotidianamente, la vera essenza della modernità. Il fatto di essere in questa situazione ci rende meno liberi (ed ecco perché schiavi), in quanto non capaci di poter scegliere e di poter progettare. Ecco allora la paura del diverso, dell'islamico, l'insicurezza del lavoro, l'incapacità di potersi in qualche modo proiettare in un futuro tranquillo, il timore di non farcela. Una dimensione che rappresenta un terreno fertile per quella “industria della paura” che da sempre alimenta un ramo della produzione economica. Io mi ricordo, quando avevo dieci anni, della “paura dell'atomica”. Da bambino convivevo con il terrore che da un momento all'altro la mia vita finisse in un “funghetto”. Chi di voi ricorda quanti soldi sono stati spesi per i famosi “rifugi atomici”. E non sono le paure a determinare il calo di quello o di quell'altro prodotto? (vedi mucca pazza, aviaria e così via?). L'uomo impaurito e insicuro ha una identità meno forte e quindi è più facile da governare o meglio, da controllare e da manipolare. Ecco perché io vedo in questa situazione un giochino sporco e pericoloso. Una situazione molto simile a quella dei regimi totalitari che facevano della paura una condizione necessaria per la propria sopravvivenza, del terrore un vero e proprio fondamento. Andrea D’Oria

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8 - SVAGO

La festa della Gioia Il Natale è la festa dell'amore che si rinnova, del miracolo della vita. Nell'Antica Roma, il 25 dicembre era dedicato al Re Sole, divinità pagana. Festività legata alla vittoria della luce sulle tenebre con il prolungarsi delle giornate. E così i primi cristiani decisero di consacrare questo giorno a “Cristo vera luce del Mondo” (Giovanni Paolo II). Durante l'Avvento, che significa “Attesa”, tempo del Calendario Liturgico dedicato alla Venuta del Signore, si ritrova spesso nel Vangelo la figura di S. Giovanni Battista. S. Giovanni è il cugino di Gesù di cui si ricorda la Natività a giugno; fra loro passano sei mesi. Ed ecco che tra fede e simbologia si arriva alle teorie dei nostri avi: dal 24 giugno, dopo il Solstizio d'estate, la durata della luce incomincia a diminuire fino a riprendere a poco a poco la propria autonomia dalla mezzanotte del 25 dicembre. La Notte di Natale ha il suo culmine proprio nella Mezzanotte: l'ora degli incantesimi, del passaggio dal vecchio al nuovo, dalla tristezza alla gioia. Cercate di vivere ogni giorno con lo stupore dei bambini le mille emozionanti sfaccettature di questa ricorrenza, affinché in qualsiasi momento della giornata possiate sentirvi amati e sereni. Francesca Ranieri

Dizionario Giovani a cura di Mons. Giuseppe Molinari Arcivescovo dell’Aquila

“N” come Natale Natale è ormai una parola che tutti conoscono. Ma non tutti conoscono il senso più vero e profondo. C'è una novella inedita di Luigi Pirandello, nella quale il grande scrittore di Agrigento, immagina, in una notte di Natale, di incontrare Gesù Cristo. E Gesù lo prende per mano e gli fa visitare tutti i luoghi della città dove il Natale (già allora!) è stato ridotto a puro consumismo. Al termine di questo viaggio Gesù chiede allo scrittore: “Luigi, cerco un anima, nella quale incarnarmi di nuovo, per continuare la mia missione nel mondo. Vuoi essere tu quell'anima?”. E Luigi risponde: “No, Signore, non posso!”.

Io penso che il vero Natale è per ognuno di noi una fortissima provocazione a chiedersi: “Per me che significa il Natale?”. E le risposte possibili sono due: Natale è possibilità di evadere, di partecipare a feste di vario tipo, di acquistare, di regalare, di stordirsi, di uniformarsi a tutte le più assurde dittature del consumismo e delle mode di una società

ormai senz'anima e perciò senza valori. In altre parole: Natale è semplicemente una favola. Oppure rimane l'altra risposta: Natale è Dio che si fa uomo e viene in mezzo a noi. E ci rivela il senso della vita e ci fa riscoprire i veri valori: la fede, l'amore a Dio e ai fratelli, il rifiuto dei miti del consumismo, la povertà come condanna di una società opulenta ed ingiusta e quindi il valore della sobrietà e della solidarietà. Il Natale come rivincita degli umili, dei poveri e degli ultimi, perché Dio si è fatto umile povero e ultimo. È questo il vero Natale. È solo da questo Natale può sbocciare la gioia nel mondo.


SCUOLA

COOPERAZIONE: LA ROMANIA CI FA RIFLETTERE MA L'ABRUZZO SI IMPEGNA PER LA SOLIDARIETA' E pensare che Romania discende da Roman, derivazione dell'aggettivo latino Romanus, romano, ed era infatti colonizzata dai romani che dominarono nell'antica provincia della Dacia. Anche quando la dominazione latina finì nei discorsi solenni si continuò ad utilizzare il latino. Poi però la storia ci testimonia che la Romania fu anche Greca, Slava, Illirica e Latina. La premessa appena fatta trova continuità nell'intesa fortunatamente intrapresa, ai giorni nostri, dal Governo romeno ed italiano con l'asse Roma Bucarest contro l'emarginazione e contro la delinquenza. Alcuni episodi di violenza di cui i Rom si sono resi protagonisti recentemente e che hanno riguardato la gente italiana e, in alcuni episodi di minor rilevo penale, anche quella abruzzese, hanno messo a nudo l'altrettanto aberrante situazione di vita quotidiana in cui molti di essi trascorrono i loro giorni. La task force governativa e l'appello all'Unione Europea ha rasserenato i rapporti bilaterali, un segnale di pace e tolleranza che certo non possiamo sottovalutare. E non potrebbe essere altrimenti perché l'Europa ed il mondo vanno a velocità pazzesca nella corsa all'integrazione, basti pensare che è proprio durante i giorni della cronaca nera 'Romania - Italia', mi riferisco al delitto di Tor Di Quinto del 30 ottobre, che l'U.E. ha accolto nello spazio di Schengen altri nove Stati: Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca. Siamo una nazione che sostiene e fa parte dell'U.E. e che ha allargato i propri confini religiosi, pur mantenendo la propria identità cristiana, consentendo agli islamici la libera professione della loro fede anche con il nulla osta alla costruzione di moschee in territorio italiano. Ci sono poi dei dati numerici non trascurabili: in Italia lo scorso anno erano oltre 500mila gli alunni non italiani che frequentavano le scuole straniere basti fare un paragone con dieci anni fa quando erano poco più di 70mila invece. In ogni caso sono proprio i ragazzi rumeni, oltre agli albanesi quelli più numerosi: costituiscono infatti il 13, 6%. Come pure il maggior numero di manodopera dell'agricoltura attinge dai romeni. L'Abruzzo segue la tendenza dell'Unione Europea ed avverte la necessità di operare all'interno della cooperazione. La nostra regione è impegnata in numerosi progetti soprattutto in Africa, in America Latina, in Asia. Non è un caso, lo cita ad esempio, che la facoltà di Scienze Manageriali dell'Università d'Annunzio abbia realizzato un master in Management della Cooperazione Internazionale allo Sviluppo riservato a giovani laureati nella discipline giuridiche, economiche, sociali e politiche di tutti gli atenei italiani e stranieri. I giovani vogliono avvicinarsi al mondo della cooperazione, e la collaborazione di atenei e di istituzioni come la Regione, che in tal caso finanzia il master, lo consente. Mentre si avverte l'esigenza di interagire non solo con i paesi dell'est Europa, ma anche con quei luoghi lontani ove la popolazione è segnata purtroppo da Aids, malaria e la tubercolosi Luigi Sigismondi

L’impegno dei “Panda Club” Il WWF è la più grande organizzazione al mondo per la difesa della Natura, presente in tutti i continenti, ed opera per arrestare e far regredire il degrado dell'ambiente naturale del nostro Pianeta. Da quando è nato, nel lontano 1961, il WWF è stato sempre guidato da una profonda convinzione: qualsiasi azione a favore dell'ambiente potrà avere effetto solo se supportata da un'ampia e diffusa riflessione sui rapporti che legano l'uomo all'ambiente. Ecco perché il WWF, in qualsiasi luogo in cui opera, accompagna ai progetti di conservazione attività di educazione ambientale. Anche in Abruzzo è così: da sempre le nostre Oasi ospitano Centri di Educazione Ambientale, i nostri attivisti svolgono attività di informazione sulle principali tematiche ambientali e le cooperative vicine all'Associazione propongono progetti educativi. Il WWF propone così un pacchetto di attività sul mondo dell'acqua, sulle aree naturali protette, sulla raccolta differenziata, sulla protezione della flora e della fauna, sulla sostenibilità e su molto altro: tutti i temi su cui il WWF è impegnato, infatti, possono essere oggetto di attività di educazione ambientale perché la tutela della Natura passa anche attraverso la formazione dei più giovani e di quanti, magari già avanti nell'età, hanno conservato la voglia di conoscere e la speranza di un mondo migliore. Nelle scuole italiane il WWF lavora anche con i Panda Club, classi che si iscrivono collettivamente all'Associazione sotto la guida di un insegnante. Annualmente viene elaborata una proposta didattica di alto valore educativo, che ha l'obiettivo di informare e “formare” i ragazzi per farli partecipare attivamente a scelte più consapevoli e rispettose del territorio e dell'ambiente. I materiali didattici destinati ai Panda Club sono un vero e proprio percorso che gli insegnanti possono sviluppare ed integrare insieme ai ragazzi, a scuola e nel tempo libero. I Panda Club coinvolgono ogni anno oltre 100.000 studenti impegnati attivamente nello studio e nella difesa della Natura: una risorsa straordinaria di entusiasmo e di energia che sostiene il WWF in tutte le sue iniziative. Chi è interessato a ricevere informazioni sulle attività di educazione ambientale del WWF può scrivere ad abruzzo@wwf.it, oppure visitare il sito www.wwf.it/educazione.

Buon Natale

a r b B a r è ossa f f a C by Fico D’india


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SALUTE

Vinciamo insieme la partita contro la rosolia

di Alfonso Tiberi In questi ultimi anni si sono verificati notevoli flussi di persone provenienti da altri Paesi europei ed extra europei. L'immigrazione ha portato in Italia persone di varie etnie con culture e religioni diverse. Nell'ambito sanitario molto spesso ci sono varie difficoltà per capire e farsi capire, soprattutto in ostetricia e ginecologia, in quanto in molti Paesi non c'è la cultura della gravidanza seguita dal personale medico e paramedico e soprattutto perchè si sottovalutano alcuni esami del sangue che sono importanti per prevenire le malattie del futuro essere umano. Tutto ciò è legato anche ad un problema di spesa, di ticket, relativi al costo delle analisi ematochimiche che in quel determinato periodo sono veramente indispensabili. Altre volte c'è difficoltà a farsi capire e a far capire la necessità di alcune indagini di laboratorio o di terapie mediche specifiche. Per questo in ambulatorio sarebbe necessaria la figura del mediatore culturale che potrebbe permettere ai sanitari di inserirsi in modo naturale e non traumatico nella vita di queste persone che spesso ci guardano con sospetto o a volte con estrema meraviglia. Forse ci prendono per esagerati, ma non è così. Ad esempio sarebbe necessario far comprendere l'importanza e il valore della campagna per l'eradicazione della ROSOLIA CONGENITA, malattia esantematica che si può contrarre per contagio durante la gravidanza e di conseguenza trasmettere al feto. Questa malattia crea gravi problemi a livello del sistema nervoso, dell'apparato oculare e dell'apparato uditivo del neonato. Per questo motivo esiste il vaccino che permette di sviluppare gli anticorpi e proteggere la gestante dalla malattia esantematica. Se durante la gravidanza si dovesse contrarre tale malattia il neonato non verrebbe infettato in quanto la madre ha già nel proprio organismo gli anticorpi che difendono sia la madre che il neonato. I vaccino può essere fatto presso l'Ufficio di vaccinazione della ASL di appartenenza. Così si potrebbe aderire alla campagna promossa dalla regione Abruzzo Direzione Sanità: “Vinciamo insieme la partita contro la rosolia”

DESIGN

Gioielli tra arte e design di Luisa Stifani

Archetipi e simboli si fondono con la materia e l’arte per un moderno modo di sentire e vivere i gioielli. Ammiccante e sensuale vuole essere un richiamo alla raffinata e seducente atmosfera che aleggiava nelle corti europee ottocentesche. La collezione di Filomena Di Camillo sarà presentata Mercoledì 5 dicembre al teatro comunale dell'Aquila (sala rossa). Dal 6 è possibile ammirarla al negozio di arredo e design "Interno 26", in via Verdi, 26 - L’Aquila.

“Filo collection”

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Per Puntare in alto: Portfolio di Salvatore Romano

Parte dal capoluogo ma viene distribuito in tutto Abruzzo e anche fuori regione il nuovo free-press ''Portfolio''. Trimestrale di cultura economica, finanziaria e cooperazione sociale, il periodico, edito dall'associazione culturale ''L'impronta'', che ha esordito il 9 novembre con 16 pagine tutte a colori. Nella foto a sinistra Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo Stefano Pallotta, il Direttore Operativo Luisa Stifani e il Direttore responsabile Mario Narducci. Nella foto a destra una parte della redazione di ‘'Portfolio''. Stampato in 5 mila copie e scaricabile anche da internet all'indirizzo www.portfoliomagazine.it (in costruzione) Il magazine di nuova generazione già dal primo numero ha riscosso grande successo nazionale con dossier e servizi scritti da alcune tra le firme più prestigiose, meritando l’attenzione di testate giornalistiche e agenzie di stampa di fama nazionale e numerosi siti web quali: ANSA, Libero, Yahoo,...


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Comics HANNO UCCISO CAPITAN AMERICA! Hanno ucciso Capitan America! In Italia la notizia non ha suscitato particolari “polveroni”. I fan di tutto il Salvatore Romano mondo (soprattutto americani) hanno invece riversato tributi e lunghe discussioni sui vari blob della rete (e ovviamente YouTube) rendendo onore all'eroe scomparso…Nato nel 1941, in pieno conflitto mondiale, dopo 66 anni passati a combattere criminali d'ogni specie, un cecchino ha ucciso Capitan America ma…per quanto tempo? Perché i supereroi muoiono ma possono pure resuscitare…poiché le decisioni delle case editrici sono legate alle vendite! Rivisitiamone il personaggio con il contributo di uBC Fumetti - http://www.ubcfumetti.com

QUANDO NASCE e CHI LO CREA

febbraio 1969, 111 marzo 1969 e 113 maggio 1969) consacra il personaggio al Nel marzo 1941, sull'onda della mito. Per questo, propaganda a favore successivamente, la serie dell'intervento armato nel viene assegnata ad autori Secondo Conflitto Mondiale, la del calibro di Gene Colan Timely (casa editrice che si e John Romita Sr, che trasforma prima in Atlas e poi delineano ulteriormente il nella Marvel Comics) lancia un personaggio integrandolo nuovo super-eroe chiamato nella società degli anni Capitan America ad opera di settanta. Dopo un inutile Joe Simon e Jack Kirby. Si ritorno di Kirby e la crisi tratta di un fumetto violento, del settore, la serie ormai fuori dai canoni classici del langue ed è grazie alla super-eroe del periodo. Pervaso sequenza di racconti di da un patriottismo al limite del Roger Stern, John Byrne fanatismo, è un ciclone contro e, soprattutto, Jean Marc Nazisti e alleati dell'Asse in DeMatteis che la serie genere. Epocale il suo scontro decolla nuovamente. De con Hitler in persona. Finita la Matteis contrappone guerra, forse per la necessità dei (dal n. 59 novembre 1964 al 99 definitivamente l'eroe al governo marzo 1968 che condivide con lettori di dimenticare la violenza e alla sua incapacità di gestire le Iron Man. Dal numero cento la del conflitto, cade presto in questioni interne, seguendo così il rivista si chiama Captain America disgrazia e la serie chiude a Vol. 2 ed è tutta dedicata all'eroe senso di disagio sociale che molti favore di storie più leggere e americani sentono crescere dalla stelle e strisce) sempre gestite ironiche. guerra del Vietnam in avanti. Da da Lee & Kirby, in cui il Si devono aspettare Stan Lee sottolineare la rivisitazione dei disegnatore si lascia andare (Stanley Martin Lieber), Jack Il personaggio e le immagini di Lupin III sono copyright © degli aventi diritto e qui vengono utilizzati a soloanni scopodella informativo primi carriera di Cap da creando quei disegni che per le Kirby e l'avvento dell'Universo parte di Fabian Nicieza & Kevin generazioni successive saranno Marvel per rivederlo sulle pagine Maguire sulla miniserie dei Vendicatori (Avengers Vol.1 n. ispirazione e mito: dinamismo, "Adventures of Captain America" sintesi nella narrazione, colpi di 4 marzo 1964). Il successo è (mini di quattro numeri pubblicata travolgente soprattutto perché il scena sono i tre ingredienti dalla Marvel alla fine del 1991 e in esplosivi che fanno di Capitan nuovo Capitan America è più Italia su Star Magazine 18-22 America uno dei capolavori umano e molto meno fazioso, Star Comics). assoluti della Silver Age. anche se l'identità rimane quella Come se non bastasse, terminata di Steve Rogers. Per questo la Ma... Chi è Capitan America? la gestione Kirby, subentra Jim Marvel decide di dedicargli una Steranko che, con soli tre numeri Lo scoprirete nel prossimo serie di avventure in solitario numero di Svago! (Captain America Vol. 2 n. 110 sulla rivista Tales of Suspense


Il meraviglioso mondo dei Lapponi

Viaggiando A cura degli studenti del Liceo Ginnasio “Giovanni Berchet” di Milano

facilitare gli spostamenti, essi portano con sé poche cose. Non e s i s t o n o mobili, a parte la cassa da viaggio e la culla sospesa al soffitto.

I

Lapponi presentano una civiltà che ha molti caratteri originali. Un certo n u m e r o d e l l a popolazione si dedica all'agricoltura, senza tuttavia trascurare la pesca; altri, sulle coste, sono prevalentemente pescatori, ma la maggioranza della popolazione si dedica all'allevamento delle renne ed è quindi seminomade, spostandosi con le mandrie d'estate in latitudine e longitudine. La vita dei Lapponi è basata sulla renna selvatica o addomesticata. Essi si nutrono del suo sangue, della sua carne e del suo latte: durante l'inverno il latte viene ghiacciato in piccole forme e consumato così; la “zuppa di sangue” fatta di scorza pestata o di farina e sangue costituisce un piatto assai importante e viene conservata liquida durate l'inverno entro otri fatti con lo stomaco della renna stessa. La renna è usata inoltre come animale da tiro. Morta essa fornisce la materia prima per fare abiti, berretti, scarpe, stringhe e corde. La dimora estiva di questa popolazione ricorda lontanamente la tenda conica delle popolazioni dell'Asia, ma ne differisce per una doppia ossatura speciale. I Lapponi costruiscono i loro accampamenti dove possono fornirsi di acqua potabile e di combustibile. Per

RELIGIONE Attualmente tutti i Lapponi sono cristiani, maggioranza protestanti, ma la vecchia religione sciamanista ha lasciato le sue tracce nei costumi del popolo.

IL JOIJK Il jojk è un modo speciale di cantare ed ha una lunga e ricca tradizione. E' un tipo di canzone unica in Europa è un canto senza musica, modulato sulle melodie del vento e del silenzio della tundra. Il jojk era una parte importante della religione saami e perciò dimenticato in quei villaggi dove è giunta la cristianità. Quando nasce un bambino si canta un jojk per sapere che tipo di persona sarà questo nuovo essere. E' solito che i genitori cambino il nome del figlio per qualche tempo o per diversi periodi: se il bimbo piange o sembra essere triste. Essi pensano che le anime dei defunti vogliano tornare a vivere e danno al bambino i loro nomi.

LA BEFANA DEI SAAMI I Saami venerano la madre delle renne e la dea Sole Beiwe. Beiwe viaggia con

sua figlia, Beiwe-Neia, attraverso il cielo su un carro di ossa di renne, portando cibo per le renne. Durante il solstizio d'inverno gli adoratori di Beiwe macellano bianchi animali ed infilzano la loro carne in stecche di legno legate con nastri lucenti. Ungono, poi, le loro porte di casa di grasso così Beiwe può mangiare e riprendere il suo faticoso viaggio.

ROVANIEMI Rovaniemi (Roavenjarga in lingua sami) è la capitale amministrativa della Lapponia, la provincia più settentrionale della Finlandia, ha una popolazione di 35.400 abitanti; è anche la sede del parlamento sami finnico, istituito nel 1996. Il nome Rovaniemi è stato spesso ritenuto di origine lappone, in quanto "roavve" in Sami indica una collina boscosa. Nei dialetti della Lapponia meridionale "rova" significa invece cumulo di pietre o roccia. Situata a ridosso del Circolo Polare Artico, in corrispondenza dell'incrocio dei grandi fiumi Kemi e Ounasjoki, questa città, nonostante si sia sviluppata intorno alla collina di Ounasvaara, continua ad essere parte integrante della natura locale. Le quattro incantevoli stagioni della Lapponia offrono all'intera regione un'ampia gamma d'attrazioni uniche ed inimitabili. Rovaniemi è conosciuta

come importante centro turistico e come antico nodo commerciale. L'attività economica è incentrata sul terziario, il commercio e la produzione di soluzioni legate alle tecnologie informatiche. Il turismo d’avventura rappresenta un altro importante settore economico che le permette di cooperare attivamente con numerosi operatori a livello internazionale.


Musica Visto per voi…e anche per noi… A San Benedetto del Tronto È bastato che il pubblico iniziasse a chiamare il suo nome, perché il Vate si presenti sulla scena, salutando tutti come vecchi e nuovi amici, con quell'aria un pò da “campagnolo inurbato”, un pò da poeta sudamericano, ed ecco che lo spettacolo inizia, con una “canzone nuova, a sorpresa” ironizza Guccini; ovviamente si tratta di Canzone per un'amica. Il Nostro ha una gran voglia di suonare, e si vede. Non perde infatti occasione per imbracciare la chitarra e mostrare al fido “Flaco” come si esegue un “Do maggiore terzinato anni '60”, rimproverando simpaticamente il “musicista riottoso, riottoso come alcuni Ministri…”. L'artista scherza, parla della prima canzone che ha scritto (mai e d i t a ) A n c o r a , spudoratamente ispirata ad Only you, per passare poi al tema delle “canzoni

d'amore” nell'intento di introdurre una perla come Cirano. Dato l'argomento, non può non citare il Festival, da sempre caratterizzato da brani a sfondo amoroso o, fino ad un certo periodo, patriottico, ed eccolo q u i n d i i n t o n a r e Vo l a c o l o m b a e Ve c c h i o s c a r p o n e , autoproponendosi per un tour nelle balere bavaresi. Al di la però delle battute pungenti e ironiche, la serata è stata un piacevolissimo viaggio tra le note, i successi vecchi e nuovi del Nostro, tra versi la cui metrica è curata minuziosamente, tasselli di un mosaico senza tempo, fatto di poesia, terra, vino e vita. L'attuale tour di Francesco Guccini, inoltre, non è di supporto a qualche nuovo album, quindi dalla scaletta ecco spuntare brani come L'isola non trovata, Due anni dopo, Per quando è tardi

(quest'ultima come nella versione originale, la esegue da solo, accompagnandosi alla chitarra); capolavori risalenti ai primi album dell'artista. Non manca inoltre una “chicca” per il pubblico sempre caloroso, un brano nuovo, ispirato ad una poesia partigiana tradotta dal dialetto bolognese: Pedro, Cassio e il Brutto, ossia i soprannomi dei tre protagonisti, dei partigiani incaricati di ritirare e diffondere la stampa clandestina (tra cui L'Unità); Pedro e Cassio si recano sui monti per

incontrare Pedro, il quale dovrà consegnargli il materiale incriminato, ma trovano quest'ultimo ucciso e legato al filo spinato, con in mano una tavoletta con su scritto: “Questa è la fine di ogni partigiano”. La sincerità, l'umiltà con cui Francesco (ci permetterà questa confidenza), nell'immancabile camicia “blu, perché odio il nero” comunica col suo pubblico, è l'elemento che, insieme alla sua poesia, rende ogni spettacolo qualcosa che va oltre il semplice concerto. L'artista, pur se sul palco, è in realtà in mezzo alla

IL PRECARIATO CANTATO Il tema del precariato e della difficile situazione lavorativa è naturalmente vivo e trova terreno fertile anche nel c o s i d d e t t o s e t t o r e c u l t u r a le , i n particolare in quello del cinema, della letteratura e della musica. Nelle sale il bel film di Ken Loach In questo mondo libero e di prossima uscita il nuovo film di Virzì, Tutta la vita davanti, interpretato da Sabrina Ferilli, alle prese con i famosi Call Center. Tanti i libri di giovani autori che evidentemente fanno di necessità virtù e raccontano le loro vicende tra le pagine di un romanzo. Lo stesso Beppe Grillo ha raccolto varie storie di precariato in un libro dal titolo Schiavi moderni, scaricabile dal suo celebre sito. Non rimangono evidentemente indifferenti neanche i cantautori di casa nostra. In un solo anno sono uscite tre belle canzoni sul tema di altrettanti noti cantanti. Parliamo di Oltre il giardino di Fabio Concato, che ha portato sul palco di Sanremo una canzone non “sanremese”. Narra infatti la vicenda del cosiddetto precario di “età avanzata”, del problema di chi si trova “in mezzo alla strada” a cinquant'anni, con la conseguente difficoltà di inserirsi nuovamente nel mondo del lavoro. “L'hai capito o no, mi

hanno mandato a casa, senza dirmi una parola, né una scusa; dimmi adesso cosa faccio a 50 anni, potrei dare quel che resta del mio culo per campare! Dunque vedi che bisogna andare via, ce lo chiede questa nuova economia”. Ma il personaggio di Concato non perde la sua dignità, anzi, reinventandosi e riciclandosi come giardiniere, ritrova stimoli e spunti nuovi: “Ma mi vedi adesso in mezzo a questi fiori, ho ricominciato a vivere a colori, ma i più belli, forse, sono dentro al cuore e te li posso raccontare e condiverli con te. A me piace più di prima la mia vita, perché ridimensionata, si è pulita, come questa pianta e questi fiori nuovi che profumano la sera, e che danno un senso nuovo. Danno un senso che non c'era”. Altro artista, altro precario “eccellente”: quello del supplente, personaggio di Samuele Bersani descritto nella canzone il cui titolo è tutto un programma (paradossale): Sicuro precariato. Anche tale figura, pur nella sventura, mantiene integra la propria dignità e questo è davvero tanto in una tale situazione: “io sono un portatore sano di sicuro precariato e anche nel privato resto in prova e ho un incarico a termine, lo so, ma ho molta volontà, non c'è pericolo”.

gente, con cui brinda, scherza, parla, come se ci stesse invitando a casa propria, orgoglioso di mostrarci la sua biblioteca e la sua cantina, come quello che è ed è sempre stato: un buon amico a cui piace “far canzoni e bere vino”. Sandro Coletti

di Andrea D’Oria

Quasi struggente la parte in cui il supplente chiede ai propri alunni “di passaggio” di essere considerato come un “normale” professore: “è l'ultima possibilità che ho di chiedervi un piacere: vorrei sapere chi mi imita e perché non ne posso anch'io godere una volta sola prima di lasciare anche questa scuola”. Infine il trionfatore dell'ultimo Festival di Sanremo, Simone Cristicchi che nell'album: Dall'altra parte del cancello ci presenta Laureata precaria, ideale sequel della più famosa Studentessa universitaria. Pur laureata la nostra “eroina” si barcamena tra un call-center, una pizzeria d'asporto e attività di volantinaggio, sempre e per sempre con contratti a termine: “Mi hanno fatto un bel contratto CO.CO.PRO., anche se cosa vuol dire non lo so, so solo che io da domani un posto di lavoro avrò, con uno misero stipendio a fine mese arriverò”. I sogni del periodo universitario sono ormai perduti nell'oblio e la sua situazione è simile a tanti altri suoi coetanei in questa Italia fondata sullo stage: “laureata precaria, che rispecchi fedelmente questa deprimente Italia: sogni una carriera straordinaria, ora prendi 400 euro al mese come segretaria”.


Cineciak Louis Connely, un carismatico giovane chitarrista irlandese, e Lyla Novacek, una giovane e viziata violoncellista, si incontrano per caso a New York e trascorrono... una magica e fugace serata a Washington Square... Il risultato del fortuito incontro sarà un bambino reso 'orfano' dalle circostanze. Anni dopo, il bambino in questione, si esibisce per le strade di New York in compagnia di un uomo misterioso “viscidamente divertente” interpretato da Robin Williams che si prende cura di lui e lo chiama August Rush. Novello Oliver Twist, dopo mille difficoltà e vicende, il ragazzino decide di servirsi del suo straordinario talento musicale per cercare i genitori dai quali è stato separato sin dalla nascita. La bella colonna sonora di Mark Mancina (“Koda, fratello orso”) è uno dei punti di forza del film insieme alla fotografia di John Mathieson (“Le crociate”), funzionale nell'accentuare la poesia emanata da una musicalità ricercata, al servizio di un elaborato in parte prevedibile, ma che, diretto con mestiere, sembra riallacciarsi in maniera affascinante alla grande tradizione del magico cinema hollywoodiano che fu. Proprio un bel film, pieno di ritmo, non noioso e con un attore bambino (Freddie Highmore) che fa invidia alle Star hollywoodiane.

NATALE 2007 - Idee Regalo

di Manuel Romano

Le spese per tasse, bollette, petrolio, mutui erodono sempre di più il reddito delle famiglie. Ma Natale é sempre Natale! Nonostante le difficoltà, si spenderanno in “doni” circa 750 € (stima Confcommercio) con maggiori preferenze per prodotti Hi-tech a discapito di libri e vestiti. Idee folli per un Natale Hi-Tech: idee per tutti i gusti e per tutte le tasche. Buona scelta e auguri da parte mia. La Canon vero e proprio punto di riferimento in materia di fotografia semiprofessionale propone l'EOS 400D, reflex digitale con nuove prestazioni e capacità evolute. Integra un potente sensore CMOS di più di 10 milioni di pixel, uno display luminoso di 2,5 pollici di diagonale ed il processore d'immagine DIGIC II, che ottimizza la velocità di reazione ed il trattamento d'immagine, per dei risultati più realistici e precisi. Grande novità rispetto alle fotocamere reflex tradizionali, è l'eliminazione della polvere durante il montaggio e lo smontaggio dell'obiettivo. Integra infatti il sistema EOS di pulizia, in questo modo, le polveri visibili durante l'inquadratura sono considerevolmente ridotte. Ergonomica, compatibile con gli obiettivi EF e EF-S di Canon, l'EOS 400D è la punta di diamante della gloriosa linea delle EOS digitali.

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SVAGO, anno 2007, n.° 06